Le statistiche di Franco Valdevies Il Taranto non ha mai vinto a Rende in cinque precedenti di campionato, rimediando tre pareggi e due sconfitte; i rossoblù hanno affrontato i calabresi in tre occasioni in serie C1, una volta nel Campionato Nazionale Dilettante e nella stagione scorsa in C2. La prima gara si giocò a Cosenza il 23 maggio 1982: 1-0 per i calabresi con una rete su rigore di Mauro al 76'. Tre pareggi nei successivi tre confronti e tutti per 1-1. Il 10 aprile 1983 passa in vantaggio il Taranto con Chimenti, poi pareggia Massarini al 50'. Anche il 19 febbraio 1984 sono i rossoblù a passare in vantaggio con il gol di Formoso al 24', mentre i padroni di casa pareggiano cinque minuti dopo su rigore con Gregorio Mauro (due anni prima il centrocampista calabrese era andato a segno sempre dal dischetto). Il 25 aprile 1999 le due squadre si affrontano sul campo neutro di Acri; ancora una volta Taranto in gol per primo al 76' con Mancuso, poi al 78' pareggia Pucciano. 3-2 per i calabresi il 24 aprile 2005 con le reti di Silvestri al 25', Prete al 30', Occhiuzzi al 63', Deleonardis al 65' e Novello all'84'. Il Taranto è reduce da cinque vittorie consecutive in trasferta, tutte conquistate con Aldo Papagni in panchina: il 29 gennaio scorso 2-1 contro l'Igea Virtus (doppietta di Deflorio), il 12 febbraio 1-0 ad Andria (gol di De Liguori), il 26 febbraio 1-0 a Modica (autogol di Ettori), il 26 marzo 2-1 a Latina (Deflorio e Mancini i bomber rossoblù) ed il 9 aprile 1-0 a Potenza (ancora una rete di Deflorio). Complessivamente in questa stagione i successi esterni sono sei comprendendo anche l' 1-0 a Rieti del 18 dicembre 2005 (rete di Di Domenico al 94'). Il record di vittorie in trasferta per il Taranto è rappresentato dagli 8 successi raccolti nel campionato di serie D 1999-2000, poi se ne contano 7 nel campionato di Prima Divisione 1934-35, quindi 6 nel 1928-29 sempre in Prima Divisione, nel 1951-52 e 1952-53 in serie C e nel 1994-95 nel Campionato Nazionale Dilettanti. Vincendo a Rende il Taranto conquisterebbe il sesto successo esterno di fila eguagliando il proprio primato in materia ottenuto 71 anni fa nel torneo di Prima Divisione 1934-35 (che equivaleva all'attuale serie C1); in quella stagione i rossoblù vincevano le ultime tre gare in trasferta per 2-1 a Campobasso (a segno Perrucci al 19', Giraud al 30' e Malaguri per i molisani al 76'), per 1-0 a Jesi (rete di Spanghero al 25') e per 3-1 a Manfredonia (Spanghero al 23', pareggio di Zanni al 27', Gay al 68' e Ronìmano all'88), quindi coglievano altri tre successi esterni nel girone finale superando per 4-1 a Genova l'Andrea Doria (liguri in vantaggio con Co, quindi la quaterna rossoblù con Svageli, Martino Castellano, Spanghero ed ancora Castellano), per 2-0 a Sesto San Giovanni contro l'Acciaierie e Ferrovie Lombarde Falck (in gol Giraud al 35' e Svagali all'82'), infine un successo a tavolino per 2-0 contro la Palmese che rinunciava a giocare la partita (i siciliani davano forfait per evitare di pagare alla squadra ospite le spese di viaggio).
Taranto, ipotecare i
playoff Ipotecare i playoff. È questo l'obiettivo che Deflorio e soci dovranno puntare a raggiungere questo pomeriggio (ore 15) al «Lorenzon» di Rende. Se, come tutti i tifosi rossoblù si augurano, dovesse giungere la sesta vittoria esterna di fila, il Taranto oltre a raggiungere la matematica certezza di disputare i playoff, blinderebbero al novanta per cento anche la seconda utilissima poltrona. In caso di parità dovrebbe mettere le orecchie alla radiolina per attendere i risultati di Pro Vasto-Melfi e Modica-Cisco Roma. L'impresa è abbastanza difficile. Sul terreno dei calabresi (è piccolo e stretto) sono cadute tutte le grandi del campionato: il Gallipoli ha perso per 1-0, il Melfi e la Pro Vasto per 2-1, la Cisco Roma per 3-1. Nessuna partita è terminata 0-0. Gli jonici sono pertanto chiamati ad offrire una grossa prestazione, condita con tanta determinazione, concentrazione, umiltà e spirito di gruppo. Occorrerà presidiare innanzitutto le fasce laterali, preda degli inserimenti degli esterni calabresi (difensivi e offensivi), ma occorrerà pure non concedere spazi al centro, dal momento che i rendesi sono soliti indirizzare verso la porta avversaria palloni anche dalla trequarti campo. La formazione del Taranto prevede tre novità rispetto a quella che sabato scorso ha impattato senza reti con la Pro Vasto. In difesa rientreranno Pastore che farà coppia con Caccavale e Micallo che si piazzerà sull'out destro, consentendo a Mortari di giostrare sulla fascia più avanzata. In mezzo al campo ci dovrebbe essere l'immissione di Andrea Bussi al fianco di Manuel Mancini. Larosa, infatti, ha risentito nella rifinitura di ieri mattina i postumi dell'influenza che lo ha bloccato per due giornate. L'ex viterbese assicura filtro, interdizione, equilibrio in mezzo al campo e lanci millimetrici. Questa la formazione iniziale: Gori; Micallo, Caccavale, Pastore, Manni; Mortari, Bussi, Mancini, De Liguori; Di Domenico, Deflorio. di Giuseppe Dimito
«Biglietti
nominali: servono modifiche» I biglietti nominali sono stati una grossa novità. La
prima volta assoluta per Taranto è scivolata via senza grossi
inconvenienti, ma con qualche dubbio e qualche imperfezione da
eliminare. Domande, dubbi: la fotocopia del documento d'identità
consegnata alle prevendite, la firma sulla “liberatoria” per il
trattamento dei dati personali senza l'indicazione di un responsabile
del trattamento stesso. Il Taranto ci ha provato, dopo le sollecitazioni
della Questura. Adesso deve rimediare.
