Qui Penne: che caldo Qualcosa di nuovo sotto il sole. E’ Salvatore D’Alterio, 27 anni, napoletano. Il terzino destro che mancava, ora c’è, e ieri ha sudato assieme ai nuovi compagni. Compreso il talentuoso Mancini. In serata è arrivato Cejas, che stamattina svolgerà il suo primo allenamento. Oggi arriverà "Tyson" Barasso e si metterà subito a disposizione dello staff tecnico. Il primo giorno di preparazione del difensore prelevato dal Foggia è stato salutato con soddisfazione da Adriano Cadregari, che ha cercato di dribblare i quasi 40 gradi che battevano sul campo di Penne, facendo svolgere nella prima parte della giornata una seduta nella piscina adiacente il Comunale della cittadina pescarese. Piscina e corsa in mattinata, esercizi e tecnica al pomeriggio. Un menù pesante da digerire per le gambe dei rossoblu, che comunque stanno lavorando senza intoppi fisici da mercoledì mattina. Sabato pomeriggio si giocherà la prima partitina della stagione. Un galoppo in famiglia per sciogliere i muscoli e prendere confidenza con il tridente finora idealizzato da Cadregari per il "suo" Taranto. Il tecnico aspetta entro domani qualche altro rinforzo, ma non sarà facile. Mancano ancora un difensore, un centrocampista e una punta. «Intanto è arrivato D’Alterio, domani (oggi, ndr) ci sarà anche Barasso. Cominciamo a crescere numericamente, aspettiamo qualcosa ma forse ne sapete più voi cronisti che noi qui in ritiro», spiega l’allenatore, che si sofferma sui primi due giorni di lavoro vero del gruppo: «Nessuno si è fermato, anche se la parte più dura della preparazione deve ancora arrivare. Non è stato un lavoro di grande intensità, ma la quantità si fa sentire. A parte i dolori normali del momento e qualche affaticamento, non ci sono infortuni e questo mi fa stare tranquillo. Sabato, se saremo in ventidue abili e arruolabili, penso potremo fare una piccola partita tra noi». Il lavoro del nuovo Taranto comincia a decollare. Ma quanta fatica con l’afa che ha reso Pescara e provincia una delle zone più calde d’Italia. La voglia di sfruttare al massimo questa preparazione per conquistare il cuore dei tifosi al ritorno sullo Ionio è comunque forte. Nessuno si risparmia. Soprattutto i nuovi. Vincenzo Migliaccio, a fine allenamento, butta i piedi in un secchio pieno d’acqua e ghiaccio. Frutta per tutti. Andrea De Falco sceglie il sottopassaggio che porta dagli spogliatoi al campo, unico punto ombreggiato dell’intero impianto, per fare stretching e rilassare i muscoli. Il mediano di Falconara, 21 anni, è stato scelto dallo stesso Cadregari, che lo ha allenato a Firenze due anni fa nella Primavera. La società lo ha prelevato in comproprietà con il Chievo, che ne aveva riscattato il cartellino alle buste dal Pescara. «Sento che si sta formando un bel gruppo. Avrei potuto trovare una squadra anche in B, ma il blasone del Taranto e la voglia di lottare per un obiettivo importante, come la vittoria della C1, mi hanno spinto ad accettare questa sfida». di Orlando D’Angelo
D’Alterio, euforia in rossoblu L’allegria di Salvatore D’Alterio è davvero contagiosa. Estroverso mentre si presenta nel filo diretto col ritiro di Penne, un entusiasmo, quello per il vestire la casacca del Taranto, che l’ha condotto a tempo di record nella struttura abruzzese: mercoledì sera la firma con il sodalizio del presidente Blasi, giovedì già agli ordini di mister Cadregari ed a contatto con i suoi nuovi compagni di viaggio. “Sono arrivato subito a Penne per allenarmi- ha esordito con voce squillante e tipicamente partenopea D’Alterio- La temperatura è afissiante, siamo stanchi ma soddisfatti del nostro lavoro. Ho conosciuto già il gruppo: ragazzi tranquilli, che mi hanno fatto sentire immediatamente a mio agio!” L’incipit perfetto per inquadrare già il Taranto che sta nascendo: “Adesso c’è parecchia gioventù- sorride, alludendo ai talenti su cui lo staff di Blasi ha investito- La Società deve ancora completare l’organico, ma l’idea di un Taranto organizzato esiste già alla base”. Nato a Villaricca, provincia di Napoli, il 17 febbraio del 1980 (“Sono nel...pieno della maturità calcistica”, scherza il difensore), Salvatore D’Alterio confida: “Conosco il valore di giocatori come Pastore, De Liguori o Cammarata, ma non ho mai giocato con nessuno di loro, una situazione nuova, per me”. Reduce da due proficue annate a Foggia, in cui ha collezionato totalmente 62 presenze, il terzino destro che mancava alla formazione ionica continua: “Con il capitano Pastore avremo modo di parlare nel dettaglio: per me sarà un onore esprimermi in difesa, al suo fianco. La squadra dovrà essere assolutamente competitiva per i vertici del campionato: i tifosi si aspettano tanto da noi”. C’è curiosità per vedere all’opera Adriano Cadregari ed il suo sistema di gioco effervescente: “Il mister mi ha destato una buona impressione- spiega D’Alterio-Sono informato sul suo passato, sulla sua filosofia in campo”. “Cadregari non ci ha ancora illustrato con precisione il modulo che intende adottare a Taranto- prosegue il difensore napoletano- ma s’intuisce che si tratterà di un calcio offensivo. A me piace accompagnare la manovra in avanti, studiare il particolare assetto tattico”. Il Taranto inaugurerà oggi la lista delle amichevoli con una partita “in famiglia”, a ranghi misti. D’Alterio è arrivato al momento giusto: “E’ da tempo che il Taranto mi aveva chiamato- rivela- Il ritardo sorgeva dal vincolo che avevo col Foggia: alla società dauna ero legato da un altro anno di contratto, non voleva lasciarmi andare. Ho fatto un pò di... “confusione”- ride- per farmi liberare! Avevo chiesto di adeguare alcune cose, ci sono riuscito...”