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Taranto a Ravenna per sorprendere
Oggi gli jonici saranno di scena su un campo insidioso. È il debutto del portiere Barasso. A centrocampo le maggiori novità. Sulla panchina non ci sarà Papagni. Il mister, influenzato, seguirà il match dalla tv. A fare le veci del tecnico, Degli Schiavi

Riuscirà Aldo Papagni ad accomodarsi sulla panchina riservata agli ospiti del "Benelli" di Ravenna? Il quesito, fino a ieri sera, non aveva risposta. L’allenatore rossoblù è stato colpito da un violento attacco influenzale nella notte di venerdì e non si è accomodato sul torpedone che ha condotto Deflorio e compagni in Emilia. E, successivamente, è tramontata l’ipotesi di una partenza prevista per sabato mattina dal momento che le sue condizioni non sono migliorate. Difficilmente, a questo punto, il trainer di Bisceglie potrà guidare la squadra contro la seconda forza del campionato. «Ma Gianfranco Degli Schiavi - tecnico in seconda e suo fedelissimo collaboratore, ndr - ha diretto gli ultimi due allenamenti - ha dichiarato ieri pomeriggio Papagni - e sa benissimo come abbiamo preparato la partita. La mia presenza? Potremmo escluderla quasi definitivamente, mi è stato consigliato di stare a riposo per non allungare i tempi di recupero. Sarò costretto, con ogni probabilità, a seguire la gara in tv». Il Taranto, orfano del suo allenatore, è già pronto. L’assenza di Papagni ha cancellato il piccolo dubbio legato ad una piccola variazione di modulo con l’utilizzo di Panini nelle vesti di esterno destro di centrocampo (un 3-4-1-2 già provato con la Reggina). Mai una vigilia fu così ricca di certezze, dettate soprattutto dall’esiguità dell’organico (ceduto Danucci, squalificati Mancini e Toledo). C'è curiosità per vedere all’opera il nuovo portiere Barasso, dinanzi a cui si posizionerà l’ormai collaudata linea difensiva composta da Cosenza, Caccavale, Prosperi e Colombini. A centrocampo ci saranno le maggiori novità: i due interni saranno Cejas e De Liguori, sulle fasce agiranno Larosa (preferito a Catania, non al meglio fisicamente) e Zito (è l’unico esterno sinistro di ruolo). In attacco, dopo la sfortunata parentesi di Avellino, si ricomporrà il tandem composto da Ambrosi e Deflorio. Ma anche i padroni di casa potrebbero fare a meno del bomber Chianese (12 reti in 16 gare), alle prese con l’influenza. L’attaccante di Melito non è stato convocato, ma non è da escludere un recupero in extremis (in alternativa lo sostituirebbe il giovane Volpe). di Fabio Di Todaro14 gennaio 2007

Prima volta a Ravenna

Il Taranto affronta per la prima volta in trasferta il Ravenna; tra le due squadre c'è solo un precedente che risale alla gara d’andata dello scorso 3 settembre, quando allo “Iacovone” i rossoblù si sono imposti per 1-0 con la rete su rigore di Deflorio nei minuti di recupero del 1° tempo.
Con la trasferta in Romagna inizia per il Taranto il girone di ritorno. Quello d’andata si è chiuso con gli ionici al quarto posto con 29 punti, raccolti con 8 vittorie (6 in casa), 5 pareggi (uno allo “Iacovone”) e 4 sconfitte (uno il k.o. casalingo, contro la Cavese). Per la compagine tarantina un punto in più rispetto al torneo scorso di serie C2, mentre per trovare un campionato migliore dell’attuale bisogna andare alla C1 2001-2002, quando i punti alla fine del girone ascendente furono 31 (in quella stagione per i rossoblù un successo in più ed un pari in meno rispetto al torneo attuale).
21 i giocatori utilizzati finora dal tecnico Papagni; Colombini e Pinna hanno sempre giocato collezionando tutti i 1.530 minuti di gioco (recuperi esclusi); 17 le presenze anche per De Liguori e Toledo, ma il primo è stato sostituito al 74' in Juve Stabia-Taranto 1-0, mentre il brasiliano è uscito anzitempo in 5 occasioni (4 volte per sostituzione, più l’espulsione di Avellino). 15 le presenze per Mancini, 14 per Ambrosi, Caccavale e Cammarata, 13
per Cejas e Prosperi, 12 Danucci, 11 Catania e Cosenza, 10 Larosa e Zito, 9 Deflorio, 8 Panini, 5 Pastore e Piroli, 4 Pasca e 2 Silvestri.
Per Faraon e Mortari solo presenze in panchina; 17 quelle raccolte dal 2° portiere rossoblù, mentre Silvestri è il giocatore “di movimento” rimasto più volte in panca, 9 volte (il centrocampista è subentrato in 2 occasioni raccogliendo appena 14 minuti di gioco).
Catania è il giocatore più sostituito, 9 volte; ha giocato in tutto 11 gare e nessuna per intera (in 2 occasioni è subentrato nel corso della gara). Zito è il rossoblù più volte subentrato, in 9 occasioni. Ha giocato 10 gare per complessivi 291' minuti segnando 3 gol: è dunque andato a segno ogni 97' minuti di gioco facendo meglio di Ambrosi a segno ogni 136' e di Deflorio in gol ogni 141'.
24 i gol realizzati dal Taranto con 7 marcatori diversi: 7 le reti per Ambrosi, 4 per Deflorio, 3 per Cammarata e Zito, 2 per Prosperi e Toledo, 1 per Caccavale; i rossoblù hanno usufruito di due autogol a favore che hanno fruttato due pareggi esterni (per 1-1 a Lanciano e per 3-3 a San Marino). Il successo stagionale più netto è stato il 5-0 casalingo rifilato al Giulianova, mentre l’attacco rossoblù è rimasto “a secco” in tre partite (una volta in casa).
Con 15 reti subite (4 in casa e 11 in trasferta) la retroguardia ionica risulta la seconda del girone, meglio fa solo il Foggia con 10 gol incassati, mentre i 4 gol presi in casa rappresentano per il Taranto il primato stagionale da dividere con Perugia, Sambenedettese e Teramo. Pinna non ha preso gol in 7 occasioni (per 2 volte in trasferta), mentre alla 1ª e alla 2ª giornata, nonché alla 10ª e all’11ª è riuscito a tenere la porta inviolata per due partite di fila. di Franco Valdevies14 gennaio 2007

L'unico dubbio è Papagni 
Il Taranto per Ravenna è fatto: sarà 4-4-2 con Larosa e Zito esterni di centrocampo. Il tecnico non parte con la squadra: ha la febbre. Oggi raggiunge il ritiro?

