Blasi fa il punto
Una visita fugace. Giusto il tempo per dare un'occhiata alla “sua” creatura. A Penne, per la prima volta, Gigi Blasi ha vissuto qualche ora con il “nuovo” Taranto. Parlando con tecnici e collaboratori, colloquiando con i nuovi acquisti.
Taranto, domani primo teat un famiglia
Entra nel vivo la preparazione atletica del Taranto. La squadra si allena sempre in doppia seduta, alternando piscina e ed esercizi atletici, e domani pomeriggio giocherà la prima partita della stagione a tutto campo. Finora, difatti, il tecnico Papagni aveva disputato solo un paio di partitelle a metà campo. Per la mancanza di squadre locali, infatti, il test sarà in famiglia. Le altre amichevoli si giocheranno giovedì 27 luglio (sempre in famiglia), il 29 luglio si giocherà contro il Cologna Paese (Eccellenza abruzzese) alle ore 17.30, il 5 e 10 agosto contro formazioni da stabile, probabilmente tra Lanciano (C1) e Giulianova (C1) e un triangolare. «Finalmente siamo partiti, la squadra è quasi pronta, abbiamo a disposizione la base dello scorso anno, e questa è già una garanzia, ma nonostante ciò, ci stiamo muovendo ancora sul mercato», commenta Vittorio Galigani, direttore generale del Taranto, arrivato a Penne venerdì mattina insieme al giovane Pasquale Maiorino, classe 1989, considerato uno dei talenti e sul quale i rossoblù hanno investito. Soddisfatto di questa prima parte del ritiro è mister Aldo Papagni, che insieme a Gianfranco Degli Schiavi (allenatore in seconda e preparatore dei portieri), sta cercando di dare un volto a questo nuovo Taranto che può contare su alcuni elementi esperti, come Caccavale e De Florio, pilastri portanti del gruppo. «Siamo partiti bene, vedo un gruppo determinato ed affiato, c'è sintonia tra loro e questo è già una buona partenza», aggiunge l'allenatore rossoblu. «La squadra la conosco già, ci sono validi elementi, ora sto cercando di inquadrare i nuovi, soprattutto voglio capire le loro caratteristiche; mi aspetto molto da tutti, voglio concretezza e determinazione», aggiunge Papagni. Anche ieri la squadra si è allenata intensamente con esercizi specifici e tecnici-tattico con l'obiettivo di prendere velocità ed organizzazione in campo: «Sono convinto che questa squadra potrà fare bene, dobbiamo rimanere sempre concentrati: solo così potremo raggiungere i nostri obiettivi», conclude Papagni. Il tecnico, dalle prime partitelle, sembra confermare il modulo tattico 4-4-2, e anche il presidente Gigi Blasi ha avallato questa soluzione tattica: «Ambrosi sarà un elemento importante del reparto offensivo, vuole mettersi in mostra, e farà di tutto per fare bene; credo che l'attacco sia la nostra arma vincente», ha commentato il numero uno di via Umbria. Il presidente Blasi ha posto il problema della mancanza di sponsor: «Noto con rammarico che a Taranto non ci sono imprenditori disposti ad avvicinarsi al calcio e questo mi dispiace», è la nota polemica che il patron del Taranto ha lanciato venerdì sera quando è arrivato a Penne. Il club jonico punta a raggiungere cinquemila abbonamenti: «La prossima settimana presenteremo la campagna abbonamenti: è fondamentale per noi», ha detto ancora Blasi. Intanto, non sono stati presentati i nuovi acquisti (Cejas, Faron e Piroli) del Taranto, come era stato annunciato nei giorni scorsi: la presentazione è stata, dunque, rinviata. L'unico problema per i rossoblù è il caldo: le temperature sono alte e i giocatori fanno fatica ad allenarsi; i massaggiatori riforniscono la squadra con acqua e sali minerali e dopo l'allenamento, si consuma frutta a volontà per non perdere zuccheri. di Gilberto Petrucci
Evangelisti non ha fretta
Pausa di riflessione in casa tarantina. Lo staff tecnico vuole rendersi conto della nuova rosa rossoblù. E ci sono gli elementi
"in prova" da visionare attentamente. Il nuovo Mancini potrebbe venir fuori proprio da qualcuno di questi giocatori aggregati, dice il diesse Luca Evangelisti.
«Il nuovo Taranto è avviato. Al momento è bene restare alla finestra in attesa di eventi. La fretta potrebbe farci sbagliare. Ci manca soltanto un esterno destro, qualcuno che possa entrare in concorrenza con Catania per quel tipo di gioco. Se, poi, durante il precampionato o la Coppa Italia dovesse capitarci un'altra buona occasione, non ce la lasceremo sfuggire». Non pochi addetti ai lavori della C parlano bene di Mangiacasale.
«È un buon giocatore anche se giovane. Se entra nell'ultima mezzora, è capace di mandare in tilt le difese avversarie». E Danucci?
«Con tutto il rispetto per il giocatore che è indubbiamente valido, faccio molta fatica a trovargli un posto da titolare. In mezzo al campo ci sono Cejas e Mancini che, penso, debbano considerarsi i "proprietari" della zona mediana. In alternativa ci sono Silvestri, Larosa, De Liguori che si adatta molto bene».
C'è anche Manoni? «Fra dieci-dodici giorni sarà pronto per essere impiegato. Quando sarà perfettamente guarito, discuteremo del suo contratto». Degli elementi in prova chi ha mostrato di avere qualcosina in più rispetto agli altri? «Ceccarelli ed il bosniaco, Veledar. Ma sono le prime impressioni positive. Ne aspettiamo altre». In uscita?
«Capone è sul punto di andare a Nocera, ma non ha ancora trovato l'accordo economico. Malagnino poteva finire a Vasto, ma ha tergiversato e la società abruzzese ha tesserato un altro giocatore con le sue caratteristiche. Micallo dovrebbe accasarsi ad Ancona». Un centinaio di tifosi giungerà stamane al ritiro di Penne.
di Giuseppe Dimito
Morto il sociologo Valerio Marchi E' morto improvvisamente il sociologo Valerio Marchi. Nato nella Capitale, nel 1955, Marchi si è sempre occupato dello studio delle varie forme del conflitto giovanile.
Blasi saluta il Taranto
Gigi Blasi è arrivato a Penne pochi minuti prima che l'allenamento del pomeriggio finisse. Visita attesa, una presenza strategica. Per sottolineare l'idea di una società vigile, per avere un confronto con i giocatori, per aprire quasi in forma solenne la nuova stagione. Una visita rapida al centro sportivo di Penne, poi una riunione in albergo con Evangelisti e Galigani. Formalità da sbrigare e un punto sulle ultime trattative. Blasi ha salutato il gruppo che, nel frattempo, ha cominciato a sudare sul serio, avviando il vero programma di preparazione pre-campionato dopo i primi giorni di test, utilizzati per comprendere lo stato fisico di partenza di ciascun giocatore.
