Il Taranto è tornato a casa Il sole ha salutato ieri pomeriggio il ritorno allo "Iacovone" del Taranto. Concluso il ritiro a Penne, Deflorio e compagni hanno iniziato a correre sul manto erboso amico. All'orizzonte immediato c'è il duro impegno di Coppa Italia Tim contro il Catania (inizio ore 20,45) in programma sabato sera allo "Iacovone". I biglietti per il match saranno messi in vendita dopodomani nei soliti punti. Top secret i prezzi, ma presumibilmente saranno quelli del campionato. I rossoblù hanno lavorato soltanto nella metà campo adiacente la Curva Nord; la restante era inibita in quanto sono in corso i lavori di restauro del terreno di gioco che dovranno completarsi entro sabato prossimo. L'opera di affiatamento e di integrazione fra vecchi e nuovi rossoblù sta procedendo con buona lena e vigore. Particolarmente motivato è Sirio Silvestri il quale non vede l'ora di scendere in campo per una gara ufficiale dopo la lunghissima squalifica impostagli per la vicenda furosemide. Il resto degli "anziani" sta pian pianino, ma in maniera inesorabile ritornando sugli standard di rendimento della scorsa stagione che, per la verità, sono stati di buon livello eccezion fatta per il mese terribile, fra dicembre e gennaio, culminato con l'esonero di Raimondo Marino e l'arrivo di Aldo Papagni il quale ha avuto il grosso merito di condurre per mano la squadra dal settimo posto al secondo e, successivamente, al taglio del traguardo in C1 dopo due terribili playoff con Melfi e Rende. I giovani, dal canto loro, stanno dandosi da fare per conquistare una maglia da titolare. Le amichevoli fin qui giocate hanno detto che Piroli e Zito sembrano avere una marcia in più rispetto ai loro coetanei, che Malagnino sta facendo di tutto per meritarsi la conferma e che il 17enne Maiorino ha messo in bacheca dei numeri non da poco. Il ragazzino è una seconda punta che, all'occorrenza, può giocare anche come trequartista (somiglia al barese Cassano, attualmente al Real Madrid). Il programma prevede per oggi una doppia seduta e Ferragosto riposo. La ripresa avverrà dopodomani a Castellaneta: alle ore 17,30 è in programma un'amichevole contro la formazione locale allenata da Tonio Rocci. Giovedì e venerdì i rossoblù si alleneranno al "De Bellis". La campagna abbonamenti, finora, ha registrato la sottoscrizione di circa 200 tessere. Interviene sull'argomento Vittorio Galigani, direttore generale rossoblù: «Fate caso. La curva costa 180 euro. Dividendo la somma per i 10 mesi d'attività, il tifoso paga 18 euro per ciascun mese. La gradinata costa 265 euro, ossia 26,50 al mese. Il nostro progetto è quello di formare una vera e propria associazione di nostri sostenitori i quali avranno dei vantaggi. Innanzitutto l'utilizzo della card fino a 1500 euro per fare shopping e pagare ratealmente. Poi potranno partecipare, a turno ovviamente, nei nostri consigli d'amministrazione, anche in quelli importanti. Ma ci sono altri incentivi in vista. Stiamo elaborando uno statuto completo con tutti i vantaggi che se ne potranno ricavare. A breve contiamo di presentarlo. Non bisogna farsi impressionare dalle cifre. Sono convinto che ciascun tifoso, riflettendo su queste parole, dopo Ferragosto, accetterà volentieri di sottoscrivere il nuovo abbonamento». di Giuseppe Dimito
«È un Taranto da playoff» Lavora dietro la scrivania, ma del Taranto conosce ogni dettaglio. Vittorio Galigani, direttore generale rossoblù, traccia un bilancio di questa prima parte di stagione. Galigani, come sta la squadra al termine del ritiro? «I ragazzi - che oggi pomeriggio si ritrovano allo Iacovone dopo Penne ndr - hanno lavorato parecchio e, parlando con il mister Papagni e con il direttore sportivo Evangelisti, ho potuto registrare la loro soddisfazione. Le nostre ambizioni sono chiare: vogliamo conquistare i playoff e ritengo che questo gruppo possa centrare l'obiettivo». Dei gironi della prossima C1 non si sa ancora nulla. Alcune formazioni che potrebbero essere inserite con il Taranto, però, sembrano partire con una marcia in più. «Se la suddivisione fosse longitudinale potremmo evitare qualche avversario pericoloso. Altrimenti nel girone B sarebbero concentrate le compagini più forti della C1. Sicuramente Foggia, Perugia, Lucchese e Grosseto hanno