Ora un gesto da maturi, guardare oltre la vittoria Il valore di una vittoria si vede negli effetti immediati in classifica oppure si capisce nel tempo. E se il Taranto non ha ottenuto grossi vantaggi istantanei (resiste in zona di galleggiamento), allora vale la seconda ipotesi. E, quindi, è possibile anticipare la riflessione: vincere contro la Sangiovannese vale se aiuta a vincere ancora. Altrimenti è un inutile esercizio di ottimismo, una sopravvalutazione del risultato e dell’avversario incontrato. Qualche volta, in questo campionato, è già accaduto: anche se le vittorie non sono molte, anche se non sono mai state pesanti. Si è caduti nella trappola del successo, credendo istantaneamente di aver risolto tutti i problemi e dimenticando di lavorare per risolverli definitivamente. Lasciando il processo di sviluppo sospeso e tornando ai vecchi vizi. Il rischio che accada ancora esiste, ma questo è il momento in cui il Taranto dovrà mostrare la propria maturità: provando a superare i limiti che finora ne hanno compromesso il cammino. Non dando, ad esempio, eccessivo valore al successo di domenica. Buono per il morale, per progettare una ripartenza. Ma non ancora per dare risposte, perché il Taranto non è stato altro che se stesso, stavolta facendolo bastare. Lo stesso: cioè, un gruppo in grado di creare istintivamente occasioni e di sbagliarle, di segnare meno di quanto potrebbe e, alla fine, di mettersi nella condizione anche per veder sfumare la vittoria. In Toscana, in verità, il successo non è mai stato a rischio: perché l’avversario non aveva la forza di segnare e non riusciva a creare pericoli. Ma, fino alla fine, è stato in partita. Per il difetto dei rossoblu, per la capacità di banalizzare molti assalti: perché se decide l’istinto dei singoli, capita anche spesso di arrivare al tiro frequentemente ma in modo sporco. Di inventare tiri, che non sempre hanno esito felice e qualche volta compromettono la partita. Ricordare questa vittoria e dimenticare, invece, quelle sfumate, sarebbe un errore. Conviene, allora, capire come aiutare il Taranto: dandogli maggiori alternative, armonizzando i movimenti e la partecipazione. Dando una sequenza lineare ai passaggi e ai compiti di chi non ha il pallone. Completandosi: con fase offensiva e fase difensiva che si scoprano collegiali e non appaltate ai singoli reparti. Altrimenti il rischio è che l’equilibrio della squadra dipenda non dalla propria organizzazione, ma solo dalla giornata dei centrocampisti (domenica solidi, ad esempio). Così il Taranto può fare il salto di qualità: sfruttando il valore dell’organico a disposizione, mettendo gli uomini in condizioni di rendere al massimo, senza dare la costante impressione di accontentarsi dell’impressione. Il momento della sostanza è vicino: San Giovanni Valdarno può essere un buon inizio, non un traguardo. Concetto di cui anche Cari si è appropriato, riconoscendo il bisogno di andare oltre. Detto del lato tecnico, resta la seconda faccia. Quello di una squadra che attende troppo, a volte, che lascia spazio invece di rimanere alta. E’, però, questione psicologica. Può accadere: finché una squadra ha paura, inconsciamente finisce per ritirarsi, a difendere lo striminzito bottino. E se manca la tranquillità, se intorno accade ancora troppo. Se questa vittoria ha un valore morale presto sarà un vizio rimosso. di Fulvio Paglialunga
Colombini a cuore aperto Francesco Colombini può sorridere. Anche se non dimentica. L’esperto terzino sinistro di origini toscane torna ad appropriarsi della casacca da titolare proprio nella sua terra, nella sfida che il Taranto vince di misura contro la Sangiovannese. Dopo venti giorni di strano accantonamento, conseguenza di stati influenzali misti a scelte cosiddette tecniche, dopo mugugni ed interrogativi celati da un alone misterioso. Colombini è schietto, non si nasconde. Preferisce partire dal commento della gara: “Bella partita, finalmente il ritorno del Taranto alla vittoria- esordisce vivacemente- Sicuramente bisogna chiudere prima determinate gare. E’ da molto tempo che lo predichiamo”. In effetti, il copione recitato dalla formazione di Cari sembrava riproporsi identico anche al cospetto