Evangelisti non ha fretta Luca Evangelisti riflette. Metaforicamente fa come chi sosta sulla riva del fiume. Qui non si tratta di attendere il passaggio di cadaveri avversari. Parafrasando, si potrebbe parlare di occasioni che al momento non sono percorribili, ma... Tale congiunzione spiega molte cose. Dice che ogni giorno di mercato è pieno di retroscena e di colpi di scena. Il Taranto prepara il terreno per la prossima settimana. Quella che si sta esaurendo, però, non è trascorsa vanamente. I rinnovi di Ivano Pastore e Vincenzo De Liguori non sono soltanto strategici. Hanno una valenza doppia perchè questi giocatori hanno certificato la bontà del progetto avendo rassicurazioni dal presidente Blasi circa la competitività del futuro organico tarantino. Bisogna essere ottimisti seguendo il ragionamento del responsabile dell’area tecnica. «Piano piano - dice Evangelisti - stiamo portando avanti il nostro piano. Abbiamo sempre detto che doveva rimanere soltanto chi credeva nel nostro progetto. Pastore e De Liguori hanno accettato la nostra offerta e noi siamo contenti di averli ancora con noi». Ai due dobbiamo aggiungere anche Maurizio Caccavale. Il difensore raggiungerà l’accordo nei prossimi giorni. Complice il tremendo lutto familiare che lo ha colpito all’inizio della settimana, l’intesa è stata forzatamente posticipata. Poi si penserà ad allargare tale piano strategico. Si dovrà convincere elementi come Barasso, Toledo e Mancini. Evangelisti va piuttosto cauto, non illudendo nessuno. «Dovremo fare le nostre valutazioni. Vogliamo uomini con precise qualità umane e poi passeremo a vagliare le caratteristiche tecniche. Per Barasso bisognerà ragionare con il Genoa che ha le sue pretese. Toledo è appetito da tante società di serie B. Obiettivamente sarà complicato trattenerli, ma noi non ci scoraggiamo». Fine giugno non è un periodo ideale per fare il mercato. Specie per un sodalizio di serie C1. Esistono regole tacite da rispettare. «Questo è un periodo in cui bisogna dotarsi di pazienza. Molti giocatori ambiscono ad un’occasione importante. La B, per forza di cose, ha la precedenza sulla C. Noi non abbiamo fretta: poniamo le nostre condizioni e al momento giusto faremo le mosse giuste». La squadra di futura costruzione non risponderà a dei connotati tattici precisi. «Il tecnico Cadregari non ha avanzato nessuna richiesta specifica - precisa Evangelisti - Sappiamo che il 4-3-3 è uno schema a lui caro, ma nel calcio moderno non è utile fossilizzarsi su un solo modo di giocare. Certamente per l’inizio del ritiro di Penne, avremo a nostra disposizione una squadra completa per il 90 per cento». Una cosa è certa: la settimana che sta per entrare sarà quella dei primi annunci ufficiali. La dirigenza rossoblù al completo sarà presente a Milano, nel tempio del calciomercato, per chiudere i primi affari. Per ora, invece, dobbiamo solo accontentarci di indiscrezioni. In attesa del colpo da prima pagina, si ritritano i soliti nomi. Coralli è un attaccante prendibile. Nelle ultime ore si è fatta avanti anche la Cremonese, ma il giocatore è in attesa di un’occasione da serie B. Il giocatore piace alla dirigenza e l’affare può compiersi. Sempre in attacco, l’attenzione è rivolta ad esterni che sappiano garantire gol e corsa. Toledo e Zito av rebbero chiuso il cerchio nel modo migliore. Invece occorre cautelarsi nel caso in cui il brasiliano non venisse confermato. Caccavallo è nome gradito, ma il Lecce appare restìo a cederlo. Due nomi che potrebbero fare al caso del Taranto sono Nicola Ciotola, ala del Pisa e Marco Andreotti nell’ultima stagione in forza all’Ivrea. In difesa, salvo interferenze altrui, Vincenzo Migliaccio dovrebbe essere un giocatore ammissibile. Un elemento ideale per completare il pacchetto con Pastore e Caccavale. A centrocampo, con Cejas e De Liguori confermati, si dovrà irrobustire il reparto. Gli ultimi nomi accostati alla società rossoblu sono Renzo Tasso in scadenza di contratto con il Rimini e Cristian Agnelli che ha giocato l’ultima stagione nella Salernitana. Resta sempre all’orizzonte il nome di Imperio Carcione. Il giocatore piace tantissimo al diesse Evangelisti, ma "sfortunatamente" è desiderato anche da molte altre società. di Luigi Carrieri
Le società pensino ad adeguare
gli stadi
«Le società di calcio devono farsi carico della spesa per la messa in sicurezza e per l’adeguamento degli stadi, previsti dal decreto Amato». Questo il punto centrale dell’audizione parlamentare che si è svolta qualche giorno fa presso la VII Commissione della Camera dei Deputati sulle disposizioni in materia di impianti sportivi (proposta di legge 2490-ter approvato dal Senato e proposta di legge Camera 2217). La delegazione, guidata dal responsabile nazionale sport ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Roberto Pella, era composta dal Sindaco di Ascoli Piceno Piero Celani, e dagli assessori allo Sport Anna Patullo del Comune di Bologna, Renato Montabone del Comune di Torino, Attilio D’Alesio del Comune di Livorno, Lucia De Robertis del Comune di Arezzo, Salvatore Santamaria del Comune di Catania. Altra richiesta avanzata dai Comuni che il Governo destini risorse finanziarie a favore degli Enti locali per l’ammodernamento degli impianti sportivi e ove possibile per la delocalizzazione degli stessi. Gli interventi dovranno essere svolti anche in deroga alle attuali norme pubblicistiche in tema di lavori pubblici. Nel corso dell’audizione il responsabile nazionale sport ANCI Roberto Pella ha chiesto che la Camera approvi la proposta di legge 2490-ter, così come già approvata dal Senato nel maggio scorso, e cioè che «all’adeguamento degli stadi provvedano le società utilizzatrici degli impianti medesimi e non i Comuni». «Il balletto nel tirare la giacca ai Comuni tra possono e devono deve terminare - ha affermato Pella - eliminando qualsiasi equivoco in materia di impiego di risorse necessarie per sostenere le spese relative agli adeguamenti degli impianti. I Comuni partecipano già pesantemente alle spese relative allo “spettacolo calcio”, con una serie di oneri sia diretti che indiretti che vanno dalla sistemazione della gestione quotidiana della viabilità alla sistemazione delle aree antistanti gli impianti, senza dimenticare che gli stadi sono quasi tutti all’interno di centri urbani e quindi sono sottoposti a una forte conflittualità cittadina». Per quanto concerne invece la proposta di legge Camera 2217, l’ANCI ha ribadito la propria disponibilità ad avviare un dialogo costruttivo con la Commissione della Camera, ma ha anche sostenuto che nessuna nuova normativa può essere emanata se non adeguatamente concertata con i proprietari degli impianti sportivi, che sono per il 99% i Comuni. A tal fine è stata ribadita la necessità di prevedere norme che regolino la gestione dell’ordine della sicurezza pubblica all’interno e all’esterno degli impianti. L’ANCI, inoltre, si ritiene disponibile ad elaborare un documento di convenzione-tipo che funga da modello per le amministrazioni comunali interessate con l’obiettivo di regolare in modo uniforme i rapporti tra i Comuni e le società di calcio. Per le valutazioni di impatto sociale ed ambientale, previste all’art. 3 della proposta di legge n. 2217, l’ANCI stessa afferma che all’autorità di pubblica sicurezza debba essere affiancato l’Ente Comunale. Al termine dell’audizione la delegazione ANCI ha consegnato alla Commissione un documento redatto e approvato all’unanimità in sede di Commissione Sport ANCI nel quale, oltre ai punti sopra elencati, si ribadisce che i Comuni sono favorevoli alla esternalizzazione e all’affidamento della gestione degli stadi alle società di calcio.
Taranto corteggia Pinzan e Godeas Dopo aver ufficializzato i rinnovi contrattuali di Pastore e De Liguori, fino a mercoledì prossimo (quando Blasi, Galigani ed Evangelisti raggiungeranno l’Atahotel quark di Milano) non dovrebbero essere clamorose novità di calciomercato per il Taranto. Gli annunci potrebbero giungere negli ultimi giorni della prossima settimana, ma i contatti avviati dai dirigenti di via Umbria sono molteplici.
