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Blasi fa il punto
Parla il presidente: «A Penne c'è un bell'ambiente. Gli acquisti? Ce ne manca uno. Gestiremo in proprio le giovanili. Vorrei che gli imprenditori ci fossero più vicini»

Una visita fugace. Giusto il tempo per dare un'occhiata alla “sua” creatura. A Penne, per la prima volta, Gigi Blasi ha vissuto qualche ora con il “nuovo” Taranto. Parlando con tecnici e collaboratori, colloquiando con i nuovi acquisti.
Il venerdì è trascorso in fretta, il presidente rossoblu è tornato subito in Puglia. Ma a qualche ora di distanza le prime impressioni restano fresche, tutte da raccontare. «In Abruzzo - spiega - ho trovato un ambiente positivo, sereno, sorridente. La squadra lavora bene, c'è feeling tra i giocatori, ci sono tanti giovani motivati. E poi ho avuto modo di chiacchierare con Cejas: un grande uomo e un ottimo calciatore».
Il mercato condotto finora ha soddisfatto pienamente il massimo dirigente ionico: «Credetemi - rivela - abbiamo centrato il novanta per cento degli obiettivi che ci eravamo prefissi. Avevamo due traguardi: confermare i pezzi migliore e ringiovanire la rosa. Ci siamo riusciti. Adesso abbiamo un organico completo, ricco di alternative: abbiamo due uomini per ogni ruolo, Papagni è contento di quanto siamo riusciti a realizzare. Adesso ci manca un solo tassello (un esterno, ndc): ma non è un obbligo prenderlo. Se non arriva va bene lo stesso, stiamo bene anche così».
Va meno bene, invece, con gli imprenditori locali. Nessuno si è avvicinato al Taranto: Blasi ha lanciato l'allarme da diversi giorni, adesso ritiene opportuno precisare ancor meglio la sua posizione. «Ho riscontrato lo scarso interesse della classe imprenditoriale dopo la promozione. Mi aspettavo di più, lo ribadisco. Ma voglio far capire a tutti che non si tratta di una mera questione finanziaria o di una richiesta di soldi. Alla fine vado avanti lo stesso: se avessi avuto problemi avrei già lasciato il Taranto, non vi pare? Il problema è un altro: in appena un anno e mezzo, ritengo di aver ottenuto risultati che sono mancati nei dieci anni precedenti. Oltre a conquistare la C1, abbiamo restituito dignità al nome della società, siamo apprezzati ovunque, rispettiamo gli impegni. Cos'altro avrei dovuto fare? L'11 giugno avevo tanta gente attorno a me che prometteva sostegno: adesso vedo solo i tifosi accanto a me. Ed è per questo che ho detto che sono loro i miei veri sponsor. Non è una boutade, sto pensando davvero di mettere la dicitura “Tifosi rossoblu” sulle maglie».
L'argomento appassiona il presidente. «Il Taranto - continua - è un formidabile veicolo promozionale. E' sport, turismo, comunicazione, pubblicità. E' l'immagine più bella di una città che adesso arriva sulle pagine dei giornali nazionali non solo per i disastri finanziari della politica. Ma le aziende locali non lo hanno ancora capito: mi chiedo, dov'è l'Assindustia? Dov'è la Confcommercio? Noi vorremmo sentire la vicinanza degli imprenditori alla nostra causa. E non ci sarebbe bisogno di grosse cifre: basterebbe un vasto reticolato di operatori in grado di assicurarci un piccolo sostegno. Diciamo che mi farebbero piacere anche delle mini-sponsorizzazioni, magari degli abbonamenti vip. Non posso credere che in tutta la provincia non ci sia nessuno in grado di darci una mano».
E le istituzioni? «La Provincia ci ha promesso un contributo importante per il settore giovanile. Sicuramente manterrà gli impegni. Tutti insieme, però, possiamo fare ancora di più per rendere grande il Taranto».
Nel frattempo sparisce dalle magliette il logo “Taranto Città d'Amare”. «Non appartiene a noi, faceva parte - ricorda Blasi - dell'intesa raggiunta con il Comune ai tempi dell'ex sindaco Rossana Di Bello. Ne ho parlato con il commissario Blonda: è uno slogan che, prima o poi, potrebbe tornare protagonista. Anche perchè è molto bello, e rappresenta perfettamente le peculiarità della città».
Blasi annuncia una novità: il Taranto tornerà a gestire in proprio le giovanili. «Quest'anno gestivamo il settore attraverso una convenzione, non sarà più così. E' il modo migliore per superare la diffidenza delle scuole calcio non convenzionate. Avremo tre squadre totalmente nostre: Giovanissimi, Allievi e Berretti. E' più giusto così: in questo modo ci auguriamo di avere la collaborazione di tutti. Troppe giovani promesse finiscono in squadre del Nord: non deve accadere più».
Argomento conclusivo: gli abbonati. Il presidente ne chiede 5000. «Io ci credo. Sarebbe il primo passo verso una società che emuli il modello-Barcellona. In cui i sostenitori siano i veri proprietari. Altrimenti che senso avrebbe continuare a fare calcio qui? Non so se riuscirò a raggiungere questo obiettivo, ma ci provo. E' l'ennesima scommessa con me stesso. Sono convinto di poterla vincere...». di Leo Spalluto23 luglio 2006

Taranto, domani primo teat un famiglia
Mister Papagni guarda ai nuovi arrivi: «Mi aspetto concretezza e determinazione»

Entra nel vivo la preparazione atletica del Taranto. La squadra si allena sempre in doppia seduta, alternando piscina e ed esercizi atletici, e domani pomeriggio giocherà la prima partita della stagione a tutto campo. Finora, difatti, il tecnico Papagni aveva disputato solo un paio di partitelle a metà campo. Per la mancanza di squadre locali, infatti, il test sarà in famiglia. Le altre amichevoli si giocheranno giovedì 27 luglio (sempre in famiglia), il 29 luglio si giocherà contro il Cologna Paese (Eccellenza abruzzese) alle ore 17.30, il 5 e 10 agosto contro formazioni da stabile, probabilmente tra Lanciano (C1) e Giulianova (C1) e un triangolare. «Finalmente siamo partiti, la squadra è quasi pronta, abbiamo a disposizione la base dello scorso anno, e questa è già una garanzia, ma nonostante ciò, ci stiamo muovendo ancora sul mercato», commenta Vittorio Galigani, direttore generale del Taranto, arrivato a Penne venerdì mattina insieme al giovane Pasquale Maiorino, classe 1989, considerato uno dei talenti e sul quale i rossoblù hanno investito. Soddisfatto di questa prima parte del ritiro è mister Aldo Papagni, che insieme a Gianfranco Degli Schiavi (allenatore in seconda e preparatore dei portieri), sta cercando di dare un volto a questo nuovo Taranto che può contare su alcuni elementi esperti, come Caccavale e De Florio, pilastri portanti del gruppo. «Siamo partiti bene, vedo un gruppo determinato ed affiato, c'è sintonia tra loro e questo è già una buona partenza», aggiunge l'allenatore rossoblu. «La squadra la conosco già, ci sono validi elementi, ora sto cercando di inquadrare i nuovi, soprattutto voglio capire le loro caratteristiche; mi aspetto molto da tutti, voglio concretezza e determinazione», aggiunge Papagni. Anche ieri la squadra si è allenata intensamente con esercizi specifici e tecnici-tattico con l'obiettivo di prendere velocità ed organizzazione in campo: «Sono convinto che questa squadra potrà fare bene, dobbiamo rimanere sempre concentrati: solo così potremo raggiungere i nostri obiettivi», conclude Papagni. Il tecnico, dalle prime partitelle, sembra confermare il modulo tattico 4-4-2, e anche il presidente Gigi Blasi ha avallato questa soluzione tattica: «Ambrosi sarà un elemento importante del reparto offensivo, vuole mettersi in mostra, e farà di tutto per fare bene; credo che l'attacco sia la nostra arma vincente», ha commentato il numero uno di via Umbria. Il presidente Blasi ha posto il problema della mancanza di sponsor: «Noto con rammarico che a Taranto non ci sono imprenditori disposti ad avvicinarsi al calcio e questo mi dispiace», è la nota polemica che il patron del Taranto ha lanciato venerdì sera quando è arrivato a Penne. Il club jonico punta a raggiungere cinquemila abbonamenti: «La prossima settimana presenteremo la campagna abbonamenti: è fondamentale per noi», ha detto ancora Blasi. Intanto, non sono stati presentati i nuovi acquisti (Cejas, Faron e Piroli) del Taranto, come era stato annunciato nei giorni scorsi: la presentazione è stata, dunque, rinviata. L'unico problema per i rossoblù è il caldo: le temperature sono alte e i giocatori fanno fatica ad allenarsi; i massaggiatori riforniscono la squadra con acqua e sali minerali e dopo l'allenamento, si consuma frutta a volontà per non perdere zuccheri. di Gilberto Petrucci23 luglio 2006

Evangelisti non ha fretta
Serve un esterno destro. Il ds: «Guai a sbagliare»

Pausa di riflessione in casa tarantina. Lo staff tecnico vuole rendersi conto della nuova rosa rossoblù. E ci sono gli elementi "in prova" da visionare attentamente. Il nuovo Mancini potrebbe venir fuori proprio da qualcuno di questi giocatori aggregati, dice il diesse Luca Evangelisti. «Il nuovo Taranto è avviato. Al momento è bene restare alla finestra in attesa di eventi. La fretta potrebbe farci sbagliare. Ci manca soltanto un esterno destro, qualcuno che possa entrare in concorrenza con Catania per quel tipo di gioco. Se, poi, durante il precampionato o la Coppa Italia dovesse capitarci un'altra buona occasione, non ce la lasceremo sfuggire». Non pochi addetti ai lavori della C parlano bene di Mangiacasale. «È un buon giocatore anche se giovane. Se entra nell'ultima mezzora, è capace di mandare in tilt le difese avversarie». E Danucci? «Con tutto il rispetto per il giocatore che è indubbiamente valido, faccio molta fatica a trovargli un posto da titolare. In mezzo al campo ci sono Cejas e Mancini che, penso, debbano considerarsi i "proprietari" della zona mediana. In alternativa ci sono Silvestri, Larosa, De Liguori che si adatta molto bene». C'è anche Manoni? «Fra dieci-dodici giorni sarà pronto per essere impiegato. Quando sarà perfettamente guarito, discuteremo del suo contratto». Degli elementi in prova chi ha mostrato di avere qualcosina in più rispetto agli altri? «Ceccarelli ed il bosniaco, Veledar. Ma sono le prime impressioni positive. Ne aspettiamo altre». In uscita? «Capone è sul punto di andare a Nocera, ma non ha ancora trovato l'accordo economico. Malagnino poteva finire a Vasto, ma ha tergiversato e la società abruzzese ha tesserato un altro giocatore con le sue caratteristiche. Micallo dovrebbe accasarsi ad Ancona». Un centinaio di tifosi giungerà stamane al ritiro di Penne. di Giuseppe Dimito23 luglio 2006

Morto il sociologo Valerio Marchi
Studioso di ultrà e culture giovanili. Scrisse libri e saggi su sottoculture metropolitane e tifo organizzato. Aveva aperto una libreria "alternativa"

E' morto improvvisamente il sociologo Valerio Marchi. Nato nella Capitale, nel 1955, Marchi si è sempre occupato dello studio delle varie forme del conflitto giovanile.
Era l'universo delle sottoculture giovanili, l'universo in cui Marchi spaziava. Fu uno dei primi ad occuparsi del fenomeno di quelle aggregazioni, spesso difficilmente decifrabili da chi le vede da di fuori. Marchi, invece, che da anni aveva abbracciato la cultura skinhead, poteva contare su un punto di osservazione privilegiato.
Cominciò a scrivere libri nel 1994 con "Ultrà, le culture giovanili negli stadi d'Europa". Nel 1996 diede alle stampe "Venti anni di indagini, processi e informazione sulla strage di Brescia". Un anno dopo passò in rassegna la scena musicale legata al "nazi-rock" e alla destra radicale. Nel 1997 fu la volta di "Teppa. Storie di conflitto giovanile dal Rinascimento ai giorni nostri". 
Nel 2004 diede alle stampe una raccolta di saggi per una storia del conflitto giovanile dall'800 ad oggi: "La sindrome di Andy Capp. Cultura di strada e conflitto giovanile", in pratica il primo organico tentativo nell'editoria italiana, di tracciare una possibile storia del conflitto impolitico giovanile. Nel 2005 Marchi si occupò del derby sospeso a Roma. Scrisse "Il derby del bambino morto", quando, in occasione della partita Lazio-Roma, si diffuse la notizia, rivelatasi falsa, della morte di un bambino per opera delle forze dell'ordine. 
Marchi, inoltre, aveva gestito per anni una libreria "alternativa" nello storico quartiere di San Lorenzo a Roma. Un luogo che divenne presto un punto di riferimento per tutti coloro che cercavano pubblicazioni altrove difficilmente reperibili. 23 luglio 2006

Blasi saluta il Taranto
Il presidente rossoblu arriva in ritiro, parla con la squadra e poi si tuffa in una riunione di mercato per gli ultimi ritocchi all'organico. Si definisce il programma delle amichevoli

