Taranto ci crede, abbonamenti al via TARANTO-VESTINA PENNE 8-0
«Non farò l'abbonamento» I pareri sono unanimi. La campagna abbonamenti lanciata dalla Taranto Sport venerdì mattina non sembra aver fatto breccia nel cuore dei tifosi. Rincaro eccessivo, scarse promozioni, l'impossibilità di conoscere i costi dei tagliandi: sono le tre maggiori mancanze, che i supporters rossoblù imputano ai dirigenti di Via Umbria in questa vicenda. Il dibattito, come di consueto, si è scatenato immediatamente. Al termine della conferenza stampa tra i molti tifosi presenti e sui guestbook dei siti di alcuni gruppi organizzati. Trovare consensi è praticamente impossibile: a lasciare esterrefatti «è la tempistica utilizzata dalla società» ha commentato Antonio Fullone, leader del gruppo "Tifo è Amicizia". «Ci aspettavamo ben altro - ha proseguito il rappresentante della tifoseria tarantina -, e credo che questa operazione sia completamente sbagliata. Non contesto l'aumento dei prezzi, ma l'iniziativa non appare trasparente. Si è parlato di socio-sostenitore, ma quali sono i vantaggi per chi decide di dare fiducia alla società? E poi è impossibile sottoscrivere un abbonamento senza conoscere il prezzo del singolo tagliando». Un colpo difficile da assorbire. Fullone ammette: «Dopo vent'anni, sto pensando per la prima volta di non sottoscrivere l'abbonamento. E non credo di essere l'unico tifoso di lunga data a fare un pensiero simile. Non so quanto possa convenire, anche se mi auguro che il malumore della tifoseria consigli allo staff dirigenziale di rivedere il suo progetto. La Taranto Sport ha finora ottenuto i risultati prefissi, ma ritengo impossibile raggiungere le cifre di abbonati di cui ha parlato Blasi». La formula varata appena quarantotto ore fa rischia di far naufragare un'altra lodevole iniziativa. «Ci sono già quattro tifosi che risiedono lontano dalla nostra città - ha concluso Fullone - che si erano rivolti al nostro gruppo per acquistare un abbonamento pur non potendo assistere a tutte le gare interne. Sarebbe un modo per sostenere attivamente la società, ma a queste condizioni verrebbero meno i presupposti per intraprendere questo percorso». di Fabio Di Todaro
Taranto si rivela ai tifosi Giornata di verifiche e di bilanci da stilare. La seconda uscita stagionale (ore 17) contro il Vestina Penne (formazione della Promozione abruzzese) servirà ad Aldo Papagni per valutare la preparazione raggiunta dalla squadra a quattro giorni dal termine del ritiro. Ma non solo, il tecnico di Bisceglie testerà anche l'ultimo acquisto Toledo. «Ma i dati forniti da queste gare sono spesso falsati - dichiara il trainer rossoblù alla vigilia del test -. Basta leggere i quotidiani sportivi nazionali per verificare che capita anche alle formazioni di massima serie di perdere contro compagini dilettantistiche. Sicuramente, però, riscontrerò una crescita globale del gruppo». Rispetto all'amichevole di sabato scorso, Papagni dovrebbe utilizzare Catania e De Liguori, mentre lavoreranno a parte Caccavale (soffre per un problema al retto femorale) e Silvestri (infiammazione al ginocchio sinistro). Ci sarà anche Ambrosi che, nella seduta mattutina di venerdì, aveva accusato noie muscolari. Tutto il resto del gruppo ci sarà. «Vorrei che tutti i ragazzi giocassero almeno settanta minuti. Per questo motivo potrei far disputare prima una partitella in famiglia di mezz'ora. Abbiamo bisogno di accumulare minuti nelle gambe e, non essendo riusciti a disputare molte amichevoli, sto considerando questa possibilità». Il galoppo contro il Vestina Penne sarà preceduto da una seduta mattutina incentrata sul lavoro di velocità e su alcuni schemi tecnico-tattici riguardanti la fase difensiva. Al seguito della squadra ci saranno numerosi tifosi provenienti da Taranto. Mancherà invece il presidente Blasi, che ieri mattina è partito per una vacanza con la famiglia. La squadra proseguirà la preparazione con due sedute al giorno fino a giovedì, quando sosterrà l'ultima amichevole contro la formazione Primavera del Pescara. Il ritiro potrebbe terminare con due giorni di anticipo (il 10 e non più il 12 agosto): la decisione definitiva verrà presa nella giornata odierna. CAMPAGNA ABBONAMENTI - «Non si parla di socio-sostenitore, bensì di tifoso-sostenitore». A poco più di 24 ore di distanza dal varo della campagna abbonamenti, è il direttore generale Galigani a fare questa precisazione. «Ai nostri sostenitori - prosegue - chiediamo un contributo per la gestione sportiva della stagione 2006-07. In questa maniera abbiamo voluto concretizzare l'ipotesi del "caffè al giorno" lanciata da Blasi al termine dello scorso campionato. Per il momento offriamo la t-shirt, il braccialetto e due tagliandi per Felifonte, ma durante l'anno potremmo lanciare altre iniziative». Tra le varie possibilità offerte dalla Taranto Sport c'è ne sarà una rivolta alle famiglie. «I nuclei composti almeno da tre persone, avranno la possibilità di acquistare tre tessere a prezzo ridotto». di Fabio Di Todaro
Un'operazione grottesca
Occasione persa. Con una buona dose di masochismo. La tanto attesa campagna abbonamenti del Taranto sport ha seminato spontaneo malumore e non poche perplessità anche in cuori, come il mio, allenati a tante difficoltà calcistiche, o a tasche, sempre le mie, di sicuro assai generose nei confronti della propria squadra. Devo confessare che non riesco a capire. Non mi spaventano i vertiginosi aumenti. Seppure davvero poco comprensibili solo con la promozione. Almeno in quelle proporzioni. Così come non posso trovare giustificazione alcune nella sì sana e saggia, ma non certo (per fortuna) faraonica campagna acquisti. Non solo. In una città come la nostra, scottata da aumenti che sono piovuti un po' da tutte le parti negli ultimi tempi, per questioni note, non sarebbe guastato un atteggiamento controcorrente. Tuttavia, ripeto, non è questo ciò che più mi ha sorpreso. Non credo che prezzi bassi avrebbero