Il dubbio è Aldo Papagni. Curioso, ma è così: il Taranto è partito senza il suo tecnico per Ravenna. Colpa della febbre, che ha temporaneamente bloccato Papagni a Bisceglie e che lo costringerà a raggiungere il gruppo solo oggi. L'allenatore rossoblu non ha guidato la seduta di ieri mattina, prima della partenza per San Benedetto (prima tappa del viaggio) e forse non seguirà nemmeno la rifinitura in programma stamattina. Dovrebbe, però, essere in panchina domani, nella sfida contro la seconda in classifica. 
Tolto se stesso Aldo Papagni non ha dubbi. Semplicemente perché non ha uomini a sufficienza per potersi permettere un lusso del genere. Eppure pensa: perché di fronte c'è il Ravenna, squadra da affrontare con attenzione. Magari da sorprendere. Allora ecco le possibilità che si sdoppiano, pur essendo il rapporto tra le due sbilanciate. E' verosimile il 4-4-2 provato giovedì, ma è credibile anche il 3-4-3 relegato in una porzione di partitella. 
Ovvio che tutte le valutazioni sono ancora da fare, ma pare abbastanza scontato che la scelta di Papagni cadrà sul 4-4-2. La scelta degli uomini è pressoché obbligata: mancano Mancini e Toledo (squalificati), è partito Danucci (destinazione Cesena), ha appena recuperato Catania (non è, quindi, al massimo della forma). Il centrocampo, nei fatti, è dimezzato. E, infatti, è l'unico reparto costretto a cambiare. Papagni pensa: che a sinistra debba giocare Zito e che a destra, dove i giocatori di ruolo sono realmente finiti, possa garantire una buona resa (a Reggio Calabria è accaduto) Ciccio Larosa. E in mezzo a fare coppia con De Liguori non può che esserci Cejas, nonostante il lungo stop per il periodo natalizio. Confermata la linea difensiva, in attacco lo spazio dovrebbe essere diviso tra Ambrosi e Deflorio, con Cammarata ossequioso della staffetta ormai abituale con uno dei due. 
L'ipotesi 3-4-3, balenata nella mente del tecnico, non è una tesi squilibrata. Perché per sostenere lo sforzo delle tre punte Papagni schiererebbe Panini e Colombini sugli esterni di centrocampo, valutando eventualmente chi, tra Larosa e Cejas andrebbe a fare da spalla a De Liguori. Ma l'idea potrebbe non avere seguito per due motivi: perché l'assenza di Papagni negli ultimi due allenamenti (o uno: se oggi dovesse arrivare in tempo) priva la squadra della possibilità di provare una scelta nuova e, anche, perché Panini ieri è stato fermo a scopo precauzionale per un lieve risentimento. Decisione praticamente presa, quindi. Il dubbio resta Papagni. di Fulvio Paglialunga13 gennaio 2007

Taranto, la trasferta più lunga
Ventuno i convocati. In dubbio Papagni: è influenzato

Una breve seduta tecnico-tattica al mattino prima della partenza alla volta di San Benedetto del Tronto. E' iniziata presto la giornata del Taranto ieri: alle 10 i rossoblù erano già sul green dello "Iacovone" per una leggera sgambatura diretta da Gianfranco Degli Schiavi. Aldo Papagni, infatti, non è salito sul torpedone che ha condotto nel pomeriggio la squadra a San Benedetto del Tronto (sono 21 i convocati) a causa di una fastidiosa forma influenzale che ne mette in dubbio la presenza in panchina. «Mi auguro di stare meglio domani (oggi per chi legge, ndr) - ha commentato il trainer ionico dalla sua residenza di Bisceglie - e di poter raggiungere la squadra a Ravenna». Dopo un leggero lavoro atletico, Deflorio e compagni hanno provato i calci piazzati a sfavore
e hanno concluso l’allenamento con una breve partitella in cui è stato collaudato l’undici anti-Ravenna. Questa volta la vigilia è priva di dubbi. Dinanzi al nuovo portiere Barasso, la linea difensiva sarà composta da Cosenza, Caccavale, Prosperi e Colombini. I due interni di centrocampo saranno Cejas e De Liguori, con Larosa (a destra) e Zito (a sinistra) a suturare il reparto sulle corsie esterne. In attacco si rivedranno dal primo minuto Deflorio e Ambrosi (Cammarata partirà dalla panchina). Dovrebbero essere non meno di 500 i supporters rossoblù al seguito dei propri beniamini nella seconda trasferta più lunga della stagione. I tagliandi possono essere acquistati attraverso il circuito Bookingshow (al costo di 13,20 euro). Questi i punti vendita: Box Office, Tabaccheria Ricchiuti, Agenzia Tom e Jerry (c/o Galleria Auchan) a Taranto; Lello Conforti S.r.l. (Via del Santuario 28, Massafra), Bar San Ciro (Via Paritario 4, Grottaglie), Tabaccheria Martino Serio (Corso Italia 11, Martina Franca). di Fabio Di Todaro13 gennaio 2007

Ravenna crede nella B
Il reparto offensivo è il più prolifico dopo quello dell’Avellino

C'è grande fiducia a Ravenna in vista del girone di ritorno. I numeri delle prime 17 gare sono esaltanti: 10 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte hanno proiettato gli uomini di Pagliari - nell’ultimo turno di campionato ha tagliato il traguardo delle 250 panchine tra i professionisti - a ridosso dell’Avellino dopo aver occupato la prima posizione per sette giornate. I precedenti rappresentano una corposa iniezione di fiducia per Anzalone e compagni: nelle ultime tredici stagioni nel girone B della serie C1, in otto circostanze le prime due della classe hanno guadagnato l’accesso alla serie cadetta. I giallorossi hanno le carte in regola per giocarsi la promozione con le altre pretendenti: una società sana, un tecnico esperto e competente, un gruppo costituito da diversi giovani promettenti e da tanti calciatori con un passato importante in questa categoria. Dino Pagliari ha plasmato un gruppo su cui in pochi, probabilmente, avrebbero scommesso l’estate scorsa. I cinque arrivi dal Pavia - Gorini, Fasano, Calzi, Sciaccaluga e Chianese erano reduci dalla semifinale playoff persa contro il Monza - hanno consentito di far compiere il salto di qualità ad un organico che, nella passata stagione, aveva faticato parecchio per centrare la permanenza. L’ingaggio del bomber napoletano ha permesso al tecnico di Macerata di assortire una coppia d’attacco invidiabile con il giovane Succi (a segno nelle ultime tre giornate). Il reparto offensivo è il più prolifico dopo quello dell’Avellino (28 marcature all’attivo), mentre necessita di qualche accorgimento il pacchetto arretrato (solo in 3 circostanze Capecchi ha concluso la gara imbattuto). Ma dal girone d’andata dei giallorossi emerge anche una striscia positiva di 11 risultati (9 vittorie e 2 pareggi), compresa tra la sconfitta all’esordio di Taranto e i tre stop consecutivi raccolti tra novembre e dicembre (con Perugia e Juve Stabia in trasferta, con il Gallipoli al "Benelli"). In chiave tattica, l’impronta fornita dall’ex trainer del Frosinone è ben evidente. Il 4-4-2 iniziale non è mai stato modificato, così come una certa continuità è riscontrabile nell’undici di partenza. Domani Pagliari dovrà ricostruire interamente il binario destro (fuori Dei e Aloe per infortunio), ma ha già pronti i sostituti (Dicuonzo e Cavagna). A completare la linea difensiva, dinanzi a Capecchi, ci saranno Gorini, Anzalone e Fasano. La collaudata coppia di centrali di centrocampo (Calzi-Sciaccaluga) sarà coadiuvata sull'out mancino dall’ex Pizzolla. La coppia di attaccanti va tenuta in seria considerazione: Succi e Chianese, in sedici gare, hanno messo a segno 21 delle 28 reti del Ravenna. di Fabio Di Todaro13 gennaio 2007

Una "malattia" collettiva
Con l'impegno di denunciare lo sfruttamento dei minori del Sud del mondo

