Taranto a Ravenna per sorprendere Riuscirà Aldo Papagni ad accomodarsi sulla panchina riservata agli ospiti del "Benelli" di Ravenna? Il quesito, fino a ieri sera, non aveva risposta. L’allenatore rossoblù è stato colpito da un violento attacco influenzale nella notte di venerdì e non si è accomodato sul torpedone che ha condotto Deflorio e compagni in Emilia. E, successivamente, è tramontata l’ipotesi di una partenza prevista per sabato mattina dal momento che le sue condizioni non sono migliorate. Difficilmente, a questo punto, il trainer di Bisceglie potrà guidare la squadra contro la seconda forza del campionato. «Ma Gianfranco Degli Schiavi - tecnico in seconda e suo fedelissimo collaboratore, ndr - ha diretto gli ultimi due allenamenti - ha dichiarato ieri pomeriggio Papagni - e sa benissimo come abbiamo preparato la partita. La mia presenza? Potremmo escluderla quasi definitivamente, mi è stato consigliato di stare a riposo per non allungare i tempi di recupero. Sarò costretto, con ogni probabilità, a seguire la gara in tv». Il Taranto, orfano del suo allenatore, è già pronto. L’assenza di Papagni ha cancellato il piccolo dubbio legato ad una piccola variazione di modulo con l’utilizzo di Panini nelle vesti di esterno destro di centrocampo (un 3-4-1-2 già provato con la Reggina). Mai una vigilia fu così ricca di certezze, dettate soprattutto dall’esiguità dell’organico (ceduto Danucci, squalificati Mancini e Toledo). C'è curiosità per vedere all’opera il nuovo portiere Barasso, dinanzi a cui si posizionerà l’ormai collaudata linea difensiva composta da Cosenza, Caccavale, Prosperi e Colombini. A centrocampo ci saranno le maggiori novità: i due interni saranno Cejas e De Liguori, sulle fasce agiranno Larosa (preferito a Catania, non al meglio fisicamente) e Zito (è l’unico esterno sinistro di ruolo). In attacco, dopo la sfortunata parentesi di Avellino, si ricomporrà il tandem composto da Ambrosi e Deflorio. Ma anche i padroni di casa potrebbero fare a meno del bomber Chianese (12 reti in 16 gare), alle prese con l’influenza. L’attaccante di Melito non è stato convocato, ma non è da escludere un recupero in extremis (in alternativa lo sostituirebbe il giovane Volpe). di Fabio Di Todaro
Prima volta a Ravenna Il Taranto affronta per la prima volta in trasferta il Ravenna; tra le due squadre c'è solo un precedente che risale alla gara d’andata dello scorso 3 settembre, quando allo “Iacovone” i rossoblù si sono imposti per 1-0 con la rete su rigore di Deflorio nei minuti di recupero del 1° tempo.
L'unico dubbio è Papagni Il dubbio è Aldo Papagni. Curioso, ma è così: il Taranto è partito senza il suo tecnico per Ravenna. Colpa della febbre, che ha temporaneamente bloccato Papagni a Bisceglie e che lo costringerà a raggiungere il gruppo solo oggi. L'allenatore rossoblu non ha guidato la seduta di ieri mattina, prima della partenza per San Benedetto (prima tappa del viaggio) e forse non seguirà nemmeno la rifinitura in programma stamattina. Dovrebbe, però, essere in panchina domani, nella sfida contro la seconda in classifica.
