Occhi su Avellino-Taranto C’è attenzione per Avellino-Taranto: ma l’allarme sembra definitivamente superato. La gara, giudicata a rischio 2 (e quindi medio) dall’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive, è monitorata con attenzione da istituzioni campane e forze dell’ordine: ma la riunione del locale Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, che si è tenuta martedì, sembra aver indirizzato la fase di “preparazione” della partita su binari di assoluta tranquillità. Le preoccupazioni che avevano spinto il prefetto di Avellino, Paolo Orrei, a immaginare la chiusura completa del settore ospiti del “Partenio” e la trasmissione in diretta del match su Rai Tre per la provincia di Taranto, sono state del tutto ridimensionate dalla riunione del Comitato. Da Prefettura e Questura avellinese, per il momento, non arrivano notizie ufficiali sul “piano di sicurezza” che verrà adottato: l’unico provvedimento richiesto con forza alla società irpina è stata la messa in funzione di quattordici telecamere per controllare, in ogni momento, quanto avverrà fuori e dentro lo stadio. Quasi sicuramente verranno riproposte le stesse precauzioni dei derby campani più infuocati. La situazione logistica dello stadio “Partenio” (capienza bloccata di 9900 posti come allo “Iacovone”) agevola il compito delle forze di polizia. Per la tifoseria ospite, infatti, esiste un percorso “obbligato” per accedere al settore ospiti (la Curva Nord): una strada che conduce direttamente dal casello di Avellino Est al campo sportivo. Prevedibile, finora, il traffico veicolare e pedonale su via Annarumma (che costeggia la curva): non è da escludere, inoltre, l’impiego di container rovesciati per impedire ogni contatto tra la tifoseria avellinese e i supporters ionici. In passato i mezzi sono stati utilizzati per rendere sicura l’area di confine tra la Tribuna Montevergine e la Curva Nord. Sotto monitoraggio anche i punti di contatto tra la Tribuna Terminio e la porta carraia che permette ai giocatori di entrare in campo. Anche nel capoluogo irpino sta crescendo l’attesa per la “partitissima di domenica”: la prevendita dei biglietti, comunque, procede con una marcia più lenta rispetto a quanto era avvenuto a Taranto la scorsa settimana: per ora hanno già acquistato il tagliando 4200 persone. In riva ai due Mari, invece, i biglietti per il match (mille a disposizione della società di via Umbria) sono spariti in un battibaleno: messi in vendita (anche on line su Internet) e in sordina presso i punti Ticket One nella giornata di venerdì, sono andati letteralmente a ruba. Il tifo dei tarantini non mancherà: non sarà una partita “monca”. di Leo Spalluto
«Il Taranto sfrutti il miglior gioco» Il primo round contro Raffaele Biancolino lo ha vinto nettamente.
«Ma non scherziamo - dice Fabio Prosperi -,
abbiamo giocato insieme e lo ritengo il miglior attaccante della categoria. È completo: ha forza fisica, colpo di testa e un’ottima capacità di difendere la palla. Dovrò controllarlo fino alla fine, potrebbe trovare la giocata vincente anche all’ultimo minuto. Sono convinto, inoltre, che Vavassori gli affiancherà Evacuo».
