
L'estate tranquilla e i
sogni di gloria
Ripercorriamo il 2005 dei rossoblu. Un anno con
Blasi al comando, un anno partito con l'incubo della D e finito con la
possibilità di sognare la serie C1. Mese per mese ecco la dettagliata
ricostruzione
GENNAIO
Toma e Nemo esonerati
Gigi Blasi è presidente del Taranto da appena due settimane.
Le sue prime mosse, oltre che badare ad espletare le prime formalità
societarie, sono di carattere tecnico. Provveduto ad avvicendare
“Tato” Sabadini con la coppia formata da Antonio Toma e Pieraldo
Nemo alla guida tecnica della squadra, il massimo dirigente rossoblu
comincia il suo totale “repulisti” dell'organico rossoblu. il 4
gennaio vengono presentati alla stampa
i primi acquisti del 2005: si tratta del difensore Mattia Mela e degli
attaccanti Gaetano Niscemi e Paco Soares. Nella stessa conferenza stampa,
il presidente Blasi lancia un durissimo j'accuse al sistema calcio,
soprattutto delle serie minori. «Molti
giocatori chiedono soldi in nero, ma non è il nostro modo di operare.
Potrei denunciare questo andazzo». La denuncia diventa
inchiesta. Le frasi di Blasi saranno oggetto di una convocazione del
presidente nelle sedi della Procura Federale e dell'Ufficio Indagini. I
dirigenti preposti a rinforzare la squadra cercano di allacciare
rapporti con alcune società del massimo campionato: vengono visitate le
sedi di Milan e Juventus. Venerdì 7 gennaio il Taranto “bagna” il
nuovo anno con il pareggio esterno per 0-0 conquistato sul campo della
Pro Vasto. Il Taranto, dopo la fine del girone di andata, è ultimo in
classifica con nove punti a quattro punti dalla Nocerina penultima e
dieci dalla zona salvezza, utile per evitare i playout. Alla vigilia
della prima sfida di ritorno, viene presentato il centrocampista
Francesco Meacci. Il Taranto perde contro la Juve Stabia per 1-0 con un
rigore dubbio trasformato da Ambrosi. Il mercato non ha davvero sosta:
Blasi convoca l'ennesima conferenza stampa
per presentare altri giocatori. Il 12 gennaio sono ben quattro: i
difensori Luca Romano e Lorenzo Peruzzi, il centrocampista Pasquale
Rulli e l'attaccante Giuseppe Selvaggio. Intanto la Taranto Sport
ottiene un successo sul fronte disciplinare: l'apposita Commissione
scagiona il Taranto per l'accusa di splafonamento del budget societario
riguardo al contratto di Giovanni Pompei legato alla precedente società
fallita della Taranto Calcio srl. Scongiurata anche l'ipotesi di una
penalizzazione. Il Taranto, nella seconda giornata di ritorno, pareggia
in casa con il Castel di Sangro. Segnano Mignogna e Ibekwe. Le
presentazioni proseguono con il centravanti Michele Sergi e il tornante
Pasquale Izzo, entrambi provenienti dal Morro D'Oro. Intanto Mimmo
Recchia, tecnico della “Berretti” rossoblu rassegna
le dimissioni dall'incarico. Non è stato pagato l'affitto del campo
dell'Ippodromo Paolo VI. Tegola dolorosa sul Taranto: in allenamento
Rulli si infortuna seriamente al ginocchio. Per lui, secondo la diagnosi
di qualche giorno dopo, la stagione è finita. Per la ventesima
giornata, il Taranto perde in maniera incredibile la partita di Ragusa
per 3-2. In vantaggio con i gol di Sergi e Meacci, i rossoblu si fanno
rimontare e subiscono tre gol in cinque minuti. Immediata la decisione
del presidente Blasi di mandare tutti in ritiro a Galatina; intanto
ufficializza gli ingaggi dei centrocampisti Fabio Filippi, Antonio
Deleonardis e Sirio Silvestri e, il giorno dopo, di Antonino La Cava.
Gli acquisti di gennaio sono in tutto sedici. Nell'opera di rinnovamento
societario Blasi nomina Piero e Michele Gatto rispettivamente
responsabili del settore marketing e del settore giovanili. A questo
proposito viene presentato Raimondo Marino, nuovo allenatore della
“Berretti”. Il mese di gennaio si conclude con la sconfitta interna
rimediata contro la Vigor Lamezia (0-1). Antonio Toma e Pieraldo Nemo
sono ad un passo dall'esonero. Per la panchina rossoblu circolano i nomi
di Florimbj e Vullo.
FEBBRAIO
Florimbj nuovo tecnico
All'allenamento svolto a porte chiuse e diretto da Gianfranco Degli
Schiavi partecipano anche gli attaccanti Paolo Pupita e Roberto Palumbo
e il difensore Gennaro Monaco, vivamente contestato dai tifosi rossoblu
per i suoi trascorsi al Catania. C'è anche il futuro tecnico Carlo
Florimbj che segue in borghese ai bordi del campo la seduta atletica.
Intanto si diffonde un'indiscrezione che riguarda il contributo di
600.000 euro che l'Ilva, tramite il Comune di Taranto, aveva versato
alla Taranto Sport. In realtà, secondo i documenti ufficiali, l'Ilva
vincolerebbe il proprio contributo per soli tre mesi (150.000 euro in
totale) e lascerebbe il Comune libero di scegliere la strada da
intraprendere per il resto della somma. L'atto ufficiale reca la data
del 5 gennaio. Le dichiarazioni del sindaco Di Bello chiariscono il
“giallo”: «Gli accordi erano questi: le prime tre tranche
garantite, ma per erogare le altre dobbiamo essere certi della
permanenza». Il 9 febbraio viene presentato il nuovo tecnico Carlo
Florimbj: avrà l'ingrato compito di salvare una squadra ultima con
dieci punti ottenuti in 21 gare e un divario di cinque punti dalla
penultima Nocerina. Proprio sul campo della formazione campana, inizia
l'avventura di Florimbj che ottiene un beneaugurante pareggio per 1-1.
Il gol rossoblu viene realizzato da Maddè. Intanto si pensa alla
successiva trasferta sul campo della Cavese: memori degli episodi
violenti della gara di andata che causarono la sospensione dell'incontro
e la decisione di infliggere la doppia sconfitta per entrambe le
squadre, si predispongono tutte le misure necessarie per rendere la
trasferta dei tifosi rossoblu più sicura possibile. Florimbj stempera i
toni alla vigilia: «Andiamo a giocare una partita, non andiamo a
Baghdad. Altrimenti rimaniamo a casa». La Covisoc visita la sede di
viale Virgilio per un controllo di routine. Il confronto contro la
Cavese capolista si chiude con una pronosticabile vittoria dei campani
per 3-0. Scoppia il caso-Garzya. Frizioni tra il giocatore e la società
rendono sempre più possibile un rapido divorzio. Il giocatore non viene
convocato per la gara interna contro il Gela, persa per 1-0. Il Taranto
è sempre più ultimo a cinque punti dalla Nocerina (penultima) e a
diciassette punti dalla salvezza. Il pubblico dello Iacovone contesta
vivamente i rossoblu. Lutto per i tifosi del Taranto: si spegne a 74
anni Giovanni Invernizzi, il tecnico che nella stagione 73/74 conquistò
il migliore piazzamento nella storia rossoblu (sesto posto in serie B).
MARZO
Il picco più basso e la lenta risalita
L'umore dei tifosi rossoblu è nero. I tifosi entrano in campo e
sospendono l'allenamento del Taranto. Chiedono un colloquio con tecnico
e squadra e pretendono una svolta. Intanto Garzya viene reintegrato
nella rosa ionica. La pace, però, durerà pochi giorni. Le strade del
giocatore leccese e della società di divideranno presto per sempre. A
Latina, nella 25esima giornata, il Taranto per per 2-0 e tocca il punto
più basso del suo cammino. La salvezza sembra impossibile da
raggiungere. Il presidente Blasi ordina il silenzio-stampa
e multa i giocatori del Taranto ai quali vengono negati i permessi. I
giocatori diffondono un comunicato in cui sottolineano l'unità e la
compattezza dello spogliatoio. Si fa di tutto per scuotere il Taranto:
un tifoso mette in palio un premio in denaro per chi sarà il migliore
in campo nella prossima sfida interna contro il Melfi. La società
autorizza l'ingresso gratuito per donne e scuole calcio. Una tripletta
di Michele Sergi stende il Melfi e regala la prima vittoria della
presidenza Blasi. I rossoblu fermano un'astinenza di tre mesi.
Improvvisamente si schiudono orizzonti di salvezza: i playout sono
appena a due punti. Una vittoria a cui fa seguito la sconfitta nel
finale di Giugliano (0-1). Senza quattro giocatori squalificati, il
Taranto batte la Rosetana per 2-0 con doppietta di Pupita. E' la gara
che apre la festività pasquali. Con questo successo i rossoblu
scavalcano la Nocerina. Ora la squadra di Florimbj è penultima.
APRILE
Prima vittoria esterna
La trasferta di Potenza salta. Nel rispetto delle critiche condizioni di
salute di Papa Giovanni Paolo II, lo sport intero, con specifica presa
di posizione del Coni, decide di sospendere o rinviare qualunque attività
sportivai. Il Santo Padre morirà sabato 3 aprile. La gara di campionato
in Lucania slitta di sette giorni mentre, approfittando della settimana
di sosta prevista, il 17 aprile verrà giocata la tredicesima di
ritorno. Rossana Di Bello viene rieletta primo cittadino ionico: per lei
c'è in regalo una maglia rossoblu donata dal responsabile marketing
Piero Gatto. Il 10 aprile il Taranto, con un graffio di Michele Sergi al
90', espugna il “Viviani” di Potenza. E' il primo successo esterno
della stagione. Contro l'Igea Virtus, sette giorni dopo, i rossoblu
ottengono la terza vittoria consecutiva (1-0 gol di Paglialunga). Il
Taranto supera anche il Castel di Sangro: ora è terz'ultimo a sei punti
dal Ragusa. Nelle ultime cinque gare nessuna ha ottenuto più punti
della formazione di Florimbj. Alla 30esima giornata il Taranto perde 3-2
contro il Rende allenato da Franco Dellisanti. La sconfitta matura a
sette minuti dal termine. Il ko genera qualche malumore interno. Si
parla di un colloquio a muso duro tra il presidente Blasi e il
centrocampista Filippi. Il caso rientra il giorno dopo con un comunicato
a firma del giocatore in cui si minimizza l'accaduto e si ribadisce
l'immutata stima nei confronti del presidente Blasi. Nocerina-Castel di
Sangro, gara rinviata per questioni di ordine pubblico, termina 1-0 per
i “molossi” rimescolando le gerarchie in fondo alla classifica. Il
tecnico Florimbu sbotta: «Se anche Cavese-Nocerina verrà rinviata,
allora c'è un complotto in atto». Timori che svaniscono. Dopo che il
Taranto aveva inviato una lettera di protesta alla Lega di serie C
sull'argomento, viene confermata la disputa alla domenica della derby
campano.