. Una vicenda insolita, quella che ha incrociato i destini di D’Alterio e di Marco Arno della Cavese, entrambi terzini destri inseguiti dal sodalizio rossoblu: “Dopo aver firmato col Foggia, Campilongo mi ha convocato e mi ha detto che facevo parte del suo progetto- spiega il neo difensore ionico- La società del presidente Capobianco aveva anche acquistato Panini, discepolo dell’allenatore a Cava dei Tirreni, per l’avvicendamento nel mio ruolo”. Nessuna conferma o smentita all’ipotesi di partire titolare ancora una volta, quindi: “Credo che mister Campilongo abbia capito quali fossero le mie intenzioni- prosegue D’Alterio- Io volevo Taranto. Immediatamente dopo la rescissione consensuale del mio contratto (il giocatore non si era presentato al raduno dei rossoneri allo Zaccheria, ndr), vista l’analoga situazione di Arno, congedatosi dalla Cavese, Campilongo avrà ben pensato a lui come alternativa”. Salvatore D’Alterio ha firmato un conntratto biennale con la Taranto Sport: “Ho incontrato sia Blasi che Galigani, l’impressione è stata ottima- racconta- L’obiettivo è puntare alla serie B: se così non fosse stato, non avrei lasciato un’altra piazza ambiziosa come Foggia”. Entrambe le formazioni pugliesi hanno sperimentato l’amarezza della mancata ascesa in serie cadetta, nei play off dello scorso giugno: “Ho perso la B a Foggia all’ultimo momento- commenta il terzino- Le ferite sono ancora aperte, le curerò ora in rossoblu. sarà importante recuperare in campionato, solo così si potrà dimenticare”. Magari con la promozione diretta annunciata da Blasi: “Non sarà facile- dichiara D’Alterio- E’ un compito duro. Certo, è prematuro parlarne adesso: nello scorso torneo, anche centrare i play off è stato complicato, molte squadre allestite per vincere, come il Perugia, sono rimaste fuori per pochi punti. Bisogna attendere la chiusura del mercato e l’inizio del torneo”. Nessun dubbio sulla scelta di Taranto: “Sono abituato agli ambienti caldi, quello ionico l’ho ammirato da avversario- sorride il terzino- Nel sud, le piazze sono sempre molto esigenti, hanno tutte fame di grande calcio. Esistono difficoltà nei momenti negativi, ma euforia particolare, impagabile, quando tutto procede nella direzione della vittoria. Sono i pro e i contro che noi calciatori accettiamo volentieri!” D’Alterio ha maturato anche esperienze in cadetteria: “Ed ho avuto anche la fortuna di assaporare la serie A, sempre a Messina- esclama- In C1, sia col Foggia che nell’unico anno a Martina, ho appreso molto. Mi sento conoscitore della categoria: ora spero di arrivare a mete superiori, un’altra volta”. L’occasione è stata propizia per commentare la nuova distribuzione nei gironi della C1: Salvatore D’Alterio ha un piccolo rimpianto. “Volevo il derby col Foggia- ammette- La composizione è un pò strana. Forse si è valutato il rischio della disputa di molte gare a porte chiuse o senza la tifoseria avversaria. Certo, le rivalità, a cui le varie formazoni sono legate da tradizione, sono tante, ma la Lega non può evitarle tutte”. “Sarebbe bello poter giocare tutte le partite a porte aperte- catechizza il difensore di Villaricca- Secondo me, ordinare una finalissima per la promozione senza pubblico è ingiusto. Ne sono stato protagonista...”. Prima di concludere, Salvatore D’Alterio svela le sue doti: “Ho un ruolo di terzino destro puro, anche se l’anno scorso, in caso di necessità e di assenze, ho variato posizione- sorride- Mi piace avanzare sulla fascia, accompagnare l’azione, ma la mia dote principale è quella difensiva”. “Sono alto 1, 75 per 70 Kg di peso, quindi non quello che si definisce un “difensoraccio”- conclude scherzando- In compenso, mi piace giocare la palla, partecipare attivamente alla manovra collettiva”. di Alessandra Carpino
D’Alterio: col Taranto per vincere È stata una trattativa lunga e difficile con il Foggia ma alla fine Salvatore D'Alterio è arrivato alla corte di Cadregari. Un altro tassello importante si aggiunge così al mosaico rossoblù Il difensore destro di Villaricca ha avuto difficoltà a liberarsi dalla sua ex squadra, con la quale non più di un mese fa ha sfiorato la promozione tra i cadetti. Ed è proprio da qui che D'Alterio vuole ripartire e il Taranto sport è stato la prima scelta.
«Ho ricevuto diverse offerte anche da formazioni del nord ma ho preferito venire a giocare a Taranto che ha programmi ambiziosi». È arrivato mercoledì sera nel ritiro di Penne e ieri ha cominciato subito a lavorare col gruppo.
«Durante la preparazione avrò modo di ambientarmi meglio con giocatori che ho affrontato per lo più solo da
avversari. L'organico a disposizione del tecnico è già buono e con l'arrivo di altri giocatori la squadra credo sarà completata al meglio». Non ha avuto modo di godersi un periodo lungo di vacanza, visto che a metà giugno era ancora impegnato nei playoff. «In effetti ho fatto un mese circa di riposo avendo giocato fino al 17 giugno, ma sono ugualmente concentrato per ricominciare e fisicamente non ho nessun problema». Non avrà difficoltà ad inserirsi negli schemi di Cadregari ed anche per questo il tecnico di Crema lo ha voluto.
«Sono abituato a giocare nel 4-3-3 anche se lo scorso anno a Foggia abbiamo spesso variato il modulo di gioco. In ogni modo alla fine non ci saranno problemi anche perché in carriera ho avuto la possibilità di imparare le varie tattiche». Con il Taranto ha siglato un accordo biennale ed ha voglia di conquistare traguardi importanti e regalare soddisfazioni ai tifosi.
«Come prima cosa posso subito dire che darò sempre il massimo e giocare allo Iacovone con la maglia rossoblu rappresenta già da solo un grande stimolo visto l'apporto del suo pubblico caldo e appassionato».
