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Tregua sullo Iacovone?
Botta e risposta tra Comune e Taranto Sport, prima di trovare un'intesa. La firma della convenzione sulla gestione dello stadio dovrebbe essere posta il 19 marzo

Viene voglia di essere ottimisti. Il 19 marzo sarà firmata la convenzione d'uso per lo stadio Iacovone. Prevale la linea morbida, quella accondiscendente. Il Comune fa cadere tutti i suoi ultimatum e decide di rispettare le volontà del presidente Gigi Blasi. Quindi: nessuno stadio sigillato; oggi i rossoblu potranno allenarsi regolarmente nella struttura di via Salinella; Taranto-Juve Stabia e Taranto-San Marino non subiranno alcun trasferimento. 
Uno scenario rovesciato: dal grigio più scuro al rosa più scioccante. Dall'ultimatum irrevocabile, al pronto differimento. Il sospiro di sollievo viene tirato anche perchè la questione Iacovone ha avocato la scena quanto la corsa playoff della squadra di Papagni. Certo, argomenti più tediosi, ma da rispettare perchè senza lo Iacovone il Taranto non potrebbe esserci.
In questi mesi, in un modo o nell'altro, la questione è stata aggirata, saltata a piedi pari e mirabilmente sviata con il pretesto della capienza limitata, in barba al Decreto Pisanu. Un percorso tortuoso, ma che non ha privato i tifosi ionici dei propri beniamini e del loro passatempo pomeridiano.
Il 19 marzo, quindi, le due parti si siederanno al tavolo. Per apporre la firma, a questo punto. Un altro rinvio non avrebbe molto senso etico. Il rinnovato atteggiamento è giunto al termine di una giornata frenetica che, però, si è conclusa in modo positivo. Lunedì scorso l'Amministrazione comunale sembrava sul punto di ritornare ad assumere la linea dura. Quella paventata nella settimana precedente quando si era richiesto alla Taranto Sport uno sforzo per anticipare i tempi. Secondo alcune fonti, la linea sarebbe diventata minacciosa nella giornata odierna in caso di chiusura della società. Il rischio era quello che i giocatori rossoblu avrebbero potuto trovare i cancelli dello Iacovone chiusi. Ieri mattina, i propositi dell'ente non erano cambiati. 
Alla sede di via Umbria, è giunta infatti una nuova sollecitazione per accelerare i tempi della discussione. A questo fax, è seguita la risposta immediata del club rossoblu che non ha fatto altro che confermare la linea delle ultime settimane. Gli impegni di lavoro del presidente Blasi (lunedì sera il massimo dirigente è stato insignito del premio “Tamburi” assegnato alle personalità ioniche che si sono maggiormente distinte nel proprio lavoro) sono così pressanti che impediscono di trattare l'argomento prima del 19 marzo. Un documento di risposta coerentemente duro, con la sottolineatura delle responsabilità che possono emergere in caso di restrizione dell'attività sportiva. Nel primo pomeriggio l'ultimo capitolo della vicenda: l'iniziativa dell'Amministrazione comunale tesa ad accettare un nuovo differimento, con termine 19 marzo appunto. Con indicazione anche dell'orario dell'incontro: mezzogiorno. Con decisione sofferta, probabilmente, l'ente ha rispettato le volontà di Blasi. 
Il 19 marzo, però, è l'ultima fermata di un viaggio faticoso e pieno di contraddizioni. La firma ci dovrà essere. Dovrebbe esserci. Purtroppo - l'esperienza nella vita deve insegnare qualcosa - siamo sempre nel campo delle ipotesi. di Luigi Carrieri28 febbraio 2007

Ravenna e Cavese hanno un marcia in più
Taranto e Foggia vantano il peggior rendimento del girone di ritorno. Perugia in ritardo. La capolista (una partita in più) è attesa da sei scontri diretti. La serie positiva della Juve Stabia di Capuano

Una radiografia delle prime posizioni. Studiando le cifre per capire le possibilità che hanno sette formazioni - dal Ravenna al Perugia - di giocarsi l’accesso alla massima serie. Il momento è quasi decisivo. Dopo il mercato di gennaio, solitamente, inizia un “nuovo” campionato. Che, per alcune squadre, non sta dando esiti troppo soddisfacenti (Taranto e Foggia). E, per altre, si sta rivelando ricco di soddisfazioni (Juve Stabia e Cavese). Al comando c'è sempre il Ravenna. E dalla compagine giallorossa inizia quest’analisi.
RAVENNA (49) - Ha vinto 15 partite, ha il miglior rendimento esterno del girone (18 punti). La squadra di Pagliari - in testa alla classifica con 6 punti di
vantaggio sull'Avellino - ha le carte in regola per puntare alla promozione diretta, sebbene abbia una gara in più delle dirette concorrenti. Nel girone di ritorno i romagnoli hanno collezionato 16 punti (5 vittorie e 1 pareggio) ma, fino al termine del campionato, dovranno disputare diversi scontri diretti. Al "Benelli" arriveranno Perugia, Juve Stabia e Foggia (ultima giornata), in trasferta Chianese e compagni renderanno visita a Salernitana, Cavese e Gallipoli.
LE CAMPANE - L’Avellino (43) è la squadra meno battuta - 4 sconfitte, di cui 3 giunte nelle ultime trasferte -, ma la flessione è evidente. La seconda posizione è in bilico vista la netta ascesa della Cavese (42). Il rendimento dei metelliani da gennaio è elevatissimo - 5 vittorie e 1 sconfitta - e sta facendo nutrire alla piazza ambizioni di vertice. Nelle prossime 3 gare i biancoblù potranno allungare la striscia positiva (affronteranno Giulianova, Sambenedettese e San Marino); nelle ultime 2 giornate, contro Perugia (fuori) e Salernitana (in casa), si deciderà l’esito del loro campionato. La vera outsider è la Juve Stabia (36), attestatasi ad un punto dalla zona playoff. I ragazzi di Capuano sono in serie positiva da 9 turni (5 vittorie e 4 pareggi) e al "Menti" non perdono quasi da 5 mesi. Ma, difficilmente, potranno mantenere questo ritmo fino al termine della stagione. La Salernitana (35) è settima con 2 punti di ritardo dal Taranto e una partita in meno - spera di poter inserirsi tra le prime della classe. Sul cammino dei granata pesano come un macigno le 5 sconfitte subite nel girone di andata. Il calendario appare il maggior nemico per Soligo e compagni che, fino a maggio, affronteranno tutte le big del campionato.
FOGGIA (39) - Insieme al Taranto ha il peggior score del girone di ritorno tra le squadre di vertice - 2 vittorie, 2 pareggi, 2 sconfitte. In più sembra che l’ambiente non sia molto compatto. Ma le qualità dell’org anico rossonero - tra i più costosi della categoria - lasciano pensare ad un finale in accelerazione. D’Adderio ha dato una scossa all’ambiente, ma non ha ancora trovato la svolta. Il prossimo derby di Gallipoli potrebbe rilanciare vertiginosamente le quotazioni dei satanelli.
PERUGIA (34) - Gli umbri sono la vera delusione di questo torneo. Partiti con i favori del pronostico si sono trovati anche a poche lunghezze di distanza dalla zona playout. L’arrivo di Cari e i rinforzi di gennaio sono serviti per scalare posizioni, ma la concorrenza agguerrita tiene il "Grifo" a 3 punti dalla quinta posizione. Giocheranno 6 delle 11 gare rimanenti in trasferta. Tra marzo e aprile i biancorossi dovranno sfruttare le residue chance, ma non sarà facile tornare con un risultato positivo da Foggia, Taranto e Ravenna. di Fabio Di Todaro28 febbraio 2007

Cosa succede alla difesa rossoblu?
Troppi gol dopo l'undicesimo turno

Allarme difesa per il Taranto. Una dichiarazione eccessiva se ci fermassimo a guardare l’attuale specifica classifica. I rossoblu sono la quarta difesa meno battuta; rendimento superiore a Ravenna, Avellino e Cavese che guidano il girone B di C1. Ma i campanelli cominciano a trillare da diverse giornate, soprattutto se proviamo a scorporare il cammino del Taranto e lo mettiamo a confronto con le altre formazioni. L’impermeabilità difensiva è stato uno dei segreti della rimonta firmata Papagni nella passata stagione quando subì appena cinque reti in quindici partite. E anche in avvio del nuovo campionato, i rossoblu hanno dimostrato di saper reggere la forza d’urto degli attacchi avversari. Infatti all’undicesima giornata, il Taranto aveva il secondo miglior reparto con sole otto reti al passivo, di cui tre incassate nella trasferta di San Marino. Un bilancio più che positivo che veniva ricompensato con una lusinghiera terza posizione. Dopo la vittoriosa trasferta di Perugia, uno dei punti più alti della stagione ionica, è cominciato un leggero declino della tenuta difensiva. Stando ai numeri, nelle dodici giornate di riferimento, il Taranto ha un deficit su cui riflettere. Sono state quattordici le reti incassate (appena due in più del Giulianova, staccatissimo ultimo) e in sole due partite, la porta difesa prima da Pinna e poi da Barasso è rimasta inviolata (Taranto-Foggia e Manfredonia- Taranto). Difficile spiegare il perchè di questa regressione. Sarebbe un errore grave puntare il dito sui difensori che, peraltro presi singolarmente, stanno disputando un’ottima stagione. Anche se, ad onor del vero, più di una volta in posizione centrale, Caccavale e compagni sono stati anticipati o presi d’infilata dai colpi di testa dei giocatori avversari. Esempio: Ferraro della Salernitana, Ercolano della Cavese, Triuzzi del Lanciano. E per allungare la serie, le due reti che hanno generato la vittoria dell’Avellino. Questi episodi inchiodano a precise responsabilità ma il discorso appare più generale. Ci sono misure che non vengono rispettare in modo simmetrico, movimenti che tardano ad equilibrarsi. La tenuta difensiva dipende essenzialmente dall’unità di squadra che va ritrovata. L’accesso ai playoff passa anche da qui. di Luigi Carrieri28 febbraio 2007