MAGGIO
Scoppia il caso-doping
Il Taranto pareggia in casa con il Morro d'Oro per 0-0 al termine di una
prestazione scialba. La gara non convince Blasi che convoca per il
giorno successivo il tecnico Florimbj per dei chiarimenti. Il tecnico
rilascia al Corriere un'intervista in cui manifesta la volontà di porre
le basi su un progetto futuro. Le parole del tecnico sono sintomatiche. «Quando
firmai il contratto fino a giugno parlai con Blasi e dissi di lasciare
perdere il biennale se fossimo retrocessi, ma che in caso di salvezza il
futuro sarebbe automaticamente iniziato. Questo è il periodo in cui si
fanni i programmi per l'anno prossimo. Rinnovo? Non vorrei trovarmi
nella situazione di Messina...». L'incontro si tiene, ma le
parti non vogliono rilasciare dichiarazioni: si avverte, però, un
briciolo di tensione. I giocatori, intanto, tornano ancora in silenzio-stampa.
Mancano due partite alla fine della stagione regolare. Il Taranto perde
3-1 a Manfredonia, ad un passo dalla promozione in C1. Nell'ultima gara
di campionato, il Taranto è obbligato a battere la Pro Vasto per
assicurarsi la partecipazione agli spareggi per la salvezza. I rossoblu
battono la Pro Vasto 4-2. L'avversario che contenderà la permanenza a
Pupita e compagni sarà il Ragusa. All'indomani della fine del torneo,
scoppia un caso-doping nel Taranto. Michele Sergi e Sirio Silvestri
vengono trovati positivi ad un controllo anti-doping risalente alla gara
interna contro l'Igea Virtus del 17 aprile scorso. La sostanza proibita
è il furosemide: un diuretico che sarebbe stato somministrato con
l'autorizzazione del medico sociale, dott. William Uzzi, alla fine della
partita per velocizzare le pratiche fisiologiche. I giocatori rischiano
una lunga squalifica. La società chiede la procedura di urgenza. I
giocatori (che in una conferenza stampa
ribadiscono la loro “pulizia” professionale e la totale buona fede
nell'accaduto) e il professor Uzzi vengono convocati dalla Procura
Anti-doping. La Commissione Disciplinare, intanto, sospende i due
tesserati. La società rossoblu, intanto, sospende da ogni incarico
William Uzzi «in attesa che si faccia
chiarezza». Alla vigilia del primo match salvezza, vedute
differenti su come preparare la gara. Blasi vorrebbe che la squadra si
alleni in città; Florimbj vorrebbe portare i suoi uomini in ritiro.
Prevale una soluzione di mezzo: la squadra si reca in ritiro a San
Pietro in Bevagna, allenandosi sul “Dimitri” di Manduria. Il Taranto
riceve la comunicazione ufficiale dell'impossibilità a schierare Sergi
e Silvestri anche per via dello slittamento del pronunciamento della
Procura Anti-doping del Coni. Il Taranto, nonostante queste due
defezioni, batte il Ragusa per 2-1. Alla doppietta di La Cava risponde
il siciliano Plasmati. Non si è esaurito lo scandalo per il
caso-furosemide che il mese termina con una nuova edizione della
vicenda. Ad incorrere nello stesso guaio è Nicola Signorile trovato
ugualmente positivo nella trasferta di Rende del 24 aprile. Blasi
“rompe” con Uzzi allontandolo dalla società.
GIUGNO
La salvezza di Ragusa e i primi nomi per la nuova stagione
La Commissione Disciplinare sospende anche Signorile che non potrà
giocare la gara di Ragusa. In porta si profila l'impiego di Massimo
Negro. Uzzi preferisce il silenzio: «Dirò
tutto dopo i playout» afferma. Il 5 giugno, grazie al
successo a Ragusa per 2-1 firmato da una doppietta di Malagnino, il
Taranto ottiene la permanenza in C2. Il presidente Blasi dichiara: «La
C1? Ci penso anche io ma restiamo calmi. Avremo un grande futuro». Le
possibilità di permanenza di Florimbj alla guida tecnica del Taranto
sono poche. Circolano i primi nomi: Ragno, Maiellaro, Domenicali e
Campilongo. Intanto sta per partire la ristrutturazione
dell'organigramma societario. Blasi, con un comunicato, lancia un
segnale alle istituzioni circa la volontà di investire nel settore
giovanile. Le voci di una vendita dello stadio Iacovone, da parte del
Comune, non interessano l'imprenditore manduriano che vorrebbe creare
strutture apposite per i giovani calciatori ionici. Domenica 19 giugno
allo stadio Iacovone, la Taranto Sport festeggia la salvezza con una
festa a cui partecipano oltre diecimila persone. Il portiere Signorile
viene ascoltato dalla Procura Antidoping. Per lui è probabile, come per
i due suoi colleghi Sergi e Silvestri, il deferimento. Le scadenze per
l'iscrizione al campionato, per quest'estate, sembrano rispettate a
dovere. Vengono depositati i documenti necessari per la presentazione al
campionato 2005/06. Venerdì 24 giugno segna la partenza vera e propria
del “Progetto Blasi”. Vengono riempite le prime caselle del nuovo
organigramma: viene presentato il nuovo direttore sportivo Luca
Evangelisti. Per lui si tratta di un ritorno. Confermati Luca
Vinciguerra (area finanza), Vittorio Galigani (direttore generale) e
Walter Scotti (area relazione esterne). Il giorno successivo viene
presentato Raimondo Marino come nuovo tecnico del Taranto, promosso
doppo aver allenato per cinque mesi la formazione “Berretti”. Si
apre il calciomercato, ma scoppia un giallo sulla fideiussione mancante
in Lega. Il presidente Gigi Blasi smorza il caso con una semplice
battuta: «C'è tempo, ma l'avranno in anticipo».
A fine mese il Consiglio di Lega annuncia: il Taranto è in regola.
LUGLIO
In ritiro a Penne
L'iscrizione del Taranto avviene senza problemi. Anche le ultime
liberatorie, motivo di qualche apprensione nelle ultime ore, vengono
depositate. Se i dirigenti della Taranto Sport, quindi, partono
rinfrancati per Milano al fine di chiudere le prime operazioni di
mercato, Carlo Florimbj, ormai ex allenatore del Taranto, convoca una
conferenza stampa
in cui esprime la sua opinione sulla mancata riconferma.
«Sono deluso, non arrabbiato. Pensavo bastasse una stretta di mano: non
è più così» dice. Si fanno i primi nomi per il piano di
rafforzamento. Intanto viene ufficializzato il ritiro: si terrà a Penne
dal 24 luglio al 13 agosto. Altro risultato intascato dalla Taranto
Sport: la Covisoc ufficializza l'iscrizione al campionato. A metà mese,
il presidente Gigi Blasi stupisce i tifosi rossoblu. Nella sala di un
noto ristorante cittadino, presenta i primi sette volti nuovi della
campagna acquisti. E sono nomi che già fanno sognare: si tratta del
portiere Luca Gentili, del difensore Massimiliano Manni, dei
centrocampisti Christian Mortari, Vincenzo Bevo, Luca Campanile e degli
attaccanti Emanuele Catania e Andrea Deflorio. A questi segue la
presentazione, il giorno successivo, dei difensori Maurizio Caccavale,
Ivano Pastore e Luca Pierri oltre all'ufficialità della conferma di
Giovanni Malagnino. La squadra parte per il ritiro abruzzese,
irrobustita da altri innesti: si tratta dei difensori Pasquale
Martinelli e Giovanni Micallo, del centrocampista Francesco Larosa e
dell'attaccante Giuseppe Gambino, oltre al riconfermato Antonio
Deleonardis. In tutto sono 20 i giocatori a disposizione del tecnico
Raimondo Marino, organico che viene completato da alcuni giocatori in
prova come il portiere Lirussi, i difensori Capone e Salvatori, i
centrocampisti Marsilio e Mancini e l'attaccante Moronti. Il primo
infortunio del ritiro capita a Pierri, una mini-frattura tra due
vertebre che, a conti fatti, chiuderà la sua esperienza in rossoblu. Il
primo test contro il Penne B si chiude con il punteggio di 6-0 a favore
del Taranto. In evidenza Deflorio (tripletta). Il modulo di gioco sembra
chiaro. Marino opta per il 4-3-1-2.
AGOSTO
Nasce la “card”. Primi calci ufficiali
Il Taranto disputa la seconda amichevole della preparazione. Vittoria
3-0 sul Vestina. Nel ritiro abruzzese si vede l'attaccante Alessandro
Corallo. Il presidente Blasi presenta il suo progetto in termini di
campagna abbonamenti. Il sottoscrittore riceverà una “card” con la
quale potrà ottenere anche sconti in vari esercizi commerciali. Michele
Gatto viene confermato a capo del settore giovanile. Nella terza uscita
il Taranto batte i dilettanti del Lauretum per 3-0 e il giorno dopo
supera con sei reti la squadra giovanile della piccola formazione
abruzzese. In prova c'è anche Bordignon, protagonista nei mesi precedenti
alla trasmissione “Campioni”. Viene illustrata la “Rossoblu
Generation” il progetto organizzativo giovanile con il sostegno della
Nuova Taras di Michele Gatto. Nominati responsabili Giuseppe Tedeschi,
Ugo Malacari, Giuseppe Raffo e Antonello Bitetti. Esce il calendario di
Coppa Italia: il Taranto è inserito nel gruppo H con Potenza,
Marcianise, Gallipoli e Nocerina. I rossoblu esordiscono con la vittoria
a Potenza per 3-2. Vanno in gol Deflorio (doppietta) e Larosa. Vengono
diramati i calendari. Nel Taranto c'è in prova un giocatore brasiliano:
Olivio Calicchio. Domenica 21 agosto, in concomitanza del turno di
riposo in Coppa Italia, c'è la presentazione ufficiale della squadra
nell'ambito di un triangolare con Martina e Manduria che si aggiudicherà
il memorial Blasi. La serata è anche il pretesto per ufficializzare gli
acquisti del difensore Alessandro Capone e dei centrocampisti Manuel
Mancini e Alessandro Bruno. Blasi, però, non si ferma. Presenta anche
la punta Fabio Di Domenico. Il Taranto, largamente rimaneggiato, perde
in casa contro il Marcianise la seconda uscita in Coppa Italia. La
squadra campana prevale allo Iacovone per 2-0. La fine del mese coincide
con l'esordio in campionato: il Taranto, nell'anticipo della prima
giornata, pareggia 1-1 sul campo della Cisco Roma. Va in gol Deflorio.