Rebus-attacco per Evangelisti E' Salvatore D’Alterio, classe '80, il laterale destro basso scelto per il dopo Cosenza. Il Taranto sistema la difesa con l’ex foggiano. D’Alterio è stato preferito a sorpresa Arno, che ieri è del Foggia. Sono stati motivi d’età, ma soprattutto economici a far cadere la scelta su D’Alterio, da ieri a Penne a disposizione di Cadregari che attende impaziente altri rinforzi. Ora il ds Evangelisti lavora per puntellare soprattutto l’attacco. Nel mirino un centravanti un esterno destro. La commedia Plasmati non riserva al momento novità, col giocatore sempre in organico al Catania, nonostante un presunto accordo per la cessione al Taranto già raggiunto tra il club etneo e il presidente Blasi che vorrebbe anche Chianese. Ma il cannoniere del Ravenna non sembra allettato dalla proposta del Taranto e dalla prospettiva di tornare in C1, dove ha parecchi estimatori. L’attenzione della dirigenza rossoblù si sarebbe quindi spostata sul bomberino Antenucci del Giulianova e sul più maturo Ferraro, punta di diamante della Salernitana nella scorsa stagione e possibile partente se i granata dovessero tesserare Di Napoli del Messina. E’ un Taranto in palese affanno quello che si muove sul mercato, come mai era capitato negli ultimi anni. Tanti i rifiuti incassati da Evangelisti, al quale sta riuscendo difficile proporre gli ingaggi a obiettivo che hanno caratterizzato i primi due anni di gestione Blasi. I calciatori di un certo livello, oltre a programmi ambiziosi, facilmente sbandierabili, chiedono precise garanzie contrattuali. Nel frattempo si è aggregato al gruppo di Cadregari anche il difensore Valentino Taurino prodotto del vivaio rossoblù, che nella passata stagione ha vestito le maglie di Grottaglie, Brindisi e Francavilla Fontana. Domani invece è atteso in prova lo svincolato fantasista argentino Barrionuevo ('77) ex Celano. di Enrico Sorace
Il Taranto con 5 toscane Taranto, Martina e Gallipoli da una parte, Foggia e Manfredonia dall’altra. La stessa sorte è toccata alle formazioni campane: Cavese e Paganese giocheranno nel raggruppamento settentrionale, Salernitana e Sorrento nel girone B. Sono le decisioni emerse dalla riunione del Consiglio Direttivo che, dopo aver raccolto il parere del Consiglio Federale sulle ammissioni, ha provveduto a stilare i gironi per il prossimo campionato. La strategia assunta appare come un compromesso tra i soliti criteri utilizzati e la formula innovativa proposta dal presidente del Martina, Gianfranco Chiarelli (aveva raccolto le adesioni di 13 club del sud Italia), che avrebbe preferito una suddivisione est- ovest. Decisamente soddisfatto il commento di Vittorio Galigani, direttore generale della Taranto Sport.
«Torniamo a giocare in Toscana - esordisce -,
in stadi che, come il nostro, spesso hanno ospitato gare di serie B. Faccio un plauso al presidente della Lega, Mario Macalli, per la decisione assunta. Sarà sicuramente più facile gestire l’ordine pubblico e torneremo ad assaporare il gusto di trasferte molto affascinanti». Taranto e Foggia, due delle candidate al salto di categoria, sono state separate. Campionato più agevole?
«Tutt'altro - dice Galigani -, perché affronteremo Perugina, Pescara, Crotone e Salernitana. E poi ci saranno Lucchese ed Arezzo che, vedendo come si stanno muovendo sul mercato, punteranno alla promozione diretta». Anche l’Umbria è stata toccata da questa innovazione. La Ternana e il Foligno (guidato da Raimondo Marino) giocheranno nel girone A, il Perugia di Cuccureddu rimarrà nel raggruppamento meridionale.
Un argentino per il Taranto La notizia del giorno nel ritiro di Penne è il ritorno in rossoblù di Nicola Barasso. Dopo aver atteso invano una chiamata dalla B, il 25enne portiere campano non ha avuto dubbi nel confermare il proprio attaccamento al Taranto. Barasso raggiungerà il ritiro venerdì. Sempre in tema di arrivi, oggi si aggrega al gruppo anche un giovane argentino, Leonardo Iurlano classe '86, che resterà in ritiro per un periodo di prova. Domani invece sarà la volta di un altro argentino, che i tifosi però conoscono già bene, il confermato centrocampista Cejas che farà salire così a quota ventiquattro il numero dei giocatori in ritiro.
Mercato, giorni decisivi Entro la fine di questa settimana dovrebbe essere completato l’organico di Cadregari. Parola di Luca Evangelisti, impegnato a chiudere altre importanti trattative di mercato. Dopo aver prelevato in comproprietà dal Genoa il portiere Barasso, che torna a difendere i pali del Taranto, il ds rossoblù si è catapultato su altri obiettivi. Da oggi è in prova a Penne il 21enne attaccante centrale argentino Leonardo Iurlano, proveniente da un club greco di B. È in dirittura d’arrivo, invece, la trattativa con l’esperto difensore di fascia destra Marco Arno, che martedì scorso ha risolto consensualmente il contratto che lo legava alla Cavese. Già in giornata il suo agente Faccini dovrebbe incontrare Evangelisti per la firma del contratto. Come alternativa ad Arno piaceva il belga Donovan Maury ex Pro Vasto e Teramo, ma proprio ieri si è legato al Sorrento, col Taranto che potrebbe dirigersi su Zanon in comproprietà fra Cisco Roma e Celano. Per il centrocampo, invece si segue sempre l’ester no Corsi ex Giulianova, anche se Cadregari avrebbe chiesto un centrale d’esperienza. È l’attacco, comunque, il reparto che necessita un paio di tasselli di peso, un esterno destro ma soprattutto un centravanti che abbia il gol nel sangue. Il Catania ancora non si decide a mollare l’ariete Plasmati; il bomber del Ravenna Chianese non appare intenzionato ad accettare l’of ferta del Taranto, tanto che Evangelisti avrebbe virato prontamente su altri nomi, quali Antenucci del Giulianova, Morante della Samb e Baù ex Spezia e Crotone, obiettivi gli ultimi due difficili da raggiungere. Nelle ultime ore è circolato nuovamente il nome di Ferraro, fresco di rinnovo con la Salernitana, che difficilmente rinforzerà una concorrente per la promozione diretta in serie B. di Enrico Sorace
