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De Liguori prenota un gol
«All’Avellino ho già segnato con la maglia del Taranto»

C'è un felice ricordo che lo lega all’Avellino e che rende ancor più particolare la settimana che anticipa il Santo Natale. 15 dicembre 2002: il Taranto guidato da Fabio Brini, ultimo in classifica, sconfigge gli irpini allo "Iacovone" grazie ad una rete di Vincenzo De Liguori. «Ma era una situazione diametralmente opposta - attacca il centrocampista partenopeo -. In quel periodo la società ci aveva abbandonati, e compimmo un autentico miracolo a fine stagione conquistando la salvezza. Adesso non ci manca niente e abbiamo un organico altamente competitivo allestito per raggiungere almeno i playoff». Riparte dal passato De Liguori, ricordando uno dei suoi sette gol con la casacca rossoblù. Pochi ma preziosi, così come fu quello siglato in un freddo pomeriggio autunnale di quattro anni fa. «L'anno scorso ho siglato il maggior numero di reti. Escludendo quella con il Modica, sono stato decisivo ad Andria e nella finale di ritorno con il Rende. In questa stagione non ho ancora segnato, chissà che non accada presto?». La settimana di preparazione alla gara del "Partenio" sta scorrendo con grande serenità, senza scossoni. Merito della vittoria con il Foggia che ha riconsegnato una squadra rinvigorita dopo le ultime prestazioni non esaltanti. «Nel derby siamo stati quasi perfetti - ha proseguito il vicecapitano rossoblù -, affrontando l’impegno con grande determinazione. Ma il Taranto difficilmente sbaglia le partite importanti. Sono abbastanza fiducioso, pertanto, in vista del prossimo impegno. Giocare sul campo della capolista è uno stimolo in più, ci sarà la volontà di frenare la corsa di una compagine che, dopo la pesante sconfitta di Ravenna, non si è più fermata».
Avellino-Taranto è la sfida dei grandi numeri: il miglior attacco del girone (39 marcature all’attivo) cercherà di perforare la seconda difesa meno battuta (12 reti subite). «Il reparto offensivo dell’Avellino è ben assortito: Evacuo è ormai una certezza per questa categoria e Biancolino non ha mai tradito le aspettative. Ma non credo che i nostri centravanti siano inferiori: Deflorio e Ambrosi sono in buona condizione, Cammarata scalpita per dimostrare tutto il suo valore. Per questo motivo mi aspetto un confronto spettacolare, siamo due squadre che amano giocare al calcio. Non giocheremo per il pareggio: sarebbe troppo rischioso e andremmo contro la nostra identità». Al più anziano - in termini di militanza con la casacca rossoblù, 132 presenze - dei calciatori a disposizione di Papagni si chiede un’altra prestazione superlativa. Nel nuovo ruolo di mediano, naturalmente, ritagliatogli su misura dal tecnico di Bisceglie. «Ho capito che è la posizione in cui rendo meglio. Da centrale partecipo sempre all’azione e posso fornire un contributo più importante ai miei compagni. Sono soddisfatto del mio rendimento, ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra se vogliamo raggiungere un traguardo importante». di Fabio Di Todaro21 dicembre 2006

Stadio vietato per 3 anni
Per sedici tifosi rossoblu. La Questura di Napoli dopo gli incidenti di Castellammare

I rossoblu ieri hanno svolto la consueta doppia seduta del mercoledì. Al mattino Deflorio e compagni hanno curato l’aspetto atletico, concludendo l’allenamento sul campo con gli attaccanti impegnati nei tiri (seguiti dal tecnico in seconda Degli Schiavi) e tutti gli altri elementi alle prese con la fase difensiva (sotto lo sguardo attento di Aldo Papagni). Nel pomeriggio, invece, l’allenatore di Bisceglie ha fatto svolgere una partitella in famiglia alla quale hanno preso parte tutti i calciatori. Per oggi pomeriggio, invece, è prevista una seduta defatigante prima della rifinitura di domani mattina che anticiperà la partenza alla volta del capoluogo irpino. In casa biancoverde, invece, "Nanu" Galderisi deve rimpiazzare lo squalificato Porcari, ma recupera Moretti e Riccio. Ieri mattina, intanto, durante l’Assemblea di Lega tenutasi a Coverciano il direttore generale, Vittorio Galigani, ha ritirato la Coppa vinta in occasione dei playoff della passata stagione. Al dirigente rossoblù è stata consegnata anche una medaglia per il presidente Blasi. Da martedì sera al Bar Cubana sono in vendita i 1000 tagliandi messi a disposizione dei supporters rossoblù ai quali è stata riservata l’intera Curva Nord del "Partenio". I cancelli verranno aperti alle 13. Tifosi. Sedici supporters rossoblù sono stati denunciati in stato di libertà dalla polizia dopo gli incidenti verificatisi in occasione della gara Juve Stabia-Taranto dello scorso 24 settembre. Alcuni di loro dovranno rispondere anche di violenza, resistenza, minaccia e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Il questore di Napoli ha emesso nei confronti dei 16 supporter rossoblù il provvedimento di divieto di accesso per 3 anni ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive. di Fabio Di Todaro21 dicembre 2006

Al via la marcia per Avellino
Concesso tutto il settore di curva sud alla tifoseria ospite

I primi, per mettersi al sicuro, già alle prime ore della mattina si erano appostati in attesa dell’apertura dei cancelli. Un’altra cinquantina ha fatto capolino alla rivendita del Bar Cubana prima di mezzogiorno. La processione è inizata ed andrà avanti sino alle 18 di venerdì, termine ultimo per mettere le mani su uno dei 1.000 biglietti destinati alla tifoseria rossoblu per la supersfida del Partenio contro l’Avellino, che si giocherà sabato e metterà di fronte la prima in classifica - la squadra irpina - e la compagine che, dopo aver schiantato il Foggia nel derby, aspira a diventarne la principale antagonista. La lunga vigilia della partita che chiuderà il girone d’andata è iniziata ufficialmente oggi, con la messa in vendita dei ticket destinati ai supporters tarantini pronti all’ultima trasferta dell’anno. Non c’è stato il boom iniziale, ma è decisamente difficile che qualcuno dei 1.000 biglietti possa tornare invenduto ad Avellino. Al contrario, la società irpina ha deciso di concedere in ogni caso, per motivi di sicurezza, tutto il settore di curva sud alla tifoseria ospite, dando quindi la possibilità - se da Taranto venissero segnali in tal senso - di sforare quota 1.000 per venire incontro alle possibile “esigenze” del tifo rossoblu, che già nell’ultima trasferta di Ancona, come in quella di Teramo, ha mostrato di possedere una capacità di mobilitazione che ha pochi rivali nel campionato di serie C1. E il sapore di una sfida al sapore di serie B come quella che si giocherà in Irpinia non potrà che fare da richiamo per quello che si prevede come un vero e proprio esodo alla volta della Campania, che coinvolgerà - è ormai diventata prassi - anche molti tarantini fuorisede, pur essendo Avellino piazza meno favorevole, in termini logistici, rispetto a Perugia, San Marino o la stessa Ancona. La società biancoverde, da parte sua, ha chiamato a raccolta i propri tifosi affinchè riempiano le tribune del Partenio. Una testimonianza di quanto venga ritenuta importante la partita di sabato, mentre anche sul fronte sicurezza sono allo studio della Questura campana le misure necessarie per garantire una gara tranquilla. Intanto, sul campo dello Iacovone gli uomini di Aldo Papagni preparano quella che è diventata la gara più importante della prima metà di campionato. Non si registrano infortunati nella comitiva rossoblu, escluso Caccavale con una sublussazione al dito, che però non ne mette in discussione l’impiego. Intanto, a Coverciano, la Lega di serie C ha consegnato alla società la Coppa per la promozione dello scorso anno. di Giovanni Di Meo20 dicembre 2006

Avellino-Taranto, profumo di B
Catania: «Al Partenio con la stessa carica del derby»

Catania, il vero Taranto è quello apprezzato con il Foggia?
«Siamo un’ottima squadra, lo avevamo dimostrato già in altre occasioni. Abbiamo sempre avuto consapevolezza delle nostre potenzialità, ma non vogliamo
fare progetti a lungo termine. Da ieri pomeriggio pensiamo soltanto all’Avellino».

Quanto ha inciso la voglia di riscatto dopo l’opaco pareggio di Ancona?
«Eravamo reduci da una settimana caratterizzata da eccessive polemiche ed era nelle nostre intenzioni cancellarla con una prestazione brillante. Ci siamo riusciti, siglando subito due reti e collezionando altrettante occasioni per aumentare il vantaggio. Nella ripresa, poi, ci siamo difesi con ordine senza concedere al Foggia la possibilità di creare pericoli alla nostra porta».
L'ha delusa il Foggia?
«Sì, soprattutto nel primo tempo. Ho visto una squadra scarica, demotivata sebbene stesse disputando un derby. L’organico, però, è ricco di qualità. Ritengo che, quando avrà superato questo momento negativo (1 punto in 3 giornate, ndr), continuerà a lottare nelle prime posizioni».
A livello personale ha disputato una prestazione densa di contenuti. Da un suo inserimento, coordinato da una buona intesa con Mancini, è nata la rete di Deflorio.
«Non pensavo di poter partire dall’inizio. Papagni aveva lanciato segnali confortanti, ma vedendo le condizioni atmosferiche ho immaginato che non sarei stato tra i titolari. In campo, invece, abbiamo avuto meno difficoltà del previsto».
È tornato in C1 dopo due anni e mezzo. È soddisfatto del suo rendimento?
«Ho sempre dato il massimo per questa maglia e non posso che essere orgoglioso di disputare una stagione così ambiziosa a Taranto. Quando ho saputo che la società voleva riconfermarmi non ho avuto dubbi: questa avventura rappresenta l’ultima occasione per ritornare in quella serie B che ho appena accarezzato con il Cosenza».
Condivide l’opinione comune secondo cui il Taranto gioca meglio con due esterni di ruolo a sostegno degli attaccanti?
«È il responso emerso dopo la vittoria con il Foggia, ma in altre circostanze ci siamo espressi a buoni livelli anche con uno schieramento diverso. A San Benedetto del Tronto, per esempio, abbiamo vinto con un solo attaccante (Cammarata, ndr) e Toledo libero di muoversi tra le linee. Ritengo che una delle nostre peculiarità sia quella di saper cambiare atteggiamento anche durante la gara».
Sabato, intanto, sarete ospiti della capolista Avellino.
«Sarà una gara affascinante, probabilmente più adatta alla serie cadetta. Affronteremo una compagine attrezzata per il salto che, fino a questo momento, sta meritando di occupare la prima posizione. L’ho vista in tv con la Cavese e ho apprezzato una squadra solida, con i tre attaccanti in grado di risolvere da soli la partita. Ma il Taranto difficilmente sbaglia i grandi appuntamenti. Non abbiamo la presunzione di voler vincere a tutti i costi, ma sarà importante scendere in campo senza commettere l’errore di difendersi». di Fabio Di Todaro20 dicembre 2006

Società multata
Cinquemila euro per lancio di petardi, razzi e bengala. Due gare a porte chiuse per il Foggia