Cejas: “Ad Avellino dobbiamo ripeterci” Il guerriero si prepara alla battaglia in tranquillità, con la costanza e l’abnegazione che contraddistingue l’attesa dei grandi agli appuntamenti decisivi. E’ rilassato e sorridente, Max Cejas: la sfida di Avellino non possiede, per lui, sfumature di un’esasperazione che potrebbe rivelarsi deleterea. Il primo atto della doppia semifinale è stato sinonimo di vittoria per la sua squadra: “Partiamo con un goal di vantaggio, una situazione positiva perchè l’Avellino sarà costretto ad emularci, a segnare- esordisce Cejas- Ma questo conta relativamente: noi continuiamo a lavorare in tranquillità, in fondo non abbiamo ottenuto ancora niente. Ed al Partenio dovremo giocarcela senza barricate, a viso aperto”. La mente dell’argentino è proiettata al match di ritorno in Campania, ormai imminente: “L’ Avellino avrà un atteggiamento tattico diverso, ce lo aspettiamo- anticipa Cejas- I biancoverdi potranno contare sul calore del pubblico di casa, che si sta già preparando all’avvenimento”. “La squadra di Vavassori sarà propensa a spingere, e questo potrebbe tramutarsi in un’arma in più per noi- svela il guerriero del centrocampo rossoblu- Potremo infatti sfruttare le ripartenze, mettendo in difficoltà la loro difesa. Entrambe le formazioni esprimeranno caratteristiche differenti e specifiche, legate alle circostanze del campo.”. Max ha un quadro ben nitido: “Noi siamo bravi nel possesso palla, mostriamo tutta la nostra qualità nel tessere le giuste trame di gioco- spiega- L’Avellino deve cercare il vantaggio, è sotto di 1-0, deve vincere, se vuole proseguire nel cammino dei play off. Ma non dobbiamo impressionarci, assolutamente”. L’argentino offre la sua personale opinione: “Per quanto possa cambiare nella disposizione tattica, l’Avellino è sempre la stessa squadra che abbiamo affrontato, da dicembre sino a domenica scorsa. E poi, non sta attraversano un gran momento, sotto l’aspetto psicologico...” Cejas ammicca, poi rivela genuinamente: “Ho parlato con Gragnaniello, il portiere dell’Avellino- dichiara- E’ una grande persona, siamo stati compagni nel Giugliano, dove abbiamo disputato insieme due stagioni e mezzo. Mi ha confidato che l’Avellino non sta bene: sta soffrendo il fatto di non essere salito in serie B direttamente. Diciamo che ha il morale un pò giù...” Max Cejas, ovviamente, non si fida: “Gli irpini hanno l’occasione di conquistare quello che hanno perso, e noi dobbiamo fare altrettanto- spiega- Non dobbiamo lasciarci trarre in inganno da queste voci, è impossibile che non ci sia entusiasmo quando il traguardo è vicino”. “Noi dobbiamo solo contare sulla nostra tipologia e manovra di gioco- catechizza il mediano- Il Taranto deve ripetersi , ribadire la precisione e la concentrazione dimostrata domenica in casa anche al Partenio. Deve pensare solo a se stesso”. Il portiere del lupi, Gragnaniello, si è opposto magistralmente, nel giro di un minuto, proprio ai tentativi del suo ex compagno: “Ci ho provato con due tiri al volo da lontano, entrambi molto potenti- ricorda Cejas- E’ stato davvero bravo lui a vanificarli. Due occasioni clamorose, le più importanti insieme a quelle di Ambrosi, Toledo e Mancini. E dire che Gragnaniello si era fatto male ad un dito...”. Nel Taranto stanno trionfando le forze giovani e fresche: a centrocampo, l’avversario è stato letteralmente dominato, merito anche della prestazione altisonante di Max Cejas. “Non amo parlare delle mie personali esibizioni- l’argentino è coerente- Non ci sono soltanto io, ma tutto un reparto che è stato intelligente a pressare quello dell’Avellino, a presentarsi corto e brillante. Ha fatto bene”. “Gli esterni Toledo e Zito, e Mancini avanzato in fase di rifinitore, hanno dato una mano preziosa anche alla fase difensiva- commenta il mediano rossoblu- Hanno svolto tutti un lavoro molto intenso. Pensiamo a Zito, che ha giocato poco durante il campionato: nelle ultime gare è stato decisivo, è cresciuto, ha acquistato una grande maturità. Spero che questa fiamma, questo ardore resti sempre vivo”. Il Taranto è alle prese con i problemi fisici delle sue punte, l’Avellino potrebbe schierare un trittico d’attacco? “Fortunatamente, gli esterni stanno creando le condizioni offensive per