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Il Taranto è tornato a casa
Ieri seduta a metà campo, pensando al Catania

Il sole ha salutato ieri pomeriggio il ritorno allo "Iacovone" del Taranto. Concluso il ritiro a Penne, Deflorio e compagni hanno iniziato a correre sul manto erboso amico. All'orizzonte immediato c'è il duro impegno di Coppa Italia Tim contro il Catania (inizio ore 20,45) in programma sabato sera allo "Iacovone". I biglietti per il match saranno messi in vendita dopodomani nei soliti punti. Top secret i prezzi, ma presumibilmente saranno quelli del campionato. I rossoblù hanno lavorato soltanto nella metà campo adiacente la Curva Nord; la restante era inibita in quanto sono in corso i lavori di restauro del terreno di gioco che dovranno completarsi entro sabato prossimo. L'opera di affiatamento e di integrazione fra vecchi e nuovi rossoblù sta procedendo con buona lena e vigore. Particolarmente motivato è Sirio Silvestri il quale non vede l'ora di scendere in campo per una gara ufficiale dopo la lunghissima squalifica impostagli per la vicenda furosemide. Il resto degli "anziani" sta pian pianino, ma in maniera inesorabile ritornando sugli standard di rendimento della scorsa stagione che, per la verità, sono stati di buon livello eccezion fatta per il mese terribile, fra dicembre e gennaio, culminato con l'esonero di Raimondo Marino e l'arrivo di Aldo Papagni il quale ha avuto il grosso merito di condurre per mano la squadra dal settimo posto al secondo e, successivamente, al taglio del traguardo in C1 dopo due terribili playoff con Melfi e Rende. I giovani, dal canto loro, stanno dandosi da fare per conquistare una maglia da titolare. Le amichevoli fin qui giocate hanno detto che Piroli e Zito sembrano avere una marcia in più rispetto ai loro coetanei, che Malagnino sta facendo di tutto per meritarsi la conferma e che il 17enne Maiorino ha messo in bacheca dei numeri non da poco. Il ragazzino è una seconda punta che, all'occorrenza, può giocare anche come trequartista (somiglia al barese Cassano, attualmente al Real Madrid). Il programma prevede per oggi una doppia seduta e Ferragosto riposo. La ripresa avverrà dopodomani a Castellaneta: alle ore 17,30 è in programma un'amichevole contro la formazione locale allenata da Tonio Rocci. Giovedì e venerdì i rossoblù si alleneranno al "De Bellis". La campagna abbonamenti, finora, ha registrato la sottoscrizione di circa 200 tessere. Interviene sull'argomento Vittorio Galigani, direttore generale rossoblù: «Fate caso. La curva costa 180 euro. Dividendo la somma per i 10 mesi d'attività, il tifoso paga 18 euro per ciascun mese. La gradinata costa 265 euro, ossia 26,50 al mese. Il nostro progetto è quello di formare una vera e propria associazione di nostri sostenitori i quali avranno dei vantaggi. Innanzitutto l'utilizzo della card fino a 1500 euro per fare shopping e pagare ratealmente. Poi potranno partecipare, a turno ovviamente, nei nostri consigli d'amministrazione, anche in quelli importanti. Ma ci sono altri incentivi in vista. Stiamo elaborando uno statuto completo con tutti i vantaggi che se ne potranno ricavare. A breve contiamo di presentarlo. Non bisogna farsi impressionare dalle cifre. Sono convinto che ciascun tifoso, riflettendo su queste parole, dopo Ferragosto, accetterà volentieri di sottoscrivere il nuovo abbonamento». di Giuseppe Dimito14 agosto 2006

«È un Taranto da playoff»
Galigani: «Possiamo tener testa alle migliori del gruppo B». Dopo il ritiro di Penne, il direttore generale rossoblù si mostra convinto

Lavora dietro la scrivania, ma del Taranto conosce ogni dettaglio. Vittorio Galigani, direttore generale rossoblù, traccia un bilancio di questa prima parte di stagione. Galigani, come sta la squadra al termine del ritiro? «I ragazzi - che oggi pomeriggio si ritrovano allo Iacovone dopo Penne ndr - hanno lavorato parecchio e, parlando con il mister Papagni e con il direttore sportivo Evangelisti, ho potuto registrare la loro soddisfazione. Le nostre ambizioni sono chiare: vogliamo conquistare i playoff e ritengo che questo gruppo possa centrare l'obiettivo». Dei gironi della prossima C1 non si sa ancora nulla. Alcune formazioni che potrebbero essere inserite con il Taranto, però, sembrano partire con una marcia in più. «Se la suddivisione fosse longitudinale potremmo evitare qualche avversario pericoloso. Altrimenti nel girone B sarebbero concentrate le compagini più forti della C1. Sicuramente Foggia, Perugia, Lucchese e Grosseto hanno allestito organici altamente competitivi, ma non superiori a quello che abbiamo messo a disposizione di Papagni». La campagna acquisti può considerarsi conclusa? «Ci sono un paio di elementi che verranno ceduti in prestito - Bruno, Malagnino, Mangiacasale, ndr -, per il resto disponiamo di due calciatori per ruolo. La rosa è ben assortita, ma il presidente Blasi è disposto a tornare sul mercato qualora dovessimo avvertirne la necessità. Di sicuro, però, abbiamo un gruppo di buon livello: Pasca è stato richiesto espressamente dal tecnico, gli altri acquisti rappresentano le prime scelte di Evangelisti». Per Danucci, quindi, non c'è più alcuna speranza. «Lo abbiamo corteggiato insistentemente, ma per diversi motivi la trattativa non si è evoluta in maniera positiva. Successivamente è arrivato Cejas: lo cercavamo da gennaio ed il suo arrivo ha completato il centrocampo. La mia scommessa? Vi sorprenderò, punto su Maiorino. Ha appena 17 anni e tante prospettive di crescita. Mi auguro che continui su questa strada». Su Mancini, invece, continua ad esserci il pressing del Lecce. «Il mercato chiuderà il 31 agosto e negli ultimi 4-5 giorni si concluderanno le trattative principali. La nostra volontà è nota: possiamo cedere il cartellino del calciatore in comproprietà ad un club che sia disposto a lasciarlo al Taranto per un'altra stagione». Nonostante gli sforzi effettuati, però, i tifosi hanno manifestato il loro dissenso per i contenuti della campagna abbonamenti. «Parlerei di campagna dei tifoso sostenitore, non offriamo un semplice abbonamento. Abbiamo proposto un prodotto diverso, e come ogni innovazione, c'è bisogno di tempo prima che venga compresa. La società ha voluto concretizzare l'idea del "caffè al giorno" lanciata da Blasi subito dopo aver conquistato la promozione in C1. Ai nostri sostenitori chiediamo un contributo che ci aiuti a creare una società sempre più importante». di Fabio Di Todaro13 agosto 2006

