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Caccavallo vuol chiudere in bellezza
L’esterno del Taranto ha recuperato e si candida per la gara di domani a San Benedetto del Tronto, ultima del 2007

Giuseppe Caccavallo si candida per un posto da titolare nella sfida di domani in casa della Samb. Non lo ammette esplicitamente, ma le sue parole intrise di quell’entusiasmo tipico del giovane di talento e fedele al valore originario e puro del gioco del calcio lo lasciano intendere. D’altronde, con l’alone enigmatico che circonda l’impiego degli acciaccati Cammarata e Dionigi, e con l’alternativa Ascenzi in recupero ma non al top della forma, l’attacco del Taranto potrebbe affidarsi finalmente agli spunti dell’estroso esterno napoletano. “Sto meglio- esordisce sorridendo Caccavallo-Sto recuperando la reattività e la rapidità, che considero la mia forza maggiore in campo”. Si è notato, nei movimenti che il giovane esterno di centrocampo ha regalato in allenamento ed in qualche frammento di gara ufficiale recentemente disputato: “Non gioco una partita intera da Salerno, è un’eternità!- ricorda Caccavallo, che è stato costretto ad abdicare dai campi a causa di uno stiramento al collaterale del ginocchio sinistro- Ora spetta solo a me offrire il massimo dell’impegno e fare bene quando sarò chiamato in causa”. Giovani rampanti come lui, ex pupillo di Zeman, scalpitano se non possono esibirsi brillantemente con il pallone: “Mi capita spesso di...arrabbiarmi con me stesso- confida con genuinità Caccavallo- Quando sono nelle condizioni atletiche migliori, dono tutto me stesso in campo ed in allenamento. In questo periodo, ho sofferto per essere “indietro” nella forma rispetto ai miei compagni. Il mio desiderio, forte ed incessante, era solo quello di recuperare, di mettermi alla pari con il resto della squadra. Mi sentivo in...difetto”. Un buon segnale di reazione. Autore di una bella prova e due reti nel test ufficiale di giovedì, Giuseppe Caccavallo potrebbe essere schierato contro la Samb nell’atipico quanto apprezzabile tridente composto da lui, Mancini e Cutolo: “Ascenzi sta bene, sta smaltendo anche lui, e con successo, l’infortunio patito al ginocchio- l’esterno partenopeo “dà la precedenza” al compagno attaccante di ruolo- L’ha dimostrato durante la partitella: siamo stati entrambi artefici di una doppietta, sacrificandoci per aspirare alla maglia titolare. So che il mister sta provando diverse soluzioni tattiche: chi starà meglio, scenderà in campo”. Con Caccavallo-Mancini-Cutolo la squadra si è espressa bene, in precedenza, ha ricevuto molte lodi per la vivacità della manovra: “Sicuramente produciamo molte più occasioni, perchè ci muoviamo continuamente- spiega l’esterno ex Lecce- Non diamo punti di riferimento all’avversario. Siamo tre mezzepunte abituate a scambiarsi di ruolo nell’assetto di base: potremmo fare bene schierati così anche a San Benedetto.”. Non guasta il fatto che si tratti di tre pedine talentuose, ricche di spunti pregevoli: “La nostra fantasia può rappresentare un’arma in più- ammicca Caccavallo- Siamo tre giocatori tecnicamente dotati, possiamo garantire creatività e concretezza nello stesso tempo. Possiamo far divertire il pubblico: il calcio è sempre stato divertimento, a mio modo di vedere”. Sicuramente i tifosi gioiscono maggiormente se arrivano i risultati: “Ed il Taranto è sulla buona strada- sorride Caccavallo- Si è detto che manca di un elemento affidabile a centroarea: in realtà ne abbiamo. Cammarata e Dionigi sono dei grandissimi professionisti, il loro valore non si discute. Devono recuperare la condizione: nel frattempo, si può fare leva sull’esperienza di Ascenzi”. Il Taranto deve chiudere in bellezza l’anno solare calcistico, al Riviera delle Palme domani è chiamato alla continuità: “La Samb è una squadra tosta, in salute, molto fisica- spiega l’esterno napoletano- Il nuovo allenatore, Piccioni, ha dato fiducia e