Taranto, spesa giovane
La società chiede al Lecce Agnelli, Mattioli e Camisa. Quasi fatta per Alessandrì e per il prestito di Panini e Ancione dal Catania. Assalto a Carozza e Ciotola
Due linee: un gruppo di giovani e, poi, i rinforzi più lussuosi. Una pattuglia di ragazzi con buona esperienza e ancora tanto da dare, come inizio. Il resto, più costoso e più difficile da trovare, con meno fretta. Il Taranto sembra aver deciso come muoversi o, almeno, così sta facendo capire. La società è a Milano con il suo stato maggiore e sta riempiendo la lista di nomi. Non tutti arriveranno, ma i contatti sono aperti e indicano chiara la direzione e le intenzioni dei rossoblu. Questione di rapporti, di canali aperti con società con cui si è in affari. Parliamo del Lecce, ad esempio. L'approccio con il diesse giallorosso Angelozzi per l'operazione-Mancini (il Taranto cederebbe il suo gioiello, il Lecce lo metterebbe sotto contratto fino al 2010 lasciandolo un altro anno in rossoblu) potrebbe portare alla corte di Aldo Papagni diversi ex-componenti della Primavera salentina (quella in grado di vincere tutto con Rizzo in panchina), attualmente in giro a fare esperienza. Cristian Agnelli, centrocampista l'anno passato alla Juve Stabia è un nome già rimbalzato, ma è anche il primo di un elenco di nati dell'85, nel quale ci sono anche Italo Mattioli, attaccante (sempre '85) nella scorsa stagione al Catanzaro e Alessando Camisa, difensore centrale che nella passata stagione ha giocato anche otto partite in serie A.
Sembra, invece, praticamente fatta per l'arrivo in rossoblu di Alessandro Alessandrì, centrocampista del '79 proveniente dalla Vigor Lamezia (dalla quale potrebbe anche arrivare Zaminga), che ieri avrebbe raggiunto l'accordo con la società e che è molto conosciuto da Aldo Papagni, che lo ha allenato ai tempi del Tricase. Altro giocatore che, stando alle indiscrezioni, era già in parola con il Taranto ma resta in attesa di notizie ufficiali è Roberto Paris, l'anno scorso al Lanciano e contattato a campionato appena finito dai dirigenti rossoblu. Oltre all'esterno destro di difesa, dagli abruzzesi si è cercato di prendere anche Bolic, che però ha prolungato per altri due anni il contratto.
E' forte, invece, l'interesse per Nicola Ciotola, centrocampista del Giugliano (ha un altro anno di contratto) e giovane quanto basta (è dell'84) per rientrare nei programmi del Taranto. Giovane ('85) e interessante (ha qualche presenza in B, nella passata stagione) è anche Andrea Carozza, mediano del Pescara, sul quale la società di Blasi ha messo gli occhi nelle ultime ore nonostante le resistenze di Ballardini, nuovo tecnico degli abruzzesi. Raggiunto, in linea di massima, l'accordo con il Catania per ottenere il prestito di Manuel Panini, difensore ventitreenne in forza lo scorso anno alla Cavese e Daniele Ancione, centrocampista parietà ex Igea Virtus, entrambi acquistati dai siciliani.
C'è affollamento, poi, alla voce “terzino sinistro”: la probabile partenza di Manni ha aperto la corsa alla successione: il Taranto punta a Francesco Colombini del Novara, a Massimo Russo della Torres e a Giovanni Bruno del Frosinone. E se in porta la pista Pinna (altro ex Torres) sembra quella più calda (ma c'è da limare la distanza tra domanda e offerta), è quantomeno singolare il fatto che il Taranto stia trattando due Morello. Il primo, Stefano Morello, è l'attaccante del Potenza (di proprietà del Lecce) ma è soprattutto un giocatore che Blasi ha cercato di portare in rossoblu a ogni “finestra” di mercato e che, magari, stavolta potrebbe arrivare. Il secondo, Antonio Morello, è un po' una sorpresa: è il centrocampista esterno che nel Taranto di Pieroni rimase solo per il periodo estivo e che poi ha girato per campi (passando da Martina) fino a toccare la serie A con il Siena. L'anno scorso era al Giulianova, per la prossima stagione il desiderio dei dirigenti è protarlo in rossoblu. Due nomi inediti per l'attacco: Giuseppe Giglio, di proprietà del Napoli ma l'anno scorso al San Marino (dove gioca Procopio: altro obiettivo dei rossoblu) e Michele Tarallo, l'anno scorso autore di una stagione straordinaria con l'Uso Calcio, in serie D (ha segnato 36 gol) e prelevato dal Genoa. Ai grifoni il Taranto avrebbe chiesto il prestito.
di Fulvio Paglialunga07
luglio 2006
Ambrosi: «Possiamo puntare alla B»
In attesa di chiudere le prime trattative, oggi a Milano la dirigenza rossoblù discute le posizioni dei difensori centrali Caccavale e Pastore. Mercato già nel vivo: in arrivo l'esterno Alessandrì, il portiere Pinna e l'attaccante Morello
Sandro Ambrosi è il primo... acquisto del Taranto. L'attaccante ha ieri sera raggiunto l'accordo economico a Milano con il club, rappresentato dalla triade Blasi-Evangelisti-Galigani.
«Sono felicissimo - ha detto il giocatore mentre rientrava a Fiuggi in auto -
di aver risolto alcuni problemi che erano rimasti in sospeso. Come sapete avevo in tasca il contratto col Taranto anche per la prossima stagione. Dovevamo accordarci su alcuni aspetti dello stesso. E l'ho fatto col presidente Blasi». Ha risolto anche i problemi di salute che lo avevano angustiato al momento dell'arrivo a Taranto?
«Mercoledì scorso mi sono sottoposto ad un piccolo intervento chirurgico. Anche sotto quel profilo mi sono liberato di un peso. Non vedo l'ora di partire per il ritiro di Penne». Che aria tira a Milano nell'entourage rossoblù?
«I dirigenti sono caricati. Ho notato alcuni movimenti che mi fanno pensare positivamente. Sono convinto che il presidente voglia allestire una squadra in grado di far bene nella prossima C1. Per esempio sono convinto che Pastore e Caccavale firmeranno per il Taranto. Per un campionato d'alta classifica, c'è bisogno di gente come loro per far bene». Che tipo di campionato sarà la prossima C1?
«Quello della scorsa stagione non era granchè. A parte il Napoli che lo ha stravinto, le altre erano delle buone formazioni, ma niente di trascendentale. Quest'anno bisognerà vedere come sarà composto il girone. Se sarà formato solo da meridionali, non penso che sarà particolarmente difficile. Con una buona formazione, avremo delle buone possibilità di entrare nel lotto delle pretendendi alla B sia pure tramite i playoff». Ambrosi, nella scorsa stagione, non è entrato nel tabellino dei marcatori. «La mia più grossa rabbia è che ho giocato solo quattro partite contro. Ma quest'anno mi rifarò. Statene certi». Intanto la la Lega ha comunicato che il campionato di C1 inizierà il 27 agosto. La Coppa Italia Tim, invece, addirittura il 13 agosto. Le altre date sono il 20, il 23 ed il 30 agosto, ed il 6 settembre. I playoff si giocheranno il 27 magg.
Gli obiettivi: Pinna o Spadavecchia per la porta. Danucci è il sogno per il centrocampo. Più fattibili gli affari Cejas e Procopio. Attacco: addio Califano, la società jonica punta ora sul napoletano Giglio.
di Giuseppe Dimito07
luglio 2006
Milan, la difesa è tutta nel dna
Baldini: «Avevo ragione io. Ora me lo riconoscono tutti»
Rispetto alla strategia difensiva adottata dalla Juventus, in linea, per molti commentatori, con lo
"stile" della vecchia Signora, pronta a giocare il prossimo Campionato di Calcio in Serie
"B", il Milan di Silvio Berlusconi e di Adriano Galliani durante l'udienza del processo disciplinare davanti alla Caf, ha ribadito una trincea di disconoscimento di colpe e responsabilità.
«Resta lo stupore per le accuse rivolteci da parte della Procura Federale: una sanzione che non aveva e non ha riscontri nei fatti e per quanto ciò può valere nemmeno nei precedenti», ha detto il legale del Milan, Leandro Cantamessa, che in tal modo ha respinto tutte le accuse con decisione. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha richiesto per i
"rossoneri" la retrocessione in Serie "B" oltre a tre punti di penalizzazione.
Quindi l'avvocato Gandossi, legale dell'accompagnatore degli arbitri del Milan, Leonardo Meani, ha definito il suo assistito
«un collaboratore del Milan». Il responsabile della società al rapporto con i direttori di gara non avrebbe, insomma, fatto pressioni sugli arbitri, come si evince dalla telefonata con il designatore dei guardalinee Mazzei.
«Nella telefonata non c'è riferimento di pressioni, si parla solo di aver saputo che Puglisi era stato designato per la gara del Milan - ha sostenuto l'avvocato. Gandossi -
E perché mai Meani, che era solo un collaboratore, non se ne fa un vanto? Il momento, ricordiamoci, era difficile, si veniva da un errore arbitrale perpetrato nella gara con il Siena. Per un motivo solo Meani non se ne vantò: perché quella designazione non gli può essere attribuita
- ha concluso il legale - E poi atti del genere non sono nel costume né di Galliani e né del Milan».
E a supporto della linea difensiva di Meani è arrivata quella di Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan.
«Il mio assistito non ha messo in atto alcun comportamento sleale», ha affermato Marco De Luca, legale di Galliani, facendo riferimento all'art.1 del codice di comportamento sportivo.
«Non aver rampognato un collaboratore non può esser considerato un atto sleale
- ha aggiunto De Luca - anche difronte ad un illecito c'è l'obbligo di denunciare ma non di rampognare».
Insomma, se l'accompagnatore degli arbitri del Milan, Meani ha avuto un comportamento non ineccepibile, Galliani non è stato nel suo atteggiamento e comportamento
"sleale".
Intanto da Madrid, Franco Baldini che durante l'epoca Moggi e fino alla scorsa stagione sportiva ebbe duri scontri con l'allora direttore sportivo della Juventus, lancia il suo je accuse.
«Con Moggi ho avuto molti problemi - ha raccontato al quotidiano spagnolo As -
Sono stato il primo a denunciare certe situazioni poco chiare che favorivano sempre la Juventus e penalizzavano la Roma. Ho parlato pubblicamente e Moggi mi ha reso la vita impossibile boicottando in continuazione il mio lavoro. Lo scandalo che è scoppiato in Italia conferma che avevo ragione, ora me lo riconoscono tutti», ha dichiarato Baldini, che attualmente è il nuovo direttore sportivo del Real Madrid.07
luglio 2006
Forse vedrà la finale
Forse domenica sera Gianluca Pessotto potrà guardare in tv la finale degli azzurri a Berlino. I medici dell'ospedale "Le Molinette" di Torino si pronunceranno in proposito solo domani, ma le condizioni dell'ex calciatore, ora dirigente della Juventus, sono sostanzialmente stazionarie dopo il lieve peggioramento di martedì, e questo, dicono i camici bianchi, fa ben sperare. La prognosi resta comunque riservata.06
luglio 2006
Dieci buoni motivi per tifare Italia
La finale mondiale come primo e doveroso risarcimento ai tifosi in 10 anni di calcio "wrestling". Viva il Ghana, viva gli Stati uniti o viva gli azzurri, non importa, parteggiamo per il bel gioco
Pare incredibile, ma è arrivato il momento. Ecco i dieci buoni motivi per tifare Italia.
A) L'Italia ha vinto e ha pareggiato, ha giocato benino maluccio e benissimo, senza che Moggi, Galliani e gli altri fossero nei paraggi, nemmeno a portata di telefonino. C'è la prova tv: erano al maxi processo di Roma. La finale mondiale dunque vale doppio, è un primo e doveroso risarcimento ai tifosi per il wrestling cui hanno dovuto assistere negli ultimi 10 anni, accalorandosi al bar come se tutto fosse vero. Per il resto, si vedrà.
B) Ha detto Cannavaro: «Le polemiche di questi giorni ci sono servite ad accumulare rabbia». Bene. Avanti così dunque. Senza tregua contro il marcio del calcio e arriviamo in finale anche al prossimo Europeo.