Qualcosa di inceppato e l'ora delle scelte
Il Taranto, adesso, è di fronte a un fatto nuovo

Arrivano i momenti in cui qualcosa si inceppa. Ed è opportuno capire se si tratta di un incidente o di una conseguenza, se è capitato o se rischia di capitare ancora. Il Taranto, adesso, è di fronte a un fatto nuovo: a una partita sbagliata, a una prestazione senza niente da salvare. A ciò che non era ancora accaduto (anche nelle sconfitte c'era sempre qualcosa di buono) e che è da analizzare con serietà. 
Il derby ha consegnato una squadra a pezzi: con alcuni singoli da discutere e molto da ritrovare. Senza una trama limpida, con un calcio troppo confuso per apparire il proprio, con la sensazione di uomini distratti e incapaci di rispondere ai comandi. Troppe zone d'ombra contemporaneamente: una sottintesa richiesta di chiarezza. E', questo, il tempo delle scelte. Intanto: il Taranto ha ritrovato Mancini e adesso non dovrebbe privarsene più. Perché il centrocampo ha a che fare con una drammatica assenza di qualità, con seri problemi di costruzione. Non è un discorso nuovo: si ripete da quando Mancini è stato squalificato, ma ogni giorno sembra diventare un peso maggiore. Non regge più l'inventiva affidata agli esterni, reparto in cui l'anomalia è diventata regola: è ormai esercizio difficile (e di rara riuscita) far arrivare il pallone da quelle parti, quando manca l'uomo d'ordine oppure è soffocato (Monticciolo contro Iennaco e Cinelli, ad esempio), lo è soprattutto se Toledo e Catania, come domenica, non attaccano lo spazio, non suggeriscono il passaggio. Aspettano, semplicemente, senza poi partire per saltare l'uomo. E quando si muovono senza palla lo fanno male, ingolfando le zone centrali. Proprio gli spazi intasati sono l'immagine più nitida del Taranto di domenica: per l'organizzazione anche ostruzionistica del Gallipoli, ma pure per le mosse sbagliate, per la circolazione lenta e l'assenza di controfughe. 

Piaccia o no l'atteggiamento dell'avversario, il Taranto ha il dovere di trovare le soluzioni, avendo alternative tecniche comunque valide e Papagni ha l'intelligenza, la preparazione, le capacità per scegliere gli uomini più adatti, il dovere di alzare la voce. Prendendo anche atto di chi forse ha bisogno di riposo (De Liguori), di chi sta faticando a rendersi adatto al progetto (Catania) e di un apporto dagli esterni di difesa che non può venire meno (occorre capire l'utilità di Mortari). C'è qualcosa che non va, ma non siamo all'inizio della fine: il campionato è mutevole e pure gli umori lo sono. Il prossimo mese può dire tanto, ma occorre arrivare a un punto di discontinuità: fare scelte chiare a costo di attirarsi qualche mugugno interno, osare con qualche qualità tenuta a riposo, chiedere tutto subito e poi tornare ad allenare il gruppo. Si ricomincia da Terni e può bastare poco per cancellare tutto. 
C'è, infine, anche un'altra anomalia da rimuovere: il Taranto non parla. E non parlando non spiega, non permette di capire. E' giusto, in questo momento, da parte nostra rivolgere domande e ottenere risposte. Il silenzio stampa non lo permette e, per questo, è logico rimuoverlo. Chiarite le motivazioni iniziali, adesso questo mutismo rischia di danneggiare tutti. La squadra che vorrebbe spiegare, il tecnico che vorrebbe mandare messaggi, la gente che vorrebbe sapere. E' una questione di serenità: meglio che il Taranto torni a parlare. A nessuno giova un processo senza contraddittorio. Bene che vada diventa dannoso.
di Fulvio Paglialunga27 febbraio 2007

Invertire la rotta
Ascoltando la voce del campo. Papagni e l’identità un po’ smarrita

Ha ragione Blasi: continuando a giocare così non si va in serie B. Hanno torto, però, quanti pensano che il problema sia Papagni. Cambiare a marzo, quando mancano undici partite al termine della stagione regolare, sarebbe una decisione improvvida. Priva di motivazioni plausibili, a parte il discutibile conforto del periodo di flessione. A questo punto del campionato si cambia solo in situazioni disperate: crisi di risultati, rapporti logori, incompatibilità ambientali. Non è, insomma, il caso del Taranto. Né, riteniamo, rischi di diventarlo. La classifica tiene, le prospettive ci sono. Ultimamente si è solo offuscato l’orizzonte. Di questo offuscamento è chiamato a dare conto Papagni, sempre che la sua analisi coincida con la nostra. Il silenzio-stampa, vietando il pubblico confronto, ci impedisce di verificarlo. Non conosciamo il giudizio di Papagni sul pareggio con il Gallipoli. Gli è piaciuto il comportamento della squadra? Lo ha persuaso il gioco che ha espresso? Lo hanno convinto le scelte effettuate prima e durante il derby? Le rifarebbe? Sono le domande che sarebbe utile rivolgere al tecnico se il tecnico potesse rispondere. Siccome non può, dobbiamo fondare il nostro ragionamento su quello che abbiamo visto. Contro il Gallipoli abbiamo visto una squadra scarica. In preda ad uno strano impaccio: un po’ fisico e un po’ mentale. Una squadra catturata da ignote distanze e dunque nell’impossibilità di dialogare con se stessa. Una squadra con evidenti limiti d’impianto e di gioco. In difficoltà nell’impostare la manovra, sia centralmente, dove continua a pesare l’assenza di un interno di regia (un normalizzatore dei tempi di gioco), sia lateralmente, dove il Taranto è solito sviluppare azioni attaccando lo spazio (irrilevante il contributo offerto da Catania e Toledo). Proprio la scelta di creare gioco sulle fasce, sfruttando le capacità in corsa di due ali di fantasia, non ha pagato: per l’impalpabilità di Catania e per l’insipienza di Toledo. Ha, anzi, acuito i problemi della squadra, rendendo meno salda la difesa (orfana di Caccavale), instabile il centrocampo (troppo campo da coprire per Monticciolo e De Liguori) e praticamente inservibile l’attacco (quasi mai raggiunto con combinazioni logiche). L’ingresso di Mancini, senza togliere la squadra dall’imbarazzo diffuso in cui era ormai precipitata, ha comunque rappresentato un momento di vitalità interpretativa, facendo intravedere ciò che il ragazzo di Ostia può aggiungere al lavoro del reparto mediano. Mancini ha dato, cioè, l’impressione di poter incollare dinamicamente i cocci della manovra. Ma questo momento è durato poco, travolto dall’urgenza di trovare il gol della vittoria. Urgenza che ha prodotto lo svuotamento del centrocampo per fare posto agli attaccanti seduti in panchina. Non è la prima volta che Papagni s’illude di poter ottenere chiarezza di gioco, cambiando le punte o aumentando il loro numero. Si può fermare l’in voluzione del Taranto, prima che danneggi irreparabilmente gli ingranaggi interni e gli equilibri operativi? Pensiamo di sì. E siamo convinti che l’unico in grado di riportare il Taranto nella condizione di poter esprimere il meglio di sé sia proprio Papagni. Senza stravolgimenti. Gli basterà dare ascolto alla voce del campo e lavorare di lima sull’identità, ora sì un po’ smarrita, della squadra. C’è ancora tempo. Non sciupiamolo. di Lorenzo D'Alò27 febbraio 2007

Taranto, marzo decisivo
I rossoblu hanno tre partite contro squadre di bassa classifica e lo scontro diretto con la Juve Stabia: in un mese si può capire molto

Il mese di marzo evoca modi di dire che, in base alle proprie esigenze, possono essere piacevoli o meno. Cioé: serve al Taranto un mese pazzo? La domanda rimane sospesa, ma leggendo le partite da giocare una certezza si materializza: sicuramente il prossimo sarà il mese della verità. Suggerimenti del calendario: quattro partite, tre delle quali con squadre al momento in piena zona playout. In sequenza, recupero compreso: Ternana in trasferta, Juve Stabia e San Marino in casa, Giulianova fuori. E’, evidentemente, un modo incoraggiante per dimenticare il passo indietro fatto con il Gallipoli e concentrarsi sul campionato che rimane, sul tempo a disposizione per fortificare la posizione in zona playoff, al momento difesa con il condizionale (la Salernitana ha una partita in meno). E’ il dettaglio a dare conferme di come in quattro giornate il Taranto si giochi molto. Già la partita di domenica prossima, alla vigilia, ha numeri che possono piacere: i rossoblu, che pure non hanno fuori casa un ruolino eccezionale, giocano in casa della Ternana. Formazione che (querelle stadio a parte) sul suo campo ha non pochi problemi: ha conquistato appena undici punti (peggio ha fatto solo il Giulianova) in dieci partite. Poi ci sono Juve Stabia e San Marino, ovvero una delle squadre più in forma del momento e un’altra compagine in sofferenza (due pareggi e tre sconfitte nelle ultime cinque giornate). Formazioni che dovrano fare i conti con la resa interna del Taranto, che - anche se il pareggio di domenica ha “sporcato” la serie di vittorie - ha nello Iacovone la propria cassaforte (otto risultati utili consecutivi). E poi c’è la trasferta a Giulianova, visita da rendere a una squadra già spacciata. Maggiori complicazioni riserva il calendario del Foggia (Gallipoli fuori, Perugia in casa), della Juve Stabia (Taranto e Perugia in trasferta, Salernitana tra le mura amiche) e della Salernitana (Ravenna in casa e Avellino in casa, Juve Stabia fuori). Sembra agevole anche il cammino del Gallipoli (tolto il Foggia ha due viaggi a Giulianova e Lanciano e poi riceve l’Ancona), da valutare quello della Cavese, che non affronterà “grandi”, ma che ha tre trasferte su quattro (Giulianova, Ancona e San Marino). A fine marzo si potranno tirare le prime somme. E capire se il mese è pazzo anche per il calcio e non solo per il sole e l’ombrello. di Fulvio Paglialunga27 febbraio 2007