favorito l’innesto di giocatori meno quotati, lasciando coraggiosamente alcuni titolari in panchina”. “Io credo che debba giocare chi merita, a prescindere dall’età- catechizza- Un calciatore, anche se giovanissimo, può avere motivazioni superiori rispetto ad un collega più esperto o anziano”. La Samb ha tenuto testa alla capolista Salernitana una settimana fa, cedendo solo per un calcio di rigore: “Un altro segno che questo girone risulta equlibrato- sottolinea Caccavallo- Il Perugia, per esempio, ha perso col Martina, che poi si è riconfermato in una striscia positiva. Alla Salernitana sta andando tutto bene, ma non è detto che non abbia un crollo in seguito...Penso ai miei due gol annullati:il Taranto avrebbe potuto avere sei punti in più. Adesso bisogna solo guardare avanti”. I rossoblu hanno affrontato tutte le pretendenti alla zona nobile della classifica: “Abbiamo sperimentato tutte le squadre forti, e siamo riusciti a conquistare risultati anche riduttivi, per il modo in cui ci siamo espressi- ricorda il partenopeo- Abbiamo dimostrato di essere diventati un gruppo unito: dopo tutto quello che è accaduto intorno a noi, dalle contestazioni alle squalifiche, abbiamo deciso di “isolarci” per migliorare. Vedremo in seguito se riusciremo ad andare in serie B o solo a presevare la categoria”. A tal proposito, si è passati dalla proclamazione di una serie cadetta da conquistare in maniera “diretta” alla salvaguardia della C1, dopo la messa in vendità ufficiale della società. Il presidente Blasi è stato chiaro: l’ordinaria amministrazione è garantita, ma il mercato invernale potrebbe rivelarsi fiacco. “Il presidente a volte ha esagerato- sussurra Caccavallo- Parlare di B alla 34ma giornata era un rischio, ma lui se n’è assunto la responsabilità con coraggio. Certo, c’è stata anche molta sfortuna, dall’inizio del campionato”. Ma il Taranto è a ridosso della griglia play off: “Preferiamo ragionare partita per partita- è il ritornello- Non pensiamo ai play off, nè alla ripetizione della gara con la Massese.Siamo uscito ora da una situazione difficile, ci siamo spaventati a poche lunghezze dalla zona salvezza. Psicologicamente siamo sereni: ci siamo liberati da certe pressioni, ed i tifosi hanno compreso che l’assillo delle serie cadetta, in questi casi, può rivelarsi controproducente”. Alla luce delle ultime prestazioni, è una squadra maturata dal punto di vista tecnico-tattico: “All’inizio ci conoscevamo poco: erano rimasti pochi elementi della formazione dello scorso anno- svela Caccavallo- L’affiatamento è fondamentale in qualsiasi squadra”. “Non cerchiamo più l’azione da rete in maniera ansiosa e precipitosa: adesso riflettiamo maggiormente sullo sviluppo della manovra- spiega l’esterno rossoblu- Ultimamente subiamo meno sui calci da fermo anche perchè abbiamo concesso poco agli avversari di tirare”. La chiosa è dedicata al prossimo mese di eventuali cessioni ed arrivi in casa ionica: “Io ho il contratto di un anno, mi trovo bene a Taranto e voglio dimostrare tutto il mio valore- dichiara Caccavallo- Resto, anche se a decidere è il Lecce, che detiene il mio cartellino. I pezzi pregiati rossoblu sono corteggiati da altre squadre? E’ normale. Credo che il nostro sia un bell’organico e che il gruppo non vada smantellato: al completo e senza guai fisici, siamo altamente competitivi”. di Alessandra Carpino22 dicembre 2007

Oggi rifinitura e partenza
Forfait di Barasso, dubbio Dionigi