Gigi Blasi è arrivato a Penne pochi minuti prima che l'allenamento del pomeriggio finisse. Visita attesa, una presenza strategica. Per sottolineare l'idea di una società vigile, per avere un confronto con i giocatori, per aprire quasi in forma solenne la nuova stagione. Una visita rapida al centro sportivo di Penne, poi una riunione in albergo con Evangelisti e Galigani. Formalità da sbrigare e un punto sulle ultime trattative. Blasi ha salutato il gruppo che, nel frattempo, ha cominciato a sudare sul serio, avviando il vero programma di preparazione pre-campionato dopo i primi giorni di test, utilizzati per comprendere lo stato fisico di partenza di ciascun giocatore.
Punto sul mercato, anche. Blasi ha annunciato l'arrivo di un altro paio di giocatori, senza sbilanciarsi oltre. Chiaro che si punta ancora su Danucci, nonostante la trattativa si sia un po' complicata per l'irrigidimento di entrambe le parti. Forse ci sarà un nuovo tentativo di contatto nei prossimi giorni, ma il Taranto non ha intenzione di aspettare ancora tanto. Ragionamento frutto anche di una riflessione: Mancini e Cejas sono già una buona coppia di centrali, ci sono dei giocatori che potrebbe superare la prova e, quindi, non ci sarebbe un “buco”, qualora si dovesse rinunciare al centrocampista di Carosino. L'altro obiettivo è un esterno destro, per il quale il Taranto continua a guardarsi intorno: sembrava che il nome fosse tenuto segreto per riuscire in una trattativa difficile, ma nelle ultime ore l'impressione è stata quella di una società in fase di studio. Dovrebbe essere l'ultimo colpo del Taranto (a meno di sorprese): la società non vuole sbagliare e si guarda intorno.
Il lavoro prosegue: Papagni guarda al basket
Nel ritiro abruzzese i rossoblu continua a lavorare sodo, a ritmo di doppie sedute. Ieri mattina il gruppo ha svolto un lavoro tecnico-tattico e Papagni ha subito fatto intendere quali novità ha in mente. Nel particolare il tecnico ha spiegato i movimenti propedeutici ai diversi schemi da attuare in fase di possesso, con il giocatore che imposta l'azione che (un po' come il playmaker nel basket), chiamava con un numero lo schema da attuare. Alla seduta non hanno preso parte Manoni, Caccavale e Ambrosi, che hanno lavorato sulla potenza aerobica in piscina. 
Nel pomeriggio il gruppo ha fatto ancora lavoro tecnico-tattico, per poi passare alle partitelle a pressione e finire con un duro lavoro aerobico con palla e “a secco”. A questa parte non ha partecipato Pasca, vittima di un lieve affaticamento, mentre gli altri, compresi i giocatori sulla via del recupero, hanno partecipato con i carichi che, secondo i test, possono sopportare. Oggi il programma si sdoppierà al contrario: al mattino si lavorerà sulla forza in palestra e nel pomeriggio, lavoro tattico e fisico si mescoleranno, ma con la palla.
In fase di aggiornamento il programma delle amichevoli. Di certo c'è che lunedì ci sarà il primo test in famiglia, che dovrebbe essere replicato giovedì. Sabato 29 luglio, invece, l'avversario dovrebbe essere il Cologna Paese (compagine di Eccellenza), mentre restano da stabilire le avversarie del 5 e 10 agosto.
Il saluto dei sommergibilisti
Un fax giunto in redazione, firmato da Pasquale Martemucci e Emanuele Boccuni, tifosi ma anche rappresentanti dei “sommergibili rossoblu”. Un messaggio augurale per il Taranto. Eccolo: «In occasione della partenza per il ritiro di Penne, cogliamo l'occasione, tramite il “Corriere”, per rivolgere a tutti i componenti della rosa rossoblu 2006-2007 un caloroso in bocca al lupo, con l'augurio e la speranza che a maggio 2007 si verifichi un altro sogno. Sempre Forza Taranto, a nome di tutti i sommergibilisti rossoblu». di Fulvio Paglialunga22 luglio 2006

Taranto, il giorno del patron Blasi
Ieri il presidente ha incontrato la squadra in ritiro: «Non escludo altri due acquisti. I nostri azionisti saranno i tifosi». Papagni è pronto a testare il talento di Maiorino

Terzo giorno di lavoro a Penne. Si lavora intensamente per raggiungere la condizione fisica. L'unico problema è il caldo, e le previsioni nelle prossime ore, non promettono nulla di buono. «È una temperatura insopportabile» commenta il diggì Vittorio Galigani, arrivato ieri mattina a Penne. Con lui è giunto Pasquale Maiorino, classe 1989, considerato un talento. Il tecnico Aldo Papagni lo ha voluto nel ritiro testare le le sue qualità tecniche. Ieri i giocatori hanno terminato l'allenamento alle 11. Papagni ha effettuato un lavoro tecnico-tattico, vuole velocità e organizzazione in campo. Hanno lavorato a parte, invece, Alessandro Ambrosi (in piscina), Maurizio Caccavale e Manolo Manoni. Nel pomeriggio il preparatore atletico Francesco Guicciardini, ha tenuto esercizi per potenziare la tonalità muscolare. Dagli scampoli di partitella, giocata a metà campo, si è capito subito che Papagni riproporrà ancora, e con insistenza, il modulo tattico 4-4-2. Intanto si cerca disperatamente una squadra di Promozione (al massimo di Eccellenza) per giocare la prima amichevole della stagione. Ma a quanto pare il direttore sportivo Luca Evangelista, dovrà optare per un test in famiglia programmata per lunedì pomeriggio al centro sportivo di contrada Campetto. Le squadre vestine, difatti, non hanno ancora iniziato i ritiri e non sono pronte per le amichevoli. Intorno alle 19 è arrivato allo SportsPark, come annunciato, il presidente Gigi Blasi per salutare la squadra. «Sono venuto qui per incontrare la squadra, voglio fare quattro chiacchiere con loro», ha esordito il presidente Blasi. Sul contratto dell'argentino Cejas, il presidente è chiaro: «Il contratto è stato firmato mercoledì scorso ad Imola. In ritiro abbiamo ragazzi in prova che vogliamo verificare e non escludo che ne arrivino altri». Sulla campagna abbonamenti? «Parte la prossima settimana, appena rientro a Taranto presenteremo l'iniziativa. Abbiamo allestito una buona squadra, con calciatori affermati e giovani validi; puntiamo a raggiungere cinque mila tessere. Se così non fosse, a questo punto non si può fare calcio a Taranto». Il disinteresse delle aziende locali verso la squadra? «Sono mortificato. Temo che nessuno voglia bene al Taranto; le aziende, comprese le associazioni di categoria, non si preoccupano della squadra. I nostri veri soci sostenitori sono gli abbonati. Ho lanciato uno slogan: scriveremo sulla maglia, "i tifosi rossoblu". Almeno occupiamo con onore uno spazio per chi ci sostiene veramente». Il mercato? «Mancano uno o due giocatori ancora: in linea di massima è questo il Taranto», conclude Blasi che poi ha salutato i ragazzi. Intanto il Collegio arbitrale ha deciso di rinviare al 29 settembre prossimo la decisione sulla vicenda dell'attaccante Passatore, che lavora normalmente a Penne, dov'è in prova il centrocampisto tedesco-bosniaco Esad Veledar. di Gilberto Petrucci22 luglio 2006

Danucci: «Sogno la B, come la maglia rossoblù»
Le verità del centrocampista, corteggiato da tempo: «È vero, la serie cadetta mi affascina, ma la piazza jonica è un trampolino di lancio. Ma allo stato attuale non mi sembra sia stata raggiunta un'intesa col Catania»

Danucci sì, Danucci no. Il tormentone dell'estate calcistica, va avanti ormai da diverse settimane. Il presidente rossoblù Luigi Blasi non ha gradito le titubanze del calciatore, uno dei suoi preferiti, dichiarando chiusa la trattativa. Secondo il massimo dirigente rossoblù Danucci vuole giocare nella serie B, tanto da considerare un ripiego l'offerta del Taranto, altrimenti non si giustificherebbe questo lungo tira e molla, nonostante un'intesa pare già raggiunta col Catania sulla base di uno scambio di comproprietà (la metà del fantasista Manuel Mancini passerebbe al club siciliano). Il centrocampista nato a Carosino è stato spiazzato dalle pepate dichiarazioni di Blasi ed ha voluto replicare per fare un po' di chiarezza sulla propria posizione: «Sono profondamente rammaricato - ha esordito il calciatore Ciro Danucci - per quanto raccontato tra ieri e l'altro ieri alla stampa dal presidente. Non ho mai rifiutato la maglia rossoblù, né tantomeno ho intenzione di prendere in giro la società. È vero, ho detto che la serie B mi affascina, ma reputo Taranto un'opportunità importante per la mia carriera calcistica. Però, allo stato attuale non mi pare sia stata raggiunta l'intesa col Catania, altrimenti i dirigenti siciliani mi avrebbero informato per discutere dei vari aspetti contrattuali». Fin qui il calciatore Ciro Danucci, che attende notizie concrete nella sua Carosino, dov'è rientrato dopo aver effettuato le visite mediche in Sicilia. Difficile capire come si concluderà questa lunga telenovela rossoblù, anche se qualcuno sostiene che l'improvvisa uscita del presidente Blasi abbia avuto un fine strategico. Secondo le notizie trapelate il matrimonio si dovrebbe fare. Forse già nei primi giorni della prossima settimana, non appena l'amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco rientrerà da una missione in Argentina. di Enrico Sorace22 luglio 2006


Caccavale ha un conto aperto
«Voglio una finale tutta per me»

A un certo punto sembrava dovesse salutare tutti. E, con rammarico, andare via. Invece Maurizio Caccavale ha tenuto fede a se stesso. Stupendo ancora, confermando la sua fama di calciatore mai banale, come aveva fatto in campionato. Come quando arrivò, esattamente un'estate fa, dopo un periodo difficile e senza reclamare le proprie qualità. Arrivò e si mise a lavoro. Sempre con il sorriso, sempre con voglia. 
Mattone dopo mattone stava diventando un muro. Un simbolo che rischiava di sfuggire. Perché le offerte piovevano: ricche, tra l'altro. Biennali da Perugia e Gallipoli, dicono irrinunciabili. Non per Caccavale, ovviamente. Che ha chiuso il telefono dopo l'ultimo tentativo delle spasimanti e ha firmato, ancora, per il Taranto: «Chi ha creduto che avrei rinunciato al Taranto così facilmente vuol dire che non mi conosceva molto bene. Io, semplicemente, attendevo di incontrare Blasi, di parlargli, di spiegargli la situazione. Gli ho detto delle società che mi avevano contattato, ma ho fatto capire che non potevo resistere al richiamo del Taranto. Così è stato: quella maglia, quella gente, quella città sono una cosa che mi piace troppo. Sono rapito dal Taranto».
Una scelta coraggiosa. Da Caccavale, cioè: «Non ho guardato ai soldi. Altri lo hanno fatto, andando a Gallipoli, ma per me rimangono un aspetto secondario. E non ho guardato neanche alla durata del contratto: vuol dire che farò bene anche quest'anno e mi guadagnerò la riconferma. Io a Taranto voglio rimanere il più a lungo possibile». Adesso Caccavale è tra i senatori del gruppo. Tra i reduci, nemmeno pochi, della scorsa stagione. E' all'inizio di una nuova avventura: «E' presto per dare un giudizio su tutto: siamo in ritiro da pochi giorni, non ci sono elementi. Certo è che molti siamo rimasti dopo la scorsa stagione e questa sembra una garanzia. Speriamo, a questo punto, che finisca come l'ultimo campionato»
Ogni parola del difensore campano è una lode a Taranto, al Taranto. Lo ripete, volentieri. Quasi a sottolineare con quanta convinzione ha fatto la sua scelta: «Non volevo lasciare la città dopo una vittoria così bella, non volevo lasciare questi compagni straordinari, non volevo lasciare l'allenatore». Un anno fa, a Penne, fu tra i costruttori del gruppo. Adesso il compito è più facile: bisogna integrare i nuovi. «Li sto conoscendo in queste ore, sono bravi ragazzi ed è già un punto di partenza. Il resto lo vedremo. Non mi sbilancio, non parlo nemmeno di sensazioni. Siamo in un campionato diverso: l'anno scorso eravamo in C2 e avevamo la convinzione di essere forti, la C1, soprattutto il campionato che ci attende, è invece un campionato più duro. Capiremo presto che squadra siamo, ma ho sentito parlare bene dei nuovi e ho tanta fiducia».
Trentatre anni sono garanzie di esperienza. Ma per Caccavale l'età non arresta la voglia di migliorare: «So di aver fatto un buon campionato l'anno scorso, ma so anche di poter migliorare ancora, di poter fare qualcosa di più. Il segreto sta nel limitare gli errori, nell'aumentare la concentrazione e dare sempre la caccia all'imperfezione». Dentro di sé, poi, ognuno sente una missione particolare. Anche il gladiatore rossoblu ne ha una: «Ho qualcosa da spiegare ai giovani, ai nuovi arrivati». Eccolo, in versione chioccia: «Non devo insegnare il calcio a nessuno. Devo, come tutti i vecchi, spiegare cos'è Taranto, cos'è il calcio a Taranto. Non siamo in una piazza da mille spettatori. Qui può capitare anche che mille spettatori li vediamo alla prima amichevole pre-campionato. Qualcuno ha visto su internet le immagini della finale e ha capito dove si trova. Perché il difficile è questo: è sapersi adattare a questa realtà, esaltarsi per la passione della gente piuttosto che avvertirne la pressione. Compreso questo è più facile rendere al massimo delle proprie capacità».
Un conto aperto con la sorte, un campionato chiuso con la festa, ma non proprio come Caccavale voleva. Era fuori, infortunato: «Comincio a pensare che sia una maledizione. Mi è capitato altre volte: le partite più importanti sono costretto a saltare, ora per un motivo, ora per un altro. Durante i playoff ero agitatissimo: volevo essere in campo, soprattutto dopo la sconfitta di Melfi, volevo aiutare i compagni. Ma adesso voglio una finale tutta mia: voglio poter dire "io c'ero". Per fortuna, l'anno scorso, eravamo una grande squadra e c'era chi sopperiva alle assenze. E' grazie ai miei compagni che adesso mi trovo in C1». di Fulvio Paglialunga21 luglio 2006

Danucci più lontano. Ma...
Il Taranto, indispettito dalle indecisioni del giocatore, medita di cambiare obiettivo. L'affare, però, potrebbe ancora concludersi positivamente. Parente si propone

