'Iacovone', è rottura Tra Comune e Taranto è di nuovo rottura sullo stadio. Anche se l’Amministrazione è cambiata. Il comunicato che ha scatenato la polemica, in apparenza sembra un normale annuncio, quasi un atto formale. Parte dal rilascio della dichiarazione di disponibilità. E aggiunge: «Con l’occasione il Sindaco conferma la più ampia disponibilità dell’Amministrazione comunale per la massima espressione del calcio professionistico cittadino, all’interno di un quadro di attenzione nei confronti delle attività sportive professionistiche, dilettantistiche ed individuali». Il sindaco, fanno sapere da Palazzo di Città «ha sollecitato i responsabili della Società Taranto Sport alla stipula della convenzione d’uso dell’impianto sportivo, che costituisce l’indispensabile strumento di legge per regolare il rapporto tra la società e l’Ente locale proprietario, con la quale saranno stabiliti - con una particolare attenzione a ridurre al massimo gli oneri per entrambe le parti - competenze ed obblighi reciproci». Nella dichiarazione di disponibilità, indispensabile per l’iscrizione, il Comune specifica che «il campo di gioco risulta idoneo per la capienza deliberata dalla Commissione di Vigilanza». Chiarendo che «salvo diversa indicazione della C.P.V.L.P.S., il numero massimo di spettatori ammessi allo stadio durante le partite e per tutta la durata del campionato di calcio, stabilito dalla stessa Commissione con verbali de 12-14 e 24 febbraio 2007, dovrà essere di 9904 unità, suddivisi nel modo seguente: Tribuna (3251); Gradinata (2424); Curva nord (3629); Curva sud ospiti (600)». Il passaggio-chiave è, però, in fondo: «Il presente nulla-osta si intenderà revocato di diritto ove, prima dell’inizio del campionato, non sarà sottoscritta la convenzione d’uso dell’impianto sportivo tra la Società e l’Ente Locale proprietario». Ovvero: senza convenzione lo stadio non sarà accessibile. E il nulla-osta verrà revocato. Il Taranto risponde: con quella clausola non possiamo iscriverci. E minaccia l’abbandono. Destino: lo Iacovone è sempre oggetto di polemiche.
A rischio l’iscrizione al campionato Riesplode la grana-stadio a Taranto. E l’iscrizione al prossimo campionato di serie C1 diventa a serio rischio. Il tutto è scaturito dalla lettera di disponibilità dell’uso dello Iacovone che deve accompagnare la domanda d’iscrizione da presentare entro il prossimo 30 giugno. Lettera inviata ieri dal Comune. Nelle ultime due righe si legge: «Il presente nulla-osta s'intenderà revocato di diritto ove, prima dell’inizio del campionato, non sarà sottoscritta la convenzione d’uso dell’impianto sportivo fra la società e l’ente locale proprietario». Il presidente Blasi: «Con questa clausola la Lega di Firenze, da noi già interpellata, non c'iscriverà al campionato. A questo punto non mi resta che rimettere il titolo sportivo nelle mani del sindaco». Vittorio Galigani indica la soluzione: «Noi vogliamo lo stadio in uso sole per le partite. Questa è stata la nostra richiesta. Per quanto riguarda gli allenamenti, potremmo usufruire di altri impianti». Stefàno non ha potuto replicare in prima persona perché impegnato in importanti riunioni. Taranto ha purtroppo mille problemi urgenti da risolvere. Ed un passato “pesante” per via del dissesto. Gente a lui molto vicina ha comunque riferito che il sindaco ha voglia di risolvere il problema. Il punto centrale è probabilmente la questione dei lavori da realizzare allo stadio per metterlo a norma. La settimana scorsa l’Osservatorio del Ministero dell’Interno ha decretato che entro il 26 agosto prossimo, data d’inizio del campionato di serie C, bisognerà presentare un adeguato progetto con il quale s'intende regolarizzare gli impianti come lo Iacovone, con capienza ridotta (nel caso dello stadio tarantino di 9904 posti). Caso contrario le partite si disputeranno a porte chiuse finché non si ultimeranno i lavori. Oggi è attesa u n’altra decisione dell’organo ministeriale. In serata Blasi ha scritto al sindaco. Questo il testo della lettera inviata a Palazzo di Città: «La presente per informarla che il nulla osta da Lei sottoscritto per il ostro utilizzo dello stadio "E. Iacovone" nelle gare ufficiali della stagione sportiva 2007-2008, non è ritenuto valido dalla Lega professionisti di serie C. Mi è pertanto negata, allo stato attuale, la possibilità di iscrivere al campionato di serie C1 la Taranto Sport srl. Alla luce di quanto sopra sono ad informarla che è mia intenzione rimettere nelle sue mani il titolo sportivo della società. Nelle more prenda in seria considerazione l’immediata necessità di far fronte agli obblighi regolamentari e finanziari stabiliti dalla Lega di C per l’ammissione e iscrizione al campionato». di Giuseppe Dimito
Blasi blocca il mercato L'improvviso terremoto scatenato dalla vicenda-Iacovone ha immobilizzato il calciomercato del Taranto. Il presidente Blasi avrebbe imposto al direttore sportivo Evangelisti il blocco di tutte i contatti avviati poiché sarà necessario fare chiarezza su questa vicenda prima di costruire l’organico per la prossima stagione. Eppure la giornata milanese dei dirigenti rossoblù era nata sotto buoni auspici. In mattinata, infatti, il dirigente di Alatri è stato ad un passo dalla conclusione della trattativa per portare in rossoblù il centravanti della Lucchese, Checco Di Gennaro (25). Se ne riparlerà nei prossimi giorni, anche se l’attaccante partenopeo - giungerebbe in prestito per una stagione - ha una serie diverse pretendenti. Con Nacho Castillo che sembra ad un passo dal clamoroso ritorno a Gallipoli, restano sempre valide le candidature di Claudio Coralli (Empoli) e Daniele Morante (Sambenedettese). Il procuratore del bomber romano, Gaetano Fedele, incontrerà il presidente marchigiano martedì per ottenere la rescissione del contratto. Morante - fu lanciato da Evangelisti a Vasto -, sarebbe richiesto anche da Frosinone e Padova. Per il momento, però, sono le riconferme i casi più impegnativi da risolvere per il sodalizio di Via Umbria. Dopo Fabio Prosperi, anche Vincenzo De Liguori è uscito allo scoperto dichiarando di voler tentare l’avventura in serie B. Entrambi sono in cima alla lista dei desideri di Francesco Maglione, uomo-mercato dell’Avellino. I primi contatti risalirebbero allo scorcio finale del campionato e, negli ultimi giorni, il dirigente irpino avrebbe offerto loro un contratto biennale. Blasi vorrebbe confermarli, ma il prolungamento fino al 2010 non sembra allettare i calciatori sotto il profilo economico. La loro risposta definitiva dovrebbe giungere entro la fine della settimana. Capitolo Mancini: Cadregari vorrebbe incontrarlo per capire se esistono i presupposti per una sua riconferma. Quasi certamente, però, il gioiellino di Ostia verrà ceduto in cambio di una contropartita tecnica e di un cospicuo conguaglio economico. Sembra essere il Catania la compagine favorita per accaparrarsi le sue prestazioni: in riva allo Ionio giungerebbe Fabio Visone, appena acquistato dalla Samb, ma in procinto di essere girato ad un club di categoria inferiore. Non è stato esercitato, invece, il diritto di riscatto per i prestiti di Francesco Cosenza (Reggina) e Robson Machado Toledo (Udinese). A Taranto, invece, dovrebbero rientrare Pasca (fine prestito all’Andria Bat), Malagnino (Monopoli), Mangiacasale (Morro d’Oro), Piroli (comproprietà con il Torino). Tutti e quattro, però, dovrebbero fermarsi per poco tempo in rossoblù prima di trovare una nuova destinazione. di Fabio Di Todaro
Zito tutto rossoblu Per addormentare un bambino gli si racconta una bella favoletta. Antonio Zito, la notte scorsa, è andato a letto sapendo di essere ancora per una stagione un giocatore del Taranto. Una telefonata nei dintorni della mezzanotte, migliore sonnifero per un futuro più sereno: esattamente tre anni. Il mancino di Fuorigrotta è a tutti gli effetti il primo rinforzo della gestione-Cadregari. Giovane virgulto sottratto al Sorrento, società che aspirava ad un suo ritorno alle origini. Zito che, proprio in maglia biancorossa, si è messo talmente in evidenza da attirare le sirene rossoblu. Per Antonio nessun tira e molla. Estate tranquilla, senza pensieri, sicuro di non dovere penare per cercare una squadra. Il rossoblu appicicato ancora per un’altra stagione. «Le sensazioni sono bellissime - dice Zito - Quando mi hanno informato dell’affare, in piena notte, sono andato a dormire con l’animo sereno. Sono contento perchè continuerò a giocare in una città e in una società che mi hanno dato tanto e ai quali vorrei restituire altrettanto». Aleggia vorticoso il senso di rivincita che il Taranto dovrà scatenare nel prossimo torneo. La batosta di Avellino è una cicatrice che solo un successo pieno potrà sterilizzare. «Quella sconfitta non brucia perchè, prima di tutto, noi sappiamo di avere dato il meglio. E poi l’Avellino era protetto dal... destino. Abbiamo visto tutti come è finito in serie B. Piuttosto quella domenica del “Partenio” deve essere un monito per ripartire con più slancio». Riscatto sinonimo di investimento. Il Taranto crede in Zito. Lo ha visto crescere esponenzialmente, specie negli ultimi due mesi di stagione. E scommette che il ventunenne possa affermare e affinare maggiormente il suo talento. «Il fatto che il Taranto abbia puntato su di me, non può che farmi piacere e responsabilizzarmi. Ho tanta voglia di impegnarmi per raggiungere gli obiettivi che diventare un giocatore di calcio. Io, però, devo pensare alla mia carriera. Taranto, in un solo anno, mi ha dato l’idea della piazza che ha voglia di grande calcio. In serie C non c’è squadra competente. Avrei lasciato il rossoblu solo per una formazione di categoria superiore». Il rilancio del presidente Blasi non lo ha sorpreso. In dodici mesi ha potuto verificare da vicino, la passione e la risolutezza nei programmi. «Il nostro presidente è un ambizioso, un dirigente sicuro. Noi giocatori possiamo soltanto seguirlo, perchè le sue idee ci possono portare lontano. E’ indispensabile che lui ci stia vicino e ci sostenga. Noi dobbiamo solo assorbire la sua carica vincente». Ora Zito non può nascondersi. Nella prima stagione ha saputo vivere ai margini. Ora l’attaccante dovrà cambiare marcia, evitando le trappole che verranno tese da chi, ormai, ha imparato a conoscerlo. «Diciamo che se fino adesso ho dato cinquanta, ora dovrò dare cento. Ma mi sembra normale. E’ una pretesa personale veder migliorare le proprie prestazioni, crescere dal punto di vista tecnico, vedere che riesci ad essere sempre più decisivo. Sono i processi di crescita che un giocatore giovane come me deve imporsi». Adesso si può andare in vacanza. «Con i miei genitori essenzialmente. Non li vedo per un anno intero ed è giusto che trascorra un po’ di tempo con loro. Poi sto organizzando qualcosa di diverso». Prima di tornare a sudare a Penne. di Luigi Carrieri
Melma, sudore e fatica
E' sicuramente l'unica partita di calcio che non verrà mai sospesa per impraticabilità del campo. Anzi, senza un fondo di almeno 30 centimentri di fango nemmeno si può giocare. Lo Swamp Soccer, letteralmente il calcio nella palude, è ormai diventato un fenomeno globale. Nato in Finlandia nel 1988, si è via via allargato all'Inghilterra, alla Russia, all'Olanda, alla Svezia, all'Islanda e persino al Brasile. Per giocare serve un terreno di gioco con uno strato di fango non inferiore ai 30 centimetri, due squadre composte da cinque giocatori più il portiere, due tempi di 15 minuti ciasscuno. Le regole sono quelle del calcio. Tutto nasce nel 1998 a Hyrynsalmi, in Finlandia. Alcuni sciatori, per aumentare la resistenza allo sforzo, inventano il "calcio nel fango". La cosa prende piede al punto che le partitelle tra amici si trasformano in un vero e proprio campionato. Tredici squadre (alcune miste) si presentano al via, sancendo la nascita ufficiale dello sport tra i più "sporchi" che ci sia. La voce gira e gli epigoni si moltiplicano. Nel 1999 il campionato europeo chiama a raccolta 69 squadre. Cinque anni dopo si gioca il primo campionato del mondo con ben 260 squadre. I campi di gioco li assicura la terra finnica. Esattamente a Hyrynsalmi, dove tutto era cominciato. E anche ques'anno, a luglio, la tre giorni del calcio della palude metterà in scena circa 600 partite. Uno dei più grandi happening calcistici mai visti. Per dare un'idea: all'ultima edizione hanno assistito circa 9.000 persone. Il campionato europeo, invece, si gioca in Islanda, mentre la prima edizione inglese si è giocata nel 2006 a Dunoon in Scozia. Ogni squadra può sfoggiare la divisa che preferisce. C'è chi punta sulle tradizionali maglie calcistiche, chi preferisce la tuta dell'Uomo Ragno e di Batman. Qualcuno addirittura gioca a torso nudo. Ma per tutti, il destino è comune: essere ricoperti di fango in pochi minuti. Folklore a parte, si tratta di uno sport davvero faticoso. Con la melma che blocca le gambe e rende durissimo ogni spostamento. Non a caso è stato calcolato che i partecipanti al torneo perdono circa 20mila litri di sudore nel corso delle partite. E, alla fine, arriva il meritato riposo: prima tra le acque, freddine, di un laghetto e poi in una delle saune piazzate a bordo campo. Nella migliore tradizione finnica. di Matteo Tonelli
Alla scoperta del calcio di Cadregari Adriano Cadregari è un tecnico diverso rispetto a chi lo ha preceduto sulla panchina del Taranto Blasi. E' un allenatore preparato, amante del bel gioco. Ha espresso il concetto in maniera semplice durante la conferenza stampa, ammettendo
«quanto sia importante imporsi sull'avversario con il gioco».
