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Dionigi, Cavallo e non solo
Doppio colpo del Taranto che prende l'attaccante del Crotone e il centrocamppista della Pro Sesto

All’improvviso: Davide Dionigi e Luca Cavallo . Il mercato del Taranto ha accelerato, improvvisamente. Comprendendo che il tempo a disposizione rischiava di diventare troppo poco, che il malumore montava. O, magari, sogghignando e annunciando nomi mai sfuggiti durante le trattative. Un attaccante e un centrocampista: due nomi “pesanti”. Perché Davide Dionigi, ad esempio, ha poco più di 90 presenze in serie A (19 gol) e quasi 280 in B (andando a segno 80 volte). E in C1 ha giocato solo tredici anni fa, mettendo a segno 14 gol in 28 partite. Passato illustre e presente da valutare: il Taranto si affida molto a lui, al punto da avergli fatto firmare un biennale, prelevandolo dalla Reggina (l’ultima stagione era passata tra Spezia e Crotone). Molta fiducia è anche riposta in un altro acquisto fatto da Evangelisti: si tratta di Luca Cavallo, centrocampista che può vantarsi di undici stagioni consecutive in B (con oltre 280 presenze) prima di scendere in C (ultima stagione alla Pro Sesto) e che garantisce un contributo di centimetri e quantità alla linea mediana del Taranto, aumentando anche lo spessore fisico del gruppo. Acquisti, insieme con Zaccanti che già ieri ha svolto il primo allenamento in rossoblu, che fanno tirare un sospiro di sollievo a Cadregari, tecnico voglioso di cominciare a fare sul serio: «Sono contento che la squadra cominci a prendere forma, che arrivino i giocatori che servono per darci una mano. Dionigi e Cavallo hanno qualità che non si discutono: è importante, ora, che mostrino gli stimoli giusti per calarsi in questa avventura. Abbiamo tanto da lavorare». Dionigi e Cavallo sono due giocatori che alzano il tasso di esperienza di una squadra (Dionigi ha 33 anni, Cavallo 34) che finora aveva solo due giocatori (Cammarata e Pastore) al di sopra dei trent’anni, ma anche due elementi che consentono a Blasi di alleggerire la lista della spesa, che aveva sei nomi dopo l’ultimo vertice. Ora ne mancano tre, a fare i conti in modo elementare. Uno dovrebbe essere Gennaro Esposito, centrocampista di ventidue anni di proprietà del Siena, l’anno scorso alla Juve Stabia. A quanto si sa domenica, nel ritiro dei senesi a Norcia, c’è stato un nuovo vertice tra Evangelisti, il d.g. toscano Roberto Zanzi e il giocatore: al centro della trattativa c’è sempre la necessità che gli venga prolungato il contratto prima di stabilire la comproprietà. A questi poi, potrebbe aggiungersi nelle prossime ore Carlos Maximiliano Estevez (“El Chanchi”), attaccante tascabile (è alto 165 centimenti) l’anno scorso all’Amadora, in Portogallo, su cui la società sembra puntare molto. La pista straniera non si chiude al trentenne giocatore argentino, ma potrebbe riservare altre sorprese. Così come il mercato del Taranto sembra non essere fermo. Rimbalzano voci dalla Sicilia che parlano di un Catania pronto a chiudere per Mancini dando al Taranto l’altra metà di Plasmati e un conguaglio di centomila euro. A questo punto, però, la partenza di Cammarata potrebbe diventare scontata (il Ravenna gli fa la corte), nonostante ci sia ancora la volontà del club rossoblu di rinnovare il contratto al giocatore. Allo studio c’è anche il prolungamento dell’accordo con Colombini (in ritiro si è visto il suo procuratore Bagnoli) e Cejas. di Fulvio Paglialunga31 luglio 2007

Ora il Taranto sogna la B
Due colpi a sorpresa: Dionigi e Cavallo. «Vogliamo la promozione». Blasi ed Evangelisti acquistano due pezzi pregiati. L’ex Bari: «Proposta irrinunciabile»

Due acquisti di spessore: Davide Dionigi e Luca Cavallo sono i primi rinforzi richiesti da Adriano Cadregari per compiere il salto di qualità. Dionigi arriva per rimpolpare l’attacco. Cavallo è un centrocampista di interdizione, dotato di forza fisica e buona visione di gioco. Le trattative, condotte in gran segreto dal direttore sportivo Evangelisti, sono state perfezionate ieri mattina nella sede della Projet a Manduria.
COLPO-DIONIGI Il primo contatto col bomber emiliano risale a poco meno di un mese fa. «Ma i campionati erano finiti da poco - attacca Dionigi, una breve parentesi anche tra le fila del Bari - e si trattò si un semplice pour parler. Sabato sera sono stato informato del rinnovato interesse del Taranto e ho comunicato al mio procuratore - Silvano Martina, manager anche di Cavallo e Buffon, ndr - di concludere la trattativa». Per il nuovo centravanti rossoblù, dopo una lunga carriera consumata tra A e B, si tratta della seconda esperienza in C1. «Tredici anni fa a Como vinsi il campionato, spero di ripetermi in riva allo Ionio. Perché ho scelto Taranto? Avevo altre offerte importanti - Verona e Perugia, ndr -, ma il presidente mi ha subito fatto sentire protagonista del suo ambizioso progetto». Tatticamente Dionigi si definisce «attaccante d’area, rapido a sfruttare gli assist dei compagni. Con il 4-3-3 - conclude - ho sempre agito da centrale, anche se, negli ultimi anni ho imparato ad arretrare il mio raggio d’azione e a mettermi al servizio dei compagni».
ECCO CAVALLO Cadregari ora può contare sul centrocampista di cui aveva bisogno. Luca Cavallo risponde all’identikit fornito dal tecnico di Crema. «Ho sempre corso tanto - esordisce -, sacrificandomi per la squadra e mettendo a disposizione le mie qualità fisiche. Il 4-3-3? È uno schieramento in cui sono spesso stato impiegato, agendo in tutte le posizioni. Preferirei, però, giocare da centrale o a destra». Cavallo, che ha avuto come compagno Evangelisti tra le fila del Perugia, è rimasto impressionato «dal calore della piazza e dalla voglia della società di tornare in serie B. Sono convinto che non avremo problemi ad inserirci dal momento che è stata confermata l’ossatura del gruppo precedente». Dionigi giungerà a Penne mercoledì pomeriggio, mentre il centrocampista ligure si aggregherà ai nuovi compagni giovedì sera. Finora si è allenato con il team dei disoccupati a Coverciano e giovedì mattina sosterrà l’esame per conseguire il patentino da allenatore di terza categoria. di Fabio Di Todaro31 luglio 2007

Ora l’affare-Esposito
Campagna acquisti in fermento, vicino l’accordo con il centrocampista dello Stabia

A due giorni dall’arrivo del difensore Zaccanti, il Taranto piazza altri due colpi sul mercato. Ieri pomeriggio il presidente Blasi e il diesse Evangelisti hanno definito le trattative con l’esperto attaccante Davide Dionigi ('74) di proprietà della Reggina e col centrocampista Luca Cavallo ('73) ex Pro Sesto. Il nome di Dionigi è spuntato all’improvviso dopo la brusca frenata nella trattativa che avrebbe dovuto portare in rossoblù il centravanti brasiliano Da Silva, inseguito per diversi giorni e bloccato dal Verona a cui mancava una valida alternativa nel ruolo. Dionigi era il principale obiettivo per l’attacco proprio degli scaligeri, ma il Taranto è stato ha giocato d’anticipo tesserando con un biennale l’esperto bomber emiliano, che ha accettato questa nuova scommessa ripartendo dalla C1. Reduce dalla parentesi non certo esaltante di Crotone (11 presenze 0 gol), Dionigi va a rinforzare l’attacco di Cadregari, che potrà contare su un centravanti di lusso per la categoria, molto abile, anche di testa, negli ultimi sedici metri. Insieme a Dionigi arriva, con contratto annuale, il roccioso centrocampista ligure Luca Cavallo, nell’ultima stagione in forza alla Pro Sesto, con cui ha collezionato 24 presenze. Lunga anche la carriera di Cavallo che ha militato per diverse stagioni in A e B soprattutto con la maglia del Genoa. I due neo rossoblù inizieranno a lavorare con i nuovi compagni da domani quando è previsto il loro arrivo nel ritiro di Penne. Ma sembra ormai prossimo, anche l’annuncio dell’arrivo dal Siena del giovane centrocampista ('85) Gennaro Esposito ex Juve Stabia. Evangelisti e Gerolin avrebbero già definito i dettagli del prestito che verrà ufficializzato non appena il giocatore prolungherà il contratto con la società toscana. L'Avellino, intanto, sarebbe tornato alla carica per il difensore Colombini offrendo al Taranto 200mila euro. La società ha rifiutato la proposta, anche perchè c'è ormai l’intesa col giocatore (ma anche con Cejas) per il prolungamento del contratto fino al 2010. di Enrico Sorace31 luglio 2007

Taranto contestato
La protesta di alcuni tifosi durante l’amichevole con il Pinna 99: poi, dopo il colloquio con il presidente Blasi, è tornata la calma. Dodici gol per i rossoblu

Più della partita fa rumore la contestazione. Breve, ma intensa. E significativa: il primo giorno che in ritiro piombano i tifosi, il malcontento esplode. E’ accaduto ieri, durante l’amichevole contro il Pinna ’99: una cinquantina di sostenitori presenti, un tentativo isolato di invasione (prontamente bloccato) e, poi, un confronto breve e intenso tra un gruppo staccatosi dalla tribuna e il presidente Blasi con il resto dei dirigenti, tutti a bordo campo ad assistere alla partita. Nel mirino dei tifosi la campagna acquisti, fin qui dissonante dalle promesse fatte prima che la stagione iniziasse. Si chiedono rinforzi e Blasi, ancora una volta, prova a farsi garante nonostante un mercato che sembra sempre più difficile e giocatori che continuano a tentennare. La normalità non ci mette molto a tornare, ma l’episodio lascia il segno e rende increduli i giocatori, già impegnati troppo poco per rendere attendibile il test. Gli amatori del Pinna ’99, infatti, non oppongono quasi resistenza ai rossoblu, rivelandosi avversario troppo debole per un’amichevole. Al punto che Cadregari, quando ha capito la tendenza, ha ridotto la durata del primo tempo (quello giocato con i possibili titolari) a solo mezz’ora. Poi, nell’intervallo, ha chiesto ai più giovani di provare qualcosa in più senza far forzare nei quaranta minuti a disposizione di chi aveva voglia di farsi vedere. Troppo poco per vedere uno spunto, per comprendere il grado di apprendimento del gruppo: qualche tentativo all’inizio, subito riuscito e subito rivelatosi troppo facile per essere vero. Solo appunti sparsi: Caccavallo, ad esempio, mostra numeri e conoscenza dell’impianto tattico che la scuola di Zeman gli ha inculcato. Segna quattro gol (uno con tanto di "sombrero" al portiere), mettendosi - per quello che è possibile valutare - un po’ sopra gli altri. Bene anche Malagnino, alla terza doppietta in tre amichevoli e ancora una volta provato (con buoni risultati) come elemento del tridente. Per gli altri partita al piccolo trotto, con una sequenza di gol anche eccessivamente rapida: un delizioso "cucchiaio" di Cammarata e le altre reti segnate da Migliaccio, Pastore, Zito, Mancini e Sciaudone. L’unico gol degli avversari è stato segnato da Colamartino al… suo portiere: Cadregari, infatti, nel lodevole sforzo di rendere qualcosa un po’ più difficile, ha invertito i “guardasigilli”, schierando l’amatore con il Taranto e il giovane Maraglino (che tra l’altro ha fatto la sua parte, parando anche un rigore a Pellecchia) tra i pali del Pinna. Qualche applauso, qualcosa da vedere, ma davvero troppo poco. Nemmeno Cadregari fa fatica ad ammetterlo, mentre i tifosi riprendono a parlare, stavolta senza tensioni, con Evangelisti a fine partita (Blasi ha lasciato lo stadio dopo il primo tempo): «Ho visto qualche forzatura sulle giocate: ci abbiamo provato, abbiamo cercato di fare quello che in allenamento vediamo quotidianamente. Ma ad un certo punto si andava dentro con troppa facilità e non c’è stata attendibilità: non siamo giudicabili, ovviamente». Al tecnico non è sfuggita la richiesta dei tifosi. Servono rinforzi, si è capito: «I giocatori - spiega Cadregari - che servono sono stati identificati, ma ora si tratta di chiudere. E’ il momento di capire se possiamo diventare una squadra competitiva, come è previsto. Se, invece, la squadra è questa, invece, può andare bene lo stesso, ma è chiaro che, in quel caso, bisognerà dirlo». di Fulvio Paglialunga29 luglio 2007