Il Taranto aggiunge altri due tasselli al suo organico: firmano Sirio
Silvestri e Alessandro Corallo. Il Taranto disputa il suo terzo impegno
di Coppa Italia. La Nocerina si impone in casa per 1-0.
SETTEMBRE
Prime schermaglie sulla “convenzione”
Da qualche mese è in vigore il Decreto Pisanu in tema di normative
contro la violenza negli stadi. Tali misure vengono aggirate riducendo
la capienza dello Iacovone a 9.500 posti. Intanto il Collegio Arbitrale
interviene dando ragione a Francesco Passiatore in merito al suo
reintegro nella rosa del Taranto, società che subordinava tale azione
ad un accertamento da fare al ginocchio operato nei mesi precedenti.
Il risarcimento di 3.000 euro richiesto dal Collegio viene annullato
dalla volontà del giocatore di andare incontro alla società rossoblu.
Il Taranto bagna con un vittorioso 2-1 le gare casalinghe. Il Melfi
viene piegato con i gol di Mortari e Deflorio. Silvestri, cinque mesi
dopo, torna sul terreno di gioco con la maglia rossoblu. Gli ionici
terminano la loro avventura in Coppa Italia con la sconfitta interna per
3-0 inflitta dal Gallipoli. Il Taranto chiude la campagna acquisti con
altri tre arrivi: il portiere Ghigo Gori, il centrocampista Vincenzo De
Liguori e l'attaccante Alessandro Corallo. La grana-Iacovone comincia a
diffondere i primi malumori. C'è una convenzione per l'utilizzo della
struttura da firmare. Michele Tucci, vice-sindaco, accusa la Taranto
Sport di non volere chiudere l'accordo; dichiarazioni rimandate al
mittente dal presidente Blasi. «Non siamo
stati chiamati. Quei lavori non toccano a noi». Per la terza
giornata di campionato, il Taranto pareggia 0-0 sul campo della Vigor
Lamezia. Con una lettera accorata, lo storico collaboratore del Taranto
cav. Lillino Piscopiello annuncia il suo addio alla società rossoblu.
Alla vigilia della sfida interna con l'Igea Virtus, la Commissione di
Vigilanza conferma la riduzione della capienza a 9.500 posti. Il
questore ammonisce: «No ad aggiustamenti
continui». Un gol di Pastore nei minuti di recupero permette
al Taranto di battere l'Igea Virtus per 1-0. Sette giorni dopo, incassa
a Giugliano la prima sconfitta del campionato. La sconfitta per 1-0
matura nella ripresa. Si susseguono i contatti tra Comune e Taranto
Sport per giungere ad un definitivo accordo circa l'uso dello Iacovone.
Tegola sulla società: la Caf ribalta le sentenze della Commissione
Disciplinare accogliendo le richieste della Procura Anti-doping circa le
squalifiche di un anno per Silvestri, Sergi e Signorile oltre ai quattro
anni inflitti a William Uzzi. Scosso Silvestri, unico giocatore ancora
in organico: «Ora ricorrerà al Tar del Lazio».
Ma l'ultima decisione spetterà al Gui (Giudice di Ultima Istanza).
OTTOBRE
La sfida di Gallipoli termina sullo 0-0
Il Taranto batte in casa l'Andria con un netto 2-0 con gol di Deflorio e
Catania. La domenica successiva arriva il deludente pareggio per 0-0
contro il Vittoria. Dopo sette giornate il Taranto è quarto con 12
punti a quattro lunghezze dalla capolista Gallipoli. Al termine della
gara vivace scambio di opinioni tra il tecnico rossoblu Marino e alcuni
rappresentanti della società siciliana che minacceranno anche querele
nei confronti dell'allenatore. La squadra reagisce in campo e batte il
Modica per 4-1: dopo il vantaggio degli ospiti i rossoblu si scatenano
con le reti di Deflorio (doppietta), Di Domenico e De Liguori. Scoppiano
dei tafferugli con le Forze dell'Ordine: a seguito di questi incidenti
otto tifosi saranno il mese seguente inibiti ad entrare allo stadio. Le
decisioni sui fatti di Gallipoli-Andria (invasione di campo dei
sostenitori ospiti e incidenti sugli spalti puniti solo con una forte
multa dal giudice sportivo) determinano la forte reazione del presidente
Blasi che interviene duramente: «Scandaloso
non squalificare il campo di Gallipoli. E per lo Iacovone chiuderemo di
pagare un giusto canone». Il Taranto incorre a Marcianise
nella seconda sconfitta del campionato. Gli uomini di Boccolini
prevalgono con due calci di rigore (2-0). Blasi si sfoga a fine gara: «Non
sono degni di giocare con questa maglia». E' la settimana
che precede la supersfida con il Gallipoli. Il presidente Barba, al
termine della gara di Coppa Italia che il Gallipoli ha giocato a
Martina, lancia dichiarazioni irridenti nei confronti della società e
della squadra rossoblu. Tra grandi misure di sicurezza e la diretta
televisiva (predisposta dalla Questura di Lecce), l'attesa gara del
“Bianco” termina 0-0. I punti di distacco tra le due formazioni
restano sette.
NOVEMBRE
Il 2-0 sul Potenza segna la riscossa
Sembra vicino l'accordo tra Comune e Taranto Sport. Oggetto della
discussione la famosa firma da apporre sulla convenzione per l'utilizzo
dello Iacovone. Ci sarebbe l'accordo verbale tra le parti per una somma
che si aggira sui 40.000 euro. Per la vicenda-doping il Taranto se la
cava con una multa di 2.000 euro. Questa la decisione della Commissione
Disciplinare che aveva deferito il sodalizio ionico per responsabilità
oggettiva in merito al caso-furosemide. Il Taranto pareggia in casa tra
i fischi per 0-0 contro il Latina, ratificando il primo passo falso
interno del campionato. I punti dalla vetta salgono a nove. I rossoblu,
per il test di metà settimana, emigrano a Palagianello, squadra di
Promozione superata per 9-1. Marino conferma per la trasferta di Nocera
il 4-3-1-2. La gara termina con un rocambolesco 3-3 e allungano la
striscia di gare senza vittorie a quattro turni. Il Taranto è sesto a
undici punti dal Gallipoli capolista. Arriva la prima sosta del
campionato, alquanto propizia. La gara tra Taranto-Potenza che si
sarebbe dovuta trasmettere in diretta satellitare salta per il
contemporaneo sciopero dei tecnici Rai il giorno venerdì 27 novembre.
La gara viene posticipata al canonico orario domenicale. Il clima
intorno alla squadra è piuttosto teso. Marino, infatti, durante la
partitella del giovedì, dopo alcune reiterate proteste dei tifosi nei
confronti di Di Domenico, sospende l'allenamento in anticipo e manda
tutti sotto la doccia. I novanta minuti cruciali contro i lucani si
concludono con la vittoria per 2-0. Decidono in avvio di gara Di
Domenico (primo gol in rossoblu) e Deflorio. Caso-doping: il GUI
conferma la condanna di un anno nei confronti di Sirio Silvestri.
Medesima condanna per gli altri due giocatori Sergi e Signorile
coinvolti e, tuttora, non legati contrattualmente al Taranto. Il rientro
in campo del tesserato rossoblu è previsto per il 20 maggio 2006.
DICEMBRE
Iacovone: c'è l'accordo... e poi arriva Ambrosi
Il Taranto non ha vinto ancora una gara fuori casa: il presidente Blasi
invita tutti i tifosi a seguire la squadra rossoblu nella trasferta di
Vasto. Purtroppo dalla gara contro la Pro Vasto arriva un pareggio 2-2,
per giunta in rimonta dopo che gli ionici si erano trovati sotto di due
reti. Rimediano Di Domenico e Manni. Dopo la gara interna contro il
Potenza che si sarebbe dovuta giocare lo scorso 25 novembre, salta anche
il secondo tentativo di trasmettere via satellite una gara del Taranto.
