Pastore, sì condizionato
Il difensore del Taranto ha congelato, in attesa del confronto con Blasi, ogni offerta:
«La priorità è per i rossoblu, ma non posso attendere oltre il 3 luglio»
Con quello di ieri siamo arrivati a diciannove. Tanti sono i giorni di attesa dei giocatori intercorsi dalla fine del campionato vinto nella finale contro il Rende; periodo parziale, perchè tale assenza di comunicazione dovrà prolungarsi di settantadue ore. Il tanto invocato 3 luglio è prossimo: in quella data si dovrà confrontarsi con i giocatori sui rinnovi dei contratti, ma si dovrà anche corrispondere il premio-promozione. Saranno giorni frenetici che potrebbero determinare anche numerosi addii.
Tra gli altri trepida Ivano Pastore. «Sapevo di dover attendere così tanto
- afferma il difensore campano - Non è una sorpresa per me. E' chiaro che non posso attendere in eterno. La priorità resta Taranto, ma ci sono delle questioni da chiarire».
Pastore, come tanti suoi compagni di squadra, ha ricevuto offerte che non possono essere tenute nel cassetto per molto altro tempo.
«E' vero qualche richiesta è giunta, ma io ho provveduto a congelare tutto. Io non posso, però, attendere in eterno. Se all'inizio della prossima settimana non si muoverà nulla, sarò costretto a rivolgere altrove le mie attenzioni».
Allora cosa potrà succedere tra una manciata di giorni. «Il presidente ha sempre detto che una società non si può affezionare ai giocatori. La stessa cosa può valere per noi. Poi gli accordi si possono trovare in poco tempo. L'anno scorso impiegai dieci minuti per aderire al progetto rossoblu. Se avvertirò delle ambizioni nei programmi futuri della società, sarei contento di fare ancora parte di questo ambiente. Papagni? Io l'avrei già confermato. Per lui parlano i numeri». Il tecnico barese non conosce ancora la sua sorte. Un bel risultato, però, l'ha ottenuto. Con un giorno di anticipo ha discusso, ieri pomeriggio a Coverciano, la sua tesi ed ha conseguito il patentino di Prima Categoria. Un premio per due settimane vissute con grande intensità ed impegno.
Nonostante un mercato apparentemente senza sussulti, non si esauriscono le voci intorno al Taranto. Innanzitutto c'è da segnalare un rinvio della vicenda legata a Manuel Mancini. Il ds Evangelisti e il procuratore del calciatore, Lionello Manfredonia avrebbero raggiunto un accordo per non affrettare i tempi in attesa di conoscere l'evolversi del mercato. Il contratto scade nel 2007 e non c'è l'urgenza di chiudere una trattativa che parte da un presupposto: la volontà del giocatore di restare in rossoblu.
In entrata si rincorrono le indiscrezioni. Oltre ai nomi fatti nei giorni scorsi, si sarebbero aggiunti anche quelli dei centrocampisti Ciro Danucci, Carmine Giordano e Michele Cazzarò. L'ultimo nome accostato alla società rossoblu, per quello che riguarda il settore d'attacco, sarebbe l'attaccante Luigi Di Pasquale già cercato dal Taranto, con tentativi reiterati, nel 2004.
Da segnalare come l'inchiesta di Calciopoli, alla cui apertura ha contribuito con le sue dichiarazioni l'ex patron ionico, Ermanno Pieroni, sfiori anche il calcio ionico. Proprio il dirigente marchigiano, in alcune sue deposizioni apparse in larghi stralci su quotidiani nazionali, fa riferimento al famigerato Taranto-Catania del 9 giugno 2002 per mettere in evidenza la potente influenza della famiglia Gaucci nel mondo del pallone.
di Luigi Carrieri30
giugno 2006
Videosorveglianza allo "Iacovone"
Lo ha deciso ieri mattina la commisione di vigilanza
Lo "Iacovone" avrà l'impianto di videosorveglianza. Consiste nell'installazione di una serie di telecamere, dirette verso l'interno e l'esterno dello stadio, che dovranno controllare tutto quanto avverrà nel corso di ogni partita. Lo ha deciso ieri mattina la Commissione di Vigilanza, la quale ha stabilito, altresì, che dovranno effettuarsi i lavori di perimetrazione dell'intera struttura. Sarà il Comune di Taranto che dovrà farsi carico di reperire i fondi e la ditta che dovrà realizzare i lavori. Per il massimo ente cittadino era presente la sub-commissaria, Maria Cristina Iaculli, mentre per il Taranto c'era il direttore generale, Vittorio Galigani. Con queste due prime decisioni, si è compiuto un primo importante passo in avanti verso l'adeguamento dello stadio al Decreto Pisanu che dovrà avvenire entro il 31dicembre venturo. Ora bisognerà pensare alla sistemazione dei tornelli elettronici, delle due zone da adibire al filtraggio, alla numerazione di tutti i posti dello stadio ed all'ingaggio degli «stewards» da adibire al controllo dell'intera tifoseria sotto lo «sguardo» vigile del funzionario di Polizia di turno. A Perugia, intanto, è stato operato Cristian Mortari. L'intervento, durato una quarantina di minuti, è stato effettuato dal prof. Cerulli e dal dott. Petrocelli. Il medico jonico: «Abbiamo ricostruito il crociato anteriore del ginocchio destro ed in più abbiamo ripulito il menisco che presentava qualche lesione al collo posteriore. Il ragazzo ha già iniziato i primi esercizi riabilitativi. Ritengo che potrà ritornare a disposizione della squadra fra tre mesi circa. Dovrà soltanto saltare il ritiro estivo». Da oggi Sirio Silvestri effettuerà il conto alla rovescia. La lunga squalifica per il famoso caso della furosemide inflittagli dalla Caf scadrà il 31 luglio venturo. Il centrocampista siciliano farà sicuramente parte della rosa che partirà fra quindici-diciotto giorni al massimo per il ritiro di Penne. Potrà essere ufficialmente impiegato il 13 agosto venturo nella prima gara di Coppa Italia Tim (per intenderci comprende formazioni di serie A e B). In Abruzzo ci sarà anche Manolo Manoni, che sta compiendo passi da gigante nella fase riabilitativa. A detta del dott. Petrocelli potrà sicuramente partecipare all'intero lavoro unitamente agli altri compagni.
di Giuseppe Dimito30
giugno 2006
Taranto, è Danucci l'obiettivo
Mancini prolunga il contratto: intesa già raggiunta
La notizia del giorno è l'interessamento del Taranto per il centrocampista di Carosino Ciro Danucci, classe '83, nell'ultima stagione in forza alla Sangiovannese (ha disputato i playoff), ma con positive esperienze anche a Martina e Reggio Emilia. Sul giocatore di proprietà del Catania da qualche giorno c'è il Gallipoli, disposto a prelevarlo in comproprietà, ma nella trattativa si sarebbe inserito prepotentemente il Taranto, intenzionato a strapparlo al club di Barba. Danucci e il suo procuratore sono stati convocati in città dai dirigenti rossoblù per provare a raggiungere un accordo col placet della società etnea. Il talentuoso centrocampista, cresciuto calcisticamente proprio nel Taranto, piace parecchio al diesse Evangelisti ma anche al presidente Blasi, che lo ha già avuto alle sue dipendenze ai tempi del Manduria. Sembra ben avviata, invece, la trattativa per portare in rossoblù l'esperto attaccante Gianni Califano ex Giulianova. Resta da limare ancora qualche piccolo dettaglio tra le parti. Il Taranto starebbe seguendo un altro attaccante, un ariete abile anche nel gioco aereo. Si parla del barese Luigi Di Pasquale, classe '80, che negli ultimi anni ha vestito le maglie di Gallipoli, Brescia e Perugia. Il poderoso centravanti ha trovato poco spazio in Umbria a causa di un infortunio che lo ha costretto a uno stop di cinque mesi. Si vocifera anche di Pellicori, ma sulla punta leccese del Piacenza sta lavorando il Perugia. Sul fronte conferme Manuel Mancini e il Taranto si sono detti praticamente sì per altri quattro anni. I vertici del Taranto avrebbero trovato un'intesa col procuratore Lionello Manfredonia sul prolungamento del contratto da ratificare la prossima settimana. Ora tocca a Caccavale, Pastore, De Liguori, Catania e Deflorio, elementi di peso, attorno a cui la società di via Umbria vuole costruire la squadra per puntare ai playoff. Ma resta da assegnare ancora la panchina. Papagni oggi discute la tesi a Coverciano e da domani sarà disponibile per l'atteso confronto con Blasi. In preallarme restano sempre Roselli e Silipo. di Enrico Sorace30
giugno 2006
Iacovone, intesa ma...
Incontro ieri mattina tra il presidente del Taranto, Gigi Blasi e il Commissario del Comune, Tommaso Blonda. Nessuna firma, ma emerge la volontà di affrontare il problema-stadio
Un accordo ancora non c'è: per ora bisogna accontentarsi della volontà comune di affrontare il problema. L'incontro di ieri mattina a Palazzo di Città, con oggetto lo stadio Iacovone, tra il presidente del Taranto, Gigi Blasi e il Commissario del Comune, Tommaso Blonda ha fatto registrare un piccolo passo in avanti. Non ci sono, per ora, firme su contratti; la convenzione per l'utilizzo dell'impianto sportivo non è stata ratificata. I margini per essere ottimisti, però, ci sono ugualmente.
Il confronto tenuto dalle parti nell'ufficio del Commissario Blonda è durato circa un'ora e mezza. Un colloquio franco e soprattutto lungo, anche perchè, come evidenziato dai convenevoli iniziali, i due personaggi si incontravano per la prima volta e avevano bisogno di “familiarizzare”. Dopo aver toccato i vari argomenti sul tappeto, Blasi e Blonda sono usciti dalla stanza con animo piuttosto sereno.