della terz’ultima in classifica: l’acuto è stato però affidato al solito, elegante Manuel Mancini. “Anche contro la Sangiovannese abbiamo confezionato molte palle gol- conferma Colombini- Dobbiamo porre maggiore attenzione, non lasciare l’iniziativa e lo spunto all’avversario di turno”. “Se Faraon non avesse compiuto quella parata miracolosa su La Fortezza- sottolinea il terzino sinistro-il Taranto avrebbe potuto incassare il pareggio. Se la nostra squadra gioca secondo le sue indiscusse qualità, può far paura a chiunque”. “Ora siamo chiamati a dare continuità alla vittoria di domenica- prosegue Colombini a ruota libera- Non assaporavamo il successo pieno da quasi due mesi. Ci attendono tre partite di fuoco, che ci indicheranno la strada da seguire. Sperando nella possibilità di recuperare la gara persa a tavolino con la Massese, si potrebbero aprire nuovi scenari per il Taranto”. La sentenza della Corte di Giustizia Federale si avrà domani sera: nel frattempo, la certezza è rappresentata dal trittico composto da Ancona in casa, Lucchese nel recupero infrasettimanale, Perugia per la prima di ritorno. Tutte esibizioni contro squadre di vertice: “La mia paura è sempre...il Taranto- sorprende Colombini- Se c’è con la testa, sono le avversarie a doversi preoccupare. Noi ripettiamo tutte: ora abbiamo riacquistato un pò di entusiasmo, speriamo di trasformarlo concretamente sul campo”. Superata la Sangiovannese, volenterosa ma inferiore per caratura tecnica, il primo banco di prova si chiama Ancona, seconda forza del girone. Reduce da qualche risultato agrodolce: “Le formazioni di vertice stanno subendo rallentamenti- ammette il difensore- Il campionato è ancora lungo, possono mutare molte cose partita dopo partita. L’Ancona è una buona squadra, ma viene a giocare a Taranto”. Significa che avrà stimoli psicologici maggiori? “Non solo- confida Colombini, con un certo desiderio di rivalsa- A Taranto ho visto troppe volte, in questa stagione, gli avversari esultare. Voglio un’inversione di tendenza, basta con i risultati insipidi per noi. E poi vogliamo regalare un successo importante al pubblico, che non potra sostenerci e soffrirà fuori lo Iacovone. Sarebbe una doppia soddisfazione”. Il ridimensionamneto degli obiettivi altisonanti di quest’estate non è un’operazione facile per l’ambiente rossoblu: “Pastore ha l’esperienza giusta per parlare di traguardo intermedio e di ragionamento partita dopo partita- Colombini è d’accordo con l’esternazioni del capitano- Ora siamo in circostanze diverse da quelle che ci aspettavamo: dobbiamo mirare ad ottenere i tre punti per migliorare la nostra classifica. Bisogan pensare alla quota salvezza”. Con realismo, umiltà, ma senza perdere di vista altre possibilità: “Se poi inanelliamo una serie di risultati positivi- confida il terzino- si può guardare con occhi diversi al torneo rossoblu. Finora siamo stati condizionati da tante circostanze storte: abbiamo il dovere di rimediare. Vedremo gli esiti: da gennaio il campionato potrebbe anche risevare sorprese”. Il Taranto dovrà affinare molti dettagli di natura tattica: nelle proiezioni offensive, accompagnate sulla fascia mancina dallo stesso Colombini, spesso appare precipitoso, poco incline ad impostare. “Nella manovra offensiva abbiamo sempre una sorta di premura- concorda il terzino- Appena recuperiamo palla, cerchiamo subito l’azione in avanti. Dovremmo tenerla di più, per rifiatare e ragionare nell’impostazione. Sono momenti: in campo si agisce spesso d’istinto”. Il Taranto però cambia frequentemente assetto e fisionomia: è un dato che può rivelarsi controproducente nel corso del torneo? “Andiamo sempre in campo per vincere. Forse la continuità anche nel modulo non sarebbe male, ma è il mister che decide di adattare la squadra secondo l’avversario da affrontare”. Colombini è tornato, la grinta è intaccata. Però il ruolo di terzino sinistro, per la trasferta di domenica, sembrava destinato ancora a Di Bari, bloccato alla vigilia da un risentimento al ginocchio. “Devo dire la verità- confida Colombini- L’impressione che ho avuto è quella di essere stato inserito fra i titolari esclusivamente per sostituire il mio compagno. Chiamato in causa, ho dato del mio meglio”. Disarmante: i suoi giorni non sono stati totalmente sereni: “Non ho preso bene tante cose- commenta col cuore in mano- Fa parte del calcio. Non dò importanza alle voci sul mio contratto in scadenza”. “Dopo aver disputato una grande gara a Potenza- spezza una lancia a suo favore- mi è dispiaciuto essere estromesso. Mi sono allenato con intensità, da professionista, rispettando le scelte di Cari. Sceso in campo, ho cercato di rispondere nel modo migliore: spero di riprovarci domenica prossima...”