allestito organici altamente competitivi, ma non superiori a quello che abbiamo messo a disposizione di Papagni». La campagna acquisti può considerarsi conclusa? «Ci sono un paio di elementi che verranno ceduti in prestito - Bruno, Malagnino, Mangiacasale, ndr -, per il resto disponiamo di due calciatori per ruolo. La rosa è ben assortita, ma il presidente Blasi è disposto a tornare sul mercato qualora dovessimo avvertirne la necessità. Di sicuro, però, abbiamo un gruppo di buon livello: Pasca è stato richiesto espressamente dal tecnico, gli altri acquisti rappresentano le prime scelte di Evangelisti». Per Danucci, quindi, non c'è più alcuna speranza. «Lo abbiamo corteggiato insistentemente, ma per diversi motivi la trattativa non si è evoluta in maniera positiva. Successivamente è arrivato Cejas: lo cercavamo da gennaio ed il suo arrivo ha completato il centrocampo. La mia scommessa? Vi sorprenderò, punto su Maiorino. Ha appena 17 anni e tante prospettive di crescita. Mi auguro che continui su questa strada». Su Mancini, invece, continua ad esserci il pressing del Lecce. «Il mercato chiuderà il 31 agosto e negli ultimi 4-5 giorni si concluderanno le trattative principali. La nostra volontà è nota: possiamo cedere il cartellino del calciatore in comproprietà ad un club che sia disposto a lasciarlo al Taranto per un'altra stagione». Nonostante gli sforzi effettuati, però, i tifosi hanno manifestato il loro dissenso per i contenuti della campagna abbonamenti. «Parlerei di campagna dei tifoso sostenitore, non offriamo un semplice abbonamento. Abbiamo proposto un prodotto diverso, e come ogni innovazione, c'è bisogno di tempo prima che venga compresa. La società ha voluto concretizzare l'idea del "caffè al giorno" lanciata da Blasi subito dopo aver conquistato la promozione in C1. Ai nostri sostenitori chiediamo un contributo che ci aiuti a creare una società sempre più importante». di Fabio Di Todaro
Ambrosi come Adriano e Ibrahimovic
Se il paragone non risultasse azzardato, il suo nome potrebbe essere accostato a quello di Adriano o di Zlatan Ibrahimovic. Accomunati dalla cattiva sorte, tutti e tre attaccanti a caccia di riscatto. L'attaccante laziale Alessandro Ambrosi può vantare un filo diretto con la nuova coppia di attaccanti nerazzurri. Nella scorsa stagione, in cui ha raccolto appena nove presenze (di cui appena cinque da titolare), c'è chi ha perfino messo in dubbio il suo fiuto del gol e la scaltrezza con cui è in grado di sfruttare l'errore delle difese avversarie. Adesso, immerso in una breve vacanza nella sua Fiuggi in attesa di riprendere la preparazione, l'ex centravanti di Catania, Pisa e Juve Stabia è pronto a riconquistare la stima di un'intera piazza. «Voglio tornare ad essere un calciatore normale, non chiedo nulla di straordinario. Sono debitore nei confronti della società e dei tifosi rossoblù che spero di ripagare con tante reti». Fin qui le speranze. Poi diverse certezze. A partire dal giudizio sul nuovo organico. «Il direttore sportivo Evangelisti - prosegue l'attaccante laziale - ha fatto un ottimo lavoro, credo che questa squadra possa disputare un campionato da protagonista. Il ritiro appena concluso è stato lungo, ma proficuo. Abbiamo lavorato tantissimo, accumulando forza e resistenza. Non siamo ancora lucidi e brillanti, ma i frutti di questa preparazione emergeranno durante la stagione. L'unico rammarico è quello di non aver potuto disputare amichevoli con compagini più quotate. La mia condizione? Ho recuperato il peso forma e non ho saltato nemmeno un allenamento. Era il mio obiettivo e anche per questo motivo non sono ancora al top». Il giudizio, poi, si sposta sui giovani. Ripartendo da uno dei riconfermati: Manuel Mancini. «È già in ottima forma, aiutato da una struttura fisica piuttosto leggera. Si appresta a disputare il primo campionato in C1 e mi auguro che possa confermarsi ai livelli raggiunti l'anno passato. I nuovi? Molti già li conoscevo e sulle loro qualità sono pronto a scommettere. Con gli altri ho instaurato un buon rapporto in questi 25 giorni. Ci sono diversi elementi validi: Zito, Cejas, Panini. Ma credo che la sorpresa possa essere Piroli, ha delle caratteristiche che mancavano in questo gruppo». La palla passa al campionato. Ambrosi lo