Le firme slittano ancora
Mercato: sempre vicino l’arrivo di Zaccanti, Da Silva e Gennaro Esposito

L’attesa si allunga ancora, anche se l’attività di mercato del Taranto non si ferma. Le ufficializzazioni, però, tardano ad arrivare: nel momento decisivo
sorge sempre qualche intoppo. Le trattative rallentano: quando c’è l’accordo con il giocatore manca quello con la società. E viceversa. E’ un mercato difficile anche se i vertici societari non si mostrano preoccupati. Tre nomi assurgono a protagonisti: due conosciuti (Zaccanti e Da Silva), uno tornato alla ribalta (Gennaro Esposito, da non confondere con lo stabiese Antonio). Per Fabio Zaccanti non è cambiato nulla nelle ultime 24 ore: il difensore ha raggiunto l’accordo con il Taranto da un paio di giorni ed è entusiasta della nuova, possibile destinazione. Non ci sarà, però, trasferimento di cartellino tra le due società. Zaccanti attende di concordare la rescissione con la società dauna: non dovrebbero esserci manovre di disturbo, anche perchè il giocatore non rientra nei programmi del nuovo tecnico Campilongo. Ma bisognerà attendere ancora: soltanto ad accordo fatto il ragazzo potrà raggiungere il Taranto. Non molto diverso il discorso riguardante William Barbosa Da Silva: la punta brasiliana del Verona ha un accordo di massima con la dirigenza ionica, ma l’intesa tra le società è un obiettivo ancora da cogliere. Anche il Foggia (il derby di mercato con i cugini è ormai una costante) ha fatto un sondaggio per l’attaccante, anche grazie al solido legame nato con il direttore sportivo dei “satanelli” Di Bari ai tempi del Martina. Ma si tratterebbe solo di una strategia alternativa, battuta senza troppa convinzione: il “preferito” dell’allenatore Campilongo resta Morante della Sambenedettese. La pole position del Taranto, pertanto, non appare in discussione, nonostante il rallentamento della conclusione della trattativa. Il ritorno in Italia del presidente Blasi dovrebbe velocizzare i tempi. E poi c’è Gennaro Esposito, attualmente al Siena, l’anno scorso alla Juve Stabia (da non confondere con Antonio Esposito, altro calciatore della Juve Stabia). Ventiduenne, napoletano di nascita, l’atleta è in ritiro con la compagine toscana a Norcia. Il ds Evangelisti, un paio di giorni fa, ha trovato un accordo di massima con il Siena (e il calciatore è pronto a trasferirsi). Manca un tassello: il contratto di Esposito scade nel 2008, i club dovranno mettersi d’accordo per prolungare l’impegno fino al 2009. di Leo Spalluto29 luglio 2007

Nuovo colpo: ecco Zaccanti

Nuovo acquisto del Taranto: ieri in tarda serata il club rossoblù ha definito l’accordo con l’ex difensore del Foggia Zaccanti. Si tratta di un contratto biennale con il giocatore. che nella passata stagione ha vestito la maglie rossonera. Per definire l’acquisto di William Barbosa Da Silva il Taranto dovrà attendere i primi giorni della prossima settimana. L’incontro fissato per ieri mattina con il Verona è saltato a causa dell’indisponibilità del direttore sportivo degli scaligeri Cannella e potrebbe tenersi lunedì o martedì. I rossoblù, dopo aver constatato l’impossibilità di raggiungere l’accordo con Plasmati (Catania), Ferraro (Salernitana) e Chianese (Ravenna), hanno la necessità impellente di arruolare un altro attaccante in organico ed il calciatore paulista rappresenta la prima scelta di Evangelisti e Cadregari. L’ex bomber del Martina, 75 presenze e 42 reti in tre stagioni con la casacca biancazzurra, è vincolato al club gialloblù fino al 2009 e avrebbe espresso il proprio parere positivo al trasferimento in riva allo Ionio. La sua volontà pone, al momento, il Taranto in vantaggio rispetto ad altre compagini che hanno chiesto in formazioni sul centravanti brasiliano (Foggia e Messina). I dauni fanno leva sui buoni uffici del diesse Di Bari che ha avuto il calciatore alle sue dipendenze in Valle d’Itria. Se la questione-Da Silva non è ancora risolta, ci sarebbe una trattativa che Evangelisti avrebbe condotto in porto negli ultimi giorni della settimana. Il rinforzo per il centrocampo dovrebbe giungere dal Siena, da cui il Taranto avrebbe prelevato in prestito il centrocampista Gennaro Esposito ('85), nello scorso campionato in forza alla Juve Stabia. L’incontro tenutosi ieri sera con il direttore sportivo toscano, Manuel Gerolin, sarebbe servito per mettere nero su bianco. In ultimo nota dalla Figc: il 9 agosto saranno resi noti i calendari di C1 e C2. di Fabio Di Todaro29 luglio 2007

Taranto, i tifosi contestano
A Penne l’amichevole finisce 13-1. I supporter chiedono i rinforzi

Poco più di un allenamento anche l'amichevole contro la formazione amatoriale del Pinna 99. Il Taranto sembra abbonato al 13, tanti sono infatti i gol messi a segno anche ieri così come mercoledì scorso. Sugli scudi il 28enne attaccante, ex Lecce, Caccavallo autore di quattro reti nel primo dei due tempi di mezz'ora disputati sul campo del centro sportivo di Penne. La partita è stata seguita anche dal presidente Blasi, che però non è rimasto fino alla fine preferendo andare via prima. Presenti anche alcune decine di tifosi rossoblu giunti appositamente da Taranto per seguire la squadra. Non sono rimasti molto soddisfatti sia del contenuto tecnico del test, sia dell'attuale situazione di stallo del mercato. C’è stato un tentativo (fallito) di invasione di campo e poi una mini contestazione per Blasi ed Evangelisti. Sintetico il tecnico Cadregari: «Tra il clima e la poca consistenza dei nostri avversari, anche oggi non si può dire molto. Ho visto che i ragazzi hanno provato con insistenza alcune giocate, anche se si arrivava sotto porta con troppa facilità. Durante la partita ho chiesto poi di provare qualche combinazione, diciamo che hanno risposto bene ai comandi». La presenza del presidente Blasi porta ovviamente anche a domande che riguardano il mercato e Cadregari risponde con franchezza. «I giocatori sono stati identificati, adesso però bisogna per forza stringere i tempi e chiudere le trattative. Se si vuole costruire una squadra da vertice, la strada da seguire si conosce, altrimenti i piani e gli obiettivi cambiano. Ma a riguardo il club sta lavorando seriamente». di Fiorangelo Cutilli29 luglio 2007

Lo squillo del capitano
Pastore parla del nuovo Taranto: «Vogliamo tutti la B: proprio per questo aspettiamo l’arrivo dei rinforzi. Abbiamo piena fiducia in Blasi ma bisogna fare in fretta»

Quello che si vede, tra un allenamento e una partita a carte, è mezzo Taranto. Niente di più, lo sanno anche gli attori. E ne parla anche il capitano. Ivano Pastore ha virtualmente la fascia al braccio: il più anziano, il più saggio. Uno dei due sopra i trent’anni (l’altro è Cammarata) in un ritiro assai giovane. Non è, questo, il Taranto che farà il campionato: è chiaro, se si leggono le promesse del presidente e l’elenco dei presenti. Serve altro, non è nemmeno più una notizia. Ma il gruppo avverte questa mancanza. E Pastore, senza alzare il tono della voce, lo segnala: «Siamo incompleti, è chiaro. Magari non è compito nostro dire queste cose, ma è inutile nasconderci. Lavoriamo da quasi quindici giorni, lavoriamo bene. Ma qualcosa manca». Da quando il Taranto è a Penne, il gruppo ha subito modifiche troppo lievi. Non sufficienti a scacciare i dubbi: «Certo, ci sono D’Alterio e Barasso in più, ma nulla di inaspettato. Forse la vera sorpresa è Barasso, ma lo ha fatto per amore del gruppo, rinunciando ad altre offerte. La sua è stata una scelta di cuore, ma è stata anche una conseguenza dei programmi che gli sono stati prospettati. Ecco, una società che ha quei programmi e che prende quello che forse è il miglior portiere della C, sa bene, anche senza bisogno dei nostri suggerimenti, che servono rinforzi e anche in fretta». Non c’è un gruppo in allarme, ma una squadra che si fa domande ogni giorno. Che ha sentito le intenzioni di Blasi e ha voglia di fidarsi ancora: «Barasso ha scelto il programma del Taranto, io sono rimasto per lo stesso motivo e ho convinto De Liguori a fare lo stesso. Ora per realizzare quello che Blasi ha detto serve razionalità: io dico che finora ha sempre mantenuto le promesse. E ho ancora fiducia, ma…». Appunto, ma? «Fossi un tifoso sarei preoccupato». Perché quando al mattino si sfogliano i giornali, si capisce che il mercato, adesso, non è più fermo come all’inizio. Che le altre si rinforzano, che mettono i loro organici indiscutibilmente davanti a quello del Taranto: «Prima il mercato era bloccato e, allora, vedevi che qui non arrivava nessuno e nemmeno gli altri riuscivano a prendere rinforzi. Era un male comune, ma ora è arrivato il momento di stringere per qualcosa di più importante, perché le altre squadre non stanno più ferme». Formazioni che si rinforzano, concorrenza che aumenta: «Si è detto che noi dobbiamo vincere: è quello che vogliamo fare. Ma oggi non siamo alla pari delle grandi del campionato». C’è la vecchia guardia mescolata a giovani di buone (per alcuni ottime) speranze: «Un ottimo gruppo, visto che è stato confermato lo zoccolo duro della scorsa stagione. Ma siamo pochi anche numericamente». Anche per questo, nel blitz di Blasi di martedì scorso, i senatori del gruppo hanno voluto parlare con il presidente e sollecitare l’arrivo di rinforzi: «Lo abbiamo chiesto - spiega Pastore - perché è l’idea di prenderci quello che l’anno scorso ci è sfuggito che ci ha convinti a rimanere qui. E per quell’obiettivo servono i giocatori. Il presidente ci ha detto di stare tranquilli e noi lo siamo, ma questo fine settimana deve portare qualche novità». Oggi Blasi potrebbe essere in ritiro, domani il gruppo sarà libero per volontà di Cadregari. Si riparte lunedì: «E io spero, al nostro ritorno a Penne, di trovare qualche volto nuovo e, soprattutto, qualche giocatore importante. Se il presidente domani (oggi, ndr) sarà in ritiro, ne parleremo ancora». Pastore, intanto, parla con tutti. Anche con Cadregari, abbastanza spesso. «Il tecnico vuole capire una situazione che per lui è nuova: noi stiamo qui da tre anni e conosciamo tutto, lui c’è da poco. E’ tornato nell’inferno della C, dopo aver lavorato nel calcio pulito dei giovani: è logico che il nostro compito sia anche dargli una mano». Per sé, per la società, per i compagni di squadra e soprattutto per i giovani: Pastore lavora per tutti: «I giovani, per intenderci, sono buoni giocatori, anche se c’è ancora bisogno di tempo per valutarli. Soprattutto, una volta tornati giù, dovremo capire se sono solo buoni giocatori o anche giocatori da Taranto». di Fulvio Paglialunga28 luglio 2007

Taranto, ecco tre rinforzi
La società rossoblù è vicina a Zaccanti, Esposito e Da Silva. Mancini andrà a Siena?