«Abbiamo prefigurato un percorso comune - ha tenuto a precisare Tommaso Blonda -
Lunedì prossimo terremo un sopralluogo allo Iacovone: il nostro ufficio tecnico d'intesa con il direttore generale Galigani cercherà di capire qual è lo stato dell'impianto, quanto occorre spendere e come bisognerà intervenire per adeguare lo stadio secondo le norme previste dalla legge. Questo mi sembra un fatto essenziale. Strada facendo troveremo con la Taranto Sport una formula contrattuale che possa andare bene per le parti. C'è da comprendere anche le esigenze della società rossoblu ed è probabile che di volta in volta si trovino dei punti in comune sulle cose da fare a livello economico».
Sul nodo del contributo Ilva, invece, diversi sono stati gli atteggiamenti tenuti. Blonda è apparso sintetico e abbottonato.
«E' un argomento che avremo modo di chiarire con il Taranto». Più diretto il presidente ionico che era accompagnato dal ds Luva Evangelisti e il dg Vittorio Galigani.
«L'anno scorso il contributo ci fu versato per intero; quest'anno, invece, dopo la delibera di febbraio, non abbiamo visto nulla. Spero che la situazione si possa sanare anche perchè in bilancio c'è una voce che occorre chiudere. Quando otterremo il finanziamento diremo grazie come abbiamo fatto l'anno precedente».
La sensazione è che, nonostante la generale prudenza, chi sia più soddisfatto dell'incontro sia proprio il massimo dirigente rossoblu. Le dichiarazioni post-confronto sono limpide.
«Sono contento, era quello che volevamo - ha puntualizzato Blasi - Abbiamo incontrato una persona con idee chiare. Lavoreremo per fissare i paletti necessari per affrontare il problema. Serve innanzitutto alla città mettere le cose a posto anche perchè il Decreto Pisanu ci impone di regolarizzare lo Iacovone entro il 31 dicembre. Altrimenti non si potrà più giocare. Voglio ribadire che non ci sono interessi privati in ballo. Andiamo avanti nell'interesse della tifoseria rossoblu».
A sottolineare come l'argomento Iacovone sia di stretta attualità, il direttore generale Vittorio Galigani sarà questa mattina in Prefettura per un incontro con la Commissione di Vigilanza. Si discuterà di messa a norma dell'impianto sportivo.
di Luigi Carrieri29
giugno 2006
"Iacovone", si cerca l'intesa
Ieri l'incontro tra Blonda e Blasi. Lunedì sopralluogo
Stadio "Iacovone": Comune e Taranto Sport hanno tracciato ieri il percorso da seguire per risolvere definitivamente ogni aspetto legato all'utilizzo e alla sicurezza dell'impianto. All'incontro di Palazzo di Città, durato circa tre ore, hanno partecipato per l'ente pubblico il Commissario Prefettizio Tommaso Blonda ed il funzionario delegato De Luca; per la società rossoblù il presidente Luigi Blasi, il direttore generale Vittorio Galigani ed il diesse Luca Evangelisti. Si è deciso, di comune accordo, di effettuare lunedì mattina un sopralluogo allo stadio per verificare i lavori di cosiddetta ordinaria amministrazione: sistemazione degli spogliatoi, dell'impianto elettrico, dei servizi igienici e quant'altro. Dopodicché verranno decisi i vari interventi economici da effettuare. Il dott. Blonda ha in animo di metter mani anche ai lavori di adeguamento dello Iacovone al Decreto Pisanu; ma anche in questo caso i tempi si conosceranno dopo il sopralluogo di lunedì. Nel corso della riunione si è parlato dei 200mila euro deliberati dalla giunta uscente a febbraio scorso quale contributo offerto dall'Ilva alla città e, successivamente, girati alla Taranto Sport. Si è appreso che la somma non è stata ancora versata nelle casse comunali e, quindi, non può essere stornata alla società rossoblù. Il Comune si attiverà affinché quei soldi possano affluire in tempi brevi. La situazione, dunque, è ancora fluida. Quando sarà chiarita in tutti i suoi aspetti, Comune e Taranto Sport torneranno a rivedersi ed a firmare il contratto d'uso dello stadio. Ma all'orizzonte c'è un altro impegno burocratico che attende la società rossoblù. Questa mattina (ore 9) è previsto un incontro in Prefettura dinanzi alla Commissione di Vigilanza. Si riparlerà dello Iacovone che non è stato ancora adeguato al Decreto Pisanu. Vi parteciperà Vittorio Galigani, ma sarà presente anche un funzionario del Comune. Ricordiamo che al maggior ente cittadino spetterà l'onere di fornire lo stadio dei tornelli elettronici (un robusto deterrente per i biglietti falsi), dell'impianto di videosorveglianza, del doppio sbarramento necessario per le operazioni filtraggio da parte delle Forze dell'Ordine. Alla società di via Umbria, invece, toccherà disegnare ogni settore dello stadio dei numeri corrispondenti al biglietto in possesso di ciascun spettatore ed istituire il servizio degli
"stewards" i quali, sotto il diretto controllo del funzionario di Polizia preposto, dovranno osservare i tifosi presenti al fine di assicurare l'ordine pubblico. Sull'intera questione la giunta uscente presentò un progetto che venne approvato dalla stessa Commissione; ma non si procedette alla sua fase di realizzazione. La
"patata bollente" è ora ricaduta sulle spalle del Commissario Prefettizio che dovrà trovare i fondi per la sua realizzazione. La promozione in C1 e, soprattutto, le interessanti prospettive che si stanno prefigurando (disputa dei playoff per la B) sono situazioni che necessitano di interventi importanti delle parti interessate. di Giuseppe Dimito29
giugno 2006
Pastore e Caccavale in partenza?
Ultimatum del procuratore: «Rinnovo entro domenica o vanno via». L'avv. Prete:
«Salernitana, Gallipoli e Perugia sulle tracce dei difensori». Papagni si allontana
Questione tecnico: zero novità, ma un segnale forte lanciato ieri dal presidente Blasi dopo l'incontro al Comune per la questione stadio:
«Papagni ha l'uno per cento di possibilità di rimanere sulla panchina del Taranto». Un depistaggio o l'anticamera della separazione? Lunedì o martedì conosceremo la verità. In alternativa a Papagni si fanno sempre i nomi degli esperti Roselli e Silipo, con Rizzo eventuale terzo incomodo (ingaggio e curriculum non giocherebbero a suo favore). Ma è anche il mercato a catturare la curiosità dei tifosi. L'attacco è il reparto su cui si starebbe muovendo in questi giorni il diesse Evangelisti. Di Gennaro della Lucchese rappresenta il sogno proibito ma per strapparlo al club toscano serve una vagonata di euro che il Taranto non sembra pronto a investire; decisamente più agevole l'operazione Califano ex Giulianova con cui è in corso la trattativa. Il 35enne attaccante nativo di Pagani (assistito da Fulvio Frangiamone) sarebbe pronto a firmare un annuale con la società rossoblù, che avrebbe battuto la concorrenza di Monza e Padova. Per l'ex giuliese un ricco curriculum alle spalle e tanti gol in serie C1 realizzati soprattutto in Abruzzo, ma anche una carta d'identità pesante. Califano si andrebbe ad aggiungere ad Ambrosi (34 anni) legato contrattualmente al Taranto e probabilmente a Deflorio (36 anni) che la proprietà ha intenzione di confermare per un attacco da centocinque anni complessivi, troppi soprattutto in previsione di un campionato duro e tirato come quello di C1. Sempre in entrata il Taranto avrebbe in mano il giovane centrocampista argentino Cejas ex Giugliano che Maglione e Dellisanti vorrebbero portare a Potenza. Ma il giocatore, a lungo inseguito dal Brescia, gradirebbe di più la C1. Resta aperto il discorso per Paris, Campolattano, Preite, Procopio, Togni e Morante, mentre sfuma del tutto Colombaretti, sulla via di Foggia. Accantonata anche la pista Giampaolo. Qualche annuncio è atteso per la prossima settimana. Ma ci sono altre novità. Oltre a Papagni che conta i giorni che lo separano dall'incontro decisivo col presidente Blasi, attendono una convocazione in sede anche i calciatori in odore di riconferma, tra cui Pastore, Caccavale, De Liguori, Mancini e Deflorio. I due difensori centrali hanno molto mercato in C1, ma la priorità resta il Taranto, anche se il procuratore Prete ci tiene a fare chiarezza:
«Col Taranto bisogna trovare l'intesa entro e non oltre la fine di questa settimana, altrimenti mi riterrò libero di piazzare altrove i miei due assistiti. Caccavale è richiesto da Perugia e Gallipoli, Pastore invece potrebbe finire al Gallipoli o alla Salernitana, tutte società che hanno avanzato offerte importanti». L'avvocato Prete lancia un ultimatum al Taranto che vuol blindare anche Mancini, il cui manager Manfredonia è atteso in città nelle prossime ore per discutere approfonditamente del contratto del promettente centrocampista rossoblù. C'è in ballo il rinnovo fino al 2010 con relativo ritocco dell'ingaggio, aspetto quest'ultimo su cui ci sarà da discutere. Sempre in uscita il mediano Bussi, rientrato alla Viterbese per fine prestito, si starebbe accordando col Padova. Gori è destinato a rimanere ma quasi certamente come riserva di Marconato, mentre Micallo e Manni potrebbero essere utilizzati come pedine di scambio. Infine da segnalare un'operazione minore: tre elementi della berretti, il portiere Lucaselli, il difensore Taurino e il centrocampista Magno passano in prestito al Francavilla Fontana ambiziosa società di Eccellenza.
di Enrico Sorace29
giugno 2006
Taranto ok, iscritto alla C1
La documentazione è stata consegnata ieri mattina dal dg Galigani negli uffici della Lega di Firenze. Stamattina vertice Blasi-Blonda per la vicenda-stadio
E' stato, spesso, uno scoglio difficile da superare. Adesso è quasi un adempimento di routine, completato in fretta e senza problemi.
