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L'estate tranquilla e i sogni di gloria
Ripercorriamo il 2005 dei rossoblu. Un anno con Blasi al comando, un anno partito con l'incubo della D e finito con la possibilità di sognare la serie C1. Mese per mese ecco la dettagliata ricostruzione

GENNAIO
Toma e Nemo esonerati
Gigi Blasi è presidente del Taranto da appena due settimane. Le sue prime mosse, oltre che badare ad espletare le prime formalità societarie, sono di carattere tecnico. Provveduto ad avvicendare “Tato” Sabadini con la coppia formata da Antonio Toma e Pieraldo Nemo alla guida tecnica della squadra, il massimo dirigente rossoblu comincia il suo totale “repulisti” dell'organico rossoblu. il 4 gennaio vengono presentati alla stampa i primi acquisti del 2005: si tratta del difensore Mattia Mela e degli attaccanti Gaetano Niscemi e Paco Soares. Nella stessa conferenza stampa, il presidente Blasi lancia un durissimo j'accuse al sistema calcio, soprattutto delle serie minori. «Molti giocatori chiedono soldi in nero, ma non è il nostro modo di operare. Potrei denunciare questo andazzo». La denuncia diventa inchiesta. Le frasi di Blasi saranno oggetto di una convocazione del presidente nelle sedi della Procura Federale e dell'Ufficio Indagini. I dirigenti preposti a rinforzare la squadra cercano di allacciare rapporti con alcune società del massimo campionato: vengono visitate le sedi di Milan e Juventus. Venerdì 7 gennaio il Taranto “bagna” il nuovo anno con il pareggio esterno per 0-0 conquistato sul campo della Pro Vasto. Il Taranto, dopo la fine del girone di andata, è ultimo in classifica con nove punti a quattro punti dalla Nocerina penultima e dieci dalla zona salvezza, utile per evitare i playout. Alla vigilia della prima sfida di ritorno, viene presentato il centrocampista Francesco Meacci. Il Taranto perde contro la Juve Stabia per 1-0 con un rigore dubbio trasformato da Ambrosi. Il mercato non ha davvero sosta: Blasi convoca l'ennesima conferenza stampa per presentare altri giocatori. Il 12 gennaio sono ben quattro: i difensori Luca Romano e Lorenzo Peruzzi, il centrocampista Pasquale Rulli e l'attaccante Giuseppe Selvaggio. Intanto la Taranto Sport ottiene un successo sul fronte disciplinare: l'apposita Commissione scagiona il Taranto per l'accusa di splafonamento del budget societario riguardo al contratto di Giovanni Pompei legato alla precedente società fallita della Taranto Calcio srl. Scongiurata anche l'ipotesi di una penalizzazione. Il Taranto, nella seconda giornata di ritorno, pareggia in casa con il Castel di Sangro. Segnano Mignogna e Ibekwe. Le presentazioni proseguono con il centravanti Michele Sergi e il tornante Pasquale Izzo, entrambi provenienti dal Morro D'Oro. Intanto Mimmo Recchia, tecnico della “Berretti” rossoblu rassegna le dimissioni dall'incarico. Non è stato pagato l'affitto del campo dell'Ippodromo Paolo VI. Tegola dolorosa sul Taranto: in allenamento Rulli si infortuna seriamente al ginocchio. Per lui, secondo la diagnosi di qualche giorno dopo, la stagione è finita. Per la ventesima giornata, il Taranto perde in maniera incredibile la partita di Ragusa per 3-2. In vantaggio con i gol di Sergi e Meacci, i rossoblu si fanno rimontare e subiscono tre gol in cinque minuti. Immediata la decisione del presidente Blasi di mandare tutti in ritiro a Galatina; intanto ufficializza gli ingaggi dei centrocampisti Fabio Filippi, Antonio Deleonardis e Sirio Silvestri e, il giorno dopo, di Antonino La Cava. Gli acquisti di gennaio sono in tutto sedici. Nell'opera di rinnovamento societario Blasi nomina Piero e Michele Gatto rispettivamente responsabili del settore marketing e del settore giovanili. A questo proposito viene presentato Raimondo Marino, nuovo allenatore della “Berretti”. Il mese di gennaio si conclude con la sconfitta interna rimediata contro la Vigor Lamezia (0-1). Antonio Toma e Pieraldo Nemo sono ad un passo dall'esonero. Per la panchina rossoblu circolano i nomi di Florimbj e Vullo.
FEBBRAIO
Florimbj nuovo tecnico
All'allenamento svolto a porte chiuse e diretto da Gianfranco Degli Schiavi partecipano anche gli attaccanti Paolo Pupita e Roberto Palumbo e il difensore Gennaro Monaco, vivamente contestato dai tifosi rossoblu per i suoi trascorsi al Catania. C'è anche il futuro tecnico Carlo Florimbj che segue in borghese ai bordi del campo la seduta atletica. Intanto si diffonde un'indiscrezione che riguarda il contributo di 600.000 euro che l'Ilva, tramite il Comune di Taranto, aveva versato alla Taranto Sport. In realtà, secondo i documenti ufficiali, l'Ilva vincolerebbe il proprio contributo per soli tre mesi (150.000 euro in totale) e lascerebbe il Comune libero di scegliere la strada da intraprendere per il resto della somma. L'atto ufficiale reca la data del 5 gennaio. Le dichiarazioni del sindaco Di Bello chiariscono il “giallo”: «Gli accordi erano questi: le prime tre tranche garantite, ma per erogare le altre dobbiamo essere certi della permanenza». Il 9 febbraio viene presentato il nuovo tecnico Carlo Florimbj: avrà l'ingrato compito di salvare una squadra ultima con dieci punti ottenuti in 21 gare e un divario di cinque punti dalla penultima Nocerina. Proprio sul campo della formazione campana, inizia l'avventura di Florimbj che ottiene un beneaugurante pareggio per 1-1. Il gol rossoblu viene realizzato da Maddè. Intanto si pensa alla successiva trasferta sul campo della Cavese: memori degli episodi violenti della gara di andata che causarono la sospensione dell'incontro e la decisione di infliggere la doppia sconfitta per entrambe le squadre, si predispongono tutte le misure necessarie per rendere la trasferta dei tifosi rossoblu più sicura possibile. Florimbj stempera i toni alla vigilia: «Andiamo a giocare una partita, non andiamo a Baghdad. Altrimenti rimaniamo a casa». La Covisoc visita la sede di viale Virgilio per un controllo di routine. Il confronto contro la Cavese capolista si chiude con una pronosticabile vittoria dei campani per 3-0. Scoppia il caso-Garzya. Frizioni tra il giocatore e la società rendono sempre più possibile un rapido divorzio. Il giocatore non viene convocato per la gara interna contro il Gela, persa per 1-0. Il Taranto è sempre più ultimo a cinque punti dalla Nocerina (penultima) e a diciassette punti dalla salvezza. Il pubblico dello Iacovone contesta vivamente i rossoblu. Lutto per i tifosi del Taranto: si spegne a 74 anni Giovanni Invernizzi, il tecnico che nella stagione 73/74 conquistò il migliore piazzamento nella storia rossoblu (sesto posto in serie B).
MARZO
Il picco più basso e la lenta risalita
L'umore dei tifosi rossoblu è nero. I tifosi entrano in campo e sospendono l'allenamento del Taranto. Chiedono un colloquio con tecnico e squadra e pretendono una svolta. Intanto Garzya viene reintegrato nella rosa ionica. La pace, però, durerà pochi giorni. Le strade del giocatore leccese e della società di divideranno presto per sempre. A Latina, nella 25esima giornata, il Taranto per per 2-0 e tocca il punto più basso del suo cammino. La salvezza sembra impossibile da raggiungere. Il presidente Blasi ordina il silenzio-stampa e multa i giocatori del Taranto ai quali vengono negati i permessi. I giocatori diffondono un comunicato in cui sottolineano l'unità e la compattezza dello spogliatoio. Si fa di tutto per scuotere il Taranto: un tifoso mette in palio un premio in denaro per chi sarà il migliore in campo nella prossima sfida interna contro il Melfi. La società autorizza l'ingresso gratuito per donne e scuole calcio. Una tripletta di Michele Sergi stende il Melfi e regala la prima vittoria della presidenza Blasi. I rossoblu fermano un'astinenza di tre mesi. Improvvisamente si schiudono orizzonti di salvezza: i playout sono appena a due punti. Una vittoria a cui fa seguito la sconfitta nel finale di Giugliano (0-1). Senza quattro giocatori squalificati, il Taranto batte la Rosetana per 2-0 con doppietta di Pupita. E' la gara che apre la festività pasquali. Con questo successo i rossoblu scavalcano la Nocerina. Ora la squadra di Florimbj è penultima.
APRILE
Prima vittoria esterna
La trasferta di Potenza salta. Nel rispetto delle critiche condizioni di salute di Papa Giovanni Paolo II, lo sport intero, con specifica presa di posizione del Coni, decide di sospendere o rinviare qualunque attività sportivai. Il Santo Padre morirà sabato 3 aprile. La gara di campionato in Lucania slitta di sette giorni mentre, approfittando della settimana di sosta prevista, il 17 aprile verrà giocata la tredicesima di ritorno. Rossana Di Bello viene rieletta primo cittadino ionico: per lei c'è in regalo una maglia rossoblu donata dal responsabile marketing Piero Gatto. Il 10 aprile il Taranto, con un graffio di Michele Sergi al 90', espugna il “Viviani” di Potenza. E' il primo successo esterno della stagione. Contro l'Igea Virtus, sette giorni dopo, i rossoblu ottengono la terza vittoria consecutiva (1-0 gol di Paglialunga). Il Taranto supera anche il Castel di Sangro: ora è terz'ultimo a sei punti dal Ragusa. Nelle ultime cinque gare nessuna ha ottenuto più punti della formazione di Florimbj. Alla 30esima giornata il Taranto perde 3-2 contro il Rende allenato da Franco Dellisanti. La sconfitta matura a sette minuti dal termine. Il ko genera qualche malumore interno. Si parla di un colloquio a muso duro tra il presidente Blasi e il centrocampista Filippi. Il caso rientra il giorno dopo con un comunicato a firma del giocatore in cui si minimizza l'accaduto e si ribadisce l'immutata stima nei confronti del presidente Blasi. Nocerina-Castel di Sangro, gara rinviata per questioni di ordine pubblico, termina 1-0 per i “molossi” rimescolando le gerarchie in fondo alla classifica. Il tecnico Florimbu sbotta: «Se anche Cavese-Nocerina verrà rinviata, allora c'è un complotto in atto». Timori che svaniscono. Dopo che il Taranto aveva inviato una lettera di protesta alla Lega di serie C sull'argomento, viene confermata la disputa alla domenica della derby campano.
MAGGIO
Scoppia il caso-doping
Il Taranto pareggia in casa con il Morro d'Oro per 0-0 al termine di una prestazione scialba. La gara non convince Blasi che convoca per il giorno successivo il tecnico Florimbj per dei chiarimenti. Il tecnico rilascia al Corriere un'intervista in cui manifesta la volontà di porre le basi su un progetto futuro. Le parole del tecnico sono sintomatiche. «Quando firmai il contratto fino a giugno parlai con Blasi e dissi di lasciare perdere il biennale se fossimo retrocessi, ma che in caso di salvezza il futuro sarebbe automaticamente iniziato. Questo è il periodo in cui si fanni i programmi per l'anno prossimo. Rinnovo? Non vorrei trovarmi nella situazione di Messina...». L'incontro si tiene, ma le parti non vogliono rilasciare dichiarazioni: si avverte, però, un briciolo di tensione. I giocatori, intanto, tornano ancora in silenzio-stampa. Mancano due partite alla fine della stagione regolare. Il Taranto perde 3-1 a Manfredonia, ad un passo dalla promozione in C1. Nell'ultima gara di campionato, il Taranto è obbligato a battere la Pro Vasto per assicurarsi la partecipazione agli spareggi per la salvezza. I rossoblu battono la Pro Vasto 4-2. L'avversario che contenderà la permanenza a Pupita e compagni sarà il Ragusa. All'indomani della fine del torneo, scoppia un caso-doping nel Taranto. Michele Sergi e Sirio Silvestri vengono trovati positivi ad un controllo anti-doping risalente alla gara interna contro l'Igea Virtus del 17 aprile scorso. La sostanza proibita è il furosemide: un diuretico che sarebbe stato somministrato con l'autorizzazione del medico sociale, dott. William Uzzi, alla fine della partita per velocizzare le pratiche fisiologiche. I giocatori rischiano una lunga squalifica. La società chiede la procedura di urgenza. I giocatori (che in una conferenza stampa ribadiscono la loro “pulizia” professionale e la totale buona fede nell'accaduto) e il professor Uzzi vengono convocati dalla Procura Anti-doping. La Commissione Disciplinare, intanto, sospende i due tesserati. La società rossoblu, intanto, sospende da ogni incarico William Uzzi «in attesa che si faccia chiarezza». Alla vigilia del primo match salvezza, vedute differenti su come preparare la gara. Blasi vorrebbe che la squadra si alleni in città; Florimbj vorrebbe portare i suoi uomini in ritiro. Prevale una soluzione di mezzo: la squadra si reca in ritiro a San Pietro in Bevagna, allenandosi sul “Dimitri” di Manduria. Il Taranto riceve la comunicazione ufficiale dell'impossibilità a schierare Sergi e Silvestri anche per via dello slittamento del pronunciamento della Procura Anti-doping del Coni. Il Taranto, nonostante queste due defezioni, batte il Ragusa per 2-1. Alla doppietta di La Cava risponde il siciliano Plasmati. Non si è esaurito lo scandalo per il caso-furosemide che il mese termina con una nuova edizione della vicenda. Ad incorrere nello stesso guaio è Nicola Signorile trovato ugualmente positivo nella trasferta di Rende del 24 aprile. Blasi “rompe” con Uzzi allontandolo dalla società. 
GIUGNO 
La salvezza di Ragusa e i primi nomi per la nuova stagione 