Pastore: “Insegnerò lo spirito di squadra” Una sensazione che non l’ha tradito. Nel prolungamento del rapporto con il Taranto, Ivano Pastore ci ha sempre creduto. Regista impeccabile della retroguardia, professionista dalla serietà encomiabile, profondamente legato alla città dei Due Mari ed ai suoi tifosi, il trentasettenne difensore salernitano garantirà le sue gesta ancora per un altro campionato: “Avevo la sensazione di restare a Taranto- sorride Pastore- Dopo aver smaltito, seppur parzialmente, la delusione per la semifinale con l’Avellino, dopo dieci giorni di riflessione, il presidente Blasi mi ha informato che io facevo parte del suo ambizioso progetto. Ho accettato entusiasta, senza la minima esitazione!”. Ivano Pastore, tradizione che persiste, confida qualche comprensibile malinconia: “Vedevo partire per altre mete tanti miei compagni di avventura, sono stato pervaso da uno strano senso di “solitudine”- racconta- Eppure non ho indugiato nel rinnovare l’accordo col Taranto per un’altra stagione”. “Mi è dispiaciuto per questa migrazione- continua il centrale difensivo- ma sono anche contento per ragazzi come Prosperi o Cosenza, miei eccellenti colleghi di reparto, che hanno spiccato il volo verso categorie superiori, reduci da un’annata straordinaria in rossoblu”. Un’occasione che era stata offerta anche ad un altro cardine della formazione ionica, Vincenzo De Liguori, che alla fine ha deciso di restare: il mediano ha rivelato che un “influsso benefico”, in questa decisione importante, l’ha esercitato proprio Ivano Pastore. “Posso allora svelare anch’io che gran parte della sua riconferma dipende dal fatto che sono rimasto- ride il difensore- Io e Vincenzino siamo molto legati, in campo e fuori: avrà considerato la mia permanenza nel Taranto come un sinonimo del fare bene, nel prossimo campionato”. Alla base ci sono le parole propedeutiche del “nuovo” capitano rossoblu, a tutti gli effetti: “Mercoledì siamo stati al telefono sino a tardi- sorride Pastore- L’ho convinto: De Liguori ha dato e ricevuto tanto da questa piazza, ed i tre anni di contratto offerti dalla società dimostrano che ha sempre lavorato alla perfezione”. Per alcuni rossoblu del nucleo storico, invece, il destino ha riservato percorsi differenti: “Noi calciatori ci affezioniamo, vorremmo che il gruppo fosse sempre lo stesso per anni- commenta Pastore- Ma i dirigenti valutano anche gli aspetti tecnici ed economici. Il cuore mi direbbe di ripartire tutti insieme, ma le ragioni sono diverse”. A firmare il prolungamento del contratto, il giorno stesso di Pastore, sarebbe dovuto esserci anche il suo collega di reparto Maurizio Caccavale, colpito da un grave lutto familiare: “L’ho sentito, il suo pensiero è oltre il calcio, in questo momento- dichiara il centrale - Nonostante le richieste avanzategli da altre società, Maurizio rimarrà a Taranto. La continuità non sarà però soltanto in difesa, con noi due e Colombini: ricordiamo che De Liguori, Cejas e Mancini costituiscono ancora l’ossatura per il centrocampo, e che Cammarata sarà un cardine per l’attacco, in un modulo che cambia decisamente”. Ambrosi ha sorpreso tutti ed è approdato nei Dilettanti della Calabria, con suo fratello Stefano, portiere: “Sandro ha scelto un progetto importante, in una piazza esigente come Cosenza, che vuole vincere subito e, addirittura, può sperare in un ripescaggio in C2- afferma Pastore- Ambrosi ha preferito optare per un programma vincente in categorie minori, piuttosto che adattarsi in qualche altra squadra che mira a disputare un torneo ibrido”. Non ha ricevuto alcuna convocazione dal club di via Umbria Andrea Deflorio, con Pastore anima del Taranto della rinascita: “Sicuramente è legato al Taranto, ha i colori rossoblu nel cuore- commenta il difensore- E’ stato protagonista della promozione in C1, segnando 14 reti; quest’ano gli infortuni ne hanno condizionato le prestazioni brillanti a cui il pubblico era abituato”. “Forse Andrea sperava in una riconferma, soprattutto per dimostare, qualora ce ne fosse bisogno, che è ancora un attaccante di prestigio- analizza Pastore- Ci resta male, ma è un calciatore navigato: la delusione attuale la farà sparire con le reti che segnerà”. La destinazione del Cobra non sembra essere definita: “Ma Andrea non avrà problemi a scegliere, ovunque sia- spiega il difensore rossoblu- Quando hai esperienza e qualità, il ventaglio di proposte è sempre ampio. Riguardo me, per esempio, c’erano anche le offerte del Catanzaro, di cui il direttore è un amico fraterno, del Benevento, che mi garantiva un biennale, del neopromosso Sorrento, che proponeva un contratto discreto”. Ed invece, è ancora Taranto: è vero che ci sarà lavoro dietro la scrivania, nel prossimo futuro di Ivano Pastore? “Adesso mi concentro per il campo, mi fa stare bene quando ne sono a contatto- sorride il difensore- Amo questo lavoro, non mi pesa allenarmi, mi esalto a giocare”. “Se il ginocchio dovesse darmi fastidio, prenderei altre decisioni- continua il capitano- Se il presidente, poi, vorrà che io faccia parte integrale del suo progetto, anche in altre vesti, ne sarò compiaciuto”. Secondo il cerebrale Pastore, la ferma volontà, da parte dell’imprenditore messapico, di riconfermare la linea portante dei cosiddetti “senatori” ha una genesi profonda: “Siamo tutti d’accordo nel dover dare il buon esempio ai calciatori che arriveranno al Taranto- ammette deciso- Conosciamo a perfezione la piazza ionica, ed io penso che il presidente abbia voluto mantenere in organico giocatori che possano insegnare lo spirito di squadra, la cultura del lavoro. Saremo un esempio nello spogliatoio”. Nobili intenti: Blasi, però, ha proclamato la promozione diretta in serie B. Compito arduo: “Se questo è stato un campionato difficile, il prossimo lo sarà il doppio- esamina il capitano rossoblu- La Cavese è ora accreditata, Perugia e Salernitana si stanno rinforzando. Si riproporrà il Foggia e conteremo le solite outsider, come lo è stato il Taranto”. “Inoltre ci sono le retrocesse dalla B, ed il Crotone sicuramente sarà nel nostro girone- continua- La concentrazione di forze sarà alta”. “I più felici nel raggiungere il traguardo della promozione diretta saremmo noi giocatori, artefici in campo- sorride il difensore campano- Tutti, però, hanno obiettivi ambiziosi. Tutte le squadre ripartono da zero: per vincere occorrono una grande formazione e la componente della fortuna. Il Taranto deve ripartire dagli applausi di Avellino: la gente deve essere sempre consapevole che abbiamo dato il massimo, sino in fondo, in ogni occasione”.
Si lavora in sede I dirigenti della Taranto Sport non saranno presenti oggi alla riunione convocata direttamente dalla Lega Professionisti di Serie C negli uffici di Firenze. La conferma è giunta ieri pomeriggio dal direttore generale rossoblu, Vittorio Galigani: l’assemblea, alla quale parteciperanno le rappresentanze delle venti Società calcistiche di serie C, al fine di valutare le modalità di adeguamento degli stadi di pertinenza alle nuove norme antiviolenza della legge Amato-Melandri, era stata indetta dal presidente della Lega stessa, Mario Macalli. La convocazione avverrà dinanzi ai portavoce dell’Osservatorio nazionale sulle Manifestazioni sportive. Nella giornata di giovedì, come è noto, è stata approvata la deroga per l’abbassamento della capienza spettatori a 7.500 unità, per gli impianti non in regola e con una portata superiore ai diecimila. La Commissione di Vigilanza ai Pubblici Spettacoli ha sancito che lo stadio Iacovone avrà a disposizione 7.499 posti, nell’attesa dell’avvio dei lavori di ristrutturazione previsti dalla legge (tornelli, area di prefiltraggio, parcheggio per la tifoseria ospite, circuito di videosorveglianza). “Avendo abbassato automaticamente la capienza dello Iacvone da 9.904 a 7.499 spettatori, non è necessaria la nostra presenza al vertice della Lega sulla questione- ha rassicurato Vittorio Galigani- Sicuramente abbiamo maggior lavoro da effettuare in sede, a Taranto”. L’allusione è al calciomercato, che proprio alle idi di luglio entrerà nel vivo e beneficerà dell’ufficialità delle trattative: il diggì rossoblu, però, ha escluso novità o presentazioni per questo fine settimana in corso. “Il presidente ha bisogno di valutare attentamente alcune situazioni, lo farà in perfetta calma, dopo giorni abbastanza frenetici- ha ammesso- Nel corso della settimana prossima, saremo all’Ata Quark Hotel di Milano, di certo se ne saprà di più”. Ancora in stand by la presentazione (rimandata per le recenti vicende legate allo stadio comunale, ndr) del progetto del presidente Blasi, inerente la cosiddetta Cittadella dello Sport. In merito alla situazione contrattuale di tre giocatori con scadenza a fine mese, Vittorio Galigani è stato chiaro: “Con Mortari non c’è stato alcun contatto, lo stesso dicasi per Deflorio. Non rientrano nei piani della Società. Per Catania la sorte è diversa: abbiamo discusso col suo procuratore, stiamo per prendere una decisione”. di Alessandra Carpino
De Liguori, fedeltà triennale al Taranto “E’ il calcio: ricordate, quando non si mette nero su bianco, tutto può succedere!”: Vincenzo De Liguori è davvero soddisfatto. Il suo matrimonio con il Taranto non sarà bruscamente interrotto: il forte mediano partenopeo, infatti, nella tarda mattinata di ieri ha accettato e firmato il prolungamento del contratto propostogli dal presidente Blasi. Un triennale che era stato avanzato dal massimo dirigente del club ionico mentre il funambolico De Liguori era corteggiato e praticamente ad un passo dall’Avellino, fresco di promozione in serie B. “Con la società irpina ero d’accordo su tutto- ha ricordato Vincenzino, una vita spesa con la casacca rossoblu- Però l’Avellino non si poteva muovere sul mercato prima del 3 luglio, ed io avevo un’intesa col presidente Blasi, gli avevo dato la mia parola”. Il centrocampista svela l’appuntamento prefissato con la dirigenza della Taranto Sport: “Il termine ultimo per la mia decisione era stabilito alla sera del 28 giugno (ieri, ndr)- spiega De Liguori- Il presidente non poteva certo attendere a lungo la mia volontà: sul mercato esistono tanti giocatori validi da scegliere in alternativa...” Nei giorni precedenti, De Liguori aveva confidato che le frizioni alla stipula del contratto definitivo con la società dei fratelli Pugliese scaturissero da un’eventuale cambio di proprietà allo stesso club biancoverde: “Non si può tirare troppo la corda, sennò si spezza- commenta arguto il rinnovato rossoblu- L’Avellino avrebbe dovuto chiarire subito alcuni aspetti. Non potevo far trascorrere altro tempo per il Taranto: la decisione apparteneva comunque a me”. Vincenzo De Liguori è indiscutibilmente legato alla piazza ionica, in cui ha militato con profitto per cinque stagioni, intervallate soltanto da un’annata a Benevento: “L’Avellino ha temporeggiato- continua- Ha già risolto qualche problema, come l’iscrizione al prossimo campionato. Inoltre, per disputare la serie B, occorre ingaggiare un numero di giocatori non superiore a 22, e l’organico attuale a disposizione di Vavassori è decisamente da sfoltire”. Non ha ceduto alla tentazione irpina, Vincenzino De Liguori: “Sono contento di essere rimasto a Taranto!- esclama- Sono affascinato dal progetto importante del nostro presidente: ora voglio cercare di arrivare in serie B, ma con la maglia rossoblu, sicuramente”. Esito felice per l’incontro avvenuto presso gli uffici della Projet, l’azienda di Manduria di Gigi Blasi: “Ho Taranto nel cuore- De Liguori regala una chiosa emozionata- La convinzione a restare è stata rafforzata dalla riconferma di Ivano Pastore, dai consigli dei direttori Galigani ed Evangelisti, e dalla grande stima del presidente Blasi”.