analizza con riserva, ma discostandosi dai tanti giudizi finora ascoltati. «Finché non saranno compilati i gironi, non potremo conoscere le nostre avversarie. Sento parlare, però, di corazzate: Foggia, Perugia, Lucchese. Sicuramente queste formazioni arruolano calciatori con tanta esperienza, ma non direi che siano superiori a Taranto, Gallipoli, Cavese. Sull'esito di un'annata, poi, influiscono tanti fattori: l'unione del gruppo, il valore dell'allenatore, le condizioni dei singoli. Mi sbilancio e dico che il Taranto sarà protagonista. Il gruppo è molto determinato e confido sulla voglia di chi ha già vinto con questa casacca. Ripartire da una base di calciatori della passata stagione è stata un'ottima scelta». di Fabio Di Todaro
Il "De Bellis" a lucido per l'ospite speciale
Castellaneta aspetta il Taranto. E una nuova società attende di farsi conoscere. La possibilità di ospitare per tre giorni (i prossimi 16, 17 e 18) il Taranto che sta effettuando la preparazione in vista della sfida di Coppa col Catania e dell'avvio della C1, è stata colta al volo dalla nuova dirigenza del Castellaneta. Solo poche settimane fa sembrava che il club biancorosso fosse destinato a scomparire, e invece la soluzione arrivata con il commissariamento della società a poche ore dalla scadenza dei termini di iscrizione, ha permesso alla squadra di Tonio Rocci di poter nuovamente disputare la Promozione. Uno scampato pericolo che prima si è tramutato in nuova voglia di ricominciare con una squadra giovane composta da atleti locali, e che ora dà la possibilità di mettersi in mostra nella prestigiosa vetrina che offrirà la tre giorni rossoblù. «È l'occasione migliore che ci potesse capitare per far conoscere a tutti la nuova dirigenza, per illustrare i programmi della prossima stagione e per confermare tutta la nostra passione e il nostro entusiasmo in vista di un campionato che disputeremo con numerosi e promettenti giovani del posto» fa sapere la società del commissario Attolino. In questi giorni i membri dello staff stanno provvedendo alla risistemazione del manto erboso in vista degli allenamenti del Taranto e sopratutto dell'atteso test di mercoledì prossimo tra il team di Rocci e quello di Papagni. Si tratta della seconda amichevole in tre anni tra il Castellaneta e il Taranto: l'ultima occasione è capitata nella stagione 2003-2004 quando la compagine locale, allenata da Franco Danza, retrocesse dall'Eccellenza alla Promozione e i rossoblù erano guidati da Fabio Brini. Ma il "connubio" tra il Taranto e lo stadio Giovanni De Bellis nasce da lontano, vale a dire da quando, dieci anni fa, la squadra rossoblù fu costretta ad "emigrare". Un esodo dettato dalle scintille con l'allora sindaco Giancarlo Cito. Molto meno "serio" l'inconveniente attuale: i lavori di adeguamento dello stadio Iacovone non permettono infatti al Taranto allenarsi nella propria dimora. Ma a Castellaneta Deflorio e compagni troveranno un'accoglienza amichevole e calorosa, mentre i locali approfitteranno dell'ospite illustre per battezzare una nuova rinascita che possa portare a quei traguardi che mancano ormai da anni. di Angelo Loreto
Penne saluta i rossoblu
Con l'amichevole giocata con la Primavera del Pescara, si è concluso il secondo ritiro estivo del Taranto a Penne. I giocatori, dopo la partita, sono rientrati a casa. La cittadina vestina, che conta circa 12 mila anime, si è stretta attorno ai rossoblù, perché a Penne il calcio è al primo posto delle passioni. Vedere una squadra di C1 allenarsi sui campi di calcio del paese, riscuote curiosità e ammirazione. Ad ogni allenamento del Taranto, per esempio, era presente sugli spalti un sostanzioso gruppetto di pennesi che seguiva le gesta della squadra di Aldo Papagni. Il tecnico di Bisceglie, a Penne, non c'era mai stato. «Una bella cittadina e attenta al calcio: siamo stati bene, il centro sportivo è all'avanguardia. Spero di tornare qui il prossimo anno» conclude con ironia Papagni. Già, perché l'anno scorso il Taranto era venuto a Penne con un altro allenatore, Raimondo Marino, che fu poi esonerato nel corso del campionato, che comunque ha fruttato la C1. Giovedì, dopo la partita, il furgone dei magazzinieri era già pronto: gli attrezzi, le borse e il materiale usato per allenarsi era stato