Iacovone, prime risposte Il Taranto è una rosa con una spina più aguzza delle altre. Lo stadio Iacovone, quando il pallone non ci rotola sopra, è una questione che si rinnova in tutta la sua problematicità. Il fatto che la città ionica si sia dotata di una nuova Amministrazione comunale è certamente un dato positivo. Presto si troverà un interlocutore riconosciuto, ma questo non schiarisce la situazione diventata vieppiù polverosa. E a soffiarci sopra ci penserà l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazione Sportive. Oggi, l’organo del Ministero degli Interni, competente sulle questioni legate alla sicurezza negli stadi, farà luce sulle regole da estendere alle strutture che, al momento, non sono in grado di rispettare le norme antiviolenza. Si capirà, cioè, se lo stadio Iacovone potrà veder ridotta la sua capienza ad una quota inferiore ai 7.500 posti oppure, ipotesi decisamente da scongiurare, se si andrà incontro a soluzioni limite: porte chiuse o trasferimento forzoso ad altra località. Uno scenario ancora da chiarire è che inquieta non poco il presidente Blasi il quale è consapevole di non trarre dall’impianto di via Salinella il massimo del suo potenziale profitto. Un rimedio ci sarebbe: adeguare lo stadio. Hai detto niente, direbbe giustamente qualcuno. La capienza, comunque, è solo la punta di un iceberg che per pudore non ci mette nulla a sciogliersi. Anni di negligenza e trascuratezza hanno gonfiati i malesseri strutturali di un impianto che avrebbe bisogno di un profondo maquillage. E non ci riferiamo soltanto ai tornelli o alla video-sorveglianza, ma a tanti altri dettagli che fanno da cumulo per una situazione alquanto disastrata. Spogliatoi, caldaia, servizi igienici sono argomenti a cui, negli anni, nessuno ha mai dato una chiave di lettura. In più, con una circolare inviata a tutte le società di serie C, la Lega ha fornito nuove indicazioni in merito ai parcheggi esterni, ai parcheggi interni all’area spogliatoi, all’erba artificiale, alle caratteristiche igienico-sanitarie degli ambienti, alla sala medica e ai locali antidoping. Tutti passaggi che dovranno essere minuziosamente rispettati, pena la non utilizzabilità dello stadio. Oggi, come detto, l’Osservatorio dovrà tratteggiare la mappatura degli stadi italiani in materia di sicurezza. A parziale consolazione c’è che Taranto non è la bandiera nera della penisola. Come lo Iacovone, sono diversi gli stadi non in regola. Per affrontare il problema sarebbe auspicabile un confronto tra il presidente Blasi e la neonata Amministrazione comunale. Certamente l’ente rilascerà l’autorizzazione per l’uso dello stadio durante il prossimo campionato, documento che rientra tra quelli da presentare per soddisfare la domanda d’iscrizione. Poi, però, dovrà scoccare il momento del dialogo. Le prime dichiarazioni, in tal senso, sembrano conciliante anche se il neo-sindaco Stefàno sembra non andare nella direzione della concessione d’uso come avanzato, qualche mese fa, da Blasi. Una situazione complessa che non potrà avere una soluzione per l’inizio del prossimo campionato. C’è tanto lavoro da compiere e poi c’è l’estate in mezzo, stagione che tende a fare da attrito. di Luigi Carrieri
Mercato in attesa della svolta La svolta dovrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. L’impressione è che, fino a domenica, non ci saranno novità eclatanti in casa-Taranto. Il
Iacovone, oggi si decide È il giorno dell’Osservatorio del Ministero dell’Interno. Questa mattina l’importante organo istituzionale deciderà se lo "Iacovone" potrà essere abilitato ad ospitare gare con la presenza del pubblico. Il problema, per la verità, riguarda numerosi impianti (specialmente in serie C) per cui sono veramente in tante le società che attendono il verdetto. Facendo un breve excursus storico della vicenda, va ricordato che la Legge Pisanu dispose che tutti i club, dalla A alla C2, con impianti sportivi superiori ai 10mila posti, avevano l’obbligo di installare i tornelli elettronici, la videosorveglianza, le zone prefiltraggio, i posti numerati, i biglietti nominativi, gli stewarts e la zona-parcheggio per gli ospiti. Lo Iacovone, per l’annosa indisponibilità delle casse comunali (giunta Di Bello), non venne messo a norma (fu solo presentato un progetto, peraltro apprezabile che prevedeva un impegno finanziario di circa 1 milione e mezzo di euro) per cui la capienza venne ridotta, con apposito verbale a 9904 in deroga alla stessa legge. Nei mesi scorsi venne emesso il Decreto Amato, poi trasformato poi in legge, secondo cui tutti gli impianti con capienza superiore ai 7500 posti avrebbero dovuto essere messi nel più breve tempo possibile a norma dell’iniziale Decreto Pisanu. Caso contrario, le partite si sarebbero dovute disputare a porte chiuse. La Lega di serie C, prima con un comunicato del maggio scorso e, poi, con una missiva dei giorni scorsi, ha ricordato alle proprie società di uniformare gli stadi secondo le norme della Legge Amato. E qui sorge il problema. Per effettuare i lavori occorrono tempo e denaro (tanto). Per il 26 agosto, giorno d’inizio del campionato di serie C, quasi certamente i lavori non potranno essere effettuati. Il neo sindaco Stèfano si ritroverà sul proprio tavolo un problema davvero scottante. Nel frattempo si potrebbe operare un’altra riduzione a 7499 posti, ma necessita una seconda deroga. Per usufruirne serve una disposizione dell’Osservatorio. Giungerà stamattina il sì? E’ quello che si augurano tutti, per primi i tifosi rossoblù. A prescindere dalla decisione dell’organo ministeriale, i lavori vanno fatti. Comune e Taranto Sport dovranno sedersi a tavolino, in tempi brevi, per risolvere l’intricato problema. Il campionato è alle porte. Il presidente rossoblù deve progettare la nuova annata. Perv farlo deve capire se potrà contare sullo stadio Iacovone, sia pura a capienza ulteriormente ridotta. Occorre un’azione sinergica. Ciascuno per la propria parte dovrà offrire il proprio contributo di idee e di risorse. L’affidamento dello Iacovone alla Taranto Sport, pur con tutte le cautele del caso (non esclusa la possibilità di poterne usufruire l’intera comunità dal momento che si tratta pur sempre di un bene pubblico), non è da escludere. Il calendario degli impegni impone domani l’appuntamento dinanzi al notaio Latorraca per le liberatorie dell’intero staff tecnico. di Giuseppe Dimito