Taranto, il giorno del patron Blasi Terzo giorno di lavoro a Penne. Si lavora intensamente per raggiungere la condizione fisica. L'unico problema è il caldo, e le previsioni nelle prossime ore, non promettono nulla di buono. «È una temperatura insopportabile» commenta il diggì Vittorio Galigani, arrivato ieri mattina a Penne. Con lui è giunto Pasquale Maiorino, classe 1989, considerato un talento. Il tecnico Aldo Papagni lo ha voluto nel ritiro testare le le sue qualità tecniche. Ieri i giocatori hanno terminato l'allenamento alle 11. Papagni ha effettuato un lavoro tecnico-tattico, vuole velocità e organizzazione in campo. Hanno lavorato a parte, invece, Alessandro Ambrosi (in piscina), Maurizio Caccavale e Manolo Manoni. Nel pomeriggio il preparatore atletico Francesco Guicciardini, ha tenuto esercizi per potenziare la tonalità muscolare. Dagli scampoli di partitella, giocata a metà campo, si è capito subito che Papagni riproporrà ancora, e con insistenza, il modulo tattico 4-4-2. Intanto si cerca disperatamente una squadra di Promozione (al massimo di Eccellenza) per giocare la prima amichevole della stagione. Ma a quanto pare il direttore sportivo Luca Evangelista, dovrà optare per un test in famiglia programmata per lunedì pomeriggio al centro sportivo di contrada Campetto. Le squadre vestine, difatti, non hanno ancora iniziato i ritiri e non sono pronte per le amichevoli. Intorno alle 19 è arrivato allo SportsPark, come annunciato, il presidente Gigi Blasi per salutare la squadra. «Sono venuto qui per incontrare la squadra, voglio fare quattro chiacchiere con loro», ha esordito il presidente Blasi. Sul contratto dell'argentino Cejas, il presidente è chiaro: «Il contratto è stato firmato mercoledì scorso ad Imola. In ritiro abbiamo ragazzi in prova che vogliamo verificare e non escludo che ne arrivino altri». Sulla campagna abbonamenti? «Parte la prossima settimana, appena rientro a Taranto presenteremo l'iniziativa. Abbiamo allestito una buona squadra, con calciatori affermati e giovani validi; puntiamo a raggiungere cinque mila tessere. Se così non fosse, a questo punto non si può fare calcio a Taranto». Il disinteresse delle aziende locali verso la squadra? «Sono mortificato. Temo che nessuno voglia bene al Taranto; le aziende, comprese le associazioni di categoria, non si preoccupano della squadra. I nostri veri soci sostenitori sono gli abbonati. Ho lanciato uno slogan: scriveremo sulla maglia, "i tifosi rossoblu". Almeno occupiamo con onore uno spazio per chi ci sostiene veramente». Il mercato? «Mancano uno o due giocatori ancora: in linea di massima è questo il Taranto», conclude Blasi che poi ha salutato i ragazzi. Intanto il Collegio arbitrale ha deciso di rinviare al 29 settembre prossimo la decisione sulla vicenda dell'attaccante Passatore, che lavora normalmente a Penne, dov'è in prova il centrocampisto tedesco-bosniaco Esad Veledar. di Gilberto Petrucci
Danucci: «Sogno la B, come la maglia rossoblù» Danucci sì, Danucci no. Il tormentone dell'estate calcistica, va avanti ormai da diverse settimane. Il presidente rossoblù Luigi Blasi non ha gradito le titubanze del calciatore, uno dei suoi preferiti, dichiarando chiusa la trattativa. Secondo il massimo dirigente rossoblù Danucci vuole giocare nella serie B, tanto da considerare un ripiego l'offerta del Taranto, altrimenti non si giustificherebbe questo lungo tira e molla, nonostante un'intesa pare già raggiunta col Catania sulla base di uno scambio di comproprietà (la metà del fantasista Manuel Mancini passerebbe al club siciliano). Il centrocampista nato a Carosino è stato spiazzato dalle pepate dichiarazioni di Blasi ed ha voluto replicare per fare un po' di chiarezza sulla propria posizione: «Sono profondamente rammaricato - ha esordito il calciatore Ciro Danucci - per quanto raccontato tra ieri e l'altro ieri alla stampa dal presidente. Non ho mai rifiutato la maglia rossoblù, né tantomeno ho intenzione di prendere in giro la società. È vero, ho detto che la serie B mi affascina, ma reputo Taranto un'opportunità importante per la mia carriera calcistica. Però, allo stato attuale non mi pare sia stata raggiunta l'intesa col Catania, altrimenti i dirigenti siciliani mi avrebbero informato per discutere dei vari aspetti contrattuali». Fin qui il calciatore Ciro Danucci, che attende notizie concrete nella sua Carosino, dov'è rientrato dopo aver effettuato le visite mediche in Sicilia. Difficile capire come si concluderà questa lunga telenovela rossoblù, anche se qualcuno sostiene che l'improvvisa uscita del presidente Blasi abbia avuto un fine strategico. Secondo le notizie trapelate il matrimonio si dovrebbe fare. Forse già nei primi giorni della prossima settimana, non appena l'amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco rientrerà da una missione in Argentina. di Enrico Sorace
Caccavale ha un conto aperto
A un certo punto sembrava dovesse salutare tutti. E, con rammarico, andare via. Invece Maurizio Caccavale ha tenuto fede a se stesso. Stupendo ancora, confermando la sua fama di calciatore mai banale, come aveva fatto in campionato. Come quando arrivò, esattamente un'estate fa, dopo un periodo difficile e senza reclamare le proprie qualità. Arrivò e si mise a lavoro. Sempre con il sorriso, sempre con voglia.
Danucci più lontano. Ma... Senza fretta. Mentre la squadra continua a lavorare in tranquillità in quel di Penne, il Taranto continua a dragare il mercato alla ricerca dei tasselli mancanti. Continua la ricerca dell'occasione giusta che, tra fallimenti ed esclusioni dai campionati, non dovrebbe tardare troppo.
Piano abbonamenti, le novità a breve La campagna abbonamenti, attesa dai tifosi rossoblù, sta per partire. Il varo ufficiale avverrà nella prossima settimana con un'apposita conferenza-stampa. In mancanza di sponsor ufficiali e di aiuti concreti da parte di coloro che possono far entrare nelle casse sociali denaro fresco, un buon gettito di euro risolleverà quanto meno dal punto di vista morale il presidente Blasi. Il direttore generale, Vittorio Galigani, parte stamane per Penne. Porterà con sè il giovane Maiorino ('89) il quale si aggregherà ufficialmente al gruppo che sta allenandosi in Abruzzo. Il mercato è in pausa. Del resto l' 80% del gruppo è stato formato. Mancano un centrocampista-interdittore ed un esterno destro offensivo. La ciliegina potrebbe giungere dall'arrivo di un altro attaccante di peso. Danucci è sempre nei pensieri del Taranto. Il ragazzo, pur avendo piacere a giocare nella squadra della sua città (è di Carosino), sta attendendo un'offerta importante da qualche club di serie B per cui sta tergiversando. Fortunatamente il mercato chiuderà il 31 agosto per cui il tempo per chiudere la trattativa c'è. Il suo «tira e molla» sta facendo perdere la pazienza al presidente Blasi. Non è escluso che Papagni studi una soluzione interna. Non va dimenticato che Silvestri ha esperienza decisamente maggiore di Danucci e che Manoni, fra venti giorni all'incirca, avrà terminato la fase riabilitativa. Anche se non ha ancora firmato, il problema potrebbe essere risolto in pochi minuti. Per quanto riguarda l'esterno destro, non sono pochi gli addetti ai lavori che parlano bene del catanzarese Mangiacasale ('87) che viene definito letteralmente «una scheggia» lungo l'out. Senza dimenticare che per quel ruolo, allo stato attuale, c'è Catania, impostato da Papagni in quella posizione fu dalla scorsa stagione e che ad ottobre prossimo ci sarà Mortari. Abbozzando una probabile formazione del Taranto per l'entrante stagione la si può così ipotizzare con il 4-4-2: Pinna; Panini, Caccavale, Pastore, Colombini; Silvestri, Mancini, Cejas, De Liguori; Ambrosi, Deflorio. Oggi, infine, dinanzi al Collegio arbitrale si discute il caso-Passiatore. La speranza è che sia l'ultima udienza. Gli agenti della Digos, su delega dell'Autorità Giudiziaria, hanno avviato gli accertamenti in ordine alla diretta televisiva relativa l'incontro di calcio Taranto-Rende, valevole per la finale playoff del campionato nazionale di calcio serie C2 girone C. Gli accertamenti sono finalizzati a rilevare eventuali irregolarità nell'assegnazione alla Rai della predetta diretta televisiva. di Giuseppe Dimito
