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Stadio, trovata l'intesa
Il Comune ha rilasciato alla Taranto Sport l'atto di disponibilità per l'uso dello Iacovone nella stagione 2006/07. La prossima settimana si scenderà nel dettaglio della convenzione

E' durato solo un giorno il rischio di aprire una nuova “querelle” sull'utilizzo dello stadio Iacovone. Proprio da queste pagine avevamo auspicato il raggiungimento di una positiva intesa tra Comune e Taranto Sport. E ieri mattina, questo accordo è stato raggiunto. 
Erano diversi i rischi che si potevano paventare all'orizzonte: la possibilità di giocare lontano da Taranto, il persistere di una diatriba fastidiosa, un'innalzamento dei toni per un problema alquanto spinoso. Tutti scongiurati con quel briciolo di buon senso che, sembra, serva sempre. I protagonisti della chiusura positiva della questione sono stati il dott. Giuseppe De Luca, neo-dirigente all'area tecnica e amministrativa del Comune e il geometra Enzo Piccolo che sono stati operativi per l'ente istituzionale e il direttore generale della Taranto Sport, Vittorio Galigani. I tre personaggi si sono incontrati negli uffici dell'Assessorato ai Lavori Pubblici e hanno trovato rapidamente l'intesa, confermando una volta di più la volontà generale di non creare inutili allarmismi ed esaudendo il mandato conferito dal Commisario Prefettizio, dott. Tommaso Blonda. 
Il rilascio dell'atto di disponibilità per l'utilizzo dello stadio Iacovone è un passo importante perchè rappresenta l'ideale chiusura del cerchio, per quello che concerne le questioni burocratiche. C'era non solo la volontà, ma l'oggettiva necessità di ottenere nel più breve tempo possibile questo documento, perchè era il tassello mancante all'incartamento che sarà presentato presso la Lega di serie C. Se, nella settimana precedente, erano state ottenute le liberatorie dai tesserati rossoblu e considerando che la fideiussione e la tassa d'iscrizione non rappresentano ostacoli insormontabili sotto l'aspetto finanziario, si richiedeva la disponibilità del terreno di gioco. In questo modo il viaggio di Galigani a Firenze fissato per lunedì mattina potrà essere eseguito senza alcun impedimento. Il Taranto provvederà a formalizzare l'iscrizione al prossimo campionato di C1 con un giorno di anticipo. E questo può essere considerato un vanto sia rispetto ad antichi affanni societari e in contrapposizione a tanti di quei club di terza serie che dovranno trascorrere la solita estate calda. A tal proposito, secondo una stima approssimata, sarebbe trentacinque le società di serie C in forte bilico e con il proprio futuro a serio rischio. 
Tornando alla questione Iacovone, dovranno essere compiuti numerosi altri passi. Il rilascio del documento di ieri era certamente propedeutico all'iscrizione, ma la storia non si esaurisce qui. Anzi, avrà obbligatoriamente un seguito. Secondo una richiesta avanzata nei giorni scorsi, si dovrà attendere il rientro in sede del presidente Gigi Blasi, che potrà affrontare in prima persona l'argomento. Mercoledì 28 giugno, infatti, è previsto un incontro cruciale a Palazzo di Città in cui le due parti in questione torneranno ad affrontare nei dettagli i termini della convenzione. Sarà un confronto a tutto tondo: non si parlerà solamente dell'accordo da trovare per la prossima stagione, ma si amplierà il discorso alla convezione della passata annata, agli adempimenti da assolvere nel pieno rispetto del Decreto Pisanu. Si scenderà nel dettaglio nella speranza che vengano rispettate le tante problematiche che l'attuale struttura ha al suo interno. E di materiale per intavolare la discussione ce n'è abbastanza. Per ora, però, valutiamo giorno per giorno gli eventi. Il primo passo è stato fatto. di Luigi Carrieri23 giugno 2006

Deflorio aspetta il Taranto
«Sino a lunedì 3 luglio non valuterò altre proposte»

Certezze per il futuro non ce ne sono e allora meglio godersi una meritata vacanza in attesa di novità. Andrea Deflorio è a riposo, ha riposto le polveri nel cassetto in attesa di un altro campionato che si preannuncia lungo e avvincente. Il quesito è: vestirà ancora la casacca rossoblù nella prossima stagione? «Ancora non lo so - esordisce il capitano -, sono nella stessa situazione di tutti i miei compagni. Il direttore sportivo Evangelisti e il presidente Blasi mi hanno dato appuntamento per i primi di luglio, a prescindere dalla scelta del nuovo allenatore. E' normale, però, che la scelta del tecnico sia l'obiettivo principale. Per il momento ho messo il calcio in secondo piano. Voglio riposarmi con la famiglia, anche se l'influenza che ha colpito mio figlio mi ha impedito di partire». La strategia attendistica della società, però, non fornisce garanzie. Lo ha detto ieri Ambrosi, lo ribadisce Deflorio a ventiquattro ore di distanza. «Il Taranto dovrebbe stilare un programma a lungo termine, invece, dopo aver vinto il campionato, si ritrova con appena quattro calciatori contrattualizzati. Con qualcun altro si è parlato di un eventuale rinnovo, ma, dal momento che non ci sono certezze, è prevedibile che vengano prese in considerazione le offerte avanzate da altri club. Non lo dico per presunzione, il calciomercato funziona così. Ed è giusto che ognuno faccia i propri interessi. Io, però, do la priorità al Taranto: aspetterò fino al 3 luglio, poi, se non mi avranno chiamato, li contatterò io». Sulle tracce del bomber di Noicattaro, intanto, sembra esserci già il Monopoli (che domani giocherà la finale playoff di serie D contro il Celano). «Conosco benissimo il direttore sportivo Belviso - dichiara il "Cobra" lasciando aperto ogni spiraglio -, mi avrebbe voluto già l'anno scorso. Fino ad ora, comunque, non mi ha contattato nessuno. Il mercato, tranne per alcune società, non è ancora entrato nel vivo. Paghiamo lo scotto dello scandalo che è successo in serie A: è da lì che partono le trattative, poi, a cascata, è il turno della serie B e della serie C». Il campionato vinto non può nascondere, però, le difficoltà incontrate (e quasi sempre superate) dalla squadra. Deflorio ha le idee chiare. «Fino a quando non ha giocato Fabio (Di Domenico, ndr) l'attacco è stato sulle spalle mie e di Catania. Nessuno di noi era un centravanti, eppure non abbiamo mai lesinato l'impegno. E i risultati sono stati piuttosto soddisfacenti. In C1, però, dovranno cambiare molte cose. Giocare per un altro anno in queste condizioni, prendendo calci ogni domenica senza la possibilità di poter smaltire completamente un infortunio, non è possibile. E' un concetto che ho già espresso e che la società, non ho dubbi, ha recepito perfettamente». Intanto è giunto il turno del piccolo Deflorio. «Scusate, ma mio figlio ha la precedenza. Il pediatra ci aspetta». Vada pure. I tifosi rossoblù, però, rivogliono il loro capitano. «Anche io voglio tornare allo "Iacovone" - conclude - e rivivere le emozioni della stagione appena conclusa». di Fabio Di Todaro23 giugno 2006

Papagni è il favorito
Ma si deve attendere: situazione di stallo apparente

Tutte le attenzioni della Taranto Sport sono concentrate sulla delicata vicenda stadio, tanto da far passare in secondo piano la questione allenatore e il mercato. Ma la società rossoblù, attraverso il ds Evangelisti, si muove sotto traccia, in attesa che il presidente Blasi, a Imola per lavoro, dia l'autorizzazione a procedere. E' già noto che prima del 3 luglio non accadrà nulla. Per ora solo sondaggi, contatti, giri d'orizzonte per valutare le disponibilità di alcuni calciatori che sarebbero stati individuati, in attesa che venga ufficializzato il nome del tecnico. Ed è proprio l'argomento panchina a stuzzicare la curiosità dei tifosi. Sembra sempre più una corsa a tre Papagni-Silipo-Roselli. Papagni è, comunque, il favorito. Qualcuno negli ultimi giorni aveva vociferato anche di Monaco, ex Lanciano, ma da noi interpellato il promettente tecnico ha smentito qualsiasi contatto col Taranto. Stazionaria anche la situazione legata al mercato sia in entrata che in uscita. Probabile che alla fine il Taranto perda qualche pedina, tra quelle in odore di riconferma. Caccavale e Pastore sono tentati rispettivamente da Perugia e Gallipoli, Mancini da club più prestigiosi, ma la sensazione è che la società sia disposta ad investire sul gioiellino laziale esploso quest'anno in rossoblù. In entrata, invece, i nomi dei possibili arrivi si sprecano. Come portiere potrebbe arrivare uno tra Marconato e Pinna; per la difesa interessano Paris, Preite, Colombaretti e Braca, ma si parla di un abboccamento con Pugliese, protagonista quest'anno con la maglia del Monopoli. Per il centrocampo, oltre a Campolattano, piacciono Procopio e Togni, mentre per l'attacco si pensa a Morante, Mazzeo Castaldo, Galantucci e Morello. di Enrico Sorace23 giugno 2006

Per la Juve lo spettro della C
Pallone processato. Oltre alla suqdra bianconera deferite Milan, Lazio e Fiorentina

Scampato pericolo per Sampdoria e Udinese, seri guai per la Juventus. Pesante il giudizio dell'avvocato Mattia Grassani, uno dei massimi esperti di diritto sportivo in Italia: «Sulla Juve grava un macigno. Se tutti i capi d'accusa saranno accolti dalla Caf, la pena non potrà essere che una: esclusione dal campionato di competenza con assegnazione a un torneo minore. Sì, la serie C è una possibilità: la B non sarebbe una sanzione adeguata se tutte queste violazioni venissero dimostrate», spiega in un'intervista alla Gazzetta dello Sport.
Il Milan se la caverà con poco (da ricordare che "le società rispondono direttamente dell'operato di chi le rappresenti ai sensi delle norme federali e sono oggettivamente responsabili agli effetti disciplinari dell'operato dei propri dirigenti, soci di associazione e tesserati") . Il club rossonero è stato deferito per responsabilità diretta e oggettiva di violazione dell'articolo 1 e per responsabilità oggettiva per illecito sportivo: rischia 6/7 punti di penalizzazione sul prossimo campionato di serie A (la pena massima da regolamenti, fino ad oggi, è stata 9), e l'esclusione dalla Champions League.
Ma tra i deferiti, c'è il dirigente di via Turati Adriano Galliani che ha lasciato la carica di presidente della Lega Calcio.
Nella lettera di dimissioni che il numero uno del Milan ha inviato al presidente del Collegio dei revisori dei conti della Lega e ai consiglieri della Lega Nazionale Professionisti, Galliani ha detto di considerare «il deferimento quale atto di profonda ingiustizia» e ha ribadito «la totale estraneità a quanto mi viene addebitato. Rivendico l'assoluta lealtà e correttezza dei miei comportamenti, sia come presidente di Lega che come uomo di sport». 
«Ritengo peraltro - prosegue Galliani - di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di presidente della Lega Nazionale Professionisti pur precisando con tutta la fermezza di cui sono capace che la mia rinuncia non deve e non dovrà essere interpretata quale riconoscimento di una mia qualsiasi responsabilità». 
Tra gli altri deferiti eccellenti risulterebbero anche l'ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo e l'ex direttore generale dei bianconeri, Luciano Moggi
Tutti i deferiti
Luciano Moggi (ex dirigente Juventus), Antonio Giraudo (ex dirigente Juventus), Adriano Galliani (ad Milan), Leonardo Meani (dirigente Milan), Andrea Della Valle (presidente Fiorentina), Diego Della Valle (presidente onorario Fiorentina), Sandro Mencucci (dirigente Fiorentina), Claudio Lotito (presidente Lazio), Cosimo Maria Ferri (giudice del tribunale di Massa Carrara ex componente uff. verifiche economiche FIGC), Franco Carraro (ex presidente FIGC), Innocenzo Mazzini (ex consigliere federale FIGC), Tullio Lanese (ex dirigente AIA), Paolo Bergamo (ex designatore arbitrale), Pierluigi Pairetto (ex designatore arbitrale), Gennaro Mazzei (ex designatore guardalinee), Pietro Ingargiola (osservatore AIA), Paolo Bertini (arbitro), Massimo De Santis (arbitro), Paolo Dondarini (arbitro), Fabrizio Babini (guardalinee), Domenico Messina (arbitro), Gianluca Paparesta (arbitro), Gianluca Rocchi (arbitro), Pasquale Rodomonti (arbitro), Paolo Tagliavento (arbitro), Claudio Puglisi (guardalinee).
I reati contestati
Al centro delle vicenda, emersa con le intercettazioni disposte nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Napoli, ci sono una serie di presunte designazioni arbitrali pilotate e partite che si sospetta siano state "aggiustate" nel corso del campionato di calcio di serie A 2004-2005. Per il reato sportivo più grave, l'illecito, sono previste pene severe che vanno fino alla radiazione per tesserati e fino alla retrocessione a serie inferiori per i club coinvolti attraverso i loro dirigenti.
L'avvio del processo di primo grado davanti alla Caf, aveva detto nei giorni scorsi il commissario starordinario della Federcalcio Rossi, è previsto il prossimo 27 giugno. Ma la posizione del Milan sembra la più incerta nel gruppo delle squadre deferite. Non è ancora chiaro se la richiesta dell'accusa sarà la retrocessione oppure oppure una penalizzazione o un'ammenda.23 giugno 2006

