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Iacovone, è ancora rebus
Il patron Blasi sarebbe pronto ad investire sull’impianto. Trattativa ancora da definire col Comune

La vicenda stadio Iacovone, pur avendo imboccato la strada che conduce alla conclusione della trattativa, è ancora in bilico. Al momento non c'è ancora nero su bianco. Ed intanto il tempo passa in maniera inesorabile. Fra tre giorni la squadra riprenderà la preparazione in vista in vista dell’esordio in Coppa Italia contro il Gallipoli, in tabellone domenica prossima (ore 17). Il direttore generale Vittorio Galigani non fa drammi. Dice: «Come sapete è in corso l’intesa che ci porterà al completo raggiungimento dell’accordo. Non è facile stilare in pochi giorni l’elenco completo dei lavori da compiere, a nostro carico. D’altra parte abbiamo novanta giorni di tempo per preparare l’atto da sottoporre al Sindaco per la firma». Sul fronte comunale c'è fermento. Ieri sera c'è stata una lunga riunione cui hanno partecipato i due assessori interessati al problema, Michele Contino, responsabile per il Patrimonio ed Alfredo Spalluto, per lo Sport, in cui si è fatto il punto della situazione. Stamane, vigilia di Ferragosto, n'è prevista un’altra con la presenza del Sindaco Ezio Stefàno in cui si dovrebbe prendere qualche decisione importante. Difficile anticipare la soluzione perchè le tesi sono diverse. Bisognerà trovare ovviamente quella più idonea che salvaguardi indubbiamente gli interessi dell’ente civico, ma che non penalizzi i tifosi i quali hanno il sacrosanto diritto di assistere agli allenamenti della propria squadra del cuore ed, ovviamente, alle gare ufficiali. Ricordiamo che, a parte le partite di Coppa Italia, il campionato inizierà il 26 agosto venturo a Perugia e che la prima gara interna si giocherà il 2 settembre contro la Sambenedettese. La voce che è rimbalzata ieri porterebbe all’accollo del Taranto delle attuali tariffe comunali fino alla firma della famosa convenzione. A tal riguardo c'è da dire che il presidente Blasi ha in animo di investire parecchio. di Giuseppe Dimito14 agosto 2007

Taranto, successo nel triangolare
Gli jonici chiudono bene il ritiro, superando Val di Sangro e Morro d’Oro