Taranto, la trasferta più lunga Una breve seduta tecnico-tattica al mattino prima della partenza alla volta di San Benedetto del Tronto. E' iniziata presto la giornata del Taranto ieri: alle 10 i rossoblù erano già sul green dello
"Iacovone" per una leggera sgambatura diretta da Gianfranco Degli Schiavi. Aldo Papagni, infatti, non è salito sul torpedone che ha condotto nel pomeriggio la squadra a San Benedetto del Tronto (sono 21 i convocati) a causa di una fastidiosa forma influenzale che ne mette in dubbio la presenza in panchina. «Mi auguro di stare meglio domani (oggi per chi legge, ndr) - ha commentato il trainer ionico dalla sua residenza di Bisceglie -
e di poter raggiungere la squadra a Ravenna». Dopo un leggero lavoro atletico, Deflorio e compagni hanno provato i calci piazzati a sfavore
Ravenna crede nella B C'è grande fiducia a Ravenna in vista del girone di ritorno. I numeri delle prime 17 gare sono esaltanti: 10 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte hanno proiettato gli uomini di Pagliari - nell’ultimo turno di campionato ha tagliato il traguardo delle 250 panchine tra i professionisti - a ridosso dell’Avellino dopo aver occupato la prima posizione per sette giornate. I precedenti rappresentano una corposa iniezione di fiducia per Anzalone e compagni: nelle ultime tredici stagioni nel girone B della serie C1, in otto circostanze le prime due della classe hanno guadagnato l’accesso alla serie cadetta. I giallorossi hanno le carte in regola per giocarsi la promozione con le altre pretendenti: una società sana, un tecnico esperto e competente, un gruppo costituito da diversi giovani promettenti e da tanti calciatori con un passato importante in questa categoria. Dino Pagliari ha plasmato un gruppo su cui in pochi, probabilmente, avrebbero scommesso l’estate scorsa. I cinque arrivi dal Pavia - Gorini, Fasano, Calzi, Sciaccaluga e Chianese erano reduci dalla semifinale playoff persa contro il Monza - hanno consentito di far compiere il salto di qualità ad un organico che, nella passata stagione, aveva faticato parecchio per centrare la permanenza. L’ingaggio del bomber napoletano ha permesso al tecnico di Macerata di assortire una coppia d’attacco invidiabile con il giovane Succi (a segno nelle ultime tre giornate). Il reparto offensivo è il più prolifico dopo quello dell’Avellino (28 marcature all’attivo), mentre necessita di qualche accorgimento il pacchetto arretrato (solo in 3 circostanze Capecchi ha concluso la gara imbattuto). Ma dal girone d’andata dei giallorossi emerge anche una striscia positiva di 11 risultati (9 vittorie e 2 pareggi), compresa tra la sconfitta all’esordio di Taranto e i tre stop consecutivi raccolti tra novembre e dicembre (con Perugia e Juve Stabia in trasferta, con il Gallipoli al "Benelli"). In chiave tattica, l’impronta fornita dall’ex trainer del Frosinone è ben evidente. Il 4-4-2 iniziale non è mai stato modificato, così come una certa continuità è riscontrabile nell’undici di partenza. Domani Pagliari dovrà ricostruire interamente il binario destro (fuori Dei e Aloe per infortunio), ma ha già pronti i sostituti (Dicuonzo e Cavagna). A completare la linea difensiva, dinanzi a Capecchi, ci saranno Gorini, Anzalone e Fasano. La collaudata coppia di centrali di centrocampo (Calzi-Sciaccaluga) sarà coadiuvata sull'out mancino dall’ex Pizzolla. La coppia di attaccanti va tenuta in seria considerazione: Succi e Chianese, in sedici gare, hanno messo a segno 21 delle 28 reti del Ravenna. di Fabio Di Todaro Una "malattia" collettiva
Altri linguaggi contro la guerra, il razzismo, l'esclusione sociale. Questo lo spirito dell'associazione L'Altropallone, coordinata da Michele Papagna, che da dieci anni organizza un campionato e un premio
«alternativo al pallone d'oro e contro il pallone duro». In questo ambito, il 16 gennaio alle 15, al centro sportivo di Opera (Milano), si svolgerà il torneo Rete solidale. Un quadrangolare che scommette sullo sport come strumento di coesione sociale, e per questo ha scelto di giocare nella provincia milanese, teatro di manifestazioni xenofobe contro i campi nomadi della zona.
Papagni spazza le voci L'avventura sta per ricominciare, il Taranto è pronto a ripartire: Ravenna è il primo tassello del nuovo anno e del girone di ritorno. Tra voci di mercato e soluzioni tecniche da cercare per le lunghe squalifiche di Mancini (cinque turni) e Toledo (due).