indotto flotte di concittadini ad abbonarsi. Non è mai successo e non sarebbe successo nemmeno ora, nonostante una ritrovata meritata disponibilità nei confronti di questa società. C'è quindi dell'altro. L'aspetto più grottesco (proprio così) dell'operazione mi pare l'aver fissato i prezzi senza stabilirne il parametro naturale ovvero il costo del singolo tagliando d'ingresso alla partita, sul quale fondare anche la convenienza dell'investimento. Pausa. Anche volendo accantonare il lato più razionale (ricordo a me stesso l'essenza di noi tifosi), e convenendo che l'abbonamento è un contributo al buio, a volte tanto al buio, come si ricorderà chi si è abbonato negli anni passati, quando è stato possibile, i conti continuano a non tornarmi. Insomma, non c'è niente che mi convince. Bella l'idea del tifoso socio, mi dico. Certo non nuova, ma sicuramente non attuata da queste parti. Poi rifletto, leggo resoconti della conferenza stampa e non trovo niente che mi conforti. Al socio sono riconosciute facoltà che qui non si vedono. Al massimo, in piccola parte, si promettono. Resterei socio del Taranto come sempre. Fregatura consapevole, ma assolutamente ideale. Se poi ricordo le promesse dello scorso anno, quando venne varata la Taranto card, mi sento ancora peggio. E allora meglio pensare ad altro. Ma l'arrabbiatura non mi passa, anzi il mio umore peggiora. Il riferimento ad un tentativo di uniformare il costo dei biglietti è davvero un colpo basso. Le campagne abbonamento sono già iniziate (manco a dirlo con prezzi sensibilmente inferiori ai nostri) in moltissime sedi. Allora perché millantare la possibilità di un accordo che non ci potrà mai essere? L'ultima mazzata me la assesta l'omaggio promesso per i sottoscrittori più rapidi. Schiera nella quale quasi sempre mi sono inscritto nell'ultimo (ohibò) ventennio. Scambiare il mio atto di fede di inizio d'anno quasi fosse un prodotto da supermercato o stessi acquistando una auto a rate, quando ti affibbiano la finanziaria aziendale, mi sembra troppo. Sarei tentato a non abbonarmi. Ma il problema è che mi sembra eccessiva questa tentazione. Eppure sarebbe bastato un po' di buon senso. Avviare finalmente una politica per il tifoso. Diversificare il più possibile, come i veri servizi alla persona che mi sembra voler malamente imitare. Coinvolgere le famiglie e soprattutto i più giovani: studiare offerte differenziate e incentivi che potessero migliorare il rapporto tifoso-società. Nulla di tutto questo. C'era tanto da fare, perché non siamo una piazza facile sotto questo aspetto. Ma è stato fatto poco e male. Peccato. di Antonio Fullone
Blasi lancia l'azionariato popolare La presentazione ufficiale di Robson Toledo Machado ed il varo della campagna abbonamenti sono stati i motivi conduttori dell'affollata conferenza stampa tenutasi ieri mattina al Centro Urban. Anfitrione di turno è stato il patron rossoblù Gigi Blasi, che aveva al suo fianco il direttore generale Vittorio Galigani, il brasiliano, il consigliere Scotti ed il funzionario della Findomestic Antonio Giove. Riflettori subito puntati sulle nuove tessere. «Coloro che le acquisteranno - ha detto Blasi - non li considererò semplici abbonati, ma soci sostenitori del Taranto. Sono loro la linfa di una società. Voglio ricalcare le linee seguite dal grande Barcellona: in Spagna sono appunto i soci che decidono il destino di dirigenti, allenatori e giocatori. Mi auguro che al termine della campagna abbonamenti, i sottoscrittori raggiungano quota 5000. Sarebbe un traguardo, che mi spingerebbe ad operare meglio in favore del club rossoblù. A tal proposito vorrei ricordarvi che il sottoscritto ha allestito una formazione che lotterà per l'ingresso nei playoff per la B. È un punto fermo da cui bisogna partire prima di entrare nel merito dei costi in senso stretto. Aggiungo pure che l'arrivo di Toledo non ha chiuso la campagna trasferimenti. C'è tempo fino al 31 agosto per effettuare altre operazioni. Al momento penseremo per prima cosa a sistemare quegli elementi che sono in soprannumero o che magari non si sentono sicuri di avere il posto in squadra; parallelamente daremo uno sguardo intorno a noi alla ricerca di qualche elemento, la cui società d'appartenenza è stata cancellata di recente dai ruoli federali, che, tuttavia, potrebbe rinforzare la nostra. C'è posto in organico per un paio di persone». Il varo effettivo della campagna abbonamenti avverrà dopodomani. Non sono previste gare pro-Taranto. La tessera varrà per tutte e 17 le gare interne. Ce ne sono di tre tipi: rosa per le donne, quella per tutti e quella per le categorie speciali. I prezzi sono ovviamente diversi. La curva costerà 180 euro, la gradinata 265, la tribuna (inferiore e superiore), 435 euro e la centrale 1200. Donne ed invalidi pagheranno 130 euro in curva, 190 in gradinata, 310 in tribuna e 1.000 in centrale. «I prezzi sono convenienti - ha aggiunto Blasi - perché i singoli biglietti costeranno parecchio di più. Presto ci accorderemo con tutti i club di C1 per uniformarli il più possibile». Infine le ultime parole sono state per Taranto-Catania: «Niente violenza, solo gran tifo. Ciò che è avvenuto nel passato, va cancellato perché i dirigenti delle due società sono nuovi». di Giuseppe Dimito