Ieri mattina, alle 8 in punto, il Taranto ha regolarizzato l'iscrizione al prossimo campionato di C1 negli uffici della Lega di Firenze. Con ben undici ore di anticipo rispetto al limite fissato per le ore 19: anche se non si tratta più di un termine perentorio. La mancata presentazione dei documenti non comporta più l'automatica esclusione dai campionati di competenza: sfocia, al massimo, in penalizzazioni che si ripercuoteranno sulla classifica del prossimo campionato.
Sono faccende, comunque, che non riguardano più il club ionico: il Taranto è ok, il direttore generale Vittorio Galigani ha raggiunto FIrenze nella tarda serata di venerdì (complici alcuni contrattempi) e si è presentato negli uffici di via Po all'orario d'apertura. Sorprendendo persino i primi impiegati che giungevano in Lega.
Il voluminoso faldone consegnato dal dirigente rossoblu conteneva tutte le carte richieste: la fideiussione, il pagamento della tassa di iscrizione, la presentazione delle ricevute liberatorie (raccolte con largo anticipo da calciatori e tecnici), la certificazione dell'attività del settore giovanile, il certificato di disponibilità dell'impianto sportivo. Soddisfatti anche gli adempimenti nei confronti della Covisoc: il team ionico può gonfiare il petto e guardare il futuro con serenità.
«Aver completato la pratica-iscrizione prima dei termini
- osserva il dg Galigani - è motivo di contentezza non solo per noi, ma per l'intera città. Abbiamo ricondotto il calcio tarantino nell'alveo della normalità, mentre tante altre società rischiano di crollare».
La questione stadio
La disponibilità dello “Iacovone” è ormai un fatto acclarato. Ma la questione-stadio tornerà alla ribalta stamattina: alle 12.30 il commissario del Comune di Taranto, Tommaso Blonda, riceverà a Palazzo di Città la dirigenza rossoblu, guidata dal presidente Luigi Blasi.
Nel corso della scorsa settimana, ad un certo punto, le parti erano apparse distanti: il commissario Blonda, prima di procedere al rilascio della certificazione di disponibilità della struttura, aveva chiesto alla Taranto Sport il pagamento dei canoni pregressi e la firma di una nuova convenzione.
Nella mattinata di giovedì 22 giugno, invece, la situazione si era sbloccata, grazie ad un incontro tra il dott. Giuseppe De Luca, nuovo dirigente dell'area tecnica-amministrativa del Comune, il geometra Enzo Piccolo e lo stesso Galigani.
Nel corso della riunione, le parti si erano date appuntamento a breve termine per definire una volta per tutte la questione. E il momento è arrivato. Il Taranto confida in un sollecito intervento dell'amministrazione locale teso all'adeguamento dello Iacovone (mancano, tra l'altro, la perimetrazione semi-fissa e fissa dei settori, il controllo dei varchi e l'installazione dell'impianto di video-sorveglianza).
Il club ionico, dal canto suo, è pronto ad approntare il servizio-steward, la numerazione dei posti in tutti i settori dello stadio, ad adeguare il sistema dei biglietti nominativi e a provvedere alla manutenzione ordinaria del servizio di video-sorveglianza. Da Palazzo di Città, invece, si auspica il raggiungimento di una intesa complessiva.
I segnali del giorno prima inducono all'ottimismo: «Abbiamo riscontrato - sottolinea Galigani - un clima estremamente collaborativo». Ma nel corso dell'incontro odierno si parlerà anche del contributo Ilva: 200.000 euro deliberati dalla Giunta Di Bello ormai decaduta e mai liquidati alle casse ioniche. In proposito il Taranto non fa previsioni: i vertici, innanzitutto, vogliono capire che cosa accadrà.
Tra tanti impegni in calendario, si avvicina anche l'ora di tornare a parlare di questioni tecniche. Non prima dell'inizio di luglio, però: concetto stabilito da tempo dal presidente Blasi e ribadito anche ieri, come potete leggere anche in altra parte della pagina, nel corso di un summit in quel di Manduria. di Leo Spalluto28
giugno 2006
Idea Di Gennaro per i gol
Piace l'attaccante di origini napoletane della Lucchese (C1). Manfredonia a Taranto per il contratto di Mancini
Il mercato del Taranto decollerà la prossima settimana, dopo l'annuncio del tecnico che siederà sulla panchina rossoblù in C1. C'è grande incertezza attorno al nome dell'allenatore che sceglierà il presidente Blasi, anche se stando alle indiscrezioni, la società starebbe seguendo una strategia ben precisa che dovrebbe portare alla conferma di mister Papagni. La volontà di volersi affidare a un tecnico esperto della C1 (Roselli? Silipo?) sarebbe finalizzata a mitigare le eventuali pretese di Papagni che attende con ansia l'incontro con Blasi programmato per lunedì della prossima settimana. Se il tecnico di Bisceglie condividerà, come sembra, il programma per la prossima stagione accettando l'offerta economica annuale, strapperà la conferma, altrimenti sarà rottura. Sul fronte mercato Evangelisti si muove in varie direzioni. Il ds avrebbe incassato una serie di disponibilità da parte di diversi calciatori pronti a sposare il progetto Blasi. Secondo voci provenienti dalla Toscana, il Taranto sarebbe vicinissimo all'acquisto dell'attaccante Francesco Di Gennaro, classe '82, nell'ultima stagione protagonista nel girone B di C1 prima con la maglia del Lanciano e da gennaio con quella della Lucchese. Sedici i gol realizzati dalla promettente punta di origini napoletane, che rappresenterebbe un investimento mirato anche per il futuro. Dovrebbe essere l'ex bomber rossonero il primo tassello del nuovo Taranto, intenzionato a ripartire da alcune conferme importanti come quelle di Pastore, Caccavale, De Liguori, Deflorio e Mancini. I primi quattro, per le notizie di mercato circolate negli ultimi giorni, sarebbero stati contattati telefonicamente da Evangelisti, che li avrebbe invitati a prendere tempo con le altre società, in attesa dell'appuntamento col presidente Blasi fissato per l'inizio della prossima settimana. Per Mancini, invece, si attende l'esito dell'incontro tra il suo procuratore Manfredonia e il massimo dirigente rossoblù. I due, secondo quanto confermato dallo stesso giocatore, potrebbero vedersi già nella giornata di oggi per prolungare il contratto del centrocampista fino al 2010. Da segnalare, infine, il sondaggio della Massese (C2) per il centrocampista Silvestri.
di Enrico Sorace28
giugno 2006
Ora Silvestri può rivedere la luce
Il centrocampista siciliano, bloccata dalla furosemide, piace anche alla Massese. La squalifica scade il 31 luglio.
«La mia volontà è quella di restare»
La voglia di tornare a giocare lo ha spinto a riprendere gli allenamenti appena quattro giorni dopo aver centrato la promozione in C1. Sirio Silvestri, adesso, vede la luce in fondo al tunnel. Dopo un percorso tortuoso, fatto di ricorsi in aule giudiziarie (prima vinti e poi persi) e di tanta amarezza dovuta al caso Furosemide che lo ha costretto ai margini del campo per quasi tutta la stagione.
«Sto lavorando per tornare un calciatore vero
- afferma il centrocampista dalla sua residenza siciliana -,
non ho altro tempo da perdere. Quest'anno, purtroppo, ho giocato appena quattro partite, ma a livello di gruppo abbiamo ottenuto un grande risultato».
Gli ultimi dieci mesi di Silvestri sono stati un calvario: prima la revoca della squalifica da parte della Commissione Disciplinare, poi il verdetto nuovamente (e irrevocabilmente) ribaltato dalla Caf. A fine stagione, poi, è giunta la beffa: la squalifica, che sarebbe dovuta terminare il 20 maggio, è stata prorogata fino al 31 luglio.
«Credevo di poter partecipare almeno ai playoff, poi hanno infranto anche questo mio desiderio. Ma ciò che conta è aver vinto il campionato, esaudendo la richiesta della nostra società. E per me, che gioco con questa maglia da due anni, la soddisfazione è maggiore se ripenso alla salvezza conquistata a Ragusa l'anno scorso. Sono due risultati straordinari, di cui mi sento partecipe allo stesso modo». Adesso incombe il futuro. Unica ciambella di salvataggio per Silvestri, alla quale si è aggrappato nei momenti più difficili, quando allenarsi quotidianamente e vedere le partite dalla tribuna iniziava ad essere un peso eccessivo da sostenere. «E' stato fondamentale il sostegno della mia famiglia, che mi ha sempre invitato a stringere i denti e a non abbattermi; e quello della società, che non mi ha mai fatto mancare la fiducia. Con il presidente Blasi abbiamo parlato spesso, ha sempre espresso la sua stima nei miei confronti e la volontà di riconfermarmi una volta terminata la squalifica. Ma bisognerà vedere quale sarà la strategia di mercato. Partendo dall'allenatore: se dovesse rimanere Papagni non ci sarebbero problemi, lo conosco da tanti anni e so che farebbe di tutto per trattenermi. Ma l'ho sentito qualche giorno fa e mi ha detto di non avere alcuna certezza». Tra i calciatori, intanto, c'è chi vorrebbe conoscere il proprio destino senza attendere la data del 3 luglio.
