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«Ci serve un esterno»
Papagni tra mercato e futuro. «Adesso che De Liguori gioca al centro, abbiamo una lacuna in organico. Le cessioni? Tutti vogliono restare al Taranto»

Fa freddo, ma neanche troppo. Per il Taranto è un tranquillo pomeriggio di inizio gennaio: il campionato è lontano, gli echi di mercato pure.
La normale ritualità del giovedì è rispettata, anche se solo in parte: un po' tutto è ridotto, anche la partitella si gioca fino alla tre quarti del campo. Qualcuno non c'è: Toledo rientrerà lunedì, Cejas arriva stamani alle 7 all'aeroporto di Roma, Colombini ha la febbre, Piroli (problemi ad una coscia) e Danucci girano a parte, Catania ha subito un colpo al ginocchio nell'allenamento di mercoledì e zoppica. Nulla di grave, però.
L'amichevole pomeridiana dura poco, appena ventisei minuti: da un lato giocano Pinna in porta, Mortari, Cosenza, Caccavale e Prosperi sulla linea difensiva, Zito, Larosa, Silvestri e De Liguori al centro, Deflorio ed Ambrosi di punta; dall'altra scendono in campo Faraon tra i pali, Malagnino, Panini, Castroni e Vetrugno nel reparto arretrato, Scarci, Mancini, De Juan (lo spagnolo in prova) e Maiorino in mediana, Pasca e Cammarata davanti. 
Lo “scambio” tra Silvestri e Cammarata e un gol annullato a Pasca sono le uniche emozioni prima del riposo. E della chiacchierata di fine pomeriggio con Papagni.
Gli argomenti sono tanti, anche se il prossimo impegno agonistico arriverà domenica 14 a Ravenna. Mercato, infortuni e riflessioni: non è una chiacchierata banale. La lunga squalifica di Mancini è ancora nei pensieri del tecnico. «Mi auguro che sia d'insegnamento per il giocatore e per tutti - ribadisce - . Certe cose non devono accadere: le squadre di vertice devono essere in grado anche di vincere la Coppa Disciplina... E, soprattutto, sin da quando sono arrivato a Taranto, la squadra ha sempre dimostrato grande saggezza e maturità. Quanto a Mancini, penso che non ripeterà mai più un simile errore in carriera. Il nostro mercato? Non cambia per queste cinque giornate di stop: i nostri piani erano indipendenti dalle decisioni del Giudice Sportivo».
Il mercato appunto: al centro di ogni curiosità. Papagni la vede così: «Ci sono due o tre considerazioni da fare. Innanzitutto, ho totale fiducia nell'operato di Luca Evangelisti. Quando sono arrivato, l'anno scorso, la squadra era stata già costruita dal nostro direttore sportivo. E anche quest'anno, in fondo, non ho fatto moltissimo... Mi sono affidato a lui, con Evangelisti c'è totale sintonia. In secondo luogo, aspettiamo tutti il ritorno a tempo pieno di Pastore e Mortari: ci vorrà un po' di tempo per averli al meglio, ma saranno utilissimi. Inoltre, saranno fondamentali le motivazioni: non tratterrei mai un giocatore che non vuole più restare. Uno spogliatoio ha bisogno soltanto di energie positive. Ma qui avviene il contrario: anche chi ha giocato di meno non vuole andar via. E' l'ennesima dimostrazione della compattezza del gruppo. Magari qualcuno reagisce “a caldo” dopo un'esclusione, ma tutti vogliono rimanere a Taranto. Danucci e Cammarata, ad esempio, sono richiestissimi ma non vorrebbero cambiare aria. Certo in fase di mercato può accadere di tutto, ma la loro volontà è quella. Capisco, però, anche le esigenze dei più giovani e di coloro che vogliono lasciare la maglia rossoblu per giocare di più».
Una lacuna in organico c'è. «Ci manca un esterno di centrocampo, dovremo prenderlo in fretta. Pensate se dovessimo giocare domani: De Liguori gioca al centro, Toledo non c'è, Catania si è fatto male. Non potrei fare nemmeno il 4-3-1-2. In estate ci siamo posti l'obiettivo di avere almeno due esterni di qualità per ogni fascia: adesso abbiamo Toledo e Catania a destra e il solo Zito a sinistra».
Per la prima volta la C si è fermata per tre settimane. Papagni non si scompone: «La pausa è meno lunga di quanto si creda. Domenica andiamo a giocare in Calabria contro la Reggina, una compagine di A. E' una partita che assicura stimoli simili a quelli di un match di campionato. Tutto il lavoro, comunque, viene svolto in chiave-Ravenna». di Leo Spalluto05 gennaio 2007