Ambrosi come Adriano e Ibrahimovic
Il destino, con le dovute proporzioni, sembra voler accomunare i due famosissimi bomber all'attaccante in forza alla compagine jonica. Accomunati dalla stesa sorte, le tre punte vanno a caccia di nuova fortuna. Nell'ultima C2 fu messo in dubbio il suo "fiuto" della rete. «Voglio riscattare la mia passata stagione con molti gol»

Se il paragone non risultasse azzardato, il suo nome potrebbe essere accostato a quello di Adriano o di Zlatan Ibrahimovic. Accomunati dalla cattiva sorte, tutti e tre attaccanti a caccia di riscatto. L'attaccante laziale Alessandro Ambrosi può vantare un filo diretto con la nuova coppia di attaccanti nerazzurri. Nella scorsa stagione, in cui ha raccolto appena nove presenze (di cui appena cinque da titolare), c'è chi ha perfino messo in dubbio il suo fiuto del gol e la scaltrezza con cui è in grado di sfruttare l'errore delle difese avversarie. Adesso, immerso in una breve vacanza nella sua Fiuggi in attesa di riprendere la preparazione, l'ex centravanti di Catania, Pisa e Juve Stabia è pronto a riconquistare la stima di un'intera piazza. «Voglio tornare ad essere un calciatore normale, non chiedo nulla di straordinario. Sono debitore nei confronti della società e dei tifosi rossoblù che spero di ripagare con tante reti». Fin qui le speranze. Poi diverse certezze. A partire dal giudizio sul nuovo organico. «Il direttore sportivo Evangelisti - prosegue l'attaccante laziale - ha fatto un ottimo lavoro, credo che questa squadra possa disputare un campionato da protagonista. Il ritiro appena concluso è stato lungo, ma proficuo. Abbiamo lavorato tantissimo, accumulando forza e resistenza. Non siamo ancora lucidi e brillanti, ma i frutti di questa preparazione emergeranno durante la stagione. L'unico rammarico è quello di non aver potuto disputare amichevoli con compagini più quotate. La mia condizione? Ho recuperato il peso forma e non ho saltato nemmeno un allenamento. Era il mio obiettivo e anche per questo motivo non sono ancora al top». Il giudizio, poi, si sposta sui giovani. Ripartendo da uno dei riconfermati: Manuel Mancini. «È già in ottima forma, aiutato da una struttura fisica piuttosto leggera. Si appresta a disputare il primo campionato in C1 e mi auguro che possa confermarsi ai livelli raggiunti l'anno passato. I nuovi? Molti già li conoscevo e sulle loro qualità sono pronto a scommettere. Con gli altri ho instaurato un buon rapporto in questi 25 giorni. Ci sono diversi elementi validi: Zito, Cejas, Panini. Ma credo che la sorpresa possa essere Piroli, ha delle caratteristiche che mancavano in questo gruppo». La palla passa al campionato. Ambrosi lo analizza con riserva, ma discostandosi dai tanti giudizi finora ascoltati. «Finché non saranno compilati i gironi, non potremo conoscere le nostre avversarie. Sento parlare, però, di corazzate: Foggia, Perugia, Lucchese. Sicuramente queste formazioni arruolano calciatori con tanta esperienza, ma non direi che siano superiori a Taranto, Gallipoli, Cavese. Sull'esito di un'annata, poi, influiscono tanti fattori: l'unione del gruppo, il valore dell'allenatore, le condizioni dei singoli. Mi sbilancio e dico che il Taranto sarà protagonista. Il gruppo è molto determinato e confido sulla voglia di chi ha già vinto con questa casacca. Ripartire da una base di calciatori della passata stagione è stata un'ottima scelta». di Fabio Di Todaro12 agosto 2006

Il "De Bellis" a lucido per l'ospite speciale
«Occasione migliore per confermare la nostra passione e il nostro entusiasmo»

Castellaneta aspetta il Taranto. E una nuova società attende di farsi conoscere. La possibilità di ospitare per tre giorni (i prossimi 16, 17 e 18) il Taranto che sta effettuando la preparazione in vista della sfida di Coppa col Catania e dell'avvio della C1, è stata colta al volo dalla nuova dirigenza del Castellaneta. Solo poche settimane fa sembrava che il club biancorosso fosse destinato a scomparire, e invece la soluzione arrivata con il commissariamento della società a poche ore dalla scadenza dei termini di iscrizione, ha permesso alla squadra di Tonio Rocci di poter nuovamente disputare la Promozione. Uno scampato pericolo che prima si è tramutato in nuova voglia di ricominciare con una squadra giovane composta da atleti locali, e che ora dà la possibilità di mettersi in mostra nella prestigiosa vetrina che offrirà la tre giorni rossoblù. «È l'occasione migliore che ci potesse capitare per far conoscere a tutti la nuova dirigenza, per illustrare i programmi della prossima stagione e per confermare tutta la nostra passione e il nostro entusiasmo in vista di un campionato che disputeremo con numerosi e promettenti giovani del posto» fa sapere la società del commissario Attolino. In questi giorni i membri dello staff stanno provvedendo alla risistemazione del manto erboso in vista degli allenamenti del Taranto e sopratutto dell'atteso test di mercoledì prossimo tra il team di Rocci e quello di Papagni. Si tratta della seconda amichevole in tre anni tra il Castellaneta e il Taranto: l'ultima occasione è capitata nella stagione 2003-2004 quando la compagine locale, allenata da Franco Danza, retrocesse dall'Eccellenza alla Promozione e i rossoblù erano guidati da Fabio Brini. Ma il "connubio" tra il Taranto e lo stadio Giovanni De Bellis nasce da lontano, vale a dire da quando, dieci anni fa, la squadra rossoblù fu costretta ad "emigrare". Un esodo dettato dalle scintille con l'allora sindaco Giancarlo Cito. Molto meno "serio" l'inconveniente attuale: i lavori di adeguamento dello stadio Iacovone non permettono infatti al Taranto allenarsi nella propria dimora. Ma a Castellaneta Deflorio e compagni troveranno un'accoglienza amichevole e calorosa, mentre i locali approfitteranno dell'ospite illustre per battezzare una nuova rinascita che possa portare a quei traguardi che mancano ormai da anni. di Angelo Loreto12 agosto 2006