Il Taranto è pronto a sparare tre colpi, che già oggi potrebbe essere ufficializzati. William Da Silva ('78) centravanti del Verona, Federico Zaccanti ('82) jolly difensivo del Foggia e Antonio Esposito ('83) centrocampista ex Juve Stabia. Questi gli acquisti che la società rossoblù è sul punto di annunciare. A dir poco frenetica la giornata di ieri per il diesse Evangelisti impegnato su più fronti per completare la squadra di Cadregari, pronto ad abbracciare tre giocatori di spessore. Da Silva, giunto a Verona la scorsa estate dopo la brillante esperienza col Martina, è stato inserito nella lista dei partenti dal club gialloblù, deciso ad affidarsi ai gol di Dionigi e Tulli per tornare subito in B. L’accordo col centravanti brasiliano è stato già raggiunto, ma i dettagli dell’operazione (trasferimento a titolo definitivo al Taranto) verranno definiti stamattina alla presenza anche del presidente Blasi di rientro dal Portogallo. «Ci sono ottime possibilità che venga a Taranto - ha confessato Da Silva -. Il diesse Evangelisti ha trovato l’intesa col Verona, e ora attendo solo l’ok per firmare il contratto». In B Da Silva non è riuscito ad ambientarsi segnando col contagocce (4 gol in 28 presenze), ma in C a Martina fece faville, risultando tra i bomber più prolifici del girone B. Oltre a Da Silva è in arrivo anche il difensore Zaccanti, che il Foggia ha deciso di mettere sul mercato dopo aver rinnovato l’intero pacchetto arretrato. L’ormai ex rossonero può essere impiegato da esterno mancino o da centrale, una duttilità particolarmente gradita al tecnico Cadregari. Ma anche Antonio Esposito (31 presenze e 8 gol con la Juve Stabia, uno dei quali proprio allo Iacovone) è un serio candidato ad indossare la maglia del Taranto, che avrebbe battuto sul tempo Foggia e Ternana, entrambe interessate all’ex stabiese. Nella giornata di oggi Blasi ed Evangelisti avrebbero in agenda un incontro ad Avellino per mettere nero su bianco col calciatore attualmente svincolato, utilizzabile come interno destro di centrocampo o da esterno alto d’attacco. «Il Taranto per me rappresenta la priorità - ammette Esposito - e mi farebbe piacere giocare in rossoblù». Intanto circola voce che stasera il presidente Blasi possa incontrare anche il ds del Siena Gerolin, per discutere del possibile passaggio di Mancini al club toscano. di Enrico Sorace28 luglio 2007

Circa 200mila euro per l’uso dello Iacovone
Diventano pubbliche le tariffe del Comune. Galigani: «Siamo su Scherzi a parte... »

Le nuove tariffe comunali per l’uso dello "Iacovone" hanno provocato parecchio sconcerto nell’entourage rossoblù. Per ciascuna partita il Taranto dovrà pagare 4mila euro. In caso di notturna il prezzo lieviterà a 4500 euro. Per ogni ora d’allenamento il costo è di 187 euro sul campo A, 90mila su quello B. Commenta l’assessore al patrimonio, Michele Contino: «Con l’entrata della nuova amministrazione comunale, si cambia regime. Non si possono ripetere gli errori commessi in passato. I rischi cui si va incontro sono sotto gli occhi di tutti. I prezzi fissati non sono il frutto di capricci personali; bensì il calcolo matematico del computo delle spese di gestione dello stadio: custode, giardiniere, oneri connessi (luce, acqua, gasolio), pulizia e quant’altro. Posso assicurarvi che sono anche esigui rispetto a quelli delle società di C delle altre città. Ma intendiamo vederci chiaro su ogni aspetto. Anche la cartellonistica all’interno dell’impianto è da verificare. Dagli atti esistenti in Comune non sono riuscito a trovare il riscontro della partecipazione dell’ente pubblico agli incassi della dislocazione dei cartelloni come ritengo sia giusto. Approfondirò anche questo discorso». La risposta del Taranto non si è fatta attendere. Dice il direttore generale, Vittorio Galigani: «Siamo su scherzi a parte. Pensate: dovremmo spendere 180-200mila euro circa fino a giugno prossimo per disporre di uno stadio in condizioni molto precarie, se non proprio fatiscenti e, soprattutto, con una capienza ridottissima: 7499 spettatori che costituiscono addirittura un quarto circa dell’intera potenzialità recettiva. Faccio un esempio. Al termine di una partita invernale, con pioggia e vento, fra costo dovuto al Comune, percentuale alla squadra ospite e gli altri oneri gravanti, rischiamo praticamente di rimetterci. Le squadre hanno costi gestionali molto onerosi. Ve lo posso assicurare». A questo punto sorge spontanea la domanda: che fare? Come risolvere l’intricato problema? Dice Contino: «Purtroppo i prezzi restano quelli. Non abbiamo margini. Per venire incontro al Taranto potremmo renderci promotori di rateizzare gli abbonamenti ai nostri dipendenti o alle società d’impresa privata che lo richiederanno. Il Taranto, da parte sua, potrebbe vendere un pacchetto di abbonamenti di qualsiasi settore ad esempio ad una banca come si usa in diverse città. Qualche strada alternativa percorribile, c’è. Basta mettersi a tavolino e cercarla con la dovuta concentrazione». Galigani: «Nei prossimi giorni mi metterò in contatto con l’assessore Contino. È un grande tifoso del Taranto. Sono convinto che riusciremo a trovare la giusta soluzione. Nell’incontro avuto in Comune mercoledì scorso, mi disse che l’ente pubblico intendeva schierarsi al fianco del Taranto così come è giusto che sia. Bisogna procedere in maniera sinergica e non su sponde opposte». Indubbiamente la vicenda va affrontata e risolta con il giusto nerbo, ma anche con molto buon senso. Sicuramente non vanno penalizzati i tifosi. Non è giusto. L’ingresso dell’imprenditoria tarantina appare necessaria. Non che l’intera spesa debba gravare su di essa, ma quanto meno potrebbe fungere da supporto. Tanto più che Vittorio Galigani, ieri sera, ha fatto un’importantissima affermazione: «La squadra è in fase di ultimazione. Ritengo che entro mercoledì, massimo giovedì della prossima settimana, mister Cadregari potrà disporre dell’intera rosa al completo. E’ stato il presidente Blasi a sbloccare il difficile mercato compiendo ulteriori sacrifici economici». di Giuseppe Dimito28 luglio 2007

Aspettando i rinforzi
Nel ritiro del Taranto anche i giocatori aspettno i nuovi arrivi. Ieri un momento spiacevole al campo di allenamento: alcuni atleti hanno subito un furto

Come in una gigantesca sala-parto. Tutti che aspettano qualcosa. O meglio: qualcuno. Rinforzi, praticamente. E’ l’aria che tira a Penne, in un ritiro anomalo: con meno sorrisi del solito, tanti punti di domanda e qualche mugugno, rumoroso o sussurrato. Il Taranto avverte la provvisorietà della sua immagine e non sempre riesce a nasconderla. Basta leggere i volti che si pongono quesiti, l’avida lettura dei giornali al mattino, i commenti sulle altre formazioni del campionato negli attimi di pausa. Cadregari ma non solo: anche i giocatori aspettano, con impazienza, che qualche aiuto esterno arrivi. Perché tutti sanno la responsabilità che gli è stata affidata dalla promessa di Blasi (promozione in B da primi) e ora aspettano che l’impegno diventi realizzabile. Il Taranto sta incontrando difficoltà a reperire i rinforzi, la squadra pare avvertirlo anche più del dovuto. Ogni giorno sembra quello buono, ma ogni giorno finisce con lo stesso gruppo che l’ha iniziato. Non è proprio disagio, ma può diventarlo. Perché diventa difficile lavorare su una tattica così complessa come quella di Cadregari se il gruppo è dimezzato (oggi è atteso l’arrivo di Colombini), se c’è una squadra provvisoria. Si tratta di movimenti provati e riprovati, di varianti da mandare giù a memoria: per trovarsi rapidamente in un calcio studiato per i ritmi alti. Ogni arrivo dovrà, pressappoco, ricominciare da capo. L’impressione, però, è che basti poco per risollevare il morale, per rasserenare chi sereno non lo è totalmente. I primi rinforzi, che sblocchino il flusso e diano segnali di fiducia a un gruppo che nei giorni scorsi ha sentito Blasi promettere impegno e rapidità nel completamento della squadra. Fiducia che farebbe passare sopra a qualche disfunzione, a imperfezioni della macchina organizzativa che, quando il quadro tecnico è rasserenante, diventano roba secondaria. Certo è assai sgradevole quello che è accaduto ieri alla squadra: la concomitanza con una manifestazione al centro sportivo di allenamento ha creato un eccessivo traffico negli spogliatoi e sul campo, dov’era in programma anche una partita tra amatori. Con i giocatori locali ai margini del terreno di gioco, la seduta pomeridiana è durata giocoforza un po’ meno del solito ed è finita senza partitella. Non solo: i giocatori, poi, hanno dovuto prendere i propri indumenti e raggiungere l’albergo per farsi la doccia. Prima di avviarsi, però, il brutto episodio: nella confusione, probabilmente, ignoti hanno messo mani nei portafogli di alcuni giocatori rossoblu, portando via dei soldi (per fortuna non tantissimi). Immediato il disappunto, pronto il tentativo (vano) di risalire ai colpevoli, tempestiva la solidarietà del resto del gruppo. Mugugni sparsi, ovviamente. Facce arrabbiate. Che pure il senso di amicizia tra compagni riesce a lenire, come in campo fa sparire tutte le preoccupazioni. Perché, nonostante l’attesa perenne di nuovi giocatori, quando c’è l’allenamento la squadra non si lascia condizionare: suda, sgobba e segue le istruzioni di Cadregari. Ieri ancora molto lavoro fisico e tattica in entrambe le sedute. Ancora qualche acciacco per Caccavallo e Malagnino (piscina al mattino e al pomeriggio), meno per De Liguori e Mancini (differenziato solo di mattina) e per Migliaccio (piscina nel pomeriggio). Poi, asciugamano sotto braccio, tutti verso l’albergo a fare la doccia. E a ricominciare con le domande: «Arriva qualcuno?». Arriverà, dicono. di Fulvio Paglialunga27 luglio 2007