C) Perché tifiamo innanzitutto per il bel giuoco. Ghana, Usa, Italia, non importa. Tifare per la maglia boh, quelle della Puma coi numeri d'oro di quest'anno non è che siano il massimo francamente. Si è visto di meglio. Quanto alle bandiere, lasceremmo volentieri il problema di esporle oppure no ai tedeschi che l'hanno risolto brillantemente mettendosi addosso qualsiasi tipo di gadget e parrucca coi colori della loro bandiera: carnevale, mica parate. Quanto ai fascistelli da strapazzo che funestano le partite dell'Italia coi loro tricolori, le scritte in caratteri gotici, e i festeggiamenti con i cori
"duce duce" a piazza Venezia, urge riprendersi la bandiera? Che fatica. E se tifassimo Italia sventolando la bandiera del Ghana, magari? Tra noi, ci capiremmo lo stesso.
D) Catenaccio e Contropiede. Il peccato originale del calcio italiano è anche la ragione profonda dei suoi successi e del suo aspetto attuale. Nato tra Francia e Svizzera (Karl Rappan), perfezionato da Nereo Rocco e Helenio Herrera, infine teorizzato da Gianni Brera che inventò il termine libero, scrisse un'intera storia del calcio italiano per spiegare che il catenaccio ne sarebbe stato il compimento teleologico, e ne trovò il sostrato culturale nella fame contadina, nella lotta partigiana, in Machiavelli e in Guicciardini. Da almeno cinquant'anni ce lo rinfacciano ovunque. Come la pizza e gli spaghetti. Nonostante Arrigo Sacchi (e il suo mentore Silvio Berlusconi), e nonostante il Gambero Rosso. E nonostante le quattro punte in campo alla fine di Italia-Germania, si suppone messe lì da Lippi anche per parare gli attacchi degli offensivisti in caso di sconfitta, manco fossimo negli anni 60. Ma il catenaccio mica sarà più brutto di Calciopoli?
E) Gli Abatini. Da Rivera ad Achille Del Piero, a Totti quando toglie la gamba cioè quasi sempre dopo che è tornato dall'infortunio, a Pirlo. Quella di Pirlo regista davanti alla difesa al posto di un mediano di contenimento, fu un'intuizione di Ancelotti che a sua volta l'aveva copiata da Mazzone (nel Brescia l'ex trequartista Pirlo faceva il doppio regista con Baggio), ed è una delle medaglie di cui si può fregiare l'ultimo Milan. È un tipetto che si muove lento e quasi annoiato, e negli scambi con Totti crea il centrocampo più stiloso visto al mondiale. Che ha sostituito efficacemente i successi ormai un po' passè della moda, del design della cucina italiana, della nostra joi de vivre italiana. Dispiace solo che si sia messo in mutande per Dolce e Gabbana. Se voleva dimostrare di avere stile non era quello il modo.
F) Fabio Grosso. La favola bella. Un bacio anche dai titolisti: Colpo Grosso, Grosso guaio a Germaniatown, eccetera. Pare che in Brasile, la terra che ha inventato il ruolo del terzino volante, grosso voglia dire
"una mezza pippa", e questo dà un tocco di leggiadria alla favola.
G) Perché Prodi ha appena vinto le elezioni (all'ultimo minuto, sarà un vizio...) dunque allo stadio ci va a suo rischio e pericolo, anche a cantare 'o sole mio. Dovesse andar male, glielo va a spiegare poi lui ai taxisti di Roma e Milano che in genere ha sempre avuto culo. Comunque la sola idea di aver scampato la presenza di Berlusconi - con annessi consigli tecnico-tattici e schemini rivelati in esclusiva da Bruno Vespa - è già un successo di immagine e di stile. Gridiamo pure
"forza Italia", dunque, e facciamoci un po' schifo.
H) Teoria della sporca dozzina. Grazie a "tutto quello che è successo" nel calcio, per gli azzurri il Mondiale è ancora adesso una missione segreta dai contorni ancora nebulosi e dagli scopi non meglio identificati. Comunque niente a che fare con la Patria, Dio, la Famiglia.
I) Argomento fine-di-mondo: per il calcio si può rimbecillire, sapendolo prima. In genere, nella vita, di comportarsi da imbecille uno se ne accorge sempre molto dopo, troppo tardi.
L) Vabbè sono soltanto 9 motivi. Ma è l'Italia, mica il Brasile. di Alberto Piccinini06
luglio 2006
L'invasione non c'è stata
«400 clienti hanno guardato le partite con le ragazze»
Al terzo tentativo riesco a parlarle. «Qui c'è sempre molto da fare», mi dice. Al telefono Vanessa è gentile. Cura le relazioni pubbliche dell'Artemis, una delle più grandi case d'appuntamento in Europa. In realtà per l'Artemis non servono appuntamenti: nei 3mila metri quadrati del
"centro benessere" berlinese c'è sempre posto per tutti i clienti, rigorosamente maschi.
La temuta invasione di barbari, assatanati di calcio e sesso, pare non ci sia stata. Se ne era fatto un gran parlare, nei mesi premondiali: almeno 40mila ragazze arriveranno in Germania. Molte, profetizzavano allarmati politici e mezzi d'informazione in ogni angolo d'Europa, saranno costrette a prostituirsi. Chi si occupa del mondo della prostituzione già allora manifestava scetticismo in proposito: non solo sarebbe praticamente irrealizzabile, argomentavano gli esperti, ma organizzare un trasferimento simile per un mese non sarebbe nemmeno conveniente dal punto di vista dei
"guadagni".
Un giro d'affari enorme per le prostitute e le case d'appuntamento tedesche, si diceva comunque. Come va con le frequentazioni? Chiedo a Vanessa.
«Non abbiamo mai creduto ai numeri di cui si parlava. Ci sono alti e bassi, ma le cose vanno bene con i Mondiali». L'Artemis è solo a qualche fermata di metro dall'Olympia Stadion.
Magari l'attenzione dei media ha ridimensionato il fenomeno? «Al contrario, per noi è stata pubblicità. I clienti sapevano della nostra esistenza ancora prima di arrivare», risponde. All'Artemis si sono attrezzati bene per Germania 2006: al posto dei film a luci rosse hanno proiettato gli incontri mondiali.
«Durante le partite abbiamo avuto anche 400 clienti che guardavano le partite con le ragazze», racconta Vanessa.
In Germania la prostituzione è legale. Dopo le rivendicazioni degli anni '90, la legge del 2001 ha regolarizzato la status delle lavoratrici del sesso. L'ex-governo rosso-verde di Schröder nel 2003 ha provato a migliorare la legge, senza incontrare il favore del sindacato di categoria tedesco Hydra, per cui la legge rimane inadeguata e discriminante. Alice Schwarzer, figura di riferimento del femminismo tedesco dagli anni '70, si batte per una legislazione di tipo svedese: lo stato non deve regolare l'offerta, semmai la domanda.
Per le strade, invece, gli "affari" non sono affatto aumentati.
«In questi giorni c'è un via vai continuo di ragazzi con le bandierine della Germania sulla macchina che vengono per divertirsi e prenderci in giro, - racconta una giovane al giornale Elf Freunde.
- Chiedono prezzi scontati per i mondiali». Il fatto è che le lavoratrici del sesso non lo trovano affatto divertente: i clienti restano lontani.
«Non vedo l'ora che finiscano i Mondiali e che tornino gli habitué», dice.
Nell'Artemis lavorano tra le 30 e le 60 ragazze, a seconda della richiesta.
«Funziona un po' come un hotel: le ragazze vengono da noi, pagano 70 euro di ingresso, come i clienti, e hanno la loro stanza dove lavorano».
La maggior parte sono tedesche, ma ce ne sono anche molte che vengono dall'est Europa.
«Se ancora non si sono registrate possono farlo qui da noi, poi noi mandiamo la documentazione alla polizia», spiega Vanessa. E per quel che riguarda la prostituzione forzata?
«Tutti sappiamo che è una realtà, nelle strade come in alcune case private, ma con la legalizzazione il fenomeno è diminuito», rassicura Vanessa. di Matteo Alviti06
luglio 2006
Mancini a Lecce? Non ora
I salentini chiedono al Taranto il “gioiello”, promettendo di lasciarlo un anno in rossoblu e di prestare Agnelli. I soldi della cessione
investiti per Danucci
Due novità, strettamente collegate: riguardano Manuel Mancini e Cristian Agnelli. Strettamente collegate perché riguardano un accordo che il Taranto potrebbe stringere con il Lecce nelle prossime ore. Fatto reso noto già un minuto dopo la fine della stagione: i giallorossi sono da tempo interessati al gioiellino rossoblu e proprio nell'ultime ore sono tornati all'assalto. Un assalto convinto, con tanto di proposta: Angelozzi, diesse salentino, ha fatto presente la volontà del suo club per trattare. E il Taranto, ieri, ha fatto un passo importante: Luca Evangelisti, in compagnia di Lionello Manfredonia, ha avuto un incontro prprio con Angelozzi: il diesse leccese ha formulato la proposta (pare buona) con una clausola. Il Lecce, cioè, è disposto a mettere il giovane sotto contratto fino al 2010 (la stessa durata che ha proposto il Taranto a Mancini) e lasciarlo ancora un altro anno ai rossoblu, in prestito, soprattutto se i giallorossi dovessero essere ripescati in A.
Si tratta, per il momento, di attendere e capire, soprattutto, quale sorte toccherà al Lecce. Ma da questa operazione il Taranto potrebbe comunque uscire arricchito. Per tre ragioni. La prima è che Mancini, almeno così pare, resterebbe un altro anno in rossoblu. La seconda è che il club ricaverebbe una buona somma da investire, eventualmente, per la comproprietà di Danucci che il Catania ha messo in vendita. La terza è che i rossoblu sfrutterebbero poi il canale aperto con Angelozzi per avere Cristian Agnelli, centrocampista classe '85, l'anno scorso alla Juve Stabia.
Tavoli con il Lecce, ma anche con il Catania. E pure con il Bari. Il mercato, logicamente, non guarda alle rivalità dei tifosi né può permettersi di portare all'eccesso questioni di onore, di controllare la storia. Ha una morale, ma soprattutto ha interessi da rispettare e talenti da accaparrarsi. Così, dopo la serie di contatti con il Catania, spunta quello con il Bari per arrivare a Luigi Rana, attaccante al Melfi nella scorsa stagione. Il Taranto lo ha chiesto ai biancorossi, cercando di continuare in quella linea di ringiovanimento dell'organico che sembra essere una delle direttive principali di questo calciomercato.
La storia di Rana (venti anni il prossimo novembre) è analoga a tante, in questi primi giorni di trattative. Cioè: il Taranto lo vorrebbe, ma ancora una volta c'è il Gallipoli di mezzo. Storia che comincia a diventare quasi antipatica, a dir la verità. Sembra un gioco, un inseguimento scherzoso. Invece è tremendamente reale: la società di Barba insegue Rana così come insegue Danucci, Panini, Ancione (tutti del Catania), così come ha quasi soffiato (offrendo molto di più) Califano, così come ha insidiato Pastore e, adesso, insidia Caccavale. Quasi ci fossero in giro fotocopie della lista dei giocatori in mano a Luca Evangelisti, quasi ci fosse uno spionaggio industriale. O, forse, è semplicemente voglia di disturbare.
Il Taranto, comunque, sembra avere alternative e viene dato come attivo al mercato di Milano, pur trovando ancora qualche difficoltà con alcuni giocatori che preferiscono per il momento mettersi in vetrina e sparare alto sull'ingaggio. La società (ieri è arrivato anche il presidente Blasi) non è tuttavia ostaggio della fretta e si prende il tempo necessario per trovare i giocatori che servono senza, per questo, sprecare risorse economiche e appesantire il bilancio. E' aperta, ad esempio, la partita con Pinna, portiere della derelitta Torres: si gioca, appunto, su alcuni dettagli economici che potrebbero essere limati nelle prossime ore, visto anche che su Rossi (l'anno scorso al Grosseto) si è piombato il Pescara.