Iacovone, giorni decisivi
Ennesimo capitolo di un romanzo gonfio di noia

Ogni settimana che comincia rischia di diventare una minaccia per la tranquillità dell'ambiente ionico. Si è sempre pronti ad innescare la polemica; l'ennesimo capitolo di un romanzo gonfio di noia. Parliamo della questione Iacovone, sempre pronta ad offrire la stura alle dispute su carta bollata e ai rimbalzi di responsabilità.  Nei giorni scorsi si sono susseguiti due tipi di ultimatum alla Taranto Sport rivolti dal Comune: il primo di lunedì scorso piuttosto deciso («firmate la convezione entro due giorni o chiudiamo lo Iacovone»), il secondo leggermente più conciliante («Taranto-Gallipoli si gioca regolarmente allo Iacovone, ma non tollereremo ulteriori rinvii»). Un desiderio che deve trovare la sponda nell'atteggiamento della società del Taranto che ha già fatto capire in anticipo che non è in grado di rispettare certe scadenze. I pressanti impegni di lavoro del presidente Blasi non consentono di trattare la materia prima del 19 marzo. Un bel problema: da una parte si invoca fretta (facendo presente che il presidente può delegare), dall'altra si cerca di guadagnare tempo. Una corda già lacerata, che potrebbe spezzarsi. Il concetto di “non poter tollerare ulteriori rinvii” potrebbe essere messo in pratica con atti clamorosi, magari con il coinvolgimento di alte personalità istituzionali.  Oggi, ad esempio, riprendono gli allenamenti del Taranto nella struttura di via Salinella. L'indicativo è d'obbligo, sorprese non ce ne dovrebbero essere. I problemi si potrebbero presentare nei prossimi giorni, soprattutto in situazione di perenne stallo. Ci sono due strategie diverse possibili: il Comune chiede al Taranto la firma entro domani, altrimenti non fa nemmeno allenare più la squadra (voce della subcommissario Iaculli) oppure fa partire in giornata una nuova - e definitiva - sollecitazione. Ecco perchè in queste ore le diplomazie sono al lavoro. Facile individuare un'ulteriore tappa critica della situazione: l'11 marzo è in programma il recupero Taranto-Juve Stabia. Sette giorni prima la data richiesta dal presidente Blasi eventualmente per firmare la convenzione. Non è escluso che nelle prossime ore questi contatti possano sfociare in un appuntamento informale da rispettare. Non può trascorrere altro tempo. Il caso Iacovone va sanato una volta per tutte. di Luigi Carrieri27 febbraio 2007

Taranto, pausa di riflessione
Iacovone: il Comune sollecita la firma della convenzione

Il presidente Blasi riflette. E’ ovviamente ancora infuriato per la non buona prestazione dei suoi (risultato compreso), ma non ha preso alcuna decisione. A mente fredda rivaluta la prestazione di Deflorio ed ammette che Barasso, nei secondi finali dell’incontro, ha compiuto una prodezza senza la quale la partita sarebbe stata addirittura persa. Domani partirà nuovamente per l’estero. Ritornerà sabato. Si augura tantissimo di vedere a Terni una squadra in grado di far sua l’intera posta in palio per riprendere il fecondo cammino di avvicinamento alla disputa dei playoff. Classifica alla mano, infatti, la Juve Stabia ha accorciato le distanze, ed il duo Perugia e Salernitana ha mantenuto invariato il distacco. Ciò che si è perso fra le mura amiche, dovrà essere recuperato fuori casa. L’impresa non è semplice. La squadra di Raggi, nel ritorno, sta facendo bene. In sei gare ha preso 7 punti. Ha perso soltanto a Cava. Servirà una grossa prestazione per riuscire a fare il “pieno”. Intanto ritorna a far discutere il problema-convenzione stadio Iacovone. La dottoressa Iaculli, subcommissario del Comune con delega allo sport, è fermamente intenzionata a definire la questione in tempi brevissimi: «Mi auguro che il presidente Blasi chiuda in questa settimana la vertenza che si sta trascinando da settembre scorso firmando la convenzione per l’utilizzo dello Iacovone. Il problema non ha grossi indici di difficoltà. C'è quel protocollo d’intesa raggiunto a novembre che funge da guida. Bisogna soltanto sottrarre dal canone pattuito (4mila euro mensili, n.d.r.), le spese sostenute dalla Taranto Sport per l’uso del generatore di corrente considerata la mancanza di energia elettrica. Il presidente può venire anche di sabato al Comune. Non penso che lasci scoperte le sue aziende manduriane per tantissimo tempo. Il 19 marzo è una data troppo lontana rispetto alle nostre esigenze. Se proprio non potesse raggiungerci, può delegare qualcuno della società, magari il vice presidente. L’importante è che il problema venga risolto». La dottoressa Iaculli ha usato toni fermi e decisi, ma ha garbatamente evitato di dare ultimatum. Esasperare i toni significa allungare i tempi della soluzione. È consigliabile mettersi a tavolino nel più breve tempo possibile per evitare... sgradite sorprese. di Giuseppe Dimito27 febbraio 2007

Il Taranto rallenta la corsa
Brutta prova dei rossoblu, che pareggiano in casa contro il Gallipoli: Deflorio impatta il gol di Califano. Prima della partita trovato nello stadio uno scatolone di petardi

Il Taranto fa un passo indietro, il Gallipoli fa un passo avanti: così le due pretendenti di un derby troppo brutto si incontrano sulla strada del pareggio. E probabilmente non sanno che farsene. Nemmeno studiandolo, aprendolo in due, analizzandolo, guardandolo da altre angolazioni: non ne capiscono l'utilità, avendo entrambe bisogno di altro. Soprattutto di altre manovre, diverse dalle trame sghembe di una domenica insipida, diverse da quelle di una partita giocata con eccessivi carichi di paura. Taranto e Gallipoli finiscono pari e non possono reclamare di più, incatenate da limiti vecchi e nuovi e assai attente (pure troppo) a non concedere pezzi di campo all'altro. La somma degli atteggiamenti restituisce una partita lenta e soporifera. Troppo tattica, cioè noiosa. Peggio il Taranto, che offre la più confusa versione di sé e resta artificialmente agganciato ai playoff (quinto, Salernitana permettendo). Che dimentica di entrare in partita e perde tempo per girarci inutilmente intorno. Cercando una soluzione introvabile a quel ritmo, incartandosi. Banalizzando il suo incedere per imperizia, intasando spazi già stretti. Facendo il gioco di un avversario che voleva poco e di quel poco si è accontentato, anestetizzando la crisi e salvando il proprio allenatore.
Il pareggio è l'unico risultato valido. Dura tutta la partita, perché persino la sequenza dei gol non permette mai di pensare ad altro: segna Califano (21'), pareggia Deflorio due minuti più tardi. Ed è giusto perché Taranto e Gallipoli si conoscono troppo e giocano ad annullarsi. La banda di Auteri (3-4-3 con Frezza nel tridente) ha un'idea chiara dei suoi compiti: pressa alto con il tridente, abbassa gli esterni in fase di non possesso e piazza sistematicamente due mediani grintosi (Iennaco e Cinelli) a protezione della difesa. Di fatto non c'è spazio quando il Taranto attacca. E non c'è nemmeno lo sforzo di ricavarlo: il limite del gruppo di Papagni è nella lettura della partita. Il 4-4-2 studiato (Mancini è in panchina, Catania parte a destra) gira male. Sbagliano i movimenti gli esterni: un po' per indolenza (Toledo), un po' per appannamento (Catania) finiscono per intasare spazi. Tagliano dentro senza palla, pestando i piedi degli attaccanti, non si allargano, consentono al Gallipoli di ottenere ciò che cerca: il gigantesco ingorgo, utile a rendere difficoltosa la circolazione di una squadra che non ha costruttori di gioco in mezzo (Monticciolo si sforza, ma è uomo d'ordine soprattutto). E non soccorre l'intervento degli esterni bassi: nascono cross imprecisi o precoci. 
Serie di azioni che nascono già abortite, distrazioni sparse: il Taranto non trova il grimaldello e il Gallipoli, correndo senza osare troppo, trova pure l'attimo per mettersi avanti. Frezza innesca Carrozza, il tiro sbilenco a sinistra di Barasso non è buono per andare in porta, ma inconsapevolmente esatto per il tap in di Califano. Fortuna (e merito) del Taranto è trovare il pareggio subito: Toledo, d'esterno destro, indovina il corridoio per mettere Deflorio davanti a Lafuenti. Le finte del capitano sono un piccolo capolavoro, il tiro diventa semplice, il gol logico. L'equilibrio riporta la partita dov'era. In una successione di tentativi zoppicanti, di manovre vaporose, di incomprensioni tattiche. Sfugge qualche tentativo, ma nemmeno la sorte vuol cambiare una partita segnata: un tiro di Cammarata con Lafuenti altrove (30', uscita difettosa su cross di Panini) è intercettato da Minadeo sulla linea. E un colpo di testa di Califano (43', angolo di Cinelli) è vanificato da Minadeo vicino alla porta.
La ripresa è un inseguimento senza fine a soluzioni che non arrivano. Il Taranto ci prova (10', tocco scoordinato di Cammarata che per poco non inganna Lafuenti), reclama (11', Cammarata giù al contatto con Di Sole), cerca di tenere stretti gli attaccanti (Deflorio gioca più alto) e di addizionare qualità (entra Mancini per Catania). Nulla serve: il Gallipoli si spegne, ma i rossoblu non si accendono. Guadagnano qualche metro, un tiro (23', Lafuenti devia in angolo un tiro di Mancini) e poco altro. Nemmeno un 4-3-1-2 spinto, con Ambrosi e Cammarata davanti, Deflorio tra le linee e Toledo, Mancini e De Liguori in mezzo, riesce a essere produttivo. Il Gallipoli non si vergogna di setacciare i trucchi del mestiere, il Taranto continua a non capire. E per poco non perde tutto: Califano colpisce di testa un cross di Campolattano (48'), Barasso vola a respingere e Nigro alza goffamente da posizione agevole. Il pari è salvo. Forse inevitabile. di Fulvio Paglialunga26 febbraio 2007