La mano pesante del Giudice Sportivo era attesa. E la sentenza non ha tradito le previsioni. La Taranto Sport dovrà pagare una multa di 5000 euro in seguito «ai lanci ripetuti di petardi, razzi pirotecnici e bengala», mentre il sodalizio dauno disputerà le prossime due gare interne a porte chiuse (Ravenna e Martina) e dovrà risarcire i danni provocati dai propri sostenitori nel settore di Curva Sud dello "Iacovone" (secondo una prima stima effettuata dai dirigenti rossoblù ammonterebbero a 30.000 euro). Sul fronte tecnico, invece, Aldo Papagni ha l’intera rosa a disposizione. Il suo collega Giuseppe "Nanu" Galderisi riavrà a disposizione l’ex difensore del Martina Moretti e il centrocampista Riccio, ma dovrà fare a meno dello squalificato Porcari edell’infortunato Bacis (elongazione del bicipite femorale destro). Da verificare le condizioni di De Angelis, uscito anzitempo a Lanciano. Ieri pomeriggio, intanto, Deflorio e compagni hanno ripreso la preparazione sotto la pioggia battente che da due giorni flagella il capoluogo ionico. Maurizio Caccavale si è allenato con una vistosa fasciatura alla mano destra dovuta alla sublussazione del pollice (non è in dubbio la sua disponibilità per l’ultimo impegno del girone di andata). Oggi la squadra sosterrà la consueta doppia seduta, mentre per domani pomeriggio è previsto il consueto collaudo di metà settimana contro la formazione Allievi. La partenza per il capoluogo irpino è prevista per la tarda mattinata di venerdì, subito dopo la rifinitura. Per la gara di Avellino, intanto, l’intera curva nord del "Partenio" sarà riservata ai supporters del Taranto (la società irpina ha messo a disposizione 1000 tagliandi). I cancelli verranno aperti alle 13. di Fabio Di Todaro20 dicembre 2006

La partita perfetta
Mai un Taranto così

foto David Palumbo

Quando il Taranto gioca così, ci sono poche squadre in grado di resistergli. Quando riesce a sfruttare il campo in ampiezza e in profondità, diventa difficile stargli dietro. Si rischia di fare la fine del Foggia, emulsionato nel primo tempo e sedato nella ripresa. Si rischia, cioè, di non capire molto della partita. Perché il Taranto la pensa e l’attraversa, anticipando le mosse dell’avversario. Rubandogli il tempo e sottraendogli lo spazio. Quando il Taranto gioca così, contenerlo è quasi impossibile. Perché il pallone scorre e la manovra si dipana veloce. Non ci sono azioni banali. Né tentativi superflui di forzare il naturale corso della partita. Solo trame ficcanti, idee spendibili, soluzioni adeguate. Quando il Taranto gioca così, basta spingere per trovare il gol. E l’attesa solitamente dura poco. Perché ogni iniziativa ha il ritmo regolare di un compito da svolgere, di una pratica da chiudere, sapendo esattamente dove cominciare e come finire. Perché stavolta c’è sviluppo (laterale e centrale) e c’è completamento (due gol in tre minuti). E, soprattutto, c’è una squadra che non si ferma, che non fa calcoli, che continua a darsi. Quando il Taranto gioca così, significa che in campo è finita la squadra giusta. Quella che asseconda il vento, mettendoselo alle spalle. Quella che impara in fretta a rispettare i momenti della partita, gestendo lo sforzo. E dando sempre l’impressione di poter fare ciò che serve: né di più, né di meno. Non è mai facile prendersi tutto, senza rischiare l’incolumità. Col Foggia, poi, c’erano pericoli reali, insidie concrete, timori fondati. Il Taranto ci riesce con disinvolta naturalezza, lanciandosi all’inseguimento del gioco. Superando gli ostacoli e sciogliendo i piccoli grumi che ogni partita riserva. Quando il Taranto gioca così, è sempre la forza del collettivo ad esaltare l’estro e la creatività del singolo. Il percorso è obbligato. Non ci sono strade alternative. Non ci sono scorciatoie. Le fatiche e i limiti finiscono sulle spalle robuste del collettivo. Mentre la necessità di inventare non si trasforma in un peso insostenibile per i singoli più ispirati. Tutto è a misura: la rabbia, l’orgoglio, la confidenza, l’eccesso. Tutto è in equilibrio. Quando il Taranto gioca così, la discussione sul modulo rischia di diventare risibile. Perché una partita lucida e tagliente come quella col Foggia non dipende dall’assetto. Ma dalla corretta interpretazione delle due fasi: possesso (primo tempo esemplare) e non possesso (ripresa priva di sbavature). Perché il modulo è espressione algebrica se non viene irrorato dal dinamismo, dalla corsa, dal pressing. Perché il 4-4-2 visto domenica è una risposta possibile alle esigenze di giornata. Non è la risposta a tutte le urgenze di una squadra ricca e complessa come il Taranto. Una squadra abbastanza piena di sé, che ha forse smesso di stupirsi delle cose che fa. E che sul terreno della qualità può reggere qualsiasi confronto. Non è perfetto il Taranto (la partita sì). Ma è forse meno imperfetto del campionato che frequenta. Sabato al "Partenio" scopriremo il valore esatto dell’ultima eccezione: l’Avellino. E aggiungeremo al mosaico della verità il pezzo che ancora ci manca. di Lorenzo D'Alò19 dicembre 2006

Taranto, la forza del gruppo
Colombini: «Con la stessa mentalità anche in trasferta»

La vittoria del Taranto - l’ottava della stagione, la sesta tra le mura amiche - è una miscela di ingredienti positivi. C'è molto nel successo ai danni del Foggia: qualità, voglia di vincere, consapevolezza dei propri mezzi. Il risultato finale è ineccepibile. Premia la squadra tonicamente più attiva (Taranto) e condanna quella più svogliata (Foggia), privata da qualche tempo delle certezze maturate nel primo scorcio di stagione (1 punto in 3 partite). La miglior difesa del campionato - appena 5 reti subite in 15 giornate - è stata perforata per due volte. Diametralmente opposto il rendimento della terza linea rossoblù, in grado di rendere inoperosi i tre attaccanti rossoneri. «Sono stati commessi pochissimi errori - è il commento di Francesco Colombini - ricordo una sola circostanza nella ripresa in cui il nostro reparto ha sbagliato le marcature. I meriti vanno divisi con tutta la squadra che ha curato perfettamente la fase difensiva. Abbiamo giocato secondo le nostre potenzialità, senza temere l’avversario. Questo successo importantissimo rivaluta il pareggio di Ancona. Adesso, però, sarà necessario conservare questa mentalità anche sul campo della capolista Avellino». Il terzino rossoblù - finora sempre presente con il portiere Pinna - ha disputato una prestazione impeccabile in fase difensiva. «Nei primi minuti ho capito quali fossero le intenzioni del Foggia. Sulla mia fascia c'era Mounard, spesso supportato da D’Alterio. Ho dovuto mantenere la posizione, supportando soltanto in una circostanza un’azione di Toledo. E un grande contributo me lo ha fornito De Liguori: spesso è venuto in chiusura sulla corsia di sinistra, ma senza lasciare scoperta la zona centrale». Sei anni a Novara tra C2 e C1 prima di accettare l’offerta del Taranto e di giocare al sud. Il difensore toscano «è contentissimo della scelta fatta. Mi sono subito ambientato - prosegue -, sia con i nuovi compagni che in questa città. E adesso che siamo terzi mi sembra di vivere un sogno. Quando giochiamo con questa intensità non dobbiamo temere nessuno. Per questo motivo non firmerei per un pareggio ad Avellino. Ci attende una gara difficilissima, non abbiamo la presunzione di voler vincere a tutti i costi la partita. Sarebbe sbagliato, però, scendere in campo per difendere lo 0-0». Uno dei pochi elementi di discordanza nella stagione di Deflorio e compagni resta la differenza di rendimento registrata tra le gare casalinghe e quelle in trasferta. «Anche domenica
i nostri tifosi sono stati fantastici, ci hanno incitato per novanta minuti nonostante la pioggia incessante. Fuori casa dobbiamo essere più concreti, anche se nelle ultime gare siamo stati piuttosto sfortunati»
. di Fabio Di Todaro19 dicembre 2006

A lezione di Taranto
Satanelli abbandonati nel fango: quello del campo e quello che schizza dagli spalti, con i propri tifosi che insudiciano la domenica

Per vincere serve tutto: qualità individuali, mentalità, acume tattico, ferocia, intelligenza, cinismo, potenza, organizzazione. Il Taranto mette tutto: infatti vince. Facendo anche di più: impadronendosi del derby dal primo minuto, tenendolo per sé fino alla fine. Dando una pesante lezione al Foggia, travolto dal calcio passionale dei rossoblu, dall'incontenibile desiderio di una squadra che sa giocare da grande. E lasciando i satanelli abbandonati nel fango: quello del campo e quello che schizza dagli spalti, con i propri tifosi che insudiciano la domenica. Il Taranto preferisce il calcio alle vergogne. E, appunto, sul proprio calcio costruisce un successo al riparo da tutto: ineccepibile per l'approccio, logico per la sequenza dei gol, giusto per la tenuta psico-fisica, perfetto per la gestione. 
Decidono Toledo e Deflorio in tre minuti (18' e 21'), sintetizzando la superiorità evidente del Taranto, mostrando la somma di una gigantesca addizione di meriti. Perché convince ogni cosa: le scelte di Papagni, le intuizioni individuali, la funzionalità dei movimenti. E, soprattutto, l'umore dei singoli, che rende possibile quello che altre volte non riusciva, che consente la corretta interpretazione di un calcio fortemente collegiale. La differenza è qui: nel Taranto che gioca da squadra e il Foggia che si sgretola in undici pezzi diversi. In Papagni che decide di giocarsela e batte Cuoghi, mostrando idee superiori. Cioè: il 4-4-2 del Taranto (gioca Catania, rientra Prosperi, fuori Cejas e Larosa) è ritagliato intorno al Foggia. Perché lucra sull'anomalia del 4-3-3 scelto da Cuoghi: tre centrocampisti impacciati e troppo vicini, spazi aperti sugli esterni. Dove Catania e Toledo trovano pozzanghere felici, spostando la gara da una parte sola, agevolando lo sviluppo della manovra. Il Taranto cerca di fare quello che prova sempre. E stavolta gli riesce tutto. Perfette combinazioni quando Catania tiene palla e Mancini attacca lo spazio a destra, precise accelerazioni quando il pallone arriva a Toledo, tempistiche cuciture degli spazi con De Liguori, corretta gestione dell'avanzamento quando la manovra passa dalle parti di Deflorio e Ambrosi. E una fase difensiva collettiva, che consente alla retroguardia di sbrigare senza affanni l'essenziale e di ridurre i rischi al minimo. Il Foggia è altrove: prima non comprende la partita, poi non riesce a rientrare, trovando gli spazi sapientemente bloccati da un avversario che non arretra, preferendo rimanere sempre uguale a se stesso.
I gol non cadono a caso. Arrivano dopo una corte breve e intensa, dopo un predominio leggero e insistente come la pioggia che inizialmente cade. Il primo. Costruisce Mancini: ruba palla, avanza, lancia basso verso il centro. Assiste Deflorio: mancando l'impatto e sfiorando il pallone appena con la suola. Chiude Toledo: scaricando il sinistro in corsa alle spalle di Magliocco. Il secondo. Attiva Catania: toccando per Mancini e proponendosi intelligentemente per lo scambio e il cross. Il resto è di Deflorio: intercetta, si gira su se stesso distraendo tre difensori e calciando un sinistro che Magliocco non trattiene. Non sono solo gol: sono morsi feroci, colpi mortali. Perché il Foggia non trova il ritmo e il Taranto conosce i tempi della partita, avendone il diretto controllo. Il gruppo di Papagni fa molto di bello e qualcosa di bellissimo. Capita al 27': Toledo apre a sinistra, Deflorio rientra e crossa, Mancini gira a volo di sinistro, il pallone un soffio fuori non rende giustizia. Il Taranto dovrebbe anche avere un rigore: Ambrosi va giù (28'), atterrato da un vistoso intervento di Marruocco, l'arbitro non vede. Il Foggia, invece, dovrebbe avere altri tifosi: quelli sugli spalti costringono la partita a fermarsi per il fumo dei lacrimogeni sparati dalla polizia.
L'area torna respirabile e il Foggia cambia forma. Cuoghi cerca di sottrarre campo agli esterni rossoblu creando un'altra linea: sceglie il 4-2-3-1, ripensandoci nella ripresa (entra Colombaretti). Il Taranto attende, senza arretrare: mantiene le distanze e l'esatta posizione del baricentro. Papagni non rincula: Zito per Catania è una mossa semplice ma significativa. Non c'è bisogno di cautela, ma esigenza di giocare ancora. Ripartenza: Deflorio sceglie il tiro (15', esterno della rete) su un contropiede che Ambrosi e Zito seguono. Il Taranto si muove verso il 4-5-1: Cejas rileva Deflorio, dando alla squadra una forma che resiste al teorico tentativo del Foggia di affacciarsi nella partita, riassunto un timido tentativo di Salgado. Non c'è un meccanismo che si inceppa nella catena di montaggio di Papagni: tutto funziona, tutto migliora la prestazione, tutto accresce i meriti. Anche le chiusure attente, i sigilli di gruppo. Anche i minuti che passano, accarezzando la gara e accompagnandola al finale gioioso (e fumoso: i foggiani incendiano un gabbiotto in curva). La pioggia aumenta, alla fine. Adesso diluvia. E ci sono tante gocce di un Taranto straripante. di Fulvio Paglialunga18 dicembre 2006

