Stadio, posizioni distanti Posizioni per ora troppo distanti, quindi mediazione difficile. O forse impossibile. Lo “Iacovone” è sempre lì, al centro della discussione e delle polemiche tra Taranto e Comune. Lo scontro è a livelli di allarme: è guerra, praticamente. E’ una tempesta di parole cattive, un confronto di sponda. Nessuno parla direttamente, non c’è un vero confronto. Arrivano solo frecciate, il più velenoso possibile. Si strilla, insomma. Ma non si parla. Il Comune aspetta un passo dal Taranto: ha inviato la sua seconda proposta, mettendo nero su bianco le tariffe per l’utilizzo dell’impianto. Il Taranto, invece, piuttosto che rispondere formalmente ha già fatto sapere. E, adesso, aspetta un passo dal Comune. Ci sono, cioè, tutti i presupposti perché nulla si muova e la rottura si materializzi il 16 agosto, quando la squadra tornerà a lavorare in città. Il 16 agosto è una data successiva al nuovo incontro previsto in Comune. Ma il rischio che anche il vertice fissato per il 9 sia inutile è reale. Perché Blasi quasi sicuramente non ci sarà: il presidente è annunciato in ferie, con il suo yacht in manovra destinazione Grecia. Resterà in viaggio almeno due settimane e questo fa intendere come, a meno di miracoli organizzativi, si possa escludere la presenza del presidente all’incontro con il sindaco. La notizia non fa piacere agli amministratori che, tra l’altro, contavano di avere il presidente a Palazzo di Città già venerdì scorso: ma quell’incontro saltò perché Blasi non sarebbe andato e chi doveva rappresentarlo comunicò la sua improvvisa impossibilità per "motivi di lavoro". Quindi l’ipotesi che l’incontro di giovedì sia un inutile rito è abbastanza suffragata. Perché chiunque si presenti al posto del presidente non potrà che avere funzioni da uditore: Blasi è, infatti, solito decidere da solo. Se, allora, non arriverà una nuova proposta, spontanea, del Comune, il fumo sarà irrimediabilmente nero. La strada delle tariffe, ormai, sembra impraticabile. A meno di una capriola del Comune (ma le parole lanciate come frecce da Carrozzo sembrano escludere la possibilità) le cifre non si smuoveranno da quelle attuali. Cifre che il Taranto, fattosi i conti, ha definito eccessive a mezzo stampa, rompendo subito con l’ente e, da quel momento, rifiutando di fatto la proposta. E tra le due scuole di pensiero all’interno dell’Amministrazione potrebbe tornare prevalente quella che vorrebbe una riformulazione della proposta originaria, a suo tempo bocciata da Blasi. Ovvero: chiedere un euro di canone mensile e firmare la convenzione che passi le spese di manutenzione al Taranto. La società, adesso, questa proposta sembra non scartarla più a priori: perché consentirebbe, con mezzi che l’Amministrazione non possiede, di trovare via maggiormente economiche. Ma anche qui, ascoltando le voci di dentro, si arriverebbe a uno scontro sugli anni di validità di tale accordo. Il Comune aveva fatto la proposta per un anno, ora c’è chi sarebbe disposto a prolungarla fino a cinque anni. Blasi, invece, mirerebbe a una durata più lunga (pare venti anni almeno) e alla possibilità di avere maggiori mani libere. Vorrebbe provare, cioè, ad avvicinare questa proposta a quella di comodato d’uso che fu bocciato, regolamento alla mano, dal commissario Blonda. Anche qui distanze incolmabili. Ad inquietare i tifosi ci sono tutti i rischi di questa vicenda. La guerra può andare avanti, il Taranto può continuare a negare presenze “sostanziose” agli incontri e il Comune può continuare a lanciare ultimatum. E si può arrivare al 16 agosto con lo stadio chiuso e la squadra senza campo per allenarsi. Per Blasi è una paura, per il Comune (Carrozzo dixit) è una volontà precisa della società. In mezzo ci sono i
Iacovone è guerra di nervi Nessun contatto, soltanto un accesso botta e risposta che non rappresenta un buon viatico in vista dell’appuntamento decisivo previsto per giovedì a Palazzo di Città (ore 12). La guerra aperta tra Comune e Taranto Sport non si placa. Le posizioni sono note. Dopo aver rifiutato di firmare la convenzione sull'utilizzo dello "Iacovone", alla società di Via Umbria è stata offerta la possibilità di poter usufruire dell’impianto del rione Salinella pagandolo ad ore. Con questa formula il Comune si accollerebbe tutte le spese di gestione (giardiniere, custode, manutenzione del manto erboso). Diversi punti, però, non convincono Blasi ed il suo entourage. La capienza, a seguito del mancato adeguamento dello stadio al Decreto Amato, è stata ridotta al 7499 unità, con la concreta possibilità che la gradinata rimanga chiusa. «E' una soluzione che non possiamo accettare - ha dichiarato il direttore generale Galigani, di ritorno da Firenze dopo aver depositato i contratti dei nuovi acquisti -, rappresentiamo in ambito sportivo la città di Taranto a livello nazionale e sarebbe umiliante vedere uno aperti soltanto due settori. Senza dimenticare che 600 biglietti vanno riservati ai tifosi ospiti: sarebbero, pertanto, appena 6899 i tagliandi a disposizione dei nostri sostenitori». Ma sono soprattutto le tariffe d’uso il