Senza fretta. Mentre la squadra continua a lavorare in tranquillità in quel di Penne, il Taranto continua a dragare il mercato alla ricerca dei tasselli mancanti. Continua la ricerca dell'occasione giusta che, tra fallimenti ed esclusioni dai campionati, non dovrebbe tardare troppo.
Gli obiettivi residui sono noti: un centrocampista di quantità e qualità, un esterno destro in grado di aggiungere dinamismo alla linea mediana. Il primo nome segnato sul taccuino resta sempre quello di Ciro Danucci, anche se le quotazioni del centrocampista di Carosino sono calate fortemente nella giornata di ieri.
Il motivo è sin troppo logico: il giocatore è in attesa (e continua a sperare) in una chiamata dalla serie B. Ha chiesto tempo, avrebbe respinto una bozza d'accordo già pronta. La dirigenza ionica (col presidente Blasi in prima fila) non ha gradito l'atteggiamento del giocatore. Per nulla. Meditando persino di chiudere, una volta per tutte, le porte ad un affare quasi fatto. Ma, sotto traccia, le “diplomazie” continuano a lavorare: l'accordo è meno probabile. Non impossibile. Danucci dovrà fornire una risposta a stretto giro di posta: altrimenti la trattativa finirà definitivamente in archivio e il Taranto cambierà strada.
L'intesa con il Catania, proprietario del cartellino del giocatore, è, invece, un problema già risolto. La strategia rossoblu è pronta sin dai primi abboccamenti e ha trovato il gradimento degli etnei: scambio di comproprietà Danucci-Mancini e quest'ultimo sulle rive dello Ionio ancora per una stagione. Si vedrà. 
Per il cursore di fascia, invece, gli obiettivi restano top secret. Non è da escludere qualche sorpresa interessante. 
Non solo trattative: c'è anche qualche “messaggio promozionale”: Pietro Parente, protagonista in rossoblu ai tempi di Simonelli, avrebbe avanzato la propria candidatura. L'attaccante barese ha manifestato il desiderio di tornare, ma il reparto avanzato tarantino fa già registrare il tutto esaurito. E l'ipotesi è da catalogare nella casella degli affari improbabili. Continua a piacere Paris del Lanciano.
A Penne, infine, continuano ad allenarsi gli elementi in prova: il portiere Massaro, il centrocampista argentino Burgos, l'attaccante Ceccarelli. Tutti godono di buone referenze, tutti sono attesi alla prova e alla valutazione di Aldo Papagni: diversa è la condizione di Mangiacasale. Il promettente centrocampista ex Catanzaro non ha bisogno di giudizi a cui sottoporsi: per lui la firma col Taranto è soltanto una questione burocratica. Si resta in attesa del pronunciamento ufficiale della Federcalcio, che presto procederà allo svincolo d'ufficio di tutti gli atleti che militavano nel club calabrese, scomparso dalla geografia calcistica nazionale (una nuova società ripartirà dalla C2 grazie al Lodo Petrucci).
Il lavoro a Penne
In Abruzzo si suda. E non soltanto per il caldo. Il preparatore atletico Francesco Guicciardini sta mettendo sotto torchio il gruppo. Nella giornata di ieri i calciatori hanno completato i test fisici (forza, soglia anaerobica, velocità aerobica massimale detta Vam).
Nel pomeriggio è tornato finalmente in campo il pallone, utilizzato per alcuni semplici esercizi di tecnica individuale. E' rientrato in gruppo Alessandro Ambrosi: gli accertamenti effettuati in mattinata hanno escluso qualsiasi complicazione dopo l'intervento subito recentemente. Caccavale continua, in via prudenziale, ad impegnarsi soltanto negli esercizi fisici.
Le prime due giornate di lavoro hanno impressionato favorevolmente il tecnico Aldo Papagni: «Vedo entusiasmo e motivazioni - ha spiegato - .E' un buon segnale». Da oggi il menu si fa più impegnativo, con un programma che alternerà corsa, piscina e palestra.
Diretta Taranto-Rende, indaga la Digos
Gli Agenti della Digos, a seguito della delega d’indagine della locale Autorità Giudiziaria, hanno avviato gli accertamenti sulla diretta televisiva relativa alla finale dei playoff Taranto-Rende. Gli accertamenti sono finalizzati .a rilevare eventuali irregolarità nell’assegnazione alla Rai della diretta televisiva.
Contributo della Provincia: le precisazioni
Un comunicato del Taranto precisa la dinamica dell'accordo con la Provincia, che - stando a quanto precedentemente comunicato - avrebbe dovuto contribuire con 50mila euro alle spese del precampionato. Ecco le precisazioni inviate: «Al momento nessun contributo è stato erogato dalla Provincia di Taranto a favore della società. E' vero altresì che la Provincia di Taranto, nella persona del suo presidenre, Gianni Florido, si è impegnata a garantire un sostegno finanziario a supporto delle attività giovanili programmate dalla Taranto Sport. Tale contributo, la cui quantificazione non è stata ancora definita (ma l'importo dovrebbe essere comunque di 50mila euro, ndc) sarà erogato nelle forme e nelle modalità che saranno individuate dagli organi amministrativi preposti».
Il tarantino Miale al Varese
Un tarantino doc, intanto, continua a farsi onore. Il Varese, società del girone settentrionale di C2, si è assicurata le prestazioni di Claudio Miale, 24 anni, difensore, reduce da una positiva stagione con la maglia del Gualdo Tadino (27 presenze, 3 gol). Per lui, qualche giorno fa, si era parlato anche di un possibile ritorno in rossoblu. di Leo Spalluto21 luglio 2006

Piano abbonamenti, le novità a breve
Sarà varato la prossima settimana. Il pubblico arricchirà le casse?

La campagna abbonamenti, attesa dai tifosi rossoblù, sta per partire. Il varo ufficiale avverrà nella prossima settimana con un'apposita conferenza-stampa. In mancanza di sponsor ufficiali e di aiuti concreti da parte di coloro che possono far entrare nelle casse sociali denaro fresco, un buon gettito di euro risolleverà quanto meno dal punto di vista morale il presidente Blasi. Il direttore generale, Vittorio Galigani, parte stamane per Penne. Porterà con sè il giovane Maiorino ('89) il quale si aggregherà ufficialmente al gruppo che sta allenandosi in Abruzzo. Il mercato è in pausa. Del resto l' 80% del gruppo è stato formato. Mancano un centrocampista-interdittore ed un esterno destro offensivo. La ciliegina potrebbe giungere dall'arrivo di un altro attaccante di peso. Danucci è sempre nei pensieri del Taranto. Il ragazzo, pur avendo piacere a giocare nella squadra della sua città (è di Carosino), sta attendendo un'offerta importante da qualche club di serie B per cui sta tergiversando. Fortunatamente il mercato chiuderà il 31 agosto per cui il tempo per chiudere la trattativa c'è. Il suo «tira e molla» sta facendo perdere la pazienza al presidente Blasi. Non è escluso che Papagni studi una soluzione interna. Non va dimenticato che Silvestri ha esperienza decisamente maggiore di Danucci e che Manoni, fra venti giorni all'incirca, avrà terminato la fase riabilitativa. Anche se non ha ancora firmato, il problema potrebbe essere risolto in pochi minuti. Per quanto riguarda l'esterno destro, non sono pochi gli addetti ai lavori che parlano bene del catanzarese Mangiacasale ('87) che viene definito letteralmente «una scheggia» lungo l'out. Senza dimenticare che per quel ruolo, allo stato attuale, c'è Catania, impostato da Papagni in quella posizione fu dalla scorsa stagione e che ad ottobre prossimo ci sarà Mortari. Abbozzando una probabile formazione del Taranto per l'entrante stagione la si può così ipotizzare con il 4-4-2: Pinna; Panini, Caccavale, Pastore, Colombini; Silvestri, Mancini, Cejas, De Liguori; Ambrosi, Deflorio. Oggi, infine, dinanzi al Collegio arbitrale si discute il caso-Passiatore. La speranza è che sia l'ultima udienza. Gli agenti della Digos, su delega dell'Autorità Giudiziaria, hanno avviato gli accertamenti in ordine alla diretta televisiva relativa l'incontro di calcio Taranto-Rende, valevole per la finale playoff del campionato nazionale di calcio serie C2 girone C. Gli accertamenti sono finalizzati a rilevare eventuali irregolarità nell'assegnazione alla Rai della predetta diretta televisiva. di Giuseppe Dimito21 luglio 2006

Taranto, Blasi anima il ritiro di Penne
Il presidente rossoblù è atteso per oggi nel "quartier generale" pescarese. Annuncerà qualche colpo di mercato come l'anno passato? Caccavale: «Farò crescere i giovani compagni e disputerò una stagione importante»

Primo vero giorno di allenamento ieri mattina al centro sportivo di Penne. La squadra di Aldo Papagni si è sottoposta, secondo il programma del professor Guicciardini, a due turni di lavoro. Sarà così anche nei prossimi giorni. Nel mattino i giocatori hanno effettuato test atletici e fisici; nel pomeriggio, invece, c'è stata la partitella a metà campo con qualche schema abbozzato dal tecnico tarantino. Non si è sottoposto ai test fisici il solo Ambrosi per motivi personali. La serenità regna in gruppo dopo 48 ore di ritiro. «Dopo due giorni di allenamento è ancora presto per valutare il valore tecnico del Taranto» ha commentato il difensore Maurizio Caccavale, al secondo anno con la maglia rossoblù. «Sono contento di essere rimasto: l'anno scorso accettai, per la prima volta nella mia carriera, di scendere in C2 e oggi sono felice di aver rinnovato il contratto col club del presidente Blasi, che reputo una persona semplice e squisita. Voglio ripetere la stagione dello scorso anno dove ho dato l'anima per i colori rossoblù. Anche se, l'unica amarezza, è quella di non essere sceso in campo nella finale playoff. Tra i nuovi giocatori, conosco solo Colombini col quale ho giocato due anni fa nella mia parentesi di Novara. Voglio mettermi in discussione. Saper di poter affrontare squadre come Perugia, Ternana, Foggia, Pisa e Lucchese mi stimola tantissimo, nonostante non siano ancora usciti i gironi, e mi sprona a fare bene. Sono squadre da rispettare, ma non da temere perché il Taranto, vista anche la piazza, può sicuramente fare bene». Il difensore Caccavale chiude con un pensiero rivolto ai giovani: «Se ci sono la cultura del lavoro e l'attaccamento alla maglia, i giovani potranno farsi apprezzare da una piazza difficile e calda come quella di Taranto: il pubblico, voglio ricordarlo, è il dodicesimo uomo in campo. Per questo motivo mi metterò a disposizione dei giovani per farli crescere». Dopo i test fisici del mattino (terminati alle 11), tenutesi nella palestra adiacente al campo di calcio, alcuni giocatori sono rimasti a chiacchierare dinanzi all'ingresso degli spogliatoi, prima di rientrare in albergo. Tra l'altro, è arrivato anche il primo vero caldo della stagione estiva che rende difficile la preparazione. Il pranzo, nel ristorante "Gran Sasso" dell'Hotel dei Vestini, è stato consumato alle ore 13: qui, nel salone principale, i ragazzi (secondo le testimonianze di camerieri) rimangono a lungo a parlare con mister Papagni prima di rientrare nelle loro camere per il pisolino pomeridiano. Intanto, nel ritiro di Penne, cresce anche il numero di convocati: al gruppo si sono aggregati Massaro, Burgos e Ceccarelli, sono tutti giovani in prova, secondo il direttore Luca Evangelisti. Nel pomeriggio la squadra, intorno alle 17, è tornata nuovamente allo SportsPark di contrada Campetto per completare i lavori atletici e dare qualche calcio al pallone. E nella giornata di oggi arriverà il patron del Taranto Gigi Blasi, che dopo gli impegni di lavoro, si concederà una pausa per salutare i giocatori in ritiro. C'è attesa, dunque, per l'arrivo del presidente: anche lo scorso anno, Blasi venne a Penne per assistere alla prima amichevole del suo Taranto contro una squadra di promozione. Rimase soddisfatto del lavoro del tecnico, all'epoca c'era Marino sulla panchina rossoblù, e annunciò altri colpi di mercato. Chissà, se lo farà anche quest'anno? Vedremo. di Gilberto Petrucci21 luglio 2006

Italia a Livorno, sfuma il sogno-Iacovone
L'altroieri il diggì rossoblù Galigani aveva messo in allerta la Federcalcio sulla mancanza di una sala stampa e sugli spogliatoi insufficienti. Alla fine la spunta uno stadio più presentabile

Alla fine, a sorpresa, l'ha spuntata l'"Armando Picchi". Lo stadio di Livorno manda in frantumi il sogno azzurro Made in Taranto, nel quale l'"Erasmo Iacovone" si poneva come sede papabile della prima uscita dell'Italia campione del mondo, programmata per il 16 agosto nell'amichevole contro la Croazia. Ma sebbene (sulla carta) più capiente dell'impianto toscano (22mila spettatori, contro 19802), lo "Iacovone" si è praticamente rivelato "handicappato" sotto altri punti di vista. Dunque non adeguato per ospitare un evento mediatico di tale portata. «Vi immaginate centinaia di giornalisti, giunti per i campioni del mondo, nella nostra insufficiente tribuna stampa? Come opererebbero poi in mancanza di una sala stampa? E non solo, come garantire i comfort necessari alle due squadre, visto lo stato precario degli spogliatoi?». Gli interrogativi giungono dal direttore generale del Taranto Vittorio Galigani che, l'altroieri, aveva informato la Figc dello stato attuale dell'impianto del rione Salinella. Il pensiero ha di sicuro cementato le certezze della Federcalcio sulla "salute" dello stadio, sebbene in questi giorni dalla direzione dei lavori attualmente in corso nell'impianto (si sta provvedendo a metterlo a norma, secondo il Decreto-Pisanu sulla sicurezza) fossero giunti segnali positivi. A nulla, dunque, è servito il pressing politico del presidente della Provincia Gianni Florido sul commissario straordinario della Figc. «Taranto sarebbe ben lieta di ospitare l'Italia. Nell'ipotesi dell'amichevole allo Iacovone, l'ente da me rappresentato garantirebbe la sua collaborazione nell'organizzazione dell'evento». Oltre al presidente della Provincia, sul tema-Nazionale ieri sono arrivati un po' in ritardo gli interventi, presso la Figc, del Comune di Taranto e dell'onorevole forzista Gabriella Carlucci, segretaria della commissione Cultura della Camera. Da Palazzo di Città sarebbe partita una richiesta informativa circa l'ipotetica sede tarantina dell'amichevole. Mentre nel pomeriggio la parlamentare (eletta in Puglia) scriveva cosi: «Spero vivamente che la Nazionale campione del mondo giochi il 16 agosto a Taranto. La città e la Puglia intera meritano questa importante vetrina e mi auguro che la Figc e gli enti locali collaborino per superare i problemi organizzativi che un evento di tale importanza porta con sé. Mi attiverò nelle sedi competenti perché tutti gli ostacoli siano superati». Parole ammirevoli ma vane, visto che il prossimo 16 agosto i tarantini guarderanno l'Italia in tv. Il battesimo sulla panca azzurra di Roberto Donadoni, infatti, avverrà al "Picchi", lo stadio che abbandonò forzatamente nell'ultima serie A, a causa del licenziamento del Livorno, portato temporaneamente in zona Uefa. Una struttura più elegante, al momento, rispetto allo "Iacovone". di Alessandro Salvatore20 luglio 2006

Ecco il nuovo Taranto
Primo allenamento dei rossoblu nel ritiro di Penne. Presente anche Cejas (contratto firmato in serata) e tre giocatori in prova. Evangelisti: «Questa squadra mi piace»