Altri linguaggi contro la guerra, il razzismo, l'esclusione sociale. Questo lo spirito dell'associazione L'Altropallone, coordinata da Michele Papagna, che da dieci anni organizza un campionato e un premio «alternativo al pallone d'oro e contro il pallone duro». In questo ambito, il 16 gennaio alle 15, al centro sportivo di Opera (Milano), si svolgerà il torneo Rete solidale. Un quadrangolare che scommette sullo sport come strumento di coesione sociale, e per questo ha scelto di giocare nella provincia milanese, teatro di manifestazioni xenofobe contro i campi nomadi della zona. 
Solidarietà e multicultura sono le cifre che connotano la composizione delle squadre in campo, a cominciare da quella del "Gabbiano", campione d'Italia del dipartimento di Salute mentale. La squadra sarà premiata alle 11,30 del 16 (sala degli Affreschi della provincia di Milano), alla presenza di Gianni Mura, Milly Moratti e Paolo Rossi, il primo ad aver ricevuto il trofeo L'altropallone. Il Gabbiano - 15 pazienti psichiatrici, un ex-calciatore e uno psichiatra come allenatore - è stata protagonista del libro e del film Matti per il calcio, scritto e prodotto da Volfango De Biasi e Francesco Trento, per la regia di De Biasi, e da un progetto di Mauro Raffaeli. Un film che interroga con ironia e autoironia la "malattia" collettiva per il pallone, sfidando al gioco la follia vera (www.mattiperilcalcio.it).
In campo anche i "Non violenti per passione", squadra di Casa della Carità di Milano, composta da molti rom e capitanata dall'operatore Beppe e da don Massimo Mapelli. Altra concorrente, "Opera Partecipa Partecipa", che schiera rappresentanti di istituzioni e associazione del territorio senza limiti di età e appartenenze. E poi "Milano antirazzista per la pace", selezione di comici, operatori sociali, giornalisti e tifosi contro la violenza degli stadi. 
Il premio l'Altropallone nasce nel '97 con l'impegno di denunciare lo sfruttamento dei minori del Sud del mondo nella costruzione dei palloni, e il business dello sport. Nel corso degli anni, come omonima associazione, incontra altri progetti alternativi rivolti alle periferie del mondo: Africa, Latinoamerica, Palestina, destinatarie dei progetti Sport sotto l'assedio (promosso dai tifosi di Jalla e Salah) e Altrimondiali. Nel 2006, la rete di Altrimondiali ha organizzato un tour calcistico tra una squadra di Gaza, la Free Palestine, e la Yassets sport, una squadra del Kenya, nata da un progetto del missionario comboniano Kizito Sesana nelle baraccopoli di Nairobi. Nel corso degli anni, il progetto ha raccolto il consenso di molte personalità sportive, incontrato centri sociali e associazioni territoriali, e incassato il plauso di diverse amministrazioni locali. «Rete solidale - spiega Michele Papagna - è un nuovo progetto di sport e comunicazione rivolto soprattutto alle aree giovani delle periferie, dove più si innescano dinamiche di esclusione e di violenza. Il calcio - aggiunge Papagna - non è altro che una guerra simulata. Giocandolo in modo diverso, noi diciamo che si può eliminare la guerra usando 'armi non convenzionali': pace, solidarietà, multicultura». 
Nel calcio "non giocato contro ma insieme", niente cori sloganistici, ma coretti gregoriani? Più testate giornalistiche e non testate alla Zidane? Di certo, non mancheranno i colpi di testa dei campioni del Gabbiano. di Geraldina Colotti13 gennaio 2007

Papagni spazza le voci
Il messaggio del tecnico del Taranto: «Mi auguro che i giocatori siano in grado di isolarsi dalle notizie di mercato. A Ravenna per dare il massimo»

L'avventura sta per ricominciare, il Taranto è pronto a ripartire: Ravenna è il primo tassello del nuovo anno e del girone di ritorno. Tra voci di mercato e soluzioni tecniche da cercare per le lunghe squalifiche di Mancini (cinque turni) e Toledo (due). 
Aldo Papagni è concentrato sul futuro prossimo e spazza via le distrazioni. Non è più il momento di parlare di mercato: il tecnico rossoblu coglie l'occasione del dopo-partitella per un messaggio ai “naviganti”. «Lo sapete - spiega - non parlo di mercato: mi fido totalmente del direttore sportivo Evangelisti, lo ribadisco. Senza di lui giocatori importanti come Mancini, Prosperi, Zito e Cosenza, che neanche io conoscevo, non sarebbero mai arrivati. Ma è sicuramente un momento delicato, soprattutto per i giocatori. Circolano tante voci, alcuni potrebbero esserne condizionati. Mi auguro, però, che tutti riescano ad isolarsi da questi discorsi, a non pensarci: fino al momento in cui si indossa la maglia del Taranto bisogna dare il massimo».
Anche perchè la fase discendente del campionato comincia in salita: si va a Ravenna, avversario ostico e dal gioco vivace. «E' una delle formazioni migliori del girone - osserva il tecnico di Bisceglie - . Hanno 33 punti e sono al secondo posto: nel raggruppamento settentrionale sarebbero davanti al Sassuolo che è in vetta. Siamo consapevoli della forza del nostro avversario: possono contare, peraltro, anche su un trio avanzato di notevole qualità, con Sciaccaluga, Chianese e Succi. L'assetto tattico? Non è diverso da quello utilizzato allo Iacovone alla prima di campionato».
Il Taranto, per la prima volta dopo molto tempo, affronta i romagnoli con qualche problema d'organico. Il doppio stop a Mancini e Toledo riduce drasticamente il ventaglio di possibilità a centrocampo. L'ipotesi più probabile riguarda l'impiego sulle fasce di Zito a sinistra e Larosa a destra. Papagni taglia corto: «E' una delle soluzioni che stiamo valutando. Di sicuro le assenze per motivi disciplinari ci arrecano qualche fastidio: ma in questi giorni abbiamo lavorato bene, la mia squadra ha dimostrato finora compattezza e forza caratteriale. Se manterremo questo atteggiamento disputeremo un'ottima gara ed avremo la possibilità di fare punti».
La ricetta è semplice e già conosciuta. «Dovremo lottare su ogni pallone. Senza dimenticare il sostegno del nostro pubblico: il loro apporto ci darà una mano, d'ora in poi ogni partita sarà uno spareggio».
E' l'occasione per guardare più lontano. Per sancire, un volta per tutte, gli obiettivi stagionali. «E' doveroso - ribadisce - precisare che il nostro obiettivo è quello di raggiungere i playoff per andare in B. Anche se sappiamo che non sarà facile: c'è una concorrenza ampia e agguerrita, molti si stanno rinforzando. ma sono discorsi che non ci devono interessare: alla fine vincerà chi saprà reagire meglio alle avversità. Per essere superiore bisogna puntare alla continuità di rendimento, lottando al massimo giorno per giorno. All'andata, tra l'altro, si sono registrati pochissimi pareggi: la quota-promozione si è alzata notevolmente». di Leo Spalluto12 gennaio 2007

Taranto, le scelte sono obbligate
A Ravenna con il 4-4-2. Fiducia a Larosa.Torna Cejas