La Commissione Disciplinare sospende anche Signorile che non potrà giocare la gara di Ragusa. In porta si profila l'impiego di Massimo Negro. Uzzi preferisce il silenzio: «Dirò tutto dopo i playout» afferma. Il 5 giugno, grazie al successo a Ragusa per 2-1 firmato da una doppietta di Malagnino, il Taranto ottiene la permanenza in C2. Il presidente Blasi dichiara: «La C1? Ci penso anche io ma restiamo calmi. Avremo un grande futuro». Le possibilità di permanenza di Florimbj alla guida tecnica del Taranto sono poche. Circolano i primi nomi: Ragno, Maiellaro, Domenicali e Campilongo. Intanto sta per partire la ristrutturazione dell'organigramma societario. Blasi, con un comunicato, lancia un segnale alle istituzioni circa la volontà di investire nel settore giovanile. Le voci di una vendita dello stadio Iacovone, da parte del Comune, non interessano l'imprenditore manduriano che vorrebbe creare strutture apposite per i giovani calciatori ionici. Domenica 19 giugno allo stadio Iacovone, la Taranto Sport festeggia la salvezza con una festa a cui partecipano oltre diecimila persone. Il portiere Signorile viene ascoltato dalla Procura Antidoping. Per lui è probabile, come per i due suoi colleghi Sergi e Silvestri, il deferimento. Le scadenze per l'iscrizione al campionato, per quest'estate, sembrano rispettate a dovere. Vengono depositati i documenti necessari per la presentazione al campionato 2005/06. Venerdì 24 giugno segna la partenza vera e propria del “Progetto Blasi”. Vengono riempite le prime caselle del nuovo organigramma: viene presentato il nuovo direttore sportivo Luca Evangelisti. Per lui si tratta di un ritorno. Confermati Luca Vinciguerra (area finanza), Vittorio Galigani (direttore generale) e Walter Scotti (area relazione esterne). Il giorno successivo viene presentato Raimondo Marino come nuovo tecnico del Taranto, promosso doppo aver allenato per cinque mesi la formazione “Berretti”. Si apre il calciomercato, ma scoppia un giallo sulla fideiussione mancante in Lega. Il presidente Gigi Blasi smorza il caso con una semplice battuta: «C'è tempo, ma l'avranno in anticipo». A fine mese il Consiglio di Lega annuncia: il Taranto è in regola.
LUGLIO 
In ritiro a Penne 

L'iscrizione del Taranto avviene senza problemi. Anche le ultime liberatorie, motivo di qualche apprensione nelle ultime ore, vengono depositate. Se i dirigenti della Taranto Sport, quindi, partono rinfrancati per Milano al fine di chiudere le prime operazioni di mercato, Carlo Florimbj, ormai ex allenatore del Taranto, convoca una conferenza stampa in cui esprime la sua opinione sulla mancata riconferma. «Sono deluso, non arrabbiato. Pensavo bastasse una stretta di mano: non è più così» dice. Si fanno i primi nomi per il piano di rafforzamento. Intanto viene ufficializzato il ritiro: si terrà a Penne dal 24 luglio al 13 agosto. Altro risultato intascato dalla Taranto Sport: la Covisoc ufficializza l'iscrizione al campionato. A metà mese, il presidente Gigi Blasi stupisce i tifosi rossoblu. Nella sala di un noto ristorante cittadino, presenta i primi sette volti nuovi della campagna acquisti. E sono nomi che già fanno sognare: si tratta del portiere Luca Gentili, del difensore Massimiliano Manni, dei centrocampisti Christian Mortari, Vincenzo Bevo, Luca Campanile e degli attaccanti Emanuele Catania e Andrea Deflorio. A questi segue la presentazione, il giorno successivo, dei difensori Maurizio Caccavale, Ivano Pastore e Luca Pierri oltre all'ufficialità della conferma di Giovanni Malagnino. La squadra parte per il ritiro abruzzese, irrobustita da altri innesti: si tratta dei difensori Pasquale Martinelli e Giovanni Micallo, del centrocampista Francesco Larosa e dell'attaccante Giuseppe Gambino, oltre al riconfermato Antonio Deleonardis. In tutto sono 20 i giocatori a disposizione del tecnico Raimondo Marino, organico che viene completato da alcuni giocatori in prova come il portiere Lirussi, i difensori Capone e Salvatori, i centrocampisti Marsilio e Mancini e l'attaccante Moronti. Il primo infortunio del ritiro capita a Pierri, una mini-frattura tra due vertebre che, a conti fatti, chiuderà la sua esperienza in rossoblu. Il primo test contro il Penne B si chiude con il punteggio di 6-0 a favore del Taranto. In evidenza Deflorio (tripletta). Il modulo di gioco sembra chiaro. Marino opta per il 4-3-1-2. 
AGOSTO 
Nasce la “card”. Primi calci ufficiali 

Il Taranto disputa la seconda amichevole della preparazione. Vittoria 3-0 sul Vestina. Nel ritiro abruzzese si vede l'attaccante Alessandro Corallo. Il presidente Blasi presenta il suo progetto in termini di campagna abbonamenti. Il sottoscrittore riceverà una “card” con la quale potrà ottenere anche sconti in vari esercizi commerciali. Michele Gatto viene confermato a capo del settore giovanile. Nella terza uscita il Taranto batte i dilettanti del Lauretum per 3-0 e il giorno dopo supera con sei reti la squadra giovanile della piccola formazione abruzzese. In prova c'è anche Bordignon, protagonista nei mesi precedenti alla trasmissione “Campioni”. Viene illustrata la “Rossoblu Generation” il progetto organizzativo giovanile con il sostegno della Nuova Taras di Michele Gatto. Nominati responsabili Giuseppe Tedeschi, Ugo Malacari, Giuseppe Raffo e Antonello Bitetti. Esce il calendario di Coppa Italia: il Taranto è inserito nel gruppo H con Potenza, Marcianise, Gallipoli e Nocerina. I rossoblu esordiscono con la vittoria a Potenza per 3-2. Vanno in gol Deflorio (doppietta) e Larosa. Vengono diramati i calendari. Nel Taranto c'è in prova un giocatore brasiliano: Olivio Calicchio. Domenica 21 agosto, in concomitanza del turno di riposo in Coppa Italia, c'è la presentazione ufficiale della squadra nell'ambito di un triangolare con Martina e Manduria che si aggiudicherà il memorial Blasi. La serata è anche il pretesto per ufficializzare gli acquisti del difensore Alessandro Capone e dei centrocampisti Manuel Mancini e Alessandro Bruno. Blasi, però, non si ferma. Presenta anche la punta Fabio Di Domenico. Il Taranto, largamente rimaneggiato, perde in casa contro il Marcianise la seconda uscita in Coppa Italia. La squadra campana prevale allo Iacovone per 2-0. La fine del mese coincide con l'esordio in campionato: il Taranto, nell'anticipo della prima giornata, pareggia 1-1 sul campo della Cisco Roma. Va in gol Deflorio. Il Taranto aggiunge altri due tasselli al suo organico: firmano Sirio Silvestri e Alessandro Corallo. Il Taranto disputa il suo terzo impegno di Coppa Italia. La Nocerina si impone in casa per 1-0.
SETTEMBRE 
Prime schermaglie sulla “convenzione” 