Taranto, Blasi anima il ritiro di Penne
Primo vero giorno di allenamento ieri mattina al centro sportivo di Penne. La squadra di Aldo Papagni si è sottoposta, secondo il programma del professor Guicciardini, a due turni di lavoro. Sarà così anche nei prossimi giorni. Nel mattino i giocatori hanno effettuato test atletici e fisici; nel pomeriggio, invece, c'è stata la partitella a metà campo con qualche schema abbozzato dal tecnico tarantino. Non si è sottoposto ai test fisici il solo Ambrosi per motivi personali. La serenità regna in gruppo dopo 48 ore di ritiro. «Dopo due giorni di allenamento è ancora presto per valutare il valore tecnico del Taranto» ha commentato il difensore Maurizio Caccavale, al secondo anno con la maglia rossoblù. «Sono contento di essere rimasto: l'anno scorso accettai, per la prima volta nella mia carriera, di scendere in C2 e oggi sono felice di aver rinnovato il contratto col club del presidente Blasi, che reputo una persona semplice e squisita. Voglio ripetere la stagione dello scorso anno dove ho dato l'anima per i colori rossoblù. Anche se, l'unica amarezza, è quella di non essere sceso in campo nella finale playoff. Tra i nuovi giocatori, conosco solo Colombini col quale ho giocato due anni fa nella mia parentesi di Novara. Voglio mettermi in discussione. Saper di poter affrontare squadre come Perugia, Ternana, Foggia, Pisa e Lucchese mi stimola tantissimo, nonostante non siano ancora usciti i gironi, e mi sprona a fare bene. Sono squadre da rispettare, ma non da temere perché il Taranto, vista anche la piazza, può sicuramente fare bene». Il difensore Caccavale chiude con un pensiero rivolto ai giovani: «Se ci sono la cultura del lavoro e l'attaccamento alla maglia, i giovani potranno farsi apprezzare da una piazza difficile e calda come quella di Taranto: il pubblico, voglio ricordarlo, è il dodicesimo uomo in campo. Per questo motivo mi metterò a disposizione dei giovani per farli crescere». Dopo i test fisici del mattino (terminati alle 11), tenutesi nella palestra adiacente al campo di calcio, alcuni giocatori sono rimasti a chiacchierare dinanzi all'ingresso degli spogliatoi, prima di rientrare in albergo. Tra l'altro, è arrivato anche il primo vero caldo della stagione estiva che rende difficile la preparazione. Il pranzo, nel ristorante "Gran Sasso" dell'Hotel dei Vestini, è stato consumato alle ore 13: qui, nel salone principale, i ragazzi (secondo le testimonianze di camerieri) rimangono a lungo a parlare con mister Papagni prima di rientrare nelle loro camere per il pisolino pomeridiano. Intanto, nel ritiro di Penne, cresce anche il numero di convocati: al gruppo si sono aggregati Massaro, Burgos e Ceccarelli, sono tutti giovani in prova, secondo il direttore Luca Evangelisti. Nel pomeriggio la squadra, intorno alle 17, è tornata nuovamente allo SportsPark di contrada Campetto per completare i lavori atletici e dare qualche calcio al pallone. E nella giornata di oggi arriverà il patron del Taranto Gigi Blasi, che dopo gli impegni di lavoro, si concederà una pausa per salutare i giocatori in ritiro. C'è attesa, dunque, per l'arrivo del presidente: anche lo scorso anno, Blasi venne a Penne per assistere alla prima amichevole del suo Taranto contro una squadra di promozione. Rimase soddisfatto del lavoro del tecnico, all'epoca c'era Marino sulla panchina rossoblù, e annunciò altri colpi di mercato. Chissà, se lo farà anche quest'anno? Vedremo. di Gilberto Petrucci
Italia a Livorno, sfuma il sogno-Iacovone
Alla fine, a sorpresa, l'ha spuntata l'"Armando Picchi". Lo stadio di Livorno manda in frantumi il sogno azzurro Made in Taranto, nel quale l'"Erasmo Iacovone" si poneva come sede papabile della prima uscita dell'Italia campione del mondo, programmata per il 16 agosto nell'amichevole contro la Croazia. Ma sebbene (sulla carta) più capiente dell'impianto toscano (22mila spettatori, contro 19802), lo "Iacovone" si è praticamente rivelato "handicappato" sotto altri punti di vista. Dunque non adeguato per ospitare un evento mediatico di tale portata. «Vi immaginate centinaia di giornalisti, giunti per i campioni del mondo, nella nostra insufficiente tribuna stampa? Come opererebbero poi in mancanza di una sala stampa? E non solo, come garantire i comfort necessari alle due squadre, visto lo stato precario degli spogliatoi?». Gli interrogativi giungono dal direttore generale del Taranto Vittorio Galigani che, l'altroieri, aveva informato la Figc dello stato attuale dell'impianto del rione Salinella. Il pensiero ha di sicuro cementato le certezze della Federcalcio sulla "salute" dello stadio, sebbene in questi giorni dalla direzione dei lavori attualmente in corso nell'impianto (si sta provvedendo a metterlo a norma, secondo il Decreto-Pisanu sulla sicurezza) fossero giunti segnali positivi. A nulla, dunque, è servito il pressing politico del presidente della Provincia Gianni Florido sul commissario straordinario della Figc. «Taranto sarebbe ben lieta di ospitare l'Italia. Nell'ipotesi dell'amichevole allo Iacovone, l'ente da me rappresentato garantirebbe la sua collaborazione nell'organizzazione dell'evento». Oltre al presidente della Provincia, sul tema-Nazionale ieri sono arrivati un po' in ritardo gli interventi, presso la Figc, del Comune di Taranto e dell'onorevole forzista Gabriella Carlucci, segretaria della commissione Cultura della Camera. Da Palazzo di Città sarebbe partita una richiesta informativa circa l'ipotetica sede tarantina dell'amichevole. Mentre nel pomeriggio la parlamentare (eletta in Puglia) scriveva cosi: «Spero vivamente che la Nazionale campione del mondo giochi il 16 agosto a Taranto. La città e la Puglia intera meritano questa importante vetrina e mi auguro che la Figc e gli enti locali collaborino per superare i problemi organizzativi che un evento di tale importanza porta con sé. Mi attiverò nelle sedi competenti perché tutti gli ostacoli siano superati». Parole ammirevoli ma vane, visto che il prossimo 16 agosto i tarantini guarderanno l'Italia in tv. Il battesimo sulla panca azzurra di Roberto Donadoni, infatti, avverrà al "Picchi", lo stadio che abbandonò forzatamente nell'ultima serie A, a causa del licenziamento del Livorno, portato temporaneamente in zona Uefa. Una struttura più elegante, al momento, rispetto allo "Iacovone". di Alessandro Salvatore
Ecco il nuovo Taranto Ritiro che vince, non si cambia. Il Taranto ricomincia dalle colline pescaresi e dalla quiete di Penne la preparazione in vista della prossima stagione. Qui, un anno fa, il presidente Blasi e il direttore sportivo Luca Evangelisti portarono la squadra (con Marino in panchina) che al termine di una lunga cavalcata ha conquistato la C1 ai playoff.
«Con il titolare dell'Hotel dei Vestini, la struttura che ci ospita, facemmo una scommessa la scorsa estate - racconta divertito dal bar dell'albergo Evangelisti -
se vinciamo il campionato, torniamo, gli dissi. Abbiamo vinto, quindi eccoci di nuovo qui a Penne». E a Penne la sfida si ripete e si fa più difficile: essere protagonisti, e magari centrare i playoff di C1.