«Ma è normale, - prosegue Silvestri -
soprattutto quando si parla di atleti svincolati. Abbiamo vinto un campionato e, come logica conseguenza, le offerte da parte di altri club non mancano (alle sue prestazioni sarebbe interessata la Massese, ndr).
La mia volontà, comunque, è quella di rimanere a Taranto. Il peggio è quasi definitivamente alle spalle e sarei onorato di poter riprendere a giocare con la casacca rossoblù».
di Fabio Di Todaro28
giugno 2006
Moggi piange in tv a Ballarò
L'ex direttore generale della Juve, al centro dello scandalo calcio, si racconta nel programma Rai.
«Una cattiveria incredibile, hanno distrutto la mia famiglia»
«Sono qui per rispetto della mia famiglia, della Juve e dei milioni di tifosi che gioivano della forza della squadra. Non sono venuto a difendermi, ma la cattiveria di questo periodo ha dell'incredibile ed ha distrutto la mia famiglia». Sono le prime parole, che hanno preceduto le lacrime, pronunciate da Luciano Moggi in un'intervista con il conduttore di "Ballarò" Giovanni Floris.
«Penso alla famiglia di mio figlio - ha proseguito l'ex dg della Juve- l'hanno messa in crisi, laddove c'era la gioia di vivere adesso c'è il dolore». Alla domanda su quale fosse l'attuale lavoro di Moggi, l'interessato ha risposto con "studio" prima di precisare di non essere stato licenziato dalla Juve.
«No, ho dato io le dimissioni sia dal consiglio di amminstrazione che come direttore generale e da quell'ordinamento in cui non mi ritrovavo più».
Moggi spiega anche perché ha ritenuto di non dover comparire da Borrelli.
«Non è una mancanza di rispetto nei confronti della Federcalcio e di Borrelli, non ritenevo plausibile fare l'interrogatorio anche perché Giraudo ha detto le cose che avrei detto io». Infine l'amarezza:
«In queste settimane sono state messe in piedi persino delle rubriche, dipingendomi come il colpevole prima ancora del processo», ha detto ancora Moggi.27
giugno 2006
Pessotto giù dal tetto della sede Juve: è grave
Gli inquirenti ritengono che possa aver tentato il suicidio. L'ex
calciatore ha riportato fratture multiple ma non è in pericolo di vita. Aveva un rosario in mano.
Pessotto era preoccupato e depresso per motivi legati alla sua salute
L' ex giocatore e ora dirigente della Juventus Gianluca Pessotto, 35 anni, è precipitato da da un abbaino del tetto della sede della Juventus, a Torino. . Il calciatore aveva un rosario in mano.
E' stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale Molinette: ha riportato fratture multiple ed è in prognosi riservata. Sottoposto a intervento non invasivo a causa di un'emorragia interna. A detta dei medici non rischia la vita.
La dinamica. Pessotto era stato nominato poche settimane team manager dalla nuova dirigenza della Juventus e, come ogni mattina, si era recato nel suo ufficio della sede bianconera, in corso Galileo Ferraris, nell'elegante quartiere torinese della Crocetta. Poco dopo è avvenuto l'incidente. L'ex terzino della Juventus e della Nazionale era solo nel suo ufficio al secondo piano. Alcune circostanze fanno propendere gli inquirenti per l'ipotesi che Pessotto abbia tentato di togliersi la vita: Pessotto è infatti salito fino a un abbaino, stringendo tra le mani un rosario e da lì è precipitato gettato nel cortile interno. Dapprima è finito sull'Alfa 147 del vicepresidente dimissionario Roberto Bettega che era lì parcheggiata, poi e' rimbalzato su una Lancia Phedra che era a fianco ed è quindi finito a terra. Un urto provvidenziale che ha attutito l'impatto violento della caduta ed evitato lesioni ancora peggiori. Scattato l'allarme, è stato trasportato con un'ambulanza del 118 al pronto soccorso di chirurgia delle Molinette.
Le ipotesi. Ma se fosse stato davvero un tentativo di suicidio, che cosa lo avrebbe spinto a farlo? Tra le voci, ma che non hanno trovato ancora conferma, vi è quella che Pessotto nelle ultime settimane fosse preoccupato e depresso per motivi legati alla sua salute. Uno degli obiettivi dell'inchiesta della procura di Torino, che è condotta da due pm, sulla caduta di Gianluca Pessotto è verificare se l'ex calciatore avesse qualche malattia. Pessotto non è mai stato coinvolto in indagini sul doping. Il suo nome, però, è stato ripetuto più volte nel processo per la somministrazione di farmaci ai giocatori della Juventus: in particolare era stato l'andamento dei suoi valori sanguigni ad incuriosire gli inquirenti, alla ricerca di possibili casi di somministrazione "blanda" di eritropoietina. Era anche stato interrogato durante il processo.
Sbigottimento tra gli azzurri. Fabio Cannavaro ha appreso dell'incidente di Gianluca Pessotto mentre era in conferenza stampa a Duisburg. Il capitano azzurro ha subito interrotto l'incontro con i giornalisti. E' stato vice capo ufficio stampa della Figc Stefano Balducci ad avvisarlo. I difensore azzurro, visibilmente scosso, si è alzato ed è andato via.
"Sono sconvolto, Pessottino è l'uomo più buono di questo mondo", ha detto.
"Era qui con noi l'altro giorno - ha detto Marco Materazzi - cosa è successo ora?". Il difensore ha poi espresso l'augurio di tutto il gruppo.
"E' un nostro amico, molti di noi hanno giocato con lui in Nazionale. Io lo conosco personalmente. L'augurio è che si riprenda presto, senza alcun danno. Noi azzurri gli siamo vicini".27
giugno 2006
Papagni, conferma in ribasso
L'ampio periodo di vuoto e incertezza gioca a favore di un divorzio
Le dichiarazioni del presidente Blasi di questi ultimi giorni sono state sintomatiche. Sia per quello che riguarda la volontà di rispettare i tempi tecnici da lui fissati in precedenza, ma soprattutto nel modo di concepire il calciomercato.
Bisognerà verificare lo stato finanziario delle varie società e poi cercare di intervenire in modo mirato. E poi c'è la questione relativa ad Aldo Papagni. L'incontro tra l'allenatore barese e la dirigenza ionica non c'è stato. Tutto rinviato alla prossima settimana dopo che il 50enne tecnico avrà discusso (venerdì 30) la tesi per conseguire il patentino di Prima Categoria.
L'impressione, in senso oggettivo, è che il connubio non sia destinato a durare. Questo ampio periodo di vuoto e incertezza, gioca a favore di un divorzio. A meno che il faccia a faccia, che prima o poi si richiederà, non determini un capovolgimento. Papagni è stato ritenuto un bravissimo gestore, abilissimo nel mantenere gli equilibri nello spogliatoio, ma si ha qualche perplessità nell'affrontare il un campionato di vertice in C1.
Le quotazioni di nominativi alternativi fatalmente non possono che impennarsi. Roselli, Silipo, Rizzo restano alla finestra, almeno con le loro ombre. Poi, l'abbiamo detto più volte, non è escluso il colpo a sorpresa.
Sul fronte giocatori non si registrano novità. In settimana è previsto un incontro tra la dirigenza rossoblu e Lionello Manfredonia, il procuratore di Manuel Mancini. Stando alle dichiarazioni dei protagonisti la volontà di prolungare il contratto, che peraltro scade nel 2007, ci sarebbe tutta. Il giocatore romano, parte in causa principale, attende anch'egli notizie confortanti.
«Da quando è terminato il campionato non è successo molto
- conferma Mancini - Attendo anche io con ansia quello che potrebbe succedere. Penso di essere in buone mani».
Il talento romano mantiene sempre un forte legame con la maglia del Taranto.
«Ho detto più volte che avrei piacere a continuare questa avventura in rossoblu. La passata stagione mi ha insegnato tanto a livello umano e tecnico. Ho formato un bagaglio di esperienza notevole. Cosa prevedo? Sinceramente non riesco a dare una risposta. Dipende tutto dal prossimo incontro».
Comunque vada, Mancini non rimarrà con un pugno di mosche in mano.
«Le offerte delle altre squadre mi fanno piacere e sono merito non solo del campionato svolto, ma anche dei miei compagni che mi hanno messo nelle condizione di fare bene. Aspettiamo e vediano».
Il resto del mercato è per ora fermo. Per stessa ammissione del presidente Blasi, saranno giorni importanti per verificare le situazioni economiche delle altre squadre. Si constaterà le difficoltà di altri club per, eventualmente, affondare le proprie mire. Al momento restano in piedi i soliti contatti dei giorni precedenti che potrebbero presto trasformarsi in trattative ben avviate. Tutto, però, è congelato ancora per una settimana.27
giugno 2006
Taranto, oggi l'iscrizione
Leggero cambio di programma. Il direttore generale
Vittorio Galigani consegnerà la documentazione completa solo questa
mattina alle 8 presso la Lega di serie C
Piccolo cambio di programma, ma i tifosi del Taranto possono stare tranquilli. L'iscrizione al prossimo campionato di C1 subisce una variazione sul tema. Ieri sera, entro le 19, si doveva compiere l'atto della consegna dei documenti presso la Lega di serie C. Il direttore generale Vittorio Galigani aveva l'incombenza di salire a Firenze per espletare la formalità. Invece alcuni impedimenti dell'ultimo momento hanno rallentato la partenza e l'arrivo in Lega in tempo utile. Il dirigente ha trascorso la notte a Perugia e questa mattina, di buon'ora, provvederà a formalizzare l'iscrizione.