Stangata annunciata
Costano care le proteste nella gara contro l'Avellino. Il giudice sportivo decima il Taranto: cinque giornate a Mancini, due a Toledo. Un turno anche per Danucci

Era attesa ed è puntualmente arrivata. Il Taranto in questo primo mese del 2007 si sentirà più nudo. Mancini, Toledo e Danucci salteranno la gara di Ravenna, ripresa del torneo fissata per il 15 gennaio. Fin qui tutto nella norma e preventivato. Erano, semmai, le giornate di penitenza che dovevano essere conosciute. Alla fine, paradossalmente, si può essere contenti, anche se i problemi tecnici sono ben visibili. Manuel Mancini paga con cinque giornate le sue scomposte proteste, al termine della gara contro l'Avellino, nei confronti dell'arbitro Baracani di Firenze. La gravità del comportamento avuto dal centrocampista rossoblu si ravvisa anche dal breve commento enunciato nel bollettino del giudice sportivo: per comportamento offensivo verso l'arbitro, dopo la fine della gara, al rientro agli spogliatoi. Dopo che l’arbitro gli notificava il provvedimento disciplinare, il medesimo, reiterava il comportamento offensivo e colpiva con la mano chiusa il collo dell’arbitro provocandogli lieve dolore. 
Mancini rientrerà, quindi, il 18 febbraio nella sfida esterna di Manfredonia. A dire la verità si temeva uno stop più lungo. Le prime indiscrezioni, recanti un referto arbitrale impietoso riguardo le responsabilità del rossoblu, paventavano due mesi di sospensione. Probabilmente le immediate scuse di Mancini, pentito di ciò che aveva commesso, hanno avuto l'effetto di calmierare il giudizio. 
«Penso che abbiano influito - afferma Mancini - anche se l'arbitro in un primo momento non voleva sentire le mie ragioni. Non mi sottraggo alle responsabilità. Sapevo sin da subito di avere commesso un errore di inesperienza. La previsione più ottimistica era di tre giornate. Ripensando in modo obiettivo a quello che è avvenuto, ritengo che sia andata bene lo stesso. Dispiace solo che dovrò stare fuori, proprio ora che avevo trovato la migliore condizione. Il mio impegno sarà quello di mantenermi sulla medesima lunghezza d'onda dei miei compagni. L'importante sarà allenarmi, magari giocare con la “Berretti” per tenere alto l'attuale livello atletico». 
Aldo Papagni accetta a malincuore queste defezioni. «Siamo stati bravi per sedici giornate ad evitare espulsioni. Purtroppo, ad Avellino, non siamo abbiamo inibito le nostre emozioni più calde. Non credo che ci saranno ripercussioni, per esempio sul mercato. Abbiamo rinunciato a tanti elementi, tra cui Deflorio o Pastore. Sarà un ulteriore dimostrazione della voglia del gruppo di superare gli ostacoli in una stagione».
Laconino, al limite dell'ironia il direttore Evangelisti. «Temevo per questa decisione e alla fine possiamo ritenerci ugualmente soddisfatti. Dobbiamo far finta che si tratti di uno stiramento e andare avanti. Cinque giornate sono tante, ma potevano anche essere di più».
Oltre ai tre punti lasciati sul terreno del Partenio e alla lunga defezione di Mancini, il sabato pre-natalizio ha lasciato come scorie le due giornate di squalifica comminate a Toledo che, in questo modo, è stato punito per le veementi e reiterate proteste nei confronti del collaboratore del direttore di gara. A completare il quadro va inserito il turno di stop imposto a Ciro Danucci per raggiunto limite delle quattro ammonizioni. «Dobbiamo attendere gli atti ufficiali - ribadisce il direttore generale, Vittorio Galigani - Sicuramente Mancini e Toledo riceveranno una multa commisurata alle squalifiche ricevute».
Appare improbabile, proprio per il ristretto ambito di movimento, un ricorso per ridurre la squalifica. Il referto arbitrale è abbastanza chiaro e circostanziato. Per un mese e mezzo Mancini rimuginerà in tribuna.
Ieri doppia seduta per i rossoblu. Si alterna il programma dei rossoblu fatto di potenziamento atletico e di nozioni di carattere tecnico-tattico. Al mattino l'organico è stato suddiviso in due gruppi che hanno lavorato in palestra e sul campo con esercizi sulla forza e velocità. Nel pomeriggio, spazio per le consuete partitelle a tema. Tutti presenti, eccetto i sudamericani Cejas e Toledo. Oggi la squadra lavorerà al pomeriggio, mentre domani è prevista un'altra doppia razione di allenamenti. Un programma stilato in previsione della sfida di domenica pomeriggio quando i rossoblu incontreranno in amichevole la Reggina al “Granillo”. I biglietti di questa sera saranno venduti da domani dal Bar Cubana. Ieri è arrivata dalla Lega l'ufficializzazione della messa in onda del posticipo Tv Taranto-Samb. La gara è fissata per lunedì 22 gennaio con inizio alle ore 20.45. di Luigi Carrieri04 gennaio 2007