Tariffe, tutto da definire

Da un lato la freddezza dei numeri, dall’altro il bisogno di non penalizzare troppo le esigenze delle società sportive della città. Un compito, già normalmente difficile, reso ancor più complicato dal dissesto. Dalle casse drammaticamente vuote. Dall’esigenza di recuperare denaro. La questione-Iacovone è tutta qui: il Comune tenta di far quadrare i conti (che comprendono gestione e manutenzione di una struttura in decadenza), il Taranto punta al semplice uso “domenica per domenica” senza spendere troppo. Esigenze distanti, soluzione non facile da trovare. Ma da entrambe le parti c’è piena coscienza della situazione: e il desiderio di collaborare per trovare una soluzione accettabile per tutti. Gli uffici comunali, in via preliminare, hanno “dato i numeri”: i dirigenti del Patrimonio hanno aggiornato il tariffario proponendo aumenti consistenti (per il Taranto, a quanto pare, sarebbero addirittura inaccettabili). La singola partita costerebbe 4.000 euro (di giorno, qualcosa in più per le notturne), la giornata di allenamenti ammonterebbe a circa 200 euro. Diciannovemila euro di esborso mensile, insomma: preventivo consegnato al Taranto come base d’approccio e discussione. Ma le cifre non potranno essere queste. Il club rossoblu (lo ha già chiarito) non prenderà nemmeno in considerazione tariffe simili: e i politici della Giunta Stefàno sanno bene che bisognerà trattare. La riunione di mercoledì ha aperto, in realtà, la riflessione: l’assessore al Patrimonio, Contino, spera di trovare sponsor che paghino, in parte, il costo d’affitto dello stadio per conto del Taranto. Tra l’altro ci sarebbe anche da definire la ripartizione dei proventi della cartellonistica. Molte le possibilità al vaglio: i contatti proseguono. Nessuno vuole forzare la mano. di Leo Spalluto27 luglio 2007

Il Taranto va completato
Cadregari aspetta rinforzi. Domani nuovo test-verità nel ritiro

È giunta quasi in dirittura d'arrivo anche la seconda settimana di ritiro sulle colline abruzzesi. I pesanti carichi di lavoro cui sono sottoposti quotidianamente i giocatori stanno per terminare e far posto ad una seconda parte di preparazione basata più sulla qualità. Il gruppo ha già raggiunto un buono stato di forma e la riprova si è avuta mercoledì nella partita amichevole giocata contro una rappresentativa di dilettanti locali. Nonostante la fatica accumulata nei giorni scorsi, che il caldo non ha aiutato a smaltire, i rossoblu in campo non si sono risparmiati ed anche di questo è soddisfatto il tecnico Cadregari: «Questi sono gli ultimi giorni duri di preparazione ed è normale che i ragazzi siano affaticati. Il programma prevede carichi di lavoro crescenti fino al termine di questa settimana, poi si passerà alla seconda fase». Il gruppo sta lavorando bene e dimostra spirito di sacrificio, ingredienti importanti per svolgere al meglio la preparazione che andrà avanti ancora fino a circa metà agosto. Tra le due fasi, dopo tredici giorni senza soste, per la prima volta domenica sarà concessa agli atleti un'intera giornata di riposo, da sfruttare al meglio per recuperare energie fisiche e mentali. Del lavoro che sta svolgendo con il gruppo, Cadregari ha parlato con il presidente Blasi, nella sua breve visita, i giorni scorsi, nella sede del ritiro. Per il momento, il tecnico di Crema oltre a valutazioni di carattere atletico non va. «L'amichevole disputata mercoledì, sia per una fisiologica stanchezza dei ragazzi che per la consistenza dell'avversario, sapevo non avrebbe potuto dare indicazioni di altro genere. Avevo chiesto almeno all'inizio di provare a giocare con intensità ed aggressività, indipendentemente da chi c'era davanti, ed ho avuto risposte soddisfacenti. Mi è piaciuta anche la ricerca di giocate attraverso una manovra di squadra e la presenza in area di rigore, situazioni che proviamo in allenamento. Un altro elemento positivo è stata la ricerca continua del gioco in profondità. Alcuni hanno giocato per più di un tempo e anche di questo sono soddisfatto. Nessuno si è tirato indietro o ha voluto giocare meno perché stanco, e mi fa piacere. Anche i ragazzi che sono scesi in campo man mano nel secondo tempo si sono comportati bene ed anche da questo punto di vista il test è stato importante. Queste amichevoli servono molto per staccare, soprattutto quando di fronte hai facce diverse da quelle dei tuoi compagni con i quali ti alleni ogni giorno». Sarà così anche domani, nella seconda amichevole settimanale sempre contro una formazione di dilettanti della zona. La partita è in programma alle ore 17 e rispetto a mercoledì saranno impiegati anche quei giocatori, come De Liguori e Caccavallo, che non hanno partecipato alla prima amichevole per risentimenti muscolari. «Per avere indicazioni più importanti - spiega Cadregari - aspettiamo le prossime amichevoli, contro formazioni sicuramente più competitive. Saranno test in cui si potrà valutare meglio il lavoro svolto anche dal punto di vista tattico. Su questo inizieremo a lavorare di più dalla prossima settimana, passando ad un programma più qualitativo e specifico». Negli ultimi giorni non si sono viste facce nuove nel ritiro. Anzi, qualcuna non c'è più, come quella di Marco Stella, centrocampista ex Piacenza, Ascoli e Pescara, che dopo due giorni a Penne, quando ormai l'ingaggio sembrava solo una formalità, ha lasciato la comitiva rossoblu per raggiungere quella dell'Avellino, raccogliendo l'offerta di un club di categoria superiore. Sono tanti i giocatori che in questa fase del mercato tendono ad aspettare proposte più vantaggiose e da serie maggiori, molti dei quali nella lista del club ionico. «E' un mercato difficile - analizza Cadregari - anche per questi aspetti. Quelli che hanno più richieste aspettano sempre e potrebbero farlo ancora per un po'. Spero di avere un organico completo il prima possibile, per non avere problemi in seguito. Intanto aspetto fiducioso notizie dalla società, che sta continuando a lavorare in questa direzione». di Fiorangelo Cutilli27 luglio 2007

Cercasi punta disperatamente
Ora è Da Silva l’obiettivo. L’alternativa è Zerbini in uscita da Venezia. Dopo aver sondato una decina di giocatori, il diesse Evangelisti è ancora a mani vuote

Il Taranto non trova sbocchi sul mercato. Un mercato in salita per la società rossoblù che deve completare la rosa di Cadregari. La priorità è una punta centrale che Evangelisti non riesce ancora a reperire nonostante i numerosi tentativi effettuati. La concorrenza in C1 si muove con colpi pesanti. La Salernitana si è assicurata Di Napoli, il Padova Di Nardo (e anche Varricchio), la Cremonese Graziani, il Gallipoli Di Gennaro, l’Ancona Mastronunzio, tanto per fare qualche esempio. Il Taranto, invece, sinora ha sondato almeno una decina di attaccanti, tra i quali Chianese, Morante, Castillo, Varricchio, Temelin, Tozzi Borsoi, Motta, Docente, Antenucci, Ferraro, senza dimenticare Plasmati di cui il Taranto è comproprietario col Catania. Ora Evangelisti insegue il brasiliano Da Silva del Verona, in ombra lo scorso anno in B, ma già testato in C ai tempi della sua esperienza a Martina. È lui l’obiettivo principale, anche se nelle ultime ore è tornato prepotentemente alla ribalta il nome del 35enne Califano, che non rientra più nei piani del Gallipoli. Il califfo è un rapinatore d’area, che può essere impiegato da centrale o da esterno, riuscendo ad assicurare ogni anno un cospicuo numero di reti. Si accontenterebbe di un annuale e questo potrebbe essere un motivo in più per considerarlo da Taranto. C’è anche un altro nome su cui si lavora. È Zerbini, che il Venezia non vuol trattenere. La trattativa è in fase avanzata, anche se l’ex piacentino non è una prima scelta. Anche il centrocampo è un settore da puntellare con un elemento di peso. Dopo l’improvvisa fuga di Stella (va a Pescara?), si guarda di nuovo all’arg entino Barrionuevo del Celano, ma non è escluso che alla fine il Taranto si possa orientare sullo svincolato Crovari ('75) lo scorso anno al Vicenza. Per la difesa Cadregari attende due tasselli, un centrale e un esterno destro. I nomi più ricorrenti sono quelli di Zanon (Celano), Paschetta (Gallipoli), Zaccanti (Foggia) e Romito (Napoli). di Enrico Sorace27 luglio 2007

Per cominciare 13 gol
Pioggia di reti per il Taranto nella sgambatura contro i volenterosi dilettanti della rappresentativa La Pinta

Presto per le indicazioni: il superlavoro del mattino appesantisce le gambe, la squadra è ancora una bozza di sé, l’avversario è simpatico, volenteroso ma non eccessivamente resistente. Tredici gol, ovviamente, sono numeri da estate: il Taranto, nell’amichevole con la rappresentativa "La Pinta", composta da dilettanti locali, ha il pregio di non essersi risparmiato ma può fornire poco più di nulla in termini di risposte. Perché il lavoro di questi giorni condiziona la corsa, perché non è il tempo della brillantezza. O ancora perché al gruppo che suda quassù mancavano De Liguori e Caccavallo (affaticati), che nel progetto tattico hanno un ruolo non di secondo piano. Ma, soprattutto, l’assenza più rumorosa è quella dei rinforzi, ancora lontani da Penne e dal Taranto. Così Cadregari prova quello che ha, assemblandolo con qualche forzatura e cercando di capire a che punto è l’apprendimento. Segue camminando a bordo campo la partita, dando indicazioni e dettando i tempi dei cambi spalmati sui due tempi (uno da 40 minuti e uno da 35). Guarda l’ipotesi di 4-3-3, controlla che le giocate spiegate nei giorni scorsi vengano tentate. Riescano o no, è la memoria a doversi allenare. Per abituarsi a certi movimenti, ai tagli e alle sovrapposizioni: i laterali di centrocampo e gli esterni di attacco possono anche scambiarsi la posizione, se il movimento riesce bene, i difensori possono salire per il cross. Giocano tutti, senza teoriche zone morte. Qualcosa non riesce, ma viene tentata: i meccanismi offensivi restano per perfezionare, i tempi da limare. La difesa è alta, la squadra molto corta in fase di non possesso: guida Pastore, tanto per non cambiare. Mancini corre e attacca lo spazio nonostante la testa altrove, Zito ha già scampoli di forza da mettere in campo. Cadregari studia l’adattamento di De Falco (mezzo sinistro di centrocampo) e richiama Pellecchia (buona tecnica, non eccelsa capacità di metterla a disposizione). Del vecchio gruppo si fida. E, a guardare i numeri, fa bene: Cammarata segna una tripletta (due di testa, uno in pallonetto), Zito anche (due di forza, uno di testa), Mancini trova l’inserimento giusto per mettere il suo nome sul tabellino. Piccolo trotto, ma idee che cercano di trovare spazio sul campo: non c’è un risultato evidente, ma c’è voglia di riuscire. Recupero e pallone giocato rapidamente: «Nel primo quarto d’ora - spiega il tecnico - ho chiesto ai ragazzi di aggredire il pallone e ho avuto buone risposte: è la parte che mi è piaciuta della partita». Indicazione: a Cadregari piace giocare con gli esterni offensivi nella zona del piede debole. Zito, mancino, gioca a destra, Pellecchia, destro, gioca a sinistra: per andare al tiro o servire meglio la discesa di chi si sovrappone e poi buttarsi dentro. Calcio assai offensivo, che ha bisogno di tempo e lavoro per essere assimilato. E di uomini. Ora mancano gli uomini, fra un po’ rischia di mancare il tempo: i rinforzi diventano necessari, sia per la qualità di cui il gruppo ha bisogno, sia per una questione di numeri (nel secondo tempo Cadregari si è inventato D’Alterio terzino sinistro per tappare la falla). Nella ripresa, poi, spazio anche alla doppietta di Malagnino, alla tripletta del baby Palmisano e al gol di D’Arcante, che danno minuti di felicità e riempiono il tabellino. Ora, però, al Taranto serve tanto. E’ il segnale più nitido che la partita dà: «Ma da questa amichevole - continua Cadregari - non volevo trarre molto. Mi va bene, abbiamo provato qualcosa anche se affaticati. Queste partite non sono materiale per opinionisti: sono tappe di avvicinamento al completamento del lavoro tattico, al conoscimento reciproco e al raggiungimento della condizione fisica». Alla prossima. di Fulvio Paglialunga26 luglio 2007