Pastore resta a Taranto Dopo qualche cessione, una conferma. Non si tratta di un nuovo acquisto, ma la permanenza di Ivano Pastore, forse, può essere un segnale indicativo. Il difensore campano vestirà la maglia rossoblu anche per una stagione. Decisivo l’incontro di ieri mattina avuto con il presidente Gigi Blasi. Chiara la percezione di fissare alcuni punti fermi all’interno del nuovo organico ionico. «Non c’era bisogno di parlare molto - ha confermato Pastore - Con Blasi esisteva già un accordo di massima. Bisognava limare qualche cosa, ma alla fine abbiamo trovato l’intesa». La scelta del 37enne difensore centrale non è stata semplice. Sarà per il carisma e la leadership che può garantire, sarà per l’ottimo stato di forma fisica che continua a mantenere e sarà anche per gli ultimi due anni (infortunio al ginocchio a parte) disputati ad alto livello, c’erano diverse offerte da valutare. Alla fine hanno prevalso il cuore e la mente, anche a costo di inferire un doloroso tradimento. «Ho vissuto due anni splendidi a Taranto. La mia famiglia si è ambientata benissimo in questa città. Però in queste settimane mi sono arrivate tantissime offerte. Ho dovuto dire di no ad un amico fraterno come Pasquale Logiudice che voleva portarmi a Catanzaro. Sono stato combattuto, ma sono nello stesso tempo contento di proseguire l’avventura in rossoblu». Per restare gli elementi saranno stati convincenti. Pastore sa che farà parte di un gruppo competitivo. «Conosciamo il presidente Blasi, è un uomo che vuole vincere, ma io dico che vincere non sarà facile. Alle parole dobbiamo essere bravi nel fare seguire i fatti, soprattutto nel prossimo anno in cui ci sarà una C1 d’altri tempi con squadre come Pescara Crotone, Salernitana, Perugia. Poi sarà sempre il campo a decidere». Con Ivano Pastore, dovrebbe restare in rossoblu anche Maurizio Caccavale. I due dovranno assolvere ad un doppio ruolo. Non solo uomini in grado di mettere in campo un alto tasso di esperienza, ma anche determinanti supporti per il tecnico nella gestione del gruppo. «In carriera non mi sono mai sottratto alle responsabilità. Non sono spaventato, credo che i giocatori più anziani debbano anche assolvere a questa funzione. A Taranto, come negli ultimi due anni, vige la cultura del lavoro. I “nuovi” devono sapere che c’è da sudare per ottenere una maglia. L’ho fatto io, lo dovranno fare anche gli altri». Da Papagni a Cadregari. Il Taranto volta pagina e tutti devono saperlo. Inutile guardarsi alle spalle, piangere sui playoff persi. Anzi, quella batosta deve servire da molla per ottenere i successi del domani. «Dobbiamo ricominciare dalle lacrime e dagli applausi del “Partenio”. Quella immagine ci ha fatto capire che ci sono i margini per ripartire. E’ normale che il nuovo allenatore abbia i suoi metodi. Si azzera tutto e ne siamo consapevoli». Questa nuova pagina da scrivere, spiega anche le cessioni avvenute nei giorni scorsi. Pastore prova a stemperare la delusione che, tra i tifosi, trapela. «I tifosi rossoblu devono stare tranquilli. Devono dire grazie a giocatori come Prosperi, Deflorio, Ambrosi che in questi due anni hanno dato molto per questi colori. Penso a Fabio (Prosperi, ndc) che, grazie all’ultima bellissima stagiona, si è meritato l’occasione di salire in serie B. Ora si riparte, con altri giocatori che, sono certo, faranno di tutto per regalare altre soddisfazioni». di Luigi Carrieri
Pastore: è ancora Taranto Un addio e una riconferma. Il Taranto targato Cadregari riparte da Ivano Pastore e vede salpare verso la serie cadetta Francesco Larosa, destinazione Ravenna. Il calciomercato, dalla prossima settimana, entrerà nel vivo. Blasi, Galigani ed Evangelisti saranno a Milano dal 4 al 6 luglio per concludere le trattative già avviate. Ma la riconferma del difensore salernitano è una buona base da cui ripartire in vista della prossima stagione. «Eravamo d’accordo sin dal termine dei playoff - ha commentato il capitano rossoblù -, ieri ci siamo incontrati per la prima volta e sono bastati dieci minuti per mettere nero su bianco. Ho sempre detto che sarei stato contentissimo di rimanere a Taranto. Con il presidente c'è grande sintonia, ho capito che mi stima prima come uomo e poi come atleta». Pastore si appresta ad essere la chioccia di un gruppo in via di formazione. «Sarà un organico quasi totalmente nuovo - prosegue -, ma è ciò che spesso accade dopo una grande delusione. Saremo in pochi reduci dallo scorso campionato, ma con la grande voglia di riscattare la beffa di Avellino. Cadregari? Non lo conosco personalmente, ma ho ricevuto referenze molto positive. Ama far giocare bene le sue squadre e sono convinto che Evangelisti gli metterà a disposizione i calciatori più adatti per il suo sistema di gioco». Chi abbandona Taranto, invece, per compiere il grande salto è Francesco Larosa, 25 anni, da ieri ufficialmente in forza al neopromosso Ravenna (ha firmato un contratto biennale). «Avrei preferito raggiungere questa categoria con il Taranto - attacca il centrocampista barlettano pochi minuti dopo essersi legato al sodalizio romagnolo -, ma la fortuna ci ha voltato le spalle. Il Ravenna mi sta offrendo una grande opportunità ed è soprattutto grazie al Taranto che sono giunto a questo traguardo. Le due stagioni in riva allo Ionio mi hanno reso più forte psicologicamente. E, sebbene con i tifosi non abbia mai avuto un rapporto idilliaco, sarò sempre grato alla vostra città. Tanta gente non mi ha sostenuto, ma ho ricevuto anche diversi attestati di stima proprio nei momenti più delicati. Ne approfitto per ringraziare il diesse Evangelisti, il mister Papagni e il presidente Blasi. Questa società è molto ambiziosa e mi auguro che, a giugno, possa centrare la promozione». di Fabio Di Todaro
Il tifo rossoblù aspetta i rinforzi Dopo aver riscattato Zito dal Sorrento, il Taranto ha trovato l’intesa anche con Pastore. Il 37enne difensore salernitano ieri mattina ha rinnovato per un altro anno il contratto col club rossoblù, rifiutando così le proposte avanzate da Catanzaro, Sorrento e Benevento. Il presidente Blasi è riuscito quindi a convincere Pastore (proverà a fare lo stesso con Caccavale) che indosserà la fascia di capitano. Si è accasato al Ravenna, in serie B, invece, lo svincolato centrocampista Larosa che ha siglato un accordo biennale. In partenza anche Mortari, Catania e Pasca, tutti nel mirino del Catanzaro. I tifosi comunque attendono i primi veri colpi in entrata, ma dovranno pazientare almeno un’altra settimana. La triade rossoblù salirà a Milano nei primi giorni di luglio per chiudere alcune operazioni già avviate dal diesse Evangelisti d’intesa col tecnico Cadregari. Gli attaccanti Da Silva del retrocesso Verona e Coralli dell’Empoli potrebbero essere tra i primi a firmare, ma interessano anche Morante legato ancora alla Samb, Di Gennaro in uscita dalla Lucchese e Alessandrì della Vigor Lamezia. Per difendere la porta il Taranto starebbe puntando tutto sul ritorno di Barasso, col Genoa disposto a rinnovare il prestito del giocatore per un’altra stagione. Le alternative porterebbero a Benassi ex Juve Stabia e a Brivio a cui è scaduto l’accordo col Mantova. Per la difesa, sfumato Geraldi, passato alla Cavese, si sta tentando di convincere Migliaccio, ma tra gli obiettivi ci sarebbero anche Molinari del Lanciano e il belga Maury del Teramo. Anche a centrocampo si potrebbe registrare un ritorno, Monticciolo che non rientra nei piani della nuova Lucchese. Evangelisti ci sta pensando, ma contemporaneamente segue Gentile del Messina, Coppola del Catanzaro e l’esterno Carlini della Samb. di Enrico Sorace
Larosa al Ravenna: “Ho colto l’occasione”
La rivincita dell’eclettico gregario. Francesco Larosa vola in serie B senza proclami sbandierati, in modo quasi sorprendente. Essenziale e pragmatico nelle sue esibizioni, il centrocampista barlettano ha conquistato da tempo l’interesse del Ravenna, squadra vincitrice proprio del girone del Taranto, ha cullato l’aspirazione dell’ascesa in serie cadetta senza mai concedere una parola di troppo. In assoluta serenità: “Finito il campionato, ero in vacanza e molte società di C mi cercavano- racconta con naturalezza Larosa, rossoblu in scadenza di contratto a fine mese- Poi mi ha chiamato Buffone, il diesse del Ravenna, e mi ha confidato che il club romagnolo intendeva arruolare alcuni giocatori in scadenza di contratto”. “Ho immediatamente parlato conDino Pagliari, tecnico riconfermato alla guida del Ravenna, che nutre per me stima sincera- svela Ciccio Larosa- Mi conosce da molto tempo: allenava, infatti, la Primavera dell’Andria, quando io militavo nei Giovanissimi, avevo circa tredici anni! Le mie prestazioni in campionato proprio contro la sua squadra, poi, devono averlo convinto ed impressionato”. Opinioni favorevoli che nascono lontano nel tempo, quindi: “Ho colto al volo l’opportunità- dichiara il centrocampista barlettano, classe ‘82- Ci sono tanti giocatori che militano per anni in C, ai quali non vengono offerte simili occasioni”. Fortuna e merito, in queste circostanze, si intersecano, e Ciccio Larosa lo sa: “Me la giocherò in pieno- ammette deciso- E’ una scelta che può cambiare la mia vita e la mia carriera. Non ritengo l’ingaggio al Ravenna un punto d’arrivo, e voglio fare di tutto per realizzare i miei sogni. Ogni calciatore desidera esprimersi nelle categorie che contano”. L’intenzione del Taranto era quella di trattenere il volenteroso centrocampista: “Il direttore Evangelisti è un tipo in gamba, e sono sicuro che troverà i calciatori giusti per la prossima stagione- dichiara Larosa- Per il “gruppo storico”, di cui io facevo parte, perdere ad Avellino è stata una brutta botta. Penso si sia chiuso un piccolo ciclo. Chi accetta Taranto sa che è una piazza in cui occorre vincere, che il raggiungimento dell’obiettivo non fallire. L’ambiente rossoblu è esigente, ed è anche bello per un giocatore vero”. Larosa spiega il suo ragionamento: “Il diesse Evangelisti mi ha proposto di restare: con lui ho un buon rapporto, ma ho subito declinato la sua proposta. Devo però ringraziare lui e la dirigenza intera- confida- ma soprattutto mister Papagni. Se sono diventato un giocatore adattabile in diversi ruoli in campo, lo devo esclusivamente a lui”. Parole commosse, vibranti: “Non è stato semplice essere impiegato ora da terzino, da centrale difensivo, da esterno di centrocampo- continua- C’era scetticismo nei miei confronti. Eppure il mio lavoro è stato apprezzato, riconosciuto. Mi sono sacrificato sempre con piacere, per aiutare il gruppo. Sono giovane e voglio mettermi in mostra, con umiltà, rischiando anche di fare brutte figure. Devono essere messe in preventivo, se non giochi nel tuo ruolo naturale”. Ha sempre creduto nelle sue potenzialità, Aldo Papagni: “L’ho chiamato, è stato contentissimo per me- continua Larosa- Ho promesso la mia prima maglietta del Ravenna a suo figlio. Presto anche lui troverà una sistemazione adeguata: Papagni ha avuto tante proposte, già ad Andria aveva operato benissimo, sulla panchina del Taranto ha ottenuto la consacrazione. Merita