Le pagelle di Fulvio Paglialunga

PINNA - Anche ricontrollando il taccuino non c'è spazio per i suoi interventi. Solo attenta attività di controllo, peraltro effettuata con l'abituale sicurezza: 6
COSENZA - E' straordinariamente efficace: capisce quando è il momento di essere essenziale e quando può concedersi qualche confidenza. Però è sempre dove serve, a costo di arrivarci con belle acrobazie: 7
COLOMBINI - Come sempre attento e puntuale. Il rischio è ripetersi nel giudizio: ma per l'ennesima domenica non si fa superare quasi mai in uno contro uno e chiude con precisione le diagonali. Spinge un po' meno: è la partita che lo richiede: 6.5
PROSPERI - Il voto è viziato dalla produzione del Foggia. Nella sua partita non ci sono amnesie. C'è grande attenzione e grande leggerezza da parte del tridente foggiano: 6
CACCAVALE - Attento, preciso nelle chiusure. Anche lui, però, svolge un grosso lavoro preventivo. Gli vanno concessi dei meriti se l'attacco del Foggia fa poco: 6.5 
DE LIGUORI - Soprattutto nei minuti in cui il Taranto si prende la partita ha un ruolo fondamentale. Occupa sistematicamente la posizione più giusto, evitando che il tentativo della squadra di guadagnarsi il vantaggio diventi un boomerang. Arretra, recupera, gestisce il pallone. E' davvero un ottimo mediano: 7
CATANIA - Una delle sue partite più piene di significato. Non sbaglia l'approccio, indovina i tempi degli inserimenti e si coordina perfettamente con Mancini. Esce perché in riserva: 6.5
MANCINI - Ufficiale: è tornato. Ha trovato nuovamente se stesso, concedendosi il tempo giusto senza forzare niente. Ha saputo attendere e, ora, sa meritarsi i minuti in campo. Ha anche la possibilità di allargarsi e la sfrutta. Nemmeno quando c'è da lottare si tira indietro: 7
AMBROSI - Partita utile, perché su certi campi c'è bisogno di lui. Tiene il pallone, serve i compagni. Non esagera, ma non abbandona mai la partita: 6
TOLEDO - Segna il primo gol, fa partire l'azione del secondo. Ed è sempre attivo, diventando continuamente un pericolo per il Foggia. Costringe un avversario a seguirlo e, soprattutto, ha anche la forza e il fiato di aiutare la squadra in fase di non possesso: 7
DEFLORIO - Gioca con un dolore leggero. Eppure gioca da Deflorio: distribuendo palloni, proponendosi per riceverli. Segnando, soprattutto. E tornando ad essere un punto di riferimento per la squadra. Gli manca solo un po' di continuità: 6.5
Zito - Si fa trovare pronto quando Papagni lo chiama. Sta crescendo: 6
Cejas - Ciò che piace è la sua mentalità. Quando va in panchina e poi entra non delude mai. Qualche suo compagno dovrebbe prenderlo come esempio: 6
Cammarata - Ha poco tempo, ma lentamente sembra si stia attrezzando per tornare dall'inizio: s.v.
PAPAGNI - Beffa Cuoghi nella lettura iniziale della partita, la squadra stavolta asseconda le sue idee. Non arretra mai l'assetto, mostrando anche coraggio quando sceglie Zito per Catania. Tutti i cambi sono giusti, tutte le scelte hanno un effetto benefico. Bel risultato, bella prestazione: 7
L'arbitro - Non dà un rigore solare al Taranto, ammonisce con criteri alterni: 5.5
La squadra avversaria - Se gioca sempre così siamo di fronte ad una squadra sopravvalutata. Però è seconda, avrà qualche pregio. Non ne ha mostrati: 518 dicembre 2006

Due lampi del Taranto e Foggia ko
Il derby decreta la crisi dei rossoneri, trafitti due volte (nel primo tempo) in meno di cinque minuti. Decidono una rasoiata di Toledo e un sinistro di Def lorio. I tre punti lanciano la squadra jonica al terzo posto, a una sola lunghezza dai dauni

Acqua dal cielo, fuoco dal derby. Sono gli elementi naturali di un confronto sempre vivo, anche quando sembra morto. Vince il Taranto: più reattivo, più volenteroso, più motivato. E nella sua vittoria c’è molto: gioco, spirito, mentalità. Perde il Foggia. E nella sua sconfitta ci sono i sintomi di un piccolo naufragio emotivo. Di tutte le crisi è la peggiore. Non è fisica (c’è corsa). Non è tecnica (c’è sviluppo della manovra). È una crisi di consapevolezza. Il Foggia ora è una squadra che dubita. E chi dubita, alla fine crolla. Spesso i muri vanno giù al soffio di un’idea. Anche i muri più solidi. Per sbriciolare la migliore difesa del campionato, però, servono due colpi di piccone. E due picconatori d’eccezione: Toledo e Deflorio. Il brasiliano segna al 18’: tiro aguzzo come una guglia, pallone che scivola basso sull’erba viscida, lambendo il palo. Il capitano raddoppia al 21’: pallone domato, avvitamento e sinistro tagliente che gonfia la rete. Due gol in rapida successione che denudano la retroguardia dauna, scoprendo limiti nuovi e, dunque, inattesi (di tenuta, di attenzione, di controllo). Al Taranto basta un primo tempo praticamente perfetto per mettere le mani sul derby. Una frazione iniziale di rara efficacia e di plastica bellezza. Al Foggia non serve una ripresa di prolungato e sterile possesso palla per deviare il corso degli eventi. Sulla giustezza dell’esito non può esistere discussione. Prevale la squadra più tonica e coesa. Quella che riesce a sfruttare, senza sprechi e senza amnesie, il suo potenziale. Soccombe la squadra che non sembra più quella di un mese fa. Involuzione, stanchezza, usura: resta da capire perché le ultime prove del Foggia sono esibizioni all’insegna di un’innocua operosità. Espressione di un calcio ruminato, privo della necessaria lucidità interpretativa e dell’indispensabile graffio finale. Ad orientare felicemente il derby del Taranto sono le scelte di Papagni. Le sue intuizioni, la sua mano ferma, il suo carisma tenero. Stavolta non ci sono sbavature: né nella preparazione, né nella gestione. Tutto è logico. La chiave non è la riproposizione di un 4-4-2 più rigoroso, anche se è innegabile il giovamento che la manovra trae dallo spiegamento di due ali larghe (Catania a destra, Toledo a sinistra). La chiave è nella ritrovata coralità, nell’esattezza dei tempi e nella bontà dei movimenti. La chiave è in una coppia di interni che pensa correndo, assicurando densità al centrocampo e presenza costante in entrambe le fasi. Mancini e De Liguori addentano palloni e attaccano lo spazio, rendendo subito plausibile ogni azione del Taranto. La saldezza della difesa (a quattro) e la recuperata spendibilità delle punte (c’è l’iniziale conferma del tandem Ambrosi-Deflorio) completano la funzionalità dell’impianto. Servirebbe un altro Foggia (4-3-3) per reggere il confronto. Una squadra meno noiosa e più spietata. Cuoghi la cercherà con ostinazione senza trovarla, provando sinanche a mutare assetto (4-2-3-1 nella porzione finale del primo tempo). Ma la resa non sarà mai quella sperata. L’avvio del Taranto è di maggior impatto: fisico, tecnico, tattico. La squadra di Papagni ha qualcosa in più da dire al derby e ha voglia di gridarlo. Le volate di Catania, gli scatti di Toledo: è dai lati che il Taranto tenterà di sfondare. I gol che annichiliscono il Foggia nascono (come idea) a destra. Da lì proviene il traversone basso di Mancini sul quale Deflorio buca e Toledo si avventa come un falco (18’). Da lì si sviluppa la combinazione Mancini-Catania, quella che armerà il sinistro di Deflorio (21’). La reazione del Foggia è flaccida. Il Taranto non si ferma. Mancini manca il terzo gol (soluzione volante). Ambrosi reclama invano il rigore (atterramento di Marruocco). La ripresa è meno ardente. Il Foggia non può accontentarsi di perdere. Ma il suo adoperarsi non contiene nulla di irresistibile. Cuoghi cambia interpreti inutilmente. Il Taranto, dedicandosi ad un’oculata attività di presidio e controllo, non fatica a conservare il doppio vantaggio. Papagni rimpiazza i più stanchi. La cronaca è scarna. Un tiro di Mounard s’infrange sul braccio di Caccavale, provocando tiepide recriminazioni. Sfuma così il derby, sotto una pioggia sempre più battente. di Lorenzo D’Alò18 dicembre 2006