Mancini, se ne parlerà martedì
Fissato un incontro tra Lionello Manfredonia e il presidente Blasi

La sensazione è che ci si dovrà rassegnare almeno per qualche giorno ancora. Il mercato del Taranto non produrrà scossoni in termini di ufficialità. Ci sarà spazio per la solita ridda di indiscrezioni. Poi, dalla prossima settimana, si comincerà a tastare il polso ai vari giocatori. Si capirà la disponibilità di ogni elemento a restare e poi si traccerà un ipotetico organico. Vale a dire, a quelli meritevoli di riconferma, si aggiungeranno nuovi nominativi per i quali sta lavorando il responsabile dell'area tecnica Luca Evangelisti. 
Tutto, però, ruota certamente intorno al nome dell'allenatore. Non è dato di capire quando si terrà l'incontro tra Aldo Papagni e la dirigenza rossoblu. Si potrebbe ipotizzare un incontro per il fine settimana anche perchè il tecnico barese, durante gli altri giorni, è impegnato nel citato più volte Master di Coverciano. 
Se dovessimo fidarci delle dichiarazioni che filtrano dalla società ionica, Papagni sarebbe ad un millimetro dalla conferma. In realtà c'è sempre un accordo da trovare e ci sarà bisogno di sedersi ad un tavolo per discutere in termini complessivi il prolungamento del matrimonio. Fausto Silipo e Giorgio Roselli sono le prime scelte, ma anche Adriano Cadregari e Francesco Monaco sono nomi da tenere in considerazione. E poi c'è anche una terza via: quello del nome a sorpresa. Blasi, l'anno scorso, stupì tutti con la promozione di Raimondo Marino. Chissà che anche per la prossima stagione non possa emergere un tecnico fuori dalle voci di questi giorni. 
Il concetto può essere esteso ai giocatori. Solo nella prossima settimana si comincerà a discutere di eventuali rinnovi. Le attenzioni sono rivolte al destino di Manuel Mancini. Di certo c'è che il procuratore del giocatore Lionello Manfredonia e il presidente Blasi hanno fissato un incontro per martedì prossimo o al massimo per il giorno successivo. La permanenza del talento romano in rossoblu deve resistere alle numerose offerte, anche di categorie superiore, che sono piovute in queste ultime settimane. Sul fronte arrivi, confermato il contatto dei giorni scorsi tra Gianluca Procopio e il Taranto. Il giocatore attende una chiamata nei prossimi giorni. La sistemazione sarebbe molto gradita all'ex sammarinese. Gli altri contatti restano a bagnomaria. Ad esempio i difensori Roberto Paris e Aldo Preite restano obiettivi possibili, ma il loro arrivo in rossoblu è anche legato al parere positivo del tecnico. Anche il nome di Federico Giampaolo va tenuto in considerazione: l'attaccante, che nell'ultima stagione ha giocato nel Modena, per motivi personali ha necessità di avvicinarsi a casa. Il 36enne risiede a Bari e la destinazione tarantina potrebbe soddisfare le sue esigenze. Fonti veneziane fanno sapere di un interessamento del Venezia per il portiere Ghigo Gori. L'estremo tarantino ha già fatto parte dell'organico lagunare nel 2002. 
Inutile addentrarsi in discorsi complicati. Allo stato attuale, è impossibile pronosticare quanti giocatori saranno confermati. Bisognerà avere ancora qualche giorno di pazienza. di Luigi Carrieri22 giugno 2006

Stadio, in attesa di novità
Il Taranto ha scritto ieri al commissario Blonda. La società chiede un incontro per la prossima settimana ma insiste sul rilascio del “placet” per lo Iacovone

Niente di nuovo, tutto come previsto. La questione-stadio tra Taranto Sport e Comune resta in stand-by, con molti interrogativi in sospeso. Potrebbe sbloccarsi oggi, restare “congelata” fino all'arrivo in città del presidente Blasi oppure sfociare in un ulteriore allontanamento delle posizioni: anche se, al momento, da entrambe le parti trapela la volontà di trovare, in tempi brevi, un'intesa. 
Il Taranto, ormai è noto, è pronto a presentare in Lega la documentazione necessaria per l'iscrizione al prossimo campionato di serie C1: il direttore generale Vittorio Galigani si recherà lunedì mattina a Firenze per presentare l'incartamento. 
Nel faldone da portare in Toscana, però, manca ancora la dichiarazione di disponibilità dello “Iacovone” che deve essere rilasciata dal Comune, proprietario dalla struttura. Il club ionico, durante un incontro tra Galigani e il nuovo dirigente dell'area tecnica e amministrativa dell'ente, De Luca, tenutosi martedì mattina, ha chiesto di ricevere il placet per l'utilizzo dello stadio entro oggi (oppure sabato nel peggiore dei casi). L'amministrazione locale, in risposta, aveva precisato che “si rende necessario che entro il 22 giugno la Taranto Sport sottoscriva il contratto e proceda contestualmente al versamento del canone relativo alla prossima stagione agonistica”. 
La società di via Umbria, subito dopo, aveva manifestato perplessità riguardo ai contenuti dell'accordo da firmare, lamentando anche la mancata effettuazione dei lavori di adeguamento dello Iacovone (ma proprio ieri si è tenuta a Palazzo di Città una riunione tecnica per la programmazione degli interventi, ndc). Proprio per questo la società aveva preannunciato l'invio di un'altra cominicazione ufficiale. 
L'impegno è stato puntualmente rispettato: il Taranto (in pagina potete leggere il contenuto integrale della lettera) ha scritto nuovamente a Blonda. Galigani, autore della missiva, ricorda al commissario l'assenza di Blasi per impegni di lavoro e chiede la convocazione di un incontro “risolutivo” nel corso della prossima settimana. Allo stesso tempo, però, il club rossoblu torna a chiedere il rilascio immediata della certificazione-stadio, per poter provvedere all'iscrizione della squadra alla C1. 
Il Taranto, infine, chiede lumi sul contributo Ilva di 200.000 euro, assegnato al team del presidente Blasi con una delibera della Giunta Comunale dello scorso 6 febbraio. Prima della tempesta che ha investito l'amministrazione comunale causando il commissariamento. 
La giornata di oggi, pertanto, dovrebbe fornire qualche novità. Galigani non nasconde un pizzico di preoccupazione: «Ci auguriamo - sottolinea - che il Comune provveda subito a fornirci il certificato di utilizzo dello Iacovone. Lunedì, in ogni caso, saremo a Firenze per l'iscrizione: in caso di risposta negativa saremo costretti a presentare la domanda riservandoci, in un momento successivo, di indicare un campo alternativo». 
Una eventualità che, al momento, il Taranto non vuole prendere neanche in considerazione. Anche da Palazzo di Città, peraltro, giungerebbero segnali di apertura alla discussione: basati su un principio, però. In questo momento l'amministrazione pubblica non può fare sconti.22 giugno 2006

Ambrosi ha in serbo i gol per la C1
Stagione condizionata da una lunga serie di guai fisici per l'attaccante romano. «Vorrei dimostrare quanto valgo. Ma i contratti si fanno in due»

Sei mesi costellati da una serie di problemi fisici sono bastati per farlo passare da uno dei centravanti più prolifici della categoria ad un oggetto (quasi) misterioso. La parentesi tarantina di Alessandro Ambrosi è stata tutt'altro che positiva. Arrivato a gennaio dalla Juve Stabia, il bomber di Fiuggi ha collezionato 9 presenze e nessun gol attraversando un lungo periodo ai margini del campo a causa di una fastidiosa forma di anemia sideropenica. A poco più di dieci giorni dal termine del campionato, però, l'attaccante laziale non sa ancora se il suo futuro sarà tinto di rossoblù. «Rimarrei volentieri - dichiara Ambrosi - ma i contratti si fanno sempre in due. Il 3 luglio incontrerò i dirigenti con il mio procuratore (Gianni Prete, ndr) e parleremo del futuro: c'è qualche problema con la società, ma potremo superarlo tranquillamente se ci saranno i presupposti per continuare a lavorare insieme». Un rapporto, quello tra il centravanti e la società, deteriorato dal lungo periodo di indisponibilità attraversato tra febbraio e maggio. «Ma non avevo mai avuto problemi di questo tipo in carriera, né potevo immaginare che ciò sarebbe accaduto a Taranto. In fin dei conti soltanto nei playoff ho giocato in condizioni accettabili. La mia esperienza, comunque, è stata molto positiva: ho avuto il piacere di giocare con dei grandi calciatori in una piazza che potrebbe tranquillamente disputare la serie B». In un periodo di calma apparente come questo impazzano le voci di mercato. E se Caccavale è già stato avvicinato dal Perugia, per Ambrosi è concreto «il rischio che qualche calciatore, fino ai primi di luglio, possa prendere in considerazione la proposta di un'altra società. Maurizio (Caccavale, ndr) è un difensore che può fare la differenza anche in C1 ed è normale che abbia tanti estimatori. Se la società ha scelto questa strategia, però, vuol dire che la ritiene la più adatta per allestire un organico competitivo anche in terza serie. Io, intanto, aspetto: ho un accordo verbale con il presidente Blasi e sarei onorato di poterlo rispettare. Dopo il 3 luglio, eventualmente, prenderò in considerazione altre offerte». In un campionato che si preannuncia molto agguerrito - ci saranno probabilmente Perugia, Ternana, Avellino, Catanzaro, Gallipoli - Ambrosi sente di poter avere ancora un peso rilevante. «Ho giocato in C1 fino a dicembre e, in poco più di 10 partite, avevo segnato 5 reti. Sono convinto che, dopo aver risolto i problemi fisici, tornerò quello di prima. Vorrei ricominciare a segnare con il Taranto (il digiuno dura dallo scorso 23 ottobre, Juve Stabia-Chieti 1-2): lo "Iacovone" trasmette emozioni incredibili e poi vorrei diventare un idolo di questo splendido pubblico». di Fabio Di Todaro22 giugno 2006

Iacovone, la società chiede tempo
Il club di via Umbria scrive al Commissario Prefettizio. Mercato, per ora soltanto contatti. Papagni in bilico. La panchina resta un rebus

Questione stadio, iscrizione al prossimo campionato, rebus allenatore. Il Taranto lavora su più fronti. Ieri la società ha inviato una nota al Commissario Blonda, dopo l'invito giunto da Palazzo di Città a formalizzare il contratto per l'uso dello "Iacovone" e a versare contestualmente il canone relativo. Questo il testo della lettera: «In relazione all'incontro avuto in data 20 giugno 2006 presso i vostri uffici con il dott. De Luca ed in riscontro alla comunicazione del dott. Tommaso Blonda, anticipataci via fax alle ore 15,24 dello stesso giorno, siamo ad informarvi che il nostro presidente Luigi Blasi trovasi fuori sede per impegni di lavoro, assunti in precedenza, sino al 25 giugno e quindi impossibilitato a presenziare, nel corso della corrente settimana, a riunioni di qualsiasi contesto. A tal proposito saremo grati se vorrete fissare un incontro nel corso della prossima settimana con all'ordine del giorno le problematiche relative all'utilizzo non esclusivo dello stadio "E. Iacovone" e alla erogazione, mai avvenuta, della somma di 200.000 euro concessa dall'Ilva Spa in nostro favore, deliberata dalla Giunta Comunale riunitasi in data 6 febbraio 2006. In tale attesa siamo certi vorrete, nel frattempo, predisporre per il rilascio entro il 22 giugno (oggi ndr) come da intese verbali intercorse con il dott. De Luca, la dichiarazione di disponibilità delle stadio Iacovone, da allegare alla domanda di iscrizione al prossimo campionato di serie C1». Il dg Vittorio Galigani, in ogni caso, lunedì sarà a Firenze per formalizzare la domanda di iscrizione, riservandosi eventualmente di comunicare in seguito la disponibilità dello stadio. Sul mercato, intanto, si scontano i giorni di riflessione imposti dal presidente Blasi dopo la conquista della C1. Molte squadre hanno già sistemato la panchina. Il Taranto, invece, è una delle poche società che accanto alla voce allenatore presenta ancora una x. Papagni, Silipo, Roselli, semplici idee: perché solo il presidente Blasi conosce la verità e il nome di chi guiderà il Taranto. I tifosi chiedono la conferma del tecnico biscegliese, ma bisogna vedere che tipo di proposta gli formulerà lo stesso Blasi. Capitolo squadra. L'intenzione è quella di confermare i pezzi pregiati dell'ultima stagione, ma bisognerà fare i conti con i contratti a obiettivo che vuol continuare a proporre il Taranto. Un'idea... geniale che in C2 ha fatto breccia, soprattutto con calciatori che avevano voglia di rimettersi in discussione, ma che in C1 potrebbe incontrare qualche resistenza. Il Taranto potrebbe perdere i vari Caccavale (sulla via di Perugia), Pastore (allettato dal Gallipoli), Mancini (ci sono in fila numerosi club di serie A e B) e Deflorio che, nonostante l'età, ha sempre parecchi estimatori. Ma allo stesso tempo potrebbe pescare dalle categorie inferiori elementi che, attratti da una piazza prestigiosa come Taranto, darebbero poco peso a contratto e stipendio (è il caso, ad esempio, di Galantucci, Braca, Riolo, Benincasa, Morante e Mazzeo e Marconato). Nell'elenco dei possibili obiettivi del Taranto figurerebbero anche i nomi di Campolattano, Colombaretti, Preite, Castaldo, Togni, gente di categoria, ma abbordabile solo con proposte economiche mirate. Già prese, invece, le distanze da Evacuo e Biancolino, inseguiti da mezza serie B, o meglio, giudicati investimenti troppo onerosi. di Enrico Sorace22 giugno 2006