Penne saluta i rossoblu
La città abruzzese si è stretta attorno alla squadra. Papagni: «Voglio tornarci»

Con l'amichevole giocata con la Primavera del Pescara, si è concluso il secondo ritiro estivo del Taranto a Penne. I giocatori, dopo la partita, sono rientrati a casa. La cittadina vestina, che conta circa 12 mila anime, si è stretta attorno ai rossoblù, perché a Penne il calcio è al primo posto delle passioni. Vedere una squadra di C1 allenarsi sui campi di calcio del paese, riscuote curiosità e ammirazione. Ad ogni allenamento del Taranto, per esempio, era presente sugli spalti un sostanzioso gruppetto di pennesi che seguiva le gesta della squadra di Aldo Papagni. Il tecnico di Bisceglie, a Penne, non c'era mai stato. «Una bella cittadina e attenta al calcio: siamo stati bene, il centro sportivo è all'avanguardia. Spero di tornare qui il prossimo anno» conclude con ironia Papagni. Già, perché l'anno scorso il Taranto era venuto a Penne con un altro allenatore, Raimondo Marino, che fu poi esonerato nel corso del campionato, che comunque ha fruttato la C1. Giovedì, dopo la partita, il furgone dei magazzinieri era già pronto: gli attrezzi, le borse e il materiale usato per allenarsi era stato già caricato ed imballato per tornare a Taranto dove inizierà un'altra avventura. La squadra del presidente Blasi rappresenta anche un piccolo indotto economico per la recettività locale: tifosi, procuratori, giornalisti, parenti e amici che hanno frequentato il centro vestino nei venti giorni del ritiro, affollavano ristoranti e alberghi della zona. Questa è l'altra faccia della medaglia. Perché a Penne l'unico reddito distribuito, proviene dalla "Brioni", azienda romana che cuce i vestiti per i Vip di mezzo mondo in cui lavora il 10% della popolazione. Prima della partita sono ripartiti Maurizio Caccavale e Manolo Manoni, quest'ultimo non hai mai lavorato col gruppo, sostenendo sedute personalizzate tra palestra e piscina. Il centrocampista aveva subìto un grave infortunio in occasione della partita contro il Latina, il 26 marzo scorso, e oggi, dopo cinque mesi, non ha ancora la certezza di rimanere a Taranto. Non c'è ancora il contratto, i dirigenti di via Umbria vogliono prima capire se abbia recuperato la forma. di Gilberto Petrucci12 agosto 2006

Amichevole vincente
A segno anche Sirio Silvestri

TARANTO-PESCARA 3-1
TARANTO (primo tempo): Pinna, Panini, Colombini, Cosenza, Prosperi, De Liguori, Catania, Cejas, Pasca, Mancini, De Florio. Allenatore: Aldo Papagni.
TARANTO (secondo tempo): Faraon, Panini (Mangiacasale), Colombini (Malagnino), Prosperi (Silvestri), Pastore, La Rosa, Mancini (Bruno), Toledo, Zito, Piroli, Ambrosi.
ARBITRO: Gianfranco Degli Schiavi.
RETI: nel secondo tempo: 10' Pastore; 22' De Lia; 29' Silvestri; 45' Ambrosi.
Si chiude con una vittoria il ritiro del Taranto a Penne: 3-1 sulla Primavera del Pescara. I gol tutti nella ripresa: Pastore, Silvestri e Ambrosi su rigore. Mister Aldo Papagni nel primo tempo ha schierato tra i pali Pinna, in difesa, i due centrali sono Cosenza e Prosperi, sulle fasce operano Panini e Colombini; sulla mediana, invece, il tecnico di Bisceglie ha disposto Catania, Mancini, Cejas e De Liguori. In attacco, come nell'ultima amichevole, spazio, dunque, a Pasca e De Florio. Potrebbe essere questa la formazione titolare, con l'inserimento di Pastore. Nel primo tempo il Taranto si muove bene, costruisce ottime trame di gioco, anche se riesce poco a materializzare. Ma le uniche azioni degne di nota nascono su impulso di Deflorio. L'occasione più ghiotta capita a Mancini: il centrocampista rossoblù intercetta in area un assist di Deflorio, che a volo batte a rete, l'estremo difensore pescarese si oppone. Il Taranto, apparso ancora imballato dai pesanti carichi di lavoro del ritiro di Penne, si rende pericolo soprattutto sulle ripartenze. Bene il reparto difensivo, in cui la coppia centrale Cosenza-Prosperi (quest'ultimo è di Pescara) hanno fatto buona guardia. Nella ripresa, cambia tutto Papagni, e il Taranto, al 10', trova il gol: Pastore su calcio di punizione trafigge Colantonio. Il pareggio del Pescara nasce, invece, da una splendida prodezza del giovane De Lia che, da fuori area, beffa con un pregevole pallonetto Faraon. Il Taranto tenta di attuare schemi tattici e i giocatori sembrano aver metabolizzato le indicazioni e gli automatismi dettati da Papagni. Al 29', la squadra rossoblù torna in vantaggio: Toledo dalla destra pennella un cross al centro per Silvestri che, da buona posizione, batte il portiere del Pescara. L'allenatore jonico, nel corso della ripresa, ha modificato il modulo tattico: dal 4-4-2 iniziale, è passato al 4-3-3, con il reparto offensivo composto da Toledo, Ambrosi e Piroli. «È stato un buon test, molto veritiero, in cui ho potuto esaminare il lavoro svolto fin qui», spiega Aldo Papagni. «La squadra si è mossa bene, ha giocato un buon calcio, e soprattutto abbiamo proposto ottime trame di gioco; sono soddisfatto. Dico che questa verifica finale è stata positiva in ogni suo singolo aspetto», conclude l'allenatore di Bisceglie. Non hanno giocato Maurizio Caccavale, ancora problemi fisici, e Manoni, che sta terminano il suo programma di allenamento personalizzato. Dopo la partita, il ritiro del Taranto è praticamente terminato. I giocatori hanno fatto rientro a casa. La formazione rossoblu si radunerà domenica 13 agosto (ore 17) allo Iacovone. di Gilberto Petrucci11 agosto 2006