Fino ad ora, però, la carriera professionistica del trainer di Crema è stata avara di soddisfazioni. Nove esoneri e i fallimenti in piazze importanti come Salerno e Catania (sponda Atletico) non lo pongono al riparo dalle opinioni di chi avrebbe voluto a Taranto un allenatore con un curriculum maggiormente ricco di soddisfazioni.
Riscattato Zito In giornata il presidente Blasi ed il direttore generale Galigani raggiungeranno a Milano il diesse Evangelisti, dando ufficialmente inizio al calciomercato del Taranto. La giornata di ieri trascorsa al Atahotel Quark di Milano dal dirigente di Alatri è servita per imbastire diverse trattative che potrebbero essere concluse nei prossimi giorni. L’unica notizia ufficiale, finora, riguarda l’acquisizione a titolo definitivo, con un contratto triennale, di Zito dal Sorrento.
Papagni, un saluto da gran signore
Il suo stile è noto, la sua raffinatezza d’animo altrettanto. Cerebrale, equilibrato, sapiente fuori e dentro il campo, Aldo Papagni si congeda nel modo più aulico, simbolico e dolce dalla sua Taranto, la piazza che ne ha consacrato definitivamente le doti di allenatore, innalzandolo nel calcio che conta. Sarà difficile non vederlo più sulla panchina ionica, dopo circa due anni ad altissimi livelli, tra una promozione in C1 ed una finale play off per la serie B sfiorata, persa solo per un episodio. “E’ la vita: tutto si rinnova, anche nel calcio. Forse a Taranto, negli ultimi vent’anni, non si era abituati ad avere un allenatore per due stagioni consecutive...”, esordisce sorridendo Aldo Papagni, cercando di comprimere l’emozione che gli invade l’animo. E’ contento di ricevere telefonate, di chiacchierare con semplicità con la gente di Taranto che l’ha amato e ne ha apprezzato l’opera svolta. Non ha motivo di nasconderlo: da gran signore qual è, il tecnico di Bisceglie rivolge il suo primo pensiero al suo successore, Adriano Cadregari: “Personalmente non lo conosco, ma posso affermare che si tratta di un allenatore che ha lavorato molto bene in C1- è l’omaggio per il collega- E’ un professionista dotato di grande umiltà: non bisogna assolutamente lasciarsi condizionare dal tipo di curriculum. Sono i fatti sul campo a risultare importanti”. Senza saperlo, i due allenatori che si sono passati il testimone alla guida del Taranto, condividono qualche concetto: “E’ giusto riscoprire il senso dell’attesa- ribadisce Papagni- Cadregari ha cercato di riconciliarsi con questa mentalità, allenando per due anni le formazioni giovanili. Conviene fidarsi della scelta effettuata da Luca Evangelisti”. Stima autentica e sincera fra l’ex allenatore rossoblu ed il direttore sportivo, fresco riconfermato nel suo incarico: Evangelisti aveva ufficialmente dichiarato che Papagni aveva comunque deciso, in precedenza, di non rinnovare la sua avventura al Taranto: “I motivi sono strettamente personali- fa eco il trainer di Bisceglie- La mia è stata una decisione assunta prima dell’inizio dei play off: ne avevo parlato con Luca, ed anche con il presidente Blasi. La mia volontà non sarebbe mutata nemmeno in caso di ascesa in serie cadetta”. Aldo Papagni custodiva un addio, mentre portava a compimento, con serietà, il suo lavoro: “Il presidente mia ha parlato telefonicamente, ha cercato di convincermi a restare, anche in extremis- svela- Mi ha chiamato giovedì scorso, prima che tornasse a dialogare con la stampa”. “L’ho ringraziato, in privato, per il gesto- ha continuato Papagni, con voce velata dalla commozione- Devo molto al presidente Blasi: mi ha donato l’occasione di allenare finalmente in una grande piazza, calda ed appassionata, come quella di Taranto. E poi, negli ultimi mesi,Blasi è stato eccezionale, ha regalato alla squadra una carica incredibile, dopo il pareggio col San Marino, quando il nostro cammino sembrava compromesso”. Elegante cultore delle arti letterarie e delle discipline ricercate, era naturale per Aldo Papagni affidare le sue sensazioni ad una lettera, fatta circolare presso gli organi di stampa nel pomeriggio di ieri: nessuna traccia di comunicato sterile, solo purezza verbale, chiarezza d’espressione, impulso vibrante. “Avevo intenzione di redarre un comunicato di ringraziamento, in cui non parlo delle motivazioni della mia scelta, ma saluto il popolo rossoblu- sorride l’ex allenatore- Avevo cominciato a scrivere, doveva essere una breve lettera, ma erano così tante le emozioni che scaturivano dal mio animo, i ricordi da narrare, che è risultata lunga. Sono stato costretto a limarla, a conservarne l’essenza”. E l’epistola di mister Papagni ha fatto breccia nel cuore. L’interrogativo è sul futuro del tecnico di Bisceglie: si vocifera sia corteggiato in categorie superiori: “Ho ricevuti attestati di stima anche prima dei play off, ma non sono mai stato influenzato- precisa Papagni- Al momento, ho avuto solo un incontro con il direttore sportivo del Frosinone. Non ho ancora una squadra”. Per il dopo-Iaconi, la società laziale ha contattato anche Salvatore Campilongo, ex tecnico della Cavese, uno dei pochi eletti a terminare sulla propria panchina lo scorso campionato di C1, insieme con Aldo Papagni: “Io e Campilongo in lizza per la stessa squadra, i nostri destini si incrociano- scherza il trainer barese, - Forse a Frosinone aspettano di valutare la soluzione ideale. In fondo, gli spareggi sono terminati da poco”. Salto di qualità in vista, per Aldo Papagni. In tempi non sospetti, l’allenatore confidò che amava lavorare in circostanze che non lo allontanassero troppo dal luogo natio e dalla sua famiglia: “Ho lavorato anche in località distanti. Adesso, forse, questa mia mentalità va corretta- pensa al treno delle occasioni da non perdere- Rispetto al passato, i miei figli sono cresciuti. Per qualsiasi decisione, però, terrò conto di questo aspetto e dell’opinione della mia famiglia. Mi potrebbe anche seguire, con grande serenità. Potrei, però, decidere anche di stare un anno fermo...”. Sibillino, Aldo Papagni. Le idee sono chiare, quando si commenta il sontuoso progetto del presidente Blasi, che desidera la massima serie fra quattro anni: “Nella vita non bisogna mai aver paura di rischiare, nè dei propri sentimenti- catechizza- E’ importante ripartire, sempre. E Taranto può contare sull’unità di intenti dei suoi tifosi, che hanno accettato la sconfitta di Avellino con grande maturità”.