Taranto, le scelte sono obbligate Un po’ per necessità (squalifiche), un po’ per scelte tattiche cambierà il Taranto che dopodomani affronterà a domicilio il Ravenna. Rispetto alla formazione che ha giocato ad Avellino nell’ultima giornata d’andata del girone “C” della C1, dovrebbero essere cinque le novità previste. Fra i pali farà il suo esordio in maglia rossoblù Nicola Barasso, tesserato lunedì scorso. Pinna ha rescisso il contratto che lo legava al Taranto: da ieri è il nuovo portiere del Grosseto. La squadra parte all’ora di pranzo, dopo la seduta mattutina. Raggiungerà San Benedetto del Tronto, città di residenza del diesse Evangelisti, prima tappa d’avvicinamento verso Ravenna. A centrocampo dovrebbero giocare Larosa e Zito sugli esterni, mentre i due centrali saranno Cejas e De Liguori. In avanti fiducia al duo Ambrosi-Deflorio. Resta confermata la difesa: Cosenza, Caccavale, Prosperi, Colombini. La partitella disputata ieri pomeriggio contro gli Allievi è servita a Papagni per effettuare i soliti esperimenti tecnico-tattici. Il trainer rossoblù ha fatto provare ai suoi, sia nel primo che nel secondo tempo, il 3-4-3, modulo a lui molto caro, che nel corso dei singoli tempi si è tramutato nel 4-3-3. Solo negli ultimi 16' ha proposto il 4-4-2, sia pure non con tutti gli uomini che dovrebbero applicarlo, che sarà utilizzato in Romagna. Inizialmente sono scesi in campo Faraon (Barasso difendeva la porta degli Allievi); Mortari, Castroni, Panini; Catania, Mancini, Silvestri, Toledo; Piroli, Cammarata, Pasca. Dopo una ventina di minuti sono entrati Prosperi e Cosenza al posto di Toledo e Pasca. La frazione si è chiusa sul 4-2 con gol di Pasca (rigore), Silvestri, Cammarata, Piroli; per gli Allievi hanno segnato Scarci e Panini (autorete). Nella ripresa, durata 38', Papagni ha schierato i seguenti uomini: Barasso, Cosenza, Caccavale, Prosperi; Panini, Cejas, De Liguori, Colombini; Ambrosi, Cammarata, Deflorio. Dopo 12' sono entrati Larosa e Zito rispettivamente per Panini e Cammarata. Per la cronaca sono stati segnati 8 reti: Ambrosi (3), De Liguori (2), Zito, Cejas e Cammarata. di Giuseppe Dimito
E sul mercato adesso si riflette Pinna ha rescisso il contratto che lo legava al Taranto. Da ieri è il nuovo portiere del Grosseto. Il mercato vive ora una fase di stallo. Domenica riprende il campionato e tutta l’attenzione è concentrata sulla sfida di Ravenna. Sicuramente saranno chiuse un altro paio di operazioni in entrata, ma molto dipenderà dalla prova del "Benelli" e dalla tenuta del centrocampo, settore finito sotto la lente d’ingrandimento per via della partenza di Danucci e delle squalfiche di Mancini e Toledo. Tutto rimandato, quindi, alla prossima settimana, quella in cui dovrebbe essere annunciato, indipendentemente dall’esito della trasferta romagnola, almeno l’arrivo di un mediano. Niente da fare per Botta, che il Genoa ritiene incedibile, ma è difficile anche arrivare a Coppola, sempre in forza al club ligure, che non sembra allettato dall’idea di scendere di categoria. Come già anticipato ieri, Maschio è un nome che potrebbe tornare di moda. Evangelisti lo considera un capitolo chiuso, ma l’impossibilità di assicurarsi un altro elemento con le sue caratteristiche e soprattutto con un ingaggio ridotto, potrebbe riaccendere improvvisamente la trattativa, anche perché il giocatore non ha mai rifiutato il trasferimento. Una possibile alternativa è Carcione del Cassino (società a cui è destinato Silvestri). Come esterno di centrocampo, invece, si continua a pensare a Carboni del Monza, il cui trasferimento alla Cisco Roma è saltato. Ma si potrebbe tentare anche per Bischeri ('81) che il Rimini cederebbe in prestito.Per l’attacco nel mirino c'è sempre Grabbi, fuori rosa a Genova, ma oltre a superare ostacoli di natura economica, bisogna capire quale sarà realmente il futuro di Cammarata, per il quale avrebbe bussato il Grosseto. In uscita Piroli è dato vicino al Giulianova, Pasca, invece, tratta con l’Andria. Panini per ora non è più sul mercato, ma lo corteggiano Benevento e Cavese. di Enrico Sorace