Calma apparente Quello del Taranto è un immobilismo apparente. Anche se presidente Blasi ancora non si sbottona sui programmi futuri, qualcosa inizia a muoversi. Poco per la verità visto che il massimo dirigente rossoblù non ha sciolto le riserve su diesse e tecnico. Secondo indiscrezioni, comunque, sono in ascesa le quotazioni di Evangelisti che Blasi sembra orientato a trattenere, mentre è vacillante la posizione di mister Papagni. Questa fase di stand by condiziona, ovviamente, i movimenti di mercato del club di via Umbria. Ma di voci ne circolano parecchie. In entrata è vivo l’interesse per il 30enne Alessandro Nigro, esterno destro del Gallipoli in scadenza di contratto con il club giallorosso. Il Taranto è sulle sue tracce, ma sul difensore ci sono anche la Salernitana, che ha messo sul piatto un allettante biennale, e il Grosseto neo promosso in serie B. Ma Nigro è un pallino anche di Auteri, che lo avrebbe allertato in vista di un suo probabile approdo a Crotone. Al momento infondata, invece, la pista che conduce al centrocampista Campolattano. Altri nomi caldi sono quelli del centrocampista Visone (Samb) e delle punte Morante (Samb) e Castaldo (Juve Stabia). Ma la priorità del Taranto è ora la discussione, entro il 20 giugno, di prestiti e comproprietà. Cosenza sarà riscattato dalla Reggina, Panini dal Catania che dovrebbe girarlo alla Cavese, mentre restano in piedi i discorsi con Udinese e Padova per Toledo e Faraon. Per Zito, invece, sarà battaglia col Sorrento, comproprietario del cartellino. Si allontana, infine, De Liguori, Il diesse Luca Evangelisti tentato dai biennali che offrono Cavese e Sorrento. di Enrico Sorace
Stadio, oggi l’esame dell’Osservatorio Nuovo capitolo sulla questione inerente gli stadi italiani, considerati non a norma dal punto di vista strutturale. In mattinata, infatti, l’Osservatorio Nazionale del Ministero dell’Interno ha convocato una riunione a Roma, al fine di valutare dettagliatamente la situazione degli impianti che notoriamente accolgono la disputa delle partite di calcio nei campionati (soprattutto dalla serie A alla C2) del nostro Paese. E’ noto che la maggior parte degli stadi non risulta in regola, non potendo ancora garantire le rinnovate misure di sicurezza: fra questi è inserito anche lo Iacovone di Taranto, reduce da una stagione agonisti davvero travagliata. L’escamotage a cui molte strutture hanno dovuto adeguarsi, per non soccombere alla chiusura paventata dal decreto Pisanu, prevedeva la riduzione della capienza spettatori ad una cifra inferiore alle diecimila unità. Lo Iacovone, tempio rossoblu da sempre ammirato per il nutrito ed appassionato pubblico, ha dovuto “sacrificare” le sue eccellenti affluenze, diminuendo a 9.904 il numero dei posti disponibili. Una regola che è stata rispettata anche in occasione della scorsa semifinale d’andata play off con l’Avellino. Le deroghe di cui gli stadi italiani hanno beneficiato era stata disposta dalla Commissione di Vigilanza ai Pubblici Spettacoli. Con l’entrata in vigore della legge Amato-Melandri, successiva ai gravi episodi di violenza avvenuti nel febbraio scorso a Catania, le restrizioni sono diventate rigide, più severe quasi: tutto sommato, considerate le circostanze di carenza strutturale ed organizzativa in cui versano gli stessi impianti del Paese, è stata proposta un’ulteriore limitazione alla capienza spettatori, pari a 7.500. Occorre vedere se la Commissione di Vigilanza accetterà di concedere, a tal proposito, una nuova deroga. La riunione odierna dell’Osservatorio dovrebbe sciogliere questo dubbio.
Cocaina, Pagotto ancora positivo
Undici anni fa, con i rigori parati a Raul e De La Pena, Angelo Pagotto regalava l'Europeo under 21 all'Italia nella finalissima contro la Spagna. Gli addetti ai lavori erano convinti che fosse nata una stella. Oggi Pagotto è un passo dalla radiazione: per la seconda volta è stato trovato positivo alla cocaina. La stella, tra sventure ed errori, si è spenta da sè. Ad incastrare il portiere del Crotone è stato un controllo antidoping di un mese e mezzo fa. Il Coni ha trovato delle tracce di Benzoilecgonina (metabolita dalla cocaina) durante un esame nel post-partita di Crotone-Spezia, il 28 aprile 2007.
Esame-sicurezza per lo "Iacovone" Il Taranto è completamente immerso nelle pratiche burocratiche ed amministrative. Dopodomani, infatti, tecnici e giocatori si ritroveranno dinanzi al notaio per ricevere le ultime mensilità e firmare le indispensabili liberatorie da allegare alla domanda d’iscrizione al prossimo campionato di serie C1. C'è tempo fino al 30 giugno prossimo. Ricordiamo che bisognerà accludere la fidejussione da 207mila euro, la tassa d’iscrizione di circa 15mila euro e la disponibilità dello stadio Iacovone. A tal proposito c'è attesa per la decisione che prenderà a Roma domani mattina l’Osservatorio del Ministero dell’Interno sugli stadi, come lo Iacovone, che hanno già subìto una riduzione della capienza sotto i 10mila posti per derogare agli obblighi imposti dall’allora Decreto Pisanu: tornelli, videosorveglianza, zone di prefiltraggio, parcheggio per gli ospiti, posti numerati e biglietti nominativi. La recente normativa Amato, infatti, ha disposto che tutti gli stadi devono essere a norma del precedente Decreto e che tale obbligo non scatta solo per gli impianti di capienza inferiore ai 7500 posti. Pertanto lo stadio della Salinella, per ottenere l’ok a far disputare le gare con la presenza del pubblico amico, dovrebbe abbassare ulteriormente il numero degli spettatori portandolo sotto i 7500 posti. E qui scatta il problema. E’ possibile ricevere una seconda deroga dalla Commissione di Vigilanza sui pubblici spettacoli? La decisione dell’Osservatorio al riguardo è prevista per domani mattina. Va sottolineato che l’importate organo ministeriale è composto dai funzionari della Polizia di Stato, ma anche dai rappresentanti del Coni nazionale, della Figc e delle Leghe di A e B, C e Dilettanti. Senza dimenticare la recente circolare emanata dalla Lega di Firenze a tutte le società con la quale s'invitano le stesse a richiedere la regolarizzazione degli impianti sportivi ed a compiere le opere di loro pertinenza (posti numerati, biglietti nominativi e stewards). Dunque fra i tanti compiti urgenti che incombono sulla nuova amministrazione comunale, guidata dal neo sindaco Stèfano, c'è quello di mettere a norma lo Iacovone per evitare ogni tipo di discussione o di problema. Oltretutto se il Taranto dovrà disputare a maggio e giugno prossimi i playoff per la B (meglio comunque sarebbe classificarsi al primo posto), la squadra potrà godere minimo del sostegno di 20mila persone, il triplo di quello attualmente possibile. Si eviterebbero discussioni legate alla vendita limitata dei biglietti e quant'altro. Ieri mattina il presidente Blasi ha inviato al neo sindaco un telegramma di congratulazioni per la vincita del ballottaggio. Il gesto di cortesia potrebbe funzionare da collante per la risoluzione dell’angoscioso problema che riguarda tanti tifosi. Indubbiamente le casse comunali sono praticamente vuote, purtuttavia si potrebbe accedere a qualche mutuo sportivo a tasso agevolato oppure magari accedere alla proposta