E nelle prossime ore dovrebbero arrivare anche le prime conferme. Il Taranto, infatti, ieri ha cominciato a parlare anche di questo. Prima incontrando Gianni Prete, procuratore di Caccavale, Pastore, Ambrosi e Di Domenico. Salvo che per quest'ultimo, i rossoblu starebbero cercando di trattenere gli altri. Se per Pastore sembra cosa quasi fatta, leggermente più complicata appare la trattativa per Caccavale, che è continuamente tentato dal biennale propostogli dal Perugia e, come detto, dal Gallipoli, ma anche voglioso di restare a Taranto. Per vestire ancora la maglia rossoblu, però, Caccavale chiede un biennale alle stesse condizioni del contratto della passata stagione e su questo si sta trattando. Per Ambrosi, invece, il discorso è diverso: il giocatore ha ancora un anno di contratto con il Taranto, ma la società ha proposto una riduzione dell'ingaggio (forse con un allungamento di un altro anno), viste le difficoltà della scorsa stagione. Vicinissime, invece, le conferme di Mortari e Catania. Il resto dei contatti non sono novità, ma di certo ieri a Milano è stata una giornata frenetica. Evangelisti è al lavoro, con la benedizione di Blasi. Forse oggi ci saranno le prime novità.
di Fulvio Paglialunga06
luglio 2006
«Attenzione al giustizialismo»
«Ci difenderemo con i nostri argomenti, sono ottimista»
Il pomeriggio di un giorno da cani dell'avvocato Ugo Longo, si è appena concluso. Alle 7 di sera, con davanti a sé la prospettiva di una lunga notte di preparazione propedeutica alla deposizione odierna di Lotito, quello che fu il coraggioso presidente di una Lazio accerchiata dai debiti della gestione Cragnotti e il legale della società in altre importanti momenti della propria storia, dà l'impressione di essersi trovato davanti a una montagna più difficilmente scalabile del previsto. È gentile comunque, sconfortato forse.
Avvocato Longo, qui tira una brutta aria.
La preoccupazione è tanta, inutile negarlo. Forte però, è anche la voglia di far emergere la verità. Se pure nel tentativo di salvaguardare la sua squadra, qualche errore nel comportamento di Lotito c'è stato, credo si sia lontanissimi dal tentare artatamente di condizionare il risultato di una o più partite. Qui nell'esposizione dell'accusa si va addirittura oltre.
Altro che estraneità. L'impianto accusatorio, se confermato, spingerebbe la Lazio, dove neanche il più pessimista tra i tifosi avrebbe immaginato.
Mi sembrano richieste molto pesanti, gravi direi. Ci difenderemo con i nostri argomenti, c'è una corte che giudicherà, speriamo con serenità e obbiettività. Di principio sono ottimista.
Ha sentito Lotito? È fiducioso anche lui?
L'ho sentito, è turbato. Non può essere tranquillo per le richieste esplicate in aula.
Oggi Lotito comparirà davanti al giudice. Quale sarà la vostra linea difensiva?
Lotito confermerà quello che già ha avuto modo di esporre in procura a Napoli. Noi escludiamo che sia stato commesso un illecito sportivo in relazione alle gare che vengono contestate: per quanto ci riguarda, Lotito non ha mai avuto contatti con designatori, arbitri o guardalinee. Ci sono tutt'al più conversazioni con Mazzini, che rientrano nell'ambito di discorsi che nascono e muoiono nell'ambito di una telefonata, si esauriscono lì. La telefonata con Mazzini prima di Bologna-Lazio rispecchia un modo di dire, espressioni abbastanza usuali al telefono, non parole rivelatrici di un dolo. Mazzini l'ha spiegato bene: non vanno misurate col bilancino, vanno interpretate.
Ma un sistema Moggi esisteva?
Sicuramente le situazioni di potere esistevano. Le lobby esistono dappertutto, non sono un'invenzione. Prima di dire che si sono consumati illeciti, io aspetterei un attimo: ci sono tante valutazioni da fare, elementi da verificare. Non vorrei che la superficialità facesse un brutto scherzo. La fretta spesso non si concilia con gli approfondimenti: vorremmo un giudizio accurato, che tenesse conto di tutti gli aspetti giudiziari, non influenzato da ostacoli che potrebbero portare a deviare dal corso della giustizia.
Se confermate le condanne diventerebbero un problema di ordine pubblico?
Le preoccupazioni sono sulla stessa sopravvivenza, sulla credibilità del calcio. Un rinnovamento credo fosse comunque necessario e altro, molto altro, si dovrà fare in questa direzione. Tutti auspichiamo che il calcio sia pulito e trasparente. Non vorrei però che si facesse di tutta l'erba un fascio, che ci fosse del giustizialismo fine a se stesso: potrebbe avere effetti iniqui. Partire dalla serie B con meno 15, significa, fuor di metafora, serie C. Non hanno fatto questa gran differenza tra i comportamenti della Juve, della Lazio e quelli della stessa Fiorentina. Da tifoso della Lazio sono addolorato, amareggiato, incredulo, da professionista vorrei fare tutto il possibile per tirare ancora una volta la società fuori dai guai. In ogni caso ci siamo da sempre, nei guai.
Quanto si allontana il processo dell'estate 1980 da quello di oggi?
Sotto l'aspetto mediatico hanno molte cose in comune, all'epoca c'era più ingenuità e non si era ancora capito che tipo di business fosse il calcio. Dal punto di vista processuale non c'era l'uso così massivo della ricerca della prova tramite le intercettazioni telefoniche. A volte sono fuorvianti, forniscono il supporto per una suggestione collettiva che può avere effetti devastanti.
E la Roma avvocato? Possibile fosse fuori da tutto?
Qui non mi faccia parlare, sono un tifoso e non sono credibile sotto questo aspetto, qui mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
di Malcom Pagani05
luglio 2006
Taranto, occhi sui
giovani
Evangelisti e Galigani già a Milano. Oggi li raggiungerà il presidente Blasi
Il mercato del Taranto entrerà nel vivo anche nelle sale dell'Hotel Ata Quark di Milano. Di carne al fuoco, però, ne è stata messa abbastanza. La dirigenza rossoblu non si nasconde e ha manifestato il desiderio di comporre una coppia di centrocampisti davvero preziosa per la categoria: il disegno sarebbe quello di affiancare Manuel Mancini e Ciro Danucci. La situazione è abbastanza fluida e, se non accadranno eventi clamorosi, destinata a trascinarsi per qualche giorno. Il Taranto vuole proseguire il rapporto con Mancini il cui contratto scade nel 2007. C'è però da capire come si evolverà il mercato: la volontà di trattenere il talento romano è tanta, anche se un'offerta di una società cadetta potrebbe far sorgere qualche pensiero in più al presidente Blasi. Il centrocampista si è messo in grande evidenza ed è finito nel taccuino di società importanti. Se non arriverà una proposta irrinunciabile, Mancini dovrebbe continuare a vestire il rossoblu.
Per certi versi analoga la situazione di Danucci. Cambia la prospettiva derivante dal fatto che il forte mediano è di proprietà del Catania; identica è lo scenario che presenta una trattativa rispettosa dei suoi tempi. Il ragazzo nato a Manduria è stato richiesto da numerose società tra cui il Taranto. Il Catania si trova nelle condizioni di monetizzare e, al momento, preferirebbe optare per cedere il giocatore con la formula della comproprietà senza diritto di riscatto. Oltre al club rossoblu, c'è il Gallipoli e un paio di società di serie B. E' pacifico che il centrocampista preferirebbe una destinazione cadetta. Taranto e Gallipoli, però, sarebbero piazze gradite, data la vicinanza con il suo paese di origine. E' una trattativa complicata che, magari, potrebbe smuoversi in altro modo. Il Catania ha, qualche giorno fa, prelevato dalla Cavese il difensore Manuel Panini e dall'Igea Virtus il centrocampista offensivo, Daniele Ancione. Queste due pedine potrebbero arrivare a Taranto nel caso in cui la società ionica versasse alla società etnea denaro per la comproprietà di Danucci. E' un'ipotesi, non certamente da scartare a priori.
I desideri di mercato rossoblu sfiorano ancora una volta il territorio catanese. Il difensore Massimo Lo Monaco sarebbe diventato un elemento appetito dal Taranto, ma anche in questo caso la concorrente più minacciosa sarebbe il Gallipoli, oltre al Teramo. Un derby infinito tra i due sodalizi pugliesi che sembrano incrociarsi in diverse operazioni. Il club ionico è alla ricerca di un portiere. Gori e Gentili, con ogni probabilità, non saranno confermati. Soprattutto il primo sarebbe tentato da una corte serrata che sembra gli stia facendo il Venezia, appena promosso in C1. Il nome di Marconato rimane in stand-by: l'estremo difensore della Pro Vasto ha diversi estimatori e tra questi c'è il responsabile dell'area tecnica. Luca Evangelisti. Oltre a Marconato, in lizza per difendere i pali della porta rossoblu, ci sarebbe anche Francesco Rossi, rimasto praticamente sul marciapiede dopo che la Salernitana gli ha preferito a sorpresa l'esperto Mancini. Impossibilitato a tornare a Grosseto, squadra di appartenenza negli ultimi due anni, Rossi avrebbe avuto un contatto con qualche squadra del Sud, tra cui c'è il Taranto. Restando nel settore difensivo, bloccato l'esterno destro Rocco Paris del Lanciano (da cui non dovrebbe più arrivare il serbo Bolic), ci sono due elementi per la fascia mancina: Giovanni Bruno e Luigi Di Simone. Il primo appena svincolatosi dal Frosinone; il secondo gradito al tecnico Papagni che ha già avuto modo di allenare. A centrocampo altro elemento bloccato è stato Gianluca Procopio che, dopo aver rotto con il San Marino, è in cerca di sistemazione. Taranto sarebbe una piazza allettante. Sotto osservazione ci sono sempre Danilo Coppola, l'ultima stagione in forza all'Acireale e l'argentino Cejas che nell'ultimo campionato ha militato nel Giugliano.
Il reparto di attacco è sempre quello che, di questi tempi, solletica maggiormente la fantasia. Si cerca un elemento forte fisicamente che, eventualmente, possa costituire una coppia ben assortita con Andrea Deflorio, sempre che il barese resti in rossoblu. Il primo obiettivo è Luigi Dipasquale, ma ci sono sempre da verificare le condizioni fisiche del giocatore, l'anno scorso assente per un lungo infortunio.
Piace molto anche il potente Marco Ascenzi di proprietà dell'Ascoli. In seconda battuta Diego Albano, l'anno scorso alla Spal.
di Luigi Carrieri05
luglio 2006
Abbonamenti a rate
L'ultima idea del club di via Umbria
«Voglio 6mila abbonati». È questo il desiderio espresso da Gigi Blasi alla vigilia del varo della campagna-tesseramenti per la nuova stagione 2006-2007 in C1. Il direttore generale, Vittorio Galigani, sta lavorando alla realizzazione di un progetto importante che dovrebbe partire fra 10-15 giorni al massimo. Si sta pensando ai cosiddetti
"abbonati-sostenitori" sullo stile della spagnola Barcellona di cui il presidente rossoblù è appunto un socio.