Un po’ per necessità (squalifiche), un po’ per scelte tattiche cambierà il Taranto che dopodomani affronterà a domicilio il Ravenna. Rispetto alla formazione che ha giocato ad Avellino nell’ultima giornata d’andata del girone “C” della C1, dovrebbero essere cinque le novità previste. Fra i pali farà il suo esordio in maglia rossoblù Nicola Barasso, tesserato lunedì scorso. Pinna ha rescisso il contratto che lo legava al Taranto: da ieri è il nuovo portiere del Grosseto. La squadra parte all’ora di pranzo, dopo la seduta mattutina. Raggiungerà San Benedetto del Tronto, città di residenza del diesse Evangelisti, prima tappa d’avvicinamento verso Ravenna. A centrocampo dovrebbero giocare Larosa e Zito sugli esterni, mentre i due centrali saranno Cejas e De Liguori. In avanti fiducia al duo Ambrosi-Deflorio. Resta confermata la difesa: Cosenza, Caccavale, Prosperi, Colombini. La partitella disputata ieri pomeriggio contro gli Allievi è servita a Papagni per effettuare i soliti esperimenti tecnico-tattici. Il trainer rossoblù ha fatto provare ai suoi, sia nel primo che nel secondo tempo, il 3-4-3, modulo a lui molto caro, che nel corso dei singoli tempi si è tramutato nel 4-3-3. Solo negli ultimi 16' ha proposto il 4-4-2, sia pure non con tutti gli uomini che dovrebbero applicarlo, che sarà utilizzato in Romagna. Inizialmente sono scesi in campo Faraon (Barasso difendeva la porta degli Allievi); Mortari, Castroni, Panini; Catania, Mancini, Silvestri, Toledo; Piroli, Cammarata, Pasca. Dopo una ventina di minuti sono entrati Prosperi e Cosenza al posto di Toledo e Pasca. La frazione si è chiusa sul 4-2 con gol di Pasca (rigore), Silvestri, Cammarata, Piroli; per gli Allievi hanno segnato Scarci e Panini (autorete). Nella ripresa, durata 38', Papagni ha schierato i seguenti uomini: Barasso, Cosenza, Caccavale, Prosperi; Panini, Cejas, De Liguori, Colombini; Ambrosi, Cammarata, Deflorio. Dopo 12' sono entrati Larosa e Zito rispettivamente per Panini e Cammarata. Per la cronaca sono stati segnati 8 reti: Ambrosi (3), De Liguori (2), Zito, Cejas e Cammarata. di Giuseppe Dimito12 gennaio 2007

E sul mercato adesso si riflette
Contratto rescisso: Pinna va al Grosseto

Pinna ha rescisso il contratto che lo legava al Taranto. Da ieri è il nuovo portiere del Grosseto. Il mercato vive ora una fase di stallo. Domenica riprende il campionato e tutta l’attenzione è concentrata sulla sfida di Ravenna. Sicuramente saranno chiuse un altro paio di operazioni in entrata, ma molto dipenderà dalla prova del "Benelli" e dalla tenuta del centrocampo, settore finito sotto la lente d’ingrandimento per via della partenza di Danucci e delle squalfiche di Mancini e Toledo. Tutto rimandato, quindi, alla prossima settimana, quella in cui dovrebbe essere annunciato, indipendentemente dall’esito della trasferta romagnola, almeno l’arrivo di un mediano. Niente da fare per Botta, che il Genoa ritiene incedibile, ma è difficile anche arrivare a Coppola, sempre in forza al club ligure, che non sembra allettato dall’idea di scendere di categoria. Come già anticipato ieri, Maschio è un nome che potrebbe tornare di moda. Evangelisti lo considera un capitolo chiuso, ma l’impossibilità di assicurarsi un altro elemento con le sue caratteristiche e soprattutto con un ingaggio ridotto, potrebbe riaccendere improvvisamente la trattativa, anche perché il giocatore non ha mai rifiutato il trasferimento. Una possibile alternativa è Carcione del Cassino (società a cui è destinato Silvestri). Come esterno di centrocampo, invece, si continua a pensare a Carboni del Monza, il cui trasferimento alla Cisco Roma è saltato. Ma si potrebbe tentare anche per Bischeri ('81) che il Rimini cederebbe in prestito.Per l’attacco nel mirino c'è sempre Grabbi, fuori rosa a Genova, ma oltre a superare ostacoli di natura economica, bisogna capire quale sarà realmente il futuro di Cammarata, per il quale avrebbe bussato il Grosseto. In uscita Piroli è dato vicino al Giulianova, Pasca, invece, tratta con l’Andria. Panini per ora non è più sul mercato, ma lo corteggiano Benevento e Cavese. di Enrico Sorace12 gennaio 2007

Il Grosseto chiama Cammarata
Centrocampo: ipotesi-Coppola (Genoa). Piace Carcione

Il mercato del Taranto procede a ritmo lento sia in entrata che in uscita, segno che la società vuol ponderare bene tutte le mosse. Per ora l’unico volto nuovo è il portiere Barasso, ma il diesse Evangelisti è impegnato in una serie di trattative allacciate negli ultimi giorni per assicurare a Papagni un altro paio di rinforzi. L’impellenza è un centrocampista che possa indossare la maglia lasciata libera da Danucci, da ieri passato ufficialmente al Cesena. Il giovane genoano Botta è destinato a rimanere un sogno, poiché il club ligure lo considera un tassello importante del proprio scacchiere e non intende affatto privarsene. Ecco perché il Taranto avrebbe virato su un altro calciatore sempre di proprietà del Genoa, Manuel Coppola, che, almeno per ora, non sembra convinto di ripartire dalla C1. Ma ci sono quantomeno i margini per discutere e tentare di convincere il giocatore ad abbracciare un progetto importante come quello del Taranto. Si valutano, comunque, altre soluzioni. La prima conduce al 24enne Imperio Carcione del Cassino, seguito da diversi club di categoria superiore, tra cui il Catania; l’altra al solito Antonio Maschio del Benevento che resta sempre una carta giocabile e c'è chi ipotizza un imminente ritorno di fiamma da parte del Taranto, nonostante la brusca frenata della scorsa settimana. Per il ruolo di esterno, invece, è spuntato il nome del 19enne napoletano Luigi Vitale, uno dei migliori talenti del calcio campano.Ma è difficile che il Taranto affianchi a Zito un’altra promessa. Piace sempre anche Carboni del Monza. Nel frattempo Pinna è pronto a siglare l’accordo col Grosseto, società che avrebbe chiesto informazioni anche su Cammarata. Il Taranto punta su di lui, ma a fronte di una buona offerta potrebbe cederlo, anche perchè l’obiettivo per lattacco è un’altro genoano, Ciccio Grabbi voglioso di tornare nel giro che conta. di Enrico Sorace11 gennaio 2007

Zito, l’occasione giusta per stupire
Potrebbe sostituire il brasiliano. «Seguo Robbie da quando giocava nel Napoli»