Ancora dubbi sulla conferma dell’area tecnica Non è ancora dato sapere se l’area tecnica del Taranto ripartirà da Luca Evangelisti (diesse) e Aldo Papagni (allenatore). Blasi (che potrebbe non presenziare all’appuntamento di domani per impegni di lavoro) non ha annotato in agenda un vertice chiarificatore. Secondo indiscrezioni, vorrebbe riconfermare il dirigente di Alatri, ma avrebbe espresso perplessità sulla permanenza del trainer di Bisceglie (legato però ad Evangelisti). Sfumate le ipotesi Roselli (Grosseto), Cuccureddu (vicino al Perugia) e Iaconi (sarebbe ad un passo dalla firma con l’Ascoli), restano in piedi le candidature di Di Costanzo e Patania. Un’ipotesi alquanto suggestiva, invece, vorrebbe il ritorno in rossoblù di Vincenzo Maiuri, nei panni di team manager. L’ex capitano avrebbe momentaneamente declinato l’invito in attesa, magari, di potersi riaccomodare in panchina. L’avvio delle trattative è subordinato all’investitura dell’area tecnica. Di sicuro, però, i calciatori del Taranto hanno molto mercato. Mancini (vincolato fino al 2009) potrebbe essere ceduto ad un club di categoria superiore (Reggina in pole position), mentre De Liguori, Pastore e Prosperi - in scadenza di contratto - attendono notizie circa un eventuale rinnovo. Tra lunedì e mercoledì, poi, bisognerà risolvere le comproprietà (Zito con il Sorrento) e i prestiti con diritto di riscatto (Faraon con il Padova, Cosenza con la Reggina, Toledo con l’Udinese). Per Barasso e Panini, invece, il futuro sarà quasi certamente in Campania: il portiere dovrebbe essere girato in prestito dal Genoa alla Salernitana, mentre il difensore di Albano Laziale tornerebbe ad indossare la casacca della Cavese. di Fabio Di Todaro
Taranto, in attesa di una voce Nulla di nuovo sotto il sole, in casa rossoblu. Difficile sedare la curiosità, il desiderio di conoscere le strategie della Taranto Sport in vista della prossima stagione agonistica. Ermetico il presidente Gigi Blasi, che si è concesso solo attraverso le commosse parole di gratitudine di un comunicato dal sapore epistolare, a beneficio di un popolo con cui è riuscito a saldare nuovamente il rapporto. Ma l’imprenditore messapico ormai agisce in segretezza dalla semifinale persa al Partenio di Avellino e, per preservare l’ambiente dalle dichiarazioni avveniristiche, talvolta implicitamente provocatorie, da parte di alcuni dei suoi tesserati, ha imposto un silenzio stampa dalla cronologia indefinita. Bocche cucite nel Taranto, dunque, e non è la prima volta che accade, in questa stagione. Il primo silenzio verso gli organi d’informazione era stato annunciato addirittura dalla Squadra, come rimostranza all’aggressione subita da alcuni calciatori rossoblu (i difensori Caccavale e Pastore), nello scorso settembre, di ritorno dalla trasferta di Castellamare di Stabia (sconfitta per 1-0, rete di Castaldo). A darne notizia ufficiale fu il capitano Andrea Deflorio, che lesse telefonicamente un breve ma incisivo messaggio dell’intero organico ionico. Il secondo periodo di “segretezza verbale” è stato decisamente più lungo, immediatamente successivo alle dimissioni rassegnate dal presidente Blasi, al termine di una conferenza il 29 gennaio scorso (motivazione, ancora la violenza sugli spalti). Un silenzio stampa a campionato finito potrebbe apparire atipico: in fondo, viene ad inaugurarsi un periodo notoriamente corredato di indiscrezioni di mercato, di frasi intrise di presunto sensazionalismo, di ipotesi concrete e fantasticherie. Tale situazione fa pensare che il massimo dirigente del sodalizio ionico, dopo tanti sforzi profusi per la sua “creatura”, insignito del rinnovato entusiasmo della tifoseria, che ha applaudito a lungo lui e la squadra estromessa dalla finale per la B, stia ponderando vari aspetti per il futuro, come la volontà di trattenere il direttore sportivo Luca Evangelisti, di riscattare giovane promettenti come Cosenza e Zito (entro il 20 giugno si dovranno discutere le comproprietà), di rinnovare o meno i contratti ai dieci calciatori in scadenza. Calciatori che, unico dato certo, venerdì si recheranno nella sede di via Umbria per il saldo delle ultime spettanze e per porre la firma sulle cedole liberatorie per l’iscrizione del Taranto alla prossima C1. Per forgiare la compagine futura occorre, però, sciogliere il nodo inerente l’allenatore: Aldo Papagni è legato al sodalizio ionico sino al 30 giugno, ha lavorato bene al suo debutto in terza serie, il suo operato non ha lasciato indifferenti vari club. Nell’attesa di conoscere anche la decisione di Luca Evangelisti, che con il tecnico di Bisceglie aveva creato un rapporto di stima ed un bel clima lavorativo, qualche nome per la panchina rossoblu è circolato, anche se timidamente. Radiomercato parla di Eziolino Capuano, già trainer degli ionici agli esordi del torneo 2001/02 (solo il mese di settembre), che ancora non ha ricevuto una proposta di rinnovo dell’incarico dalla Juve Stabia, brillantemente condotta ad un passo dai play off. In occasione della sfida di campionato, lo stesso tecnico campano aveva dispensato parole mielose all’indirizzo di una piazza che non ha mai dimenticato. Qualora ci fosse un clamoroso ritorno di Capuano, che vorrebbe allenare per una società ambiziosa, col il suo avvento potrebbero esserci gli ingaggi di Magliocco, portiere della Salernitana, e di Antonio Esposito, centrocampista delle vespe stabiesi, richiesto anche in cadetteria (8 reti in 31 presenze). Idea suggestiva per la panchina ionica anche quella di Elio Gustinetti, che quest’anno è stato esonerato a gennaio dal Crotone, in serie B (i calabresi sono poi retrocessi). Gustinetti, allenatore esperto, vanta nel curriculum le esperienze nell’Albinoleffe, nel Treviso, nell’Empoli e nella Reggina. L’intoppo potrebbe essere rappresentato dalla volontà del tecnico bergamasco di continuare ad allenare al Nord. Gustinetti potrebbe proporre l’acquisto di un giovane, noto attaccante: Gianvito Plasmati, che il presidente Blasi ha ammesso di ammirare al termine dei play out vittoriosi col Ragusa. L’imprenditore di Manduria aveva rilevato il Taranto da sei mesi, e Plasmati, classe ‘83, militava fra i siciliani. Il miglior campionato della punta è stato ad Andria: 12 goal in 31 presenze. Alla piazza rossoblu non dispiacerebbe un ritorno di prestigio, quello di Ivo Iaconi. Si tratta di un’ipotesi affascinante, poichè Iaconi ha guidato quest’anno il Frosinone in serie B, ma la sua avventura è ufficialmente conclusa, dopo due brillanti stagioni. Iaconi è stato allenatore anche di Pisa e Pescara: a lui il Taranto deve lo scudetto dillettanti nel ‘94/’95. L’avvento dell’apprezzato Iaconi potrebbe generare un mercato interessante: potrebbero seguirlo l’attaccante Salvatore Mastronunzio, finora uomo-play off del Foggia, a cui è andato in prestito a gennaio, proprio dal Frosinone. Potrebbe tornare di moda il nome di Nacho Castillo, che pure qualche rete in serie cadetta se l’è concessa. Senza dimenticare Antonio Di Nardo, che ha lasciato ottimi ricordi in giovinezza proprio a Taranto. Iaconi potrebbe essere accompagnato da Fabio Di Venanzio, centrocampista classe ‘74, e Marco Ogliari, difensore del ‘73. Il velo delle congetture e dei misteri sarà rimosso tra poco tempo, bisognerà avere pazienza. Forse aveva ragione Friedrich Nietzsche, quando affermava che “La strada per la grandezza passa attraverso il silenzio”. Vale anche per il futuro rossoblu. di Alessandra Carpino
Taranto, mercato aperto Calciomercato ai raggi X. Nella settimana in cui il presidente Blasi dovrebbe iniziare a programmare il prossimo campionato, abbiamo passato in rassegna la situazione dei calciatori rossoblù.