«Forse sono stato un po' frainteso - ha detto Blasi -
allorché ho parlato di un caffè al giorno da risparmiare e versare nelle casse sociali del Taranto. Volevo intendere che il costo di un abbonamento poteva essere rateizzato. Il nostro intento, infatti, è proprio quello di studiare delle opportune formule in grado di non far pesare sui tifosi il pagamento della somma occorrente in un'unica soluzione». Gli acquirenti delle preziose tessere potranno godere di alune inziative collaterali, che sono ancora in fase di studio, finalizzate a usufruire di altre iniziative collaterali.
di Giuseppe Dimito05
luglio 2006
Il Taranto sbarca a Milano
Il diggì Galigani e il diesse Evangelisti sono già all'Ata Quark Hotel. Oggi arriva il presidente Blasi. Bruno (Frosinone) sempre più vicino. Su Califano c'è il Gallipoli
Il dg Galigani e il ds Evangelisti hanno raggiunto da ieri pomeriggio l'Ata Quark Hotel, dove oggi arriverà anche il presidente Blasi. L'obiettivo della triade è quello di risolvere subito il discorso relativo ai rinnovi contrattuali e contestualmente di concludere qualche operazione in entrata. Una riguarda il difensore di fascia sinistra Bruno ex Frosinone, segnalato vicino al Taranto. Il giocatore barese non rientra più nei piani del club laziale e avrebbe raggiunto un'intesa con Evangelisti già da qualche giorno. La firma del contratto sembra una pura formalità, nonostante le pressioni del Gallipoli che vorrebbe accaparrarsi il forte mancino. E a proposito del club salentino, il diesse Pagni si è inserito prepotentemente nella trattativa tra il Taranto e Califano. L'ex punta del Giulianova aspettava di firmare un contratto annuale con i rossoblù, ora, invece, sta valutando l'offerta dei giallorossi, anche se il Taranto non ha perso le speranze di tesserare l'esperto bomber di Pagani. Sempre col Gallipoli è in corso un braccio di ferro per Danucci. Il centrocampista carosinese cerca una sistemazione in B, ma nel caso dovesse optare per la C1, vestirebbe più volentieri la maglia della sua città. La società di via Umbria, comunque, ha delle alternative a Califano e Danucci. Per l'attacco si seguono i vari Morante, Di Pasquale, Pellicori e Ascenzi, mentre per il posto in mediana resta vivo l'interesse per l'argentino Cejas, nell'ultima stagione protagonista col Giugliano e per Procopio (San Marino). Ma Evangelisti è anche sulle tracce di altri elementi. Per il ruolo di portiere il sogno è Marconato, ma non arriverà per incompatibilità tra società rossoblù e il suo procuratore Marrone. Nel mirino ci sono Pinna della Torres e Rossi del Grosseto, anche se radio mercato dice che la scelta alla fine potrebbe cadere su uno tra Spadavecchia, riserva del Bari, e Fumagalli del Melfi. Ci sono nomi caldi anche per il settore arretrato. Piacciono Di Simone (in alternativa proprio all'ex frusinate Bruno), Succhiarelli (Andria) e Braca (Rende).
di Enrico Sorace05
luglio 2006
"Quelli dell'Inter a cena con Bergamo"
Della Valle: "Se condannano la Fiorentina, lasciano il calcio italiano in mano al Milan, vale a dire una squadra che ha i diritti televisivi e le televisioni". "Pronto a rivolgermi alla Corte di giustizia europea, passeranno sul mio cadavere. Non sono sullo stesso piano di Moggi, giraudo e Carraro"
Il tono è quello dei giorni peggiori. Perché Diego Della Valle si sente tradito. Da tutti. Dalla giustizia e dai giudici, dal commissario Guido Rossi e dal sistema, dai carabinieri e dai giornali. Un assedio che ha intenzione di rompere. Almeno nelle intenzioni annunciate ieri ai suoi collaboratori, durante le infinite riunioni preparatorie alla giornata di oggi, quando esporrà, davanti alla corte, la sua linea difensiva.
"Se mi vogliono condannare - è il presupposto -
Dovranno passare sul mio cadavere. Sono pronto a tutto, anche a rivolgermi alla Corte di giustizia europea".
La requisitoria del procuratore federale Stefano Palazzi, quelle parole così precise e pesanti da sembrare, alle sue orecchie, a tratti quasi feroci, lo hanno colpito nel segno. E se nemmeno dieci giorni fa, nella splendida cornice di un albergo romano a due passi da via Veneto, Della Valle si era detto
"fiducioso nell'operato della giustizia sportiva"
e aveva limitato le proprie recriminazioni a un generico appello a non
"farsi prendere la mano dalla fretta", se allora, insomma, aveva evitato di fare qualunque tipo di polemica, adesso è un fiume in piena e non risparmia più nessuno.
"Ora basta - quasi urla ai suoi collaboratori -
questo non è più il momento di stare fermi e immobili ad aspettare la giustizia. Bisogna intervenire. È inutile stare qui ad aspettare che questi decidano... Anche perché hanno già deciso, per questo non hanno interesse ad ascoltare le tesi delle difese, per questo non vogliono far parlare i testimoni".
È una sorta di complotto involontario quello che Della Valle ha intenzione di denunciare. Non è che qualcuno vuole il male della Fiorentina in particolare, però è come se così fosse: perché la voglia di chiudere in fretta il processo produce lo stesso effetto. E questo lo fa inferocire.
"Mi si chiude lo stomaco dalla rabbia. Anche perché sono convinto che la sentenza sia già stata scritta, vogliono chiudere di corsa, entro il venti
(il venti luglio, giorno in cui è prevista la sentenza definitiva, ndr),
vogliono punire tutti in maniera esemplare ed ergersi poi ad eroi del calcio italiano.
Guido Rossi pensa di essere sopra a tutti, a metà tra Lippi e il
Padreterno". Ma non tutto andrà come "loro" pensano, perché
"la fretta li sta facendo sbagliare".
"Nel deferimento - cita ad esempio Della Valle - ci sono un sacco di errori, Palazzi mi ha confuso più volte con un'altra persona. Poi scrive che sono stato a mangiare con Bergamo a Coverciano mentre ero altrove. Quando ero a Bagno a Ripoli, Palazzi scrive Bagno a Rivoli. Fa pure gli stessi refusi dei
carabinieri". Ed è anche su dettagli come questi che Della Valle vuole attirare l'attenzione oggi.
Non è, ovviamente, soltanto un problema formale: "Il punto è che nella realtà non è accaduto nulla di quanto dice Palazzi. Se qualcuno si prendesse la briga di leggere le nostre carte, la nostra memoria difensiva, allora, sì, capirebbe. O quanto meno ci darebbe le stesse chance di difenderci di quelle che vengono date a Palazzi di accusarci...". La battaglia di Della Valle, a sentire chi ieri ci ha parlato per tutta la giornata, non riguarda solamente la singola posizione della sua squadra. Quello che il presidente vuole impedire, sono gli effetti collaterali per l'intero mondo del calcio italiano, che rischia moltissimo:
"Perché questi non si accorgono che così facendo, condannando una squadra come la Fiorentina, lasciano il calcio italiano in mano al Milan, che ha i diritti televisivi e le televisioni e che continuerà a fare quello che vuole, come vuole e quando
vuole". Perché poi, alla fine, il discorso è sempre quello lì: il potere ce l'ha chi ha in mano la televisione:
"E noi della Fiorentina di questo potere non ne abbiamo. Basti pensare che non abbiamo ancora nemmeno stipulato il contratto per i nostri diritti".
I motivi di disappunto sono anche molti altri. E lui continua ad elencarli per tutto il giorno, partendo sempre da quello che lo riguarda più da vicino.
"Non posso accettare di essere stato messo sullo stesso piano di Moggi, Giraudo e Carraro. Io credo che chiunque abbia sbagliato debba essere mandato a casa, senza nemmeno pensarci su. E questi se ne devono andare. Ma io non c'entro nulla con loro e il procuratore Palazzi ha chiesto la mia condanna per una cosa che non ho commesso". E qui le confidenze di Della Valle ai suoi diventano uno sfogo:
"Chiedono la mia testa sulla base di un teorema, il teorema Palazzi, costruito attorno al disegno di tre carabinieri che hanno cucito le intercettazioni così come hanno voluto.
Sapete cosa c'è contro di noi? Contro di noi ci sono solamente alcune intercettazioni di Innocenzo Mazzini, un personaggio che con noi faceva la parte del vicepresidente della Figc, poi alle nostre spalle millantava qualsiasi cosa. Non c'è nient'altro. E pensare che noi Mazzini lo tolleravamo solo perché sapevamo che era quello che era. Adesso ci vogliono crocifiggere per una leggerezza del genere, se la possiamo chiamare leggerezza. Per il resto non c'è un fatto, non c'è una circostanza. Tutto quello che secondo il teorema Palazzi sarebbe dovuto succedere, non si è mai verificato".
Della Valle non ha intenzione di fare sconti a nessuno e oggi dirà quello che deve dire. Anche
"che bisognerebbe capire chi ha venduto quelle intercettazioni quando sono finite sui giornali la prima
volta".
"I magistrati di Napoli sono convinti che si sia trattato di una fuga di notizie fatta ad arte per evitare l'arresto di alcuni indagati. Io sono convinto, invece, che ci sia un filo conduttore con l'uscita della Roma dalla corsa alla Champions League. E non è un caso che le intercettazioni siano uscite sul Romanista proprio quando noi siamo entrati in Champions". E qui si fa allusivo:
"Hanno innescato un virus... Gli investigatori erano partiti da Juve e Milan... Come Lotito ce ne sono altri dieci, ma loro li hanno tenuti fuori e si sono accaniti su di noi. Le cene da Bergamo le faceva anche l'Inter!".
Quindi, la promessa: "Io voglio fare la Champions perché non ho fatto nulla di quello che dicono. Per ottenere giustizia siamo disposti a tutto anche a ricorrere alla Corte di giustizia europea. Siamo gli ultimi arrivati e vogliono che paghiamo il biglietto per tutti. È
assurdo". di Marco Mensurati05
luglio 2006
Mercato in fase di lancio
Il Taranto a Milano per avviare la campagna acquisti: su Califano c'è l'operazione di disturbo del Gallipoli. Portiere: spunta il nome di Rossi del Grosseto. Piace Ascenzi
Magari non decollerà da oggi, ma il mercato del Taranto è in fase di lancio. Di certo partono le giornate milanesi della società, con la tre-giorni di missione del front office rossoblu. Missione un po' esplorativa, un po' mirata. Qualche contatto, qualche accordo, qualche conferma: il Taranto sembra arrivarci con le idee chiare, ma senza fretta. Senza, cioè, la voglia di partecipare ad aste, senza svenarsi in lotte al rialzo con altre società che, magari, in questo momento conducono solo azioni di disturbo.
La società ha ampia possibilità di manovra, avendo il pieno accordo con il tecnico. Papagni, infatti, non ha messo vincoli ai dirigenti: ha spiegato, nella lunga riunione tenutasi il giorno della firma del nuovo contratto, quali sono i reparti che, a suo dire, andrebbero rinforzati e come intervenire. Ha spiegato le caratteristiche dei giocatori funzionali al suo progetto, senza fare esplicite menzioni. La conferma del tecnico della promozione ha, però, ampliato la rosa dei giocatori destinati a rimanere in rossoblu: Papagni ha grande fiducia nel gruppo che ha conquistato la C1 e ha stilato un elenco dei confermabili, tutti con il contratto scaduto e da rinegoziare. Il tecnico vorrebbe ripartire da una sostanziosa base di giocatori che conosce come Caccavale, Pastore, Deflorio, Mortari, De Liguori, Catania e Gori. La nuova firma di questi giocatori è ovviamente subordinato al ritrovamento dell'intesa economica, obiettivo non impossibile.
Proprio la nuova avventura di Papagni alla guida del Taranto ha, tra l'altro, rivalutato alcune figure. Quella di Ambrosi, ad esempio: lo sfortunato attaccante rossoblu ha ancora un anno di contratto ma è stato a lungo in odore di rescissione. Il tecnico di Bisceglie, invece, avrebbe chiesto la conferma del giocatore, del quale ha grande stima, dimostrata nel corso della fase finale della stagione, con tanto di scambi pubblici di “cortesie” verbali. E quella di Sirio Silvestri, che Papagni ha avuto con sé ad Andria e Bisceglie e per il quale ha una grande considerazione: il centrocampista rossoblu, fermo quest'anno per via della squalifica per doping, rientra - a quanto si apprende - nei piani del tecnico e potrebbe essere messo nuovamente sotto contratto, dopo un anno di sofferenze dall'esterno.
Ci sono, poi, gli altri giocatori che ancora sono contrattualizzati con il Taranto. La questione più delicata è quella di Manuel Mancini, autentico gioiello di questa sessione di mercato: la società vuole trattenerlo, a costo di fare dei sacrifici (l'aumento dell'ingaggio) e delle rinunce (a tutte le offerte che stanno arrivando per il piccolo artista). Sarà forse a Milano che Blasi incontrerà Lionello Manfredonia, procuratore del giocatore, per trattare il prolungamento del contratto fino al 2010 e l'adeguamento del compenso. Dovrebbe rimanere anche Larosa, mentre per Micallo la situazione è da valutare e Malagnino, che Papagni però vorrebbe tenere, almeno per il momento, in considerazione, potrebbe andare in prestito ad una società che ne garantirebbe l'impiego. Partirà per il ritiro con i rossoblu anche Manoni, altro sfortunato protagonista della stagione: le condizioni fisiche del centrocampista (reduce da un brutto infortunio al ginocchio) verranno valutare a Penne e, poi, verrà deciso se mettere il giocatore sotto contratto o meno.