Iacovone, incontro interlocutorio
La gradinata resterà aperta. Presto nuova riunione tra Comune e Taranto per il problema-tariffe

Nulla di deciso, spirito di collaborazione e l’impegno a reincontrarsi presto. L’incontro tra Comune e Taranto per la questione-Iacovone non è stato risolutivo. Un problema (la possibile chiusura della gradinata) sembra archiviato, l’altro (l’entità delle tariffe) è ancora lontano da un approdo positivo La riunione tra le parti, come previsto, si è svolta ieri mattina presso gli uffici comunali del settore Patrimonio: presenti, per l’ente, l’assessore ai lavori pubblici Michele Contino, l’assessore allo sport Alfredo Spalluto, il dirigente del settore Patrimonio Pasquale Manfreda; la Taranto Sport era rappresentata dal direttore generale Vittorio Galigani. Noto il punto di partenza dell’incontro: il 23 giugno, con un accordo siglato davanti al sindaco Stefàno (pronto a firmare il documento di disponibilità della struttura necessario per l’iscrizione al campionato), il club ionico si è impegnato a sottoscrivere il regolamento d’uso dello stadio entro il mese corrente. Il vertice di ieri è il primo passo del cammino che dovrebbe portare alla sospirata firma: e ha scongiurato il rischio di una totale chiusura della gradinata per la prossima stagione. La riduzione della capienza a 7499 persone impone una ulteriore diminuzione delle aree “disponibili” per la tifoseria. Qualcuno aveva proposto l’apertura dei soli spazi di tribuna e curva Nord (avvenne nel primo anno di Campionato Nazionale Dilettanti). Ma l’idea, nettamente rifiutata dal Taranto, ha trovato la contrarietà anche degli esponenti comunali. «Non si può costringere gente abituata alla gradinata a spostarsi di settore - sottolinea l’assessore Contino - . Salveremo la parte centrale dell’anello superiore: il resto, anche per una questione estetica, pensiamo di dipingerlo in rosso e blu». Il vero nodo da sciogliere, però, è quello delle tariffe d’uso: il nuovo tariffario adottato, per esigenza di legge, da Palazzo di Città prevede aumenti consistenti. Il Comune ha illustrato al Taranto i “prezzi”: «Siamo ottimisti - dichiara Contino - . C’è collaborazione, lanciamo un appello anche a tutti gli imprenditori locali e alle banche. Se “sponsorizzeranno” lo stadio, potremo abbassare considerevolmente il costo dell’affitto per il Taranto». Di sicuro la gestione diretta resterà nelle mani del Comune. «Entro il 31 agosto - rivela l’assessore - presenteremo anche il progetto per la messa a norma dello stadio redatto dall’architetto D’Elia e dai tecnici comunali, così come previstodalla Lega di serie C. Presto andremo anche a Roma: chiederemo fondi al Credito Sportivo per la ristrutturazione dello stadio. Contiamo di riportarlo almeno a quota 15000 spettatori». Sarà ancora tempo di trattative, come rimarca l’assessore Spalluto: «Da entrambe le parti c’è comprensione di problemi ed esigenze. Abbiamo esposto la situazione: vedremo quali saranno le risposte. Continueremo a parlare nel tentativo di trovare una soluzione che vada bene per tutti». Un nuovo contatto telefonico tra Galigani e Spalluto potrebbe esserci già stamattina. «Prima chiudereremo - ricorda il dg rossoblu - prima potremo avviare la campagna abbonamenti». di Leo Spalluto26 luglio 2007

Iacovone, rimane il nodo-gestione
Ancora una fumata nera tra la società di via Umbria ed il Comune. La Questura: l’ideale sarebbe aprire al pubblico due settori. Manca l’intesa sulla convenzione d’uso dell’impianto. L’assessore Contino: «Bisogna rispettare i costi»

Fumata nera. Comune e Taranto Sport non hanno nè firmato la convenzione d’uso dello stadio Iacovone, nè raggiunto l’intesa per la sua sottoscrizione. E il 30 luglio, termine ultimo per firmarlo, è lì, ad un tiro di schioppo. L’incontro fra le parti è avvenuto ieri mattina nello studio dell’assessore Michele Contino, al terzo piano dell’Ufficio del Patrimonio, alla Bestat. Oltre a Contino, c'erano, per il Comune, l’avv. Marcello Fischetti, l’ing. Manfreda ed il geom. Bonamassa. Per la Taranto Sport, il diggì Vittorio Galigani. Il presidente Blasi era ad Imola per impegni di lavoro. Laconico e stringato il commento del direttore generale rossoblù: «Si è trattato di un incontro interlocutorio. Abbiamo preso visione del tariffario. Ci riserviamo di dare una risposta». Più loquace l’assessore Contino: «Vogliamo agire in maniera sinergica con la Taranto Sport. Il nostro obiettivo primario è quello di far quadrare i conti. Abbiamo i costi di gestione da far rispettare. Alle nostre spalle c'è la Corte dei Conti che vigila. Non possiamo farci trovare “impreparati” poiché ci saranno le dovute verifiche da parte del massimo organo contabile romano. Potremo soltanto operare delle smussature ai prezzi decisi, ma non di più. Per bilanciare un pò i costi, potrebbero venirci incontro alcune aziende tarantine i cui titolari sono tifosissimi della squadra. Sappiamo che il presidente Blasi ha in animo di allestire una formazione in grado di salire in B senza passare dai playoff per cui il giro d’orizzonte da compiere potrebbe risultare meno difficile». Ma il colloquio è stato a 360 gradi. Ha investito anche i settori dello Iacovone da aprire per ospitare i 7499 spettatori ammessi dalla Commissione di Vigilanza. Sui questo punto Comune e Taranto Sport sono apparsi d’accordo. Contino: «È giusto che ciascun tifoso occupi il posto che maggiormente gradisce. Tanto per fare un esempio, chi è abituato ad andare in gradinata, è giusto che continui a frequentare quel settore». Sull'argomento, tuttavia, dovrà decidere la Commissione di Vigilanza. La Questura, che vi fa parte integrante, ha già evidenziato delle perplessità all’apertura di curva, gradinata e tribuna per economia di servizi. Una concentrazione di tifosi in due settori (anzicchè su tre) renderebbe più snella e maggiormente efficace l’attività di controllo. Galigani: «Spero che si decidano subito i settori da aprire perchè a giorni dovremo varare la campagna abbonamenti». L’ultimo tema trattato è l’adeguamento dello Iacovone alla normativa-Amato. Ed è stato sempre l’assessore Contino che è intervenuto egregiamente sull'argomento: «Intanto dico che di recente abbiamo acquisito il certificato di staticità dell’impianto che mancava dai nostri atti. Ci è costato 350mila euro, ma ora siamo più tranquilli. Per il resto l’architetto D’Elia sta predisponendo il relativo progetto che dovrà essere presentato in Lega entro il prossimo 26 agosto. Il costo per la sua realizzazione (circa 2 milioni di euro, n.d.r.) sarà coperto dal mutuo che contrarremo con il Credito sportivo». A fine riunione è giunto l’assessore allo sport, Alfredo Spalluto. Il futuro? Il cielo ha tinte fortemente grigie. L’intesa non c'è. E non sarà facile raggiungerla. Le tariffe (non le hanno voluto svelare) non sono certamente basse. Le sponsorizzazioni sono un argomento difficile da trattare. La scelta dei settori da aprire, non semplice. Ed in tutto questo contesto di poche certezze, c'è sempre il problema della composizione della rosa da affidare a Cadregari. Servono ancora sei elementi, di cui quattro molto competitivi. Ed il tempo passa inesorabilmente. di Giuseppe Dimito26 luglio 2007

Blasi: «Mancini è nostro»
Ieri nel ritiro di Penne incontro tra il presidente del Taranto e il centrocampista

Quando Gigi Blasi è piombato in albergo, lunedì notte, i giocatori erano già in camera, mentre il resto attendeva. Parcheggio approssimativo, saluto rapido e riunione volante. Poco più di un’ora, il tempo di capire cosa serve e stabilire nuove priorità. Mercato, soprattutto. E dettagli organizzativi che servono a migliorare le condizioni del gruppo. Lavoro da fare, tanto. Blasi ha toccato l’esigenza con mano. Soprattutto ieri mattina, quando ha parlato con alcuni giocatori, oltre che continuato nei colloqui con lo staff. L’ultimo dei giocatori a vedere il presidente - e quello trattenutosi più a lungo - è stato, ovviamente, Manuel Mancini. Storia nota: il ragazzo di Ostia vuole provare il salto, il Taranto per ora lo tiene stretto a sé, forte del contratto fino al 2009. Le voci rimbalzano, lo scontro finale sembra vicino. Non c’è concordia tra le esigenze di Mancini e le volontà della società: ci sono solo continue schermaglie. «Mancini può dire quello che vuole, ma è un giocatore del Taranto». Blasi non lo urla, non vuole far schizzare la polemica. Lo dice come stesse parlando di un caso che non esiste. Invece c’è: il confronto, a sentire Blasi, è stato anche duro in alcuni momenti: «Mi sono "incavolato", certo. Ma sono anche stato estremamente chiaro con il ragazzo: non abbiamo ricevuto nessuna offerta». In realtà una trattativa c’è stata ma è ferma. Sembra un esercizio algebrico, più che un’operazione di mercato. Eccola: il Taranto ha ipotecato la metà di Plasmati in possesso dell’Andria, ma l’operazione non può dirsi conclusa perché manca l’assenso del Catania (comproprietario) e, ovviamente, la firma del giocatore. Per il cinquanta per cento dell’attaccante Blasi spenderebbe (dovesse arrivare l’ok per completare il "mezzo acquisto") circa trecentomila euro. Esattamente la metà del valore di mercato attribuito dalla società rossoblu a Mancini. La conclusione, nelle intenzioni del presidente, è chiara: il Catania lascia al Taranto anche l’altra metà di Plasmati e diventa comproprietaria di Mancini. Operazione bloccata, ma ipotizzata. Il cenno di Blasi vale come conferma: «Noi - dice il presidente davanti alla porta del campo d’allenamento - non vogliamo fare prigioniero Mancini. Ha ancora due anni di contratto, però. Ed è un nostro giocatore: lo rimarrà, se non dovessero arrivare offerte congrue». Mentre Blasi parla, Mancini passa. L’incrocio di sguardi non è fra due che si vogliono bene. Anzi. Ma il presidente sorride: «E’ mio figlio, quello lì». Poi si affaccia e alza il tono, per farsi sentire da Mancio: «E’ mio figlio». Ma ha deciso di lasciare la casa del padre: è il prezzo della carriera, a volte. C’è, anche, altro mercato da affrontare. Ed è stato il tema dei frenetici colloqui dell’intera mattinata (e della riunione notturna) con Cadregari e Evangelisti: anche i “senatori” del gruppo hanno chiesto al massimo dirigente rinforzi in tempi brevi. «Ci servono - fa sapere Blasi - altri sei giocatori: due per reparto. Speriamo di riuscirli a prendere il prima possibile. Ma non è facile: sono tutti sotto contratto, in ritiro con le loro squadre di appartenenza: sia di B che di C1. Siamo convinti, però, che la squadra che verrà su sarà pronta per lottare ai vertici, per vincere: ho fatto una promessa e non torno indietro». Parole finite, ancora colloqui. Compreso uno, brevissimo, con la squadra a metà campo, durante l’allenamento. Qualche presentazione, un "in bocca al lupo". E poi la partenza prima di pranzo, in auto con Luca Evangelisti. Il mercato, adesso, deve accelerare. Nella tarda serata di ieri però una brutta sorpresa: Stella giunto solo lunedì per un periodo di prova, stamani lascerà il ritiro: ha pronto un triennale ad Avellino. di Fulvio Paglialunga25 luglio 2007