Antonio Zito sa perfettamente che le prossime due giornate potrebbero prospettargli alcuni scenari finora inattesi. Aldo Papagni ha già deciso: punterà sul giovane centrocampista di Fuorigrotta per surrogare l’assenza di Toledo (appiedato per due turni dal Giudice Sportivo). «Mi auguro che il mister confermi queste indicazioni - esordisce -, poi toccherà a me fornire il massimo contributo per dimostrargli di aver compiuto la scelta giusta». Il giovane esterno partenopeo - cresciuto nel Sorrento con il quale ha siglato 17 reti in 52 gare nel campionato di serie D - ha l’umiltà giusta e le motivazioni necessarie per raccogliere la pesante eredità lasciata dal brasiliano. «Con Robbie (Toledo, ndr) siamo molto amici, lo seguivo da tifoso nella stagione in cui ha indossato la casacca del Napoli. E' un giocatore straordinario che, nel girone di andata, è stato spesso decisivo per il Taranto. Ma il mio desiderio di affermarmi in questo mondo mi porta a non temere questo paragone: conosco le mie potenzialità e sono consapevole di poter tornare utile alla causa rossoblu». E’ cresciuto tanto Zito in questi primi mesi di calcio professionistico. Lo hanno svezzato i compagni più grandi, che «ritiene elementi imprescindibili per la sua crescita. Mi seguono quotidianamente - prosegue -, sono prodighi di consigli. Ho avuto la fortuna di approdare in una piazza ambiziosa in cui il direttore sportivo Evangelisti ha allestito un gruppo con giovani ambiziosi e con calciatori di categoria superiore che hanno ancora voglia di raggiungere un traguardo prestigioso». Ma sulla sua maturazione un ruolo fondamentale lo sta svolgendo il tecnico Papagni che il talento napoletano definisce «un uomo dai grandi valori prima che un allenatore preparato. Sta incidendo profondamente sulla mia maturazione umana e tattica. Ti trasmette qualcosa di importante durante ogni allenamento e, sul campo, mi ha insegnato tanti movimenti che prima trascuravo». A 20 anni è uno dei giovani atleti maggiormente seguiti nel panorama calcistico nazionale. Antonio Zito è una delle promesse scovate dal sodalizio ionico nei campionati inferiori. E adesso, nel pieno della sessione invernale del calciomercato, è l’oggetto del desiderio di alcuni club di categoria superiore. «Ma dovrei rimanere a Taranto almeno fino al termine del campionato - conclude -, ho voglia di vincere qualcosa con questa maglia. E poi non ci sarebbe motivo di cambiare squadra per rimanere in C1. Per la prima volta sto giocando in questo campionato e credo di non aver ancora dimostrato tutto il mio valore. Per un giovane, poi, è importante rimanere con i piedi per terra. Sto pensando soltanto al Ravenna. Possiamo ottenere un risultato positivo, cercheremmo di riscattare l’immeritata sconfitta di Avellino». di Fabio Di Todaro11 gennaio 2007

«A Ravenna per vincere»
Andrea Deflorio, capitano del Taranto, suona la carica: «Spero anche di segnare, quest'anno sono ancora a digiuno in trasferta, Il mercato? Da qui non mi muovo»

Tre settimane dopo. Un'eternità. La pausa-record sta per finire, la C1 è pronta a ripartire daccapo con la prima giornata di ritorno.
E c'è chi non vede l'ora di tornare in campo, in una partita “vera”: Andrea Deflorio è tra questi, stanco delle settimane da vivere senza l'adrenalina dei tre punti da conquistare. Adesso, però, si torna a fare sul serio. «Finalmente - commenta il capitano del Taranto - . Non era mai capitato di star fermi così a lungo a Natale: è stata una pausa eccessiva. Alla fine rischi la noia, allenarsi senza giocare fa crollare gli stimoli; ti alleni senza la solita voglia. Per fortuna, adesso stiamo vivendo la settimana-tipo, con la partita della domenica da giocare...». Il girone d'andata si è appena concluso, una pagina nuova sta per aprirsi: è il momento giusto per un bilancio. «Del tutto positivo - prosegue - . Ventinove punti sono un bottino eccellente, soprattutto per una squadra che ha saputo rafforzarsi dopo il ritiro con gli arrivi di giocatori come Toledo e Cammarata. Ci siamo resi conto strada facendo della nostra forza: già in Coppa Italia, disputando ottime gare contro Catania e Brescia. Man mano abbiamo acquisito una fiducia sempre maggiore nei nostri mezzi. I punti che abbiamo sono ampiamente meritati: forse ne abbiamo perso qualcuno per strada, in partite come quella di Lanciano. Ma abbiamo avuto anche molte difficoltà, senza dimenticare la lunga assenza di Pastore. Anch'io sono rimasto fermo per un bel po'».
L'auspicio è automatico. «Fare altri ventinove punti nel ritorno? Sarebbe un grandissimo risultato: noi ci crediamo, abbiamo capacità e qualità per mantenere costante il nostro rendimento e, persino, per migliorarci. Giocare nel girone d'andata, in ogni caso, è più facile: molte squadre non ti conoscono, ne puoi approfittare per sorprendere gli avversari. Al ritorno è un'altra storia: tutti ti conoscono, molte compagini si rafforzeranno. Penso a Perugia, Gallipoli, Foggia, allo stesso Avellino che sta in vetta alla classifica».
Il Taranto non sembra aver bisogno di cambiare troppo. «E' proprio così - risponde l'attaccante di Noicattaro - anche se sono convinto che il presidente Blasi non starà a guardare e si muoverà per rafforzare ulteriormente la squadra. Di sicuro ci sarà uno sfoltimento dei ranghi: è giusto, soprattutto per quei ragazzi che hanno poche opportunità di giocare. Sarei felice se trovassero tutti una buona sistemazione».
Anche il capitano continua ad avere molti estimatori: soprattutto a Monopoli, ma Deflorio spazza via le voci con un sorriso. «Di qui non mi sposterò mai, almeno fino a fine anno. Abbiamo creato un grande gruppo: lo conferma anche l'atteggiamento di Cammarata che vuole restare in rossoblu. Fabrizio è un ottimo giocatore, abituato a piazze importanti: vedrete che si riprenderà presto. E sarà dura per tutte le squadre avversarie».
Alla prima giornata, contro il Ravenna, Deflorio aprì “le danze” del campionato siglando la prima rete della nuova stagione: la punta ionica ha una gran voglia di ripetersi contro i romagnoli. «Il Ravenna - spiega - mi ha sempre portato fortuna, sin da quando giocavo nel Crotone. E poi voglio tornare a segnare in trasferta: quest'anno non ci sono ancora riuscito». L'intento è chiaro: «Veniamo dalla sconfitta di Avellino, vogliamo vincere. Anche se sappiamo che non sarà facile: dovremo fare a meno di due giocatori importanti come Toledo e Mancini per squalifica, Pastore è ancora out, Catania e Cammarata hanno qualche problema fisico. Siamo rimasti davvero in pochi, insomma: ma il Taranto è abituato ad esaltarsi nei momenti difficili. Abbiamo una grande forza interiore». di Leo Spalluto10 gennaio 2007

Taranto, filo diretto col Genoa
Potrebbe arrivare il centrocampista Botta. Idea Grabbi

Il mercato in entrata del Taranto è fermo per ora all’arrivo del portiere Barasso, prelevato in prestito dal Genoa per sostituire Pinna, prossimo a vestire la maglia del Grosseto. Ma il diesse Evangelisti è molto attivo e nelle prossime ore potrebbe annunciare un altro colpo. L’operazione in cantiere riguarda un centrocampista, anch’esso di proprietà del Genoa, club con cui la società di via Umbria avrebbe allacciato un rapporto di stretta collaborazione. Il calciatore a cui è interessato il Taranto è il 20enne Stefano Botta, tredici presenze e un gol in questa stagione con la maglia dei grifoni. Nonostante la giovane età è un elemento affidabile e sembra corrispondere perfettamente all’identikit del centrocampista che serve alla squadra di Papagni, rimasta orfana di Danucci approdato al Cesena. La trattativa è ben avviata, col Taranto in netto vantaggio sul Padova, altra formazione che sta dando la caccia al genoano. Così come accaduto per Barasso, anche Botta accetterebbe volentieri una C1 prestigiosa, in una piazza blasonata che ambisce al salto di categoria, dove avrebbe la possibilità di cosacrarsi definitivamente. Sfuma, quindi, la pista Maschio del Benevento, le cui titubanze hanno convinto la dirigenza rossoblù a bussare nuovamente alla porta del Genoa che, secondo indiscrezioni, avrebbe messo gli occhi su Manuel Mancini, destinato al grande salto alla fine di questo campionato. La sua prossima destinazione potrebbe essere proprio il Genoa del presidente Preziosi, sempre pronto ad investire sui giovani talenti, lanciati spesso anche in prima squadra. Sempre dal Genoa potrebbe arrivare il puntello per l’attacco: potrebbe essere l’esperto Corrado Grabbi, attualmente fuori rosa in Liguria. Ma sul reparto avanzato Evangelisti pare abbia voglia di riflettere, In uscita, Panini se lo contendono Benevento e Lanciano, Silvestri Cassino, Paganese e Melfi, mentre Malagnino potrebbe cedere alla corte del Monopoli. di Enrico Sorace10 gennaio 2007

