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Memorial Blasi al Manduria
Taranto, doppio ko. Shoot out fatali col Martina

Il Manduria ha vinto a sorpresa, ma meritatamente l'8.a edizione del Memorial Michele Blasi finito ben oltre le mezzanotte. E' la seconda volta che la formazione biancoverde si aggiudica l'importante Trofeo. La prima volta fu nel 2000: sconfisse Fasano e Matera. Grande soddisfazione sugli spalti per i tifosi biancoverdi giunti allo «Iacovone». In curva Nord, all'inizio della prima gara, i tifosi tarantini mettevano un bello c'è un bello striscione: «Presenti solo per te. Ciao Michele». Il primo match ha visto di fronte Taranto e Manduria. Marino mandava in campo le cosidette seconde linee, mentre la formazione ospite schierava grosso modo la migliore formazione. Al 1' Corallo, su punizione, impegnava Gentile in una deviazione in angolo. Al 7' cross di Leone, Petilli giungeva con un attimo di ritardo da tre metri. Il Taranto rispondeva all'8'. Malagnino serviva al centro un invitante assist per Mignogna la cui deviazione ravvicinata veniva deviata in angolo da Bortel. Al 15' Micallo metteva al centro un bel pallone per la testa di Corallo, la cui deviazione terminava alto di una spanna. I rossoblù andavano vicini al gol al 22' con Calicchio il quale, con una dosato destro, prima colpiva la traversa su cross di Micallo e, poi, di testa inviava la palla di poco alta sulla traversa. Al 36', però, a sorpresa il Manduria passava in vantaggio. Insanguine apriva per Lentini il quale dai venti metri sparava un bolide deviato da Bevo. Nel secondo incontro Taranto e Martina schieravano le formazioni titolari. Da segnalare soltanto quella capitata al 6' a Deflorio, ben servito da Campanile: la sua pronta deviazione veniva respinta da Mancini a pugni. La formazione rossoblù era decisamente più reattiva, ma di fronte c'era un Martina davvero tosto, ben messo in campo da Trillini. Il suo 3-4-1-2 si rivelava molto efficace. Da segnalare, al 37', un cross di Mitri, ma Manni anticipava di testa l'accorrente Cardascio. Si andava agli «shoot out». Segnavano per il Martina Cardascio, Minorelli, Mitri, Gentilini, e Campolattano; per il Taranto, invece, Caccavale, Campanile, Mignogna, Catania. Nell'ultimo e decisivo incontro i ritmi sono più bassi complice la stanchezza. Il Manduria partiva a razzo ed al 2' andava in gol con Insanguine il quale concludeva con un bel diagonale un cross dalla destra di Corallo. Il Martina pareggiava al 36' con Cavaliere con un tiro da fuori area. L'ultima palla-gol è per il Martina con Mitri che tentava di sorprendere il portiere ospite con un pallonetto dai trenta metri, ma Di Punzio non si lasciava sorprendere. di Giuseppe Dimito

Passerella rossoblù
Ieri la presentazione ufficiale della «rosa». Ingaggiati Capone, Mancini e Bruno

La «rosa» del Taranto è stata presentata ieri sera prima dell'inizio del Memorial Michele Blasi. Sugli spalti circa 2500 i presenti. Al momento dell'uscita dal tunnel degli spogliatoi ci sono stati applausi per tutti e 22 i componenti. Ad attenderli, al centro del campo, il presidente Luigi Blasi. I primi tre ad entrare sul terreno di gioco sono stati gli ultimi tesserati: Capone ('84), proveniente da una formazione toscana della serie D, Mancini ('83), trequartista ex Alto Adige e Bruno ('83), nella scorsa stagione nel radiato Benevento. Subito dopo sono comparsi sul terreno di gioco i tecnici: mister Marino, il vice Montesardo, il preparatore dei portieri Gucciardini e quello dei portieri, Degli Schiavi. Quindi è stata la volta dei calciatori suddivisi in difensori, centrocampisti ed attaccanti nel seguente ordine: Gentili e Lucaselli; Caccavale, Manni, Martinelli, Micallo, Taurino, Pastore, Pierri; Bevo, Campanile, Deleonardis, Larosa, Malagnino, Mignogna, Mortari; Catania, Gambino e De Florio. Subito dopo è stata la volta dei magazzinieri Scardino e Scarano, dei massaggiatori Simone e Gennarelli e del medico dott. Mazza. Infine sono scesi sul terreno di gioco il diesse Evcangelisti ed il direttore generale Galigani. La «rosa», com'è noto, risulta ancora incompleta. Mancano il secondo portiere, un altro centrocampista (potrebbe firmare Sirio Silvestri se la Disciplinare sarà molto clemente nei suoi confronti, ma anche di Signorile e Sergi, venerdì prossimo al processo per la famosa questione della furosemide) e, soprattutto, la punta centrale da 15 gol promessa tempo fa dal presidente Luigi Blasi. A tal proposito si fanno i nomi di Molino e Banchelli. La società fa sapere che il nome del prescelto potrebbe essere annunciato fra oggi o al massimo domani. Di certo dovrà firmare al massimo martedì mattina per poterlo utilizzare sabato o domenica prossimi a Roma contro la Cisco Roma (ex Lodigiani) nella prima di campionato. di Giuseppe Dimito

È il giorno del Taranto
Sarà Molino il colpo a sorpresa? La compagine di Marino fa il suo esordio allo «Iacovone». Triangolare con Martina e Manduria