La preoccupazione di Blasi
Poche dichiarazioni del presidente: «L'arbitro ci ha penalizzato, ma giocando così non si va da nessuna parte. Non vedo episodi di violenza, sono soddisfatto»

Il grigiore è rossoblu. Abbastanza intenso, in verità. Le tenebre che calano sul finale di partita avvolgono la mediocrità generale che, invece, si è già impossessato del terreno dello Iacovone molto tempo prima. 
Taranto e Gallipoli finiscono nel modo meno delittuoso. Con una divisione della posta inevitabile tra due formazioni che non fanno molto per superarsi. Faticando per diversi motivi. Il Taranto sembra non farcela con i mezzi a disposizione e con le risorse umane esistenti. 
Il Gallipoli, dopo un autoritario avvio, decide di affidarsi anche a pratiche ostruzionistiche. I minuti che passano nel nulla assoluto, tra un balletto delle sostituzioni e le fughe precipitose verso la bandierina del calcio d'angolo, sono il sentiero meno tortuoso che conduce al triplice fischio finale.
Eppure l'entusiasmo pare screpitare ad inizio ripresa. Quando c'è bisogno della spinta decisiva di un singolo; un granello benevolo che rompa in due un meccanismo fastidiosamente equilibrato. Un focolaio di speranza reso attivo da Manuel Mancini. Non vederlo in campo all'inizio di gara ha un po' sorpreso. Lo attendevano tutti, dopo i cinque turni in castigo per l'esagerato post-gara di Avellino. L'invocazione che accompagna il suo riscaldamento e la successiva entrata in campo è un fiato alla speranza che rimane, però, in gola per tutto il resto di partita. Resta una fiondata al 23' che Lafuenti mette in calcio d'angolo con una certa difficoltà. Unica scossa di una ripresa piatta. Peccato, perchè la sceneggiatura era quella ideale. Il ritorno del figliol prodigo, pronto ad aiutare i compagni in difficoltà. Molti lo avranno pensato. “Ecco, ora entra Mancini e il Taranto vince”. Pia illusione che sbatte contro la realtà dei fatti. Non si va oltre il punto. E toccherà alla trasferta di Terni, domenica prossima, riparare il danno procurato dal modesto 1-1 nel derby. 
Il geniale guizzo di Deflorio, bravo a stoppare l'allungo gallipolino di due minuti prima, rimane isolato. Un diamante nel deserto. Nessun altro acuto, molto silenzio. Come quello che accompagna l'intero ambiente rossoblu, ligio a rispettare l'inspiegabile richiamo al mutismo. Le uniche parole filtrano in diretta televisiva. Il presidente Blasi espone le sue perplessità e cavalca i dubbi del momento. Un miscuglio di sentimenti nel quale non manca la spruzzata polemica. Questa volta all'indirizzo del direttore di gara. 
«E' assurdo, hanno deciso di farci pareggiare la partita - ammette il presidente rossoblu - alcune decisioni dell'arbitro hanno condizionato pesantemente a nostro sfavore la gara».
Il tipico esercizio domenicale (dagli all'arbitro), però, finisce qui. Sull'onda delle emozioni che si depositano in una chiusura deludente. Le preoccupazioni vengono dirottare altrove. Sul palese calo del Taranto degli ultimi tempi, piuttosto in sofferenza e meno brillante di quello visto nel 2006. Quello che perdeva alle volte, ma giocando bene.
«Sono molto preoccupato, perchè così non si va da nessuna parte. Con queste prestazioni non riusciremo a vincere molte gare. Soprattutto in casa bisogna avere un'altra mentalità: serve più cattiveria, stavolta abbiamo fatto tre tiri in tutta la partita. Ed è in casa che non dovremmo fallire. I punti persi allo Iacovone sono molto pesanti».
E il calendario apparentemente favorevole porge il fianco all'imponderabilità dei risultati. Quelli che vanno conquistati dopo novanta minuti. Mai prima. Allora meglio non fare calcoli. Rifiatare un attimo e ripartire.
Un'astensione, quella di ieri, che deve fare riflettere. Vorremmo farlo con i protagonisti, ma la curiosità soprattutto di chi segue con passione la formazione tarantina, rimane per il momento strozzata. Blasi parla anche di questa chiusura a riccio. Non accusando nessuno, non colpevolizzando nessuno. Di fatto penalizzando tutti. 
«Il silenzio stampa va avanti: non è una punizione per squadra o per giornalisti, ma solo una presa di posizione contro la violenza. Ora comincio a essere soddisfatto perché non vedo più episodi censurabili all'interno dello stadio». di Luigi Carrieri26 febbraio 2007

«Così non andiamo in serie B»
La furia del presidente Blasi: «Abbiamo tirato solo tre volte in porta, non è tollerabile». Il patron del Taranto striglia la squadra dopo il deludente pareggio interno nel derby col Gallipoli. E il gallipolino Barba accusa l’arbitro

Luigi Blasi ne ha per tutti. Parla a gara non ancora terminata, è pervaso dall’agitazione derivante dalla trance agonistica. Attacca la terna arbitrale e la prestazione della squadra. Il presidente rossoblù è deluso, insoddisfatto. Dichiarazioni importanti, pronunciate al termine della quarta settimana di silenzio stampa per lo staff tecnico e dirigenziale. «Alcune decisioni del direttore di gara e dei suoi collaboratori - ha commentato l’imprenditore manduriano -, sono state indecifrabili. Hanno condizionato pesantemente l’esito di questo incontro, sembrava che il pareggio col Gallipoli fosse già preventivato. Questo aspetto, comunque, non ha influito sulla prestazione negativa del Taranto. Lì influiscono altri fattori». Blasi spiana la strada alle domande. Sta iniziando a dubitare della sua creatura, costruita - al primo anno in C1 - per raggiungere un piazzamento nei playoff. E annuncia decisioni per oggi. «Sono molto preoccupato, se continueremo così non raggiungeremo gli obiettivi prefissati. Ho visto una squadra scarica, poco grintosa. Un atteggiamento simile non è assolutamente tollerabile, soprattutto nelle gare casalinghe. Abbiamo calciato tre volte verso la porta di Lafuenti: questo dato statistico è la testimonianza inconfutabile del mio pensiero». Giunge il triplice fischio finale, Blasi ha fretta di abbandonare la tribuna per raggiungere gli spogliatoi. Prima, però, trova il tempo per commentare il silenzio stampa imposto alla squadra: «Non è un provvedimento adottato nei confronti dei calciatori, né tantomeno dei giornalisti. E' una scelta maturata dopo gli episodi di violenza di Cava dè Tirreni al quale hanno anche fatto seguito le mie dimissioni. Non so dirvi quando terminerà, ma posso finalmente registrare il comportamento eccezionale tenuto dai nostri tifosi nelle ultime giornate». La querelle arbitrale scatena immediatamente un "botta e risposta" con il collega salentino, Vincenzo Barba. «Se ci sono state delle interpretazioni errate - ha dichiarato il presidente giallorosso - hanno condizionato il Gallipoli, non il Taranto. Ma il presidente Blasi, purtroppo, è sempre pronto a trovare delle giustificazioni quando non vince». Una tesi condivisa anche dal direttore sportivo, Danilo Pagni, pronto a recriminare «per una mancata espulsione di Toledo e per un penalty non fischiato dopo un fallo su Carrozza. Contro una compagine allestita per disputare un campionato di vertice abbiamo disputato un’ottima prestazione. Sono soddisfatto perché eravamo reduci da due sconfitte ed abbiamo dimostrato di non meritare l’attuale posizione di classifica». di Fabio Di Todaro26 febbraio 2007

Le pagelle di Lorenzo D'Alò

BARASSO 6,5 - Incolpevole sul gol. C’è sulla girata di testa di Califano che a fine derby lo chiama alla respinta in tuffo.
PANINI 5 - Timide sovrapposizioni nel primo tempo. Qualche discesa nella ripresa ma per cross sempre imprecisi.
COLOMBINI 5,5 - Non spinge. E non difende con la consueta efficacia.
PROSPERI 6 - È il più risoluto di una retroguardia nient’affatto irreprensibile.
COSENZA 5,5- Soffre la mobilità di Califano e le amnesie dei compagni di reparto.
DE LIGUORI 5,5 - Ha perso reattività e brillantezza. Dopo aver speso un tesoro di energie. Calo comprensibilissimo.
CATANIA 5 - Prova d’imbarazzante modestia. Non dà mai respiro alla manovra sulla fascia.
MONTICCIOLO 6 - È un interno di quantità al quale si può anche chiedere il sacrificio in fase di impostazione. Ma senza esagerare.
CAMMARATA 5,5 - Scarsamente ispirato e raramente assistito. Non è ancora il centravanti che servirebbe.
TOLEDO 5 - Inutili svolazzi in mezzo a prolungate e infastidenti pause. Così non serve.
DEFLORIO 6 - Sul gol sfrutta abilità e mestiere. Poi si perde nelle difficoltà della partita.
MANCINI 6 - Rivede la luce della prima squadra dopo la lunga squalifica. Tornerà utilissimo.
AMBROSI sv - Pochi minuti a disposizione. Ingiudicabile.
MATTIOLI sv - Forse entra troppo tardi. Ingiudicabile.
PAPAGNI 5,5 - Il male oscuro che sembra affliggere il Taranto va riconosciuto e curato. Non c’è più tempo da perdere.26 febbraio 2007