già caricato ed imballato per tornare a Taranto dove inizierà un'altra avventura. La squadra del presidente Blasi rappresenta anche un piccolo indotto economico per la recettività locale: tifosi, procuratori, giornalisti, parenti e amici che hanno frequentato il centro vestino nei venti giorni del ritiro, affollavano ristoranti e alberghi della zona. Questa è l'altra faccia della medaglia. Perché a Penne l'unico reddito distribuito, proviene dalla "Brioni", azienda romana che cuce i vestiti per i Vip di mezzo mondo in cui lavora il 10% della popolazione. Prima della partita sono ripartiti Maurizio Caccavale e Manolo Manoni, quest'ultimo non hai mai lavorato col gruppo, sostenendo sedute personalizzate tra palestra e piscina. Il centrocampista aveva subìto un grave infortunio in occasione della partita contro il Latina, il 26 marzo scorso, e oggi, dopo cinque mesi, non ha ancora la certezza di rimanere a Taranto. Non c'è ancora il contratto, i dirigenti di via Umbria vogliono prima capire se abbia recuperato la forma. di Gilberto Petrucci
Amichevole vincente TARANTO-PESCARA 3-1
Il Taranto ritorna a Castellaneta Due sedute di allenamento a Taranto. Poi, dopo la pausa di Ferragosto, tre giorni di lavoro a Castellaneta prima del debutto ufficiale in Coppa Italia previsto per domenica 19 agosto contro il Catania. È la diretta conseguenza dei lavori di sistemazione del manto erboso dell'impianto del Rione Salinella. I rossoblù, che con l'amichevole di ieri pomeriggio hanno concluso la prima parte del ritiro, si rivedranno domenica pomeriggio allo "Iacovone" per la ripresa della preparazione (che avverrà nella metà campo non interessata dai lavori avviati nella mattinata di mercoledì). Lì si alleneranno anche lunedì mattina, mentre mercoledì pomeriggio (dopo aver usufruito di un giorno di riposo per Ferragosto) si sposteranno a Castellaneta per disputare un'amichevole contro la compagine locale (ore 17,30), militante nel campionato di Eccellenza. Nella cittadina situata sul versante occidentale del capoluogo (dove il Taranto ritorna dopo l'esilio forzato di dieci anni fa), Deflorio e compagni rimarranno fino a sabato mattina, prima di rientrare per la sfida che sancirà il debutto ufficiale della nuova stagione agonistica. È quasi certo che, qualora il Taranto non proseguisse la sua avventura nella Tim Cup, possa sostenere qualche altro test amichevole in vista dell'inizio del campionato. Se i rossoblù dovessero eliminare gli etnei, invece, tornerebbero in campo mercoledì 23 per affrontare la vincente della sfida tra Salernitana e Brescia. CAMPIONATI - Non si conosce ancora con ufficialità la data in cui verranno stilati i calendari dei cinque gironi dei campionati di terza e quarta serie. La Lega Calcio di C, presieduta da Mario Macalli, potrà procedere soltanto nel momento in cui la Federcalcio avrà provveduto a rendere noti gli organici. Al momento, però, sono ancora al vaglio le posizioni di Catanzaro (retrocesso dalla serie B), Gela e Torres: le tre società non sono state iscritte al campionato di serie C1 e, tramite il Lodo Petrucci, chiedono di essere ammesse alla categoria inferiore. A questo punto è probabile che l'inizio della stagione slitti di due settimane (dal 27 agosto al 10 settembre). Postilla: Giovanni Micallo, trenta presenze con la casacca rossoblù nella passata stagione, si sta allenando con l'Ancona e potrebbe essere tesserato nei prossimi giorni. di Fabio Di Todaro
Il "prof" lancia i rossoblu Francesco Guicciardini non ama la luce dei riflettori. Opera dietro le quinte, ma fornisce un contributo pesante al lavoro di Aldo Papagni. Preparatore atletico, osteopata: il "prof" di Oria ha seguito passo dopo passo i calciatori nelle sedute di allenamento ed è in grado di stilare un primo bilancio. «Siamo felici perché non ci sono stati gravi infortuni - ha esordito Guicciardini, esordiente in un campionato di C1 -. Qualche calciatore ha saltato un paio di sedute di allenamento, rispettando delle pause previste nel programma. Soltanto Silvestri, colpito da un'infiammazione al ginocchio, ha svolto un lavoro differenziato, riprendendo a lavorare con i compagni negli ultimi giorni. Abbiamo sviluppato il programma prestabilito, utilizzando il pallone sin dai primi giorni. Preferisco