Il tanto atteso esordio interno del nuovo Taranto, targato Evangelisti-Marino, è arrivato. Non si tratterà di una gara ufficiale, ma l'impegno è ugualmente importante e difficile. L'ottava edizione del «Memorial Michele Blasi» vedrà questa sera (inizio ore 20,30) ai nastri di partenza Taranto, Martina e Manduria. In precedenza, alle 19,30, la squadra (assieme ai neo contrattualizzati Capone e Mancini) sarà presentata ufficialmente a tifosi e cronisti. Non è escluso che la società «spari» un colpo a sorpresa, ovvero l'ingaggio dell'atteso bomber. Le voci dell'ultima ora portano all'ex Benevento Luigi Molino ed all'ex Martina e Cremonese Gioacchino Prisciandaro. Intanto oggi i rossoblù si troveranno di fronte prima una pimpante formazione di serie D (il Manduria) nel match inaugurale, e successivamente (da verificare se per il secondo incontro o per il terzo) una forte formazione di C1 (il Martina). In campo ci sarà sano agonismo che, spesso, è anche sinonimo di spettacolo come prevedono i sacri canoni dello sport. Entrambe le tifoserie ospiti dovranno essere accolte con molta diplomazia. Lo merita Luigi Blasi per aver investito parecchio per allestire una squadra in grado di dire la sua nel discorso playoff e per aver voluto, per la prima volta, che la manifestazione si disputasse allo «Iacovone» (le sette precedenti si giocarono a Manduria). Ma lo merita soprattutto l'intestatario del Trofeo, Michele Blasi, venuto a mancare improvvisamente a soli 6 anni il 3 marzo 1997 allorché stava per affacciarsi alla vita. Il primo match, dunque, sarà Taranto-Manduria. Marino manderà in campo, presumibilmente, la stessa formazione scesa in campo a Potenza mercoledì scorso. Gentili in porta; Micallo, Pastore, Caccavale e Manni in difesa; Mortari, Bevo, La Rosa in mezzo; Campanile rifinitore; Gambino e Deflorio in avanti. In panchina ci saranno sia coloro che completano la rosa di prima squadra, sia coloro che sono in attesa di contratto (con l'unica eccezione dell'infortnato Mancini). Fra questi c'è Olivio Calicchio, il 31enne attaccante brasiliano (di passaporto belga) giunto in riva allo Jonio ieri l'altro, la cui prestazione servirà ai tecnici jonici come provino per il possibile tesseramento. Il Manduria è una buona squadra. Totò Nobile, ex Inter e Lecce, ha già allestito un buon gruppo. Domenica scorsa, sia pure in amichevole, ha fermato sullo 0-0 il forte Gallipoli sul terreno leccese. Ma già nello scorso campionato, sempre in campo avverso, impattò con lo stesso punteggio il match rovinando la festa alla compagine di casa. I salentini, infatti, avevano bisogno dei 3 punti per inneggiare al ritorno in C2. L'attacco è guidato da bomber Insanguine. Alle ore 21,25 scenderà in campo il Martina Franca di mister Trillini contro la perdente il primo incontro. Anche la compagine biancoazzurra è stata ben costruita dal diesse Di Bari. Il suo tasso tecnico è abbastanza elevato. Non è escluso che possa recitare la parte della classica outsider del campionato di C1 ed è entrare nel lotto delle formazioni aspiranti ad un posto nei playoff per la B. La città collinare è pronta ad esplodere d'entusiasmo. Alle 22,25, infine, lo stesso Martina affronterà la vincente di Taranto-Manduria. In caso di parità dei singoli incontri si calceranno gli «shoot out» dai 30 metri (l'azione va conclusa in 6 secondi). In caso di ulteriore parità, i rigori ad oltranza. Chi vincerà... senza appendici, guadagnerà 3 punti, altrimenti 2. Chi perderà agli «shoot out» o ai rigori, 1 punto. Alle 19,30 sarà presentata la nuova rosa del Taranto. I prezzi: 5 euro in curva, 8 in gradinata, 12 nelle due tribune e 25 per la poltronissima. di Giuseppe Dimito

Il debutto della C2 a Roma
Diramato ieri il calendario del gruppo C. Primo match con la Cisco, ex Lodigiani. Alla seconda giornata arriverà il Melfi, alla sesta l'Andria

Questi i match del Taranto della nuova stagione di C2 2005-2006, secondo il calendario diramato ieri dalla Lega. Prima giornata (and. 28 ago 05, rit. 8 gen 06): Cisco Roma-Taranto; Seconda giornata (and. 4 set 05, rit. 15 gen 06): Taranto-Melfi; Terza giornata (and.11 set 05, rit. 22 gen 06): Vigor Lamezia-Taranto; Quarta giornata (and.18 set 05, rit. 29 gen 06): Taranto-Igea Virtus; Quinta giornata (and.25 set 05, rit. 5 feb 06): Giugliano-Taranto; Sesta giornata (and.2 ott 05, rit. 12 feb 06): Taranto-Andria; Settima giornata (and.9 ott 05, rit.19 feb 06): Vittoria-Taranto; Ottava giornata (and.16 ott 05, rit 26 feb 06): Taranto-Modica; Nona giornata (and.23 ott 05, rit. 12 mar 06): Real Marcianise-Taranto; Decima giornata (and.30 ott 05, rit.19 mar 06): Gallipoli-Taranto; Undicesima giornata (and.6 nov, rit.26 mar 06): Taranto-Latina; Dodicesima giornata (and.13 nov 05, rit.2 apr 06): Nocerina-Taranto; Tredicesima giornata (and.27 nov 05, rit.9 apr 06): Taranto-Potenza; Quattordicesima giornata (and.4 dic 05, rit.15 apr 06): Pro Vasto-Taranto; Quindicesima giornata (and.11 dic 05, rit.23 apr 06): Taranto-Rende; Sedicesima giornata (and.18 dic 05, rit.30 apr 06): Rieti-Taranto; Diciassettesima giornata (and.21 dic 05, rit.7 mag 06): Taranto-Viterbo. LA FORMULA DELLA C2 - Il campionato scatterà domenica 28 agosto e si concluderà (stagione regolare) il 7 maggio. Quattro le soste: 20 novembre 2005, il 25 dicembre 2005 e il 1 gennaio 2006 per le festività natalizie; 5 marzo del 2006. Un turno infrasettimanale: 21 dicembre del 2005, mentre la 14ma giornata di ritorno è stata anticipata a sabato 15 aprile per consentire ai calciatori di festeggiare la Pasqua. Orari: dal 28 agosto le gare inizieranno alle 15; dal 30 ottobre 2005, con l'entrata in vigore dell'ora solare anticipo di mezz'ora, quindi fischio d'inizio alle 14.30. Con l'ora legale, dal 26 marzo 2006 si torna alle 15, mentre playoff e playout alle 16. I playoff: Si disputeranno il 21 e 28 maggio semifinali, 4 e 11 giugno finali. I playout: due gare, andata e ritorno, per evitare il «baratro» dell'ultimo turno-salvezza in programma il 21 e 28 maggio.

Evangelisti: «Torneo duro»

Fa già discutere il calendario del Taranto confezionato dalla Lega di C. La prima giornata, prevede la trasferta a Roma (al Flaminio, ore 15) contro la Cisco Roma (ex Lodigiani). La società laziale ha chiesto a quella jonica di anticipare a sabato 27 l'incontro; ma la risposta rossoblù è stata negativa. Spiega il diesse Evangelisti: «Purtroppo non possiamo aderire all'invito per ragioni organizzative. Mercoledì prossimo, infatti, abbiamo in programma l'impegnativo match di Coppa Italia contro il Real Marcianise, per cui avremmo serie difficoltà ad allestire l'importantissima gara di campionato a Roma con un giorno in meno». Come giudica girone e calendario? «Il nostro campionato mi sembra molto equilibrato. Ogni gara sarà un'insidia per cui dovremo stare attenti a non cadere in alcuna trappola. Le pretendenti al salto in C1, oltre a noi naturalmente, dovrebbero essere Giugliano, Cisco Roma, Latina, Potenza, Gallipoli più l'immancabile outsider - il Melfi o il Rende? ndr -. Dire adesso se è meglio affrontare certe squadre prima o, poi, mi sembra assolutamente superfluo. Gli avversari restano sempre gli stessi». Con che spirito affronterete il «Blasi»? «Per fare bene, naturalmente. Gli stimoli che animeranno i ragazzi sono tanti: regalare una grossa soddisfazione al nostro presidente, dare un seguito alla bella affermazione ottenuta a Potenza nella prima di Coppa Italia, mettersi in luce dinanzi ai propri tifosi». Intanto la campagna abbonamenti, dopo un breve periodo di flessione, ha avuto un risveglio. La vittoria di mercoledì scorso ha stimolato supporters jonici. Il calendario, sotto questo profilo, è stato di valido supporto dal momento che la prima gara si disputerà in trasferta per cui i ritardatari e gli indecisi avranno una settimana in più per provvedere all'acquisto del tagliando con in abbinamento la Card che dà diritto a sconti nei negozi convenzionati. di Giuseppe Dimito