Questa volta il confronto contro il Rende non può essere mandato in
onda per il contemporaneo sciopero dei giornalisti Rai. La gara viene
giocata la domenica pomeriggio. I rossoblu di Marino superano i
calabresi due volte: sul campo grazie ad un rigore di Mortari e in
classifica dove raggiungono la terza posizione alle spalle di Gallipoli
e Melfi. Il 14 dicembre Gigi Blasi celebra il suo primo anno da
presidente della Taranto Sport. Si intensificano i dissapori tra la
società e Francesco Mignogna. Il giocatore ha un violento sfogo
televisivo con il suo tecnico Marino: la dirigenza decide di sospendere
il giocatore per un paio di giorni. Andrea Deflorio, alla prese con un
problema alla caviglia da qualche giorno, ammaina bandiera bianca dando
appuntamento per il nuovo anno. La mattina di venerdì 16 dicembre
alcuni vigili urbani ricevono l'ordine di far sgombrare lo stadio
Iacovone. Il Taranto risulta così “sfrattato” per alcune ore perchè
l'iniziativa rientra grazie all'intervento di mediazione del sindaco di
Bello. La questione legata alla convenzione della struttura raggiunge il
suo momento più aspro. Il nodo del contendere è rappresentato
dall'attribuzione delle pulizie da compiere all'interno dello stadio. La
gara contro il Viterbo in programma mercoledì 22 dicembre sembra anche
in pericolo. Comune e Taranto Sport si riuniscono il giorno precedente
alla partita per risolvere, nei locali della Prefettura, l'annosa
questione. Si arriva ad un accordo sul contratto di locazione: la società
sportiva si impegna a versare un canone di 40.000 euro più 10.000 in
termini di servizi che consisteranno nella pulizia della sala stampa
e degli spogliatoi. Due giorni prima, però, si è giocata la trasferta
di Rieti che coincide con la prima vittoria esterna del Taranto. Risolve
un guizzo di Di Domenico in pieno recupero. L'ultima gara del girone di
andata e anche ultimo impegno del 2005 si concludono in maniera amara:
il Taranto incassa la prima sconfitta casalinga del torneo. Il Viterbo
prevale al 93'. I rossoblu chiudono il girone di andata in terza
posizione a 28 punti a due punti dal Melfi secondo e a dodici lunghezze
dalla capolista Gallipoli. Il presidente Blasi, come promesso da tempo,
è già al lavoro per rinforzare la squadra nel mercato di gennaio. Con
qualche giorno di anticipo arriva la presentazione del primo colpo: si
tratta dell'attaccante Alessandro Ambrosi che ha rescisso il contratto
che lo legava alla Juve Stabia. Un colpo a cui seguiranno, secondo le
intenzioni societarie, ritocchi mirati. L'anno termina con la solita
ridda di voci in merito ad acquisti e cessioni: per le ufficializzazioni
si deve attendere il 2006. di Luigi Carrieri31
dicembre 2005

Taranto, altri due
rinforzi
Blasi: «Arriveremo in C1». Nel mirino un
difensore e un centrocampista dopo l'arrivo di Ambrosi
Vacanze finite. Da questo pomeriggio il Taranto ritornerà
a lavorare agli ordini di mister Marino. All'orizzonte c'è l'impegno
interno con la Cisco Roma. Il gran "timoniere" della navicella
rossoblù è Luigi Blasi, 44 anni, manduriano. Ha acquistato il
sodalizio rossoblù il 13 dicembre 2004 con la squadra ultima in
classifica. Dopo aver cambiato due allenatori e tesserato sedici
giocatori è approdato sui lidi della permanenza in C2, sia pure ai
playout. A giugno scorso ha "rivoluzionato" tutto. Ha assunto
il nuovo direttore sportivo (Evangelisti), ha promosso Marino dalla
Berretti ed ha acquistato ben 22 calciatori. L'unico
"sopravvissuto" alla doppia scrematura è stato Vittorio
Galigani, promosso direttore generale. L'attuale terzo posto lusinga
Blasi, ma non lo inorgoglisce. Presidente, cosa si aspetta dal 2006? «La
promozione in C1. Non m'interessa se in maniera diretta o ai playoff.
Vorrei poi porre le basi per raggiungere la serie B. Se non dovessimo
riuscire a centrare l'importante obiettivo nel 2007, lo dovremo fare nel
2008. Le componenti ci sono: società sana, buoni investimenti, pubblico
eccezionale. È una promessa». Il recente acquisto di
Ambrosi fa parte dei buoni investimenti? «Evidentemente
sì. Lo conobbi un mese fa circa nel corso di una cena. M'impressionò.
Fu una sensazione epidermica. Io mi fido molto della...
"pelle" delle persone con le quali devo avere un rapporto
d'affari. Dopo di allora ci siamo incontrati altre due volte. L'accordo
economico, lo abbiamo raggiunto in pochi minuti. Subito dopo la
presentazione alla stampa
ed alla tifoseria, l'interessato mi telefonò. Mi disse: grazie
presidente, ricambierò la fiducia avuta nei miei confronti a suon di
gol». Come proseguirà la campagna-acquisti? «Avevamo
programmato il tesseramento di un altro attaccante, ma abbiamo deciso di
desistere. Siamo già sufficientemente coperti. Arriveranno un giovane
esterno difensivo mancino nel caso Manni avesse delle difficoltà ed un
centrocampista centrale che possa costituire l'alternativa a Larosa». E
Bevo? «È sulla rampa di partenza unitamente a
Gambino, Campanile, Bruno e Mignogna». I tifosi sono un po'
contrari alla partenza di Mignogna. «Il
giocatore è validissimo. Gli auguro una carriera splendida. Ma per il
suo bene è meglio che vada via da Taranto. Diciamo che non ci sono le
condizioni per tenerlo». Stesso discorso per Passiatore? «Sostanzialmente
sì. Mi chiedo: perché non va a giocare in un'altra squadra visto e
considerato che ha tanta voglia di scendere in campo? E perché non
vuole fare la risonanza magnetica al ginocchio? Noi abbiamo già quattro
forti attaccanti. Stiamo dando via Gambino, che pure considero, proprio
per il troppo affollamento». Presidente, ha avuto coraggio
nel tesserare prima e difendere poi mister Marino da qualche critica. «Non
si tratta di coraggio, ma di essere aggrappati alla realtà. Mi sono
accorto che è un tecnico-galantuomo e che fa giocare bene la squadra
per cui l'ho difeso. I fatti mi hanno dato ragione». Come
finirà la questione-Silvestri? «Il ragazzo
resterà con noi perché è bravo. Dovremo soltanto cercare il nuovo
accordo economico». Il ds Evangelisti, intanto, continua a
sondare il mercato. Per la difesa, dove si cerca l'esterno sinistro,
sono spuntati i nomi di Massimo Russo (Avellino) e Luca Ferri (Teramo).
Oggi Gambino dfovrebbe essere ceduto alla Carrarese. A Imola,
nell'azienda del presidente Blasi, è previsto un vertice con i
dirigenti della società toscana. Ci saranno anche Evangelisti e
Galigani. di Giuseppe Dimito02
gennaio 2006

Cejas, decide
Dellisanti
Il tecnico del Giugliano non vuole cedere il
giocatore al Taranto: i rossoblu ci proveranno ancora, con i soldi della
cessione di Mignogna. In difesa spunta Morleo
Qualcosa accadrà. Presto, probabilmente. O, al massimo,
nei primi giorni dell'anno. Il Taranto non è fermo: ha obiettivi
precisi, dai quali non si muove. Ha voglia di sorprendere, che sembra un
buon inizio. E ha disponibilità economica e regolarità nei pagamenti:
particolari che invogliano, che permettono di osare. Niente sprechi, però.
Ma segnali importanti di come il Taranto si sta muovendo. Ce ne sono, ad
esempio, nella trattativa per Cejas: la società rossoblu ha formulato
una vera e propria offerta al Giugliano. Mettendoci soldi, che però il
club campano ha rifiutato, considerando il giocatore incedibile,
soprattutto dopo le pressioni di Dellisanti. Ora la voce ricorrente è
quella di una prossima nuova offerta del Taranto che, a questo punto,
mostra di avere interesse e risorse.
Le risorse, in particolare, potrebbero anche venire dalla cessione di
Mignogna. Il Treviso ha messo gli occhi sul talento tarantino e ha già
raggiunto un accordo di massima con il Taranto, che prevede anche una
contropartita in denaro. Ora l'operazione continua ad avanzare e
potrebbe essere chiusa nei prossimi giorni: il Treviso e Mignogna stanno
discutendo la durata del contratto (sarà un pluriennale), dopo di che
il giocatore avrà tempo finché il mercato resterà aperto per
convincere Cavasin e rimanere nella rosa di prima squadra. Altrimenti
verrà girato in prestito.
La novità del giorno è in difesa. Ufficiale ormai la rinuncia a Ulivi
(il giocatore non vuole scendere di categoria), il Taranto avrebbe
dirottato le sue attenzioni su Archimede Morleo, giovane esterno
sinistro della Cisco Roma. Perché questo è il ruolo che Marino ha
chiesto di rinforzare: il tecnico, al momento, ha solo Manni in quella
posizione e vorrebbe garantirsi un'alternativa valida. Cambiano le carte
anche in attacco: il Potenza non vuole cedere Morello, nonostante i
problemi economici che, però, il patron Calluori conta di risolvere nei
prossimi giorni. L'interesse per il giocatore (che piace a Evangelisti,
ma soprattutto a Marino) non è scemato, ma il Taranto ha già pensato a
diverse alternative: una è Palumbo della Torres, contattato, vicino
all'accordo ma al momento tenuto in stand-by. Perché il Taranto, forse,
ha fiutato l'affare: quindi starebbe aspettando un attaccante al momento
in non buonissimi rapporti con la propria società. Dovrebbe liberarsi e
poi firmare con i rossoblu: strategia del silenzio obbligatoria.
Con Menolascina, nel frattempo, sono ripresi i contatti: il Taranto ha
pensato a lui per coprire il ruolo di centrocampista centrale. Il suo
nome, una volta cancellato dalla lista (ma non definitivamente) Cejas,
è rimasto l'unico spendibile, secondo i desideri di Marino e
Evangelisti. Anche perché la partenza di Bevo è pressoché certa: il
centrocampista napoletano, improvvisamente scomparso dalla formazione
titolare, sta per accasarsi a Pisa, dove troverebbe in Toma un suo
autentico estimatore.
Deve scegliere, invece, Gambino: il giocatore nei giorni scorsi ha
parlato con Evangelisti chiedendo di essere ceduto. E il diesse rossoblu
lo ha accontentato, aprendo alle società che nel frattempo avevano
fatto sondaggi: si tratta di Reggiana, Carrarese, Modica, Vittoria,
Rende e altre ancora. Il Taranto lo lascerebbe partire in prestito fino
a fine stagione, per poi puntare nuovamente sul talento inespresso del
giovane attaccante. In cerca di squadra anche Campanile, chiuso
dall'esplosione di Mancini e da un possibile nuovo impiego di Catania
(visto l'affollamento previsto in attacco), mentre sta cercando di
togliersi dal mercato Bruno, che vorrebbe continuare a giocarsi le sue
possibilità in riva allo Ionio. di Fulvio
Paglialunga30
dicembre 2005

Mercato, pausa di
riflessione
Mignogna verso Treviso. Centrocampo: idea-Alfieri
Pausa di riflessione. La giornata di ieri non ha fatto
registrare novità interessanti sul fronte del mercato. Il direttore
sportivo Luca Evangelisti sta allacciando numerosi contatti e
intavolando una serie trattative per completare la squadra, anche se si
viaggia con i piedi di piombo per evitare di commettere errori. È stata
rispedita al mittente la richiesta avanzata al Giugliano per il
centrocampista Cejas. Il direttore generale del club campano Maglione,
nonostante la buona offerta economica formulata dal Taranto, ha blindato
il talentuoso argentino che, dunque, non lascerà la squadra di
Dellisanti, suo grande estimatore. Sul taccuino resta annotato il nome
di Menolascina, ma il nuovo corso della formazione sipontina, non
facilita la sua partenza, anche se c'è chi giura che alla fine l'affare
si farà. Per la difesa si guarda sempre con interesse a Ulivi del Pisa,
ma il mancino non sembra propenso ad accettare il declassamento in serie
C2. Lo svincolato Guzzo, su cui aveva fatto un pensierino anche il
Taranto, è in procinto di accasarsi all'Ancona. Per l'attacco Morello
al momento è stato congelato, in attesa di capire se si può aprire
qualche altro spiraglio. Palumbo della Torres pare sia stato già
scartato. Ora Evangelisti starebbe percorrendo altre piste top secret.