Secondo pareggio casalingo

Secondo pareggio casalingo per il Taranto che interrompe così la serie di 7 vittorie consecutive interne. Il Gallipoli è la terza squadra che riesce a prendere punti allo Iacovone (c'erano già riuscite la Cavese vincendo per 2-1 il 17 settembre 2006 ed il Manfredonia l’8 ottobre, 0-0 in un confronto giocato a porte chiuse).
Quest’anno gli ionici in casa hanno iniziato battendo il Ravenna (1-0), poi sono arrivate la sconfitta la Cavese ed il pari col Manfredonia, quindi a seguire la striscia di 7 successi di fila che iniziava il 22 ottobre con il 2-0 sulla Ternana e proseguiva con il 5-0 al Giulianova, il 2-1 al Martina, ancora un 2-1 alla Salernitana, il 2-0 sul Foggia, il 4-2 sulla Sambenedettese e per finire il 2-1 sul Lanciano.
Quinta rete stagionale per Andrea Deflorio; in questo campionato il capitano rossoblù ha sempre segnato allo Iacovone e tutte le sue marcature sono arrivate nel 1° tempo; 4 le sue reti decisive che hanno fruttato tre successi ed un pareggio. Per Deflorio complessivamente 22 gol in 50 gare di campionato con il Taranto (nel campionato scorso era andato a segno 17 volte segnando 7 reti in casa e altrettante in trasferta nella regular season, poi altre 3 nei playoff, tutte in casa.
Finisce ancora in parità tra Taranto e Gallipoli (quattro pari in altrettanti precedenti di campionato). Due pareggi senza gol nel torneo di serie C2 2005-06, prima a Gallipoli il 30 ottobre 2005, poi a Taranto in notturna lunedì 20 marzo 2006. In questo campionato invece due pareggi per 1-1 (all’andata il 15 ottobre scorso erano andati in gol al 9' del secondo tempo Clemente ed al 32' da Ambrosi). di Franco Valdevies26 febbraio 2007

Taranto, c’è un altro derby
Papagni ritrova Mancini. Auteri si gioca la panchina

Un altro derby, sette giorni più tardi. Con contenuti intimi differenti e con ogni pronostico pronto ad essere ribaltato sul campo. Taranto-Gallipoli è un’altra partita rispetto a quella pareggiata dai rossoblù a Manfredonia. E' uno scontro d’alta quota. Il Taranto cerca conferme dopo la prestazione confortante - se valutata considerando la complessità del momento - fornita al "Miramare". E tra le mura amiche - in cui ha finora conquistato 25 punti su 30 a disposizione - ha l’occasione per allungare la striscia positiva ed eliminare (definitivamente?) una diretta concorrente per i playoff. Il Gallipoli deve tirarsi fuori da un momento molto negativo (4 punti in 5 gare). La posizione di Auteri è fortemente in bilico, una sconfitta allo «Iacovone» potrebbe costargli la panchina. Ma gli obiettivi dei due club sono i medesimi. Protagoniste della cavalcata verso la C1 nella passata stagione, Taranto e Gallipoli vorrebbero tentare di accedere alla serie cadetta attraverso i playoff. Il Taranto non è mai uscito dalle prime cinque posizioni, altalenando momenti di bel calcio ad altri in cui anche i risultati sono stati poco soddisfacenti. I salentini, invece, hanno accarezzato la zona spareggi per poche settimane e adesso navigano a cinque lunghezze di distanza. Idee tattiche differenti: Papagni sperimenterà un modulo innovativo (4-3-1-2) al cospetto del consueto 3-4-3 dei giallorossi. E’ la ritrovata disponibilità di Mancini, dopo cinque turni di squalifica, a suggerire questa variazione. Il trequartista di Ostia, molto dinamico e in grado di sfruttare gli spazi in verticale, giocherà a destra del terzetto di centrocampo completato da Monticciolo e De Liguori con Toledo libero di svariare tra i reparti. In difesa rischia di farcela Caccavale (stato influenzale smaltito: ieri si è allenato). Caso contrario, è pronto Panini, con Cosenza dirottato al centroì accanto a Prosperi e Colombini a sinistra. In attacco non ci sono dubbi. Deflorio - arretrerà il suo raggio d’azione tra prima e seconda linea - e Cammarata partiranno dal primo minuto. Auteri, invece, deve fare a meno di Di Giulio (ritardo di condizione), Giglio (botta al ginocchio), Cimarelli (problema agli adduttori) e Bellè (risentimento alla tibia). Scelte obbligate: il pacchetto arretrato, dinanzi a Lafuenti, sarà composto da Lo Monaco, Minadeo e Di Sole (in vantaggio su Paschetta). Gli esterni di centrocampo saranno Nigro e Frezza, Iennaco e Cinelli sutureranno il reparto al centro. Il tridente, pronto a riabbracciare Califano, sarà completato da Morello e Carozza (favorito sull'argentino Sara). di Fabio Di Todaro25 febbraio 2007

Il Taranto come Roma e Juve

Tra Taranto e Gallipoli ci sono tre precedenti tutti terminati in parità. Due pari senza gol nel torneo di serie C2 2005-06, quindi 1-1 nella gara d’andata di questo campionato.
Il 30 ottobre 2005, è la 10ª giornata, si gioca a Gallipoli. Il Taranto, reduce da una sconfitta a Marcianise, si ritrova ed ottiene un buon pareggio in casa della capolista salentina. La gara è equilibrata e le due squadre si annullano reciprocamente. I rossoblù guidati da Raimondo Marino si schierano con questa formazione: Gentili, Martinelli, Caccavale, Pastore, Manni, Bevo (84' Bruno), Mortari, Mancini, Catania (83' Malagnino), De Liguori (93' Campanile), Deflorio.
La partita di ritorno allo “Iacovone” si disputa in notturna lunedì 20 marzo 2006 di fronte a circa 10mila spettatori. Anche questa volta la sfida è molto equilibrata con le due squadre che badano soprattutto a non “farsi male” (l'unica nota significativa al 93' quando il Taranto va in gol con Micallo, ma l’arbitro annulla la marcatura per un precedente fallo di Di Domenico su Lafuenti). Il tecnico Aldo Papagni, subentrato a Marino dopo la 19ª giornata, manda in campo questa formazione: Gori, Mortari (84' Micallo), Pastore, Caccavale, Manni, Mignogna (70' Ambrosi), Mancini, Manoni (88' Catania), De Liguori, Deflorio, Di Domenico.
1-1 il 15 ottobre scorso nella gara d’andata; segna al 9' del secondo tempo Clemente, quindi il pareggio di Ambrosi al 32' (l'attaccante rossoblù, a segno di testa su cross di Zito, era entrato da meno di 2 minuti). In questa gara il Taranto, pur pareggiando in rimonta, avrebbe forse meritato di più dei salentini. Il Taranto è imbattuto nei derby giocati in questa stagione; per i rossoblù un doppio 0-0 contro il Manfredonia (prima in casa a porte chiuse l’8 ottobre 2006, poi in trasferta il 17 febbraio scorso), quindi 1-1 a Gallipoli, 2-1 in casa contro il Martina il 19 novembre e infine 2-0 allo “Iacovone” contro il Foggia il 17 dicembre. Per il Gallipoli invece un ruolino di perfetta parità nei derby pugliesi: 2 vittorie (1-0 a Martina e 2-1 in casa contro il Manfredonia), 1 pareggio (1-1 contro il Taranto) e 2 sconfitte (2-0 a Foggia e 1-0 al “Bianco” contro il Martina).
I rossoblù sono reduci da sette vittorie consecutive in casa; la striscia record è iniziata il 22 ottobre scorso con il 2-0 sulla Ternana ed è quindi proseguita con il 5-0 al Giulianova, il 2-1 al Martina, ancora un 2-1 alla Salernitana, il 2-0 sul Foggia, il 4-2 sulla Sambenedettese e il 2-1 sul Lanciano. Per il Taranto il primato in serie C1 è di 9 vittorie di fila nel 1983-84. Da rilevare che in questa stagione nei campionati professionistici solo l’Inter ha fatto meglio in casa con 10 vittorie consecutive, mentre a quota 7 oltre al Taranto troviamo la Roma (in serie A), la Juventus (in B), il Venezia (in C1) ed il Sorrento (in C2). di Franco Valdevies25 febbraio 2007

Taranto, si blocca Caccavale
Lavori allo stadio: stamane sopralluogo della Commissione