Le pagelle di Lorenzo D'Alò

PINNA 6 - Non effettua parate decisive. Ma dà sempre la rassicurante impressione di esserci.
COSENZA 6,5 - Altra prova di consolante sicurezza. In crescita continua.
COLOMBINI 6,5 - Legge bene ogni situazione, scegliendo sempre la soluzione giusta.
PROSPERI 6,5 - Torna titolare, dopo la giornata di squalifica. E ritrova tutto: efficacia e tempismo.
CACCAVALE 6 - Nessuna sbavatura. Solo interventi mirati. E una presenza costante.
DE LIGUORI 7 - Non finisce mai. È la colla dinamica che tiene insieme la squadra.
CATANIA 6,5 - Quando parte, crea scompiglio. Avvio ispirato. Ripresa meno esplosiva.
MANCINI 6,5 - Sta tornando su livelli di assoluta eccellenza. Gli manca poco per essere al top. Non cerca solo la giocata. Si accontenta di essere utile.
AMBROSI 6 - Gioca pochi palloni. Trova il rigore, evitando Marruocco in uscita. Ma l’arbitro inspiegabilmente non lo concede.
TOLEDO 7 - Il gol è un’esecuzione perfetta. Di stordente bellezza anche molte fughe sulla fascia, palla al piede.
DEFLORIO 6,5 - Ha voglia di spaccare il mondo e si vede. Il gol è un gesto a lui noto, oltre che caro (piroetta e tiro).
ZITO 6 - Rimpiazza Catania, galoppando sulla stessa fascia.
CEJAS 6 - Entra per dare una mano in mezzo al campo, dove il Foggia ha ormai assunto il comando delle operazioni.
CAMMARATA sv - Rileva Ambrosi. Preciso il mandato: tenere palla in zona alta, facendo salire la squadra. Poco il tempo a disposizione. Ingiudicabile.
PAPAGNI 7 - Scelte iniziali, strategia e correzioni in corsa: stavolta tutto risponde ad esigenze precise. Il suo derby è chiaro come acqua di fonte. Riconoscerlo è doveroso.18 dicembre 2006

Papagni: «Siamo stati straordinari»
Blasi: «Dovremmo giocare sempre così, con la mentalità giusta»

Taranto-Foggia è finita già da un po'. Ma Aldo Papagni sembra ancora in clima-partita: la soddisfazione per una prestazione da incorniciare è evidente, ma non è ancora il momento di sciogliere le parole in un sorriso.
Il tecnico di Bisceglie preferisce prima raccontare. E ringraziare la squadra per una vittoria nitida e incontestabile. Lucente come l'asfalto annaffiato dalla pioggia. Talvolta basta una frase per spiegarsi. «Era necessaria una prestazione straordinaria per battere questo Foggia: una squadra fortissima e impenetrabile in difesa. Ebbene, siamo riusciti a sfoderarla: i miei ragazzi sono stati bravissimi nei movimenti e nel dare profondità alla manovra. Non era facile tenere a bada i ritmi dei dauni: ci siamo riusciti con determinazione e applicazione. E poi è stato fondamentale l'apporto dei tifosi: hanno capito quanto era importante il loro sostegno per noi, impegnati a giocare una partita complicata su un campo molto pesante. Solo chi, come noi, ha giocato anche qualche gara a porte chiuse può comprendere l'energia che trasmettono i nostri sostenitori».
La gestione del match è stata perfetta anche nelle scelte: ma Papagni inverte il normale ordine delle priorità. «Le valutazioni tecniche e tattiche - dichiara - per me hanno un'importanza di secondo piano: i miei giocatori sanno perfettamente cosa devono fare in campo. Sono altre le cose che contano davvero: l'aspetto psicologico e affettivo. In una partita si sbaglia sempre: noi siamo riusciti a sbagliare pochissimo».
La partenza dei rossoblu è stata imperiosa: e i due gol decisivi sono arrivati in fretta, in appena ventuno minuti. «E' quanto mi aspettavo - prosegue - avevamo preparato l'incontro con l'intenzione di colpire subito, nei primi minuti. Ce l'abbiamo fatta, abbiamo vinto meritatamente». Nonostante la pioggia incessante, il Taranto ha schierato in campo fini dicitori e funamboli. Scelta premiata. «Può sembrare un paradosso ma non lo è - sostiene Papagni - .Col terreno pesante i giocatori di qualità si esprimono meglio, riescono a stoppare più agevolmente la palla. Ma avrei potuto schierare qualsiasi giocatore: avremmo avuto lo stesso risultato, ne sono certo. E' doloroso, ad esempio, tenere fuori uno come Cammarata, peraltro in gran forma».
E' stato un Taranto più convinto dopo la sferzata di Blasi? Papagni ha un'altra opinione. «Anche ad Ancona il Taranto ce l'ha messa tutta. Abbiamo solo avuto un calo, nulla di più. In ogni caso, mi sono ripromesso di non commentare più le parole del presidente: noi dobbiamo concentrarci solo sul lavoro del campo». Il massimo dirigente rossoblu, intanto, si gode il successo. E non esita ad essere prodigo di complimenti. «Ho visto un grande Taranto - sottolinea Blasi - , il Taranto che sognano tutti i tifosi e l'intera città. Abbiamo giocato bene, dimostrando una grande voglia di vincere: è l'atteggiamento che spero di vedere in tutte le partite fino alla fine del torneo. Purtroppo la domenica è stata sporcata da quanto è avvenuto nella curva foggiana: si è visto di tutto, lavandini gettati in campo... Ringrazio i nostri tifosi, sono stati esemplari, non hanno ceduto alle provocazioni, hanno tifato a gran voce per tutto il pomeriggio nonostante il nubifragio che si è abbattuto sullo stadio». 
Il presidente riporta la luce dei riflettori sulla squadra. «Dovremmo giocare sempre così, con questa concentrazione, con la mentalità giusta: hanno dimostrato concentrazione e voglia di vincere. Devo complimentarmi con tutti: con i calciatori, con l'allenatore, con tutta l'area tecnica. Mi hanno fatto uno splendido regalo: in settimana abbiamo festeggiato il secondo compleanno della Taranto Sport. Allora eravamo ultimi in C2 con 8 punti di distacco sulla penultima: adesso siamo in C1 a 6 punti dalla capolista... ma non abbiamo fatto ancora nulla. Dobbiamo restare con i piedi per terra. Poi, può anche capitare di non vincere: l'importante è dimostrare in ogni occasione grinta e voglia».
Intanto allo stadio manca ancora la corrente elettrica. «Stiamo andando ancora avanti con il generatore: non è servita neppure l'intesa raggiunta con il commissario al Comune di Taranto per risolvere il problema. Finora solo il prefetto Alecci e il questore Introcaso ci hanno dato una mano. Siamo preoccupati». di Leo Spalluto18 dicembre 2006

Vince il Taranto del sorriso
Blasi: «E’ la squadra che voglio». Papagni: «Straordinari»

La terapia del sorriso ha funzionato. Regalando il derby che vale una resurrezione, dopo gli imbarazzi di Ancona; il derby impeccabile per risultato (al Foggia i due gol pesano, eccome). Il derby inappuntabile per location: clima invernale, pioggia e campo difficile come nelle partite di un calcio perduto; agonismo senza veleni. Stonano solo gli incidenti in curva. Davvero non esistono partite perfette... Proprio il grande accusatore di Ancona, il presidente Blasi - infuriato dopo l’1-1 nelle Marche -, arrotonda il successo con parole che a quei mugugni rimandano, indirettamente e direttamente: «Una grande vittoria. E’ il Taranto che desidero. Quando si gioca bene è giusto dirlo. Il Taranto deve essere così per le prossime 18 partite. Voglioso, determinato».
Insomma, Blasi dice, «il Taranto c’è», ma «bisogna giocare come se ogni domenica avessimo di fronte il Foggia». Presidente incontentabile? A stuzzicarne gli appetiti ci pensano, in sala stampa, i giornalisti. Chi chiedendogli lumi sui punti lasciati per strada: «Ce ne mancano almeno quattro tra Lanciano e Ancona», chi andando direttamente al sodo: insomma, la sferzata nel dopo partita di Ancona è servita? «Non ho sferzato la squadra - spiega il presidente del Taranto - poi se si vogliono interpretare male le mie parole... Oggi i giocatori hanno dimostrato chi sono, mettendoci tutto quello che serve: rabbia, grinta, determinazione. Poi capita di non vincere una partita, ma il calcio è così». E mister Papagni? Ovvio che per lui è il trionfo del sorriso. E di una certa idea del calcio, che se non sapessimo quanto profonde e solide sono le sue radici cristiane, definiremmo senza timori New Age . «Oggi - spiega ai giornalisti - c’era bisogno di qualcosa di straordinario. Abbiamo creato i movimenti giusti, con e senza palla, abbiamo rintuzzato il loro ritorno dopo il doppio vantaggio. C’è stata la giusta determinazione e, ovviamente, l’immancabile apporto dei tifosi. Tecnica, tattica? I ragazzi - aggiunge l’allenatore rossobluì - sanno sempre cosa fare, ma perché questo riesca è sempre più importante l’aspetto psicologico, l’aspetto affettivo, la tensione ideale. Sono queste le caratteristiche prioritarie, senza le quali non si può parlare di tecnica, di tattica». Sul match, Papagni spende sobrie parole, che disegnano un tempo per l’azione ed uno per l’attesa: «Volevamo essere così; volevamo colpire inizialmente, per agire di rimessa. Questo era importante, sapevamo di avere di fronte una difesa fortissima. E sapevamo che l’impegno era difficile anche in prospettiva Avellino. Scegliere giocatori di qualità su un campo del genere - aggiunge il mister - non è un azzardo. Gli uomini tecnicamente dotati riescono a governare meglio la palla proprio per la raffinatezza del tocco». Poi, il Papagni pensiero decolla verso quote ormai ampiamente frequentate, seguendo rotte collaudatissime: «Chi fa parte di questo gruppo - quanto volte lo abbiamo sentito? (ndr) - crede in un progetto che mette l’aspetto economico in secondo piano. Prima viene altro. Prima vengono il sudore e il sentimento di squadra, il senso di un progetto comune». La vittoria nel derby col Foggia porta una firma: Manuel Mancini. Aver puntato tutto sulgiovane centrocampista, che insieme a De Liguori ha fornito una prestazione eccellente in mezzo al campo, rievoca antichi confronti, anche rugginosi, su giocatori, ruoli e utilizzo, smorzati da Papagni così: «Ricordate quante critiche per Catania esterno destro? Giusto rispettare le critiche, ma chi giudica non sta giorno per giorno con i ragazzi che sudano, sbagliano e migliorano: può andar bene De Liguori centrale a centrocampo, ma è un rischio preso dopo tanta sperimentazione. Così come Toledo
sulla fascia sinistra»
. Foggia annichilito, Avellino alle porte. Ancona, e le parole del presidente Blasi, sono un brutto ricordo? O la sferzata è servita, come alla fine ha dichiarato il patron ? «Anche ad Ancona la squadra ha mostrato queste caratteristiche, solo che possono capitare cali di rendimento. Fa parte del gioco. Quanto alle parole del presidente Blasi - conclude Papagni - non commento più ciò che dice. Lui è libero di dire quello che vuole. Io so solo che parlare per tre, quattro giorni di questo ci ha fatto sprecare energie. E invece le uniche energie che dobbiamo sprecare, oltre al lavoro quotidiano, sono quelle che servono per fare gruppo e aiutarci vicendevolmente». L’Avellino è più vicino. di Fulvio Colucci18 dicembre 2006