Per il centrocampo, per esempio, è spuntata la voce-Alfieri,
trequartista del Rende. Si intensificano, intanto, le voci legate alle
cessioni. Su l'attaccante Gambino, oltre a Carrarese, Rende e Reggiana,
è piombato il Vittoria; per il fantasista Campanile si è fatto avanti
il Giulianova; Bevo piace sempre al Pisa, mentre Mignogna potrebbe
firmare a breve per il Treviso (il suo perocuratore Marrone ha ieri
annunciato che l'accordo ecomonico tra il giocatore e la società venetà
è stato già raggiunto). Bruno, invece, ha rifiutato le offerte di
Rende e Venezia e ha chisto di restare in rossoblù. Dovrebbe essere
accontentato. Malagnino non dovrebbe muoversi. di
Enrico Sorace30
dicembre 2005
Deferimento e colletta
per Di Canio
L'attaccante è stato rinviato a giudizio per il
braccio teso a Livorno, la destra raccoglie fondi. Saluti troppo romani.
Tifosi e gruppi politici hanno aperto un conto corrente per pagare la
multa inflitta a Di Canio. Ma è in arrivo una nuova squalifica

Due settimane,
una squalifica e mille polemiche dopo la sua domenica speciale in terra
comunista, Paolo Di Canio è stato deferito ieri per il saluto romano
esibito a Livorno l'11 dicembre scorso. Tutto era ricominciato lì, dopo
il braccio teso del derby romano nello scorso campionato. Solo che il
gesto ripetuto più volte all'Armando Picchi, che aveva riaperto
infinite discussioni sul numero nove della Lazio, era sfuggito
all'arbitro della partita e dunque non era stato sanzionato dal giudice
sportivo. La Federazione aveva allora attivato l'Ufficio indagini e
mentre Di Canio riproponeva il suo saluto di appartenenza contro la Juve
e veniva punito con una giornata di squalifica poco prima di natale, gli
investigatori federali mettevano a punto il corposo dossier
sull'attaccante biancoceleste di cui ha chiesto una copia anche la Fifa,
il governo mondiale del calcio, pronta a pronunciarsi sul caso Di Canio
qualora la Figc si dimostri troppo comprensiva con il giocatore. Passate
le feste, il Procuratore federale lo ha però deferito alla Commissione
disciplinare della Lega per «comportamenti
contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità»
(con lui anche la Lazio per responsabilità oggettiva) e dunque ora si
attende la seconda sentenza che potrebbe essere più pesante della
prima. Anche perché a carico dell'idolo della curva nord laziale ci
sono le dichiarazioni farneticanti rilasciate proprio dopo la partita di
Livorno, quando Di Canio annunciò che avrebbe ripetuto ancora il gesto
caro agli antichi romani (e lo fece cinque giorni dopo con la Juve) e
attaccò la comunità ebraica, colpevole a suo dire del processo
politico intentatogli dai media di mezzo mondo. In attesa di conoscere
il suo destino, l'attaccante biancoceleste ha trovato nuova solidarietà
in alcuni gruppi della destra sociale. Porta del Sud, Azione Giovani e
l'associazione Area hanno infatti attivato un conto corrente postale con
la causale «Libertà di salutare come vuoi,
dove vuoi» per una raccolta di fondi per pagare l'ammenda
(10mila euro) comminata a Di Canio dal giudice sportivo. Lo slogan
dell'iniziativa è «No alla giustizia a senso
unico» e fa seguito alla manifestazione organizzata pochi
giorni fa dagli Irriducibili sotto gli uffici della Federcalcio, quando
una parte degli ultras si presentò in manette. Carlo de Falco,
componente dell'Esecutivo nazionale di Area, ha spiegato orgoglioso che «la
raccolta vuole dimostrare che un'intera comunità è partecipe rispetto
all'infamia commessa da una Federazione tutt'altro che trasparente. E'
chiaro che l'atteggiamento della Federcalcio è politico, colpendo Di
Canio oggi si tornerà a colpire anche le tifoserie domani».
Parole che non sono piaciute al diessino Enzo Foschi che ha ribadito
come il saluto romano risponda solo a motivazioni extracalcistiche. «Lo
dimostra il fatto - ha spiegato il consigliere regionale del
Lazio - che gruppi politici del tutto estranei
alle dinamiche sportive abbiano intrapreso questa singolare battaglia a
difesa del loro beniamino. Considerando l'imminente scadenza elettorale
verrebbe da pensare che questa messinscena sia il trampolino per la
candidatura di Di Canio alle prossime elezioni». di
Matteo Patrono29
dicembre 2005

«Ambrosi è il
massimo»
Il mercato è il suo mondo ideale. Perché Luca
Evangelisti di mestiere fa questo, soprattutto. Da quando ha lasciato il
calcio giocato ha cominciato a fare compere per conto di altri. E,
adesso, le fa per il Taranto. Gennaio sarà il mese che vivrà da
protagonista: di trattative e di viaggi. Cose di cui abitualmente parla
poco. Ma, stavolta, parla. Come si fa durante il mercato: abbozzando
risposte e lanciando segnali. Non dando nulla per definitivo. Nemmeno le
proprie parole.
Evangelisti, di cosa ha bisogno il Taranto?
«Il Taranto aveva bisogno di un attaccante
importante per il salto di qualità. Ci siamo mossi in anticipo e
abbiamo preso un giocatore che volevano in molti: il presidente ha fatto
un sacrificio, ma abbiamo rispettato un'esigenza».
Adesso, però, cercate anche altro. Un difensore, un centrocampista e,
forse, un altro attaccante. Vero?
«Per il momento abbiamo preso quello che
serviva. Ci resta un mese per completare l'opera: rispetteremo le idee
di Marino e attenderemo le sue istruzioni. Niente fretta, però».
Ambrosi cosa può dare di più a questa squadra?
«Esperienza, gol: non lo scopro certo io.
Ambrosi può giocare con tutti, può fare prima e seconda punta. Può
giocare con Deflorio, con Di Domenico, con entrambi, con Catania. Può
aiutarci anche nelle partite fuori casa, perché porta peso all'attacco:
lo dicono i numeri, anche. Forse era l'uomo migliore sul mercato».
Deflorio, Ambrosi, Di Domenico: l'attacco adesso deve segnare...
«L'attacco è importante: ora sta cominciando
a dimostrare il proprio valore, ma deve diventare più cinico. Forse
Ambrosi è può darci quel cinismo che ci mancava. E che, ad esempio,
nell'ultima partita, ci serviva»,
Quattro punte, un'altra forse in arrivo. Ma non ce ne sono troppe, ora?
«Perché sono troppe? Il nostro tecnico è
bravissimo a gestire il gruppo, a dosare le energie. Una squadra che
mira in alto deve avere una rosa a livello delle proprie ambizioni. Poi
è compito del tecnico decidere come sfruttare il materiale a sua
disposizione».
Ma che mercato sarà qello di gennaio?
«Un mercato difficile, perché fatto
soprattutto di scambi. Tutte hanno bisogno di rinforzarsi, ma tutte
hanno già giocatori: nessuno, quindi, cede e basta. Tutti, se gli
proponi un giocatore, vogliono dartene un altro. Tranne la Juve Stabia,
perché è in difficoltà e sta facendo diverse rescissioni».
Voi state proponendo scambi per cedere?
«Noi non proponiamo niente, Se saremo bravi,
cederemo senza scambi. A meno che non ci fidiamo della contropartita».
Bevo al Pisa, Bruno al Rende, Gambino tra Carrarese, Reggiana, Vittoria
e Rende, Campanile in partenza: le voci sono questi. Ma chi partirà?
«Per ora non parte nessuno: la squadra è
competittiva, vedremo le esigenze. Sicuramente manderemo a giocare
Gambino: ci sono diverse soluzioni, troveremo la migliore».
Morello arriva?
«E' un ottimo giocatore: a me piace molto. Ne
abbiamo trattati diversi in questa prima parte, alcuni anche per capire
il mercato. Tutti vorrebbero Morello, noi potremmo prenderlo. Se non lo
abbiamo preso, però, ci sarà un motivo».
Menolascina?
«Sta facendo benissimo a Manfredonia, credo
sia incedibile. Però sarebbe un giocatore ottimo per la categoria».
Ulivi?
«Lo abbiamo richiesto al Pisa: ma non vuol
scendere in C2»
E' vero che per Cejas serve solo il “sì” di Dellisanti?
«Io so che Dellisanti non vuole cederlo:
l'offerta l'abbiamo fatta, ma non è servita. Per il momento dobbiamo
aspettare».
Mancano, allora, almeno un difensore e un centrocampista...
«Non manca nessuno: possiamo andare avanti così,
la squadra è molto competitiva. E' chiaro che faremo il possibile per
migliorarla. Ma siamo già tranquilli, più degli altri».
Ha in mente qualche sorpresa?
«Sto lavorando: possiamo fare qualcosa di
molto buono. Ma lo sapete: non prendo i giocatori che escono sui
giornali»
Il bilancio del girone di andata è soddisfacente?
«Purtroppo l'ultima partita ci ha rovinato la
media: dovevamo essere secondi da soli. Con tre punti in più il
bilancio sarebbe stato diverso. Adesso è un bilancio normale: siamo da
playoff, secondo i programmi. L'otto gennaio, però, comincia un altro
campionato».
Che girone di ritorno si attende?
«La squadra è migliorata: nelle ultime
partite stiamo giocando bene. Il gruppo c'è, gioca: crea occasioni con
uomini diversi. Stiamo prendendo conoscenza dei nostri mezzi e il
pubblico sta capendo il potenziale. Domenica ha dato un segnale
importante: ci hanno applauditi nonostante la sconfitta. Messaggio di
grande maturità, che dobbiamo ricambiare con un grande girone di
ritorno».
Il Gallipoli è irraggiungibile?
«Se ha questa marcia è irraggiungibile. Ma
noi pensiamo a fare il massimo: vedremo alla fine chi ha fatto di più».
di Fulvio Paglialunga29
dicembre 2005

A caccia della punta
Palumbo
Mentre il Taranto ha ripreso il lavoro sul campo, il ds
Evangelisti si è rimesso in moto per chiudere altre operazioni di
mercato. L'idea è di tesserare altri tre elementi di peso, uno per
reparto, per provare a dare la caccia all'attuale capolista Gallipoli.