I tifosi: «Prezzi eccessivi» Questi i prezzi della campagna abbonamenti alla stagione 2006-2007. Curva: 180 euro; Gradinata: 265; Tribuna inferiore e superiore: 435. Centrale: 1200. Donne ed invalidi, invece, pagheranno in Curva: 130 euro; Gradinata: 190; Tribuna: 310,00; Centrale: 1.000. Vivisezionando le cifre, ci si accorge che ogni singola partita agli abbonati, costerà 10,58 euro in curva (alle donne ed invalidi, 7,64), 15,58 in gradinata (alle donne ed invalidi 11,17), 25,58 in tribuna (alle donne ed invalidi 18,23) e 70,58 in centrale (donne 58,82). Per quest'ultimo settore non sono previsti sconti per gli invalidi. I ragazzi fino a 12 anni entreranno gratis. Tutti i sottoscrittori avranno diritto ad avere la Card da spendere nei negozi che accettano la "carta Visa" fino ad un massimo di spesa di 1500 euro e che sarà "revolving" (ossia l'intera cifra potrà essere pagata ratealmente) e riceveranno in omaggio la T-Shirt con su scritto "Son tarantino e me ne vanto" ed il braccialetto rossoblù. In più coloro che lo faranno entro il prossimo 19 agosto riceveranno gratuitamente due biglietti per l'accesso al parco Felifonte a Castellaneta Marina. I tifosi sono parsi un po' allarmati dai prezzi, ma Blasi ha aggiunto: «Non mi pare che siano eccessivi. A parte gli omaggi di cui saranno gratificati, ricordo che siamo in C1, che i singoli biglietti, domenicalmente, costeranno molto di più e che negli altri stadi i prezzi, per buona parte degli stadi, saranno maggiori». Per fare l'abbonamento bisogna recarsi in società e farsi avere l'apposito modulo. Coloro che pagheranno in contati dovranno fare un versamento o un bonifico al S. Paolo Banco di Napoli sul c/c 10000003034 intestato alla Taranto Sport. In più dovranno allegare una fototessera e la fotocopia di un documento d'identità. Coloro che intendono rateizzare l'importo, dovranno concordare l'operazione (in 6-8 mesi) con il funzionario della Findomestic portando con sè un documento di riconoscimento, uno di reddito ed il codice fiscale. di Giuseppe Dimito La restaurazione politica di Raisport
«Dopo l'ennesima rappresaglia adottata dal direttore Fabrizio Maffei nei confronti dei componenti della rappresentanza sindacale», il cdr di raisport, formato da Massimo Angeletti, Giampiero De Luise ed Enrico Varriale, ha rassegnato ieri le proprie dimissioni. Le motivazioni: Enrico Varriale è stato escluso senza alcuna motivazione di carattere professionale dalle trasmissioni della prossima stagione, così come dal team che seguirà la nazionale; in precedenza Angeletti era stato
inspiegabilmente allontanato dall'incarico di inviato al motomondiale e De Luise, redattore internet,
«penalizzato nel settore di competenza». Il direttore Maffei, approfittando della finestra temporale offerta dall'estate post calciopoli, durante la quale sono state sospese decisioni radicali sulle posizioni di vertice, nel silenzio più totale sta organizzando la prossima stagione sportiva, nominando uomini fidati nei punti chiave della programmazione sportiva Rai, alla faccia dello scandalo e delle imbarazzanti intercettazioni tra dirigenti sportivi e giornalisti (e poi vallette). Il vicedirettore Jacopo Volpi tornerà alla Domenica Sportiva, dopo l'esperienza del 1995, mentre Sabato Sprint, condotto fino a quest'anno da Varriale, dedicato alla B e in previsione di arricchirsi del
"bacino" Juventus, sarà condotto da Marco Mattioli.
Un bel salvagente per gli ingordi C'era grande attesa per capire come fosse stato possibile salvare Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio dal burrone in cui le intercettazioni telefoniche di calciopoli sembravano aver giustamente cacciato un bel pezzo di storia del campionato italiano. Le 117 pagine di motivazioni depositate ieri dalla Corte Federale spiegano con borioso linguaggio giuridico i motivi del maxi sconto applicato ai quattro club il 25 luglio scorso ma non smuovono di un centimetro la scoraggiante sensazione che il più grande scandalo del nostro calcio si sia concluso come temuto, a tarallucci e vino. Per giustificare il deprimente colpo di spugna maturato un po' alla volta dopo l'ubriacatura popolare dei mondiali, i giudici si sono appellati a quello strano principio introdotto pochi anni fa dal Lodo Petrucci per cui, in virtù della loro blasonata storia sportiva, alcuni club sono più uguali degli altri. Una norma pensata per rendere meno pesante la bancarotta fraudolenta delle nostre squadre, usata oggi per evitare loro il fallimento altrattanto fraudolento per illecito sportivo. La Juventus è stata riconosciuta colpevole per il condizionamento arbitrale messo in piedi dalla coppia Moggi-Giraudo ma ha beneficiato di una consistente riduzione della pena (retrocessione in serie B con 17 punti di penalizzazione anziché con 30 come deciso in primo grado) grazie alla sua storia costellata di scudetti, fascino e potere. La Corte ha citato espressamente l'apporto dato dalla vecchia signora alla causa della nazionale, riferimento esplicito a quel clima di perdono generale che era emerso in maniera subdola e sconcertante dopo la vittoria degli azzurri in Germania. Salvata la Juve dal baratro di una serie C mascherata e meritata (tale era, in qualche modo, la condanna della Caf), le altre tre società coinvolte nello scandalo sono state riportate a galla (Milan in Champions League, Fiorentina e Lazio in serie A) perché sì colpevoli, ma a debita distanza dai bianconeri e dunque non punibili con la stessa severità. Non c'era un sistema (che l'ordinamento federale non prevede come fattispecie di reato) ma un'atmosfera altamente inquinata di reticoli autonomi. E siccome per sopravvivere in serie A bisognava comunque inchinarsi (metaforicamente, secondo i giudici) ai voleri di Moggi, ognuno si aggiustava le cose come poteva: chi telefonando ai guardalinee (il precario Meani), chi a Carraro (Lotito), chi allo stesso Lucianone (i Della Valle). Nessuno di loro però si sarebbe macchiato di illecito sportivo (questo sconosciuto), bensì soltanto di slealtà sportiva. I dirigenti della Fiorentina non avevano "volontà egemoniche" ed erano stati costretti a piegare la testa dopo esser stati lungamente vessati soltanto nell'ultimo mese della fatidica stagione 2004-05. Avevano chiesto qualche aiutino a Moggi e Mazzini ma guarda te, senza responsabilità diretta. La Lazio aveva smosso il presidente federale ma non essendo provato, secondo la corte, il coinvolgimento degli arbitri, se l'è cavata con piccole scorrettezze. Il Milan aveva questo buffo ristoratore di Lodi che travalicava le sue funzioni (che pure erano quelle di addetto agli arbitri) e il comportamento di Galliani, per quanto criticabile, era di «consistenza non particolarmente penetrante» (pare fosse all'oscuro di tutto): le pene delle Caf erano dunque sproporzionate rispetto ai fatti accertati. Risultato finale, un bel salvagente per tutti. Il bello è che a parte il Milan, i miracolati hanno già fatto ricorso alla Camera di conciliazione e arbitrato del Coni e, se non arriveranno ulteriori allegerimenti di pena, lo faranno anche al Tar. L'ingordigia di chi non si accontenta mai. di Matteo Patrono