«Progettiamo la C1»
Gigi Blasi parla del Taranto e del campionato alle porte: «Saremo tra le prime cinque e ci divertiremo. Ho fatto sacrifici, adesso voglio soddisfazioni»

Quando Gigi Blasi ha voglia di parlare è persino difficile chiudere terminare la conversazione. Un po' per la dialettica travolgente, un po' per il piacere dell'intervista che diventa chiacchierata. Dentro ci sono parole, ambizioni, pure notizie. Presidente di un Taranto che nasce ambizioso, Blasi prepara la stagione dei sorrisi: segue l'allestimento da vicino, cerca di non sbagliare nulla. Corre, secondo consuetudine, ma non si distrae. 
Blasi, la stagione è cominciata...
«Finalmente, direi: era giusto che cominciasse e, personalmente, non vedevo l'ora. Dopo tanti sacrifici fatti per partire, adesso volevamo vedere i frutti. Aspettavamo di vedere la squadra, di capire come stava procedendo il lavoro».
Andiamo subito al dunque: il campionato è vicino. Lei che torneo ha in mente?
«Ho in mente un campionato di vertice, non mi tiro indietro. Staremo nelle prime cinque, ci divertiremo. Sono cose che dico dall'inizio, perché quest'anno ho deciso di prendermi le soddisfazioni che volevo prendermi quando scelsi di investire i miei soldi nel Taranto».

Il Taranto, alla sua prima partita, è piaciuto. Buon segno o meglio non illudersi?
«Bisogna sempre restare con i piedi per terra, vivere questo momento con calma, senza illusioni. Questo, però, non mi vieta di dire che il primo Taranto mi è piaciuto molto: ho visto il gruppo, ho visto un buon lavoro fatto, ho visto giocatori che hanno personalità e che cominciano a apprendere le idee di Marino». 
Elogia Marino appena ha la possibilità. Sempre più convinto che sia la scelta giusta?
«Quando presi Marino, l'ho detto, avevo come obiettivo quello di affidargli il Taranto: ha voglia di fare bene, ha il gruppo che gli dà una mano. E' l'uomo che fa per noi, ne sono ancora più convinto».
La fortuna degli allenatori sono i calciatori, spesso. E l'impressione rimasta dopo Potenza è che il Taranto abbia gente che conosce il calcio...
«Sono giocatori che sanno tutto del loro mestiere. Sono professionisti di grande esperienza, gente che sa giocare palla a terra e che non rinuncia mai a produrre calcio. E poi ci sono giovani all'altezza della situazione. Abbiamo diviso la squadra proprio per questo: non a caso abbiamo stilato un programma triennale». 
Di quale acquisto va più fiero?
«Dico la verità: di tutti. Perché tutti hanno dimostrato, contro il Potenza, di essere veri calciatori, che hanno voglia di vincere e voglia di Taranto. Dal più esperto al meno esperto. E' un'opportunità per tutti, questa».
La strategia dei contratti a obiettivo può essere quella vincente?
«Per me è vincente, credo lo sia anche per gli altri. E' il mio stile di lavorare: lo faccio anche nelle mie imprese per ottenere risultati e, per questo, li ottengo. Nessuno ce la fa da solo, in nessun ambito: la forza è nel gruppo. E avendo un obiettivo comune si ottiene qualcosa di importante. Se si piange, così, si piange insieme. Ma ci sono anche più possibilità di ridere». 
La città come sta rispondendo al suo lavoro?
«Dal punto di vista del calore non è nemmeno il caso di parlarne: la dimostrazione la si è avuta a Potenza. Tutta quella gente per me è stata una grande soddisfazione. Credo che tutte le società vorrebbero avere questo pubblico, ma bisogna meritarselo. Questo stiamo facendo: all'inizio c'era un po' di scetticismo, perché la gente non ci conosceva: ora stiamo dimostrando quello che siamo in grado di fare. Anche dal punto di vista degli abbonamenti sta andando bene: siamo intorno ai quattrocento. E' quello che mi aspettavo, considerato che siamo a metà agosto, ma ora ne aspetto di più nei prossimi giorni. L'obiettivo? Tremila abbonamenti sarebbero un grande successo, oltre a una dimostrazione di gradimento nel nostro operato. Sono convinto, però, che chi non farà l'abbonamento verrà lo stesso allo stadio. E si divertirà». 
Per gli abbonamenti si sta spendendo molto: sono una sua sfida personale?
«Diciamo che sono un consiglio. Fare l'abbonamento conviene: il progetto della card è davvero interessante. Abbiamo una ventina di point pronti ad affiliarsi: credetemi, è un vantaggio. Aggiungo uno slogan, a tutto questo: se un tarantino non investe meno di un caffè ogni tre giorni per il Taranto, forse non merita il Taranto. Non è una sfida alla gente: è un calcolo matematico».
Ha detto che la squadra verrà ancora rinforzata. Come?
«Con tre-quattro elementi ancora. Più che rinforzata, però, direi completata: per dare più ricambi, per fornire maggiori alternative. Mi sto convincendo che ventidue giocatori non sono sufficienti: Marino gioca un calcio veloce e ha bisogno di ricorrere al turnover. Per questo dobbiamo avere cambi allo stesso livello di chi entra. Non lasceremo nulla di intentato, perché puntare al vertice non è mai facile. A Potenza, per spiegarmi, dei tifosi lucani mi hanno detto: “Presidente, ha finito di soffrire”. Ho risposto: “Non si finisce mai di soffrire. Ma arriva anche il tempo delle soddisfazioni”.
Parliamo del tanto pubblicizzato attaccante. E' da molto che siete in cerca di una punta: l'avete trovata?
«Ne stiamo seguendo alcuni. Intanto domenica vedremo in campo il brasiliano Calicchio, attualmente in prova. Noi non vogliamo sbagliare: ci guardiamo in giro, vogliamo capire anche che campionato ci tocca. Non abbiamo fretta, ma un'altra punta la prenderemo».
L'inizio di stagione è andato via liscio. Si sente più sereno?
«Ero sicuro che tutto sarebbe andato così. Ma sereno non lo sono mai, perché so quanto è difficile gestire un campionato, come è difficile evitare l'episodio dei novanta minuti. Però ho fiducia: abbiamo lavorato bene, abbiamo creato un buon gruppo».
Domani c'è il memorial “Michele Blasi”. Quanto ci tiene a questa manifestazione?
«E' una questione affettiva. Per me il torneo di domenica è qualcosa di personale, di intimo. Ci tengo alla memoria di mio figlio, non mi interessa il risultato. Io ho scelto il calcio per mio figlio Michele (morto a sei anni per una grave malattia, ndc) : mi chiese lui di prendere il Manduria, quasi per scherzo, quando andava a scuola calcio. Da allora non mi fermo più. E proprio a lui volevo dedicare la prima uscita del Taranto. Presenteremo la squadra allo “Iacovone”: ci saranno anche delle novità che adesso non svelo». 
Cosa si aspetta dai tarantini per questo torneo?
«Mi piacerebbe vedere lo “Iacovone” pieno: l'incasso, lo sottolineo, va in beneficienza. Sto costruendo una scuola in Brasile per bambini orfani e abbandonati. Tra l'altro questo istituto, che ha trecento bambini, è gestito da una madre superiora che è la sorella di mio padre, suor Maria Blasi. Darò i soldi a lei, perché i bambini che non conoscono il benessere stiano bene. Lo facevo prima, ora vorrei la partecipazione anche dei tifosi del Taranto». 
Otto mesi di Taranto: cosa le hanno lasciato?
«Sono stati stupendi, ma sofferti. Nessuno puntava sulla salvezza del Taranto: forse ci credevo da solo. Ci sono riuscito grazie alla mia cabarbietà, al calore della gente, ai miei amici. Ho capito, in questi mesi, che si possono fare grandi cose: hai davvero il piacere a fare calcio a Taranto. E, per continuare, non smetto di chiedere la partecipazione della gente: il pubblico non risolve i problemi economici, ma ti dà la forza di andare avanti. Il contributo dovrebbe arrivare da altri: il Taranto è lustro per la città, chi può dovrebbe muoversi. Non è solo calcio: è turismo, economia».
A proposito: perché il Taranto non ha uno sponsor?
«La settimana prossima spero di poterlo annunciare. Noi non diamo spazio sulla nostra maglia al primo arrivato: rappresentiamo una società gloriosa, abbiamo un'immagine da difendere. Potrei mettere la mia azienda, ma vorrei dare uno sponsor importante alla squadra. Altrimenti meglio non mettere niente. Spero che tutti gli industriali, i commercianti, capiscano che siamo una società sana, che investire conviene».
Immaginiamoci a giugno: cosa starà facendo Blasi?
«Starò facendo un Taranto ancora più grande: in C1, naturalmente. Con negli occhi uno “Iacovone” pieno». di Fulvio Paglialunga