Il piano dei rinforzi, invece, prevede una rosa ampia di nomi, sui quali spiccano alcuni. Il Taranto è fermo solo apparentemente, perché ha da tempo avviato i suoi contatti per completare l'organico e renderlo competitivo. Cui sono, però, alcuni fastidi che giungono da società rivali. Sembra, ad esempio, che il Gallipoli stia puntando agli stessi nomi sui quali ha messo gli occhi il club rossoblu. E' il caso di Danucci, centrocampista di Carosino di proprietà del Catania (l'anno scorso alla Sangiovannese), che è stato contattato anche dalla società di Barba. Ma è, pure, la stessa situazione che sta rallentando la marcia su Califano: al bomber del Giulianova è arrivata infatti un'offerta (pare economicamente simile) dei salentini. Adesso Califano è dubbioso e vorrebbe decidere sulla base dei programmi delle due società, per pesare le ambizioni. Proprio per liberarsi di questa “marcatura” del Gallipoli il Taranto sarebbe pronto a abbozzare un contatto con Castillo, fuoriclasse argentino dei giallorossi: quasi un invito a lasciare via libera per il “Califfo”.
Se per l'esterno destro difensivo del Lanciano, Rocco Roberto Paris sembra ormai fatta, il Taranto sta anche cercando di arrivare a Giovanni Bruno, esterno sinistro di Carbonara l'anno scorso in forza al Frosinone (adesso svincolato). Il ventiseienne difensore prenderebbe il posto di Manni nella formazione titolare, ma non è detto che il terzino sinistro rossoblu di questa stagione finisca altrove: potrebbe esserci anche un accordo per un rinnovo, proprio sulla base delle richieste di Papagni. Per il lato sinistro della difesa, però, c'è anche Luigi Di Simone (l'anno scorso al Manfredonia), che ha dalla sua il vantaggio di essere già stato alle dipendenze del tecnico rossoblu. Altro nome spuntato per l'attacco, dopo quello (sempre attuale) di Dipasquale, è quello di Marco Ascenzi, l'anno scorso a Manfredonia e di proprietà dell'Ascoli. In porta, invece, i nomi che circolano lasciano intendere come la conferma di Gori non abbia comunque chiuso il capitolo-titolare: Indiveri, ex del Martina e Francesco Rossi, del Grosseto, sarebbero stati contattati. Il primo avrebbe già rifiutato l'offerta. di Fulvio Paglialunga04
luglio 2006
Taranto, Bruno e Califano i primi obiettivi
Da domani a venerdì il presidente Blasi, il direttore sportivo Evangelisti e il direttore generale Galigani saranno a Milano. Rinforzi in arrivo. Danucci aspetta la serie B. Rinnovi contrattuali: appuntamento all'Ata Quark Hotel
Da domani e fino a venerdì il Taranto sarà presente all'Ata Quark Hotel, sede milanese del calciomercato, che da ieri ha aperto ufficialmente i battenti. Blasi, Evangelisti e Galigani hanno diversi incontri in agenda e non è escluso che entro la fine di questa settimana giungano le prime novità sul fronte arrivi. Ma la priorità è rappresentata dal rinnovo dei contratti con una parte dei calciatori della passata stagione, su tutti Pastore, Caccavale, De Liguori, Mancini, Catania e Deflorio, elementi di peso su cui poggerà il nuovo Taranto del confermato Papagni. Il tecnico avrebbe chiesto di trattenere anche Gori, Manoni, Silvestri, Prosperi, Larosa e Mortari, nonostante quest'ultimo sia fresco di intervento al ginocchio, con tempi di recupero stabiliti in cinque mesi. L'appuntamento con quasi tutti è fissato a Milano, ma non è escluso che la società con qualcuno si incontri a Taranto. Per quanto riguarda le operazioni in entrata, sono annunciati sei-sette movimenti importanti, che porteranno in rossoblù un portiere, due difensori, due centrocampisti e uno o forse due attaccanti, ma si cerca anche qualche giovane da valorizzare. Un paio di annunci sembrano ormai vicini. Quello dell'esperta punta Califano, ex Giulianova, pronto a firmare un contratto annuale con la società del presidente Blasi, e quello del 26enne difensore mancino Bruno, nativo di Carbonara, reduce da due stagioni con la maglia del Frosinone (è in scadenza di contratto). Due pedine su cui è pronto a scommettere il diesse Evangelisti che segue con attenzione anche il portiere Pinna, i difensori Paris e Di Simone, ma soprattutto Danucci, corteggiato anche dal Frosinone neopromosso in B. L'alternativa a Danucci è Cejas. Per l'attacco non sono da trascurare le piste che conducono a Di Pasquale, Pellicori e Morante. In uscita sono prossimi all'addio il portiere Gentili, i difensori Manni, Micallo, Martinelli e Capone, il centrocampista Malagnino che andrà a farsi le ossa in C2 e l'attaccante Di Domenico. Incerto, invece, il futuro di Ambrosi.
di Enrico Sorace04
luglio 2006
Sopralluogo allo stadio
Visita del commissario prefettizio Blonda ieri allo "Iacovone". I lavori di manutenzione straordinaria da effettuare
Effettuato ieri mattina il previsto sopralluogo allo "Iacovone". Per il Comune di Taranto erano presenti il dott. Tommaso Blonda, il sub commissario dott. De Luca, l'ing. Raho e l'arch. D'Elia. Per la Taranto sport c'era il direttore generale, Vittorio Galigani. Hanno verificato i vani spogliatoi, l'impianto elettrico, la caldaia, i cancelli che conducono sul terreno di gioco, il campo "B", la sala stampa e altri accessori. Al termine della visita, il dott. Blonda ha dato mandato ai tecnici comunali di predisporre un dettagliato preventivo dei lavori da eseguire con l'indicazione della somma necessaria. Galigani:
«Non c'è al momento la data precisa in cui ci rivederemo. E' evidente che bisognerà attendere l'ultimazione dei lavori. Dopo ci potremo sedere a tavolino e discutere del canone da pagare. Confermo che il Taranto è disponibile fin da questo momento ad assolvere al dovuto. Bisogna soltanto quantificare la somma. Un conto è avere a disposizione uno stadio con tutte le comodità, un altro è averne uno con qualche
ruga». È evidente che ai lavori commissionati ieri, ci sono da aggiungere la videosorveglianza e la perimetrazione dello stadio i cui tempi di realizzazione non dovranno superare il 31 dicembre per tener fede al Decreto Pisanu. Per quanto riguarda il famoso caso-Passiatore il Collegio arbitrale ha fissato la data del 21 luglio venturo per discuterlo. L'auspicio che si scriva la parola
"fine" sulla vicenda che si protrae, fra ricorsi e controricorsi, da almeno due anni: o rescissione del contratto o inserimento del giocatore nella rosa.
di Giuseppe Dimito04
luglio 2006
Juve in C, Fiorentina, Lazio, Milan in B
Le richieste del pm Stefano Palazzi al processo del calcio scandalo. I bianconeri esclusi dal campionato, perderebbero anche due scudetti. Da Moggi a Giraudo, da Pairetto a De Santis: 5 anni di squalifica. Solo Galliani se la cava con
due
|

|
|
Brutto
sogno... o speranza? |
Richieste pesantissime, ma in fondo previste. La Juventus in C1 con la cancellazione dello scudetto 2004/2005, la non assegnazione dell'ultimo e 6 punti di penalizzazione. Fiorentina, Lazio e Milan in serie B: 15 punti di penalizzazione per viola e biancazzurri, 3 per i rossoneri. Per quasi tutti i singoli imputati, a partire da Moggi, Giraudo, Carraro, Bergamo, Pairetto, i Della Valle e Lotito, 5 anni di squalifica con proposta di radiazione. Va meglio solo ad Adriano Galliani: due anni.
Ecco dunque, il succo della pesantissima requisitoria del pm del calcio Stefano Palazzi. Quelle che gli imputati si potevano attendere a meno pensare di un'improvvisa ventata di clemenza che, comunque, non toccava all'accusa. Palazzi è stato chiarissimo: "Non c'è nessun millantato credito", nelle telefonate, nelle cene, negli incontri segreti, dunque, si faceva sul serio, si cercava di falsare i campionati e, alla fine, ci si riusciva.
"La verà finalità - dice infatti il procuratore -
era determinare arbitraggi favorevoli alle società, che di volta di in volta hanno beneficiato di questi favori. In particolare la Juve"
Juventus. Per questo la società bianconera va esclusa dal campionato di serie A: Guido Rossi, in base alle regole, dovrebbe assegnarla al campionato di C1 dove partirebbe con 6 punti in meno. La richiesta si differenzia dalle altre proprio su questo punto. L'esclusione dal campionato di serie A, infatti, mette la società nelle condizioni di non avere titolo sportivo per iscriversi a qualunque torneo. Tocca, dunque, al presidente della Figc stabilire da che livello la Juventus potrà ricominciare. Perciò si può parlare di C2 o C1, ma non di serie B.
Palazzi è convinto che il sistema partiva da Moggi e Giraudo e, quindi, dalla Juventus:
"La sofisticazione di questo sistema - spiega nella sua requisitoria -
si desume dall'intervento favorevole degli arbitri soprattutto nei casi dubbi. Questo va valutato in modo particolare. La maliziosità del sistema si evince dal sistema di condizionamento finalizzata a non creare un'evidenza di favori nell'opinione pubblica. Una condotta anche a livello mediatico che lo stesso Moggi portava avanti".
Fiorentina e Lazio. Nessuna clemenza anche per Fiorentina e Lazio: hanno fatto parte del sistema, hanno cercato di orientare i risultati con effetti reali. Le attenuanti delle pressioni ricevute non vengono prese in considerazione: ultimo posto nel campionato di serie A 2005/2006, retrocessione in serie B per entrambe con 15 punti di penalizzazione. Falcidiati i due gruppi dirigenti con 5 anni per tutti (più 5.000 euro di multa per ogni illecito).
Lazio e Fiorentina utilizzavano una sorta di schema fisso per raggiungere i loro obiettivi e ottenere favori arbitrali.
"Uno schema - dice Palazzi - che si ripete sempre nelle partite oggetto di contestazione". Vi sono, spiega Palazzi, "contatti prima della gara tra le dirigenze delle due società e i vertici della Federazione" (Carraro e Mazzini), seguiti da "contatti con i designatori".
La terza fase dello schema prevedeva il contatto con l'arbitro designato per le gare,
"dimostrato - prosegue il procuratore -
dalle modalità di azione sia dei due designatori sia del dottor Mazzini". Lo schema aveva poi una 'fase' post-partita che prevedeva le telefonate di ringraziamento a chi si era impegnato per far si che gli incontri andassero come previsto.
Milan. Sorte appena un po' più benigna per il Milan. Il dirigente Meani cercava di ottenere guardalinee graditi alla società e Galliani approvava il suo comportamento. Dunque: retrocessione in serie B con 3 punti di penalizzazione e "solo" 2 anni a Galliani.
Nella requisitoria, Palazzi smonta quella che è stata la linea difensiva del club rossonero, che ha sempre parlato di Meani come di un collaboratore esterno.
"Meani risulta essere dirigente addetto agli arbitri ed era a pieno titolo tesserato della società Milan. Del tutto irrilevanti pertanto le circostanze addotte per ridurre la portata del suo ruolo".
Palazzi prosegue dicendo: "Meani intratteneva rapporti telefonici con gli assistenti degli
arbitri". Ma Palazzi tira in ballo anche il vicepresidente del club rossonero, Adriano Galliani, che
"approvava la condotta di Meani".
Gli arbitri. Dai designatori Bergamo e Pairetto, al presidente dell'Aia, Tullio Lanese, a Massimo De Santis e alla sua
"combriccola": per tutti Palazzi chiede 5 anni di inibizione. Ci vanno di mezzo, dunque, anche Dondarini, Bertini, Messina, Rocchi, Tagliavento e Rodomonti. Paparesta (vittima di Moggi, ma succube del potere del sistema) se la cava con un anno. Pene più miti anche per i guardalinee coinvolti.
Ora toccherà agli avvocati cercare di smontare la tesi del'accusa e di portare a casa qualche riduzione di pena. Ma la sentenza, comunque, non potrà essere molto meno pesante.
Dimissioni di Bergamo. Questa mattina, prima della requisitoria, il designatore Bergamo ha tentato di salvarsi con le dimissioni dalla Figc. Il procuratore ha chiesto di rigettarle:
"Le dimissioni in questa fase non possono dispiegare gli effetti chiesti da Bergamo e pertanto vanno
rigettate".