Il questore diffida il Taranto
Finale col Rende, rilevate troppe anomalie per biglietti e accrediti

Dura presa di posizione del questore Eugenio Introcaso nei confronti del Taranto Sport alla luce di quanto è avvenuto allo stadio Iacovone durante la finale playoff con il Rende. «Il questore di Taranto - è scritto in un comunicato stampa - ha avuto modo di rilevare diverse anomalie che solo un accurato servizio di ordine pubblico ha evitato che si trasformassero in gravi situazioni di criticità. Tra le irregolarità riscontravate è emerso che contrariamente a quanto stabilito dalla normativa Pisanu e alle prescrizioni imposte dalla questura sono stati emessi e posti in distribuzione per la vendita biglietti ?non nominativi?. Ciò ha favorito da un verso l'accaparramento di biglietti da parte di gruppi di tifosi, in via di identificazione, che li hanno messo in circolazione prezzi superiori a quelli stabiliti e dall'altro l'immissione sul mercato di biglietti falsi (oltre 5000).Inoltre per la ?Tribuna numerata? sono stati rilasciati dalla società moltissimi accrediti senza però tenere presente del numero di biglietti già venduti in tale settore dove si è registrato una affluenza di pubblico di gran lunga superiore a quella consentita, con momenti di tensione tra coloro che erano muniti del biglietto regolarmente acquistato e che non riuscivano trovare posto e coloro che erano muniti di accredito. A ciò si aggiunge - prosegue il comunicato della polizia - che i distinti della curva Nord, da tempo interdetti per motivi di sicurezza strutturale dalla Commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli, non erano stati isolati come in passato e ciò ha consentito la sistemazione di oltre 5.000 spettatori in numero superiore all'intera capienza della curva nord fissata in 3.300 spettatori». Secondo la polizia, ci sono state «serie difficoltà nell'individuare e chiedere la dovuta collaborazione durante la gara agli stewards in quanto gli stessi erano privi di qualsivoglia elemento di identificazione, per distinguerli da altri soggetti. In relazione a queste anomalie, il questore ha diffidato il presidente della società Taranto Sport al fine di attenersi scrupolosamente per il futuro alla normativa vigente che pone in modo esclusivo nella società organizzatrice la responsabilità delle emissione, distribuzione, vendita cessione e gestione generale dei titoli d'accesso agli impianti sportivi con capienza superiore ai 10.000 spettatori». Sulla vendita dei biglietti falsi, la Digos ha infine inviato una dettagliata informativa all'autorità giudiziaria.22 giugno 2006

Il Taranto va verso l'iscrizione 
Si cerca l'accordo sullo stadio. Nota del Comune: «Ampia disponibilità per lo Iacovone, ma occorre sottoscrivere il contratto»

L'unico dato certo è che Gigi Blasi è fuori sede. Il periodo post-promozione, ricco di riflessioni e rilassamenti, sta per esaurirsi. Ancora pochi giorni è il progetto che reca il nome del presidente riprenderà la sua marcia. Si corre su due binari: da una parte c'è il rispetto delle scadenze burocratiche e regolamentari. Dall'altra c'è la costruzione dell'organico che avrà come passo prioritario la scelta del tecnico. C'è da chiarire la posizione di Aldo Papagni la cui permanenza sulla panchina rossoblu dipende soprattutto dalla volontà di condividere alcuni criteri gestionali. Se non si dovesse chiudere positivamente la vicenda, ci sarebbero già nominativi alternativi su cui rivolgere le attenzioni. Sono sempre caldi i nomi di Giorgio Roselli, Fausto Silipo, Adriano Cadregari e Francesco Monaco, contattati in periodi differenti con più o meno intensità. 
Tornando agli aspetti burocratici il Taranto sta preparando da diversi giorni tutto l'incartamento necessario per l'iscrizione al prossimo campionato di C1. Il sodalizio ionico ha in mano le liberatorie dei tesserati rossoblu e non avrà problemi ad adempiere al versamento della fideiussione e della tassa d'iscrizione. Qualche problema, invece, potrebbe sorgere circa l'utilizzo dello stadio Iacovone, teatro delle gare casalinghe del Taranto che, come tale, deve essere specificato nella domanda di iscrizione. 
Ieri si è registrata una nota del Comune di Taranto che ha fatto riferimento a tale argomento. Dal comunicato si evince come ci sia la più ampia disponibilità del Commissario straordinario Tommaso Blonda a concedere l'uso dello stadio Iacovone per lo svolgimento della prossima stagione agonistica. Ma successivamente si precisa come si rende necessario che entro il 22 giugno (domani, ndc) la Taranto Sport sottoscriva il contratto e proceda contestualmente al versamento del canone relativo alla prossima stagione agonistica. Tale adempimento - continua la nota - è previsto dalla normativa vigente, che impone il pagamento dei servizi a domanda individuale e la corresponsione di un canone per l'uso delle strutture pubbliche, ma è anche reso irrinunciabile dalla situazione finanziaria e contabile del Comune, che non consente di derogare dal principio di corretta amministrazione e di trasparenza che informa l'azione della gestione commissariale. 
Una nota che ha lasciato perplessa la società tarantina anche perchè già nella mattinata di ieri le due parti (il direttore generale Vittorio Galigani e il dott. De Luca, neo-dirigente all'area tecnica e amministrativa del Comune) avevano avuto modo di approfondire la questione relativa all'utilizzo della struttura sportiva. Da questo colloquio sarebbe emersa la volontà di attendere il rientro in sede del presidente Blasi per affrontare il problema. 
«Questo comunicato ci sembra una prassi irrituale - ha affermato Galigani - anche perchè non sappiamo di quale contratto si parla e quale sarebbe la somma da versare. Nessuno ci ha mai convocato e poi ricordiamo che ci sarebbero dei lavori di adeguamento da espletare secondo quanto richiede il Decreto Pisanu. Inoltre vorrei sapere che fine abbiano fatto i 200 euro di contributo Ilva che furono deliberati lo scorso 6 febbraio e che non sono mai stati versati. Da parte nostra c'è la massima collaborazione, ma ci piacerebbe che anche altri si attivassero in tal senso». 
In risposta alla nota del Comune, la Taranto Sport questa mattina invierà all'ente una nota ufficiale per spiegare le proprie ragioni. La speranza è che venga trovata immediatamente un'intesa. I tempi sono stretti. Il pericolo da evitare è quello che la società inserisca, nella domanda di iscrizione da depositare in Lega, la disponibilità di un campo di gioco alternativo, lontano da Taranto. Un'eventualità che aprirebbe scenari fastidiosi, che sarebbe auspicabile non considerare. di Luigi Carrieri21 giugno 2006

Taranto, Evangelisti lavora sottotraccia
Ieri era a Milano per le comproprietà. Ceduta l'altra metà di Gambino alla Carrarese. «Caccavale? Resterà con noi. Evacuo? Impossibile: lo vuole mezza serie B». Il diesse: «Prima dobbiamo scegliere l'allenatore. Papagni? Ha la stima di tutti. Vedremo»

Si lavora sottotraccia, tra una serie di contatti già avviati ed in attesa dell'incontro previsto per la fine del mese con il tecnico Papagni. Luca Evangelisti non è in vacanza. Il diesse rossoblù si concede una pausa in una frenetica giornata milanese, alle prese con la risoluzione delle comproprietà (il Taranto ha ceduto alla Carrarese l'altra metà del cartellino di Gambino). «Finché non sceglieremo l'allenatore - attacca Evangelisti - il nostro mercato non registrerà novità rilevanti. Ma non siamo fermi: l'intenzione è quella di riconfermare 9-10 elementi della passata stagione e di integrare la rosa in base alle richieste che avanzerà il tecnico». Quante sono le possibilità di ripartire da Papagni? «Ha la stima dei dirigenti, del presidente e della tifoseria e fino al 30 giugno sarà l'allenatore del Taranto. Poi ci siederemo a tavolino e gli presenteremo il nostro programma. Toccherà a lui decidere, ma non credo che avrà grossi dubbi». Silipo, Roselli, Cadregari: sono percorribili le piste che, in alternativa, conducono a questi allenatori? «Non lo so, non li ho mai contattati. E finché non parleremo con Papagni non cercheremo altri tecnici. E' lui la nostra prima scelta». Nel frattempo Caccavale è già stato contattato dal Perugia. Attendendo fino ai primi di luglio c'è il rischio che i calciatori in scadenza cedano alle lusinghe di altre società? «Chi è stato con noi quest'anno ha conosciuto il modo di lavorare di questa società e non dovrebbe aver problemi ad attendere per dieci giorni. Capisco che alcune offerte ad un certo punto della carriera vadano valutate attentamente, ma non credo che Caccavale andrà via. Il presidente ha già parlato con chi intende riconfermare». Pastore, Caccavale, De Liguori, Mancini, Deflorio. Il nuovo Taranto ripartirà da loro? «Quasi certamente, c'è la volontà da entrambe le parti di proseguire questo rapporto. E potrebbero non essere gli unici a rimanere. Se qualcuno dovesse ricevere una proposta più allettante, però, non potremo trattenerlo. Abbiamo bisogno degli stimoli e della determinazione che ci hanno permesso di approdare in serie C1». Come opererete sul mercato? «Cercheremo giocatori motivatissimi che avranno voglia di giocare a Taranto. Adesso è più facile condurre le trattative: Blasi ha restituito una nuova immagine a questa squadra e ci sono tantissimi giocatori che farebbero follie per vestire la casacca rossoblù. Nomi? Sicuramente nessuno di quelli che è apparso sui giornali». Evacuo, Castaldo, Mazzeo, Morante. Il nome del prossimo centravanti rossoblù verrà fuori da questo elenco di candidature? «Escluderei Evacuo, lo vuole mezza serie B e ha un valore di un milione e mezzo di euro. Gli altri tre sono elementi molto interessanti, reduci da una stagione positiva». Ambrosi andrà via? «Credo proprio di no, la promozione ha fatto scattare il rinnovo del contratto fino al 30 giugno 2007. Quest'anno è stato sfortunato, ma risolvendo i problemi fisici potrà dare ancora il suo contributo. Lo aspettiamo per il ritiro, è in cerca di riscatto dopo una stagione tribolata e penalizzata dagli infortuni». Cosa occorre per costruire un organico che possa rispettare la tabella stilata dal presidente Blasi? «Vorremmo sbagliare il meno possibile allestendo un gruppo competitivo soprattutto sotto il profilo umano. Cercheremo di andare in serie B in due anni, ma non abbiamo la presunzione di dire che quest'anno arriveremo ai playoff. Di una cosa, però, potete esserne certi: il Taranto vi farà divertire anche nel prossimo campionato». di Fabio Di Todaro21 giugno 2006

Salgono le quotazioni di Silipo
Il tecnico calabrese ammette: «Sì, ci sono stati dei contatti». L'ex allenatore del Rende porterebbe con sé Braca, Riolo, Benincasa e Galantucci

Una panchina per tre. Così sembrava fino a qualche giorno fa, ma nelle ultime ore sono salite vertiginosamente le quotazioni di Fausto Silipo quale possibile successore di Papagni alla guida del Taranto in C1. L'ex tecnico del Rende avrebbe superato anche la concorrenza di Roselli, altro candidato a prendere il posto del tecnico di Bisceglie. Da noi contattato Silipo si è espresso così: «Taranto è una piazza importante, che alletterebbe qualsiasi allenatore e dunque sarebbe impossibile rifiutare un'offerta. Sinceramente un contatto con i dirigenti del Taranto c'è stato subito dopo la finale di ritorno. Mi è stata chiesta una disponibilità di massima, che ovviamente ho fornito. Poi, però, non ho sentito più nessuno, ma bisogna considerare che fino al 30 giugno il Taranto ha un allenatore così come io sono legato al Rende. Per maggiori approfondimenti, comunque, contattate i dirigenti della vostra società». Un'ammissione che lascia pensare a un divorzio praticamente già scritto da Papagni, che il presidente Blasi incontrerà nei primi giorni di luglio, forse il 3, unitamente ai giocatori in scadenza di contratto. Tra questi Caccavale è al momento il più richiesto. Sulle sue tracce c'è il Perugia, ma ci sarebbe stato un contatto anche col Gallipoli, due club facoltosi che avrebbero proposto al giocatore un pesante biennale. Il forte difensore campano ci sta pensando, anche se attende di capire le intenzioni del Taranto sotto il profilo contrattuale. Ma sembra avere un buon mercato anche l'altro difensore Pastore, così come il bomber Deflorio, che sarebbe finito nel mirino del Monopoli vicino alla promozione in C2. Per i primi rinforzi, invece, bisognerà aspettare prima l'annuncio del tecnico. Se la scelta cadesse su Silipo, il tecnico calabrese porterebbe con sè quattro giocatori del Rende, Galantucci, Riolo, Benincasa e Braca che tornerebbe, così, a vestire la maglia rossoblù. Ma restano percorribili anche le piste che conducono ai portieri Pinna e Marconato, ai difensori Paris e Preite e Colombaretti, ai centrocampisti Campolattano e Togni e agli attaccanti Califano, Morante, Castaldo, Mazzeo e Biancolino (lo ha chiesto ufficialmente anche il Rimini). di Enrico Sorace21 giugno 2006