Il Taranto ritorna a Castellaneta
Dopo la pausa la squadra tornerà allo Iacovone domenica, dove per due giorni opererà a metà campo, per preservare l'erba. Poi trasferimento prima della Coppa. Al "De Bellis" un breve ritiro e l'amichevole coi locali. Il 19 la sfida contro il Catania

Due sedute di allenamento a Taranto. Poi, dopo la pausa di Ferragosto, tre giorni di lavoro a Castellaneta prima del debutto ufficiale in Coppa Italia previsto per domenica 19 agosto contro il Catania. È la diretta conseguenza dei lavori di sistemazione del manto erboso dell'impianto del Rione Salinella. I rossoblù, che con l'amichevole di ieri pomeriggio hanno concluso la prima parte del ritiro, si rivedranno domenica pomeriggio allo "Iacovone" per la ripresa della preparazione (che avverrà nella metà campo non interessata dai lavori avviati nella mattinata di mercoledì). Lì si alleneranno anche lunedì mattina, mentre mercoledì pomeriggio (dopo aver usufruito di un giorno di riposo per Ferragosto) si sposteranno a Castellaneta per disputare un'amichevole contro la compagine locale (ore 17,30), militante nel campionato di Eccellenza. Nella cittadina situata sul versante occidentale del capoluogo (dove il Taranto ritorna dopo l'esilio forzato di dieci anni fa), Deflorio e compagni rimarranno fino a sabato mattina, prima di rientrare per la sfida che sancirà il debutto ufficiale della nuova stagione agonistica. È quasi certo che, qualora il Taranto non proseguisse la sua avventura nella Tim Cup, possa sostenere qualche altro test amichevole in vista dell'inizio del campionato. Se i rossoblù dovessero eliminare gli etnei, invece, tornerebbero in campo mercoledì 23 per affrontare la vincente della sfida tra Salernitana e Brescia. CAMPIONATI - Non si conosce ancora con ufficialità la data in cui verranno stilati i calendari dei cinque gironi dei campionati di terza e quarta serie. La Lega Calcio di C, presieduta da Mario Macalli, potrà procedere soltanto nel momento in cui la Federcalcio avrà provveduto a rendere noti gli organici. Al momento, però, sono ancora al vaglio le posizioni di Catanzaro (retrocesso dalla serie B), Gela e Torres: le tre società non sono state iscritte al campionato di serie C1 e, tramite il Lodo Petrucci, chiedono di essere ammesse alla categoria inferiore. A questo punto è probabile che l'inizio della stagione slitti di due settimane (dal 27 agosto al 10 settembre). Postilla: Giovanni Micallo, trenta presenze con la casacca rossoblù nella passata stagione, si sta allenando con l'Ancona e potrebbe essere tesserato nei prossimi giorni. di Fabio Di Todaro11 agosto 2006

Il "prof" lancia i rossoblu
Gruppo in salute, affascinato da Mancini e Ambrosi

Francesco Guicciardini non ama la luce dei riflettori. Opera dietro le quinte, ma fornisce un contributo pesante al lavoro di Aldo Papagni. Preparatore atletico, osteopata: il "prof" di Oria ha seguito passo dopo passo i calciatori nelle sedute di allenamento ed è in grado di stilare un primo bilancio. «Siamo felici perché non ci sono stati gravi infortuni - ha esordito Guicciardini, esordiente in un campionato di C1 -. Qualche calciatore ha saltato un paio di sedute di allenamento, rispettando delle pause previste nel programma. Soltanto Silvestri, colpito da un'infiammazione al ginocchio, ha svolto un lavoro differenziato, riprendendo a lavorare con i compagni negli ultimi giorni. Abbiamo sviluppato il programma prestabilito, utilizzando il pallone sin dai primi giorni. Preferisco lavorare sull'intensità ma, con il quasi certo slittamento del campionato, aggiungerò alcuni allenamenti incentrati sulla potenza aerobica». I primi giorni di ritiro gli sono serviti per conoscere da vicino i nuovi atleti. E adesso, a poco più di una settimana dalla prima uscita ufficiale, Guicciardini esprime un giudizio sulla loro condizione fisica. «Ho ritrovato Mancini in condizione strepitose, la sua struttura fisica gli permetterebbe di essere un mezzofondista. E anche da Ambrosi ho ricevuto segnali positivi: ha raggiunto il peso ideale e, negli ultimi allenamenti, sembra aver acquisito anche un po' di brillantezza. I nuovi? Mi hanno colpito molto Panini e Colombini, sono molto reattivi e hanno una buona forza. Qualcuno, invece, è un po' in ritardo: Zito e Piroli, ad esempio, hanno accusato il cambio di preparazione. Non avevano mai lavorato tanto in palestra, ma il peggio è ormai passato». Nella scorsa stagione fu messo sul banco degli imputati per il calo fisico che la squadra accusò tra dicembre e gennaio. Guicciardini, però, poggia la sua difesa su basi solide. «L'età media della squadra era più alta. E, poi, contro il Viterbo e la Cisco Roma, la squadra non venne meno sotto il profilo atletico. Adesso, invece, il gruppo è più giovane e la differenza è notevole. Ve ne accorgerete sin dalle prime giornate. Se caleremo fisicamente, allora, mi assumerò le mie responsabilità». Francesco Guicciardini, 34 anni compiuti il 13 febbraio, ha lavorato anche nello staff tecnico del Brindisi Calcio. Vanta, però, due esperienze nel mondo del volley femminile: in A1 con il Santeramo e, nella passata stagione, in A2 con l'Isernia. di Fabio Di Todaro11 agosto 2006