Tanti nomi circolano, ma c'è una novità dell'ultim'ora. Stando a fonti
sarde, il Taranto avrebbe allacciato un contatto con la Torres per avere
notizie sull'attaccante Vincenzo Palumbo (classe '74), intenzionato a
lasciare la formazione di Cuccureddu, con cui finora ha collezionato 10
presenze realizzando un gol. Il corteggiamento alla punta di origini
tedesche, su cui sta lavorando anche il Martina, raffredda la trattativa
col potentino Morello, «sponsorizzato» da Marino, ma non troppo
gradito a Evangelisti, che punta a chiudere uno scambio col Pisa, che
porterebbe il mediano Bevo in Toscana e il difensore mancino Ulivi in
rossoblù. Ma resta anche da sciogliere il nodo legato al nuovo
centrocampista che insegue la società del presidente Blasi. Tutto ruota
attorno alla volontà del Giugliano di cedere il giovane argentino
Cejas, principale obiettivo del Taranto che spera di convincere il diggì
del club campano Maglione a privarsi del gioiellino, punto fermo
dell'undici di Dellisanti. Se non arrivasse Cejas, appare probabile
l'arrivo di Menolascina del Manfredonia, anche se non si escludono
soluzioni a sorpresa. Interessante anche il capitolo legato alle
partenze. Detto di Bevo, su cui preme il Pisa, si registra
l'interessamento della Carrarese per Gambino, mentre per Bruno si è
fatto seriamente avanti il Venezia del tecnico Di Costanzo, che ha già
allenato il centrocampista ai tempi del Benevento e ora vorrebbe
portarlo anche in laguna. In cerca di sistemazione anche Campanile che
ha mercato soprattutto in C2, mentre su Mignogna è sempre in piedi una
trattativa col Treviso, da cui Evangelisti attende un'offerta economica.
Probabile, come già anticipato ieri, che venga ceduto in prestito anche
Malagnino troppo chiuso a Taranto. di Enrico
Sorace29
dicembre 2005

Il calcio emoziona
L'associazione Tifo è Amicizia presenta il libro
"Pallafatù". Incontro coi dodici autori di un'opera speciale
Seconda presentazione ufficiale per il libro «Pallafatù
- Il calcio visto da Taranto». Questa sera, alle ore 20, l'incontro si
terrà al Bar Cubana, in via Acclavio 62/B, sede del club Tifo è
Amicizia. Interverranno, oltre al curatore Giuliano Pavone, i colleghi
Fulvio Paglialunga, de Il Corriere del Giorno e Michele Pennetti del
Corriere del Mezzogiorno. L'occasione sarà propizia anche per conoscere
tutti i dodici autori (Mimmo Carrieri, Leo Spalluto, Marco Tarantino,
Cosimo Argentina, Carlo Caprino, Massimo Stragapede, Peppe Aquaro,
Giuseppe Campanelli, Giuseppe Barbalucca, Lucia Ingrosso, Roberto
Cardone , Giuliano Pavone) dei diciannove racconti racchiusi in sette
capitoli. Pallafatù è un'antologia caratterizzata da due temi
fondamentali: Taranto come città a cui sono legati i ricordi
dell'infanzia; il calcio, quello rossoblù naturalmente, da sempre
foriero di emozioni e attimi indimenticabili. Fra i diciannove scritti,
c'è chi ha lavorato di fantasia e chi ha raccontato la realtà, chi si
è tuffato nel passato e chi si è concentrato sul presente. Il ricavato
di Pallafatù servirà a finanziare attività di solidarietà sociale
nel tarantino. Per la prima edizione sono stati prescelti due diversi
progetti, promossi da altrettanti enti: l'ampliamento del servizio
gratuito di asilo nido prestato dall'Ente Morale «Paolo VI» a Taranto
Vecchia e la creazione di una piccola sala di incisione a cura del
Comitato di Quartiere di Paolo VI, associazione "Venti del
Sud". L'appuntamento, ancora una volta, si avvale della preziosa
collaborazione della libreria Dickens. Il libro, la cui vendita procede
a gonfie vele, potrà essere acquistato al Bar Cubana al termine della
presentazione. di Fabio Di Todaro29
dicembre 2005
Nuvole fantozziane e
sospensioni esagerate
Aspettando quella di Adriano Sofri, la grazia (sportiva)
è stata concessa a Luca Sorresa, calciatore violento, ma pentito.
Grande fermento in Umbria, per "l'ingerenza" dei sindaci sui
calendari di calcio. E' successo che i primi cittadini di Torgiano,
Bastia, Marsciano abbiano dichiarato gli stadi inagibili per motivi di
impraticabilità. Non credendo a nuvole "intelligenti" alla
Fantozzi - qui diluvia, a due chilometri no - più di una società ha
letto dietro queste ordinanze comunali un "aiutino" dato alle
squadre di casa (indisponibilità di alcuni giocatori, recupero di
infortunati ecc.). Lo stesso comitato regionale ha dovuto arrendersi: «Di
fronte a una decisione dei sindaci, non possiamo far nulla, anche se
talvolta è difficile adeguarsi». Sempre per la serie del
"sano dilettantismo", andiamo in Piemonte, dove la squadra del
Sommariva Perno ha chiesto partita vinta perché quelli della Centallo
Paven non avrebbero provveduto allo sgombero della nevicata, causando
così il rinvio della gara.
Motta San Giovanni e Gioia Tauro invece, e
qui siamo in Calabria, si erano messe d'accordo per pareggiare. Lo
avevano deciso i rappresentanti delle due società e ripetevano in campo
gli stessi giocatori, uditi però da arbitro e guardalinee, ma
soprattutto «seguiti da episodi e
comportamenti tali per la loro evidenza che non lasciavano dubbi».
Così è scattata la squalifica per il «tramite», l'organizzatore
dell'inciucio, il massaggiatore del Gioia Tauro, Giuseppe Ficarra, 4
anni di stop.
Matteo Monteneri, calciatore del Camerino,
Marche, è finito in ospedale a causa della calce usata per segnare il
campo. Un arbitro del Lazio ci è invece finito grazie alla precisione
di Gianluca Fiore, mezzala dell'Albula, che coordinandosi alla
perfezione sceglieva il momento giusto per calciare... la porta dello
spogliatoio dell'arbitro, beccandolo con lo stipite alla fronte, cucita
con otto punti al pronto soccorso.
Il direttore di gara di Tolentino-Celano,
il signor Gallinella di Foligno, avrebbe detto ai calciatori di casa: «Tanto
non vi faccio vincere» e la partita è effettivamente finita
2-2.
E gli allenatori? Tommaso Volpi, tecnico
dell'Ortana, Lazio ma gioca in Umbria, rischia una grossa squalifica,
per essere già stato nella stagione allenatore (poi licenziato) della
Sorianese. I giocatori possono cambiare anche dieci maglie, se lo fanno
i tecnici è spionaggio industriale.
Capitolo guadagni. Il collega di Roberto
Mancini, Giovanni Addis, ex mister del Tortolì, Sardegna, aveva un
accordo per 15.300 euro all'anno per il tesseramento e 5.500 come
rimborso spese. Poi, cambiata la presidenza, l'allenatore chiede il
pattuito, ma la nuova dirigenza fa ricorso. Il giudice sportivo
stabilisce: il patto era fuori parametri, non doveva superare i 10.500,
quindi il mister venga rimborsato fino a quella cifra, ma la società
(nuova) venga multata per la violazione fatta da quella vecchia.
A proposito di gesti simbolici. Ecco in
sintesi la cronaca di Manchester (sic) Castrovillari-San Lorenzo del
Vallo, seconda categoria calabrese. A metà del secondo tempo un
dirigente dei Reds (vabbè...), tal Massimo Trovino, non condividendo un
fuorigioco, entra in campo e dà uno scappellotto alla nuca
dell'arbitro. Passa qualche minuto ed ecco in campo Carlo Marini,
allenatore degli ospiti, che invita i suoi a «spezzare
le gambe» a un giocatore che aveva commesso fallo. Nei
minuti di recupero tutti e 22 i calciatori in campo smettono di giocare
per la mattanza che stava succedendo nei pressi degli spogliatoi, dove
una folla fatta entrare di straforo da un cancello aperto, stava
sbranando lo stesso Marini. L'arbitro a quel punto sospende la partita.
Il giudice ha ritenuto questa misura "esagerata", ordinando la
ripetizione della gara. Marini, dal letto d'ospedale, ha detto che, per
la cronaca, anche le botte erano esagerate. di
Luca Cardinalini28
dicembre 2005
Regalo di natale per le
grandi
Pedate e affari L'accordo da 248 milioni di euro
firmato da Juventus e Mediaset per i diritti tv criptati 2007-2010
allarga ulteriormente il divario tra ricchi e poveri nel calcio
italiano. Milan e Inter si preparano a seguire l'esempio, l'Antitrust e
Sky sono spiazzate
Mediaset e la Juventus si sono scambiati i regali di
Natale. Mediaset ha acquisito tutti i diritti televisivi criptati della
Vecchia Signora per l'Italia e quelli in chiaro internazionali per le
stagioni 2007/2008 e 2008/2009 con un'opzione per l'anno successivo.
Alla Juventus vanno 108 milioni di euro per il primo anno, 110 per il
secondo e 30 per l'opzione 2009-2010 (versati però entro questo
dicembre). La notizia è arrivata proprio alla vigilia di natale,
facendo rizzare le antenne. è il caso di dirlo, a molti interlocutori.
La spiegazione della Juventus è semplice: grosso modo la cifra è in
linea con quanto la società torinese già percepisce sommando i diritti
ceduti a Sky (più di 90 milioni a stagione con scadenza nel 2007, più
altri cinque in caso di primo o secondo posto in campionato e quelli
ceduti a Mediaset per circa 4 a stagione), ma non dovrà più trattare
con singoli interlocutori, inoltre con l'opzione sul terzo anno mette in
cascina una cifra che rende invidiabile il suo bilancio in un momento in
cui tutti i club devono confrontarsi con i conti in rosso. Insomma, un
affare.