Genoa in C, la rivolta degli ultrà
Gruppi di tifosi hanno occupato brevemente binari del treno, cassonetti bruciati, dieci fermati. Scontri con poliziotti e carabinieri, alcuni contusi

Sono proseguiti fino a notte gli scontri scatenati dalla retrocessione in serie C del Genoa, confermata dalla sentenza della magistratura ordinaria. Decine di cassonetti sono stati incendiati dai tifosi, che hanno anche tentato di occupare la ferrovia: il bilancio finale è di dieci persone fermate e una cinquantina identiifcate dalle forze dell'ordine. 
Sono state necessarie alcune cariche di polizia e carabinieri per tentare di sedare la rivolta. I tifosi si sono radunati in piazza De Ferrari alle 21: molti giovani con caschi da motociclista, bandiere arrotolate e bastoni, nessuna famiglia con bambini contrariamente a quanto era accaduto per le manifestazioni pacifiche dei giorni scorsi. 
Circa 3.000 persone si sono mosse lungo via XX Settembre e hanno raggiunto la piazza davanti alla stazione Brignole. Nell'ultimo tratto del corteo, verso le 22, i dimostranti che erano in testa hanno tentato di creare delle barricate trascinando cassonetti, che hanno poi preso fuoco. 
E' stata battaglia con gli agenti delle forze dell'ordine, esposti ai lanci di sassi dalla massicciata della ferrovia Genova-La Spezia, temporaneamente occupata da poche decine di esagitati, prima che una carica della polizia li disperdesse. 
I dimostranti si sono poi spostati verso i quartieri di Marassi e San Fruttuoso, dove gli scontri sono proseguiti nei pressi di piazza Giusti e Corso Sardegna. Poi però polizia e carabinieri hanno ripreso il controllo della situazione. 
Non risultano feriti. I soccorritori del 118 sono dovuti intervenire solo per alcune crisi respiratorie provocate dal fumo inalato, e per qualche distorsione. 

«Tranquilli, segno io»
Andrea Deflorio, dopo la doppietta con il Potenza, è già il trascinatore del Taranto: «Ho fatto gol, abbiamo vinto: meglio di così non si poteva cominciare»