Due vittorie di misura, ma limpide, chiudono il ritiro pre-campionato del Taranto. Le ultime due fatiche, prima della mini-pausa di Ferragosto, portano in dote due vittorie per i rossoblu al cospetto di avversari meno quotati, ma non per questo arrendevoli. Nel triangolare di Morro d’Oro, la squadra di Cadregari supera prima la Val di Sangro (C2) e poi bissa il successo battendo anche i padroni di casa del Morro d’Oro (D). Il tecnico Cadregari, come da costume, ha proposto due diverse formazioni, ruotando tutti gli uomini a disposizione. Nel triangolare di ieri, che di fatto ha chiuso il lungo ritiro di Penne, sono rimasti a riposo alcuni rossoblu: Dionigi, mancini, Caccavallo e Barrasso. Nel prima match contro la Val di Sangro (gara giocata sotto un sole cocente), il trainer jonico ha proposto il solito 4-3-3: Faraon; D’Alterio, Migliaccio, Zaccanti, Colombini, Cavallo, Pellecchia, De Falco, Maiorino, De Liguori, Zito. Di contro la Val Di Sangro, formazione di C2 di ottime livello, ha utilizzato quella che nel campionato dovrebbe avvicinarsi alla formazione titolare. Il confronto è stato piuttosto equilibrato. Il team di Cadregari ha tenuto maggiormente il pallino del gioco, provando continue verticalizzazioni. La squadra è apparsa comunque frizzante, molto reattiva nonostante i carichi di lavoro ed il caldo di ieri. A farne le spese è stato, dopo circa 20’ l’esterno Pellecchia, che è dovuto uscire per una sorta di insolazione. La gara con la Val di sangro è proseguita senza eccessive emozioni, fino a pochi minuti dalla fine quando il Taranto ha trovato il gol vittoria. Il merito è stato tutto di Zito (molto ispirato durante tutta la frazione), che ha recuperato palla sulla destra, e dopo aver piazzato un’accelerazione bruciante ha battuto il portiere sangrino con un sinistro radente. È finito invece in parità il confronto successivo tutto abruzzese, tra la Val di Sangro ed il Morro d’Oro. Gli ospiti, guidati in panchina da Danilo Pierini, hanno trovato per primi il vantaggio per effetto di un’autorete di Bolzan. Prima della fine, però, il Morro d’Oro, mai domo, ha piazzato il guizzo vincente, grazie ad un tocco sottomisura di Pistolesi. L’atto conclusivo del torneo ha dunque visto di fronte il Taranto, disegnato sempre con il solito modulo tattico, anche se diverso negli ultimi rispetto al primo confronto, ed il Morro d’Oro. Cadregari ha mandato in campo la seguente formazione: Faraon, Tesser, Migliaccio, Pastore, D’Alterio, Cejas, Maiorino, Sciaudone, Cammarata, De Falco, Malagnino. I ritmi di gioco, anche perché nel frattempo il sole aveva cominciato la sua parabola discendente, sono cresciuti rispetto alla gara inaugurale, ed anche lo spettacolo nel ha beneficiato. Il Taranto ha subito trovato la via del gol, grazie al guizzante Malagnino, apparso tra i più in forma delle truppa rossoblu. Il piccolo attaccante ha sbloccato il risultato dopo una azione personale, conclusa con un diagonale vincente. Il Taranto, però, ha un tantino abbassato la guardia e dopo appena 3’ il Morro d’Oro è riuscito a pareggiare. Saccia ha preso d’infilata la difesa rossoblu, che non è riuscita a chiudere, e poi ha superato l’incolpevole Faraon con un tocco morbido. Nonostante il gol subito, i rossoblù hanno continuato a spingere sull’acceleratore, anche se è ovvio che in questa fase la necessità di trovare i giusti automatismi appare l’aspetto principale. Al 14’, comunque, gli jonici sono tornati in vantaggio, con un colpo di testa di Cammarata che ha anticipato tutti sugli sviluppi di un’azione d’angolo. Nell’ultima mezzora il Morro d’Oro non ha creato più grosso grattacapi alle difesa ospite, mentre il Taranto ha sfiorato il gol in altre due circostanze (clamoroso un legno colpito dal solito Malagnino). Il test amichevole di ieri, come detto, ha chiuso il ritiro del Taranto. La truppa rossoblu ora fruirà di qualche giorno di riposo, per poi ritrovarsi in sede il 17 agosto. «Ho visto la squadra in crescita» ha sintetizzato ieri il tecnico Adriano Cadregari, «siamo ancora imballati e c’è ancora da lavorare, ma sul piano del dinamismo ha visto dei sensibili passi in avanti. Ora abbiamo come obiettivo quello di proseguire nella nostra strada e fare una bella figura, davanti, al nostro pubblico in occasione dell’esordio in Coppa Italia, quando affronteremo il Gallipoli». di Luca Zarroli13 agosto 2007

Stadio, il Taranto si corregge
La società presenta la seconda proposta comunicando le cifre dell'investimento