Calciomercato: Zito riscattato
Si è risolta, felicemente ed immediatamente, nella serata di lunedì, l’ambigua posizione di Antonio Zito. Il talentuoso esterno partenopeo, di proprietà del neopromosso Sorrento, è stato riscattato completamente dalla Taranto Sport, ed ha firmato un contratto valido per tre anni. “Con il club del presidente Castellano abbiamo raggiunto subito l’accordo: non c’è stato bisogno di andare alle cosiddette buste- ha confermato il diesse rossoblu Luca Evangelisti- Zito si aggiunge al portiere Davide Faraon, che resterà a Taranto per un’altra stagione”. Il sodalizio ionico, infatti, ha esercitato il proprio diritto di opzione sul giocatore del Padova, acquisendone la metà del cartellino. Si vocifera di un rifiuto della Taranto Sport alla proposta dell’attaccante Cammarata che, tramite il suo procuratore Dall’Aglio, avrebbe chiesto la rescissione del contratto che lo lega ai rossoblu sino al giugno 2008 (potrebbe avere richieste dalla serie B, Ravenna in primis). Molti sono i calciatori in scadenza di contratto al prossimo 30 giugno, per alcuni la riconferma è difficile, per altri si prospettano nodi da sciogliere: per esempio, il difensore Fabio Prosperi, autore di un campionato di ottimo livello. “Prosperi vuole andare in B- ha ammesso seccamente Evangelisti- Sinceramente, non ci parlo più con lui...”. Sembra contrariato, il diesse rossoblu che ha fortemente voluto in riva allo Ionio, nel gennaio del 2006, il ventottenne ex Pro Vasto: si parla di un’offerta da parte della società di Blasi, un triennale sul quale Prosperi non ha posto alcuna firma, domandando qualche giorno di pausa, per riflettere. Per quel che concerne il resto deli giocatori nel suddetto “elenco”, Evangelisti ha dichiarato: “La prossima settimana sarà decisiva per il futuro dei calciatori che sono legati al Taranto sino alla fine del mese. Di certo, parleremo con Adriano Cadregari, anche in merito agli acquisti che dovremo effettuare”. Il dirigente di Alatri ha però negato l’avvio di trattative nel corso di questa settimana: saranno giorni di dialogo ed analisi con il nuovo allenatore. Prosperi è inseguito da Ascoli ed Avellino, per i centrali difensivi Caccavale e Pastore, invece, dovrebbe profilarsi all’orizzonte la riconferma per un’altra stagione.Cadregari vorrebbe discutere in prima persona la questione inerente il fantasista Manuel Mancini, sotto contratto sino al 2009 ma corteggiato da club di categoria superiore, in primis Reggina e Catania. Permanenza in vista per De Liguori, mentre sembrano scontati gli addii a Deflorio ed Ambrosi. La cifra elevata (300mila euro) chiesta dall’Udinese ha condizionato, finora, il riscatto di Toledo. Per l’attacco, piace Daniele Morante della Sambenedettese, inseguito anche da Frosinone, Bari e Rimini. Difficile arrivare alla punta Samuel Di Carmine, allenata da Cadregari nella Primavera della Fiorentina, altri pupilli del neo tecnico potrebbero essere Stefano Bono, centrocampista classe ‘78, questa stagione a Venezia (era nella Primavera del Brescia e nella Reggiana, entrambe guidate da Cadregari), l’attaccante Campolonghi dal Pizzighettone che, in passato, ha militato nelle fila delle stesse giovanili bresciane e della Reggiana. Mister Cadregari conosce bene Andrea Paolucci, centrocampista centrale classe ‘86, nipote dell’ex rossoblu Silvio: l’ha allenato proprio nel vivaio della Fiorentina. Subito al lavoro, il nuovo allenatore rossoblu: ieri mattina ha effettuato un sopralluogo a Penne, nella prossima sede (per il terzo anno consecutivo) del ritiro estivo del Taranto. Questa mattina, inoltre, sarà consegnato alla Società il documento per l’utilizzo dello stadio Iacovone, propedeutico all’iscrizione al prossimo campionato di C1: la conferma arriva direttamente dal direttore generale Vittorio Galigani, che si è recato nuovamente a Palazzo di Città ieri pomeriggio. “Il sindaco Stefàno si è dimostrato di una disponibilità assoluta- ha commentato- Soltanto lui ha compreso quanto quell’atto fosse importante per completare la documentazione utile ad iscrivere in Lega il Taranto al prossimo torneo”. di Alessandra Carpino
Il Taranto di Cadregari
Le etichette non piacciono ad Adriano Cadregari. Eppure il nuovo tecnico del Taranto regala, pensiamo noi consapevolmente, subito una bella metafora. «Mi sento come uno che guiderà una Ferrari». L’impressione che lascia il 53enne cremasco, durante la presentazione ufficiale, è di un uomo con le idee chiare, prive di banalità e informato sul fatto di essere giunto in un luogo calcistico che gli chiederà molto. Il Taranto riparte da un tecnico esperto, buon conoscitore della categoria (e del calcio meridionale). Anche lui dovrà pigiare sul pedale dell’acceleratore, badando a non sbandare e a tenere la preziosa autovettura nella giusta carreggiata. Questa la sua succosa considerazione. «Facile sapere di giocare per un solo traguardo? Certamente no - ammette sincero Cadregari - Sicuramente è più chiaro l’obiettivo da raggiungere ma, come noi, ci saranno altre squadre che vorranno vincere. La battaglia sarà dura. Ho lavorato con i giovani, ho lavorato per società di non grandissimo livello. E in alcuni casi ho finito con il pagare di persona. Ecco, questa volta, se proprio dovrò pagare, mi piacerebbe farlo aspirando a qualcosa di importante. Se proprio devo finire fuori strada, sarei orgoglioso di farlo con una Ferrari». Cadregari non è spaventato dal diktat di Blasi: essere primo alla trentaquattresima giornata. E’ fieramente consapevole che i margini di errore saranno limitati. Ma il mestiere dell’allenatore è bello anche per questo. Il ciclo alla Primavera Fiorentina era terminato. Bisognava ricominciare vivendo emozioni forti. «Gli stimoli sono tantissimi. Dopo due anni eccellenti con la Fiorentina, penso di avere una carica notevole, più di quanta ne abbia avuta in quindici anni di serie C. Taranto è una piazza importante, con grande voglia di emergere. Non sarà, insomma, come a Brescello, anche se il calcio resta il medesimo in ogni parte d’Italia». Accostare Cadregari a Zeman è molto facile: identità di moduli applicati in carriera ne autorizzano il paragone. «Mi ritrovo appiccicato l’etichetta di creativo. A parte che non mi piacciono definizioni del genere, ma non so nemmeno come sia nata. Il mio modo di concepire il mestiere di allenatore è quello di far progredire un giocatore o una squadra». Il 4-3-3 spregiudicato, forse, sarà lo spartito preferito, anche se per sua stessa ammissione, di giocatori non si è ancora fatto cenno con la dirigenza. «Aspettiamo prima di parlare di calciomercato o di valutazioni sui singoli. Io posso dire che il mio predecessore Papagni ha fatto un lavoro straordinario, costruendo un organico di grande livello. Proveremo a migliorare, cercando di allestire una rosa competitiva. Giovani? Abbiamo adocchiato qualche ragazzo interessante. Di certo la Fiorentina, per citare una società con cui ho appena lavorato, non ci darà i suoi pezzi migliori. Il mio credo? Non voglio ridurre tutto in questi termini. Il mio credo, se vogliamo dire così, è di vincere le partite. Mi piace un calcio propositivo, le mie squadre hanno sempre fatto gioco. Poi si dovrà anche stare attenti agli equilibri. Ma parto da un concetto: non si vincono i campionati, giocando male». L’avventura rossoblù si è avviata con piacevole stupore. «Per la prima volta in tanti anni ho incontrato un presidente che non ha fatto giri di parole. Mi ha chiesto una sola cosa. A me l’idea piace e so bene che un secondo posto potrebbe essere considerato anche un fallimento. Voglio vincere, ma non sto pensando a vincere. Certamente so che qui non è come nel settore giovanile: lì c’era il tempo per costruire. Qui occorre conciliare bel gioco e risultati in minor tempo». Siracusa, Casarano, Salernitana, Catania. Il Sud, Cadregari, lo conosce bene. «Io mi sono sempre trovato bene. Lavorare qui è difficile, complicato, ma nello stesso tempo emozionante. D’altronde ai giovani che ho allenato, ho sempre consigliato all’inizio un paio di anni nelle squadre meridionali. Il clima, la gente, le sensazioni che provi dentro, sono impagabili». L’ultimo riferimento è ai tifosi rossoblu. «Vorrei essere degno di questa città. La mia soddisfazione sarebbe quella di creare un calcio vincente, apprezzato da gente che vuole andare allo stadio per divertirsi. Questa è la mia filosofia, l’educazione calcistica che vorrei insegnare. Io non voglio insegnare calcio, provo ad insegnarlo. Mi impegno a farlo. Sarebbe la mia migliore gratificazione». di Luigi Carrieri
Cadregari si rimette in pista Capelli lunghi, sguardo basso, volto tirato, emozione palpabile. Così appare nel Salone degli Specchi del Comune Adriano Cadregari, il nuovo allenatore del Taranto. Corregge immediatamente il diggì rossoblù Galigani che, nel presentarlo, gli attribuisce “54 anni”: «Prego, sono 52». Le parole d’esordio sono intrise di grande umiltà: «Mi auguro di essere degno dell’opportunità che mi dà il Taranto». Il discorso scivola poi sul tecnico. «Il calcio ha regole semplicii: sul terreno di gioco è sempre una sfida fra due squadre. La più brava solitamente vince. Il mio intento è quello di proporre squadre che sappiano imporsi attraverso il gioco. E’ evidente che ogni intento va verificato sul campo. E lo farò con i giocatori che la società mi metterà a disposizione». Negli anni scorsi è stato etichettato come “allenatore creativo” e lui di rimando: «Sì, è vero. Fra i miei compiti c'è quello di insegnare calcio e di valorizzare i giocatori. Se uno può dare sei o sette, faccio di tutto per farlo rendere da sette o da otto». Gli riferiamo che l’unico obiettivo del presidente Blasi per il prossimo campionato è la B da conquistare già alla 34.ma giornata e ribatte: «Lo so, lo so. M'è rimasto ben impresso in mente. Cercheremo di riuscirci. L’impresa non è certo semplice. In questo periodo diverse società di questo campionato stanno facendo analoghi discorsi. Devo tuttavia confessarvi che sono estremamente motivato e stimolato. Taranto è una piazza molto più importante di Brescello, con tutto il rispetto per la cittadina lombarda. La cosa importante è allestire una squadra ancora più forte di quella della passata stagione. Mister Papagni ha fatto molto bene qui, ma serve aggiungere maggiore qualità per alzare il tiro delle ambizioni. Dei componenti la vecchia rosa, qualche nome lo conosco. Vedremo di elevare ancora di più il tasso tecnico che pure è già alto. Gli stimoli per me maggiori vengono da due fondamentali considerazioni: l’avere un solo traguardo da raggiungere e non... tremila come le altre società mi hanno a suo tempo richiesto e la circostanza di poter guidare una Ferrari e non delle auto di media cilindrata come mi è capitato finora. E’ evidente che spetterà al sottoscritto guidarla a 350 all’ora senza farla sbandare o, peggio, farla uscire fuori strada, specialmente in curva». L'ultimo pensiero è per i tifosi: «Darò il massimo. Anche di più. Mostrerò un calcio vincente per far divertire anche le famiglie. Voglio che la mia squadra diventi un esempio. Un eccellente pretesto per venire a vederla». di Giuseppe Dimito
Ha vinto il torneo di Viareggio Adriano Cadregari è nato a Crema, in provincia di Cremona, il 9 ottobre 1954. Inizia la carriera di allenatore nel 1983 con le giovanili del Pergocrema dove resta fino al 1987. Con i lombardi nel 1988 debutta in C2 sostituendo Ernesto Villa a 9 giornate dalla fine. Nel 1988-89 passa alle Giovanili dell’Atalanta, poi la stagione successiva ritorna a Crema, dove subisce il primo esonero della carriera dopo 30 giornate. Nell’estate del 1990 è al Siracusa in serie C1; 3 campionati con i siciliani con un 10° posto, un 17° con la retrocessione e il successivo ripescaggio, quindi nel 1992-93 viene prima esonerato e poi richiamato dopo 9 giornate (colleziona appena 3 vittorie e retrocede in C2). Nel 1993-94 è allo Spezia in C1 dove resta 17 giornate prima di essere avvicendato da Specchia. Nel biennio 1994-1996 guida la Primavera del Brescia e con i lombardi conquista il Torneo di Viareggio nel 1996 (in squadra ci sono Diana, Baronio, Pirlo e Bonazzoli). Torna tra i professionisti e guadagna due settimi posti in serie C1, con il Casarano nel 1996-97 e con il Lecco nel 1997-98; nel 1998-99 con lo stesso Lecco subisce un nuovo esonero dopo 29 turni. Debutta in B con la Salernitana nel 1999-2000 collezionando solo sei "panchine". Approda all’Atletico Catania in C1 nel 2000-01 con un altro esonero dopo 23 giornate (gli subentra Picone); al Brescello in C2 nel 2001-02 dove resta per tutta la stagione sfiorando la promozione (battuto nella finale dei playoff dalla Sambenedettese). Ritorna in C1 alla Reggiana: 12° posto nel 2002-03, mentre nel 2003-04 viene esonerato, quindi richiamato e poi nuovamente sostituito prima dei playout. Resta inattivo nella stagione 2004-05, quindi dall’estate del 2005 guida la Primavera della Fiorentina. Con la giovanile viola approda alla finale nel torneo Primavera 2006 perdendo contro la Juventus per 2-0. di Franco Valdevies
Faraon e Zito restano in
rossoblu Dopo aver presentato alla stampa il nuovo allenatore, Adriano Cadregari, il calciomercato del Taranto da oggi entrerà ufficialmente nel vivo. Blasi, Galigani ed Evangelisti raggiungeranno in mattinata l’Atahotel Quark di Milano per risolvere le comproprietà di Cosenza (Reggina) e Piroli (Torino) e i prestiti con diritto di riscatto di Faraon (Padova), Toledo (Udinese). Sfumata quasi definitivamente l’ipotesi di vedere ancora in riva allo Ionio il ragazzo di Stignano Calabro (la Reggina eserciterà il dritto di controriscatto), sembrano ridotte al lumicino anche le chance di riconferma per il brasiliano. Non dovrebbero esserci problemi per le riconferme di Faraon (il Taranto trasformerà il prestito in comproprietà e Piroli (al rientro dal prestito alla Spal). Ma i dirigenti di Via Umbria sfrutteranno l’occasione anche per avviare nuove trattative. Il tecnico lombardo - potrebbero seguirlo a Taranto alcuni giovani della Primavera viola - ha spesso giocato con il 4-3-3 e, se dovesse confermare il proprio credo tattico, Evangelisti dovrebbe rinforzare l’organico con altri due esterni offensivi. Nomi nuovi, per il momento, non ce ne sono. Mancherebbero gli ultimi dettagli per definire gli arrivi dell’esterno destro di difesa Nigro (Gallipoli) e del centravanti Morante (Sambenedettese). Il Frosinone, proprietario del cartellino del giovane laterale di centrocampo Carlini (21), vorrebbe lanciarlo in serie cadetta dopo l’ottimo campionato disputato con la Sambenedettese. Dei giovani lanciati da Ugolotti, invece, potrebbe arrivare Visone. Il centrocampista partenopeo è stato acquistato dal Catania che potrebbe girarlo al Taranto qualora Mancini disputasse la prossima stagione alle pendici dell’Etna. Da definire anche la posizione di Cammarata, inseguito dal Cesena.