nodo del contendere: 4000 euro per ogni partita e 180 euro per ogni ora di allenamento. Totale: 18000 euro al mese, ossia più del quadruplo rispetto a quanto la Taranto Sport ha speso nella scorsa stagione (40000 euro per dieci mesi). All’incontro di giovedì Blasi non ci sarà - è in vacanza in Grecia -. In sua vece si presenterà per capire se esistono soluzioni alternative il dg Galigani. Sulla base delle tariffe attuali non verrà raggiunto l’accordo. Nelle ultime ore è spuntata nuovamente l’ipotesi che prevede il pagamento di un canone simbolico di 1 euro, con il Taranto che si accollerebbe le spese di manutenzione. In questa maniera la società rossoblù potrebbe ridurre i costi e avere lo stadio in gestione per un anno (ma potrebbe essere trovato un accordo pluriennale). E' l'ipotesi lanciata da Stefàno qualche settimana fa e accantonata troppo frettolosamente dopo essere stata mal interpretata. Ieri, intanto, anche il gruppo della gradinata Taranto Centro '95, cosi come aveva fatto sabato pomeriggio Tifo è Amicizia, si è espresso in merito alla querelle "Iacovone". «Noi tifosi siamo stanchi di questo tira e molla tra comune e società - si legge nel comunicato - e ci auguriamo che possa essere trovata una soluzione nell’incontro in programma giovedì 9 agosto. Non possiamo correre il rischio di vedere il Taranto allenarsi e giocare le gare interne a campo neutro». di Fabio Di Todaro
Taranto, amichevole vincente Un test più attendibile rispetto ai precedenti, considerando la forza dell’avversario (il Cologna Paese è neopromosso in serie D e rinforzato dagli ex azzurri Di Matteo e Di Biagio). E un Taranto che, per la prima volta, riesce a misurare concretamente il suo valore. L’amichevole finisce 1-0 (rete di Mancini al 40'), ma Cadregari può già essere soddisfatto per ciò che la squadra ha fatto vedere al Comunale di Penne di fronte a 150 tifosi accorsi dal capoluogo ionico. Nella prima frazione il tecnico di Crema ha schierato una formazione che si avvicina molto a quella che potrebbe essere utilizzata in campionato: dinanzi a Barasso la linea difensiva era composta da D’Alterio, Pastore, Migliaccio e Zaccanti. Cejas ha giocato davanti alla difesa, con Mancini e De Liguori a completare la linea mediana. Zito, Cammarata e Pellecchia componevano il tridente offensivo. Nella ripresa il trainer rossoblù ha fatto ruotare tutti gli elementi a disposizione, compresi gli ultimi arrivati Cavallo e Dionigi. Il bomber emiliano ha dimostrato di essere ancora a corto di condizione, mentre il possente centrocampista ligure ha sfoderato diverse giocate interessanti palesando uno stato di forma discreto. Buoni spunti sono stati forniti anche dai giovani Ungaro, Sciaudone e Malagnino (verrà ceduto, però, non appena giungerà un’offerta conveniente). Alla sgambatura non hanno preso parte Caccavallo (risentimento muscolare), Colombini (prosegue il lavoro differenziato) e Tesser (in borghese a bordo campo). Potrebbe giungere in giornata l’ufficializzazione dell’acquisto in prestito dal Siena del centrocampista Gennaro Esposito (22 anni). Il club toscano, intanto, sarebbe tornato alla carica per aggiudicarsi le prestazioni di Manuel Mancini. Il presidente Blasi (pronto a partire per una vacanza a bordo del suo yacht in Grecia) avrebbe respinto un’offerta molto allettante, confermando la volontà di vedere Mancini nei panni del leader nel prossimo campionato. Sta scadendo anche il tempo a disposizione di Maxi El Chanchi Estevez: l’attaccante argentino non sembra convinto di accettare la corte del Taranto che, nel frattempo, si starebbe già guardando intorno. La pista che conduce a Gianni Califano resta praticabile, anche se il diesse Evangelisti potrebbe ricercare l’ultimo tassello sul mercato estero. di Fabio Di Todaro
Torna a circolare l'ipotesi "un euro" In molti, a Palazzo di Città, non pensavano di dover dedicare tanto tempo alla questione-stadio. Ma lo scontro, ormai, c’è. E non bisogna sottovalutarlo. Tecnici e politici sono a confronto: mettono su un piatto le esigenze del Comune dissestato, sull’altro la volontà di non arrivare alla guerra vera e propria con la società. Cercano margini di manovra, ma sono anche un po’ irritati. «Quando firmammo il nulla-osta c’era l’impegno scritto del Taranto a mettersi in regola entro luglio. E questo non è stato fatto. Dovremmo scrivere alla Lega e revocare la disponibilità del Comune, ma non lo facciamo. Non è quello che vogliamo»: parlano voci di dentro, gente che sgobba per arrivare a una soluzione. Il Palazzo non è diviso ma discute: si incrociano posizioni e proposte, si aspetta almeno un passo da parte di Blasi. E c’è chi comincia a guardare il Taranto con sguardo seccato. Si vuol concludere, comunque: risolvere la questione e, possibilmente, non parlarne più per un anno. Demandare solo ai tecnici il progetto di messa a norma da presentare entro il 26 agosto, che con questa storia non c’entra. «Le tariffe nascono dalla volontà della società - riferiscono fonti interne - di non accettare la gestione dello stadio». Un’osservazione che sembra avere la domanda dentro: se la