Da qualche mese è in vigore il Decreto Pisanu in tema di normative contro la violenza negli stadi. Tali misure vengono aggirate riducendo la capienza dello Iacovone a 9.500 posti. Intanto il Collegio Arbitrale interviene dando ragione a Francesco Passiatore in merito al suo reintegro nella rosa del Taranto, società che subordinava tale azione ad un accertamento da fare al ginocchio operato nei mesi precedenti. Il risarcimento di 3.000 euro richiesto dal Collegio viene annullato dalla volontà del giocatore di andare incontro alla società rossoblu. Il Taranto bagna con un vittorioso 2-1 le gare casalinghe. Il Melfi viene piegato con i gol di Mortari e Deflorio. Silvestri, cinque mesi dopo, torna sul terreno di gioco con la maglia rossoblu. Gli ionici terminano la loro avventura in Coppa Italia con la sconfitta interna per 3-0 inflitta dal Gallipoli. Il Taranto chiude la campagna acquisti con altri tre arrivi: il portiere Ghigo Gori, il centrocampista Vincenzo De Liguori e l'attaccante Alessandro Corallo. La grana-Iacovone comincia a diffondere i primi malumori. C'è una convenzione per l'utilizzo della struttura da firmare. Michele Tucci, vice-sindaco, accusa la Taranto Sport di non volere chiudere l'accordo; dichiarazioni rimandate al mittente dal presidente Blasi. «Non siamo stati chiamati. Quei lavori non toccano a noi». Per la terza giornata di campionato, il Taranto pareggia 0-0 sul campo della Vigor Lamezia. Con una lettera accorata, lo storico collaboratore del Taranto cav. Lillino Piscopiello annuncia il suo addio alla società rossoblu. Alla vigilia della sfida interna con l'Igea Virtus, la Commissione di Vigilanza conferma la riduzione della capienza a 9.500 posti. Il questore ammonisce: «No ad aggiustamenti continui». Un gol di Pastore nei minuti di recupero permette al Taranto di battere l'Igea Virtus per 1-0. Sette giorni dopo, incassa a Giugliano la prima sconfitta del campionato. La sconfitta per 1-0 matura nella ripresa. Si susseguono i contatti tra Comune e Taranto Sport per giungere ad un definitivo accordo circa l'uso dello Iacovone. Tegola sulla società: la Caf ribalta le sentenze della Commissione Disciplinare accogliendo le richieste della Procura Anti-doping circa le squalifiche di un anno per Silvestri, Sergi e Signorile oltre ai quattro anni inflitti a William Uzzi. Scosso Silvestri, unico giocatore ancora in organico: «Ora ricorrerà al Tar del Lazio». Ma l'ultima decisione spetterà al Gui (Giudice di Ultima Istanza).
OTTOBRE 
La sfida di Gallipoli termina sullo 0-0 

Il Taranto batte in casa l'Andria con un netto 2-0 con gol di Deflorio e Catania. La domenica successiva arriva il deludente pareggio per 0-0 contro il Vittoria. Dopo sette giornate il Taranto è quarto con 12 punti a quattro lunghezze dalla capolista Gallipoli. Al termine della gara vivace scambio di opinioni tra il tecnico rossoblu Marino e alcuni rappresentanti della società siciliana che minacceranno anche querele nei confronti dell'allenatore. La squadra reagisce in campo e batte il Modica per 4-1: dopo il vantaggio degli ospiti i rossoblu si scatenano con le reti di Deflorio (doppietta), Di Domenico e De Liguori. Scoppiano dei tafferugli con le Forze dell'Ordine: a seguito di questi incidenti otto tifosi saranno il mese seguente inibiti ad entrare allo stadio. Le decisioni sui fatti di Gallipoli-Andria (invasione di campo dei sostenitori ospiti e incidenti sugli spalti puniti solo con una forte multa dal giudice sportivo) determinano la forte reazione del presidente Blasi che interviene duramente: «Scandaloso non squalificare il campo di Gallipoli. E per lo Iacovone chiuderemo di pagare un giusto canone». Il Taranto incorre a Marcianise nella seconda sconfitta del campionato. Gli uomini di Boccolini prevalgono con due calci di rigore (2-0). Blasi si sfoga a fine gara: «Non sono degni di giocare con questa maglia». E' la settimana che precede la supersfida con il Gallipoli. Il presidente Barba, al termine della gara di Coppa Italia che il Gallipoli ha giocato a Martina, lancia dichiarazioni irridenti nei confronti della società e della squadra rossoblu. Tra grandi misure di sicurezza e la diretta televisiva (predisposta dalla Questura di Lecce), l'attesa gara del “Bianco” termina 0-0. I punti di distacco tra le due formazioni restano sette.
NOVEMBRE 
Il 2-0 sul Potenza segna la riscossa 
Sembra vicino l'accordo tra Comune e Taranto Sport. Oggetto della discussione la famosa firma da apporre sulla convenzione per l'utilizzo dello Iacovone. Ci sarebbe l'accordo verbale tra le parti per una somma che si aggira sui 40.000 euro. Per la vicenda-doping il Taranto se la cava con una multa di 2.000 euro. Questa la decisione della Commissione Disciplinare che aveva deferito il sodalizio ionico per responsabilità oggettiva in merito al caso-furosemide. Il Taranto pareggia in casa tra i fischi per 0-0 contro il Latina, ratificando il primo passo falso interno del campionato. I punti dalla vetta salgono a nove. I rossoblu, per il test di metà settimana, emigrano a Palagianello, squadra di Promozione superata per 9-1. Marino conferma per la trasferta di Nocera il 4-3-1-2. La gara termina con un rocambolesco 3-3 e allungano la striscia di gare senza vittorie a quattro turni. Il Taranto è sesto a undici punti dal Gallipoli capolista. Arriva la prima sosta del campionato, alquanto propizia. La gara tra Taranto-Potenza che si sarebbe dovuta trasmettere in diretta satellitare salta per il contemporaneo sciopero dei tecnici Rai il giorno venerdì 27 novembre. La gara viene posticipata al canonico orario domenicale. Il clima intorno alla squadra è piuttosto teso. Marino, infatti, durante la partitella del giovedì, dopo alcune reiterate proteste dei tifosi nei confronti di Di Domenico, sospende l'allenamento in anticipo e manda tutti sotto la doccia. I novanta minuti cruciali contro i lucani si concludono con la vittoria per 2-0. Decidono in avvio di gara Di Domenico (primo gol in rossoblu) e Deflorio. Caso-doping: il GUI conferma la condanna di un anno nei confronti di Sirio Silvestri. Medesima condanna per gli altri due giocatori Sergi e Signorile coinvolti e, tuttora, non legati contrattualmente al Taranto. Il rientro in campo del tesserato rossoblu è previsto per il 20 maggio 2006.
DICEMBRE 
Iacovone: c'è l'accordo... e poi arriva Ambrosi 

Il Taranto non ha vinto ancora una gara fuori casa: il presidente Blasi invita tutti i tifosi a seguire la squadra rossoblu nella trasferta di Vasto. Purtroppo dalla gara contro la Pro Vasto arriva un pareggio 2-2, per giunta in rimonta dopo che gli ionici si erano trovati sotto di due reti. Rimediano Di Domenico e Manni. Dopo la gara interna contro il Potenza che si sarebbe dovuta giocare lo scorso 25 novembre, salta anche il secondo tentativo di trasmettere via satellite una gara del Taranto. Questa volta il confronto contro il Rende non può essere mandato in onda per il contemporaneo sciopero dei giornalisti Rai. La gara viene giocata la domenica pomeriggio. I rossoblu di Marino superano i calabresi due volte: sul campo grazie ad un rigore di Mortari e in classifica dove raggiungono la terza posizione alle spalle di Gallipoli e Melfi. Il 14 dicembre Gigi Blasi celebra il suo primo anno da presidente della Taranto Sport. Si intensificano i dissapori tra la società e Francesco Mignogna. Il giocatore ha un violento sfogo televisivo con il suo tecnico Marino: la dirigenza decide di sospendere il giocatore per un paio di giorni. Andrea Deflorio, alla prese con un problema alla caviglia da qualche giorno, ammaina bandiera bianca dando appuntamento per il nuovo anno. La mattina di venerdì 16 dicembre alcuni vigili urbani ricevono l'ordine di far sgombrare lo stadio Iacovone. Il Taranto risulta così “sfrattato” per alcune ore perchè l'iniziativa rientra grazie all'intervento di mediazione del sindaco di Bello. La questione legata alla convenzione della struttura raggiunge il suo momento più aspro. Il nodo del contendere è rappresentato dall'attribuzione delle pulizie da compiere all'interno dello stadio. La gara contro il Viterbo in programma mercoledì 22 dicembre sembra anche in pericolo. Comune e Taranto Sport si riuniscono il giorno precedente alla partita per risolvere, nei locali della Prefettura, l'annosa questione. Si arriva ad un accordo sul contratto di locazione: la società sportiva si impegna a versare un canone di 40.000 euro più 10.000 in termini di servizi che consisteranno nella pulizia della sala stampa e degli spogliatoi. Due giorni prima, però, si è giocata la trasferta di Rieti che coincide con la prima vittoria esterna del Taranto. Risolve un guizzo di Di Domenico in pieno recupero. L'ultima gara del girone di andata e anche ultimo impegno del 2005 si concludono in maniera amara: il Taranto incassa la prima sconfitta casalinga del torneo. Il Viterbo prevale al 93'. I rossoblu chiudono il girone di andata in terza posizione a 28 punti a due punti dal Melfi secondo e a dodici lunghezze dalla capolista Gallipoli. Il presidente Blasi, come promesso da tempo, è già al lavoro per rinforzare la squadra nel mercato di gennaio. Con qualche giorno di anticipo arriva la presentazione del primo colpo: si tratta dell'attaccante Alessandro Ambrosi che ha rescisso il contratto che lo legava alla Juve Stabia. Un colpo a cui seguiranno, secondo le intenzioni societarie, ritocchi mirati. L'anno termina con la solita ridda di voci in merito ad acquisti e cessioni: per le ufficializzazioni si deve attendere il 2006. di Luigi Carrieri31 dicembre 2005