Mercato, ecco le voci
Piace Ginestra. Uno spagnolo in prova. Arriva un difensore?

La sarabanda di nomi continuerà fino a fine gennaio, termine ultimo del mercato d’inverno. E, anche al di là dei contatti già avuti, il Taranto è al centro del mercato: tra calciatori offerti o concessi in prova, possibili acquisti, ipotesi di lavoro o semplici boutades, è davvero tanta la carne al fuoco. Di sicuro, per ora, c’è soltanto un provino: si è aggregato ieri alla squadra il giovane centrocampista spagnolo Sergio De Juan, 21 anni. Il giocatore, fino all’inizio di dicembre, hanmilitato nelle fila del Club Deportivo Galapagar, squadra che milita in Divisione Regionale Madrilena (paragonabile alla nostra Eccellenza). De Juan si sta sottoponendo ad una serie di provini in diversi paesi europei: il primo ad adocchiarlo è stato il Grasshopper Zurigo, compagine svizzera di massima serie. Secondo la stampa iberica si tratta di una vera promessa: laterale in grado di giocare su entrambe le fasce (ma impiegato recentemente anche da interno) dotato di facilità di corsa e buone doti tecniche. Papagni, già da ieri, ha cominciato a valutare le caratteristiche dell’atleta: ovviamente è solo una possibilità in più, condita dal sapore “esotico”. Le attenzioni principali, ovviamente, sono rivolte ad altri nomi: Cammarata e Danucci sono le due incognite attorno alle quali ruoterà il calciomercato rossoblu. Resteranno? Partiranno? Al momento si registra solo la presa di posizione dei due giocatori che anche ieri, nel corso di un veloce colloquio con Papagni, hanno ribadito l’intenzione di restare in riva allo Ionio. Il Taranto deciderà presto cosa fare: nel frattempo valuta con interesse i possibili incroci favorevoli della campagna acquisti-cessioni. Potrebbe scapparci qualche buon affare. Cammarata, ad esempio, continua ad avere moltissimi estimatori: il Frosinone in primo luogo (sempre viva la possibilità di uno scambio con Castillo), il Benevento e qualche squadra di B. Su Danucci c’è ancora il Pescara (e l’eventuale scambio con il pari ruolo Carozza ) e si è fatta avanti la Ternana (anche qui non ci sarebbe passaggio di soldi, arriverebbe in rossoblu il ventisettenne Corrent ). Sempre vive le piste Gallipoli e Salernitana. Tra Taranto e Ternana, però, non c’è in piedi solo la questione-Danucci: gli umbri hanno troppi atleti in sovrannumero (soprattutto dopo gli arrivi, annunciati ieri, di Fasciocco, Miceli e Scandurra) e tanta voglia di cederli. Al club del presidente Blasi, è ormai noto, piacciono anche la punta Tozzi Borsoi e i centrocampisti Del Nevo (da tempo in lista di sbarco) e Russo. Potrebbe interessare anche il portiere Ginestra, indipendentemente dalla posizione di Tore Pinna, che ha smentito nei giorni scorsi la volontà di cambiare aria. Ma c’è anche una pista nuova, che porta a un difensore: voci dicono che potrebbe essere addirittura annunciato in giornata, ma non se ne sa molto di più. Anche il nome è top secret. Le scelte della società di via Umbria saranno influenzate, inoltre, dall’entità della squalifica di Mancini: se lo stop dovesse superare le quattro giornate, arriverà sicuramente un centrocampista in più rispetto alle previsioni. Ricco, infine, anche il capitolo cessioni: per Piroli si registra l’interessamento di Giulianova e Nocerina. I campani non disdegnano, inoltre, l’idea-Pasca , seguito anche dal Catanzaro. In partenza Panini, che potrebbe trovare collocazione in C2; dovrebbero seguirlo anche Castroni, Vetrugno , Silvestri e Malagnino. di Leo Spalluto03 gennaio 2007