Sesto successo in casa
Rossoblù ancora imbattuti nei derby

Sesto successo allo “Iacovone” per il Taranto. I rossoblù chiudono il girone d’andata, per quanto riguarda le gare casalinghe, con un bilancio di 19 punti in 8 gare.
Taranto imbattuto nei derby stagionali; alle due vittorie interne contro Martina e Foggia aggiunge il pari casalingo contro il Manfredonia e il pareggio esterno per 1-1 a Gallipoli.
Rossoblù in serie utile da tre turni con 7 punti. Nelle ultime 12 giornate gli ionici hanno perso una sola volta, per 2-0 a Teramo.
29 punti in classifica per l’undici di Papagni, uno in più rispetto alla sedicesima giornata del torneo scorso di serie C2, ed anche rispetto al campionato 2001-02 di serie C1, l'ultimo in questa categoria con i rossoblù impegnati nei playoff promozione.
Seconda rete stagionale per il brasiliano Toledo già a segno il 22 ottobre scorso in Taranto-Ternana 2-0; per Deflorio quarto centro, tutti allo “Iacovone” e sempre nel primo tempo. 23 in totale le marcature stagionali per il Taranto, 10 nella prima frazione di gioco e 13 nella ripresa; 15 le reti casalinghe, 8
quelle realizzate in trasferta. In 16 turni di campionato i rossoblù sono andati in “bianco” in 3 occasioni: senza reti nelle trasferte contro la Juve Stabia, battuti per 1-0, e Teramo, k.o. per 2-0, nonché nello 0-0 casalingo contro il Manfredonia.
Taranto al 16esimo successo in 27 sfide casalinghe contro il Foggia. Queste tutte le vittorie rossoblù: 1927-28 I Divisione (era l’attuale serie B) Taranto-Foggia 7-2; 1929-30 I Div. (equivaleva all’attuale C1) Taranto-Foggia 4-0; 1930-31 I Div. Taranto-Foggia 4-0; 1936-37 C Taranto-Foggia 3-1; 1939-40 C Taranto-Foggia 2-1; 1940-41 C Taranto-Foggia 6-1; 1941-42 C Taranto-Foggia 5-0; 1946-47 B Taranto-Foggia 4-0; 1961-62 C Taranto-Foggia 1-0; 1971-72 B Taranto-Foggia 4-2; 1974-75 B Taranto-Foggia 1-0; 1980-81 B Taranto-Foggia 2-0; 1983-84 C1 Taranto-Foggia 1-0; 1985-86 C1 Taranto-Foggia 1-0; 2000-01 C2 Taranto-Foggia 2-1; 2006-07 C1 Taranto-Foggia 2-0. di Franco Valdevies18 dicembre 2006

Il Foggia non cerca scuse
«Male a Taranto, ma una squadra che ha fatto 30 punti deve rialzarsi»

Ed ora da dove ricominciare? Qual è il vero volto del Foggia, quello della prima parte del campionato oppure quello visto nelle ultime tre partite? L’amarezza nello spogliatoio è palpabile. Ed anche una certa rabbia. Mounard, il capitano, non cerca scuse sulla prestazione fornita a Taranto ma difende il campionato finora disputato dal Foggia. «E’ un periodo che va tutto storto. Anche in questo derby forse si poteva fare di più, ma loro hanno avuto un uno-due che ci ha messo fuori partita e tagliato le gambe perché nel primo tempo ci riusciva tutto difficile. Nella ripresa però le abbiamo tentate tutte per riaprire la partita. Sarebbe bastato un gol per mettere in crisi il Taranto. Peccato, dispiace per noi ed ovviamente per la società e i tifosi, ma attenzione ad abbattersi prima del previsto», afferma il capitano che, come detto, non trova difetti eccessivi in questo Foggia: «La squadra ha trenta punti, non sono pochi. E’ vero che bisogna attendere il risultato del posticipo Ravenna-Teramo, ma in questo momento siamo ancora secondi in classifica nonostante questo periodo terribile che ci ha fatto conquistare appena un punto nelle ultime tre partite». Anche Ignoffo è convinto che la squadra ha qualità e uomini per tirarsi fuori da questa situazione: «Dire che siamo dispiaciuti è normale. Noi pensavamo di riscattare questo momento negativo proprio nel derby e prepararci al Ravenna. Invece non siamo stati in partita, almeno nel primo tempo, perché nella ripresa c’è stato solo il Foggia. Purtroppo ogni sforzo è stato vano, anche perché il Taranto si è chiuso nella propria metà campo pensando giustamente a difendere il doppio vantaggio. Credo tuttavia che nulla è compromesso, la squadra saprà reagire». di Filippo Santigliano18 dicembre 2006

Devastazioni provocate dai foggiani
Ma la frustrazione non può sfociare in violenza gratuita

Sconfitti due volte, in campo e sugli spalti. Il Foggia torna dal derby con una sconfitta in più, la consapevolezza di aver smarrito l’identità che aveva fatto di questa squadra un team essenziale ma vincente e con la frustrazione dei tifosi esplosa in violenza gratuita. Che il derby non sarebbe stato festoso lo si sapeva da tempo: sempre vivo l’astio tra le due tifoserie, qualche parola di troppo alla vigilia, la crisi di risultati, e non solo, di un Foggia che nel giro di sette giorni ha prima visto perdere il primato in classifica e poi fuggire via l’Avellino. Il Foggia non è quello che aveva entusiasmato nella prima parte del campionato. Certo non sempre brillante, ma concreto, cinico, pronto a capitalizzare ogni occasione e a non concedere nulla agli avversari: imbattuto per tredici giornate con la miglior difesa del campionato. Proprio quella difesa che ora sembra aver perso lo smalto e la concentrazione. La crisi è così plateale da spingere il presidente Tullio Capobianco
a non trovare scuse: «Non siamo quelli di qualche settimana fa. Siamo in crisi di risultati, non riusciamo a fare bene come nelle precedenti gare. Bisognerà essere vigili al mercato di riparazione a gennaio. In settimana ci incontreremo per chiarire tante questioni». Meno drastica l’analisi di un altro dirigente rossonero. Dice Roberto Scirano: «La cosa più importante in questo momento è non perdere la bussola. Bisogna restare calmi e verificare le cose che funzionano e quelle che non vanno. Il campionato non è finito e siamo più che mai in corsa per la promozione. Non bisogna perdere né la fiducia né la testa». I dirigenti, tuttavia, manifestano amarezza per quanto accaduto allo “Iacovone ”, soprattutto fuori dal campo. Se il vicepresidente Matteo La Torre se la prende apertamente con i tifosi che «con il loro comportamento vanificano gli sforzi compiuti dalla società», Scirano si chiede invece «per quale motivo i tifosi sono stati fatti entrare con mezz’ora di ritardo
e soprattutto portati a spasso per la città». «Non vogliamo giustificare gli atti di intolleranza e violenza ma
- osserva - ci piacerebbe capire che cosa è davvero successo in curva». In curva sud, quella occupata dai tifosi del Foggia, sono accaduti episodi molto gravi con danneggiamenti ai gabinetti dello stadio e l’incendio di un chiosco utilizzato per la vendita delle bibite. Negli scontri con la polizia (lanciati anche due lacrimogeni, la partita è stata sospesa per qualche minuto) sono rimasti contusi due tifosi del Foggia. Non ci sono fermi, ma la Polizia ha i filmati di tutti gli episodi che hanno coinvolto i supporters rossoneri. Tifosi che hanno perso la testa per essere entrati allo stadio con ritardo, per scoprire pure che la loro squadra era sotto di due gol. La frustazione è sfociata in violenti scontri con le forze dell’ordine. Si è temuto il peggio, soprattutto quando un tifoso del Taranto è riuscito ad acciuffare una bandiera dei club rossoneri portandola in curva nord come un trofeo. La Questura di Taranto ha precisato tuttavia che i pullman sono arrivati in ritardo, che il giro in città è stato deciso per evitare agguati dei tifosi tarantini e che le operazioni di pre filtraggio hanno fatto perdere quei trenta minuti iniziali. Al di là di ogni interpretazione, appare quasi certa la squalifica dello “Zaccheria” e quindi, a meno di miracoli, il Foggia finirà il 2006 in campo neutro o a porte chiuse. di Filippo Santigliano18 dicembre 2006

«Una partita strana»
Cuoghi: «Buono l’inizio poi per 20 minuti siamo scomparsi»

Cuoghi è la maschera della delusione. In sala stampa non cerca scuse: «Una partita strana, che avevamo iniziato anche bene, con un bell’approccio. Poi siamo riusciti a prendere due gol incredibili e siamo scomparsi. Per venti minuti non siamo praticamente esistiti ed il Taranto, che ha disputato una buona partita, ha fatto sua la gara. Potevamo prendere anche il terzo gol, in qualche circostanza devo ammettere che siamo stati anche fortunati». L’allenatore foggiano, tuttavia salva il secondo tempo dei suoi, almeno sul piano della buona volontà: «Nella ripresa ci siamo espressi un po’ meglio. Abbiamo spinto di più, le abbiamo tentate tutte per riaprire la partita, ma il Taranto si è difeso bene, non ci ha concesso spazi per manovrare e per affondare in area e per noi è diventato tutto più complicato e difficile. È chiaro che da questa prestazione c’è poco da salvare. Anche quando ci siamo risvegliati e le abbiamo tentate tutte era ormai troppo tardi». Il tecnico ammette di non riconoscere più i suoi e che un punto in tre partite non è certo bottino da primato: «Abbiamo smarrito le nostre qualità, l’umiltà, la capacità di fare gruppo, di mostrare personalità. E poi siamo disattenti, non c’è la concentrazione dovuta. Tutti ingredienti che avevano fatto del Foggia una squadra da vertice. Non c’è dubbio che nelle precedenti partite eravamo più concreti e che in queste ultime gare abbiamo perso una delle nostre prerogative che dobbiamo assolutamente recuperare». Cuoghi ammette che il suo Foggia è nel pieno di una mezza crisi, di risultati e di identità, ma che per il momento non pensa al mercato pure richiamato come rimedio dal presidente Capobianco: «Devo lavorare con questi ragazzi, non si va in ritiro ed ora dobbiamo pensare alla prossima partita contro il Ravenna». E il primato dell’Avellino? «Il vantaggio di cinque punti è consistente, ma il nostro obiettivo sono i playoff senza rinunciare a nulla. È chiaro che dobbiamo migliorare e di conseguenza pensare a lavorare e ad applicarci al massimo. I conti li faremo alla fine, ma in questo momento l’aspetto più importante è recuperare la condizione vista nelle precedenti partite. Il Foggia non può essere questo visto nelle ultime tre partite». di Filippo Santigliano18 dicembre 2006