Taranto-Catania si giocherà allo "Iacovone"
Galigani: «La data del 19 sarà rispettata, ma prima serve una sede per la squadra»

Pericolo scampato. Taranto-Catania, prima uscita ufficiale dei rossoblù nella Tim Cup, si giocherà allo "Iacovone". Ieri mattina, sono iniziati i lavori di recupero del manto erboso, danneggiato soprattutto in seguito ad alcuni concerti svoltisi durante l'estate. L'allarme lanciato dal Questore di Taranto Eugenio Introcaso (attraverso una missiva inviata al Commissario Prefettizio Blonda e al Prefetto Alecci), è stato recepito dal Comune, che ha dato l'ok all'inizio dei lavori.
LA VOCE DELLA SOCIETÀ - Ricevuta la notizia dell'inizio dei lavori dal Dottor De Luca, subcommissario preposto al Patrimonio del Comune, il diggì rossoblù Vittorio Galigani ha subito contattato la Lega Calcio e il sodalizio etneo. «Giocheremo allo Iacovone - ha dichiarato il dirigente - non c'è più alcun dubbio. Alcuni funzionari del Comune mi hanno assicurato che i lavori termineranno per il 19 agosto e l'impianto sarà in grado di ospitare la partita». La situazione resta critica. Per oggi, è prevista la conclusione del ritiro e da domenica il Taranto tornerà ad allenarsi in sede. Non nell'impianto tarantino, però, dove ieri al fotografo della Gazzetta è stato negato il diritto di documentare lo stato strutturale dello stesso Iacovone. «Stiamo verificando la disponibilità di alcune strutture della provincia - ha commentato Galigani -. L'augurio è di poter essere accolti a Castellaneta o a Palagianello, altrimenti saremmo costretti ad andare a Leporano - il terreno di gioco è in terra battuta, ndr -. Non ci sono altre soluzioni al momento». La capienza attuale dello Iacovone è di 15450 spettatori, ma c'è il rischio che venga ridotta entro le 10000 unità dalla Commissione di Vigilanza qualora i lavori non venissero ultimati per l'inizio del campionato. In questo caso la Taranto Sport non sarebbe più obbligata a stampare i biglietti nominativi. Un'ipotesi che, al momento, il club non prende in considerazione.
PAROLA AL COMUNE - Ieri pomeriggio è giunta risposta da Palazzo di Città: «Non v'è motivo di nutrire preoccupazioni sul regolare avvio della stagione agonistica che vede impegnata la locale squadra di calcio, né di pronosticare cause di inagibilità dello Iacovone per l'avvio della Coppa Italia». Il Comune ha anche ribadito «che si sta rispettando appieno il calendario degli interventi già concordato in Prefettura e che prevede la conclusione dei lavori di propria competenza entro il prossimo dicembre (venerdì verranno deliberati gli interventi che riguardano la video sorveglianza e l'accesso ai varchi, previsti dal Decreto Pisanu)». Anche la Progetti Italiani Srl, società organizzatrice del concerto dei Pooh svoltosi domenica 6 agosto, è intervenuta sull'argomento. «Ribadiamo la nostra completa estraneità rispetto ai danni subiti dalla struttura comunale in occasione di eventi musicali che si sono tenuti nelle settimane immediatamente precedenti - si legge nella nota - precisando che già nella mattinata odierna - ieri, ndr - sono iniziati i lavori necessari al ripristino della funzionalità del manto in seguito ad accordi intercorsi con il Comune di Taranto e con la ditta Green Service incaricata della manutenzione dello stadio comunale». di Fabio Di Todaro10 agosto 2006

La lunga telenovela
Da fine mese si lavorerà sulla sicurezza

Continua la telenovela sull'impianto del rione Salinella. Da quando è entrato in vigore il Decreto Pisanu, è iniziato un lungo braccio di ferro tra la società rossoblù e il Comune di Taranto, proprietario della struttura sportiva. Dopo aver ottenuto la permanenza in C2, il club di via Umbria ha fronteggiato diverse situazioni di emergenza riguardanti lo "Iacovone". Partendo dalla convenzione che avrebbe dovuto sancire l'utilizzo della struttura. Non è mai stata firmata dalle due parti, nonostante diversi incontri che avrebbero potuto risolvere la questione. Lo scorso inverno il Comune, guidato ancora dal sindaco Rossana Di Bello, "ammonì" club jonico, chiudendo lo stadio quattro giorni prima della gara interna col Viterbo. Poi un piccolo riavvicinamento, fino all'incontro dello scorso giugno tra il presidente Blasi e il Commissario Prefettizio del Comune Blonda, seguito da un preoccupante silenzio che nessuno sembra voler interrompere. Stando al Decreto Pisanu, l'Ente Civico dovrebbe provvedere alla messa a norma dello stadio (nuova recinzione e ristrutturazione dei vari ingressi), al potenziamento dell'impianto di videosorveglianza e alla manutenzione straordinaria dello stadio. Alla Taranto Sport, invece, spetterebbe la numerazione di tutti i posti (senza però dover montare i sediolini nei settori di curva e gradinata), la gestione e la manutenzione ordinaria dell'impianto di videosorveglianza, la stampa dei biglietti nominativi. Sembra essere passata in secondo piano l'istituzione dei tornelli elettronici per l'afflusso degli spettatori. L'impianto di preselezione, presente soltanto in alcuni impianti italiani (a Parma, a Genova, e all'ingresso della Curva Sud dello stadio "Olimpico" di Roma), non rappresenta una priorità: continueranno ad esserci agenti di sicurezza che verificheranno i tagliandi nominativi e i documenti d'identità. I lavori - verranno deliberati venerdì e appaltati per la fine di agosto - potrebbero partire nella prima decade di settembre e dovranno, obbligatoriamente, terminare entro trenta giorni. L'allestimento dei cantieri non comprometterebbe, però, l'attività della squadra. di Fabio Di Todaro10 agosto 2006

Oggi l'ultimo test per Papagni
Alle 17 si gioca in Abruzzo l'amichevole contro la Primavera del Pescara. È atteso il carioca Toledo: «Sono al 100% ma voglio far bene»