Toledo a caccia del riscatto
La partita è terminata. Robson Machado Toledo, adesso, è ufficialmente un giocatore del Taranto. Si sapeva già da giovedì sera, ma la consueta conferenza stampa indetta dalla società è servita a rendere pubblica la notizia. «Volevamo Toledo da due settimane - ha dichiarato il presidente Blasi - ma una serie di piccoli ostacoli ci hanno impedito di concludere prima la trattativa». Dettagli contrattuali: il Taranto, che inizialmente si era accordato con l'Udinese (che detiene il cartellino del brasiliano) per il prestito del calciatore, ha poi ottenuto la comproprietà per una stagione. CHI È TOLEDO - La sua storia parte dal Campines, società brasiliana di San Paolo dove Robson è cresciuto calcisticamente. Il suo approdo in Italia risale al 1999 quando il Perugia lo aggregò alla squadra Primavera. Successivamente ha indossato la casacca del Cavalla (serie B greca) prima di tornare in Italia tra le fila del Rieti. Nella stagione 2002-03 ha militato nel Catanzaro - con cui ha ottenuto una promozione in serie C1 - e poi ancora Napoli, Ascoli fino ad approdare nella stagione 2005/2006 alla Cisco Roma, con cui ha siglato quattro reti. «L'ultima stagione non è stata molto esaltante - ha dichiarato Toledo - e i tre cambi di allenatore (Puccica, Ferazzoli, Lopez) non mi hanno sicuramente aiutato. Ma ho scelto di giocare nel Taranto anche per riscattarmi e per tornare nuovamente protagonista». LE PRIME SENSAZIONI - Toledo, che oltre al calcio ama seguire le gare di basket (tifa per i Chicago Bulls e l'Armani Milano), ammette di «essere stato convinto dal progetto presentatogli dal presidente Blasi. Lo ringrazio pubblicamente anche per avermi voluto a tutti i costi, nonostante fossero sorti dei problemi prima con l'Udinese e poi con il mio procuratore». Il venticinquenne carioca si aggregherà da questa mattina al gruppo nel ritiro di Penne. «È da sabato scorso - puntualizza - che sto seguendo un programma personalizzato stilato dal preparatore atletico Guicciardini. Sto abbastanza bene, adesso non vedo l'ora di iniziare ad allenarmi con i nuovi compagni». Negli ultimi giorni Toledo ha mantenuto contatti molto serrati con alcuni dei calciatori rossoblù. Quasi a voler spianare la strada in vista del suo arrivo in riva allo Ionio. «Molti li conosco, soprattutto Pastore con cui ho già giocato a Catanzaro quattro anni fa. E poi, durante lo scorso campionato, ho seguito diverse partite del Taranto. Papagni? Mi è sembrato un tecnico molto preparato, che dà priorità agli equilibri del gruppo. Adesso sta lavorando con l'ossatura della squadra della passata stagione, puntellata in alcuni ruoli soprattutto con dei giovani che hanno voglia di mettersi in mostra». di Fabio Di Todaro
Papagni: «L'ultimo affare mi soddisfa» Piove sul ritiro di Penne. Ieri un classico temporale estivo ha allontanato per alcune ore il clima tropicale che da qualche giorno aveva avvolto la cittadina vestina, costringendo il Taranto a saltare la seduta pomeridiana sul campo dello SportsPark. Nella seduta del mattino mister Aldo Papagni ha effettuato sprint in salita (60 metri), seguiti da esercizi tecnico-tattici per i reparti difesa e centrocampo. Mentre le pomeriggio, spazio alla partitella a campo stretto e potenziamento aerobico. Non si sono allenati De Liguori e Selvistri, ancora per problemi fisici; mentre Catania, Ambrosi e Pastore hanno lavorato in palestra. Cambia anche il programma del ritiro: la squadra non terminerà più il 13 agosto, come era stato annunciato in precedenza, bensì giovedì 10 agosto, dopo l'amichevole con la primavera del Pescara (non più con il Lanciano) diretta dal tecnico Cetteo Di Mascio, lo scopritore di Fabio Grosso e Massimo Oddo; i due giocatori azzurri, difatti, si sono forgiati sotto i consigli tecnici dell'allenatore pescarese quando entrambi giocavano nella Renato Curi (Eccellenza). Intanto, nel ritiro di Penne, il tecnico Aldo Papagni mostra soddisfazione per l'acquisto del brasiliano Toledo. «Con la società e il direttore sportivo Evangelisti avevamo programmato due giocatori per ogni reparto e quindi sono stato accontento» commenta l'allenatore di Bisceglie. «Toledo è un giocatore che ci serviva, le sue peculiarità tecniche, torneranno molto utili dalla squadra. E poi», aggiunge Papagni, «Taranto è un piazza passionale e calda, per questo motivo troverà molto calore da parte dei tifosi. Ha già parlato con lui? Ci siamo presentati la scorsa settimana, mi sembra un giocatore molto motivato, ma non abbiamo ancora parlato. Lo aspettiamo per questa sera (ieri, per chi legge), e domani (oggi) si allenerà con il gruppo. Esce fuori da due stagioni particolarmente difficili, qui troverà l'ambiente giusto per fare bene», conclude Papagni. Si giocherà domani pomeriggio (ore 17) la seconda amichevole stagionale contro la Vestina, una squadra che milita nella Promozione abruzzese, seconda formazione della cittadina pennese. di Gilberto Petrucci