soprattutto lui il salto di categoria”. Inevitabile: fra alti e bassi, quella di Taranto resterà un’avventura speciale nel cuore e nel curriculum di Ciccio Larosa: “Personalmente conserverò un bel ricordo- esclama il centrocampista- Meraviglioso il primo anno: abbiamo vinto in campionato ai play off, il nostro era un grande gruppo, ed io mi sento artefice di quell’impresa!” “Ai play off di questa stagione poteva andare decisamente meglio- continua- Sono maturato come calciatore e come ragazzo, a Taranto. Ho avuto anche problemi, non lo nego, ma non ho mai mollato, per la passione che nutro nei confornti di questo sport, che mi fa stringere i denti ed andare avanti”. Non sono mancati momenti di scarsa sintonia con i sostenitori rossoblu: “Ho ricevuto critiche e cattiverie, nel vero senso della parola- nella voce di Larosa non c’è segno di polemica- ma non provo alcun risentimento. Anzi: auguro ai veri tifosi tarantini tanta fortuna, e spero che la squadra raggiunga traguardi importanti: lo merita anche la dirigenza, che in questi due anni ha svolto un lavoro eccezionale”. Le linee programmatiche del presidente Blasi sono chiare: promozione diretta in B: “La squadra rossoblu ha la fortuna di avere una società solida alle spalle- commenta Larosa- C’è un progetto forte alla base: se non esistono serie intenzioni di rispettarlo, non sarebbe stato nemmeno annunciato. Noi ci siamo riusciti in due stagioni, ed abbiamo ottenuto il rispetto dei vertici societari”. Il nucleo portante rischia di essere smantellato: Cosenza è tornato alla Reggina, in A, Prosperi sarà avversario di Larosa in B, col Frosinone, Ambrosi ha accettato il Cosenza nei Dilettanti, De Liguori sta per firmare con il neopromosso Avellino, altre pedine come Deflorio o Catania termineranno il loro rapporto con la Taranto Sport proprio a fine giugno. Ieri, intanto, hanno rinnovato l’impegno Pastore e Caccavale: “Penso che sia giusto che la gente comprenda le ragioni dei calciatori volati in serie B- sorride Larosa- Sarà bello raccontare, in futuro, di aver realizzato i propri sogni. La riconferma della coppia difensiva Pastore- Caccavale rappresenta una base di partenza per la nuova stagione: in C fanno la differenza”. “Caccavale è stato un pò limitato dall’esplosione di Prosperi- analizza Larosa- ma si è comportato da grande professionista e trascinatore fuori dal campo, ci teneva alla maglia. E poi ci sono ancora Cejas, Mancini. Nel calcio, però, devi cavalcare l’onda: se un anno fai bene, tutti ti cercano. Basta poco per essere dimenticato”. Non ha avuto modo di colloquiare col nuovo allenatore del Taranto, Larosa: “Posso affermare che Cadregari sa far giocare bene le sue squadre- precisa- Fa stare bene il gruppo. Si è concesso un “periodo di riflessione” alla guida della Primavera viola, ora è pronto a ricominciare in una piazza nota per il calore e la pressione. Si parla bene di lui”. Del nuovo team di Cadregari e del lungimirante progetto di Blasi, però, Ciccio Larosa non farà parte: “Lascio Taranto per una scelta di vita. Mi sono trovato a meraviglia, ho avuto tanti amici- è la sua chiosa- Il 12 luglio sarò già in sede a Ravenna per le visite mediche. Mi hanno offerto un biennale, le cifre sono abbastanza interessanti”. “ Voglio approfondire il discorso con la dirigenza romagnola- continua- Sta rifondando la squadra ed io sono il secondo acquisto effettuato! Vuol dire che contano su me e credono nelle mie doti eclettiche. Posso ricoprire tutti i ruoli”. “Mi ero prenotato un viaggio a Barcellona- conclude sorridendo Larosa- Annullarlo è un sacrificio che compio volentieri”. In bocca al lupo, allora. di Alessandra Carpino
Pastore rinnova per un’altra stagione Il connubio fra il Taranto ed Ivano Pastore continua: ieri il forte difensore salernitano è stato convocato dal presidente Blasi e, alla presenza anche del Dg Galigani, ha firmato il prolungamento del contratto per un’altra stagione in rossoblu. L’intesa era nell’aria, ora è ufficiale: all’incontro era prevista la presenza anche di Maurizio Caccavale, assente per un grave lutto che ha colpito improvvisamente la sua famiglia (il fratello Francesco, di 40 anni, è deceduto a Napoli a causa di un incidente sul lavoro). L’intento del sodalizio ionico è quello di preservare la coppia di centrali difensivi, una delle più quotate della categoria: la riconferma di Caccavale può ritenersi scontata, nonostante le pressioni del Marcianise, della Ternana ed ultimo del Catanzaro di Fausto Silipo. “La riconferma di Pastore e Caccavale rappresenta il proseguimento di un progetto ambizioso- ha commentato Luca Evangelisti, responsabile dell’area tecnica- Hanno sposato la causa rossoblu, sono due professionisti eccezionali, dotati di qualità eccellenti nel loro ruolo. Si sono sempre dimostrati all’altezza della situazione”. Nel frattempo, Ciccio Larosa è stato ingaggiato in serie B, dal promosso Ravenna: “Credo che il Taranto, in questo campionato, non ha avuto gregari ma solo un gruppo importante- catechizza Evangelisti- Larosa ne è l’esempio: siamo orgogliosi che i nostri ragazzi siano apprezzati da società di categoria superiore”. Il diesse rossoblu non svela nulla in merito al destino degli ultimi quattro giocatori in scadenza di contratto al prossimo 30 giugno, ovvero Deflorio, Catania, Mortari ed il giovanissimo Castroni: “Lo sviluppo del mercato avviene di volta in volta- dichiara sibillino- Stiamo valutando la situazione. Bisogna solo aver fiducia: negli ultimi anni abbiamo dimostrato di saper allestire una squadra con caratteristiche superiori alla media”. Capitan Deflorio è corteggiato da società dell’entroterra barese: oltre il Noicattaro (suo luogo d’origine) in C2, ci sono Monopoli (C2) e Barletta (Cnd). Catania e Mortari sono ambiti dal Catanzaro (C2), che desidera anche ingaggiare Pasca. Per quel che riguarda le ipotesi in entrata, oltre ai soliti nomi, si vocifera di un ritorno di Monticciolo dalla Lucchese (il mediano era giunto in prestito a gennaio), mentre per il ruolo di portiere, l’ex stabiese Benassi è vicino alla Salernitana: si potrebbe puntare su Anania del Grosseto o su Micillo del Novara. di Alessandra Carpino
Taranto si iscrive alla C1 Il Taranto si è ieri ufficialmente iscritto al prossimo campionato di serie C1. Il direttore generale, Vittorio Galigani, ha depositato nelle mani dei funzionari addetti della Lega di Firenze la domanda di partecipazione corredata dalla tassa d’iscrizione di 15.500 euro, dalla fidejussione di 207mila euro, dalle liberatorie dell’intero staff tecnico e dalla lettera di disponibilità, firmata dal sindaco Stefàno, con il quale il Taranto potrà usufruire dello stadio Iacovone. Non sono trapelate notizie, allo stato attuale, sulla composizione dei gironi. Non si sa se il criterio sarà identico a quello della scorsa stagione (taglio orizzontale) oppure se Macalli adotterà quello verticale sia per innalzare il tasso tecnico medio dei gironi, sia per evitare partite a rischio 3 come vengono etichettate dall’Osservatorio del Ministero dell’Interno i matchs nei quali le due tifoserie hanno pessimi rapporti. Con la formalizzazione dell’iscrizione il primo passo è fatto. Ora bisognerà passare alla costruzione della rosa, che dovrà puntare a vincere il campionato di C1, senza passare dalla mannaia dei playoff che, almeno in C1, finora disgraziati per Taranto. Ed all’orizzonte c'è un altro appuntamento piuttosto importante. Domani mattina, in Prefettura, è prevista la riunione del Comitato di vigilanza sui pubblici spettacoli, presieduto dal vice Prefetto, dott. Sessa. Ma ci sarà pure il Vicario della Questura, dott. Michelangelo Giusti. Il Taranto sarà rappresentato dal direttore generale, Vittorio Galigani. All’ordine del giorno c'è la riduzione della capienza dello Iacovone a meno di 7500 posti per evitare la scure della immediata messa a norma dell’impianto della Salinella. Se dovesse restare nell’attuale composizione (9904 posti), infatti, scatterebbe l’obbligo per il Taranto di depositare entro il prossimo 26 agosto, data d’inizio della serie C1, il progetto per la ristrutturazione dello stadio stesso: tornelli, videosorveglianza, posti numerati, biglietti nominativi, stewards, posto di polizia, parcheggio per gli ospiti e due zone prefiltraggio. Se la capienza sarà ridotta, invece l’obbligo non scatterà subito. In ogni caso, il problema non dovrà essere accantonato. Non si può convivere eternamente con l’emergenza. Oltretutto lo Iacovone ha bisogno di importanti interventi strutturali. Per i tutti lavori servono ben 2 milioni di euro. Il sindaco ha detto che essi si effettueranno con i prossimi finanziamenti che ricadranno sul nostro territorio. La speranza è che essi giungano nel più breve tempo possibile. di Giuseppe Dimito
Mercato, arriva Gentile? Il Taranto è tuffato nel mercato. Servono giocatori in tutti i reparti, almeno una quindicina. Per il portiere sarebbe corsa a tre fra Barasso, Marconato e Brivio, con Benassi che si avvicina alla Salernitana. In difesa si cercano almeno tre tasselli di qualità. Uno potrebbe essere l’ex Geraldi della Lucchese, ma circolano anche i nomi di Migliaccio e Maury del Teramo e di Molinari del Lanciano. L’ultima novità riguarda il settore nevralgico. Viste le poche speranze di arrivare a Correa, il Taranto avrebbe chiesto al Messina Andrea Gentile, classe '80, da gennaio in prestito al Monza. Si fa anche il nome di Coppola del Catanzaro, oltre a Carcione del Cassino, senza escludere un possibile ritorno di Monticciolo. Piace sempre anche l’esterno Carlini della Samb. Lunga anche la lista degli attaccanti che interessano al Taranto. Il veronese Da Silva, l’empolese Coralli e Morante della Samb sono più di un’ipotesi, ma si continuano a tenere d’occhio anche Di Gennaro della Lucchese e Tozzi Borsoi della Ternana. Nel frattempo slitta ancora la firma di De Liguori con l’Avellino, ma è già pronto il Pisa con un triennale. Dal 2 al 4 Blasi, Evangelisti e Milano opereranno sul mercato, in un boxe dell’Ata Quark Hotel. di Enrico Sorace