Stadio Iacovone, Blonda "spinge" per il contratto
Il Commissario dà al club rossoblù due giorni di tempo. Il dg Galigani: «Ma l'impianto non è a norma»

«Il Commissario straordinario dott. Tommaso Blonda ha dichiarato al presidente della Taranto Sport Luigi Blasi la più ampia disponibilità dell'Amministrazione comunale a concedere l'uso dello stadio "Iacovone" per lo svolgimento della prossima stagione agonistica, che vedrà la squadra rossoblù militare nel campionato professionistico di C1. Tale disponibilità è stata comunicata al presidente, cui è stato fatto presente che si rende necessario che entro il 22 giugno, vale a dire entro dopodomani, la società Taranto Sport sottoscriva il contratto e proceda contestualmente al versamento del canone relativo alla prossima stagione agonistica. Tale adempimento è previsto dalla normativa vigente, che impone il pagamento dei servizi a domanda individuale e la corresponsione di un canone per l'uso delle strutture pubbliche, ma è anche reso irrinunciabile dalla situazione finanziaria e contabile del Comune, che non consente di derogare dal principio di corretta amministrazione e di trasparenza che informa l'azione della gestione commissariale». A quella che ha tutta l'aria di essere una proposta-ultimatum del commissario Blonda replica il dg Galigani, avanzando non poche perplessità. «A noi l'invito sembra alquanto irrituale. Avevamo chiesto al Comune la disponibilità dell'impianto da allegare alla domanda di iscrizione alla serie C1. Il commissario, invece, ci chiede di sottoscrive un contratto di locazione entro due giorni. Senza che se ne conoscano condizioni e importo. Senza, cioè, aprire una trattativa, come sarebbe giusto fare. E senza considerare che, in virtù di quanto previsto dal decreto Pisanu, lo stadio non è ancora a norma. E potrebbe rischiare di essere chiuso dalla Commissione di vigilanza da un momento all'altro. A Blonda proponiamo un incontro: per parlare, per discutere, per trovare un'intesa. E per ricordargli, inoltre, che esiste una delibera della giunta del 6 febbraio scorso con la quale il Comune assegna al Taranto 200mila euro del contributo Ilva. Contributo che non è mai giunto nelle casse del Taranto. Superfluo aggiungere che qualora non dovessimo trovare un accordo, saremmo costretti a chiedere ospitalità altrove» Il centrocampista Mortari, intanto, sarà operato a Perugia dal prof. Cerulli mercoledì 28 giugno (menisco e crociato anteriore del ginocchio destro). Tempi di recupero non inferiori ai tre mesi. Salterà la preparazione precampionato.21 giugno 2006

La curva è in piazza
Lievi disordini e 4 inglesi arrestati Ma il vero scandalo è sui biglietti
I tagliandi in mano agli sponsor, che sono il 60%, foraggiano il «mercato nero». Calcoli elettorali di Sepp Blatter?

Inghilterra-Svezia si gioca alle 9 di sera, ma dalle 10 del mattino la piazza della Cattedrale di Colonia è già una curva di stadio. A destra della scalinata, tifosi inglesi con le magliette rosse e bianche, e le croci di San Giorgio. A sinistra la macchia gialla degli svedesi. La situazione si complica verso l'una del pomeriggio, quando interi cortei di tifosi tedeschi sotto un enorme bandiera attraversano la piazza per andare a seguire la Germania su uno dei megaschermi in città. La battaglia di cori va avanti per una mezz'oretta ma non succede niente di grave. Le notizie dicono che ieri ci sono stati 14 feriti lievi, ma è né più né meno quel che potrebbe succedere un sabato sera qualsiasi. Hooligan, non pervenuti.
Meno male. Al Mondiale tedesco, la vacanza continua. Decine di migliaia di ragazzi in pantaloncini, zaini enormi, birretta in mano, maglietta coi colori della nazionale attraversano il Paese stipandosi sui treni, di notte e di giorno, dormendo nelle stazioni o chissà dove. Siamo in Germania, fa caldo, il cielo è velato di grigio. Ma sembra di essere in una specie di Firenze, o di Grecia. Questo è un Mondiale che non lascia fuori nessuno: un evento collettivo dove i non possessori di biglietto sono pregati di non restarsene a casa, anzi. La Fifa, ieri, ha annunciato addirittura che potrebbe mettere in vendita altri biglietti per le prossime partite. Le quotazioni sul mercato parallelo partono dai 1.000 euro e possono arrivare ai 4-5.000 euro chiesti per un posto alla finale di Berlino. 
Andiamo con ordine. Il numero di megaschermi è assolutamente impressionante. Grazie ai megaschermi una città intera può diventare uno curva di stadio (a Berlino da 10 giorni centinaia di migliaia di persone si incontrano davanti alla porta di Brandenburgo). E il megaschermo sarà sponsorizzato Adidas, McDonald, Budweiser. I banchetti faranno affari con la birra e i wurstel, le ragazze distribuiranno gadget T-Mobile. Eccetera. Faceva sorridere, ieri, l'ennesima distribuzione di gadget da parte di una compagnia telefonica tedesca per rilanciare l'offerta di tv-telefonino. Lo slogan, in inglese, è carino. Dice: «Football is coming phone», parafrasando il «coming home». La verità è che non ho visto nessuno guardare la partita sul telefonino. E ci sarà un motivo. Perché perdersi la festa in mezzo alla gente? 
Poi, chi è determinato e ha almeno un migliaio di euro da buttar via, può provare a intercettare il fiume di biglietti ormai scambiati alla luce del sole, il giorno della partita. Ad ogni stazione in tanti stanno fermi ore sotto il sole con cartelli tipo «cerco biglietti». Agli angoli delle strade ci sono i soliti busker, giocolieri, cabarettisti di strada. Se ti avvicini, scopri che sui loro cartelli non c'è più scritto «ho fame», ma «cerco un biglietto». Ok. Grazie a dio.
In piazza a Colonia dunque, dove secondo i calcoli ieri sono arrivati 70.000 inglesi con e senza biglietto, c'è il bus a due piani del tabloid Sun che distribuisce orrendi cappellini piramidali con la croce di San Giorgio sopra. C'è anche un banchetto della Football Supporter Association, l'organizzazione ufficiale dei tifosi. Carl, maglietta di Rooney, mostra a chi passa di qua le differenze tra i biglietti finti e quelli veri. È inevitabile: qualcuno c'è rimasto fregato. 
Carl mi spiega che la Supporter Association è stata protagonista di una maxi raccolta di firme (un milione, via internet) per protestare con il numero esiguo di biglietti messi in vendita in Inghilterra per le partite dei mondiali: «Ticket for fans, not sponsor». Alla fine, dopo tutte le lotterie e le procedure ideate dalla Fifa per distribuire equamente il 40% dei preziosi tagliandi nei quattro continenti, proprio il restante 60% di biglietti gestiti direttamente dagli sponsor avrebbe finito per foraggiare l'efficientissimo mercato parallelo. «Così si è tolto il calcio ai veri appassionati», protesta Carl. Ha ragione. Ma era prevedibile. 
Meno prevedibile che lo scontro tra Sepp Blatter e l'organizzazione di Beckenbauer sui biglietti nominali finisse in una bolla di sapone. «I biglietti nominali non sono un problema per il mercato nero. - continua Carl - Semplicemente, una volta che sei alla porta e il lettore ottico riconosce il biglietto, nessuno ti chiederà i documenti. Quindi, a meno che tu non abbia un biglietto falso, allo stadio entrerai senza problemi». Relax. No problem. Decisamente la Germania uscirà da questo Mondiale con un'altra faccia, rispetto alla sua ormai decrepita efficienza panzer.
Chiamo a Londra Andy Lyon, direttore di When Saturday Comes, la ex fanzine che da vent'anni legge il calcio "dalla parte dei tifosi". «Questa storia del mercato nero era inevitabile. - mi dice - In realtà le quote di biglietti distribuite a ogni federazione non nascono da un analisi reale della situazione, ma da calcoli elettorali per Blatter e i suoi». Andy mi chiede com'è l'atmosfera in città, prima della partita dell'Inghilterra. Niente da dire, mi sembra una giornata divertente. «Adesso al Mondiale ci va soprattutto gente normale, - mi dice - gente che non va spesso allo stadio, e questo, oltre al lavoro della polizia, allontana il rischio degli hooligan. Semmai qualche problema potrà crearlo chi beve troppo, ma è normale». 
C'è un immagine che ha inquietato qualcuno, ieri. Mostra Wayne Rooney nella parte di una Croce di San Giorgio, dipinto completamente di bianco con il rosso sangue sulle braccia aperte e sul volto. Firmato Nike. Chiedo a Andy se il livello del nazionalismo non ha per caso già raggiunto il livello di guardia in Inghilterra. «Per quel che vedo - mi dice - non c'è niente di terrorizzante o di fascista. Durerà due o tre settimane e poi tutto tornerà come prima». Speriamo bene. Non verrai al Mondiale? «No per me il Mondiale è una cosa che si guarda in tv, con gli amici. Allo stadio tornerò per il prossimo campionato». di Alberto Piccinini21 giugno 2006

Arriva la stangata per Juve & C.
Forse oggi i deferimenti. Rinvio a giudizio: «Non c'è alcuna distanza con la relazione degli 007 della Figc». A rischio Milan, Lazio, Fiorentina e Udinese. Così hanno incastrato Carraro e Paparesta

La procura federale ha sposato la tesi Borrelli: l'illecito strutturato sul campionato 2004-2005 c'è stato e così il potere arbitrale Juventus a cui nel tempo si è contrapposto un potere Milan. E ci sono state pesanti responsabilità dei dirigenti di Lazio e Fiorentina, che per salvare i loro club hanno chiesto aiuti arbitrali. Stefano Palazzi, i suoi tre viceprocuratori e un pugno di sostituti di fiducia stanno lavorando in maniera parallela e simultanea (ognuno nei propri uffici, con gli originali sonori delle intercettazioni a disposizione) ai deferimenti dello scandalo calcistico del secolo e, spiegano fonti della procura federale, "non ci sarà alcuna distanza tra la relazione del pool Borrelli, un lavoro duro, fatto con grande libertà di pensiero, e le conclusioni della procura. Nella maniera più assoluta". 
Il problema, e l'affanno con cui si sta lavorando per rendere pubblici i deferimenti entro questo pomeriggio, è quello di strutturare l'accusa in modo che tenga di fronte alla controffensiva delle difese al maxi-processo dell'Olimpico. Solo la Lazio schiererà cinque legali, potrebbero puntare sull'illecito presunto. 
Ecco, la Juventus è in bilico tra la serie C e la B con 9 punti di penalizzazione. Fiorentina, Milan e Lazio restano a rischio B. In questa accusa la gradualità, spiegano i pm del calcio, sarà fondamentale: si è partiti dalla sanzione per la Juventus e da lì si sta scendendo alle successive punizioni. Elemento fin qui poco considerato, si è tenuto conto del "contesto ambientale" in cui l'illecito è avvenuto. 
Chi ha combinato un finale di campionato perché "strozzato" dalla cupola del calcio, ha colpe inferiori agli inventori della cupola. Resta decisivo il passaggio alla Disciplinare-Caf, la fase processuale, ma i deferimenti della procura saranno duri come lo è stata la relazione Borrelli. 
La classifica delle responsabilità - Il lavoro dell'Ufficio Indagini e la quantità di intercettazioni hanno permesso di stabilire una graduatoria delle responsabilità dei club. Il primato negativo spetta alla Juve: suo il ruolo centrale nel sistema Moggi. Poi la Fiorentina, vittima costretta a diventare complice dello stesso sistema: telefonate all'ex dg Juve, a Bergamo e Mazzini, incontri a pranzo con il designatore, frasi esplicite di combine. Al terzo posto il Milan: c'è Galliani che chiede al suo dirigente Meani di intervenire sui designatori. Infine, la Lazio di Lotito. Il presidente moralizzatore, pur chiedendo con insistenza arbitri favorevoli e partecipando al lavoro politico di sottobosco con Moggi e Giraudo, ha mantenuto il suo livello di pressione su un vicepresidente federale (Mazzini), uomo dell'istituzione calcistica. 
Udinese in bilico - Le novità arrivano dal deferimento, già in questa fase, anche dell'Udinese. La società di Pozzo rischia per una conversazione tra Toffolini e Meani: il team manager friulano ringrazia il responsabile per gli arbitri del Milan dopo l'1-1 che spinge l'Udinese in Champions League alla fine del torneo 2004-2005. Le immagini del match aggravano l'ipotesi di reato. La Sampdoria, a rischio deferimento, non dovrebbe subire conseguenze importanti. 
La voce di Carraro - L'ascolto delle conversazioni registrate ha consentito al "pool Borrelli" di smontare il tentativo di dare un'interpretazione goliardica ad alcuni dialoghi. La posizione di Franco Carraro si è aggravata per i toni usati nella telefonata all'ex designatore Bergamo dopo il discusso Roma-Juve 1-2, arbitro Racalbuto. Il tono minaccioso dell'ex presidente della Federcalcio è un elemento in più per l'accusa, che punterà alla sua radiazione. 
Blackout sulla linea Galliani-Giraudo-Moggi - A stupire l'Ufficio Indagini della Federcalcio è stata la presenza di una sola telefonata tra Galliani e il duo Moggi-Giraudo. Un blackout inspiegabile per l'ex dg della Juve, capace di sostenere centomila telefonate in un anno. 
Le contraddizioni di Paparesta - Finirà la sua carriera Gianluca Paparesta, uno dei più bravi arbitri italiani, chiuso nello spogliatoio da Moggi dopo Reggina-Juve del 2004. La richiesta di raccomandazione a Galliani e la sua versione sulla telefonata a Moggi il giorno dopo l'incidente di Reggio Calabria - "volevo dirgli di non provarci mai più" - non hanno convinto l'Ufficio Indagini.
Fondi neri Juventus - La procura di Torino intanto ha avviato diverse rogatorie nell'inchiesta sui bilanci Juventus per accertare come sono state saldate le trattative per l'acquisto di calciatori stranieri. Gli indagati, in questo filone, sono Antonio Giraudo e Luciano Moggi. di Mattia Chiusano e Corrado Zunino21 giugno 2006