sopperire alla mancanza di Deflorio e Cammarata- dichiara- Ambrosi, dal canto suo, è sempre indispensabile. I tre attaccanti avellinesi insieme? Non conosco le idee di Vavassori, di certo dovrà curare la fase avanzata per recuperare il goal di svantaggio. Se sono in giornata, sono temibili: dovremo stare molto attenti”. L’argentino si esprime su Foggia-Cavese: “E’ strano che la Cavese soccomba di cinque reti, ma il Foggia da gennaio vanta un impianto più concreto. Ma la Cavese ha grande organizzazione, può recuperare”. Il messaggio finale dona forza: “Ci ho sempre creduto. Dobbiamo sfruttare questa possibilità”. di Alessandra Carpino
Via libera ai tifosi rossoblu Una settimana comincia sempre con il suo carico di attese. E più del calcio giocato tengono banco le questioni relative ai biglietti e all’ordine pubblico. Sono state ore febbrili quelle di ieri. Notizie che si sono accavallate, in sequenza e di significato completamente differente. Incominciamo con l’affermare che i tifosi rossoblu potranno seguire domenica prossima la propria squadra del cuore nella trasferta di Avellino. Non è stato semplice, però, arrivare a questa soluzione. Stamattina, infatti, si sarebbe dovuto riunire il Comitato per la Sicurezza alla presenza del prefetto, Paolo Orrei. Un programma dettato ed imposto dalla visita nel capoluogo irpino del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E invece la venuta della prima carica dello Stato, non ha impedito che il vertice fosse anticipato alla giornata di ieri. Non tirava un vento favorevole ai tifosi del Taranto. Alcune indiscrezioni erano già comparse sui principali quotidiani campani di ieri. L’orientamento della Prefettura era quello di negare la trasferta ai tifosi rossoblu, complice il ricordo di qualche episodio avvenuto sia nella gara di andata del 23 dicembre che, domenica scorsa, nei dintorni dello stadio Iacovone. Questi ultimi eventi, ad onore del vero, non proprio riconducibili specificamente al comportamento violento dei tifosi tarantini. Un quadro, comunque, alquanto paradossale anche perchè, nei giorni scorsi, sono andati già a ruba più dei seicento biglietti messi a disposizione dei sostenitori ionici attraverso i rivenditori autorizzati del circuito Ticket-One. Da Avellino resistevano (e resistono) forti perplessità legate anche all’impianto sportivo. Il “Partenio”, secondo le indicazioni del prefetto Orrei e del questore Vincenzo Rochira (peraltro di origini tarantine) non sarebbe ritenuto completamente idoneo e non fornirebbe le adeguate garanzie di sicurezza. Per questo motivo, le due istituzioni hanno intimato alla società irpina di ultimare i lavori per il funzionamento di quattordici telecamere, in grado di controllare tutto quello che avverrà dentro e fuori lo stadio. Anche per bocca dello stesso Prefetto, la trasferta sembrava off limits e la diretta su Rai Tre per la zona di Taranto era già stata individuata come decisione parzialmente riparatrice. E invece, nel giro di poche ore, il colpo di scena. In senso positivo. I tifosi del Taranto potranno essere ammessi all’interno del “Partenio”. Una decisione che non è stata ben assorbita dalla società del presidente Pugliese anche perchè, il verificarsi di spiacevoli atti di violenza (che vanno scongiurati con forza) metterebbe a serio rischio la possibilità di organizzare a porte aperte la finale, in caso di eventuale passaggio del turno. Sospiro di sollievo tirato. Ai tifosi del Taranto, qualcosa meno di un migliaio, sarà destinato l’intero settore di Curva Nord. Uno spicchio di Partenio che, per l’occasione, può soddisfare una capienza di 9.999 posti. Le iniziative intorno alla Taranto Sport aumentano. A dimostrazione del proprio attaccamento per la squadra rossoblu, uno dei partner commerciali come la Elleauto (Concessionaria esclusivista Lancia per Taranto e Provincia), mette in palio fra tutti i giocatori rossoblu un viaggio per due persone a Barcellona, da effettuarsi nel mese di luglio o agosto. Il premio verrà assegnato a giudizio del suddetto sponsor, al giocatore del Taranto che, a superamento del duplice confronto con l’Avellino, si sarà meritato il titolo di migliore in campo. di Luigi Carrieri