Mediaset, a sua volta, ha fatto un buon colpo, non solo si è garantita
i diritti della squadra più seguita in termini di pubblico per il suo
digitale terrestre, ora ha anche in mano il pallino (oltre che per la
cessione telefonica e Internet) anche per rivendere i diritti criptati a
Sky che, ovviamente, dovrà pagarli profumatamente, perché non potrà
permettersi di escludere dal suo pacchetto una squadra come la Juventus.
Inutile dire che si è portati a ritenere che il Milan (che con Mediaset
gioca in famiglia) e l'Inter possano annunciare a breve un analogo
contratto.
Tutto bene quindi, champagne a fiumi per Mediaset e Juventus, in attesa
delle altre due squadre. Tutto bene solo per il momento perché questo
accordo tra Mediaset e Juventus (oltre che con Inter e Milan) era già
stato fatto. Prevedeva i diritti di prima negoziazione in «qualsiasi
forma anche oggi non prevedibile», diritti di interviste,
diritti ancillari etc, un accordo che avrebbe dovuto rimanere blindato
sino al 2016. Praticamente per un decennio Mediaset si era garantita
tutti i diritti calcistici delle squadre che più ingolosiscono. Un
accordo che andava però contro le norme europee che, per garantire la
concorrenza, prevedono che non si possano fare contratti di durata
superiore a un triennio. Infatti l'Autorità per la concorrenza nello
scorso marzo aveva aperto un'istruttoria formale per verificare
eventuali «restrizioni della concorrenza
nell'acquisizione dei diritti calcistici». Inchiesta che
avrebbe dovuto concludersi in maggio e che, probabilmente, avrebbe
portato all'annullamento di quell'accordo perché in contrasto con le
normative. Forse proprio per evitare quel probabile parere negativo ecco
questo nuovo accordo che, almeno per la durata, è in linea con le
disposizioni comunitarie.
Mediaset e Juventus sembrano fortemente intenzionate a fare i loro
interessi in senso stretto, senza preoccuparsi più di tanto delle
ripercussioni che questi accordi potrebbero avere sulle squadre minori e
in seconda istanza proprio sul campionato di calcio nel suo insieme (già
quest'anno scorrendo la classifica della serie A si evince una
scollatura più marcata tra le squadre di vertice e quelle che devono
arrabattarsi). L'atteggiamento dell'Antitrust in proposito è invece
piuttosto scostante. Nel 1999 l'Autorità garante della concorrenza e
del mercato aveva stabilito che i diritti non dovevano più essere
ceduti collettivamente, bensì singolarmente, squadra per squadra. Ma,
proprio il mese scorso, nell'ambito di un convegno su Calcio e mercato,
Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust, aveva dichiarato di non
dormire la notte all'idea che l'Authority avesse posto dei vincoli al
mercato. E quell'insonnia gli aveva fatto concludere che da parte
dell'organo da lui presieduto non ci sarebbe stata una obiezione
preventiva per tornare alla vendita collettiva dei diritti. E Catricalà
così concludeva «i tempi sono cambiati e lo
stesso può accadere per le regole». Forse dalle parti di
Mediaset hanno solo voluto anticipare nuove regole: non saranno più i
singoli club a trattare (se non con la stessa Mediaset), ma sarà
Mediaset a trattare i diritti dei singoli club nei confronti di terzi.
Certo è che le autorità competenti devono darsi una mossa se vogliono
rimanere legate ai tempi che viviamo. Già a suo tempo infatti erano
piovute critiche perché la vendita singola sarebbe andata ovviamente a
favore delle squadre più potenti e non del calcio nel suo insieme. I
dubbi emersi allora sono adesso diventati realtà. I grandi club possono
arrivare a contare su un centinaio di milioni di euro in più a stagione
rispetto agli altri, lo dice anche Andrea Della Valle, presidente della
Fiorentina (con Zamparini del Palermo e Cellino del Cagliari tra i più
indispettiti per come vanno le cose). Questa differenza rispecchia quel
che avviene nel mondo reale dove i ricchi si arricchiscono sempre più,
mentre gli altri sono destinati a essere più poveri. Nel caso del
calcio la situazione è sicuramente meno drammatica, ma, alla fine, ci
ritroveremo tutti più poveri di spettacolo, di gioco e di spettatori
paganti allo stadio. Siamo vicini alla rottura del pallone. di
Antonello Catacchio28
dicembre 2005
I diritti storti
Mediaset ha acquistato per un caro prezzo, 248 milioni,
i diritti sulla Juventus. Il contratto vale a partire dalla stagione
calcistica 2007/8 (108 milioni), e riguarda anche quella 2008/9 (110
milioni), mentre altri 30 milioni si riferiscono a una prelazione
rispetto all'anno calcistico 2009/10. Mediaset compra tutto tutto: ogni
trasmissione bianconera su «qualsiasi piattaforma distributiva». e
quindi via satellite, digitale terrestre, internet, telefoni cellulari,
Adsl e si garantisce anche da altre forme di trasmissione che si
dovessero rendere possibili; insomma, compera proprio tutto, anche
quello che ancora non c'è; se ci fosse, sarebbe suo.
In cambio la Juventus migliora gli incassi attuali sui diritti di una
ventina di milioni e soprattutto ottiene i quattrini della prelazione
subito. In modo da avere così un utile alla chiusura del bilancio 2005.
Inoltre viene rovesciata la posizione di forza del monopolista del
satellite, Rupert Murdoch, il boss di Sky.
Se Sky vorrà trasmettere sul satellite le partite casalinghe della
Juve, Murdoch dovrà comprarle dai Berlusconi.
Cioè da Piersilvio, l'attuale responsabile di Mediaset e da suo padre
il fondatore del gruppo, il suo caro amico Silvio. Descritta così la
nuova situazione che si è determinata, è lecita qualche considerazione
in più. La principale riguarda il solito Berlusconi Silvio. Egli, oltre
che maggiore azionista di Mediaset e quindi delle tre reti televisive
commerciali, è a capo del Milan, squadra rivale della Juventus, ma
anche sua alleata in un intreccio che dà molto da pensare a tutti gli
altri appassionati di calcio e di sport. il suo vice, Adriano Galliani,
è anche presidente della Lega calcio che raccoglie le squadre delle
serie maggiori; infine Berlusconi è grande amico di Murdoch che ha
acquistato da lui una parte consistente del sistema satellitare. Ora il
grande amico gli toglie da un lato l'esclusività del calcio
satellitare, rompendo il monopolio e poi lo costringe a ricomprare i
diritti juventini perché una falla del genere mette a rischio tutta la
costruzione che farà del satellite un affare.
Berlusconi è dunque al centro di un viluppo di conflitti d'interesse,
che diventano eccessivi quando si pensi che da cinque anni è capo del
governo e padrone delle maggioranza che approva disciplinatamente le
frequenti leggi ad personam come quella sul digitale terrestre. Ora,
quando sembra che la sua fortuna politica sia al tramonto, viene da
pensare che egli metta a segno l'ultimo colpo per assicurarsi qualcosa
da fare nel tempo del ritiro.
E' opinione comune che la scelta dei dirigenti juventini non rimarrà
isolata e seguiranno quelli di Milan, naturalmente e di Inter. E
bruttissimo fare il processo alle intenzioni, ma è noto che le tre
squadre avevano fatto con Mediaset un accordo dello stesso tenore, per
la durata di dieci anni, provocando l'intervento dell'Antitrust.
L'accordo di Mediaset con le tre squadre maggiori del calcio era stato
impugnato e sarebbe dovuto andare a sentenza nei primi mesi dell'anno
prossimo. La nuova formula contrattuale è congegnata in modo
apparentemente meno attaccabile, ma la posizione dominante si staglia
alta come la Rocca di Gibilterra. Sembra logico quindi che anche l'Inter
farà lo stesso; e così il Milan per quanto un conflitto d'interessi
all'interno di un unico miliardario, di un'unica Fininvest, sia di
quelli che spezzano il cuore.
Ci sono poi le altre piattaforme che riceveranno con la mediazione di
Mediaset le immagini juventine da trasmettere ai telefoni, ai computer,
alle televisioni con gli apparati del digitale terrestre. Nei confronti
di tutte Berlusconi, sul trono di Mediaset, si garantirà una specie di
tributo che tutti gli pagheranno anche senza che egli debba fare niente.
Di nuovo - come sempre più spesso avviene in Italia di questi tempi -
la finanza l'avrà avuta vinta nei confronti dei media che almeno fanno
vedere qualcosa. Vorrà dire che la smania di guadagnare quattrini e poi
altri quattrini avrà avuto la meglio su un progetto di televisioni, di
programmi, di ascolti di vendite di spazi commerciali che comunque lo si
voglia giudicare, esprimeva capacità di cambiare, di innovare, di
segnare un'epoca. di Guglielmo Ragozzino28
dicembre 2005

Colpo in vista
Le feste, di certo, non fermano il mercato: il Taranto
ha deciso di sorprendere e, se riesce, anche di farlo in fretta.
L'esempio è Ambrosi: presentato prima ancora che la sessione un tempo
definita di riparazione venisse aperta. L'esempio è anche il
movimentismo di Luca Evangelisti, fuori sede per trattative e con la
bocca rigorosamente cucita. L'esempio è, forse soprattutto, la serenità
di Raimondo Marino. Che prepara il gruppo aspettando facce nuove. Che,
intanto, prepara il gruppo: un allenamento ieri, tra test e lavoro
fisico, un altro oggi, anche se la squadra verrà divisa in due (una
parte si allenerà al mattino, un'altra al pomeriggio). Poi, da domani,
si riprende anche a lavorare sulla tattica. Per inserire Ambrosi, anche:
«Per questo - spiega Marino - era
fondamentale averlo subito: per inserirlo nella squadra, dopo averlo
inserito nel gruppo. Sta bene con gli altri, adesso dobbiamo
perfezionare il lavoro con la tattica. Ma annunciarlo in anticipo era
strategico».
L'annuncio anticipato è anche un messaggio al resto del campionato: il
Taranto è pronto a completarsi. Un rinforzo per reparto, forse già
prenotato, forse in attesa di ufficializzazione. Un difensore: potrebbe
essere Gabriele Ulivi, esterno di sinistra del Pisa che, in cambio,
potrebbe ricevere Bevo, mediano rossoblu segnalato in partenza. Un
centrocampista: Menolascina piace, ma la trattativa - a quanto si riesce
a sapere - non registra passi avanti. Potrebbe essere ripresa nei
prossimi giorni, così come potrebbe chiudersi anche l'accordo con
Morello, attaccante del Potenza che piace molto a Marino e ad
Evangelisti: «Ma io - spiega il
tecnico - non ho fatto nomi: ho semplicemente
indicato le caratteristiche dei giocatori che mi servono, al resto ci
pensa Evangelisti». Il diesse rossoblu ieri era in giro:
forse per compere, anche se non lo ammetterebbe mai. L'idea è quella di
fare tutto il prima possibile: rispettando i tempi del mercato, però.