Taranto, altri due rinforzi
Blasi: «Arriveremo in C1». Nel mirino un difensore e un centrocampista dopo l'arrivo di Ambrosi

Vacanze finite. Da questo pomeriggio il Taranto ritornerà a lavorare agli ordini di mister Marino. All'orizzonte c'è l'impegno interno con la Cisco Roma. Il gran "timoniere" della navicella rossoblù è Luigi Blasi, 44 anni, manduriano. Ha acquistato il sodalizio rossoblù il 13 dicembre 2004 con la squadra ultima in classifica. Dopo aver cambiato due allenatori e tesserato sedici giocatori è approdato sui lidi della permanenza in C2, sia pure ai playout. A giugno scorso ha "rivoluzionato" tutto. Ha assunto il nuovo direttore sportivo (Evangelisti), ha promosso Marino dalla Berretti ed ha acquistato ben 22 calciatori. L'unico "sopravvissuto" alla doppia scrematura è stato Vittorio Galigani, promosso direttore generale. L'attuale terzo posto lusinga Blasi, ma non lo inorgoglisce. Presidente, cosa si aspetta dal 2006? «La promozione in C1. Non m'interessa se in maniera diretta o ai playoff. Vorrei poi porre le basi per raggiungere la serie B. Se non dovessimo riuscire a centrare l'importante obiettivo nel 2007, lo dovremo fare nel 2008. Le componenti ci sono: società sana, buoni investimenti, pubblico eccezionale. È una promessa». Il recente acquisto di Ambrosi fa parte dei buoni investimenti? «Evidentemente sì. Lo conobbi un mese fa circa nel corso di una cena. M'impressionò. Fu una sensazione epidermica. Io mi fido molto della... "pelle" delle persone con le quali devo avere un rapporto d'affari. Dopo di allora ci siamo incontrati altre due volte. L'accordo economico, lo abbiamo raggiunto in pochi minuti. Subito dopo la presentazione alla stampa ed alla tifoseria, l'interessato mi telefonò. Mi disse: grazie presidente, ricambierò la fiducia avuta nei miei confronti a suon di gol». Come proseguirà la campagna-acquisti? «Avevamo programmato il tesseramento di un altro attaccante, ma abbiamo deciso di desistere. Siamo già sufficientemente coperti. Arriveranno un giovane esterno difensivo mancino nel caso Manni avesse delle difficoltà ed un centrocampista centrale che possa costituire l'alternativa a Larosa». E Bevo? «È sulla rampa di partenza unitamente a Gambino, Campanile, Bruno e Mignogna». I tifosi sono un po' contrari alla partenza di Mignogna. «Il giocatore è validissimo. Gli auguro una carriera splendida. Ma per il suo bene è meglio che vada via da Taranto. Diciamo che non ci sono le condizioni per tenerlo». Stesso discorso per Passiatore? «Sostanzialmente sì. Mi chiedo: perché non va a giocare in un'altra squadra visto e considerato che ha tanta voglia di scendere in campo? E perché non vuole fare la risonanza magnetica al ginocchio? Noi abbiamo già quattro forti attaccanti. Stiamo dando via Gambino, che pure considero, proprio per il troppo affollamento». Presidente, ha avuto coraggio nel tesserare prima e difendere poi mister Marino da qualche critica. «Non si tratta di coraggio, ma di essere aggrappati alla realtà. Mi sono accorto che è un tecnico-galantuomo e che fa giocare bene la squadra per cui l'ho difeso. I fatti mi hanno dato ragione». Come finirà la questione-Silvestri? «Il ragazzo resterà con noi perché è bravo. Dovremo soltanto cercare il nuovo accordo economico». Il ds Evangelisti, intanto, continua a sondare il mercato. Per la difesa, dove si cerca l'esterno sinistro, sono spuntati i nomi di Massimo Russo (Avellino) e Luca Ferri (Teramo). Oggi Gambino dfovrebbe essere ceduto alla Carrarese. A Imola, nell'azienda del presidente Blasi, è previsto un vertice con i dirigenti della società toscana. Ci saranno anche Evangelisti e Galigani. di Giuseppe Dimito02 gennaio 2006

Cejas, decide Dellisanti
Il tecnico del Giugliano non vuole cedere il giocatore al Taranto: i rossoblu ci proveranno ancora, con i soldi della cessione di Mignogna. In difesa spunta Morleo

Qualcosa accadrà. Presto, probabilmente. O, al massimo, nei primi giorni dell'anno. Il Taranto non è fermo: ha obiettivi precisi, dai quali non si muove. Ha voglia di sorprendere, che sembra un buon inizio. E ha disponibilità economica e regolarità nei pagamenti: particolari che invogliano, che permettono di osare. Niente sprechi, però. Ma segnali importanti di come il Taranto si sta muovendo. Ce ne sono, ad esempio, nella trattativa per Cejas: la società rossoblu ha formulato una vera e propria offerta al Giugliano. Mettendoci soldi, che però il club campano ha rifiutato, considerando il giocatore incedibile, soprattutto dopo le pressioni di Dellisanti. Ora la voce ricorrente è quella di una prossima nuova offerta del Taranto che, a questo punto, mostra di avere interesse e risorse. 
Le risorse, in particolare, potrebbero anche venire dalla cessione di Mignogna. Il Treviso ha messo gli occhi sul talento tarantino e ha già raggiunto un accordo di massima con il Taranto, che prevede anche una contropartita in denaro. Ora l'operazione continua ad avanzare e potrebbe essere chiusa nei prossimi giorni: il Treviso e Mignogna stanno discutendo la durata del contratto (sarà un pluriennale), dopo di che il giocatore avrà tempo finché il mercato resterà aperto per convincere Cavasin e rimanere nella rosa di prima squadra. Altrimenti verrà girato in prestito. 
La novità del giorno è in difesa. Ufficiale ormai la rinuncia a Ulivi (il giocatore non vuole scendere di categoria), il Taranto avrebbe dirottato le sue attenzioni su Archimede Morleo, giovane esterno sinistro della Cisco Roma. Perché questo è il ruolo che Marino ha chiesto di rinforzare: il tecnico, al momento, ha solo Manni in quella posizione e vorrebbe garantirsi un'alternativa valida. Cambiano le carte anche in attacco: il Potenza non vuole cedere Morello, nonostante i problemi economici che, però, il patron Calluori conta di risolvere nei prossimi giorni. L'interesse per il giocatore (che piace a Evangelisti, ma soprattutto a Marino) non è scemato, ma il Taranto ha già pensato a diverse alternative: una è Palumbo della Torres, contattato, vicino all'accordo ma al momento tenuto in stand-by. Perché il Taranto, forse, ha fiutato l'affare: quindi starebbe aspettando un attaccante al momento in non buonissimi rapporti con la propria società. Dovrebbe liberarsi e poi firmare con i rossoblu: strategia del silenzio obbligatoria. 
Con Menolascina, nel frattempo, sono ripresi i contatti: il Taranto ha pensato a lui per coprire il ruolo di centrocampista centrale. Il suo nome, una volta cancellato dalla lista (ma non definitivamente) Cejas, è rimasto l'unico spendibile, secondo i desideri di Marino e Evangelisti. Anche perché la partenza di Bevo è pressoché certa: il centrocampista napoletano, improvvisamente scomparso dalla formazione titolare, sta per accasarsi a Pisa, dove troverebbe in Toma un suo autentico estimatore. 
Deve scegliere, invece, Gambino: il giocatore nei giorni scorsi ha parlato con Evangelisti chiedendo di essere ceduto. E il diesse rossoblu lo ha accontentato, aprendo alle società che nel frattempo avevano fatto sondaggi: si tratta di Reggiana, Carrarese, Modica, Vittoria, Rende e altre ancora. Il Taranto lo lascerebbe partire in prestito fino a fine stagione, per poi puntare nuovamente sul talento inespresso del giovane attaccante. In cerca di squadra anche Campanile, chiuso dall'esplosione di Mancini e da un possibile nuovo impiego di Catania (visto l'affollamento previsto in attacco), mentre sta cercando di togliersi dal mercato Bruno, che vorrebbe continuare a giocarsi le sue possibilità in riva allo Ionio. di Fulvio Paglialunga30 dicembre 2005