Micallo, rientro a
destra Giovanni Micallo è la novità. Perché nel Taranto che
domani giocherà a Rende tornerà titolare, dopo qualche acciacco e
qualche esperimento. Adesso tocca a lui: Papagni ha scelto. «Dovrei
rientrare dall'inizio, è vero. E tutto dovrebbe tornare com'era prima
che mi facessi male. Mi sembra un discorso naturale». Di
rientro si tratta, però. Per le condizioni tornati normali, ma anche
per una presa d'atto tattica: con lui alle spalle di Mortari la fascia
destra sembra funzionare meglio. Infatti Papagni lo ha utilizzato sempre
anche quando lo ha portato in panchina, mettendo ordine sulla fascia
quando ce n'era bisogno: «Ho ripreso piano ed
era giusto che andassi in panchina, perché c'era chi stava meglio di
me. Penso che sia giusto così: chi non sta bene deve lasciare spazio.
Poi, a parità di condizioni, la scelta diventa tecnica. E poi, finora,
non ha giocato Deflorio da quella parte: spesso ci siamo trovati io e
Mortari, poi ci sono stati problemi fisici una volta di Mortari, una
volta mie, c'è stato un buon momento di Catania. Ci troviamo bene
tutti: gioca, semplicemente, chi sta meglio e dà più garanzie»
Ora Papagni può
scegliere La penultima seduta settimanale riconsegna a Papagni Larosa e Mignogna. I due hanno smaltito rispettivamente l'influenza e lo stiramentino al polpaccio per cui rientrano a pieno titolo nella lista dei convocati per la difficile trasferta di Rende (campo piccolo e stretto). Ora spetta a mister Papagni valutare la condizione dell'andriese e deciderlo se mandarlo in campo o meno. Decisiva sarà la rifinitura prevista per stamane. Se il lungo centrocampista dovesse superare anche il test odierno, sarà regolarmente della partita. Caso contrario, da quando visto nel corso della partitella infrasettimanale contro la formazione Allievi, giocherà Bussi, apparso in perfetta forma e voglioso di offrire il proprio contributo. Mignogna potrebbe andare in panchina. Rispetto alla squadra che ha impattato in casa con la Pro Vasto sabato scorso, dunque, l'unica novità dovrebbe essere costituita dal ritorno di Ivano Pastore in difesa al fianco di Caccavale. Al "Lorenzon", dunque, potrebbe scendere in campo la seguente formazione: Gori; Micallo, Caccavale, Pastore, Manni; Mortari, Larosa, Mancini, De Liguori; Di Domenico, Deflorio. Il Rende ha perso sul proprio terreno soltanto due partite (Giugliano e Modica) ed entrambe nel girone d'andata. L'ultima sonfitta, quella con i siciliani, risale al lontano 2 ottobre 2005 (1-3). I pari sono stati pure pochi (3), di cui 2 nell'utimo mese di campionato. Papagni sostiene che il Taranto deve far di tutto per chiudere il discorso-secondo posto nelle prossime due gare di campionato per cui giocherà a Rende per cercare di incamerare tre dei quattro punti necessari per assicurarsi l'utilissima seconda poltrona. Capitolo Silvestri. Ierti mattina il dg Vittorio Galigani ha inoltrato la richiesta ufficiale al Coni per conoscere con esattezza se il giocatore è utilizzabile per i playoff. Il centrocampista fu impiegato per quattro gare dopo la sentenza di assoluzione. Quel periodo rentra nell'anno di squalifica o va aggiunto alla scadenza naturale del 20 maggio? Mercoledì la riposta. di Giuseppe Dimito
Papagni vuole il
massimo Concentrazione, umiltà, fiducia. Ma anche serenità,
prudenza, armonia. Sei parole-chiave per spiegare il Taranto di Aldo
Papagni, sei vocaboli per interpretare il momento vissuto dai rossoblu.