Il Taranto ha sostenuto una seduta unica nel pomeriggio di ieri, allo stadio Iacovone. I rossoblu si sono concentrati sul perfezionamento tecnico-tattico e sulla tipologia di schemi da opporre alla Sambenedettese domani, nell’incontro al Riviera delle Palme che conincide con l’ultima partita dell’anno solare 2007. Marco Cari non ha ancora avuto chiarezza al termine dell’allenamento di ieri, per quel che concerne le soluzioni in attacco. Sia Cammarata che Dionigi non sono in perfette condizioni fisiche, ed anche ieri hanno lavorato a parte: il primo soffre per una leggera elongazione al flessore della gamba destra, ma desta meno preoccupazione della punta modenese, alle prese con un dolore al ginocchio. La seduta di rifinitura prevista per questa mattina servirà all’allenatore a dipanare i dubbi circa la convocazione dei due attaccanti. La sensazione è che Cari possa optare per l’unica alternativa di ruolo, Ascenzi, anche lui rientrante da infortunio, oppure per un modulo che si affidi alle tre mezzepunte: in tal caso, la scelta cadrebbe su Caccavallo, che sta recuperando la migliore condizione dopo la lunga assenza. Non partiranno per San Benedetto del Tronto Cavallo (il mediano è squalificato), Zito e Barasso. Questi ultimi due danno l’arrivederci al 2008: Zito è vittima della distorsione alla caviglia sinistra rimediata nella trasferta di Lucca, mentre Barasso è stato bloccato dal solito mal di schiena, che ieri l’ha costretto a dedicarsi alle dovute terapie mediche. Il portiere di Pompei era rientrato nelle convocazioni di domenica scorsa, contro il Perugia, accomodandosi in panchina dopo essere guarito dallo strappo all’adduttore della gamba destra. “Quando effettua qualche carico superiore, Barasso prova un risentimento alla schiena- ha affermato Cari- Non voglio rischiarlo, deve smaltire questo dolore”. Al suo posto, il giovane Faraon è più che pronto. A dirigere Sambenedettese-Taranto è stato designato l’arbitro Riccardo Tozzi di Ostia Lido; a coadiuvarlo ci saranno Alessandro Giallatini(Roma 2) e Angelo Bellucci (Gubbio). Dopo l’allenamento odierno di rifinitura, la squadra pranzerà e partirà successivamente alla volta di San Benedetto del Tronto. Da domani sera, dopo la disputa del match, i rossoblu beneficeranno del previsto periodo di pausa per le ferie natalizie. La squadra tornerà ad allenarsi nel pomeriggio di domenica 30 dicembre. di Alessandra Carpino22 dicembre 2007

Cari vuole abituarsi a vincere
Ieri consueta partitella per il Taranto: fermi gli attaccanti Dionigi e Cammarata, entrambi da valutare fra oggi e domani

Un'altra vittoria per regalo. E' un Taranto decisamente ottimista e prodigo di sorrisi ed auguri quello che si accinge ad affrontare l'ultimo impegno dell'anno solare 2007, al Riviera della Palme contro la Sambendettese. Dopo aver gestito alla perfezione un trittico complicato, quello delle tre partite contro tre aspiranti alla promozione (Ancona, Lucchese e Perugia), che ha fruttato sette punti propedeutici all'ascesa vero la zona play off, la formazione di Cari ha acquisito più fiducia nelle sue potenzialità tecniche e mentali. Atmosfera dunque più serena quella respirata ieri pomeriggio, al termine del consueto test infrasettimanale contro la Berretti di Passariello, che la Prima Squadra ha gestito in scioltezza, senza atteggiamenti esasperati sul campo. "Una bella settimana di lavoro- ha esordito Marco Cari, al cospetto dei rappresentanti della stampa- Ci siamo "abituati" a questi risultati ed anche a lavorare in serenità, fortunatamente". Ci voleva, dopo tante tensioni, rendimenti poco gratificanti e dilemmi, nonostante gli enigmi che si profilano all'orizzonte, soprattutto di carattere societario: "Abbiamo lavorato con profitto in questi giorni, seguendo un programma standard, senza pressioni- ha continuato l'allenatore- Adesso vediamo cosa ci aspetta domenica". Un'analisi del tipo di gara che il Taranto potrebbe giocare al Riviera delle Palme è tracciabile: "Mi attendo una partita difficile- frena l'euforia Cari- La Sambenedettese si presenta una squadra in salute, ho ascoltato pareri positivi circa la tenuta fisica ottimale dei suoi giocatori". "Una squadra che non molla mai- catechizza il trainer capitolino- che ha ribaltato situazioni difficili in casa, e che domenica scorsa, a Salerno, ha destato una grossa impressione facendo soffrire la capolista, vittoriosa solo per un calcio di rigore. Massimo