Il meno sorpreso? Cejas Il suo ex compagno Gragnaniello in porta, il suo ex "direttore" Maglione dietro la scrivania, due anni passati al Giugliano. Per Max Cejas la partita con l’Avellino è una sorta di derby delle emozioni, di sfida già sentita. Ha vinto il primo tempo e se la gode: «E’ tutto così bello, adesso». Capelli lunghissimi, sorriso stampato: per il ragazzo di Buenos Aires che adora Maradona (ha il nome del "pibe" tatuato in arabo sul braccio destro) l’avventura nei playoff è esaltante e la prima partita la conferma di una raggiunta maturità tattica. Della quale quasi non parla, puntando sulla squadra. Parlando di Taranto e del Taranto: «Domenica tutto è andato come doveva: il pubblico ci ha trascinato, noi abbiamo fatto una grande partita e abbiamo visto esattamente l’Avellino che ci aspettavamo, pericoloso quando allunga su Biancolino e sulle palle da fermo. Non sono, però, sorpreso dalla nostra prestazione. Può sorprendersi chi è stato distratto, ma spesso noi abbiamo giocato così: semplicemente altre volte abbiamo avuto meno fortuna, il risultato non ci ha premiato e la qualità del gioco è passata in secondo piano. Ma il campionato ha certificato la bontà della nostra manovra e anche nella semifinale ci siamo fatti rispettare: avremmo, però, potuto fare qualche gol in più». Il Taranto, però, non è andato oltre l’1-0 perché di fronte c’era Gragnaniello, che proprio con Cejas ha giocato nel Giugliano: «E pensare che aveva un dito dolente - scherza il ventottenne argentino -. Ha fatto parate di valore anche su miei tiri. Ma non c’è da meravigliarsi: se noi siamo nei playoff perché siamo stati bravi dobbiamo anche attenderci avversari bravi di fronte. Il calcio, però, è strano: a volte, poi, l’episodio apparentemente più innocuo cambia il corso della partita. Pensate al gol: è partito da un mio tiro sbagliato. Il miglior tiro del campionato, no?». La vittoria sull’Avellino non ha gasato il Taranto: non sarebbe logico. Però ha dato maggiore convinzione, una nuova consapevolezza: i rossoblu, adesso, sanno di poter fare qualcosa di buono. Sanno, intanto, di essere in vantaggio: «Domenica siamo stato tatticamente bravi: siamo rimasti corti, abbiamo evitato che i movimenti di Biancolino ci allungassero. Sappiamo come gioca l’Avellino e sappiamo quanto si poggia sui lanci verso il proprio attaccante: per questo restare con i reparti vicini rende il loro lavoro difficile». La bella prestazione personale di domenica è, anche, un modo di mettersi in mostra di fronte a Francesco Maglione, il suo scopritore: «Lui e il mio procuratore sono quelli che mi hanno messo in gioco in Italia. Mi ha fatto i complimenti per la stagione, lo aveva fatto anche in campionato. Ho dato tanto a lui in questi anni, tutto quello che gli dovevo. Ora devo vincere io». Il momento resta favorevole: Cejas è in continua crescita, il 4-2-3-1 sembra essere l’impianto adatto per lui: «Io, intanto, sono più contento quando arriva il sole e, quindi, mi sento meglio di prima. Ma è l’equilibrio della squadra che mi aiuta: giocando in questo modo, poi, tutti sono in condizione di dare il massimo e anche il lavoro del singolo diventa più facile». Ora c’è il ritorno: la sfida è ancora aperta: «L’Avellino - spiega Cejas - sa di non avere la vita facile, ma anche noi sappiamo che rimanere concentrati è fondamentale. Loro restano una grande squadra con grandi attaccanti: ho perso il conto del numero dei gol che hanno realizzato». Un po’ perché ci crede, un po’ per esorcizzare l’avversario: Cejas illustra i rischi dell’Avellino perché tutti ricordino. E la finale non sfugga: «Io, se arrivo in finale, sono sicuro di vincere». di Fulvio Paglialunga
Taranto, linea verde Gli è mancata soltanto la gioia del gol per suggellare la migliore prestazione della stagione.
Prosperi : "La strada è lunga, ma c’è