Il Taranto si assicura Toledo Robson Toledo Machado, 25 anni, brasiliano, esterno destro offensivo, ha raggiunto ieri sera l'accordo economico con il Taranto. «Sono molto contento - ha dichiarato ieri il giocatore - finalmente viene posta la parola fine sulla trattativa. Del resto eravamo quasi d'accordo fin dal primo istante dei nostri colloqui. Il presidente Blasi mi aveva chiesto di dimostrargli il mio gradimento a vestire la maglia rossoblù e mi sono attivato per farlo. Domani - oggi, per chi legge, ndr - partirò per Penne per aggregarmi al gruppo. Mi devono solo dire se prima dovrò passare per Taranto o se andrò direttamente in ritiro. Ma la cosa non costituisce un problema dal momento che mi trovo a Brindisi: non dovrò sobbarcarmi tanti chilometri in più per passare dalla vostra città». Che idea si è fatto della nuova squadra? «L'impressione di massima è buona. Ho conosciuto già buona parte dei nuovi compagni e sono rimasto abbastanza soddisfatto. È evidente che, vivendo il quotidiano, saprò essere più preciso». Pur non essendo deputato alla marcatura dei gol, le sue caratteristiche tecniche la portano spesso nei sedici metri finali. Qual è il suo personale record di segnature? «Cinque nella Cisco Roma nonostante la stagione non sia stata fortunata. La società laziale ha cambiato tre allenatori in nove mesi: il gruppo non poteva non risentirne. Ed il sottoscritto non si è potuto sottrarre al diffuso disagio. Ma ora intendo mettere una pietra sopra sul passato. Rinvangarlo non serve. A Taranto vengo per fare bene, per conquistarmi la stima di tutti, ovviamente anche dei tifosi. E, poi, non si dice che non c'è cinque senza sei? E che non c'è sei, senza sette? L'appetito, vien mangiando». Il tesseramento di Toledo ha ufficialmente chiuso il mercato del Taranto in arrivo. Ma fino al 31 agosto c'è tempo per poter effettuare almeno un'altra operazione importante. Il sogno nel cassetto è naturalmente Ciro Danucci. I dirigenti tarantini non confermano, ma se la situazione si sbloccasse da un momento all'altro, mister Papagni potrebbe avere nella rosa un'arma in più su cui contare. I rapporti con il Catania, società proprietaria del cartellino del giocatore, sono buoni. In riva allo Jonio è già giunto il difensore Panini. COPPA ITALIA - Taranto-Catania si giocherà allo "Iacovone" sabato 19. Con tutta probabilità il match si disputerà in notturna per cui ci sono tutte le condizioni affinché la tifoseria rossoblù sfoggi la migliore delle coreografie. È sugli spalti che bisognerà vincere la "partita del tifo". Non dovrà accadere alcun incidente nè prima, nè durante, nè al termine dell'incontro per evitare - lo abbiamo già detto, ma val la pena ripeterlo - grossi guai dal punto di vista delle decisioni del giudice sportivo o dei funzionari di polizia. Ricordiamo che il famoso decreto Pisanu produce i suoi effetti anche se gli eventuali e non auspicabili incidenti si verifichino lontano dallo stadio. A chi giova veder giocare una o più partite di campionato lontano dallo "Iacovone"? Ricordiamo che il giudice sportivo affibbiò alla stadio tarantino ben quattro giornate di squalifica, poi ridotte a tre dalla Caf, per quanto avvenne durante Taranto-Cavese del 17 ottobre 2004. Stamane (ore 12,30), al Centro Urban, si terrà la conferenza stampa sulla campagna abbonamenti per l'entrante stagione. Con tutta probabilità sarà presentato Toledo. di Giuseppe Dimito
Papagni per testare la squadra Ieri pomeriggio il tecnico Aldo Papagni ha fatto disputare una partita in famiglia a tutto campo. Non si sono allenati col gruppo, ieri mattina, Silvestri e De Liguori, sempre per problemi fisici; mentre Catania ha svolto un lavoro differenziato. Sono arrivati a Penne, intanto, altri due giocatori, giovanissimi, provenienti dalla Primavera del Taranto: un centrocampista (Giuliano) e un attaccante (Fanoli), rimarranno sino alla conclusione del ritiro. Chi si allena con molta passione, dando il massimo di se, è Salvatore Pinna, uno dei portieri più esperti della categoria. Ha lasciato Sassari (giocava con la Torres) dopo otto stagioni per vestire la casacca rossoblu del Taranto.
«Credo che Taranto sia la miglior piazza dell'intera serie C e pertanto non potevo fare scelta migliore», esordisce Pinna, originario di Sorso, un paesino arroccato nell'hinterland di Sassari. Come procede la preparazione in vista del campionato?
«Bene, patiamo il caldo, ma è normale, mi sono già ambientato, c'è un bel gruppo affiatato, composto da giocatori giovani ed esperti. Anche la "triade", cioè Papagni (allenatore), Degli Schiavi (preparatore portieri) e Guarnancini (preparatore atletico) sono fantastici: capiscono le nostre difficoltà e cercano di risolvere ogni nostro problema». Come mai ha scelto Taranto?
«Come ho detto prima è una piazza fantastica, una delle più ambite della serie C. Poi conoscevo Mortari e De Florio, e loro mi hanno parlato bene di Taranto. Stimo molto il presidente Blasi, una persona vulcanica, ma con le idee ben chiare: ho così sposato il suo progetto». Quale arma bisogna usare per raggiungere questi obiettivi?
«Sono un giocatore esperto, conosco le difficoltà che una squadra può avere durante un campionato. Credo che bisogna rimanere compatti ed uniti, di fronte ad ogni problema».
Ieri è stata confermata l'amichevole di domenica: il Taranto giocherà contro il Vestina Penne (Promozione abruzzese), alle 17, sul campo di calcio dello SportsPark di Penne. Sono attesi molti tifosi da Taranto. di Gilberto Petrucci
Taranto-Catania riapre il libro dei ricordi Taranto-Catania è una sfida dal sapore intenso per la tifoseria rossoblù. Anche se si tratta della prima gara ufficiale della nuova stagione, in una competizione come la Tim Cup che, nella prima fase, comprende formazioni militanti anche in serie D. La gara contro gli etnei vive già un'attesa spasmodica. È il triste passato che riaffiora prepotentemente. Taranto-Catania è la prima riedizione della finale playoff disputata il 9 giugno 2002 che regalò la cadetteria alla compagine allora guidata da Graziani e Pellegrino e diede inizio alla crisi del sodalizio ionico che, due anni più tardi, avrebbe cambiato proprietà dopo aver conquistato il terzo fallimento della sua storia. Il presente è ben diverso. La formazione siciliana si appresta a disputare, dopo ben 23 stagioni, un nuovo campionato di massima serie; il Taranto, dopo due anni di purgatorio forzato in C2, ha appena riconquistato la C1.