De Liguori: “Ho un accordo con l’Avellino” “Sono in vacanza e penso al mio futuro!”: la voce di Vincenzino De Liguori, dall’altro capo del telefono, è vispa. L’indole del funambolico centrocampista partenopeo è immutata, così come la sua schiettezza. De Liguori segue la prassi “involontaria”, destinata ad ogni calciatore: deve godersi relax e mare, con uno sguardo approfondito ai giornali che azzardano ipotesi sulle sue imminenti scelte lavorative, spesso deve accorrere alle convocazioni dei dirigenti dei club che lo corteggiano, per esaminarne le prospettive. Quello che è accaduto con Marco e Massimo Pugliese, rispettivamente presidente ed amministratore delegato dell’US Avellino. A coadiuvare ed organizzare i reiterati incontri con i dirigenti irpini, Francesco Maglione, consulente dell’area tecnica e vecchia conoscenza del calcio a Taranto. Vincenzino De Liguori non smentisce, anzi, intende chiarire l’evoluzione della trattativa con i campani: “Ho preso un impegno con l’Avellino- svela senza mezzi termini- Per me, per la mia carriera è importante il slato di categoria in serie B. Ci tengo davvero tanto, è un desiderio comprensibile per un calciatore di quasi 28 anni”. E che ha masticato tanta esperienza: Vincenzino De Liguori può essere considerato un veterano della categoria ed uno che ha giurato vero amore ai colori rossoblu ionici. Nelle fila del Taranto ha debuttato nella stagione 2001/02, quella della sfortunata ed enigmatica mancata promozione in serie cadetta (nota la staffetta con Alfredo Cariello, una sorta di clichè dell’allenatore Simonelli); ha resistito alle intemperie societarie, sino al campionato 2003/04, macchiato dalla retrocessione in C2 ai play out. La sua avventura in riva allo Ionio è stata intervallata solo nel 2004/05, quando il furetto del centrocampo militava nel Benevento: il suo ritorno è stato caldeggiato dal tandem Blasi-Evangelisti nella stagione della rinascita, griffata 2005/06. Una cavalcata che porta indiscutibilmente la firma di De Liguori, e non solo per il costante rendimento in campo: suo il goal nella finale play off col Rende, che è valso la promozione in C1 ed un altro campionato di emozioni. Che, in nome dei “contratti ad obiettivo” del presidente Blasi, si chiuderà virtualmente, per Vincenzino e per molti colleghi del nucleo vincente, il prossimo 30 giugno. “Con l’Avellino sono già d’accordo su tutto, manca solo la firma sul biennale offertomi- ha continuato De Liguori, che non vuole però essere già definito un ex calciatore del Taranto- Credo che ci sia ancora bisogno di tempo: sto aspettando i passi della Società biancoverde, perchè forse ci sarà un imminente cambio di guardia, forse sarà venduta”. Ore di attesa, dunque: la Taranto Sport non è stata passiva e, dopo aver proposto un prolungamento di contratto per altre tre stagioni a Prosperi, prima che il valido difensore pescarese approdasse in B al Frosinone, si è ripetuta con lo stesso De Liguori. “Ne ho parlato con il Taranto, ho detto come la pensavo a tal proposito- ha affermato il mediano- Blasi è disposto a concedermi un triennale, ma per me non si tratta di una questione economica. Sono totalmente preso dal pensiero di giocare in serie B. Predico, però, l’attesa”. Come se fosse sospeso fra sensazioni, ricordi: “Taranto ha significato tantissimo per la mia carriera- confida- La scelta di Avellino è già stata fatta, ma voglio ribadire che, nel calcio, tutto è possibile. Può trascorrere molto tempo per le trattative di mercato: in fondo, si apre ufficialmente la settimana prossima, molti club ancora non sono all’opera”. Procede cauto, Vincenzino: nelle ultime ore, pare che anche il Perugia del neo tecnico, suo estimatore, Cuccureddu si sia messo sulle sue tracce. “Ho appreso indirettamente la notizia, so che esiste l’interesse, ma i dirigenti del Grifone devono ancora contattarmi- precisa De Liguori- Il mio sogno è dare una svolta alla mia professione, conquistando categorie superiori: con tutto il rispetto per il Perugia, non vorrei che ci fosse alcun tradimento...Se dovessi restare in C1, non mi farei ingaggiare da una concorrente: sceglierei Taranto ad occhi chiusi!”. Tra una settimana, però, il destino di Vincenzo De Liguori sarà già compiuto, almeno per quel che riguarda la sua permanenza alla corte di Gigi Blasi: “Il Taranto si farà sentire- ammette sicuro il centrocampista napoletano- ma la decisione spetterà a me. Secondo il mio parere, la Società avrebbe dovuto muoversi prima per blindare i giocatori sotto contratto sino a fine giugno, e che ritenevano giusti per la loro programmazione”. Non ha avuto modo di contattare i colleghi che versano nella sua stessa situazione, ovvero legati al club di via Umbria sino al termine del mese: solo Ambrosi e Prosperi hanno accettato nuovi ingaggi. “Non so cosa faranno i miei compagni- ha commentato De Liguori- Credo che la Società dovesse mettere in preventivo che, dopo aver disputato una buona stagione, molti ragazzi sarebbero stati corteggiati da altre squadre. Il discorso non vale solo per De Liguori, ma per tanti altri: per un calciatore di quasi trent’anni, poi, le riflessioni diventano più delicate”. Un messsagio senza sfumature di disfattismo: alcuni protagonisti dell’annata rossoblu appena conclusasi potranno annunciare l’addio, ma De Liguori è fiducioso. “Luca Evangelisti ed i suoi collaboratori saranno intelligenti ed abili a cercare ed individuare le pedine adeguate, i sostituti giusti- spiega- Sotto contratto ci sono ancora quattro, cinque elementi ed altri da confermare, che vantano un accordo più lungo nel tempo. Il gruppo non è smantellato, si può ancora ricompattare. Bastano poche mosse”. In questo breve periodo di meditazioni, Vincenzo De Liguori non ha avuto l’opportunità di dialogare con Adriano Cadregari, nuovo allenatore del Taranto. Vicende di altra natura (leggi stadio) hanno allontanato l’attenzione dal recente ingaggio del tecnico lombardo: “Non ho parlato col mister, ma posso assicurare sulla sua bravura e professionalità- interviene De Liguori- L’ho affrontato da avversario, quando allenava l’Atletico Catania”. Il pensiero finale è per Aldo Papagni, che ancora non ha trovato una collocazione in panchina: “Non nascondo che lo seguirei, se ce ne fosse l’occasione- ammicca Vincenzino- Mi sono trovato bene con Papagni, sono molto legato a lui, mi piacerebbe ritrovarlo, un giorno. Merita le migliori fortune”. di Alessandra Carpino
Prosperi sbarca in serie B Chiedergli, a 28 anni, di rinunciare alla cadetteria dopo una carriera vissuta prevalentamente sui campi di quarta serie era quasi un’utopia. Per Fabio Prosperi il sogno si è avverato. Da sabato mattina è, ufficialmente, un calciatore del Frosinone. Il difensore pescarese, in scadenza di contratto con il Taranto, si è accordato per le prossime due stagioni con il sodalizio ciociaro.
Il Taranto è un cantiere aperto Sarà una settimana importante quella appena iniziata per il mercato del Taranto. Probabile l’annuncio di qualche nuovo arrivo dopo le partenze di calciatori in scadenza di contratto. Le più dolorose sono quelle di Prosperi finito al Frosinone e di De Liguori, passato all’Avellino, due tasselli importanti che il Taranto ha perso ingenuamente senza monetizzare. Strano, conoscendo le spiccate doti imprenditoriali del presidente Blasi. Anche Pastore, altro elemento che il Taranto vorrebbe trattenere, potrebbe lasciare la maglia rossoblù, così come Mancini. All’esperto centrale, corteggiato da Catanzaro, Sorrento e Benevento, il Taranto potrebbe offrire un doppio ruolo di giocatore-componente dell’area tecnica. Per il gioiello di Ostia, invece, si sono fatte avanti Catania (in vantaggio), Reggina e Lecce e difficilmente il tecnico Cadregari lo convincerà a restare in riva allo Ionio. Mentre il Perugia potrebbe aggiudicarsi l’esterno Toledo, che è di proprietà dell’Udinese. In entrata non giungono ancora novità ma si allunga l’elenco dei calciatori finiti sul taccuino di Evangelisti. Dal 4 luglio il diggì Galigani sarà a Milano per formalizzare le prime operazioni di mercato.
Colombini rilancia la sfida Le meritate vacanze non lo allontanano dal suo mondo. Francesco Colombini, pochi minuti prima di parlare con il cronista, ha appreso da un quotidiano nazionale il trasferimento di Prosperi al Frosinone. «È un traguardo meritato - attacca il difensore di Pisa -, Fabio ha disputato un campionato ad altissimi livelli e ha coronato il sogno di giocare in serie B. Alla sua età, considerando anche la posizione contrattuale - in scadenza, ndr -, la sua scelta è pienamente condivisibile. In bocca al lupo, non posso dirgli altro. E sono convinto che riuscirà ad affermarsi anche in una categoria superiore». In questi primi giorni di estate, sono soprattutto le cessioni a turbare le i tifosi rossoblù. Dell’organico che ha sfiorato la promozione, infatti, sono appena sei i riconfermati (Cejas, Colombini, Cammarata, Faraon, Zito e Mancini). Il futuro di alcuni calciatori non è ancora noto, ma l’idea di un maxi-esodo assume contorni sempre più definiti. «Siamo in contatto costante, tra molti di noi c'è un sincero rapporto di amicizia. Mi dispiace tantissimo non dover ritrovare tanti compagni, non dimenticherò mai le emozioni vissute in questa stagione. Abbiamo superato tante difficoltà grazie soprattutto alla coesione del gruppo. E ogni volta che entravo sul prato dello "Iacovone" avevo gli occhi lucidi. Ma la scelta della società va rispettata. Mi fido dell’operato del presidente Blasi e del direttore sportivo Evangelisti: allestiranno un organico in grado di puntare al primo posto. Cadregari? Non lo conosco personalmente, ma me ne hanno parlato benissimo. Non vedo l’ora di incontrarlo in ritiro e di constatare la sua fame di successi. Anche l’estate scorsa non conoscevo Papagni eppure siamo entrati subito in sintonia». Colombini, vincolato al sodalizio di via Umbria fino al 30 giugno 2008, dovrebbe indossare ancora la casacca rossoblù. Il condizionale è d’obbligo perché, come conferma il diretto interessato, «sono giunte diverse offerte che la società potrebbe valutare. Mi piacerebbe conquistare a Taranto ciò che mi è sfuggito quest’anno, ma di fronte alla possibilità di un salto di categoria potremmo riparlarne. La società, comunque, mi ha fatto capire di volermi tenere e io sono ben felice di poter giocare ancora in una piazza calda e passionale come la vostra». Sono passate esattamente tre settimane dal 3 giugno. Il ricordo della semfinale playoff contro l’Avellino non è ancora svanito. «Dovrà iniziare il prossimo campionato - prosegue l’ex terzino del Novara - per distogliere la mente da quella giornata. Eppure sono ferite che ti porti dentro per tutta la carriera. Dopo aver visto la finale, però, ho capito che era l’anno dei biancoverdi. Guardando la classifica, erano posizionati meglio rispetto a noi e al Foggia. Vuol dire, probabilmente, che meritavano la promozione. Quando ripenso alla punizione di Moretti, però, provo una rabbia incredibile pensando di essere stato eliminato subendo un tiro in due partite». di Fabio Di Todaro