rispetto per la Samb, sicuramente: come al solito, non temiamo nessuno, nè sottovalutiamo l'avversario". Anche in terra marchigiana, Cari dovrà gestire l'emergenza inerente le assenze in organico: al test di ieri pomeriggio, non hanno partecipato i due attaccanti principali Cammarata e Dionigi. "Entrambi hanno corso a parte- ha dichiarato il tecnico- I prossimi due allenamenti saranno fondamentali per comprendere il reale stato fisico delle due punte". Possibilista sull' impiego di uno fra Cammarata e Dionigi ("Sono storie simili, nutriamo qualche speranza"), Cari ha chiaramente delineato la posizione di Antonio Zito, vittima di una distorsione alla caviglia sinistra rimediata al Porta Elisa di Lucca: "Ormai abbiamo deciso, d'accordo con lo staff medico, di recuperare il ragazzo durante la pausa natalizia". Barasso non si è visto sul rettangolo di gioco, ha lavorato in sordina: contro il Perugia è stato convocato, ma si è accomodato in panchina. Il giovane Faraon era regolarmente al servizio. "Non mi sono posto il problema- Cari è sornione in merito alla scelta fra i due portieri - Ho già deciso chi schierare". Ride, ma non lo svela: presumibilmente, sarà ancora il giovanissimo Faraon, cinque gare consecutive e nessun gol incassato (Barasso è comunque convalescente per lo strappo all'adduttore). L'attenzione è al modulo: durante la partitella, il tecnico ha provato sia il 4-3-2-1, che quello con soli due mediani di ruolo: "La Samb gioca con un 4-3-3, dovrò valutare quale schema tattico applicare- ammette Cari- Potrei riconfermare il modulo usato recentemente (4-3-2-1), oppure variare, sempre in funzione della ricerca dei difetti dell'avversario". Cavallo è squalificato, Marsili sembra il candidato numero uno nella triade mediana: ha caratteristiche spiccate di centrale, ma potrebbe essere gestito sul versante destro: "Forse potrebbe avere difficoltà- ammette Cari- A Potenza Marsili rilevò Cejas, poi uscì Cavallo per De Falco: si trattò solo di pochi minuti spesi da destro di centrocampo. Potrebbe adattarsi". Secondo Cari, un Taranto con il reparto offensivo al completo garantirebbe maggiori margini di miglioramento: "Abbiamo "sfruttato" poco gli attaccanti: è qui che possiamo migliorare. Non abbiamo avuto mai in condizioni apprezzabili tutti e tre insieme, gli infortuni li escludevano a vicenda. Non abbiamo mai avuto a disposizione al massimo Dionigi, Cammarata ed Ascenzi". Quest'ultimo sta crescendo, dopo lo stop imposto da un ginocchio malconcio: ieri ha segnato ancora. "Adesso Ascenzi sta bene- ammette Cari- Da due settimane, a livello fisico si è perfezionato: un'ora ed un quarto circa sulle gambe ce l'ha". La lunga chiosa del tecnico rossoblu è dedicata alle decisioni ferme da parte del presidente Blasi di non recedere dal mettere in vendita la società. Fondamentale la condivisione d'animo: "Non capisco, forse non ci riesco perchè non sono ancora entranto negli "ingranaggi" tarantini, la situazione che si è creata intorno al presidente- confida Marco Cari- Credo che le famose parole sulla "serie B alla 34ma giornata" abbiamo deciso, finora, la storia dell'annata". "La voglia di far bene, da parte di Blasi, c'è stata- commenta- Ha allestito una buona squadra, secondo il mio parere, e la contestazione subìta mi sembra esagerata". "Talvolta pare che il presidente sia preso di mira anche in modo gratuito: qualche risultato positivo sta arrivando- ammette con una punta di rammarico- Se siamo uniti, possiamo levarci belle soddisfazioni". L'allenatore dona indirettamente un consiglio: "Dico che Blasi non se la deve prendere: nella vita di tutti noi simpatie ed antipatie si compensano- sorride- Ci sono presidenti che, anno dopo anno, costruiscono squadre spendendo molti soldi, eppure sono ugualmente contestati". "Ci vorrebbe un pò più di tranquillità- è la ricetta di Cari- Basta non esagerare, da entrambe le parti. Se tutti insieme diamo una "spinta", potremmo