di Fabio Di Todaro
La scommessa di Cadregari
Il nome del nuovo allenatore del Taranto rappresenta un’autentica sorpresa. Dopo ipotesi e congetture, dal novero dei possibili candidati emerge Adriano Cadregari, tecnico lombardo reduce da due stagione alla guida della Primavera della Fiorentina. La presentazione è avvenuta ieri, in tarda mattinata, nell’elegante Salone degli Specchi di Palazzo di Città: ubicazione simbolica, non solo per l’inaugurazione del nuovo corso rossoblu, ma anche per la rigenerata ed armoniosa collaborazione con il neo sindaco ionico Ippazio Stefàno, che ha presieduto alla conferenza. “Ringrazio il presidente Blasi per aver scelto la “casa dei tarantini” per l’inizio della nuova avventura del Taranto- ha sorriso il Primo Cittadino, dopo la rituale stretta di mano con l’imprenditore messapico- Ribadisco che l’amministrazione comunale sarà al fianco dello sport tarantino, dai dilettanti al professionismo, che rappresenta un biglietto da visita per la città stessa”. L’ouverture per il nuovo allenatore spetta alla dirigenza rossoblu, al gran completo: “Il nuovo ciclo della Taranto Sport parte da Adriano Cadregari, noto per le molteplici esperienze in B, C e nei settori giovanili delle piazze italiane”. Approdato in riva allo Ionio su consiglio di Luca Evangelisti, quale tecnico idoneo per guidare la squadra: “Ho ritrovato in Cadregari una grandissima voglia di vincere- ha annunciato il diesse rossoblu- Sul campo ci farà divertire. Saremo uniti per fare cose importanti”. Quasi 53 anni (è nato a Crema, il 9/10/1954), Adriano Cadregari è entusiasta per l’incarico affidatogli: il primo pensiero è rivolto al presidente ed ai suoi collaboratori, per la proposta ricevuta: “Spero di essere degno della città e della società- ha esordito- Il mio “credo”è quello di vincere in campionato. Non è facile: il Taranto dovrà essere bravo a proporre un certo tipo di gioco, a primeggiare in campo. La mia squadra cerca sempre di imporsi sull’avversario”. Noto per la sua predilezione per un calcio particolarmente offensivo, mister Cadregari non bada alle etichette: “E’ tattica ogni scelta- dichiara sibillino- Innanzitutto, dovremo verificare il tipo di organico a disposizione. Intendo il calcio come una sfida a due e la mia squadra deve semplicemente essere più brava dell’altra”. Quasi una missione, quella del trainer lombardo: “Cerco di insegnare, anche per incentivare il valore del singolo giocatore- spiega- Per la prima volta nella mia vita, mi trovo a guidare una squadra, il Taranto, che equivale ad una fuoriserie, ad una Ferrari. Se vado fuori curva pago io, ma ci sto”. Adriano Cadregari ha accettato la scommessa del presidente Gigi Blasi: serie B diretta, in questa stagione: “Ci proveremo, ma questo sarà anche l’obiettivo di tante altre squadre. certo, non è semplice partire “senza alternative”- sorride l’allenatore- ma il programma è chiaro. In molte società chiedono di valorizzare i giovani, di svolgere un torneo dignitoso, di salvarsi: Taranto è diversa. Ma molte saranno le compagini che quest’anno si daranno battaglia”. Adriano Cadregari è animato da stimoli intensi, lo confida spontaneamente: “A Taranto non possono assolutamente mancare- esclama- Dopo due stagioni a Reggio Emilia, ho scelto di dedicarmi ai ragazzi a Firenze:un’esperienza che ha accresciuto l’impulso di tornare in serie C. Il calcio è affascinante, anche in piazze come Brescello, che contano 3000 abitanti, ma qui parliamo di palcoscenici eccezionali”. Limpido l’intento del trainer di Crema per la corazzata che si appresta a costruire e ad allenare: “Sono stato colpito dalla schiettezza del presidente Blasi. Voglio valorizzare i giovani e garantire un buon gioco. Vogliamo vincere, e faremo di tutto”. L’organico a disposizione necessita di modifiche, non di stravolgimenti: “La squadra attuale è già fortissima, occorre solo migliorarla- ha affermato Cadregari- Papagni ha svolto un lavoro straordinario, di grande livello. Presto discuteremo nel dettaglio con il direttore Evangelisti. Della rosa attuale conosco qualche ragazzo, anche se da due anni sono fuori dal giro della C. Però a me piace “conoscere” il valore dei miei giocatori mentre li alleno”. E’ lecito attendere l’ingaggio di qualche baby talento sponsorizzato da mister Cadregari? “La Fiorentina è restìa a vendere- il riferimento è al recente passato- ma nei campionati Primavera circolano molti giovani di qualità. Ne ho parlato con Evangelisti, ne abbiam già adocchiato qualcuno interessante”. Sarà una vera e propria operazione d’equipe, anche per quel che concerne lo staff tecnico che affiancherà Cadregari nella nuova avventura: “Non ho un gruppo personale: penso sia giusto valutare il lavoro dei collaboratori dello scorso anno- ha specificato- La morale e l’educazione del gruppo devono essere d’esempio, se saprò farmi apprezzare dai tifosi sarà una grande soddisfazione. Sognavo già di allenare a Taranto: ricordo quando, da allenatore del Casarano nel ‘96/’97, prestai un paio di calciatori ai rossoblu”. Si definisce con orgoglio un allenatore da Sud, il lombardo Cadregari: “ Abito a Crema, un antico borgo medievale, ma ho sempre lavorato al Sud- sorride- Il campionato, nel girone meridionale, è straordinario, complicato, molto spettacolare, ricco di aspettative elevate”. “Io consiglio sempre ai giovani che alleno di disputare qualche anno al Sud, per fare esperienza- ha continuato mister Cadregari- Non esistono più differenze sostanziali fra i due gironi: mi è capitato spesso di ammirare squadre meridionali straordinarie tecnicamente, ed altre nordiche che buttavano la palla in tribuna...E’ una questione di clima, di gente, di sensazioni interiori”.