E’ un Taranto senza far rumore Si procede, ma in assoluta segretezza. Se l’atteggiamento di riservatezza ed intima riflessione era appartenuto, nella settimana post Avellino, soltanto al presidente Gigi Blasi, ora è stato imposto a tutta la squadra rossoblu ed alle persone che le gravitano intorno, nello stesso ambiente. La Taranto Sport, infatti, ha diramato ieri una nota in cui era annunciato, in modo piuttosto lapidario, il silenzio stampa di tutti i tesserati, inclusi i responsabili dell’area tecnica, a tempo indeterminato. Una decisione quasi improvvisa, che stride con la volontà di dialogo, di esame della stagione agonistica, di confronto sulle emozioni e sui rimpianti della pluralità dei calciatori ionici e dello stesso allenatore Aldo Papagni. Qualche confidenza di troppo non è stata gradita dalla dirigenza della Taranto Sport, soprattutto se l’argomento in questione era il calciomercato (in via un pò prematura, visto che si entrerà nel vivo delle trattative dopo la metà di questo mese) o la continuazione del rapporto lavorativo con lo stesso sodalizio ionico.
Tutti i nodi del presidente
Nessuno sa quello che sta pensando Gigi Blasi. Ed è questo il grande punto di domanda. Il Taranto è fermo, ancora ripiegato sul dolore. I playoff sono finiti troppo presto, senza che ci fossero demeriti: in finale ci sono gli altri. Basta per appesantire le spalle del presidente, abituato a vivere al massimo le
Taranto, bussa il futuro Dipende tutto da Blasi. È sempre stato così e sarà così anche stavolta. Blasi, nella Taranto Sport, ha un potere assoluto. Non è solo il presidente. È l’amministratore unico: l’uomo che mette i soldi e prende ogni decisione. Da domenica 3 giugno, il giorno in cui si è infranto il sogno della serie B, Blasi non parla. Non esterna, non concede interviste, non rilascia dichiarazioni, non rimbalza più da un microfono all’altro. Chiuso in un ostinato silenzio, Blasi pensa, riflette, rimugina, valuta. Sta metabolizzando la delusione: questo si dice. Sta ricaricando le batterie: questo si spera. Il suo silenzio, interrotto solo da un breve comunicato stampa - una lettera di ringraziamento ai tifosi per l’affetto dimostrato e per il sostegno ricevuto - presta il fianco alle più disparate letture degli scenari futuri. Scelte, prospettive, programmi: tutto diventa fatalmente materiale per ipotizzare qualcosa che, allo stato, è soltanto nella testa di Blasi. Perché - vale la pena ripeterlo - da Blasi dipende. È lui l’unico punto di riferimento. Ed a lui conviene guardare, se si vuole anticipare ciò che incombe. Gli altri interpreti di questa fisiologica crisi di fine stagione hanno un ruolo marginale. Portano idee, pensieri nuovi, spunti diversi: ma non hanno il potere di interferire nelle decisioni del capo. E il capo del Taranto resta indiscutibilmente Blasi. L’unica cosa sicura di questi giorni di apparente incertezza è che la gente è dalla parte di Blasi. Lo coccola, lo consola, lo spinge ad andare avanti. La gente ha capito lo sforzo e apprezzato l’impegno. Ha definitivamente accettato il personaggio-Blasi. La sua passionalità, il suo attaccamento, il suo essere tifoso hanno superato l’ultimo esame. Ora Blasi è visto come uno che vuole bene al Taranto e mette il Taranto davanti a tutto. La gente a Blasi è ormai disposta a perdonare ogni comportamento, anche il più bizzarro. Prima della doppia sfida con l’Avellino non era così. C’era una specie di grasso ad invischiare il rapporto, un’incomprensione latente, una diffidenza sottile. Ora è tutto chiaro: Blasi è il Taranto. Da Blasi si deve ripartire. Ma Blasi come e con chi intende ripartire? È questa la domanda che, da oggi in poi, invocherà risposte esatte e circostanziate. È tempo, insomma, che Blasi faccia sapere ai tifosi che cosa sta pensando di fare. Non mollerà, questo sembra evidente. Gli piace essere il presidente del Taranto. Gli piacciono le emozioni forti che il ruolo regala. Ma occorre ripartire, stabilendo quanto investire e scegliendo gli uomini con i quali ritentare l’assalto alla serie B. Perché è questo l’obiettivo. Per ripartire serve, però, un nuovo decisionismo, quell’ansia di fare che ha sempre contraddistinto l’era Blasi. Primo nodo da sciogliere: la piena disponibilità dello stadio. Oggi Taranto conoscerà il nome del sindaco che amministrerà la città per i prossimi cinque anni. E Blasi saprà con chi confrontarsi per risolvere le problematiche strutturali dello "Iacovone". Secondo nodo da sciogliere: la definizione dell’area tecnica. La scelta, cioè, di direttore sportivo e allenatore. Blasi non vorrebbe privarsi di Evangelisti, ma ha qualche riserva su Papagni: con questa doppia convinzione ha chiuso il campionato, esiliandosi per una settimana. Evangelisti ha tutto pronto: squadra (chi parte, chi resta e chi arriva) e allenatore (Papagni non è l’unico candidato). Blasi è per un progetto di continuità, ma è quasi convinto che qualcosa andrebbe comunque rivista. Blasi immagina un altro campionato d’avanguardia e non vorrebbe cedere, per esempio, il pezzo più pregiato della collezione: Manuel Mancini. Trattenerlo per un’altra stagione: questa è la sua idea, che potrebbe con coincidere con la volontà del ragazzo (il contratto che lo lega al Taranto scade nel 2009), con le pretese del suo procuratore Manfredonia e, forse, con la strategia dello stesso Evangelisti. Alla fine, però, dipende da Blasi. E, al di là di Mancini, la sua autonomia di giudizio e la sua libertà di gestione vanno salvaguardate. di Lorenzo D'Alò
Taranto, primi passi verso il futuro L’intervallo rossoblu è terminato, da questa settimana è necessario avvolgere il nastro, cominciare a procedere, a piccoli, ponderati, ingegnosi passi verso il futuro. Il calcio non aspetta, nella Taranto Sport lo sanno bene: l’agenda degli appuntamenti dovrà essere sfogliata già a partire dalla giornata odierna, si darà priorità alle pratiche di routine, fondamentali perchè legate alla burocrazia dell’iscrizione al prossimo campionato di C1. Smaltita, solo parzialmente, la delusione per il mancato accesso alla doppia finale per la promozione in serie cadetta, la Società di via Umbria dovrà mettersi immediatamente all’opera per risolvere casi spinosi, come quello inerente l’utilizzo dello stadio Iacovone, e per preparare tutta la documentazione utile da inviare agli uffici della Lega. Dopo aver affidato un emozionante pensiero di ringraziamento alla tifoseria ad una “lettera aperta” circolata giovedì scorso, dopo la lunga riflessione, il presidente Gigi Blasi dovrà confrontarsi con l’area tecnica, ed in particolar modo con il direttore sportivo Luca Evangelisti, demiurgo della squadra che si è appena congedata dai play off, costruttore dell’impianto rossoblu lodato per l’opera solo nel finale. Prima che il Taranto conquistasse matematicamente la partecipazione agli stessi spareggi, il presidente Blasi aveva “confermato” verbalmente alla supervisione dell’area tecnica Evangelisti, ma il diesse aveva preferito non accelerare i tempi. Probabilmente allettato anche da proposte provenienti da altre piazze calcistiche ( si tratta di mere ipotesi), il dirigente di Alatri sta temporeggiando: a metà settimana, Blasi dovrebbe stabilire un incontro chiarificatore con lui, al fine di comprendere se proseguirà o meno l’avventura che, da due stagioni piene, lo lega al sodalizio ionico. La sorte di molti giocatori rossoblu, compresa quella del tecnico Aldo Papagni, potrebbe dipendere dalla decisione di Luca Evangelisti. I