Ritiro che vince, non si cambia. Il Taranto ricomincia dalle colline pescaresi e dalla quiete di Penne la preparazione in vista della prossima stagione. Qui, un anno fa, il presidente Blasi e il direttore sportivo Luca Evangelisti portarono la squadra (con Marino in panchina) che al termine di una lunga cavalcata ha conquistato la C1 ai playoff. «Con il titolare dell'Hotel dei Vestini, la struttura che ci ospita, facemmo una scommessa la scorsa estate - racconta divertito dal bar dell'albergo Evangelisti - se vinciamo il campionato, torniamo, gli dissi. Abbiamo vinto, quindi eccoci di nuovo qui a Penne». E a Penne la sfida si ripete e si fa più difficile: essere protagonisti, e magari centrare i playoff di C1. 
Ieri mattina la rinnovata comitiva ionica è arrivata in Abruzzo con numerosi volti nuovi, qualche giovane aggregato e un solo assente: Cristian Mortari, che ha appena subito un intervento chirurgico e si aggiungerà ai compagni solo nei prossimi giorni. Sorrisi, abbracci e strette di mano sotto un sole cocente. Tra i primi ad arrivare, il terzino sinistro Fabio Prosperi, pescarese doc residente a pochi chilometri dalla sede del ritiro. La squadra è stata accolta da pochi curiosi e dallo staff dell'hotel pennese. «Già l'anno scorso ci siamo trovati benissimo, in condizioni ideali per lavorare e preparare al meglio la stagione - prosegue il diesse tarantino - Siamo stati accolti anche quest'anno con grande cordialità da tutti, abbiamo verificato che l'impianto sportivo dove svolgeremo gli allenamenti è in ottime condizioni e il personale è pronto a seguirci con entusiasmo. Adesso dobbiamo solo definire i nomi delle squadre da incontrare in amichevole, poi avremo tutto il programma del ritiro definito nei minimi dettagli».
A Penne è arrivato anche il bomber Alessandro Ambrosi, che però non ha partecipato al primo allenamento della stagione: oggi effettuerà un'ultima visita di controllo, essendo reduce da un intervento chirurgico, e domani comincerà a sudare agli ordini del professor Guicciardini. Dopo la sistemazione in albergo e il pranzo, momento in cui i giocatori hanno iniziato a conoscersi, nel pomeriggio si sono presentati regolarmente in campo ventotto giocatori agli ordini di Papagni e del vice Degli Schiavi. 
Tutti presenti i nuovi acquisti Pinna e Faraon (portieri), Panini, Colombini e Cosenza (difensori), Zito e Mangiacasale (centrocampisti), Pasca e Piroli (attaccanti). E, non proprio a sorpresa, c'era anche Maximiliano Cejas, centrocampista argentino svincolato dal Giugliano: il ragazzo, accompagnato dal procuratore Fusco, ha firmato il contratto con i rossoblu, mentre poi l'agente del giocatore e Evangelisti sono andati a Imola per la firma definitiva di Blasi. Mancava il giovane Maiorino, di proprietà della Nuova Taras, società che fino all'anno scorso gestiva il settore giovanile. Potrebbe arrivare domani, ma, viste le decisioni che il Taranto sta prendendo per le giovanili (sarà affidato a Ginetto Miccoli, ex rossoblu ora proprietario della Dribbling Lama), non è escluso che tutto salti e Maiorino finisca altrove.
Emozionati i tre ragazzi che dovranno convincere la società a metterli sotto contratto in questi giorni di ritiro. Ragazzi in prova, che sperano di rivivere la favola di Mancini (l'anno scorso arrivato a Penne in prova). Si tratta di Fabio Ceccarelli (punta dell'83, l'anno scorso in D allo Spes Mentana), Augusto Burgos (mediano argentino ventunenne, nella passata stagione “parcheggiato” alla Viribus Unitis per questioni di tesseramento) e Massaro (portiere argentino dell'84, un anno fa nella B spagnola).
Mentre la squadra proseguirà la preparazione con i primi test, doppie sedute atletiche e lavoro in piscina, la società proverà ad effettuare le ultime operazioni di mercato: piazzare Capone (che ha rifiutato il trasferimento alla Nocerina) e qualche altro elemento, e trovare un'ala destra di spessore. «Che penso di questa squadra? Non vorrei sbilanciarmi, ma mi piace più dell'anno scorso - ha detto Evangelisti prima di recarsi sul campo -. Abbiamo puntato su diversi giovani, tutti di grandissima prospettiva e qualità. Se esplodessero loro, allora faremmo davvero un buonissimo campionato. Credo che Zito ('86, 20 gol in due anni a Sorrento, ndr), Mangiacasale ('87, prelevato a parametro zero dalle ceneri del Catanzaro) e Piroli ('86, bomber della Primavera del Torino: metà del suo cartellino è stata acquisita dai rossoblu) saranno le rivelazioni della prossima C1».
Alle 16, tutti sul prato del nuovo Comunale di Penne. Papagni ha parlato a lungo con la squadra, poi è iniziata con i primi esercizi la stagione del nuovo Taranto.20 luglio 2006

Cejas, un corteggiamento lungo
«Penso ai rossoblu da gennaio»

Doveva venire a gennaio, ha dovuto aspettare luglio. «Ma adesso sono qui. E sono felice»: Maximiliano Cejas non perde un attimo per svelarsi. Oggetto del desiderio dell'ultimo mercato di riparazione, ora rinforzo del Taranto in cantiere per la prossima stagione. Argentino, mediano dalla grande corsa. Ventisei anni, un biennale firmato e tanta voglia di riprendersi il tempo: «Quando a gennaio tornai dalle vacanze in Argentina seppi dell'interessamento del Taranto, ma il Giugliano non concretizzò, mi avevano promesso al Brescia. Un po' ci rimasi male, ma per fortuna a Taranto sono arrivato lo stesso».
La maglia rossoblu da vestire, nonostante tante offerte. «In realtà - scherza - erano poche le società che mi volevano. Comunque ho scelto subito Taranto, senza dare ascolto alle altre. Ho scelto perché mi piace lo stadio, mi piace la gente. C'è qualcosa che mi ricorda l'Argentina: il calore, la passione. E' una marcia in più per tutti». La C1 è una nuova esperienza. Cejas non ha paura: «Vediamo come va, ma io mi sento pronto. E poi c'è una buona squadra, cosa che può garantire benefici a tutti. C'è tanta gente che ha voglia di far bene: ci aiuteremo a vicenda». L'argentino sembra già conquistato dal Taranto. Ne parla quasi in estasi, irreversibilmente sedotto: «Il primo impatto è stato eccezionale: sapevo, comunque, di arrivare in un grande gruppo. Perché questa squadra è figlia di quella dell'anno scorso e in nessuna categoria si vince se non c'è unità».
Cejas ispira simpatia. Soprattutto per quell'accento a metà tra l'argentino e il napoletano. Associazione che porta a pensare a un altro argentino illustre. Ride: «Vabbè, ma lì parliamo di religione». Poi promette di essere... Cejas: «Voglio mantenere l'umiltà che ho sempre avuto e cercare di fare bene, di essere utile alla squadra. Posso farcela. Tutti possiamo farcela: Taranto è la mia nuova scommessa».
Attesa per Danucci
Il mercato del Taranto non si è fermato: la società rossoblu non ha smesso di corteggiare Danucci, anche se il suo destino resta comunque legato alle volontà del Catania. Oggi il centrocampista di Carosino farà le visite mediche per gli etnei e poi raggiungerà il ritiro del proprio club. Per il suo destino bisogna attendere. L'altro obiettivo è un esterno destro di centrocampo: qui il silenzio regge. Il Taranto ha un obiettivo grosso. E lo tiene per sé.
Le amichevoli
Fissato, almeno parzialmente, il calendario delle amichevoli della squadra rossoblu. Il Taranto dovrebbe iniziare lunedì prossimo con una partita in famiglia, mentre il giovedì 27 dovrebbe affrontare una squadra di Promozione del luogo. Il 31, invece, è in programma un'amichevole con il Penne, locale squadra militante in serie D e il 10 agosto, poco prima della partenza, ci sarà un'amichevole con una squadra di C1 o C2 (Giulianova, Lanciano e Val di Sangro in lizza). E' probabile che qualche slittamento ci sia, come è possibile anche che, viste le volontà di Papagni, ci sia un'ulteriore amichevole tra il 31 luglio e il 10 agosto.
Paga la Provincia
Un accordo stretto ufficialmente ieri mattina: sarà la Provincia di Taranto a pagare il ritiro dei rossoblu a Penne. Florido, infatti, ha garantito un contributo di cinquantamila euro alla società per le spese del pre-campionato da svolgere in Abruzzo. E' il primo atto di una collaborazione tra il Taranto e l'ente, che prevede altre iniziative.20 luglio 2006

Dai 50 mila argentini allo "Iacovone"
Il centrale : "Sono abituato alle piazze calde"

Sponsor e contributi degli enti pubblici sono argomenti lontani almeno un miglio dalla casse sociali rossoblù. Per il primo ci sono soltanto dei contatti. Per il secondo è intervenuto Gianni Fabrizio, portavoce del presidente Gianni Florido: «Dopo la festa rossoblù da noi organizzata alla Rotonda per festeggiare la C1, Florido promise l'erogazione di un contributo alla società del presidente Blasi in quanto società d'eccellenza del territorio. Del resto analogamente ci siamo regolati per gli altri sport cosiddetti minori. Prima di concederlo anche al Taranto, c'è bisogno della riunione di Giunta che dovrà stabilirne l'ammontare. Purtroppo ci vorrà un po' di tempo ancora». Il ritiro di Penne, dunque, sarà pagato regolarmente da Blasi. Ieri in Abruzzo è giunto Maximilian Roldan Cejas, 26 anni, argentino di Buenos Aires, che ha firmato un contratto biennale ad obiettivo. «Sono in Italia dal 2002 - ha detto - la prima esperienza, l'ho fatta in D, a Milazzo. Da lì mi sono trasferito in Spagna. Una volta avuto il passaporto sono ritornato in Italia firmando per il Giugliano». Caratteristiche tecniche? «Sono un centrocampista centrale in grado di organizzare sia il gioco difensivo che quello offensivo». Perché non ha accettato di venire a Taranto a gennaio scorso? «Quando giunse la richiesta rossoblù ero in Argentina. Al mio ritorno me lo riferirono e, francamente, devo confessare che ci rimasi male per essere stato tenuto all'oscuro della vicenda. L'opzione del Brescia? Non so, c'erano tante società che mi avevano cercato». Che impressione ha ricevuto al primo impatto con il nuovo ambiente? «Buono. Di nome conosco tutti. Da vicino De Liguori per essersi allenato con noi prima di venire a Taranto. La squadra mi sembra competitiva. Soprattutto ho notato che il gruppo è molto compatto. E la cosa mi ha fatto enormemente piacere perchè nel calcio è importante ragionare tutti con la stessa testa». Perché nel calcio diverse società sono in crisi? «Perchè non raramente capita che i dirigenti facciano ai giocatori delle proposte che, successivamente, non vengono mantenute. So che a Taranto la musica è diversa. E mi fa piacere». Cosa vuole dire ai tifosi jonici? «Ho scelto Taranto proprio per il loro calore, per il numero impressionante con cui seguono la squadra. In Argentina ero abituato a giocare dinanzi a cinquantamila persone. A Giugliano erano si e no in mille. Allo Iacovone ritroverò come minimo diecimila persone. Tale pensiero, mi gasa». di Giuseppe Dimito20 luglio 2006

Iniziano le "fatiche" del nuovo Taranto
Da ieri raduno a Penne. Il bomber Deflorio: «Alle nostro spalle un campionato intenso, adesso bisogna conoscere i nuovi compagni». Primo allenamento alle 17. Papagni parla alla squadra: «Possiamo centrare i nostri obiettivi»

Primo giorno di lavoro per il nuovo Taranto targato 2006/2007. I giocatori convocati per il ritiro di Penne si sono radunati ieri mattina all'hotel dei Vestini, con lo staff tecnico rossoblù guidato dall'allenatore Aldo Papagni. I giocatori sono arrivati a Penne allo spicciolata e dopo il pranzo e il successivo riposo, la squadra, poco prima delle 16, è partita verso il centro sportivo di contrada Campetto, situato a due chilometri e mezzo dall'albergo. All'appello manca solo Maiorino, punta del vivaio rossoblù, che arriverà a Penne domani mattina. Volti nuovi, ma anche conferme importanti come quella di Andrea Deflorio, 36 anni, che potrebbe chiudere la sua carriera a Taranto. «Mi trovo molto bene con questo club, non mi manca nulla» esordisce il bomber, reduce da una periodo di vacanza con la moglie Lisa e il piccolo Davide. «Oggi è il primo giorno di lavoro, ci serve per conoscerci e capire i nostri ruoli. Ho trovato volti nuovi, molti giovani, e di loro conosco solo Salvatore Pinna». Ecco il bilancio dopo un anno tarantino: «È stato un campionato intenso, memorabile che non si dimentica: certo, all'inizio abbiamo avuto qualche problema, il mister (Marino) non era tanto esperto, e nonostante i buoni risultati, abbiamo sofferto. Taranto è una piazza esigente. Con l'arrivo di Papagni la squadra ha preso il volo. E' un allenatore bravo, che ha capito la nostra mentalità di gioco» conclude l'attaccante. Il primo allenamento, ieri è iniziato alle 17: una sgambata, qualche esercizio fisico e un calcio al pallone per non perdere l'abitudine. Ma prima di entrare in campo Papagni ha chiamato tutti a raccolta per una lunga chiacchierata: «Se lavoriamo tutti verso una sola direzione, possiamo raggiungere i nostri obiettivi» ha ripetuto più volte l'allenatore ai giocatori. Un messaggio chiaro. A Penne sono arrivati, oltre al ds Luca Evangelisti, gli altri componenti dello staff tecnico del club tarantino: Gianfranco Degli Schiavi (allenatore in seconda), Francesco Guicciardini (preparatore atletico), Osvaldo Scardino (magazziniere), Francesco Scarano (magazziniere), Santino Simone (massaggiatore) e Domenico Gennarelli (massaggiatore). Intanto il professor Guicciardini ha abbozzato anche il programma di allenamento che la squadra seguirà in questi giorni di ritiro. «Nei primi giorni i ritmi saranno molto blandi» ha detto il preparatore atletico, «effettueremo test atletici per vedere la condizione fisica di ogni singolo atleta; a differenza dello scorso anno, lavoreremo molto in piscina, ogni due giorni, per smaltire i carichi di lavoro e raggiungere la condizione fisica», conclude il professor Guicciardini. Insomma, tutto è pronto, per questa nuova avventura che vede il Taranto in C1, un campionato difficile e pesante. Una mano alla squadra, però, gliela darà anche la Provincia di Taranto, che ha siglato un accordo di massima con il club di via Umbria per un contributo di circa 50 mila euro. Intanto il ds Evangelisti, con l'aiuto dei titolari dell'Hotel dei Vestini, sta cercando di reperire formazioni locali da utilizzare per le amichevoli messe in programma durante il ritiro. di Gilberto Petrucci20 luglio 2006

Scatta il pressing su Danucci
L'atleta attende notizie dal Catania, le cui pretese economiche per la comproprietà stanno frenando la trattativa. Ma l'intesa è possibile

Il centrocampista argentino Cejas ha raggiunto il ritiro di Penne nella giornata di ieri e si è messo subito a disposizione di mister Papagni per l'inizio della preparazione. L'ex giuglianese ha firmato a Imola, alla presenza del presidente Blasi, un contratto per le prossime due stagioni col Taranto, che attraverso il diesse Evangelisti continua a sondare il mercato, alla ricerca di un altro paio di rinforzi di spessore. È il centrocampo il settore da puntellare con un altro mediano e un esterno destro, ma non è escluso che arrivi anche un nuovo attaccante. Per Danucci non ci sono ancora novità. Il giocatore attende notizie dal Catania (oggi farà le visite mediche in Sicilia), le cui pretese economiche per la comproprietà stanno frenando la trattativa col Taranto interessato al giocatore, ma non certo disposto a fare follie per la metà del cartellino. Alla fine si dovrebbe trovare l'intesa, anche perché Taranto è una destinazione gradita a Danucci reduce da tre positive esperienze con Martina, Reggiana e Sangiovannese. Scemata l'ipotesi Maschio perché il Benevento non è disposto a trattare, mentre non rientra nei piani del Taranto l'ex Cazzarò. Piace, invece, lo svincolato Ferraresi ex Martina, società da cui potrebbe essere pescato anche il laterale destro Tassone, che il club biancazzurro potrebbe liberare per la nota crisi economica. Per lo stesso ruolo si potrebbe pensare anche a Vicari della Reggina, nella scorsa stagione ad Avellino, ma sul calciatore è piombata con decisione la Cisco Roma. E sempre per il centrocampo è annunciato l'arrivo a Penne di un paio di giovani stranieri, un argentino e un camerunense di cui però non si conoscono ancora i nomi. Fatta eccezione per Danucci, il Taranto non ha fretta di operare, tanto che avrebbe preso tempo con gli obiettivi individuati, tra cui rientra anche l'attaccante Mazzeo. Il giocatore per ora è senza squadra e vestirebbe volentieri la maglia rossoblù, ma attende una risposta definitiva nei prossimi giorni. di Enrico Sorace20 luglio 2006