«Possiamo solo migliorare»
E il difensore centrale Prosperi, a fine gara, parla di partita quasi perfetta. Euforia Toledo negli spogliatoi. Deflorio torna al gol

La gioia per una vittoria ampiamente meritata ed il pensiero che vola alla difficilissima trasferta sul campo dell’Avellino. Il successo sul Foggia ha rinvigorito un gruppo che, alla vigilia di questo appuntamento, appariva teso e preoccupato dopo le ultime prestazioni non esaltanti e le dichiarazioni del presidente Blasi rilasciate domenica scorsa. A sbloccare le marcature è stato Robson Toledo che, nell’immediato dopogara, è apparso «visibilmente soddisfatto per una rete che mancava da tanto tempo. In altre circostanze ero stato sfortunato, oggi - ieri per chi legge, ndr - ho calciato sfruttando un errore di Deflorio. Ma devo ringraziare tutti i miei compagni, senza il loro contributo non starei giocando ad un livello così alto. Da domani ci prepareremo alla sfida di Avellino con la certezza di poter migliorare la nostra classifica». Tre minuti più tardi ci ha pensato il capitano a sigillare una vittoria quantomai importante e prestigiosa. «Abbiamo sfruttato le prime occasioni - ha esordito Andrea Deflorio -, poi abbiamo gestito il risultato senza concedere al Foggia la possibilità di creare pericoli alla nostra difesa. Il gol? Ero di spalle alla porta, sono stato bravo nel difendere la palla e girarmi per calciare. E'una vittoria importantissima, giunta su un terreno di gioco pesante che non agevolava una squadra tecnica come il Taranto». E' rimasto a digiuno per la quarta settimana consecutiva, ma Alessandro Ambrosi ha disputato una gara di grande sacrificio, aiutando spesso il lavoro dei centrocampisti. «Il nostro avvio bruciante ha tagliato le gambe al Foggia. Oltre alle due reti abbiamo sfiorato il tris con Mancini prima che l’arbitro mi negasse un rigore per un fallo di Marruocco. Questa vittoria aumenta la consapevolezza nelle nostre potenzialità e certifica le reali ambizioni di questo gruppo». Raggiunto il doppio vantaggio è stato il pacchetto difensivo a blindare un risultato che rischiava di essere minato dalle qualità degli attaccanti dauni. Per Fabio Prosperi la prestazione dei rossoblù «è stata quasi perfetta. Abbiamo siglato due reti alla migliore difesa del girone (ne aveva subite 5 in 15 giornate, ndr) e nella ripresa abbiamo respinto benissimo le iniziative del Foggia. Ma il merito è di tutta la squadra che ha curato benissimo la fase difensiva. In settimana avevo notato una grande concentrazione ed ero convinto che avremmo disputato una prestazione brillante». di Fabio Di Todaro18 dicembre 2006

Taranto-Foggia, gli ultimi dubbi
In diecimila sugli spalti dello Iacovone per il derby più atteso

Cancelliamo ogni dubbio: Taranto-Foggia è una partita importante, ma che non può consegnare un responso definitivo sulle ambizioni delle due compagini. A due giornate dal giro di boa non è ancora tempo di bilanci. Ci si trova a metà percorso, con delle buone indicazioni fornite da entrambe le squadre e con qualche dubbio legato alla tenuta psicologica (del Taranto) e al gioco non ancora spumeggiante (del Foggia). E', però, un confronto che fiorisce su un terreno ricco di qualità. Il Taranto è reduce da un periodo di scarsa brillantezza, in cui non ha comunque perso contatto con le prime posizioni (7 punti in 4 giornate). La settimana appena trascorsa è stata «animata da eccessiva tensione», come ha precisato lo stesso tecnico Papagni. Le parole di Blasi nel dopogara di Ancona e l’eliminazione in Coppa Italia hanno reso ancor più spasmodica l’attesa per questa partita. Nel capoluogo dauno, invece, i risultati positivi non sono direttamente proporzionali alla stima che l’ambiente nutre per il tecnico Cuoghi. Dopo le parentesi con Zeman e Marino alla guida dei satanelli, la critica non accetta di vedere una squadra che cura in maniera quasi maniacale la fase difensiva lasciando all’estro dei suoi uomini di maggiore qualità il compito di costruire azioni pericolose. Nell’ultimo mese i rossoneri hanno conosciuto la prima sconfitta (1-0 a Terni), rischiando anche il primo ko casalingo con il Lanciano (1-1, con gol dei padroni di casa viziato da un evidente fallo sul portiere avversario). «Ma a Taranto giocheremo per i tre punti - ha dichiarato Stefano Cuoghi -. Non muterà il nostro approccio alla gara e abbiamo la necessità di non allontanarci troppo dall’Avellino». Un pensiero che si manifesta anche nelle scelte del tecnico messinese. Il 4-3-3 non muterà: Quinto per Cardinale (squalificato) e Zanetti (al rientro) per Moi saranno le uniche novità rispetto a domenica scorsa. Nel Taranto (4-4-2) sussistono due dubbi: Larosa o Prosperi in difesa, Cammarata o Ambrosi al fianco di Deflorio. Ma Papagni ci ha abituato a questi enigmi. Li scioglierà soltanto stamattina, come al solito. Forse in diecimila sugli spalti dello Iacovone.17 dicembre 2006

Nel 1941 finì 6-1 e 5-0

Ventisei i precedenti di campionato tra Taranto e Foggia giocati in casa dei rossoblù. Le due squadre si sono fronteggiate 11 volte in Serie B, 14 in Prima Divisione o serie C o C1, 1 in serie C2. Nel bilancio è nettamente in testa il Taranto con 15 successi a 4.
Il primo confronto è datato 11 dicembre 1927 nell’ambito del Campionato di Prima Divisione Sud (è questo in assoluto il primo torneo disputato dal sodalizio ionico, nato da pochi mesi in seguito alla fusione della Pro Italia e dell’Audace). Si impone largamente il Taranto vincendo per 7-2. Ecco la formazione rossoblù schierata dal tecnico ungherese Koszegi: Pieri, Di Donna, Arzeni, Friuli, Pignatelli, Friuli, Sculto, Palmisano, Gioia, De Lorenzo, Carenza. Questa la sequenza delle reti: al 5' e all’80' Carenza, al 15' e al 30' Guarneri per il Foggia, al 25' su rigore Arzeni, al 50' e al 70' Palmisano, al 55' Sculto e al 60' Friuli II.
Per i rossoblù altri due successi in “goleada” con 5 reti di scarto in serie C all’inizio degli anni Quaranta: il 12 gennaio 1941 Taranto-Foggia 6-1 con le doppiette di Molinari e Bellucco, le reti di Penza, Salvati e Curci per i rossoneri; il 23 novembre 1941 finisce 5-0 con un’altra doppietta di Molinari e i gol di Penza, Valentini e Salvati su rigore.
La prima vittoria per il Foggia, per 4-2, il 20 novembre 1932 (rete di Martino Castellano, doppiette rossonere con Pavanello e Bellotti, gol di Monti), la seconda per 1-0 con gol di Mola, il 23 novembre 1969 nel torneo cadetto. Negli ultimi tre confronti due successi per i foggiani ed uno per i rossoblù.
Il 30 dicembre 1990, 16ª giornata del campionato di serie B, si impone il Foggia per 2-0 con un autogol di Cossaro al 30' e gol di Rambaudi all’86'. È una giornata “pro Taranto” durante la quale non sono validi gli abbonamenti e i botteghini dello “Iacovone” fanno registrare 14.986 paganti (con un incasso di 235 milioni). Al 23' il Taranto resta in 10 per l’espulsione di Zaffaroni, quindi la gara viene sospesa per 7 minuti per lancio di sassi e bengala. Il
Giudice Sportivo decreterà in seguito tre turni di squalifica al campo rossoblù (sanzione poi ridotta a due giornate).
Il 14 aprile 2001 nel campionato di serie C2 si registra l’ultima delle 16 vittorie rossoblù: 2-1 con la rete al 4' di Di Nardo, il pareggio al 6' di Carannante, quindi al 67' Terrevoli. Questo “l'undici” utilizzato dall’allenatore Silva: Gori, Valerio, Siroti, Migliozzi, Vitali, Monza, Sesia, Giugliano (59' Puglisi), Terrevoli (88' Pizzolla), Riganò, Di Nardo (78' Wilson). Foggia vincente allo “Iacovone” nell’ultimo confronto giocato il 4 aprile 2004 nel torneo di C1: 3-1 per i rossoneri con le reti di Del Core al 4', il pareggio di Panarelli su rigore al 24', quindi Faieta al 44' e Da Silva al 75'.
Questi nell’ordine tutti i precedenti tra le due formazioni: 1927-28 I Divisione (equivaleva all’attuale serie B) Taranto-Foggia 7-2; 1929-30 I Div. (equivaleva all’attuale C1) Taranto-Foggia 4-0; 1930-31 I Div. Taranto-Foggia 4-0; 1932-33 I Div. Taranto-Foggia 2-4; 1935-36 serie B Taranto-Foggia 1-1; 1936-37 C Taranto-Foggia 3-1; 1939-40 C Taranto-Foggia 2-1; 1940-41 C Taranto-Foggia 6-1; 1941-42 C Taranto-Foggia 5-0; 1942-43 C Taranto-Foggia 2-2; 1946-47 B Taranto-Foggia 4-0; 1950-51 C Arsenaltaranto-Foggia 2-2; 1951-52 C ArsenalTaranto-Foggia 0-0; 1961-62 C Taranto-Foggia 1-0; 1969-70 B Taranto-Foggia 0-1; 1971-72 B Taranto-Foggia 4-2; 1972-73 B Taranto-Foggia 0-0; 1974-75 B Taranto-Foggia 1-0; 1975-76 B Taranto-Foggia 1-1; 1978-79 B Taranto-Foggia 0-0; 1980-81 B Taranto-Foggia 2-0; 1983-84 C1 Taranto-Foggia 1-0; 1985-86 C1 Taranto-Foggia 1-0; 1990-91 B Taranto-Foggia 0-2; 2000-01 C2 Taranto-Foggia 2-1; 2003-04 C1 Taranto-Foggia 1-3.17 dicembre 2006

Presentata la nuova divisa

E' stato presentato ieri pomeriggio nella sala stampa dello "Iacovone" il nuovo abbigliamento elegante del Taranto. La divisa sociale è griffata Principe Franz, un’azienda presente con diciannove punti vendita in Puglia (nella provincia di Taranto a Ginosa, Manduria e San Giorgio Ionico) e nuovo fornitore ufficiale della Taranto Sport. Principe Franz - già partner commerciale del Livorno Calcio - ha disegnato una divisa interamente blu (compresa camicia e cravatta) per i calciatori, mentre lo staff tecnico indosserà un vestito gessato grigio con camicia e cravatta bordeaux. Nell’occasione il presidente Blasi ha parlato anche del derby di questo pomeriggio con il Foggia: «Mi aspetto una grande prestazione dai ragazzi».17 dicembre 2006

La vigilia è un vero rebus
Molti dubbi intorno al Taranto, a partire dall'umore dello spogliatoio dopo il pareggio di Ancona e le tensioni successive. In attacco tre per un posto. Difesa: Prosperi o Larosa?