Mercato, pausa di riflessione
Mignogna verso Treviso. Centrocampo: idea-Alfieri

Pausa di riflessione. La giornata di ieri non ha fatto registrare novità interessanti sul fronte del mercato. Il direttore sportivo Luca Evangelisti sta allacciando numerosi contatti e intavolando una serie trattative per completare la squadra, anche se si viaggia con i piedi di piombo per evitare di commettere errori. È stata rispedita al mittente la richiesta avanzata al Giugliano per il centrocampista Cejas. Il direttore generale del club campano Maglione, nonostante la buona offerta economica formulata dal Taranto, ha blindato il talentuoso argentino che, dunque, non lascerà la squadra di Dellisanti, suo grande estimatore. Sul taccuino resta annotato il nome di Menolascina, ma il nuovo corso della formazione sipontina, non facilita la sua partenza, anche se c'è chi giura che alla fine l'affare si farà. Per la difesa si guarda sempre con interesse a Ulivi del Pisa, ma il mancino non sembra propenso ad accettare il declassamento in serie C2. Lo svincolato Guzzo, su cui aveva fatto un pensierino anche il Taranto, è in procinto di accasarsi all'Ancona. Per l'attacco Morello al momento è stato congelato, in attesa di capire se si può aprire qualche altro spiraglio. Palumbo della Torres pare sia stato già scartato. Ora Evangelisti starebbe percorrendo altre piste top secret. Per il centrocampo, per esempio, è spuntata la voce-Alfieri, trequartista del Rende. Si intensificano, intanto, le voci legate alle cessioni. Su l'attaccante Gambino, oltre a Carrarese, Rende e Reggiana, è piombato il Vittoria; per il fantasista Campanile si è fatto avanti il Giulianova; Bevo piace sempre al Pisa, mentre Mignogna potrebbe firmare a breve per il Treviso (il suo perocuratore Marrone ha ieri annunciato che l'accordo ecomonico tra il giocatore e la società venetà è stato già raggiunto). Bruno, invece, ha rifiutato le offerte di Rende e Venezia e ha chisto di restare in rossoblù. Dovrebbe essere accontentato. Malagnino non dovrebbe muoversi. di Enrico Sorace30 dicembre 2005

Deferimento e colletta per Di Canio 
L'attaccante è stato rinviato a giudizio per il braccio teso a Livorno, la destra raccoglie fondi. Saluti troppo romani. Tifosi e gruppi politici hanno aperto un conto corrente per pagare la multa inflitta a Di Canio. Ma è in arrivo una nuova squalifica

Due settimane, una squalifica e mille polemiche dopo la sua domenica speciale in terra comunista, Paolo Di Canio è stato deferito ieri per il saluto romano esibito a Livorno l'11 dicembre scorso. Tutto era ricominciato lì, dopo il braccio teso del derby romano nello scorso campionato. Solo che il gesto ripetuto più volte all'Armando Picchi, che aveva riaperto infinite discussioni sul numero nove della Lazio, era sfuggito all'arbitro della partita e dunque non era stato sanzionato dal giudice sportivo. La Federazione aveva allora attivato l'Ufficio indagini e mentre Di Canio riproponeva il suo saluto di appartenenza contro la Juve e veniva punito con una giornata di squalifica poco prima di natale, gli investigatori federali mettevano a punto il corposo dossier sull'attaccante biancoceleste di cui ha chiesto una copia anche la Fifa, il governo mondiale del calcio, pronta a pronunciarsi sul caso Di Canio qualora la Figc si dimostri troppo comprensiva con il giocatore. Passate le feste, il Procuratore federale lo ha però deferito alla Commissione disciplinare della Lega per «comportamenti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità» (con lui anche la Lazio per responsabilità oggettiva) e dunque ora si attende la seconda sentenza che potrebbe essere più pesante della prima. Anche perché a carico dell'idolo della curva nord laziale ci sono le dichiarazioni farneticanti rilasciate proprio dopo la partita di Livorno, quando Di Canio annunciò che avrebbe ripetuto ancora il gesto caro agli antichi romani (e lo fece cinque giorni dopo con la Juve) e attaccò la comunità ebraica, colpevole a suo dire del processo politico intentatogli dai media di mezzo mondo. In attesa di conoscere il suo destino, l'attaccante biancoceleste ha trovato nuova solidarietà in alcuni gruppi della destra sociale. Porta del Sud, Azione Giovani e l'associazione Area hanno infatti attivato un conto corrente postale con la causale «Libertà di salutare come vuoi, dove vuoi» per una raccolta di fondi per pagare l'ammenda (10mila euro) comminata a Di Canio dal giudice sportivo. Lo slogan dell'iniziativa è «No alla giustizia a senso unico» e fa seguito alla manifestazione organizzata pochi giorni fa dagli Irriducibili sotto gli uffici della Federcalcio, quando una parte degli ultras si presentò in manette. Carlo de Falco, componente dell'Esecutivo nazionale di Area, ha spiegato orgoglioso che «la raccolta vuole dimostrare che un'intera comunità è partecipe rispetto all'infamia commessa da una Federazione tutt'altro che trasparente. E' chiaro che l'atteggiamento della Federcalcio è politico, colpendo Di Canio oggi si tornerà a colpire anche le tifoserie domani». Parole che non sono piaciute al diessino Enzo Foschi che ha ribadito come il saluto romano risponda solo a motivazioni extracalcistiche. «Lo dimostra il fatto - ha spiegato il consigliere regionale del Lazio - che gruppi politici del tutto estranei alle dinamiche sportive abbiano intrapreso questa singolare battaglia a difesa del loro beniamino. Considerando l'imminente scadenza elettorale verrebbe da pensare che questa messinscena sia il trampolino per la candidatura di Di Canio alle prossime elezioni». di Matteo Patrono29 dicembre 2005

«Ambrosi è il massimo»

Il mercato è il suo mondo ideale. Perché Luca Evangelisti di mestiere fa questo, soprattutto. Da quando ha lasciato il calcio giocato ha cominciato a fare compere per conto di altri. E, adesso, le fa per il Taranto. Gennaio sarà il mese che vivrà da protagonista: di trattative e di viaggi. Cose di cui abitualmente parla poco. Ma, stavolta, parla. Come si fa durante il mercato: abbozzando risposte e lanciando segnali. Non dando nulla per definitivo. Nemmeno le proprie parole. 
Evangelisti, di cosa ha bisogno il Taranto? 
«Il Taranto aveva bisogno di un attaccante importante per il salto di qualità. Ci siamo mossi in anticipo e abbiamo preso un giocatore che volevano in molti: il presidente ha fatto un sacrificio, ma abbiamo rispettato un'esigenza». 
Adesso, però, cercate anche altro. Un difensore, un centrocampista e, forse, un altro attaccante. Vero? 
«Per il momento abbiamo preso quello che serviva. Ci resta un mese per completare l'opera: rispetteremo le idee di Marino e attenderemo le sue istruzioni. Niente fretta, però». 
Ambrosi cosa può dare di più a questa squadra? 
«Esperienza, gol: non lo scopro certo io. Ambrosi può giocare con tutti, può fare prima e seconda punta. Può giocare con Deflorio, con Di Domenico, con entrambi, con Catania. Può aiutarci anche nelle partite fuori casa, perché porta peso all'attacco: lo dicono i numeri, anche. Forse era l'uomo migliore sul mercato»
Deflorio, Ambrosi, Di Domenico: l'attacco adesso deve segnare... 
«L'attacco è importante: ora sta cominciando a dimostrare il proprio valore, ma deve diventare più cinico. Forse Ambrosi è può darci quel cinismo che ci mancava. E che, ad esempio, nell'ultima partita, ci serviva», 
Quattro punte, un'altra forse in arrivo. Ma non ce ne sono troppe, ora? 
«Perché sono troppe? Il nostro tecnico è bravissimo a gestire il gruppo, a dosare le energie. Una squadra che mira in alto deve avere una rosa a livello delle proprie ambizioni. Poi è compito del tecnico decidere come sfruttare il materiale a sua disposizione». 
Ma che mercato sarà qello di gennaio? 
«Un mercato difficile, perché fatto soprattutto di scambi. Tutte hanno bisogno di rinforzarsi, ma tutte hanno già giocatori: nessuno, quindi, cede e basta. Tutti, se gli proponi un giocatore, vogliono dartene un altro. Tranne la Juve Stabia, perché è in difficoltà e sta facendo diverse rescissioni». 
Voi state proponendo scambi per cedere? 
«Noi non proponiamo niente, Se saremo bravi, cederemo senza scambi. A meno che non ci fidiamo della contropartita». 
Bevo al Pisa, Bruno al Rende, Gambino tra Carrarese, Reggiana, Vittoria e Rende, Campanile in partenza: le voci sono questi. Ma chi partirà? 
«Per ora non parte nessuno: la squadra è competittiva, vedremo le esigenze. Sicuramente manderemo a giocare Gambino: ci sono diverse soluzioni, troveremo la migliore». 
Morello arriva? 
«E' un ottimo giocatore: a me piace molto. Ne abbiamo trattati diversi in questa prima parte, alcuni anche per capire il mercato. Tutti vorrebbero Morello, noi potremmo prenderlo. Se non lo abbiamo preso, però, ci sarà un motivo». 
Menolascina? 
«Sta facendo benissimo a Manfredonia, credo sia incedibile. Però sarebbe un giocatore ottimo per la categoria». 
Ulivi? 
«Lo abbiamo richiesto al Pisa: ma non vuol scendere in C2» 
E' vero che per Cejas serve solo il “sì” di Dellisanti? 
«Io so che Dellisanti non vuole cederlo: l'offerta l'abbiamo fatta, ma non è servita. Per il momento dobbiamo aspettare»
Mancano, allora, almeno un difensore e un centrocampista... 
«Non manca nessuno: possiamo andare avanti così, la squadra è molto competitiva. E' chiaro che faremo il possibile per migliorarla. Ma siamo già tranquilli, più degli altri»
Ha in mente qualche sorpresa? 
«Sto lavorando: possiamo fare qualcosa di molto buono. Ma lo sapete: non prendo i giocatori che escono sui giornali» 
Il bilancio del girone di andata è soddisfacente? 
«Purtroppo l'ultima partita ci ha rovinato la media: dovevamo essere secondi da soli. Con tre punti in più il bilancio sarebbe stato diverso. Adesso è un bilancio normale: siamo da playoff, secondo i programmi. L'otto gennaio, però, comincia un altro campionato». 
Che girone di ritorno si attende? 
«La squadra è migliorata: nelle ultime partite stiamo giocando bene. Il gruppo c'è, gioca: crea occasioni con uomini diversi. Stiamo prendendo conoscenza dei nostri mezzi e il pubblico sta capendo il potenziale. Domenica ha dato un segnale importante: ci hanno applauditi nonostante la sconfitta. Messaggio di grande maturità, che dobbiamo ricambiare con un grande girone di ritorno». 
Il Gallipoli è irraggiungibile? 
«Se ha questa marcia è irraggiungibile. Ma noi pensiamo a fare il massimo: vedremo alla fine chi ha fatto di più». di Fulvio Paglialunga29 dicembre 2005