Democrazia diretta Una trattativa così non si era mai vista. Alla luce del sole, senza mediazioni, senza trucchi e tattiche. Tutti attorno al tavolo: sindaco, assessore, dirigenti, tecnici, presidente, giornalisti e tifosi. Tutti sullo stesso piano, tutti con lo stesso diritto di parola e di ragionamento. E’ l’aspetto più “nuovo” e sorprendente dell’era Stefàno: un originale esempio di democrazia diretta, di trasparenza amministrativa, di voglia di coinvolgere i cittadini nella vita pubblica. Le porte di Palazzo di Città, troppo spesso sbarrate, adesso sono aperte agli occhi dei cittadini che vogliono “controllare” ciò che avviene. Gli ultras chiedono di entrare, il sindaco non esita neppure per un secondo: con la mano indica ai vigili urbani di far salire anche i tifosi. E la riunione tecnica tra il Comune e il Taranto diventa un assemblea permanente. Vera. Vissuta. Non mancano i momenti di tensione ma nessuno travalica il proprio ruolo. C’è un obiettivo che unisce tutti: consentire l’iscrizione al Taranto, regolare l’utilizzo dello stadio. Il gioco delle parti è rispettato, sin dall’inizio: le posizioni, nei primi minuti, appaiono inconciliabili. Blasi dice: prima il nulla osta poi il resto. I dirigenti comunali rispondono, leggi alla mano: prima la convenzione, poi il nulla osta. I toni della voce si elevano, il punto di rottura appare vicino: il buonsenso degli ultras scuote gli animi. I sostenitori nella sala sono una cinquantina: approfittano dell’occasione “che forse non capiterà più” per parlare a tu per tu con primo cittadino e presidente. Si alternano disciplinatamente ma con toni forti: richiamano l’esigenza di “firmare subito” di trovare immediatamente un accordo per il bene della città “se no i giocatori scappano”. Ricordano con precisione i problemi del passato legati allo stadio, chiedono con determinazione una soluzione per il futuro. Senza prendere le parti di nessuno: perchè senza accordo, perdono tutti. Qualcuno si lascia trascinare dalle emozioni e consiglia al presidente di “uscire i soldi” e di apprezzare gli sforzi dell’Amministrazione. La scossa serve, le parole dei tifosi richiamano tutti i protagonisti alle proprie responsabilità: le parti iniziano a ragionarci su. I dirigenti comunali sfoderano una nuova proposta e chiedono al presidente di firmare il nuovo accordo il lunedì mattina: contestualmente la società avrà il sospirato nulla osta. La società traccheggia, Stefàno capisce che il momento è propizio per trovare un’intesa: anche lui, come gli ultras, vuole chiudere la partita subito. Si alza in piedi e dice: “Dobbiamo trovare un accordo oggi”. E’ l’inizio del secondo round, a porte chiuse nella stanza del sindaco. Ma Stefàno si preoccupa anche di portare una confezione di bottiglie d’acqua agli assetati: supporters e giornalisti. Due meno dieci, quaranta gradi all’ombra: i presenti, all’unanimità, rimpiangono il pasto saltato. Attesa e curiosità crescono di pari passo: non è passata un’ora quando Stefàno, Blasi e company riappaiono: i sorrisi sono stampati sui volti, la tifoseria si tranquillizza, l’accordo c’è. Il Comune si fa carico della gestione dello stadio e concede il nulla osta: il Taranto può iscriversi e si impegna a firmare entro il 30 luglio una convenzione “mini” da 12 ore a settimana. Da semplice utilizzatore della struttura, con tanti aspetti ancora da definire. I tifosi ringraziano il neo-sindaco e passano la palla a Blasi: il presidente ha promesso un campionato di vertice, la gente attende ora i colpi di mercato. Non c’è più tempo da perdere. di Leo Spalluto
Iacovone, c'è l'accordo
L’Amministrazione comunale rilascia alla Taranto Sport il nulla osta necessario per adempiere all’iscrizione per il prossimo campionato di C1 (tra domani e martedì). Nel frattempo le parti si impegnano a sottoscrivere la convenzione per l’utilizzo dello stadio Iacovone entro il 30 luglio, pena la revoca del nulla osta. Ecco cosa è emerso dalla riunione di ieri mattina a Palazzo di Città. Un’assemblea allargata a cui hanno partecipato, non solo le parti interessate, ma anche la stampa e una cinquantina di tifosi rossoblu. Alla fine sono affiorati concetti chiari che lasciano poco spazio all’interpretazione. La questione non è quella di individuare vincitori: soltanto di affermare che le cose fatte in trasparenza e con la disponibilità di tutti, possono molto spesso portare a delle soluzioni condivise e giuste. E che la giornata potesse portare a dei risultati fecondi, lo si è compreso dall’orario d’inizio della riunione. Si era detto alle ore 13 e alle ore 13 i protagonisti hanno raggiunto l’anticamera del Salone degli Specchi. Tutto in perfetto orario. Un segnale. La prima ora è servita per mettere le carte in tavola. Come era prevedibile, le posizioni si sono rafforzate. Da una parte la Taranto Sport con il presidente Blasi e il direttore generale Galigani hanno evidenziato il punto saliente del telegramma inviato al Comune nella giornata di venerdì: il rilascio del nulla osta per la disputa solo delle gare interne ufficiali (gustosa la precisazione del sindaco Stefàno di aver ricevuto il telegramma solo pochi istanti precedenti alla riunione). Il sindaco era accompagnato dall’assessore allo Sport, Alfredo Spalluto, dal dirigente del settore Patrimonio del Comune, Pasquale Manfreda e il dirigente degli Affari Generali, Michele Fischetti e dai tecnici Piccolo e Bonamassa. Le perplessità manifestate dall’ente erano legate alla non conoscenza delle ore esatte di utilizzo dello Iacovone anche perchè il presidente Blasi, prima convinto di impiegare la struttura solo di domenica, ha esteso la volontà d’uso agli allenamenti settimanali, sia pure con un orario limitato (due ore al mattino e due al pomeriggio). Il cavillo del nulla osta da rilasciare previa firma sulla convenzione, ha ceduto davanti alla richiesta del sindaco Stefàno di continuare a trattare correggendo la precedente versione della dichiarazione di disponibilità della struttura. «Aggiustiamola, vediamo come possiamo fare, è una settimana che parliamo di questa faccenda, risolviamola». La supplica del sindaco è la premessa per la riunione privata. Le parti restano appartate per quasi un’ora. All’uscita i larghi sorrisi di tutti sono il prologo alle firme sui documenti. Il Taranto ha i documenti completi per l’iscrizione. Il Comune si farà carico della manutenzione del manto erboso, guardianìa e pulizia, uno sforzo notevole visto che parliamo comunque di un ente in difficoltà finanziaria e che avrà l’urgenza di reperire sponsor privati per provvedere a tutte le opere. L’appello è già lanciato. C’è, poi, un mese di tempo per firmare la convenzione. Non si è parlato di cifre, ma si seguiranno le tariffe stabilite dai regolamenti comunali per l’utilizzo degli impianti sportivi (aggiornate secondo le ultime stime). La convenzione servirà anche a definire gli aspetti non ancora affrontati, riguardanti l’utilizzo dei locali dello stadio e la gestione della pubblicità. In modo trasparente, appunto. di Luigi Carrieri
Iacovone, c’è la fumata bianca Fumata bianca ieri a Palazzo di Città. Il Taranto incassa il nulla osta - senza vincoli - per l’utilizzo dello stadio e può iscriversi al campionato. E il Comune ottiene dal Taranto l’impegno a firmare, entro il prossimo 30 luglio, la convenzione d’uso dell’impianto per 12 ore alla settimana e per tutte le gare ufficiali. Il corrispettivo da pagare sarà deciso nei prossimi giorni in sede di varo del nuovo Regolamento Comunale (da verificare la gestione della pubblicità e della cartellonistica all’interno dello stadio). Utenze e manutenzione saranno a carico del Comune.
Stoppare il rischio dell'esodo Ufficialmente Luca Evangelisti, responsabile dell’area tecnica, appena saputo dell’esito positivo della riunione di Palazzo di Città, ha ripreso il suo lavoro di rafforzamento della squadra rossoblù. Difficile crederlo. Evangelisti sta tessendo la sua tela in modo continuo, certosino, cercando di non sbagliare le sue mosse. Difficile pensare che, in questi ultimi due giorni di polemiche sullo Iacovone, abbia realmente bloccato le trattative per puro spirito partigiano. Evangelisti sta lavorando. E su più fronti. Finora il presidente Blasi ha ufficializzato il nuovo allenatore, Adriano Cadregari. Si è discusso molto di elementi in uscita. Il rischio di un esodo dei pezzi migliori, fino a ieri, era molto concreta. Ma il verbo potrebbe anche essere espresso all’indicativo. Giocatori come Cosenza, Toledo, Barasso hanno raggiunto la squadra di appartenenza; su altri ci sono forti pressioni. Non è un mistero che Prosperi e De Liguori abbiamo un accordo sulla parola con l’Avellino e che attendono i primi giorni della settimana per mettere nero su bianco. Meno misterioso è l’interesse di Reggina, Catania e Lecce per Mancini che desidera cogliere al volo la classica occasione da non rifiutare, ma dalla cui cessione si può monetizzare. Pezzi pregiati sui quali Blasi non ha perso ancora tutte le speranze. Servirà, però, una grande opera di convincimento. Un risultato non raggiunto attraverso il prolungamento del contratto a cifre molto alte. In questi caso l’esodo di pochi, può sempre provocare un effetto domino. Il gruppo, molto unito, potrebbe seguire i medesimi passi. Anche Pastore e Caccavale, in tal senso, sono indotti a pensare un futuro lontano da Taranto, mentre ci sono giocatori come Larosa che stanno per coronare il sogno della serie B. Il Ravenna avrebbe chiuso l’accordo con il giocatore barese. Ambrosi è andato al Cosenza, mentre Deflorio sembra i predicato di lasciare fascia da capitano e maglia rossoblù. Allora, che vuol dire che si riparte da zero? Non saremmo così convinti. Risolta la “grana” Iacovone e scongiurato il pericolo di una mancata iscrizione, Blasi si può dare anima e corpo al calciomercato. In due direzioni: la prima è stata già accennata. Il presidente sa bene il valore dei giocatori che lo hanno portato dalla C2 ad un passo dalla serie B. E farà di tutto per tenerli ancora un’altra stagione, forte di un programma ambizioso e vincente. In più dovrà attingere al personale portafoglio per portare a Taranto elementi che siano di prima qualità e che elevino il tasso tecnico complessivo. E la prossima settimana potrebbe essere quella dei primi annunci, anche di grido. Finora sono spuntati alcuni nomi. Per l’attacco, considerando la permanenza di Cammarata e Zito, si punterà su un giocatore prolifico. Quello che piace più di tutti è Coralli, anche più di Morante e Di Gennaro o Plasmati (non è escluso che ne possano arrivare un paio). A centrocampo si sta cercando di convincere il centrocampista del Venezia, Bono che Cadregari ha allenato nelle giovanili del Brescia e nella Reggiana, ma il giocatore sarebbe tentato anche da altre offerte. Piacciono gli esterni Giandomenico (Cisco Roma) e Carlini (Sambenedettese). Sfuma l’arrivo di Visone (il cui cartellino è del Catania) passato al Grosseto, si punta su Biagianti, pallino di Evangelisti ai tempi della Pro Vasto. In difesa, invece, è forte l’interesse per Migliaccio (Teramo) e Molinari (Lanciano). La sensazione è che i primi colpi possano bussare presto alla fantasia dei tifosi del Taranto. di Luigi Carrieri
Prosperi al Frosinone,