Cejas, un corteggiamento lungo
Doveva venire a gennaio, ha dovuto aspettare luglio. «Ma adesso sono qui. E sono felice»: Maximiliano Cejas non perde un attimo per svelarsi. Oggetto del desiderio dell'ultimo mercato di riparazione, ora rinforzo del Taranto in cantiere per la prossima stagione. Argentino, mediano dalla grande corsa. Ventisei anni, un biennale firmato e tanta voglia di riprendersi il tempo:
«Quando a gennaio tornai dalle vacanze in Argentina seppi dell'interessamento del Taranto, ma il Giugliano non concretizzò, mi avevano promesso al Brescia. Un po' ci rimasi male, ma per fortuna a Taranto sono arrivato lo stesso».
Dai 50 mila argentini allo "Iacovone" Sponsor e contributi degli enti pubblici sono argomenti lontani almeno un miglio dalla casse sociali rossoblù. Per il primo ci sono soltanto dei contatti. Per il secondo è intervenuto Gianni Fabrizio, portavoce del presidente Gianni Florido: «Dopo la festa rossoblù da noi organizzata alla Rotonda per festeggiare la C1, Florido promise l'erogazione di un contributo alla società del presidente Blasi in quanto società d'eccellenza del territorio. Del resto analogamente ci siamo regolati per gli altri sport cosiddetti minori. Prima di concederlo anche al Taranto, c'è bisogno della riunione di Giunta che dovrà stabilirne l'ammontare. Purtroppo ci vorrà un po' di tempo ancora». Il ritiro di Penne, dunque, sarà pagato regolarmente da Blasi. Ieri in Abruzzo è giunto Maximilian Roldan Cejas, 26 anni, argentino di Buenos Aires, che ha firmato un contratto biennale ad obiettivo. «Sono in Italia dal 2002 - ha detto - la prima esperienza, l'ho fatta in D, a Milazzo. Da lì mi sono trasferito in Spagna. Una volta avuto il passaporto sono ritornato in Italia firmando per il Giugliano». Caratteristiche tecniche? «Sono un centrocampista centrale in grado di organizzare sia il gioco difensivo che quello offensivo». Perché non ha accettato di venire a Taranto a gennaio scorso? «Quando giunse la richiesta rossoblù ero in Argentina. Al mio ritorno me lo riferirono e, francamente, devo confessare che ci rimasi male per essere stato tenuto all'oscuro della vicenda. L'opzione del Brescia? Non so, c'erano tante società che mi avevano cercato». Che impressione ha ricevuto al primo impatto con il nuovo ambiente? «Buono. Di nome conosco tutti. Da vicino De Liguori per essersi allenato con noi prima di venire a Taranto. La squadra mi sembra competitiva. Soprattutto ho notato che il gruppo è molto compatto. E la cosa mi ha fatto enormemente piacere perchè nel calcio è importante ragionare tutti con la stessa testa». Perché nel calcio diverse società sono in crisi? «Perchè non raramente capita che i dirigenti facciano ai giocatori delle proposte che, successivamente, non vengono mantenute. So che a Taranto la musica è diversa. E mi fa piacere». Cosa vuole dire ai tifosi jonici? «Ho scelto Taranto proprio per il loro calore, per il numero impressionante con cui seguono la squadra. In Argentina ero abituato a giocare dinanzi a cinquantamila persone. A Giugliano erano si e no in mille. Allo Iacovone ritroverò come minimo diecimila persone. Tale pensiero, mi gasa». di Giuseppe Dimito
Iniziano le "fatiche" del nuovo Taranto Primo giorno di lavoro per il nuovo Taranto targato 2006/2007. I giocatori convocati per il ritiro di Penne si sono radunati ieri mattina all'hotel dei Vestini, con lo staff tecnico rossoblù guidato dall'allenatore Aldo Papagni. I giocatori sono arrivati a Penne allo spicciolata e dopo il pranzo e il successivo riposo, la squadra, poco prima delle 16, è partita verso il centro sportivo di contrada Campetto, situato a due chilometri e mezzo dall'albergo. All'appello manca solo Maiorino, punta del vivaio rossoblù, che arriverà a Penne domani mattina. Volti nuovi, ma anche conferme importanti come quella di Andrea Deflorio, 36 anni, che potrebbe chiudere la sua carriera a Taranto. «Mi trovo molto bene con questo club, non mi manca nulla» esordisce il bomber, reduce da una periodo di vacanza con la moglie Lisa e il piccolo Davide. «Oggi è il primo giorno di lavoro, ci serve per conoscerci e capire i nostri ruoli. Ho trovato volti nuovi, molti giovani, e di loro conosco solo Salvatore Pinna». Ecco il bilancio dopo un anno tarantino: «È stato un campionato intenso, memorabile che non si dimentica: certo, all'inizio abbiamo avuto qualche problema, il mister (Marino) non era tanto esperto, e nonostante i buoni risultati, abbiamo sofferto. Taranto è una piazza esigente. Con l'arrivo di Papagni la squadra ha preso il volo. E' un allenatore bravo, che ha capito la nostra mentalità di gioco» conclude l'attaccante. Il primo allenamento, ieri è iniziato alle 17: una sgambata, qualche esercizio fisico e un calcio al pallone per non perdere l'abitudine. Ma prima di entrare in campo Papagni ha chiamato tutti a raccolta per una lunga chiacchierata: «Se lavoriamo tutti verso una sola direzione, possiamo raggiungere i nostri obiettivi» ha ripetuto più volte l'allenatore ai giocatori. Un messaggio chiaro. A Penne sono arrivati, oltre al ds Luca Evangelisti, gli altri componenti dello staff tecnico del club tarantino: Gianfranco Degli Schiavi (allenatore in seconda), Francesco Guicciardini (preparatore atletico), Osvaldo Scardino (magazziniere), Francesco Scarano (magazziniere), Santino Simone (massaggiatore) e Domenico Gennarelli (massaggiatore). Intanto il professor Guicciardini ha abbozzato anche il programma di allenamento che la squadra seguirà in questi giorni di ritiro. «Nei primi giorni i ritmi saranno molto blandi» ha detto il preparatore atletico, «effettueremo test atletici per vedere la condizione fisica di ogni singolo atleta; a differenza dello scorso anno, lavoreremo molto in piscina, ogni due giorni, per smaltire i carichi di lavoro e raggiungere la condizione fisica», conclude il professor Guicciardini. Insomma, tutto è pronto, per questa nuova avventura che vede il Taranto in C1, un campionato difficile e pesante. Una mano alla squadra, però, gliela darà anche la Provincia di Taranto, che ha siglato un accordo di massima con il club di via Umbria per un contributo di circa 50 mila euro. Intanto il ds Evangelisti, con l'aiuto dei titolari dell'Hotel dei Vestini, sta cercando di reperire formazioni locali da utilizzare per le amichevoli messe in programma durante il ritiro. di Gilberto Petrucci
Scatta il pressing su Danucci Il centrocampista argentino Cejas ha raggiunto il ritiro di Penne nella giornata di ieri e si è messo subito a disposizione di mister Papagni per l'inizio della preparazione. L'ex giuglianese ha firmato a Imola, alla presenza del presidente Blasi, un contratto per le prossime due stagioni col Taranto, che attraverso il diesse Evangelisti continua a sondare il mercato, alla ricerca di un altro paio di rinforzi di spessore. È il centrocampo il settore da puntellare con un altro mediano e un esterno destro, ma non è escluso che arrivi anche un nuovo attaccante. Per Danucci non ci sono ancora novità. Il giocatore attende notizie dal Catania (oggi farà le visite mediche in Sicilia), le cui pretese economiche per la comproprietà stanno frenando la trattativa col Taranto interessato al giocatore, ma non certo disposto a fare follie per la metà del cartellino. Alla fine si dovrebbe trovare l'intesa, anche perché Taranto è una destinazione gradita a Danucci reduce da tre positive esperienze con Martina, Reggiana e Sangiovannese. Scemata l'ipotesi Maschio perché il Benevento non è disposto a trattare, mentre non rientra nei piani del Taranto l'ex Cazzarò. Piace, invece, lo svincolato Ferraresi ex Martina, società da cui potrebbe essere pescato anche il laterale destro Tassone, che il club biancazzurro potrebbe liberare per la nota crisi economica. Per lo stesso ruolo si potrebbe pensare anche a Vicari della Reggina, nella scorsa stagione ad Avellino, ma sul calciatore è piombata con decisione la Cisco Roma. E sempre per il centrocampo è annunciato l'arrivo a Penne di un paio di giovani stranieri, un argentino e un camerunense di cui però non si conoscono ancora i nomi. Fatta eccezione per Danucci, il Taranto non ha fretta di operare, tanto che avrebbe preso tempo con gli obiettivi individuati, tra cui rientra anche l'attaccante Mazzeo. Il giocatore per ora è senza squadra e vestirebbe volentieri la maglia rossoblù, ma attende una risposta definitiva nei prossimi giorni. di Enrico Sorace
Scandalo, coinvolte altre 2 società di serie A Nuovi avvisi di garanzia saranno emessi a breve dai pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci nell'ambito dell'inchiesta sugli illeciti nel mondo del calcio. Si tratta di una seconda tranche dell'indagine che ha già portato al deferimento di Juve, Milan, Lazio e Fiorentina e che vedrebbe adesso coinvolti altri due club di serie A. Sui nomi delle società gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo.