gestione non va bene e le tariffe neanche come fare? Non c’è, a quanto pare, una terza via. Almeno per ora. C’è la volontà politica di spingere la società a firmare, di non essere nemici del calcio. Allora, visto che da quelle tariffe nessuno vuol muoversi torna la prima ipotesi. Se il Comune non può incassare nulla dallo stadio, almeno non vuole spendere. Ecco la possibilità: riproporre lo schema iniziale, riformulare la proposta-Stefàno cercando, però, di far intendere meglio il messaggio. Perché nella puntata precedente qualcosa non è passata nel modo giusto: lo stadio a un euro qualcuno, nell’opinione pubblica, lo ha inteso come un regalo. Invece ha un altro obiettivo: un euro al mese di canone (perché di meno non si può) e i costi di manutenzione alla società. Il Taranto - è il ragionamento degli addetti - potrebbe trovare i modi per spendere meno, con uno scambio merci o con altre vie. In ogni caso questa strada sembra meno dispendiosa per la società delle tariffe applicate. Gestione, praticamente. Annuale, ma esisterebbe addirittura la possibilità di una durata più lunga. Purché si arrivi a un accordo che non penalizzi il Comune. C’è, poi, la chiusura della Gradinata che un po’ infastidisce. Nessuno lo vuole, ma in alcuni casi sembra inevitabile. Allora si cerca di trovare una soluzione: al Comune ci stanno pensando, pare che al Taranto abbiano bussato alcuni privati disposti a fare quei piccoli lavori solo per passione. Si tratta di qualche spiccioli, in realtà. Ma quando due parti non si parlano tutto sembra insormontabile. di Fulvio Paglialunga
Stadio, il comune attacca Stadio, nuovo round. Questa volta è l’angolo del Comune a suonare il gong. «Blasi dovrebbe aver capito dove si trova. Non si può far finta di nulla e ritenere che questa città, ovvero questo Comune, possa consentirsi di non applicare tariffe che noi riteniamo siano le uniche realisticamente applicabili». Il vicesindaco Carrozzo, come suo costume, traccia il telex e parla chiaro. Breve, conciso e quantomai compendioso, il messaggio è più glaciale di un sms. Arriva durante la conferenza stampa della giunta. Poco ammiccante e senza acqua da sprecare sul fuoco. Carrozzo rimanda l’analisi alla saggezza del popolo rossoblu. «Anche il più giovane dei tifosi, quindi dei tarantini, conosce la situazione in cui versa la propria città. La gente è consapevole, perchè conosce il momento che tutti stiamo attraversando. Se poi il gioco è quello di arrivare al 16 agosto, chiamare la stampa e far vedere che la squadra non può allenarsi.... allora lo si di dica chiaro!». Tra Stefàno e Carrozzo la differenza è nota anche ai più distratti. Il primo dialoga (e dialogo, infatti, ha chiesto l’altroieri), l’altro mena. La soluzione non è certo dietro l’angolo. Ma i tifosi del Taranto hanno il pelo sullo stomaco, oltre le orecchie piene di annunci e denunce. E in questi anni, dalla citiana Castellaneta alle pieronate d’annata, hanno maturato un’insostenibile voglia di normalità. Ma di normale, nella città del dissesto, c’è ben poco. I tifosi lo sanno, perchè lo vivono. La tassa sulla raccolta rifiuti si paga al triplo, una famiglia del Borgo paga caro il parcheggio per la seconda auto, insegne e pubblicità sono alle stelle. Aumenti dettati dalla legge e non dal mercato. Taranto oggi costa caro. Il prodotto civico di una città fallita non può essere svenduto, per il semplice fatto che dal Viminale alla Corte dei Conti la gestione di quello stesso prodotto è monitorata: passo passo, voce per voce, euro dopo euro. Lo stadio non è materia di prescrizione ministeriale, rientra però nella logica del famoso «buon padre di famiglia». Tariffe esose e figlie del dissesto: più realistiche del re. E non è un caso che le parole di Gaetano Carrozzo, tarantino, tifoso e vicesindaco, giungano al termine del rosario contabile recitato anche ieri, di fronte ai giornalisti che quei numeri e quelle condizioni oramai conoscono come l’Ave Maria (ne parliamo a pagina 9). L’utilizzo dello “Iacovone” è ancora una questione sospesa. Che si trascina dopo l’ennesimo incontro rinviato e con la speranza che il 9 agosto da questa palude emerga una soluzione. Vicenda nota: il Taranto non vuole la convenzione. Chiede di pagare solo per le ore di allenamento e per le partite interne. Il Comune ha quindi comunicato le tariffe. Il Taranto le ha giudicate esagerate: il confronto è finito qui, per ora senza altre puntate. Con parole incrociate e mai dirette. «Ci sono delle regole» ha detto venerdì Stefàno. Carrozzo si è spinto anche oltre, motivando e attaccando. La trattativa è difficile. Anzi, non c’è. Ma è una disputa con regole certe, quella in corso tra Comune e Taranto Sport. Proprio come nel calcio, ci sono norme oggettive che vanno rispettate sul campo. Basta conoscerle e saper calpestare il terreno di gioco. Specie se un po’ dissestato. di Angelo Di Leo