Due gol firmati, uno ispirato, ottime invenzioni, carisma e qualità: Andrea Deflorio non è un nome nuovo del pallone, ma è sicuramente il nome nuovo del Taranto. Sorprendente, addirittura, per la capacità di impossessarsi della scena da subito, per la facilità con cui si è messo un gradino sopra il resto dei contendenti.
Sarà Coppa Italia, ma è pur sempre calcio. E, quindi, sono pur sempre gol. Quelli che designano i protagonisti, che portano ai successi. Nel Taranto che ha voglia di sognare, Deflorio è già l'uomo in più. Forse l'incarnazione dei sogni: «Andiamoci piano, ma nemmeno troppo: certo è che presentarsi con una buona prestazione, tanto personale quanto di squadra è la cosa migliore da fare. Poi ho fatto due gol e abbiamo pure vinto: meglio di così credo non potesse andare».
Tra segnare e sognare la differenza è solo in una vocale: il resto è così vicino da sembrare la stessa cosa. Cioè: i gol di Deflorio sono quello che la gente di Taranto aspetta per coltivare pensieri da grandi: «E' normale che la gente si aspetti molto da me. Lo era indipendentemente dalla partita di Potenza. Ma questo non mi spaventa: in fondo sono abituato a mettermi a disposizione della squadra, a fare tutto quello che serve. Che non è necessariamente fare gol, ma anche farli fare: a Potenza mi è riuscito pure questo, perché i compagni mi hanno messo in condizione di smistare tanti palloni e, quindi, di giocare come mi piace».
Il piacere dopo il gol e salutare la gente che tifa. Esultando, magari pure correndo. Una doppietta è una doppia occasione che Deflorio ha raccolto per abbracciare i tarantini. Quattrocento, in una partita di Coppa: «C'è entusiasmo e noi lo sentiamo. Non solo: questo ci fa spertare, perché la gente di Taranto ci può aiutare molto. Conoscevo l'ambiente, sapevo che, venendo da stagioni deludenti, i tifosi hanno bisogno di sognare: ho trovato tutti molto carichi, ho scoperto grande passione. Sono anche loro contenti del progetto che sta nascendo. Chiaro, però, che non abbiamo fatto nulla: ci siamo semplicemente allenati meglio, abbiamo imparato a credere ancora di più in noi. C'è tanto da migliorare ancora».
Lo spazio per un commento alla partita è stretto, visto il peso specifico del match. Deflorio non si sottrae, però: «La prima partita non è mai facile. Soprattutto se, come noi, ti trovi a giocare in dieci praticamente dall'inizio. Il primo tempo, secondo me, è stato perfetto, mentre nella ripresa siamo calati un po'. Ma ci sta anche questo: loro dovevano pur reagire, mentre noi, in dieci, avevamo sprecato parecchie energie».
Il giocatore visto a Potenza è già un messaggio assai rassicurante per il Taranto. Ma Deflorio giura di avere ancora munizioni a disposizione: «Sento di poter dare ancora qualcosa in più: ora sto provando la mia condizione e, giocando, potrò crescere ancora, potrò conoscere meglio i miei compagni e sfruttarli meglio. Il mio gioco è quello che avete visto, ma devo migliorare dal punto di vista fisico: adesso, logicamente, la lucidità viene meno dopo un po'». Mettiamola così: in C2 un attaccante così può fare la differenza: «E' vero in parte, perché giocando in C2 ti conoscono, ti raddoppiano, ti fanno più falli, ma posso anche avere più possibilità perché troverò gente meno esperta che in C1: il vantaggio è questo, se giocherà con la giusta cattiveria ogni partita».
Deflorio, a sorpresa, è il capitano del Taranto: «Sono il più anziano e Marino ha deciso di nominare me capitano: solo per questo ho la fascia. Ma nel nostro gruppo siamo tutti sullo stesso livello, non ci sono gradi». Capitano, però, di una squadra che vuole vivere un campionato d'avanguardia: «La società, è fuori dubbio, ha acquistato giocatori importanti, esperti, bravi tecnicamente oppure forti fisicamente. Siamo una squadra che, se si convince, può fare benissimo. Un primo passo così serviva. Serve a guadagnare fiducia». di Fulvio Paglialunga

La squadra sarà completata
Con Bruno altri quattro elementi

«Qualche altro acquisto lo faremo»: parola di Gigi Blasi, in coda alla partita di Potenza. E il presidente non bluffava, ovviamente. Infatti il Taranto sarà completato nei prossimi giorni. Con Bruno, innanzitutto: il centrocampista ex Pro Vasto era mercoledì in tribuna a seguire il Taranto con tanto di tuta sociale e sarò contrattualizzato appena verranno fatti gli accertamenti sul ginocchio operato di recente. Con lui firmeranno presto anche il trequartista Mancini e il difensore Capone, entrambi reduci da un lungo periodo di prova nel quale hanno convinto Marino e la società. Da valutare la situazione di Ghigo Gori: il Taranto ha fatto la sua proposta al portiere, che continua ad allenarsi con il gruppo, e adesso attende una risposta. 
A questi contratti da far siglare (gli accordi, almeno per i primi tre, esistono già) va aggiunto poi l'acquisto vero e proprio: il Taranto avrà presto una punta in più (indipendentemente dalla sorte di Corallo). E' probabile che sia ancora una volta un nome a sorpresa.

La coppa Italia «carica» il Taranto
Il successo dei rossoblù, maturato nella prima giornata contro il Potenza, genera entusiasmo in vista dei prossimi impegni agonistici. La società è pronta a tesserare Silvestri. Attesa per il Memorial «Blasi»

Archiviata con soddisfazione la prima vittoria stagionale, nella vernice di Coppa Italia a Potenza, il Taranto ha ripreso ieri la preparazione. A parte si è allenato il solo Caccavale per una botta presa in Lucania. Mancava Bruno. Il centrocampista ex Benevento sta curandosi i postumi di un acciacco rimediato nel finale dello scorso campionato. Ritornerà in sede nella prossima settimana. Si è rivisto Sirio Silvestri. Il centrocampista, dopo aver svolto per intero la preparazione a Penne, aveva saltato i primi tre allenamenti settimanali per problemi personali. Sembra che il Taranto sia intenzionato a ricontrattuallizzarlo. Tutto dipenderà dall'esito del processo che lo vedrà impegnato il 26 venturo con Sergi e Signorile dinanzi alla Disciplinare per il caso-doping della passata C2. Nello stesso processo è stato anche deferito il dott. Uzzi, mentre la posizione del Taranto è stata stralciata con trasmissione dei relativi atti alla Procura Federale per le valutazioni del caso. Intanto fervono i preparativi per l'ottava edizione del «Memorial Michele Blasi» in programma dopodomani sera (inizio ore 20,30). È la prima gara ufficiale interna della nuova formazione allestita da Luca Evangelisti. C'è curiosità in città per vedere all'opera i nuovi beniamini. La confortante vittoria esterna di Potenza ha contribuito a far lievitare l'interesse per questa manifestazione cui il presidente Blasi tiene tanto, perché consente al figlio Michele, purtroppo scomparso alla tenera età di soli 6 anni il 3 marzo 1997 di essere ancora presente accanto alla sua famiglia. In campo scenderanno Taranto, Martina e Manduria. Stilato il calendario. Prima partita, Taranto-Manduria. La perdente affronterà il Martina. Quest'ultima, infine, giocherà con la vincente del primo match. Si tratterà di un triangolare con gare da 45' ciascuna. In caso di parità, si farà ricorso agli «shoot down» (ciascun calciatore partirà da una distanza di 30 metri dal portiere avversario e dovrà concludere l'azione in sei secondi o con un tiro ravvicinato oppure anche con il dribbling). In caso di ulteriore parità si calceranno cinque rigori per ciascuna formazione ad oltranza. Regolamento alla mano, la squadra che vince al termine dei 45' avrà diritto ai tre punti. Il punteggio si riduce a due, in caso di vittoria agli «shoot down» o ai rigori; la formazione che perde con queste ultime modalità, avrà diritto ad un punto. In caso di parità di punti sono previsti ulteriori clausole seguendo i seguenti criteri: miglior quoziente reti generale; differenza reti nello scontro diretto e differenza reti ai calci di rigore. Il Trofeo verrà assegnato alla formazione che avà incasellato il maggior numero di punti. Ecco i prezzi dei biglietti: 5 euro in curva; 8 in gradinata; 12 nelle due tribune e 25 nella poltronissima centrale. LA NUOVA C2 - Sembra già pronto il girone C in cui è stato inserito il Taranto nel prossimo campionato (inizio il 28 agosto). Dovrebbero parteciparvi: Lodigiani, Andria, Gallipoli, Giugliano, Igea Virtus, Latina, Melfi, Real Marcianise, Modica, Nocerina, Potenza, Pro Vasto, Rende, Rieti, Taranto, Vigor Lamezia, Viterbese e Vittoria. di Giuseppe Dimito