Questura a lavoro per la sicurezza Taranto-Catania, in programma sabato 19 agosto allo "Iacovone" (da decidere solo l'ora d'inizio) e Martina-Juventus (stesso giorno, ma il match potrebbe essere spostato in campo neutro o al "Delle Alpi") sono già finite nella maxilente della Questura. La gara dei rossoblù appare più a rischio. Lo testimoniano i precedenti fra le due tifoserie. La partita che si giocherà nella città collinare, invece, preoccupa per la poca capienza dello stadio "Tursi". Non è escluso che il Questore, nonostante il periodo di ferie, richieda al Prefetto, dott. Alecci di spostarla alla domenica, 20. Lo stesso Eugenio Introcaso ha già allertato i suoi collaboratori, primo fra tutti il vicario, Michelangelo Giusti, per il match dello "Iacovone". Il termine adoperato per designare la partita è «massima attenzione». Ciò significa che il servizio d'ordine sarà imponente. Saranmo richiamati dalle ferie numerosissimi agenti in forza alla Questura tarantina e saranno aggregate le cosiddette "Forze speciali" provenienti da altre zone del Centro-Sud particolarmente addestrate a questi compiti. Servizio d'ordine a parte, tuttavia, dovranno essere i tifosi rossoblù a recitare un ruolo importante e decisivo per le sorti della partita sia per evitare che il giudice sportivo prenda decisioni severe nei confronti dello "Iacovone" (squalifica di una o più giornate da scontare in campionato) sia per far sì che le Forze dell'Ordine non siano costrette ad intervenire ed a condurre in Questura una o più persone per notificare loro provvedimenti molto seri (arresti e diffide). L'orgoglio tarantino va manifestato con grandi incitamenti verso la propria squadra e con quella solita imponente scenografia che, sicuramente, polarizzerà le attenzioni delle telecamere delle reti nazionali le quali le proietteranno in ogni angolo d'Italia. Sul fronte Toledo non sono emerse ieri sera importanti novità. La trattativa con il giocatore e con il suo procuratore va avanti. Si spera in una conclusione a stretto giro di posta. Il ritorno del presidente Blasi a Manduria, previsto per domani, molto probabilmente servirà per dare una svolta all'intera vicenda. La conferenza-stampa di presentazione della campagna abbonamenti, già prevista per lunedì scorso, dovrebbe tenersi appunto domani pomeriggio. Non è affatto escluso che se il brasiliano dovesse mettere nero su bianco nelle prossime ore, sarà presentato ufficialmente nel corso della stessa assise. Il mercato in uscita resta sempre fermo. Ci sono da effettuare alcune operazioni, ma allo stato attuale non si registrano movimenti. di Giuseppe Dimito
Deflorio: «Punto sui giovani»
In albergo non si parla d'altro: battere il Catania sarebbe il modo migliore per iniziare la stagione. Un regalo che il Taranto vorrebbe fare ai tifosi dopo la beffa di quattro anni fa. Anche se oggi il Catania ha un'altra ossatura, rispetto alla squadra che andò in B, a spese dei rossoblù. Intanto, alcuni giocatori tarantini in "prova", tra i quali il bosniaco Veledar e Burgos, hanno lasciato il ritiro di Penne. Resta Ceccarelli per il momento. Gli allenamenti proseguono a ritmi serrati e sempre con il solito menù: potenziamento fisico ed aerobico, esercizi tecnico-tattico e partitella, in cui Aldo Papagni prova schemi e trame offensive. È rientrato Caccavale, mentre Zito e Catania continuano ad aver problemi fisici. A coadiuvare l'allenatore apagni, c'è un giocatore di esperienza, che ha calcato campi prestigiosi, e spinto lo scorso anno il Taranto verso la vittoria del campionato: Andrea Deflorio. L'attaccante di Noicattaro è un punto di riferimento, un giocatore che mette sempre davanti ad ogni cosa la professionalità. Per esempio, Deflorio, a fine allenamento, chiama sempre a raccolta i suoi compagni di squadra, soprattutto i giovani, ai quali dispensa consigli. Deflorio come precede il ritiro? «Il caldo c'impedisce di recuperare bene tra un allenamento e l'altro, ma la squadra sta crescendo giorno dopo giorno». Come vede il Taranto quest'anno? «Ci sono validi elementi, giocatori che possono fare la differenza, giocatori esperti e alcuni giovani interessanti, come per esempio Piroli. È una squadra che ha mantenuto l'ossatura dello scorso anno e gli acquisti sono stati mirati. Diciamo che è un gruppo equilibrato». Vista la sua esperienza, qual è il suo ruolo all'interno della squadra? «Mi piacerebbe essere il punto di riferimento, il faro della squadra, dare consigli tattici, essere un esempio per i giovani, voglio fare crescere questo gruppo che può andare molto lontano». Come mai è rimasto a Taranto? «Taranto è una piazza importante, mi sento coccolato, apprezzato dal pubblico e soprattutto abito qui vicino. Sono rimasto a Taranto perché c'è un grande allenatore con il quale mi trovo molto bene, la riconferma di alcuni giocatori e poi mi sono abituato: Taranto mi sta dando nuovi stimoli». Chiuderà la carriera con la squadra rossoblù? «Per il momento non ci ho pensato: non so quando chiuderò la mia carriera da giocatore. Dopo la vittoria del campionato lo scorso anno, ho ritrovato nuovi stimoli, voglio continuare a giocare, e qui posso farlo ancora per molto». Ha già programmato il suo futuro? «No, ma un lavoro che non farò mai è l'allenatore?». E perché? «Non mi ci vedo, magari farò l'osservatore per qualche squadra importante, mi dedicherò ai giovani in qualche settore giovanile. Ma non chiedetemi di fare l'allenatore!». A proposito di giovani: chi vede bene tra quelli ingaggiati dal Taranto? «Ci sono ragazzi interessanti che finora stanno facendo bene: Piroli, Cejas e Zito mi hanno convinto». Piroli potrebbe diventare un suo "collega" di reparto? «È ancora inesperto, viene da una squadra giovanile. Però ha un buon tocco di palla, è determinato, bisogna forgiarlo, in questi campionati ci sono cose che deve ancora imparare. Io sarò al suo fianco?». di Gilberto Petrucci Milan, più infamia che lode
Il Milan disputerà la prossima edizione della Champios League partendo dai preliminari, come stabilito dal sorteggio effettuato il 28 luglio a Nyon. Il club di via Turati, terzo nel campionato 2005-06 secondo la classifica riscritta dopo la sentenza Caf dello scorso giovedì, potrà partecipare alla massima competizione europea anche se l'ammissione non è stata concessa con piena convinzione da parte dell'Emergency Panel Uefa. Lo stesso organismo precisa che
«non esiterà ad intervenire duramente nel caso il Milan dovesse risultare coinvolto in attività tese a determinare in maniera irregolare il risultato di una gara».