Il Taranto esce allo scoperto La terza settimana di ritiro si chiude oggi con la quinta amichevole precampionato. Avversario di turno dei rossoblù, il Cologna Paese, fresca matricola della D. Un test più impegnativo rispetto ai precedenti, che potrà dare maggiori indicazioni al tecnico Cadregari. Il Taranto in mattinata sosterrà un allenamento tattico per scendere poi in campo alle 18 nello stadio di Penne. Non ci sarà l’attaccante Caccavallo, alle prese con l´infiammazione al ginocchio sinistro, mentre gli assenti nell´amichevole di mercoledì scorso dovrebbero essere impiegati. Così come gli ultimi due arrivati, Dionigi e Cavallo. L´ex centrocampista del Genoa sta bene e giocherà almeno un tempo, Dionigi è più indietro con la preparazione e potrebbe essere impiegato meno. Sulla via del recupero, dal problema al polpaccio, Cammarata. Rispetto al test col Penne si vedrà in campo un Taranto quasi al completo, in attesa degli ultimi due innesti previsti, un centrocampista ed un attaccante esterno. Cadregari è soddisfatto del lavoro che sta svolgendo il gruppo e conta di avere un organico definito entro la fine di questo lungo ritiro in Abruzzo. Tra i punti fermi della squadra c´è l´esterno d´attacco Antonio Zito, che la società ha scelto come testimonial per i manifesti della nuova campagna abbonamenti. «Non mi avevano detto nulla a riguardo - commenta Zito - ma mi fa piacere che sia stato scelto io a rappresentare il Taranto sport in questa occasione. Qui ormai mi sento a casa». Con gli ultimi innesti sta nascendo un Taranto che può puntare in alto e l´arrivo di Dionigi è stato accolto in maniera particolare dal ventunenne attaccante napoletano. «Sono tifoso del Napoli, è la squadra della mia città, e qualche anno fa, quando andavo alla stadio, vedevo Dionigi in campo. Non pensavo che a distanza di quattro anni mi sarei trovato a giocarci insieme. Per il Taranto è un acquisto importante». Che stagione sarà quella che sta per iniziare? «Gli obiettivi personali coincidono con quelli della squadra, spero di migliorarmi e salire di categoria con il Taranto. Per questo si deve lavorare e crescere dal punto di vista tattico. Il modulo sul quale ci alleniamo, il 4-3-3, lo conosco perché ci ho già giocato in passato, ma c´è bisogno sempre di imparare di più. La stagione passata è stata positiva per me, ho avuto spazio e realizzato quattro gol. Quest´anno spero di migliorarmi». di Fiorangelo Cutilli
Resta il caso-Iacovone Altra fumata nera in Comune ieri mattina per quanto riguarda la firma in calce alla convenzione d’uso dello stadio Iacovone fra l’ente civico e la Taranto Sport. È la seconda volta che accade nel giro di pochi giorni. Le parti non si sono incontrate e si ritroveranno il 9 agosto. Il problema è rimasto malinconicamente irrisolto. Era presente il sindaco Ippazio Stefàno, ma mancava la Taranto Sport. L’attesa è stata lunga e snervante: più di un’ora e mezza. Poi il direttore generale Vittorio Galigani, a nome del club rossoblù, ha comunicato telefonicamente al primo cittadino l’indispionibilità, per un sopravvenuto contrattempo, della presenza della rappresentanza del club all’incontro. Così il sindaco ha offerto il suo pensiero ai cronisti, versando acqua sul fuoco sulla possibile polemica: «Non bisogna farne un dramma. Può capitare a tutti avere un intoppo, un imprevisto. Del resto il 9 agosto è dietro l’angolo». Ed ha continuato a parlare con gli stessi toni allorquando il discorso è scivolato sui rapporti con la società rossoblù: «Con il presidente Blasi c'è armonia d’intenti. Finora abbiamo avuto un serie d’incontri conclusisi favorevolmente. Del resto sia i tifosi che voi della stampa siete stati dei testimoni». Successivamente il discorso è scivolato sulla materia del contendere: il tariffario comunale ed i settori da aprire al pubblico. A questo punto il volto è diventato più serio, impregnandosi della professionalità della carica di primo cittadino: «Il Comune ha delle regole scritte. Alcune vengono dallo Stato che giustamente le emana, dando mandato anche a noi enti pubblici di rispettarle e farle rispettare. Altre sono vergate direttamente da noi, ma la loro sorte è identica a quelle generali. Premesso che lo stadio Iacovone è di proprietà comunale, noi abbiamo varato un regolamento con il quale lo possiamo concedere a tutti. Taranto sport, compresa ovviamente». Quando gli acceniamo che la società rossoblù è delusa dalle cifre scritte nel tariffario, risponde con gli stessi toni: «Purtroppo i margini a nostra disposizione sono risicati. Ci sono delle regole da rispettare. Il Comune è in difficoltà. Sono sincero: in cassa abbiamo i soldi per pagare soltanto altri tre stipendi. E vi esimo dal raccontarvi di tutti gli altri problemi esistenti. Proprio per venire incontro alla Taranto Sport, potremo limarle, ma non di più. Senza dimenticare i costi per l’utilizzo. Il custode va pagato. Il giardiniere, pure. Le bollette di acqua, luce e gasolio, onorate fino all’ultimo centesimo. La manutenzione ordinaria, pulizia compresa, va fatta con sistematicità. Ed anche quella ha dei costi. Il nostro intento è quello di far gustare lo spettacolo calcistico ai tifosi nella maniera migliore. Come pure intendiamo che i calciatori abbiamo ogni confort. Per quanto riguarda la chiusura della gradinata, potremo rivedere la