lavorare sull'intensità ma, con il quasi certo slittamento del campionato, aggiungerò alcuni allenamenti incentrati sulla potenza aerobica». I primi giorni di ritiro gli sono serviti per conoscere da vicino i nuovi atleti. E adesso, a poco più di una settimana dalla prima uscita ufficiale, Guicciardini esprime un giudizio sulla loro condizione fisica. «Ho ritrovato Mancini in condizione strepitose, la sua struttura fisica gli permetterebbe di essere un mezzofondista. E anche da Ambrosi ho ricevuto segnali positivi: ha raggiunto il peso ideale e, negli ultimi allenamenti, sembra aver acquisito anche un po' di brillantezza. I nuovi? Mi hanno colpito molto Panini e Colombini, sono molto reattivi e hanno una buona forza. Qualcuno, invece, è un po' in ritardo: Zito e Piroli, ad esempio, hanno accusato il cambio di preparazione. Non avevano mai lavorato tanto in palestra, ma il peggio è ormai passato». Nella scorsa stagione fu messo sul banco degli imputati per il calo fisico che la squadra accusò tra dicembre e gennaio. Guicciardini, però, poggia la sua difesa su basi solide. «L'età media della squadra era più alta. E, poi, contro il Viterbo e la Cisco Roma, la squadra non venne meno sotto il profilo atletico. Adesso, invece, il gruppo è più giovane e la differenza è notevole. Ve ne accorgerete sin dalle prime giornate. Se caleremo fisicamente, allora, mi assumerò le mie responsabilità». Francesco Guicciardini, 34 anni compiuti il 13 febbraio, ha lavorato anche nello staff tecnico del Brindisi Calcio. Vanta, però, due esperienze nel mondo del volley femminile: in A1 con il Santeramo e, nella passata stagione, in A2 con l'Isernia. di Fabio Di Todaro
Taranto-Catania si giocherà allo "Iacovone" Pericolo scampato. Taranto-Catania, prima uscita ufficiale dei rossoblù nella Tim Cup, si giocherà allo "Iacovone". Ieri mattina, sono iniziati i lavori di recupero del manto erboso, danneggiato soprattutto in seguito ad alcuni concerti svoltisi durante l'estate. L'allarme lanciato dal Questore di Taranto Eugenio Introcaso (attraverso una missiva inviata al Commissario Prefettizio Blonda e al Prefetto Alecci), è stato recepito dal Comune, che ha dato l'ok all'inizio dei lavori.
La lunga telenovela Continua la telenovela sull'impianto del rione Salinella. Da quando è entrato in vigore il Decreto Pisanu, è iniziato un lungo braccio di ferro tra la società rossoblù e il Comune di Taranto, proprietario della struttura sportiva. Dopo aver ottenuto la permanenza in C2, il club di via Umbria ha fronteggiato diverse situazioni di emergenza riguardanti lo "Iacovone". Partendo dalla convenzione che avrebbe dovuto sancire l'utilizzo della struttura. Non è mai stata firmata dalle due parti, nonostante diversi incontri che avrebbero potuto risolvere la questione. Lo scorso inverno il Comune, guidato ancora dal sindaco Rossana Di Bello, "ammonì" club jonico, chiudendo lo stadio quattro giorni prima della gara interna col Viterbo. Poi un piccolo riavvicinamento, fino all'incontro dello scorso giugno tra il presidente Blasi e il Commissario Prefettizio del Comune Blonda, seguito da un preoccupante silenzio che nessuno sembra voler interrompere. Stando al Decreto Pisanu, l'Ente Civico dovrebbe provvedere alla messa a norma dello stadio (nuova recinzione e ristrutturazione dei vari ingressi), al potenziamento dell'impianto di videosorveglianza e alla manutenzione straordinaria dello stadio. Alla Taranto Sport, invece, spetterebbe la numerazione di tutti i posti (senza però dover montare i sediolini nei settori di curva e gradinata), la gestione e la manutenzione ordinaria dell'impianto di videosorveglianza, la stampa dei biglietti nominativi. Sembra essere passata in secondo piano l'istituzione dei tornelli elettronici per l'afflusso degli spettatori. L'impianto di preselezione, presente soltanto in alcuni impianti italiani (a Parma, a Genova, e all'ingresso della Curva Sud dello stadio "Olimpico" di Roma), non rappresenta una priorità: continueranno ad esserci agenti di sicurezza che verificheranno i tagliandi nominativi e i documenti d'identità. I lavori - verranno deliberati venerdì e appaltati per la fine di agosto - potrebbero partire nella prima decade di settembre e dovranno, obbligatoriamente, terminare entro trenta giorni. L'allestimento dei cantieri non comprometterebbe, però, l'attività della squadra. di Fabio Di Todaro