Ancora pioggia a Penne. Anche ieri un temporale ha praticamente rallentato la preparazione del Taranto che ha sostenuto una parte della seduta in palestra, e l'altra, sul campo di calcio. Hanno lavorato tutti e oggi saranno disponibili per l'amichevole, l'ultima del ritiro di Penne, prevista contro la formazione Primavera del Pescara, allenata da Cetteo Di Mascio, lo scopritore di Fabio Grosso e Massimo Oddo. Un test importante perché il tecnico Aldo Papagni, con molta probabilità, schiererà la squadra che poi sarà quasi certamente riproposta nel mach di Coppa Italia contro il Catania alla Iacovone. Atteso è il brasiliano Toledo: «Non sono ancora al 100% della forma, mi alleno con costanza, l'ambiente mi piace e soprattutto voglio fare bene», spiega il nuovo attaccante brasiliano del Tarano. «Mi sono ambientato col gruppo e ho parlato a lungo con il tecnico: siamo in sintonia su schemi e tattiche», prosegue Toledo, che poi aggiunge: «A Taranto voglio fare bene dopo l'esperienza negativa con il Cisco Roma; mi hanno parlato del pubblico caloroso e per questo voglio entrare nei loro cuori. Ho sposato la causa del Taranto perché credo negli obiettivi della società: vincere un campionato qui, ti rimane per sempre. I moduli tattici che adotta Papagni sono congegnali alle tue caratteristiche? Diciamo di sì, qualcosa naturalmente aggiusteremo. Domani - oggi, per chi legge, ndr -, sarà un test fondamentale, il mister quasi sicuramente scoprirà le carte. Per questo voglio essere protagonista», conclude il giocatore brasiliano. La pioggia ha portato anche refrigerio: non c'è più il caldo afoso che ha fatto boccheggiare nei giorni scorsi il gruppo. I giocatori, assiepati sulle poltroncine dell'albergo, cercano "calore": «ragazzi? che freddo!», sussurra Sirio Silvestri, che ha da poco scontato la squalifica per doping e cerca di superare le noie fisiche che attanagliano il suo ginocchio. Intanto, oggi alle 17, in occasione dell'amichevole contro la Primavera del Pescara è previsto l'arrivo anche di un gruppo sostanzio di tifosi rossoblù per vedere all'opera il nuovo Taranto. Dopo la partita, infine, il ritiro sarà ufficialmente terminato. I giocatori saranno liberi di tornare a casa. di Gilberto Petrucci10 agosto 2006

È già un bel Taranto
«Mercato chiuso, ora pronti a dar battaglia». Il bilancio dell'allenatore, a poche ore dalle fine del ritiro

Mister Papagni, qual è il bilancio del ritiro al penultimo giorno di lavoro? «La squadra si è allenata con intensità, e fortunatamente non ci sono stati molti infortuni. Siamo partiti con due gruppi da far amalgamare, e credo che l'inserimento dei nuovi proceda nel migliore dei modi. Già nell'ultima amichevole ho registrato alcuni progressi: abbiamo cercato di giocare sempre la palla e tutti hanno svolto la fase difensiva arretrando dietro la linea di gioco. L'unico rammarico è quello di non aver potuto affrontare compagini di livello superiore». Nel test di domenica scorsa ha schierato una formazione con tre attaccanti. Sarà una soluzione anche per il prossimo campionato? «Avevo fatto questo esperimento nei giorni precedenti e ho voluto riproporlo in amichevole. Ho schierato tre giocatori mobili, ai quali ho chiesto di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Ma chiederò ai ragazzi di essere pronti a cambiare più volte atteggiamento nell'arco di una partita. Lavoreremo anche con un modulo ad una punta e spero di ricevere nuove indicazioni positive». L'ultima casella mancante è stata riempita con l'arrivo di Toledo. È soddisfatto? «Ci serviva un giocatore capace di partire dalla destra e accentrarsi e Toledo è in grado di compiere questo lavoro. È in ritardo di condizione rispetto al resto del gruppo, ma sono certo che si impegnerà per recuperare il tempo perso. Le ultime stagioni non gli hanno regalato grosse soddisfazioni ed è per questo motivo che punto sul suo riscatto». Il mercato del Taranto può considerarsi conclusa? «L'organico è completo in tutti i reparti. In ogni ruolo abbiamo almeno due calciatori: è una scelta che ho fatto in accordo con il diesse Evangelisti, il quale, tra le varie difficoltà del calciomercato, è riuscito ad allestire una rosa competitiva per un campionato difficile come la C1. Adesso siamo ventiquattro, ma non è da escludere che qualche giovane possa essere ceduto in prestito per raccogliere più presenze». Si riferisce a Malagnino? «È un calciatore che ritengo pronto per questa categoria, ma nel Taranto non riuscirebbe a trovare molto spazio. Ne ho parlato con lui e siamo entrambi convinti che avrebbe bisogno di giocare con maggiore costanza. La scelta finale, comunque, spetta alla società». Quanto può essere importante partire con un'ossatura di squadra con cui ha già lavorato nella passata stagione? «È un aspetto fondamentale, che risalterà soprattutto nelle prime giornate di campionato. Sei mesi di lavoro ci hanno agevolato già nella preparazione estiva. È stata la prima mossa che abbiamo deciso in vista della nuova stagione. E ritengo che gli acquisti più importanti siano state le riconferme di dodici calciatori reduci dalla promozione. Hanno scelto di giocare ancora nel Taranto e di dare continuità ad un progetto intrapreso l'anno scorso». Che ruolo potrà svolgere il Taranto nella prossima C1? «Ci sono diverse formazioni altamente competitive, ma se giocheremo con l'umiltà che ci ha contraddistinto nella scorsa stagione potremo toglierci delle belle soddisfazioni. Sta nascendo un bel Taranto: giovane, esperto e pronto a dar battaglia su ogni campo». di Fabio Di Todaro09 agosto 2006

Lo Iacovone non è sicuro, gare a rischio
Il questore allerta Prefettura e Comune. Introcaso sollecita i lavori di adeguamento alla normativa Pisanu