Mancini, la sentenza
Oggi il Taranto saprà l'entità della squalifica del centrocampista e di Toledo, espulsi ad Avellino. Atteso un turno di stop anche per Danucci, alla quarta ammonizione

E' un giorno che il Taranto attende con ansia. Perché alla fine potrebbe tirare un (parziale) sospiro di sollievo oppure disperarsi. Il Giudice Sportivo comunicherà nel pomeriggio le sue decisioni per la partita con l'Avellino. Partita che il Taranto ha perso sul campo, perdendo il controllo dei nervi negli ultimi minuti. Di certo sarà squalificato Danucci, al quarto cartellino giallo e quindi “condannato” a prendersi una giornata di stop forzato. Ma le attenzioni sono tutte su Toledo e Mancini, entrambi espulsi. In particolare è quest'ultimo che rischia. Perché Toledo, allontanato dal campo nei minuti di recupero, potrebbe cavarsela con due giornate (quante ne spettano per l'espulsione diretta) a meno che non abbia detto qualche parola di troppo all'assistente che, poi, ha richiesto all'arbitro il provvedimento. Mancini, invece, rischia grosso. L'arbitro, a quanto ha fatto sapere negli spogliatoi, sostiene di essere stato colpito dal centrocampista rossoblu sotto il mento. Sarebbe grave: assomiglierebbe a un'aggressione, accusa pesante. Che Mancini, però, ha cercato di smontare appena finita la partita: il giocatore, a quanto si sa, è andato nello spogliatoio del direttore di gara fornendo la sua versione dell'accaduto. Il romano, infatti, sostiene di essere finito addosso all'arbitro per via di una spinta ricevuta durante la concitata discussione. Ora bisognerà capire cosa deciderà il Giudice. E poi, il Taranto, deciderà di quanto multare il giocatore, che comunque è stato già allertato della punizione alla quale andrà incontro stando al regolamento interno. Tre assenze, comunque, che andranno a pesare nella lunga preparazione alla sfida del 14 gennaio contro il Ravenna. Papagni dovrà trovare il modo per ovviare a queste assenze, ma sa anche che c'è tempo per pensarci. E, soprattutto, c'è un test assai importante domenica prossima: l'amichevole in casa della Reggina, infatti, servirà a dare ritmo ai rossoblu, ad abituarli ad impegni difficoltosi e, anche, per dare ulteriore prestigio a questa stagione, che il Taranto ha già onorato battendo il Catania e perdendo con onore contro il Brescia, nelle due gare di Coppa Italia con squadre di categoria superiore. L'obiettivo intermedio, ma comunque non ossessivo, è quindi l'amichevole di domenica. Ieri il gruppo ha ripreso gli allenamenti in modo blando. Papagni, venendo incontro alle esigenze dei giocatori che avevano sostenuto un lungo viaggio per arrivare allo stadio, ha fatto svolgere solo un lavoro di “ripristino”. Con esercizi a terra, riscaldamento e partitella finale. Gli assenti erano cinque. Due torneranno domani con regolare permesso (Cejas e Toledo, anche se esiste la possibilità che il brasiliano torni lunedì prossimo) e anche Pasca ha usufruito di un permesso. Diverso il discorso per Silvestri e Panini, che sono febbricitanti e dovrebbe rientrare in giornata. Leggermente cambiato il programma di allenamenti: il Taranto sosterrà una doppia seduta oggi, un solo allenamento domani e una nuova doppia seduta venerdì. Sabato mattina nuovo allenamento che precederà la partenza per Reggio Calabria.03 gennaio 2007