fiducia" Fabio Prosperi è già concentrato. Il difensore rossoblu discute senza ansie della semifinale di ritorno dei play off che vedrà di scena domenica, al Partenio di Avellino, il suo Taranto, vittorioso di misura all’andata. Nessun messaggio votato al sensazionalismo, ma tanta ponderatezza e razionalità, nelle parole del pescarese: “Abbiamo disputato una buona partita, domenica scorsa- esordisce commentando il dominio degli ionici sugli irpini di Vavassori- La squadra era particolarmente concentrata, tranquilla. Sapevamo che l’impegno fosse difficile, però lo consideravamo alla nostra portata. Non esaltiamoci troppo, però: la strada è ancora molto, molto lunga”. Un percorso, quello che conduce all’ascesa in serie cadetta, che il Taranto di Papagni ha intrapreso nel migliore dei modi, però: “Dal punto di vista del gioco- analizza Prosperi- noi ci esprimiamo meglio, per la qualità degli elementi che possediamo in organico. L’Avellino, però, vanta una notevole prorompenza, è una formazione molto fisica, ha giocatori di prestanza”. Il centrale difensivo svela le carte vincenti della prima semifinale allo Iacovone: “Il Taranto ha regnato in mezzo al campo, si è comportato benissimo- dichiara- In avanti, Ambrosi ha compiuto un movimento incessante: da difensore confido che non vorrei mai marcare un attaccante così”. Il talento degli esterni di centrocampo, poi, si sta rivelando risolutivo: “Il modulo che stiamo applicando da qualche tempo è diverso e favorisce il loro modo di suggerire e di accentrarsi in area- conferma Fabio Prosperi- Mancini, in quella posizione di rifinitore, diventa utile anche alla fase difensiva: Manuel possiede una corsa intensa, non si ferma mai”. “Gli esterni- continua- stanno davvero bene. Sono abili a trovare lo spunto finale e determinante: provano i goal e spesso li realizzano”. Nessuna apprensione amplificata, qualora due attaccanti di spessore come Deflorio e Cammarata stentassero a recuperare la forma fisica? “Qualunque squadra vorrebbe due professionisti di tale calibro- spiega il difensore abruzzese- Spero che riacquistino la forma migliore, sono importanti per l’economia del nostro gioco”. “Deflorio e Cammarata sono attaccanti di categoria superiore e di grande qualità tecnica- continua Prosperi- ma noi abbiamo piena fiducia nei nostri compagni: Mattioli ora sta bene, Catania è pimpante e ad Ambrosi manca solo la rete. Certo, se dovessimo averli a disposizione per la gara di ritorno, sarebbe un bel colpo”. I rossoblu hanno ottenuto il successo grazie al sigillo del giovane Zito, ma il bottino poteva essere più congruo: “Avremmo meritato una rete in più- Prosperi è d’accordo- Ci ho provato anch’io, con due colpi di testa e con un tiro di piede, all’inizio, che poteva avere maggior fortuna. Domenica ci esibiremo in un Partenio che immagino una bolgia, credo che la partita sarà diversa”. Ed il difensore rossoblu prova ad inquadrarla: “Sicuramente sarà un Avellino più aggressivo, al quale occorre fare goal. Sarà propenso ad attaccare: noi non dobbiamo chiuderci, sarebbe un errore clamoroso”. “L’Avellino- prosegue- ha tre attaccanti, Biancolino, Grieco ed Evacuo, che sono stati autori complessivamente di una cinquantina di reti in campionato. Possono trovare il goal che serve oppure no: sarà nostro compito contrastarli. Dobbiamo interpretare l’incontro con normalità”. Fiducioso, Fabio Prosperi: in fondo, l’Avellino di domenica scorsa ha deluso un pò le aspettative? “Mi aspettavo che i biancoverdi si chiudessero ed arretrassero il proprio baricentro- analizza il difensore- Il loro tipo di gioco, con Vavassori in panchina, li induce a cercare Biancolino in avanti, e ad affidarsi alle sue indiscusse doti di bomber. Secondo me, sarà una bella gara, avvincente come quella dell’andata, che sembrava non essere un incontro di serie C. Forse potremmo soffrire l’approccio iniziale, in cui c’è sempre un pò di tensione: è naturale, si gioca l’accesso alle finali”. Insieme coi colleghi di un reparto, quello difensivo, che si è distinto per essere coriaceo e pragmatico, Fabio Prosperi dovrà fare particolare attenzione al Pitone, che ha già marcato: “Biancolino è un attaccante che merita rispetto- afferma- Siamo stati anche compagni, anni fa, in interregionale: già da allora ho compreso le sue caratteristiche vincenti. E’ fastidioso, per un difensore: è veloce, si muove bene in area di rigore, è potente e possiede un bel tiro. Ma l’Avellino non è solo Biancolino: ricordiamo che in campionato, in trasferta, abbiamo arginato le possibilità delle punte ed abbiamo incassato le reti da De Angelis e Puleo, due difensori”. A contendersi l’accesso alla doppia finale, ci sono anche Foggia e Cavese: “Il Foggia mi ha sorpreso- ha ammesso