Migliaccio vuole solo vincere L’immediato pensiero di Vincenzo Migliaccio è per i primi giorni di allenamento a Penne, un modo spontaneo per rompere il ghiaccio, tra una chiacchiera ed un sorriso via telefono, un atto propedeutico alla sua presentazione al popolo rossoblu: “Si lavora!- esclama il difensore prelevato dal Teramo- C’è tanta fatica da profondere in campo, ma la considero adeguata. E’ giusto così: più si suda e si studia durante gli allenamenti del ritiro estivo, meglio si può cementare il percorso da seguire in campionato”. Nato a Mugnano, in provincia di Napoli, il 13 marzo dell’80, Migliaccio è già un veterano del “pianeta C”: le ultime due stagioni le ha spese con la casacca del Teramo (C1), in precedenza ha militato per quattro anni nel Giugliano (C2), saggiando la stessa categoria, la prima volta, con l’effervescente Puteolana allenata da Eziolino Capuano (annata 2000/01). “Teramo ha rappresentato una tappa importante per la mia carriera- spiega il centrale difensivo- Ho vissuto due stagioni assolutamente contrastanti per risultati: i play off a cui non abbiamo partecipato un paio di anni fa, la retrocessione in questo campionato. Mi ritengo un esperto della categoria, poichè, fra C2 e C1, ho collezionato più di 200 presenze. E non vedo l’ora di ripartire con il Taranto!” L’accento è quello tipico partenopeo, la spavalderia è sana, miscelata ad una corretta dose di umiltà: Vincenzo Migliaccio alterna dettagli della sua carriera ad aneddoti direttamente dal raduno pre campionato. “Oggi (ieri per chi legge, ndr) mister Cadregari ci ha fatto sperimentare qualche schema di gioco, dopo un paio di giornate in cui ha voluto conoscerci personalmente, per farsi un’idea delle nostre caratteristiche sul campo- racconta il difensore napoletano- La mattina ci alleniamo dalle 10 alle 12, concentrandoci sul lavoro fisico, mentre il pomeriggio, dalle 17 alle 19, le sedute sono di tipo tecnico-tattico. Siamo già all’opera, nell’attesa dell’arrivo dei nuovi giocatori che la società annuncerà”. L’ingaggio di Vincenzo Migliaccio era già nell’aria, dalle primissime battute del calciomercato in fase di svolgimento: dall’Ata Quark di Milano, lo stesso Vittorio Galigani, direttore generale del Taranto, aveva ammiccato “Migliaccio è un bel giocatore, ci interessa”. “E’ vero, sono stato subito contattato dal Taranto, la settimana successiva alla disputa dei play off- sorride e conferma l’ex Teramo- La mia assenza per le vacanze non mi aveva permesso di chiudere immediatamente la trattativa. Inoltre esistevano anche causa esterne, legate al sodalizio abruzzese, col quale avevo altri due anni di contratto”. “Sono riuscito a liberarmi dal vincolo col Teramo- continua Migliaccio- Taranto rappresentava per me un’occasione troppo importante: una piazza molto passionale e dotata di una bella tradizione calcistica. Ho siglato un accordo triennale”. Altri suoi ex compagni erano o sono attualmente nel mirino della società ionica: “Per il mio amico Favasuli, centrocampista, sono sorti problemi contrattuali e non ha potuto seguirmi nell’avventura in rossoblu- ricorda Migliaccio- Ho intuito che esiste una trattativa del Taranto con Maury, valido terzino destro, ma ancora nulla è stato definito”. E’ orgoglioso di essere approdato in riva allo Ionio, Vincenzo Migliaccio: “Attendo con impazienza di abbracciare la folla dei tifosi, che finora ho ammirato soltanto da avversario- sorride- Sono napoletano, vengo ad infoltire una...piccola colonia nel gruppo attuale! Mi sembra di stare nella mia città natale, sono sicuro che si respira la stessa passione”. “Sono un uomo del sud- confida il difensore- Amo le passioni ed anche le pressioni: ti spronano sicuramente ad impegnarti al massimo, ogni momento”. Abnegazione al lavoro e fame di vittoria, caratteristiche che devono aver convinto la dirigenza ionica a puntare su di lui: “Sono stato contattato dal direttore sportivo Evangelisti e dal direttore generale Galigani, persone che stimo e che reputo grandi esperti del calcio di questa categoria- dichiara Migliaccio- Con il presidente Blasi ho avuto modo di chiacchierare: è un uomo capace di donarti una carica enorme, di esaltare i suoi giocatori”. L’imprenditore messapico ha un progetto ambizioso, la serie B diretta: “Magari!- esclama simpaticamente il centrale partenopeo- Sicuramente sta allestendo un organico in grado di vincere il prossimo campionato. Non dobbiamo avere paura di puntare a traguardi prestigiosi: ho disputato ben cinque appendici play off. Sono abituato a vincere in C, a Taranto sogno la consacrazione”. Raccoglie una pesante eredità, al centro del pacchetto difensivo: quella di Maurizio Caccavale, che ha lasciato a sorpresa il Taranto per approdare a Catanzaro, ed anche di Fabio Prosperi, che giocherà in B col Frosinone. “Sono un difensore dotato di potenza fisica, bravo nell’anticipo dell’avversario e nel colpo di testa- si descrive Migliaccio- Sono consapevole che coloro che mi hanno preceduto sono stati protagonisti ed amati dal pubblico rossoblu, ma io m’impegnerò per non farli rimpiangere”. Nota curiosa: Vincenzo Migliaccio ha segnato uno dei suoi due goal nello scorso torneo proprio al Taranto... “Un segno del destino- scherza- Era la prima rete del 2-0 che il Teramo rifilò in casa ai rossoblu, nella partita d’andata. Nasceva da una punizione dall’angolo corto, dal limite dell’area: ho avuto la fortuna di girare la sfera verso il palo. Se non sbaglio, era Prosperi a contrastarmi”. Piccolo amarcord, torna subito lo sguardo sul presente: “Il gruppo attuale è molto giovane ed è collaudato da un tecnico, Cadregari, che ama molto lavorare sul campo- ammette Migliaccio- Il mister è una persona seria, opera senza sosta. Il suo 4-3-3 prediletto pressupone un gioco per l’attacco, ma c’è da porre sempre grande attenzione alla fase difensiva”. Il primo approccio con i nuovi compagni è positivo: “I giovani hanno grande voglia di mettersi in mostra- commenta Migliaccio- Per i campionati che ho alle spalle, mi considero più esperto di loro, ma accomunato dallo stesso entusiasmo”. “Conoscevo per fama e per averli affrontati da avversario i vari Pastore, De Liguori, Cammarata- continua- Si stanno prodigando per fare integrare i nuovi acquisti, per impegno i...”vecchietti del Taranto” sono un esempio importante al lavoro ed all’unità di squadra”. Si aspetta di giocare titolare, Vincenzo Migliaccio? “Qualsiasi calciatore l’attende- non si sbilancia- Di certo, io mi allenerò per scendere in campo ogni domenica”. di Alessandra Carpino
