Taranto, 2007 da scoprire Promesse mantenute e obiettivi da centrare nei prossimi sei mesi. La fine del girone di andata è un momento utile per tracciare un parziale bilancio della stagione. La Taranto Sport, durante l’estate aveva dichiarato di puntare ad un posto nelle prime cinque posizioni. Obiettivo finora rispettato: 29 punti in 17 giornate bastano al Taranto per essere al quarto posto, distante 9 punti dalla capolista Avellino. Calcoli alla mano (il Grosseto, nello scorso campionato, giunse in quinta posizione con 51 punti), Deflorio e compagni si ritroverebbero quasi certamente a giocarsi la promozione in serie cadetta attraverso i playoff se dovessero mantenere lo stesso cammino nel girone di ritorno. Sono cifre importanti quelle dei rossoblù. Dai 6 successi interni sugli 8 complessivi, emerge una discontinuità di rendimento che ha causato l’evidente ritardo dalla capolista al giro di boa. Allo Iacovone, il Taranto ha poi pareggiato con il Manfredonia (0-0) e perso con la Cavese (1-2), in una gara che fece il paio con quella della settimana successiva a Castellammare di Stabia (sconfitta per 1-0) ufficializzando la mini-crisi della squadra di Papagni (3 punti in 5 partite). Lontano dalle mura amiche, invece, gli ionici hanno conquistato soltanto 10 punti (2 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte). Un cammino decisamente inferiore a quello dell’Avellino (15 punti in trasferta) e del Foggia (ha fatto meglio fuori dallo "Zaccheria" conquistando 19 punti). Delle squadre di testa, però, è la Salernitana ad avere il peggiore rendimento esterno. I campani, dopo essersi aggiudicati a tavolino la gara con la Ternana, hanno raccolto un pareggio (0-0 ad Ancona) ed un successo (1-0 a Manfredonia). E se è vero che dai numeri non si può prescindere, balza prepotentemente agli occhi la prolificità del reparto offensivo dell’Avellino. 41 reti all’attivo, di cui ben 30 siglate dal trio delle meraviglie Grieco (9)-Biancolino (8)-Evacuo (13). Gli irpini, a pari merito con il Taranto, possono vantare anche la seconda difesa meno perforata del girone (15 marcature subite), alle spalle del Foggia con 10 reti al passivo (3 nelle prime 8 giornate). Il cammino dei rossoblù è complessivamente equilibrato, privo di brusche accelerazioni e di frenate improvvise. Anche nelle scelte degli uomini da mandare in campo Papagni non ha mai reso assoluta una formazione. Gli onnipresenti sono stati Pinna e Colombini, mentre Toledo e De Liguori, pur scendendo in campo in 17 occasioni, sono stati sostituiti durante la partita (con Toledo è avvenuto in 4 circostanze). I centrocampisti si sono alternati costantemente: Mancini (14) è il capofila degli inseguitori, ad insediare la sua posizione ci sono Cejas (13), Danucci (11) e Larosa (10). Tra gli, con 14 presenze, sono Ambrosi e Cammarata i più utilizzati. Il bomber di Fiuggi ha una buona media realizzativa (7 gol), mentre l’ex centravanti del Verona - seppur impiegato da titolare in appena 8 gare - è andato a segno 3 volte. Deflorio, fermato da un infortunio al polpaccio che lo ha tenuto lontano dal manto erboso per un mese e mezzo, ha messo a segno 4 reti in 9 partite. di Fabio Di Todaro
La ripresa sarà dura Con la doppia seduta di ieri il Taranto ha concluso ufficialmente l’anno 2006, dandosi appuntamento al prossimo 2 gennaio per la ripresa della preparazione. Aldo Papagni spera di poter contare su tutti gli elementi a sua disposizione (Cejas e Toledo dovrebbero rientrare in Italia il 4) per i primi giorni dell’anno nuovo in cui i rossoblù svolgeranno un massiccio richiamo della preparazione. Fino a venerdì prossimo Deflorio e compagni sosteranno due sedute al giorno. Sabato mattina, al termine della rifinitura, avverrà la partenza alla volta della Calabria per l’amichevole in programma domenica 7 gennaio