Il Grosseto chiama Cammarata Il mercato del Taranto procede a ritmo lento sia in entrata che in uscita, segno che la società vuol ponderare bene tutte le mosse. Per ora l’unico volto nuovo è il portiere Barasso, ma il diesse Evangelisti è impegnato in una serie di trattative allacciate negli ultimi giorni per assicurare a Papagni un altro paio di rinforzi. L’impellenza è un centrocampista che possa indossare la maglia lasciata libera da Danucci, da ieri passato ufficialmente al Cesena. Il giovane genoano Botta è destinato a rimanere un sogno, poiché il club ligure lo considera un tassello importante del proprio scacchiere e non intende affatto privarsene. Ecco perché il Taranto avrebbe virato su un altro calciatore sempre di proprietà del Genoa, Manuel Coppola, che, almeno per ora, non sembra convinto di ripartire dalla C1. Ma ci sono quantomeno i margini per discutere e tentare di convincere il giocatore ad abbracciare un progetto importante come quello del Taranto. Si valutano, comunque, altre soluzioni. La prima conduce al 24enne Imperio Carcione del Cassino, seguito da diversi club di categoria superiore, tra cui il Catania; l’altra al solito Antonio Maschio del Benevento che resta sempre una carta giocabile e c'è chi ipotizza un imminente ritorno di fiamma da parte del Taranto, nonostante la brusca frenata della scorsa settimana. Per il ruolo di esterno, invece, è spuntato il nome del 19enne napoletano Luigi Vitale, uno dei migliori talenti del calcio campano.Ma è difficile che il Taranto affianchi a Zito un’altra promessa. Piace sempre anche Carboni del Monza. Nel frattempo Pinna è pronto a siglare l’accordo col Grosseto, società che avrebbe chiesto informazioni anche su Cammarata. Il Taranto punta su di lui, ma a fronte di una buona offerta potrebbe cederlo, anche perchè l’obiettivo per lattacco è un’altro genoano, Ciccio Grabbi voglioso di tornare nel giro che conta. di Enrico Sorace
Zito, l’occasione giusta per stupire Antonio Zito sa perfettamente che le prossime due giornate potrebbero prospettargli alcuni scenari finora inattesi. Aldo Papagni ha già deciso: punterà sul giovane centrocampista di Fuorigrotta per surrogare l’assenza di Toledo (appiedato per due turni dal Giudice Sportivo). «Mi auguro che il mister confermi queste indicazioni - esordisce -, poi toccherà a me fornire il massimo contributo per dimostrargli di aver compiuto la scelta giusta». Il giovane esterno partenopeo - cresciuto nel Sorrento con il quale ha siglato 17 reti in 52 gare nel campionato di serie D - ha l’umiltà giusta e le motivazioni necessarie per raccogliere la pesante eredità lasciata dal brasiliano. «Con Robbie (Toledo, ndr) siamo molto amici, lo seguivo da tifoso nella stagione in cui ha indossato la casacca del Napoli. E' un giocatore straordinario che, nel girone di andata, è stato spesso decisivo per il Taranto. Ma il mio desiderio di affermarmi in questo mondo mi porta a non temere questo paragone: conosco le mie potenzialità e sono consapevole di poter tornare utile alla causa rossoblu». E’ cresciuto tanto Zito in questi primi mesi di calcio professionistico. Lo hanno svezzato i compagni più grandi, che «ritiene elementi imprescindibili per la sua crescita. Mi seguono quotidianamente - prosegue -, sono prodighi di consigli. Ho avuto la fortuna di approdare in una piazza ambiziosa in cui il direttore sportivo Evangelisti ha allestito un gruppo con giovani ambiziosi e con calciatori di categoria superiore che hanno ancora voglia di raggiungere un traguardo prestigioso». Ma sulla sua maturazione un ruolo fondamentale lo sta svolgendo il tecnico Papagni che il talento napoletano definisce «un uomo dai grandi valori prima che un allenatore preparato. Sta incidendo profondamente sulla mia maturazione umana e tattica. Ti trasmette qualcosa di importante durante ogni allenamento e, sul campo, mi ha insegnato tanti movimenti che prima trascuravo». A 20 anni è uno dei giovani atleti maggiormente seguiti nel panorama calcistico nazionale. Antonio Zito è una delle promesse scovate dal sodalizio ionico nei campionati inferiori. E adesso, nel pieno della sessione invernale del calciomercato, è l’oggetto del desiderio di alcuni club di categoria superiore. «Ma dovrei rimanere a Taranto almeno fino al termine del campionato - conclude -, ho voglia di vincere qualcosa con questa maglia. E poi non ci sarebbe motivo di cambiare squadra per rimanere in C1. Per la prima volta sto giocando in questo campionato e credo di non aver ancora dimostrato tutto il mio valore. Per un giovane, poi, è importante rimanere con i piedi per terra. Sto pensando soltanto al Ravenna. Possiamo ottenere un risultato positivo, cercheremmo di riscattare l’immeritata sconfitta di Avellino». di Fabio Di Todaro
«A Ravenna per vincere»
Tre settimane dopo. Un'eternità. La pausa-record sta per finire, la C1 è pronta a ripartire daccapo con la prima giornata di ritorno.