Calciomercato: a Milano per le comproprietà Trasferta a Milano per i dirigenti della Taranto Sport, che entro domani dovranno risolvere le comproprietà di alcuni giocatori. L’attenzione è puntata su Antonio Zito, per il quale sarà chiesto un immediato appuntamento col Sorrento, sua società di appartenenza. In dirittura di arrivo la comproprietà di Piroli con il Torino: l’attaccante, prestato a gennaio alla Spal, dovrebbe far parte del nuovo organico. Per quel che riguarda i prestiti con diritto di riscatto, è risolto quello inerente il portiere Faraon che, dal Padova, ora appartiene al club di via Umbria. Sono giorni di attesa per la rivelazione Francesco Cosenza: il diggì Galigani ha confermato l’offerta per il riscatto depositata presso la Lega e la società che detiene il cartellino del difensore, cioè la Reggina: se non si otterranno risposte per il cosiddetto “controriscatto”, Cosenza potrebbe restare in riva allo Ionio. La cifra proposta dall’Udinese per Toledo (prestito con diritto di riscatto anche lui) è stata considerata eccessiva dalla Taranto Sport, ma il dirigente rossoblu non esclude un’ulteriore valutazione. L’avvento di Cadregari sulla panchina del Taranto potrebbe incentivare l’ingaggio di alcuni giovani talenti da lui lanciati sul panorama calcistico. Il primo, il possente attaccante fiorentino Samuel Di Carmine, allenato dal tecnico lombardo proprio nella Primavera viola: un assalto complicato, poichè la punta ha già esordito in serie A nella Prima Squadra di Prandelli. Il secondo, il terzino destro Okoroji della Pro Vasto: Evangelisti lo conosce bene, avendolo amministrato quando era nell’entourage abruzzese, ma anche mister Cadregari, che lo ha allenato nella sua Reggiana. Pupillo del nuovo tecnico del Taranto è anche il marocchino Miftah, mezza punta classe ‘80, che lo scorso anno ha militato nella Pro Vasto: Cadregari lo ha avuto nelle fila del Brescello, nel 2001/02, squadra che l’allenatore condusse ai play off di C2 girone B, poi persi in finale con la Sambenedettese. Da ieri acnhe il Perugia ha ufficializzato il nuovo trainer: si tratta di Antonello Cuccureddu, fresco di promozione a Grosseto. di Alessandra Carpino
Patto per lo stadio Sono stati sufficienti ventidue minuti di colloquio fra il neo sindaco Stefàno ed il direttore generale Galigani per mettere un ulteriore tassello alla domanda d’iscrizione del Taranto al prossimo campionato di serie C1: la certificazione del Comune jonico con la quale si autorizza la società rossoblù ad usufruire dello Iacovone. Il cordiale e costruttivo incontro è avvenuto ieri mattina nella sede sociale, in via Umbria, alle 11,20, e non più nella casa comunale (chiusa di domenica). Non c'era il presidente Blasi, impegnato per motivi strettamente familiari a Manduria. Si è sentito ugualmente con il sindaco al telefono. Il diggì tarantino ha offerto ad Ezio Stefàno due graditi doni: la maglietta rossoblù e la sciarpa con i colori sociali. Il sindaco, dopo aver ringraziato, ha detto: «Faremo tutto il nostro dovere, ed anche di più, per assicurare alla squadra la possibilità di poter disputare quell'ottimo campionato che è nei voti e negli auspici di dirigenti, tifosi e cittadini tutti. Il nostro impegno verso la città sarà a 360 gradi in tutti i settori. Sport, compreso. Alle 7 di mattina sarò già al Comune per lavorare. Ovviamente anche la Taranto Sport, come del resto dovranno fare tutti i nostri interlocutori, dovrà metterci tutto il proprio potenziale per il raggiungimento degli scopi prefissi. Il rapporto di collaborazione con la nuova amministrazione dovrà essere di reciproca correttezza, ma ciascuno dovrà prendersi le proprie responsabilità. Personalmente ce la sto mettendo tutta per il rilancio della città e, quindi, anche dello sport. Invito sin da adesso i tifosi rossoblù a comportarsi correttamente in occasione delle partite, sia interne che esterne. Dobbiamo diventare un esempio». Sulla stessa lunghezza d’onda Vittorio Galigani: «Siamo stati onorati di aver potuto ospitare il sindaco in società. Il colloquio è stato cordiale e sincero. Mi ha fatto piacere notare la sua determinazione e l’operatività concreta mostrata. Devo confessarlo: non ce l’aspettavamo». Il viaggio a Milano per le comproprietà è stato posticipato a domani. Oggi nuova confererenza stampa in Comune, al Salone degli Specchi, alle ore 12,30. È possibile che il presidente Blasi presenti il nuovo allenatore del Taranto. di Giuseppe Dimito
Il volo alto di Gigi Più che una conferenza stampa, un comizio. Più che un programma una dichiarazione di guerra al campionato. Gigi Blasi è abituato ad andare oltre, senza vergognarsi delle esagerazioni, nelle quali ogni tanto inciampa per eccesso di slancio. Capace di andare così oltre da rendere straripanti le proprie dichiarazioni, da lasciare che la sala si riempia perché le sue parole diventino clamore ancor prima di andare in stampa. Blasi ha deciso, dopo il silenzio. Ha deciso non di parlare, ma di volare. Più alto di un anno fa, più alto di qualche giorno fa. Il presidente non annuncia la voglia di puntare alla B: dice che il Taranto ci andrà, da primo, senza passare dai playoff. E gli avanzano promesse anche per gli anni che verranno: tre di B, per puntare al Paradiso. Blasi sa tutto. Anche che è il presidente del Taranto, che dirige le operazioni in una piazza che si appunta e ricorda. Che, poi, passa all’incasso. Quindi non ha avuto paura di mettersi così in alto, dove si osserva un panorama più romantico e gradevole, dove tutto è più bello, ma anche dove non c’è possibilità di cadere senza farsi del male. Blasi ha voluto sfidare la rotondità del pallone, dando non l’obiettivo della stagione, ma il piazzamento finale. Ripartendo più forte di come aveva finito, con al petto gli obiettivi già promessi e raggiunti. Spavaldo, con un discorso da leggere per non farsi sfuggire nessuna promessa. Preciso nella sua volontà di crescere: di puntare alla B imparando dagli errori. Di farlo con una società che si faccia trovare pronta, con progetti paralleli e in continuità ideale con le lacrime che ha condiviso con i tifosi ad Avellino. Abbassando i prezzi degli abbonamenti, l’anno scorso inaspettato oggetto della discordia, cercando il dialogo, non contrapponendosi. Blasi, a un certo punto, è sembrato indeciso sull’opportunità di comunicare o meno il divorzio consensuale da Papagni. Aveva provato a trattenerlo, ci aveva pensato: ma ha trovato il tecnico convinto della fine di un ciclo, della necessità, per il Taranto e per sé, di cambiare. Così il presidente ha girato intorno alle parole, quasi non volesse turbare l’aria gonfia di promesse roboanti. Pensa alla serie A, mentre prepara l’assalto alla B. E si affida ancora a Luca Evangelisti. Che ha vinto prima di iniziare: intanto perché ha superato le sue stesse resistenze, evidentemente dopo aver preso atto della bontà vera del progetto. E, poi, perché è entrato un attimo dopo rispetto al resto del gruppo, capendo indistintamente che quell’applauso rumoroso e quel coro erano proprio per lui, il direttore sportivo arrivato tra i mugugni. L’ora della rivincita arriva per tutti. Evangelisti se l’è guadagnata. di Fulvio Paglialunga
«B subito. E poi in A» Prima di pronunciare l’epocale promessa, Gigi Blasi beve tutto di un sorso un bel bicchiere d’acqua. Serie A e Taranto, storicamente, non si conciliano. Non è semplice nemmeno per lui, assumersi un rischio del genere. Eppure, davanti al cuore pulsante del tifo rossoblu, Blasi spariglia e veicola i sentimenti. Parla di serie B come se fosse già acquisita ed autorizza il sogno della massima serie. Tutto in tre anni (più uno), innestando una marcia superiore per un progetto ancora più ambizioso. E la sala discreta di un hotel, si trasforma in una curva da stadio. La conferenza stampa che segna il ritorno alla parola del presidente, ha picchi di entusiasmo contagioso. Blasi segue uno spartito ben preciso: motiva il suo silenzio post-Avellino, racconta la delusione bruciante, ma anche la voglia che lo sta rianimando (singolare il “tomo” di attestati via e-mail e fax opportunamente rilegato e mostrato per l’occasione). E poi accelera, come è nel suo costume. Tra un ringraziamento e una conferma, alza l’asticella dei traguardi. «Si riparte alla Blasi-maniera - afferma autocitandosi - Il programma era di arrivare in serie B in tre anni. Ne sono passati due e l’anno prossimo non si potrà sbagliare. Il primo ciclo si è chiuso ad Avellino. Ora si apre un nuovo programma, che guarda alla serie A. Noi dobbiamo già considerarci in serie B, con una sede di serie B ed un’organizzazione di serie B». Programma nuovo e organigramma vecchio. Qui Blasi non rischia: prosegue con gli uomini di fiducia. Accomunandoli in un unico ringraziamento, conferma Luca Evangelisti («ha operato bene e i frutti si sono visti») e Vittorio Galigani «lavora 24 ore al giorno per questa società». Non cita Aldo Papagni che, come ammetterà più tardi il responsabile dell’area tecnica Evangelisti, ha chiuso il suo capitolo in rossoblu. «Dobbiamo ringraziare Papagni per quello che ha fatto, come peraltro lo staff tecnico e i giocatori». si limita ad osservare. Nomi non se ne possono fare, anche perchè solo da domani comincerà effettivamente il nuovo progetto tecnico. Dal pubblico rimbalza il nome di Capuano e Blasi fa sfoggio delle sue doti di battutista. «Deve crescere, è ancora un bambino». Il timore, sia pure lontano, di un disimpegno o di un ridimensionamento è stato scacciato in pochi attimi. Da quando, cioè, il presidente ha fatto il suo ingresso nella sala dell’Hotel Delfino con il suo completo, color canna da zucchero. Aver rilanciato forte sul tavolo delle aspirazioni, non può che ridestare anche il più mite sostenitore. Nel suo ampio ventaglio di frasi cariche di gratitudine, svela un retroscena. Colpa o merito del figlio Mirko che, nei giorni scorsi, aveva manifestato il suo disappunto, dopo aver letto un articolo che paventava una presunta vendita della società da parte del padre. «Gli ho detto che non era vero e nel contraddirlo mi è scaturita una forza maggiore». Dopo una raffica di impegni, Blasi aggiusta il calibro delle sue dichiarazioni. «Errori ne abbiamo commessi anche noi. Ma se stiamo qui è perchè vogliamo continuare questa navigazione. Dobbiamo però remare tutti dalla stessa parte. Da soli tutto diventa impossibile». Il canovaccio, poi, segue un percorso già manifesto. Il Taranto del futuro sarà il Taranto del passato nell’accezione positiva del termine. In rossoblu rimarrà ed arriverà soltanto gente motivata e poi elenca tutta una serie di “paletti” da raggiungere. «Ci vogliono le strutture per fare calcio e la città dello sport è sempre un progetto che abbiano in animo di realizzare. Vogliamo dare una "casa" comoda ai tarantini. Sotto questo aspetto i primi colloqui con l’Amministrazione che si sta per insediare, sono stati positivi». E poi pillole di novità. «Il settore giovanile deve essere la nostra materia prima, lavoreremo anche su quello». Il ritiro sarà anticipato per rispettare i tempi di un campionato di serie C che, a differenza dell’anno scorso, partirà una settimana prima. Non muterà la sede di Penne. Infine un riferimento anche alla campagna abbonamenti. «Sarà nazionalpopolare» l’unica, curiosa dichiarazione in proposito. Il finale è la sublimazione della sua attuale fama di vittoria. «L’anno scorso ci hanno scippato la serie B. Il Ravenna ha vinto, forse anche per suoi meriti, ma ha tratto vantaggio da alcune situazioni. Ecco, ora dovremo essere bravi noi a "scippare" il campionato agli altri». I tifosi rossoblu si lasciano andare a cori ed incitamenti. La fantasia vola a quote siderali. Si è preso un bell’impegno, presidente Blasi. di Luigi Carrieri