anche realizzare quanto detto all'inizio de campionato...". Eppure il maggior azionista della Taranto Sport ha ammesso pubblicamente che non avvierà operazioni di mercato, che sarà garantita l'ordinaria amministrazione: "Sono convinto che questo gruppo, così com' è, può continuare a fare bene- l'allenatore non è preoccupato- Non penso che occorrano grandi innesti: in fondo abbiamo giocatori che non abbiamo mai sperimentato nella pienezza del loro valore. Un attaccante, per esempio, ha bisogno almeno di cinque gare di fila per entrare in condizione". Il motivo dunque ritorna: "Non è accaduto. Sfruttando le potenzialità dei nostri attaccanti, supportati dall'organico a nostra disposizione, secondo me stiamo bene. Senza fare nulla di stravolgente". di Alessandra Carpino21 dicembre 2007

Ascenzi e Caccavallo, doppiette nel test

Il Taranto ha disputato ieri pomeriggio, sul campo superiore dello Iacovone, la tradizionale partitella ufficiale contro la formazione Berretti, allenata da Beppe Passariello. Marco Cari ha gestito l'organico a disposizione in due frazioni di gioco di circa 40' ciascuna. Alcuni rossoblu non hanno partecipato alla sgambatura, terminata con il risultato di 5-0 per la Prima Squadra: completamente fermo Antonio Zito. L'esterno di Fuorigrotta, come è noto, è vittima di una distorsione alla caviglia sinistra rimediata a Lucca e non potrà essere disponibile prima della ripresa del campionato a gennaio. Insieme con lo staff medico, Cari ha deciso di non rischiarlo in occasione dell'ultima partita dell'anno solare a San Benedetto del Tronto. Hanno invece effettuato un lavoro differenziato sia Dionigi che Cammarata: per entrambi gli attaccanti la porzione finale della settimana lavorativa sarà chiarificatrice in merito al loro impiego al Riviera delle Palme. Dionigi soffre per un gonfiore al ginocchio destro, lo stesso che l'ha costretto al forfait all'immediata vigilia della passata gara col Perugia. Nei giorni scorsi, la punta modenese aveva mostrato segnali di ripresa. Cammarata ha rivelato di essere bloccato a causa di un'elongazione al flessore della gamba destra. L'attaccante siciliano confida nel recupero per domenica: l'infortunio appare, a suo dire, di lieve entità. Il portiere Barasso si è dedicato ad una serie di esercizi di potenziamento in palestra- è stato già convocato per la panchina una settimana fa- mentre totalmente assente era Cavallo. Il mediano, squalificato per un turno dal giudice sportivo, ha chiesto un permesso anticipato. Nel primo tempo, Cari ha disposto la squadra ad "albero di Natale", modulo 4-3-2-1: in porta il giovane Maraglino, con Faraon impegnato a custodire i pali della Berretti. La difesa era quella titolare: D'Alterio e Colombini terzini a destra e sinistra, con Migliaccio e Pastore a comporre la coppia centrale. La triade in mediana ha visto agire Marsili a destra (nuovo accorgimento in vista della Samb), Cejas in mezzo e De Liguori a sinistra. Mancini e Cutolo hanno operato da trequartisti avanzati, a supporto di Ascenzi unica punta effettiva. La prima frazione ha fatto registrare buoni spunti dagli undici metri, da parte di De Liguori (tiro ribattuto), e Mancini (da posizione filtrante). Cutolo ha sfiorato il vantaggio con un diagonale dal versante sinistro, terminato a fil di palo. Anche la Berretti è andata vicina al vantaggio: con Di Giuseppe, autore di un pericoloso colpo di testa in tuffo, spentosi a lato. Ghiotte opportunità a pochi passi dalla porta per Ascenzi, che prima non sfrutta un rimpallo, poi non concretizza un cross di Cutolo. L'1-0 è siglato da Mancini, autore di una conclusione di interno destro da fuori area, insinuatasi all'incrocio dei pali. Con un interessante spunto in area, Cutolo potrebbe raddoppiare, schiacciando di testa su cross di Mancini: Faraon para d'istinto con una mano. Nella ripresa, spazio al 4-2-3-1: il giovane portiere veneto torna al suo posto in Prima Squadra (poi