al "Granillo" con la Reggina. Lunedì 8 gennaio è previsto un allenamento defatigante, mentre il giorno dopo la squadra usufruirà di una giornata di riposo. Il 10 riprenderà regolarmente la preparazione con due sgambature in vista del difficile impegno in programma il 14 gennaio in casa del Ravenna. Ma nel 2007 la Taranto Sport si augura di poter risolvere anche la querelle-Iacovone. L’accordo firmato nello scorso mese di novembre con il Comune di Taranto non è stato rispettato e la società di via Umbria continua a provvedere all’erogazione dell’energia elettrica attraverso un generatore autonomo. Non è da sottovalutare, poi, la situazione precaria di Osvaldo Durante, da 25 anni custode dell’impianto del rione Salinella e da due mesi licenziato dalla ditta appaltatrice che deteneva la custodia e la pulizia. Durante ha minacciato manifestazioni clamorose («sono pronto ad incatenarmi al cancello, bloccando il regolare svolgimento degli allenamenti») qualora l’Ente Commissariato non dovesse prendere in seria considerazione il suo caso. di Fabio Di Todaro
«Niente luce allo stadio? Niente rinforzi»
Il presidente Blasi è in Spagna. Ieri ha fatto le ore piccole per essere presente al matrimonio del direttore generale della sua azienda iberica. Ciò nonostante, i suoi pensieri sono tutti puntati sullo "Iacovone", sui tanti problemi legati alla sua perfetta funzionalità. Il calcio è un’azienda. Tutto deve scorrere come l’olio. Il tema principale è la luce. «Quello che sta accadendo allo stadio ha dell’incredibile - attacca senza nemmeno sentire la domanda - come si fa a continuare ad andare avanti senza avere le certezze che servono ad un imprenditore per sedersi a tavolino e programmare un futuro importante per la squadra calcistica come è nei miei pensieri e nei desideri di un’intera tifoseria? Ditemelo voi. Il 22 gennaio dovremo ospitare la Sambenedettese di sera nel posticipo. E se il gruppo elettrogeno viene improvvisamente meno? Perdiamo la partita a tavolino. Il regolamento è chiaro. Mi chiedo: è mai possibile che il Comune di Taranto non riesce a risolvere questo non difficilissimo problema? Eppure, al momento della firma del contratto di convenzione, ci fu detto che di lì a pochissimi giorni, la questione sarebbe stato risolta. Invece, niente. Zito ha saltato Avellino perchè si è influenzato negli spogliatoi alla vigilia della partenza. Sono veramente infuriato. Ve lo dico con il cuore in mano. Domandate a Vittorio Galigani quante volte mi sono irritato per questo problema. Ieri l’altro, in un momento di sconforto, gli dissi: non mi telefonare più. Interlocutori? E dove stanno? Solo Gianni Florido mi ascolta. Mi ha anche promesso il suo intervento. Ma la risoluzione del problema dovrà essere a stretto giro di posta, non a maggio. Allora non servirà più perchè il campionato sarà finito. Quando ritorno a Taranto, il 2 o il 3 gennaio al massimo ho già programmato una conferenza stampa sull'argomento. Mi auguro proprio che si trovi la soluzione. Per il bene di tutti, dei tifosi per prima cosa». Quando gli ricordiamo il progetto del comodato d’uso dello stadio, sobbalza: «Mi state riaprendo una grande ferita. Proprio un paio di giorni fa, ho letto su di un giornale nazionale sportivo, che il comune di Napoli ha concesso alla società del presidente Delaurentis il “Fuorigrotta” per 30 anni seguendo l’esempio di molte città, Perugia inclusa. Il futuro del calcio è questo. Nella mia borsa ho un interessante progetto al riguardo. Se il Comune di Taranto si decidesse a concederlo non al sottoscritto, ma al presidente pro tempore della squadra, realizzerei qualcosa di molto importante, risolvendo d’acchito tutti i problemi che mi angustiano. Compreso quello del settore giovanile». Il mercato è vicino. Dice: «Il piano-rinforzi è pronto. Prenderemo tre-quattro giocatori in grado di rinforzare la squadra per farla crescere e risalire in classifica. Io punto al primo posto: l’Avellino non mi ha impressionato granché. La lista comprende giocatori di qualità, compresi giovani di provata capacità. Ma senza luce, il piano di 500mila euro resterà nel cassetto». di Giuseppe Dimito