Cammarata si conferma
«Non mi muovo. E dimostrerò quanto valgo». Il bomber di Caltanissetta azzera le voci. «Concorrenza stimolante»

«Da parte sua c'è la ferma volontà di rimanere a Taranto e di contribuire al raggiungimento della promozione in serie B». La strategia della società è stata resa nota in occasione della presentazione del nuovo portiere Barasso dal diesse Evangelisti. Identica conclusione: Fabrizio Cammarata continuerà ad indossare la casacca rossoblù, anche perché «né a me, né al mio procuratore è giunta alcuna offerta» - ha commentato l’attaccante siciliano. «Ho letto sui giornali che alcuni club mi avrebbero richiesto (Frosinone, Novara, ndr), ma non ho mai pensato di andare via. Le parole di Evangelisti? Fanno piacere, sono un attestato di stima importante. Il direttore sportivo, comunque, mi aveva già illustrato la ferma volontà di trattenermi in riva allo Ionio». Il suo futuro, ma non solo. Non sono mai banali le dichiarazioni del centravanti cresciuto nel vivaio della Juventus. Inizia da Pinna e dal brusco addio pronto a consumarsi tra il portiere sardo ed il sodalizio ionico. «La partenza di Tore (Pinna, ndr) rappresenterà una perdita importante per il nostro gruppo. In questi mesi è stato un elemento importante per gli equilibri dello spogliatoio e dispiace dover rinunciare al suo contributo a stagione in corso. Abbiamo tutti un ottimo rapporto con lui e poi è considerato tra i migliori portieri della categoria». Poi si concentra sul suo campionato, finora avaro di grosse soddisfazioni. Cammarata - impiegato dal primo minuto in 8 circostanze - ha collezionato 14 presenze mettendo a segno 3 reti. Dalle sue parola non emerge delusione. Ha voglia di riscatto il bomber di Caltanissetta, sente «di poter fornire un contributo più importante alla causa. Ne è consapevole anche la società - prosegue - che ha deciso di non mettermi sul mercato conoscendo le mie potenzialità. Sinceramente speravo di poter essere impiegato di più, ma dopo un buon avvio ho attraversato un periodo in cui la condizione fisica non era brillante. Sono tornato in campo dall’inizio ad Avellino e non sono riuscito ad essere pericoloso. Adesso mi sento bene, spero di sfruttare la prima occasione che Papagni mi concederà». La linea di mercato del Taranto è ben delineata. In attacco partiranno Pasca e Piroli, dovrebbe arrivare un altro elemento a completare il reparto. «Ma la concorrenza non mi spaventa. Anzi: rappresenta uno stimolo per far bene, per allenarsi sempre al massimo delle proprie potenzialità. E poi, anche quando sono arrivato, non avevo la garanzia di giocare titolare». E’ tempo di calcio giocato. Dopo la lunga sosta incombe l’insidiosa trasferta di Ravenna. «Dovremo far fronte ad alcune assenze pesanti (Mancini e Toledo, ndr) - conclude -, ma abbiamo le carte in regola per ottenere un risultato positivo. Nella ripresa ad Avellino e nell’amichevole con la Reggina abbiamo dimostrato di attraversare un buon momento di forma. Il girone di ritorno, spesso, è completamente diverso rispetto a quello di andata. E noi vogliamo viverlo da protagonisti». di Fabio Di Todaro10 gennaio 2007

Catania verso il recupero
Oggi due sedute. I biglietti per Ravenna

Settimana atipica per il Taranto che, nella giornata di ieri, ha usufruito di un giorno di riposo dopo aver lavorato nel pomeriggio di lunedì. Sul green dello "Iacovone" si sono allenati soltanto il nuovo acquisto Barasso, i centrocampisti Cejas, Catania (ha smaltito la forte contusione al ginocchio) e Zito e l’attaccante Scarci. La preparazione riprenderà oggi con una doppia seduta (riprenderà a lavorare con il gruppo anche il brasiliano Toledo), mentre domani pomeriggio consueto test contro la formazione Allievi. E' già partita la prevendita per la gara di Ravenna. I tagliandi di accesso al settore di curva costeranno 12 euro (oltre al diritto di prevendita) e potranno essere acquistati tramite il circuito Bookingshow. Questi i punti vendita a Taranto: Box Office, Tom e Jerry - c/o centro com.le Auchan, Ricchiuti Mario rivendita (via Garibaldi 164), Lello Conforti (via del Santuario 28, Massafra), Bar San Ciro (Grottaglie), Tabaccheria Martina Franca (nell’omonima cittadina della Valle d’Itria). Ieri sera, intanto, al Kalua di San Giorgiol’azienda Principe Franz ha l’ultimato la consegna delle divise eleganti ai calciatori del Taranto. di Fabio Di Todaro10 gennaio 2007

Evangelisti ha il piano
Il d.s. del Taranto spiega il mercato: «Ci rinforzeremo dove serve, stando attenti a occasioni come quella di Barasso. Cammarata, Deflorio e Ambrosi non partono»