Blasi: «Voglio la B» I programmi del Taranto a breve e medio termine sono particolarmente ambiziosi: serie B subito, possibilmente senza playoff; serie A fra 3 anni (massimo quattro). E’ stato Luigi Blasi ad annunciarli ufficialmente ieri mattina nel corso di un’affollata conferenza stampa. C'erano tantissimi tifosi. Per il futuro non sarebbe male dividere in due tempi diversi (uno per i supporters e l’altro per i giornalisti) le comunicazioni del presidente per evitare accavallamento di voci, domande e, soprattutto, confusione (senza dimenticare il gran caldo). Applausi ed urla di compiacimento alle parole di Blasi hanno fatto da cornice all’atteso incontro. Annunciate le prime conferme: «Vittorio Galigani resta al suo posto di direttore generale. E’ il mio primo amico. Lavora per la società ventiquattrore su ventiquattro. E’ attaccatissimo ai colori rossoblù. Quando mi assento per i miei impegni lavorativi, mi sostituisce alla grande. Ci sentiamo almeno sei volte al giorno. Scontata anche la riconferma di Luca Evangelisti per il lavoro svolto negli ultimi due anni. Ha portato a Taranto giovani validi, molti dei quali hanno mostrato per intero le proprie qualità». Subito dopo è calato il sipario sui nomi che resteranno in riva allo Jonio anche per questa stagione che si preannuncia veramente infuocata ed importante. Il presidente ha proseguito: «Da domani inizieremo a lavorare per allestire la nuova squadra. Voglio gente motivata, entusiasta, vincente e vogliosa di sposare gli obiettivi societari». Di Papagni, dunque, nessun cenno ufficiale. Ad una precisa domanda, Blasi ha risposto con un sibillino: «Ringrazio il mister e tutti i giocatori per quanto prodotto in questa stagione agonistica. Ad Avellino si è concluso un ciclo. Da questo momento ne ricomincia un altro. Si riparte alla grande, alla Blasi maniera». Nessuna conferma, dunque. Solo un addio. Peccato. Il mister biscegliese ha lavorato bene in quest’anno e mezzo di permanenza sulla panchina rossoblù. Due settimane di silenzio dopo l’eliminazione dai playoff ad Avellino hanno preceduto l’esposizione dei nuovi programmi: «Dopo la gara in Irpinia ho voluto riflettere a lungo. Non era strategia, la mia. Solo bisogno di riposo mentale. Mio figlio Mirco, 7 anni, era preoccupato. Su di un sito aveva letto che il sottoscritto aveva voglia di lasciare. Nulla di più falso. L’ho dovuto consolare e tranquillizzare. Ringrazio i tifosi per l’affetto e la correttezza con la quale hanno seguito la squadra, specialmente da febbraio in poi. Ringrazio le autorità: il Prefetto, il presidente della Provincia, Florido, ed il commissario Blonda. Un pensiero particolare va al neo sindaco Stefàno. Ci ha convocati per oggi alle 12 per parlare dello stadio». Il cenno sulla Cittadella dello Sport non poteva mancare: «Lunedì 25 presenteremo il progetto già messo in cantiere. Dobbiamo investire sul settore giovanile. Ci servono strutture sportive per ampliarlo». Ultimo riferimento alla campagna abbonamenti: «I prezzi? Saranno nazional-popolari. Voglio uno Iacovone ricolmo di tifosi-abbonati». Finito il silenzio-stampa. Sulla delicata questione tema dello stadio, abbiano sentito prima della conferenza-stampa il neo consigliere Michele Contino: «Risolveremo il problema nei tempi richiesti. Accenderemo un mutuo con il credito sportivo a tasso agevolato. Ma nei nostri pensieri ci sono anche la sistemazione del campo-scuola, delle palestre, dello stadio dei Tamburi e delle altre strutture sportive che hanno bisogno di interventi». di Giuseppe Dimito
Papagni, primo giorno da ex Lascia squillare il telefonino appena due volte Aldo Papagni prima di rispondere con il garbo e l’educazione che lo contraddistinguono. E' a pranzo, c'è un brusio di sottofondo che, qualora ce ne fosse bisogno, testimonia l’onestà e la trasparenza della sua affermazione. Ma non si sottrae ad un colloquio con il cronista che nasce in maniera confidenziale per via del silenzio stampa annunciato dalla società la scorsa settimana. Il trainer di Bisceglie ancora non sa che, nel corso dell’incontro con la stampa, il presidente Blasi ha annullato il silenzio stampa. Si può tornare a parlare e Papagni lo fa quasi con il freno a mano tirato. «Vorrei scrivere una lettera - attacca -, mi piacerebbe ringraziare in questa maniera la società, i calciatori e i tifosi del Taranto. Sono stati due anni splendidi, soprattutto gli ultimi mesi li ho vissuti con un entusiasmo incredibile. Resta ancora un pizzico di rammarico per come si sia conclusa questa stagione. Il nostro sogno si è infranto sull'unico tiro in porta dell’Avellino in due partite». Il destino del tecnico che, sulla panchina rossoblù, si è accomodato per 55 volte perdendo appena 12 gare era già segnato. La notizia ufficializzata in conferenza stampa dal direttore sportivo, Luca Evangelisti, ha trovato conferma nelle parole del tecnico pugliese. «Sarei andato via comunque - prosegue -, anche se avessimo conquistato la serie cadetta. Ero convinto che sarebbe stata la scelta più giusta. Ciò che conta è aver archiviato questa splendida esperienza nel migliore dei modi. Con il presidente non ci siamo più incontrati, ma è bastato un colloquio telefonico venerdi pomeriggio per abbracciarci simbolicamente. I tifosi possono stare tranquilli. Ho sentito Blasi carico, motivato e pronto a riscattare la beffa del "Partenio". Allestirà un organico per puntare alla promozione diretta e la riconferma di Evangelisti è una garanzia in tal senso. Li ringrazio per avermi offerto la possibilità di allenare in una piazza cosi calda e passionale». Non è dato sapere, per il momento, quale sarà la prossima destinazione di Papagni. Preferisce che le trattative proseguano dietro le quinte. Ci sono diversi contatti avviati che potrebbero trovare un epilogo positivo nei prossimi giorni. Si parla di Gallipoli. L’ottimo rendimento nelle ultime due stagioni gli ha permesso di diventare l’oggetto del desiderio di diverse compagini anche di categoria superiore. Staremo a vedere. Per il momento non ci resta che ringraziare un uomo dai valori autentici prima che un bravo allenatore. In bocca al lupo, mister. di Fabio Di Todaro
Evangelisti disegna il prossimo Taranto I nuovi scenari calcistici rossoblù sono stati disegnati nel lungo viaggio in auto fatto da Luigi Blasi e Luca Evangelisti da Imola a Taranto venerdì notte. Il presidente rossoblù ha perso volutamente la prenotazione aerea da Bologna a Bari per parlare a lungo col diesse riconfermato. Racconta Evangelisti: «Siamo arrivati questa mattina (ieri, n.d.r.) alle 3. Se non fossi andato ad Imola a cercarlo, non avremmo potuto parlare a breve termine così a lungo del nuovo Taranto. Ed il sottoscritto aveva tanta voglia di esporre al presidente il piano tecnico. Il nuovo Taranto ce l’ho già in mente». Evangelisti svela il retroscena della mancata conferma di Papagni: «Sono legato al tecnico di Bisceglie da una profonda e reciproca amicizia. Ma diversi giorni fa mi confidò, alla presenza di Degli Schiavi, che non sarebbe rimasto a guidare la squadra neppure se fossimo andati in serie B per motivi personali. Dovremo, dunque, ripartire da un altro allenatore. Il suo identikit? Dovrà essere fortemente motivato ed estremanente desideroso di far bene e di raggiungere l’obiettivo serie B. Sulle caratteristiche mentali dei giocatori che giungeranno in riva allo Jonio sono altrettanto esplicito: massima umiltà, grande cattiveria agonistica e, soprattutto, immensa fame di risultati. Conosco tantissimi giocatori. Sceglierò il meglio che il mercato offre. Il sottoscritto è motivatissimo. Quest’anno si parte per ottenere il massimo da subito. Se nella scorsa stagione ho dato 100 stavolta darò 1000 per centrare l’importantissimo obiettivo. Per quanto riguarda i "vecchi", saranno loro che dovranno darmi la disponibilità a restare a Taranto. Ovviamente spetterà alla società scegliere chi confermare e chi no». I primi impegni sono già alle porte: «Domani il presidente, Galigani ed io saremo a Milano per la risoluzione delle comproprietà (scadono il 20). Vi anticipo che Cosenza è stato già riscattato dalla Reggina. Quindi giocherà in serie A. E’ il giusto riconoscimento per aver disputato un campionato d’avanguardia con la maglia del taranto. Per quanto riguarda Toledo e Zito, nulla è ancora definito. Dovremo accordarci con Udinese e Sorrento. Non sarà facile, ma vedremo. Barasso era in prestito, dunque ritornerà al Genoa. Come pure Panini, al Catania. Mancini? L’ho detto prima. Se avrà i giusti stimoli per restare un’altra stagione a Taranto, saremo ben felici di trattenerlo. Ma dovrà avere quelle caratteristiche mentali già illustrate. Caso contrario, è bene che vada altrove. E’ meglio per tutti». Evangelisti non ha anticipato il numero dei rinforzi che servono alla nuova squadra. Potenzialmente riconfermabili: Cejas, Colombini, Prosperi, De Liguori, Faraon, lo stesso Mancini, Toledo e Zito. Giungeranno due forti attaccanti, un portiere, tre difensori, uno o due esterni di centrocampo, più qualche giovane valido da valorizzare. Già fissate sede e data del ritiro: si ritornerà a Penne a partire dal 15 luglio. Quest’anno la serie C1 inizierà il 26 agosto. di Giuseppe Dimito
Incassate le liberatorie Liberatorie firmate. Ieri pomeriggio il direttore generale, Vittorio Galigani, ha provveduto a far sottoscrivere a tutti i tesserati dinanzi al notaio Latorraca le dichiarazioni con le quali esonerano la Taranto Sport da effettuare ulteriori pagamenti per gli emolumenti della scorsa stagione. Tali liberatorie dovranno essere allegate alla domanda d’iscrizione al prossimo campionato di C che dovrà essere depositata in Lega entro il prossimo 30 giugno. Gli altri adempimenti sono: la fidejussione da 207mila euro, la tassa (circa 15mila euro) e la lettera del Comune di utilizzo dello Iacovone. A tal proposito ieri mattina è giunto in Questura il bollettino n. 31 dell’Osservatorio del Ministero dell’Interno in merito all’anno - sa questione degli impianti sportivi non a norma. Effettivamente si nota che l’organo ministeriale non ha usato il pugno duro. Non ha chiuso, allo stato attuale, nessuno stadio, né ha imposto termini brevissimi per metterli a norma. Ha, tuttavia, dato delle indicazioni precise su come si deve procedere per il futuro. Il punto fermo da cui partire è la determinazione dell’attuale capienza che resta, per lo Iacovone di 9904 posti. Non ci sarà, dunque, bisogno di ottenere la riduzione a 7500. La Lega di C dovrà introdurre formule regolamentari che consentano con progetti a medio termine, di mettere lo Iacovone a norma della Legge Amato. In tale ottica si è appreso ieri che entro il 26 agosto prossimo, data d’inizio del prossimo campionato di serie C, bisognerà presentare in Lega, a Firenze, un apposito progetto che preveda le opere da effettuare per metterlo a norma. Se non lo si presenterà, il presidente Macalli relazionerà la questione all’Osservatorio il quale, a sua volta, coinvolgerà il Prefetto nella decisione da prendere: concedere un altro rinvio oppure giocare a porte chiuse. Se, viceversa, il progetto sarà presentato, il Taranto potrà tranquillamente iniziare il prossimo campionato. Ma scatterà l’onere di terminare i lavori entro la fine del prossimo torneo. E' evidente che nel corso della stagione saranno effettuati i doverosi controlli da parte di Questura ed organi ispettivi della Lega per verificarne i passi avanti degli stessi. In caso di accertamento negativo, scatterà verosimilmente l’obbligo delle porte chiuse. E’ evidente che l’invito a darsi da fare è quanto mai opportuno. Il neo sindaco Stefàno è chiamato a risolvere probabilmente la prima grossa grana piovuta sul suo tavolo. Per quanto riguarda, infine, i presunti debiti della Taranto Sport nei riguardi di tre ex calciatori della Taranto Calcio fallita (quella di Pieroni), c'è da dire che dovrà essere La Figc o il Fondo di Garanzia che dovranno intervenire nella vicenda ed interloquire con la società rossoblù. Vero è che le fidejussioni di 900mila euro vennero svincolate dalla Lega di C, ma è altrettanto vero che ci sono le nuove che garantiscono il pagamento dei debiti. di Giuseppe Dimito