Scandalo, coinvolte altre 2 società di serie A
I dialoghi al telefono sono relativi al campionato 2004-2005. Seconda tranche dell'indagine che ha deferito Juve, Milan, Lazio e Fiorentina

Nuovi avvisi di garanzia saranno emessi a breve dai pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci nell'ambito dell'inchiesta sugli illeciti nel mondo del calcio. Si tratta di una seconda tranche dell'indagine che ha già portato al deferimento di Juve, Milan, Lazio e Fiorentina e che vedrebbe adesso coinvolti altri due club di serie A. Sui nomi delle società gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo.
Secondo le poche indiscrezioni trapelate negli ambienti giudiziari napoletani, i nuovi provvedimenti riguarderebbero in particolare dirigenti di due società del campionato di massima serie indicate comunque come squadre "di seconda fascia". Per gli indagati verrebbe ipotizzato, a quanto si è appreso, il reato di frode sportiva.
Per quanto riguarda le società al centro del nuovo filone dell'inchiesta, il loro coinvolgimento sarebbe già emerso nel corso delle intercettazioni telefoniche relative al campionato 2004-2005 e pubblicate da organi di stampa sin dal maggio scorso. Dopo aver concluso la complessa attività investigativa sulle quattro squadre per le quali già si è messa in moto la giustizia sportiva, i pm di Napoli hanno approfondito l'esame su un gruppo di telefonate nelle quali si fa riferimento a presunti illeciti compiuti dagli altri due club. Questo supplemento di lavoro sarebbe ormai concluso tanto che a breve i pm formalizzeranno le accuse.
Beatrice e Narducci in questi giorni sono stati in contatto con gli organi della Federcalcio e in particolare con il commissario straordinario Guido Rossi al quale avrebbero annunciato l'invio di nuovi atti all'ufficio indagini diretto da Francesco Saverio Borrelli.19 luglio 2006

Zamparini-Milan, è scontro
Il presidente del Palermo: «I rossoneri dovrebbero esultare: un conto è trovare un operaio con le mani nella marmellata, un conto il presidente della Lega»

Lui uno scudetto così non lo vorrebbe, ma quel che ritiene inaccettabile è che il Milan possa comunque disputare la coppa Uefa. Parole e musica sono del presidente del Palermo Maurizio Zamparini. «Ci troviamo di fronte a un evidente errore tecnico - spiega l'imprenditore -. Il Milan non può fare l'Uefa, penso che ci penserà la Corte federale a riparare all'errore commesso dalla Caf, nel primo grado di giudizio, e a rimettere le cose a posto. Evidentemente 44 punti di penalizzazione per i rossoneri sono stati pochi per impedire loro di partecipare a una delle due coppe europee. Ma si può sempre rimediare». 
Il massimo dirigente rosanero, che per mesi è stato seduto al fianco di Adriano Galliani sulle poltrone più alte della Lega calcio prima di dimettersi, rincara la dose: «Un conto è beccare un operaio, un impiegato qualsiasi con le mani nella marmellata, un conto è scoprire il presidente del governo del calcio, com'è avvenuto nel caso di Galliani. Certi dirigenti non possono, e non dovrebbero, fare certe telefonate pericolose». Sulle sentenze della Caf, Zamparini ritiene che i giudici abbiano usato «la mano pesante contro chi, come Lazio e Fiorentina si è difeso da un sistema che era diventato marcio. Mi aspetto che la Corte federale non confermi la retrocessione della Lazio e della Fiorentina, ma solo quella della Juventus, che stava a capo di quella specie di cupola del calcio. Per il Milan, invece, il discorso è diverso: il club rossonero deve essere contento di come gli è andata». 
Durissima la risposta del Milan e di Galliani, con preannuncio di iniziative legali: «L'A.C. Milan e il suo Amministratore Delegato Adriano Galliani - recita un comunicato emesso dal club di via Turati -, preso atto dell'ennesimo ictus verbale del Signor Maurizio Zamparini e dunque delle affermazioni di inaudita falsità, arbitrarietà e gravità dallo stesso diffuse, comunicano che procederanno senza indugio nei confronti del predetto soggetto nelle sedi competenti». di Livia Taglioli19 luglio 2006

Taranto, oggi si parte 
Comincia il ritiro dei rossoblu. Papagni: «Ci sono motivazioni e grande entusiasmo, squadra costruita secondo un progetto chiaro: mi piace. Adesso lavoriamo»

Aldo Papagni è pronto. Ha chiuso la valigia. Si parte, destinazione Penne. Si comincia, con la C1 in tasca e l'euforia di una promozione conquistata. Si parte, buon viaggio. 
Papagni, è il suo primo anno di C1... 
«Ma non avverto l'emozione dell'esordio, perché comunque non è la prima volta che alleno: sono stato oltre 400 volte in panchina. Diciamo che sono un esordiente atipico. Ho, ovviamente, grande entusiasmo e ho sono grandi motivazioni». 
Che Taranto sta nascendo? 
«E' una prosecuzione del progetto dello scorso anno. Era nostra intenzione farlo, lasciando parte della squadra che c'era e ringiovanendo l'organico in modo oculato. E' un gruppo che ha diverse novità, ma che in realtà non è nuovo. Perché ha la struttura portante dello scorso campionato: a mio avviso questo è un notevole vantaggio». 
Che vantaggio dà la riconferma di gran parte del gruppo? 
«Vuol dire partire con sei mesi di lavoro già fatto, almeno per alcuni apprendimenti. C'è bisogno di meno tempo per determinati insegnamenti per i “vecchi”, anche per i nuovi, che saranno agevolati dai confermati. Abbiamo tempi più distesi: quando sono arrivato a gennaio c'era poco spazio per lavorare su tutti gli aspetti mentre adesso, partendo dal ritiro, possiamo riprendere il discorso e approfondirlo». 
E' affascinato dall'idea di lavorare con i giovani? 
«Intanto parliamo di giovani di qualità e non è un dato da sottovalutare. Ma, comunque, non è una cosa che mi spaventa. Mi piace lavorare con i giovani, soprattutto mi piace lavorare. C'è la passione alla base, poi quando c'è la possibilità di partecipare all'apprendimento dei giovani gli stimoli aumentano maggiormente. Nel 93-94 con il Bisceglie allenavo la squadra più giovane del campionato, che fu anche premiata per questo. Ma anche ad Andria, intorno a quattro-cinque giocatori esperti c'era una squadra giovanissima». 
Quanto c'è di suo in questo mercato? 
«C'è la giusta dose che un tecnico deve dare: ci sono le indicazioni dei ruoli in cui bisognava intervenire. Ci siamo confrontati con Evangelisti, abbiamo lavorato in sintonia. Luca, del resto, ha mostrato di meritare fiducia incondizionata: l'anno scorso ho trovato una squadra che lui aveva costruito ed era un organico dal notevole potenziale. Poi i ritocchi di gennaio sono stati di qualità. Quello che ho visto mi basta per avere fiducia in lui. Mie sono le indicazioni di base e la condivisione del progetto tecnico: è un discorso che in parte avevamo già fatto durante il campionato scorso, parlando in prospettiva-C1 ma facendolo con scaramantica cautela». 
Analizziamo la squadra messa su finora per reparto: partiamo dai portieri... 
«Per Pinna parla il curriculum: credo che rappresenti una garanzia. E' uno dei giocatori più esperti del gruppo, credo sia un buon acquisto. Faraon ha un'esperienza più limitata, ma mi dicono sia un ragazzo di buone prospettive: in fondo era il secondo a Padova in C1 nella passata stagione». 
La difesa... 
«Intanto è rimasto inalterato l'asse centrale e, a mio avviso, rappresenta un motivo di soddisfazione. Abbiamo Caccavale e Pastore che sono una garanzia, c'è Prosperi, c'è Cosenza, che a me aveva fatto buona impressione nelle due semifinali, poi Panini, Colombini, la conferma di Mortari. Credo che in questo settore siamo ben attrezzati. C'è esperienza, dinamismo, freschezza: tutto, insomma». 
Il centrocampo... 
«Aver tenuto Mancini, nonostante le richieste, significa aver fatto un altro acquisto. Merito del presidente che ha respinto le lusinghe. Poi c'è il ritorno di Silvestri, ci sono Larosa, De Liguori, Catania che è uno eclettico e che può tornare utile in molti ruoli. Sono curioso, anche, di vedere Zito». 
Ci sarà Cejas, a breve... 
«E' uno dei migliori centrocampisti dell'ultimo campionato di C2». 
Ce ne saranno altri? 
«Tutti sapete che stiamo cercando di mettere la ciliegina sulla torta». 
Passiamo all'attacco... 
«Avere ancora Deflorio e Ambrosi vuol dire avere due giocatori di grande qualità ed esperienza. Sappiamo quante richieste aveva Deflorio e quanto vale, sappiamo quante motivazioni ha Ambrosi, che ha sei mesi di ritardo. Lo sento da come parla, dalla voglia che ha. A questi, poi, si vanno ad incastonare Pasca e Piroli che completano un buon reparto offensivo, con diverse soluzioni da proporre». 
Qual è la prima funzione del ritiro? 
«Vedete, finora abbiamo parlato della squadra in linea teorica, ma io credo poco alle squadre sulla carta. Per me il calcio è sul campo: qualsiasi giocatore, anche il più forte di tutti, se non è dentro l'ambiente giusto, se non ha motivazioni e non si trova a suo agio nel gruppo non può esprimersi al meglio e, quindi, non può nascere una squadra. Al di là delle valutazioni dei singoli, ora bisogna miscelare tutto con gli ingredienti che l'anno scorso sono stati trainanti. Bisogna creare una squadra»
Che tipo di lavoro ha previsto? 
«Presteremo attenzione a tutti gli aspetti. Con equilibrio. Il lavoro fisico sarà graduale, così come ci sarà attenzione all'aspetto tattico. Il pallone ci sarà dal primo giorno, perché a calcio si gioca con quello: è l'attrezzo più importante». 
Partire dall'inizio è una sfida diversa: non ci sono falle da tappare, ma una squadra da costruire... 
«E come sfida mi piace molto. Ho un precedente positivo ad Andria, dal quale voglio partire: subentrai, ci salvammo in rimonta. L'anno dopo con la struttura dell'anno precedente e qualche innesto arrivammo al terzo posto. Partire dall'inizio consente di dare in meno tempo la forma alla squadra. Con i tempi giusti si lavora meglio». 
L'impressione è che l'organico incarni la sua voglia di elasticità tattica... 
«Credo che sia fondamentale: è una possibilità che ti consente di essere imprevedibile. Se sei bravo a farlo, anche per qualche minuto crei difficoltà ad avversario. Lo scorso anno lo abbiamo mostrato, dobbiamo continuate su quella strada. L'intento è partire sempre con quattro difensori, che in alcune situazioni dovranno sistemarsi diversamente, passando anche a tre. In fase di non possesso, però, dovremo sempre essere quattro. Il resto potrà variare sempre, cercheremo in ogni momenti di migliorarci, insisteremo per trovare il modo per cambiare sistema di gioco anche a partita in corso. Più saremo elastici più creeremo problemi agli altri». 
Cosa si augura per questa stagione? 
«Mi auguro di crescere come persona, di vivere un altro anno in cui, alla fine, possa sentirmi cresciuto come uomo e, se possibile, vorrei anche avere dele soddisfazioni professionali. Ma se non cresco come uomo non posso crescere professionalmente: l'ho sempre pensato, è una convinzione che non cambio. Chiederò lo stesso ai giocatori». 
Sembra fortemente sedotto dalla nuova avventura. C'è qualcosa che lo rassicura particolarmente? 
«C'è che noi abbiamo due elementi in più degli altri: intanto la società, che garantisce serenità e regolarità nei pagamenti. Tutti hanno preso lo stipendio di giugno in anticipo, cosa che poche società possono permettersi. Questa certezza rappresenta per i giocatori un elemento importante. E un altro elemento fondamentale è che non tutti si possono permettere il calore e il sostegno del pubblico tarantino. Per questo partiamo in vantaggio, il resto dobbiamo farlo noi». di Fulvio Paglialunga19 luglio 2006

Florido lavora per l'Italia
«Spero che Rossi porti gli Azzurri allo Iacovone»

L'odore della Nazionale è irresistibile, sinanche per un politico, specie se questo abbia giocato a calcio da giovane. Allora accade che, diventata più concreta la "favoletta tarantina" dell'Italia campione del mondo (lo Iacovone, stando alla Federcalcio, è candidato ad ospitare il match amichevole contro la Croazia del 16 agosto, ma bisognerebbe vincere la concorrenza del "Manuzzi" di Cesena), il presidente della Provincia Gianni Florido schizzi d'inchiostro una lettera indirizzata a Guido Rossi, il commissario straordinario della Figc, che ieri ha battezzato il cittì azzurro Roberto Donadoni, che ha ricevuto da Marcello Lippi l'eredità pesante dell'Italia campione del Mondo. «Come mai ho preso tale decisione? Semplice - risponde Florido -, l'ho fatto per un senso di responsabilità civile. L'arco tarantino, sportivamente e socialmente parlando, merita un evento di tale portata. Dunque mi sono fatto portavoce dell'amministrazione provinciale, scrivendo una lettera nella quale penso di tradurre il desiderio di tutti i 29 comuni jonici che, il 9 luglio scorso, hanno gioito per l'Italia. Nei limiti della nostra competenza, visto che lo stadio Iacovone è un bene del Comune di Taranto, ho manifestato la volontà della Provincia a collaborare con la Federcalcio, per l'eventuale organizzazione dell'evento. Mi riferisco ad esempio agli eventuali servizi di sicurezza dentro e fuori dallo stadio - tale garanzia potrebbe spingere la Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ad ampliare la capienza dello stadio, attualmente ferma a 15500 spettatori per i contemporanei lavori di ammodernamento ndr - ed al trasporto urbano ed extraurbano attraverso i mezzi del Ctp». Ma oltre all'apertura a Rossi, in termini di collaborazione logistica, l'azione di Florido è preventivamente diplomatica, perché finalizzata a concretizzare un "pressing" (il termine s'incastra nel contesto calcistico) politico sull'attuale numero uno della Federcalcio, l'ente amministrativo che alla fine decreterà il "vincitore" di questo ballottaggio. «Io ho fatto la mia parte, ora spero che arrivi una risposta positiva da Rossi» dichiara Florido, che ovviamente non intralcia i confini di pertinenza comunale: leggasi la proprietà dello stadio Iacovone, attualmente impegnato nel maquillage imposto dal Decreto Pisanu sulla sicurezza. La direzione dei lavori assicura che, se ci fosse un ordine perentorio relativo all'amichevole Italia-Croazia (diverse fonti di informazione la danno per certa a Taranto) del 16 agosto prossimo, per tale data l'impianto si presenterà in condizioni buone. Sotto il profilo dell'estetica e della sicurezza. Ma sino a ieri, stando all'ufficialità, il Comune non aveva avuto alcun contatto con la Federcalcio. Il paradosso, però, a breve potrebbe cedere il passo alla certezza. Sarà gustosa per Taranto? di Alessandro Salvatore19 luglio 2006