Zamparini-Milan, è scontro
Lui uno scudetto così non lo vorrebbe, ma quel che ritiene inaccettabile è che il Milan possa comunque disputare la coppa Uefa. Parole e musica sono del presidente del Palermo Maurizio Zamparini.
«Ci troviamo di fronte a un evidente errore tecnico - spiega l'imprenditore -. Il Milan non può fare l'Uefa, penso che ci penserà la Corte federale a riparare all'errore commesso dalla Caf, nel primo grado di giudizio, e a rimettere le cose a posto. Evidentemente 44 punti di penalizzazione per i rossoneri sono stati pochi per impedire loro di partecipare a una delle due coppe europee. Ma si può sempre rimediare».
Taranto, oggi si parte Aldo Papagni è pronto. Ha chiuso la valigia. Si parte, destinazione Penne. Si comincia, con la C1 in tasca e l'euforia di una promozione conquistata. Si parte, buon viaggio.
Florido lavora per l'Italia L'odore della Nazionale è irresistibile, sinanche per un politico, specie se questo abbia giocato a calcio da giovane. Allora accade che, diventata più concreta la "favoletta tarantina" dell'Italia campione del mondo (lo Iacovone, stando alla Federcalcio, è candidato ad ospitare il match amichevole contro la Croazia del 16 agosto, ma bisognerebbe vincere la concorrenza del "Manuzzi" di Cesena), il presidente della Provincia Gianni Florido schizzi d'inchiostro una lettera indirizzata a Guido Rossi, il commissario straordinario della Figc, che ieri ha battezzato il cittì azzurro Roberto Donadoni, che ha ricevuto da Marcello Lippi l'eredità pesante dell'Italia campione del Mondo. «Come mai ho preso tale decisione? Semplice - risponde Florido -, l'ho fatto per un senso di responsabilità civile. L'arco tarantino, sportivamente e socialmente parlando, merita un evento di tale portata. Dunque mi sono fatto portavoce dell'amministrazione provinciale, scrivendo una lettera nella quale penso di tradurre il desiderio di tutti i 29 comuni jonici che, il 9 luglio scorso, hanno gioito per l'Italia. Nei limiti della nostra competenza, visto che lo stadio Iacovone è un bene del Comune di Taranto, ho manifestato la volontà della Provincia a collaborare con la Federcalcio, per l'eventuale organizzazione dell'evento. Mi riferisco ad esempio agli eventuali servizi di sicurezza dentro e fuori dallo stadio - tale garanzia potrebbe spingere la Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ad ampliare la capienza dello stadio, attualmente ferma a 15500 spettatori per i contemporanei lavori di ammodernamento ndr - ed al trasporto urbano ed extraurbano attraverso i mezzi del Ctp». Ma oltre all'apertura a Rossi, in termini di collaborazione logistica, l'azione di Florido è preventivamente diplomatica, perché finalizzata a concretizzare un "pressing" (il termine s'incastra nel contesto calcistico) politico sull'attuale numero uno della Federcalcio, l'ente amministrativo che alla fine decreterà il "vincitore" di questo ballottaggio. «Io ho fatto la mia parte, ora spero che arrivi una risposta positiva da Rossi» dichiara Florido, che ovviamente non intralcia i confini di pertinenza comunale: leggasi la proprietà dello stadio Iacovone, attualmente impegnato nel maquillage imposto dal Decreto Pisanu sulla sicurezza. La direzione dei lavori assicura che, se ci fosse un ordine perentorio relativo all'amichevole Italia-Croazia (diverse fonti di informazione la danno per certa a Taranto) del 16 agosto prossimo, per tale data l'impianto si presenterà in condizioni buone. Sotto il profilo dell'estetica e della sicurezza. Ma sino a ieri, stando all'ufficialità, il Comune non aveva avuto alcun contatto con la Federcalcio. Il paradosso, però, a breve potrebbe cedere il passo alla certezza. Sarà gustosa per Taranto? di Alessandro Salvatore
Taranto, iniziano i lavori della serie C1 Come un anno fa. Il Taranto è tornato a Penne per preparare il suo campionato. La sede pescarese, dunque, porta fortuna alla società rossoblù del presidente Gigi Blasi che è riuscita a conquistare lo scorso anno la promozione in C1. La formazione allenata da Aldo Papagni arriverà a Penne nel corso della giornata. Staff tecnico e giocatori soggiorneranno all'Hotel dei Vestini, situato a pochi passi dal centro storico del paese, lo stesso albergo che ospitò un anno fa il Taranto diretto, però, da Raimondo Marino. Evangelisti e Galigani vogliono ripercorrere ogni tappa del programma tecnico che ha permesso al Taranto di vincere il campionato, partendo appunto dal ritiro di inizio stagione in cui si costruisce il gruppo. La squadra si allenerà con la formula della doppia seduta (mattina e pomeriggio) al centro sportivo «SportsPark» di contrada Campetto: è una struttura sportiva che racchiude, su un'area di 1500 mq, un campo di calcio, una piscina, un pala-fitness e una palestra con aria condizionata. L'impianto sportivo è gestito dalla Cpl Concordia, il colosso aziendale che gestisce i centri sportivi di Milanello, Modena e lo stadio di Bologna. E nel 2009, il centro sportivo di Penne, ospiterà la sede di allenamento di una delle Nazionali impegnate ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009. ieri mattina, i tecnici specializzati dalla Cpl hanno effettuato le ultime rifiniture al manto erboso del campo. La città è situata ai piedi del Gran Sasso, a 500 metri sul livello del mare, ed è conosciuta in Italia per l'Oasi naturale «Lago di Penne», un bacino artificiale dove si riproduce in cattività la lontra. Ma non solo: Penne è salita alla ribalta dopo il felice mondiale di calcio che ha visto trionfare l'Italia; hanno vissuto a Penne per molti anni le famiglie di Fabio Grosso e Massimo Oddo. I loro papà, Tonino e Franco, hanno giocato anche nella squadra del Penne; mentre la mamma di Massimo è originaria di Penne. E la presenza in città del Taranto non può che inorgoglire questa cittadina attaccata molto al pallone. Nella sala del ristorante "149", presente all'interno del centro sportivo, è appesa la maglia del Taranto firmata da tutti i giocatori. È sistemata a fianco di quella giallorossa del Giulianova (C1), che nella stagione 2004, effettuò il raduno estivo a Penne. Sono 24 i convocati dal tecnico Papagni: il raduno della squadra è fissato oggi alle ore 12.30 all'Hotel dei Vestini. Qui rimarranno in ritiro sino al 12 agosto; il giorno dopo rientreranno a Taranto per i primi impegni ufficiali (Coppa Italia Tim del 13 agosto). di Gilberto Petrucci