questione. Ma anche in questo caso ci sono dei costi da sostenere». Va sciolto il nodo-Iacovone anche a livello strutturale. Di recente l’Osservatorio nazionale lo ha inserito fra gli stadi non a norma: «Stiamo provvedendo. Entro il 26 agosto presenteremo il progetto per il suo adeguamento. Contemporaneamente chiederemo il finanziamento al Credito sportivo. Entro giugno prossimo sarà tutto a posto. Speriamo di festeggiare la promozione in B del nostro Taranto». Sul mutuo al credito sportivo, c'è una felice annotazione. Vero è che i comuni dissestati non possono chiederlo, ma è altrettanto vero che Ezio Stefàno ha chiesto ad un funzionario dell’ente di effettuare un sopralluogo a Taranto per verificare la bontà dei conti e, quindi accedere al mutuo stesso. di Giuseppe Dimito
Gradinata... a rischio Come sempre: lo "Iacovone" fa discutere. Capita regolarmente e non ci sono giorni che facciano da eccezione. Nemmeno la Commissione di Vigilanza di ieri è terminata priva di tensioni. L’esito è: per rientrare nella capienza prevista dai regolamenti (7.499 posti) bisognerà chiudere la gradinata. Soluzione forzata, forse rimediabile. Ma l’unica che il Comune ritiene di poter perseguire. La sintesi è: lo stadio deve avere spazi aperti che possano contenere non più degli spettatori consentiti, mentre le altre aree vanno chiuse. Il questore lo aveva chiesto al Comune, l’ente pubblico ha risposto con l’unica idea che non comporta spese e che, tra l’altro, prosegue nella scia di quanto suggerito dal prefetto. Ovvero: pubblico in tutta la Curva Nord (agibile interamente) in entrambi gli anelli e in tribuna superiore. Quanto basta per arrivare al numero stabilito. Soluzione che il Taranto contesta, a tutela della campagna abbonamenti pronta a partire e dei tifosi abituali di quel settore. E che, in realtà, non piace neanche al Comune. Parole di Michele Contino, assessore ai lavori pubblici, presente alla riunione della Commissione: «E lo dite a me? Sono un tifoso di gradinata anche io». Ma Contino è anche amministratore: «Di un città in dissesto, di un ente che non può spendere. Quindi si sceglie la strada che consente un risparmio maggiore: chiudere la gradinata vuole anche dire meno porte da aprire, meno bagni da sistemare, meno forze dell’ordine impiegate. La soluzione si potrebbe trovare ed è nostra intenzione farla. Ma serve una piccola spesa che il Comune non può sostenere: tutto si risolverebbe se il Taranto se le accollasse». Tradotto: il modo per aprire la gradinata esiste. E sarebbe identico a quello già utilizzato: fissare delle recinzioni che restringano i settori, come quelle dell’anno scorso, per rimpicciolire la tribuna e ricavare posti da sfruttare in gradinata. Ma il Comune non può sostenere la spesa: «Il Taranto potrebbe farlo, però - spiega Contino -: si tratta di un investimento di un paio di ore di lavoro, qualche centinaio di euro. Noi non abbiamo la possibilità, a meno che non riusciamo a convincere nuovamente la ditta che l’anno scorso si propose per fare gratuitamente l’intervento». Tra Comune e Taranto resta la freddezza. E la probabile chiusura della Gradinata è sola una parte del conflitto silenzioso. Stamani è in programma un nuovo incontro in Comune con il sindaco Stefáno, al quale dovrebbe partecipare anche il presidente rossoblu Blasi. Al centro della discussione c’è anche il canone per l’utilizzo dello stadio: si prevedono scintille, le tariffe sono giudicate eccessive dalla società, per le condizioni dello stadio e per il costo complessivo. «Ma noi - dice ancora Contino - vogliamo aiutare il Taranto, però non possiamo essere costantemente sotto minaccia o vivere muro contro muro. Siamo pronti a promuovere l’acquisto di abbonamenti da parte delle aziende, siamo pronti a dare una mano nei limiti del possibile, impegnandoci in prima persona. Abbiamo inviato il tariffario via raccomandata, non abbiamo mai ricevuto né una risposta né una controproposta. Ma al Taranto dico: firmino l’accordo. Poi spetterà a noi trovare il modo, con pubblicità o sponsor, per alleviare l’esborso. E’ l’unico modo che abbiamo per stare vicini al club anche economicamente senza incorrere nelle sanzioni della Corte dei Conti». Oggi c’è una nuova puntata. Con la Gradinata che va verso la chiusura, uno stadio senza occupanti, un Comune senza soldi, una società ferma sui propri principi e, soprattutto, due parti che faticano ad andare d’accordo. Chissà. di Fulvio Paglialunga