Taranto, iniziano i lavori della serie C1
Papagni dirige il primo allenamento a Penne. L'emozione di Blasi

Come un anno fa. Il Taranto è tornato a Penne per preparare il suo campionato. La sede pescarese, dunque, porta fortuna alla società rossoblù del presidente Gigi Blasi che è riuscita a conquistare lo scorso anno la promozione in C1. La formazione allenata da Aldo Papagni arriverà a Penne nel corso della giornata. Staff tecnico e giocatori soggiorneranno all'Hotel dei Vestini, situato a pochi passi dal centro storico del paese, lo stesso albergo che ospitò un anno fa il Taranto diretto, però, da Raimondo Marino. Evangelisti e Galigani vogliono ripercorrere ogni tappa del programma tecnico che ha permesso al Taranto di vincere il campionato, partendo appunto dal ritiro di inizio stagione in cui si costruisce il gruppo. La squadra si allenerà con la formula della doppia seduta (mattina e pomeriggio) al centro sportivo «SportsPark» di contrada Campetto: è una struttura sportiva che racchiude, su un'area di 1500 mq, un campo di calcio, una piscina, un pala-fitness e una palestra con aria condizionata. L'impianto sportivo è gestito dalla Cpl Concordia, il colosso aziendale che gestisce i centri sportivi di Milanello, Modena e lo stadio di Bologna. E nel 2009, il centro sportivo di Penne, ospiterà la sede di allenamento di una delle Nazionali impegnate ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009. ieri mattina, i tecnici specializzati dalla Cpl hanno effettuato le ultime rifiniture al manto erboso del campo. La città è situata ai piedi del Gran Sasso, a 500 metri sul livello del mare, ed è conosciuta in Italia per l'Oasi naturale «Lago di Penne», un bacino artificiale dove si riproduce in cattività la lontra. Ma non solo: Penne è salita alla ribalta dopo il felice mondiale di calcio che ha visto trionfare l'Italia; hanno vissuto a Penne per molti anni le famiglie di Fabio Grosso e Massimo Oddo. I loro papà, Tonino e Franco, hanno giocato anche nella squadra del Penne; mentre la mamma di Massimo è originaria di Penne. E la presenza in città del Taranto non può che inorgoglire questa cittadina attaccata molto al pallone. Nella sala del ristorante "149", presente all'interno del centro sportivo, è appesa la maglia del Taranto firmata da tutti i giocatori. È sistemata a fianco di quella giallorossa del Giulianova (C1), che nella stagione 2004, effettuò il raduno estivo a Penne. Sono 24 i convocati dal tecnico Papagni: il raduno della squadra è fissato oggi alle ore 12.30 all'Hotel dei Vestini. Qui rimarranno in ritiro sino al 12 agosto; il giorno dopo rientreranno a Taranto per i primi impegni ufficiali (Coppa Italia Tim del 13 agosto). di Gilberto Petrucci19 luglio 2006

Mercato temporaneamente in pausa
Ma il centrocampista Cejas firmerà a breve. In piedi l'ipotesi Danucci

Nel giorno della partenza per il ritiro di Penne c'è un'importante novità di mercato. Il centrocampista 26enne Maximilian Roldan Cejas, ex Giugliano, si aggrega da oggi ai giocatori rossoblù in attesa di firmare il contratto biennale con il Taranto. Salgono così a otto i nuovi arrivi, ma il diesse Evangelisti è attivo per completare l'organico a disposizione di mister Papagni che inizierà a lavorare con un gruppo di venticinque elementi. Forse già entro la fine di questa settimana, dovrebbe raggiungere l'Abruzzo anche un altro centrocampista che potrebbe rispondere al nome di Ciro Danucci, pallino del presidente Blasi che vorrebbe affiancarlo a Manuel Mancini. Il calciatore è del Catania che ha deciso di cederlo soltanto in comproprietà. Con i siciliani manca ancora l'accordo economico, ma il Taranto conta di chiudere l'affare anche perché dalla B non sono giunte proposte allettanti e il Gallipoli e il Pisa, che inseguivano il centrocampista di Carosino, hanno deciso di puntare su altri obiettivi. Non è praticabile, invece, la pista Maschio per la netta opposizione del Benevento. Ma insieme ai due centrali, il diesse Evangelisti starebbe seguendo un tornante di fascia destra e un altro attaccante. Per il primo ruolo è spuntato il nome di Vicari ex Reggina ed Avellino, entrato nel mirino anche della Cisco Roma; per l'attacco, invece, si pensa sempre allo svincolato Mazzeo. Con le valigie pronte, intanto, c'è Micallo, non convocato per il ritiro precampionato. La destinazione più probabile per il difensore è l'Ancona tra le possibili ripescate in C1. Ma si muove qualcosa anche sul fronte sponsor. Come anticipato dalla Gazzetta la dirigenza rossoblù sarebbe in trattativa con una grossa azienda nazionale, disposta ad accostare il proprio marchio a quello del Taranto. Secondo indiscrezioni si tratterebbe della Record Cucine di Ettore Setten che ha già sponsorizzato il Napoli. di Enrico Sorace19 luglio 2006

Il settore giovanile va all'ex Miccoli
Gatto: «Al Taranto avevo sottoposto un programma ambizioso»

Sarà il 51enne Gino Miccoli, ex difensore del Taranto degli anni settanta, nonché titolare del centro sportivo "Dribbling" di Lama, il nuovo responsabile del settore giovanile della Taranto Sport. Manca ancora l'annuncio ufficiale, ma la società del presidente Luigi Blasi ha deciso di voltare pagina abbandonando a sorpresa la Nuova Taras di Michele Gatto nonostante gli ottimi risultati conseguiti nella stagione da poco conclusa. «Non abbiamo trovato l'intesa economica - ha tenuto a precisare Michele Gatto -. Al Taranto avevo sottoposto un programma ambizioso dai costi decisamente contenuti ma il presidente Blasi aveva altre intenzioni, tanto che ha preferito rivolgersi altrove». Avrà durata triennale l'accordo raggiunto negli ultimi giorni (se ne sta occupando il dott. Vinciguerra) con Gino Miccoli, che guida un gruppo di imprenditori pronti ad accollarsi tutte le spese di gestione del settore giovanile rossoblù, senza necessità di un apporto finanziario da parte della Taranto Sport. Miccoli e i suoi più stretti collaboratori lavoreranno con diverse squadre, dalla berretti (come tecnico si parla con insistenza di Federico Malacari) ai pulcini o piccoli amici, seguendo le orme della Nuova Taras. Il progetto, al momento, è sostenuto da due grosse aziende locali, Mister Toys e Edil Sud, ma il gruppo Miccoli sta provando a coinvolgere anche la "Parmacotto" nota azienda operante nel settore alimentare. Nel corso della prossima settimana dovrebbe essere convocata un'apposita conferenza stampa per presentare i nuovi quadri tecnici e dirigenziali del settore giovanile. di Enrico Sorace19 luglio 2006

Le sedi portafortuna sono pronte
Hotel dei Vestini e Sport's Park ai piedi del Gran Sasso

Vacanze finite, si torna a lavorare. La stagione 2006-07 del Taranto è ai nastri di partenza. Ore 12:30, Hotel dei Vestini: è questo l'appuntamento fissato dalla società con tutti i calciatori a poco più di un mese dalla conquista della C1 attraverso la porta secondaria dei playoff. Il tempo di pranzare, e poi Aldo Papagni dirigerà il suo primo allenamento.
LA PRIMA VOLTA - Dopo aver conquistato una salvezza ai playout e la promozione nella scorsa stagione, Gigi Blasi è pronto ad affrontare il primo campionato in terza serie. «Emozionato? Direi, piuttosto, che ci apprestiamo a vivere un'altra stagione importante. Sono contento del lavoro svolto dall'Area Tecnica, abbiamo centrato l'80% degli obiettivi prefissati. Adesso è il momento della squadra: dovrà essere pronti per il 13 agosto, data in cui esordiremo in Coppa Italia». Ma il massimo dirigente rossoblù non è l'unico a tagliare questo traguardo. Anche per Papagni - che il 30 giugno ha conseguito il patentino da allenatore di Prima Categoria - si tratta della prima esperienza su una panchina di C1. «Le motivazioni sono tantissime - ha dichiarato il trainer di Bisceglie - e poter esordire alla guida del Taranto è una grossa responsabilità che sento di poter assumermi. Ho apprezzato la linea scelta dalla società: abbiamo confermato l'ossatura dell'organico della passata stagione, puntellandolo con calciatori giovani ma con un buon bagaglio di esperienza. Sarà un campionato molto difficile, ma sono convinto che questa squadra possa giungere nelle prime cinque posizioni».
L'ORGANICO AI RAGGI X - Undici riconferme (Pastore, Caccavale, Prosperi, Mortari, Catania, Silvestri, Mancini, Larosa, De Liguori, Ambrosi, Deflorio), otto nuovi ingaggi (i portieri Pinna e Faraon, i difensori Panini, Colombini e Cosenza, il centrocampista offensivo Zito, gli attaccanti Piroli e Pasca). Il Taranto che lavorerà per i prossimi 24 giorni a Penne (il ritorno in sede è previsto per il 12 agosto) rappresenta la base di un progetto che prevede la conquista della cadetteria in due anni. Per questo motivo il diesse Evangelisti ha scelto di ripartire da un gruppo già ben consolidato, rinforzandolo nei settori lacunosi e restando vigile sul mercato alla ricerca di un centrocampista e di un esterno destro. Cejas, in linea di massima, può già considerarsi rossoblù; per Danucci, invece, ci sono alcuni dettagli da smussare con il Catania, società detentrice del suo cartellino.
IL PROGRAMMA - Si comincia con la sgambatura di oggi pomeriggio, ma da domani Deflorio e compagni sosterranno due allenamenti al giorno. Nelle prime sedute si lavorerà esclusivamente sul piano atletico, successivamente verranno messe in pratica le prime nozioni tattiche della nuova stagione. Durante il soggiorno abruzzese i rossoblù dovrebbero sostenere cinque amichevoli: i primi test serviranno per smaltire i carichi di lavoro, mentre ad agosto è previsto con una compagine professionistica. Al seguito della squadra c'è il direttore sportivo Evangelisti e domani si aggregherà anche il direttore generale, Vittorio Galigani. È prevista per venerdì mattina la prima visita di Blasi che, di rientro da Imola, si fermerà nella cittadina abruzzese. di Fabio Di Todaro19 luglio 2006

Convocati ventiquattro atleti
Caso Passiatore: il Collegio arbitrale della Lega discuterà dopodomani la richiesta di risoluzione del contratto avanzata dalla società

Sono 24 i giocatori che alle ore 12,30 di oggi si dovranno trovare all'Hotel dei Vestini di Penne (lo stesso della scorsa stagione) per iniziare nel pomeriggio la preparazione in vista della prossima C1 agli ordini di mister Papagni, che sarà coadiuvato da Gianfranco Degli Schiavi (sarà il suo vice e curerà, come al solito, i portieri) e da Francesco Guicciardini in funzione di preparatore atletico. Il massaggiatore sarà Santino Simone ed il magazziniere Aldo Scardino.
LA ROSA DEI CONVOCATI - Portieri: Pinna e Faraon; difensori: Panini, Caccavale, Cosenza, Pastore, Prosperi, Colombini; centrocampisti: Catania, Silvestri, Mancini, Mangiacasale, Larosa, Zito, De Liguori, Malagnino, Bruno, Manoni; punte: Deflorio, Ambrosi, Piroli, Pasca, Maiorino, Passiatore. Mancano Micallo, Mortari e Capone.
NOVITA DELL'ULTIMA ORA - In casa rossoblù ci sono tre novità, riguardanti Micallo, Mortari e Capone. Il primo ha fatto pervenire in sede una lettera in cui chiedeva di non essere inserito nella lista dei convocati in quanto sta per accasarsi ad un'altra società - l'Ancona, n.d.r. -. Il secondo sta effettuando la riabilitazione in un apposito centro di Lecce. Il terzo è in procinto di firmare per la Nocerina. La trattativa fra le due società è chiusa. Da raggiungere soltanto l'accordo economico. Altra novità è caratterizzata dall'inserimento del centrocampista Mangiacasale, classe '87, nella scorsa stagione a Catanzaro. Il ragazzo è svincolato per cui il Taranto gli ha chiesto di aggregarsi alla truppa. La seconda è costitiuta dall'ingresso del baby degli Allievi, Maiorino ('89), un ragazzo su cui il settore tecnico rossoblù punta parecchio. Nella scorsa stagione il promettente ragazzino è stato spesso convocato per disputare il test infrasettimanale. Oltrettto, proprio di recente, la Lega ha comunicato ufficialmente che quest'anno le società che inseriranno elementi nati dal 1983 al 1988 percepiranno un contributo aggiuntivo pari ai minuti giocati che va progressivamente dal 60% fino al 130%.
CASO-PASSIATORE - Fra i convocati c'è naturalmente Francesco Passiatore, che ha un contratto con la società rossoblù fino a giugno 2007. La lunga telenovela fra il Taranto ed il ragazzo in merito alla famosa richiesta di risonanza magnetica al ginocchio operato (l'attaccante rifiuta di farsela perchè sostiene di essere guarito) è sfociata con la richiesta di risoluzione del contratto avanzata da circa un anno dalla società di via Umbria. Il Collegio arbitrale della Lega la discuterà dopodomani. Per il settore giovanile c'è una trattativa in corso con la Dribbling Lama di Gino Miccoli (contratto triennale) che sostituirebbe la Rossoblù Generation di Michele Gatto. di Giuseppe Dimito19 luglio 2006

Taranto, Cejas e non solo
Oggi il centrocampista argentino arriva in Italia e chiude ufficialmente la trattativa con il club rossoblu (l'accordo è raggiunto). Si cerca anche un esterno destro