Il Taranto bussa alla Ternana 
Per Tozzi Borsoi, Russo e Del Nevo

Mettiamola così: indipendentemente dalle mosse reali che dovrà fare, il Taranto non può essere estraneo al mercato. Deve partecipare, deve essere attivo. Per non farsi trovare mai impreparato, per tenersi pronto a qualche colpaccio o, quantomeno, per non rendere facili le operazioni per le squadre avversarie. Così ecco che i contatti si moltiplicano, che molto si muove. 
Il Taranto si guarda intorno. E continua ad insistere sul fronte offensivo. Perché la società resta in attesa di conoscere le reali volontà di Cammarata (per ora il giocatore ha fatto sapere di voler rimanere), che ha tra l'altro diverse richieste da società anche di serie B, ma non vuole farsi sorprendere. Da qui il contatto avviato con il Frosinone per arrivare a Nacho Castillo, che sembra abbastanza avanzato al punto da far dire, per vie indirette, ai dirigenti ciociari che la società rossoblu sarebbe in pole rispetto a tutte le altre che hanno richiesto l'attaccante argentino. Castillo, però, non è l'unico attaccante che il Taranto sta seguendo. Nei giorni scorsi, infatti, la società rossoblu avrebbe avuto un contatto con la Ternana per Romano Tozzi Borsoi, sul quale c'è anche il Foggia. Con il club umbro non si è parlato solo di Tozzi Borsoi, ma il Taranto sembra aver presentato un vero e proprio elenco di potenziali acquisti. Tra questi ci sono Sasà Russo e Loris Del Nevo, entrambi centrocampisti (il secondo è tra i fuori rosa), e l'esterno difensivo Federico Del Grosso. Come tutti gli acquisti sono subordinati alle partenze. Ovvero: Russo e Del Nevo diventerebbero obiettivi veri qualora Danucci dovesse decidere di andare via (anche Carozza del Pescara potrebbe sostituirlo). E Del Grosso è in stand-by perché il Taranto, innanzitutto, vuole puntare su Mortari, che dopo aver saltato per intero il girone di andata si appresta a vivere da protagonista la seconda parte del campionato. 
Ma un centrocampista in più potrebbe anche arrivare qualora il Giudice Sportivo non dovesse avere nessuna pietà per Manuel Mancini: la sentenza per l'espulsione di Avellino (il rischio è che sia un lungo stop) è attesa per mercoledì. In quel momento il Taranto (che ha già annunciato una pesante multa per il giocatore) dovrà decidere che fare. Fulvio Paglialunga02 gennaio 2007

Taranto, mercato in fermento
L’attaccante Castillo in cima ai desideri del presidente Blasi