De Liguori vicin all’Avellino Fabio Prosperi da ieri è un giocatore del Frosinone. Il forte centrale difensivo saluta così il Taranto legandosi con un biennale al club ciociaro che gli permetterà di coronare il sogno di giocare in serie B. Dovrebbe essere domani o al massimo martedì, invece, il giorno della firma di De Liguori con l’Avellino che gli propone due anni di contratto. Per ora resta vivo il mercato in uscita, ma già dai prossimi giorni dovrebbe infiammarsi quello in entrata. Lo ha confermato ieri mattina anche il presidente Blasi. «Nel corso della prossima settimana procederemo ai primi annunci ufficiali. Il diesse Evangelisti non ha mai smesso di lavorare per potenziare la squadra». L'uomo mercato rossoblù, infatti, sta seguendo l’evolversi di alcune trattative già avviate, puntando al contempo altri obiettivi. L’ultimo condurrebbe al talentuoso centrocampista argentino di proprietà della Lazio Lucas Correa, classe '84, nell’ultima stagione in forza prima al Lanciano e poi alla Lucchese. Ma dietro al giocatore c'è una lunga fila, con tante squadre, oltre al Taranto, pronte ad accaparrarselo, tra cui Salernitana (al momento in vantaggio), Grosseto, Padova, Ravenna e Piacenza. Resta sempre spendibile il nome di Carcione del Cassino, mentre sfuma definitivamente Visone, che proprio ieri ha firmato un contratto pluriennale col Grosseto, che ha bruciato sul tempo il Catania. Per il ruolo di portiere si parla con insistenza dell’ex stabiese Benassi e di un possibile ritorno del genoano Barasso, ma nelle ultime ore sarebbe spuntata la candidatura di un estremo difensore di notevole esperienza, nell’ultima stagione in forza ad un club di serie B, ma con trascorsi anche nella massima serie. Secondo indiscrezioni si tratterebbe del 38enne Pierluigi Brivio del Mantova. In difesa si cercano un esterno destro e un centrale che potrebbero essere il belga Maury e Migliaccio (sul giocatore c'è anche l’Avellino), con Molinari del Lanciano possibile alternativa al secondo. In attacco i principali obiettivi restano Morante della Sambenedettese e Di Gennaro della Lucchese. di Enrico Sorace
Ore 13: firma o scontro La memoria ci viene in soccorso. Fine giugno sembra ormai banale nel suo sviluppo. Da un argomento non si sfugge: lo stadio Iacovone. Non siamo alle corse contro il tempo di qualche anno fa. Ma il tempo, anche in questo caso, stringe. Questa mattina (ore 13 a Palazzo di Città) va in scena il settimo (come ammesso dallo stesso primo cittadino, ma forse abbiamo perso il conto) confronto tra il presidente della Taranto Sport Gigi Blasi e il neo-sindaco Ezio Stefàno. Altre figure a corollario: da una parte ci sarà il neo-assessore allo Sport, Alfredo Spalluto; dall’altra Salvatore Graniglia, partner commerciale della Taranto Sport e massimo sostegno finanziario per l’investimento della Città dello Sport (possibile che convenzione e nuovo progetto vengano poste sullo stesso tavolo). Ennesimo tentativo, quindi, di archiviare una pratica che comincia a diventare piuttosto ingarbugliata. L’obiettivo è raggiungere un’intesa che, dizionario alla mano, significa arrivare ad un accordo soddisfacente tra due parti, che partono da posizione contrapposte. Un remake con differenti sfumature, rispetto a quanto vissuto esattamente dodici mesi fa. I titoli di quei giorni recitavano con sinistra identicità di un Taranto che andava verso l’iscrizione, cercando nel frattempo un accordo sullo stadio. E proseguivano, nei giorni seguenti, esibendo note del Taranto e del Comune (quest’ultima richiedeva urgentemente la sottoscrizione della convenzione d’uso): avvisaglie di un incontro tenuto poi mercoledì 28 giugno tra Blasi e l’allora commissario Blonda. Il “Corriere”, nell’edizione di giovedì 29, fu in un certo senso profetico: “Iacovone, intesa ma...” racchiudendo in quei puntini di sospensione tutti i dubbi del caso. Non di quelli maturati in quel giorno, ma di quelli che sarebbero emersi fatalmente nei mesi successivi. La situazione, dal punto di vista generale, è simile: siamo sempre ad un passo dallo scontro e si comprende quanto una soluzione di buon senso possa essere quanto meno augurabile. Gli atteggiamenti differiscono leggermente. Ciò che hanno prodotto uno scompaginamento della situazione sono le tre righe poste quasi in calce sul comunicato del Comune diramato mercoledì scorso. «Il presente nulla-osta si intenderà revocato di diritto ove, prima dell’inizio del campionato, non sarà sottoscritta la convenzione d’uso dell’impianto sportivo tra la Società e l’Ente Locale proprietario». Una dicitura che ha preso in contropiede la Taranto Sport che ha agito difendendo i propri interessi; tenendo presente, cioè, che senza quel nullaosta l’iscrizione al prossimo campionato non può essere adempiuta. In questo momento, la dirigenza rossoblu ha un unico intendimento. Arrivare ad ottenere, appunto, il famigerato nulla-osta. In tal senso appare chiaro il telegramma inviato ieri dalla Taranto Sport al Comune in cui si specifica che la richiesta sottende ad una volontà di utilizzare lo Iacovone solo per le gare interne (le diciassette di campionato, più quelle di Coppa Italia e le eventuali sfide di playoff o playout). Un telegramma che ha avuto un antefatto: una nuova visita del direttore generale Vittorio Galigani, fatta di buon mattino nei saloni dell’Ammistrazione comunale. Ciò che risiede nelle pieghe del telegramma è il punto di contrasto rispetto alle vicende dell’anno scorso. Nel giugno 2006 si agitava lo spettro della convenzione che, però, non entrava in primo oggetto nel carteggio da presentare in Lega. Dodici mesi fa, non si paventavano ipotesi estreme come quelle di una migrazione fuori provincia (il nome di Brindisi è stato fatto da Blasi ieri in maniera provocatoria) o di allenamenti da compiersi in giro per il territorio ionico. Rispetto a un anno fa, le parti sono riconosciute. Blasi è sempre lui, il massimo referente delle questioni calcistiche rossoblù; di fronte c’è un sindaco che, nei primi giorni del suo mandato, deve ottemperare ai suoi compiti in modo trasparente e rigido e ha il dovere di comportarsi secondo i canoni della legalità. Oggi il calendario dei faccia-a-faccia lancia un’ancora di salvataggio. La voglia di affrontarsi dialetticamente esiste: ci sarà anche quella di stringersi positivamente la mano? Lo invocano, tra gli altri, tanti tifosi tarantini che, magari dopo una giornata di meritato mare, desiderano salutare la fumata bianca. di Luigi Carrieri
Stefàno-Blasi, oggi il confronto Inutile nasconderlo. C'è forte preoccupazione in città per la brutta piega che ha preso la questione relativa alla lettera di disponibilità dell’uso dello Iacovone per le partite di coppa Italia, campionato ed eventuali playoff del Taranto che il Comune deve rilasciare, caso contrario non sarà possibile perfezionare la domanda d’iscrizione entro sabato 30 giugno prossimo. Mancano, dunque, solo sette giorni. Proprio nella stagione in cui si era partiti con propositi fortemente ambiziosi (serie B subito), si è verificato un intoppo che, se radicalizzato, sconvolgerebbe tutti i programmi. Insomma, nelle stagioni sportive, come questa, in cui finalmente non si avevano problemi di liberatorie, fidejussioni e quant'altro, ci si deve imbattere in questioni che, come le prime, fanno stare con il fiato sospeso almeno i tifosi. Ieri mattina Galigani ha incontrato ancora una volta Stefàno, ma il solco fra le due parti non è stato colmato. Il Taranto ha chiesto l’uso dello Iacovone senza vincoli per le sole gare interne; il Comune chiede la firma della convenzione: un euro di fitto al mese ed accollo di tutte le utenze (gasolio, acqua, luce), più il pagamento del giardiniere e del custode. Oggi potrebbe essere il “grande giorno”. Dopo l’infruttoso colloquio fra il diggì ed il primo cittadino la Taranto Sport ha inviato un telegramma nel quale chiede ufficialmente l’uso dello Iacovone. Stamane alle ore 13 Blasi e Stefàno avranno al Comune l’ennesimo incontro. Bisogna assolutamente trovare la soluzione. I propositi di Blasi di emigrare a Brindisi, Massafra, Grottaglie o Manduria non è neppure da prendere in considerazione. La casa calcistica dei tarantini è lo Iacovone. L’idea di dividere i costi fra le parti non è peregrina. Tutt'altro. Dietro l’angolo, in caso di esito sfavorevole dell’incontro odierno, ci sono i giudizi civili. Entrerebbero "in campo" i magistrati i quali certamente chiarirebbero responsabilità, omissioni ed indennizzi, magari anche corposi. A chi conviene tutto ciò? Senza dimenticare che la questione sta rimbalzando su tutti i tavoli redazionali d’Italia. Se ne parla, dunque, dappertutto. Blasi si dimostra più intransigente rispetto a Stefàno. Parla da impenditore. Il sindaco, invece, è decisamente più politico. Fra le righe della querelle c'è da dire che il mercato è fermo. Tutte le operazioni in entrata ed uscita sono state bloccate. La situazione di stallo potrebbe avere riflessi sul rafforzamento della squadra. La stessa campagna abbonamenti tarda a partire. di Giuseppe Dimito
Prosperi e De Liguori verso Avellino Il mercato del Taranto vive una fase di stand by in entrata, mentre in uscita si registra un certo fermento. Dopo i rientri per fine prestito di Cosenza alla Reggina e di Barasso al Genoa, sono prossimi a lasciare la maglia rossoblù anche gli svincolati Prosperi e De Liguori, ormai promessi sposi dell’Avellino, che propone a entrambi un allettante biennale, difficilmente rifiutabile. Ma lo stesso Avellino, attraverso il diggì Maglione, si è messo sulle tracce di Mancini, già seguito con interesse da Reggina, Catania e Lecce. Il club irpino conta di assicurarsi anche il talento di Ostia (la cui valutazione è di circa 600mila euro) o prelevandolo direttamente dal Taranto o chiedendone il prestito al Catania qualora la società siciliana (che offre in cambio le comproprietà del centrocampista Visone e dell’attaccante Plasmati) dovesse spuntarla sulle altre contendenti. Sembra allontanarsi da Taranto anche il brasiliano Toledo che il presidente Blasi non ha riscattato dall’Udinese giudicando eccessiva la richiesta di 300mila euro. La scheggia carioca fa gola al Cesena e all’ambizioso Perugia, anche se Evangelisti sta lavorando per ottenere il rinnovo del prestito, sfruttando la volontà del calciatore che rimarrebbe volentieri in rossoblù. Sempre in uscita da registrare il passaggio di Sandro Ambrosi (e del fratello Stefano), in scadenza di contratto, al Cosenza, formazione di serie D. Ancora immacolata, o quasi la casella degli arrivi. Di certo al momento c'è solo il riscatto di Zito, ma sono in corso diverse trattative per rinforzare la squadra di Cadregari. Saranno almeno sette i volti nuovi, un portiere, due difensori, due centrocampisti e almeno due attaccanti di peso. Come guardiano dei pali l’obiettivo principale è diventato Benassi ex Juve Stabia, ma non va trascurata l’ipotesi di un ritorno del genoano Barasso che piace anche al Treviso. Per puntellare la difesa servono un laterale destro (Maury?) e un centrale (Migliaccio?); per il centrocampo circolano i nomi di Visone, Carcione e Carlini, mentre per l’attacco restano calde le piste Di Gennaro e Morante. di Enrico Sorace
Il trucco delle compravendite incrociate Su Ebay c'è un annuncio che scade tra poco più di una settimana
«scudetto inter 2005-2006 campione d'Italia», c'è la foto un po' sbiadita e la descrizione dell'oggetto:
«scudetto inter campione d'Italia 2005-2006 a sorpresa, grazie a Moggi». Con 1 euro te lo aggiudichi. Anche se poi devi spenderne 2 per la spedizione. Ancora zero le offerte, ma se si entra nella cronologia della pagina esce fuori che qualcuno lo sta osservando. Dicono che il tasto sia stato pigiato da un computer di Madrid. E guarda caso Fabio Capello da Madrid fa sapere che gli farebbe gola aggiudicarselo
«sarebbe troppo bello, dice il tecnico del Real ai tempi allenatore della Roma, soprattutto per i commenti che mi arrivavano sugli scudetti dell'onestà e della correttezza».