Come detto non c'è nulla da temere. Tutti i documenti sono con il dirigente rossoblu. C'è la fideiussione bancaria di 207 mila euro, ci sono gli assegni circolari che dovranno coprire le tasse di iscrizione quelle di associazioni e i 6 mila euro da versare alla società Calcio Servizi Serie C s.r.l. Inoltre ci sono le ventiquattro importantissime ricevute liberatorie dei tesserati rossoblu che fanno fede sul pagamento degli stipendi, nel caso del Taranto, al 30 giugno e l'atto di utilizzazione dello Iacovone per la prossima stagione. Questione, peraltro, che verrà scevrata nei dettagli nell'incontro che domani mattina la società rossoblu avrà con i rappresentanti del Comune.
Il Taranto, in questo modo, muoverà il primo passo della stagione con situazione di chiaro vantaggio rispetto alla concorrenza. Questa mattina la società rossoblu si metterà in regola e attenderà alla finestra per valutare quante altre società riusciranno, in extremis, a regolarizzare la propria posizione. Sarà solo il primo tassello di un mosaico regolamentare che deve essere rispettato in tutte le sue scadenze. La corsa completa verso l'iscrizione non si esaurirà con il viaggio a Firenze presso gli sportelli della Lega di serie C. E' necessario che i bilanci vengano sistemati fino al 5 luglio. In caso di inadempienze, va ricordato, che da quest'anno scatteranno punti di penalizzazioni da scontare nella prossima stagione.
Tale documentazione sarà immediatamente sottoposta alla visione della Commissione di Vigilanza sulle società di calcio professionistiche che esprimerà un parere vincolante sullo stato dei bilanci di tutti i club, e contestualmente verificherà che al 31 marzo 2006 non vi siano debiti scaduti nei confronti di alcun ente. Il 9 luglio la Covisoc emanerà la lista dei club inadempienti che avranno tempo fino all' 11 luglio per ricorrere presso la Coavisoc. Il 14 luglio la decisione sui ricorsi, sabato 15 luglio la Figc comunicherà l’elenco dei club non iscritti, che potranno presentare ricorso a Coni, Tar Lazio e Consiglio di Stato.
di Luigi Carrieri27
giugno 2006
C'è Cejas nel mirino
Il centrocampista del Giugliano piace anche al Potenza. E il Gallipoli è sulle tracce di Pastore e Caccavale
Per i primi annunci di mercato bisognerà attendere almeno una decina di giorni. Lo hanno ribadito il presidente Blasi e il diesse Evangelisti che seguono con estremo interesse la fase relativa alle iscrizioni ai vari campionati professionistici. Sono diverse, infatti, le società a rischio fallimento, con tanti calciatori che presto potrebbero liberarsi a parametro zero. Ma ancor prima di tuffarsi sul mercato, soprattutto degli svincolati, la società rossoblù deve risolvere la questione panchina. Le quotazioni di Papagni sembrano nuovamente in ribasso. La società di via Umbria avrebbe deciso di orientarsi su un allenatore che abbia già alle spalle una certa esperienza in C1. Roselli e Silipo sarebbero in possesso del giusto curriculum, quello che invece non possiede l'ex leccese Rizzo che, tranne la parentesi in A alla guida dei giallorossi, ha allenato soltanto formazioni giovanili. Sono questi i tre nomi caldi per l'eventuale sostituzione di Papagni, che si giocherà le proprie carte nel corso dell'incontro in programma agli inizi di luglio col presidente Blasi. Per quanto riguarda la squadra, tra conferme e arrivi, il Taranto edizione 2006/2007 sarà un complesso competitivo in grado di raggiungere le zone alte della classifica. Tra i nomi dei possibili rinforzi è spuntato quello del centrocampista argentino Cejas, nell'ultima stagione in forza al Giugliano. Il Taranto lo aveva cercato invano già a gennaio, ora è diventata un'ipotesi concreta, anche perché il Brescia, che aveva un'opzione sul calciatore, ha deciso di non esercitarla. Evangelisti avrebbe strappato una disponibilità di massima a Cejas, che è seguito con interesse anche dal nuovo Potenza della coppia Maglione-Dellisanti. Ma resta vivo l'interesse anche per Marconato, Paris, Preite, Colombaretti, Campolattano, Procopio, Morante, Togni e Giampaolo, mentre sembrano difficilmente percorribili le piste che conducono Mazzeo e Castaldo in volo verso la B insieme a Evacuo e Biancolino. In uscita i più richiesti sono sempre i difensori Caccavale e Pastore, contattati dal Gallipoli e il primo anche dal Perugia.
di Enrico Sorace27
giugno 2006
Oggi il Taranto formalizza l'iscrizione
Il direttore generale Galigani in Toscana per depositare l'intera documentazione. Domani in Comune l'incontro per l'uso dello stadio Iacovone. La Coppa Italia Tim (al via il 13 agosto) fa anticipare la partenza per il ritiro di Penne
È slittato a questa mattina il deposito dell'iscrizione del Taranto alla C1. Il dg Galigani:
«Prima di partire mi sono incontrato con il vicepresidente Luca Vinciguerra per l'ultimo esame della complessa pratica. Non volevamo incorrere in omissioni o errori che dir si voglia. Il colloquio si è protratto per l'intera mattina per cui nel pomeriggio
(ieri, ndr) sono partito per la Toscana». Dopo aver pernottato a Perugia, stamane, dunque, il direttore generale rossoblù si recherà negli uffici della Lega di Firenze per depositare l'importante documentazione. Formalizzata l'iscrizione, bisognerà concentrarsi sul secondo ostacolo settimanale: la firma del contratto d'uso dello Iacovone. L'appuntamento è per domani mattina (ore 12,30) al Comune. Non si tratterà sicuramente di una formalità. Ci sarà da discutere di tutte le clausole che dovranno supportare il
"legame" fra le due parti. Bisognerà sciogliere il "nodo" dei lavori da compiere sia per ristrutturare lo stadio sia per adeguarlo al Decreto-Pisanu. Ma si parlerà anche dei 200mila euro che il Taranto avanza dall'ente comunale in virtù di una delibera della giunta uscente del febbraio scorso che assegnava tale somma alla società del presidente Blasi. Va ricordato a tal proposito che la somma era stata versata dall'Ilva allo stesso Comune e da esso girato appunto alla società rossoblù per decisione della stessa giunta. Il terzo appuntamento che attende il Taranto è fissato per lunedì prossimo, giorno in cui Blasi e Papagni si ritroveranno faccia a faccia per discutere il futuro. Il colloquio sarà sicuramente franco, ma l'ipotesi che il trainer di Bisceglie possa restare per un'altra stagione sulla panchina rossoblù non sembrano, a detta dello stesso presidente, moltissime in quanto poco esperto della C1. L'elenco dei confermati non dovrebbe superare le 10-12 unità. Resteranno in maglia rossoblù Silvestri, Manoni e Mortari. Poiché la Coppa Italia Tim (quella riservata alla A e B di cui farà parte il Taranto) partirà il 13 agosto, il ritiro di Penne inizierà fra il 15 ed il 18 luglio prossimo.
di Giuseppe Dimito27
giugno 2006
Il Taranto e Papagni fra dubbi e certezze
Il patron Blasi: «Ottimo tecnico ma non conosce la C1»
Idee, strategie, costi ed organizzazione sono già pronti in riva allo Jonio in attesa del varo ufficiale della nuova stagione calcistica che partirà il 1 luglio prossimo. Oggi il direttore generale, Vittorio Galigani, sarà a Firenze, nella sede della Lega, per iscrivere la squadra al prossimo campionato di C1. Porterà le liberatorie dell'intero settore tecnico comprese fino al 30 di giugno. Dopodomani è previsto un incontro con il Commissario Prefettizio, dott. Tommaso Blonda, per sottoscrivere il contratto d'uso dello stadio al prezzo già prefissato di 40mila euro annui. In quella sede bisognerà trovare anche l'intesa sui lavori necessari per rendere funzionale lo stadio e, soprattutto, idoneo al Decreto Pisanu. Tornando alla fase operativa, il primo passo sarà la scelta dell'allenatore. Parla Blasi:
«Con Papagni c'incontreremo il 3 luglio. Lo considero un ottimo allenatore per la C2. Sotto il profilo umano, poi, è una persona squisita ed a modo. Non conosce, però, la C1, ossia il nostro prossimo torneo. Questo è il quadro della situazione. Quando parlerò con lui verificherò soprattutto la disponibilità a "sposare" il mio progetto che, come tutti sapete, prevede la disputa dei playoff per la B». Papagni conferma l'appuntamento:
«Con il presidente ci rivedremo il 3 luglio. Fino al 30 sarò a Coverciano per il Master di allenatore di Prima categoria. L'ultimo giorno discuterò la tesi di oltre trenta pagine che ho già depositato. Restare a Taranto mi farebbe enormemente piacere. In caso contrario, ho già altre richieste
(Martina Franca, Andria e Cisco Roma, n.d.r.)». Il presidente Blasi, intanto, chiarisce i contenuti dei futuri contratti:
«Saranno soprattutto ad obiettivo. Tecnici e giocatori dovranno crederci. Su questo punto non ci sono grossi margini di ragionamento. Ecco perché dico che chiunque firmerà con il Taranto, dovrà "sposare" questo tipo di progetto in cui credo fermamente. A quei giocatori rossoblù che sono... impazienti, dico: se amano restare a Taranto, dovranno attendere le nostre mosse. Altrimenti possono tranquillamente scegliere altre piazze. Confermo che Mancini resterà con noi. Gli allungheremo il contratto fino al 2010. Una società di A, non più di tre giorni fa, mi ha offerto un milione di euro. Io ho risposto: no, grazie». La rosa sarà rinforzata. «Della scorsa stagione resterà il quaranta per cento. Il restante sessanta è destinato al piano di rafforzamento che - attenzione - abbiamo già in mente. Non crediate che in tutti questi giorni, abbiamo pensato soltanto ai festeggiamenti. Vinciguerra e Galigani hanno steso rispettivamente il bilancio di chiusura e quello preventivo. Evangelisti è già sul mercato alla ricerca degli elementi che ci possono essere utili. È evidente che prima di definire i contratti attenderemo, innanzitutto, la scelta del tecnico e, poi, il responso che giungerà dalla Lega. Mi pare di aver sentito dire che più di trenta società di C abbiano seri problemi d'iscrizione. Nel giro di pochi giorni si libereranno diversi calciatori. La rosa sarà ringiovanita. La campagna abbonamenti partirà fra dieci-quindici giorni. Attendo 6.000 sottoscrittori. Spero in uno sponsor di rilievo. Stiamo pure confezionando un progetto economico importante. Appena pronto, lo divulgheremo».