Taranto corteggia Ferraro
Blasi tranquillizza il mister. Questione-Iacovone: oggi confronto con il sindaco

Un blitz durato poco più di dodici ore, iniziato attorno alla mezzanotte e terminato poco prima che la squadra si sedesse a tavola per il pranzo. Luigi Blasi, accompagnato dal direttore generale Vittorio Galigani, è piombato nel ritiro di Penne a tarda ora e ha trovato il diesse Evangelisti ed il tecnico Cadregari ad attenderlo per un immediato vertice tecnico. Il tecnico di Crema ha raccontato le sue prime impressioni dopo una settimana di lavoro, facendo presente le esigenze da soddisfare a stretto giro di tempo sul mercato. Nella mattinata di ieri, invece, il presidente rossoblù ha tenuto la squadra a colloquio per mezz'ora prima di recarsi sul campo del centro sportivo abruzzese per seguire la prima fase della sgambatura. È partito alla volta di Imola intorno alle 12, mentre il direttore generale Galigani ha fatto rientro in città nelle prime ore della serata.
CAPITOLO-MERCATO Al Taranto servono due difensori (un centrale in grado di far rifiatare Pastore e Migliaccio e un mancino, in attesa di valutare le condizioni di Colombini), un centrocampista e due attaccanti (un centravanti ed un esterno). Per il reparto nevralgico il rinforzo dovrebbe già essere pronto: Marco Stella (26), giunto in ritiro lunedì mattina, ha iniziato ad allenarsi con i nuovi compagni ed entro il termine della settimana lo staff tecnico dovrebbe sciogliere le riserve in merito al suo tesseramento. Il valore tecnico dell’esterno di Atri non è in discussione, ma andrà valutata attentamente la sua condizione fisica essendo reduce da una stagione di inattività a causa di un grave infortunio subito al ginocchio sinistro. L’obiettivo principale per rafforzare il reparto offensivo resta Emanuele Ferraro, 15 reti nell’ultima stagione a Salerno. Il Taranto gli avrebbe offerto un allettante triennale che, al momento, la compagine campana non sembra in grado di garantirgli. Ieri, infatti, i granata hanno annunciato l’ingaggio di Arturo Di Napoli e potrebbero sacrificare il bomber di Messina per ridurre il tetto degli ingaggi. Restano praticabili le piste che conducono a Gianvito Plasmati e a Gianni Califano, mentre Daniele Morante avrebbe dichiarato di non essere mai stato contattato dal diesse Evangelisti. Un nome nuovo per l’attacco è quello di Francesco Zerbini, classe '79, che ha disputato l’ultima stagione con le casacche di Venezia (11 presenze e 1 rete) e Pizzighettone (14 presenze e 2 reti). Adesso è tornato in Laguna, ma la dirigenza neroverde è pronta a cederlo a titolo definitivo. Sempre dal Veneto è giunta la notizia di un interessamento del Taranto per Alessandro Piovesan, 32 anni, mastino del centrocampo lagunare e con tanta esperienza accumulata sui campi di terza serie. Se dovesse essere ingaggiato Stella, però, difficilmente il Taranto tornerebbe sul mercato per rinforzare la zona nevralgica (conterebbe già sei elementi). Oggi pomeriggio, intanto, è previsto il secondo test amichevole contro una compagine dilettantistica del posto.
QUESTIONE STADIO È in programma questa mattina, alle 12,30, l’incontro a Palazzo di Città tra la Taranto Sport ed il Comune di Taranto per definire l’accordo in merito all’utilizzo dello stadio "Iacovone". Per il club di Via Umbra sarà presente Galigani, mentre l’Ente Civico verrà rappresentato dall’assessore allo sport Spalluto e, probabilmente, dal Primo Cittadino Stefàno. Il Comune ha preparato un tariffario d’uso dell’impianto che oggi renderà noto alla società. Trovare l’accordo, però, non sarà molto facile dal momento che, secondo indiscrezioni, le cifre stabilite dalla massima assise cittadina potrebbero non trovare d’accordo il sodalizio ionico. di Fabio Di Todaro25 luglio 2007

Iacovone, gradinata verso la chiusura

Gradinata chiusa per tutto il torneo di C1 che oramai è alle porte. E’ questa una delle ipotesi allo studio dei tecnici comunali che si stanno occupando della grana Erasmo Iacovone. E la soluzione, non proprio gradita ai vertici della società rossoblu, potrebbe essere servita già domani nel corso del vertice in programma in Comune al quale parteciperanno funzionari dell’Ente incaricati di risolvere la questione ed il direttore generale Vittorio Galigani. A spingere verso la completa chiusura del settore di gradinata le difficoltà strutturali dell’impianto, ma anche la necessità di rispettare le normative vigenti. Lo Iacovone, assolutamente non in regola con i recenti dispositivi in tema di misure di prevenzione della violenza negli stadi, ha visto precipitare a 7.500 posti la capienza consentita. Un limite bassissimo se si pensa alla passione del popolo rossoblu. Che nell’ottica del prossimo campionato va rapportata alle promesse di campionato da protagonista fatte dal presidente Luigi Blasi che senza mezzi termini ha detto di puntare alla promozione diretta in serie B. Programmi ambiziosi sui quali però pesano anche le difficoltà connesse all’uso dello stadio. La legge, peraltro, e lì e va rispettata. Esiste, stando a quanto fanno sapere informalmente da Palazzo di Città, anche un progetto allo studio per ristrutturare completamente lo Iacovone per riportarlo ai fasti di una volta e agli oltre 24.000 posti originari. I tempi, però, sono piuttosto lunghi, e peraltro il progetto deve fare i conti con le casse comunali drammaticamente in rosso. In attesa della ristrutturazione, quindi, con il torneo di C1 oramai alle porte, si studiano le soluzioni per garantire i servizi minimi. Ed è per questo che si è fatta largo l’ipotesi di chiusura della gradinata lasciando aperti solo gli altri settori. Una maniera per contenere anche i costi degli interventi che vanno fatti anche per rendere accessibile la struttura per 7.500 spettatori. L’ipotesi dovrebbe essere discussa domattina così come verrà affrontato lo spinoso caso di quanto dovrà pagare il Taranto per utilizzare l’impianto comunale.24 luglio 2007

Taranto, c'è anche Stella
L'esterno d'attacco ex Piacenza è arrivato ieri nel ritiro di Penne: è in prova ma dovrebbe firmare

Marco Stella entra in punta di piedi nella hall dell’albergo. Arriva al ritiro del Taranto con la stessa faccia di quando era uno degli astri nascenti della serie B. A ventidue anni era protagonista nel Pescara, da giovanissimo fu prelevato a peso d’oro dal Piacenza. Tre campionati di B, tre presenze in A. Poi, a maggio del 2006, un brutto infortunio: «Ho rotto tutto: menisco, collaterali, crociati, capsule». Il ginocchio sinistro ha ancora i segni. Ma ora Stella, che ha ancora ventisei anni, può ricominciare. E potrebbe ricominciare dal Taranto. Probabile rinforzo, per ora un giocatore sotto controllo: la società vuol capire se i guai fisici sono passati. E sembra proprio di sì. Era guarito a marzo, dopo tanta terapia e il duro percorso di recupero, ma il Piacenza non poteva inserirlo nell’elenco dei ventidue. Qualche partita nella Primavera, poi la prima parte di questa estate con il Modena: «Solo che lì avrei dovuto aspettare la fine del ritiro per sapere se mi volevano tesserare o meno. Invece mi ha chiamato il Taranto e mi sono catapultato: voglio giocarmi le mie possibilità». Qualche giorno sotto osservazione dello staff, forse la partita di domani decisiva per sciogliere i dubbi. L’intenzione, comunque, è tesserarlo. Per cominciare a mettere fine al senso di precarietà che si avverte nelle pieghe del ritiro. Tutti aspettano qualcosa, attendono rinforzi, aiuti. E qualcuno aspetta di essere ceduto. Come Manuel Mancini, che ormai non usa più giri di parole: «Devo assecondare le mie ambizioni, non posso rimandare ancora». Vuole andare via, vuole che il Taranto lo liberi, che Blasi gli faccia spiccare il volo. Sta benissimo: vederlo in allenamento è un piacere anche più degli altri anni. «Fisicamente darò sempre il massimo in campo, ma la testa è altrove. Che vuol dire altrove? Potrei andare in B, potrei andare in A. Soprattutto vorrei poter decidere». "Mancio" teme di rimanere prigioniero del contratto. Ha voglia di correre, invece. E non rinuncia nemmeno alla polemica: «Quando ho spiegato alla società le mie intenzioni mi hanno risposto che non c’erano offerte. A me questo, però, non risulta. Voglio parlare ancora con il presidente, spiegarmi nuovamente». Le offerte, in realtà, sembrano non essere ritenute congrue dal patron rossoblu. Che per il suo gioiello non scende dai seicentomila euro fissati all’inizio. Ragioni economiche, ma anche tecniche: Cadregari non vorrebbe privarsi del ragazzo di Ostia: «Il tecnico - dice Mancini - è una bravissima persona. Mi ha spiegato che, per lui, sono fondamentale. Ma poi ha capito le mie esigenze». Il Taranto potrebbe irrigidirsi, costringerlo a rimanere. Potrebbe rifiutare tutte le offerte. E quindi? «Non credo sia il massimo tenere un giocatore che non ha la testa giusta». Ne fa una questione di parole, anche: «L’anno scorso potevo non firmare il rinnovo e andarmene a fine campionato in scadenza di contratto. Invece ho avuto rispetto e gratitudine per la società firmando, facendo in modo che loro potessero trattare la mia cessione. Adesso, però, aspetto lo stesso rispetto e la stessa gratitudine dalla società». Un problema, pronto ad esplodere in modo ancora più rumoroso. La notte il Taranto si addormenta chiedendosi se al mattino avrà giocatori nuovi o, quantomeno, avrà tutti i vecchi. E’ una perenne attesa. Ieri il gruppo ha aspettato Blasi (arrivo previsto in nottata): l’occasione per capire qualcosa in più. Il presidente oggi parlerà con la squadra, poi ripartirà all’ora di pranzo. Cadregari, una sigaretta dopo l’altra, resta in ascolto. di Fulvio Paglialunga24 luglio 2007