Oggi l'ultimo test per Papagni Ancora pioggia a Penne. Anche ieri un temporale ha praticamente rallentato la preparazione del Taranto che ha sostenuto una parte della seduta in palestra, e l'altra, sul campo di calcio. Hanno lavorato tutti e oggi saranno disponibili per l'amichevole, l'ultima del ritiro di Penne, prevista contro la formazione Primavera del Pescara, allenata da Cetteo Di Mascio, lo scopritore di Fabio Grosso e Massimo Oddo. Un test importante perché il tecnico Aldo Papagni, con molta probabilità, schiererà la squadra che poi sarà quasi certamente riproposta nel mach di Coppa Italia contro il Catania alla Iacovone. Atteso è il brasiliano Toledo: «Non sono ancora al 100% della forma, mi alleno con costanza, l'ambiente mi piace e soprattutto voglio fare bene», spiega il nuovo attaccante brasiliano del Tarano. «Mi sono ambientato col gruppo e ho parlato a lungo con il tecnico: siamo in sintonia su schemi e tattiche», prosegue Toledo, che poi aggiunge: «A Taranto voglio fare bene dopo l'esperienza negativa con il Cisco Roma; mi hanno parlato del pubblico caloroso e per questo voglio entrare nei loro cuori. Ho sposato la causa del Taranto perché credo negli obiettivi della società: vincere un campionato qui, ti rimane per sempre. I moduli tattici che adotta Papagni sono congegnali alle tue caratteristiche? Diciamo di sì, qualcosa naturalmente aggiusteremo. Domani - oggi, per chi legge, ndr -, sarà un test fondamentale, il mister quasi sicuramente scoprirà le carte. Per questo voglio essere protagonista», conclude il giocatore brasiliano. La pioggia ha portato anche refrigerio: non c'è più il caldo afoso che ha fatto boccheggiare nei giorni scorsi il gruppo. I giocatori, assiepati sulle poltroncine dell'albergo, cercano "calore": «ragazzi? che freddo!», sussurra Sirio Silvestri, che ha da poco scontato la squalifica per doping e cerca di superare le noie fisiche che attanagliano il suo ginocchio. Intanto, oggi alle 17, in occasione dell'amichevole contro la Primavera del Pescara è previsto l'arrivo anche di un gruppo sostanzio di tifosi rossoblù per vedere all'opera il nuovo Taranto. Dopo la partita, infine, il ritiro sarà ufficialmente terminato. I giocatori saranno liberi di tornare a casa. di Gilberto Petrucci
È già un bel Taranto Mister Papagni, qual è il bilancio del ritiro al penultimo giorno di lavoro? «La squadra si è allenata con intensità, e fortunatamente non ci sono stati molti infortuni. Siamo partiti con due gruppi da far amalgamare, e credo che l'inserimento dei nuovi proceda nel migliore dei modi. Già nell'ultima amichevole ho registrato alcuni progressi: abbiamo cercato di giocare sempre la palla e tutti hanno svolto la fase difensiva arretrando dietro la linea di gioco. L'unico rammarico è quello di non aver potuto affrontare compagini di livello superiore». Nel test di domenica scorsa ha schierato una formazione con tre attaccanti. Sarà una soluzione anche per il prossimo campionato? «Avevo fatto questo esperimento nei giorni precedenti e ho voluto riproporlo in amichevole. Ho schierato tre giocatori mobili, ai quali ho chiesto di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Ma chiederò ai ragazzi di essere pronti a cambiare più volte atteggiamento nell'arco di una partita. Lavoreremo anche con un modulo ad una punta e spero di ricevere nuove indicazioni positive». L'ultima casella mancante è stata riempita con l'arrivo di Toledo. È soddisfatto? «Ci serviva un giocatore capace di partire dalla destra e accentrarsi e Toledo è in grado di compiere questo lavoro. È in ritardo di condizione rispetto al resto del gruppo, ma sono certo che si impegnerà per recuperare il tempo perso. Le ultime stagioni non gli hanno regalato grosse soddisfazioni ed è per questo motivo che punto sul suo riscatto». Il mercato del Taranto può considerarsi conclusa? «L'organico è completo in tutti i reparti. In ogni ruolo abbiamo almeno due calciatori: è una scelta che ho fatto in accordo con il diesse Evangelisti, il quale, tra le varie difficoltà del calciomercato, è riuscito ad allestire una rosa competitiva per un campionato difficile come la C1. Adesso siamo ventiquattro, ma