sarà rilevato da Scelzi), dinanzi a lui agisce una retroguardia formata da Tesser e Di Bari sui lati, Ungaro e Zaccanti al centro. Sciaudone e De Falco compongono il duo mediano mentre, da destra verso sinistra, ci sono Malagnino, Caccavallo e Pellecchia. Ascenzi è riconfermato in attacco. Bella prova di Caccavallo, particolarmente dinamico e propositivo, stuzzica la porta con conclusioni scoccate dalla distanza. Prima ci prova col petto, dopo l'assist di Tesser, ma Maraglino c'è; poi tenta il diagonale dalla sinistra, parato. Il break è affidato a Pellecchia, che in un'occasione si districa dal limite, servito proprio da Caccavallo, facendosi bloccare un tiro corto; nell'altra, ci prova al volo ravvicinato. Le reti si susseguono con rapidità: le doppiette sono siglate ad intervalli da Ascenzi e Caccavallo, i migliori del secondo tempo. Ascenzi realizza la prima rete con un colpo di testa, poi duplica di potenza, insaccando la sfera sotto l'incrocio direttamente dal primo palo.Caccavallo trafigge la Berretti col destro, centralmente, dopo aver controllato la sfera alla perfezione. Replica in solitudine, con un tiro al volo sotto l'incrocio dei pali. Al termine dell'allenamento, insieme con il presidente Gigi Blasi, la squadra rossoblu ha fatto visita al carcere di via Speziale. La visita ha rappresentato l'occasione per augurare buone feste ai detenuti che, da tifosi, hanno incitato e posto domande al presidente ed ai calciatori, dei quali si è fatto portavoce il capitano Ivano Pastore. di Alessandra Carpino21 dicembre 2007

Confusi e felici

Il punto è che, ora come ora, siamo arenati su un limbo. Emotivo, innanzitutto.
Tifosi, appassionati, distratti, affezionati, ossessionati, strafottenti, tutti legati in un modo o nell’altro al folle universo del pallone, come la vogliamo mettere con questo Taranto? E’ in striscia positiva da un bel po’ di turni, è tornato a vincere fuori casa, ha pure annichilito il Perugia, palese pretendente alla promozione, l’avete sentito tutti, vero? E noi? Dobbiamo essere felici?
Un po’ di soddisfazione sotto le sciarpe c’è, mica dobbiamo negarlo. Eppure lo stato d’animo dominante non è proprio allegro: il sorriso è sbieco, l’urlo strozzato in gola. C’è confusione, insomma. Un momento prima Evangelisti è la causa di tutti i mali, quello dopo “questa squadra l’ha costruita lui”, un giorno diamo addosso a Blasi, un altro apriamo un blog per sostenerlo. Tifosi, appassionati, distratti, affezionati, ossessionati, strafottenti, tutti legati in un modo o nell’altro al folle universo del pallone, stiamo vivendo una dicotomia quasi straziante e caracolliamo nel buio verso l’ignoto.
Siamo confusi e felici, per dirla alla Carmen Consoli.
Vincere è piacevole, un po’ meno lo è non sapere a dove porteranno le vittorie. Se serviranno a qualcosa o ci incateneranno al solito ruolo di Sisifo, costretto dagli dei ad una tortura parossistica: spingere un macigno sulla cima di una montagna, vederlo tornare giù e dover ricominciare a spingerlo.
Blasi lascia, l’ha ribadito anche dopo la vittoria con il Perugia. Poco importa che la zona play-off sia diventata all’improvviso vicina: del Taranto ne ha abbastanza. Qualcuno l’ha compreso, qualcuno gli chiede di tornare indietro, qualcuno ne è felice: importa altrettanto poco. Quello che conta adesso è capire dove stiamo andando. Come vivere il futuro prossimo, visto che quello anteriore è incognita assoluta.
Partiamo da un presupposto lapalissiano: ogni vittoria fa crescere il valore economico del Taranto. A gennaio, come lo stesso Blasi ha ripetuto, verrà “snellita la rosa”, vale a dire che almeno uno, forse due pezzi pregiati saranno ceduti (Mancini è in pole ma Cutolo è in grande ascesa). Poi ci saranno da ridisegnare tatticismi vari e bisognerà vedere come reagirà la squadra. L’obiettivo primario del Taranto sarà la salvezza, che presumibilmente arriverà e lascerà la parola a incartamenti e quattrini.