In attesa del budget
Il Taranto deciderà entro la fine della settimana la cifra da destinare alle operazioni di mercato: in programma un vertice presieduto da Blasi

Se il mercato sonnecchia, il Taranto non dorme. Nelle stanze del club di via Umbria, passata l'euforia per la promozione conquistata, è tempo di futuro. 
Dal punto di vista tecnico, ogni passo sarà preceduto da una riunione che, entro la fine della settimana, vedrà sedersi attorno ad un tavolo il presidente Luigi Blasi, il consulente Luca Vinciguerra, il direttore generale Vittorio Galigani e il direttore sportivo Luca Evangelisti. In tale occasione verrà definito il budget complessivo per il prossimo anno e si aprirà la strada per le prime scelte. 
Contestualmente la dirigenza provvederà a preparare la documentazione necessaria all'iscrizione al prossimo torneo di C1: fideiussione, tassa di iscrizione, presentazione delle ricevute liberatorie, certificazione dell'attività del settore giovanile, certificato di disponibilità dell'impianto sportivo. Il termine ultimo per la consegna è fissato alle 19 del 27 giugno: quest'anno non si tratta di un termine perentorio. La mancata presentazione di uno o più documenti non comporterà l'esclusione dal campionato, ma semplici penalizzazioni da scontare nella prossima stagione. 
Il Taranto è a buon punto e dovrebbe presentare l'incartamento con anticipo: fideiussione e tassa d'iscrizione non sono un problema, le liberatorie sono già a disposizione della società, per lo “Iacovone” il dg Galigani ha presentato richiesta al Comune. «Non dovrebbero sorgere problemi» evidenzia il dirigente. 
Anche perchè la questione legata all'adeguamento della struttura alle norme del decreto Pisanu rappresenterà un passo successivo: il Taranto confida in un sollecito intervento dell'amministrazione locale (che dovrà adempiere alla perimetrazione semi-fissa e fissa dei settori, al controllo dei varchi e all'installazione dell'impianto di video-sorveglianza). 
Il club ionico, invece, si sta attrezzando per approntare il servizio-steward, la numerazione dei posti in tutti i settori, il sistema dei biglietti nominativi e la manutenzione ordinaria del servizio di video-sorveglianza. 
Subito dopo la domanda d'iscrizione, il Taranto presenterà anche richiesta di ripescaggio in serie B. Ma sarebbe inutile alimentare false speranze: è una mossa decisa per non lasciare nulla d'intentato all'alba delle sentenze di Calciopoli. Non si sa mai. 
«E' un atto dovuto, nulla di più - spiega Galigani - . Con la baraonda che potrebbe coinvolgere la composizione dei campionati e la possibile retrocessione a tavolino di molte squadre, è giusto premunirsi. Ma è altrettanto giusto non illudersi». 
Anche nella scorsa stagione, del resto, il Taranto presentò domanda (non accolta) di ripescaggio nella serie superiore. 
Caso-Passiatore, novità tra dieci giorni 
Si è arricchito di nuove pagine, intanto, il capitolo-vertenze tra la società rossoblu. tesserati ed ex. 
All'ordine del giorno il caso-Passiatore e i ricorsi presentati dall'ex tecnico “Tato” Sabadini e l'attaccante Giovanni Pompei. Su Passiatore, c'è stato un cambio di strategia da parte del club ionico: la richiesta di risoluzione del contratto è passata in secondo piano. Nella discussione avvenuta venerdì scorso davanti alla Commissione Disciplinare, il legale del Taranto, avv. Raffaele Di Ponzio, ha chiesto al Collegio Arbitrale di imporre al giocatore di effettuare la celeberrima risonanza magnetica al ginocchio. La decisione dovrebbe arrivare entro una decina di giorni. «L'atleta - chiarisce Di Ponzio - ha sempre rifiutato il nostro invito ad effettuare l'esame. Per questo, è stato multato anche di 500 euro dal Collegio Arbitrale. A questo punto ci affidiamo alla decisione dell'organo: se ordinerà a Passiatore di effettuare la risonanza, potremo accertare lo stato fisico dell'attaccante e prendere le opportune decisioni». 
Gli altri due “casi” non suscitano timori. Sabadini chiede il pagamento di due mensilità: settembre e ottobre 2004. «Ma il tecnico - ricorda Di Ponzio - ha firmato una risoluzione consensuale: il suo ricorso è stato già giudicato inammissibile nel maggio scorso. E adesso ne ha presentato un altro perfettamente uguale...». Pompei, invece, chiede 38.000 euro di arretrati relativi alla stagione 2003/04. «E' una vicenda prescritta - conclude il legale rossoblu - . Secondo l'articolo 18 del Codice di Giustizia Sportiva, gli arretrati possono essere chiesti entro la fine della stagione successiva. E ciò non è avvenuto». di Leo Spalluto20 giugno 2006

Il Taranto si mette in fila per la serie B
A luglio la società presenterà la domanda di ripescaggio. Galigani: «Atto dovuto». Mentre il presidente Blasi è in pausa di riflessione, nella sede sociale di via Umbria si pensa al futuro. Mortari ieri è stato visitato a Perugia da Cerulli

E' il fronte amministrativo che sta dominando la scena della Taranto Sport. In attesa che il presidente Blasi riattacchi la spina per la sua azienda calcistica (ha promesso di farlo agli inizi della prossima settimana), gli sguardi sono tutti puntati sulle varie iscrizioni ai campionati. Lunedì prossimo il direttore generale, Vittorio Galigani, depositerà nella Lega di Firenze la domanda per far parte dell'organico della terza serie professionistica italiana unitamente agli «accessori»: assegno di congruità di 14.450 euro, fidejussione di 207mila euro, assegno di 6mila euro per la Calcio Servizi s.r.l. e, naturalmente, liberatorie dell'intero settore tecnico fino al 30 giugno. Subito dopo lo stesso direttore generale farà molta attenzione alle varie circolari che la stessa Lega emanerà, probabilmente, ai primi di luglio in merito alle famose domande di rispescaggio. Dice a tal proposito il dg: «Presenteremo la domanda per essere iscritti alla serie B. E' un atto dovuto. Sappiamo che ci sono società che hanno titoli a sufficienza per far parte della cadetteria, ma è altrettanto vero che nel calcio mai dire mai. Bisognerà vedere come evolverà lo scandalo delle intercettazioni. E capire quanti posti si renderanno eventualmente liberi. Del resto anche a luglio scorso presentammo analoga domanda. Farsi illusioni è assolutamente vietato, ma la speranza è sempre l'ultima a morire». Intanto, regolamento alla mano, il Taranto disputerà la Coppa Italia Tim che partirà il 20 agosto. I rossoblù saranno inseriti in un minigirone che comprenderà formazioni di A e B. I tifosi jonici, in tal modo, avranno modo di ammirare scampoli di calcio spettacolo. Dopo la C2, finalmente, ci sarà da lustrarsi gli occhi in attesa di far parte, nel più breve tempo possibile della cadetteria. Mortari è stato visitato ieri sera dal prof. Giuliano Cerulli a Perugia. Il medico perugino ha sottoposto il ginocchio del centrocampista ad ulteriori esami. L'esito si conoscerà in giornata. Di sicuro dovrà operarsi di menisco. In dubbio c'è la lesione al collaterale. Se dovesse essere confermata la diagnosi di Taranto, il ragazzo sarà operato già domani dal duo Cerulli-Petrocelli. di Giuseppe Dimito20 giugno 2006

Ipotesi Togni per il centrocampo
L'interno del Manfredonia sarebbe in partenza. Per l'attacco spunta Califano. Girone B della C1 con le toscane e le umbre: la possibile griglia

Il mercato di serie C sta entrando nel vivo. Diverse possibili avversarie del Taranto come Foggia, Pisa, Perugia e Cavese sono molto attive, mentre la società del presidente Blasi è ancora al palo in attesa di capire chi siederà in panchina (in lizza, oltre a Papagni, anche Roselli e Silipo) e chi accetterà la riconferma del gruppo di sei-sette giocatori (su Caccavale c'è il Perugia) che il Taranto vorrebbe trattenere. Quello del club di via Umbria è comunque un immobilismo solo apparente, perché il diesse Evangelisti sta monitorando il mercato per individuare gli uomini giusti da portare in rossoblù già dai primi di luglio. Di nomi se ne possono fare tanti, partendo dai portieri Marconato e Pinna, dai martinesi Campolattano e Colombaretti, passando per i difensori Paris (Lanciano) e Preite (Pavia) e per il mancino del Rende Riolo, finendo agli attaccanti Castaldo (Perugia in vantaggio), Evacuo (altro obiettivo degli umbri, oltre che del Foggia), Morante (pressa il Manfredonia del suo ex tecnico Pierini), Mazzeo (lo attende a braccia aperte la Salernitana) e Biancolino che potrebbe optare per una sistemazione in serie B. Ma nell'elenco dei papabili potremmo inserire altri calciatori tra cui l'esperta punta Califano del Giulianova (lo hanno richiesto anche Cavese, Paganese e lo scatenato Perugia) e il centrocampista Togni in partenza da Manfredonia. Intanto si può ipotizzare la composizione del nuovo girone B di serie C1, anche se qualcosa potrebbe cambiare soprattutto per i ripescaggi che scatteranno dopo il verdetto sullo scandalo intercettazioni. Al momento la griglia sarebbe la seguente: Avellino, Catanzaro, Cavese, Foggia, Gallipoli, Gela, Grosseto, Juve Stabia, Lanciano, Lucchese, Manfredonia, Martina, Perugia, Pisa, Pistoiese, Sangiovannese, Taranto e Ternana. di Enrico Sorace20 giugno 2006

Borrelli chiude l'inchiesta
Il capo dell'ufficio indagini della Federcalcio completa le 180 pagine da consegnare al procuratore Stefano Palazzi. «Il mondo del calcio non è malato alle radici e può guarire». Quasi sicuro il deferimento di Juve, Milan, Fiorentina e Lazio

Francesco Saverio Borrelli chiude la prima parte dell'indagine su 'Calciopoli'. Il capo dell'ufficio indagini della federcalcio dopo una maratona di due giorni con gli uomini del suo pool ha completato le 180 pagine da consegnare al procuratore Stefano Palazzi, che rappresenterà l'accusa nel processo sullo scandalo delle intercettazioni in programma la prossima settimana a Roma. «Mi è bastato poco per rendermi conto della complessità e della bellezza del gioco del calcio, e anche dell'imprevedibilità che deve rimanere tale - commenta Borrelli - Il mondo del calcio non è malato alla radice ma in certe ramificazioni e può guarire». 
Un'inchiesta complessa, che non si è potuto avvalere di confessioni o pentiti. «Un mea culpa vero e proprio non lo abbiamo avuto - spiega l'ex capo di 'Mani Pulite' - nemmeno grandi pentiti. Solo ammissioni marginali. Ma la parola omertà è forte e non mi sento di parlare di criminalità organizzata. C'è una solidarietà tra chi per tanti anni ha condiviso un certo costume, ma mi dispiacerebbe chiamarla omertà». 
Nel giro di una settimana poi dovrebbe partire la tranche degli interrogatori che riguardano le posizioni dei club minori finiti nello scandalo delle intercettazioni. La prossima settimana (presumibilmente 27-28 giugno) comincerà il processo davanti alla Caf presieduta da Cesare Ruperto. 
La situazione dei club. Poche le indiscrezioni sulla relazione di Borrelli. Resta senz'altro difficile la posizione di Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina, la Sampdoria dovrebbe invece salvarsi. Sicuro il deferimento per illecito sportivo dell'ex arbitro De Santis. 
Juventus, Lazio e Fiorentina si vedranno contestare la responsabilità diretta (con conseguenti retrocessioni e/o penalizzazioni). Anche a carico del Milan, settimana dopo settimana, sarebbero emersi fatti di un certo rilievo, tali da non far escludere - quantomeno - una eventuale sanzione "afflittiva", con perdita ad esempio del diritto di accesso alla Champions League. 
Più sfumata dovrebbe essere la posizione della Sampdoria, visto che della partita con i viola, vinta 3-0 e arbitrata da Dondarini, parlano al telefono Mazzini e Bergamo, non il presidente blucerchiato Garrone. Del troncone di indagini riguardante Messina, Reggina, Siena, Arezzo e Torres Borrelli si occuperà invece a partire dalla prossima settimana.20 giugno 2006

Taranto, i playoff nel mirino di Blasi
I propositi del presidente per la stagione 2006-2007