Mercato temporaneamente in pausa Nel giorno della partenza per il ritiro di Penne c'è un'importante novità di mercato. Il centrocampista 26enne Maximilian Roldan Cejas, ex Giugliano, si aggrega da oggi ai giocatori rossoblù in attesa di firmare il contratto biennale con il Taranto. Salgono così a otto i nuovi arrivi, ma il diesse Evangelisti è attivo per completare l'organico a disposizione di mister Papagni che inizierà a lavorare con un gruppo di venticinque elementi. Forse già entro la fine di questa settimana, dovrebbe raggiungere l'Abruzzo anche un altro centrocampista che potrebbe rispondere al nome di Ciro Danucci, pallino del presidente Blasi che vorrebbe affiancarlo a Manuel Mancini. Il calciatore è del Catania che ha deciso di cederlo soltanto in comproprietà. Con i siciliani manca ancora l'accordo economico, ma il Taranto conta di chiudere l'affare anche perché dalla B non sono giunte proposte allettanti e il Gallipoli e il Pisa, che inseguivano il centrocampista di Carosino, hanno deciso di puntare su altri obiettivi. Non è praticabile, invece, la pista Maschio per la netta opposizione del Benevento. Ma insieme ai due centrali, il diesse Evangelisti starebbe seguendo un tornante di fascia destra e un altro attaccante. Per il primo ruolo è spuntato il nome di Vicari ex Reggina ed Avellino, entrato nel mirino anche della Cisco Roma; per l'attacco, invece, si pensa sempre allo svincolato Mazzeo. Con le valigie pronte, intanto, c'è Micallo, non convocato per il ritiro precampionato. La destinazione più probabile per il difensore è l'Ancona tra le possibili ripescate in C1. Ma si muove qualcosa anche sul fronte sponsor. Come anticipato dalla Gazzetta la dirigenza rossoblù sarebbe in trattativa con una grossa azienda nazionale, disposta ad accostare il proprio marchio a quello del Taranto. Secondo indiscrezioni si tratterebbe della Record Cucine di Ettore Setten che ha già sponsorizzato il Napoli. di Enrico Sorace
Il settore giovanile va all'ex Miccoli Sarà il 51enne Gino Miccoli, ex difensore del Taranto degli anni settanta, nonché titolare del centro sportivo "Dribbling" di Lama, il nuovo responsabile del settore giovanile della Taranto Sport. Manca ancora l'annuncio ufficiale, ma la società del presidente Luigi Blasi ha deciso di voltare pagina abbandonando a sorpresa la Nuova Taras di Michele Gatto nonostante gli ottimi risultati conseguiti nella stagione da poco conclusa. «Non abbiamo trovato l'intesa economica - ha tenuto a precisare Michele Gatto -. Al Taranto avevo sottoposto un programma ambizioso dai costi decisamente contenuti ma il presidente Blasi aveva altre intenzioni, tanto che ha preferito rivolgersi altrove». Avrà durata triennale l'accordo raggiunto negli ultimi giorni (se ne sta occupando il dott. Vinciguerra) con Gino Miccoli, che guida un gruppo di imprenditori pronti ad accollarsi tutte le spese di gestione del settore giovanile rossoblù, senza necessità di un apporto finanziario da parte della Taranto Sport. Miccoli e i suoi più stretti collaboratori lavoreranno con diverse squadre, dalla berretti (come tecnico si parla con insistenza di Federico Malacari) ai pulcini o piccoli amici, seguendo le orme della Nuova Taras. Il progetto, al momento, è sostenuto da due grosse aziende locali, Mister Toys e Edil Sud, ma il gruppo Miccoli sta provando a coinvolgere anche la "Parmacotto" nota azienda operante nel settore alimentare. Nel corso della prossima settimana dovrebbe essere convocata un'apposita conferenza stampa per presentare i nuovi quadri tecnici e dirigenziali del settore giovanile. di Enrico Sorace
Le sedi portafortuna sono pronte Vacanze finite, si torna a lavorare. La stagione 2006-07 del Taranto è ai nastri di partenza. Ore 12:30, Hotel dei Vestini: è questo l'appuntamento fissato dalla società con tutti i calciatori a poco più di un mese dalla conquista della C1 attraverso la porta secondaria dei playoff. Il tempo di pranzare, e poi Aldo Papagni dirigerà il suo primo allenamento.
Convocati ventiquattro atleti Sono 24 i giocatori che alle ore 12,30 di oggi si dovranno trovare all'Hotel dei Vestini di Penne (lo stesso della scorsa stagione) per iniziare nel pomeriggio la preparazione in vista della prossima C1 agli ordini di mister Papagni, che sarà coadiuvato da Gianfranco Degli Schiavi (sarà il suo vice e curerà, come al solito, i portieri) e da Francesco Guicciardini in funzione di preparatore atletico. Il massaggiatore sarà Santino Simone ed il magazziniere Aldo Scardino.
Taranto, Cejas e non solo Due rinforzi ancora, poi il Taranto avrà chiuso. La spesa di Luca Evangelisti, direttore sportivo con pieni poteri, è quasi finita. E, per questo, il responsabile del mercato rossoblu, preferisce trascorrere gli ultimi giorni in silenzio, in attesa del colpo. Due, ma in realtà solo uno da scoprire. Perché l'arrivo di Maximiliano Cejas è ormai certo: il centrocampista argentino è stato nuovamente contattato dal Taranto dopo il tentativo fatto dalla Salernitana di “rubarlo” ai rossoblu. E ha ancora una volta ribadito la sua scelta. La trattativa è di fatto conclusa, ma non può essere ufficializzata. Non per i dettagli: il Taranto e Cejas sono d'accordo su tutto, sulle prospettive, sulla durata del contratto (un biennale) e sull'ingaggio. Semplicemente per un impedimento persino ovvio: il centrocampista ex Giugliano torna stamattina in Italia (atterra a Roma) e stabilirà subito un contatto con il club rossoblu per trovare il modo per firmare il nuovo contratto.