“Comunicazioni del presidente”, dice il solito comunicato criptico della società. Ma il presidente non c'è. Quindi solo comunicazioni. Preso Barasso: non è più una novità. Allora? Iniezioni di interesse arrivano da Luca Evangelisti, direttore sportivo e, logicamente, uomo del momento. Organizza i movimenti, gestisce arrivi e partenze. E, ogni tanto, ne parla. Fornendo spunti. Partendo, ovviamente, da Barasso. Per un chiarimento: «Con Barasso non abbiamo cambiato portiere. Abbiamo semplicemente preso un rinforzo per la squadra: Pinna, per noi, è incedibile. La scelta deve farla lui». Il portiere sardo, ovviamente, andrà via.
Il primo acquisto non è l'ultimo, ovviamente: «Noi dobbiamo completare un organico che già è all'altezza. Lo faremo stando attenti, andando dove si presenterà l'occasione. Come abbiamo fatto con Barasso, per intenderci». Ricerca capillare, non ossessiva. Il Taranto si guarda intorno per individuare i ritocchi che servono. Senza esagerare: «Avete visto proprio domenica una squadra capace di ricevere tantissimi consensi pur giocando contro la Reggina. Partiamo da una base già altamente competitiva: dobbiamo prendere giocatori altrettanto motivati, che aiutino il gruppo».
Difficile, però, che il Taranto riesca a presentare nuovi rinforzi in giornata, in modo da averli disponibili per Ravenna: «Non credo che arrivi qualcuno nelle prossime ore. E' una questione di modo d'operare: i giocatori che ti offrono adesso sono quelli vogliono darti le società. Invece dobbiamo prendere quelli che vogliamo noi». Problemi per Papagni, quindi. Perché senza rinforzi il Taranto è in emergenza: senza Toledo, Mancini, probabilmente senza Catania (escluse lesioni al ginocchio, ma non sembra facile il recupero) e con Cejas che accusa un lieve ritardo di condizione, il tecnico ha solo un esterno di ruolo e solo un centrale di centrocampo. Dovrà inventarsi qualcosa, perché il mercato ha i suoi tempi. E dà anche piccole soddisfazioni. Sentite Evangelisti: «Tutti chiedono i nostri attaccanti e non possiamo che esserne orgogliosi. Ma i senatori non partono: né Deflorio, né Ambrosi, né Cammarata. Piroli e Pasca, probabilmente, andranno a giocare e, in quel caso, al loro posto arriverà un'altra punta. Quelle che abbiamo, però, non si toccano». Discorso analogo in altri ruoli: «Panini, ad esempio, vorrebbe andare a giocare. Non sappiamo cosa accadrà, ma se dovesse partire allora dovremmo pensare anche a un difensore di destra in più. Perché numericamente dobbiamo comunque mantenere un equilibrio analogo al precedente».
Tutto per pianificare il girone di ritorno: «Personalmente metterei la firma per fare ventinove punti anche nel girone di ritorno: potrebbero essere sufficienti per arrivare ai playoff. Ma dobbiamo stare attenti: negli ultimi anni il ritorno è stato un campionato a parte. Possiamo migliorare ancora, ma dobbiamo ricordarci che contro di noi ci sono anche gli avversari. Lo dico anche al presidente, che vorrebbe vincerle tutte: non sempre si può». Rifare lo stesso percorso è l'augurio. Con un Taranto che il mercato dovrebbe rendere più forte: «A me non serve necessariamente un Taranto più forte. Mi basta uguale, con gli stessi equilibri e le stesse caratteristiche: perché adesso si stanno rinforzando tutti e non è detto che sia sempre un bene fare acquisti. E non servono soldi o nomi per vincere. C'è il campo, per fortuna». di Fulvio Paglialunga09 gennaio 2007

Barasso è il nuovo portiere del Taranto
La società rossoblù ha presentato ieri il primo volto nuovo, prelevato dal mercato di gennaio. «Sono felice di poter giocare in una piazza importante». Il ds Evangelisti: «Si tratta di un rinforzo». Arriva dal Genoa: «Conosco il valore di Deflorio»

Arriva il sostituto di Pinna. Anzi no. Perché Nicola Barasso, da ieri nuovo acquisto del Taranto, «è un rinforzo». Questo, stando almeno alle parole del diesse Luca Evangelisti il quale - nel corso della conferenza stampa di presentazione del portiere preso in prestito dal Genoa tenutasi ieri nel Nicotel Pineto di Castellaneta Marina - ha voluto specificare come «nessuno ha mai detto che Pinna va via: Barasso è un rinforzo, per noi Pinna è incedibile, ma poi dipende da lui...». La dirigenza tarantina risponde così alle voci che vogliono l’attuale numero uno rossoblu già sulla strada che porta al Grosseto di Cuccureddu. Barasso è dunque un rinforzo, che porta a tre il numero dei portieri del Taranto. E lui, jeans chiari e camicia bianca sotto la quale risaltano muscoli atletici, parla per un attimo di quello che, almeno fino ad oggi, è ancora il suo compagno di reparto: «Ho sentito parlare molto bene di Pinna, so che è un elemento valido che qui a Taranto ha fatto molto bene». Taranto la sua nuova patria, almeno sino a fine stagione, quando scadrà il prestito dal Genoa, squadra con la quale Barasso ha militato in cinque degli ultimi sette anni. «Sono sinceramente contento - ha ammesso il portiere 25enne - di essere arrivato in una città così bella e dai grandi trascorsi. Taranto, come Napoli, per via del suo bacino d’utenza è una delle maggiori piazze del sud Italia. Il mio, però, non è un passo indietro: è vero che vengo da una squadra al terzo posto in serie B che lotta con la Juventus, ma arrivo in una squadra in piena corsa per conquistare quella stessa serie B». Non c'era il presidente Gigi Blasi ieri sera, assente a causa di un lieve malanno, come ha spiegato il dg Vittorio Galigani; ma proprio quest’ultimo ha sottolineato come «l'acquisto di Barasso è stato realizzato grazie agli ottimi rapporti tra il nostro presidente e quello del Genoa, Preziosi». Il portiere nativo di Pompei ha restituito il “favore” dicendosi «orgoglioso per come la dirigenza del Taranto mi abbia cercato con tanta insistenza. I miei nuovi compagni? Molti sono di categoria, altri di categorie superiori. A Genova Ruotolo ed altri mi parlavano molto bene di Deflorio e Cammarata. Taranto è una squadra che mi è sempre piaciuta, con un grande pubblico: mi sono sempre chiesto come mai una piazza così importante non militi in serie superiori. Papagni? Da quanto ho sentito è una persona molto competente e sono sicuro che farà le scelte giuste». E la prima, il tecnico di Bisceglie, dovrà farla domenica a Ravenna: Pinna o Barasso? Forse qualcuno gli faciliterà il compito. di Angelo Loreto09 gennaio 2007