Da oggi parte ufficialmente il mercato di riparazione invernale. Tutte le società hanno già stilato il proprio piano operativo, compreso il Taranto, la cui strategia sembra ormai delineata. Ci saranno parecchie partenze, a fronte di tre o quattro nuovi arrivi. Il diesse Evangelisti pare sia sulle tracce di un portiere di esperienza, due centrocampisti (il secondo solo se a Mancini saranno comminate più di quattro giornate di squalifica) e di un centravanti particolarmente abile anche nel gioco aereo. Per la porta tutto ruota attorno alla cessione di Pinna, a cui si starebbe trovando una nuova sistemazione, nonostante la sua volontà di restare. L’estremo difensore sardo non ha convinto pienamente, ecco perché la società si sarebbe orientata su un altro numero uno. In cima alla lista dei papabili c'è Marconato, riserva dell’Arezzo (a cui potrebbe essere girato Pinna), che il Taranto corteggia già da tempo, ma le alternative nel ruolo non mancano. A cominciare da Scarpi, tesserato col Genoa, ma attualmente fuori rosa per decisione del tecnico Gasperini, per finire a Cecere anche lui separato in casa con l’Avellino, società con cui ha vinto il campionato di C1 due stagioni fa. E’ il centrocampo comunque il settore che necessita di interventi mirati. La priorità è un mediano di costruzione, ma in caso di lunga squalifica di Mancini, si dovrà tesserare anche un giocatore con le sue caratteristiche. In attesa della decisione del giudice sportivo, è caccia aperta a un mediano di qualità. Montervino del Napoli sembra destinato ad accasarsi in B. Piacciono i vari Montesanto (Napoli), Passiglia (Pisa), Miglietta (Padova), Di Giulio (Verona) e Di Deo della Ternana, società interessata a Danucci che, via Catania, potrebbe raggiungere l’Umbria in cambio proprio dell’ex Fermana, seguito con interesse anche da Verona e Salernitana. Un altro scambio che potrebbe materializzarsi è quello tra Cammarata e Castillo. L’ex bomber del Gallipoli, che a Frosinone ha giocato finora solo scampoli di partita, è dato vicino al Taranto, con Cammarata pronto a raggiungere la corte di Ivo Iaconi. L’argentino Castillo è il chiodo fisso del presidente Blasi. Sul fronte cessioni, oltre a quelle annunciate di Danucci e Cammarata, hanno le valigie già pronte Pasca (destinazione Nocera o Catanzaro), Piroli (si parla di un ritorno al Torino), Panini (ha mercato in C1), Silvestri, Malagnino, Castroni e Vetrugno, tutti richiesti da club di C2. Resterà, invece, in rossoblù Cosenza nonostante le pressioni del Treviso sulla Reggina, titolare del suo cartellino. di Enrico Sorace02 gennaio 2007

Emergenza stadio
Non ancora ripristinata l’erogazione di energia elettrica. Mancini: domani il giudice

Emergenza luce ed acquisizione in comodato d’uso per quarantanni dello "Iacovone" sono i gli obiettivi che il Taranto intende centrare nel 2007. Per quanto riguarda l’erogazione dell’energia elettrica, che allo stadio manca ormai da troppo tempo, il presidente Blasi ha già preannunciato una monotematica conferenza-stampa che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni. Il massimo responsabile del calcio tarantino è molto irritato nei confronti del Comune perché, a suo dire, non terrebbe fede agli impegni presi il giorno della firma del contratto di convenzione per l’uso dello stadio. Il generatore di corrente, attualmente utilizzato per assicurare la fornitura di luce, presenta dei rischi sia a breve che a lunga scadenza. Nei giorni scorsi la batterie si sono completamente esaurite per cui c'è stato bisogno di un intervento mirato per rimetterlo a posto. Ed i costi mensili, sempre a detta del presidente rossoblù, sono decisamente maggiori rispetto ai 4.000 euro che il Taranto deve versare al massimo ente comunale. L’assenza di interlocutori politici (le elezioni per il prossimo sindaco sono previste a maggio-giugno prossimi) non agevolano la soluzione del problema. Per quanto riguarda la possibilità di ottenere la struttura in comodato d’uso, va ricordato che proprio nei giorni scorsi il Comune di Perugia ha firmato il contratto con la locale società di calcio con il quale, oltre a cedere la gestione in comodato d’uso del “Renato Curi” per quarantanni, si è impegnato a versare annualmente un contributo speciale di 250mila euro. Il direttore generale rossoblù, Vittorio Galigani, acquisirà nei prossimi giorni copia di tutti gli atti inerenti la questione e li mostrerà all’attuale Commissario straordinario, dott. Tommaso Blonda. Intanto oggi riprenderà la preparazione in vista dell’amichevole con la Reggina in programma domenica prossima al “Granillo”. Per domani sono attese le decisioni del giudice sportivo: Mancini (si teme un lungo stop) e Toledo saranno squalificati. di Giuseppe Dimito02 gennaio 2007

La jogadora che andò al Circolo Polare
Gioca da due stagioni in Svezia con l'Umea Ik. Ha un contratto non disprezzabile