non è da escludere che qualche giovane possa essere ceduto in prestito per raccogliere più presenze». Si riferisce a Malagnino? «È un calciatore che ritengo pronto per questa categoria, ma nel Taranto non riuscirebbe a trovare molto spazio. Ne ho parlato con lui e siamo entrambi convinti che avrebbe bisogno di giocare con maggiore costanza. La scelta finale, comunque, spetta alla società». Quanto può essere importante partire con un'ossatura di squadra con cui ha già lavorato nella passata stagione? «È un aspetto fondamentale, che risalterà soprattutto nelle prime giornate di campionato. Sei mesi di lavoro ci hanno agevolato già nella preparazione estiva. È stata la prima mossa che abbiamo deciso in vista della nuova stagione. E ritengo che gli acquisti più importanti siano state le riconferme di dodici calciatori reduci dalla promozione. Hanno scelto di giocare ancora nel Taranto e di dare continuità ad un progetto intrapreso l'anno scorso». Che ruolo potrà svolgere il Taranto nella prossima C1? «Ci sono diverse formazioni altamente competitive, ma se giocheremo con l'umiltà che ci ha contraddistinto nella scorsa stagione potremo toglierci delle belle soddisfazioni. Sta nascendo un bel Taranto: giovane, esperto e pronto a dar battaglia su ogni campo». di Fabio Di Todaro
Lo Iacovone non è sicuro, gare a rischio Insicuro per la mancata effettuazione di quei lavori di adeguamento annunciati da tempo e da tempo puntualmente rinviati, malridotto e pieno di rifiuti a seguito dei concerti dell'estate tarantina, lo stadio Iacovone si appresta nel peggiore dei modi ad ospitare un'altra stagione agonistica. Anzi, rischia di non ospitarla proprio, considerato che la gara di Coppa Italia Taranto-Catania, in cartellone il prossimo 19 agosto, potrebbe essere giocata altrove per le pessime - a dir poco - condizioni in cui si trova il manto erboso e per i problemi di sicurezza che il questore Eugenio Introcaso in una lettera ha segnalato al prefetto Francesco Alecci ed al commissario prefettizio Tommaso Blonda. «Con l'avvio del prossimo campionato di calcio di serie C1 che vedrà impegnata la locale compagine sportiva, si ripropone l'urgente esigenza - ha scritto il questore alle autorità competenti - della messa a norma dell'impianto sportivo Erasmo Iacovone. Infatti, da un recente sopralluogo effettuato presso la struttura sportiva è emerso che nulla è stato finora effettuato dall'amministrazione comunale, proprietaria dello stadio e dalla società Taranto Sport per adeguare l'impianto agli standard di sicurezza previsti dalla normativa Pisanu. Si tratta di eseguire una serie di opere strutturali non più procrastinabili, al fine di rendere sicura la struttura, facilitare l'accesso e il deflusso degli spettatori nonché di prevenire azioni di violenza all'interno e all'esterno dello stadio». «Si tratta di problemi - scrive Introcaso - che hanno formato oggetto di diverse riunioni in prefettura, sia in sede di comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che di commissioni provinciali per i locali di pubblico spettacolo, riunioni, peraltro, allargate ai rappresentanti dell'amministrazione comunale e della società Taranto Sport, senza trovare sinora concreto riscontro in ordine alla realizzazione delle opere richieste. È evidente - conclude Introcaso - che tale situazione non consente di poter affrontare con la necessaria sicurezza le prossime gare calcistiche». Si potrebbe riportare la capienza dell'impianto della Salinella sotto i diecimila spettatori per sottrarsi alla normativa Pisanu ma non sarebbe una soluzione seria, considerato che questo stratagemma è stato già utilizzato all'avvio dello scorso campionato, proprio in attesa dei lavori di messa in sicurezza. Un'altra emergenza riguardante lo Iacovone è costituita dai danni subiti dalla struttura a seguito dei concerti di Jovanotti e dei Pooh ospitati nei giorni scorsi. «Abbiamo presentato al Comune - spiega il direttore generale della società rossoblù Vittorio Galigani - la richiesta di poter usufruire dello Iacovone in occasione della gara col Catania, sottolineando però la necessità di effettuare lavori urgenti di sistemazione del manto erboso, rovinato in più punti e allo stato assolutamente non idoneo ad ospitare una partita di calcio. Spero che il Comune provveda subito altrimenti sarà un problema della Lega reperire un campo idoneo, considerato che anche il tappeto erboso del Cibali di Catania mi dicono non essere praticabile». La Lega di serie A e B, organizzatrice della Tim Cup-Coppa Italia, attende una risposta da parte del Taranto tra oggi e domani. «I tempi tecnici per riparare il prato dello Iacovone ci sono - spiega Galigani - ma bisogna iniziare i lavori subito. Spero che l'amministrazione comunale si muova subito». di Mimmo Mazza