Ecco Barasso. Ora Maury Risolto il nodo del portiere: abbandonata la pista Ambrosio (bloccato dalla moglie perché non gradiva la destinazione), l’assalto al vero "amore" è diventato
Barasso, promessa mantenuta
Ed alla fine la spunta Nicola Barasso. Sarà ancora il venticinquenne portiere di Pompei a custodire i pali del Taranto per la prossima stagione. In realtà. la sua candidatura non era mai sfumata, l’obiettivo del presidente Gigi Blasi era quello di assicurarsi le prestazioni dell’estremo difensore campano, di proprietà del Genoa, anche per l’imminente futuro. Il Taranto non si è mai arreso nel suo corteggiamento, nemmeno quando l’antologia dei nomi dei potenziali sostituti continuava ad infoltirsi: da Marconato, dichiarato incedibile dall’Arezzo, passando per Puggioni (accasatosi a Perugia), Benassi (ex Juve Stabia), Soviero, Rotoli e, non ultimo, Marco Ambrosio, che ha rifiutato sul filo di lana per motivi familiari. “Ho firmato un’ora fa!”, ha esclamato Nicola Barasso al telefono, nel pomeriggio di ieri, immediatamente dopo l’annuncio ufficiale della sua permanenza divulgato dalla società ionica. “Sono contento di aver scelto di tornare a Taranto- ha commentato il portiere campano- Ci sono stati molti retroscena, che riguardano l’assalto odierno (ieri per chi legge, ndr) di molte squadre di serie C”. Nicola Barasso è orgoglioso mentre dichiara il suo “atto di fede” ai colori rossoblu: “La richiesta più insistente proveniva dal Gallipoli: la società salentina ha provato a “ricoprirmi di soldi”, ma io ho ribadito di aver dato la mia parola al presidente Blasi- racconta il portiere- Qualora fossi rimasto in serie C, Taranto avrebbe rappresentato la mia prima scelta. Ho rispetto per il Gallipoli, ma la dirigenza rossoblu ha compiuto grossi sacrifici per ingaggiarmi una seconda volta”. I legittimi desideri di ascesa di categoria sono soltanto rimandati, per Nicola Barasso: “Le porte della serie B si erano chiuse, per me- ammette candidamente il portiere- Avevo un’unica richiesta ancora valida, quella dell’Ascoli, ma non mi accontentava economicamente”. Il Taranto ha atteso con pazienza, senza scoraggiarsi, per garantire la via della continuità fra i pali rossoblu: “Il presidente Blasi ha acquisito la metà del mio cartellino dal Genoa, versando soltanto soldi: un atto che le diverse società di serie B non hanno voluto compiere, poichè volevano monetizzare la mia cessione, in prestito o in comproprietà, con cifre non congrue”. Nicola Barasso risulta quindi attualmente in comproprietà fra Taranto e Genoa, ed ha siglato un accordo che lo lega agli ionici per tre anni: “L’ottimo rapporto che intercorre fra Blasi ed il presidente del Genoa Preziosi ha acilitato tutto”, ha ammesso il portiere. Eppure una squadra di categoria cadetta è stata vicinissima all’acquisto di Barasso, ed è lo stesso estremo difensore di Pompei a svelarne la vicenda nel dettaglio: “L’accordo col Piacenza era pronto, avrei dovuto firmare già due settimane fa- confida- E’ stato quello il momento in cui il Taranto ha mollato la presa. Per acquisire Campagnaro (terzino destro argentino del Piacenza, ndr), il Genoa avrebbe dovuto versare 1milione 400mila euro più la metà del mio cartellino. L’affare non è andato in porto, perchè si è inserita la Sampdoria, che ha preso il difensore piacentino”. Nicola Barasso, però, è felice ugualmente e rilancia: “Torno a Taranto animato da grandi motivazioni- spiega- Senza presunzione, voglio defirmi un vincente. E la società rossoblu vanta un programma ambizioso, presto calerà gli assi del mercato”. La delusione della semifinale di Avellino deve essere cancellata: “Sarà per me un punto di partenza, da cui ricominciare- ha ammesso con determinazione il portiere, che non dimentica la punizione di Moretti, che ha estromesso i rossoblu dalla finale play off- Sono ansioso di cominiciare la nuova avventura, condivido appieno il progetto della Società”. A chiudere la trattativa, ieri, a Genova, era presente il direttore sportivo del Taranto, Luca Evangelisti: “Ho sentito il presidente Blasi telefonicamente- ha sorriso Barasso- Era molto soddisfatto, e mi ha regalato una frase molto bella. Mi ha detto che mi considera il “primo” di diversi acquisti che sta compiendo, per garantire il salto di qualità alla sua squadra”. Finora sono approdati in rossoblu tanti giovani di belle speranze: “E sarà divertente e gratificante lavorare con il loro entusiasmo- ha commentato Barasso- Inoltre Cadregari è uno specialista nel far emergere nuovi talenti”. Attende il primo contatto con il nuovo allenatore, Nicola Barasso: “Non conosco personalmente Cadregari, ma il mio procuratore, Stefano Ricci, è stato suo allievo anni fa, nelle fila della Salernitana. Me l’ha consigliato, mi ha parlato già di lui come un ottimo allenatore ed una grande persona”. Come da copione, Barasso non ritroverà molti compagni che, per vari motivi, hanno abbandonato la compagine rossoblu. Fra questi, Maurizio Caccavale, praticamente ad un passo dal rinnovo del contratto col Taranto, che è passato a sorpresa al Catanzaro: “Mi spiace per Maurizio, mio amico fraterno, ma posso comprendere la sua scelta di vita- ha ammesso Barasso- Il Catanzaro gli ha offerto un biennale interessante: a quasi 34 anni, non si può rifiutare. La società ha ingaggiato, nel suo ruolo, Migliaccio dal Teramo, che considero un giocatore esperto: ho avuto modo di conoscerlo indirettamente, poichè giocavo con suo fratello. E poi le riconferme di Pastore e De Liguori rappresentano le garanzie per il nuovo Taranto”. Nicola Barasso raggiungerà i suoi compagni nel ritiro di Penne a breve: “Mi hanno concesso un paio di giorni per effettuare il trasloco- confida, mentre imballa scatoloni- Lascio la mia casa di Genova, porto la roba a Napoli, dai miei familiari, e per venerdì conto di aggregarmi al gruppo”. Una simpatica coincidenza: le ultime parole da portiere rossoblu Barasso le aveva pronunciate mentre si accingeva a partire da Castellaneta Marina, caricando l’auto e rimpiangendo la partita del Partenio. Piccoli passaggi obbligati: è ancora Taranto la sua meta. di Alessandra Carpino