Prosperi- Stava perdendo, non era assolutamente facile battere la Cavese con un punteggio così largo come il 5-2. Ma i dauni sono giocatori esperti della categoria”. “La Cavese è una squadra dinamica, brava a segnare con frequenza ed immediatamente- esamina Prosperi- Ha disputato un campionato entusiasmante, è reduce da due vittorie consecutive nelle passate stagioni. Credo proprio che si tratterà di una sfida elettrizzante anche al Lamberti, che i ragazzi di Campilongo non si arrenderanno”. I play off dello scorso anno, in C2, trovarono in Fabio Prosperi una vera rivelazione, rappresentarono la sua consacrazione in rossoblu: “Ho giocato il ritorno col Melfi, una partita incredibile- sorride il difensore, che sostituì Caccavale- Prima avevo collezionato solo piccole porzioni di gara, col Rieti e l’ultima giornata, ininfluente, a Viterbo. Ero stato impiegato come esterno alto, a centrocampo...” “Amuleto dei play off? Sì, se dovessimo vincerli- sorride- L’obiettivo, ora, è disputare tre partite!” di Alessandra Carpino
Deflorio e Cammarata ancora in dubbio E’ ripresa ieri pomeriggio allo Iacovone la preparazione in casa rossoblu. L’allenamento ha avuto inizio con un’ora di anticipo (alle 15.00), al fine di consentire la presenza di una delegazione di calciatori del Taranto alla partita di beneficenza che ha visto protagoniste le formazioni giovanili della Berretti rossoblu del tecnico Pastorelli e dello Sporting Manduria. L’iniziativa, intitolata “Insieme si può”, dall’accesso gratuito, è stata promossa dalla professoressa Agostina Disarlo (moglie del presidente del Taranto Gigi Blasi, ndr), al fine di raccogliere fondi per una missione in Tanzania. Presenti anche lo stesso Gigi Blasi ed il dg rossoblu Vittorio Galigani.
Taranto, voglia di B Adesso occorre capire che casa accadrà. Senza fare calcoli, rimanendo ancorati al calcio: quello visto e quello che rimane da vedere. È abbastanza improbabile che l’Avellino, in una settimana, recuperi le energie e raccolga le idee per inventarsi una partita completamente diversa, ribaltando l’immagine della squadra lenta e macchinosa che ha perso la semifinale d’andata allo "Iacovone". È, però, certo che l’Avellino tenterà di essere altro, mutando quantomeno atteggiamento. Perché il pareggio non serve più. Il pareggio farebbe andare avanti il Taranto. È, dunque, logico attendersi un Avellino maggiormente intraprendente. Una squadra più "calda" e avvolgente, capace di portare la sua ragnatela di passaggi addosso alla preda. La preda è ovviamente il Taranto. È possibile che Vavassori, senza stravolgere l’assetto, cambi interpreti, affidandosi, per esempio, ad interni di centrocampo più dinamici (fuori Sullo e Garzon, dentro Di Cecco e Riccio). Ipotizzabile anche il ricorso iniziale al secondo attaccante di ruolo (Evacuo) e l’impiego di un difensore di fascia (Ametrano) in luogo di uno dei tre centrali (D’Andrea, Puleo e Bacis) incomprensibilmente dispiegati allo "Iacovone". Tutto ciò che l’Avellinoo potrà mettere in cantiere, nel tentativo di annullare il risultato maturato all’andata, non deve, però, condizionare la partita del Taranto. Non gli deve far cambiare idea sulla necessità di essere se stesso, di non snaturarsi, di continuare a giocare la sua partita ideale. Quella fatta di combinazioni in velocità e di ripartenze negli spazi liberi. La partita di Cejas, l’uomo quasi imprevisto di questo finale di stagione: per la sua capacità di pressare a tempo indeterminato, conservando lucidità e precisione. La partita di De Liguori, autentica colla dinamica del centrocampo. La partita di Mancini che porta avanti palloni pieni di fantasia, creando superiorità numerica nei venti metri finali e mettendo il piede in tutte le azioni importanti. La partita di Toledo e Zito che affondano sulla fascia, provocando tumultuosi capovolgimenti di fronte. La partita di Ambrosi e della sua voglia arretrata di gol. La partita di questo "sestetto" in grado di dare continuo impulso alla fase di possesso, generando un effetto "nuvola" nella metà campo avversaria. Quel senso di disorientamento che sempre coglie chi non riesce a capire da dove arriva il pericolo e, soprattutto, chi lo porta. Perché è questa la forza attuale del Taranto. Ci sono poche squadre che attaccano come attacca la formazione di Papagni, mandando regolarmente fuori tempo gli avversari. Con una manovra spesso spontaneamente pericolosa a cui forse è negata la continuità che serve per vincere un campionato, ma che può essere decisiva per trionfare in un torneo secco come i playoff. Tutto ancora può essere contraddetto. Perché l’Avellino resta una squadra temibile. E Biancolino in area sa spesso diventare irresistibile. Ma se il Taranto al "Partenio" confermerà facilità di gioco, gaiezza interpretativa e stato di grazia, dovremmo poi rivedere molti giudizi su questa squadra umile e infinita. di Lorenzo D'Alò