Papagni si fida del
Taranto La calma è la virtù dei forti. Aldo Papagni parla dall'alto del secondo posto in classifica, con sei punti di vantaggio sul terzetto di inseguitrici (composto da Melfi, Rende e Cisco Roma) a 270 minuti dal termine del campionato. Le rassicurazioni le trae dal lavoro quotidiano, dall'impegno che la sua squadra profonde durante gli allenamenti. E nemmeno una trasferta difficile, sul campo di una diretta concorrente, riesce a fargli passare pensieri negativi per la testa. «Da diverse settimane ormai attraversiamo un ottimo momento di forma. Adesso sarà importante mantenere la concentrazione a questi livelli. Dal punto di vista fisico, invece, c'è poco da lavorare: la preparazione è stata portata avanti con ottimi risultati e, con le elevate temperature di questo periodo, è necessario dare più qualità al lavoro». All'orizzonte c'è la partita contro il Rende. Un confronto dal quale il Taranto potrebbe ricavare alcune certezze: la conquista dei playoff (basterebbe mantenere invariato il distacco dalle altre contendenti) e della seconda posizione (sarebbe ufficiale se i rossoblù dovessero aumentare il vantaggio sulla terza posizione). «Questo gruppo ha imparato a vivere alla giornata. Sappiamo che, raccogliendo altri quattro punti, avremmo in tasca il secondo posto. E stiamo lavorando per conquistarne tre già domenica prossima. Affronteremo un avversario che, tra le mura amiche, ha vinto tutti gli scontri diretti (sarà orfano del portiere Ambrosi e del centrocampista Alfieri, ndr). Io, però, preferisco fare affidamento sulla forza del Taranto. Se giocheremo come stiamo facendo da due mesi a questa parte, difficilmente torneremo a casa a mani vuote». C'è, però, un dato statistico che macchia il momento positivo. Il Taranto non segna in casa da quattro giornate e, nelle ultime tre gare, ha siglato soltanto una rete su rigore (Deflorio a Potenza). «Non è il caso di allarmarsi. Sarei preoccupato se non riuscissimo a costruire, ma contro la Pro Vasto abbiamo sprecato almeno sei occasioni per sbloccare il risultato. Continuiamo così e vedrete che torneremo a concretizzare». I dubbi della vigilia sono quasi tutti sciolti. A destra si ricomporrà il binario composto da Micallo (terzino) e Mortari (tornante), mentre l'unico punto interrogativo è legato alla presenza di Larosa (è alle prese con una forma influenzale). «Non so se riusciremo a recuperarlo. È fermo da due giorni, ma ci sono ancora due allenamenti per verificare il suo stato di forma. Le assenze, comunque, non mi preoccupano. Ho la fortuna di allenare un gruppo di calciatori professionisti e so di poter contare su ognuno di loro in qualsiasi momento». Avere la certezza della disputa degli spareggi per la promozione, potrebbe consentire di dare spazio a chi, fino a questo momento, è stato meno impiegato. «È anche per questo motivo che inseguiamo un risultato positivo. Nelle prossime gare ci sarà più spazio per chi ha collezionato soltanto diversi spezzoni di gara. Ma non è un banco di prova: il nostro obiettivo è quello di portare tutti allo stesso livello». di Fabio Di Todaro
Larosa febbricitante:
c'è Bussi Buone indicazioni sono giunte dalla partitella contro la formazione Allievi fatta disputare ieri da Papagni all'intera rosa dei disponibili. La salute del gruppo è buona. Tutti hanno corso in scioltezza mostrando di aver acquisito quella articolata preparazione atletica che difettava al momento dell'arrivo in riva allo Jonio di mister Papagni. E questo è un buon viatico sia per il finale di campionato che per gli spareggi-promozione in C1. L'apprendimento e l'esecuzione degli schemi, attraverso precise ed appropriate esercitazioni sul terreno di gioco, costituiscono un altro dei fiori all'occhiello che Deflorio e compagni ostentano con malcelato orgoglio. Ciascuno mette in campo ciò che il mister desidera che si faccia per cui le sbavature sono ridotte veramente al minimo. Nel corso della partitella di ieri pomeriggio il trainer rossoblù, secondo consuetudine, ha mischiato le carte facendo ruotare nei due tempi (71' in tutto) tutti i disponibili. Mancava soltanto Larosa, colpito ieri l'altro da un violento attacco febbrile (38 e mezzo). Ieri il centrocampista era sfebbrato, ma è rimasto a casa a scopo precauzionale. Ambrosi e Mignogna hanno girato a parte, ma hanno imboccato entrambi la via verso la completa guarigione. Nel primo tempo, durato 36', sono scesi in campo: Gori, Micallo, Caccavale, Martinelli, Prosperi; Mortari, Bussi, Mancini, Malagnino; Passiatore, Catania. Tre le reti segnate: doppietta di Passiatore, Prosperi. Come previsto Papagni ha ripristinato la catena di destra formata da Micallo in difesa e Mortari in avanti. L'intesa fra i due è parsa soddisfacente, in particolar modo nella fase di sovrapposizione: allungo di Micallo lungo l'out, conversione verso l'area di rigore di Mortari. L'inserimento di Bussi al centro ha dato maggior ordine al reparto. Mancini ha giostrato dieci metri più in avanti, mettendo maggiormente in evidenza le sue doti di "finisseur". Prosperi si è proposto parecchio nella metà campo avversaria firmando pure una rete. Nella ripresa, durata 35', sono stati schierati: Gentile; Micallo, Capone, Pastore, Manni; Mortari, Silvestri, Deleonardis, De Liguori; Di Domenico, Deflorio. La novità è costituita dall'inserimento di Sirio Silvestri a metà campo. Il suo gioco è molto simile a quello di Manoni per cui la sua utilizzazione in chiave-playoff è da considerarsi molto positiva. Anche sotto il profilo atletico il ragazzo sta bene. Del resto, tranne che per brevi periodi, si è sempre allenato con la rosa di prima squadra. In avanti Deflorio è parso in gran forma, mentre Di Domenico ha giostrato un tantino sotto tono. La formazione anti-Rende è legata alle condizioni di Larosa. Dovrebbe essere la seguente: Gori; Micallo, Caccavale, Pastore, Manni; Mortari, Bussi o Larosa, Mancini, De Liguori; Di Domenico, Deflorio. Oggi penultimo allenamento settimanale. Domani rifinitura e partenza per il ritiro calabrese. Una vittoria a Rende assicurerebbe forse definitivamente il secondo importantissimo posto. di Giuseppe Dimito Le acque agitate della
Doria Che a Genova le acque calcistiche siano particolarmente
agitate, non è un dubbio per nessuno. Negli ultimi tempi però la
cronaca nera si è intrecciata troppe volte con quella calcistica: dopo
la sparatoria avvenuta una settimana fa ad opera di un ultrà genoano,
è di ieri la notizia dell'arresto di un tifoso blucerchiato. Il motivo
è un'aggressione, avvenuta sabato sera in un bar di Rapallo, a seguito
di alcuni sfottò nei confronti della Samp, effettuati da due ragazzi
tunisini. A raccogliere le frecciate, due tifosi doriani di ritorno da
Genova, dopo la sconfitta con il Parma: uno dei ragazzi tunisini sarebbe
stato portato fuori dal bar e picchiato. Il risultato è l'arresto di
uno dei due aggressori e la denuncia dell'altro, mentre per la vittima
il bollettino medico parla di trauma cranico e facciale, frattura di una
mascella e di una costola. Insomma, un clima pesante, anche perché alla
vigilia della sfida di domani con la Roma, la Samp, calcisticamente
parlando, è ufficialmente in crisi. Un girone d'andata che prometteva
l'Europa, poi via via l'eliminazione con il Lens, all'ultimo minuto, in
coppa Uefa e un girone di ritorno denso solo di insoddisfazioni. Le
ultime nove giornate, otto sconfitte e un pareggio, indicano un allarme
rosso che solo il fieno messo in cascina nel girone d'andata - con
momenti di ottimo calcio, come la vittoria alla terza giornata con il
Milan a Marassi, o il pari strappato dall'Inter contro una Samp ben più
meritevole - e il fatto che mancano quattro giornate e che il Messina
non sembra essere granché in forma, non porta a pronunciare la parola
blasfema, reietta e malvoluta, ovvero "retrocessione".