Taranto, buon test a Reggio
Oggi l'annuncio del portire Barasso

Sono affascinanti certe sconfitte. Perché non pesano sulla classifica e hanno un sapore dolce. Questa, ad esempio, lascia il gusto di un Taranto quasi sempre bello, a tratti bellissimo. Di una squadra senza paura dell'avversario nobile: la Reggina, che gioca nel piano più alto del calcio, per vincere ci mette ottantacinque minuti. E, prima di arrivarci, rischia di farsi male, sfugge da imboscate improvvise. Soccombe (proprio così) sul piano del gioco prima di recuperare il risultato e evitare la figuraccia. Perché l'amichevole sembra una partita vera: ed è fatta quasi sempre dal Taranto e dai suoi uomini ardenti. Tra questi c'è Mancini, che ingolosisce i calabresi (a giugno potrebbero prenderlo) e accrescere il rammarico dei rossoblu (che per cinque giornate non lo avranno). Ma il dato è che esiste ancora una squadra, affatto appesantita dalle feste. E esistono ancora idee da spendere in un campionato pronta a riaffacciarsi. 
Partita da vivere, che il Taranto rende viva: Papagni, senza nulla da inventare, assembla il restante. Creando quella che, salvo rivoluzioni del mercato, sarà la formazione di Ravenna: le uniche eccezioni di Mancini (Cejas è rientrato solo da due giorni) e Faraon, in porta al posto di Pinna, ormai ex. E disegna un 4-4-2 estremamente corto: efficace in copertura, coinvolgente in attacco. Benefico negli effetti: c'è Taranto ovunque, nel primo tempo. Un po' perché la Reggina non forza, ma molto per meriti propri: il gruppo di Papagni sembra non essersi fermato mai, mostrando gambe fresche e buone idee. Si può illudere, addirittura, di essere meglio, in lunghi tratti della frazione, meglio dell'illustre dirimpettaia. La Reggina, fatto salvo l'honduregno Leon (tornato in città un giorno prima), è in formazione da serie A: il gruppo tipo è posizionato da Mazzarri con il 3-4-2-1 ma non sembra sedotto dalla partita. Preferisce assecondarla e regalarle qualche accelerazione, qualche buon anticipo, apprezzabili gesti tecnici (rabona di Amoruso compresa). Gioca per verificare se stessa e per piacere. Ma gran parte della gara dice che a piacere è il Taranto e che le verifiche migliori le fa Papagni. Con una squadra che mostra un calcio rapido e cooperativo, con molto gioco che passa dalle punte (anche alte all'occorrenza) e che crea costante sovrannumero nella zona della palla. Con il centrocampo retto dalla cerniera De Liguori-Mancini, funzionante senza interruzioni: interdizione e ripartenza, sistematicamente. E dietro, nonostante ci sia da controllare gente di altro spessore, non ci sono quasi mai grossi affanni. 
Il Taranto va anche oltre il bello: mette insieme azioni pericolose, crea stati d'agitazione nella difesa amaranto. Con una fase offensiva di qualità, buon possesso palla e occupazione strategica del campo. Si sommano i pericoli generati. Comincia Deflorio, che si inserisce (10') su una combinazione Ambrosi-Mancini e di destro tira a lato. Spreca Mancini, con eccessiva frenesia e ingenuità, un'occasione che ha già avuto: si inserisce in area su un pallone basso calciato da Deflorio (21') e, solo contro il portiere a destra, calcia come ad Ancona. Cioè: male, alzando troppo il piatto. La sorpresa, nella contabilità spicciola dei tiri, è che ci sia così poca Reggina: appena un anticipo di Prosperi su Missiroli (26') su corner di Tedesco. C'è partita, ci sono anche contatti: calcio puro, scevro di pressioni, gustoso da osservare. Vale poco, ma è autentico prestigio. Appuntare, ad esempio, i tremori della Reggina in un minuto da descrivere. Accade tra il 31' e il 32': Zito, servito da Deflorio, gira sul limite dell'area e lascia a Mancini la possibilità di far partire un destro violento che Pelizzoli alza in angolo. Sul corner lo schema è perfetto: batte Zitto e riceve, al termine del giro Mancini-Larosa, mettendo in mezzo per la scivolata di Deflorio che colpisce il palo. La produzione è evidente, come è incredibilmente visibile la condizione soddisfacente della squadra e straordinaria di Mancini, anima della manovra e osservato speciale a giusta ragione. Quello che resta alla Reggina è un tiro a girare di Bianchi (35') che Faraon blocca. Quello che resta al Taranto prima dell'intervallo è l'ultimo rammarico: Ambrosi scivola dopo aver ingannato la difesa su invito di Deflorio.
Al giro di boa Mazzarri schiera il talento che ha (Leon per Missiroli), Papagni poco dopo cambia assetto: dentro Panini per Zito e 3-4-1-2 con Panini e Colombini esterni di centrocampo. Non cambia la resa complessiva, ma la partita si rimette in piano. La Reggina ha più spazi, il Taranto non se ne vede sottrarre. C'è cronaca vera, tra mille sostituzioni. C'è un palo di Cosenza (10', colpo di testa su punizione di Mancini), una deviazione volante di Faraon (15', colpo di testa di Bianchi su cross di Leon), un palo di Leon (18', gran destro su punizione) e una girata di Cammarata (21', Pelizzoli devia in angolo). E poi ci sono i gol. Apre Amoruso (30') con un colpo di testa chirurgico su cross di Esteves. Pareggia Mancini (36') con un destro a sorpresa dal limite che supera Pelizzoli. Decide Di Dio (38') intervenendo in tap in dopo un'incertezza difensiva su tiro di Amoruso. Chiude Nielsen (43') penetrando in una difesa ormai ferma. Ma è stato bello. Molto bello. di Fulvio Paglialunga08 gennaio 2007

Papagni si ferma alla gara
«Ottima risposta della squadra, sono soddisfatto». Glissa su Pinna e Mancini «Ho compreso lo smarrimento di Tore. Manuel alla Reggina? Non so nulla»

C'è Aldo Papagni. Sorridente: «Buona partita, ottima risposta della squadra. Sono soddisfatto». Non c'era Tore Pinna in campo. in partenza, senza sorriso: «Ho parlato con il ragazzo - spiega il tecnico -, ho compreso il suo smarrimento e abbiamo preferito che rimanesse in panchina». C'era Manuel Mancini, osservato speciale della Reggina. Ed in una forma che non potrà esibire in campionato: «Non so di questa vicenda di mercato - dice ancora Papagni - e non è per questo che è rimasto in campo novanta minuti. Ha giocato perché adesso starà cinque domeniche senza poterlo fare, anche se lo presteremo alla Berretti. E anche per fargli capire che ha sbagliato a reagire ad Avellino, che non doveva farlo. E quindi, adesso, deve sprecare questo momento di forma. Quando ha segnato… meglio che non ripeta cosa gli ho detto».
Non c'erano i dirigenti, reduci dalla trattativa che ha portato il portiere Barasso dal Genoa al Taranto: la società era rappresentata dall'accompagnatore della Berretti Francesco Troccoli. Spiccioli di un'amichevole divertente, di una partita che il Taranto ha perso (era previsto), ma che per lunghi tratti ha dominato (e questo, sinceramente, non era prevedibile). Buona gara, buoni segnali: «Avevamo bisogno di questa partita e credo che entrambe le squadre la abbiano interpretata nel modo migliore. Era un modo per avvicinarci alla ripresa, un test importante per ritrovare la concentrazione in vista della partita di Ravenna».
Perché il timore di Papagni non è nelle gambe dei giocatori, quanto nella testa: «Il pericolo, quando si rientra nel campionato dopo la sosta natalizia, oltre che nella condizione della squadra, è nelle divagazioni che le feste comportano. Ci siamo, non abbiamo disperso le buone energie con le quali avevamo chiuso il girone di andata. Ora ho concesso al gruppo due giorni di riposo (oggi si allenano solo Cejas, Catania e qualche altro, ndr) e poi cominceremo a concentrarci sul Ravenna».
Papagni, però, ha già cominciato a pensarci. Provando Larosa a destra del centrocampo, finendo con il 3-4-1-2: «Larosa ha dato un'ottima risposta e la squadra ha risposto bene a questa nuova collocazione del giocatore. Qualche soluzione mi è sembrata valida: non tutto, però, potrà essere riproposto a Ravenna, visto che ci manca Mancini».
Walter Mazzarri, dall'altra parte della panchina, interpreta la partita: «Mi interessava vedere la condizione della squadra, il rientro sarà un rebus per noi quanto per il Milan. Però questa partita può servirci da lezione: abbiamo capito una volta in più che se non diamo il massimo possiamo perdere sempre. E' accaduto in questa partita e l'ho detto ai giocatori: è vero che il Taranto è una buona squadra, ma gioca pur sempre in C1».
Spunta il giudizio sul Taranto: «Una buona squadra, davvero. Noi non eravamo concentratissimi, ma è innegabile che con un po' di fortuna in più avrebbe potuto farci gol in diverse occasioni. C'è gente di categoria, come Ambrosi e Deflorio: buona impressione, davvero».
Mazzarri fa melina quando gli parlano di Mancini. Uno degli obiettivi dell'amichevole era far vedere il gioiellino rossoblu al tecnico, che vleva valutarne le potenzialità. Lui nega: «Faccio l'allenatore della Reggina e devo guardare la mia rosa: ho già tanti problemi da affrontare fino alla fine di questa stagione che davvero non potrei mettermi a fare altro. Se si doveva vedere Mancini ci avrà pensato un nostro osservatore».
Ma che impressione ha fatto Mancini a Mazzarri? «Non rispondo»: dice sorridendo. In coda, la scoperta di un brutto episodi: alcuni vandali nella notte hanno preso di mira il pullman del Taranto, rompendo il vetro posteriore, poi riparato a tempo di record. Amichevole a chi? di Fulvio Paglialunga08 gennaio 2007

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