La domenica di follia dei tifosi fuorisede Allo "Iacovone" e non solo. Taranto-Avellino, in realtà, è andata in scena in tutta Italia, riuscendo anche a valicare i confini del continente. Dalla Sicilia alla Lombardia, passando per la Toscana, il Lazio e l’Emilia Romagna - queste ultime tre regioni popolate da molti studenti fuorisede -, la semifinale di andata dei playoff ha rappresentato l’apuntamento principale della domenica di tanti tifosi in ansia già da diversi giorni. I punti di ritrovo sono stati diversi: a casa di amici, in un bar, a Pisa c'è chi addirittura si è radunato in una salumeria perché il locale che aveva annunciato di trasmettere la gara ha aperto soltanto pochi minuti prima delle 16. La televisione è sintonizzata su RaiSportSat e la tensione cresce a dismisura. Sui guestbook dei tifosi c'è chi annuncia di «essersi preventivamente munito di Birra Raffo» e chi, invece, rimpiange di non essere potuto tornare a Taranto «per vivere la tipica domenica del supporters rossoblù». Alle 14:25 Vito da Kyoto si domanda «se troverà qualcuno in chat a quell'ora», mentre alle 18:07 Roberto, da Santo Domingo, è ormai logorato dall’attesa e chiede: «Giocano ancora?». Finisce la partita, giungono i primi commenti. C'è chi si accontenta del vantaggio minimo e chi, invece, recrimina per le numerose occasioni sprecate. Ma «il Taranto passerà contro ogni pronostico» è l’opinione di "Delfino" mentre Desy, alle 19:43, annuncia di essere appena tornata dallo stadio «dopo aver comprato il biglietto da un signore al prezzo di costo all’esterno della tribuna. Che Dio lo benedica?». A Taranto parte qualche carosello, c'è chi sente la finale ormai ad un passo. Ma il paradosso si verifica a Pavia dove alcuni tifosi scendono in piazza per festeggiare la vittoria del "Magico". I freddi cittadini lombardi si saranno chiesti: «Perché festeggiano se il Pavia è retrocesso in C2?». Qualcuno, adesso, dovrà spiegar loro che l’amore per il Taranto resta immutato anche a mille chilometri di distanza. di Fabio Di Todaro
Tutta l’adrenalina del giovane Zito
Il talento è sopraffino, i sentimenti sono autentici, l’animo caldo e partenopeo non tradisce. Come la passione per i colori rossoblu, dalla scorsa estate una seconda pelle. Antonio Zito ha regalato un goal prezioso ad un Taranto che ha dominato l’avversario Avellino nel primo atto di una doppia semifinale play off che si annuncia sempre più incandescente. Il giovanissimo esterno originario di Fuorigrotta racconta minuziosamente la dinamica della sua realizzazione, che ha dovuto attendere qualche secondo prima di ricevere la dovuta ovazione: “Pensavo anch’io al fuorigioco, per un attimo sono stato titubante- confida sorridendo- Mi sono fermato, arpionando palla al piede: mi sono detto che comunque dovevo metterla dentro”. Il sospetto dell’outside rischiava di vanificare lo sforzo: “Ho capito che il numero 7 dell’Avellino, Porcari, mi teneva in gioco- Zito spiega l’intuizione- Sono stato intelligente a fermarmi sul tiro di Max Cejas, poi mi sono mosso quando la palla è partita. Avrei potuto anticipare sul portiere, ma ho preferito seguire la traiettoria”. Ed è nato il meritato vantaggio di un Taranto che ha dominato nettamente gli irpini di Vavassori: quella di Antonio Zito è felicità allo stato puro: “I play off mi portano fortuna- confessa, ammiccando alla scaramanzia tipica del bagaglio culturale di un napoletano- Col Sorrento (società che ne detiene il cartellino, ndr) ho siglato due reti negli spareggi. Ricordo di aver avvertito un boato, in quell’occasione... ma domenica è stato un vero terremoto, qui a Taranto! Sono