Ritiro, si entra nel vivo La preparazione del Taranto in quel di Penne entra nel vivo quest’oggi, come anticipato da Adriano Cadregari. Il gruppo avrà a disposizione tutto il necessario, ovvero il materiale tecnico e sportivo, per poter effettuare in modo completo gli allenamenti. Mister Cadregari punta ad una serie di doppie sedute, la prima, quella mattutina, all’insegna del lavoro fisico, la seconda, quella pomeridiana, prettamente tecnico tattica, senza però schematizzare la stessa programmazione. La conoscenza dei singoli giocatori ed i test atletici differenziati, in questi primi due giorni di raduno, sono stati basilari per il trainer cremasco, che spera di avere presto un organico completo e di compilare l’agenda delle prime amichevoli. Colombini, che dovrà sottoporsi a visite specialistiche dopo l’intervento al ginocchio subito a giugno, arriverà all’Hotel dei Vestini lunedì, mentre Cejas, altro assente, dovrebbe presentarsi oggi. La Società, intanto, prosegue nelle sue operazioni di mercato. L’ultima idea per il versante destro della difesa è Donovan Maury del Teramo, per la verità nome già fornito in precedenza. Il belga, da due stagioni in Abruzzo, all’occorrenza anche terzino sinistro, sarebbe molo vicino al Taranto. In lizza per lo stesso ruolo, ci sono anche D’Alterio del Foggia ed Arno della Cavese: fonti daune parlano di cessione bloccata del primo, “condizionata” dall’ostruzionismo praticato dalla Cavese nei confronti dell’ex tecnico Campilongo (ora al Foggia), che vorrebbe portare in Capitanata molti suoi allievi. Per dinamica, la pista Arno sarebbe percorribile per lo stesso Taranto. Nel mirino anche Zanon della Cisco. L’attaccante Morante sarebbe ad un passo dal Foggia: l’accordo esiste, e Moi, difensore dauno, rientrerebbe nello scambio con la Samb. Il Taranto è fra le pretendenti di Antenucci del Giulianova, di Martone del S. Antonio Abate, dell’esterno Baù dello Spezia, che ha completato la stagione a Crotone (11 presenze, 2 goal). Nell’attesa delle decisioni di Chianese, bomber del Ravenna, che sembra allontanarsi. di Alessandra Carpino
Cadregari resta in attesa Penne, atto terzo. Il Taranto riparte dalla sua "residenza estiva" abruzzese per la terza stagione consecutiva. Da ieri, la squadra del patron Blasi è al lavoro nel verde dell’entroterra pescarese. Dopo Marino e Papagni, tocca ad Adriano Cadregari costruire le fondamenta della stagione rossoblu. L’eredità di Papagni è pesante, sia nei risultati (qualificazione ai playoff per la B) che a livello umano. Il tecnico di Crema, però, inizia con grande calma la sua avventura in riva allo Ionio. Due campionati Primavera, con la Fiorentina, lo hanno ricaricato. L’amicizia con Luca Evangelisti, che a Ostuni ha visto la Primavera viola e s’è innamorato dell’allenatore, è stata la scintilla di questo matrimonio. «Nel calcio non ho molti amici veri, ne ho tanti fuori da questo mondo e non me ne pento. Anzi, con nove annate storte tra esoneri e mie dimissioni posso dire che tante volte sono stato ritenuto un personaggio scomodo. Luca l’ho conosciuto a Vasto, tre anni fa, dove ho lavorato per una settimana, ma non accettai la panchina per problemi familiari. Avevamo un grande amico in comune, il compianto Giuliano Fiorini, ma non ci sentivamo da due anni. Prima eravamo "nemici": l’ho conosciuto in uno Spezia-Bologna in cui io guidavo i liguri e lui giocava con i felsinei. Mi fece gol, l’avrei strozzato… Lui mi ha chiamato qui dopo avermi visto lavorare per una sola settimana a Vasto. E questo mi riempie d’orgoglio». Finalmente, non l’hanno chiamata per guidare un manipolo di ragazzini... «Ho sempre lavorato con i settori giovanili: è bellissimo e soddisfacente insegnare il calcio. Ma le emozioni, quelle vere, te le danno le prime squadre e i risultati nelle piazze importanti. Ho sempre avuto la nomea di tecnico bravo con i giovani ed è stato un limite. A Taranto potrò confrontarmi con una squadra vera, in una piazza ambiziosa». Imporrà il 4-3-3? «La testa mi dice di fare qualcosa di nuovo, di giocare in una certa maniera, probabilmente con il 4-3-3, ma voglio che sia interpretato in modo duttile, interscambiabile, non rigoroso. Mi piace lavorare con i giocatori senza doverli forzare. Il calcio, per me, s’interpreta come la guida di un’auto: uno non deve fermarsi a pensare quando è il momento di accelerare e mettere la quarta o la quinta, deve saperlo e basta. I giocatori devono avere degli schemi e dentro quelli sapere come muoversi e fare quello che si sentono di fare». Che ne pensa degli acquisti? «Per ora siamo al sessanta per cento della rosa definitiva. Qualche giovane è arrivato, qualche elemento d’esperienza pure. Migliaccio, Pellecchia, Caccavallo, De Falco: finora abbiamo fatto bene, anche se aspettiamo altri giocatori. Il mercato non è facile, e chiude a fine agosto: avere fretta adesso significa aumentare il rischio di sbagliare. Mi piacerebbe però avere l’organico al completo entro questa prima settimana di lavoro, per poi fare il ritiro in modo sereno e costruire qui le basi dell’intera stagione. Spero di avvicinarmi alla rosa completa nei prossimi tre, quattro giorni. Sarà difficile, ma ci spero». Obiettivi? «Due attaccanti (uno, Plasmati è in arrivo a Penne, ndr), un centrocampista e due difensori. Giocatori di esperienza e qualità, perché di giovani ne abbiamo tanti. Chianese? Gli ho già parlato. Lui adesso sta facendo un discorso di categoria, perché la B non gli dispiacerebbe. Noi abbiamo anche altri contatti e sono certo che il ds Evangelisti chiuderà per uno dei giocatori di nostro gradimento». Tra i pali ci sarà l’ex Chelsea Ambrosio? «Considero miei giocatori quelli che sono qui in albergo, Ambrosio adesso non c’è, quindi aspetto che sia qui per parlarne». De Falco e Caccavallo, due baby da far esplodere. «Sono ragazzi che le qualità per fare bene in C1 le hanno, l’efficienza e il rendimento per fare la differenza in questa categoria, però, sono un’altra cosa. Dovranno dimostrare di essere capaci. De Falco lo conosco perché l’ho avuto a Firenze due anni fa, Caccavallo l’ho visto giocare, ha grandi doti. Sono due ragazzi che hanno maturato esperienza nelle categorie superiori e quindi sono pronti per la stagione della loro consacrazione». di Orlando D’Angelo