Iacovone, un rebus Stamane (ore 12), a Palazzo di Città è previsto un importantissimo incontro fra il sindaco Ippazio Stefàno ed il presidente Luigi Blasi per dirimire e risolvere in maniera definitiva, in tutte le sue sfaccettature, due grosse questioni, in pratica si tratta delle classiche patate bollenti, inerenti l’annosa questione stadio Iacovone: delimitazione degli spazi da utilizzare per ospitare i tifosi rossoblù, sottoscrizione della convenzione d’uso per l’impianto della Salinella. Sono state due le concause che hanno fatto improvvisamente divampare la polemica allargando, e di parecchio, il solco degli intendimenti fra Comune e Taranto Sport: la decisione presa ieri mattina dal Comitato provinciale di Vigilanza per i pubblici spettacoli di fare accedere i tifosi rossoblù unicamente nei settori di curva nord e tribuna superiore (fermo restando i 600 posti in curva sud per quelli ospiti), la mancata sottoscrizione della convenzione d’uso dell’impianto della Salinella prevista entro il 30 luglio scorso dall’atto intesta siglato fra il Comune e la Taranto Sport il 23 giugno, giorno in cui il sindaco Stefàno consegnò al presidente Blasi la lettera di disponibilità all’uso dello Iacovone. Ma procediamo con ordine. L’atto che ha provocato il primo notevole scossone, quasi un terremoto, è stato il venir fuori delle nuove tariffe comunali d’utilizzzo dello stadio (dall’assessorato al patrimonio del Comune asseriscono a viva voce: «Nessuno di noi le ha ufficializzate»): 4mila euro per ogni gara interna, 4500 per la notturna, 187 euro per ogni ora d’allenamento. In totale, circa 200mila euro annui di spesa per la Taranto Sport. Vittorio Galigani ha respinto al mittente le cifre, ma non c'è stato alcun confronto fra le parti come sarebbe stato logico avvenisse. Martedì, a sorpresa, la Taranto Sport annuncia il varo della campagna abbonamenti che prevede tagliandi per i tre settori, curva, gradinata e tribuna. La mossa è stata inopportuna perchè dopo due giorni era in programma la riunione del Comitato di vigilanza proprio per decidere i settori da aprire. Meglio sarebbe stato attendere 48 ore. Tanto più che la Questura era favorevole solo per due settori. Infatti ieri mattina lo stesso Comitato, su input proprio del Comune, che ha aderito alla proposta del Questore Pozzo, ha deciso di chiudere la gradinata e di aprire curva nord e tribuna superiore. Per la cronaca alla riunione, presieduta dal vice prefetto, dott. Carlo Sessa, erano presenti il dott. Manigrasso, per la Questura, l’assessore al patrimonio, Contino, il diggì rossoblù, Galigani, l’ing. De Lucia per i Vigili del Fuoco, l’isp. Leone della Polizia municipale, l'ing. Matichecchia, esperto in elettronica, il signor Cazzorla, del genio civile ed i tecnici comunali, architetto D’Elia, ing. Manfreda e Raho ed il geom. Piccolo. Galigani, a fine riunione, era furioso e fortemente irritato: «La soluzione non ci soddisfa. Nella maniera più assoluta. Penalizza i tifosi della gradinata, ma direi un’intera città. Già lo stadio versa in condizioni a dir poco spiacevoli. Già dobbiamo fare i conti con un numero di spettatori limitatissimo. Ora si chiude addirittura la gradinata. Il presidente Blasi ha efettuato investimenti pesanti per acciuffare la serie B a maggio prossimo. Non vorrei che, facendo dietrologia, si tornasse al 14 dicembre 2004». Di rimando l’assessore Contino: «Il Comune di Taranto è in seria e grossa difficoltà. Non possiamo concedere privilegi a nessuno. Anch’io sono un tifoso della gradinata. Mi adeguerò. Se il Taranto vuole aprire la gradinata, provveda a sue spese ai lavori necessari per delimitare l’area ed a quanto necessita per la manutenzione. Personalmente sono stato sempre vicino alla società. Quand’ero assessore alla Provincia, concedemmo ben 50mila euro alla Taranto Sport, sia pure per il settore giovanile. Per risparmiare la società rossoblù potrebbe svolgere gli allenamenti settimanali su di un altro campo ed usufruire dello Iacovone solo alla domenica. Mi pare che Inter e Milan si regolino così. Quanto alle tariffe, non credo che si possa recedere da quelle cifre. Sono le minime. Non possiamo correre il rischio di essere denunciati dalla Corte dei Conti. Costruire un nuovo impianto? L’ho letto. Noi non ne sappiamo niente. Ma se c'è da fare un cambio di destinazione d’uso, necessitano minimo tre anni e non è detto che il progetto venga approvato. Non avete idea di quante richieste similari giacciono in assessorato. Perchè il presidente Blasi non chiede di acquistare lo Iacovone? Oppure lo prende in gestione?». di Giuseppe Dimito
In arrivo gli ultimi due rinforzi Mancano altri due rinforzi per definire conclusa la campagna acquisti della Taranto Sport. Dopo aver ufficializzato nelle ultime ore gli ingaggi di Rafael Tesser (difensore), Luca Cavallo (centrocampista) e Davide Dionigi (attaccante), nelle prossime ore il club di Via Umbria dovrebbe definire gli ingaggi del centrocampista del Siena Gennaro Esposito (22) e dell’attaccante argentino, proveniente dall’Amadora (serie A portoghese), Carlos Maximilian Estevez, soprannominato "El Chanchi". Il centrocampista partenopeo dovrà ottenere il rinnovo del contratto dal club toscano prima di essere ceduto in prestito ai rossoblù, mentre l’arrivo del piccolo folletto sudamericano (è un esterno che ben si adatterebbe al 4-3-3 studiato da Cadregari) è previsto per il fine settimana. Ultimate queste due operazioni, il tecnico di Crema avrà a disposizione la rosa completa in vista del prossimo campionato. Il diesse Evangelisti ha ribadito che il Taranto rimarrà vigile sul mercato, ma difficilmente ci saranno altri acquisti. Le pressioni di club di categoria superiore per i pezzi pregiati - Cammarata è corteggiato da Cesena e Pescara, Mancini da Siena e Catania - non si attenuano, ma la ferma intenzione del presidente Blasi è quella di trattenerli in riva allo Ionio per poter puntare alla promozione diretta. Un sondaggio sarebbe stato effettuato dal Giulianova per ottenere le prestazioni del giovane difensore Gambi, dichiarato incedibile. Nota a margine: mercoledì sera Vincenzo Chianese ha firmato il rinnovo del contratto per altri tre anni con il Ravenna. L’attaccante, a lungo nel mirino della società rossoblù, ha spazzato definitivamente tutte le voci che lo vedevano lontano dalla Romagna. di Fabio Di Todaro