di Giuseppe Dimito26
giugno 2006
«Soldi presi da un conto occulto»
Un superteste, dipendente Figc, accusa la Fazi: «La zarina mi ha minacciato». Oltre allo stipendio ogni mese alcuni prendevano 4000 euro in nero
E finalmente entrano in scena quelli che fin qui erano i grandi assenti di questo scandalo, i soldi. A parlarne con il pool di Francesco Saverio Borrelli è Dario Galati, già assistente di Luigi Pairetto alla direzione della Commissione nazionale arbitri e uomo di fiducia di Innocenzo Mazzini alla vice presidenza della Figc. Secondo alcuni degli indagati è l'uomo che ha fatto "scoppiare il casino", la pedina impazzita.
I soldi, dunque. Galati non dice quanti siano, né da dove siano arrivati. Ma dice dove sono: su un fondo nero della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il suo racconto è contenuto in un interrogatorio inedito, sostenuto da Galati davanti agli uomini dell'Ufficio Indagini di Francesco Saverio Borrelli.
Buste paga a sorpresa
Sono le cinque del pomeriggio di un rovente giorno di giugno e davanti a Galati c'è Maria José Falcicchia, l'investigatore chiamato personalmente da Borrelli a far parte della squadra. Galati va subito al punto: e spiega che molti dipendenti ricevono dalla Federazione - per tradizione - soldi in nero.
«Mazzini - sono le parole messe a verbale -
mi aveva telefonato raccontandomi che aveva saputo che al quinto piano di Via Allegri era in corso una riunione durante la quale il dottor Abete (vice presidente vicario) e il dottor Gravina (consigliere per l'attuazione delle delibere del comitato di gestione)
a seguito di verifiche e riscontri tra le buste paga dei dipendenti e collaboratori e l'elenco dei bonifici eseguiti dalla federazione avevano rilevato numerose discordanze degli importi. In sostanza a fronte di una busta paga di 2000 euro, vi erano corrispondenti bonifici di 4000 euro».
Il fondo nero
Quello che potrebbe essere un semplice malcostume relativo alla sola federazione e circoscritto ad alcuni dipendenti diventa qualcosa di più grave quando si legge il passo successivo del verbale. Quello cioè che riguarda la provenienza di quel denaro.
«I soldi in più - dice Galati - venivano presi da un capitolo di bilancio falso». Un capitolo di bilancio falso, ovvero: un fondo nero. Chi lo ha attivato? Come si alimentava? A cosa era destinato? Solamente a "retribuire ulteriormente" i dipendenti Figc o anche ad altro? E chi lo gestiva?
A queste domande, nel verbale di Galati, non c'è risposta. Cercherà di darne una il pool di Borrelli nella sua indagine.
La minaccia della zarina
Per quanto riguarda Galati è interessante sapere quello che successe dopo quella scoperta: «Io mi lamentai di questa gestione di assoluto malcostume, anche perché a fronte di questi pagamenti, a cui certo non ho mai aspirato, vi erano situazioni come la mia e di altri che percepivamo poco rispetto alle responsabilità che avevamo e all'impegno richiesto dal nostro lavoro. Tra i nomi, a mero titolo di mormorazioni, posso riferire quello di Grazia Fazi (la segretaria di Bergamo e Pairetto, zarina della Commissione arbitri, ndr). Io mi adoperai con i miei colleghi per protestare con la Federazione (...) Tre giorni fa sono stato nuovamente trasferito in una sede in via Tiburtina. Nel prendere la lettera di trasferimento ho incontrato la Fazi che mi ha detto:
"Sei contento di quello che hai fatto succedere? Pagherai per tutto quello che hai fatto".
Io replicai chiedendole se non provasse vergogna a parlare ancora e lei rispose:
"Ride bene chi ride ultimo"».
I danni alla Roma
Ma Galati racconta cose interessanti anche su altri piani. Quando lavorava gomito a gomito con Pairetto aveva avuto modo di notare parecchie stranezze.
«Alla seconda giornata di campionato si era giocata Roma-Inter, arbitrata dal signor Messina. Durante la partita vi furono proteste per un rigore non concesso alla Roma. Erano anni in cui Sensi faceva una sorta di guerra ai vertici della Figc e della Lega. Alla quinta giornata era in programma Fiorentina-Roma. I due designatori misero Messina in quella griglia. Feci notare il precedente (...) e Pairetto mi disse:
"Ho degli elenchi". Messina venne sorteggiato proprio per Fiorentina-Roma. Espulse Totti e annullò un gol regolare a Montella. La Roma vinse 3 a 1, ma la domenica successiva doveva incontrare la Juventus...».
di Marco Mensurati e Corrado Zunino26
giugno 2006
Da giovedì il maxiprocesso
C'è Carlo Porceddu, un "nemico" delle Grandi
Ore 9,30 di giovedì 29 giugno, giorno di San Pietro e Paolo: al primo piano dello stadio Olimpico, lato Monte Mario, ha inizio il maxi processo al calcioscandalo. Si riunisce la corte (la Caf, corte d'appello federale) presieduta di Cesare Ruperto, ex n.1 della corte costituzionale, e da cinque componenti. Il cagliaritano Carlo Porceddu, avvocato ed ex numero della procura federale della Figc. Persona di grande spessore e personalità, esperto di diritto calcistico: i grossi club chiesero (ed ottennero) la sua testa perché Porceddu fu troppo duro nel processo per i passaporti falsi: ora, giustamente, torna lui in primo piano. Poi Mario Zopellari (professore e avvocato di Bologna), Michele Lo Piano (ex magistratore), Giuseppe Marziale (ex consigliere di cassazione) e Carlo Bravi (giurista e rappresentante al processo dell'Associazione italiana arbitri). Previsto anche un membro supplente.
Il pm, come noto, sarà Stefano Palazzi, 46 anni, magistrato militare di Napoli: è lui che ha chiesto i deferimenti per 4 club e 26 tesserati. E' lui che chiederà le pene. Ma vediamo nei dettagli come si svilupperà il processo: il primo giorno, il 29, sarà decisivo: gli avvocati si scateneranno subito con mille eccezioni. Chi ha ricevuto una notifica in ritardo, chi contesta l'uso delle intercettazioni, chi se la prende con la fedeltà delle trascrizioni, chi chiede testimoni, ecc. La Caf si riunirà subito in camera di consiglio e poi stilerà un calendario dei lavori.
Si costituiranno anche due club (Bologna e Brescia) che hanno fondate speranze di essere riammessi in serie A, nel caso (probabile) che venga certificata come "irregolare" la stagione 2004-'05.
«Solo questi due club hanno titolo», spiega l'avvocato Bruno Catalanotti, che difende il Brescia. Non si sa ancora cosa farà il Genoa: Enrico Preziosi lo deciderà solo martedì, dopo aver consultato i suoi avvocati. Il processo sarà lungo, forse Ruperto dovrà dare un tempo massimo per ogni arringa perché ci sono legali in grado di parlare 4 ore di fila.
Le richieste di condanna di Palazzi dovrebbero essere dure, in linea cioè con i suoi deferimenti: potrebbe chiedere per la Juventus addirittura
"l'esclusione dai campionati di competenza". Toccherebbe poi a Guido Rossi stabilire più avanti se il club torinese giocherà in serie B o C: i legali della Juve comunque puntano ad una penalizzazione in A (sarà durissima, non impossibile). Rischiano anche Fiorentina e Lazio, pur avendo i loro avvocati ampi margini di manovra, mentre la posizione del Milan, stando a Palazzi, sembra davvero più leggera. Poi ci vorranno due-tre giorni di camera di consiglio e intorno al 9 luglio (giorno della finale mondiale), o al più tardi il 10, ci saranno le sentenze.25
giugno 2006
Tutti vogliono De Liguori
«Ma la priorità è il Taranto. Papagni? Spero che resti»
È stato l'uomo della promozione. E adesso, come logica conseguenza, è uno dei rossoblù - attualmente fino al 30 giugno - maggiormente richiesti sul mercato. Vincenzo De Liguori si gode un meritato periodo di vacanza. In attesa di essere richiamato dal Taranto, per limare gli ultimi dettagli della stagione appena trascorsa e per pianificare un nuovo campionato da disputare ancora insieme.
«Vorrei restare - dichiara l'esterno partenopeo -
e spero di trovare l'accordo con la società ai primi di luglio. È stata un'annata splendida, abbiamo centrato l' obiettivo che ci eravamo prefissi». Messaggio lanciato ai naviganti: De Liguori vuole continuare la sua avventura con il Taranto, le altre proposte (su tutte quella della neopromossa Paganese che gli permetterebbe di riavvicinarsi a casa), per il momento, non vengono nemmeno valutate.