Due rinforzi ancora, poi il Taranto avrà chiuso. La spesa di Luca Evangelisti, direttore sportivo con pieni poteri, è quasi finita. E, per questo, il responsabile del mercato rossoblu, preferisce trascorrere gli ultimi giorni in silenzio, in attesa del colpo. Due, ma in realtà solo uno da scoprire. Perché l'arrivo di Maximiliano Cejas è ormai certo: il centrocampista argentino è stato nuovamente contattato dal Taranto dopo il tentativo fatto dalla Salernitana di “rubarlo” ai rossoblu. E ha ancora una volta ribadito la sua scelta. La trattativa è di fatto conclusa, ma non può essere ufficializzata. Non per i dettagli: il Taranto e Cejas sono d'accordo su tutto, sulle prospettive, sulla durata del contratto (un biennale) e sull'ingaggio. Semplicemente per un impedimento persino ovvio: il centrocampista ex Giugliano torna stamattina in Italia (atterra a Roma) e stabilirà subito un contatto con il club rossoblu per trovare il modo per firmare il nuovo contratto.
E', almeno sulla carta, un bel colpo, essendo Cejas uno dei migliori centrocampisti visti l'anno scorso in campionato e avendo dalla sua un curriculum già di tutto rispetto nonostante l'età (ha ventisei anni): nazionale argentino ai Mondiali Under 20 in Egitto, campione sudamericano sempre con l'Argentina Under 20 e, poi, la scelta dell'Italia, sebbene in C2. Ma non è l'unico colpo, appunto. Il Taranto ne prepara un altro, tenuto sotto silenzio: un esterno destro, un giocatore capace di partire da centrocampo e in possesso di una discreta confidenza con il gol. Probabilmente il giocatore è stato individuato, ma l'operazione non sarebbe facile. La sensazione è che si tratti di un giocatore assai ambito, che la società sta cercando di strappare ad una nutrita concorrenza.
E' l'ultimo ruolo scoperto (ma nel quale, comunque, Papagni potrebbe trovare soluzioni interne), forse è un giocatore in grado di spostare gli equilibri del gruppo. Ma nessuno si sbottona. Di certo non sarà Ivano Mattioli, la cui cessione al Taranto è saltata nonostante l'ottima offerta fatta dai rossoblu al giocatore. Decisiva è stata la volontà di Zeman, tecnico dei leccesi, che ha voluto che il ragazzo (con Agnelli, altro vecchio obiettivo dei rossoblu) andasse a giocare nella Salernitana del suo allievo Novelli (ex tecnico del Melfi). E non sarà, nemmeno, Alessandrì, che molti del Taranto considerano troppo simile (come caratteristiche) a Zito, nonostante il piede di calcio diverso (Alessandrì è destro, Zito è mancino): il ragazzo che piace a Papagni è ancora vincolato dalla Vigor Lamezia e non verrà ceduto. 
Restando intorno agli incedibili, analoga decisione ha preso il Benevento per Maschio, centrocampista che il Taranto aveva chiesto (quasi provocatoriamente) quando i sanniti hanno proposto uno scambio per avere Bruno. Ma l'interessamento per Maschio tradisce la ricerca parallela di altri obiettivi. Due rinforzi, cioè, sono sicuri, mentre per il resto c'è tempo fino al 31 agosto: il Taranto starà a guardare senza assilli cosa accadrà alle società al momento in difficoltà e, eventualmente, piazzerà la zampata. Può capitare lo stesso per Danucci, che la società non ha abbandonato. Ma, prima, bisogna chiudere definitvamente con Cejas e far firmare l'esterno con cui si tratta. Per far partire, domani, la squadra per il ritiro quasi al completo. Papagni sarà servito. di Fulvio Paglialunga18 luglio 2006

Papagni: «Ho voglia di ricominciare»
L'allenatore è pronto per la nuova stagione. Appuntamento fissato con il gruppo, nella cittadina abruzzese, per le ore 12,30. «Le vacanze mi hanno ricaricato»

«La settimana di riposo dopo l'estenuante coda della scorsa stagione, mi ha ritemprato. Fra playoff e laurea al supercorso di Coverciano, ero sfinito». Queste sono state le parole di Aldo Papagni dopo il suo ritorno a Bisceglie dalla vacanza trascorsa sul Gargano. Ed ha così continuato: «Ho già pronte le valigie. Non vedo l'ora di ricominciare. All'orizzonte c'è una stagione molto stimolante. L'appuntamento è fissato direttamente a Penne per domani alle ore 12,30. Dopo esserci sistemati logisticamente ed aver pranzato, nel pomeriggio inizieremo la preparazione». Un primo giudizio sul nuovo Taranto. «Sono soddisfatto. Ed il lavoro non è completo al cento per cento. Abbiamo confermato lo "zoccolo duro" della formazione che ha vinto il campionato meritatamente e, su quello "chassis" il diesse Evangelisti ha inserito gli esperti Pinna, Pasca e Colombini, ed alcuni giovani interessanti, qualcuno dei quali ha alle spalle qualche buon campionato di C1. La formula è quella giusta. Ora non ci resta che lavorare per amalgamare il gruppo e renderlo efficente. La Coppa Italia ci sarà utile al riguardo, ma è chiaro che l'obiettivo è il campionato. Oltretutto, a fine mese, il presidente potrebbe regalarci qualche lieta ciliegina sulla già gustosa torta». La C1 è un torneo molto ostico, decisamente diverso dalla C2. «Su questo non ci sono dubbi. Il tasso tecnico medio è decisamente più elevato. Senza dimenticare che ci sono grossi centri che hanno allestito delle buone formazioni. Ma noi avremo dalla nostra due grossi valori aggiunti che, alla lunga, potrebbero incidere tantissimo sull'economia del campionato: una società, anzi un presidente che paga gli stipendi con una puntualità che in, terza serie, costituisce una garanzia assoluta di correttezza e serietà ed un pubblico veramente eccezionale. Non sarà facile per nessuno giocare sul nostro campo in assoluta serenità». Ha già un modulo in mente? «Datemi il tempo di conoscere gli elementi che avrò a disposizione. E, poi, sapete benissimo come la penso sull'argomento. I numeri sono pleonastici. Conta l'atteggiamento, la mentalità, il modo con il quale ci si approccia prima e si disputa, poi, l'incontro. Il ritiro servirà anche per provare varie soluzioni. Quest'anno ho in mente di mandare in campo un Taranto che avrà un gioco di riferimento, ma con diverse varianti in maniera tale da sorprendere sempre l'avversario che avrà di fronte. Ad esempio Catania era giunto in riva allo Jonio come trequartista. Poi, pian pianino, l'ho trasformato come esterno destro». Manoni parte, ma non con il contratto in tasca. «Bisognerà vedere come sta fisicamente». L'interessato assicura che occorreranno una ventina di giorni per essere a posto. «E non lo valuteremo quando avrà raggiunto il massimo della condizione». di Giuseppe Dimito18 luglio 2006

Iacovone al "ballottaggio" per l'Italia mondiale
Lo stadio tarantino è tra le sedi accreditate dalla Federcalcio per ospitare la prima uscita della squadra di Donadoni. I lavori di ristrutturazione proseguono celermente, ora bisogna vincere la concorrenza di Cesena e Pescara

Il sogno azzurro non è tramontato. Taranto è in pista per ospitare il primo impegno ufficiale dell'Italia campione del mondo, sebbene sinora in città il tema sia rimasto sotto silenzio. La conferma giunge dall'ufficio stampa della Nazionale. In vista dell'amichevole con la Croazia (del 16 agosto), che saggerà le doti di cittì di Roberto Donadoni (oggi si presenta a Roma), la Figc avrebbe messo sul piatto quattro stadi: il "Manuzzi" di Cesena (24mila spettatori, già oggetto di studio dei commissari federali), l'"Adriatico" di Pescara (22.900 spettatori, mostrerebbe qualche crepa nel "look"), il "Del Conero" di Ancona (26mila spettatori, pare l'ipotesi più remota) e lo "Iacovone" di Taranto, attualmente in fase di ammodernamento, «attraverso lavori che proseguono celermente» evidenzia il progettista, l'architetto Francesco D'Elia, uno dei "padri" del PalaMazzola. Manto erboso (attualmente buono), capienza (è ferma a 15.500, ma potrebbe essere portata sino a 22mila con una deroga al decreto Pisanu), bacino d'utenza (la piazza entusiasta è un'assicurazione) e stato strutturale (il nodo potrebbe essere sciolto dai lavori in corso) dello Iacovone, «a breve saranno testati dai commissari federali» annuncia l'ufficio stampa azzurro, che tiene ufficialmente in piedi l'ipotesi dell'impianto jonico come scenario della prima uscita dell'Italia campione del mondo. Però, spiega la Figc, «quella che affronterà la Croazia sarà una piccola rappresentanza dei campioni di Berlino poiché il 16 agosto molti di loro saranno in ferie». Resta il fascino della casacca azzurra che potrebbe tornare a brillare allo stadio del rione "Salinella" a distanza di sette anni dal match Italia-Francia valido per i quarti di finale dell'Europeo under 21. Era una sera placida del 17 novembre, la Nazionale di Tardelli vinse per 2-1 dopo un tempo supplementare. Indovinate chi segnò il gol decisivo? Andrea Pirlo, uno dei "gladiatori" di Berlino. Tra i compagni c'erano Zambrotta e Gattuso. Davanti a loro operava Henry, la punta piegata nella finale mondiale del 9 luglio 2006. Sembra un precedente storico che vorrebbe infondere ottimismo in un ballottaggio che alla fine decreterà la piazza per l'Italia. L'esigenza della Figc (ha tempo per decidere) è di organizzare un doppio evento perché il test tra le nazionali maggiori Italia-Croazia del 16 agosto sarà preceduto il 15 dalla sfida tra le Under 21 dei rispettivi Paesi. Qualora Taranto si aggiudicasse il match più prestigioso, la Figc potrebbe individuare nel "Tursi" di Martina il campo degli azzurrini. Ma sino a ieri la candidatura dello "Iacovone" è stata unicamente "evidenziata" dagli organi di informazione nazionale e (ufficiosamente) dalla Federcalcio, che oggi riunirà i suoi esperti per redigere l'agenda dei sopralluoghi alle città individuate. Sino a ieri le istituzioni tarantine non sarebbero state allertate dagli organi federali. Al momento fa fede il comunicato del commissario Tommaso Blonda della settimana scorsa che mostrava riserve sullo stato attuale dello "Iacovone". Ma stando al pensiero dei tecnici che stanno lavorando all'impianto, il 16 agosto lo stadio tarantino potrebbe presentarsi con un look migliore: spogliatoi ristrutturati, tre aree di pre-filtraggio costituite per il passaggio degli spettatori con i tagliandi nominali, messa norma dell'area di video-sorveglianza. Lo Iacovone, dunque, potrebbe giocare le sue carte per ospitare l'evento. Ma per vincere il ballottaggio calcistico, a questo punto serve operare anche a livello politico e istituzionale. L'Italia mondiale, in fondo, è un'occasione rara. Peccato farsela sfuggire. di Alessandro Salvatore18 luglio 2006

Cejas è vicinissimo
Oggi sarà raggiunto l'accordo con il centrocampista. Corteggiamento per Danucci

Il mercato del Taranto ruota ora attorno al centrocampo, reparto da completare con un paio di innesti di qualità. Due centrali nel mirino, uno dei quali sarà l'argentino Cejas, la scorsa stagione in forza al Giugliano in C2. Il giocatore, che in un primo momento sembrava destinato al Brescia, è svincolato e in giornata dovrebbe definire l'accordo con la società del presidente Blasi. L'intesa col procuratore di Cejas è stato raggiunto, oggi è attesa la firma del calciatore che si legherà al Taranto per i prossimi due anni. Ma il diesse Evangelisti continua a braccare anche il richiestissimo Danucci. La dirigenza rossoblù sta trattando da tempo col Catania che non lo ha convocato per il ritiro precampionato, segno evidente che è pronta a piazzare altrove il centrocampista. Taranto sarebbe una destinazione gradita a Danucci, ma bisogna chiudere economicamente per la comproprietà con la società etnea. Tra domanda e offerta c'è ancora una lieve differenza da limare, ma le parti si sarebbero avvicinate parecchio, tanto che nelle prossime ore potrebbe esserci l'attesa fumata bianca. Altro nome finito sul taccuino di Evangelisti è quello del beneventano Maschio (chiesto in cambio di Bruno), che però difficilmente lascerà la Campania, anche perché i sanniti sono candidati al ripescaggio in C1. Non sembra rientrare, invece, nei piani dei rossoblù l'ex Cazzarò, che il Benevento vuole utilizzare come pedina di scambio. Definitivamente tramontata l'ipotesi Agnelli del Lecce che proprio ieri è passato in prestito alla Salernitana. Non è escluso, comunque, che il Taranto si rinforzi ulteriormente in attacco, così come ha lasciato intendere il presidente Blasi durante l'ultima conferenza stampa. L'ex cannoniere della Nocerina Mazzeo resta una pista percorribile, tra l'altro è giovane e libero da impegni contrattuali. Praticamente irraggiungibile il leccese Mattioli (è richiesto anche dal Messina) che Zeman vuole portare in ritiro con la prima squadra. di Enrico Sorace18 luglio 2006

Querele, ritorsioni e avvocaticchi
L'Inter minaccia querele, la Lazio lavora sul collegio difensivo e cerca di avere dalla propria parte l'ex arbitro Tombolini. Intanto i tifosi della Fiorentina occupano Coverciano e la stazione ferroviaria minacciando risse