. Nelle scorse settimane, si è vociferato di un Francesco Colombini già appetito da altri club, nel mercato invernale. L’improvviso allontanamento del direttore sportivo Evangelisti, poi, ha scatenato un tourbillon di ipotesi di eventuali trasferimenti di giocatori rossoblu. “Dell’esonero di Luca mi dispiace- ammette Colombini- Lavorava bene, mi ha portato lui a Taranto, ero legato a lui come molti altri miei compagni”. Il terzino pisano smentisce la presenza del suo procuratore in riva allo Ionio nei giorni scorsi: “Si è sentito solo telefonicamente. Io sono in scadenza di contratto, non ho ancora rinnovato. Ora dò tutto per la causa rossoblu. Poi vedremo”. Parole sibilline? “Sto bene a Taranto- Colombini professa amore per la piazza in cui gioca da due stagioni- Ho trascorso mesi fantastici. Le valutazioni contrattuali, però, si fanno in due: parlerò col presidente Blasi, lui valuterà la mia posizione”. “Il Taranto è nella mia testa, al 100%- continua con sincerità- Penso solo a concentrami per la squadra. Mi farebbe piacere restare oltre il prossimo 30 giugno: l’estate scorsa ho rifiutato offerte importanti, da società di categoria superiore”. Un appunto: “Quando si deve firmare un contratto, ci sono prospettive da discutere e determinati dettagli da curare”. In ottica gennaio, cosa è lecito pensare per i tifosi rossoblu? “Colombini è un giocatore del Taranto e lo sarà- tranquillizza. Parzialmente, però: “Potrebbero arrivare offerte allettanti alla società: se le riterrà opportune, potrebbe anche cedermi. Nel calcio non esistono certezze”. di Alessandra Carpino
Taranto, oggi la ripresa degli allenamenti E’ prevista per questo pomeriggio, allo stadio Iacovone, la ripresa degli allenamenti per il Taranto. Dopo la vittoria ottenuta a San Giovanni Valdarno, risultato assente nel tabellino della formazione ionica da circa due mesi (l’ultima volta, sempre in trasferta, era stata al Tursi di Martina il 14 ottobre scorso, ndr), la comitiva di Marco Cari si appresta ad affrontare la settimana lavorativa con maggiore tranquillità. In attesa del ricorso che la Corte Federale discuterà domani pomeriggio: si avrà finalmente il responso definitivo riguardante l’eventuale ripetizione di Taranto-Massese, sospesa l’11 novembre scorso, con sconfitta a tavolino decretata ai rossoblu. Sarà vagliata anche la sanzione del giudice sportivo sulle quattro giornate a porte chiuse da disputare allo Iacovone (due sono state già consumate, con Crotone e Benevento in Coppa Italia). In casa ionica, nella seduta odierna, saranno da valutare le condizioni fisiche di determinati giocatori, l’ultimo in ordine cronologico il difensore Di Bari, bloccato sabato da un dolore al ginocchio. Non solo: Nicola Barasso è alle prese con lo strappo all’adduttore della coscia destra, sta eseguendo le dovute terapie mediche, ma l’obiettivo è poter recuperare per la gara interna col Perugia (16/12). Dovrebbe tornare a disposizione di Cari Davide Dionigi: l’attaccante era stato debilitato da un virus influenzale. Il suo collega di reparto Ascenzi, reduce da uno strappo al collaterale del ginocchio destro, dovrebbe aggregarsi al gruppo oggi stesso. Da valutare le condizioni del recependo Pellecchia, escluso domenica dalla lista dei convocati. Sicuro assente sarà Massimiliano Marsili: il giovanissimo centrocampista di scuola Roma è stato convocato nella Nazionale Under 20 di Piscedda, in vista dell’impegno di domani con la Germania, valevole per il torneo Quattro Nazioni. Marsili è in raduno con gli azzurrini già da domenica sera. di Alessandra Carpino Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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