Ripreso il ritiro a Penne E' ripreso ieri pomeriggio il ritiro del Taranto a Penne. Dopo la partita di domenica, giocata contro la Vestina (promozione abruzzese), il tecnico Aldo Papagni, ha concesso un giorno e mezzo di riposo. Ad eccezione di Catania, Toledo e De Liguori che si sono allenati anche lunedì e le cui condizioni fisiche stanno migliorando giorno dopo giorno. La squadra, secondo il preparatore atletico Guicciardini, è in salute: «Non siamo ancora alla tetto della forma ideale, ma da qui all'inizio del campionato, questo obiettivo sarà raggiunto gradualmente e sarà conservato per tutto il torneo», sostiene il preparatore atletico. Ieri pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti, la squadra è stata costretta a cambiare i programmi: un violento acquazzone estivo che si è abbattuto sulla cittadine pennese ha fatto saltare la seduta sul campo dello SportsPart e la squadra rossoblu ha sostenuto, in alternativa, una seduta in palestra. L'unica nota stonata è la notizia che circola da alcuni giorni nel ritiro di Penne sulle sorti del mach contro il Catania che potrebbe giocarsi in Sicilia anziché allo Iacovone per i noti problemi del manto erboso dello stadio jonico. «Sarebbe un errore non giocare a Taranto contro il Catania», spiega Piroli, il giovane attaccante che proviene dalle giovanili del Torino. A Taranto, lui, non c'è mai stato: «Avevo tante richieste, tra cui Varese, Legnano e San Marino, ma ho scelto Taranto», afferma Piroli. E perché? «Mi affascinava la piazza, e alcuni mi hanno parlato della presenza di un pubblico fantastico. Premetto che a Taranto non ci sono mai venuto, non conosco la città, ho solo visto qualche foto su internet. Ora voglio entrare nei cuori dei tifosi rossoblu e il loro calore è fondamentale per la prima partita ufficiale contro il Catania», prosegue Piroli. Insomma, il giovane attaccante ha le idee chiare: «Mi sono ambientato bene, ho lavorato intensamente, e la mia condizione è cresciuta, anche se non sono ancora al 100%. Cerco di dare il massimo». Contro il Catania ti piacerebbe partire titolare? «Vorrei tanto giocare titolare in questa partita. Sarebbe il massimo. I miei punti di riferimento in squadra sono Deflorio e Ambrosi, entrambi hanno un carisma particolare», conclude Piroli. Lunedì, i giocatori in ritiro a Penne, sono stati raggiunti dai familiari (mogli e fidanzate) e oggi sono pomeriggio sono tornati ad allenarsi. La prossima amichevole è prevista giovedì 10 agosto: la formazione di Papagni affronterà la Primavera del Pescara, allenata da Cetteo Di Mascio, il tecnico che ha scoperto gli azzurri Fabio Grosso e Massimo Oddo. L'incontro è previsto al campo dello SportsPark alle ore 17. Dopo la partita, sarà praticamente finito il ritiro di Penne, la squadra rientrerà a Taranto con l'incognita campo. di Gilberto Petrucci
A volte ritornano
Rieccolo, don Tonino Matarrese, ex Dc, ex presidente della Lega Calcio, della Federcalcio, di tutto: la Confindustria del pallone l'ha eletto oggi, per scongiurare l'arrivo del commissario. Don Tonino ha avuto 26 voti su 39. Mancava, fra le big, solo la Fiorentina (strano, Diego Della Valle ha mollato dopo tante battaglie...).
Pastore lancia il Taranto Le parole che rivolge ai compagni più giovani sono consigli dettati da una lunga esperienza sui campi di terza serie. Ivano Pastore, moralmente, è un altro capitano: non indossa la fascia, ma ha il carisma per poter essere una seconda guida sul rettangolo di gioco. Organizza il lavoro difensivo, dispensa suggerimenti a chi è deputato a tessere la manovra: la sua presenza nell'asse centrale della squadra è ormai indispensabile. Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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