primi tasselli della programmazione prevedono la conferma o meno in panchina di mister Papagni: per l’allenatore di Bisceglie, autore comunque di un ottimo campionato, si sussurra dell’interessamento di club appartenenti a diverse categorie. Non trapela alcun tipo di indiscrezione dalla sede di via Umbria. Un dato certo riguarda la convocazione dei singoli tesserati, che dovrebbe avvenire fra giovedì e venerdì. I calciatori, infatti, si ritroveranno a Taranto per ricevere il pagamento degli ultimi emolumenti e per firmare le cedole liberatorie. La situazione contrattuale interna all’organico rossoblu appare abbastanza composita: molti sono i calciatori in scadenza al prossimo 30 giugno. Di questo elenco fanno parte i difensori Caccavale, Pastore, Prosperi, il giovane Castroni; i centrocampisti De Liguori, Larosa, Mortari; gli attaccanti Catania, Deflorio ed Ambrosi. Il mercato non è ancora ufficialmente aperto, ma le offerte per la maggior parte di loro non mancano: Prosperi è nel pieno della maturità calcistica, è stato autore di un torneo ad altissimi livelli; l’esperienza di Pastore e Caccavale è sempre riconosciuta, di Deflorio si parla da tempo di un forte interessamento da parte del Noicattaro (suo paese natale) asceso per la prima volta in C2. Difficile la permanenza in riva allo Ionio di Ambrosi o Catania. Il mediano argentino Cejas e l’attaccante (in cerca di rivincite) Cammarata vantano un altro anno di contratto (scadenza giugno ‘08), così come il terzino Colombini; Pasca ritorna dall’Andria, a cui è stato prestato a gennaio (è stato autore di parecchie marcature). Torneranno alla “casa madre” i tre acquisti del mercato invernale, ovvero il portiere Barasso (che desidererebbe disputare un altro anno in rossoblu, ma dovrà parlarne col Genoa, fresco di promozione in A), Monticciolo (ritorno alla Lucchese) e Mattioli (proprietà del Lecce). Esistono anche i prestiti con diritto di riscatto: il giovane portiere Faraon dal Padova, la rivelazione Cosenza dalla Reggina (ed il suo costo, alle buste, pare sia abbordabile), il brasiliano Toledo dall’Udinese(si parla già di accordo di massima), il terzino Panini dal Catania. Tra il 18 ed il 20 giugno si decideranno le cosiddette “comproprietà”: il Taranto dovrà discutere quella del gioiellino Zito (che il Sorrento, promosso in C1, rivuole) e di Piroli (del Torino, prestato alla Spal). Il fantasista Mancini, che pure firmò fino al 2009, promette di divenire il giocatore più ambito. Questione stadio: giovedì si riunirà a Roma L’Osservatorio Nazionale del Ministero dell’Interno, che deciderà la sorte degli impianti italiani. Secondo la legge Amato/Melandri, la capienza degli stadi non a norna dovrà essere ridotta a 7.500 posti. Lo Iacovone, ridotto a 9.904 spettatori ai tempi del decreto Pisanu, non è stato adeguato come molti altri impianti. L’Osservatorio deciderà per la nuova deroga dei 7.500 posti, altrimenti si può rischiare la disputa delle partite in campo neutro. Fra i documenti d’iscrizione deve comparire anche quello che conferma la disponibilità dello stadio: un nodo che Blasi dovrà sciogliere con l’ausilio del prossimo sindaco di Taranto. di Alessandra Carpino
Ultimi giorni di silenzio Doveva essere il giorno della prima finale, della battaglia conclusiva per la conquista della B. Doveva essere il pomeriggio dei sogni, ma il risveglio è stato brusco, doloroso. Per tutti, non solo per i tifosi. La seconda domenica di giugno si è così trasformata in un giorno normale: anzi, in un momento di attesa. Con un futuro che non appare in pericolo ma che non dà ancora certezze: che ammanta previsioni e pensieri di punti interrogativi. Il Taranto è in stand by, in attesa che il presidente Blasi pigi nuovamente il pulsante dell’accensione: il massimo dirigente rossoblu si è chiuso in un amareggiato e dignitoso silenzio dopo la sconfitta di Avellino. Ha interrotto per un attimo i giorni "senza parole" nella mattina di giovedì: con un messaggio di ringraziamento indirizzato alla tifoseria in cui ha chiesto ancora qualche giorno di tempo per riflettere. E per capire in che modo portare avanti il progetto- Taranto. Ma il mutismo di Blasi durerà ancora poco: non è possibile pensare il contrario. Anche perchè le altre squadre di C sono già da tempo in movimento per allestire le rose in vista della prossima stagione: dal 18 al 20 giugno, inoltre, bisognerà pensare alle comproprietà. Zito (a metà con il Sorrento) e Piroli (stessa formula con il Torino) saranno protagonisti della "tre giorni" di mercato. Inizia domani, pertanto, la settimana decisiva: i sette giorni che dissiperanno la nebbia e chiariranno i programmi futuri della società di via Umbria. Al momento non ci sono certezze: qualcosa potrebbe cambiare a partire da domani sera. L’elezione del nuovo sindaco di Taranto viene seguita con grande interesse nelle stanze del club: la questione stadio è una delle principali preoccupazioni di Blasi. Lo "Iacovone", sempre più cadente, abbisogna di immediati e corposi interventi di ristrutturazione. Altrimenti bisognerà ridurre la capienza a 7500 spettatori: o, peggio ancora, chiudere la struttura. Argomenti di cui il presidente ionico ha intenzione di parlare con urgenza col nuovo "inquilino" di Palazzo di Città: dalle risposte dipenderanno, probabilmente, gli investimenti per la stagione 2007/08. Tutto il resto è fermo, anche se le voci di possibili trattative continuano a sorgere e ad inseguirsi. Sondaggi, più che altro, fatti in tempi diversi e con idee ambiziose. Sono noti da tempo, ad esempio, i contatti avviati dal responsabile dell’area tecnica Luca Evangelisti con la Sambendettese per l’acquisto del centrocampista Visone e del centravanti Morante, l’opzione siglata con il Morro d’Oro per il centrocampista Pietrella e l’accordo raggiunto con l’attaccante centrale Longobardi (ex Nuorese), poi girato in prestito al Pergocrema (nove i gol segnati quest’anno). La permanenza in rossoblu del ds, però, è ancora incerta, inattesa di segnali dai vertici della società: un incontro tra Evangelisti e il presidente potrebbe tenersi a metà settimana, mentre tra giovedì e venerdì arriveranno in città i giocatori per definire gli ultimi aspetti economici dell’annata e firmare le ricevute liberatorie. Fortemente dubbia anche la permanenza di Papagni, sedotto da altre sirene. Con Blasi, però, non si può mai escludere nulla. Tutto ruota intorno a Gigi Blasi, come sempre: e non potrebbe essere altrimenti. I bene informati ipotizzano una conferenza stampa rivelatrice nella giornata di martedì, ma tutto potrebbe risolversi con un nuovo comunicato stampa o con un messaggio da divulgare sulla rete di Internet. Nel frattempo il direttore generale Galigani è impegnato nell’ordinaria amministrazione e nella raccolta dei documenti per l’iscrizione al prossimo campionato. Doveva essere la giornata della finale: ma il calcio continua, non lascia un attimo di respiro. E il Taranto dovrà mettersi al passo, per non rischiare di perdere troppo terreno. di Leo Spalluto
Taranto, il futuro comincia domani E' ancora tutto fermo a Taranto, sette giorni dopo la grande delusione patita al "Partenio" di Avellino. Una settimana di silenzio, di rumori sordi e di notizie sbocciate con la prolificità che appartiene a questo periodo. Concretamente, però, non ci sono novità. Il presidente Blasi si è chiuso in un comprensibile silenzio, salvo voler ringraziare e tranquillizzare i tifosi, a mezzo stampa, per i numerosi attestati di stima.