Deflorio è già bomber: «Voglio la serie C1»

«Piacere, sono Andrea Deflorio». L'attaccante trentacinquenne di Noicattaro si è presentato ai tifosi rossoblù con una doppietta, che oltre a far male al Potenza (nel debutto della Coppa Italia), parla da sola. Sebbene l'ex serie B (Crotone, all'alba del terzo millennio, in due stagioni ha bucato 27 volte la rete; e Salernitana, questa volta all'asciutto ma dopo solo 6 presenze) sia un cecchino oliato dei campionati professionistici (108 gol in 16 stagioni sinora disputate), non considera la segnatura un fatto scontato, specie se questa scocchi nel primo match con una maglia nuova. «Meglio non poteva andare - commenta il giorno dopo Deflorio -, apprezzo i complimenti di compagni, dirigenti e tifosi, ma considero i gol la conseguenza del gioco del Taranto, che mi sembra sia già in fase di promettente carburazione». Un tocco nell'area conseguente ad uno schema impartito in allenamento ed un pallonetto maligno. In 23 minuti, nella tana di Potenza, De Florio presenta un conto anticipato all'avversario, appagando la fame del tifo tarantino, presentatosi in Lucania in un numero apprezzabile, ovvero quattrocento unità. «La piazza jonica ho imparato a conoscerla già in passato. Nell'annata 1995-1996, in C2, ho anche segnato allo Iacovone con la maglia del Bisceglie. Sono poi tornato a Taranto due stagioni fa, in C1, col Teramo. Mi ha colpito l'entusiasmo della curva, sotto la quale spero di piombare presto, dopo aver segnato». Deflorio si è presentato a Potenza con la fascia di capitano al braccio, motivo d'orgoglio per l'attaccante barese. «Marino mi ha comunicato tale intenzione in ritiro. Il ballottaggio, per il ruolo di capitano, era tra me e Pastore, ovvero i calciatori più datati. Per il match di Coppa, il prescelto sono stato io. Tale decisione accresce il mio orgoglio, per una squadra che sento già mia». La prova pulita (doppietta fulminea) di Deflorio è stata leggermente macchiata da un'espulsione, decretata in seguito al litigio avuto col portiere potentino Cinalli. «Ho notato in lui un certo nervosismo - sottolinea l'attaccante - che mi è sembrato incomprensibile, ma che mi ha stuzzicato, mio malgrado. Non ho certo reagito in modo violento, ma l'arbitro ha deciso di buttarci fuori. Mi dispiace, perché di sicuro salterò il prossimo match di Coppa, che considero utile per il miglioramento della condizione». Più importante della Coppa Italia c'è il campionato di C2. «Se il Taranto può conquistare la promozione? È presto per dirlo. Di sicuro il club ha costruito una squadra attrezzata, che può giocarsela sino alla fine. Per centrare l'obiettivo servono carattere e umiltà». Per piombare in C1 non servirebbe anche un altro attaccante di razza accanto a Deflorio? «Se la società lo cerca - risponde il bomber - vuol dire che il tecnico ne ha bisogno. Al momento penso che la squadra possa andar bene anche con Gambino, che ha buone qualità, che possono alla lunga rendere al Taranto». Deflorio cosa mette davanti come obiettivo: il suo picco di gol in C2 o la promozione del Taranto? «La seconda. Io sono qui per aiutare una piazza a riappropriarsi del suo habitat calcistico... ». di Alessandro Salvatore

Stadio «Iacocone»: accordo vicino
Definiti i termini per la convenzione con l'amministrazione comunale

TarantoSport-Comune di Taranto, accordo vicino. La società di via Umbria e l'Amministrazione comunale, in questi giorni, stanno cercando di definire i termini della convenzione che disciplinerà l'utilizzo dello stadio comunale «Erasmo Iacovone» per la stagione sportiva 2005/2006. In queste ore, infatti, il direttore generale del club rossoblù Vittorio Galigani, ed il direttore generale del Comune, Franco De Feis, si stanno incontrando per definire gli ultimi dettagli. Da quello che si apprende da ambienti vicini a Palazzo di città, in particolare, sembra che la convenzione preveda che il Taranto versi nelle casse del Comune una cifra vicina ai 14mila euro annui. Somma dovuta quale canone di locazione per l'utilizzo dell'impianto sportivo comunale. Per il resto, però, la società rossoblu si accollerebbe tutti i costi e le spese relative alla manutenzione ordinaria garantendo, quindi, i servizi di pulizia, verde, guardania sia del campo «A» che del campo «B» solitamente utilizzato dalle formazioni giovanili. Il Comune, in questo modo, risparmierebbe oltre un milione di euro l'anno per la manutenzione dell'impianto e questo certo contribuirebbe alla riduzione della spesa pubblica prevista dal piano di razionalizzazione già approvato dal Consiglio comunale.

Taranto, colpo esterno
Coppa Italia di C: i rossoblu in nove uomini violano Potenza. Esordio positivo per gli ionici, vittoriosi grazie ad una doppietta di Deflorio (capitano a sorpresa) e alla rete finale di Larosa. Presenti in Basilicata ben 400 tifosi tarantini