Pastore prepara il
colpo Il Taranto visto all'opera contro la Pro Vasto ha
prodotto giudizi un po' diversi. I rossoblu hanno certamente convinto
sotto l'aspetto della tenuta difensiva. Incassare un solo gol nelle
ultime dieci gare di campionato, è un chiaro indice rilevatore. Ma c'è
chi incomincia a storcere la bocca su una certa difficoltà nel tradurre
in gol la discreta mole di gioco che si costruisce.
«È Silvestri il
rinforzo per i playoff» Il centrocampista Sirio Silvestri potrà disputare i playoff. La squalifica comminata al centrocampista dalla Caf il 29 settembre scorso per la famosa questione della "furosemide" scade il prossimo 20 maggio, esattamente dodici mesi essere stato sospeso dalla Disciplinare unitamente a Sergi. Signorile, invece, venne stoppato il 2 giugno. «È il rinforzo per i playoff che partiranno il 21 maggio», ha dichiarato il direttore generale Vittorio Galigani. Il giocatore (compirà 29 anni il 19 maggio) sta già lavorando con il preparatore atletico, prof. Guicciardini, per giungere ai difficili impegni in perfetta forma. Ma c'è un'altra buona notizia giunta ieri pomeriggio dallo spogliatoio rossoblù: Sandro Ambrosi è sulla via della guarigione. Lo stiramento al polpaccio è fortunatamente un lontano ricordo. Si tratta di valutare, unitamente al dott. Petrocelli, i tempi del rientro nella rosa di prima squadra. La punta ex stabiese potrebbe addirittura giocare la partitella in programma questo pomeriggio contro la formazione Allievi. Stesso discorso per Francesco Mignogna. Ieri l'esterno sinistro tarantino si è allenato a parte con Ambrosi, ma non è escluso che possa essere disponibile per domenica prossima nella difficile trasferta di Rende. Ieri mister Papagni ha fatto disputare ai suoi una sola seduta, ancorché robusta, fra parte atletica ed esercitazioni finali. Le prove generali per la trasferta in Calabria di domenica prossima si faranno, come già accennato, oggi pomeriggio. Sicuramente Pastore si riprenderà il posto di difensore centrale, al fianco di Caccavale. Per il resto da verificare la catena di destra (possibile l'utilizzazione di Micallo-Martinelli). di Giuseppe Dimito
Biglietti nominali: prima denuncia C'è già una prima vittima del nuovo corso dei biglietti nominativi. Si tratta di un giovane denunciato dagli agenti della Polizia per violenza a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazioni della propria identità. Il giovane era stato bloccato, nelle operazioni di prefiltraggio, perché trovato in possesso di un biglietto recante generalità diverse dalla proprie. Alla richiesta di esibire un proprio documento di riconoscimento, il giovane reagiva con violenza profferendo agli agenti frasi oltraggiose e minacciose. Il tagliando è stato sequestrato e l'interessato allontanato dallo stadio. La Digos, da parte sua, sta svolgendo accurate indagini alla ricerca degli autori dei biglietti falsi sequestrati sia domenica scorsa che prima del match con il Gallipoli. Intanto prosegue la vendita dei 700 biglietti messi a disposizione dal Rende al prezzo di 8 euro senza diritti di prevendita per assistere alla gara di domenica prossima (inizio ore 15) allo stadio «Lorenzon». I tagliandi possono essere acquistati al bar Cubana, via Acclavio, 62, al bar Essential, via Dante, 251 ed alla tabacchieria Policicchio, via Orsini, 7. La gara è molto delicata per cui ci si augura che il maggior numero di persone segua Deflorio e soci per incoraggiarli e sostenerli. Il Taranto deve fare di tutto per blindare matematicamente nelle prossime due gare la importantissima seconda poltrona, utile per disputare i playoff con gli innegabili vantaggi che il regolamento concede. di Giuseppe Dimito
I campi sintetici sono
cancerogeni Trecentocinquanta campi di calcio potenzialmente
cancerogeni. I terreni di gioco in erba sintetica finiti nel mirino del
comando generale del Nas e della procura di Roma sono quelli a 11 del
circuito nazionale della Lega Dilettanti. L'analisi sui materiali di cui
è fatto il fondo - copertoni di pneumatici riciclati, gomme vergini -
ha portato alla luce la presenza di sostanze cancerogene chiamate Ipa,
idrocarburi policiclici aromatici. E ora il pericolo si allarga anche ad
alcune centinaia di impianti amatoriali che dalla terra battuta sono
passati all'erba artificiale con fondo in gomma.
«A Rende segno io» La scia dello zero a zero è nella discussione. Nel gol
che non è arrivato nonostante le occasioni, dello spreco evidente. E,
quindi, coinvolge direttamente gli attaccanti. Fabio Di Domenico, per
esempio: «Non lo vedrei come un problema. E'
un dato statistico che non si può contraddire, ma che non è totalmente
veritiero. La quantità di occasioni create ci deve far stare
tranquilli, ci deve far capire che non siamo su una strada sbagliata. In
questo momento è importante avere il gioco, per poi completarlo con i
gol». Tradotto: solo un periodo storto per chi deve segnare:
«Possiamo definirlo un periodo storto, ma
probabilmente stiamo cercando il pelo nell'uovo. Tre pareggi interni
consecutivi possono sembrare tanti, ma vedrei, piuttosto, come sono
maturati: forse sono le partite in cui abbiamo prodotto di più».