Il rebus vero è nella mente dei giocatori. Perché il rischio, appena accennato da Papagni, è che il Taranto abbia avvertito troppo le pressioni di questi giorni, si sia trovato travolto da una improvvisa impennata delle tensioni. E', pare, il peso delle pressioni esterne e delle dichiarazioni di Blasi ad aver turbato la squadra, rendendo maggiormente complicata la settimana di preparazione alla sfida con il Foggia. Ci sono sforzi per normalizzare tutto: per ridare alla squadra fiducia prima di una partita tanto difficile e tanto importante. Ci sono sguardi da rigenerare, dopo giorni spenti. Impressione ricavata anche dalla conferenza stampa di presentazione della partnership con la Raffo: giocatori preoccupati, un po' timorosi, comunque poco sereni. C'è qualcosa da capire, che solo domenica diventerà una certezza: il gruppo svelerà il suo stato d'animo, mostrando la propria (eventuale) capacità di assorbimento delle polemiche. L'altro rebus, poi, riguarda la squadra. Partendo dall'attacco. Papagni ha tre situazioni diverse da affrontare. Ambrosi, ad esempio, dopo l'infortunio che lo ha costretto a saltare Teramo, non ha ancora riallacciato il feeling con il gol. Deflorio, invece, domenica è apparso - lui stesso lo ha confermato - eccessivamente nervoso, non riuscendo a fare quello che abitualmente gli riesce in scioltezza. Cammarata, invece, non sembra (ovviamente, viene da dire) particolarmente propenso ad accettare la panchina e, in attesa di vivere il suo momento, preferisce non rilasciare commenti, limitandosi a sinceri sorrisi. Deflorio e Ambrosi hanno reso sotto gli standard domenica scorsa, ma sono stati produttivi appena una settimana prima, mentre Cammarata è stato utile ad Ancona, incerto qualche settimana prima e prolifico (in gol dopo dodici minuti) nell'intermezzo di Coppa con il Martina. Uno partirà in panchina: chi? Artigianali bookmakers dicono Cammarata, ma con quote assai vicine a quelle degli altri due: di fatto partono quasi tutti alla pari. Il recupero di De Liguori e il lieve acciacco di Danucci (ieri il primo si è allenato, il secondo ha lavorato a parte) non adombrano invece dubbi a centrocampo. Papagni potrebbe confermare gli uomini di Ancona e anche lo schieramento: una sorta di rombo con Toledo vertice decentrato (a sinistra). Non proprio una linea, ma con la stessa licenza per Mancini: quella di attaccare lo spazio anche sull'esterno, quasi fosse il quarto a destra, o di penetrare per vie centrali quando lo sviluppo dell'occasione lo consente. L'ultimo dubbio, giusto per rendere momentaneamente irrisolvibile il rebus, è in difesa: il rientro di Prosperi dopo la squalifica non garantisce automaticamente un posto in squadra al pescarese. Perché la retroguardia, domenica, è piaciuta, incassando solo un gol su un tiro dall'effetto curioso. Il ballottaggio, allora, potrebbe essere tra Prosperi, appunto, e Larosa, che ad Ancona ha mostrato di aver preso confidenza con il ruolo di esterno di difesa. Dovesse giocare Prosperi, Cosenza passerebbe a destra della difesa. Resta un allenamento. E tanti dubbi.16 dicembre 2006

Schermaglie prima della resa dei conti
Il superderby di Puglia promette battaglia. Per entrambe è vietato sbagliare. De Liguori è di nuovo disponibile. Per Papagni un sospiro di sollievo. Per l’attacco, Deflorio e Ambrosi favoriti su Cammarata

Il derby della Puglia è alle porte. Il Taranto è quattro punti sotto il Foggia. Ha bisogno di strada, cioè di vincere per accorciare il distacco e sperare in un passo falso di qualche altra formazione d’alta classifica per respirare aria più... salubre. L’impresa, tuttavia, non si presenta semplice. Tutt’altro. La squadra rossonera vale di più della Salernitana. Serve una grossa prestazione, ricca d’orgoglio e di determinazione. «Siamo pronti - dice Tore Pinna, portiere rossoblù - in casa, finora, abbiamo fatto bene. Nelle ultime quattro partite abbiamo ottenuto altrettante vittorie. Merito anche dell’enorme spinta che ci è pervenuta dal nostro formidabile pubblico. E sarà così anche domenica. Il pari di Ancona non ci ha rattristiti perchè ci ha consentito di mantenere la quarta poltrona della classifica ed una buona media inglese. In giro si notava quasi un’aria di tristezza. Invece così non è. Bisogna capire che di fronte c'è anche la squadra avversaria che spinge per ottenere, come noi del resto, un risultato positivo. Non sempre si può vincere». Sul momento poco felice attraversato dalla formazione avversaria, tira il freno a mano in maniera veemente: «Non bisogna ritenere che il punto conquistato dal Foggia nelle ultime due gare, sia la spia di una crisi latente. L’ho detto prima. Capita durante il lungo campionato di non riuscire a conquistare quanto richiesto da società e tifosi. Ma ritengo che il dover giocare un derby particolarmente importante per la classifica, rinvigorirà l’ardore agostico. Dovremo scendere in campo, dunque, fermamente decisi a non sottovalutare l’avversario. Abbiamo le potenzialità per far nostra la partita e, quindi, dovremo sfruttarle tutte». L’allenamento di ieri pomeriggio ha riconsegnato Vincenzino De Liguori nella lista dei disponibili. L’ecografia effettuata alla coscia sinistra è stata fortunatamente negativa. La formazione non dovrebbe discostarsi molto da quella schierata ad Ancona. Dovrebbe prevedere il rientro di Prosperi al centro della difesa in coppia con Caccavale, con il rientro di Cosenza sulla fascia destra. A sinistra opererà, come al solito, Colombini. Non dovrebbero presentare novità nè il centrocampo, nè l’attacco. Cejas e Mancini dovrebbero avere il duplice compito di fare argine alle manovre ospiti e, contestualmente di far ripartire le proprie azioni. Toledo e De Liguori dovrebbero sistemarsi sulle corsie esterne, ma il brasiliano potrebbe avere il duplice compito sia di infilarsi lungo uno dei due outs a seconda delle necessità contingenti dell’incontro, sia di giostrare fra le linee alla ricerca del vano giusto. L’unica alternativa possibile è costituita dall’inserimento di Catania al posto di Mancini. In avanti spazio al duo Ambrosi-Deflorio con Cammarata pronto ad entrare in qualsiasi momento della gara. Ieri, alla Provincia, è stato presentato l’accordo biennale commerciale per due anni con la Raffo (120mila il prezzo incassato dal Taranto). Nel pomeriggio, invece, presentazione delle divise sociali allo "Iacovone".16 dicembre 2006

Ora è un Taranto a tutta birra
La Raffo diventa partner commerciale. Accordo biennale

Il nuovo connubio Birra Raffo-Taranto Sport è l’ennesimo atto di una storia d’amore vissuta tra alti e bassi. Perché, pur scomparendo per alcuni anni dalla maglia rossoblù, la Birra Raffo «è rimasta sempre la bevanda preferita dai tifosi tarantini» come ha voluto subito precisare il presidente Luigi Blasi durante la conferenza stampa tenutasi nel Salone degli Stemmi della Provincia di Taranto. «Giovedì abbiamo festeggiato i primi due anni di esistenza della Taranto Sport - ha proseguito il massimo dirigente di Via Umbria - e non potevamo ricevere un regalo migliore. Abbiamo sofferto per molto tempo quando non c'era alcuna azienda disposta ad affiancarci in questa avventura. Sono soddisfatto che queste due realtà importanti della nostra città tornino a lavorare insieme in un momento positivo per il calcio tarantino». Grande soddisfazione è stata espressa anche da Gianni Florido, Presidente della Provincia di Taranto. «Seguo le sorti della nostra squadra di calcio da 45 anni. Mi riempie di gioia poter partecipare ad un evento con tutti i calciatori del Taranto che, in questo momento, hanno la responsabilità morale del riscatto di questa città. Si ricostituisce, finalmente, un binomio che ha regalato tante soddisfazioni agli sportivi di Taranto». Sabrina Fontana era presente alla conferenza stampa in qualità di Brand Manager della Birra Raffo. «Abbiamo riunito due icone di questa città ed è giusto che camminino insieme verso traguardi importanti». Parole d’elogio per lo sport di terra ionica sono state spese da Giuseppe Graniglia, presidente del Coni di Taranto. «Qualche giorno fa sono stato a Roma e ho ricevuto i complimenti di Gianni Petrucci (presidente del Coni nazionale, ndr) durante la nostra assemblea nazionale. Taranto è una delle poche città a poter vantare cinque squadre in serie A oltre ad un buon numero di atleti che si sono distinti nelle varie discipline. L’accordo? E' necessario sostenere economicamente le società sportive. Continuiamo a bere la Birra Raffo in attesa di vedere un’altra compagine in massima serie».
I TERMINI DELL'ACCORDO - La Birra Raffo sarà partner commerciale della Taranto Sport per la stagione in corso e per la prossima (ma esiste già un opzione per il terzo anno). Il contratto prevede un contributo annuo di 120mila euro soggetto a variazioni qualora i rossoblù dovessero raggiungere la promozione in serie B. E’ prevista, inoltre, la realizzazione di diverse iniziative commerciali e la produzione di materiale sportivo con il doppio logo (Taranto Sport e Birra Raffo). Domani pomeriggio (ore 17), intanto, allo "Iacovone" verranno presentate ufficialmente le nuove divise eleganti della Taranto Sport fornite dall’azienda "Principe Franz".
DAL CAMPO - Deflorio e compagni - dopo aver presenziato al gran completo alla conferenza stampa di ieri mattina - hanno sostenuto la penultima seduta di allenamento settimanale. Contro il Foggia rientrerà Prosperi al centro della difesa (fuori Larosa), mentre resta ancora viva la candidatura di Fabrizio Cammarata (potrebbe essere Ambrosi a cedergli il posto).16 dicembre 2006

Foggia, il segreto è la difesa
La squadra dauna sinora ha incassato 7 gol: è la meno battuta del girone B. Ma Cuoghi è finito nel mirino della critica dopo gli ultimi risultati