Bergamo ha deciso di restituire la tessera della Figc all'indomani dell'ordinanza della Caf che ha accolto l'istanza di non luogo a procedere nei confronti di Cosimo Maria Ferri perché dimessosi dopo l'inizio del procedimento.
L'Inter spera. Uno scudetto revocato (2004-2005), uno non assegnato (2005-2006). La Juve perde così due titoli, rimane l'incertezza su cosa succederà con il secondo dei due, quello di quest'anno. La federazione potrebbe decidere di assegnarlo all'Inter, terza classificata, visto che anche il Milan è sotto inchiesta. Oppure potrebbe decidere, anche in questo caso, di lasciare il titolo vacante. di Fulvio Bianchi04
luglio 2006
Palazzi, una requisitoria durissima
Attese richieste pesanti per tutti. Nei guai anche Galliani:
«Approvava l'attività di Meani». La Juve rischia la cancellazione dal campionato con riassegnazione a B o C

Un attacco durissimo nei confronti del mondo del calcio. Questa mattina, al processo del calcio ha parlato il rappresentante dell'accusa, Stefano Palazzi, ed è stato particolarmentre pesante non soltanto nei confronti della Juventus, ma anche delle altre tre società (Fiorentina, Lazio e Milan) incriminate.
In giornata ci dovrebbero essere le richieste di pena che si prevedono in linea con la requisitoria. Quindi durissime: si ipotizza che per la Juve il pm possa chiedere l'esclusione dal campionato con assegnazione da parte del commissario Guido Rossi ad una torneo di categoria inferiore (sicura la serie B, possibile anche la C1). Probabile, inoltre, che Palazzi possa chiedere l'ultimo posto in classifica per Lazio e Fiorentina che significa la retrocessione automatica in B. Forse leggermente più mite (forte penalizzazione in serie A) la richiesta per il Milan.
Queste sono le ipotesi, dopo la durissima requisitoria del pm che ha negato alcun valore "goliardico" alle telefonate intercorse tra Moggi, Bergamo, Pairetto e altri dirigenti.
«Nessuno millantava - ha detto Palazzi -
La sofisticazione di questo sistema si desume dall'intervento favorevole degli arbitri soprattutto nei casi dubbi. La maliziosità del sistema si evince dal sistema di condizionamento finalizzata a non creare un'evidenza di favori nell'opinione pubblica. Una condotta anche a livello mediatico che lo stesso Moggi portava avanti».
Su Lazio e Fiorentina, l'accusa è stata esplicita. Le due società utilizzavano una sorta di schema fisso per raggiungere i loro obiettivi e ottenere favori arbitrali.
«Uno schema - dice Palazzi, - che si ripete sempre nelle partite oggetto di contestazione».
Vi sono, spiega Palazzi, «contatti prima della gara tra le dirigenze delle due società e i vertici della Federazione»
(nella fattispecie Carraro e Mazzini), seguiti da «contatti con i designatori». La terza fase dello schema prevedeva il contatto con l'arbitro designato per le gare,
«dimostrato - prosegue il procuratore -
dalle modalità di azione sia dei due designatori sia del dottor Mazzini». Lo schema aveva poi una 'fase' post-partita che prevedeva le telefonate di ringraziamento a chi si era impegnato per far si che gli incontri andassero come previsto.
Per realizzare lo schema, conclude Palazzi, le due società e i vertici della Federazione utilizzavano frasi e parole "specifiche". Il procuratore cita in particolare una telefonata di Paolo Bergamo e quella tra Mazzini e il presidente della Lazio Lotito in cui il primo cita la metafora del cane e della lepre.
Molto duro, il pm, anche nei confronti di Adriano Galliani. Palazzi ha parlato di
«un'attività di rilievo disciplinare» perché il vicepresidente del Milan che approvava la condotta di Leonardo Meani (il dirigente addetto agli arbitri) nel richiedere guardalinee di fiducia.
Più tardi sono previsti gli interventi degli avvocati.
In precedenza ci sono state le dimissioni del designatore Paolo Bergamo. Chiaramente un modo per cercare di uscire dal processo come era successo ieri al magistrato Ferri. Palazzi ha chiesto che siano respinte: Bergamo va giudicato con gli altri. di Fulvio Bianchi04
luglio 2006
Bentornato Papagni
Il tecnico è stato confermato alla guida del Taranto, dopo alcune settimane vissute tra l'incertezza.
«Ero convinto che avrei allenato nuovamente questa squadra»
Aldo Papagni, ancora lui. A stare dietro alle indiscrezioni dei giorni scorsi, sembrava che non ci si dovesse più imbattere nell'allenatore barese. E, invece, ecco il colpo a sorpresa. Ieri l'annuncio della prosecuzione del rapporto. Taranto e Papagni viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda non dismettendo il patrimonio comune, eretto con tanto impegno. Si apre una nuova pagina, ma con gli stessi interpreti. Una dimensione più ruvida con cui misurarsi. Il 50enne tecnico barese, nonostante un clima di fredda diffidenza circa un suo rinnovo, anche a distanza di tanti chilometri, non aveva perso le speranze. Le prime parole da neo-tecnico rossoblu sono intrise di un giustificato orgoglio.
«Ero convinto di essere l'allenatore del Taranto - afferma Papagni - Alla fine del campionato mi aveva molto rassicurato la stretta di mano con il presidente Blasi. Lo ringrazio per la parola mantenuta. E poi voglio sottolineare la comunione di intenti che mi lega al direttore generale Galigani e al direttore sportivo Evangelisti. Quest'ultimo ha sempre caldeggiato la mia conferma e avere questa stima da una persona che è nel mondo del calcio da diverso tempo, mi gratifica. Siamo giunti al primo di luglio perchè eravamo tutte e due pieni di impegni. Non è stato difficile ritrovarci».
Dall'eremo di Coverciano non era facile digerire i tanti nomi di tecnici che venivano accostati alla squadra rossoblu.
«Un po' la cosa mi rendeva triste. I colleghi del corso mi facevano notare questo aspetto, anche se i miei pensieri erano rivolti alla tesi da redigere. Dal 12 giugno ho trascorso delle settimane di grande intensità. Io, però, senza peccare di presunzione, ritenevo che fossi la prima scelta. Dubbi in tal senso ne ho avuti pochi. Mi dite che ho superato un nuovo esame? E' proprio così».
Ovviamente si deve anche parlare di calcio, squisitamente tecnico. Si deve affrontare l'argomento mercato, i gradi da cui passare per rinforzare la squadra e soprattutto capire se si possono mettere in pratica le ambizioni della società che, di certo, non si nasconde. La parola playoff aleggia nel Centro Urban, sede della conferenza stampa. Papagni, però, usa il suo proverbiale equilibrio per spiegare le future mosse. «Nel colloquio che ho avuto con i dirigenti, non ho avanzato dei nominativi. Io ho solo indicato i ruoli su cui intervenire. Per quello che concerne la costruzione della squadra, posso dire che partiamo da una buona base. Non so quanti elementi saranno confermati: chi rimarrà con noi, però, dovrà essere stimolato a condividere il progetto della società e, inoltre, dimostrare fedeltà alla maglia. Con che modulo giocheremo? Ho tanti numeri in testa che faccio fatica ad affrontare questo argomento. Scherzi a parte, mi pare prematuro affrontare certi discorsi. Io amo il calcio dinamico, non bisogna essere legati alla rigidità di uno schema. Costruiremo una squadra che abbia la capacità di cambiare».
Alla prima stagioni in C1, Papagni non avrà certo modo di distrarsi. Il traguardo fissato dal presidente Blasi è certamente oneroso.
«E' giusto che una società come il Taranto voglia puntare ai playoff. Non è un obiettivo dichiarato: voglio che tale traguardo sia approcciato in modo intelligente. Fermo restando che abbiamo in teoria due anni per centrare la serie B. Ci devono essere le condizioni per tentare una simile impresa e soprattutto mi auguro che si affronti la stagione con equilibrio e serenità. Capendo, cioè, che non occorre essere al vertice per vedere rispettato un progetto. L'anno scorso eravamo settimi, ma i playoff erano sempre a portata di pochi punti».
Insieme ad Aldo Papagni è stato confermato lo staff formato da Gianfranco Degli Schiavi, allenatore dei portieri e fidato collaboratore del tecnico barese, e Francesco Guicciardini che ricoprirà ancora il ruolo di preparatore atletico.
«Loro sono al mio fianco, non sono dietro di me. Il lavoro di gruppo è fondamentale e queste conferme non possono che cementare i rapporti professionali. Poi con Degli Schiavi c'è un legame che dura da quattro anni e sono contento che si possa ancora lavorare a stretto contatto».
di Luigi Carrieri03
luglio 2006
Taranto, sulla panchina resta mister Papagni
Confermati Degli Schiavi e Guicciardini. La sede del ritiro
è Penne
Le certezze del Taranto, targato 2006-2007, partono come è logico che sia dalla scelta dell'allenatore. Si tratta di una conferma. Aldo Papagni guiderà la squadra rossoblù anche nella stagione che è appena iniziata. L'ufficialità è giunta sabato mattina nel corso di una conferenza-stampa presieduta da Luigi Blasi. Sono state sostanzialmente due le motivazioni che lo hanno spinto il Taranto a scegliere il trainer biscegliese, fresco del conseguimento del patentino di Prima categoria. La prima: la straordinaria cavalcata in C1, partendo da un settimo posto che lasciava poco spazio all'ottimismo dal momento che la squadra era reduce da quattro sconfitte di fila, di cui tre in casa. La seconda: il tecnico della promozione in C1 ha
"sposato" il progetto-Blasi che prevede l'ingresso nei cinque posti utili per disputare i playoff per la B. Riconfermati anche Gianfranco Degli Schiavi in qualità di allenatore in seconda e preparatore dei portieri e Francesco Guicciardini come preparatore atletico. Confermata anche la sede del ritiro, a Penne: si partirà il 19 luglio prossimo e si ritornerà il 12 agosto, il giorno prima dell'esordio nella Coppa Italia Tim. Sistemato il settore tecnico, ora bisognerà costruire il nuovo organico. I contrattualizzati sono cinque: Larosa, Micallo, Malagnino, Ambrosi e Mancini. Stando alle prime indiscrezioni Malagnino ('86) sarà trasferito in prestito in qualche società di C2 per farsi le ossa. Micallo potrebbe essere ceduto ad una formazione napoletana. Ambrosi, reduce da un lieve intervento chirurgico, dovrebbe restare perché il settore tecnico lo ha dichiarato incedibile. Larosa e Mancini partiranno per il ritiro. Stesso discorso per Manoni (sta smaltendo l'intervento al collaterale del ginocchio sinistro) e Silvestri (la squalifica terminerà il 31 luglio). Mortari invece, fresco di operazione al collaterale del ginocchio destro, si aggregherà a Taranto. Gli altri confermati sono: Gori, Caccavale, Pastore, De Liguori, Deflorio, Catania e Prosperi. Per quanto riguarda il piano-rinforzi parla il diesse Luca Evangelisti:
«La scelta della conferma di Papagni è importante. Dà un seguito concreto al progetto iniziato nella scorsa stagione. Per la C2 occorreva una squadra molto esperta per vincere il campionato, soprattutto in una piazza difficile ed esigente come quella tarantina. Ora possiamo un po' ringiovanire il gruppo. In C1 occorre gente di qualità per puntare ai vertici. Prenderemo 6-7 elementi: un portiere, due difensori, altrettanti centrocampisti e punte, più cinque giovani da valorizzare come abbiamo fatto per Mancini. Martedì (domani n.d.r.)
saremo con il presidente a Milano per far firmare i riconfermati. Poi passeremo al piano di rinforzamento. Senza fretta. Se si presenteranno le occasioni, bene. Non ce le lasceremo sfuggire. Caso contrario staremo alla finestra. Fra venti giorni si svincoleranno moltissimi calciatori importanti. E noi saremo lì. A Penne l'organico sarà pronto al 70%, a fine agosto, al 100%». I primi colpi potrebbero essere il portiere Pinna (Torres), il centrocampista Danucci (Sangiovannese), il terzino Riolo (Rende) e l'attaccante Califano (Giulianova). di Giuseppe Dimito03
luglio 2006
Il Taranto si coccola Papagni
Deflorio: «È una garanzia». Pastore: «Ci conosce»
Prima la paura di poter perdere il proprio condottiero. Poi, quasi all'improvviso, la certezza di poter lavorare per un altro anno al suo fianco. La riconferma di Papagni è stata accolta con grande soddisfazione dallo spogliatoio rossoblù. La situazione contrattuale di molti calciatori aveva consigliato di prendere tempo con altri club in attesa che il sodalizio di via Umbria scoprisse le proprie carte. E adesso che il tecnico della promozione siederà sulla panchina del Taranto anche per il prossimo campionato di serie C1, aumentano le possibilità di vedere molti protagonisti della passata stagione ancora in riva allo Ionio.