«Playoff subito» Con le ventisei presenze incamerate finora, Vincenzino De Liguori (classe '79) fa parte a pieno titolo dei "fedelissimi" della maglia rossoblù. Quest'anno ha anche segnato due gol (uno, ininfluente, al Modica e l'altro da tre punti ad Andria) prendendo sempre voti al di sopra della sufficienza per le prestazioni offerte. Sabato scorso stava per fare tris in fatto di reti. Ha avuto, infatti, un paio di occasioni per segnare. «Sulla prima è stato bravissimo Marconato nel respingere la mia deviazione di testa - ricorda l'esterno - oltretutto lo avevo preso controtempo. In occasione della seconda palla-gol, ho sbagliato io. Lo ammetto. Volevo stoppare la sfera e mandarla sul secondo palo in maniera da impedire al portiere ospite di metterci una pezza così come aveva fatto fino a quel momento. Purtroppo il controllo della palla è stato imperfetto e l'azione è sfumata». Perché nelle ultime tre partite interne il Taranto ha accumulato altrettanti 0-0? L'attacco è diventato anemico? «Non credo. In fin dei conti le occasioni per sbloccare i tre risultati le abbiamo avute. Se penso alla gara contro la Pro Vasto, ne ho contate almeno sette o otto. È un momento che va così. Nel corso di una stagione capita di attraversare un periodo negativo. Magari, a partire dalla prossima gara interna, ci capita una sola palla-gol e l'infiliamo. Il calcio è bello perché imprevedibile. A voler spaccare il pelo in due diciamo che sotto porta dovremo essere più cattivi dal punto di vista agonistico». Si ha l'impressione che l'assenza di Manoni stia un tantino condizionando la manovra a centrocampo in entrambe le fasi del gioco. «Inutile fasciarsi la testa. Manoni, per questa stagione, non potrà più giocare. Sì, d'accordo, abbiamo perso un giocatore importante, ma il campionato va avanti lo stesso. Fortunatamente la rosa è ampia e piena. Ci sono altri giocatori che sicuramente faranno di tutto per non farlo rimpiangere. A me pare che Bussi e Larosa siano i sostituti più naturali. Il mister, al momento, sta dando fiducia a Larosa che sta svolgendo i suoi compiti con grande diligenza. Come ho detto prima le occasioni-gol, le creiamo». Il discorso matematica certezza di disputare i playoff va chiuso subito? «Certamente. Magari già a partire da domenica prossima a Rende. Se ci mancherà ancora qualcosina, dovremo riuscirsi nella prossima gara interna con il Rieti. Non possiamo assolutamente rischiare di giocarci l'intera stagione a Viterbo che, quasi certamente, troveremo lanciatissimo per ritagliarsi un posto nella griglia degli spareggi-promozione». A Rende farà caldo. E non solo dal punto di vista del clima esterno. I tifosi ce l'hanno con la propria squadra. «Fatti loro. A noi interessa soltanto disputare una grossa prestazione e riuscire a strappare quanti più punti è possibile». di Giuseppe Dimito Potrebbe essere la Svizzera il primo paese a indire un referendum sul mondo degli ultrà. Tifosi di diverse squadre di calcio e di hockey hanno infatti lanciato un pronunciamento popolare contro la revisione della legge federale sulle misure adottate dal Parlamento contro la violenza negli stadi. La raccolta delle 50mila firme necessarie è già iniziata e il termine di consegna scade il 13 luglio. Del comitato referendario fanno parte rappresentanti dei fans club delle squadre di calcio di Basilea, Grasshopers, Young Boys, Aarau, San Gallo, Sciaffusa e di quelle di hockey su ghiaccio dell'Ambrì, del Kloten, dei Lions di Zurigo. Al loro fianco c'è la consigliera nazionale Marianne Huguenin, membro del partito del lavoro. Anche esponenti verdi e socialisti hanno manifestato disponibilità ad appoggiare il progetto. Secondo i referendari delle curve svizzere, la nuova legge sulla sicurezza interna viola diritti fondamentali e manca l'obiettivo di isolare i veri violenti, spalancando le porte agli abusi. Il comitato denuncia soprattutto il venir meno del principio della presunzione di innocenza. Il mare agitato delle
curve dei grifoni genoani Come in un film di Fernando di Leo in crisi di
ispirazione, lo squalo piomba in una riunione di uno dei principali
gruppi di riferimento del mondo ultras genoano, l'Ottavio Barbieri -in
via Armenia, sede storica dal 1970 del club- e spara alcuni colpi contro
due tifosi rossoblù. Uno rischia l'amputazione alla gamba. L'altro,
ferito di striscio, è uno dei leader dei Vecchi Orsi, altra componente
storica della gradinata Nord. «Faceva il duro»,
pare abbia detto Pietro Bottino, aka lo squalo, ai carabinieri che lo
hanno arrestato. Ieri è stato interrogato dal pm: «la
politica non c'entra, essere genoani va al di là di quello» ha
specificato Bottino a Raffaella Multedo, che lo difende. «Volevo porre
fine alle divisioni e ricreare la Fossa dei Grifoni». Il suo
legale sottolinea come sia decaduto il reato di strage -lo squalo rimane
in carcere per tentato omicidio- e come nelle domande degli inquirenti
non sia stato fatto accenno a questioni «di
curva calcistica».