La miglior difesa è l'attacco. Moggi lo sa bene e dopo aver indossato per un breve periodo i panni della vittima a cui era «stata uccisa l'anima», Big Luciano riprende vita e torna a ruggire come ai bei tempi. Sempre "vittima" ma con aria più inquisitoria: «Il passaporto falso di Recoba per cui l'Inter ha patteggiato, che cos'è? Qual è la sola società di serie A che ha cointeressenze con una di B? Non è l'Inter con lo Spezia? C'è differenza se Moggi va a cena da Bergamo con lo scudetto già in tasca e Giacinto Facchetti si attovaglia, con Bergamo, mentre l'Inter ancora lotta per un posto in Champions? Le fidejussioni false firmate da Giacinto Facchetti per la Reggina, non sono forse illeciti pieni?». Domande retoriche pesanti come macigni lanciati sulla testa di Moratti. Il patron dell'Inter è però lesto a schivarli e a contrattaccare. «Sono parole di un uomo disperato», dice preannunciando querele: «Facchetti in primis e noi come Inter quereleremo Moggi perché queste cose non sono nemmeno da pensare lontanamente».
Chissà se percorrerà la stessa strada anche il Milan e, in particolare Adriano Galliani che, sempre secondo il Moggi-pensiero, «si dava da fare per sistemare un suo protetto finanche al vertice della Commissione arbitri di serie C. Per non parlare dei diritti televisivi...». La società di via Turati per ora tace. L'ultima presa di posizione è infatti di qualche giorno fa, subito dopo la sentenza della Caf, quando definì "piccolo uomo" Marco Tardelli. L'affondo rossonero in risposta alle dichiarazioni dell'ex campione del mondo '82, e ora dirigente della nuova Juventus, che definì "squilibrata" la sentenza «perché punisce moltissimo alcuni club e quasi non ne punisce altri».
Nel frattempo, in mezzo a tutto questo bailamme, l'inchiesta su calciopoli va avanti. Gli studi legali delle società coinvolte sono in corsa contro il tempo per preparare i ricorsi d'appello che dovranno essere depositati entro giovedì. In casa Juve l'obiettivo è solo uno: ottenere il massimo dello sconto sui 30 punti di penalità. Anche se c'è chi va oltre sprizzando un ottimismo esagerato. Come l'avvocato della società bianconera, Cesare Zaccone, che ribadendo la sua convinzione che alla fine «giustizia sarà fatta» auspica di vedere il prossimo anno la Juve in serie A con una penalizzazione, «ma - dice - se anche questo non venisse riconosciuto, sarebbe già efficace la retrocessione in B senza altre penalizzazioni». Chi non vuole sentire parlare di giocare la prossima stagione nella serie cadetta è la Fiorentina del presidente Della Valle che finché avrà fiato continuerà la sua battaglia. «Non abbiamo fatto nulla, vogliamo un processo vero e una sentenza seria», va ripetendo da giorni. Ieri intanto 400 tifosi viola hanno prima protestato davanti allo stadio Franchi e poi occupato alcuni binari della stazione di Firenze-Campo di Marte, bloccando due eurostar provenienti e diretti a Roma e mandando in tilt l'intero traffico ferroviario dell'intera zona.
D'umore diverso i tifosi della Lazio che, dopo i giorni della protesta, ora si chiudono in un significativo silenzio in attesa di sapere il futuro della propria squadra. Per smontare la sentenza in primo grado della Caf, ossia la tesi che vede l'illecito in Lazio-Brescia per cui è stata inflitta alla squadra biancoceleste la retrocessione in serie B con 12 punti di penalizzazione, la società di Lotito è pronta a giocare la carta di Daniele Tombolini, arbitro di quell'incontro che, sempre secondo la difesa, scagionerebbe tutte le accuse. Assoluzione piena è invece la parola d'ordine in casa Milan, la quarta squadra coinvolta nello scandalo di calciopoli, e per molti la vera squadra graziata dalla Caf che non le ha inflitto la retrocessione ma solo il -15. I legali dei rossoneri non vogliono vie di mezzo, nessuno sconto di pena, ma la cancellazione assoluta delle sentenze inflitte in primo grado.
Chi non è immischiato in questioni legali, pensa ad altro. Come Massimo Moratti che ieri ha ufficialmente chiesto lo scudetto 2005/2006. Altre pretese arrivano anche da oltralpe. Gervais Martel, presidente del club francese Lens, ha richiesto, con tanto di nota ufficiale all'Uefa, un posto in Champions league. Il loro quarto posto, dice, vale più del settimo posto di una squadra italiana. Insomma, dopo la finale mondiale e il duello Zidane-Materazzi, un'altra sfida Italia-Francia. Chissà se ci sarà lo stesso epilogo. di Stefano Milani18 luglio 2006

Il Taranto riparte
Mercoledì tutti agli ordini di mister Papagni. L'appuntamento per i 26-27 convocati (la lista sarà definita oggi) è a Penne

Il Taranto sta per ripartire. Dopodomani, entro le 13, i 26-27 convocati (la lista sarà diramata oggi) dovranno presentarsi direttamente nel ritiro di Penne agli ordini di mister Papagni per iniziare la preparazione in vista del prossimo campionato di serie C1. In settimana la società ha ufficializzato sei nuovi acquisti: il portiere Pinna ('75), proveniente dalla Torres; il centrale difensivo Cosenza ('86), prelevato in comproprietà con la Reggina, ma nella scorsa stagione al Melfi; l'esterno destro difensivo Panini ('83), in comproprietà con il Catania, ma nella scorsa stagione nella Cavese; l'esterno sinistro difensivo Colombini ('80), nelle ultime sei stagioni a Novara; il centrocampista esterno offensivo sinistro Zito ('86), in comproprietà con il Sorrento, sua ex squadra e l'attaccante centrale della Primavera del Torino Piroli ('85), in comproprietà con la società granata. A questi sono praticamente da aggiungere il portiere Faraon ('85), nella scorsa stagione al Padova e, molto probabilmente, il centrocampista centrale Cejas ('80), proveniente dal Giugliano. Per completare la prima parte del piano rinforzi dovrebbero arrivare un altro centrocampista centrale ed un esterno offensivo. Per il primo ruolo il nome più gettonato è quello di Danucci ('83), di proprietà del Catania, ma quest'anno in forza alla Sangiovannese, tarantino di Carosino, mentre per il secondo è spuntato nelle ultime ore quello del beneventano Maschio ('78). La società rossoblu gli darebbe in cambio il centrocampista Bruno ('83), beneventano di nascita, rientrato quest'anno dal prestito dalla Nocerina. Questi, pertanto, i sicuri convocati. Portieri: Pinna e Faraon; difensori: Micallo, Caccavale, Pastore, Colombini, Panini, Cosenza, Mortari, Prosperi; centrocampisti: Mancini, Larosa, Silvestri, De Liguori, Manoni, Zito, Bruno, Malagnino; attaccanti: Deflorio, Ambrosi, Pasca, Piroli, Catania. A questi sono da aggiungere quattro-cinque giovani, provenienti da formazioni di D o C2, da considerarsi in prova. Questa politica ha avuto nella scorsa stagione un buon successo dal momento che Manuel Mancini proviene proprio da questo lotto di elementi. Ma anche Capone giunse a Penne in punta di piedi. Non fanno più parte dell'entourage rossoblù Di Domenico, approdato a Brindisi e Martinelli, andato al Val di Sangro. Sulla rampa di partenza, oltre a Bruno, ci sono i giovani Micallo e Malagnino che la società trasferirà soltanto in prestito per consentire loro di fare maggiore esperienza. Il primo potrebbe finire al Real Marcianise, il secondo al Benevento dove incontrerà il portiere Gori. Qualche parola in più c'è da spenderla per Manolo Manoni. Il forte centrocampista, giunto alla fine del mercato di gennaio dal Latina, s'infortunò gravemente al ginocchio destro (rottura del collaterale) tant'è che venne operato il 4 aprile scorso dal prof. Cerulli a Perugia. Il ragazzo è quasi pronto per il rientro. La società, pur avendolo inserito nell'elenco dei convocati per Penne, attende di fargli firmare il contratto in quanto intende verificare le condizioni fisiche. Tornando al piano rinforzi c'è da dire che lo stesso prevede una seconda parte. Molto probabilmente la rosa sarà completata allorché il Consiglio Federale, previsto per fine mese, diramerà l'elenco delle squadre che saranno depennate dai rispettivi campionati per non aver adempiuto a tutte le formalità d'iscrizione. A quel punto si libereranno diversi calciatori qualcuno dei quali potrebbe finire in riva allo Jonio. I programmi stagionali sono abbastanza ambiziosi. Il presidente Blasi: «Partiamo per fare bene, per inserirci nel ristretto lotto delle formazioni che disputeranno i playoff per la B. Non sarà facile, ma abbiamo il dovere di tentare. Non a caso ho voluto fortemente i contratti ad obiettivo. Più i miei giocatori progrediranno in classifica, maggiore sarà lo stipendio che percepiranno a fine mese. Ed aggiungo, a tal proposito, regolarmente. Con il sottoscritto non ci sono dilazioni. Basta chiedere sia ai riconfermati, sia a coloro che sono andati via. Stiamo allestendo un'organico importante. Il nostro traguardo è quello di miscellare gente esperta e capace di reggere il peso della C1 con giovani bravi, con alle spalle campionati di terza serie. Ma non mancheranno elementi che avranno "fame" di affermarmazione». di Giuseppe Dimito17 luglio 2006

Taranto-Cejas, quasi sì
Il procuratore dell'argentino: «Siamo molto vicini e il ragazzo è convinto della scelta fatta». Si inserisce la Salernitana, ma la firma dovrebbe arrivare prima del ritiro di Penne

La concorrenza, sul mercato, è spietata. Fa parte del gioco, di un mondo senza troppe cortesie. Dove è possibile fare un po' di tutto, compresi gli sgarbi. Premessa per dire che la Salernitana si è messa di traverso nella trattativa tra il Taranto e il centrocampista argentino Cejas. Forse in ritardo, però. Perché i rossoblu si sono portati da tempo avanti e, forse, sono sul punto di chiudere. Questione di giorni e di dettagli. Sperando di scansare i colpi di scena. L'accordo c'è, il giocatore no: è all'estero. Ha lasciato qualcuno a trattare, però. A garantire per lui. Il suo procuratore, cioè. A riferire è il campano Filippo Fusco: «Cejas al Taranto? Sono ottimista, molto ottimista. Siamo vicini alla chiusura dell'accordo».
E' una risposta chiara, senza giri di parole. Il Taranto ha cercato Cejas per tempo e, quindi, è in vantaggio. Volendo partire da lontano la trattativa è partita a gennaio: la società rossoblu fece una grossa offerta al Giugliano, ma ricevette una risposta negativa, perché il giocatore era promesso al Brescia. Il cambio di regolamento in serie B, poi, ha anche stravolto il destino del giocatore: c'è spazio per ventidue giocatori nelle rose dei cadetti, bisogna selezionare attentamente. Così Cejas si è trovato senza squadra e svincolato. E il Taranto ha bussato nuovamente, stavolta in modo ancora più deciso. «Il ragazzo - spiega Fusco - è convinto. Ha ricevuto diverse offerte, ma Taranto è la soluzione che più gli piace. Essendo svincolato, poi, non abbiamo altri problemi».
Bisogna attendere, adesso. Qualche giorno ancora. Giusto per il rientro di Cejas, per la firma sul contratto. L'accordo c'è, anche dal lato economico: «Ne abbiamo parlato, ci sono diverse soluzioni, ma l'aspetto economico non è prioritario nella scelta. Cejas è sedotto da Taranto e, secondo me, è adatto alla piazza per temperamento e caratteristiche. Prima di ogni cosa, però, aspettiamo il rientro e, poi, faremo la scelta definitiva: tocca a lui, io sono il procuratore e posso solo consigliarlo». Il rientro di Cejas è previsto tra domani e martedì, poco prima della partenza dei rossoblu per il ritiro.
La trattativa per l'argentino del Giugliano non è l'unica. Il Taranto, sempre dai campani, vorrebbe pure prendere Ciotola, ma questa operazione è più difficile perché il giocatore è ancora vincolato con la società partenopea che vuole un adeguato corrispettivo. Blasi non si è tirato indietro, ma non ha smesso di guardarsi intorno e, soprattutto, di pensare a Danucci, per il quale sarebbe pronto anche ad un ulteriore sacrificio. Tutto sta a dirimere la questione con il Catania che, nel frattempo, non ha convocato per il ritiro il centrocampista di Carosino (che ha chiesto, a norma di regolamento, l'immediato reintegro a mezzo telegramma). C'è una folta concorrenza da battere, però. Come è da battere la concorrenza di diverse società (il Messina innanzitutto) per l'attaccante Mattioli, sul quale però ci sono le resistenze anche di Zeman, che prima vuole vederlo in ritiro con il Lecce.
Tra i giocatori della passata stagione, intanto, l'unica situazione che non è ancora ben definita è quella di Manni. Il giocatore non dispiacerebbe a Papagni, ma dovrebbe accontentarsi di un ruolo da comprimario e di uno stipendio ridotto: l'incontro potrebbe esserci nella prossima settimana, ma non è detto (anzi, è improbabile) che abbia esito positivo. Poi verranno gli ultimi ritocchi. Guardandosi intorno: tanti giocatori, all'ultimo momento, si libereranno. E ci sarà una maggiore possibilità di scansare gli sgarbi.16 luglio 2006

Una sentenza da buttare
Se la pena inflitta alla Juventus venisse ridotta in appello, dimezzando i 30 punti, con che senso di giustizia si manterrebbero Fiorentina e Lazio in serie B?

Alla fine la sentenza è arrivata. Dopo settimane di polemiche e illazioni, le quattro squadre processate per Moggiopoli sono state condannate. Un verdetto annunciato, preparato e quasi prodotto dalla fuga di notizie dalle procure e dal cancan mediatico in cui interessi e passioni si sono miscelati fino a costituire un esplosivo adatto a infiammare l'opinione pubblica e a scrivere in anticipo il verdetto. Ma non si tratta ora di questo. Prendiamo per buone le indagini dei carabinieri, pure coi loro svarioni. Accettiamo il processo sportivo, per tradizione sommario e senza molti spazi per la difesa. Nondimeno si resta perplessi per le condanne e le assoluzioni distribuite e per la disparità delle pene comminate.
Il tribunale sportivo ha stabilito di fatto che esisteva un sistema di condizionamento strutturale di arbitri (Juventus) e collaboratori arbitrali (Milan). La società juventina è rea confessa (ammise di ritenere giusta la B). Ma anche per il Milan sembrerebbe difficile chiamarsi fuori, se è vero che l'ormai famoso Meani guadagnava decine di migliaia di euro l'anno per il suo "precario" lavoro a Milanello. A fronte, Fiorentina e Lazio ricevono il danno e la beffa. Vessate dagli arbitri, si sono rivolte ai potenti del malaffare calcistico per far terminare lo sconcio, salvandosi tra l'altro solo all'ultima giornata di campionato. Eppure dovrebbero giocare il prossimo anno nella serie cadetta come la Juventus, e guardando il Milan saldamente in A. Né tragga in inganno la forte penalizzazione della società torinese, anche due anni in B vogliono dire entrate molto maggiori rispetto alla serie C: la Juve è stata aiutata - dicono i giudici con un ragionamento medievale - perché ha ammesso le sue colpe.
Non solo. Quasi tutti gli arbitri sono stati assolti. Dunque a Moggiopoli i giocatori giocavano onestamente, senza mai sospettare nulla. Gli arbitri arbitravano onestamente e i guardalinee pure (fatta eccezione per le partite di Juve e Milan). Del "più grande scandalo del calcio italiano" resterebbero conversazioni volgari piene di millantato credito (visto l'assoluzione degli arbitri) e un atteggiamento servile delle società più deboli, in un sistema in cui non ci si poteva appellare a nessuna «istanza superiore», perché anch'essa corrotta. Ma quante sono le società che si sono piegate al sistema Moggi? Perché le intercettazioni telefoniche non sono andate avanti durante il campionato 2005-2006, anche se le indagini sono proseguite in segreto per otto o nove mesi? E se la pena inflitta alla Juventus venisse ridotta in appello, dimezzando i 30 punti, con che senso di giustizia si manterrebbero Fiorentina e Lazio, ree solamente di tentato illecito, nella stessa serie cadetta? Solo quindici punti di differenza separerebbero i burattinai e i burattini? Questa sentenza - forte con i deboli e debole con i forti - è un pastrocchio da ripensare profondamente e forse anche da riscrivere in toto. Più probabilmente, alla fine, sarà annullata dal Tar. E se lo merita. di Guido Liguori e Antonio Smargiasse16 luglio 2006

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