Cadregari alla scoperta del Taranto È stato il giorno delle presentazioni. Ieri mister Cadregari ha utilizzato la prima intera giornata di ritiro fra le montagne abruzzesi di Penne praticamente per conoscere i giocatori con i quali dovrà lavorare nella prossima stagione calcistica. C'era il sole e la temperatura era sopportabile. Il morale dell’intero gruppo era abbastanza elevato. Anziani e babies hanno cominciato a familiarizzare in vista della nuova stagione agonistica che, nei piani della società, presidente Blasi in testa, dovrà riservare delle belle soddisfazioni. Dopo le formalità di rito il neo trainer ha portato tutti sul campo per far effettuare un pò di corsa, qualche allungo ed alcuni esercizi atletici. C'erano tutti. Mancava soltanto Colombini il quale è reduce da un intervento di pulizia al ginocchio sinistro effettuata il 15 giugno scorso. Si riaggregherà al gruppo lunedì prossimo. Il programma non variererà neppure per la giornata odierna. Il lavoro duro inizierà domani secondo una tabella già approntata dal trainer milanese: seduta atletica al mattino, tattica al pomeriggio. Per quanto riguarda la domenica, invece, sono previsti allenamenti personalizzati: chi avrà bisogno di approfondire certi esercizi, lo farà; chi, viceversa, avrà bisogno di tirare il fiato, si riposerà. Per sabato prossimo mister Cadregari intenderebbe far disputare ai suoi la prima amichevole stagionale, ma il condizionale è d’obbligo. E’ evidente che il test tornerà utile solo se avrà a disposizione tutti gli uomini della rosa. Altrimenti le risultanze saranno molto parziali. Sul modulo il trainer jonico ha detto: «Sapete che le mie squadre attuano il 4-3-3, ma attenderei un pò prima di annunciarlo ufficialmente. Intendo, infatti, prima verificare le caratteristiche tecniche dei calciatori che la società mi metterà a disposizione. L’obiettivo più immediato è quello di creare il gruppo aspettando l’arrivo dei nuovi acquisti del resto già anticipati dal presidente». Il tema del completamento della rosa resta sempre caldo. È evidente che il trainer rossoblù ha bisogno di avere sotto mano il gruppo dei 22 titolari con i quali impostare il lavoro tecnico-tattico. Avendo in mente un modulo dichiaratamente aggressivo, ha bisogno di far provare e riprovare i temi tattici che riguardano innanzitutto la fase prettamente offensiva, ma anche quella difensiva: diagonali di chiusura, catene laterali, conquista rapida degli spazi giocabili. A questi temi bisognerà aggiungere gli schemi sui calci piazzati sia in attacco che in difesa, nonché il raggiungimento di quell'intesa che, già di per se stessa, necessita di molti giorni di allenamento essendo la rosa quasi completamente nuova. di Giuseppe Dimito
Il Taranto a Penne per ripartire Stamane mister Cadregari dà il ciak alla nuova stagione calcistica tarantina. Lo farà a Penne, in Abruzzo, sede designata per il terzo anno consecutivo alla
Buon lavoro Taranto Come un anno fa. Come due anni fa. Il Taranto si ritrova nuovamente a Penne, luogo deputato per coltivare ambizioni e progetti. Questa sera parte ufficialmente la stagione 2007/08. Ci si raduna all’Hotel dei Vestini e in terra abruzzese, agli ordini del tecnico Cadregari, si sosterrà fino al 13 agosto. Una preparazione più lunga del solito (ma è possibile che si ritorni a Taranto con qualche giorno di anticipo) anche perchè il nuovo allenatore avrà bisogno di valutare al meglio il materiale umano a disposizione, studiarlo dettagliamente per insegnare il suo credo calcistico. Il programma di lavoro non è stato ancora stilato, ma è probabile che Cadregari voglia giocare un alto numero di amichevoli. La lista dei convocati è ancora sconosciuta. O meglio sarà comunicata questa mattina. Infatti, oltre ai cinque acquisti ufficiali (Caccavallo, De Falco, Migliaccio, Sciaudone e Pellecchia) ai sei innesti giovani provenienti dalle formazioni giovanili (Pupino, Maraglino, Palmisano, D’Arcante, Sanna e Maiorino), c’è da aggiungere gli elementi confermati e alcune sorprese che stanno maturando nelle ultime ore. Sorprese, comunque, relative perchè si tratterebbe di un pugno di giocatori giovani da provare nelle prossime quattro settimane. L’unico giocatore individuato è Francesco Mautone, centrocampista di 21 anni che ha giocato l’anno scorso nell’Adrano, formazione siciliana di serie D. Non sono da escludere, ad esempio, le aggiunte di due elementi della Reggina Primavera, Ungaro e Gambi. Non ci saranno, a meno di clamorosi colpi di scena, i “sogni” di mercato. Il presidente Blasi, con precise dichiarazioni, ha mosso le corde della fantasia. Plasmati e Chianese sarebbero molto vicini. L’unico ostacolo è rappresentato dalla effettiva volontà dei due giocatori ad accettare la destinazione ionica. Ma per il giocatore teramano sono subentrare delle difficoltà improvvise nelle ultime ore. Silvio Baldini, tecnico del Catania - società che detiene insieme il 50 per cento del cartellino - in questi primi giorni di ritiro a Chatillon, avrebbe giudicato positivamente il giocatore e quindi manifestato la volontà di visionarlo per qualche altro giorno. Il Taranto vorrebbe chiudere al più presto. Questa divergenza potrebbe allungare i tempi di una soluzione positiva della trattativa. Per Chianese, che nel frattempo ha rifiutato il rinnovo con il Ravenna Blasi dovrà vincere la forte concorrenza della Cremonese (il tecnico Mondonico ha lanciato nel grande calcio il vice-cannoniere dello scorso campionato di C1/B e vorrebbe riaverlo alle sue dipendenze) e dovrà essere convincente in termini economici. Decisivi i prossimi giorni della nuova settimana. Per Ambrosio sembra una formalità. Il portiere ex Brescia potrebbe raggiungere Penne molto presto. Da domani si suda in campo. Giorni importanti. E’ in queste settimane che si pongono le basi per costruire le squadre vincenti. di Luigi Carrieri