Taranto avanti piano Nella quarta amichevole precampionato il Taranto vince 3-0 . Doveva essere, sulla carta, poco più di un allenamento il match contro la locale formazione del Penne, appena retrocessa dalla serie D, capace invece di dare, almeno in parte, filo da torcere all’undici rossoblu. Cadregari preferisce lasciar fuori qualche "senatore": Barasso, De Falco, Ungaro, Colombini, Caccavallo e Cammarata, quest’ultimo rimasto in panchina a causa di alcune noie muscolari al polpaccio. Il Taranto, dopo le tante reti rifilate ad avversari non irresistibili nelle precedenti sfide amichevoli, ha affrontato una squadra dal tasso tecnico più elevato, che nei primi minuti dell’incontro è partita subito alla garibaldina, giocando in modo spavaldo e a tratti spumeggiante. Sicuramente, la squadra del presidente Blasi non ha pigiato molto sull’acceleratore, forse anche per la tante defezioni. Specialmente nelle prime battute di gioco, la squadra ionica quasi gioca col freno a mano inserito, sviluppando una manovra di gioco poco fluida. Il più reattivo è di sicuro Mancini che, su suggerimento di Malagnino, smarcatosi egregiamente in area, mette la firma al primo gol della partita. La seconda marcatura porta la firma del giovane Zito (anche se il passo è sembrato più lento del solito) che, con astuzia, riesce a sganciarsi dal suo diretto difensore, insaccando così la palla alle spalle dell’estremo difensore pennese. Dopo questi episodi, il primo tempo scivola via senza troppi sussulti. Cadregari nell’intervallo cerca di dare indicazioni ai suoi ragazzi ed effettua le prime sostituzioni: butta nella mischia Gambi , cerca di dare un po’ più di brio in attacco con Pellecchia e mette alla prova l’ultimo arrivato in ritiro, il ceco Svitak. Nella seconda parte dell’incontro, si mette subito in mostra l’ex perugino Pellecchia che fa letteralmente impazzire gli avversari sulla fascia sinistra, poi, a mettere i sigilli definitivi alla contesa ci pensa il giovane Pupino che indisturbato, su assist di Zito, batte per la terza volta il portiere abruzzese. Qualche indicazione utile per Cadregari arriverà, forse, nella gara di domenica quando l’avversario di turno, sul campo vestino, sarà la formazione del Cologna Paese, matricola del campionato di serie D. Il match contro il Penne, è stato sicuramente più corposo di indicazioni rispetto alle altre precedenti sgambatine. Il trainer di Crema ha continuato a rodare la squadra con il suo 4-3-3, un modulo «duttile, intercambiabile e non rigoroso» come definito dallo stesso Cadregari. Sono piaciute al tecnico le giocate elaborate attraverso manovre di squadra e l’assidua presenza in area di rigore. Situazioni studiate minuziosamente dallo stratega di Crema, che aveva chiesto ai suoi ragazzi di giocare con intensità ed aggressività a prescindere dall’avversario. Il gruppo sta lavorando bene e dimostra spirito di sacrificio, ingredienti importanti per svolgere al meglio la preparazione: «Per avere indicazioni più importanti aspettiamo i prossimi giorni e le prossime amichevoli, contro formazioni sicuramente più competitive. Saranno test utili, dove si potrà valutare meglio il lavoro anche dal punto di vista tattico. Su questo stiamo già lavorando e continueremo a lavorare in settimana mettendo in atto un programma mirato». di Luigi Di Marzio
«Voglio lo spirito giusto» Davide Dionigi e Luca Cavallo ieri non sono arrivati all’Hotel dei Vestini. Gli ultimi due rinforzi del Taranto sono ancora attesi a Penne. L’attaccante del Crotone arriverà questa mattina nella base abruzzese dei rossoblu, il centrocampista si presenterà domani. Questo pomeriggio quindi Cadregari visionerà di
Taranto, il primo vero test col Penne Nel ritiro di Penne procede la preparazione dei rossoblù che oggi pomeriggio (ore 18) incontreranno in amichevole la locale formazione che milita in Eccellenza. Per i ragazzi di Cadregari si tratta del primo vero test, dopo le sgambate contro squadre amatoriali. Ieri sera la società ha annunciato il varo della campagna abbonamenti 2007-2008. Ridotti i prezzi degli abbonamenti, aumenta il costo del biglietto al botteghino. Questi i prezzi: abbonamento curva 130 euro; gradinata 190; tribuna laterale 310; tribuna vip 700. I biglietti: 15 euro per la curva, 20 per la gradinata, 30 per la tribuna laterale; 50 per la tribuna vip. Tornando all'amichevole di oggi, non sarà della partita il giovane attaccante Caccavallo, autore di quattro reti nella precedente uscita, alle prese con un problema