«Do la priorità al Taranto, ho avuto la fortuna di giocare in una grande piazza che ha finalmente trovato una proprietà seria, onesta, che non ci ha fatto mancare nulla durante la stagione. Quando mi chiamò il direttore sportivo, Luca Evangelisti, non ebbi la minima esitazione: volevo tornare per riconquistare ciò che avevo perso due anni fa, ossia la C1 nella finale con la Fermana. Poi andai via con il groppo in gola, ma ho sempre sperato di poter vestire nuovamente la maglia rossoblù». Di futuro, nel frattempo, non se ne parla. La prima settimana post-festeggiamenti è scivolata via senza novità, in attesa che l'incontro tra Blasi e Papagni possa rendere più nitidi i contorni della prossima stagione.
«La scelta dell'allenatore ha la precedenza, in seguito si potrà iniziare a parlare di calciomercato. Papagni? Ripartirei da lui, senza dubbi. Ha vinto e, di conseguenza, dovrebbe aver meritato la riconferma. È una legge non scritta del calcio che spero venga rispettata. Ha delle grosse responsabilità nella conquista della promozione». Poi toccherà ai calciatori. E se la strategia attendista della società non ha convinto più di qualche atleta, lo scugnizzo napoletano
«è pronto a pazientare fino ai primi giorni del mese prossimo. Al termine della stagione, il presidente Blasi ci ha salutato e ci ha dato appuntamento per la prima decade di luglio. Io aspetto: ribadisco che la mia speranza è quella di poter giocare per un altro anno a Taranto». Gli eventuali rinnovi sono legati alla formula adottata dal sodalizio ionico di far sottoscrivere contratti annuali a obiettivo.
«È un modo intelligente e sano di fare calcio. E poi quando vengono mantenute le promesse non vedo quale possa essere il problema. Proprio a Taranto, fino a due anni fa, abbiamo visto cosa può accadere se la società non è molto presente e attenta ai bilanci».
di Fabio Di Todaro25
giugno 2006
«Coinvolti altri club, l'inchiesta deve continuare»
Ecco le 193 pagine consegnate al procuratore: accuse pesanti.
Gli ispettori al lavoro sui nuovi filoni: Gea e calcio scommesse
Francesco Saverio Borrelli non ha dubbi: «È lo scandalo più grande della storia del calcio».
È questa l'affermazione conclusiva delle 193 pagine di relazione con cui l'ex capo di Mani Pulite illustra al procuratore federale Stefano Palazzo i meccanismi interni della cupola del calcio. Nello stesso documento Borrelli annuncia la necessità di continuare ad indagare sugli altri aspetti di questo scandalo:
«La sua unicità, la vastità del contesto, il numero davvero ampio di società e soggetti coinvolti, i plurimi filoni indagativi che sin da ora emergono e che vieppiù emergeranno nel prosieguo, non permettono di ritenere conclusa l'opera di individuazione delle responsabilità eventualmente attribuibili ad altre società e ad altre persone fisiche».
Il suo Ufficio Indagini sta già lavorando al filone calcioscommesse emerso alle procure di Parma e Udine (Buffon e Iaquinta), agli imbarazzanti interrogatori sul filone Gea della procura di Roma, (Nesta, Cannavaro, Trezeguet) e a nuovi profili di illeciti disciplinari emersi dagli interrogatori sportivi.
È un documento dai toni definitivi quello firmato da Borrelli. «Tale
sistema- scrive il magistrato- si è affermato avendo come principale soggetto di riferimento il Moggi ed ha visto come prima beneficiaria dei relativi effetti la Juventus. Del medesimo sistema che si potrebbe definire "dominante" si sono nel tempo giovate altre squadre. In tal senso va inquadrata l'attività della Fiorentina e della Lazio. Parallelamente, il Milan ha sviluppato proprie e autonome vie per ottenere determinati favori arbitrali; ciò in considerazione del ruolo di antagonista istituzionale rivestito da tale società rispetto alla Juventus».
La Juventus
La Juve- scrive Borrelli- «ha esercitato negli anni una posizione di assoluto dominio sull'intero mondo del calcio tanto da ingenerare dubbi e perplessità sulle modalità con le quali, in Italia, sono stati raggiunti, nel tempo, risultati di vertice». «Giraudo e (soprattutto) Moggi sono apparsi come elementi fondanti di quell'associazione che tanto ha influito sul regolare andamento del campionato di calcio di serie A 2004-'05 ma la cui nascita deve certamente, farsi risalire anni addietro. Questa associazione è emersa così numericamente consistente, strutturata e pervasiva, capace di occupare tutti gli spazi relativi al mondo del calcio, che non è davvero lontanamente immaginabile che la stessa possa essersi come d'incanto materializzata ed affermata soltanto in un campionato».
Le fughe di notizie
Come premessa, Borrelli fa notare che le indagini sono state danneggiate dalla
«divulgazione, tanto completa quanto deprecabile, delle tre informative dei carabinieri, parte integrante dell'impianto accusatorio penale della procura di Napoli». Questa pubblicazione ha permesso agli indagati di mettersi d'accordo.
«L'impressione è stata quella di essersi trovati di fronte a difese concordate e precostituite nella loro interezza, senza tralasciare anche scelte difensive "strategiche": in tale unitaria strategia rientra pienamente la sottrazione alle audizioni dei tre personaggi nei cui confronti si disponeva il più ampio materiale probatorio»
(Moggi, Mazzini e la Fazi).
I depistaggi
Borrelli individua anche tre linee guida su cui gli imputati hanno concordato la loro strategia difensiva:
«Delegittimare alcune persone, sminuendone i ruoli; ricondurre a goliardate, o frasi in libertà, numerose e gravi affermazioni intercettate; attribuire responsabilità quasi esclusive ai tre soggetti sottrattisi alle audizioni». Tutto ciò conferma l'esistenza di un
«vero e proprio accordo associativo che ha rafforzato ulteriormente l'impianto accusatorio già emerso in sede penale».
Le amicizie con gli arbitri
«Particolarmente rilevante è il vincolo che ha unito il direttore generale e l'amministratore delegato della Juventus ai designatori arbitrali allo scopo di influenzare le designazioni, di arbitri ed assistenti, in diverse partite coinvolgenti soprattutto (anche se non soltanto) la Juventus. Notevole si è presentato anche il rapporto con i vertici della Figc e della Lega Calcio di A e di B. (...) È fatto acclarato che Moggi e Giraudo la facessero da padroni negli spogliatoi (anche in trasferta) per censurare eventuali comportamenti contrari agli interessi della Juventus».
Galliani e Meani
Per quanto riguarda il Milan, Borrelli certifica «l'emersione di una influenza, diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali (...) Per il Milan non può parlarsi di una organizzazione strutturata come quella juventina: ciò non toglie, comunque, l'emersione di una influenza diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali". Adriano Galliani "si è sforzato di prendere le distanze dal suo collaboratore Meani, riconducendo le sue attività ad iniziative di carattere personale... dove il ruolo del Meani risulta essere parte integrante (al di là della qualificazione formale) del Milan».
La morte del Papa
Per Borrelli la dimostrazione dell'influenza che il Milan poteva esercitare per il tramite dei suoi dirigenti diventa palese in una conversazione tra Galliani e Meani in cui
«si ricorda che, nel corso della telefonata, lo slittamento del campionato, motivato dalla morte del Papa, viene determinato anche per consentire il recupero dei calciatori del Milan infortunati».
Anti Juve ma non solo
«Meani collaboratore con specifiche mansioni di addetto agli arbitri attiva il proprio giro di conoscenze, derivante dalla sua precedente attività quale arbitro, con il fine non solo di compensare i favoritisimi voluti dalla squadra bianconera, ma di fatto tentando di ottenerne favori ed a vantaggio del Milan (...) Proprio perché Meani non ricopriva cariche dirigenziali sarebbe immotivato ed inspiegabile l'iperattivismo dimostrato nell'avvicinare ed istruire arbitri ed assistenti, attività che invece trova significato nell'affidamento di tale incarico ad un semisconosciuto come Meani senza esporre direttamente la società».
Fiorentina e Lazio
«In relazione al caso Fiorentina c'è da premettere che l'operazione di salvataggio avverrà con l'assenso, la partecipazione, il benestare di Moggi e Giraudo la cui opinione e volontà, come ampiamente provato e riscontrato dalla procura di Napoli, erano essenziali per il compimento di una simile attività illecita. Analogamente in questa attività risulta essere stato coinvolto il presidente della Lega e vice presidente del Milan, Galliani, che a detta di Mazzini viene informato dell'operazione a favore della squadra toscana».
Le bugie di Lotito
Borrelli stoppa una prima difesa di Diego Della Valle sulla famosa frase
"una proposta da bandito". Diego Della Valle davanti all'ufficio indagini
«ha escluso di avere avuto contatti telefonici con Lotito e affermato che la cosa era inventata di sana pianta, mentre Lotito, pur non negando la telefonata ha riferito che la stessa non verteva su una proposta di combine
(di Lazio- Fiorentina, ndr) bensì era un tentativo di Della Valle di farlo schierare con la propria alleanza per le allora imminenti elezioni del presidente della Lega. Vale la pena di osservare che, all'epoca di tale conversazione, il Galliani era già stato confermato alla presidenza della Lega, circostanza, questa, che rende poco plausibile la spiegazione fornita dal presidente della Lazio». Su Lazio-Fiorentina Borrelli ha le idee chiare:
«A fugare ogni residuale dubbio sul tentativo di condizionare la partita vi è la conversazione tra Mazzini e Bergamo (...) anche alla luce delle contraddittorie, omissive e comunque non chiarificatrici dichiarazioni rese in sede di audizioni da Mencucci, Bergamo, Della Valle».