Taranto, futuro alle porte Nessuno fax, nessuna parola. Un giorno di silenzio completo. Al massimo qualche timido sussurro, piccoli incroci di indiscrezioni e veti. Di certo c’è che Gigi Blasi è muto, solo con i suoi pensieri e con le proprie riflessioni. Alle prese con la ferita di Avellino, con la tensione ancora da scaricare. E se lui non si esprime nessuno sa cosa fare. Chiaro: decide tutto in prima persona, muove le pedine da solo. Quindi non ha ancora deciso (o non ha ancora fatto sapere) i programmi del futuro, sapendo però di non avere molte alternative. Una stagione dopo i playoff brillantemente conquistati e immeritatamente persi, infatti, sembra logico che si debba puntare alla promozione. Al presidente questo non è sfuggito e, probabilmente, su questa riflessione si sta soffermando. Ripartirà, questo è certo. Sta solo ricaricando le batterie. E presto dovrebbe far sentire la sua voce, stilare i nuovi programmi e dichiarare le proprie ambizioni. Forse farà sapere anche come intende muoversi per la questione-stadio, che rischia di diventare spinosa. Non è un caso, infatti, che per alcune voci di dentro il silenzio del presidente sia anche in attesa del prossimo sindaco di Taranto, al quale chiederà lumi sulle intenzioni per la messa a norma dell’impianto, che rischia seriamente di essere chiuso al pubblico nella prossima stagione. Di certo, per ora, non si muove nulla ma si capisce qualcosa. Tutto partirà dalla scelta del direttore sportivo e del tecnico, ai quali poi verrà affidata la costruzione della squadra. Evangelisti e Papagni non sanno ancora se il Taranto vorrà puntare sulla coppia che per un anno e mezzo ha fatto da collante tra squadra e società anche nei momenti più duri. E, magari, non sanno nemmeno di manovre (ostruzionistiche) che si notano sott’acqua, di veti nemmeno troppo silenziosi o di remi che girano in direzione contraria. Sembrano aspettare, rispettando il silenzio di Blasi con il loro silenzio. E, nel frattempo, lasciano cadere gli interessamenti: Papagni ha molti estimatori a Lucca, Ascoli (che pure potrebbe virare verso Tesser), Gallipoli e in diversi altri club di C1, ma pare stia rimandando con tutti, attendendo prima di conoscere i programmi del Taranto. Non sarà facile trattenerlo, ma forse il richiamo della piazza e l’opportunità di guidare una squadra costruita sulle basi del gruppo attuale potrebbe farlo barcollare. Qui si apre un altro capitolo: il Taranto ha dieci giocatori in scadenza di contratto e cinque con ancora un anno di accordo. Molti hanno richieste e tanti hanno subordinato la loro disponibilità a rimanere a Taranto propria alla conferma di Evangelisti e Papagni. Affari? Nessuno, né in entrate né in uscita. Logico: senza l’annuncio dei programmi e il nome di chi dovrà guidare le operazioni di mercato non si può parlare di trattative se si vuole rimanere nel campo della verità. Il resto sono parole date e tempo passato. Ora che tutto torna in discussione cosa può succedere? di Fulvio Paglialunga
L’attesa continua Il presidente Blasi dovrebbe riattaccare la spina calcistica nei primi giorni della prossima settimana. Gli sportivi e i tifosi di fede rossoblù sono impazienti e fremono per conoscere le intenzioni del massimo dirigente di via Umbria che ha già annotato in agenda una serie di appuntamenti. I primi dovrebbero essere quelli col diesse Evangelisti e col tecnico Papagni. Il primo ha diverse richieste. Lo cercava il Perugia (che poi ha scelto il più esperto Martino), lo ha contattato il Gallipoli dell’ormai ex presidente Barba, lo vorrebbe il Genoa per affidargli il ruolo di osservatore. E sarebbe proprio il grifone la tentazione forte di Evangelisti, restio ad accettare la riconferma di Blasi (suo grande estimatore), risalente ad un paio di mesi fa. Segno che potrebbe aver deciso di emigrare verso altri lidi, a meno che il presidente non gli chieda di costruire una squadra per centrare la promozione diretta in serie B. Stesso discorso per Papagni. La gara play off di Avellino potrebbe essere stata l’ultima sulla panchina del Taranto. Il tecnico di Bisceglie ha parecchio mercato. Sulle sue tracce ci sono Gallipoli, Perugia, Avellino e Andria, mentre pare del tutto scemato l’interesse di Ascoli e Bari. Papagni
Stadio Iacovone il 14 si saprà Il destino dello Iacovone si deciderà il 14 giugno. Per quella data, infatti, è prevista una riunione dell’Osservatorio nazionale del Ministero dell’Interno a Roma nella quale si decideranno le sorti degli stadi italiani. Per quanto riguarda lo Iacovone (ed alcuni altri impianti che si trovano nelle medesime condizioni), si dovrà decidere se potrà essere oggetto di un’altra deroga oppure no. Per meglio focalizzare la situazione c'è da ricordare che la capienza dello stadio tarantino venne ridotta a 9904 posti per evitarne la chiusura dal momento che il Decreto Pisanu prevedeva una serie di prescrizioni: tornelli, videosorveglianza, posti numerati, biglietti nominativi ed altri interventi. Si trattò di una vera e propria deroga disposta dalla Commissione di Vigilanza
Blasi chiede tempo Gigi Blasi ancora non parla. Ma adesso scrive. E chiede tempo per smaltire la delusione, qualche giorno di pazienza prima di tornare sulla scena, probabilmente a modo suo. Un comunicato, dopo giorni di silenzio. Una via di mezzo tra la lettera di ringraziamento e uno stop alle telefonate. Un assaggio di sé: Blasi si riaffaccia a mezzo fax, dopo la sconfitta di Avellino e l’eliminazione scottante. Dopo i playoff persi, proprio mentre cominciava a crederci. Al presidente non sfugge la cosa fondamentale. Che Taranto, reagendo con orgoglio alla sconfitta di Avellino, adesso è una campo arato e fertile, dove si possono nuovamente piantare le ambizioni. La risposta della città, matura e ugualmente passionale, ha fatto capire che le regole dello sport possono avere diritto di cittadinanza anche qui, senza che ogni sconfitta abbia il suo contorno di sospetti. Playoff persi e applausi: sembra un contrasto, ma non lo è. E’ qualcosa, invece, che Blasi ha apprezzato, una voglia di calcio che va oltre il risultato. Applausi a fine partita e, fa sapere il presidente «numerosi messaggi via fax e posta elettronica»: alla gente è piaciuto lo stesso, Blasi ha capito. E anche i siti internet, spesso autentici termometri dell’aria che si respira tra la gente che tifa, sono pieni di voglia di ripartire, di dimostrazioni di affetto verso i colori. Blasi avrà avvertito questo calore. O gli sarà stato riferito, in uno dei rari momenti con la segreteria telefonica disattivata. E, per questo, il presidente ha voluto scrivere una lettera in due atti. Nel primo c’è il ringraziamento e la commozione