Papagni: «Ho voglia di ricominciare»
«La settimana di riposo dopo l'estenuante coda della scorsa stagione, mi ha ritemprato. Fra playoff e laurea al supercorso di Coverciano, ero sfinito». Queste sono state le parole di Aldo Papagni dopo il suo ritorno a Bisceglie dalla vacanza trascorsa sul Gargano. Ed ha così continuato: «Ho già pronte le valigie. Non vedo l'ora di ricominciare. All'orizzonte c'è una stagione molto stimolante. L'appuntamento è fissato direttamente a Penne per domani alle ore 12,30. Dopo esserci sistemati logisticamente ed aver pranzato, nel pomeriggio inizieremo la preparazione». Un primo giudizio sul nuovo Taranto. «Sono soddisfatto. Ed il lavoro non è completo al cento per cento. Abbiamo confermato lo "zoccolo duro" della formazione che ha vinto il campionato meritatamente e, su quello "chassis" il diesse Evangelisti ha inserito gli esperti Pinna, Pasca e Colombini, ed alcuni giovani interessanti, qualcuno dei quali ha alle spalle qualche buon campionato di C1. La formula è quella giusta. Ora non ci resta che lavorare per amalgamare il gruppo e renderlo efficente. La Coppa Italia ci sarà utile al riguardo, ma è chiaro che l'obiettivo è il campionato. Oltretutto, a fine mese, il presidente potrebbe regalarci qualche lieta ciliegina sulla già gustosa torta». La C1 è un torneo molto ostico, decisamente diverso dalla C2. «Su questo non ci sono dubbi. Il tasso tecnico medio è decisamente più elevato. Senza dimenticare che ci sono grossi centri che hanno allestito delle buone formazioni. Ma noi avremo dalla nostra due grossi valori aggiunti che, alla lunga, potrebbero incidere tantissimo sull'economia del campionato: una società, anzi un presidente che paga gli stipendi con una puntualità che in, terza serie, costituisce una garanzia assoluta di correttezza e serietà ed un pubblico veramente eccezionale. Non sarà facile per nessuno giocare sul nostro campo in assoluta serenità». Ha già un modulo in mente? «Datemi il tempo di conoscere gli elementi che avrò a disposizione. E, poi, sapete benissimo come la penso sull'argomento. I numeri sono pleonastici. Conta l'atteggiamento, la mentalità, il modo con il quale ci si approccia prima e si disputa, poi, l'incontro. Il ritiro servirà anche per provare varie soluzioni. Quest'anno ho in mente di mandare in campo un Taranto che avrà un gioco di riferimento, ma con diverse varianti in maniera tale da sorprendere sempre l'avversario che avrà di fronte. Ad esempio Catania era giunto in riva allo Jonio come trequartista. Poi, pian pianino, l'ho trasformato come esterno destro». Manoni parte, ma non con il contratto in tasca. «Bisognerà vedere come sta fisicamente». L'interessato assicura che occorreranno una ventina di giorni per essere a posto. «E non lo valuteremo quando avrà raggiunto il massimo della condizione». di Giuseppe Dimito
Iacovone al "ballottaggio" per l'Italia mondiale
Il sogno azzurro non è tramontato. Taranto è in pista per ospitare il primo impegno ufficiale dell'Italia campione del mondo, sebbene sinora in città il tema sia rimasto sotto silenzio. La conferma giunge dall'ufficio stampa della Nazionale. In vista dell'amichevole con la Croazia (del 16 agosto), che saggerà le doti di cittì di Roberto Donadoni (oggi si presenta a Roma), la Figc avrebbe messo sul piatto quattro stadi: il "Manuzzi" di Cesena (24mila spettatori, già oggetto di studio dei commissari federali), l'"Adriatico" di Pescara (22.900 spettatori, mostrerebbe qualche crepa nel "look"), il "Del Conero" di Ancona (26mila spettatori, pare l'ipotesi più remota) e lo "Iacovone" di Taranto, attualmente in fase di ammodernamento, «attraverso lavori che proseguono celermente» evidenzia il progettista, l'architetto Francesco D'Elia, uno dei "padri" del PalaMazzola. Manto erboso (attualmente buono), capienza (è ferma a 15.500, ma potrebbe essere portata sino a 22mila con una deroga al decreto Pisanu), bacino d'utenza (la piazza entusiasta è un'assicurazione) e stato strutturale (il nodo potrebbe essere sciolto dai lavori in corso) dello Iacovone, «a breve saranno testati dai commissari federali» annuncia l'ufficio stampa azzurro, che tiene ufficialmente in piedi l'ipotesi dell'impianto jonico come scenario della prima uscita dell'Italia campione del mondo. Però, spiega la Figc, «quella che affronterà la Croazia sarà una piccola rappresentanza dei campioni di Berlino poiché il 16 agosto molti di loro saranno in ferie». Resta il fascino della casacca azzurra che potrebbe tornare a brillare allo stadio del rione "Salinella" a distanza di sette anni dal match Italia-Francia valido per i quarti di finale dell'Europeo under 21. Era una sera placida del 17 novembre, la Nazionale di Tardelli vinse per 2-1 dopo un tempo supplementare. Indovinate chi segnò il gol decisivo? Andrea Pirlo, uno dei "gladiatori" di Berlino. Tra i compagni c'erano Zambrotta e Gattuso. Davanti a loro operava Henry, la punta piegata nella finale mondiale del 9 luglio 2006. Sembra un precedente storico che vorrebbe infondere ottimismo in un ballottaggio che alla fine decreterà la piazza per l'Italia. L'esigenza della Figc (ha tempo per decidere) è di organizzare un doppio evento perché il test tra le nazionali maggiori Italia-Croazia del 16 agosto sarà preceduto il 15 dalla sfida tra le Under 21 dei rispettivi Paesi. Qualora Taranto si aggiudicasse il match più prestigioso, la Figc potrebbe individuare nel "Tursi" di Martina il campo degli azzurrini. Ma sino a ieri la candidatura dello "Iacovone" è stata unicamente "evidenziata" dagli organi di informazione nazionale e (ufficiosamente) dalla Federcalcio, che oggi riunirà i suoi esperti per redigere l'agenda dei sopralluoghi alle città individuate. Sino a ieri le istituzioni tarantine non sarebbero state allertate dagli organi federali. Al momento fa fede il comunicato del commissario Tommaso Blonda della settimana scorsa che mostrava riserve sullo stato attuale dello "Iacovone". Ma stando al pensiero dei tecnici che stanno lavorando all'impianto, il 16 agosto lo stadio tarantino potrebbe presentarsi con un look migliore: spogliatoi ristrutturati, tre aree di pre-filtraggio costituite per il passaggio degli spettatori con i tagliandi nominali, messa norma dell'area di video-sorveglianza. Lo Iacovone, dunque, potrebbe giocare le sue carte per ospitare l'evento. Ma per vincere il ballottaggio calcistico, a questo punto serve operare anche a livello politico e istituzionale. L'Italia mondiale, in fondo, è un'occasione rara. Peccato farsela sfuggire. di Alessandro Salvatore
Cejas è vicinissimo Il mercato del Taranto ruota ora attorno al centrocampo, reparto da completare con un paio di innesti di qualità. Due centrali nel mirino, uno dei quali sarà l'argentino Cejas, la scorsa stagione in forza al Giugliano in C2. Il giocatore, che in un primo momento sembrava destinato al Brescia, è svincolato e in giornata dovrebbe definire l'accordo con la società del presidente Blasi. L'intesa col procuratore di Cejas è stato raggiunto, oggi è attesa la firma del calciatore che si legherà al Taranto per i prossimi due anni. Ma il diesse Evangelisti continua a braccare anche il richiestissimo Danucci. La dirigenza rossoblù sta trattando da tempo col Catania che non lo ha convocato per il ritiro precampionato, segno evidente che è pronta a piazzare altrove il centrocampista. Taranto sarebbe una destinazione gradita a Danucci, ma bisogna chiudere economicamente per la comproprietà con la società etnea. Tra domanda e offerta c'è ancora una lieve differenza da limare, ma le parti si sarebbero avvicinate parecchio, tanto che nelle prossime ore potrebbe esserci l'attesa fumata bianca. Altro nome finito sul taccuino di Evangelisti è quello del beneventano Maschio (chiesto in cambio di Bruno), che però difficilmente lascerà la Campania, anche perché i sanniti sono candidati al ripescaggio in C1. Non sembra rientrare, invece, nei piani dei rossoblù l'ex Cazzarò, che il Benevento vuole utilizzare come pedina di scambio. Definitivamente tramontata l'ipotesi Agnelli del Lecce che proprio ieri è passato in prestito alla Salernitana. Non è escluso, comunque, che il Taranto si rinforzi ulteriormente in attacco, così come ha lasciato intendere il presidente Blasi durante l'ultima conferenza stampa. L'ex cannoniere della Nocerina Mazzeo resta una pista percorribile, tra l'altro è giovane e libero da impegni contrattuali. Praticamente irraggiungibile il leccese Mattioli (è richiesto anche dal Messina) che Zeman vuole portare in ritiro con la prima squadra. di Enrico Sorace Querele, ritorsioni e avvocaticchi
La miglior difesa è l'attacco. Moggi lo sa bene e dopo aver indossato per un breve periodo i panni della vittima a cui era
«stata uccisa l'anima», Big Luciano riprende vita e torna a ruggire come ai bei tempi. Sempre
"vittima" ma con aria più inquisitoria: «Il passaporto falso di Recoba per cui l'Inter ha patteggiato, che cos'è? Qual è la sola società di serie A che ha cointeressenze con una di B? Non è l'Inter con lo Spezia? C'è differenza se Moggi va a cena da Bergamo con lo scudetto già in tasca e Giacinto Facchetti si attovaglia, con Bergamo, mentre l'Inter ancora lotta per un posto in Champions? Le fidejussioni false firmate da Giacinto Facchetti per la Reggina, non sono forse illeciti pieni?». Domande retoriche pesanti come macigni lanciati sulla testa di Moratti. Il patron dell'Inter è però lesto a schivarli e a contrattaccare.