Viera da Silva. 20 anni. Regista/fantasista dell'Umea Ik (Svezia). Detta soltanto Marta, come si usa in Brasile. E' la calciatrice (calciatora?) dell'anno: la Fifa l'ha premiata in diretta tv accanto a Fabio Cannavaro, e in qualche fotografia della cerimonia tenuta in un teatro di Zurigo si vede la faccia spaurita di questa ragazzina. Ha un elegante tailleur pantalone nero e gli occhietti lucidi lucidi per l'emozione. Riceve gli applausi speciali di Ronaldo tra il pubblico (i due condividono lo stesso manager). Sopporta le psichedeliche trovate di Sepp Blatter: sul palco, Cannavaro e Marta - in piedi e con il trofeo in mano - sorridono imbarazzati mentre un tenore gli ronza attorno cantando dal vivo il Don Giovanni di Mozart. Cose così. 
Contenti tutti comunque. Marta tra le lacrime, ha dedicato il Fifa World Women Player of the Year «a dio, alla mamma, alla selecao e alle compagne di squadra». I brasiliani si sono consolati per l'annata buca di Ronaldinho e hanno potuto sentirsi dire al telegiornale che la melhora jogadora do mundo è brasiliana (ci tengono). Il Brasile è da sempre la terra benedetta del calcio in tutte le sue forme - a tutte le ore in diretta tv vanno in onda le competizioni più folli (calcetto, beach soccer, footvolley) - eppure nei confronti del calcio femminile continua a esistere parecchia supponenza macha. Non c'è un vero campionato. La Selecao si mette in piedi soltanto per le Olimpiadi e in poche altre occasioni. 
Ad Atene 2004 Marta giocò con il numero 10 sulle spalle, in posizione da trequartista. Il Brasile arrivò secondo dietro gli Usa. Le ragazze brasiliane, venute dal calcetto e dalla strada, giocavano un calcio di tecnica e velocità, molto diverso da quello compassato e poco fisico delle pionere statiunitensi, le originali soccer moms. Del resto c'è chi ha imparato a giocare a pallone al college, chi per la strada. E si vede. Nata a Dois Riachos - un villaggio di 13.000 abitanti nel Sertao Alagoano - a 7 anni Marta faceva il diavolo a quattro pur di andare a giocare coi maschi. Solo la madre la sosteneva. Il fratello le correva dietro e minacciava di darle un sacco di botte se continuava a insistere. Ha insistito, e adesso ha tutto un suo geniale repertorio di veroniche, finte e dribbling.. 
Marta gioca da due stagioni in Svezia con l'Umea Ik. Ha un contratto non disprezzabile da 80.000 dollari all'anno e una Volkswagen nera - lo sponsor della squadra - personalizzata col suo nome sulla fiancata. Un bel documentario della tv svedese la mostra palleggiare sulla neve a 250 km dal Circolo Polare Artico, e scendere in campo tutta coperta da una calzamaglia nera stile Topolino. Porta, chissà perché, il numero 60 sulla schiena. E firma autografi, suonicchia la chitarra, fa capoeira, se la cava un po' con lo svedese. In 22 partite giocate lo scorso anno ha segnato 20 gol. La sua squadra, dove gioca l'altra brasiliana Elaine, è campione di Svezia. 
Ma in questi giorni Marta é tornata in Brasile, come tutti i veri calciatori della diaspora. A Maceiò, capitale dell'Alagoas, ha sfilato accanto al sindaco su un enorme camion dei pompieri, tra le strade polverose piene di gente in festa, seguita da un corteo di motorini. Al locale Museo dello Sport ha lasciato il calco del piede sinistro e con lei si è visto anche Adriano dell'Internacional di Porto Alegre, altra gloria locale, fresco conquistatore della Coppa Intercontinentale. Così i giornali dicevano che «nel 2006 il Brasile ha perso il Mondiale, ma l'Alagoes ha conquistato il mondo», e di Marta dicevano anche un'altra cosa, più importante: lei è una craque. Come dire: è una cosa seria. 
Putroppo Zico non l'ha invitata alla sua partita di beneficenza di Natale, e così ha perso un'altra buona occasione per far felici le calciatrici brasiliane. Ma Marta non si è persa d'animo: seguita dalle telecamere di Globo tv è tornata a casa e ha assistito allegramente alla partita del suo primo club, l'Alagoes, in un incredibile campo di terra battuta sotto un viadotto dell'autostrada. Dove tutto era cominciato. di Alberto Piccinini02 gennaio 2007

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