Nella foga di smentire, il Taranto conferma. Ufficializza quanto spuntato ieri, mette su carta le prime incomprensioni e le successive correzioni. Si era detto: la prima proposta del Taranto per l’utilizzo dello stadio era stato giudicata dal Comune non conforme all’accordo verbale. E a Palazzo di Città avevano chiesto di riformularla. Così, infatti, è andata. Lo dice il Taranto «per chiarezza e correttezza» sul sito ufficiale. Chiarisce, cioè, che era proprio come era stato scritto. E’ evidente che non ci fosse nulla di distorto e che, piuttosto che un tentativo di fare confusione, si è riportato lo stato di avanzamento della trattativa. Quindi si è fatta chiarezza. Il Taranto ha dato la sua conferma: si stanno cercando di superare gli intoppi. Ma per superarli, evidentemente, gli intoppi ci sono. Adesso tocca al Comune, che deve rispondere a questa nuova proposta. Non filtrano voci da Palazzo di Città. L’interpretazione del primo "no" riferito al Taranto potrebbe portare a pensare a un nuovo invito a rivedere la proposta, per via della durata prevista (ancora quarant’anni, che il Comune non prevede) e dell’eccedenza di investimenti rispetto a quanto richiesto dall’Ente. Ma in una trattativa tutto può succedere. Anche che una notizia non venga compresa. E venga confermata nel tentativo di essere smentita. Buon accordo a tutti. di Fulvio Paglialunga12 agosto 2007

Taranto, torneo finale in Abruzzo
Oggi la compagine rossoblù chiude il suo ritiro con un triangolare che si terrà in casa del Morro d’Oro. L’altro avversario è il Val di Sangro. Mercato: a caccia del mediano Esposito. Venduti già 1000 abbonamenti

Ultimo giorno di ritiro a Penne per il Taranto che, dopo il triangolare di oggi (ore 17,30) a Morro d’oro con la compagine di casa, il Val di Sangro e i rossoblù avranno tre giorni di riposo per poi riprendere la preparazione a Taranto il 16 agosto. È l'ultimo appuntamento amichevole prima dell’avvio della stagione ufficiale. Domenica prossima, infatti, i ragazzi di Cadregari affronteranno il Gallipoli (ore 17) allo Iacovone per la prima giornata di Coppa Italia. La gara col Castrovillari, invece, verrà disputata il 22 agosto in Calabria in notturna (ore 20,30). Anche la giornata di ieri è stata caratterizzata da una doppia seduta di allenamenti, con il solo Caccavallo che ha proseguito il personale lavoro di recupero dall’affaticamento muscolare che gli ha impedito di partecipare alle ultime due uscite amichevoli. Da venerdi pomeriggio, invece, ha ripreso ad allenarsi con i compagni Francesco Colombini che, a giugno, si è sottoposto ad un intervento in artroscopia al menisco.
MERCATO - Gli obiettivi del Taranto sono noti. Servono un centrocampista centrale e una punta esterna per completare l’organico di Cadregari. Per la linea mediana la prima scelta resta Gennaro Esposito, di proprietà del Siena ma nella scorsa stagione in forza alla Juve Stabia (30 presenze e 1 gol). Il centrocampista partenopeo ha rinnovato fino al 30 giugno 2010 il suo contratto con i bianconeri e attende di conoscere il suo futuro. L’idea iniziale era quella di girarlo in prestito al Taranto, ma nelle ultime ore il tecnico toscano Mandorlini avrebbe chiesto alla società di poterlo valutare ancora per qualche giorno. Sulle sue tracce, inoltre, ci sarebbero Messina e Avellino. Prima di Ferragosto, però, potrebbero esserci delle novità. È stato il ragazzo a chiedere espressamente al dg senese Zanzi di poter avere, entro quella data, qualche indicazione in più in merito al proprio destino. Per l’attacco continuano ad essere seguiti Docente (Rimini) e Antenucci (Catania), ma difficilmente questa operazione verrà conclusa prima del rientro di Blasi in Italia (previsto per il 24 Agosto).
CAMPAGNA ABBONAMENTI - È partita a gonfie vele la campagna abbonamenti. Da venerdi pomeriggio possono essere sottoscritte le tessere al Box Office (via Anfiteatro 228/B), con la possibilità di dilazionare il pagamento in dieci comode rate più una mezza rata. Sono già un migliaio gli abbonamenti venduti, logico effetto dei prezzi ribassati e della voglia dei supporters ionici di tornare ad incitare i propri beniamini. L’1 settembre la chiusura della campagna. di Fabio Di Todaro12 agosto 2007

Taranto in pressing su Esposito
Il centrocampista: «Il progetto del club jonico mi affascina». Ultime operazioni di mercato rossoblù. Bisogna completare anche l’attacco