Il valore della squadra crescerà proporzionalmente al piazzamento conseguito, quindi è nell’interesse dello stesso Blasi portare il Taranto più in alto possibile. Senza velleità, però, e l’annunciato “snellimento della rosa” di gennaio lo dimostra. Ed è proprio su questo che noi tifosi, appassionati, distratti, affezionati, ossessionati, strafottenti, tutti legati in un modo o nell’altro al folle universo del pallone, dobbiamo metterci l’anima in pace: sulla mancanza di velleità.
Salvezza risicata, campionato tranquillo o play-off che siano, rassegniamoci a restare arenati su questo limbo: non si gioca più per raggiungere un obiettivo. Forse non si gioca più neanche per una bandiera. Qui il calcio ha un prezzo ed ogni vittoria quel prezzo lo fa lievitare, per giocatori, venditori e acquirenti.
Certo, vincere è piacevole, ma la domanda resta: dobbiamo essere felici o no di queste vittorie?
A ogni Sisifo rossoblu la sua risposta. Una nota: l’astensione per confusione è accettata. di Pietro Cinieri
20 dicembre 2007

Il Taranto si scalda il cuore
Cuccureddu si suicida tatticamente e gli ionici guidati da uno splendido Cutolo lo puniscono: il Perugia torna in Umbria con due gol sul groppone, i rossoblu tornano ad intravedere la zona play-off. Seconda vittoria nelle ultime tre partite: Cari si prenota un Natale tranquillo

A Taranto fa freddo e non solo perché il termometro tende allo zero. Sugli spalti, presto o tardi che sia, c’è qualcuno: il calcio torna spettacolo, almeno nelle intenzioni. Oddio, in realtà le porte aperte lasciano entrare spifferi gelidi come i soliti cori contro le forze armate, ma anche un tiepido barlume al cuore quando s’invoca il nome di Gabriele: Gabriele-uno-di-noi.
Gabriele c’è, Gabriele è vivo: non bisogna dimenticarlo. Il calcio idem, figurarsi, ma in fondo non potrebbe essere altrimenti. Il freddo, almeno lui, lo blocca in buona parte d’Italia, ma in Puglia, come succede spesso, fa eccezione. A Taranto però fa freddo e non solo perchè il termometro tende allo zero. In riva allo Ionio il gelo si sente non solo in campo, ma anche sugli spalti: dalla tribuna arrivano i soliti fischi per la curva, la gradinata invece tace. Lo Iacovone, insomma, è spaccato. Il comune denominatore però c’è: la voglia di applaudire, forse per riscaldarsi le mani, forse perché è il momento di tornare a farlo. Il Taranto lo capisce e getta il cuore oltre l’ostacolo merntre il generoso Cuccureddu sottovaluta gli ionici e si suicida tatticamente schierando una difesa altissima, manifestazione palese di voler tenere in mano le redini del gioco: l’invito però è ghiotto e gli esterni rossoblu non mancano di coglierlo. 
Dionigi e Zito sono assenti come da pronostico e Cari si affida al fedele 4-3-1-2, con Mancini alle spalle di Cutolo e Cammarata. Dall’altra parte esordio per La Vista e 4-5-1 con Mazzeo terminale offensivo ma supportato, in fase di possesso, dagli inserimenti di La Vista e Morfù. I presupposti lasciano intuire una partita è piacevole: il Taranto cerca il possesso del campo e sale molto con la difesa, il Perugia si fa lo stesso discorso e sale anche di più. I lanci lunghi e i dialoghi in velocità creano spesso superiorità numerica negli spazi strettissimi ed i pericoli sono dietro l’angolo. Non per niente la prima grande occasione arriva dopo 8 minuti soltanto: Cammarata libera in area De Liguori che però spara addosso al numero uno umbro Puggioni. Al 14’ l’ariete di Caltanissetta esce per problemi muscolari: Cari lo sostituisce con Caccavallo senza apportare cambiamenti al modulo. La partita si spegne lentamente nella bagarre di centrocampo, dove il Perugia è particolarmente aggressivo, e s’infarcisce di errori veniali. Poi alla mezzora ancora padroni di casa pericolosi: Mancini e Cutolo triangolano in area ma la conclusione dell’esterno campano è alta. Sembra un fuoco di paglia: il Taranto