La scomparsa di Leo Pomes
Aveva giocato per anni nella Primavera del Taranto

Dopo lunga sofferenza, all’età di 52 anni é deceduto domenica mattina Leo Pomes. Aveva disputato campionati Primavera con la maglia del Taranto allenato da Lucio Vinci (Miccoli, Morales, De Bono, Angi fra i compagni di squadra). Aveva successivamente disputato campionati nel Manduria. I funerali si sono svolti ieri nella chiesa Madonna delle Grazie. Di seguito, uno stralcio del commosso ricordo del sito “Tifo è amicizia”. Alla famiglia le condoglianze del “Corriere”.
“Leo Pomes non c’è più. A cinquantadue anni, si è involato per la sua ultima azione solitaria. Sull’esterno, perché non gli era mai piaciuto accentrarsi, stare al centro dei riflettori. Meglio non dare nell’occhio, a difese avversarie e compagni. Gli è riuscita anche quest’ultima finezza, l’azione a sorpresa. Perché Leo ci ha sorpreso tutti, un bel giorno si è caricato sulle sue spalle il fardello della responsabilità ed è fuggito via, in dribbling, eludendo tutti. Anche quei compagni che avrebbero voluto sostenerlo nella sua ultima azione. Voleva essere ricordato nel suo ultimo dribbling solitario. E c’è riuscito. Leo è uno degli ultimi calciatori di una Primavera che non c’è più. Un Taranto non ricco, investiva comunque nelle giovani promesse. C’era anche uno zoccolo duro di promesse indigene: Miccoli, Morales, Pomes appunto. Lucio Vinci, col quale Pomes starà già discutendo della sua posizione “lassù”, aveva messo in piedi quello che, oggi, si chiama gruppo. Ragazzi affiatati, promettentissimi, se solo la piazza avesse osato qualcosa di più. Avevano assaporato ritiri, convocazioni, aria di prima squadra. Allora c’era Mario Biondi in prima squadra. Con lui Aristei, Paina, Morelli, Beretti, Pelagalli, ‘il vecio’. Con loro un pieno di consigli e scappellotti. S’infuriavano, a volte, perché vedevano quanto questi ragazzi fossero bravi, perché alla fine non succedeva niente. Perché ripiegavano sul posto in banca, allo studio da commercialista, a una rappresentanza, o andare a tirare gli ultimi calci a Manduria, Grottaglie, Fasano. Un calcio un po’ romantico e un po’ pragmatico. Qualche volta scaldavano i muscoli sotto lo sguardo fiero di Vinci, seduto in tribuna. Entravano, si facevano onore. E ci facevano onore, quei ragazzi. Oggi sul campo scende un minuto di silenzio. Ciao, Leo”.24 luglio 2007

Mancini: «Fatemi giocare in serie A o B»
Il fantasista: «Sono ambizioso». Le aspirazioni del giocatore potrebbero trovare sfogo a Catania, a Siena o a Ravenna. A Penne lavora Stella ma non arriverà Barrionuevo

È stato un lunedì movimentato nel ritiro di Penne. La giornata è stata caratterizzata dall'arrivo, a tarda ora, del presidente Blasi, accompagnato dal direttore generale Galigani. Il numero uno di via Umbria si è intrattenuto e passerà la notte con il gruppo all'Hotel dei Vestini. Un'occasione per conoscere meglio i nuovi giocatori che sono in forza alla squadra e salutare i componenti della vecchia guardia. Una breve visita, prima di ripartire, utile anche per fare il punto della situazione con lo staff tecnico guidato da Cadregari (aspettano trepidante le novità) e inoltre a formalizzare il contratto del portiere Barasso.
IL CASO-MANCINI Oltre al mercato in entrata, la società sta cercando di risolvere la questione legata alla volontà di Manuel Mancini di lasciare il Taranto per approdare in categorie superiori. Da una parte c'è la valutazione del giocatore fatta dal club rossoblu di circa 600mila euro, dall'altra l'aspirazione di Mancini a calcare palcoscenici di A o B. «Ho tanta ambizione - dice il centrocampista romano - e attualmente è una mia priorità quella di fare il salto di categoria. Sto attraversando un momento particolare e cerco di restare sempre concentrato anche se a volte è difficile». Il pensiero fisso è quello di vestire la maglia di qualche club di serie A o serie B. «Con la società ho parlato, il presidente conosce le mie aspirazioni, spero che la questione si possa risolvere al più presto». Il Taranto ha valutato il suo giocatore ed è disposto a lasciarlo andare solo alla cifra fissata. Ci sono diverse squadre sulle sue tracce come Siena, Catania e Ravenna, ma finora non si è concretizzato nulla. «Continuo ad allenarmi bene - continua Mancini - come ogni professionista deve fare, ma ripeto, spero di avere queste opportunità. Ho rispettato la società quando ho prolungato il contratto dopo la promozione in C1, dimostrando il mio attaccamento e la mia gratitudine. Adesso spero che sia rispettata la mia volontà di ambire al salto di categoria. Ho parlato anche con l'allenatore, vorrebbe che restassi ma allo stesso tempo ha dimostrato di capire le mia situazione». Non sarà facile riuscire a conciliare le diverse esigenze e il Taranto rischia di ritrovarsi un giocatore demotivato se lo stato di cose non dovesse mutare. Ma una società forte, che vuole puntare in alto, sa che deve fare i conti anche con queste situazioni e non vorrà cedere per dimostrarlo.
LA NOVITA'-STELLA L'argentino Barrionuevo, dato in arrivo nel ritiro abruzzese, non farà parte del gruppo rossoblu. Tornato in Italia dopo le vacanze, ha raggiunto il ritiro del Celano, squadra di C2 in cui ha militato quest'anno e con la quale ripartirà per il prossimo campionato, come ha dichiarato il ds celanese Giannitti. Un nome nuovo, invece, per il centrocampo rossoblù potrebbe essere quello di Marco Stella. Il 26enne centrocampista abruzzese, cresciuto nel Pescara, passato poi all'Ascoli e nelle ultime stagione a Piacenza, tra serie A e B, ha raggiunto ieri la sede del ritiro. È reduce da una stagione sfortunata, nella quale non ha mai giocato, a causa di un infortunio al ginocchio destro. Dopo due operazioni e una lunga riabilitazione sembra essere tornato a posto e potrebbe essere un vero colpo di mercato. di Fiorangelo Cutilli24 luglio 2007

Zito verso la massima serie?
Stella è vicinissimo al Taranto. Attacco: piace Docente

È Marco Stella, 26 anni, il centrocampista destro che il Taranto cercava per fornire ad Adriano Cadregari un’alternativa a Manuel Mancini (sempre più attratto dalle sirene della massima serie) ed Andrea De Falco. Il ragazzo di Atri, ex Pescara e Piacenza, è reduce da una stagione di inattività a causa della rottura del legamento crociato e collaterale del ginocchio destro e, fino a domenica, è stato in ritiro con il Modena. Ha già iniziato ad allenarsi agli ordini del tecnico di Crema e nei prossimi giorni firmerà il contratto che lo legherà fino al 30 giugno 2008 al club di via Umbria. Per completare l’organico servono ancora un paio di difensori (un centrale ed un mancino) e due attaccanti (un centravanti ed un esterno destro). Evangelisti sarebbe sulle tracce di Giovanni Paschetta (Gallipoli), classe '75, che rescinderebbe il contratto con il sodalizio giallorosso per legarsi al Taranto. Per l’attacco, invece, è svanita la candidatura di Emanuele Ferraro che ieri ha posato come testimonial della campagna abbonamenti della Salernitana ed è candidato a far coppia con Arturo Di Napoli. Al diesse di Alatri piace molto Emilio Docente (Rimini), ma difficilmente il tecnico Acori autorizzerà la sua cessione prima di Ferragosto. Altre candidature valide sono quelle di Simone Motta (Pistoiese) e Gianni Califano (Gallipoli). Carlos Barrionuevo non raggiungerà più i rossoblù a Penne. Il Taranto avrebbe voluto tesserarlo, ma la società marsicana ha posto il veto sulla sua cessione. Dalla serie cadetta, intanto continuano a piovere offerte per i pezzi pregiati rossoblù. L’Avellino ha fatto un sondaggio per Francesco Colombini, mentre il Ravenna, dopo aver acquistato Larosa, Toledo e Cosenza, corteggia Mancini, Cammarata e Zito. Proprio sul centrocampista di Fuorigrotta potrebbe scatenarsi un’asta: la corte del Cagliari e del Torino si fa sempre più insistente e da una sua cessione (probabile) il Taranto potrebbe ricavare denaro da investire in altre operazioni importanti. di Fabio Di Todaro24 luglio 2007

Taranto a caccia di rinforzi
Vanno migliorati difesa, centrocampo e attacco. Galigani: «Servono almeno tre elementi». Mister Cadregari: «Così non siamo pronti per competere»

Il Taranto sbuffa, si allena, gioca anche la prima partitella stagionale, sia pur con tempi di 30' ciascuno, nel ritiro di Penne, ma la nuova rosa tarda a completarsi. Galigani: «Sono costretto a ripetermi. Il mercato è molto difficile. I giocatori aspirano a giocare nelle serie superiori. Bisogna aspettare. I tifosi devono avere estrema fiducia nella società, ed in particolare nel presidente Blasi che ha promesso di allestire una squadra in grado di centrare la B alla 34.a giornata». Nella settimana appena trascorsa sono arrivati due soli rinforzi: il portiere Barasso il quale torna a vestire nuovamente la maglia rossoblù tarantina ed il difensore del Foggia, Salvatore D’Alterio ('80). In più si sta allenando l’argentino Alessandro Iorlano ('86) che nella scorsa stagione militava nella serie B greca. Oggi giungerà un altro argentino in prova, Barionuevo ('77), centrocampista centrale, 12 presenze collezionate a Lanciano. Fra gli arrivi, ma non in veste di giocatore, c'è Pino Vergara, direttore dell’albergo che ospita il ritiro delle gare interne rossoblù, il quale è stato nominato team-manager della squadra. Il test in famiglia, giocato ieri l’altro, non ha dato grossi riscontri a mister Cadregari. Il quale, peraltro, ha mischiato le carte. Il trainer jonico ha schierato i suoi con il 4-3-3 che sarà il modulo di riferimento per il prossimo campionato. Per la cronaca la partitella è finita 3-2. Le reti sono state messe a segno per i vincitori da Malagnino (2) e da Cejas (gran bel gol), mentre per gli sconfitti hanno realizzato De Liguori e Iorlano. Cadregari: «Il test è servito per cominciare ad avere le idee chiare sui giocatori che ho a disposizione. Posso dire che il gruppo dei riconfermati è molto valido. Costituisce una buona base di partenza. Continuo a dire che la rosa va rinforzata con gente di peso. Siamo stati inseriti in un girone particolarmente difficile ed impegnativo. Ci sono formazioni che aspirano al salto di categoria. Noi, allo stato attuale, non siamo pronti per competere con loro. Ci servono almeno tre forti elementi, uno per reparto, in grado di far lievitare il rendimento del complesso». Numeri alla mano, tuttavia, per approntare la rosa dei 22-23 giocatori, necessitano altri 5 elementi. In difesa occorre un difensore, in mezzo due elementi di quantità e qualità ed in avanti due forti punte in grado di assicurare complessivamente almeno 35 gol. Per il primo ruolo si fa il nome del salernitano Romito. Per i due di centrocampo gli obiettivi potrebbero essere Tasso del Rimini, Carcione del Cassino e Campolattano, ex Gallipoli (svincolato). Per gli avanti il discorso si fa decisamente più complesso. Chianese aspira ad accasarsi al Nord. Plasmati, allo stato attuale, non si muove da Catania dove peraltro si sta mettendo in evidenza. All’orizzonte ci potrebbe essere il salernitano Ferraro, ma l’accordo è ancora lontano. Nelle ultime ore è rispuntato il nome del pistoiese Motta il quale ha rescisso il contratto con la sua ex società, ma anche con lui c'è ancora da raggiungere il non facile accordo economico. L'ultimo problema riguarda lo stadio "Iacovone". Dopodomani (ore 12,30) Comune e Taranto Sport si rivedranno per sottoscrivere la convenzione d’uso. Il 23 giugno scorso le parti raggiunsero un atto d’intesa al riguardo. Ma ora ci sono da quantificare le somme che Blasi dovrà versare all’ente pubblico per le 12 ore settimanali e per la disputa delle gare interne. Le cifre sono state notevolmente ritoccate rispetto alle precedenti. Se malauguratamente l’accordo non dovesse essere raggiunto, il Comune ritirerà la disponibilità dello stadio con conseguenze molto pesanti. di Giuseppe Dimito23 luglio 2007