Oggi parla Blasi Oggi parla Blasi. Il presidente rompe il silenzio, dopo due settimane di autoesilio. La conferenza stampa è in programma alle ore 12. Che cosa dirà? Farà chiarezza sulle posizioni del diesse Evangelisti (è tentato da altri club, ma alla fine potrebbe restare) e del tecnico Papagni (lo corteggiano molte società di C1 e con ogni probabilità lascerà il Taranto)? Nella nota-invito diffusa alla stampa non è specificato l’oggetto della conferenza. A tenere banco sono, intanto, le voci di mercato. L’ultima novità riguarda il brasiliano Toledo, in comproprietà con l’Udinese. Secondo le notizie provenienti dal Friuli, il club di Pozzo per lasciarlo al Taranto avrebbe avanzato una richiesta di 300mila euro, giudicata eccessiva dalla dirigenza rossoblù, tanto che Toledo farà quasi certamente rientro a Udine dopo la splendida annata trascorsa in riva allo Ionio. Un’altra tegola per il Taranto che rischia di perdere anche Zito, che il Sorrento, comproprietario del cartellino, intende riscattare ad ogni costo. Tra Blasi e il patron del club costiero Castellano è in corso un vero e proprio braccio di ferro, con la soluzione delle buste che appare al momento la più probabile. Difficilmente rivedremo a Taranto anche Cosenza. Il difensore ha fatto ritorno a Reggio Calabria, ma presto potrebbe essere girato in B al Treviso. Destinato a cambiare aria anche Mancini, uno dei pochi giocatori sotto contratto. Il talento di Ostia potrebbe approdare alla Reggina o al Catania. La società calabrese offrirebbe in cambio soldi più il prestito del giovane attaccante Ceravolo; quella siciliana, invece, metterebbe sul piatto contanti oltre al prestito del bomber Plasmati. Tra i tesserati in odore di addio ci sarebbe anche Cammarata (piace al Ravenna). di Enrico Sorace
Blasi, la voce del presidente Il suono del silenzio, enigmatico ed “assordante”, è svanito. Dopo due settimane dalle lacrime del Partenio di Avellino e dagli applausi sinceri che hanno accompagnato l’uscita di scena dai play off del Taranto, il presidente rossoblu Luigi Blasi torna a parlare. Lo farà, come suo costume, nel corso di una conferenza stampa programmata alle ore 12.00 nelle eleganti sale dell’Hotel Delfino. Il comunicato, redatto dalla stessa Società ionica, è circolato ieri pomeriggio: non manca l’effetto- sorpresa, in quanto la nota, piuttosto lapidaria, anticipa soltanto rituali “comunicazioni da parte del presidente Blasi”. Encomiabile la costanza dimostrata dall’imprenditore messapico, in questo periodo che a molti sarà sembrato interminabile, a sigillarsi nelle più intime riflessioni: la voce di Gigi Blasi non è stata udita, in compenso si sono avvicendati i sussurri dei tifosi, ansiosi di conoscere l’immediato futuro della loro squadra, permeati da un’autentica passione, che la sfortunata semifinale in terra irpina sembra aver addirittura rafforzato. Vani i tentativi di indagare nella sede di via Umbria, i dirigenti hanno rispettato il silenzio stampa ufficializzato e non ancora sciolto dal maggior azionista rossoblu. Molteplici potrebbero essere gli argomenti che Blasi tratterà questa mattina, e dovrebbero tutti convergere nell’atteso piano programmatico per la prossima stagione agonistica di serie C1. E’ ancora il mese di giugno, la Società ionica potrebbe giocare in netto anticipo, ma il calcio non conosce pause, non concede intervalli troppo lunghi, anzi, si proietta continuamente in avanti, seguendo una logica votata alla perenne innovazione. Ed in questo momento i tifosi, gli appassionati rossoblu, sono animati dal desiderio di conoscenza e dalla curiosità. Non dovrebbe essere il giorno delle riconferme e dei contratti: il calciomercato, nonostante ipotesi e fantasie, non è stato ancora ufficialmente inaugurato. Aldo Papagni, il resto dello staff tecnico e la Prima Squadra al completo (fatta eccezione per il terzino Francesco Colombini, che ha anticipato di un giorno i suoi compagni), si sono ritrovati ieri, nel primo pomeriggio, presso lo studio del notaio Angelina Latorraca, sito nel cuore del Borgo cittadino, al fine di ricevere gli ultimi stipendi e firmare le cedole liberatorie, propedeutiche all’iscrizione al prossimo torneo. Il presidente Blasi non ha potuto accogliere tecnico e giocatori, in quanto impegnato con la sua azienda: di trattative, rinnovi del contratto (a dieci di loro, compreso mister Papagni, il termine di scadenza è fissato per il prossimo 30 giugno), prestiti e comproprietà si discuterà a partire dalla prossima settimana. Tra lunedì e mercoledì, poi, ci sarà da risolvere le note comproprietà: la Taranto Sport ne vanta tre, ma è soprattutto il destino di Antonio Zito, esterno partenopeo di grande talento, ad essere avvolto da un alone di incertezza (il Sorrento neopromosso in C1, che ne detiene il cartellino, lo rivuole: si andrà alle cosiddette buste). Oggi dovrebbe invece essere svelato il destino di Luca Evangelisti. Si era vociferato di un incontro in totale riservatezza svoltosi a Manduria, presso gli uffici della Projet, fra il presidente Blasi ed il direttore sportivo, da tempo riconfermato al suo ruolo verbalmente, ma tentato da altre esperienze, dopo due proficue stagioni in riva allo Ionio. Dai vertici dirigenziali è arrivata la smentita a tale vertice, ma la sensazione è che Evangelisti possa restare regolarmente al suo posto. Dalla sua possibile permanenza, potrebbe dipendere il futuro di molti calciatori attualmente in rossoblu e dello stesso allenatore Aldo Papagni, al quale il diesse di Alatri è profondamente legato.
Calciomercato: proposta dal Rieti per Ambrosi Proseguono incessanti le primordiali voci di calciomercato, in casa rossoblu. I nodi che la Società del presidente Blasi dovrà sciogliere riguardano i giovani talenti: Antonio Zito è in comproprietà col Sorrento, che vorrebbe fargli vivere una stagione da protagonista nelle sue fila, in C1. La Reggina è intenzionata a non prestare per un altro anno il difensore rivelazione Francesco Cosenza al Taranto, proporrà un controriscatto in denaro; Manuel Mancini vanta un contratto che lo lega alla società rossoblu fino al 2009, ma la stessa Reggina ed ora il Catania di Pulvirenti intendono corteggiarlo. Gli amaranto offrirebbero Fabio Ceravolo, attaccante classe ‘81, otto reti a Pisa quest’anno; gli etnei vorrebbero convincere la punta Plasmati e proporrebbero il rinnovo del prestito di Panini. L’avventura in rossoblu sembra chiusa per due attaccanti di prestigio: Sandro Ambrosi dovrebbe accasarsi al Rieti, in C2, che gli ha proposto un biennale, mentre per Andrea Deflorio, da tempo, si parla di un forte interessamento del Noicattaro, squadra del suo paese natale, reduce da una promozione storica in C2. Nuove notizie provengono dalla Toscana: si attende l’esito della finale play off del Pisa, per decidere il destino di alcuni calciatori che, nel caso di promozione dei nerazzurri, non rientrerebbero nei piani della società. Si tratta di Biancone, attaccante, del centrocampista Braiati (ex Novara), del difensore Raimondi (già al Gallipoli) e del collega di reparto Movilli (esperienza a Teramo). Altre piste porterebbero il sodalizio ionico sulle tracce di Amore, centrocampista del Grosseto promosso in B, e del francese Boisfer, anche lui centrale, classe ‘81, di proprietà del Genoa, quest’anno in forza alla Sangiovannese. Nome nuovo per la panchina del Taranto, qualore Papagni non fosse riconfermato: si parla di Luigi Sacchetti, allenatore del Novara. Si complica, invece, la permanenza dell’esterno brasiliano Toledo in rossoblu: per il suo riscatto, l’Udinese avrebbe avanzato una cifra troppo alta (300mila euro?) ma, qualora non dovesse trovare una sistemazione adeguata, il calciatore potrebbe chiedere di restare per un’altra stagione in riva allo Ionio. di Alessandra Carpino
Stadio ancora più piccolo Per salvarsi, lo Iacovone dovrà diventare ancora più piccolo. Restringere un’altra volta la capienza, stavolta a 7.500 spettatori. L’Osservatorio ha deciso così, scongiurando per ora il rischio delle partite a porte chiuse e facendo tirare al Taranto un sospiro di sollievo, almeno parziale: il pubblico, nella prossima stagione, potrà entrare. Non troppo, però. Perché l’interpretazione delle nuove norme antiviolenza, introdotte con la legge Amato-Melandri, concede solo qualche apertura piccola e temporanea. E’ noto, infatti, che la soglia oltre la quale i lavori di adeguamento (tornelli, videosorveglianza, prefiltraggio, biglietti nominativi e altro) diventano obbligatori si è abbassata dai diecimila posti previsti dal Decreto Pisanu ai 7.500 decisi nel passaggio successivo. E l’Osservatorio non ha voluto essere rigido nell’applicare le restrizioni per la serie C. Cioè: le società potranno tenere la capienza al di sotto della soglia, ma la Lega di serie C si è impegnata a introdurre un regolamento che dovrebbe portare, nel medio periodo, gli stadi alla capienza indicata nel momento dell’entrata in vigore delle nuove norme. Ciò vuol dire che il Taranto potrà iscriversi dichiarando (e rispettando) una capienza inferiore a 7.500 posti ma poi lo stadio, entro il termine che indicherà la Lega di serie C, dovrà fare lavori almeno per permettere l’ingresso (a norma) di 9.904 spettatori. Una questione che, se da un lato fa respirare (il timore della società era uno stadio chiuso al pubblico), dall’altro priva il Taranto di una potenziale quota di spettatori. E, poi, accorcia i tempi di adeguamento dell’impianto della Salinella alle nuove norme. La cosa non toglie, quindi, l’inquietudine di Blasi, anche perché il presidente non vorrebbe trovarsi nuovamente nella situazione di quest’anno, con una richiesta superiore alle disponibilità di biglietti. Quindi i lavori servono. Ma a chi competono, al Comune in dissesto o alla società che non è proprietaria dell’impianto? La legge, in questo senso, non è mai stata chiara e l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, non può aggiungere altro se non che «sono da condividere tra società e ente proprietario». Serve una collaborazione, quindi. Perché nemmeno i tribunali amministrativi aiutano a fare chiarezza. Nei giorni scorsi due Tar diversi si sono pronunciati su contenziosi tra società e Amministrazioni comunali: l’Ascoli ha avuto torto (deve farsi carico dei lavori la società), l’Udinese ha avuto ragione (tocca al Comune). Il Taranto aspetta e, in questo momento, si preoccupa di avere uno stadio aperto e di ricevere dal nuovo sindaco i documenti necessari da inviare alla Lega, che attestano la fruibilità dell’impianto da parte della società. Ieri, per questo, c’è stato un incontro fugace tra rappresentanti del club di via Umbria e il sindaco Stefàno, che ha garantito celerità nella preparazione della documentazione, che il Taranto deve presentare entro il 20 giugno.