Il Taranto corteggia Montervino Per ammortizzare la lunga sosta del campionato (si riprende il 14 gennaio con la trasferta di Ravenna), la Taranto Sport ha organizzato un’amichevole con la Reggina in programma allo stadio "Granillo" il prossimo 7 gennaio con inizio alle 14.30. Un test di prestigio per la formazione rossoblù, che giocherà la prima gara casalinga del 2007 sotto i riflettori di Rai Sport Sat. Sarà infatti Taranto-Samb il posticipo (22 gennaio) della seconda giornata di ritorno, con lo Iacovone che tornerà ad ospitare una notturna dopo il derby col Gallipoli della passata stagione. Nel frattempo il presidente Blasi e il suo staff stanno mettendo a punto le strategie di mercato in vista dell’imminente apertura della sessione invernale delle contrattazioni. L’intenzione è quella di puntellare la squadra per provare a raggiungere la B, non prima però di aver alleggerito l’ampia rosa a disposizione di Papagni. Partiranno infatti diversi elementi, a fronte di due o tre nuovi innesti. In lista di sbarco ci sarebbero i vari Pasca, Silvestri, Malagnino, Vetrugno, Castroni e Piroli (quasi tutti hanno mercato in C2) ma non è escluso che decidano di cambiare aria alcuni insoddisfatti come Danucci (lo cercano soprattutto Pisa e Monza) e Cammarata (sulle sue tracce ci sarebbero anche Pescara e Verona), arrivati a Taranto con ben altre aspirazioni. Si vocifera anche di una possibile partenza di Pinna, che ha nostalgia della sua Sardegna, ma il portiere sembra si sia convinto ad onorare il contratto (in alternativa si punterebbe su Marconato o Cecere). In entrata si starebbe pensando a un forte mediano. Il sogno del presidente Blasi per questo ruolo risponderebbe al nome di Francesco Montervino, tarantino doc, da qualche stagione in forza al Napoli, società che lo ha anche nominato capitano. Ma qualche panchina di troppo e i rinforzi in arrivo a gennaio sotto il Vesuvio potrebbero spingere il roccioso centrocampista a valutare altre proposte, tra cui quella del Taranto, società in cui è cresciuto calcisticamente prima di emigrare altrove. L’obiettivo promozione dei rossoblù potrebbe regalare i giusti stimoli, anche se ci sarebbe da superare lo scoglio relativo all’elevato ingaggio, un ostacolo che potrebbe frenare l’eventuale trattativa. Per l’attacco, in caso di addio di Cammarata, si potrebbe puntare sull'argentino Nacho Castillo, bomber di razza, deluso dall’esperienza al Frosinone, dove ha collezionato poche presenze dopo la valanga di reti messe a segno con la maglia del Gallipoli. Difficile invece arrivare a Willy Da Silva in partenza da Verona per accasarsi al Foggia, con cui avrebbe già in tasca l’accordo. di Enrico Sorace
Prosperi, sarà la sua miglior C1? Quest’estate, probabilmente, non avrebbe mai creduto di poter collezionare tredici presenze nelle prime diciassette giornate. Rispetto al primo semestre disputato con la casacca rossoblù (includendo i playoff, era sceso in campo in appena cinque circostanze), c'era una categoria di differenza e una concorrenza potenzialmente più agguerrita. Fabio Prosperi, adesso, è una garanzia assoluta di rendimento. Mai una leggerezza, tra i migliori in campo anche quando la prestazione della squadra andrebbe rivisitata e resa scevra di alcune sbavature. Le fondamenta del suo roseo presente sono ancorate alla buona resa mostrata nelle quattro gare dei playoff della scorsa stagione. Poi la riconferma e un primo scorcio di campionato vissuto da protagonista, complice anche il grave infortunio