«Sono parole di un uomo disperato», dice preannunciando querele:
«Facchetti in primis e noi come Inter quereleremo Moggi perché queste cose non sono nemmeno da pensare lontanamente».
Il Taranto riparte Il Taranto sta per ripartire. Dopodomani, entro le 13, i 26-27 convocati (la lista sarà diramata oggi) dovranno presentarsi direttamente nel ritiro di Penne agli ordini di mister Papagni per iniziare la preparazione in vista del prossimo campionato di serie C1. In settimana la società ha ufficializzato sei nuovi acquisti: il portiere Pinna ('75), proveniente dalla Torres; il centrale difensivo Cosenza ('86), prelevato in comproprietà con la Reggina, ma nella scorsa stagione al Melfi; l'esterno destro difensivo Panini ('83), in comproprietà con il Catania, ma nella scorsa stagione nella Cavese; l'esterno sinistro difensivo Colombini ('80), nelle ultime sei stagioni a Novara; il centrocampista esterno offensivo sinistro Zito ('86), in comproprietà con il Sorrento, sua ex squadra e l'attaccante centrale della Primavera del Torino Piroli ('85), in comproprietà con la società granata. A questi sono praticamente da aggiungere il portiere Faraon ('85), nella scorsa stagione al Padova e, molto probabilmente, il centrocampista centrale Cejas ('80), proveniente dal Giugliano. Per completare la prima parte del piano rinforzi dovrebbero arrivare un altro centrocampista centrale ed un esterno offensivo. Per il primo ruolo il nome più gettonato è quello di Danucci ('83), di proprietà del Catania, ma quest'anno in forza alla Sangiovannese, tarantino di Carosino, mentre per il secondo è spuntato nelle ultime ore quello del beneventano Maschio ('78). La società rossoblu gli darebbe in cambio il centrocampista Bruno ('83), beneventano di nascita, rientrato quest'anno dal prestito dalla Nocerina. Questi, pertanto, i sicuri convocati. Portieri: Pinna e Faraon; difensori: Micallo, Caccavale, Pastore, Colombini, Panini, Cosenza, Mortari, Prosperi; centrocampisti: Mancini, Larosa, Silvestri, De Liguori, Manoni, Zito, Bruno, Malagnino; attaccanti: Deflorio, Ambrosi, Pasca, Piroli, Catania. A questi sono da aggiungere quattro-cinque giovani, provenienti da formazioni di D o C2, da considerarsi in prova. Questa politica ha avuto nella scorsa stagione un buon successo dal momento che Manuel Mancini proviene proprio da questo lotto di elementi. Ma anche Capone giunse a Penne in punta di piedi. Non fanno più parte dell'entourage rossoblù Di Domenico, approdato a Brindisi e Martinelli, andato al Val di Sangro. Sulla rampa di partenza, oltre a Bruno, ci sono i giovani Micallo e Malagnino che la società trasferirà soltanto in prestito per consentire loro di fare maggiore esperienza. Il primo potrebbe finire al Real Marcianise, il secondo al Benevento dove incontrerà il portiere Gori. Qualche parola in più c'è da spenderla per Manolo Manoni. Il forte centrocampista, giunto alla fine del mercato di gennaio dal Latina, s'infortunò gravemente al ginocchio destro (rottura del collaterale) tant'è che venne operato il 4 aprile scorso dal prof. Cerulli a Perugia. Il ragazzo è quasi pronto per il rientro. La società, pur avendolo inserito nell'elenco dei convocati per Penne, attende di fargli firmare il contratto in quanto intende verificare le condizioni fisiche. Tornando al piano rinforzi c'è da dire che lo stesso prevede una seconda parte. Molto probabilmente la rosa sarà completata allorché il Consiglio Federale, previsto per fine mese, diramerà l'elenco delle squadre che saranno depennate dai rispettivi campionati per non aver adempiuto a tutte le formalità d'iscrizione. A quel punto si libereranno diversi calciatori qualcuno dei quali potrebbe finire in riva allo Jonio. I programmi stagionali sono abbastanza ambiziosi. Il presidente Blasi: «Partiamo per fare bene, per inserirci nel ristretto lotto delle formazioni che disputeranno i playoff per la B. Non sarà facile, ma abbiamo il dovere di tentare. Non a caso ho voluto fortemente i contratti ad obiettivo. Più i miei giocatori progrediranno in classifica, maggiore sarà lo stipendio che percepiranno a fine mese. Ed aggiungo, a tal proposito, regolarmente. Con il sottoscritto non ci sono dilazioni. Basta chiedere sia ai riconfermati, sia a coloro che sono andati via. Stiamo allestendo un'organico importante. Il nostro traguardo è quello di miscellare gente esperta e capace di reggere il peso della C1 con giovani bravi, con alle spalle campionati di terza serie. Ma non mancheranno elementi che avranno "fame" di affermarmazione». di Giuseppe Dimito
Taranto-Cejas, quasi sì La concorrenza, sul mercato, è spietata. Fa parte del gioco, di un mondo senza troppe cortesie. Dove è possibile fare un po' di tutto, compresi gli sgarbi. Premessa per dire che la Salernitana si è messa di traverso nella trattativa tra il Taranto e il centrocampista argentino Cejas. Forse in ritardo, però. Perché i rossoblu si sono portati da tempo avanti e, forse, sono sul punto di chiudere. Questione di giorni e di dettagli. Sperando di scansare i colpi di scena. L'accordo c'è, il giocatore no: è all'estero. Ha lasciato qualcuno a trattare, però. A garantire per lui. Il suo procuratore, cioè. A riferire è il campano Filippo Fusco:
«Cejas al Taranto? Sono ottimista, molto ottimista. Siamo vicini alla chiusura dell'accordo».
Una sentenza da buttare Alla fine la sentenza è arrivata. Dopo settimane di polemiche e illazioni, le quattro squadre processate per Moggiopoli sono state condannate. Un verdetto annunciato, preparato e quasi prodotto dalla fuga di notizie dalle procure e dal cancan mediatico in cui interessi e passioni si sono miscelati fino a costituire un esplosivo adatto a infiammare l'opinione pubblica e a scrivere in anticipo il verdetto. Ma non si tratta ora di questo. Prendiamo per buone le indagini dei carabinieri, pure coi loro svarioni. Accettiamo il processo sportivo, per tradizione sommario e senza molti spazi per la difesa. Nondimeno si resta perplessi per le condanne e le assoluzioni distribuite e per la disparità delle pene comminate. Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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