Altri due innesti ed il calciomercato del Taranto, a meno di cessioni clamorose, potrà definirsi concluso. Un centrocampista d’ordine ed un attaccante esterno: sono i due ruoli ancora privi di alternative nell’organico di Cadregari che, entro una decina di giorni, dovrebbe vedere soddisfatte le proprie esigenze. Il rinforzo per la linea mediana è già stato individuato: Gennaro Esposito, 22 anni, di proprietà del Siena e definito il nuovo Pirlo della serie C, potrebbe sbarcare in riva allo Ionio nelle prossime quarantotto ore. Il calciatore partenopeo ha rinnovato giovedì pomeriggio il contratto con il club toscano fino al 30 giugno 2010 e potrebbe essere ceduto in prestito per farsi le ossa. «Ma la nuova proprietà del Siena - attacca il suo procuratore - è rimasta piacevolmente sorpresa dal rendimento di Esposito in ritiro. Inizialmente non rientrava nei piani dei bianconeri, adesso pare che Mandorlini stia pensando seriamente di tenerlo in prima squadra. Il prolungamento del contratto era la base essenziale per poter trattare un’eventuale cessione in prestito. Il Taranto? È sulle sue tracce da diverse settimane, ma non vanno tralasciati i contatti avviati con diverse formazioni di serie cadetta (Messina e Avellino)». La situazione è ben delineata. Il Siena terminerà il ritiro precampionato a Norcia domani pomeriggio ed il giovane calciatore, cresciuto nel vivaio del Napoli, ha chiesto di poter conoscere il suo futuro entro questa scadenza. «Se dovessi cambiare aria - dichiara Esposito - preferirei farlo prima di Ferragosto. In questa maniera avrei almeno dieci giorni per integrarmi nel nuovo gruppo e farmi trovare pronto per l’avvio del campionato. Ho parlato un paio di volte con Evangelisti e mi ha illustrato un progetto molto interessante. Il centrocampo del Taranto è già ben attrezzato, ma la concorrenza non mi fa paura. Adesso toccherà alle società trovare un accordo. A me, sinceramente, farebbe molto piacere indossare la casacca rossoblù». Esposito è un centrocampista di qualità: 180 centimetri di altezza distribuiti su un fisico piuttosto esile, con la predisposizione a far partire l’azione. «Mi piace dettare i tempi della manovra - prosegue -, ma Pirlo, per me, rappresenta un modello da imitare». Esposito ha già giocato in C1 con le casacche di Torres e Juve Stabia. Ed è stato proprio il suo ultimo allenatore, Ezio Capuano, a dare il placet al suo trasferimento agli ordini di Cadregari. «Il mister mi stima tantissimo e mi ha chiamato dopo aver appreso dell’interessamento del Taranto da un quotidiano nazionale. Aspettiamo qualche altra ora e sicuramente ne sapremo di più». Se l’operazione Esposito dovesse andare in porto, Evangelisti dovrà acquistare soltanto un attaccante per completare l’organico. Sul taccuino del dirigente di Alatri ci sono sempre i nomi di Antenucci (Catania), Docente (Rimini) e Califano (Gallipoli). di Fabio Di Todaro11 agosto 2007

Iacovone, c’è l’accordo
Il club gestirà l’impianto. Da stabilire l’onere della messa a norma