Insicuro per la mancata effettuazione di quei lavori di adeguamento annunciati da tempo e da tempo puntualmente rinviati, malridotto e pieno di rifiuti a seguito dei concerti dell'estate tarantina, lo stadio Iacovone si appresta nel peggiore dei modi ad ospitare un'altra stagione agonistica. Anzi, rischia di non ospitarla proprio, considerato che la gara di Coppa Italia Taranto-Catania, in cartellone il prossimo 19 agosto, potrebbe essere giocata altrove per le pessime - a dir poco - condizioni in cui si trova il manto erboso e per i problemi di sicurezza che il questore Eugenio Introcaso in una lettera ha segnalato al prefetto Francesco Alecci ed al commissario prefettizio Tommaso Blonda. «Con l'avvio del prossimo campionato di calcio di serie C1 che vedrà impegnata la locale compagine sportiva, si ripropone l'urgente esigenza - ha scritto il questore alle autorità competenti - della messa a norma dell'impianto sportivo Erasmo Iacovone. Infatti, da un recente sopralluogo effettuato presso la struttura sportiva è emerso che nulla è stato finora effettuato dall'amministrazione comunale, proprietaria dello stadio e dalla società Taranto Sport per adeguare l'impianto agli standard di sicurezza previsti dalla normativa Pisanu. Si tratta di eseguire una serie di opere strutturali non più procrastinabili, al fine di rendere sicura la struttura, facilitare l'accesso e il deflusso degli spettatori nonché di prevenire azioni di violenza all'interno e all'esterno dello stadio». «Si tratta di problemi - scrive Introcaso - che hanno formato oggetto di diverse riunioni in prefettura, sia in sede di comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che di commissioni provinciali per i locali di pubblico spettacolo, riunioni, peraltro, allargate ai rappresentanti dell'amministrazione comunale e della società Taranto Sport, senza trovare sinora concreto riscontro in ordine alla realizzazione delle opere richieste. È evidente - conclude Introcaso - che tale situazione non consente di poter affrontare con la necessaria sicurezza le prossime gare calcistiche». Si potrebbe riportare la capienza dell'impianto della Salinella sotto i diecimila spettatori per sottrarsi alla normativa Pisanu ma non sarebbe una soluzione seria, considerato che questo stratagemma è stato già utilizzato all'avvio dello scorso campionato, proprio in attesa dei lavori di messa in sicurezza. Un'altra emergenza riguardante lo Iacovone è costituita dai danni subiti dalla struttura a seguito dei concerti di Jovanotti e dei Pooh ospitati nei giorni scorsi. «Abbiamo presentato al Comune - spiega il direttore generale della società rossoblù Vittorio Galigani - la richiesta di poter usufruire dello Iacovone in occasione della gara col Catania, sottolineando però la necessità di effettuare lavori urgenti di sistemazione del manto erboso, rovinato in più punti e allo stato assolutamente non idoneo ad ospitare una partita di calcio. Spero che il Comune provveda subito altrimenti sarà un problema della Lega reperire un campo idoneo, considerato che anche il tappeto erboso del Cibali di Catania mi dicono non essere praticabile». La Lega di serie A e B, organizzatrice della Tim Cup-Coppa Italia, attende una risposta da parte del Taranto tra oggi e domani. «I tempi tecnici per riparare il prato dello Iacovone ci sono - spiega Galigani - ma bisogna iniziare i lavori subito. Spero che l'amministrazione comunale si muova subito». di Mimmo Mazza09 agosto 2006

Ripreso il ritiro a Penne
Migliorano le condizioni fisiche di Catania, Toledo e De Liguori

E' ripreso ieri pomeriggio il ritiro del Taranto a Penne. Dopo la partita di domenica, giocata contro la Vestina (promozione abruzzese), il tecnico Aldo Papagni, ha concesso un giorno e mezzo di riposo. Ad eccezione di Catania, Toledo e De Liguori che si sono allenati anche lunedì e le cui condizioni fisiche stanno migliorando giorno dopo giorno. La squadra, secondo il preparatore atletico Guicciardini, è in salute: «Non siamo ancora alla tetto della forma ideale, ma da qui all'inizio del campionato, questo obiettivo sarà raggiunto gradualmente e sarà conservato per tutto il torneo», sostiene il preparatore atletico. Ieri pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti, la squadra è stata costretta a cambiare i programmi: un violento acquazzone estivo che si è abbattuto sulla cittadine pennese ha fatto saltare la seduta sul campo dello SportsPart e la squadra rossoblu ha sostenuto, in alternativa, una seduta in palestra. L'unica nota stonata è la notizia che circola da alcuni giorni nel ritiro di Penne sulle sorti del mach contro il Catania che potrebbe giocarsi in Sicilia anziché allo Iacovone per i noti problemi del manto erboso dello stadio jonico. «Sarebbe un errore non giocare a Taranto contro il Catania», spiega Piroli, il giovane attaccante che proviene dalle giovanili del Torino. A Taranto, lui, non c'è mai stato: «Avevo tante richieste, tra cui Varese, Legnano e San Marino, ma ho scelto Taranto», afferma Piroli. E perché? «Mi affascinava la piazza, e alcuni mi hanno parlato della presenza di un pubblico fantastico. Premetto che a Taranto non ci sono mai venuto, non conosco la città, ho solo visto qualche foto su internet. Ora voglio entrare nei cuori dei tifosi rossoblu e il loro calore è fondamentale per la prima partita ufficiale contro il Catania», prosegue Piroli. Insomma, il giovane attaccante ha le idee chiare: «Mi sono ambientato bene, ho lavorato intensamente, e la mia condizione è cresciuta, anche se non sono ancora al 100%. Cerco di dare il massimo». Contro il Catania ti piacerebbe partire titolare? «Vorrei tanto giocare titolare in questa partita. Sarebbe il massimo. I miei punti di riferimento in squadra sono Deflorio e Ambrosi, entrambi hanno un carisma particolare», conclude Piroli. Lunedì, i giocatori in ritiro a Penne, sono stati raggiunti dai familiari (mogli e fidanzate) e oggi sono pomeriggio sono tornati ad allenarsi. La prossima amichevole è prevista giovedì 10 agosto: la formazione di Papagni affronterà la Primavera del Pescara, allenata da Cetteo Di Mascio, il tecnico che ha scoperto gli azzurri Fabio Grosso e Massimo Oddo. L'incontro è previsto al campo dello SportsPark alle ore 17. Dopo la partita, sarà praticamente finito il ritiro di Penne, la squadra rientrerà a Taranto con l'incognita campo. di Gilberto Petrucci09 agosto 2006