«Ho appreso la notizia quasi immediatamente - è il commento del capitano Andrea Deflorio - e non posso nascondere la mia soddisfazione. È una persona eccezionale oltre ad essere un allenatore molto preparato. Ci siamo trovati subito in sintonia, ed è riuscito a ricavare sempre il massimo profitto da ogni calciatore. Ho sempre detto che Cuccureddu è il tecnico a cui sono maggiormente legato, ma ritengo che Papagni possa occupare la stessa posizione. Ha delle buone qualità, sarei felicissimo se facesse un'ottima carriera. La mia riconferma? Finora ho atteso le mosse della società, nel prossimo week-end incontrerò il presidente Blasi per rinnovare il contratto». Ivano Pastore, insieme al bomber di Noicattaro, è stato un punto di riferimento per il trainer di Bisceglie. Le sue sensazioni non si discostano da quelle del
"Cobra". «Ho sentito il mister sabato sera e gli ho fatto gli auguri per il Master di Coverciano e per la riconferma che aveva ottenuto. Simonelli ci ripeteva sempre:
"I numeri sono lo specchio di una stagione". Bastava questo detto per poter rinnovare la fiducia a Papagni. Quando è subentrato a Marino ha trovato una squadra al tappeto, reduce da tre sconfitte consecutive e con una piazza che iniziava a contestare. Lui, invece, è riuscito a creare un grande gruppo ed è stato l'artefice della rimonta che ci ha consentito di vincere il campionato». Per Papagni si tratta della prima esperienza in C1, ma il difensore campano è convinto che questo non possa rappresentare un handicap.
«A Giulianova, con D'Adderio nella medesima posizione, arrivammo ai playoff. Anche a Sambenedetto del Tronto, qualche anno fa, Ballardini è arrivato subito nelle prime cinque posizioni». E' sceso sempre in campo, sia con Marino che con Papagni. Emanuele Catania non nasconde la sua soddisfazione in seguito alla fiducia accordata al neopromosso tecnico di Prima Categoria. «Credo che mantenere un'ossatura di base sia la soluzione migliore. Ripartendo dall'allenatore, naturalmente. Lui conosce già le nostra qualità, noi sappiamo cosa dobbiamo fare. E con una squadra già collaudata sarà molto più facile far inserire quei calciatori che verranno a rinforzare l'organico. Il nostro gruppo ha già vinto in C2 e, paradossalmente, ritengo che possa trovarsi meglio in C1. Abbiamo un ampio bagaglio tecnico e l'anno scorso abbiamo spesso faticato al cospetto di avversarie che giocavano esclusivamente sul piano fisico».
di Fabio Di Todaro03
luglio 2006
La triade a Milano per il mercato
Missione di tre giorni per il presidente Blasi, il dg Galigani e il ds Evangelisti. Califano primo obiettivo per l'attacco. Piace Bruno (Frosinone)
Con la conferma del tecnico Papagni, il Taranto ha compiuto il primo passo in vista del campionato di C1. Ora le attenzioni sono tutte concentrate sul mercato che aprirà i battenti da domani. La triade rossoblù salirà a Milano per tre giorni all'inizio della prossima settimana; in agenda la chiusura di qualche operazione già avviata, ma soprattutto le conferme dei giocatori più rappresentativi della passata stagione. Pastore, Caccavale, De Liguori, Mancini, Catania, Deflorio, questi i nomi attorno ai quali sarà costruito il nuovo Taranto, ma hanno buone possibilità di restare anche Gori, Manni, Manoni e Silvestri, elementi graditi a Papagni che ha già fatto il punto sul mercato col diesse Evangelisti. Potrebbe essere vicino l'annuncio di Califano, bomber di provata esperienza, in partenza da Giulianova, ma la società segue con interesse anche i difensori Bruno (Frosinone), Paris, i centrocampisti Danucci (è in programma un nuovo incontro a Milano col suo procuratore Manfredonia), Cejas, Procopio, oltre alle punte Morante, Di Pasquale e Pellicori. Ma il mercato del Taranto è condizionato anche dalle decisioni della Lega in merito alle iscrizioni ai vari campionati. Diverse società sono con l'acqua alla gola e presto potrebbero liberarsi molti calciatori importanti a parametro zero. Entro il nove luglio la Covisoc diramerà l'elenco dei club esclusi in cui, quasi certamente, figureranno Acireale, Avellino, Catanzaro, Chieti, Fermana, Gela, Olbia, Torres e Viterbese. Le situazioni più critiche sono quelle di Chieti, Torres, Catanzaro, Avellino e Acireale, che potranno partecipare ai prossimi campionati soltanto se riusciranno a deliberare entro qualche giorno un aumento di capitale. Il Taranto attende novità avendo adocchiato alcuni obiettivi tra Torres (Pinna, Demartis e Tozzi Borsoi), Catanzaro (Rizzato e Miceli) e Avellino (Cecere, Riccio, Albino, Vicari, Sussi).
di Enrico Sorace02
luglio 2006
Taranto, si riparte da Papagni
Blasi: «Scelta logica». Il tecnico: «È la mia occasione»
Aldo Papagni allenerà il Taranto in C1. Ha firmato un contratto annuale, ad obiettivo. L'annuncio ufficiale è giunto ieri mattina, nel Centro Urban, nel corso di una conferenza stampa appostamente convocata da Luigi Blasi. Al fianco del presidente c'erano il direttore generale Vittorio Galigani, il diesse Luca Evangelisti, il trainer biscegliese, Gianfranco Degli Schiavi, Francesco Guicciardini, anch'essi riconfermati nelle rispettive cariche di allenatore in seconda e preparatore dei portieri, e preparatore atletico, nonché Walter Scotti e Gino Ursino. Il presidente rossoblù ha un po' scherzato al momento della presentazione ufficiale:
«Il Taranto ha un nuovo... allenatore. È Aldo Papagni». Poi ha precisato:
«Lo considero un nuovo allenatore perché la squadra, quest'anno, inizia un'altra stagione con obiettivi rinnovati».
Subito dopo il presidente ha illustrato le motivazioni che lo hanno portato alla riconferma del tecnico biscegliese:
«Prima di dare il "sì" definitivo, ci ho voluto pensare bene. Ci sono decisioni che vanno prese subito, quasi di getto come suol dirsi, ed altre, come questa, che ti consentono qualche giorno di riflessione. Confortato dall'area tecnica ho dato l'okay per due motivi: innanzitutto per i meriti conquistati sul campo. Papagni è stato bravissimo nel ricompattare l'ambiente che si era sbrindellato a gennaio scorso, conducendo la squadra, quasi per mano, fino alla bella conquista della C1. In secondo luogo perché ha sposato in pieno i nostri progetti. Sono molto attento a questo tema che considero determinante per la conquista dei traguardi che desidero ottenere. Non basta, per me, mettere in campo tutta la propria professionalità. Pretendo che allenatore e giocatori che fanno parte della Taranto Sport dimostrino l'attaccamento alla maglia ed alla società. Il calcio è un'azienda per cui è necessario che tutti remino nella stessa direzione con lena e solerzia. Quella che sta per iniziare è una stagione difficile, molto di più di quella appena trascorsa. Mi auguro che sia ricca di soddisfazioni, come quella appena passata. Contiamo di arrivare nei primi cinque per giocarci la B ai playoff. Proprio per questo l'impegno dell'intero settore tecnico dovrà essere ancora più intenso». Il ritiro resta fissato a Penne: si partirà il 19 luglio e si ritornerà in sede il 12 agosto per iniziare il giorno dopo la Coppa Italia Tim. La rosa sarà confermata al
"48 per cento", come ha precisato Blasi. Dovrebbero essere confermati una dozzina di giocatori. I nomi più accreditati dovrebbero essere: Gori, Caccavale, Pastore, Manoni, De Liguori, Mortari, Silvestri, Mancini, Deflorio, Catania, Ambrosi, Prosperi e forse Manni. Fra 10-15 giorni al massimo partiranno gli abbonamenti (sarà possibile acquistarli anche a rate). «I tifosi dovranno diventare soci sostenitori, modello Barcellona» ha detto Blasi, il quale ha infine lanciato una frecciatina alle istituzioni:
«Blonda ha assuntio degli impegni per quanto riguardo l'adeguamento dello stadio. Spero li mantenga». A breve anche lo sponsor ufficiale. Per quello tecnico è confermata la Umbro.
di Giuseppe Dimito01
luglio 2006
Il volto disteso, un sorriso che lascia presagire piacevoli novità. Le parole, questa volta, hanno un valore subordinato. Basterebbe la sua presenza per far scattare gli applausi e per richiamare i tifosi che hanno deciso di dare un nuovo benvenuto al tecnico della promozione. Da ieri c'è l'ufficialità: Aldo Papagni sarà il tecnico del Taranto anche nel prossimo campionato di serie C1. Si tratta di una riconferma, ma Blasi preferisce parlare di una nuova scelta dal momento che l'investitura del tecnico di Bisceglie rappresenta il primo tassello di un nuovo progetto. Solito garbo, parole ben ponderate. Lo stile di Papagni non è mutato. Nel suo bagaglio professionale, da giovedì, c'è anche il patentino da allenatore di Prima categoria conseguito brillantemente dopo aver discusso la tesi
«L'elasticità nel sistema di gioco». «E' un altro traguardo importante
- attacca il cinquantenne tecnico barese - che ho raggiunto dopo aver vinto il campionato con il Taranto. Ho scritto la tesi in poco più di due settimane, traendo grande energia dalla promozione. E adesso sono pronto a tuffarmi in questa nuova avventura».
Sul suo futuro si è detto e scritto tutto. Partendo da una riconferma improbabile e che, con il passar dei giorni, appariva sempre più lontana.
«Adesso posso dirlo: ero convinto di potermi sedere ancora su questa panchina sin da quando è terminata la stagione. Con il presidente Blasi avevo un accordo verbale e, una volta conclusi i rispettivi impegni di lavoro, eravamo pronti ad incontrarci e a discutere dei nuovi programmi. Le altre candidature? Le ho apprese dai giornali, anche a Coverciano c'erano alcuni colleghi che volevano avere notizie. Io, però, non ho mai pensato di poter sprecare questa occasione. Allenare il Taranto è, allo stesso tempo, un dono e una responsabilità. La società vorrebbe conquistare i playoff, cercheremo di centrare l'obiettivo con intelligenza ed equilibrio. E se a gennaio dovessimo ritrovarci nella stessa situazione che c'era quando sono arrivato, avremmo rispettato la tabella di marcia».
Le questioni tecniche prendono improvvisamente il sopravvento nella prima giornata afosa di luglio. Si parla di numeri, di moduli, di movimenti.
«Nelle ultime settimane ho affrontato più volte questi discorsi. E, proprio nella tesi, ho voluto parlare dell'elasticità dei sistemi di gioco. Credo che il calcio non possa prescindere dal dinamismo, dalla capacità di variare le posizioni durante la partita».
Capitolo squadra: nella prossima settimana inizierà a prendere forma il nuovo organico. Si partirà dalle eventuali riconferme, poi verranno concluse alcune trattative già avviate dal ds Evangelisti. «Credo che molti calciatori - prosegue Papagni - potranno indossare ancora questa maglia. Dopo aver vinto il campionato, però, molti di loro hanno avuto diverse richieste. Toccherà a loro decidere di continuare a far parte di questo progetto. Ritengo che la fedeltà sia ancora un valore importante in questo sport».
di Fabio Di Todaro02
luglio 2006
La soddisfazione di Guicciardini
Il preparatore atletico resta nello staff
E' stato l'unico a sopravvivere al terremoto tecnico di gennaio. E adesso, dopo aver conquistato la promozione in C1, è pronto a curare nuovamente la preparazione e lo stato fisico di tutti gli atleti. Nella giornata delle riconferme, Blasi ha deciso di ripartire anche da lui: Francesco Guicciardini sarà il preparatore atletico anche nella prossima stagione. «E' una grande soddisfazione
- dichiara il professore - anche se la gioia più grande è legata alla riconferma ottenuta a gennaio. Con l'esonero di Marino (e del suo secondo Luciano Montesardi, ndr)
anche la mia avventura a Taranto ha rischiato di terminare. La società, poi, ha deciso di non sostituirmi e con Papagni si è subito instaurato un rapporto di reciproca fiducia». E lo stesso tecnico di Bisceglie a confermare questa tesi.