A caccia della punta Palumbo

Mentre il Taranto ha ripreso il lavoro sul campo, il ds Evangelisti si è rimesso in moto per chiudere altre operazioni di mercato. L'idea è di tesserare altri tre elementi di peso, uno per reparto, per provare a dare la caccia all'attuale capolista Gallipoli. Tanti nomi circolano, ma c'è una novità dell'ultim'ora. Stando a fonti sarde, il Taranto avrebbe allacciato un contatto con la Torres per avere notizie sull'attaccante Vincenzo Palumbo (classe '74), intenzionato a lasciare la formazione di Cuccureddu, con cui finora ha collezionato 10 presenze realizzando un gol. Il corteggiamento alla punta di origini tedesche, su cui sta lavorando anche il Martina, raffredda la trattativa col potentino Morello, «sponsorizzato» da Marino, ma non troppo gradito a Evangelisti, che punta a chiudere uno scambio col Pisa, che porterebbe il mediano Bevo in Toscana e il difensore mancino Ulivi in rossoblù. Ma resta anche da sciogliere il nodo legato al nuovo centrocampista che insegue la società del presidente Blasi. Tutto ruota attorno alla volontà del Giugliano di cedere il giovane argentino Cejas, principale obiettivo del Taranto che spera di convincere il diggì del club campano Maglione a privarsi del gioiellino, punto fermo dell'undici di Dellisanti. Se non arrivasse Cejas, appare probabile l'arrivo di Menolascina del Manfredonia, anche se non si escludono soluzioni a sorpresa. Interessante anche il capitolo legato alle partenze. Detto di Bevo, su cui preme il Pisa, si registra l'interessamento della Carrarese per Gambino, mentre per Bruno si è fatto seriamente avanti il Venezia del tecnico Di Costanzo, che ha già allenato il centrocampista ai tempi del Benevento e ora vorrebbe portarlo anche in laguna. In cerca di sistemazione anche Campanile che ha mercato soprattutto in C2, mentre su Mignogna è sempre in piedi una trattativa col Treviso, da cui Evangelisti attende un'offerta economica. Probabile, come già anticipato ieri, che venga ceduto in prestito anche Malagnino troppo chiuso a Taranto. di Enrico Sorace29 dicembre 2005

Il calcio emoziona 
L'associazione Tifo è Amicizia presenta il libro "Pallafatù". Incontro coi dodici autori di un'opera speciale

Seconda presentazione ufficiale per il libro «Pallafatù - Il calcio visto da Taranto». Questa sera, alle ore 20, l'incontro si terrà al Bar Cubana, in via Acclavio 62/B, sede del club Tifo è Amicizia. Interverranno, oltre al curatore Giuliano Pavone, i colleghi Fulvio Paglialunga, de Il Corriere del Giorno e Michele Pennetti del Corriere del Mezzogiorno. L'occasione sarà propizia anche per conoscere tutti i dodici autori (Mimmo Carrieri, Leo Spalluto, Marco Tarantino, Cosimo Argentina, Carlo Caprino, Massimo Stragapede, Peppe Aquaro, Giuseppe Campanelli, Giuseppe Barbalucca, Lucia Ingrosso, Roberto Cardone , Giuliano Pavone) dei diciannove racconti racchiusi in sette capitoli. Pallafatù è un'antologia caratterizzata da due temi fondamentali: Taranto come città a cui sono legati i ricordi dell'infanzia; il calcio, quello rossoblù naturalmente, da sempre foriero di emozioni e attimi indimenticabili. Fra i diciannove scritti, c'è chi ha lavorato di fantasia e chi ha raccontato la realtà, chi si è tuffato nel passato e chi si è concentrato sul presente. Il ricavato di Pallafatù servirà a finanziare attività di solidarietà sociale nel tarantino. Per la prima edizione sono stati prescelti due diversi progetti, promossi da altrettanti enti: l'ampliamento del servizio gratuito di asilo nido prestato dall'Ente Morale «Paolo VI» a Taranto Vecchia e la creazione di una piccola sala di incisione a cura del Comitato di Quartiere di Paolo VI, associazione "Venti del Sud". L'appuntamento, ancora una volta, si avvale della preziosa collaborazione della libreria Dickens. Il libro, la cui vendita procede a gonfie vele, potrà essere acquistato al Bar Cubana al termine della presentazione. di Fabio Di Todaro29 dicembre 2005

Nuvole fantozziane e sospensioni esagerate

Aspettando quella di Adriano Sofri, la grazia (sportiva) è stata concessa a Luca Sorresa, calciatore violento, ma pentito. Grande fermento in Umbria, per "l'ingerenza" dei sindaci sui calendari di calcio. E' successo che i primi cittadini di Torgiano, Bastia, Marsciano abbiano dichiarato gli stadi inagibili per motivi di impraticabilità. Non credendo a nuvole "intelligenti" alla Fantozzi - qui diluvia, a due chilometri no - più di una società ha letto dietro queste ordinanze comunali un "aiutino" dato alle squadre di casa (indisponibilità di alcuni giocatori, recupero di infortunati ecc.). Lo stesso comitato regionale ha dovuto arrendersi: «Di fronte a una decisione dei sindaci, non possiamo far nulla, anche se talvolta è difficile adeguarsi». Sempre per la serie del "sano dilettantismo", andiamo in Piemonte, dove la squadra del Sommariva Perno ha chiesto partita vinta perché quelli della Centallo Paven non avrebbero provveduto allo sgombero della nevicata, causando così il rinvio della gara.
Motta San Giovanni e Gioia Tauro invece, e qui siamo in Calabria, si erano messe d'accordo per pareggiare. Lo avevano deciso i rappresentanti delle due società e ripetevano in campo gli stessi giocatori, uditi però da arbitro e guardalinee, ma soprattutto «seguiti da episodi e comportamenti tali per la loro evidenza che non lasciavano dubbi». Così è scattata la squalifica per il «tramite», l'organizzatore dell'inciucio, il massaggiatore del Gioia Tauro, Giuseppe Ficarra, 4 anni di stop.
Matteo Monteneri, calciatore del Camerino, Marche, è finito in ospedale a causa della calce usata per segnare il campo. Un arbitro del Lazio ci è invece finito grazie alla precisione di Gianluca Fiore, mezzala dell'Albula, che coordinandosi alla perfezione sceglieva il momento giusto per calciare... la porta dello spogliatoio dell'arbitro, beccandolo con lo stipite alla fronte, cucita con otto punti al pronto soccorso.
Il direttore di gara di Tolentino-Celano, il signor Gallinella di Foligno, avrebbe detto ai calciatori di casa: «Tanto non vi faccio vincere» e la partita è effettivamente finita 2-2.
E gli allenatori? Tommaso Volpi, tecnico dell'Ortana, Lazio ma gioca in Umbria, rischia una grossa squalifica, per essere già stato nella stagione allenatore (poi licenziato) della Sorianese. I giocatori possono cambiare anche dieci maglie, se lo fanno i tecnici è spionaggio industriale.
Capitolo guadagni. Il collega di Roberto Mancini, Giovanni Addis, ex mister del Tortolì, Sardegna, aveva un accordo per 15.300 euro all'anno per il tesseramento e 5.500 come rimborso spese. Poi, cambiata la presidenza, l'allenatore chiede il pattuito, ma la nuova dirigenza fa ricorso. Il giudice sportivo stabilisce: il patto era fuori parametri, non doveva superare i 10.500, quindi il mister venga rimborsato fino a quella cifra, ma la società (nuova) venga multata per la violazione fatta da quella vecchia.
A proposito di gesti simbolici. Ecco in sintesi la cronaca di Manchester (sic) Castrovillari-San Lorenzo del Vallo, seconda categoria calabrese. A metà del secondo tempo un dirigente dei Reds (vabbè...), tal Massimo Trovino, non condividendo un fuorigioco, entra in campo e dà uno scappellotto alla nuca dell'arbitro. Passa qualche minuto ed ecco in campo Carlo Marini, allenatore degli ospiti, che invita i suoi a «spezzare le gambe» a un giocatore che aveva commesso fallo. Nei minuti di recupero tutti e 22 i calciatori in campo smettono di giocare per la mattanza che stava succedendo nei pressi degli spogliatoi, dove una folla fatta entrare di straforo da un cancello aperto, stava sbranando lo stesso Marini. L'arbitro a quel punto sospende la partita. Il giudice ha ritenuto questa misura "esagerata", ordinando la ripetizione della gara. Marini, dal letto d'ospedale, ha detto che, per la cronaca, anche le botte erano esagerate. di Luca Cardinalini28 dicembre 2005

Regalo di natale per le grandi 
Pedate e affari L'accordo da 248 milioni di euro firmato da Juventus e Mediaset per i diritti tv criptati 2007-2010 allarga ulteriormente il divario tra ricchi e poveri nel calcio italiano. Milan e Inter si preparano a seguire l'esempio, l'Antitrust e Sky sono spiazzate

Mediaset e la Juventus si sono scambiati i regali di Natale. Mediaset ha acquisito tutti i diritti televisivi criptati della Vecchia Signora per l'Italia e quelli in chiaro internazionali per le stagioni 2007/2008 e 2008/2009 con un'opzione per l'anno successivo. Alla Juventus vanno 108 milioni di euro per il primo anno, 110 per il secondo e 30 per l'opzione 2009-2010 (versati però entro questo dicembre). La notizia è arrivata proprio alla vigilia di natale, facendo rizzare le antenne. è il caso di dirlo, a molti interlocutori. La spiegazione della Juventus è semplice: grosso modo la cifra è in linea con quanto la società torinese già percepisce sommando i diritti ceduti a Sky (più di 90 milioni a stagione con scadenza nel 2007, più altri cinque in caso di primo o secondo posto in campionato e quelli ceduti a Mediaset per circa 4 a stagione), ma non dovrà più trattare con singoli interlocutori, inoltre con l'opzione sul terzo anno mette in cascina una cifra che rende invidiabile il suo bilancio in un momento in cui tutti i club devono confrontarsi con i conti in rosso. Insomma, un affare.