A volte ritornano
Si era dato all'ippica, scherzavano i suoi nemici

Rieccolo, don Tonino Matarrese, ex Dc, ex presidente della Lega Calcio, della Federcalcio, di tutto: la Confindustria del pallone l'ha eletto oggi, per scongiurare l'arrivo del commissario. Don Tonino ha avuto 26 voti su 39. Mancava, fra le big, solo la Fiorentina (strano, Diego Della Valle ha mollato dopo tante battaglie...).
Era stato chiaro, ieri, il commissario Figc, Guido Rossi: «O risolvete i problemi entro il 29 agosto, dopo le dimissioni di Adriano Galliani, o sarò costretto a commissariare». Non aveva alternativa, si era consultato anche con Gianni Petrucci. La Lega Calcio doveva funzionare, darsi nuove regole, garantire i calendari, il via ai campionati. E così dopo liti infinite, oggi, è arrivata, a fatica, la fumata bianca.
Rieccolo, don Tonino dopo tanti anni nell'ombra, emarginato da Carraro: era stato anche presidente dell'Unire, Matarrese. Si era dato all'ippica, come scherzavano i suoi nemici. Sbalzato subito di sella dai giochi politici. Carraro l'aveva rivoluto nel comitato promotore per Euro 2012, perché Matarrese conserva forti amicizie a livello europeo. I presidenti della Lega l'hanno rivoluto come traghettatore, in attesa che si trovi un manager esterno che piaccia a tutti. Impresa non facile.
«Uno scherzo, è preistoria», così aveva bocciato Matarrese il n.1 del Cagliari, Massimo Cellino, arrivando in Lega. Ha perso, Cellino. Ha vinto don Tonino. «Conosco bene questo mondo - ci diceva domenica dalla sua villa sul mare vicino a Bari - Io so come guidare la Lega. D'altronde, chi meglio di me?». Già, sarà preistoria, come dice Cellino, ma l'ex democristiano può riportare un po' di pace. E dovrà farsene una ragione anche Guido Rossi che si aspettava nomi nuovi. Il mondo del pallone è questo, il commissario Figc si sta accorgendo che è più dura del previsto: e ora dopo gli schiaffi che sono arrivati da Fifa e Uefa, ecco questo segnale... di Fulvio Bianchi08 agosto 2006

Pastore lancia il Taranto
Le impressioni del difensore-simbolo rossoblù, dopo i primi venti giorni di ritiro a Penne. «Le mie scommesse? Dico ancora Mancini e credo nelle doti di Zito». «Esperienza e gioventù ambiziosa: è questa la chiave per una serie C1 vincente»

Le parole che rivolge ai compagni più giovani sono consigli dettati da una lunga esperienza sui campi di terza serie. Ivano Pastore, moralmente, è un altro capitano: non indossa la fascia, ma ha il carisma per poter essere una seconda guida sul rettangolo di gioco. Organizza il lavoro difensivo, dispensa suggerimenti a chi è deputato a tessere la manovra: la sua presenza nell'asse centrale della squadra è ormai indispensabile. 
IL RITIRO - È il secondo consecutivo con la casacca del Taranto. L'anno scorso, poi, è arrivata la promozione. «Abbiamo lavorato bene - ha esordito il difensore salernitano - e dopo venti giorni di allenamento la condizione fisica è già ad un buon livello. È stato fondamentale partire con un organico già ben definito. Il gruppo reduce dalla scorsa stagione è stato puntellato con gli innesti di alcuni giovani molto interessanti. Ci siamo integrati sin dai primi giorni e anche il test di domenica ha fatto registrare alcuni passi avanti soprattutto nella fase offensiva. Non dimenticherei, poi, che ci siamo allenati senza grossi acciacchi. È un dato che va evidenziato in un periodo intenso come quello della preparazione estiva». 
LE SCOMMESSE - «Dico ancora Mancini. E punto su Antonio Zito, ha le qualità per giocare in serie A». Il vecchio e il nuovo. Entrambi molto giovani, comunque. Pastore ne è sicuro. «Manuel si è sempre allenato durante le vacanze e si è presentato in ritiro già in buona forma. Nemmeno le voci di mercato lo hanno distratto, lui è consapevole di doversi confermare ad alti livelli con il Taranto. E sono convinto che riuscirà a gestire le pressioni che si hanno quando si parte con delle responsabilità. Zito, invece, si appresta a vivere il primo anno da professionista e mi auguro che possa crescere in un gruppo che sarà sempre pronto ad aiutarlo. Toledo? È stato mio compagno per due anni a Catanzaro e so quanto può essere importante per questa squadra. E' reduce da due stagioni non esaltanti e sono convinto che avrà tanta voglia di riscatto». 
IL CAMPIONATO - Tante big ai nastri di partenza con alcune formazioni pronte a recitare il ruolo di guastafeste. «Sarà un campionato livellato verso l'alto, anche se rispetto alle ultime stagioni in cui ho giocato in C1 i valori tecnici sono inferiori. Credo che Perugia e Foggia siano le favorite, ma dovranno lottare fino all'ultima giornata per ottenere un risultato positivo. Il Taranto? Speriamo di essere una lieta sorpresa, l'importante è rimanere umili e fare tesoro dell'esperienza vissuta l'anno scorso». Prima, però, c'è l'impegno di Coppa Italia. Taranto-Catania, un remake della finale playoff persa nel 2002. Pastore c'era già quattro anni fa. «E' una gara che rievoca spiacevoli ricordi. A livello personale ho sempre pensato che, arrivando in serie B a 32 anni, la mia carriera avrebbe avuto una svolta. Adesso è cambiato tutto: loro sono in A, ma giocheremo per conquistare il passaggio del turno». Ieri, intanto, la squadra è rimasta a riposo. Per oggi e domani è prevista una doppia seduta. Giovedì Papagni farà disputare una leggera seduta tattica al mattino prima dell'amichevole contro la formazione Primavera del Pescara (ore 17) che sancirà la fine del ritiro abruzzese. La ripresa è fissata allo «Iacovone» per domenica 13 agosto. di Fabio Di Todaro08 agosto 2006

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