Gioco e gol per i playoff Tre partite alla fine della stagione regolare. Quattro partite (si spera) alla fine di tutto. Il campionato del Taranto cerca un epilogo e il Taranto sa che non può più vivere alla giornata. Stiamo entrando nella fase critica, dove ogni dettaglio, anche il più insignificante, avrà il suo peso. Serve testa. Servono astuzia, malizia, intelligenza. Occorre ragionare sul calcio che resta da giocare, partendo dal calcio prodotto sino a questo punto. Serve capacità di sintesi. E serenità di giudizio. È opportuno, intanto, cominciare a tirare le prime somme. Perché solo da un'analisi oggettiva dei dati tecnici e dei riscontri tattici è possibile capire che cosa è diventato il Taranto, da quando lo guida Aldo Papagni. Qualunque cosa si possa pensare sul suo conto in questo momento, il Taranto è una squadra in crescita. Parliamo, ovviamente, di rendimento, cioè di risultati, ovvero di numeri: 27 punti in 12 partite. Dopo la sconfitta iniziale con la Vigor Lamezia, nessun inciampo: solo vittorie (8) e pareggi (3). Il Taranto viaggia sull'onda di uno stato di grazia costruito sulla base di una forza preesistente e di una volontà ritrovata. La squadra è solida, compatta, organizzata. Papagni è riuscito a darle una apprezzabile predisposizione al gioco. Quasi mai il Taranto butta via il pallone. Anche quando è pressato, cerca sempre di uscire palla al piede, con il dialogo stretto. Ha una difesa impenetrabile al centro e appena un po' meno rassicurante quand'è attaccata lateralmente. Ha incassato 3 gol in 12 partite grazie anche alla promozione di Ghigo Gori, ormai portiere titolare indiscusso. Sulla saldezza difensiva il Taranto si è riprogrammato, inaugurando la lunghissima serie di risultati utili. Saldezza che in trasferta è servita a costruire un consenso privo di obiezioni (5 vittorie su 5). E che in casa ha comunque garantito tenuta e stabilità, anche nelle giornate in cui il risultato pieno non è venuto (Gallipoli, Nocerina e Pro Vasto). Attorno ai tre pareggi «bianchi», sbocciati uno dietro l'altro sul prato dello Iacovone, si condensano, ora, le residue riserve sul conto di una squadra che si appresta legittimamente a chiudere al secondo posto la stagione regolare. Tre pareggi in cui, al di là della messe di occasioni, il gol è mancato. E, insieme alla sua mancanza, si sono notate, a volte nitide, a volte appena visibili, altre assenze: la manovra articolata, la gaiezza interpretativa, l'unità di trama e d'intreccio. Le ragioni dei «vuoti» non risiedono nel modulo (non c'è quasi Taranto possibile senza 4-4-2), ma nella spendibilità di alcuni interpreti. Nella loro adattabilità a essere e a fare altro rispetto a ciò che si è. Primo nodo da sciogliere: il partner di Mancini, che da quando ha perso l'assistenza di Manoni (compagno ideale), ha perso anche lucidità e brillantezza. Tra Larosa (meno interno) e Bussi (più mediano) è forse il caso di cominciare a ragionare su Deleonardis, che è più mezz'ala, cioè quello che serve, soprattutto in partite in cui il Taranto sarà chiamato ad imporre ritmo, cadenze e gioco. Perché Deleonardis, se riesce a tenere a bada la sua foga agonistica, è in grado di fare tutto: cucire gioco, saltare l'uomo, garantire un minimo d'interdizione. Secondo nodo da sciogliere: il laterale destro di centrocampo. Lì Catania è ufficialmente fuori ruolo. Perché pesa sul gioco come un attaccante, ma non fa mai gol. E poi, essendo un mancino privo di tiro, accentrandosi non cerca la porta. Non ha l'intera partita nelle gambe e nella testa. Se parte titolare, è una sostituzione annunciata. Se parte dalla panchina, può, invece, diventare un'arma in più. Alternative possibili. Mortari (se non deve surrogare le cedevolezze fisiche di Micallo in difesa) oppure Malagnino (che ha corsa e spunto). A Papagni il compito di riflettere. E il diritto di scegliere. Sapendo che nelle prossime partite si annullerà il merito della continuità di rendimento, che il Taranto ha sin qui avuto. E che conterà, invece, la capacità di sviluppare gioco e di saper cogliere l'attimo. Perché il gioco (della squadra) e l'attimo (del gol) conteranno per prendersi la C1. di Lorenzo D'Alò
A Papagni piace così Papagni, possiamo considerare il Taranto nei playoff?