Taranto, filo diretto col Genoa Il mercato in entrata del Taranto è fermo per ora all’arrivo del portiere Barasso, prelevato in prestito dal Genoa per sostituire Pinna, prossimo a vestire la maglia del Grosseto. Ma il diesse Evangelisti è molto attivo e nelle prossime ore potrebbe annunciare un altro colpo. L’operazione in cantiere riguarda un centrocampista, anch’esso di proprietà del Genoa, club con cui la società di via Umbria avrebbe allacciato un rapporto di stretta collaborazione. Il calciatore a cui è interessato il Taranto è il 20enne Stefano Botta, tredici presenze e un gol in questa stagione con la maglia dei grifoni. Nonostante la giovane età è un elemento affidabile e sembra corrispondere perfettamente all’identikit del centrocampista che serve alla squadra di Papagni, rimasta orfana di Danucci approdato al Cesena. La trattativa è ben avviata, col Taranto in netto vantaggio sul Padova, altra formazione che sta dando la caccia al genoano. Così come accaduto per Barasso, anche Botta accetterebbe volentieri una C1 prestigiosa, in una piazza blasonata che ambisce al salto di categoria, dove avrebbe la possibilità di cosacrarsi definitivamente. Sfuma, quindi, la pista Maschio del Benevento, le cui titubanze hanno convinto la dirigenza rossoblù a bussare nuovamente alla porta del Genoa che, secondo indiscrezioni, avrebbe messo gli occhi su Manuel Mancini, destinato al grande salto alla fine di questo campionato. La sua prossima destinazione potrebbe essere proprio il Genoa del presidente Preziosi, sempre pronto ad investire sui giovani talenti, lanciati spesso anche in prima squadra. Sempre dal Genoa potrebbe arrivare il puntello per l’attacco: potrebbe essere l’esperto Corrado Grabbi, attualmente fuori rosa in Liguria. Ma sul reparto avanzato Evangelisti pare abbia voglia di riflettere, In uscita, Panini se lo contendono Benevento e Lanciano, Silvestri Cassino, Paganese e Melfi, mentre Malagnino potrebbe cedere alla corte del Monopoli. di Enrico Sorace
Cammarata si conferma
«Da parte sua c'è la ferma volontà di rimanere a Taranto e di contribuire al raggiungimento della promozione in serie B». La strategia della società è stata resa nota in occasione della presentazione del nuovo portiere Barasso dal diesse Evangelisti. Identica conclusione: Fabrizio Cammarata continuerà ad indossare la casacca rossoblù, anche perché «né a me, né al mio procuratore è giunta alcuna offerta» - ha commentato l’attaccante siciliano. «Ho letto sui giornali che alcuni club mi avrebbero richiesto (Frosinone, Novara, ndr), ma non ho mai pensato di andare via. Le parole di Evangelisti? Fanno piacere, sono un attestato di stima importante. Il direttore sportivo, comunque, mi aveva già illustrato la ferma volontà di trattenermi in riva allo Ionio». Il suo futuro, ma non solo. Non sono mai banali le dichiarazioni del centravanti cresciuto nel vivaio della Juventus. Inizia da Pinna e dal brusco addio pronto a consumarsi tra il portiere sardo ed il sodalizio ionico. «La partenza di Tore (Pinna, ndr) rappresenterà una perdita importante per il nostro gruppo. In questi mesi è stato un elemento importante per gli equilibri dello spogliatoio e dispiace dover rinunciare al suo contributo a stagione in corso. Abbiamo tutti un ottimo rapporto con lui e poi è considerato tra i migliori portieri della categoria». Poi si concentra sul suo campionato, finora avaro di grosse soddisfazioni. Cammarata - impiegato dal primo minuto in 8 circostanze - ha collezionato 14 presenze mettendo a segno 3 reti. Dalle sue parola non emerge delusione. Ha voglia di riscatto il bomber di Caltanissetta, sente «di poter fornire un contributo più importante alla causa. Ne è consapevole anche la società - prosegue - che ha deciso di non mettermi sul mercato conoscendo le mie potenzialità. Sinceramente speravo di poter essere impiegato di più, ma dopo un buon avvio ho attraversato un periodo in cui la condizione fisica non era brillante. Sono tornato in campo dall’inizio ad Avellino e non sono riuscito ad essere pericoloso. Adesso mi sento bene, spero di sfruttare la prima occasione che Papagni mi concederà». La linea di mercato del Taranto è ben delineata. In attacco partiranno Pasca e Piroli, dovrebbe arrivare un altro elemento a completare il reparto. «Ma la concorrenza non mi spaventa. Anzi: rappresenta uno stimolo per far bene, per allenarsi sempre al massimo delle proprie potenzialità. E poi, anche quando sono arrivato, non avevo la garanzia di giocare titolare». E’ tempo di calcio giocato. Dopo la lunga sosta incombe l’insidiosa trasferta di Ravenna. «Dovremo far fronte ad alcune assenze pesanti (Mancini e Toledo, ndr) - conclude -, ma abbiamo le carte in regola per ottenere un risultato positivo. Nella ripresa ad Avellino e nell’amichevole con la Reggina abbiamo dimostrato di attraversare un buon momento di forma. Il girone di ritorno, spesso, è completamente diverso rispetto a quello di andata. E noi vogliamo viverlo da protagonisti». di Fabio Di Todaro
Catania verso il recupero Settimana atipica per il Taranto che, nella giornata di ieri, ha usufruito di un giorno di riposo dopo aver lavorato nel pomeriggio di lunedì. Sul green dello "Iacovone" si sono allenati soltanto il nuovo acquisto Barasso, i centrocampisti Cejas, Catania (ha smaltito la forte contusione al ginocchio) e Zito e l’attaccante Scarci. La preparazione riprenderà oggi con una doppia seduta (riprenderà a lavorare con il gruppo anche il brasiliano Toledo), mentre domani pomeriggio consueto test contro la formazione Allievi. E' già partita la prevendita per la gara di Ravenna. I tagliandi di accesso al settore di curva costeranno 12 euro (oltre al diritto di prevendita) e potranno essere acquistati tramite il circuito Bookingshow. Questi i punti vendita a Taranto: Box Office, Tom e Jerry - c/o centro com.le Auchan, Ricchiuti Mario rivendita (via Garibaldi 164), Lello Conforti (via del Santuario 28, Massafra), Bar San Ciro (Grottaglie), Tabaccheria Martina Franca (nell’omonima cittadina della Valle d’Itria). Ieri sera, intanto, al Kalua di San Giorgiol’azienda Principe Franz ha l’ultimato la consegna delle divise eleganti ai calciatori del Taranto. di Fabio Di Todaro
Evangelisti ha il piano “Comunicazioni del presidente”, dice il solito comunicato criptico della società. Ma il presidente non c'è. Quindi solo comunicazioni. Preso Barasso: non è più una novità. Allora? Iniezioni di interesse arrivano da Luca Evangelisti, direttore sportivo e, logicamente, uomo del momento. Organizza i movimenti, gestisce arrivi e partenze. E, ogni tanto, ne parla. Fornendo spunti. Partendo, ovviamente, da Barasso. Per un chiarimento:
«Con Barasso non abbiamo cambiato portiere. Abbiamo semplicemente preso un rinforzo per la squadra: Pinna, per noi, è incedibile. La scelta deve farla lui».
Il portiere sardo, ovviamente, andrà via.