confessata, la rabbia per l’obiettivo perso («sottrattoci»). E nel secondo c’è la frenata. Blasi non si riappropria subito della scena. Sta solo un altro po’, per scelta. Non irrompe, non declina nulla al futuro. Semplicemente aspetta, cerca di scrollarsi il dolore di dosso. Non aveva mai perso a Taranto, ora dovrà mostrare un lato inedito di sè. E, per farlo, vorrebbe non avere pressioni, chiede fiducia. «Chiedo di non avere fretta»: è un messaggio di chi non vuole far serpeggiare i malumori, ma non è ancora pronto a ripartire. Di chi riprenderà le redini, ma non nell’immediato. Solo a delusione evaporata. Il silenzio continua. Blasi, parole sue, medita e riflette. Lecca la ferita e cerca di capire come si può ricominciare. E da dove si può ricominciare. Forse sa che l’anno prossimo non basterà ripetersi: il Taranto dovrà puntare più in alto di una semifinale playoff. E, quindi, avrà bisogno di uno sforzo maggiore. Blasi lo sa e si ricarica. Mettendosi in attesa, cercando di capire. Anche, ad esempio, come si evolverà la questione-Iacovone, argomento spinoso per il prossimo sindaco di Taranto. Lo stadio rischia di essere inadeguato e la possibilità che puntate della telenovela già viste quest’anno possano essere riprodotte un po’ stizzisce il presidente, a quanto fanno sapere fonti a lui vicine. Giocare con la capienza ulteriormente ridotta o, addirittura, a porte chiuse, non è certo il sogno di nessuno, visti i programmi che in qualche modo il Taranto dovrebbe essere costretto a fare. Allora Blasi aspetta. Mentre tutti vogliono un segnale da lui, forse è lui che sta aspettando qualche segnale. di Fulvio Paglialunga
L’amarezza di Cammarata È uscito di scena nel momento migliore della stagione, quando aveva trovato la giusta continuità ed il nuovo modulo iniziava ad esaltare le sue caratteristiche. Fabrizio Cammarata ha vissuto in maniera atipica i playoff: ai margini del campo, con l’auspicio di poter smaltire l’infortunio al polpaccio in tempo utile per la finale. Speranza compromessa: lo stiramento è ormai guarito ma la stagione del Taranto si è conclusa alle 18:40 di domenica pomeriggio, quando il sinistro velenoso di Moretti si è fatto strada tra una selva di gambe prima di superare Barasso. «È stata una delusione enorme - attacca -, non ero ad Avellino per curarmi e ho sofferto ancora di più vedendo la partita in televisione. L’Avellino ha temuto di non farcela dall’inizio e non aveva più energie da spendere. Perdere in questa maniera dispiace tantissimo, nell’arco del doppio confronto avremmo meritato il passaggio del turno». Cammarata, cosa le lascia la prima stagione in serie C1? «Tante emozioni e amicizie sincere. Sono arrivato il 30 agosto e mi sono subito inserito in un gruppo eccezionale. Gioco a calcio da quindici anni e, probabilmente, non mi era mai capitato di lavorare quotidianamente con uomini di grande valore. Partendo da Papagni: mi ha insegnato tanto, ci ha trattato sempre con la massima correttezza. Se fossi in Blasi non avrei dubbi a riconfermarlo». Crede che, mantenendo l’intelaiatura di questo campionato, sia più facile disputare un’annata ad alti livelli? «Ne sono convinto ed è la ricetta che il Taranto ha già seguito la scorsa estate. Non è un caso, ad esempio, che l’Avellino sia in finale e che la Cavese sia stata eliminata soltanto per un episodio sfavorevole». Sul banco degli imputati è finita la scarsa tensione realizzativa degli attaccanti. «Abbiamo il quinto attacco del girone e, a differenza delle altre compagini, abbiamo fatto segnare più calciatori. Non avrei cambiato nulla del nostro reparto offensivo. Sicuramente, però, gli infortuni ci hanno condizionato». Da Cammarata, probabilmente, era lecito attendersi qualche gol in più. «Sono consapevole di non aver espresso completamente il mio potenziale. All’inizio la condizione era approssimativa, poi non giocavo con regolarità visto il buon rendimento di Ambrosi. Nel girone di ritorno ho raggiunto un buon livello di forma e ho segnato anche reti abbastanza pesanti. Con un anno in più di esperienza, magari, potrebbe crescere anche il mio rendimento». Il suo futuro è in riva allo Ionio? «Sono legato al Taranto fino al 2008 e sarei felicissimo di poter onorare il contratto. Lo dissi anche a gennaio quando in molti erano convinti che sarei andato via. Non ne faccio una questione di categoria, ma di progetti: conosco le intenzioni di questa società e mi piacerebbe poter contribuire al raggiungimento di un traguardo prestigioso». di Fabio Di Todaro
Il futuro del Taranto è da scoprire Il presidente Blasi rompe improvvisamente il silenzio attraverso una nota stampa diffusa nella mattinata di ieri. Il patron, direttamente da Imola dove si trova per lavoro, ha manifestato il proprio apprezzamento per gli attestati di sostegno che ha ricevuto e continua a ricevere dai tifosi, ma non si è sbilanciato sul futuro della squadra da poco esclusa dalla corsa alla promozione in serie B. Il numero uno di via Umbria ha bisogno di riflettere ancora un pò prima di svelare i piani per la prossima stagione, che i tifosi vorrebbero vivere da protagonisti dopo il sogno sfumato quest’anno. «Voglio stare in pace fino a domenica - ha dichiarato telefonicamente alla Gazzetta il presidente - per scaricare tutta la tensione accumulata. Poi da lunedì valuteremo serenamente il da farsi». All’inizio della prossima settimana potrebbero emergere le prime novità, anche se sulla nuova programmazione pesa la vicenda stadio Iacovone, impianto non a norma con le disposizioni in materia di sicurezza. Urgono i lavori di adeguamento che richiedono un esborso di circa due milioni di euro, ma al momento nessuno è in grado di assicurarne lo svolgimento, col rischio concreto di giocare le gare casalinghe a porte chiuse. Il presidente Blasi, prima di sbilanciarsi, pretende giustamente garanzie alle istituzioni locali e in attesa di un colloquio col nuovo sindaco che vincerà il ballottaggio, ha congelato il progetto Taranto. Nel frattempo, però, circolano con una certa insistenza le voci di mercato. Oltre al nuovo diesse, è caccia al sostituto di Papagni che potrebbe approdare all’Avellino o al Gallipoli. Nelle ultime ore ha iniziato a farsi strada l’ipotesi Capuano, già corteggiato dalla Massese. Un contatto col Taranto lo conferma candidamente lo stesso allenatore: «Ho ricevuto la chiamata da parte di una persona influente che mi ha informato di essere in lizza insieme a un altro tecnico per guidare i rossoblù, una squadra a cui mi sento molto legato. Per me sarebbe come tornare a casa della mamma». Altri nomi caldi sono quelli di Roselli e Dellisanti, quest’ultimo nel mirino anche del Gallipoli. Per quanto riguarda la squadra si profilano, come previsto, numerose cessioni. Mancini ha parecchi estimatori tra cui Reggina, Lecce e Genoa, che lo hanno seguito per tutta la stagione. Tra i giocatori in scadenza di contratto Prosperi è un obiettivo di Avellino e Lecce; De Liguori piace al Piacenza; Caccavale ha ricevuto un’offerta dal Real Marcianise; Ambrosi interessa a Martina, Cisco Roma, Paganese e Catanzaro, stessa società che vorrebbe assicurarsi Pastore. De Florio è praticamente del Noicattaro, neopromosso in C2. Cosenza sembra destinato a tornare alla Reggina, Toledo vorrebbe restare ma bisognerà trovare l’accordo con l’Udinese, mentre per Zito c'è da risolvere la comproprietà col Sorrento. L’intenzione è quella di riscattarlo, ma non è escluso che si arrivi alle buste. di Enrico Sorace Steaua Bucarest antigay