Riprende la
preparazione Nel pomeriggio il Taranto riprende la preparazione in vista della prossima trasferta di Rende. Curiosità. La porta della formazione di casa è difesa da Ambrosi, fratello dell'attaccante rossoblù. Fra gli infortunati è ritornato Mignogna che, nel riscaldamento della gara interna con la Pro Vasto, ha risentito dello stiramento alla coscia per cui dovrà riprendere le cure. Sandro Ambrosi, invece, sta decisamente meglio, ma bisognerà verificarne i miglioramenti. Larosa è un tantino acciaccato. Il giudice sportivo non squalificherà alcun rossoblù. Nessuno dei diffidati scesi in campo è fortunatamente incappato nel "cartellino giallo". Fra i disponibili per domenica prossima ci sarà certamente Pastore che ha scontato il suo turno di squalifica (ma c'è da ricordare che il difensore resta diffidato). Il triste fenomeno dei biglietti falsi si è registrato anche sabato scorso. Il direttore generale Vittorio Galigani, a nome della società, denuncerà l'accaduto alla Digos che già stava svolgendo le indagini alla ricerca dei colpevoli. Il programma degli allenamenti non dovrebbe subire variazioni: domani doppia seduta, giovedì partitella infrasettimanale, venerdì allenamento programmatico, sabato rifinitura e partenza per la Calabria. La speranza è quella di chiudere nelle prossime due partite il discorso certezza matematica di disputare i playoff. di Giuseppe Dimito
Taranto, manca il
guizzo giusto Tante occasioni, poco gioco. È questo il paradosso ed è questa l'anomalia di Taranto-Pro Vasto 0-0. Una partita piena di opportunità e vuota di gol. Allagata da situazioni favorevoli e asciutta nella manovra. Costantemente dentro una stranezza che per funzionare avrebbe dovuto trovare un equilibrio: tra l'eccesso di attimi propizi e la normalità di un pallone che rotola in rete. Una sintesi che soltanto una partecipazione corale e un'azione meglio articolata avrebbero potuto consegnare al Taranto, togliendolo dall'imbarazzo di una prova di viscida interpretazione. Perché il risultato è pari. E il giudizio è impari. La tesi che si vuole sostenere non deve, però, suonare come una critica alla squadra, né a chi la guida, ché anzi, a questo punto del campionato e dopo undici risultati utili consecutivi, meriterebbero un solenne encomio. Ma un invito alla riflessione. Perché, oltre la stagione regolare ormai all'epilogo, spunteranno partite ufficialmente ispide, in cui gioco, occasioni e gol dovranno necessariamente trovare un allineamento. Partite in cui il Taranto dovrà conciliare armonia e concretezza. Facendo a meno di nulla. E trovando tutto: l'efficacia della manovra, l'abilità nella finalizzazione. Quello con la Pro Vasto è comunque un pareggio sufficiente ad allungare sulle terze, cadute contemporaneamente e precipitate a -6. Margine che il Taranto dovrà amministrare nelle restanti tre partite per salvaguardare il preziosissimo secondo posto. Poi ci saranno i playoff: calcio che continua. La contabilità delle occasioni prodotte, e puntualmente dissipate, farebbe pensare ad una partita dominata dal Taranto. In parte è vero. Ma solo in parte. Perché dentro il dominio del Taranto, dentro la sua spontanea pericolosità, dentro la sua supremazia a tratti troppo evidente, è possibile leggere altro. Basta guardare con attenzione. Per cogliere piccoli disagi e grandi affanni. Stanchezza di gioco e ritardi interpretativi. Disfunzioni tipiche di un congegno ancora affidabile, ma non più al massimo della sua efficienza. A rendere più diffuse le difficoltà di giornata ha provveduto anche la Pro Vasto, spesso massicciamente concentrata sulla prioritaria esigenza di non capitolare. E, tra uno spavento e l'altro, capace comunque di dipanare la manovra, pur non andando oltre un calcio melinato. A volte tanto melinato da risultare colloso. In avvio il Taranto (4-4-2) regala brividi di letizia. Ci sono sette minuti di altissima intensità in cui la squadra di Papagni trova tutto: la giustezza dei movimenti e la compiutezza del gioco. È un Taranto ispiratissimo. Corse negli spazi vuoti, tagli, inserimenti, cambi di fronte, sovrapposizioni, giocate: la Pro Vasto (4-5-1 in fase di non possesso) potrebbe andare sotto da un momento all'altro. Ma non succede. Perché l'effervescenza iniziale dura poco. E il Taranto si «calma», cominciando a collezionare occasioni. Alla fine saranno sette. Tre nella prima frazione. Al 3' De Liguori di testa non centra l'angolo più lontano (cross di Mancini). Al 33' Deflorio, sulla respinta un po' goffa del portiere, colpisce male di controbalzo (fuori di poco). Al 34' Mancini tocca addosso al portiere da distanza minima (traversone di De Liguori). La Pro Vasto tira in porta (spesso da fuori) solo con Morante, punta unica e svariante. E quattro occasioni il Taranto si procura nella più tumultuosa ripresa. All'11': Marconato respinge sul primo palo la botta di destro di Deflorio da dentro l'area. Al 30' Mancini si allunga il pallone sul servizio a spalancare il campo di Deflorio (tempestiva l'uscita disattivante di Marconato). Al 35': Mortari colpisce al volo sul cross di De Liguori, ma Marconato si oppone d'istinto, respingendo sulla testa imprecisa di Di Domenico. E al 44': Di Domenico cerca la girata, spalle alla porta, ma trova un insuperabile Marconato. Una pioggia di opportunità, interrotta solo dalla cedevolezza della manovra, che Papagni prova a sostenere, cambiando qualche interprete (Micallo per Catania, avanzando Mortari; Deleonardis per Larosa). Una pioggia che però non riesce a bagnare la sempre più acquattata Pro Vasto, abile a trovare riparo sotto l'ineluttabile 0-0. di Lorenzo D'Alò
Le pagelle di Lorenzo D'Alò GORI 6 - Perfetto
nelle uscite. C'è su tutti i tiri che Morante, con un po' di
presunzione, gli scaglia dalla distanza.