Carraro
Sul presidente della Figc Carraro il giudizio di Borrelli è duro: «Non può non essere rimarcato, se non altro per l'autorevolezza della fonte da cui promana, anche l'interessamento, sul designatore Bergamo, del presidente Carraro il quale, dimentico del suo ruolo istituzionale, parla specificamente di "aiuti" da concedere alla Lazio».
di Marco Mensurati e Corrado Zunino24
giugno 2006

Il Taranto valuta le alternative
In attesa dell'incontro con Papagni. Rinviato il confronto con il tecnico barese. Gli ultimi nomi emersi sono Rizzo e Cari
Si parte da Aldo Papagni, ovviamente. Poi ci sono Silipo, Roselli, Cadregari, Monaco, per finire con Trillini, Rizzo e Cari. Il rebus del prossimo allenatore del Taranto è di ardua soluzione soprattutto perchè non esistono ancora notizie o incontri ufficiali e bisogna cibarsi di indiscrezioni o indirette confessioni. A fare da padrone è il silenzio che si è imposto la dirigenza ionica. Studiato e ponderato, in ossequio ad un modo di agire che ha caratterizzato i movimenti della scorsa estate.
La prima mossa calcistica per la prossima stagione sarà, quindi, quella di scegliere l'allenatore. Si deve, opportunamente, trovare un confronto con chi la panchina rossoblu l'ha provata fino a qualche settimana fa. Non è solo una questione di rispetto, ma è un dovere tecnico. Per chiudere eventualmente la porta ad Aldo Papagni bisognerà parlarci e, in un secondo momento, stringergli la mano e ringraziarlo per il lavoro svolto. In questa settimana i fitti impegni dei protagonisti principali non hanno permesso un incontro risolutore. C'è il rischio, però, che la questione subisca un ulteriore rinvio. Se oggi o domani Blasi e Papagni non si dovessero sedere intorno ad un tavolo, lo slittamento di sette giorni sarebbe automatico, perchè l'allenatore biscegliese, durante la settimana, è impegnato nel Master di Coverciano (venerdì 30 giugno è prevista la discussione della sua tesi). Questo vuol dire che la società non si fa prendere dalla fretta. Ha programmato i suoi passi con anticipo e quei margini temporali ha voglia di onorare.
Tornando alla questione allenatore, è difficile ipotizzare le vicende future. La permanenza di Papagni oscilla ora dopo ora. Ci sono impressioni contrastanti che vanno analizzate: il passare dei giorni non depone a favore della riconferma, soprattutto se la permanenza è vincolata ad un profondo confronto. E' altrettanto vero che Papagni non ha richieste esorbitanti da avanzare e la condivisione di alcuni punti prioritari del progetto-Blasi (contratti ad obiettivo su tutti) potrebbero essere un punto a suo vantaggio. Ecco perchè il vento che soffia per la conferma si alza con maggiore convinzione.
Certamente a giudicare le numerose indiscrezioni filtrate in queste due ultime settimane, la società rossoblu avrebbe instaurato una fitta rete di contatti con allenatori in grado di sposare la filosofia rossoblu. E' bene precisare che non si può parlare di trattative avviate, ma di semplici monitoraggi. Un modo per capire se ci sia una disponibilità di massima. Discorsi che, come giusto che sia, la società lascia cadere in modo indifferente. Così è stato con Fausto Silipo e Giorgio Roselli tempo addietro. Un contatto c'è stato anche con Adriano Cadregari, allenatore della Fiorentina Primavera.
Gli ultimi due nominativi, che sono emersi dal solito calderone, sono quelli di Roberto Rizzo e Marco Cari. Il primo ha vinto due scudetti con il Lecce Primavera e nella passata stagione è stato promosso sulla panchina maggiore giallorossa, non potendo evitare la retrocessione in serie B. Il tecnico salentino sembrava ad un passo dalla firma con la Ternana, ma l'accordo è saltato. Un problema al buon esito futuro della trattativa potrebbe essere rappresentato dall'elevato ingaggio di Rizzo. Questioni, per ora, non prese in considerazione. L'altro nome nuovo sarebbe quello di Marco Cari, allenatore ciociaro che sta per sciogliere il suo rapporto con il Teramo con cui aveva raggiunto i playoff nel C1 girone A, prima di subire una penalizzazione di due punti e il conseguente declassamento a beneficio della Salernitana. Voci che potrebbero essere spazzate via dalla riconferma di Papagni.
di Luigi Carrieri24
giugno 2006
Trentaquattro società a rischio
La Taranto Sport può andare a testa alta, tutti gli adempimenti saranno rispettati
Lunedì mattina il direttore generale Vittorio Galigani partirà per Firenze. Motivo: depositare tutto l'incartamento necessario per ratificare l'iscrizione al prossimo campionato di C1. Farlo con un giorno di anticipo (il limite è fissato per le ore 19 del 27 giugno) è un vanto che la società rossoblu può sbandierare.
Soprattutto se confrontato ad altre vicende, pieni di affanni e corse contro il tempo, che avevano caratterizzato ben altri periodi estivi.
Ora la Taranto Sport può andare a testa alta, almeno per quello che riguarda il rispetto delle scadenze regolamentari e finanziarie. Alla Lega di serie C, il dirigente ionico consegnerà un faldone in cui saranno inserite le quietanze liberatorie dei tesserati rossoblu, la fideiussione di 207.000 euro, la tassa d'iscrizione costituita dalla quota di partecipazione di 14.450 euro, più una quota di associazione di 1.050 euro e altri 6.000 euro da versare alla società Calcio Servizi Serie C s.r.l. Tutti adempimenti che saranno rispettati.
Da altre parti d'Italia, invece, ci sono pensieri più assillanti. Le vicende sembrano essersi ribaltate. Secondo un recente studio sulla condizione contabile generale ci sarebbero ben trentaquattro società tra C1 e C2 in forti difficoltà. Ce ne sono alcune che si trascinano da mesi situazioni economiche disastrate, all'orlo del fallimento; altre che non riescono ad operare il classico ricambio dirigenziale. Ci sono, poi, quei casi ormai conclamati per cui l'unica via di uscita sarà probabilmente il ricorso al Lodo Petrucci.
Ad esempio, l'Avellino si trova nella contraddittoria condizione di essere considerata la prima società a godere di un ipotetico ripescaggio, ma nello stesso tempo ha la necessità di coprire un buco di oltre tremila euro che dovrà comportare un'immediata ricapitalizzazione. Restando nel novero della C1 anche società come Gela e Torres dovranno trascorrere giornate molto intense. Solo due giorni e avremo un quadro più definitivo. Senza scendere in C2, dove la situazione è davvero critica.
Spetterà nei giorni successivi alla Covisoc, dopo aver esaminato le documentazioni prodotte dalle società inadempienti, comunicare l’esito della propria istruttoria, con incluse penalizzazioni da scontare nella prossima stagione agonistica. Il Taranto guarderà in modo interessato con la tranquillità di chi, finalmente, riesce a compiere per tempo il proprio dovere.
di Luigi Carrieri24
giugno 2006
Ipotesi-Rizzo per la panchina
Oggi torna Blasi. Imminente l'incontro con Papagni?
Più passano i giorni e più aumentano le possibilità che Aldo Papagni resti sulla panchina del Taranto. Il presidente Blasi, da oggi nuovamente in sede, starebbe pensando seriamente di trattenere il tecnico della promozione, gradito anche alla piazza e pronto ad accettare un eventuale rinnovo annuale del contratto, ma per fugare tutti i dubbi bisognerà necessariamente attendere il risultati dell'incontro programmato per i primi di luglio con l'allenatore biscegliese, ancora bloccato a Coverciano. Nelle ultime ore, però, è spuntato a sorpresa il nome di Roberto Rizzo con un passato alla guida della Primavera del Lecce e proprio quest'anno sulla panchina dei giallorossi in serie A nella sfortunata parte finale della stagione. Il tecnico salentino (gioca col 4-4-2), sfumata la possibilità di accasarsi a Perugia, avrebbe raggiunto un accordo sulla parola con la Ternana, ma l'idea di allenare i rossoblù, così come ci ha confermato, sarebbe stimolante e gli permetterebbe di non allontanarsi troppo da casa. Spettatori interessati restano, comunque, Silipo e Roselli che seguono attentamente la vicenda, sperando in una chiamata in extremis da parte del Taranto (fino a ieri nessun nuovo contatto con entrambi). Se la scelta dovesse alla fine cadere su Rizzo, il tecnico avallerebbe un progetto impostato anche sulla valorizzazione di qualche giovane e non a caso potrebbe portare con sé qualche elemento cresciuto calcisticamente nel Lecce come il difensore Camisa, il centrocampista Mattioli e l'attaccante Morello, questi ultimi due richiesti dal Foggia. In fatto di rinforzi tutto è fermo, o quasi, anche se il diesse Evangelisti avrebbe individuato una decina di calciatori da proporre a tecnico e società. I nomi sono i soliti, ossia Marconato, Paris, Preite, Braca, Colombaretti, Pugliese, Campolattano, Procopio, Riolo, Morante e Giampaolo e Galantucci. Difficile invece raggiungere Castaldo allettato dal Siena, Mazzeo che gradirebbe la Salernitana, oltre ad Evacuo e Biancolino che quasi certamente opteranno per una sistemazione in serie B.
di Enrico Sorace24
giugno 2006
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