Un progetto di Taranto esiste già. Il resto è Andrea Deflorio: capitano quasi a sorpresa eppure non per caso, già uomo-immagine di una squadra che nasce con il piede giusto.
Due gol, un assist, una partita ispirata e la sensazione di poter governare l'età e fare la differenza in ogni momento. Deflorio si muove leggero come un ragazzino, la squadra ruota intorno a lui e sembra disposta a crescere ancora.
La prima ufficiale ha già una traccia chiara: vince il Taranto che viaggia, perde un Potenza incompleto e imperfetto. L'interpretazione dell'esordio, con la dovuta cautela, non può essere definitiva, ma un buon inizio non è mai inutile. Serve per le prime valutazioni, serve per capire cosa può diventare una squadra pronta a essere completata (c'era Bruno ai margini del campo) e amata incondizionatamente (quattrocento tifosi in una trasferta di Coppa Italia).
Non ci sono inganni, il Taranto si vede. E Marino non trucca, nel suo primo giorno da grande: schiera il Taranto al momento titolare. Modulo annunciato (4-3-1-2), uomini collaudati. Sorprendono i movimenti e le sincronie: la squadra si trova subito, quasi senza cercarsi.
Il gruppo pare pronto allo start: ragiona da squadra e come tale si muove. Esterni alti, centrocampisti che si spostano seguendo il flusso del pallone. In mezzo Campanile, piedi educati e idee da sostenere, davanti Deflorio ha spunti e continuità già oltre la categoria.
Il Taranto è facile da fotografare: lineare nello sviluppo e attento nelle distanze. Palla che si allarga e tagli che agevolano la circolazione e liberano gente in fase offensiva: Marino sembra ottenere quello che vuole sin da subito. 
Persino il gol, assolutamente non casuale: bastano tre minuti e una rimessa laterale per vedere una schema disegnato su una lavagna verde. Manni serve Larosa, quasi nascosto ma pronto a ricevere e a servire Deflorio indietro. Il controllo agile dell'attaccante termina con un tiro oltre la linea bianca. Il vantaggio è all'alba, ma si guadagna la legittimità con i minuti che passano: c'è troppo Taranto per un Potenza rattoppato, c'è una distanza che rischia addirittura di trasformare in inattendibile la contesa.
Però la banda di Marino gioca per sè, cercando di perfezionarsi e di scoprirsi dinanzi a quattrocento tifosi viaggianti. Prova anche a complicarsi la vita, perché Micallo, apparso piuttosto indisciplinato tatticamente, si fa espellere dopo diciannove minuti, stendendo con un brutto fallo Nolè, costretto anche ad abbandonare il campo. 
Marino sistema provvisoriamente la squadra e prepara la trasformazione definitiva. Non prima, però, di appuntare il secondo gol. Stavolta Deflorio sfrutta la sua tecnica e il soffio del fato: dopo ventitrè minuti tenta un cross per Gambino, ma gli parte un pallonetto che sorprende Cinalli, messo male in area. Il Potenza è tutto nel tiro di Lisi (27') che Gentili sposta in angolo. 
Ecco la sistemazione: Martinelli prende il posto di Campanile e va a fare il terzino destro, Marino sceglie il 4-3-2 per chiudere la frazione. Quando si ricomincia, invece, il Taranto tira il fiato e lascia spazio agli altri. Il Potenza mette il naso fuori e si avvicina: Dettori, dopo cinque minuti, sfrutta a dovere un taglio su cross di Berretti e, di destro, batte Gentili. La squadra di Porta ha il tempo di prendere coraggio (su punizione di Troise, una deviazione in mischia fa tremare Gentili al 9'), ma non la capacità di contenere Deflorio. Parte da un gioco di prestigio dell'attaccante di Noicattaro il terzo gol del Taranto: libera Mortari a destra, lasciandolo libero di servire Larosa in corsa. La deviazione (15') è semplice, oltre che vincente. Il calcio d'estate, però, non finisce mai: allora il Potenza ha persino il tempo di avvicinarsi ancora, con Morello (23') che sfrutta una indecisione della coppia centrale e anticipa la conclusione, battendo Gentili.
Il finale è con il fiatone: Gentili salva in uscita su Lisi (33'), Ribeiro sfiora il gol con un tiro al volo (39'). In mezzo il Taranto passa vicino alla quarta rete. Con Deflorio, naturalmente. Protagonista anche in uno scambio di scorrettezze con Cinalli: vengono espulsi entrambi, al 43', ma la partita è finita. E il giudizio non viene sporcato. di Fulvio Paglialunga

Blasi: «Tutti bravi, grande Deflorio»
Il presidente felice per il successo

A fine partita la gioia del presidente Blasi è evidente. Nella prima partita ufficiale della stagione il “suo” Taranto ha fornito una bella prova di carattere e determinazione, riuscendo a conservare il successo nonostante la doppia espulsione.
«Lasciatemelo dire - commenta - la squadra mi ha fatto una buonissima impressione. Ha mostrato grande forza, voglia di vincere. Anche il “crollo” del secondo tempo era prevedibile: i ragazzi hanno cominciato da poco la preparazione, non potevamo davvero pretendere di più».
Non si può non commentare la grande prestazione di Andrea Deflorio: ma le qualità dell'attaccante di Noicattaro non rappresentano una sorpresa per il massimo dirigente rossoblu. «E' un grande, ma lo sapevamo. Però i meriti del successo non vanno attribuiti soltanto a lui: tutta la squadra è stata bravissima. Volevano dimostrare a tutti i costi i progressi fatti finora: hanno giocato novanta minuti allo spasimo, senza mai fermarsi, nonostante la forma fisica ancora incompleta. Nonostante la stanchezza accumulata non hanno mai buttato via la palla: è un segnale importante».
Le ultime parole sono rivolte ai tifosi. Blasi ha voluto salutarli al termine della partita recandosi sotto la curva. «Sono davvero incredibili, mi hanno stupito per l'ennesima volta. Non avrei mai pensato di vedere tanta gente in trasferta il 17 di agosto, in pieno periodo di vacanza. A loro dedicherò la prima vittoria che otterremo in campionato». Ma c'è tempo 
anche per qualche indicazione sul futuro. «Non abbiamo fretta, cresceremo pian piano. E forse arriveranno un altro paio di pedine. Rispetto allo scorso anno, comunque, stiamo già vivendo un sogno: e se il livello delle avversarie resterà quello dell'anno scorso, potremo toglierci parecchie soddisfazioni».
Il tecnico Marino è serafico: contento, ma non si esalta più di tanto. «E' stato un esordio positivo. Ho visto un “gruppo”: è questa la base fondamentale per costruire qualcosa di positivo. Sono felice di allenare una compagine costituita da uomini veri. Di certo non mi interessa vincere adesso, ma partire bene era importante. Queste partite ci servono per entrare in forma in vista dell'inizio del campionato».
La squadra è sembrata aver già assimilato i nuovi schemi. «Il merito - prosegue l'allenatore - è dei ragazzi. Sono intelligenti, ti danno l'opportunità di lavorare al meglio. Naturalmente dobbiamo ancora migliorare molto: ma non vi dico dove, ne parlerò soltanto con i miei giocatori. Deflorio ha fatto la differenza? E' stata tutta la squadra a giocare bene la palla in ogni momento della partita, anche quando si è trovata in situazioni difficili. Ho a disposizione degli uomini eccezionali».

Potenza-Taranto 2-3

POTENZA: Cinalli, Berretti, D'Agostino (43' s.t Iuliano), Bianco, Zanotti, Dettori, Troise, Brigante ( 1' s.t. Ribeiro), Nolè (24' p.t. Carteni), Morello, Lisi. A disp. Iuliano, Vittorio, Morlino, Cappiello, Parisi,. All. Porta.
TARANTO: Gentili, Micallo, Manni, Bevo, Pastore, Caccavale, Campanile (27' p.t. Martinelli), Mortari, Gambino (7' s.t. Catania), Larosa (25' s.t. De Leonardis), Deflorio. A disp. Lucaselli, Taurino, Mignogna, Dell'Isola. All. Marino. ARBITRO: Guerriero di Catanzaro. RETI: 4' e 23' p.t Deflorio, 6' s.t Dettori, 15' s.t. Larosa, 22' s.t. Morello. NOTE: serata fresca spettatori 1500 circa con nutrita rappresentanza ospite stimata in trecento unità, Ammoniti: D'Agostino, Troise, Caccavale, De Leonardis Espulsi: Miccalli (gioco violento) , Deflorio, Cinalli (reciproche scorretezze)