Dopo sette giorni di festeggiamenti per la promozione in serie C1, si apre la settimana della riflessione in casa tarantina. È lo stesso presidente Blasi che l'ha annunciata ieri mattina dalla prua della sua "barca" in giro per lo Jonio: «Al momento sto pensando soltanto a rilassarmi dopo le strenue fatiche del campionato appena finito. Fra sette-otto giorni, invece, mi ritufferò nel Taranto per rendermi conto di ciò che serve per disputare quel campionato interessante che dovrebbe condurci dritto nei playoff per la B. Papagni? Ora è impegnato a Coverciano per il Master. Fra una settimana ci rivedremo e decideremo il futuro». Ma in casa tarantina la parola "pausa" formalmente non esiste. Se il presidente pensa al relax, non così i suoi collaboratori amministrativi e tecnici i quali, viceversa, sono al lavoro per preparare la nuova stagione. Il vice presidente Luca Vinciguerra sta predisponendo il bilancio per la stagione appena trascorsa. Il direttore generale, Vittorio Galigani, sta allestendo il piano programmatico economico per quella che inizierà il 1 luglio prossimo. Entro il 27 venturo iscriverà la squadra al prossimo campionato. E la cosa merita di essere evidenziata perché negli anni scorsi i tifosi rossoblù sono stati in grande ansia al riguardo. Il direttore sportivo, Luca Evangelisti, sta sondando il mercato alla ricerca dei rinforzi necessari per disputare il campionato d'avanguardia programmato dal presidente Blasi. A tal proposito una delle leggi non scritte, ma molto in voga nel calcio di questi tempi è: «Prima cedere e poi comprare». L'esterno sinistro Mignogna ('83) si è già accasato a Treviso, in serie B, con in tasca un contratto di due anni. Caccavale ('73) è vicino al Perugia: la società umbra gli ha proposto un biennale. Possibili partenti potrebbero essere il portiere Gentili, gli attaccanti Ambrosi (potrebbe rescindere il contratto) e Di Domenico (piace al Gela), il centrocampista Deleonardis. Fra i riconfermati certi c'è Manuel Mancini ('83), inseguito da Fiorentina, Inter, Udinese, Pescara . Un caso a sé è quello di Passiatore il quale è tesserato con il club di via Umbria da ben due stagioni, ma con all'attivo poche presenze (quest'anno neppure una). In tutto questo periodo ci sono state diverse vertenze fra le parti che ha tenuto impegnato il Collegio delle Vertenze della Lega di serie C in varie fasi. Venerdì scorso c'è stato quello che ci si augura l'ultimo appuntamento della lunga "querelle". Il Taranto ha chiesto al Collegio di nominare un "esperto" (un medico ovviamente) in grado di stabilire se il giocatore sia fisicamente idoneo ad essere utilizzato. La risposta dovrebbe giungere a breve. Il ragazzo ha un contratto che scade nel 2007. La società jonica chiede di sapere se può utilizzarlo o meno. Nel secondo caso il legame fra le parti potrebbe essere sciolto. Sul fronte arrivi, le trattative sembrano riguardare i portieri Marconato (Pro Vasto) e Pinna, i difensori Preite (Pavia), Paris ex Lanciano, Colombaretti (Martina) e Riolo (Rende), il centrocampista Campolattano (Martina) e gli attaccanti Evacuo (da vincere la forte concorrenza di altre formazioni fra cui il Foggia), Mazzeo (lo corteggia la Salernitana), Castaldo (lo segue la Cavese), Morante (su di lui c'è il Manfredonia) e Biancolino (appetito da almeno due società di serie B). di Giuseppe Dimito19 giugno 2006

Gori e Malagnino, futuro da decifrare
Il portiere: «Ho vinto: stavolta vorrei restare». Il centrocampista: «Meglio essere ceduto». Dopo la partenza di Mignogna (Treviso) sono gli unici tarantini in organico. L'eroe di Ragusa ha altri due anni di contratto ma chiede spazio

La loro volontà è quella di continuare a vestire la casacca rossoblù. Del futuro, in termini concreti, non se ne parlerà però prima dell'avvento di luglio. Ghigo Gori e Giovanni Malagnino (gli unici tarantini rimasti dopo la partenza di Mignogna verso Treviso) aspettano di conoscere il loro destino, partendo da una situazione contrattuale differente. «Sono in scadenza , - esordisce l'estremo difensore - e spero di poter continuare a lavorare con questa società. Il presidente è rimasto soddisfatto del mio rendimento, mi ha detto di andare in vacanza tranquillo perché della prossima stagione ne avremmo parlato tra due settimane. Sono fiducioso». Il numero uno del Taranto, tornato in riva allo Ionio dopo cinque anni, ha vinto il secondo campionato della sua carriera. «Lasciai il Taranto in C1 per tentare il salto in serie cadetta (si trasferì ad Ancona, ndr), ma adesso vorrei godermi questa promozione conquistata con tantissimi sacrifici. Il prossimo campionato sarà avvincente, incontreremo tante squadre blasonate che cercheranno di approdare in B. Adesso, però, mi sento pronto: ho conquistato la fiducia dell'allenatore, della società e vorrei difendere la porta del Taranto anche nel prossimo campionato». Gori fa qualche passo indietro nella stagione appena conclusa e ritorna al periodo delle quattro sconfitte consecutive. «Ho temuto veramente di non farcela - prosegue -, stavamo distruggendo tutto ciò che avevamo costruito fino a quel momento. Poi è emersa la nostra vera forza: ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che dovevamo cambiare registro per vincere il campionato. Papagni? Se fossi il presidente lo riconfermerei, ha svolto un lavoro eccezionale. In campo abbiamo assunto una precisa identità, mentalmente ci ha fatto emergere da una situazione difficile senza caricare le partite di eccessiva tensione». Per Giovanni Malagnino, invece, la situazione è ben diversa. Il tornante manduriano è legato per altri due anni alla Taranto Sport (fino a giugno 2008), ma «è pronto a cambiare aria se non dovesse avere l'occasione per mettersi in mostra». Tradotto: Malagnino chiederà di essere ceduto (in prestito, ovviamente) se dovesse essere allestita un'altra squadra esperta. «A quel punto non converrebbe né a me né al Taranto rimanere - attacca l'eroe di Ragusa -. A 20 anni hai voglia di giocare, di far vedere a tutti il tuo valore. La mia speranza, però, è quella di potermi ritagliare uno spazio in questa squadra. Gioco qui da cinque anni, nei primi due campionati da professionista ho conquistato due risultati importantissimi. La salvezza è stata una gioia immensa a livello personale, ma vincere un campionato nella tua città è tutta un'altra cosa. E poi quest'anno ho avuto la fortuna di allenarmi con grandi calciatori, tutti reduci da campionati in categorie superiori. Cito Deflorio: è stato il mio compagno di stanza nei ritiri prepartita, mi ha sempre detto di stare tranquillo e di scendere in campo senza preoccupazioni. Lo ringrazio con tutto il cuore». di Fabio Di Todaro19 giugno 2006

Blasi-Papagni, slitta l'incontro
Il presidente rinvia a fine mese il faccia a faccia con il tecnico. L'allenatore domani tornerà a Coverciano dove sta partecipando al Master per il patentino di prima

Saltato l'incontro fra il presidente Blasi ed il mister Papagni sul possibile rinnovo del contratto. Il massimo responsabile rossoblù ha deciso di "staccare" la spina per altri sette giorni. Ieri mattina ha fatto salire la famiglia sulla sua "barca" ed ha fatto il giro del Salento risalendo la costa da Santa Maria di Leuca. Oggi sarà a Taranto. Stasera ha un'altra serata importante dal momento che sarà l'ospite d'onore alla "Notte sotto le Stelle" in programma alla Villa Peripato. Riceverà l'oscar per la brillante promozione in C1. Mister Papagni, dal suo canto, ripartirà domani mattina per Coverciano per ultimare il Master per il conseguimento del patentino di Prima categoria (potrà allenare in tal modo in serie A e B). Alla Festa del Taranto, organizzata venerdì sera dalla Provincia alla Rotonda, ha risposto con un prolungato «Sì» alla domanda di Mauro Pulpito se aveva piacere di essere riconfermato sulla panchina rossoblù ricevendo ampi e sentiti consensi da parte del numeroso pubblico presente. Blasi e Papagni, pertanto, s'incontreranno a fine mese per decidere il futuro. Ma il presidente rossoblù non resterà completamente in «pausa». Non è nel suo costume. Unitamente ai suoi collaboratori amministrativi, primo fra tutto naturalmente il direttore generale, Vittorio Galigani, stenderà il bilancio preventivo per la prossima stagione. Ovviamente, rispetto alla scorsa stagione, le cifre saranno diverse (più alte, per intenderci) per cui l'attenzione da apporre alla spinosa questione dovrà essere necessariamente maggiore. Blasi ha fortunatamente abituato tutti alla correttezza ed alla trasparenza dei conti economici. Meglio perdere, dunque, qualche giorno in più e predisporre un bilancio sano. Il presidente Florido venerdì sera ha promesso formalmente a Blasi un contributo ufficiale della Provincia. Si spera nell'arrivo di uno sponsor esterno di grossa risonanza commerciale (la C1 ha una visibilità molto più ampia raggiungendo grosse città quanto meno del Centro Italia e, probabilmente, anche del Nord) e di qualche ulteriore aiuto economico di imprenditori tarantini magari sotto forma di abbonamenti. Per quanto riguarda le vertenze in atto, l'annosa vicenda-Passiatore dovrebbe aver imboccato l'ultima parte del suo percorso. Il Collegio Arbitrale dovrà valutare la richiesta del Taranto di visita medica (con annessa risonanza magnetica) al ginocchio infortunato. La decisione non dovrebbe superare il 10 luglio. di Giuseppe Dimito18 giugno 2006

Perugia in pressing su Caccavale
Offerto un contratto biennale al forte difensore centrale che ora il Taranto rischia di perdere. Sul taccuino rossoblù i martinesi Campolattano e Colombaretti

Dopo Mignogna legatosi per due anni al Treviso, potrebbe lasciare il Taranto anche l'esperto difensore Maurizio Caccavale, una delle colonne portanti della squadra appena approdata in C1. Sul roccioso centrale, residente a Terni, ci sarebbe il Perugia, la cui dirigenza è intenzionata ad allestire per la prossima stagione un organico di qualità in grado di centrare la promozione in serie B. Il club umbro avrebbe proposto al calciatore un allettante accordo biennale, che potrebbe spingere Caccavale ad accasarsi con i biancorossi a due passi da casa. Le parti avrebbero raggiunto un'intesa di massima e non è escluso che già all'inizio della prossima settimana possa essere messo nero su bianco. Se la partenza fosse confermata, sarebbe una grossa perdita per il Taranto, che vorrebbe ripartire dall'ossatura dell'ultima stagione, che comprende anche Pastore, Mancini, De Liguori, Deflorio e Catania, tutti giocatori finiti nel mirino di squadre di B e C, che attendono una chiamata della società per valutare la proposta economica. Nonostante i rossoblù siano ancora senza tecnico, il mercato inizia a muoversi. Il diesse Evangelisti è già in moto per costruire una squadra competitiva, anche se non sarà facile convincere calciatori importanti a scendere a Taranto con contratti a obiettivo. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figurano quelli dei portieri Marconato e Pinna, dei difensori Preite (tarantino di nascita) del Pavia e Paris ex Lanciano e del centrocampista Campolattano ex Martina, società da cui potrebbe essere prelevato anche il mancino basso Colombaretti, una delle sorprese dell'ultima C1. Ma è l'attacco il reparto che dovrà essere puntellato adeguatamente in vista delle quasi certe partenze di Di Domenico (piace al Gela) e Ambrosi (molto probabile la rescissione del contratto). Almeno due le punte da tesserare, da pescare in un lungo elenco che comprende Evacuo dell'Avellino (preme il Foggia), Mazzeo della Nocerina (Salernitana in pole position), Castaldo della Juve stabia (Cavese in agguato), Morante della Pro Vasto (seguito dal Manfredonia) e Biancolino appetito anche da un paio di società di serie B. di Enrico Sorace18 giugno 2006

Blasi-Papagni, slitta l'incontro? 
«Pronto a parlare». Sulla conferma potrebbe decidersi oggi, ma mancano certezze