Basta scorrere i nomi che compongono l’organico del Foggia per legittimare le ambizioni di promozione diretta del club dauno. Stefano Cuoghi, dopo la felice parentesi sulla panchina della Salernitana (prelevata nei bassi fondi della classifica e condotta fino alla semifinale playoff), è stato indicato dal diesse Nicola Salerno (insieme hanno vinto già un campionato di C1 a Messina) per tentare la scalata verso la serie cadetta alla guida dei rossoneri. Dalla Campania lo hanno seguito sei calciatori (Ignoffo, Ingrosso, Moi, Cardinale, Princivalli, Shala), mentre altri elementi di grande esperienza sono stai prelevati per potenziare un organico reduce da un campionato quantomai di transizione. Il cammino dei satanelli, finora, ha rispettato le attese: 8 vittorie, 6 pareggi e 1 sconfitta con la miglior difesa del girone che ha incassato appena 7 reti. Ma l’unico stop incassato a Terni due settimane fa (1-0) ha ufficialmente dato modo alla critica di opinare la filosofia calcistica di Cuoghi. Il tecnico siciliano - pronto a riaccomodarsi in panchina dopo le quattro giornate di squalifica ricevute in seguito al rovente post-partita di Salerno - è accusato dalla stampa locale di non aver fornito schemi offensivi ad una squadra dotata di un ampio bagaglio tecnico che, a dispetto delle proprie potenzialità, si ostina a curare alla perfezione la fase difensiva. Dalla cintola in su i rossoneri si affidano alle fiammate dei singoli, con i due esterni offensivi Mounard e Salgado (miglior realizzatore con 5 reti) rapidi e in grado di muoversi tra le linee senza fornire punti di riferimento. «Ma abbiamo sempre giocato per vincere - ha dichiarato in settimana l’ex centrocampista di Parma e Lazio - e cercheremo di imporre il nostro gioco anche allo "Iacovone". Mi aspetto una gara dai ritmi sostenuti che cercheremo di condurre per non perdere contatto dal primo posto». La vigilia del tecnico rossonero non è ricca di dubbi. Mancherà Cardinale (squalificato), mentre rientrerà Zanetti che, con Ignoffo, comporrà la coppia di centrali difensivi (i terzini saranno D’Alterio e Ingrosso). Le chiavi del centrocampo saranno affidate al giovane Quinto, sostenuto da Princivalli e Giordano. In attacco non dovrebbero esserci ulteriori possibilità per il deludente Dall’Acqua (2 reti), spesso costretto a giocare dando le spalle alla porta avversaria e in procinto di essere ceduto a gennaio. Il terminale offensivo sarà Chiaretti con Mounard (a destra) e Salgado (a sinistra) pronti ad impensierire la retroguardia rossoblù.16 dicembre 2006

«Torniamo a sorridere»
Papagni conforta il Taranto. «All'inizio della settimana abbiamo vissuto troppe tensioni. Forse è per questo che abbiamo perso col Martina. Ma i ragazzi sanno come reagire»

C'è un'aria strana allo “Iacovone”: c'è un soffio lieve di malinconia, un nervosismo latente ma difficile da nascondere. Non è banale tornare a parlare con Aldo Papagni a 24 ore di distanza dal dopo Taranto-Martina. Dopo un giorno ci sono tante riflessioni da aggiungere e qualche segnale da interpretare. Positivo, per fortuna, ma sintomo di un malessere esistente e non ancora spazzato via. La squadra sta vivendo giorni di tensione. In parte superata. Le polemiche del dopo-Ancona (e, probabilmente, le dichiarazioni del presidente Blasi) hanno lasciato il segno: i giocatori hanno avvertito le pressioni del momento, stavolta non sono riusciti ad isolarsi dai giudizi negativi. Papagni, alla fine della partitella contro gli Allievi, torna davanti ai taccuini. E prova a spiegare lo stato d'animo del gruppo. «Stiamo trascorrendo - sottolinea - attimi di tensione che non reputo giustificabili visti i risultati che abbiamo ottenuto nelle ultime undici giornate. Ce ne siamo dimenticati troppo in fretta: troppo spesso rimuoviamo il passato, ma è proprio sul passato che si costruisce il futuro. Eppure i ragazzi hanno mostrato le loro doti, stiamo stabilmente in zona playoff. Spero che questa situazione non si ripercuota negativamente sul nostro rendimento: ma sono convinto che reagiremo nel modo giusto. I ragazzi che hanno vissuto con noi anche la scorsa stagione hanno vissuto situazioni più difficili di questa: i “nuovi“ hanno la giusta esperienza e sanno come affrontare le difficoltà». Anche Papagni, però, ha avuto un attimo di perplessità. «Lo ammetto: fino a mercoledì ho visto un gruppo in difficoltà. Si sorrideva poco: per fortuna da oggi (ieri, ndc) ho visto qualche sorriso in più. Ci ha dato una mano anche la presenza della figlioletta di Caccavale, ci ha distratto un po'. Adesso, non vedo l'ora che arrivi domenica. Sono convinto che basterà entrare in campo e vedere l'incredibile affetto della stragrande maggioranza dei tifosi del Taranto per stare meglio». Il tecnico di Bisceglie approfondisce gli aspetti psicologici: «L'ho già detto: questo è un gioco, anche se tutti noi siamo chiamati a dare il massimo. E, soprattutto, dove non c'è sorriso c'è un campo di concentramento. Non deve essere così. La strada per la vittoria si costruisce nel corso della settimana, con la giusta armonia anche dal punto di vista umano e “affettivo”. Altrimenti arrivano le sconfitte: proprio come è successo contro il Martina. Il risultato negativo è stato il frutto dell'inizio di settimana che abbiamo vissuto: ci è mancata la giusta concentrazione, la serenità necessaria. Inconsciamente, i giocatori si sono caricati di tensione: ma so di avere uno spogliatoio straordinario. Qui c'è gente che ha rinunciato ad ingaggi molto più alti, che ha atteso le proposte della società per restare a Taranto: atleti mossi esclusivamente dall'affetto che provano verso questi colori». Giusto parlare anche del Foggia. «E' una squadra che sa cambiare assetto a partita in corso, con calciatori di grande curriculum che non danno punti di riferimento. Anche loro hanno tensioni da patire: se noi abbiamo la necessità di arrivare tra le prime cinque, i dauni hanno l'obbligo di arrivare primi». La fiducia di Papagni nel Taranto, però, non ha subito smottamenti. «Abbiamo tante potenzialità. Siamo consapevoli delle nostre qualità. E sono enormi».15 dicembre 2006

«Il derby? Partita da tripla»
Il tecnico: «Critiche eccessive dopo il pareggio di Ancona»

Ci sono interessanti spunti di riflessione nelle dichiarazioni rilasciate da Aldo Papagni. Il punto di partenza è il pareggio di Ancona da cui è maturata una settimana di "eccessiva tensione" che - come precisato dal tecnico di Bisceglie - «ha influito negativamente sul rendimento della squadra». «Nei primi giorni della settimana abbiamo lavorato con scarsa serenità - ha proseguito - e credo che questa precaria condizione psicologica sia emersa nel derby con il Martina. Da oggi - ieri per chi legge, ndr - ho rivisto i ragazzi sorridenti e pronti ad affrontare un impegno così impegnativo».
LA FORZA DEL GRUPPO - Il trainer rossoblù fa ricorso al passato «necessario per costruire il futuro» e ricorda i vari momenti difficili superati dalla sua squadra. «I ragazzi hanno già dimostrato di possedere gli attributi per venir fuori da un periodo poco brillante. Chi era qui già nella scorsa stagione ha vissuto la splendida cavalcata verso la promozione. Con chi è arrivato quest’anno, invece, abbiamo raccolto una serie di otto risultati utili dopo le sconfitte con Cavese e Juve Stabia. Non ritengo, pertanto, giustificabili le critiche ricevute. Siamo, meritatamente, in zona playoff. Rispettando, finora, gli obiettivi della società».
LA RICETTA VINCENTE - Papagni non cambia gli ingredienti. Li rispolvera dopo le ultime prestazioni non brillanti. «Umiltà e sacrificio. Mettendo da parte la presunzione e correndo per novanta minuti. Non abbiamo giocato così con il Martina e abbiamo perso. E giocando in questa maniera potremmo battere il Foggia. L’unico elemento negativo è rappresentato dall’eccessivo carico di aspettative con cui ci presenteremo a questo appuntamento. Un pronostico? E' una gara da tripla, guai a sbilanciarsi».
L'AVVERSARIO - Papagni si è già documentato sui rossoneri. Non ha, però, ancora un’idea precisa dell’undici che Cuoghi dovrebbe schierare allo !Iacovone!. «E' una formazione costruita per vincere il campionato. Non è una novità. All’inizio della stagione l’ho inserita nel novero delle pretendenti alla promozione diretta insieme a Perugia, Ternana e Avellino. Non ha una fisionomia tattica ben definita, un organico estremamente ricco di qualità consente di adottare diverse soluzioni in corso d’opera. Il modulo più utilizzato, solitamente, è il 4-3-3».15 dicembre 2006

Papagni non cambia il Taranto
Torna Prosperi. Ma per l’attacco c’è anche Cammarata

E' un Taranto tonico e frizzante quello che attende il Foggia. Soprattutto è un complesso che non darà punti di riferimento nella trequarti offensiva. Le prove generali sono state effettuate ieri pomeriggio nel corso della partitella fatta disputare da Papagni contro la formazione Allievi di mister Passariello. Nel primo tempo, durato 36', il trainer rossoblù ha schierato la probabile formazione che scenderà in campo dopodomani contro i dauni con le uniche eccezioni di Prosperi (ha lavorato a parte unitamente a coloro che erano stati impegnati ieri l’altro nella gara di Coppa Italia contro il Martina) e De Liguori, rimasto ai box per un affaticamento alla coscia sinistra (ma non dovrebbe trattarsi nulla di grave per cui il riposo è stato solo a titolo precauzionale). La linea difensiva era composta da Larosa, Cosenza, Caccavale, Colombini. Pinna è stato schierato in porta ai baby. In mezzo al campo hanno
giostrato Catania, Mancini, Cejas e Toledo. Dopo 18' Cammarata ha rilevato Catania. In avanti spazio al duo Ambrosi-Deflorio. Per la cronaca sono stati segnati cinque gol ad opera di Ambrosi, Deflorio, Catania, Cammarata cui va aggiunta una sfortunata autorete di Tripaldi. E’ stato molto interessante notare i continui movimenti pendolari e le diagonali che ha visti protagonisti soprattutto Mancini, Catania, Toledo e le punte (prima il duo Ambrosi-Deflorio, poi addirittura il trio Cammarata, Ambrosi, Deflorio). In fase di non possesso Mancini si è abbassato parecchio. E dopodomani ci sarà anche De Liguori a sorreggere l’urto offensivo degli ospiti. Nella ripresa, durata 18', Papagni ha immesso Zito sulla fascia destra di metà campo lasciando inalterato il resto della squadra. Per la cronaca hanno segnato Ambrosi e Deflorio.
SPONSOR BIRRA RAFFO - Stamane (ore 11) nell’aula consigliare della Provincia ci sarà la conferenza-stampa di presentazione dell’accordo di sponsorizzazione con la Raffo. Interverranno il presidente Gianni Florido, l’assessore allo sport, Cosimo Pozzessere, il presidente del Coni provinciale, Giuseppe Graniglia, la brand manager della ditta, Sabrina Fontana, il presidente Luigi Blasi ed il direttore generale, Vittorio Galigani. Domani, invece, alle ore 10 saranno consegnate le nuove divise ufficiali. La rifinitura avverrà a Castellaneta Marina. Il ritiro sarà effettuato nella stessa località all’Hotel Nico.
TARANTO-SAMB POSTICIPO SERALE - Taranto-Sambenedettese, valevole per la 2.a giornata di ritorno, molto probabilmente sarà posticipata a lunedì 22 gennaio 2007 per essere trasmessa in diretta su Raisport Sat con inizio alle ore 20,45. Il “sì” del Taranto c'è. Manca quello dei marchigiani.15 dicembre 2006

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