Mediaset, a sua volta, ha fatto un buon colpo, non solo si è garantita i diritti della squadra più seguita in termini di pubblico per il suo digitale terrestre, ora ha anche in mano il pallino (oltre che per la cessione telefonica e Internet) anche per rivendere i diritti criptati a Sky che, ovviamente, dovrà pagarli profumatamente, perché non potrà permettersi di escludere dal suo pacchetto una squadra come la Juventus. Inutile dire che si è portati a ritenere che il Milan (che con Mediaset gioca in famiglia) e l'Inter possano annunciare a breve un analogo contratto.

Tutto bene quindi, champagne a fiumi per Mediaset e Juventus, in attesa delle altre due squadre. Tutto bene solo per il momento perché questo accordo tra Mediaset e Juventus (oltre che con Inter e Milan) era già stato fatto. Prevedeva i diritti di prima negoziazione in «qualsiasi forma anche oggi non prevedibile», diritti di interviste, diritti ancillari etc, un accordo che avrebbe dovuto rimanere blindato sino al 2016. Praticamente per un decennio Mediaset si era garantita tutti i diritti calcistici delle squadre che più ingolosiscono. Un accordo che andava però contro le norme europee che, per garantire la concorrenza, prevedono che non si possano fare contratti di durata superiore a un triennio. Infatti l'Autorità per la concorrenza nello scorso marzo aveva aperto un'istruttoria formale per verificare eventuali «restrizioni della concorrenza nell'acquisizione dei diritti calcistici». Inchiesta che avrebbe dovuto concludersi in maggio e che, probabilmente, avrebbe portato all'annullamento di quell'accordo perché in contrasto con le normative. Forse proprio per evitare quel probabile parere negativo ecco questo nuovo accordo che, almeno per la durata, è in linea con le disposizioni comunitarie.

Mediaset e Juventus sembrano fortemente intenzionate a fare i loro interessi in senso stretto, senza preoccuparsi più di tanto delle ripercussioni che questi accordi potrebbero avere sulle squadre minori e in seconda istanza proprio sul campionato di calcio nel suo insieme (già quest'anno scorrendo la classifica della serie A si evince una scollatura più marcata tra le squadre di vertice e quelle che devono arrabattarsi). L'atteggiamento dell'Antitrust in proposito è invece piuttosto scostante. Nel 1999 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva stabilito che i diritti non dovevano più essere ceduti collettivamente, bensì singolarmente, squadra per squadra. Ma, proprio il mese scorso, nell'ambito di un convegno su Calcio e mercato, Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust, aveva dichiarato di non dormire la notte all'idea che l'Authority avesse posto dei vincoli al mercato. E quell'insonnia gli aveva fatto concludere che da parte dell'organo da lui presieduto non ci sarebbe stata una obiezione preventiva per tornare alla vendita collettiva dei diritti. E Catricalà così concludeva «i tempi sono cambiati e lo stesso può accadere per le regole». Forse dalle parti di Mediaset hanno solo voluto anticipare nuove regole: non saranno più i singoli club a trattare (se non con la stessa Mediaset), ma sarà Mediaset a trattare i diritti dei singoli club nei confronti di terzi.

Certo è che le autorità competenti devono darsi una mossa se vogliono rimanere legate ai tempi che viviamo. Già a suo tempo infatti erano piovute critiche perché la vendita singola sarebbe andata ovviamente a favore delle squadre più potenti e non del calcio nel suo insieme. I dubbi emersi allora sono adesso diventati realtà. I grandi club possono arrivare a contare su un centinaio di milioni di euro in più a stagione rispetto agli altri, lo dice anche Andrea Della Valle, presidente della Fiorentina (con Zamparini del Palermo e Cellino del Cagliari tra i più indispettiti per come vanno le cose). Questa differenza rispecchia quel che avviene nel mondo reale dove i ricchi si arricchiscono sempre più, mentre gli altri sono destinati a essere più poveri. Nel caso del calcio la situazione è sicuramente meno drammatica, ma, alla fine, ci ritroveremo tutti più poveri di spettacolo, di gioco e di spettatori paganti allo stadio. Siamo vicini alla rottura del pallone. di Antonello Catacchio28 dicembre 2005

I diritti storti

Mediaset ha acquistato per un caro prezzo, 248 milioni, i diritti sulla Juventus. Il contratto vale a partire dalla stagione calcistica 2007/8 (108 milioni), e riguarda anche quella 2008/9 (110 milioni), mentre altri 30 milioni si riferiscono a una prelazione rispetto all'anno calcistico 2009/10. Mediaset compra tutto tutto: ogni trasmissione bianconera su «qualsiasi piattaforma distributiva». e quindi via satellite, digitale terrestre, internet, telefoni cellulari, Adsl e si garantisce anche da altre forme di trasmissione che si dovessero rendere possibili; insomma, compera proprio tutto, anche quello che ancora non c'è; se ci fosse, sarebbe suo.

In cambio la Juventus migliora gli incassi attuali sui diritti di una ventina di milioni e soprattutto ottiene i quattrini della prelazione subito. In modo da avere così un utile alla chiusura del bilancio 2005. Inoltre viene rovesciata la posizione di forza del monopolista del satellite, Rupert Murdoch, il boss di Sky.

Se Sky vorrà trasmettere sul satellite le partite casalinghe della Juve, Murdoch dovrà comprarle dai Berlusconi.

Cioè da Piersilvio, l'attuale responsabile di Mediaset e da suo padre il fondatore del gruppo, il suo caro amico Silvio. Descritta così la nuova situazione che si è determinata, è lecita qualche considerazione in più. La principale riguarda il solito Berlusconi Silvio. Egli, oltre che maggiore azionista di Mediaset e quindi delle tre reti televisive commerciali, è a capo del Milan, squadra rivale della Juventus, ma anche sua alleata in un intreccio che dà molto da pensare a tutti gli altri appassionati di calcio e di sport. il suo vice, Adriano Galliani, è anche presidente della Lega calcio che raccoglie le squadre delle serie maggiori; infine Berlusconi è grande amico di Murdoch che ha acquistato da lui una parte consistente del sistema satellitare. Ora il grande amico gli toglie da un lato l'esclusività del calcio satellitare, rompendo il monopolio e poi lo costringe a ricomprare i diritti juventini perché una falla del genere mette a rischio tutta la costruzione che farà del satellite un affare.

Berlusconi è dunque al centro di un viluppo di conflitti d'interesse, che diventano eccessivi quando si pensi che da cinque anni è capo del governo e padrone delle maggioranza che approva disciplinatamente le frequenti leggi ad personam come quella sul digitale terrestre. Ora, quando sembra che la sua fortuna politica sia al tramonto, viene da pensare che egli metta a segno l'ultimo colpo per assicurarsi qualcosa da fare nel tempo del ritiro.

E' opinione comune che la scelta dei dirigenti juventini non rimarrà isolata e seguiranno quelli di Milan, naturalmente e di Inter. E bruttissimo fare il processo alle intenzioni, ma è noto che le tre squadre avevano fatto con Mediaset un accordo dello stesso tenore, per la durata di dieci anni, provocando l'intervento dell'Antitrust.

L'accordo di Mediaset con le tre squadre maggiori del calcio era stato impugnato e sarebbe dovuto andare a sentenza nei primi mesi dell'anno prossimo. La nuova formula contrattuale è congegnata in modo apparentemente meno attaccabile, ma la posizione dominante si staglia alta come la Rocca di Gibilterra. Sembra logico quindi che anche l'Inter farà lo stesso; e così il Milan per quanto un conflitto d'interessi all'interno di un unico miliardario, di un'unica Fininvest, sia di quelli che spezzano il cuore.

Ci sono poi le altre piattaforme che riceveranno con la mediazione di Mediaset le immagini juventine da trasmettere ai telefoni, ai computer, alle televisioni con gli apparati del digitale terrestre. Nei confronti di tutte Berlusconi, sul trono di Mediaset, si garantirà una specie di tributo che tutti gli pagheranno anche senza che egli debba fare niente.

Di nuovo - come sempre più spesso avviene in Italia di questi tempi - la finanza l'avrà avuta vinta nei confronti dei media che almeno fanno vedere qualcosa. Vorrà dire che la smania di guadagnare quattrini e poi altri quattrini avrà avuto la meglio su un progetto di televisioni, di programmi, di ascolti di vendite di spazi commerciali che comunque lo si voglia giudicare, esprimeva capacità di cambiare, di innovare, di segnare un'epoca. di Guglielmo Ragozzino28 dicembre 2005