Oggi Blasi incontra Papagni. Forse. Nessuna certezza, nessun appuntamento già fissato. O meglio: quello che sembrava certo adesso è sfumato. Nessun colpo di scena, solo un'assenza di ufficialità. Perché Gigi Blasi non conferma, perché Aldo Papagni non sa nulla. Tutto sembrava così la scorsa settimana, quando a promozione ottenuta, presidente e tecnico si erano dati appuntamento a questo week-end, con Papagni di ritorno da Coverciano. Poi, un attimo di silenzio. E qualche dubbio in più. «Io non sono sicuro dell'appuntamento né posso garantirvi che ci sarà. Attendo di essere chiamato, ma non ho fretta»: Papagni parla con la solita sincerità. Non conosce il suo destino, ancora. Non sa se sarà ancora sulla panchina del Taranto in C1, non sa se vedrà Blasi oggi o domani o chissà. 
Conviene aspettare. E capire. Papagni non si pone né un problema né l'altro: «In questo momento sono particolarmente sotto pressione per via del Master: in questi quattro giorni ho lavorato anche di notte per finire la tesi. Devo ancora lavorare molto, i tempi sono ristretti: sono cose che avrei dovuto fare uno-due mesi fa, ma che ho rimandato per ovvi motivi». C'era un campionato da vincere. Ora c'è un campionato vinto. Con tutti gli onori, anche a Coverciano: Papagni è un po' un eroe, nel centro tecnico federale: «Ho ricevuto grandi apprezzamenti e attestazioni di stima da parte di tutti i colleghi. Da Moriero a Conte a tutti gli altri, fino a Franco Ferrari, che è il nostro docente. Belle soddisfazioni, davvero»
Parla di ieri, Papagni. Non parla di domani: «Perché non è il caso di parlare del mio futuro, non ritengo questo il momento e la sede. Devo ultimare il Master: il mio futuro per ora è questo. Ho qualche ora per rilassarmi e voglio sfruttarla. E poi sono così felice per il presente, per il campionato vinto, per una città in festa che al futuro ci penserò fra un po'». Ci penserà, cioè, quando deciderà Blasi. Che, da quando è presidente, non ha mai delegato le questioni più importanti. Sul tecnico decide lui. E Papagni sa questo, ma non può fare a meno di registrare la stima di Luca Evangelisti, l'affetto della gente. Attende, però. Senza dare ascolto alle voci. Nemmeno quelle che vorrebbero altre società pronte a chiamarlo in caso di interruzione del rapporto con il Taranto: «So molto poco, in verità. Ho tenuto il telefono spento quasi tutto il tempo: dovevo lavorare, dovevo completare la tesi. Era spento anche per mia moglie. Ma lei mi poteva chiamare in camera...». Per qualche ora, però, il telefono sarà acceso. Attendendo la telefonata di Blasi: «Se il presidente mi chiama, ci incontriamo. Ma non so dirvi quando sarà». 
Si avvierà il confronto, forse. Secondo tappe note: Blasi vuole vedere negli occhi Papagni, vuole proporgli il suo programma. E vuole capire se il tecnico di Bisceglie è pronto a sposare il progetto sportivo della società: «Mi sembra giusto: un accordo del genere è alla base di una convivenza tra tecnico e allenatore. Da questo punto di vista non ho problemi: ho lavorato con il Taranto, ho lavorato bene con la società. E sarei pronto a continuare».Pap agni sa che la sua conferma è, per Blasi, un affare molto serio. E non si presta a giocare con i ruoli. A sostituirsi con il presidente e a fingere di decidere. Cioè: se Papagni fosse Blasi si confermerebbe? «Non sono Blasi, non sono un presidente. Io sono un allenatore, il presidente sa fare perfettamente il suo mestiere. Senza bisogno di consigli». Aspettiamo: «Fatemi godere questo momento: non ho avuto nemmeno il tempo di festeggiare». di Fulvio Paglialunga17 giugno 2006

Bagno di folla per il Taranto
Cinquemila persone sulla Rotonda per la festa organizzata dalla Provincia per la promozione in C1 dei rossoblu. Ovazioni per Blasi, Papagni, Deflorio e Mancini

Difficile contarli. Difficile indicare una cifra. Ma erano migliaia: migliaia di tifosi del Taranto pronti a festeggiare. Forse cinquemila (secondo le stime delle forze dell'ordine), forse molti di più. Ebbri di felicità e di soddisfazione: orgogliosi di riappropriarsi di una C1 persa dolorosamente due anni fa. 
La Rotonda del Lungomare, un maxischermo, un palcoscenico dipinto di rosso e blu: la festa-promozione organizzata dalla Provincia è stata un autentico successo, favorito anche dalla calda serata di inizio estate. 
Lo spettacolo è cominciato con alcuni frasi proiettate sul mega screen, giusto per riscaldare l'ambiente: “Forza magico Taranto” e “C1 siamo”. Sul palco, a fare da padroni di casa, i conduttori Mauro Pulpito e Gianni Sebastio e la soubrette Barbara Chiappini, unica (e splendida) presenza femminile della manifestazione. 
Alcune immagini della promozione appena conquistata hanno fatto da apripista all'arrivo della squadra (che aveva vissuto la parte finale del pomeriggio sull'imbarcazione “Lady Luna”)., giunta a bordo di un bus dell'Amat “parcheggiato” sotto Palazzo del Governo. Ovvio il delirio dei supporters, immediate le ovazioni dell'intero piazzale, mentre Franco Guitto “riscalda” l'ambiente cantando il suo inno dedicato alla squadra rossoblu, datato 1990. “Taranto sei forte, Taranto sei grande...”: note che ricordano l'ultima promozione in B, note di buon augurio. 
Per squadra, tecnici e dirigenti è il momento di salire sul palcoscenico: impresa difficile, visto l'abbraccio entusiasta della gente. Tutti (mancavano Capone, Manoni, Deleonardis, Bussi e Silvestri) indossano l'ormai celebre t-shirt “I love Taranto”, contrassegnata sulle spalle da una frase che è diventata, ormai, un tormentone per il popolo tifoso: “Son tarantino e me ne vanto”, lanciata anche a livello nazionale dal presidente Blasi durante la sua partecipazione a “Quelli che il calcio”. Gli altoparlanti, intanto, trasmettono le note di “We are the champions”: non potrebbe esserci musica migliore... 
C'è spazio solo per i sorrisi, per le emozioni da memorizzare: Catania, per facilitarsi il compito, filma tutto con la videocamera. Uno per uno, tutti vengono chiamati sulla ribalta: c'è chi porta il figlio in braccio, come Deflorio, e c'è chi, nella confusione della serata, bacia i conduttori e saluta la più avvenente Chiappini con una stretta di mano. 
Tant'è. La classifica dei decibel e dell'esultanza se l'aggiudicano Mancini e Papagni (a entrambi il pubblico chiede a gran voce di restare in rossoblu), Deflorio e Blasi. Il massimo dirigente, in completo verde e sorriso smagliante, viene salutato dal coretto “U' presidè”. 
L'affetto dei tifosi è inarrestabile, canti e cori si alternano in un clima da torcida brasiliana. Sarà per questo che gli organizzatori hanno invitato le procaci ballerine del “Ginga Brasil”? E' la festa del Taranto, si dipinge da Carnevale di Rio. 
Giunge il momento delle premiazioni e delle interviste “singole” ai calciatori: Mancini ringrazia i tifosi e promette: «Resterò qui per giocare in C1». Non sembrano parole di circostanza, i supporters vanno in visibilio. La stessa sorte tocca ad Aldo Papagni, ormai beniamino riconosciuto dei tarantini. Anche il tecnico risponde «Si, voglio restare». E' presto per sapere se sarà accontentato, ma i tifosi presenti in piazza applaudono: è un plebiscito per il mister di Bisceglie. 
Manni, intanto, ringrazia la fortuna: la sua premiazione è ingentilita anche dalla presenza di Valeria Carlino, Miss Grand Prix e tarantina doc... 
E' il momento dell'abbraccio tra presidenti: Florido e Blasi rinunciano in fretta a palleggiare sul palco. Il numero uno della Provincia ringrazia sentitamente Blasi e ricorda: «Eravamo falliti, in appena un anno ci ha riportati in C1». Il massimo dirigente rossoblu ringrazia e promette «Un grande Taranto». 
La festa è agli sgoccioli, ormai: torna l'inno di Guitto a chiudere la serata. E' ancora il momento di festeggiare, è ancora il momento di sognare. 
La C1 è qui: la B chissà. Magari è dietro l'angolo. di Leo Spalluto17 giugno 2006

C'è Paris nel mirino
Esterno destro di difesa, classe '79, scuola Bari. Idea-Biancolino per l'attacco. Portiere: Pinna o Marconato. Ma prima va risolto il rebus-allenatore

Aldo Papagni, Giorgio Roselli, Fausto Silipo, impazza in città il toto allenatore. Nella giornata di oggi o al massimo lunedì la società rossoblù dovrebbe fare chiarezza su chi sarà il prescelto per pilotare il Taranto in serie C1. Mister Papagni spera logicamente in una meritata riconferma, ma alla finestra ci sono altri tecnici d'esperienza che attendono l'esito dell'imminente incontro tra il presidente Blasi e l'allenatore di Bisceglie, che salvo sorprese dovrebbe far registrare una fumata nera. Risolto il rebus della panchina si potrà mettere mano alla squadra. Diversi protagonisti dell'ultima stagione torneranno presto in città per firmare il rinnovo del contratto col club di via Umbria, ma sono annunciati anche numerosi arrivi per rendere il Taranto competitivo anche nel difficile torneo di C1. Il primo a vestire la maglia rossoblù potrebbe essere Rocco Roberto Paris, classe '79, esterno destro di difesa cresciuto nel Bari e nell'ultima stagione in forza al Lanciano, ma con alle spalle un'esperienza nel Martina. Ma nel mirino di Evangelisti ci sono altri calciatori tra cui il roccioso mediano del Martina Francesco Campolattano, corteggiato anche dal Manfredonia. Il Taranto lo aveva già richiesto a gennaio, ora però potrebbe prelevarlo a parametro zero. Ma l'attenzione della dirigenza rossoblù sarebbe concentrata soprattutto sull'attacco, reparto da rigenerare. Il sogno proibito era Giorgio Corona del Catanzaro che proprio ieri ha raggiunto l'accordo col Catania neo promosso nella massima serie. Difficilmente raggiungibile anche Evacuo, destinato a rimanere ad Avellino dopo il prestito alla Torres, più abbordabili, invece, Biancolino, in rotta proprio con l'Avellino, il mancino Mazzeo ex Nocerina (in parola con la Salernitana) e l'ex stabiese Castaldo, su cui sta premendo l'ambiziosa Cavese. Per il ruolo di portiere resta viva l'ipotesi Marconato, a cui il procuratore, Antonio Marrone vorrebbe far vestire la maglia del Taranto. In alternativa si segue l'esperto Pinna da diversi anni titolare nella Torres. di Enrico Sorace17 giugno 2006

Catania, l'altro pezzo pregiato
«Qui ho vinto, qui vorrei rimanere. È stata un'esperienza esaltante». Trentotto presenze per il fantasista siciliano. Lo vogliono Pescara e Salernitana

Trentotto presenze con la casacca rossoblù disputate ad ottimi livelli non sono passate inosservate agli occhi di alcune società di categoria superiore. Emanuele Catania è uno dei pezzi pregiati del Taranto. Il suo nome è già stato inserito nella lista delle probabili riconferme, ma nel frattempo sono giunte diverse richieste da alcuni club di serie B. «Il suo obiettivo, però, è quello di continuare a indossare la casacca del Taranto». Alessandro Cicchetti, procuratore dell'esterno siciliano, dribbla le sirene di mercato che vorrebbero Salernitana e Pescara sulle tracce del suo assistito. «Il Taranto gli ha dato la possibilità di lottare per un campionato di vertice in una piazza molto importante e lui l'ha sfruttata nel migliore dei modi. A fine mese ci incontreremo con i dirigenti e cercheremo un accordo per rinnovare il contratto». E se per le trattative bisognerà attendere ancora qualche settimana, Catania coglie l'occasione per tornare a parlare di una stagione ricca di emozioni e culminata con la promozione in C1. «Ho vinto il mio primo campionato ed esserci riuscito a Taranto ha un sapore particolare. E' stata un'annata esaltante, ma ricca anche di momenti difficili. Ripenso alle 4 sconfitte consecutive e ai giorni in cui ho temuto di gettare all'aria tutto ciò che avevamo raccolto. Di lì è partita la nostra cavalcata: il gruppo si è ricompattato, siamo venuti fuori da una crisi di risultati con umiltà e determinazione». Oltre ad aver raggiunto la C1, Catania è stato l'unico calciatore rossoblù a scendere in campo nelle 38 partite disputate in questa stagione. «Quando sono arrivato sapevo di non essere titolare. Ma ho accettato l'offerta di una società che stava allestendo un organico per puntare alla promozione. L'infortunio occorso a Campanile mi ha consentito di giocare dall'inizio, prima come trequartista e poi come seconda punta. Con Papagni, invece, abbiamo cambiato modulo e ho giocato spesso da esterno destro di centrocampo. Nel girone di ritorno il mio rendimento ha accusato una lieve flessione, coincisa con qualche problema fisico». Il tormentone di questi giorni riguarda la possibile riconferma di Aldo Papagni sulla panchina rossoblù. Catania sente di poter dare un consiglio. «Ripartirei da lui, ha fatto un ottimo lavoro. E poi nel calcio chi vince ha sempre ragione. Il suo apporto è stato fondamentale. Quando è subentrato la nostra condizione psicologica era precaria, ma è riuscito ad ottenere subito risultati positivi senza caricarci di eccessive tensioni. Dal punto di vista tattico, invece, ha scelto il modulo più congeniale alle caratteristiche dei calciatori che aveva a disposizione. Mi auguro che rimanga anche nella prossima stagione, ma la decisione finale spetterà alla società». di Fabio Di Todaro17 giugno 2006

Taranto in C1, bagno di folla
Ieri la festa sulla Rotonda. Premiati tutti i protagonisti