Un Potenza rabberciato alla meno peggio (una decina gli assenti tra gli uomini di mister Porta per problemi di tesseramento) deve inchinarsi alla maggiore forza ed esperienza del Taranto. La partenza dell'undici ionico è fulminante. Passano solo quattro minuti è Deflorio mette già la sua prima firma. Dormita generale della difesa lucana e per il bravo attaccante ospite, servito da Larosa, è un gioco da ragazzi insaccare la rete del vantaggio. Il Taranto macina gioco e per i padroni di casa è notte fonda. Micallo ci prova al 7' ma Bianco ci mette una pezza respingendo la conclusione in angolo. Il primo affondo del Potenza un minuto più tardi ma il colpo di testa di Brigante è debole e poco preciso. Il Potenza sbanda e Manni all'11' per poco non innesca Deflorio anticipato in extremis da Zanotti. Al 19' ospiti in dieci uomini per l'espulsione di Micallo (brutto fallo su Nolè uscito in barella). Il Taranto mantiene l'iniziativa e raddoppia al 23' con Deflorio che sorprende Cinalli da 35 metri con un pallonetto maligno. Il Potenza reagisce con Lisi (il più vivo nel primo tempo) al 26' e al 32' ma Gentili fa buona guardia e sventa la minaccia. Primo tempo a senso unico ripresa più combattuta. Porta presenta Ribeiro ed il Potenza accorcia. Lancio preciso di Berretti per Dettori che supera il portiere ospite con un preciso rasoterra. La gioia dei padroni di casa dura poco. A spegnerla al 15' è uno splendido scambio Deflorio (sempre lui) Mortari-Larosa concluso in rete splendidamente dal numero dieci ionico. Partita finita? Macchè . Il Potenza con Morello (ottimo il suo spunto personale e la sua conclusione) si riporta sotto al 22' con la rete del 2 a 3. Scintille finali tra Cinalli e Deflorio che chiudono in anticipo (espulsi al 42') la loro partita. di Sandro Maiorella

Lo Iacovone aspetta il Taranto
Cresce l'attesa in vista della prima uscita stagionale. Domenica sera è in programma il «Memorial Blasi» con Manduria e Martina. Gori, Bruno, Corallo, Capone e Mancini sono pronti a firmare. Manca il bomber

Ufficializzati ieri i prezzi dei biglietti per il «Memorial Michele Blasi» in programma domenica con inizio alle ore 20,30, giunto alla sua ottava edizione (il primo a Taranto; tutte le altre edizioni furono disputate a Manduria). In curva si pagheranno 5 euro; in gradinata 8; nelle due tribune (inferiore e superiore), 12; nel settore Vip, 25. Si tratterà di un triangolare cui parteciperanno, oltre al Taranto, anche Martina Franca (serie C1) e Manduria (serie D). Le gare saranno di 45' ciascuna. Nelle prossime ore la società comunicherà il calendario delle tre partite in programma. Chiaramente vincerà il trofeo la formazione che avrà messo nel suo paniere il maggior numero di punti. Sarà la prima volta che il pubblico tarantino potrà ammirare sul terreno amico i tanti nuovi beniamini. Nel giro di quattro giorni il Taranto giocherà per ben due volte allo «Iacovone». Domenica prossima ospiterà Martina e Manduria per il «Blasi». Mercoledì 24 affronterà il Real Marcianise per la terza giornata di Coppa Italia: il match si disputerà di pomeriggio (ore 16 o 17) per far abituare la squadra ai climi pomeridiani. Infatti quattro giorni dopo partirà il prossimo campionato di C2. Ricordiamo che gironi e calendario saranno varati sabato dalla Lega di C. Il «taglio» dei tre giorni di C2 seguirà le sorti tradizionali: settentrionale, centrale e meridionale. La novità potrebbe essere costituita dall'inserimento di qualcuna delle formazioni campane in gironi diversi per cui certamente qualche società potrebbe subìre disagi per le trasferte. Per quanto riguarda la questione furosemide c'è da ricordare che il processo è stato fissato per venerdì 26 agosto dinanzi alla Disciplinare. Vi dovranno comparire il dott. Uzzi, coi giocatori Sergi, Silvestri e Signorile. In un primo tempo i deferimenti erano stati iscritti a ruolo in due giorni diversi: il 26 per Signorile e per il medico; il 27 per gli altri due. Successivamente, su istanza delle parti, i fascicoli sono stati riuniti dal momento che la posizione processuale dei calciatori era perfettamente identica per cui il processo sarà celebrato il 26. Il procuratore federale Antidoping ha chiesto quattro anni di inibizione per Uzzi ed un anno di squalifica ciascuno per i tre calciatori. Ma le sue richieste appaiono esagerate dal momento che nel deferimento si legge che «i calciatori hanno agito in buona fede e dietro il consiglio professionale del loro medico». Il dolo è, dunque, escluso; ma anche la colpa non appare esistente. La posizione della Taranto Sport è stata stralciata e gli atti sono stati rimessi alla Procura Federale per le sue valutazioni. Mercato: Ieri il presidente Blasi era a Potenza per assistere alla gara. Si è cominciato a fare il punto della situazione. Gori, Bruno, Corallo, Capone e Mancini dovrebbero firmare. Per la punta da 15 gol, bisognerà attendere qualche altro giorno. di Giuseppe Dimito

Potenza battuto di misura
Il Taranto prevale per 3 a 2 su una squadra impacciata. Prima al «Viviani» con difesa da dimenticare. Buona la coppia Lisi-Morello

Questa volta le luci del Viviani non hanno portato fortuna alla giovane pattuglia rossoblù. Il Potenza, in formazione largamente rimaneggiata (ben dieci assenti per motivi di tesseramento) è costretto ad alzare bandiera bianca al cospetto di un Taranto sceso in campo in formazione tipo. Troppo evidente il divario tecnico esistente tra le due: ionici in forma campionato, lucani ancora alla ricerca di equilibri in campo (soprattutto in difesa) e di «puntelli» per completare l'organico. Primo tempo a senso unico con la formazione di mister Marino pericolosa ogni qualvolta si è portata in avanti con il bomber Deflorio (due reti e tante azioni pericolose), imprendibile per la difesa rossoblù, Larosa e Gambino. Di fronte un Potenza timido ed impacciato che si «svegliato» solo nella ripresa grazie alla buona vena della coppia offensiva Lisi- Morello, una delle poche note liete della serata, insieme alle prove di Dettori e Berretti. L'ingresso di Ribeiro ha vivacizzato la seconda pare del match ma non è bastato per acciuffare il pareggio. La rete del 2 a 3 di Morello (ottimo il suo spunto personale e la sua conclusione) ha creato l'illusione di un possibile «miracolo» ma alla fine è prevalsa la maggior esperienza della formazione ospite. Per il Potenza una sconfitta da cui ripartire, fare tesoro sia sotto l'aspetto tecnico e caratteriale (buoni soli gli ultimi minuti). E' evidente, al di là delle tante assenze di ieri, la necessità di completare una rosa troppo acerba per un campionato duro come quello di C2. di Sandro Maiorella

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