Sembrava fosse una settimana in cui il vento spirava alle spalle. Il pareggio di Manfredonia, alla luce dei risultati delle dirette concorrenti, aveva dato un punto importante al Taranto. I recuperi di Mancini e Mattioli avevano fornito a Papagni la possibilità di attingere da un organico a ranghi completi. Ma gli imprevisti vanno sempre tenuti in considerazione. Ed il tecnico di Bisceglie, con i quasi certi forfait di Caccavale e Larosa, ne ha dovuti metabolizzare due in altrettanti giorni. Organico ristretto, scelte limitate. E' ancora l’influenza a falcidiare il gruppo: aveva già colpito Zito, Prosperi e Cammarata. Adesso è il pacchetto arretrato ad essere messo in discussione. Senza il centrale partenopeo, che aveva lavorato a parte da martedì a causa di un dolore alla schiena retaggio del derby del "Miramare", Cosenza dovrebbe agire al fianco di Prosperi, con Panini che verrebbe schierato sull'out destro. I dubbi del centrocampo, invece, sembrano svanire con il passare delle ore. Papagni, che potrà contare nuovamente sull'estro di Mancini dopo cinque giornate, ha già scelto gli uomini. Resta da capire come verranno posizionati. Se sarà confermato il 4-4-2 Mancini e Monticciolo saranno i due interni, Toledo verrà dirottato a destra e De Liguori recupererà l’originale posizione di esterno sinistro. L’altra idea, abbastanza suggestiva, prevede l’utilizzo del "rombo" con Monticciolo vertice basso, Mancini e De Liguori ai lati e Toledo - portato ad allargarsi sulla fascia sinistra - libero di svariare alle spalle dei due attaccanti. Che dovrebbero essere Deflorio e Cammarata con Ambrosi che partirà dalla panchina. E' una scelta logica, adottata dopo aver valutato scrupolosamente le condizioni dei singoli. Il "Cobra" è apparso in crescita nell’ora di gara disputata a Manfredonia (dai suoi piedi sono nati i maggiori pericoli), Cammarata ha dimostrato di attraversare un buon momento di forma oltre ad essere l’unico centravanti in grado di difendere la palla e far salire la squadra. Per il bomber di Fiuggi non si tratta di una bocciatura. Anche all’andata non giocò dall’inizio e siglò il gol dell’1-1 appena due
minuti dopo aver consumato il suo ingresso in campo. 
Questa mattina (ore 10,30) la Commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli effettuerà il previsto sopralluogo allo Iacovone per verificare lo stato dei lavori a suo tempo prescritti a Comune e Taranto sport. Per la verità ieri il dott. Michelangelo Giusti, componente della stessa, su mandato del Questore, dott. Gian Carlo Pozzo, ha compiuto una “visita” informale. La bonifica richiesta al Taranto, ed effettuata dalla Protezione civile, è a buon punto. Stamane dovrebbe essere completata. I lavori svolti dalla ditta Nardoni, per conto dell’ente civico, a titolo gratuito sono completati. Gli anelli inferiori di gradinata, tribuna e curva sud sono stati chiusi con cancelli ai boccaporti d’ingresso. Inoltre la parte superiore della gradinata e uno spicchio dei gradoni della curva nord confinanti con la tribuna sono stati recintati in parte da inferriate. La Questura invita gli spettatori a non scavalcare gli appositi sbarramenti per non cadere nelle sanzioni previste dalla normativa vigente. I tifosi ospiti saranno “incanalati” in un apposito camminatoio, fatto costruire dalla ditta Nardoni, che consentirà loro di raggiungere la curva sud in maggiore sicurezza. Domani mattina, da via Como fino allo stadio, saranno installate delle transenne mobili per consentire alle Forze dell’Ordine di effettuare il prefiltraggio. Solo coloro che risulteranno possessori del biglietto d’ingresso potranno accedere a gradinata e curva nord. Le porte d’ingresso per quest’ultimo settore sono state spostate. Si potrà entrare dalla 14, 14bis e 15. Per la gradinata, invece, non ci saranno mutamenti degli accessi. La zona prefiltraggio consentirà ai bambini, agli anziani ed alle donne di poter entrare all’interno dello stadio evitando la calca. Insomma da domani lo Iacovone avrà la capienza effettiva, e
non solo dichiarata, di 9980 posti. Ovviamente si spera che la situazione sia provvisoriaì e che la nuova amministrazione comunale trovi le risorse per mettere lo stadio a norma del recente Decreto Amato. di Fabio Di Todaro e Giuseppe Dimito24 febbraio 2007

Gallipoli, derby-crocevia per Auteri
Il tecnico sotto osservazione dopo il doppio ko casalingo con Martina e Cavese. Quattro punti nelle ultime cinque partite per i salentini. Il patron Barba non è contento

Quattro punti nelle ultime cinque gare, due sconfitte interne consecutive - con Martina e Cavese - e il distacco dalla zona playoff dilatatosi a cinque lunghezze hanno messo in serio pericolo la panchina di Gaetano Auteri. Un ulteriore passo falso nel derby di Taranto potrebbe costargli l’esonero. Ma a Gallipoli nessuno vuole credere a questa situazione: gli sforzi compiuti dal patron Barba - prima in estate e poi nella sessione invernale del calciomercato -, sembrano finora vanificati anche se Auteri è stato il tecnico della promozione e allontanarlo a dodici giornate dal termine del campionato potrebbe rivelarsi un azzardo (non ci sarebbero molte alternative). Il bilancio attuale è, comunque, inferiore alle aspettative. Nel probabile undici titolare di domani ci saranno appena tre elementi (Minadeo, Nigro, Iennaco) reduci dalla passata stagione a testimonianza dei numerosi investimenti compiuti dal sodalizio giallorosso. Che, a gennaio, ha rinnovato l’intero parco portieri riportando in riva allo Ionio Lafuenti, ingaggiando Roccati e cedendo Indiveri (al Pisa); sono arrivati anche il centravanti argentino Sara (dal Vaduz) e Bellè (dal Frosinone). Ma i numeri sono impietosi con il Gallipoli: ha subito 9 sconfitte - di cui quattro tra le mura amiche -, ha segnato 26 reti (di cui 8 su rigore con Califano). Il reparto arretrato, quasi imperforabile nel torneo di C2, ha il quarto peggior rendimento del girone B della serie C1 - 28 reti al passivo: soltanto in cinque occasioni non ha subito gol. E’ soprattutto la fase difensiva a non convincere. I tre marcatori - domani saranno Paschetta, Minadeo e Di Sole - dovrebbero essere aiutati sulle corsie laterali dagli esterni di centrocampo. Ma il meccanismo, soprattutto sull'out mancino, non sembra funzionare a perfezione viste le caratteristiche offensive di Frezza. Il reparto nevralgico è completato dai due centrali, Iennaco (interditore) e Cinelli (più abile nella fase di costruzione), Nigro è il cursore della fascia destra. Dal movimento dei tre attaccanti nascono i maggiori pericoli per gli avversari. Il tridente, molto rapido e capace di non fornire punti di riferimento, dovrebbe essere composto da Bellè, Califano (al rientro dopo aver subito un trauma cranico con il Martina) e Cimarelli. Giglio è indisponibile (botta al ginocchio), Campolattano (ha smaltito il risentimento al polpaccio) e Morello partiranno dalla panchina. di Fabio Di Todaro24 febbraio 2007

Stadio: ultimatum... definitivo
Il Comune “autorizza” Taranto-Gallipoli, ma avverte la società rossoblu: «La convenzione va firmata subito dopo: non saranno accettati ulteriori rinvii»

Dopo il Gallipoli, subito la firma della convenzione per lo Iacovone. Altrimenti il Taranto resterà fuori dallo stadio.
Il Comune di Taranto torna a tuonare, l'Amministrazione pubblica non accetterà rinvii.
All'ultimatum di inizio settimana (firma prima del Gallipoli o non si gioca, era il senso dell'intervento) e al successivo ammorbidimento delle posizioni, fa seguito un diktat ancor più stringente. 
Un comunicato di ieri pomeriggio chiarisce la posizione definitiva dell'ente: l'agibilità concessa per Taranto-Gallipoli rappresenta solo una concessione, resa opportuna da motivi di ordine pubblico. Ma il Comune non accetterà rinvii: se il Taranto vorrà continuare ad utilizzare la struttura (anche per gli allenamenti quotidiani) dovrà firmare. Subito dopo il derby con la formazione di Auteri. 
Ormai è più di un botta e risposta. La questione-stadio tra Comune e Taranto è una telenovela che si arricchisce ogni giorno di una nuova pagina. E di cui è davvero difficile intuire la conclusione. 
E' giusto, per non perdersi, riepilogare alcune tappe della vicenda: tutto nasce dall'accordo firmato tra le parti lo scorso 23 novembre. Il Comune si impegnava a garantire il pagamento delle utenze di luce, acqua e gas e per il manto erboso e verificare la possibilità della concessione dello stadio, a trattativa privata, alla Taranto Sport. La società di via Umbria, nel contempo, garantiva il pagamento di un canone di 4000 euro mensili (a partire dall'agosto 2006) e le opere di pulizia dello stadio. 
Negli ultimi giorni, la tragedia di Catania (con la morte dell'ispettore Raciti) ha riportato al centro dell'attenzione, in tutta Italia, il problema della sicurezza negli stadi. Anche a Taranto le condizioni dello “Iacovone” sono tornate sotto la lente di ingrandimento: e l'Amministrazione comunale commissariata, appena lunedì scorso, avea intimato un primo ultimatum al club del presidente Blasi attraverso un comunicato stampa. Nel documento si chiedeva la firma della convenzione entro giovedì (ovvero ieri) pena la mancata concessione della struttura di via Lago di Como per Taranto-Gallipoli. L'assenza di Blasi dalla Puglia per motivi di lavoro sembrava aver reso condivisa, da entrambe le parti, l'ipotesi di un rinvio. Il Taranto, in particolare, attraverso la voce del direttore generale Vittorio Galigani, ha proposto di convocare l'incontro il prossimo 19 marzo.
Ma il commissario straordinario del Comune, Blonda, non ha gradito l'idea di un “posticipo” così ampio. E ha preso di nuovo posizione con una nota arrivata nelle redazioni alle cinque del pomeriggio: nel documento si precisa che il commissario, nella giornata di martedì, ha deliberato la concessione dello Iacovone in uso non esclusivo, a titolo oneroso, a favore del Taranto e lo schema di contratto d'uso per questa stagione.
Blonda, inoltre, ricorda di aver concesso l'uso della struttura «esclusivamente» per Taranto-Gallipoli. Pertanto, si legge nel documento, «l'utilizzo futuro dello stadio Iacovone, a cominciare dalle prossime partite casalinghe, allenamenti compresi, non può prescindere dalla sottoscrizione del contratto d'uso da parte del presidente della Taranto Sport o di persona appositamente delegata... e degli impegni economici per mettere a regola l'impianto anche a seguito del decreto legge di recente emanazione».
Per il Comune, anche in considerazione dello stato di dissesto, non esistono altre strade. «Ulteriori rinvii - conclude lo scritto - mirati a procrastinare ulteriormente la firma del contratto, non saranno più tollerati».
I margini di mediazione appaiono ristretti. Anche perchè il Taranto, prima delle ultime parole di Blonda, aveva già spiegato la propria linea di condotta.
«Se il Comune non accetterà il rinvio e ci negherà lo stadio - ha precisato il dg Galigani - intenteremo un'azione legale contro l'ente e chiederemo il risarcimento dei danni patrimoniali e di immagine. Noi siamo tranquilli».
Intanto, sempre ieri pomeriggio, sono cominciati i lavori di bonifica, pulizia (ad opera della Protezione Civile) e adeguamento (effettuati a titolo gratuito dall'Impresa Nardoni) dello stadio Iacovone. Già posizionate le barre di delimitazione che riducono la capienza nei settori: è stato predisposto, inoltre, un camminatoio riservato ai tifosi ospiti che consentirà un percorso più sicuro e più lontano dalla gradinata. Domenica, in via sperimentale, sarà istituita con transenne mobili la zona di pre-filtraggio per gli spettatori di gradinata e curva. di Leo Spalluto23 febbraio 2007