Un bagno di folla, tanti applausi e una serie di cori per i protagonisti della trionfale stagione che ha condotto il Taranto in C1. Dall'altra parte il fascino e la bellezza di Barbara Chiappini, la capacità di Mauro Pulpito di barcamenarsi in una scaletta non proprio ortodossa, la passione e la capacità di Gianni Sebastio di infiammare una piazza ribollente di tifo. La festa, organizzata dalla Provincia di Taranto, è iniziata poco dopo le 21, non appena la squadra (mancavano Bussi, Capone, Deleonardis, Manoni, Silvestri) ha raggiunto il Lungomare dopo aver compiuto un giro in barca tra il Mar Piccolo e il Mar Grande. Poi via ai cori: partendo dai soliti sfottò indirizzati ai «cugini» baresi, sino agli inviti rivolti al tecnico Papagni e al centrocampista Mancini di rimanere ancora in rossoblù. Via via tutti gli altri: da Deflorio a Pastore, da Mignogna (che nel prossimo campioanto giocherà in serie B con il Treviso) a De Liguori. Fino alla standing ovation rivolta al presidente Blasi. «U' presidè, u' presidè'» hanno intonato dalla piazza nel momento in cui il numero 1 della società di via Umbria è salito sul palco. Nelle battute finali dei festeggiamenti il presidente Blasi ha letto un messaggio ai tifosi. «È con grande emozione che, a coronamento di questa stagione, culminata con la nostra meritata promozione in C1, il mio abbraccio più caloroso a tutti i tifosi del Taranto. «Uniti si vince», ho ripetuto sovente in questi ultimi tempi e la partecipazione compatta e imponente del popolo rossoblù alla nostra avventura, ne è la dimostrazione lampante. Ringrazio tutti per il caloroso apporto fornitoci, per la forza che ci hanno saputo trasmettere, per la fiducia che hanno avuto nei nostri programmi. A tutti chiedo di rimanerci sempre vicini, anche nei momenti più difficili che, inevitabilmente, dovremo affrontare in futuro». di Fabio Di Todaro17 giugno 2006

Taranto, è qui la festa
Si svolge stasera alle 20.30, presso la Rotonda del Lungomare, la serata celebrativa organizzata dalla Provincia. Lunedì tutti a Palazzo di Città dal commissario Blonda

E' di nuovo festa. Taranto è pronta (e ha voglia) di festeggiare ancora la sua squadra di calcio. L'appuntamento è alle 20.30, alla Rotonda del Lungomare: migliaia di tarantini si riverseranno nel piazzale più grande del Borgo per applaudire i protagonisti in rossoblu.
Stavolta non ci sarà la tensione dei novanta minuti, la preoccupazione per un gol che non arriva, la felicità incontenibile per una rete segnata. Ci sarà soltanto da gioire, prestando attenzione a quanto avverrà sul palcoscenico predisposto dalla Provincia di Taranto (che organizza l'avvenimento).
Si alterneranno momenti di premiazione e di spettacolo, con la conduzione briosa e divertente di Mauro Pulpito, presentatore apprezzato a livello nazionale e super-tifoso del Taranto (già in passato protagonista di feste-promozione). 
Non mancherà un momento “internazionale” con le ballerine del “Ginga Brasil”, anche se l'evento più atteso sarà rappresentato dall'arrivo sul palco degli uomini della promozione.
Ci saranno tutti: il presidente Blasi di ritorno dall'Inghilterra, il tecnico Aldo Papagni proveniente da Coverciano (sta per conseguire il patentino di prima categoria), tutti i dirigenti e i calciatori.
«Celebreremo tutti insieme la vittoria del campionato - sottolinea il direttore generale Vittorio Galigani - . Sarà un momento di aggregazione piacevole ed importante: è bello vedere che i tarantini continuano a starci vicino, anche se è passato qualche giorno dalla vittoria contro il Rende. C'è un entusiasmo incredibile, persino superiore alle nostre attese».
La comitiva ionica inizierà a far baldoria ben prima delle otto e mezza di sera: anche quest'anno, infatti, si rinnoverà la tradizione del “giro in barca” di festeggiamento. Un gruppo di sponsor-tifosi ha messo a disposizione del Taranto l'imbarcazione “Lady Luna”. Tutti i rossoblu si ritroveranno nel pomeriggio di domani presso i Cantieri Greco: partirà così la prima “gita” della giornata sul Mar Grande. Punto d'arrivo sarà la rampa “Leonardo da Vinci”, dove giocatori e dirigenti troveranno alcuni bus, pronti a trasportarli nei pressi della Rotonda del Lungomare (orario previsto, attorno alle 21).
Sarà il momento clou della serata: un maxi-schermo proietterà le immagini di tutti i gol segnati nel corso della stagione e delle partite più significative. I giocatori saranno chiamati singolarmente sul palcoscenico, alla presenza del presidente della Provincia, Gianni Florido, e dell'assessore allo sport Mino Pozzessere, per ricevere la meritata medaglia d'oro celebrativa dell'ascesa in C1. Al termine dello spettacolo, il gruppo salirà nuovamente sulla “Lady Luna” per un altro giro in mare, con tanto di buffet e torta finale.
La pagina dei festeggiamenti, però, non si chiuderà oggi: in maniera molto più sobria (visti i tempi) anche il Comune ringrazierà il club del presidente Blasi per l'impresa compiuta. Il commissario straordinario dell'ente, Tommaso Blonda, ha invitato la squadra a Palazzo di Città. L'incontro si svolgerà lunedì mattina alle 10. di Leo Spalluto16 giugno 2006

Se salta Papagni, arriva Roselli?
Resta in piedi la possibilità della conferma dell'allenatore barese, ma la società jonica sembra orientata a cambiare "titolare" della panchina. Al Taranto piace anche Silipo. Coi calciatori Campolattano, Tozzi-Borsoli e Biancolino

Dopo cinque anni il centrocampista Francesco Mignogna saluta il Taranto e si accasa in B al Treviso, società con cui ha firmato un contratto biennale. E' la prima operazione di mercato del club di via Umbria che entro la fine di questa settimana dovrebbe sciogliere il nodo legato al tecnico chiamato a guidare i rossoblù in C1. Resta in piedi la possibilità della conferma di Aldo Papagni (sulle cui tracce c'è la Cisco Roma), uno dei principali artefici della promozione, ma la società del presidente Blasi appare sempre più orientata ad affidare la panchina ad un altro tecnico. Il candidato principale risponderebbe al nome di Giorgio Roselli, ex centrocampista del Taranto della fine degli anni ottanta, già allenatore del Varese e nelle ultime stagioni alla guida della Cremonese con cui ha ottenuto due promozioni di fila. La prima dalla C2 alla C1 (2003/2004), la seconda dalla C1 in B (2004/2005), prima di interrompere la sua avventura con i grigiorossi dopo undici giornate del campionato cadetto. Il tecnico umbro, che ha conosciuto il presidente Blasi a Milano in occasione dell'ultimo mercato di riparazione, tornerebbe volentieri a Taranto (dove lo attenderebbe un biennale), città a cui è rimasto fortemente legato dopo i suoi trascorsi calcistici. Sull'ex tecnico della Cremonese ci sono, comunque, un altro paio società di serie C, ma la panchina rossoblù, a quanto pare, rappresenterebbe la sua prima scelta. Ma resta percorribile la pista che conduce a Fausto Silipo, tecnico in partenza da Rende, che accetterebbe volentieri una proposta da parte del Taranto. Ancora bloccato, ovviamente, il mercato in entrata, anche se da giorni circolano le prime voci sui possibili obiettivi del Taranto in vista della prossima difficile stagione di C1. Ai nomi dei vari Riolo, Campolattano, Evacuo, Castaldo, Mazzeo e Morante si può aggiungere quello di Biancolino, punta di peso in partenza da Avellino. Assieme alla punta Tozzi-Borsoi, ex Torres. Capitolo portiere. Oltre a Pinna della Torres si guarda con molto interesse a Marconato della Pro Vasto, il cui procuratore, l'avvocato Antonio Marrone, attende di essere contattato dai dirigenti rossoblù. Sul forte estremo difensore sono piombate anche Salernitana, Manfredonia e Foggia, ma il calciatore e il suo agente sarebbero felici di chiudere la trattativa col Taranto. di Enrico Sorace16 giugno 2006

Mignogna al Treviso
«Pronto a guadagnarmi spazio in serie B». Contratto biennale. «Mi porto dietro il tifo dello Iacovone»

È il momento dei saluti. Adesso c'è l'ufficialità: dal prossimo campionato Francesco Mignogna, 54 presenze e 5 reti con la maglia del Taranto, giocherà in serie B con il Treviso. Il contratto biennale con la società veneta è stato sottoscritto tre giorni dopo aver conquistato la promozione in C1. «È il modo migliore per lasciare la squadra della mia città - commenta il trequartista tarantino. - Ho vissuto quattro anni - intervallati da una parentesi nella Primavera dell'Ancona, ndr - molto intensi ed era giunto il momento di cambiare aria. Rimpianti? Nessuno, ho sempre dato il massimo per la casacca rossoblù». GRANDE OCCASIONE- «A 22 anni ho avuto la possibilità di approdare in serie B. È una vetrina prestigiosa, ma non mi spaventa: cercherò di ritagliarmi uno spazio importante già a partire dal ritiro. Adesso mi godo una meritata vacanza, poi cercherò di vincere la mia scommessa: sfondare nel calcio che conta». IL RICORDO PIÙ BELLO - Francesco Mignogna non ha dubbi: «Sicuramente la promozione di 5 giorni fa. La inseguivo da troppo tempo, fino ad oggi avevo vissuto troppe esperienze negative. E poi non dimentico la partita allo Iacovone contro il Rende dello scorso campionato: la rinascita del calcio a Taranto è partita da quel successo conquistato dinanzi a 1003 spettatori». E QUELLO PIÙ BRUTTO- «La retrocessione in C2 contro la Fermana. Dopo essere stato ad Ancona, avevo esordito in serie C fino a raccogliere 12 presenze. Fu una brutta botta, seguita dal fallimento della precedente società e dalla mancanza di certezze per il futuro. Poi è arrivato Blasi e in un anno e mezzo abbiamo compiuto due miracoli: prima la salvezza e poi la splendida promozione di questa stagione». RINGRAZIAMENTI -«Li rivolgo a tutte le persone che hanno creduto nelle mie potenzialità. Quest'anno ho avuto qualche problema con l'ex allenatore (Marino), ma anche quella situazione è servita per farmi crescere. E se ho raggiunto questo traguardo è anche merito suo». Antonio Marrone, procuratore del calciatore, lancia un messaggio al suo assistito. «Spero che questa nuova avventura possa servirgli per dimostrare il suo vero talento. Il Treviso lo ha cercato già a gennaio ma allora il Taranto non volle cederlo. Adesso è giunto il momento di cambiare aria. Gli faccio un sincero in bocca al lupo». Il legale tarantino è anche l'agente di Massimo Marconato, numero uno della Pro Vasto e già sul taccuino del direttore sportivo Evangelisti. «Ho ricevuto numerose richieste, ma da Via Umbria non mi ha contattato nessuno. Io, comunque, sono pronto a trattare un suo eventuale trasferimento in rossoblù. Sarebbe una grandissima soddisfazione vederlo difendere la porta del Taranto». di Fabio Di Todaro16 giugno 2006

È il giorno della festa rossoblu
Tutto è pronto per questa sera nella suggestiva Rotonda del Lungomare. La Provincia di Taranto ringrazia la squadra ed il club di Blasi per la promozione in C1

Tutto è pronto per la festa rossoblù, in programma questa sera (ore 20,30) nel suggestivo ed ammiccante "palcoscenico naturale" qual è la Rotonda del Lungomare, promossa dalla Provincia di Taranto, per ringraziare il team rossoblù per la brillante promozione in C1. Centinaia di bandiere rossoblù sventoleranno in segno di giubilo. È veramente difficile anticipare il numero dei tifosi presenti. Sicuramente saranno tantissimi. A ciascun protagonista della straordinaria cavalcata, sarà riservata un'ovazione in segno di ringraziamento. Il presidente Florido consegnerà a tutti una medaglia da conservare nel cassetto a ricordo della straordinaria stagione. Il più acclamato sarà il presidente Gigi Blasi, l'uomo della rinascita del calcio tarantino. Non solo ha ripulito il «pallone» rossoblù togliendogli quelle impurità che lo avevano condotto diritto al terzo fallimento della sua storia quanto gli ha ridato credibilità agli "occhi" di Federcalcio e Lega di serie C. Quest'anno, per la seconda stagione consecutiva, i tifosi rossoblù non dovranno attendere le pericolose decisioni di Covisoc e Coavisoc e, soprattutto, le "sentenze" definitive del governo federale in merito alle ammissioni o meno al campionato di competenza. Interpretando i sogni ed i desideri dei tifosi ha già lanciato la quarta sfida, ha già proposto il quarto "paletto" della ringhiera del successo che si è prefisso di costruire in breve tempo: il raggiungimento dei playoff per la B. Al suo fianco ci saranno i due dirigenti riconfermati, il direttore generale Vittorio Galigani (punto di riferimento costante della società) ed il diesse Luca Evangelisti sulle cui spalle pesa l'onere di rinforzare la squadra per raggiungere l'importante obiettivo. Non mancherà Aldo Papagni, l'uomo del mezzo miracolo, il quale giungerà direttamente da Coverciano, sede nella quale prenderà il patentino di Prima categoria (potrà allenare squadre di A e B). Infine saranno presenti tutti componenti dello staff tecnico, giocatori ovviamente compresi. Mauro Pulpito condurrà la serata con il consueto garbo e la dovuta professionalità. Le ballerine del Ginga Brasil animeranno la serata con le tipiche musiche della loro terra che manderanno in visibilio la gente presente. I vari inni del Taranto solleticheranno l'orgoglio della tarantinità. Infine sarà allestito un maxischermo sul quale saranno mandate in onda le immagini di tutti i gol segnati in questa stagione. La parte del leone la farà naturalmente bomber Deflorio con le 17 reti firmate. di Giuseppe Dimito16 giugno 2006

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