Colpo in vista

Le feste, di certo, non fermano il mercato: il Taranto ha deciso di sorprendere e, se riesce, anche di farlo in fretta. L'esempio è Ambrosi: presentato prima ancora che la sessione un tempo definita di riparazione venisse aperta. L'esempio è anche il movimentismo di Luca Evangelisti, fuori sede per trattative e con la bocca rigorosamente cucita. L'esempio è, forse soprattutto, la serenità di Raimondo Marino. Che prepara il gruppo aspettando facce nuove. Che, intanto, prepara il gruppo: un allenamento ieri, tra test e lavoro fisico, un altro oggi, anche se la squadra verrà divisa in due (una parte si allenerà al mattino, un'altra al pomeriggio). Poi, da domani, si riprende anche a lavorare sulla tattica. Per inserire Ambrosi, anche: «Per questo - spiega Marino - era fondamentale averlo subito: per inserirlo nella squadra, dopo averlo inserito nel gruppo. Sta bene con gli altri, adesso dobbiamo perfezionare il lavoro con la tattica. Ma annunciarlo in anticipo era strategico». 
L'annuncio anticipato è anche un messaggio al resto del campionato: il Taranto è pronto a completarsi. Un rinforzo per reparto, forse già prenotato, forse in attesa di ufficializzazione. Un difensore: potrebbe essere Gabriele Ulivi, esterno di sinistra del Pisa che, in cambio, potrebbe ricevere Bevo, mediano rossoblu segnalato in partenza. Un centrocampista: Menolascina piace, ma la trattativa - a quanto si riesce a sapere - non registra passi avanti. Potrebbe essere ripresa nei prossimi giorni, così come potrebbe chiudersi anche l'accordo con Morello, attaccante del Potenza che piace molto a Marino e ad Evangelisti: «Ma io - spiega il tecnico - non ho fatto nomi: ho semplicemente indicato le caratteristiche dei giocatori che mi servono, al resto ci pensa Evangelisti». Il diesse rossoblu ieri era in giro: forse per compere, anche se non lo ammetterebbe mai. L'idea è quella di fare tutto il prima possibile: rispettando i tempi del mercato, però. E, soprattutto, rispettando le esigenze della società: vendere, anche. Prestare i giovani (o, al massimo, cederli in comproprietà) e lasciar partire chi non ha spazio. Tutto verrò fatto a velocità doppia. E' la sensazione che le parole di Marino confortano: «Credo che anche gli altri rinforzi arriveranno presto». 
Rinforzi non scovati adesso, ma prenotati per tempo: il Taranto non ha atteso il via ufficiale e ha cominciato a pensare al mercato non appena ha scovato qualche disfunzione nella squadra che, pure, viaggia a buona velocità. Pensava alle correzioni, ora le concretizza: «Questa - dice ancora Marino - è una squadra che non va rivoluzionata: abbiamo fatto bene finora, dobbiamo solo sistemare qualcosina. Il mercato serve a questo: per il resto mi fido di chi ho allenato finora». L'obiettivo resta quello di puntare in alto. Di correre senza guardare il Gallipoli. Correre, intanto: «Nel girone di ritorno - è sempre il tecnico a parlare - dobbiamo fare di più di quanto abbiamo fatto all'andata: qualche sconfitta in meno, qualche vittoria fuori casa in più». Rimuovere le imperfezioni, ripartire (la prossima è l'8 gennaio contro la Cisco Roma) con la squadra pronta e, se possibile, anche completata, allenata a non farsi sorprendere: «Rivedendo il nostro cammino in campionato ci sono dei punti persi in modo incredibile, a cominciare proprio dalla sconfitta con il Viterbo. Ecco: il nostro obiettivo, ripartendo e anche completando la squadra, è quello di non avere più questo genere di problemi, di ottenere quello che meritiamo». 
A giorni, forse, qualche altra novità potrebbe essere annunciata: in uscita (in partenza ci sono anche Gambino, Bruno e Campanile), ma anche in entrata: «Di certo - spiega Marino - si stanno muovendo. Evangelisti sta lavorando tanto e bene, il presidente è uno che mantiene la parola. Sapevo che si sarebbero mossi così». di Fulvio Paglialunga28 dicembre 2005

Mosse oculate
Il colpo del mercato è stato compiuto. Ambrosi è l'uomo offensivo che garantisce scaltrezza e peso specifico in zona gol. Nei prossimi giorni ci saranno gli ultimi ritocchi

Salvo clamorose sorprese, il Taranto ha già effettuato il suo colpo del mercato di gennaio. L'acquisto di Alessandro Ambrosi ha rappresentato l'urgenza da assolvere, l'attaccante in grado di far cambiare marcia ad un reparto offensivo che è andato troppo a corrente alternata. Una manovra di anticipo, un po' in linea con le strategie della scorsa estate quando la società rossoblu fornì, per il ritiro di Penne, un organico completo al tecnico Marino. 
Per la cosiddetta campagna di riparazione invernale, il Taranto non ha bisogno di operare profondi cambiamenti. Il girone di andata si è chiuso con un discreto terzo posto, in linea con gli obiettivi minimi disegnati in fase di progettazione della stagione. Si è potuto valutare il lavoro di ogni singolo giocatore in questa prima frazione di torneo appena conclusa e si sono tratte le valutazioni del caso. In attacco occorreva intervenire: malgrado la presenza di un uomo carismatico e preciso sotto porta come Andrea Deflorio che non ha tradito le attese con gli otto gol realizzati in quattordici partite giocate. In più, nelle ultime giornate, anche Di Domenico, giocando con continuità, ha offerto un valido contributo con tre gol nelle ultime cinque partite. Quello che è mancato, però, è stata la capacità chirurgica di punire gli avversari: lo dimostra il quinto attacco complessivo (con quattro formazioni ad un solo gol dai rossoblu) e l'ottavo in trasferta. Inoltre c'è il dato che recita di sette partite non schiodate dalla casella zero dei gol fatti in una singola gara. Proprio per questo motivo e per offrire più frecce all'arco rossoblu, la società vorrebbe completare il reparto con un altro innesto in zona avanzata. Stefano Morello, in quota al Potenza e con la cui maglia ha segnato otto reti nelle diciassette gare di andata disputate. Le trattative sono in fase avanzata: c'è la volontà delle due parti di chiudere la trattativa in senso positivo. Ovviamente il presumibile arrivo di Morello limiterebbe lo spazio di qualche elemento, primo fra tutti Giovanni Gambino che non ha offerto il rendimento che da lui ci si attendeva. L'ex giocatore del Como, giunto in riva allo Ionio, con un notevole battage pubblicitario, potrebbe essere pedina di scambio proprio con il Potenza oppure scegliere un'altra destinazione. Le offerte dalla serie D non mancano per il possente attaccante campano, ma il giocatore preferirebbe non scendere di categoria. 
Quando si parlava di colpo già messo a segno, si voleva soprattutto far intendere come il Taranto abbia tappato la falla che si riteneva più pericolosa. Il resto del mercato (c'è abbondante tempo per chiudere gli affari che proseguiranno fino al 31 gennaio) dovrebbe servire per inserire un ulteriore tassello per reparto. 
Il nome di Michele Menolascina è quello più ricorrente per consolidare il sostanziale assetto di centrocampo. Il regista, che nel Manfredonia in questa stagione ha giocato tredici partite corredate da due reti, andrebbe ad occupare lo spazio davanti alla difesa. Quel ruolo detenuto almeno fino al mese di inizio novembre da Vincenzo Bevo che, in sua contumacia, è stato ricoperto prima da Bruno e poi da Larosa. L'infortunio di Gallipoli e qualche non concordante identità di vedute hanno intaccato il rapporto solido di inizio stagione. Pesando a dovere lo spessore tecnico dell'ex giocatore dell'Igea Virtus, sembra difficile che egli possa accettare un ruolo subalterno o di ripiego. In più Larosa, nelle ultime settimane, ha dato risposte esaurienti, rappresentando un'addizione nel ruolo di centrocampista centrale. 
In difesa, invece, ci sarà bisogno solo di qualche ritocco. I quattro difensori titolari hanno offerto adeguate garanzie. Micallo, Caccavale, Pastore e Manni sono stati, infatti, tra i giocatori più presenti. Proprio questa continua utilizzazione, impone la ricerca di qualche elemento che possa assorbire al meglio eventuali flessioni di rendimento. Gabriele Ulivi, terzino sinistro del Pisa, è un nome che è venuto fuori anche in prospettiva di uno scambio con Manni. La società si guarda in giro, però, per un difensore centrale che sappa far rifiatare gli inossidabili Caccavale e Pastore. 
Ma tali innesti arriveranno al momento opportuno. Come si dice la punta doveva arrivare subito. Strappato Ambrosi alla concorrenza e effettuata una decisa irruzione sul mercato, il Taranto ora si guarderà con circospezione. I giusti interventi al momento opportuno. C'è tempo fino al 31 gennaio e, apparentemente, non c'è tutta questa fretta. 
Il mercato di riparazione, proprio per le sue variabili dinamiche, sfugge ad interpretazioni logiche. Si possono presentare opportunità fascinose e anche le operazione più ardite possono materializzarsi in breve tempo. di Luigi Carrieri27 dicembre 2005

Taranto, l'obiettivo è Cejas
Offerta al Giugliano. Ma per Dellisanti è incedibile

Messo alle spalle il Natale, il diesse del Taranto Luca Evangelisti si rituffa sul mercato per completare la rosa di Marino, prima di procedere a qualche necessaria cessione. Dopo aver prelevato dalla Juve Stabia il prolifico bomber Ambrosi, la società rossoblù è sul punto di chiudere le trattative per un difensore, un centrocampista e un altro attaccante. Partiamo dal centrocampo, dove si registra un'interessante novità dell'ultim'ora. Il Taranto avrebbe avanzato formale richiesta al diggì del Giugliano Maglione per assicurarsi le prestazioni di Maximiliano Roldan Cejas, classe '80, ma sulla cessione del talento argentino, ci sarebbe il veto del tecnico dei gialloblù Franco Dellisanti, che considera Cejas (oltre a Vives) un pilastro inamovibile del proprio centrocampo. In attesa di capire come si può sviluppare l'affare Cejas, resta sempre vivo l'interesse per Michele Menolascina, che attende un segnale concreto dal Taranto prima di svincolarsi dal Manfredonia, società che non vorrebbe privarsi del suo apporto. Abbandonata del tutto, invece, la pista che conduceva a Rubens Pasino, centrocampista avanzato del Pisa, nel cui ruolo il Taranto vuol continuare a scommettere sul promettente Mancini. Per il settore arretrato il nome più gettonato è quello dell'esterno sinistro Gabriele Ulivi, classe '79, in partenza da Pisa, anche se non è da trascurare l'ipotesi dell'ex Danilo Vitali che ha rotto col San Marino ed è in cerca di una nuova sistemazione. Ma sul taccuino di Evangelisti, pare sia segnato anche il nome di Manuele Guzzo, classe '75, messo fuori rosa dalla Cisco Roma e pronto a tentare un'altra avventura. Per l'attacco sembra ormai imminente l'annuncio dell'ingaggio di Stefano Morello che ha le valigie pronte a Potenza. Sul giovane attaccante scuola Lecce, pare stia premendo mister Marino, pronto a scommettere sulle qualità della possente punta, che non reclamerebbe una maglia da titolare. Sembra fantasiosa, invece, l'idea Banchelli, che a Taranto rischierebbe di trovare poco spazio per la presenza di due cecchini come De Florio e Ambrosi. Capitolo cessioni: sembra ormai delineato il quadro delle partenze. Lasceranno la maglia rossoblù l'attaccante Gambino e i centrocampisti Bevo (piace al Pisa), Campanile, Bruno e Mignogna. Il giovane tarantino potrebbe finire al Treviso, che poi lo dirotterebbe in prestito in serie C. di Enrico Sorace27 dicembre 2005

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