È il terzo 0-0 consecutivo allo Iacovone Terzo 0-0 casalingo consecutivo per il Taranto; i rossoblù impattano senza gol contro la Pro Vasto dopo aver fatto lo stesso contro il Gallipoli, il 20 marzo scorso, e la Nocerina, il 2 aprile. Nonostante il pari il Taranto allunga in classifica in concomitanza delle sconfitte di Cisco, Melfi e Rende; ora gli ionici hanno 6 punti di vantaggio su questo terzetto e domenica prossima affronteranno in trasferta proprio il Rende. Rossoblù all'undicesima gara utile consecutiva con un bilancio di 8 vittorie (3 in casa e 5 in trasferta) e 3 pareggi (tutti allo Iacovone): è questo un ruolino record per i tornei di serie C2; ricordiamo che questa striscia d'imbattibilità ha preso il via la domenica successiva all'esordio in panchina di Papagni, avvenuto il 22 gennaio scorso con il Taranto sconfitto in casa dalla Vigor Lamezia per 1-0. Contro i calabresi il portiere Luca Gentili ha incassato la rete di Foderaro al 59', poi nelle successive sei gare allo "Iacovone" Ghigo Gori è rimasto imbattuto; sono ora in totale 571' i minuti di imbattibilità casalinga per i rossoblù (va detto che il Taranto vanta attualmente la miglior difesa interna con 6 reti al passivo). Tre in totale le reti subite dalla retroguardia rossoblù nelle 12 partite sotto la gestione tecnica di Papagni (la prime due le ha incassate Gentili in Taranto-Vigor Lamezia 0-1 e in Igea Virtus-Taranto 1-2, l'ultima Gori in Latina-Taranto 1-2). Primo pari allo «Iacovone» tra Taranto e Pro Vasto, mentre in precedenza si erano registrati due successi per gli ionici; 2-1 il 7 novembre 1999 in serie D con le reti di Campioli al 70', pareggio degli abruzzesi con Taraborelli al 73', quindi il gol vittoria di Migliozzi al 90'. 4-2 per il Taranto il 15 maggio 2005 nell'ultima giornata del campionato di serie C2 che garantiva ai rossoblù l'acceso ai playout (i marcatori della gara: al 13' Sergi, al 44' Mela, al 63' Dombolo, al 79' Deleonardis, all' 84' Adduono, infine all' 88' Niscemi). di Franco Valdevies
Taranto, un punto
pesante Il Taranto può comunque trascorrere serenamente la festività pasquale. Il pareggio casalingo contro la Pro Vasto, se da un lato evidenzia alcune difficoltà in fase di costruzione del gioco e di finalizzazione, consente ai rossoblù di allungare il distacco sulla terza posizione (occupata da Melfi, Rende e Cisco Roma) a tre giornate dal termine del campionato. Aldo Papagni guarda il bicchiere mezzo pieno. La sua analisi parte dai riscontri positivi tratti dalla contesa. «Abbiamo mostrato una buona condizione psicofisica e ho apprezzato la squadra anche sotto il profilo tattico. Ci è mancato il gol, negato ripetutamente dai prodigiosi interventi di Marconato. Ma non dimentichiamo che la Pro Vasto ha il miglior rendimento nel girone di ritorno (28 punti in 14 partite, ndr) e in trasferta ha conquistato spesso risultati positivi. L'unico rammarico è quello di non aver regalato un successo al nostro pubblico. Ci ha sostenuto incessantemente per tutta la gara e meritava di festeggiare con i tre punti». Le parole del tecnico rossoblù sono rafforzate da una classifica che vede sempre più vicino il traguardo del secondo posto. La crescita del Taranto è stata costante (sotto il profilo tecnico, tattico e soprattutto caratteriale) e, nonostante ci si trovi a parlare del terzo pareggio consecutivo allo "Iacovone", Papagni vuole sottolineare i meriti dei suoi ragazzi. «Ero sicuro che avremmo allungato la nostra striscia positiva (8 vittorie e 3 pareggi, ndr). Vivo quotidianamente con questo gruppo e mi basta seguire gli allenamenti per capire che la concentrazione è stabile su livelli alti. Quando sono arrivato a Taranto eravamo fuori dai playoff e nessuno avrebbe potuto immaginare lo scenario di classifica attuale». Papagni non si preoccupa nemmeno delle difficoltà incontrate nelle ultime tre gare ad andare in rete. «Inizierei a pensarci su se non creassimo. Il gioco c'è, oggi abbiamo collezionato almeno sei palle gol. E la Pro Vasto è una formazione in grado di curare la fase difensiva con dieci uomini». Il commento del presidente Blasi, però, non esula da responsabilità Deflorio e compagni. «Ho visto meno grinta rispetto ad altre giornate, ma siamo riusciti comunque a creare varie occasioni pericolose. I risultati delle altre concorrenti ci hanno aiutato, ma a Rende dovremo giocare per assicurarci i playoff». Tra i giocatori non c'è molta voglia di parlare. C'è fretta di partire, di recarsi dai propri parenti per festeggiare la Pasqua. Cristian Mortari si sofferma sul suo tiro al volo respinto dall'estremo difensore avversario. «È stato un intervento strepitoso che mi ha negato la gioia del terzo gol stagionale. Volevamo vincere per rinsaldare la nostra posizione. Ci è mancato soltanto il gol, ma ci rifaremo a partire da domenica prossima». In casa abruzzese il Taranto riscuote ampi consensi. Danilo Pierini non fatica a riconoscere la superiorità dei suoi avversari. «Noi abbiamo guadagnato un punto, il Taranto ne ha persi due. Abbiamo subito la loro iniziativa per tutta la partita, riuscendo a salvare il risultato grazie a diversi interventi del nostro portiere. Il sogno playoff? Ci crediamo, continuando a giocare ricordandoci che siamo partiti per centrare la salvezza». di Fabio Di Todaro
Papagni: «Auguri a
Cherubini» Papagni è sereno: «Il pari è strettissimo, ma sono complessivamente soddisfatto della prestazione della squadra. Abbiamo creato almeno sette nitide palle-gol. E di fronte avevamo la Pro Vasto, ossia la formazione che nel girone di ritorno ha inannelato il maggior numero di punti. Siamo riusciti a comprimere gli abruzzesi nella loro metà campo concedendo loro soltanto pochi spazi, in particolar modo nella seconda frazione di gioco». Cosa è mancato nella fase di finalizzazione dell'azione? «La sfortuna ha giocato un ruolo importante, ma ritengo che siano stati decisivi alcuni interventi di Marconato che ha risolto più della metà delle occasioni che ci sono capitate». Cosa l'ha maggiormente soddisfatta? «La condizione, sotto tutti gli aspetti: tecnico, tattico, atletico, temperamentale, mentale». I tifosi hanno applaudito la squadra a fine gara. «E li ringrazio di cuore. La mia unica amarezza per questo pari è di non aver potuto regalare loro una Pasqua completamente felice e serena. In ogni caso siamo secondi in classifica con sei punti di distacco su Melfi, Cisco Roma e Rende a tre giornate dalla fine». Sempre fluida la circolazione della palla? «Per trequarti di gara. C'è da considerare il pressing ospite che, in qualche caso, ci ha messo in difficoltà. Auguri a tutti, ma in particolare al giuliese Cherubini che sta lottando per la vita: spero che segni presto il gol che lo riconduca alla vita di tutti i giorni». di Giuseppe Dimito Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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