Il Taranto riparte da Penne Da stasera inizia in quel di Penne il ritiro precampionato del Taranto. Ventiquattro per ora i convocati dalla società rossoblù, tra cui figurano anche sei elementi della berretti (Maiorino, D’Arcante, Maraglino, Pupino, Sanna e Palmisano) che in questa avventura estiva con la prima squadra saranno seguiti da mister Passariello. Il gruppo è ancora in fase di completamento, così come precisato negli ultimi giorni dal vulcanico presidente Blasi, che ha in mente un solo obiettivo: il primo posto alla 34^ giornata. L'adunata è prevista per le 19 all’Hotel dei Vestini, ormai da tre anni quartier generale dei rossoblù. All’appello di mister Cadregari risponderanno presente anche i neo acquisti Migliaccio, De Falco, Sciaudone, Pellecchia e Caccavallo, ma tra domani e dopodomani sono attesi altri rinforzi per innervare l’organico del Taranto. Il Catania, comproprietario del cartellino di Plasmati, ha dato l’ok per il trasferimento a Taranto del 24enne centravanti materano, ormai pronto a raggiungere l’Abruzzo dopo la lunga telenovela che lo ha visto sfortunato protagonista, ma si avvicina anche il 29enne bomber Chianese, tra i principali artefici della promozione diretta in B del Ravenna e oggetto del desiderio anche di altre società come Cremonese, Perugia e Foggia. Il club romagnolo, comunque, ha già trovato l’accordo con Blasi, che ora sta braccando il calciatore napoletano, per il quale è pronto a sostenere un notevole sforzo economico (si parla di un ricco triennale). Ma è questione di ore anche per le firme di altri due tasselli dell’undici base rossoblù, il 34enne portiere bresciano Ambrosio (smentito ogni contatto con lo svincolato Soviero) e il 32enne difensore Arno della Cavese, a cui si aggiugeranno i giovanissimi Ungaro e Gambi della Reggina, due difensori in erba su cui Evangelisti ha deciso di scommettere, nella speranza di scoprire il nuovo Cosenza. Altri sei colpi pronti o quasi per essere sparati dal Taranto, che vuol ponderare bene tutte le scelte, per tesserare elementi funzionali al 4-3-3 di ispirazione zemaniana a cui si affiderà il tecnico Cadregari. Circola voce anche di un possibile arrivo del centrocampista Carcione del Cassino e di un ritorno di Mattioli. Intanto da ieri due ex rossoblù hanno trovato una nuova sistemazione in serie C2. Il difensore Caccavale si è trasferito al Catanzaro con un contratto biennale, mentre il centrocampista Catania si è legato per le prossime due stagioni all’Andria Bat. Deflorio, invece, ha firmato per il Monopoli. di Enrico Sorace
Cadregari ha voglia di iniziare
Più degli altri assaporerà il classico “primo giorno”. Il tecnico Adriano Cadregari riavvolge il nastro delle emozioni e sembra essere ritornato a quindici anni prima. «Mi sento come quando a 33 anni sono partito da casa per andare ad allenare il Siracusa - racconta l’allenatore rossoblù - Ci sono grandi stimoli e un pizzico di curiosità. Certo, sento anche molta emozione dentro. E dopo tre anni lontano dal grande calcio, voglio gettarmi in questa avventura». Il Taranto che sta nascendo lo soddisfa. La squadra è plasmata in base al suo credo tattico. I colloqui con Luca Evangelisti, responsabile dell’area tecnica, sono frequenti. Oggi ci sarà modo anche di confrontarsi con il presidente Blasi. Per ora l’allenatore cremasco si gode gli ultimi giorni di vacanza in Calabria. «Con il presidente farò una bella chiacchierata per fare il punto della situazione. L’aspetto principale che mi va di sottolineare è che l’organico non è stato totalmente smembrato. E’ rimasta gente importante: Pastore, Cejas, De Liguori, Mancini, Zito, Cammarata sono elementi di grande spessore. Si è persa qualche pedina, ma c’era da metterla in conto. E poi siamo contenti del fatto che vadano a cimentarsi in categorie superiori». Per ora sono cinque i nuovi arrivi. Il giudizio di Cadregari è altamente positivo. «Sono arrivati ragazzi di prospettiva e qualità - ammette il tecnico - Vanno ovviamente verificati sul campo. La società ha una sua impostazione: quella di identificare giovani che possano crescere. Mancini e Zito, ora molto richiesti anche da società di serie A, quando sono arrivati erano giocatori tutti da costruire. E’ altrettanto vero che il Taranto abbia bisogno di inserire due o tre pedine di esperienza. I campionati si vincono, di solito, con rose che hanno un’età media piuttosto avanzata». I nomi sono noti. «Il portiere è una necessità primaria. Ambrosio sarebbe un buon elemento. Plasmati è un giocatore nel limbo. Ha 24 anni ed è in piena fase evolutiva. Chianese, invece, è la sicurezza. Un giocatore che ho allenato per qualche mese alla Salernitana ed è in grado di fare la differenza». Mercato che non si ferma ora. Blasi ha detto che il Taranto attuale è al 60 per cento della sua struttura finale. «Io speravo di essere al novanta per cento, ma la percentuale è spiegabile con la difficoltà del mercato. I margini di errori sono minimi e non conviene affrettare i tempi. E’ un mercato che dura fino al 31 agosto». Il lavoro a Penne sarà impostato in modo strategico. «Ho bisogno di tre-quattro giorni per conoscere caratteristiche individuali di ognuno. Faremo tanta parte atletica e dosi di esercitazioni tecnico-tattiche. Dopo dieci o dodici giorni farò un primo bilancio e capirò se siamo una squadra che può ambire a certi traguardi e cosa si deve, eventualmente, aggiungere per colmare certe lacune». Il Taranto deve essere primo alla trentaquattresima giornata. Se lo ricorda? «Tutti vogliono vincere. Le aspirazioni che sento a Taranto, le avverto a Foggia, Salerno, Perugia o Crotone. Il presidente ha ragione a chiedere il primo posto. Lo vogliamo tutti, ma in nostra coscienza dobbiamo sapere che incontreremo delle difficoltà. I campionati sono fatti anche di episodi e noi dovremo tenerci pronti. Adesso, però, partiamo per il ritiro. Ci sarà tempo e modo per tutte le valutazioni del caso». di Luigi Carrieri Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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