al ginocchio. Su di lui la società punta molto ed è stato il primo rinforzo stagionale per il reparto avanzato. È arrivato da Lecce come prestito e con i giallorossi ha fatto praticamente tutta la trafila, dalle giovanili fino a debuttare in prima squadra. Per il ventenne attaccante napoletano Taranto rappresenta la prima vera occasione della carriera, un trampolino di lancio per raggiungere traguardi più ambiziosi in futuro. «Quest'anno aumenteranno le responsabilità, ma mi sento pronto e voglio far bene con il Taranto, che mi ha cercato e voluto fin da gennaio. In queste prime due settimane ho avuto modo di conoscere meglio i miei nuovi compagni e mi sono trovato subito bene con il gruppo che c'era già dalla passata stagione. Non è stato difficile ambientarsi e con il passare del tempo il gruppo si formerà meglio, anche con l'arrivo di altri giocatori». Dopo aver saltato la prima amichevole, la punta ha preso parte alla seconda segnando anche quattro reti. Oggi, invece, resta a riposo. «Ho un piccolo problema al ginocchio sinistro, una infiammazione, ma nulla di preoccupante. Stiamo valutando l'entità del problema e intanto continuo ad allenarmi in piscina, senza forzare di più». Per caratteristiche tecniche e fisiche, Caccavallo è un esterno d'attacco mancino che si addice bene al modulo di Cadregari. «A Lecce ho sempre giocato, anche nelle giovanile, con il 4-3-3. È un modulo che conosco bene e come mancino gioco esterno destro d'attacco. Taranto rappresenta la mia prima esperienza dopo Lecce e spero di riuscire a far bene e contribuire a raggiungere gli obiettivi che la società si è posta». Giocare allo Iacovone all'inizio sarà un'emozione... «Sarà un'atmosfera particolare con una tifoseria molto calda e appassionata. La conosco perché ho diversi amici a Taranto che me ne hanno sempre parlato». L'obiettivo del Taranto quest'anno è quello di ritrovare la serie B, il suo a livello personale? «Principalmente di dare tutto e far bene con la maglia rossoblù, non per me, ma per la squadra. Sarà sicuramente una stagione importante». Da ieri, inoltre, alla comitiva rossoblu in ritiro si è aggregato anche un altro giocatore in prova, si tratta di Martin Svitak. di Fiorangelo Cutilli
Per Esposito accordo fatto Dopo aver ufficializzato gli acquisti del centrocampista Luca Cavallo e dell’attaccante Davide Dionigi, nelle prossime ore il Taranto potrebbe aggiungere un’altra importante pedina all’organico guidato da Cadregari. Gennaro Esposito, 22 anni, di proprietà del Siena, ha trovato l’accordo con il club di Via Umbria per il trasferimento in prestito in riva allo Ionio. La trattativa potrebbe essere ufficializzata nella giornata di domani, quando i toscani riprenderanno la preparazione a Norcia dopo i due giorni di riposo concessi dal tecnico Mandorlini. Esposito, prima di raggiungere i nuovi compagni nel ritiro di Penne, otterrà dal club bianconero il rinnovo del contratto in scadenza il 30 giugno 2008. Una volta definito l’acquisto del giovane centrocampista partenopeo, ai rossoblù serviranno altre due pedine per completare la rosa: un difensore duttile, in grado di giocare anche a destra e un attaccante. Per il reparto arretrato è spuntata la candidatura del brasiliano Rafael Tesser, in forza al Lecce nella passata stagione e rientrato all’Ituano, formazione brasiliana che ne detiene il cartellino. Resta attuale la candidatura di Damiano Zanon, esterno in forza al Celano (è in comproprietà con la Cisco Roma): la trattativa potrebbe subire una brusca impennata in occasione dell’amichevole che il Taranto disputerà l’8 agosto contro la formazione marsicana. Per l’attacco, invece, la ricerca dovrebbe essere indirizzata su un mancino in grado di garantire una valida alternativa a Zito. Qualche settimana fa spuntò la candidatura di Eder Baù (25), tanta esperienza in serie cadetta e, attualmente, di proprietà dello Spezia. Blasi ha fatto capire di cercare gli ultimi tasselli in categoria superiore e la candidatura del calciatore vicentino potrebbe tornare prepotentemente di attualità. Cosi come potrebbe presto riaprirsi il discorso con il Catania che vede protagonisti i giovani Gianvito Plasmati e Manuel Mancini. Sebbene la dirigenza ionica abbia a più riprese blindato il gioiello di Ostia, dalla Sicilia fanno sapere che la trattativa per il suo passaggio alle pendici dell’Etna potrebbe presto trovare un epilogo positivo. Il Taranto avrebbe in cambio il centravanti materano ed un conguaglio vicino ai 10000 euro. A quel punto Evangelisti potrebbe tornare alla carica con il Cassino per acquistato Imperio Carcione (25), contattato già a gennaio ed il cui nome potrebbe essere stato volutamente accantonato nelle ultime settimane. Ma Blasi, per evitare di incorrere nuovamente in errori commessi nel recente passato, sta gettando già le basi per il futuro. Francesco Colombini e Max Cejas, entrambi in scadenza di contratto dovrebbero prolungare il legame con il Taranto fino al 30 giugno 2010. di Fabio Di Todaro Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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