Taranto, è già 4-3-3
Il test in famiglia finisce 3-2 per i “bianchi”. Cadregari, concentrato sulla tattica, fa capire come giocherà la sua squadra. Di De Liguori il primo gol della stagione

Sotto lo sguardo concentrato del diesse Luca Evangelisti, arrivano i primi gol del nuovo Taranto. Ma arrivano tutti dalla vecchia guardia. La stagione è aperta ufficialmente dal leone De Liguori, che dopo un giro di lancette infila Maraglino. Le gambe del centrocampista girano già come turbine. Cadregari è appoggiato alla panchina e, nonostante i quasi quaranta gradi che anche ieri hanno reso durissima la vita ai giocatori rossoblu, non fa altro che richiamare, correggere, spiegare. Un gran lavoratore, che nel secondo tempo della partitina, da mezzora a tempo, indossa una casacca celeste e si mette nel cuore della manovra dei suoi per suggerire da vicino movimenti e passaggi. Al galoppo non prendono parte in tre: De Falco e Ungaro, a causa di un affaticamento, lavorano con il preparatore atletico dietro una delle due porte del campo. Tyson Barasso, con il fisico già tirato, corre da solo, fa addominali, poi stretching e infine un po’ di "caciara" con lo staff. Si respira un’aria tranquilla nel ritiro di Penne, lo stress del campionato è ancora lontano. Intanto le prove tecniche di 4-3-3 vanno avanti. Cadregari ha schierato entrambe le formazioni con il modulo a tre punte: è chiaro che il suo Taranto dovrà imparare a muoversi così. Chi già si trova a suo agio negli schemi del tecnico di Crema è senza dubbio è il baby fenomeno Caccavallo: se la squadra e la città sapranno aspettarlo, sarà una delle star della prossima C1. Parte da destra con la palla incollata ai piedi, dribbla con rapidità e naturalezza disarmante, si accentra e sforna assist. Per i gol, forse, vuole aspettare le partite vere. Anche Cejas, nonostante sia arrivato in ritardo in ritiro, è in discreta forma. Le sue verticalizzazioni di prima fanno girare la squadra come un orologio svizzero. Il suo gol, poi, è un capolavoro salutato dagli applausi di tutto lo staff sulle panchine. Bolide da trenta metri sotto l’incrocio. Le due formazioni erano miste, non le classiche squadra A contro squadra B. Dopo i primi venti minuti, giocati a ritmo piuttosto sostenuto, è venuta fuori la stanchezza. Cadregari ha interrotto spesso per far bere i suoi e spiegare qualche trucchetto tattico in più. Uno dei giocatori più ripresi durante la partita è stato Malagnino. Il tecnico lo vuole larghissimo a destra nel tridente, lui tende ad accentrarsi e si becca richiami a ripetizione. Alla fine, però, è l’unico che segna due volte. Nelle due difese, bene Pastore, leader del gruppo, e Migliaccio. Qualche incursione dei gialli da sinistra mette in luce anche le doti in prospettiva di "Kakà" Sciaudone. «La squadra è stanca perchè sta caricando molto in questa prima settimana, però si muove bene e sta formando un gruppo compatto, come vogliamo che accada. Nei prossimi giorni speriamo di dare al tecnico anche i ritocchi di cui ha bisogno per completare la rosa», ha detto Evangelisti. In campo, ha trovato subito feeling con i nuovi compagni MIgliaccio: «Taranto è la mia scommessa. Voglio vincere con questa maglia, per questo ho firmato in triennale, per far parte del progetto vincente di questa società. Adesso è dura dire a che punto siamo con il lavoro, questo caldo ci sta mettendo in difficoltà», ha detto a fine partita il difensore prelevato dal Teramo. di Orlando D’Angelo22 luglio 2007

Taranto, Iurlano va in gol
Finisce 3-2 il test in famiglia. L’argentino in prova, col connazionale Cejas e De Liguori, si mette in mostra

Dopo una settimana di intenso lavoro, ieri per la prima volta i giocatori rossoblù del Taranto sono scesi in campo, undici contro undici, per dare vita alla prima partitella in famiglia della nuova stagione. Nel tardo pomeriggio di un sabato caratterizzato sempre più dal caldo, l’allenatore Cadregari ha organizzato due formazioni miste utilizzando praticamente tutti i convocati presenti nel ritiro abruzzese. Una prima occasione per il nuovo tecnico rossoblu di conoscere meglio il gruppo a disposizione e cominciare a valutare singolarmente i giocatori. Non è stata una partita da definire tra Taranto A e Taranto B, perché per adesso non si può ancora parlare di gerarchie. Si è però trattato di un momento buono, utile anche per scaricare la tensione fisica accumulata in questi giorni, facendo quello che ai calciatori piace di più, giocare con il pallone, a tutto campo, con due formazioni complete. La partita in famiglia è durata circa un'ora e si è svolta dopo una prima parte di pomeriggio dedicata all'allenamento. Due tempi di circa mezz'ora per concedere poi il giusto riposo al gruppo uscito dal campo stremato.
I DUE SCHIERAMENTI La prima partitella in famiglia della nuova stagione è stata disputata dai seguenti schieramenti, disposti con un classico 4-3-3. Da una parte, in casacca gialla, c'erano Maraglino in porta; in difesa da destra a sinistra Palmisano, Migliaccio, Taurino, Sciandone; a centrocampo Mancini, Maiorino, De Liguori; in attacco Caccavallo, Iurlano, Pellecchia. Dall'altra parte: Faraon; D'Alterio, Pastore, Sanna, Gambi; Pupino, Cejas, D'Arcante; Malagnino, Cammarata, Zito. L'incontro è stato disputato su ritmi molto bassi dato che le gambe dei giocatori sono appesantite dai carichi di lavoro finora sostenuti. Nella prima mezz'ora si è visto qualcosa in più, anche a livello di pregevoli giocate personali. Tra i più pimpanti sono sembrati il giovane Caccavallo e Cejas, autore di un bel gol dalla distanza. Il tecnico Adriano Cadegrari ha spesso interrotto il gioco per avvicinarsi ai giocatori ed intervenire per correggere e dare indicazioni sui movimenti da compiere. Nel suo 4-3-3 saranno molto importanti gli automatismi in campo e su questo lavorerà a fondo nel periodo di ritiro. Nella seconda parte di partita, dove diversi giocatori si sono scambiati le casacche, ha dominato più che altro la stanchezza e dopo neanche 30 minuti è stata interrotta per dare spazio agli esercizi di stretching e poi tutti sotto la doccia.
I PRIMI GOL Per la cronaca il confronto in famiglia è stato vinto 3-2 dalla squadra bianca con una doppietta di Malagnino e un centro dell'argentino Cejas. Per la squadra gialla in gol De Liguori e l'altro argentino, in prova, Iurlano.
A RIPOSO Dei venticinque giocatori che formano l'attuale rosa in ritiro a Penne, solo in tre non hanno preso parte alla partitella in famiglia. Il portiere Barasso, arrivato solo ieri nella cittadina abruzzese, Ungaro e De Falco, che hanno lavorato a parte con il preparatore atletico Quinto.
IL PROGRAMMA DELLA SECONDA SETTIMANA Domani comincia la seconda settimana di ritiro che seguirà in linea di massima i programmi della precedente. Sveglia la mattina alle ore 8,30, colazione, trasferimento nel centro sportivo per l'allenamento dalle 10 alle 12, pranzo alle ore 13, riposo fino alle 16, secondo allenamento dalle 17 alle 19, cena alle 20 e libera uscita fino alle ore 22,30. di Fiorangelo Cutilli22 luglio 2007

Iacovone, accordo mercoledì?
Le due parti si ritroveranno per siglare l’intesa sulle tariffe d’uso dell’impianto

Comune e Taranto Sport torneranno ad incontrarsi. Le parti si rivedranno mercoledì prossimo (ore 12,30) a Palazzo di Città per discutere e firmare il regolamento per l’uso dello Iacovone. Si rinnova l’argomento-impianto, dopo che il 23 giugno scorso il sindaco Stefàno firmò la lettera di disponibilità all’uso dello stadio, da allegare alla documentazione per l’iscrizione al prossimo campionato. Ma in quella sede Comune e Taranto Sport sottoscrissero l’intesa secondo la quale entro il prossimo 30 luglio le parti si sarebbero dovute reincontrare per sottoscrivere la parte finanziaria. La società rossoblù, infatti, chiese l’utilizzo dello stadio per 12 ore per gli allenamenti settimanali e per tutte le partite di campionato e degli eventuali playoff. Il Comune si riservò di fissare le relative tabelle, prezzi compresi. Mercoledì si scopriranno le carte. In quella sede presumibilmente il sindaco dirà chiaramente quali sono questi tariffari. Dopo ci sarà la firma sulla convenzione d’uso. Bisogna ricordare che, nell’intesa del 23 giugno scorso, fu precisato che, ove la convenzione non fosse stata firmata entro il 30 luglio prossimo, il Comune avrebbe revocato l’uso dello Iacovone al Taranto con tutte le conseguenze negative legate al mancato uso dell’impianto: innanzitutto gli allenamenti a partire dal prossimo 13 agosto (data di rientro della squadra in riva allo Jonio dopo il ritiro di Penne); poi le gare ufficiali che inizieranno il prossimo 19 agosto con la Coppa Italia di serie C e proseguiranno il 26 agosto venturo con l’inizio del campionato. Da Palazzo di Città il nuovo tariffario non è stato pubblicizzato. Si sa soltanto che quello precedente era datato 1997 ed era oltretutto provvisorio. Sicuramente i prezzi sono lievitati ed adeguati al 2007. Ed in pentola c'è un altro problema. Entro il prossimo 26 agosto bisognerà presentare in Lega il progetto per l’adeguamento dello Iacovone alla normativa Amato dell’aprile scorso. di Giuseppe Dimito22 luglio 2007

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