Iacovone, nuovo ultimatum del Comune
Da Palazzo di Città si sollecita la firma della convenzione per la gestione dello stadio: «L’ultima eccezione è la partita col Gallipoli». La Taranto Sport aspetta Blasi. «Stop alle deroghe. Dalle prossime gare sarà indispensabile il contratto d’uso»

La querelle Comune-Taranto Sport si è inasprita. Ieri sera l’ente civico ha praticamente dato l’ultimatum al club di via Umbria. Eccolo: «Il Commissario straordinario, dott. Tommaso Blonda, ha adottato in data 20/02/2007 la deliberazione n. 572, con la quale si approva la concessione in uso non esclusivo, a titolo oneroso, alla società Taranto Sport dello stadio comunale Iacovone e lo schema di contratto d’uso dell’impianto per la stagione in corso. L’atto è stato regolarmente notificato alla società come da accordi istituzionali. L’Amministrazione comunale, con grande senso di responsabilità, e al solo scopo di non penalizzare i cittadini interessati ad assistere alle manifestazioni sportive, ha concesso, di volta in volta, l’uso dello stadio Iacovone nelle more della sottoscrizione del contratto d’uso. Ancora una volta, quindi, nell’intento di evitare i potenziali problemi di ordine pubblico derivanti dal mancato svolgimento di una partita delicata come il derby Taranto-Gallipoli, il Comune di Taranto ha deciso di concedere l’uso dell’impianto sportivo esclusivamente per domenica 25 febbraio. Resta inteso, pertanto, che l’utilizzo in futuro dello stadio Iacovone, a cominciare dalle prossime gare interne, allenamenti compresi, non può prescindere dalla sottoscrizione del contratto d’uso da parte del presidente del Taranto o da persona appositamente delegata, munita di procura speciale come prevede la legge, e degli impegni economici per mettere a regola l’impianto anche a seguito del decreto legge di recente emanazione. Ulteriori rinvii, mirati a procrastinare ulteriormente la firma del contratto, non saranno più tollerati giacchè è indiscutibile, sotto il profilo giuridico, che un impianto sportivo come lo stadio Iacovone può essere trasferito nella disponibilità dei privati solo mediante convenzione attuativa del deliberato che instauri il rapporto pattizio con obblighi e diritti per entrambe le parti, anche in considerazione della ben nota crisi del Comune jonico». Il Taranto ha già... risposto. Ieri l’altro, subito dopo aver ricevuto la notifica di questo ultimatum, ha inviato un telex di risposta nel quale «conferma l’assoluta indisponibilità del presidente Blasi a partecipare all’incontro per la sottoscrizione della convenzione prima del 19 marzo prossimo. Rappresenta, altresì, l’impossibilità dello stesso presidente a delegare queste decisioni. Conclude con l’invito all’ente civico a non assumere provvedimenti restrittivi dell’uso dello Iacovone caso contrario la Taranto Sport riterrà il Comune responsabile per i danni di immagine ed al patrimonio». Da quanto è emerso sembra che le parti non siano d’accordo soltanto sulla data dell’incontro. Non sulla sostanza, ossia sulla volontà di sottoscrivere la convenzione. Poichè la prossima gara interna si giocherà l’11 marzo (Taranto-Juve Stabia), ci sono circa 10 giorni fra la data proposta dal Taranto e quella presunta del Comune. Sottoscrivere il contratto d’uso dello Iacovone il 9 o 10 marzo piuttosto che il 19 non appare motivo per “scatenare” una causa civile, la cui conclusione avverrebbe non prima di due-tre anni. Salvo appelli e ricorsi in Cassazione. L’importante è che il 19 marzo le parti si mettano a tavolino e firmino la convenzione. Con grande soddisfazione di tutti. Tifosi sani compresi. di Giuseppe Dimito23 febbraio 2007

Super Cammarata e un dubbio
Ieri la partitella: 4 gol per la punta. Caccavale acciaccato, ma dovrebbe farcela

Cammarata in gran forma e una formazione che appare quasi fatta.
Il Taranto che sfiderà il Gallipoli è più di un'ipotesi: Papagni ha ancora un paio di dubbi da risolvere (uno riguardante gli uomini, l'altro la disposizione in campo), ma le novità messe in cantiere sembrano particolarmente attendibili.
Mancini, innanzitutto: dopo le cinque giornate di stop rimediate per l'espulsione di Cava de' Tirreni, il centrocampista rossoblu è pronto al rientro. Unico, tra gli uomini schierati in campo, ad aver giocato entrambe le frazioni tra i titolari. Cammarata, poi: anche ieri il centravanti ex Juve si è scatenato in allenamento, con quattro gol di pregevole fattura. Assieme a Deflorio, sarà lui a guidare l'assalto alla difesa giallorossa. 
Ci sono anche i punti interrogativi: Cannavale, ad esempio. Vittima del mal di schiena, ieri pomeriggio ha provato con le riserve: ma per domenica dovrebbe farcela, probabile il suo impiego in campo dall'inizio. Le posizioni a centrocampo, inoltre, dovrebbero contemplare Mancini sulla destra, Monticciolo e De Liguori al centro, Toledo sulla fascia mancina con libertà di svariare e di accorciare le distanze con gli attaccanti, sempre partendo da posizione decentrata.
Non sono da escludere, però, rimescolamenti, anche a partita in corso.
Ricapitolando. Il pomeriggio dello “Iacovone” (sottoposto ad opera di pulizia e maquillage dai volontari della Protezione Civile e dagli operai dell'impresa Nardoni) è trascorso nel segno della consueta sgambatura contro gli Allievi di Peppe Passariello.
Ottantuno minuti in tutto e tanti gol (7-0), come vuole una tradizione recente. Al poker di Cammarata (bella una sua azione personale con tacco volante e palla piazzata all'angolino), si sono aggiunti Mattioli (doppietta) e Cosenza (rete di piatto).
Nella prima frazione Papagni ha optato per le seconde linee, con Faraon in porta (Barasso a difesa degli sparring partner, con Pastore in difesa), Mortari, Castroni, Caccavale e Prosperi sulla linea arretrata, Catania e Zito esterni di centrocampo, Cejas e Mancini a dirigere le operazioni, Mattioli e Ambrosi di punta.
Nel secondo tempo spazio ai possibili titolari: Barasso in porta, Panini e Colombini terzini di fascia, Cosenza e Prosperi al centro, Toledo a destra, Mancini e Monticciolo nel cuore della manovra, De Liguori dall'altra parte, Cammarata e Deflorio avanti. 
A partita in corso, come già detto, il “cambio di posti” a centrocampo, altra idea fortemente in piedi: perchè Toledo potrebbe effettivamente essere liberato dagli obblighi di assumere una posizione precisa; De Liguori, dal canto suo, potrebbe continuare ad agire da centrale (posizione quasi “naturale” nella stagione in corso).
Nel reparto arretrato, infine, se scenderà in campo Caccavale, il quartetto sarà quello classico, con Cosenza esterno di destra e Panini in panchina. 
Organico al completo, dunque: tranne Larosa. Il lungo centrocampista ha la febbre alta, potrebbe anche non essere convocato. di Leo Spalluto23 febbraio 2007

Il calendario dice Taranto
I rossoblu sono l'unica formazione di vertice che giocherà sette gare in casa delle restanti dodici di campionato. Decisivo il prossimo mese e mezzo di stagione