E, soprattutto, rispettando le esigenze della società: vendere, anche.
Prestare i giovani (o, al massimo, cederli in comproprietà) e lasciar
partire chi non ha spazio. Tutto verrò fatto a velocità doppia. E' la
sensazione che le parole di Marino confortano: «Credo
che anche gli altri rinforzi arriveranno presto».
Rinforzi non scovati adesso, ma prenotati per tempo: il Taranto non ha
atteso il via ufficiale e ha cominciato a pensare al mercato non appena
ha scovato qualche disfunzione nella squadra che, pure, viaggia a buona
velocità. Pensava alle correzioni, ora le concretizza: «Questa
- dice ancora Marino - è una
squadra che non va rivoluzionata: abbiamo fatto bene finora, dobbiamo
solo sistemare qualcosina. Il mercato serve a questo: per il resto mi
fido di chi ho allenato finora». L'obiettivo resta quello di
puntare in alto. Di correre senza guardare il Gallipoli. Correre,
intanto: «Nel girone di ritorno -
è sempre il tecnico a parlare - dobbiamo fare
di più di quanto abbiamo fatto all'andata: qualche sconfitta in meno,
qualche vittoria fuori casa in più». Rimuovere le
imperfezioni, ripartire (la prossima è l'8 gennaio contro la Cisco
Roma) con la squadra pronta e, se possibile, anche completata, allenata
a non farsi sorprendere: «Rivedendo il nostro
cammino in campionato ci sono dei punti persi in modo incredibile, a
cominciare proprio dalla sconfitta con il Viterbo. Ecco: il nostro
obiettivo, ripartendo e anche completando la squadra, è quello di non
avere più questo genere di problemi, di ottenere quello che meritiamo».
A giorni, forse, qualche altra novità potrebbe essere annunciata: in
uscita (in partenza ci sono anche Gambino, Bruno e Campanile), ma anche
in entrata: «Di certo - spiega
Marino - si stanno muovendo. Evangelisti sta
lavorando tanto e bene, il presidente è uno che mantiene la parola.
Sapevo che si sarebbero mossi così». di
Fulvio Paglialunga28
dicembre 2005

Mosse oculate
Il colpo del mercato è stato compiuto. Ambrosi è
l'uomo offensivo che garantisce scaltrezza e peso specifico in zona gol.
Nei prossimi giorni ci saranno gli ultimi ritocchi
Salvo clamorose sorprese, il Taranto ha già effettuato
il suo colpo del mercato di gennaio. L'acquisto di Alessandro Ambrosi ha
rappresentato l'urgenza da assolvere, l'attaccante in grado di far
cambiare marcia ad un reparto offensivo che è andato troppo a corrente
alternata. Una manovra di anticipo, un po' in linea con le strategie
della scorsa estate quando la società rossoblu fornì, per il ritiro di
Penne, un organico completo al tecnico Marino.
Per la cosiddetta campagna di riparazione invernale, il Taranto non ha
bisogno di operare profondi cambiamenti. Il girone di andata si è
chiuso con un discreto terzo posto, in linea con gli obiettivi minimi
disegnati in fase di progettazione della stagione. Si è potuto valutare
il lavoro di ogni singolo giocatore in questa prima frazione di torneo
appena conclusa e si sono tratte le valutazioni del caso. In attacco
occorreva intervenire: malgrado la presenza di un uomo carismatico e
preciso sotto porta come Andrea Deflorio che non ha tradito le attese
con gli otto gol realizzati in quattordici partite giocate. In più,
nelle ultime giornate, anche Di Domenico, giocando con continuità, ha
offerto un valido contributo con tre gol nelle ultime cinque partite.
Quello che è mancato, però, è stata la capacità chirurgica di punire
gli avversari: lo dimostra il quinto attacco complessivo (con quattro
formazioni ad un solo gol dai rossoblu) e l'ottavo in trasferta. Inoltre
c'è il dato che recita di sette partite non schiodate dalla casella
zero dei gol fatti in una singola gara. Proprio per questo motivo e per
offrire più frecce all'arco rossoblu, la società vorrebbe completare
il reparto con un altro innesto in zona avanzata. Stefano Morello, in
quota al Potenza e con la cui maglia ha segnato otto reti nelle
diciassette gare di andata disputate. Le trattative sono in fase
avanzata: c'è la volontà delle due parti di chiudere la trattativa in
senso positivo. Ovviamente il presumibile arrivo di Morello limiterebbe
lo spazio di qualche elemento, primo fra tutti Giovanni Gambino che non
ha offerto il rendimento che da lui ci si attendeva. L'ex giocatore del
Como, giunto in riva allo Ionio, con un notevole battage pubblicitario,
potrebbe essere pedina di scambio proprio con il Potenza oppure
scegliere un'altra destinazione. Le offerte dalla serie D non mancano
per il possente attaccante campano, ma il giocatore preferirebbe non
scendere di categoria.
Quando si parlava di colpo già messo a segno, si voleva soprattutto far
intendere come il Taranto abbia tappato la falla che si riteneva più
pericolosa. Il resto del mercato (c'è abbondante tempo per chiudere gli
affari che proseguiranno fino al 31 gennaio) dovrebbe servire per
inserire un ulteriore tassello per reparto.
Il nome di Michele Menolascina è quello più ricorrente per consolidare
il sostanziale assetto di centrocampo. Il regista, che nel Manfredonia
in questa stagione ha giocato tredici partite corredate da due reti,
andrebbe ad occupare lo spazio davanti alla difesa. Quel ruolo detenuto
almeno fino al mese di inizio novembre da Vincenzo Bevo che, in sua
contumacia, è stato ricoperto prima da Bruno e poi da Larosa.
L'infortunio di Gallipoli e qualche non concordante identità di vedute
hanno intaccato il rapporto solido di inizio stagione. Pesando a dovere
lo spessore tecnico dell'ex giocatore dell'Igea Virtus, sembra difficile
che egli possa accettare un ruolo subalterno o di ripiego. In più
Larosa, nelle ultime settimane,
ha dato risposte esaurienti, rappresentando un'addizione nel ruolo di
centrocampista centrale.
In difesa, invece, ci sarà bisogno solo di qualche ritocco. I quattro
difensori titolari hanno offerto adeguate garanzie. Micallo, Caccavale,
Pastore e Manni sono stati, infatti, tra i giocatori più presenti.
Proprio questa continua utilizzazione, impone la ricerca di qualche
elemento che possa assorbire al meglio eventuali flessioni di
rendimento. Gabriele Ulivi, terzino sinistro del Pisa, è un nome che è
venuto fuori anche in prospettiva di uno scambio con Manni. La società
si guarda in giro, però, per un difensore centrale che sappa far
rifiatare gli inossidabili Caccavale e Pastore.
Ma tali innesti arriveranno al momento opportuno. Come si dice la punta
doveva arrivare subito. Strappato Ambrosi alla concorrenza e effettuata
una decisa irruzione sul mercato, il Taranto ora si guarderà con
circospezione. I giusti interventi al momento opportuno. C'è tempo fino
al 31 gennaio e, apparentemente, non c'è tutta questa fretta.
Il mercato di riparazione, proprio per le sue variabili dinamiche,
sfugge ad interpretazioni logiche. Si possono presentare opportunità
fascinose e anche le operazione più ardite possono materializzarsi in
breve tempo. di Luigi Carrieri27
dicembre 2005

Taranto, l'obiettivo è
Cejas
Offerta al Giugliano. Ma per Dellisanti è
incedibile
Messo alle spalle il Natale, il diesse del Taranto Luca
Evangelisti si rituffa sul mercato per completare la rosa di Marino,
prima di procedere a qualche necessaria cessione. Dopo aver prelevato
dalla Juve Stabia il prolifico bomber Ambrosi, la società rossoblù è
sul punto di chiudere le trattative per un difensore, un centrocampista
e un altro attaccante. Partiamo dal centrocampo, dove si registra
un'interessante novità dell'ultim'ora. Il Taranto avrebbe avanzato
formale richiesta al diggì del Giugliano Maglione per assicurarsi le
prestazioni di Maximiliano Roldan Cejas, classe '80, ma sulla cessione
del talento argentino, ci sarebbe il veto del tecnico dei gialloblù
Franco Dellisanti, che considera Cejas (oltre a Vives) un pilastro
inamovibile del proprio centrocampo. In attesa di capire come si può
sviluppare l'affare Cejas, resta sempre vivo l'interesse per Michele
Menolascina, che attende un segnale concreto dal Taranto prima di
svincolarsi dal Manfredonia, società che non vorrebbe privarsi del suo
apporto. Abbandonata del tutto, invece, la pista che conduceva a Rubens
Pasino, centrocampista avanzato del Pisa, nel cui ruolo il Taranto vuol
continuare a scommettere sul promettente Mancini. Per il settore
arretrato il nome più gettonato è quello dell'esterno sinistro
Gabriele Ulivi, classe '79, in partenza da Pisa, anche se non è da
trascurare l'ipotesi dell'ex Danilo Vitali che ha rotto col San Marino
ed è in cerca di una nuova sistemazione. Ma sul taccuino di
Evangelisti, pare sia segnato anche il nome di Manuele Guzzo, classe
'75, messo fuori rosa dalla Cisco Roma e pronto a tentare un'altra
avventura. Per l'attacco sembra ormai imminente l'annuncio dell'ingaggio
di Stefano Morello che ha le valigie pronte a Potenza. Sul giovane
attaccante scuola Lecce, pare stia premendo mister Marino, pronto a
scommettere sulle qualità della possente punta, che non reclamerebbe
una maglia da titolare. Sembra fantasiosa, invece, l'idea Banchelli, che
a Taranto rischierebbe di trovare poco spazio per la presenza di due
cecchini come De Florio e Ambrosi. Capitolo cessioni: sembra ormai
delineato il quadro delle partenze. Lasceranno la maglia rossoblù
l'attaccante Gambino e i centrocampisti Bevo (piace al Pisa), Campanile,
Bruno e Mignogna. Il giovane tarantino potrebbe finire al Treviso, che
poi lo dirotterebbe in prestito in serie C. di
Enrico Sorace27
dicembre 2005
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