Lo Iacovone non chiude Deroga accordata. Il Taranto potrà disputare il prossimo campionato di serie C1 a porte aperte, ma ci sono due "ma" che condizionano fortemente la pur positiva decisione assunta ieri mattina dall’Osservatorio nazionale del Ministero dell’Interno. Questo lo stralcio del verbale stilato a Roma: «L'Osservatorio ha chiarito che l’ambito di applicazione della normativa vigente riguarderà gli impianti sportivi con capienza superiore ai 7500 spettatori all’atto della iscrizione al prossimo campionato. Pertanto rientreranno nella previsione tutte le squadre di A e B per le quali vige il requisito minimo di capienza rispettivamente di 20mila e 10mila spettatori. Le formazioni di serie C, il cui requisito minimo di iscrizione è di 4mila spettatori, potranno partecipare al prossimo campionato con l’impegno della Lega calcio di C di introdurre formule regolamentari che consentano con progetti di medio periodo di portare a norma gli impianti con la capienza registrata alla data di entrata in vigore della normativa antiviolenza». In sintesi si parte con la capienza ridotta a 7500 persone, ma nel corso di questa stagione bisognerà mettere a norma lo Iacovone, caso contrario, per il campionato 2008-2009, si giocherà a porte chiuse. Insomma, bisogna darsi da fare. Ed in tempi molto stretti. La Lega di C potrebbe assumere, nel corso di questa stagione, importanti e, forse, serie decisioni che riguarderanno le società che non stanno curando la messa a norma dei propri impianti con capienza inferiore ai 7500 spettatori, fra cui lo Iacovone. Ovviamente per ridurre i posti dagli attuali 9904 a 7499 dovrà compiere il sopralluogo l’apposita Commissione di Vigilanza e sarà necessario riperimetrare le zone in cui sarà possibile l’accesso al pubblico. Appresa la notizia da Roma, il Taranto si è dato immediatamente da fare. Ieri pomeriggio il dg Vittorio Galigani si è recato alla sezione elettorale n.1, in viale Virgilio, dove è avvenuta la proclamazione di Ezio Stefàno a sindaco da parte del dott. Pietro Genoviva, presidente dell’Ufficio elettorale centrale. Il neo primo cittadino ha focalizzato la delicata situazione ed ha promesso che da lunedì prossimo affronterà l’indilazionabile problema. Oggi, infine, tutti tesserati (tecnici e calciatori) sarà dal notaio Latorraca per la firma delle liberatorie da allegare alla domanda d’iscrizione entro il prossimo 30 giugno. di Giuseppe Dimito
Grosseto su Prosperi trattativa a buon punto La notizia del giorno è l’interessamento di un club settentrionale di serie C1 nei confronti di Evangelisti e Papagni. Il diesse e il tecnico rossoblù sarebbero l'oggetto del desiderio di un’ambiziosa società del nord pronta a scommettere sulla coppia che ha contribuito alla rinascita del Taranto, portandolo fino ai play off per la promozione in serie B. Per ora si tratta di una semplice indiscrezione, ma non è escluso che possano registrarsi sviluppi, col presidente Blasi che rischia di perdere contemporaneamente due pedine del proprio scacchiere, nonostante sia orientato a rinnovare la fiducia almeno a Evangelisti. Il diesse mercoledì sera si è confrontato a Manduria proprio con Blasi e il diggì Galigani, ma resta tuttora segreto l’esito dell’incontro a tre. Ma circola con una certa insistenza anche un’altra voce, che vorrebbe Cammarata in partenza, nonostante sia legato al Taranto da un altro anno di contratto. L’attaccante siciliano sarebbe pressato dal Ravenna neo promosso in B, una destinazione, a quanto pare, gradita al calciatore, tentato dal ritorno tra i cadetti dopo la non certo esaltante esperienza in terza serie. Non è escluso che Cammarata (assistito da Dall’Olio della scuderia Branchini) chieda la rescissione dell’accordo a Blasi per sposare il progetto del club romagnolo che punta a disputare un campionato tranquillo. Piovono richieste anche per De Liguori e Prosperi, entrambi in scadenza di contratto e in attesa di un incontro con Blasi, che potrebbe avvenire all’inizio della prossima settimana. Il primo, oltre che dal Piacenza, è stato sondato da Cavese e Sorrento; il secondo ha ricevuto offerte da Lecce, Avellino e Udinese, a cui ieri si è aggiunto il Grosseto appena sbarcato in B (la trattativa sembra già a buon punto). Ambrosi, anche lui libero da vincoli contrattuali, avrebbe avuto un abboccamento col Rieti, compagine appena retrocessa in serie D, ma decisa a risalire subito tra i professionisti. di Enrico Sorace
Iacovone non a norma ma a porte aperte
Porte aperte ai prossimi campionati di calcio. L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive si è dimostrato piuttosto comprensivo, in merito alla questione degli stadi italiani non ancora adeguati alla normativa antiviolenza promulgata dalla recente legge Amato-Melandri, nel corso della riunione tenutasi ieri in tarda mattinata al Viminale. La maggior parte degli impianti italiani risulta in condizioni imperfette: la mappa stilata dall’Osservatorio racchiude 37 stadi, di capienza superiore ai 7.500 spettatori (cifra suggerita dalla stessa legge Amato per una nuova deroga, ndr), considerati non a norma, distribuiti diversamente nelle varie categorie calcistiche. Il record, come era lecito immaginare, spetta alla serie C, in cui sono ben 37 gli impianti sotto esame; uno soltanto in serie A e sette in serie B. Nella categoria dilettanti, si parla di sei strutture. Nel novero dei 23 stadi di serie C compare, ovviamente, lo Iacovone di Taranto. Nel corso della riunione di ieri, l’Osservatorio ha specificato che l’applicazione della normativa vigente riguarderà gli stadi che risulteranno di capienza superiore ai 7.500 spettatori, all’atto di iscrizione al prossimo campionato: tale revisione riguarderebbe le Società delle massime categorie, per le quali il requisito minimo della capienza è pari a 20mila spettatori (serie A) e 10mila (serie B). Nella lunga nota stampa apparsa sul sito del Viminale, si può leggere che “le squadre di serie C, il cui requisito minimo di iscrizione al campionato è di 4.000 spettatori, potranno partecipare al prossimo campionato con l’impegno della Lega Calcio di introdurre formule regolamentari che consentano, con progetti di medio periodo, di portare a norma gli impianti con la capienza registrata alla data di entrata in vigore della normativa antiviolenza”. Monitoraggio continuo ed intelligente, senza facili allarmismi, dunque: si potrebbe ipotizzare che l’ulteriore deroga consigliata dal Governo, quella della diminuzione della capienza a 7.500 posti, sia ufficiosa, ma che fondamentalmente esista. La conferma implicita viene ancora dall’atto pubblicato dall’Osservatorio: “Sui 32 impianti già considerati a norma dopo l’entrata in vigore del decreto Amato, l’Osservatorio ha avviato ulteriori verifiche, che hanno rilevato modeste criticità, superabili, a livello territoriale, anche con il supporto della sua Commissione di esperti. Sarà costante, anche nel corso della prossima stagione, l’attività di vigilanza sulla persistenza ed efficienza delle misure strutturali che hanno finora consentito di considerare “a norma” l’impianto sportivo”. All’adunanza dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, hanno partecipato il Vice Capo Vicario della Polizia Antonio Manganelli, ed i vertici del panorama calcistico italiano, ovvero Giancarlo Abete per la Figc, Antonio Matarrese per la Lega di A e B, Mario Macalli per la Lega Professionisti Serie C, Carlo Tavecchio per la Lega Dilettanti ed il vicepresidente del Coni Luca Pancalli. Al vagli anche lo studio sull’indice di rischio delle partite: i criteri di attribuzione avverranno sulla base di indicatori precisi, quali “le caratteristiche ed i requisiti strutturali degli impianti, i profili delle tifoserie (precedenti storici, conflittualità tra le due tifoserie, comportamento dei tifosi negli ultimi tempi), la tipologia della gara (valore sportivo del risultato, concomitanza con altri eventi), le informazioni pervenute dalle Autorità di pubblica sicurezza e dalle altre amministrazioni rappresentate in seno all’Osservatorio”. La valutazione sulla sussistenza di uno o più parametri di rischio, considerati concreti ed attuali, sarà considerata da 1 a 4. Nel caso di partite caratterizzate da tali indici di pericolo, saranno contrapposte misure adeguate e specifiche. Al termine della lunga nota, l’Osservatorio ha voluto ricordare che fondamentale saranno le analisi degli organi locali competenti, legati esplicitamente al mondo del calcio o alla pubblica sicurezza. “L’organismo- si legge- ha unanimemente condiviso l’opportunità che la fissazione delle date e degli orari delle competizioni sportive sia assolutamente svincolata dall’automatismo legato all’attribuzione degli indici di rischio e venga riservata alla sfera di competenza delle istituzioni sportive organizzatrici. Restano, ovviamente, impregiudicate le specifiche valutazioni formulate dall’Osservatorio e le autonome potestà delle Autorità provinciali di Pubblica Sicurezza”. La Taranto Sport persevera ancora nel suo silenzio stampa, ma si è professata soddisfatta per l’esito dell’incontro al Viminale, che ha evitato di compromette di giocare a calcio nel prossimo campionato. In Società sarebbero propensi alla ufficializzazione della deroga dei 7.500 spettatori. Si attenderà ora un incontro fra il presidente Blasi ed il neo sindaco di Taranto Stefàno: la nuova amministrazione comunale dovrà assolutamente incentivare e far partire i lavori di adeguamento per lo stadio Iacovone. di Alessandra Carpino
Oggi la firma sulle liberatorie Giorno di convocazioni, in casa rossoblu. Questo pomeriggio, infatti, l’intero staff tecnico ed i calciatori della Taranto Sport si ritroveranno presso lo studio legale del notaio Latorraca per ricevere il saldo degli ultimi stipendi e porre la firma sulle cedole liberatorie, indispensabili per consegnare, entro fine mese, la documentazione completa alla Lega Professionisti di serie C per l’iscrizione al prossimo campionato di C1. Un incartamento che dovrà includere anche l’atto inerente la disponibilità per l’utilizzo dello stadio Iacovone. in seguito alle decisioni assunte ieri a Roma dai vertici dell’Osservatorio nazionale sulle Manifestazioni Sportive, non tarderà un incontro fra la dirigenza della Taranto Sport ed il nuovo sindaco della Città Bimare Ippazio Stefàno, che già ha annunciato la sua apertura a confrontarsi col club di via Umbria. Nella giornata odierna, non ci sarà ad accogliere i protagonisti rossoblu il presidente Gigi Blasi, fuori Taranto per impegni di lavoro legati alla sua holding Progroup (l’imprenditore messapico starebbe portando a compimento l’acquisizione di una nuova azienda). Lo ha confermato il direttore generale Vittorio Galigani, il quale ha anche seccamente smentito lo svolgimento di un presunto vertice a Manduria, secondo indiscrezioni avvenuto nella mattinata di ieri. Il particolare summit, in un momento di segretezza per il sodalizio ionico, avrebbe coinvolto il presidente Blasi, lo stesso Galigani ed il direttore sportivo Luca Evangelisti, direttamente negli uffici della Projet, quartier generale del massimo esponente della Taranto Sport. Si sarebbe parlato, in modo embrionale, della situazione inerente gli emolumenti per i tesserati e la raccolta delle firme sulle liberatorie (normali procedure burocratiche), senza tralasciare le prossime scadenze. Tra lunedì e mercoledì prossimi, infatti, dovranno essere valutare alle buste le comproprietà, ed il Taranto dovrà contendere il talento Antonio Zito al Sorrento, sua società di appartenenza, appena promossa in C1 ed intenzionata a non privarsene, a valorizzarlo in loco. Qualora il presunto vertice in terra messapica fosse realmente avvenuto, potrebbe risultare indicativo sulla volontà di permanenza in rossoblu del diesse Evangelisti. Di certo, nel corso della giornata odierna, nessun giocatore potrà discutere in merito alla propria situazione contrattuale, vista l’assenza del presidente. Nel frattempo, Francesco Colombini ha bruciato le tappe: la prima firma per le liberatorie è la sua. Il terzino sinistro toscano, condizionato da impegni familiari, si è presentato con un giorno d’anticipo dal notaio, per adempiere al suo dovere e ricevere le ultime retribuzioni. Colombini è contrattualizzato per un altro anno con la società rossoblu. Molti suoi compagni, invece, dovranno attendere: nelle ultime ore si è parlato di un forte interessamento del Rieti, squadra militante in C2, per l’attaccante Alessandro Ambrosi. La punta di Fiuggi potrebbe accettare la proposta biennale dei laziali e chiudere malinconicamente un’avventura in riva allo Ionio piena di alti e bassi. Deve discutere la sua posizione anche Aldo Papagni: l’allenatore di Bisceglie è ambito dal Perugia, che vuole puntare ai play off, dopo la deludente annata. In lizza ci sono anche Cuccureddu, Gustinetti e Conte. di Alessandra Carpino Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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