«Non c'erano grossi dubbi, ma ho chiesto personalmente al presidente di confermare Guicciardini e Degli Schiavi». Guicciardini è consapevole dell'importanza che può rivestire quest'incarico per la sua carriera.
«A 34 anni ho la fortuna di lavorare con una società seria e ambiziosa. E questa non può che rappresentare un'occasione di crescita per me. In diverse circostanze ho potuto riscontrare il desiderio di alcuni colleghi di poter lavorare in una piazza come Taranto».
di Fabio Di Todaro02
luglio 2006
Taranto, sarà Papagni
Stamattina conferenza stampa convocata da Blasi. Secondo la società si tracceranno le linee finanziarie,
possibile l'annuncio della conferma del tecnico
La fame di notizia sta per essere placata. Difficile credere che la conferenza stampa di questa mattina (Centro Urban, ore 9.30) possa avere come oggetto «le linee programmatiche e gestionali della prossima stagione sportiva». come annunciato dalla società.
Le possibilità che ci possa essere un annuncio più sostanzioso è davvero plausibile. A questo punto scattano tutte le possibili ipotesi. Il presidente Luigi Blasi, nei giorni scorsi, è stato piuttosto chiaro. La prima mossa della società dovrà riguardare l'allenatore. Lo scenario, a questo punto, di tinge di giallo. Molti indizi portano verso una conferenza che abbia per argomento il destino di Aldo Papagni. In un verso o nell'altro. L'allenatore barese, peraltro irraggiungibile per tutta la giornata, potrebbe avere strappato una, fino a pochi giorni fa, clamorosa riconferma. Oppure la società potrebbe comunicare di interrompere un rapporto che, peraltro, ha avuto la sua scadenza temporale proprio nella giornata di ieri. Le differente sensazioni si intersecano e finiscono con lo spiazzare.
Le ultime dichiarazioni del presidente, sebbene improntate per una ficcante ironia, non lasciavano molte speranze all'allenatore biscegliese. Inoltre il lungo impegno a Coverciano, speso al conseguimento del patentino di Prima Categoria, non concedeva il minimo respiro e la possibilità di intavolare qualsiasi altro impegno verbale. A meno che non si sia riuscito a trovare un rapido accordo nella giornata di ieri. Effettivamente il presidente Blasi, con i suoi più stretti collaboratori, il direttore generale Vittorio Galigani e il responsabile dell'area tecnico, Luca Evangelisti, era impegnato lontano da Taranto. Forse nel suo quartier generale di Manduria, o forse in località più lontane. Le bocche cucite non aiutano a scevrare il mistero. Addentrandoci in ipotesi più estreme, si potrebbe avanzare la possibilità che la dirigenza ionica possa avere prelevato il tecnico e lo abbia portato a Taranto. proprio per presentarlo.
Del resto occorrerebbe cercare di capire a che punto possono essere le trattative con i possibili sostituti di Aldo Papagni, sempre che quest'ultimo sia destinato a non sedere più sulla panchina ionica. Giorgio Roselli, allo stato, appare il nome più accreditato per subentrare all'allenatore biscegliese. La trattativa, però, non è semplicissima. Esisterebbe una differenza marcata dal punto di vista economico e le parti, confrontatesi qualche giorno fa, si sarebbe promesse di tentare un aggancio in un secondo tentativo. Questo non collimerebbe, quindi, con un annuncio teso a confermare Papagni. A meno che il presidente Blasi non abbia ragionato in termini molto netti: viste le difficoltà a chiudere la trattativa con Roselli, abbia optato per una soluzione più comoda e cioè quella di tenersi stretta Papagni che ha dato prova di condividere il progetto rossoblu e ha dimostrato di non avanzare pesanti pretese economiche.
I curiosi potranno allora soddisfare le personali richieste. Si compirà il primo passo verso la costruzione della squadra che, a detta del presidente Blasi, dovrà tentare di lottare per ottenere un posto ai playoff. Forse questa mattina si conoscerà il condottiero di quella squadra che dovrà ancora essere tracciata. O forse sarà una conferenza stampa realmente incentrata sulle linee di condotta gestionale da tenere nella prossima annata agonistica. Ma di sabato mattina, c'è da sperare, l'oggetto dell'invito sia più gustoso. di Luigi Carrieri01
luglio 2006
Mancini: «Il mio posto è qui»
La società rossoblù intende prolungargli il contratto sino al 2010
Il matrimonio tra il Taranto e Manuel Mancini sembra destinato a proseguire, nonostante numerose offerte ricevute da club di categoria superiore ed un rinnovo del contratto che non è stato ancora ratificato. L'incontro tenutosi martedì scorso tra Lionello Manfredonia, ex bandiera di Lazio e Roma e procuratore del gioiellino rossoblù, e il presidente Blasi (con il direttore sportivo Evangelisti), è stato un pour parler quasi interlocutorio, in attesa di un nuovo appuntamento da fissare per la prossima settimana (ma non è escluso che possa slittare alla seconda decade di luglio). «Ho parlato per qualche minuto con il mio procuratore - spiega il trequartista cresciuto nel vivaio della Lazio - e mi ha detto che dovremo incontrarci di nuovo con i dirigenti. Ma non dovrebbe esserci alcun problema: in quell'occasione sarò a Taranto anche io e cercheremo di mettere nero su bianco». La situazione di Mancini è ormai nota: giunto nello scorso ritiro estivo in prova, il centrocampista di Ostia convinse la società a tesserarlo (sottoscrivendo un contratto fino a giugno 2007) qualche giorno prima che il gruppo facesse rientro a Taranto. Adesso, al termine di una stagione vissuta da protagonista, si è scatenata un'autentica asta per accapararsi le sue prestazioni: Piacenza, Pescara, Udinese e Catania hanno bussato a più riprese alla porta del presidente Blasi, ricevendo soltanto risposte negative. Il Taranto vuole prolungare il contratto - fino a giugno 2010 - per evitare di perderlo sin dal prossimo mese di gennaio a parametro zero, il calciatore chiede un cospicuo ritocco dell'ingaggio. Ma sul probabile esito positivo della trattativa c'è da scommetterci. «Voglio giocare ancora con la maglia rossoblù, nonostante sia consapevole delle diverse offerte giunte da altre società. Ho ripetuto a più riprese di aver vissuto una stagione splendida. Fatta eccezione per alcuni malanni fisici accusati nei primi mesi, ho avuto la fortuna di giocare in una piazza fantastica, con una società seria e ambiziosa e alle spalle che ci ha consentito di raggiungere la promozione in C1». Il campionato appena concluso è servito al talentuoso centrocampista per recuperare i giudizi positivi svaniti in seguito ad un infortunio al braccio - occorso sedici mesi fa - che lo aveva lasciato senza squadra.
«Tre giorni dopo avrei esordito con l'Under 21 di serie C e nel frattempo avevo disputato un ottimo girone di andata con l'Alto Adige. In pochi mesi, invece, molti si dimenticarono di me e l'estate scorsa mi ritrovai disoccupato». Il resto è storia recente, con un futuro che lascia presagire piacevoli novità.
«Io, comunque, rimango con i piedi per terra. E mi preparo a vivere un'altra annata esaltante con la maglia rossoblù».
di Fabio Di Todaro01
luglio 2006
Blasi-Papagni, intesa vicina
Oggi forse l'annuncio della conferma del tecnico
Tra Aldo Papagni e il Taranto c'è stato un primo importante scambio di vedute. La notizia è trapelata nella giornata di ieri. Il tecnico della promozione, fresco di patentino di prima categoria conseguito a Coverciano (tra gli istruttori anche Franco Selvaggi), ha incontrato, quasi certamente a Manduria, i vertici della società rossoblù per discutere di programmi e soprattutto dell'eventuale rinnovo del contratto anche per la prossima stagione. La società sarebbe intenzionata a trattenerlo ma a determinate condizioni; il tecnico, disposto ad accettare anche un annuale, pretende però le giuste garanzie tecniche oltre che economiche. Non si conoscono gli esiti dell'incontro, ma la sensazione è che si siano poste le basi per la conferma dell'allenatore di Bisceglie, che potrebbe essere ufficializzata questa mattina nel corso di una apposita conferenza stampa al Centro Urban (ore 9,30). L'oggetto non è specificato: nella nota inviata ai giornali dalla
società si parla di "comunicazioni del presidente", Sul fronte mercato il diesse Evangelisti continua a muoversi su più obiettivi. Con Danucci c'è stato un confronto diretto, ma le parti che si sono date appuntamento alla prossima settimana, anche perché l'ex centrocampista della Sangiovannese attende una chiamata dalla B. Resta sempre percorribile la pista Cejas, così come quelle che conducono all'esperto Campolattano, svincolatosi proprio oggi dal Martina, e a Procopio libero dal San Marino. Per l'attacco Califano sembra il candidato principale a vestire la maglia rossoblù. Sul calciatore avevano posto le proprie attenzioni anche il Monza e il Padova, il Taranto però è sul punto di annunciarlo. Ma Evangelisti sta seguendo anche il poderoso Di Pasquale, ex Perugia, e Pellicori che ha molte richieste importanti tra cui quella del Perugia. Per la porta riprende quota l'ipotesi Pinna ex Torres, mentre sfuma Marconato, il cui procuratore Marrone non ha ricevuto alcuna chiamata dai dirigenti del Taranto. Capitolo conferme. Per Mancini il discorso è molto avviato e si attende solo la firma del rinnovo; per i vari Pastore, Caccavale, De Liguori, Catania e Deflorio si dovrebbe decidere entro lunedì, anche perché sui cinque rossoblù sono in agguato diversi club di serie C.
di Enrico Sorace01
luglio 2006
Basta abusi sui diritti tv
Gruppo Mediaset diffidato dall'Antitrust
Entro luglio sarà presentato un provvedimento che riscrive le norme sull'acquisizione dei diritti televisivi sul calcio. Lo ha annunciato il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, durante la sua audizione alla commissione Trasporti della Camera entrando anche nel merito della nuova regolamentazione. Da un lato, argomenta Gentiloni, il provvedimento tenderà a recepire quanto emerso nella discussione avviatasi nella passata legislatura, vale a dire il ritorno alla negoziazione collettiva dei diritti, dall'altro punterà a limitare che questo strumento possa registrare fenomeni di "riconcentrazione". Per conseguire questo obiettivo, per il ministro delle Comunicazioni è necessario intervenire prevedendo ulteriori limiti alle esclusive televisive.
Proprio ieri l'Antitrust aveva diffidato il gruppo Mediaset dal porre in essere comportamenti abusivi nel mercato della raccolta pubblicitaria sul mezzo televisivo attraverso l'acquisizione dei diritti calcistici tv. Il Gruppo Mediaset, con la stipulazione dei contratti di licenza e delle scritture private relativwe ai diritti calcistici, sottoscritte tramite Rti nell'estate 2004, ha infatti violato il divieto di abuso di posizione dominante. Tali pattuizioni, stipulate con Juventus, Inter, Livorno, Roma, Milan, Lazio e Sampdoria, contenevano esclusive di lunga durata, clausole di prelazione e di prima negoziazione estese alla totalità dei mezzi trasmissivi. Nel corso dell'istruttoria il gruppo lombardo si è tuttavia impegnato per tutte le squadre contrattualizzate a mantenere, a partire dal 2007, l'esclusiva solo per la trasmissione della piattaforma digitale terrestre, cedendo a terzi i diritti relativi ad altre modalità trasmissive secondo modalità eque, trasparenti e non discriminatorie. Entro 90 giorni Mediaset dovrà fornire all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la documentazione relativa all'esecuzione degli impegni assunti.01
luglio 2006
Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da
Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla
pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla
rimozione.
index
|