tesse trame di gioco accettabili soltanto sino agli ultimi 16 metri, poi va inesorabilmente ad infrangersi contro le maglie difensive umbre e spesso sui suoi stessi limiti tecnici. Al 40’ gli ionici chiedono il rigore per un presunto tocco di mano in area di D’Andrea, poi lo Iacovone s’infiamma grazie ad una bella conclusione dal limite di Cutolo, che Puggioni alza sulla traversa. Il Perugia sparisce dal campo: il fatto che una delle pretendenti alla B non riesca a costruire un’azione degna di siffatto nome non può lasciare altro che lunghe riflessioni. Negli spogliatoi infatti il Taranto medita e al rientro in campo passa subito: una serie di rimpalli favoriscono il bellissimo tocco di De Liguori, fino a quel momento il peggiore in campo, che smarca in area Cutolo. Controllo e collo immediato sul primo palo che non lascia scampo a Puggioni: il Taranto è meritatamente in vantaggio. Cuccureddu si gioca la carta Califano che si rende subito pericoloso con una bella conclusione dai 20 metri sulla quale è bravo Faraon in tuffo. Sul capovolgimento di fronte però il Taranto punisce ancora: Cutolo sfrutta un rimpallo in area, si accentra e lascia partire l’esterno, palla all’incrocio e 2 a 0. La partita va in cascina, i padroni di casa controllano la sterile reazione umbra, poi parte il walzer dei cambi: Cutolo si becca la meritata standing ovation, il Perugia qualche fischio per l’assoluta inconsistenza. Sugli spalti fioccano gli applausi, si susseguono gli olè, ritorna la gioia di vivere una giornata di sport. E la vera vittoria del Taranto al fischio finale è proprio questa. di Pietro Cinieri17 dicembre 2007

Le pagelle di Pietro Cinieri

Faraon 6,5 – Bravo sulla conclusione dai 25 metri di Califano, poi è spettatore.
D’Alterio 6,5 – Bene come tutto il pacchetto arretrato.
Migliaccio 6,5 – Si divide Mazzeo con Pastore e lo cancella dal campo. 
Pastore 6,5 – La sua miglior stagione in rossoblu: un’altra partita di qualità.
Colombini 7 – Perfetto. Contiene La Vista e non disdegna qualche sortita offensiva. La sua miglior partita stagionale.
Cavallo 6,5 – Lotta in mezzo al campo
Cejas 6 – Diventa riconoscibile solo dopo il doppio vantaggio. Prima era stato molto impreciso.
De Liguori 6 – La media tra il 5 del primo tempo ed il 7 del secondo. Sembra completamente fuori partita, poi inventa l’assist per il primo gol di Cutolo che spiana la strada al Taranto.
Mancini
Cutolo 8 – Straordinario. Una doppietta per il Taranto ma soprattutto per se stesso. Chi lo prende fa un affare: è un giocatore di categoria superiore, lo ripetiamo dall’inizio del campionato. 
Cammarata s.v. – Un bel assist per De Liguori, poi è costretto a uscire.
Caccavallo (12’pt) 5,5 – Non entusiasma, eppure il tempo ci sarebbe. Invece lui non trova quasi mai lo spunto.
Ascenzi (dal 31’ st) s.v. – Di provare ci prova, quello che bisogna capire è se pecchi di foga o tecnica.
De Falco (dal 36’ st) s.v. – Si getta nella bagarre di centrocampo quando la partita è al sicuro. 
All. Marco Cari 6 – La fortuna degli allenatori la fanno i giocatori ma due vittorie nelle ultime tre partite non possono che rilanciarlo. Quando avrà la possibilità di sbagliare sarà più giudicabile. 
La squadra avversaria 4 – Voto generoso, soprattutto per Cuccureddu, che fa l’errore di venire allo Iacovone classifica alla mano. La difesa così alta è un omaggio natalizio che il Taranto accetta di buon grado e che Cutolo scarta come un bambino curioso. La speranza è che quello del tecnico umbro non sia stato un errore di presunzione perché le risorse tecniche di questo Perugia non sembrano poi così tante quindi l’errore sarebbe doppio…
L’arbitro, sign.Candussio – L’unico dubbio è quel rigore sul presunto tocco di mano di D’Andrea. Ma alla resa dei conti, nella conduzione generale, non dispiace affatto.17 dicembre 2007

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