Sembra destinata a chiudersi positivamente la controversia fra Comune e Taranto Sport per l’utilizzo dello stadio Iacovone, che la società rossoblù potrà occupare dal 16 agosto, quando è previsto il primo allenamento in sede dopo il ritiro di Penne. Decisiva è stata la riunione di ieri a Palazzo di Città, a cui hanno preso parte il sindaco Stefàno, gli assessori Contino e Spalluto e i rappresentanti del Taranto Galigani e Ursini, delegati a trattare dal presidente Blasi, in vacanza in Grecia. L’incontro ha sortito effetti positivi, nonostante le velenose dichiarazioni della vigilia. Un’ora circa di privato faccia a faccia fra i rappresentanti delle due parti per porre le basi di un accordo che non penalizzi economicamente nessuno. Manca l’ufficialità, ma si dovrebbe partire da una forma di gestione provvisoria con spese a totale carico della Taranto Sport (tra cui quelle per consentire l’apertura parziale anche della gradinata) da trasformare, non appena il Comune avrà preparato la documentazione necessaria (in gestione pluriennale) con la società rossoblù, che garantirebbe anche la messa a norma dell’impianto attraverso il ricorso al credito sportivo. Il Taranto si è preso un giorno di tempo per informare nei dettagli il presidente Blasi della nuova proposta, ma la sensazione è che stavolta si sia imboccata la strada giusta. Il primo a parlare ieri è stato il sindaco Stefàno, che ha anche rassicurato i tifosi presenti in Piazza Castello. «L’amministrazione è andata incontro al club, ma nel rispetto delle regole. La società ha chiesto ancora 24 ore di tempo per sciogliere le riserve sulla base di idee nuove, riprese da quello che noi avevamo proposto - la gestione pluriennale appunto ndr -. Abbiamo manifestato sempre affetto, disponibilità ed entusiasmo - prosegue il sindaco - perchè vogliamo agire nell’interesse di questa città e dello sport. Non c'è mai stato il rischio di chiusura dello Iacovone anzi, d’accordo con l’Amiu, abbiamo iniziato i lavori di pulizia della struttura, attivandoci anche per presentare i progetti di adeguamento dell’impianto». Poi l’assessore ai lavori pubblici Contino: «Occorre smussare qualche aspetto legale, ma stiamo lavorando per offrire ai tifosi, nel tempo, una struttura degna di tale nome. Il Taranto potrà utilizzare lo Iacovone, dove il 19 agosto esordirà col Gallipoli in Coppa Italia. Tra i tifosi presenti in gradinata ci sarò anch’io». Ieri pomeriggio, in seguito all’accordo verbale del mattino, il Comune ha chiesto (via fax) al Taranto l’elenco dei lavori che si impegnerebbe ad effettuare allo stadio Iacovone, in caso di sottoscrizione della convenzione. di Enrico Sorace10 agosto 2007

Per un pugno di lenticchie

La storia si ripete. Manca solo il finale. Non ci tocca Castellaneta. Almeno per ora. Ma non mettiamo limiti alla Provvidenza... Dall’anno della radiazione del Taranto di Carelli, 1993, una maledizione sembra aver colpito i rapporti fra politica e calcio. Non è questione solo tarantina, per la verità. Ma non allarghiamo il giro. Possibile che lo stadio Iacovone, la sua gestione, diventino sentina di populismi? Le elezioni sono alle spalle. Per un pugno di lenticchie ci giochiamo, ancora, la credibilità. Sulle gambe dello Iacovone i segni di tacchetti antichi. Come sulle gambe della città. Tackle pericolosi: da Cito in giù. A perdere saremmo tutti se, allo Iacovone, tornassero l’erba alta e il silenzio dei vinti. Ma tutti perderemmo ugualmente se non si trovasse un accordo giusto, equo, finanche solidale viste le condizioni di dissesto della città. Un accordo che facesse apprezzare la lungimiranza dell’Amministrazione e il senso di responsabilità, istituzionale, civile e sociale, del Taranto Calcio. Una squadra in C1 è un valore, un biglietto da visita, una cartolina dal "Capo di Buona Speranza" che si cerca disperatamente di doppiare. Una città dissestata, meriterebbe - con le logiche calcistiche odierne, spietate logiche da business finanziario - lo sprofondo. Ma una squadra in C1, ugualmente, non può diventare una prigione, un rimorso, un rimpianto, un vizio assurdo. Ecco perché auspichiamo che la logica del pugno di lenticchie non prevalga. Non serve elevare i toni, esercitandosi negli opposti estremismi. La questione stadio è come la guerra. «Alla fine» diceva il poeta Bertold Brecht: «Tra i vinti, la povera gente faceva la fame. Tra i vincitori, la povera gente, faceva la fame ugualmente». di Fulvio Colucci08 agosto 2007