occorso a Pastore. Dalla gara di Lanciano il difensore pescarese è entrato stabilmente nell’undici titolare, saltando la penultima trasferta di Ancona per squalifica. Condendo lo score personale con due reti - ha già eguagliato il suo record di segnature stagionale - che hanno messo in evidenza la capacità di inserimento in area avversaria sui calci piazzati. Un bilancio soddisfacente per chi aveva cullato il sogno di poter raggiungere alti livelli (a diciotto anni era nella rosa del Pescara in serie B), accontentandosi però di raccogliere appena otto presenze in C1 quattro stagioni addietro (tra le fila del Castel di Sangro). Poi una lunga trafila in C2, con quattro società diverse in appena due anni (Sangiovannese, Olbia, Pro Vasto e Taranto). In riva allo Ionio lo ha voluto fortemente il diesse Evangelisti, convinto di poter puntellare il reparto arretrato con un jolly in grado di occupare sia la posizione centrale che quella di terzino sinistro. Mai una parola fuori posto, mai una dichiarazione che potesse celare un minimo di insoddisfazione dopo un avvio poco esaltante. Prosperi colleziona due presenze nello scorso campionato prima dell’exploit nelle gare che avrebbero portato il Taranto a tagliare il traguardo della terza serie. E’ l'inizio del sogno. La speranza di poter vestire ancora la maglia rossoblù si materializza. Ma Prosperi non sa che quella che sta per iniziare sarà, probabilmente, la migliore stagione della sua carriera. Ad Avellino, assieme a Cosenza, Caccavale e Colombini, è riuscito nell’impresa di fermare l’attacco più prolifico di tutti i campionati professionistici italiani (41 reti). Hanno segnato due difensori prima della sua marcatura che ha illuso di poter completare la rimonta sul campo della capolista. «Dedico questa rete a mia nonna che è scomparsa mercoledì notte» ha dichiarato nella sala stampa del "Partenio" visibilmente emozionato e rammaricato per il finale ricco di tensione. «Adesso ci mancheranno due pedine importanti, ma questo gruppo può ugualmente fare bene» ha proseguito, tracciando il solco da seguire. di Fabio Di Todaro
Taranto, c’è voglia di capire I tre giorni di vacanza sono serviti al Taranto per metabolizzare la bruciante sconfitta patita ad Avellino. I pareri sono stati unanimi. Ci sono aspetti differenti da analizzare.
Taranto, non ci voleva Invece degli attaccanti segnano i difensori, invece dell'Avellino gioca il Taranto. I conti del calcio non sempre sono esatti. Infatti vince la capolista, portandosi dietro un bottino superiore ai meriti. Infatti perde il Taranto, lasciando per sé il rammarico e un'insopportabile macchia: le espulsioni di Toledo (vivaci proteste) e Mancini (avrebbe addirittura colpito l'arbitro), che - generate dalla rabbia per un gol che i tarantini reclamano - sono insieme due ingenuità e un grosso danno, da valutare. Nascono perché il Taranto ha creduto di poter acciuffare l'Avellino: con l'ultimo tiro di Deflorio (esterno destro su palla schizzata in area dopo una percussione di De Liguori), che Ametrano salva sulla linea e il tap in seguente - dicono - respinto con un braccio. Qui l'ira esplode (stupidamente), ma l'unica variante giustificata alla collera è il rimpianto. Perché il Taranto non merita la sconfitta, eppure inciampa. Perché gioca un calcio diverso e migliore da quello dell'Avellino e non conquista punti. Perché soccombe appena abbassa l'attenzione eppure detta le regole del gioco per quasi l'intera partita.
Le pagelle di Fulvio Paglialunga
PINNA - Non ci sono colpe specifiche sui due gol, ma andrebbero rivisti con qualche uscita coraggiosa. Però è sempre attento, esce bene sul contropiede di Evacuo ed è strepitoso sulla punizione-bomba di Moretti: 6 Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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