Barasso è il nuovo portiere del Taranto
Arriva il sostituto di Pinna. Anzi no. Perché Nicola Barasso, da ieri nuovo acquisto del Taranto, «è un rinforzo». Questo, stando almeno alle parole del diesse Luca Evangelisti il quale - nel corso della conferenza stampa di presentazione del portiere preso in prestito dal Genoa tenutasi ieri nel Nicotel Pineto di Castellaneta Marina - ha voluto specificare come «nessuno ha mai detto che Pinna va via: Barasso è un rinforzo, per noi Pinna è incedibile, ma poi dipende da lui...». La dirigenza tarantina risponde così alle voci che vogliono l’attuale numero uno rossoblu già sulla strada che porta al Grosseto di Cuccureddu. Barasso è dunque un rinforzo, che porta a tre il numero dei portieri del Taranto. E lui, jeans chiari e camicia bianca sotto la quale risaltano muscoli atletici, parla per un attimo di quello che, almeno fino ad oggi, è ancora il suo compagno di reparto: «Ho sentito parlare molto bene di Pinna, so che è un elemento valido che qui a Taranto ha fatto molto bene». Taranto la sua nuova patria, almeno sino a fine stagione, quando scadrà il prestito dal Genoa, squadra con la quale Barasso ha militato in cinque degli ultimi sette anni. «Sono sinceramente contento - ha ammesso il portiere 25enne - di essere arrivato in una città così bella e dai grandi trascorsi. Taranto, come Napoli, per via del suo bacino d’utenza è una delle maggiori piazze del sud Italia. Il mio, però, non è un passo indietro: è vero che vengo da una squadra al terzo posto in serie B che lotta con la Juventus, ma arrivo in una squadra in piena corsa per conquistare quella stessa serie B». Non c'era il presidente Gigi Blasi ieri sera, assente a causa di un lieve malanno, come ha spiegato il dg Vittorio Galigani; ma proprio quest’ultimo ha sottolineato come «l'acquisto di Barasso è stato realizzato grazie agli ottimi rapporti tra il nostro presidente e quello del Genoa, Preziosi». Il portiere nativo di Pompei ha restituito il “favore” dicendosi «orgoglioso per come la dirigenza del Taranto mi abbia cercato con tanta insistenza. I miei nuovi compagni? Molti sono di categoria, altri di categorie superiori. A Genova Ruotolo ed altri mi parlavano molto bene di Deflorio e Cammarata. Taranto è una squadra che mi è sempre piaciuta, con un grande pubblico: mi sono sempre chiesto come mai una piazza così importante non militi in serie superiori. Papagni? Da quanto ho sentito è una persona molto competente e sono sicuro che farà le scelte giuste». E la prima, il tecnico di Bisceglie, dovrà farla domenica a Ravenna: Pinna o Barasso? Forse qualcuno gli faciliterà il compito. di Angelo Loreto
Taranto, buon test a Reggio Sono affascinanti certe sconfitte. Perché non pesano sulla classifica e hanno un sapore dolce. Questa, ad esempio, lascia il gusto di un Taranto quasi sempre bello, a tratti bellissimo. Di una squadra senza paura dell'avversario nobile: la Reggina, che gioca nel piano più alto del calcio, per vincere ci mette ottantacinque minuti. E, prima di arrivarci, rischia di farsi male, sfugge da imboscate improvvise. Soccombe (proprio così) sul piano del gioco prima di recuperare il risultato e evitare la figuraccia. Perché l'amichevole sembra una partita vera: ed è fatta quasi sempre dal Taranto e dai suoi uomini ardenti. Tra questi c'è Mancini, che ingolosisce i calabresi (a giugno potrebbero prenderlo) e accrescere il rammarico dei rossoblu (che per cinque giornate non lo avranno). Ma il dato è che esiste ancora una squadra, affatto appesantita dalle feste. E esistono ancora idee da spendere in un campionato pronta a riaffacciarsi.
Papagni si ferma alla gara C'è Aldo Papagni. Sorridente: «Buona partita, ottima risposta della squadra. Sono soddisfatto». Non c'era Tore Pinna in campo. in partenza, senza sorriso:
«Ho parlato con il ragazzo - spiega il tecnico -,
ho compreso il suo smarrimento e abbiamo preferito che rimanesse in panchina». C'era Manuel Mancini, osservato speciale della Reggina. Ed in una forma che non potrà esibire in campionato:
«Non so di questa vicenda di mercato - dice ancora Papagni -
e non è per questo che è rimasto in campo novanta minuti. Ha giocato perché adesso starà cinque domeniche senza poterlo fare, anche se lo presteremo alla Berretti. E anche per fargli capire che ha sbagliato a reagire ad Avellino, che non doveva farlo. E quindi, adesso, deve sprecare questo momento di forma. Quando ha segnato… meglio che non ripeta cosa gli ho detto». Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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