Coppa Italia, ritorna Taranto-Catania La notizia che il Taranto affronterà il Catania nella Tim Cup, arriva a sorpresa nel ritiro rossoblù di Penne. Nessuno, infatti, conosceva ancora la squadra che il prossimo 19 agosto affronterà in Coppa Italia. La comunicazione arriva subito dopo la seduta pomeridiana. Sono da poco passate le 19. I giocatori hanno appena finito di fare la doccia, si scherza e si ride, in attesa di tornare in albergo. La parola "Catania" fa drizzare le orecchie, e tutti vogliono sapere qualche notizia in più. I ricordi dei ionici, per un attimo, tornano indietro di 4 anni, ossia a quella partita giocata il 9 giugno 2002 contro i siciliani che allo Iacovone conquistarono la serie B davanti a 30 mila tifosi rossoblù. A quella partita c'erano De Liguori e Pastore, quest'ultimo però non giocò per un infortunio. «Sarà una partita tiratissima anche se sappiamo che non c'è paragone con una squadra di serie A» spiega De Liguori, giovane centrocampista del Taranto. «In quella partita c'ero, ricordo tutto: fu una gara stregata, fummo sfortunati. Certo, giocare di nuovo contro il Catania ti accende dentro l'agonismo, ti spinge a dare il massimo perché vuoi cancellare quella beffa ancora presente nei ricordi. Scenderemo in campo per vincere, vogliamo cancellare quella delusione», conclude De Liguori. Pastore è il giocatore più vivace del gruppo, contro il Catania, a Taranto, lui non giocò: lo fermò un infortunio. Ma il difensore rossoblù ricorda tutto: «Ora è diverso, siamo due squadre con obiettivi differenti», commenta Pastore. «Certo, sentire parlare di Catania mi fa tornare in mente quella partita. Sicuramente sarà una sfida emozionate: a Catania ho tanti amici, tra i quali Corona e Del Core, e per questo mi piacerebbe vincere. Se avessimo vinto quella partita, oggi, la nostra carriera sarebbe stata diversa, avrebbe avuto un'altra strada. E questa volta, anche se si tratta di una partita di Coppa Italia, faremo il possibile per vincere, perché anche noi ci teniamo a fare bene e vogliamo accedere al turno successivo», conclude Pastore. La squadra ieri è tornata ad allenarsi tutto il giorno: tranne Caccavale, Zito e Catania per problemi fisici. Silvestri ha ancora un dolore al ginocchio, e ieri, dopo l'allenamento, è stato necessario un impacco con il ghiaccio. Con l'ufficialità della partita di Coppa Italia a sabato 19 agosto, cambia il programma del ritiro: la squadra rossoblù rimarrà a Penne sino a domenica 13 agosto, e solo nel pomeriggio, dopo l'allenamento mattutino, i giocatori potranno tornare a casa. Quindi, lunedì 14 e martedì 15 agosto avranno due giorni di riposo e mercoledì la squadra tornerà ad allenarsi in attesa della prima partita ufficiale. di Giberto Petrucci
Coppa Italia Tim, ecco il primo turno La Juventus esordirà sul campo del Martina, a Martina Franca, il 19 agosto, nel primo turno di Coppa Italia-Tim Cup. Con la retrocessione in serie B, la società bianconera è precipitata al 23/o posto nel ranking delle 72 squadre che parteciperanno alla manifestazione ed è quindi obbligata ai primi turni, che peraltro riguardano 64 formazioni di serie A, B e C, con il format del tabellone tipo tennis a eliminazione diretta, varato lo scorso anno.
Chiude la Gea, la società degli figli d'arte
Finisce in un caldo inizio di agosto la storia della Gea. Ovvero la più potente e discussa società di procuratori del calcio italiano mandata a gambe all'aria da Calciopoli. O, a sentire il mix di figli d'arte che a vario titolo e in vari periodi ne faceva parte (Moggi, Geronzi, Tanzi, Calleri, De Mita, solo per citarne alcuni) da un clima
«di aggressione mediatica che ha reso impossibile lavorare».
Taranto-Toledo: l'accordo è rinviato? Sperava di poter partire questa mattina alla volta di Penne per aggregarsi ai nuovi compagni. Ieri pomeriggio, invece, è stato costretto a fare i bagagli per rientrare a Brindisi, località in cui si trovava in vacanza. Robson Machado Toledo ha la voce rotta dalla delusione. Il secondo incontro con la dirigenza rossoblù (il calciatore, accompagnato da alcuni collaboratori del suo procuratore, Gaetano Fedele, era presente ieri pomeriggio a Manduria nel quartier generale del presidente Luigi Blasi) non è bastato per trovare l'accordo. «Mi dispiace - esordisce il centrocampista brasiliano di proprietà dell'Udinese - ma non credo che ci siano, al momento, i presupposti affinché possa giocare nel Taranto». Le prime dichiarazioni dell'ex giocatore della Cisco Roma spazzano il campo da qualsiasi equivoco. Il primo appuntamento andato a vuoto risale a sabato, qualche ora prima che la squadra disputasse la prima amichevole della stagione. «Sono andato a Penne per iniziare gli allenamenti con i compagni. Eravamo d'accordo su tutto, ma non avrei potuto firmare il contratto senza il consenso del mio procuratore. Abbiamo rimandato l'appuntamento a lunedì - ieri pomeriggio, ndr -, ma ci siamo resi conto che non sussistono le condizioni per concludere la trattativa». La questione, però non sembra definitivamente archiviata. È il procuratore del brasiliano, Gaetano Fedele (tra gli altri, assiste anche Fabio e Paolo Cannavaro e Francesco Montervino) a lasciare aperto un piccolo spiraglio. «Credo che esista ancora una piccola possibilità di vedere Toledo con la casacca rossoblù. C'è stato qualche problema, ma sono convinto che una trattativa possa essere sempre riaperta con la volontà delle due parti». Ieri, intanto, il diesse Luca Evangelisti definiva chiusa la campagna di rafforzamento del Taranto. Sarà così o il club di via Umbria tornerà sul mercato per completare l'organico a disposizione di Aldo Papagni? Quali le alternative? Partendo dal presupposto che la questione-Toledo non sembra definitivamente archiviata (un ulteriore incontro potrebbe avvenire nelle prossime ore alla presenza di Fedele), resta percorribile la pista che conduce ad Antonio Morello, ex per qualche settimana nell'estate del 2003 e in forza al Giulianova nell'ultima parte