Iacovone, braccio di ferro
Palazzo di Città resta su una posizione rigida

Ci sono due parti, la Taranto Sport ed il Comune, che da mesi discutono per risolvere la questione Iacovone. La mediazione ora appare impossibile. Dagli estremi non si sposta nessuno. Detta legge l’Ente Civico (proprietario dell’impianto) e la società di via Umbria non intende volersi piegare alle condizioni poste. Il confronto è divenuto ormai rovente.
GUERRA APERTA - Nessuna punto di contatto, solo uno scambio di frecciate che dura da giorni. Attacca il vicesindaco Gaetano Carrozzo, la cui posizione rigida di questi giorni verso Blasi, è stata confermata ieri da una riunione della maggioranza a Palazzo di Città; risponde per le rime il patron rossoblù prima che il secondo di Stefàno parta nuovamente all’attacco. Non è ciò che serve per trovare un accordo. Non appare la ricetta giusta per spianare la strada in vista del appuntamento decisivo (ma potrebbe esserci un ulteriore nulla di fatto) di giovedì, fissato per mezzogiorno a Palazzo di Città.
SOLUZIONI - Le ipotesi, sviscerate più volte nei giorni scorsi, sono tre. Il Taranto potrebbe adeguarsi alle tariffe d’uso stabilite dal Comune (4000 euro per ogni gara interna e 180 euro per ogni ora di allenamento), che vengono giudicate eccessive in proporzione alle condizioni dello Iacovone ed in rapporto alla spesa sostenuta nello scorso campionato (40mila euro per dieci mesi). L’alternativa prevederebbe il pagamento della cifra simbolica di 1 euro al mese per la gestione accollandosi le spese di manutenzione (l'accordo potrebbe essere prolungato per vari anni). Come ultima chance, finora nemmeno presa in considerazione, ci sarebbe l’acquisto dello Iacovone. Un’operazione che non alletta Blasi ed il suo entourage viste le condizioni fatiscenti dello stadio ed il progetto che l’imprenditore di Manduria avrebbe già in cantiere per costruire una cittadella dello sport a Buffoluto. Il tariffario preparato dal Comune non trova d’accordo la Taranto Sport.
CASO-GRADINATA - Indispettisce la società e preoccupa i tifosi. La gradinata dello stadio Iacovone rischia seriamente di rimanere chiusa per l’intera stagione. La capienza stimata di 7499 unità, a detta del Comune, può essere rispettata aprendo soltanto le due curve (nella sud 600 posti sarebbero riservati ai tifosi ospiti) e l’anello superiore della tribuna. La questione, però, non sembra convincere i supporters rossoblù che si vedrebbero privati di un settore da sempre occupato per ragioni sociali (ci va chi non può o non vuole andare in tribuna). «Faremmo una pessima figura - ha dichiarato il direttore generale Galigani -, non è possibile immaginare uno stadio con la gradinata chiusa».
PARLA SCOTTI - Sulla questione è intervenuto anche Walter Scotti, membro del Cda della Taranto Sport e responsabile delle relazioni esterne. «Sembra che il Comune - si legge nella nota - voglia risolvere il dissesto finanziario a spese della nostra società». Scotti si rivolge poi al vicesindaco Carrozzo che «ha dimostrato, ancora una volta, scarsa diplomazia ed un radicalismo sconcertante». Tra poco più di 24 ore potrebbero esserci delle novità. Alla riunione non ci sarà Blasi e la sua assenza non fornisce sensazioni positive alla vigilia, sebbene il dg Galigani abbia seguito passo dopo passo la vicenda. L’auspicio è quello di evitare che la squadra, al primo allenamento in città fissato per il 16 agosto, trovi lo stadio chiuso. Oggi intanto, l’amministrazione-Stefàno dovrebbe ufficializzare la sua posizione in una nota stampa. di Fabio Di Todaro08 agosto 2007

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