Il marcio universo Gea L'occasione è solenne, ma nell'abituale caos del tribunale di Roma non se ne accorge nessuno. Aula 10, primo piano palazzina A, piazzale Clodio. La cancelliera si sporge dall'aula con voce tonante:
«Luciano Moooooggi e altri» urla. Inutile: nessuno degli imputati del primo processo penale nato dalle inchieste di Calciopoli ha scelto di farsi vedere in aula. Comincia il processo alla Gea, la società di procuratori sportivi che taglieggiava giocatori, allenatori e procuratori rivali per imporre il proprio dominio sul mondo del calcio. Sei dirigenti della società, tra cui Alessandro Moggi figlio di Luciano, anche lui indagato, e Davide Lippi figlio di Marcello che invece non è mai stato sfiorato dalle indagini. La dice chiara il pm Luca Palamara:
«Non è un processo all'intero mondo del calcio, ma a un settore strategico, quello del mercato, in cui acquisire le procure e consentire ai giocatori di militare in una squadra piuttosto che in un'altra rafforza il potere di club e dirigenti, perché crea un sistema perverso lesivo delle aspettative di giocatori e procuratori. Sotto accusa sono le modalità illecite con cui venivano acquisite queste procure sportive dai calciatori cui veniva prospettata la possibilità di giocare in club blasonati a patto che si affidassero completamente alla Gea World».
«Un euro per lo stadio» Il Comune risponde al Taranto. Con chiarezza e la massima disponibilità a trattare: con la voglia di sedersi attorno ad un tavolo per definire la questione-stadio. Con l’intento di coniugare legalità e buon senso, bisogni dell’ente pubblico ed esigenze del club rossoblu. Il neo-sindaco Stefàno accoglie i giornalisti con il tradizionale sorriso: modi gentili e idee limpide. «Siamo qui per chiarire ogni dubbio e spiegare cosa sta accadendo». Mercoledì era scoppiata la “guerra” per lo stadio: il Taranto non aveva digerito il “nulla osta” per la disponibilità dello Iacovone rilasciato sotto condizione, con la validità dell’atto subordinata alla firma della convenzione per l’utilizzo della struttura. Blasi aveva attaccato duramente Stefàno, e con una lettera aveva annunciato l’intenzione di lasciare il titolo sportivo all’Amministrazione comunale. Ma il “primo cittadino” preferisce sorvolare sulle polemiche e chiarire tutti gli aspetti della vicenda: al suo fianco il dirigente del settore Patrimonio del Comune, Pasquale Manfreda e il dirigente degli Affari Generali, Michele Fischetti. «D’ora in avanti - precisa subito Stefàno - ogni atto deve essere compiuto in modo corretto e nell’esclusivo interesse della comunità. Non possiamo più mettere “pezze a colori”, vogliamo dare risposte serie anche per il campo sportivo. Crediamo fortemente nello sport, come svago per i cittadini ma anche come vetrina per la città e possibilità, perchè no, di ritorno economico: sempre nel binario della correttezza». Il primo punto da chiarire è quello del “nulla osta” condizionato: tocca a Manfreda illustrare la posizione dell’ente. «Oltre alla dichiarazione di disponibilità della struttura - sostiene - andrebbe trasmesso alla Figc anche il contratto d’uso. Ciò non è mai stato fatto: solo l’anno scorso, con incredibile ritardo, siamo riusciti a spedire l’accordo a marzo. Ebbene, abbiamo ritrasmesso lo stesso schema alla società ionica, in attesa che venisse sottoscritto per poi poterlo firmare in via definitiva. L’ipotesi d’accordo prevede le stesse cose: l’unica modifica, causata dal dissesto, è che non si può cedere nulla a terzi per uso gratuito. Ci vuole sempre un introito. Inizialmente avevamo proposto alla società un accordo che prevedeva 1000 euro al mese di affitto, più la manutenzione ordinaria, il pagamento delle utenze e del servizio di guardiania. Tutto ciò per l’uso non esclusivo: per l’uso esclusivo ci vorrebbe un pubblico bando. Peraltro, c’è ancora una questione aperta con la Taranto Sport. L’anno scorso abbiamo accettato di chiudere la questione del pagamento della convenzione, circa 40.000 euro, con una compensazione per le spese affrontate dal Taranto per la manutenzione. Loro hanno prodotto, in merito, la documentazione che comprova spese per 80.000 euro solo con fotocopie, che non hanno valore legale. Per chiudere la vicenda, aspettiamo ancora la produzione degli originali. Nonostante tre solleciti, da marzo, però, non abbiamo mai avuto risposta». Il Comune ha fatto un ulteriore passo per venire incontro alle richieste del Taranto. «Abbiamo proposto - aggiunge Fischetti - una locazione ad un prezzo simbolico, poi abbiamo saputo dalla stampa che la richiesta del Taranto si limita all’utilizzo del campo solo per le domeniche. Per noi è una situazione nuova, la prima richiesta era relativa alla disponibilità totale. Ora dovremo valutare questa novità: ma, per prenderla in esame, abbiamo bisogno di atti ufficiali, di carte. Poi esamineremo la controproposta». Stefàno approfondisce gli aspetti “politici” della questione e riepiloga i rapporti traballanti con il presidente Blasi: «Domenica - racconta - mi hanno invitato in società e ci sono andato subito per sottolineare il grande interesse che ho per la squadra di calcio. Ma ho spiegato con grande franchezza la situazione: il Comune è in dissesto, non possiamo pagare i convenzionati, a fine mese scade il contratto dei lavoratori delle pulizie, siamo in una situazione di sopravvivenza. Io ho iniziato a lavorare da sette giorni dalla mattina alla sera per dare risposte alla gente: ma mi manca ancora la giunta che sarà pronta lunedì. E allora ho proposto: risentiamoci la settimana prossima. Loro mi hanno detto che c’era l’urgenza del nulla osta: io ho immediamente manifestato la mia disponibilità, stavo anche per firmare ma i tecnici mi hanno bloccato, aggiungendo la clausola che prevede la firma della convenzione. Del resto è giusto: non possiamo firmare un assegno in bianco per lo stadio. Il prezzo della convenzione? Sono persino arrivato a chiedere un euro al mese per l’affitto, con la possibilità di usufruire pienamente della pubblicità: in cambio solo il pagamento delle spese, delle utenze e del custode. Non vedo cosa potremmo fare di più». Al di là della convenzione, lo stadio ha bisogno di corposi interventi di manutenzione straordinaria: lo Iacovone cade a pezzi. Stefàno propone al Taranto una soluzione: «Ho chiesto a Blasi di anticipare le spese. Poi, appena arriveranno i finanziamenti che attendiamo, restituiremmo la somma. Ma il Taranto non ha capito la nostra volontà di dare una risposta al problema nel rispetto delle regole: soprattutto in un momento in cui stiamo tutelando i posti di lavoro dei dipendenti delle pulizie. In ogni caso, i lavori allo stadio andranno fatti e noi non abbiamo fondi: se Blasi non può anticipare le somme, significa che ci rivolgeremo a possibili sponsor». Stefàno “apre” nuovamente al Taranto. «La nostra disponibilità a trattare è totale. Però vogliamo parlarne tra amici, alla luce del sole: ci dicano loro quando riunirci, anche alle due di notte o alle cinque del mattino. Ma non si può rovesciare la realtà e dire che la responsabilità è la nostra: io devo rispettare la legge, non posso accettare simili comportamenti. Non si adopera la gente per il proprio tornaconto, bisogna rispettare la legalità. Non siamo noi i cattivi della situazione: pensavamo di poter condividere con il Taranto la responsabilità di dare risposte alla cittadinanza. Vogliamo uno stadio bello: siamo qui per trovare un’intesa». La palla ripassa al club di via Umbria. di Leo Spalluto
Iacovone, patata bollente Al Taranto serve, entro il 30 giugno, il nulla osta per l’utilizzo dello Iacovone. Un nulla osta senza vincoli e che, anzi, non potrà essere sottoposto a revoca nel corso della stagione sportiva. Quello rilasciato dal Comune contiene una clausola che prevede la revoca del nulla osta se non sarà sottoscritta una convenzione prima dell’inizio del campionato. Il Comune è nell’impossibilità finanziaria di provvedere alla manutenzione dello Iacovone e cerca una sponda nel Taranto che in quello stadio vorrebbe continuare a giocare. Perché quella è la casa del calcio tarantino. Quello è luogo dove abitano, da sempre, un sentimento unico e una passione forte. Sono questi i punti fermi di una trattativa che non può arenarsi. Perché non giova a nessuno che si areni: né al Taranto, né al Comune, né alla collettività. Serve un’intesa. Occorre inaugurare, da subito, un tragitto condiviso. Blasi deve sapere che non può prendersela con il sindaco, appena eletto, di una città dissestata. Stefàno deve sapere che senza un nulla osta privo di vincoli, il Taranto non potrà iscriversi al campionato. E a quel punto cercare un accordo sull’uso dello stadio sarebbe come ragionare attorno al nulla: perfettamente inutile. Il Taranto deve sapere che non può pensare di utilizzare lo Iacovone solo per le partite interne. Il motivo è dolorosamente scontato: tra una partita e l’altra verrebbe a mancare il soggetto deputato alla manutenzione della struttura. Quel soggetto non può essere il Comune perché non ha risorse da destinare allo stadio. Il Comune deve sapere che uno schema di convenzione che non tenga conto degli onerosi e ormai improcrastinabili lavori di messa a norma che attendono lo Iacovone, non può non indurre a profonda riflessione chi è chiamato a sottoscriverlo. Insomma, il nodo scorsoio dello stadio si scioglie solo con un sano confronto e con tanta buona volontà. Nel pieno rispetto della legge. Siamo sicuri che il sindaco Stefàno e il presidente Blasi siano consapevoli di questo e faranno di tutto per non deludere la gente di Taranto. di Lorenzo D'Alò Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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