della scorsa stagione. Tra tanti nomi già evidenziati nei giorni scorsi, però, è emersa una candidatura affascinante: Gianluca Triuzzi, che è assistito dallo stesso Gaetano Fedele. Il "genietto" tarantino, dopo due interventi subiti al ginocchio (menisco e legamento crociato posteriore) che gli hanno impedito di scendere in campo nelle ultime due stagioni, sta svolgendo la preparazione con il Pescara, società a cui è vincolato fino a giugno 2007. «Gianluca andrà sicuramente via da Pescara e vorrebbe avere l'opportunità di giocare in serie B. Nessun dirigente del Taranto lo ha richiesto, anche se per la squadra della sua città sarebbe disposto a scendere di categoria». È il procuratore Fedele a lanciare un'idea che appare molto suggestiva, ma di difficile realizzazione. «D'altronde ho vissuto recentemente una simile esperienza con il trasferimento del difensore Paolo Cannavaro al Napoli». di Fabio Di Todaro
Saltati conferenza stampa e Toledo In un sol colpo sono saltate ieri pomeriggio la conferenza stampa di presentazione della nuova campagna abbonamenti e l'ufficializzazione del tesseramento di Toledo. Questa la cronaca: ieri mattina, intorno alle ore 13, è giunto in sede il brasiliano. Li ha ricevuti il direttore generale, Vittorio Galigani. I tre si sono immediatamente messi in macchina e si sono recati a Manduria dal presidente Blasi. Il colloquio si è protratto fino alle ore 18 circa, dopo il quale il contratto che avrebbe dovuto legare il brasiliano al Taranto è rimasto senza alcuna firma, facendo peraltro saltare anche la conferenza stampa sui nuovi abbonamenti. Galigani: «La trattativa può considerarsi sospesa. Non la considero saltata definitivamente. Non è la prima volta che fra società e giocatore necessitino più colloqui per giungere alla definitiva stesura del contratto che dovrà legare le due parti. Del resto il giocatore si trova a Brindisi. Occorre veramente poco per riparlarne di persona». Quali sono state le cause del black out? «Non si è trattato certo di una questione economica. Di questo si è pure parlato, per carità, ma non in maniera, come dire stringente. La verità è che il presidente Blasi non ha avuto la percezione diretta che il giocatore fosse entusiasta di firmare col Taranto. Durante il colloquio glielo ha fatto notare. La sua risposta non lo ha convinto. In ogni caso ritengo che la parola fine sulla trattativa non sia stata ancora detta. Ricordo che c'è tempo fino al 31 agosto per firmare il contratto». E se l'accordo non si dovesse trovare neppure in futuro? «Pazienza. In giro ci sono fortunatamente altri giocatori in grado di poterci essere utili. Senza dimenticare che, allo stato attuale, mister Papagni ha altri elementi in grado di essere utilizzati nello stesso ruolo, sia pure con altre caratteristiche. Ricordo che proprio oggi - ieri per chi legge, ndr - Sirio Silvestri ha terminato finalmente la lunga squalifica, per cui lo si può considerare un nuovo acquisto del Taranto. Fra i ruoli che egli è in grado di occupare c'è anche quello dell'esterno destro, sia pure con caratteristiche diverse da quelle di Toledo». Nella rosa c'è pure Malagnino che ha ancora altri due anni di contratto con il Taranto.«Non è detto che debba essere ceduto». E la conferenza stampa per gli abbonamenti? I tifosi la stanno attendendo da tempo. «Il presidente non ha soltanto il Taranto. Ha altre aziende da seguire. Oggi partirà. Ritengo che tornerà a Manduria non prima di venerdì. In ogni caso il prossimo appuntamento sarà anticipato da un nostro comunicato stampa». di Giuseppe Dimito
Silvestri, nuova vita
È tornato ad allenarsi, ieri pomeriggio, il Taranto. Un giorno e mezzo di riposo sono bastati per smaltire le fatiche di dieci giorni di ritiro. La squadra è sembrata tonica e determinata, mentre i giovani hanno tanta voglia di fare bene. Chi non si è allenato è Caccavale (problemi muscolari) e il centrocampista Zito, mentre Ceccarelli e Manoni hanno lavorato a parte. Nemmeno Sirio Silvestri si è allenato: insieme a Caccavale sono andati in un centro specializzato di Pescara per alcune radiografie, il primo al ginocchio, il secondo alla coscia. Ma per Silvestri è stato un giorno particolare: ieri si è conclusa ufficialmente la squalifica per doping durata un anno. «È finito l'incubo che durava da tanto: non ce la facevo più ad aspettare» commenta il centrocampista catanese. «Finalmente potrò giocare. Vedere le partite dalla tribuna mi innervosiva, voglio dimostrare quello che sono e quest'anno voglio giocare un grande campionato», aggiunge Silvestri. Il centrocampista si è divertito anche a fare qualche gavettone ai compagni: è ammesso tutto, ieri per lui era un giorno speciale. «Ringrazio i miei compagni di squadra che mi sono stati vicini in questi mesi, soprattutto la società che mi ha riconfermato. Perché Taranto è una piazza fantastica. Che rapporto ho con Aldo Papagni? Lo conosco da una vita, è un vero professionista. Da lui non pretendo il posto fisso in squadra, voglio conquistarmelo. Lo ripeto: per me è fondamentale dimostrare quello che effettivamente sono». Anche l'allenatore in seconda e preparatore dei portieri, Gianfranco Degli Schiavi, è felice per Sirio Silvestri: «Ha sofferto molto, ora ha la possibilità di dimostrare le sue vere doti e mi fa piacere che torni a giocare», commenta il vice di Aldo Papagni. Ieri pomeriggio la squadra si è allenata con esercizi tecnico-tattici, partitella a metà campo e una corsa divisa in gruppi. Questa mattina la squadra tornerà ad allenarsi in doppia seduta, mattina e pomeriggio, l'inizio è fissato alle 9,30. di Gilberto Petrucci
Uefa, squalifiche contro i razzisti Mano pesante contro il razzismo. E sanzioni dure anche per i simulatori. Sono queste le due principali novità del regolamento disciplinare della Uefa. In linea con quanto deciso alcuni mesi fa dalla Fifa, l'organismo direttivo mondiale del calcio. Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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