Tempi bui per la gloriosa squadra della capitale romena, coi cani rossi nello stemma. Non ci sono più Raducioiu, Lupescu e Mutu in squadra ma un padre-padrone, tale Gigi Becali, misterioso riccastro, leader del partito politico "Nuova Generazione" (lo so che vi ricorda qualcuno che ha fatto scuola...), cugino dei fratelli procuratori Ioan e Viktor Becali (da noi generalmente è padre-figlio) che vuole vietare le musiche dei Queen nello stadio della sua squadra. In particolare "We will rock you" e "We are the champions", inni del gruppo inglese, adottati dalle gradinate di mezzo mondo. Il motivo? «Istigano alla violenza e sono cantati da un omosessuale. D'ora in poi darò disposizioni affinchè allo stadio venga diffusa solo musica religiosa e non più satanica». Secondo questo maitre a penser, i canti religiosi «ispirano sentimenti di pace ed amicizia e vedrete che così ci saranno anche meno infortuni dei giocatori». Ci permettiamo di suggerire al magnate Becali il suono più adatto per le sue orecchie, un pernacchio colossale.
Blasi, la gratitudine in una
lettera
Come in un romanzo, in cui è mancato il lieto fine ma non la chiosa intrisa di lirismo. Ed un’epistola può racchiudere in modo sublime i sentimenti, i ricordi, gli intimi pensieri di chi si affida a lei. Avellino-Taranto ha assunto le sembianze di una battaglia epica, in cui a soccombere sono stati avversari degni di applausi ed omaggi: Gigi Blasi lo sa, ne è stato protagonista, sovrano di un esercito che ha affidato ad un condottiero tatticamente sapiente, ma che è stato beffato dalle trame del Fato. Dopo giorni di assoluto silenzio, in cui ha declinato ogni invito al dialogo con la stampa, preferendo tuffarsi nei suoi numerosi impegni lavorativi (è stato occupato al Nord, ndr), l’imprenditore messapico ha diffuso ieri un comunicato per ringraziare ufficialmente la tifoseria del Taranto, encomiabile nel suo comportamento domenica scorsa al Partenio, certo, ma anche in casa, in occasione della semifinale di andata con la squadra irpinia. Difficile privarsi dei commenti del passionale ed istrionico presidente rossoblu: nelle ore trascorse in “atipico eremo”, la gente di fede ionica si è prodigata in un invio incessante di messaggi che hanno letteralmente invaso il sito ufficiale (e non solo) del sodalizio di via Umbria. E sono circolate anche le testimonianze vive, vibranti, da parte dei gruppi organizzati, quelli che lo stesso Gigi Blasi ha saputo riconquistare, dopo mesi di attrito, non dovuto a cause contingenti la realtà tarantina: la sua opera di predicatore, le sue visite programmate come tasselli di una peregrinazione pre- play off quasi solenne, hanno ottenuto l’esito più naturale e meritato. “Gli attestati di stima che sto ricevendo in questi giorni ed il calore che mi viene trasmesso dai numerosi messaggi via fax e posta elettronica, che giungono da tutta Italia- ha voluto esordire il presidente Blasi in questa lettera d’amore rossoblu- mi confortano ed attenuano il dispiacere per il mancato conseguimento del nostro obiettivo, immeritatamente sottrattoci dall’Avellino”. L’estromissione del Taranto dalla disputa della doppia finale, che avrebbe potuto significare ascesa in serie B, non deve apparire come l’annientamento di un progetto, anzi. Gigi Blasi lo ha ammesso implicitamente, nel dopogara del Partenio, permeato di delusione: l’obiettivo dei play off, annunciato nella scorsa estate, è stato brillantemente conseguito: soddisfazione a metà, la serie B non era una chimera. Ora si deve spiccare il volo, è il momento di porre le basi per una prossima prova di maturità: occorrono competenza e programmazione. Al presidente Blasi spetterà il compito di puntare sulla continuità corredata da logiche modifiche. Le immagini di Avellino sono incastonate nella mente di tutti i rossoblu, sono icone preziose di una rinnovata armonia, fra tifoseria, Società e squadra. Lo si era capito dall’ingresso di Blasi sul campo, dall’incitamento rivolto ai mille sostenitori presenti in quello spicchio di curva. Dal modo fiero in cui il presidente seguiva il riscaldamento dei suoi giocatori in terra avversa. Nell’epilogo, il segno profondo, che Gigi Blasi confida a cuore aperto, nella sua lettera: “ L’abbraccio simbolico a fine partita con i nostri tifosi venuti a sostenerci, ha commosso anche un uomo dalla scorza dura come me”. Le lacrime di Gigi Blasi, immortalate sotto lo stesso settore rossoblu, che inneggiava nonostante la sfumata qualificazione, mentre i calciatori piangevano inginocchiati sul campo e poi con coraggio si risollevavano, salutavano il loro popolo, lanciavano magliette, sono emblema di una storia che può proseguire, magari più esaltante di prima. Applausi vicendevoli: l’atteggiamento del popolo “spartano”, come ha amato definirsi recuperando le giuste origini della città di Taranto, ha sancito un nuovo corso. Gigi Blasi se n’è accorto: “A tutto il popolo rossoblu rivolgo il più sincero ringraziamento per le molteplici espressioni di sostegno e di apprezzamento al lavoro svolto dal mio avvento alla presidenza del Taranto”. Infine, l’invito: “A tutti chiedo di non avere fretta e di lasciarmi meditare e riflettere per ancora qualche giorno”. Sì, perchè l’entusiasmo sa come risorgere nelle piazze calde come Taranto. A partire dalla prossima settimana, il presidente Blasi metterà nuovamente in moto la sua macchina organizzativa: la società si sta già attivando per la preparazione delle liberatorie per l’iscrizione al prossimo campionato, i calciatori saranno convocati in sede. Poi si inaugurerà il mercato, ci saranno acquisti, riconferme ed addii. Perchè il calcio non aspetta, perchè nel calcio è già futuro. Ma Taranto sa di aver recuperato valori e fierezza. di Alessandra Carpino Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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