Pochi lo ammettono, molti sono tentati. Il calendario di campionato è sempre un quadro da decifrare e consultare. Umano fare calcoli. A maggior ragione nella fase discendente di stagione, quando i punti valgono doppio e quando gli scontri diretti disegnano scenari decisivi. 
E', anche vero, che non bisogna prendere tutto per oro colato. Le fasi di campionato si prestano a varie interpretazioni e una partita può assumere significati differenti a seconda del periodo in cui la si affronta. Il Martina, da questo punto di vista, fa statistica e spiega l'assunto. In un mese e mezzo i biancazzurri sono passati da formazione in grossa crisi, a squadra più efficiente del torneo, malgrado una graduatoria oggettivamente ancora difficile (gli uomini di Pensabene non sono ancora fuori dalla zona playout).
Ma un giudizio sommario sul cammino che separa il torneo da qui a maggio è pur sempre possibile avanzarlo. Innanzitutto è lecito tratteggiare le differenze a favore dei rossoblu. Delle prime sette formazioni in classifica, il Taranto è l'unica ad avere un deciso squilibrio a favore delle gare casalinghe: sette saranno giocate allo Iacovone e cinque saranno affrontate in trasferta. Tenendo conto che la sfida contro la Juve Stabia sarà recuperata l'11 marzo, appare chiaro che i prossimi impegni saranno determinanti per un avvicinamento al vertice della graduatoria. I rossoblu dovranno certamente confermare il rendimento interno (striscia aperta di sei vittorie di fila) visto che quattro delle prossime sei gare di campionato, si giocheranno nelle mura interne. In più, senza sottovalutare i singoli impegni, appare evidente come le trasferte di Terni e soprattutto Giulianova non appaiono ostacoli insormontabili, malgrado un percorso esterno balbettante. Il miglioramento dell'attuale quarta posizione, in condominio con il Foggia, passa essenzialmente dal prossimo mese e mezzo di campionato, anche perchè, al contrario, le ultime sei sfide di campionato si presenteranno più impegnative con le trasferte di Martina, Salerno e Foggia non certo tenere. 
Un parallelismo con le concorrenti nelle zone alte è ammissibile. Il Ravenna (i romagnoli hanno una partita in più) devono affondare il piede sull'acceleratore nel prossimo mese agonistico, con tre gare in casa delle prossime quattro. Poi anche per l'attuale capolista ci sarà un finale leggermente in salita con le sfide esterne di Cava e Gallipoli a rendere accidentato il percorso. L'Avellino deve dimostrare che l'ultima vittoria con il Foggia è stato l'inizio dell'uscita da un pericoloso tunnel negativo. Gli irpini (sei gare in casa e sei in trasferta) dovranno misurarsi in tre derby campani tutti da giocare lontano dal “Partenio”: affrontare Juve Stabia, Salernitana e Cavese fuori casa, significa imbattersi in tre gare davvero complicate, oltre a giocare l'ultima gara di campionato sul campo del Taranto. Anche per i biancoverdi c'è, a maggior ragione, la necessità di trarre il massimo dalle partite casalinghe. Una delle squadre più calde del torneo, la Cavese, sembra avere un percorso facilitato. Come il Taranto, anche i ragazzi di Campilongo puntano molto sulle gare al “Lamberti” dove saranno affrontate le formazioni più in alto in classifica (Ravenna, Avellino e Salernitana), mentre in trasferta si prospettano incontri più morbidi, almeno sulla carta. 
Anche per il Foggia c'è uno spicchio prossimo di calendario da rendere produttivo. Tre gare in casa nelle prossime quattro sono un incentivo notevole anche perchè gli ultimi sei incontri vedranno i rossoneri giocare quattro volte lontano dallo Zaccheria. Perfettamente lineare, invece, il cammino della Salernitana. Nel senso che le difficoltà appaiono equamente ripartite tra gare interne (6) ed esterne (6). Infine il Perugia, squadra potenzialmente in grado di inserirsi nella lotta di vertice. Cammino spigoloso per gli umbri con gare esterne di alto profilo con Foggia, Taranto e Ravenna. Discorsi ipotetici che solo il campo potrà avere la forza di rimescolare. di Luigi Carrieri22 febbraio 2007

Si lavora allo Iacovone
Presto la zona prefiltraggio

Rinviato l’importante incontro tra Taranto Sport e Comune, si pensa a mettere a punto i primi interventi concreti all’interno dello Iacovone. Ieri mattina si è provveduto a dare esecuzione alle decisioni prese nella riunione in Prefettura dieci giorni fa. In quella sede fu stabilito che, tenendo sempre conto della capienza minima di 9.980, si sarebbero dovuto chiudere gli anelli inferiore di tribuna e gradinata. Gli operai hanno così provveduto a sigillare qualsiasi passaggio della parte bassa dei due settori, inibendo il parterre e le parti interne delle due zone. Inoltre si sta lavorando per rendere inaccessibili i passaggi da un settore all’altro (ad esempio dalla gradinata alla curva sud) per non permettere il trasferimento di materiale di vario genere. Non è escluso, inoltre, che nel settore di gradinata si operi un restringimento della parte superiore. Altro intervento è quello che riguarda il settore ospite. Gli operai hanno rifinito la zona che sarà riservata, domenica scorsa, ai sostenitori del Gallipoli. Perfezionata anche la zona di accesso con un apposito camminatoio e con la “capanna” divisoria che dovrà isolare il settore adibito che può contenere al massimo seicento posti. Da oggi, poi, si dovrebbe partire per i lavori utili per creare le zone di prefiltraggio. Secondo gli esperti, entro domenica, potrebbe essere predisposta la struttura che permette, a soli possessori di biglietto, l’accesso alla zona adiacente lo stadio. Del resto la società è in attesa che venga accettata dal Comune la richiesta per ottenere le transenne. Un primo passo consistente verso quello che dovrebbe essere un programma di adeguamento complessivo dello Iacovone alle normative antiviolenza. Intanto, nonostante all’orizzonte resti d’attualità l’ultimatum dell’ente comunale, si avverte un certo ottimismo per il raggiungimento di un accordo che, una volta per tutte, possa aprire una gestione trasparente della struttura. Gigi Blasi mostra buona volontà e sarà disponibile ad arrivare ad un’intesa all’inizio del prossimo mese, compatibilmente con i suoi impegni di lavoro. Taranto-Gallipoli si giocherà regolarmente. Procastinare gli impegni, però, non è più serio e tollerabile.22 febbraio 2007

Taranto al completo sfiderà il Gallipoli
Dopo il recupero di Mattioli (ecografia negativa) e Mancini, l’allenatore Papagni avrà l’intera rosa a disposizione per l’atteso e delicato prossimo match. La società rossoblù attende per domani l’ok definitivo sulla disputa del match

Buone notizie per mister Papagni a metà settimana. Per il duro e delicato match contro il Gallipoli, avrà l’intera rosa a sua disposizione. Mattioli, infatti, dopo aver effettuato l’ecografia di controllo (che è risultata fortunatamente negativa), è ufficialmente guarito. Non solo. Ieri pomeriggio, subito dopo l’allenamento, l’intero settore tecnico ha ricevuto lo stipendio di gennaio. E, lo si sa, gli euro in tasca stabiliscono sempre un ottimo rapporto con la vita facendo lievitare gli entusiasmi. Cresce l’attesa per il derby con i salentini del presidente Barba. All’andata i tifosi rossoblù furono accolti con garbo al "Bianco" per cui bisogna restituire l’ospitalità. Oltretutto c'è sempre la spada di Dàmocle del Decreto Amato (non bisogna mai dimenticarsene). I lavori allo stadio stanno procedendo con solerzia. I tempi di completamento dovrebbero essere rispettati. Il Taranto, in mattinata, chiederà al Comune le transenne per consentire alle Forze dell’Ordine di poter effettuare il prefiltraggio ed accrescere la sicurezza. Anche l’opera di bonifica sta per essere completata. Stesso discorso per la ditta Nardoni: saranno disponibili soltanto gli anelli superiori di tribuna e gradinata (la curva nord, invece, potrà essere regolarmente occupata in entrambi i settori). In ogni caso la Commissione provinciale di vigilanza dovrebbe effettuare il sopralluogo domani per dare l’okay definitivo alla disputa della partita. La ritrovata disponibilità di Mancini (ha finalmente scontato i 5 turni di stop per l’espulsione rimediata ad Avellino il 23 dicembre scorso) "costringerà" mister Papagni a ridisegnare ancora una volta modulo tattico e formazione da opporre ai giallorossi di mister Auteri (seguirà la partita dalla tribuna dovendo scontare il terzo turno di squalifica). Fermo restando la difesa (Barasso, Cosenza, Caccavale, Prosperi e Colombini non sembrano avere alternative), da decidere centrocampo ed attacco. Mancini potrebbe trovare posto fra Monticciolo e De Liguori; oppure potrebbe affiancare l’ex ascolano con De Liguori spostato sull'out sinistro. In entrambi i casi da decidere l’esterno fra una rosa nutritissima composta da Toledo, Zito, Catania ed il neo acquisto Mattioli. In avanti Deflorio, Cammarata ed Ambrosi si giocano le due maglie da titolari (i primi due sembrano preferiti dopo la prova un pò opaca dell’ex Juve Stabia a Manfredonia). Il modulo potrebbe essere il 4-3-3, oppure il 4-3-1-2 oppure ancora il 4-3-2-1. Nel test pomeridano contro la formazione Allievi, probabilmente, se ne saprà qualcosa in più. Inutile aggiungere che la gara di domenica prossima, ancorchè impegnativa ed irta di difficoltà (il Gallipoli scenderà allo Iacovone per riscattare le due inopinate sconfitte interne consecutive con Martina e Cavese), è da vincere per non farsi raggiungere dalle inseguitrici. Ed il Gallipoli è solo momentaneamente in crisi di risultati. Prima della sosta forzata aveva battuto la Salernitana. di Giuseppe Dimito22 febbraio 2007

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