stato contentissimo”. Ascoltare il talento rossoblu è un piacere, sprigiona allegria e carica di ottimismo: “Il tifo dello Iacovone è rinato, il pubblico si è fatto trovare pronto all’appuntamento, nonostante qualche flessione di entusiasmo avvertita nel corso del campionato- sorride- Il presidente Blasi ha allettato i tifosi incontrandoli nei giorni scorsi, nelle loro sedi, noi abbiamo espresso un buon gioco con l’Avellin o per attirarli. Credo che i sostenitori non hanno la possibilità di ammirare belle prestazioni da parte della propria squadra, non vengono in massa allo stadio”. Occhi limpidi e sinceri, la rivelazione del campionato ionico è determinata, quasi agguerrita nei confronti dei lupi avellinesi: “Spero che vadano fuori, in tutti i sensi- azzarda con spavalderia- Il mio goal è importante per affrontare con maggiore sicurezza la trasferta al Partenio, ed ha anche un sapore particolare: sono napoletano, ho segnato all’Avellino...” Storiche ed ataviche rivalità: “Ricordo che gli irpini hanno sconfitto il Napoli nel recente passato: interpretiamo la mia rete come una rivincita in onore della mia città”. Nessuna fraintendimento, però: “Da piccolo tifavo per i colori biancazzurri, ma ora, facendo parte dell’ambiente, la maglia che indosso viene prima di tutto- afferma Zito- Ed è per i colori rossoblu del Taranto che darò l’anima. In queste semifinali play off, la soddisfazione sarebbe doppia”. Ha battuto più volte la mano sul cuore, alzando la maglietta sotto la tribuna, dopo il vantaggio del suo Taranto, Antonio Zito: un gesto emblematico ed intimo. “Sono legatissimo alla mia famiglia, è tutto quello che ho dentro il mio cuore- racconta commosso- Il goal era dedicato alla mia mamma, ma simbolicamente anche al mio papà, che non c’è più. Non dimentico gli incoraggiamenti delle mie due sorelle, una più grande di me, l’altra più piccola”. Un momento indimenticabile: “Mia madre era presente in tribuna, ma non è stata la prima volta- rivela- C’era anche quando ho debuttato con il Giulianova ed ho segnato una doppietta, e quando la squadra ha vinto 4-3 con l’Ancona. Mi seguirà anche nella partita di Avellino. E’ il mio portafortuna: sugli spalti piangeva per la gioia e per l’emozione”. La prestazione del Taranto contro l’Avellino, condita di trame interessanti ed agonismo, è stata pressocchè perfetta: “Abbiamo affrontato la squadra seconda in campionato, ma i play off sono partite diverse, con valori relativi, della durata complessiva di 180’- dichiara Zito- Bisogna dare tutto in campo. Il Taranto è un’ottima squadra, ne sono convinto. Secondo me, siamo fortissimi quando riusciamo ad esprimere il nostro gioco. Se non accade, è per le difficoltà che l’avversario sa crearci”. Nel dopogara, mister Papagni ha lodato la personalità del gruppo: “Personalità che abbiamo messo in evidenza soprattutto nella gara di domenica- condivide Zito- Ad Avellino avremo due risultati utili a disposizione su tre. Faremo di tutto per non perdere: una sconfitta potrebbe estrometterci dalle finali. Non amministreremo il vantaggio ottenuto, è esiguo: giocheremo sempre a viso aperto, cercheremo di mettere subito al sicuro il risultato”. Il bottino del Taranto, nella semifinale d’andata appena consumata, poteva essere decisamente più pingue: “Avremmo meritato almeno un goal in più- dichiara l’esterno- Siamo stati sfortunati, e Gragnaniello, portiere dell’Avellino, ha compiuto un paio di parate miracolose, come quella sulla bordata al volo di Cejas nel primo tempo”. Occorre recuperare due punte di esperienza come Deflorio e Cammarata, per la sfida al Partenio? “Il loro apporto è importante ma, se dovessero essere assenti per problemi fisici, non li faremo rimpiangere- ammette convinto- Le prove offensive e dinamiche di Toledo, la fluidità sulle fasce e la bella prestazione di Mancini come suggeritore fanno ben sperare. Inoltre, Ambrosi è infaticabile, il suo è un lavoro di grande sostanza, gli manca solo la rete”. Quale metamorfosi potrebbe avere l’Avellino, nella gara di ritorno? “Mi aspetto una formazione molto offensiva, anche se non so ipotizzare se Vavassori impiegherà anche Evacuo, al fianco di Biancolino e Grieco- dichiara il talento di Fuorigrotta- Noi sfrutteremo le ripartenze e la vivacità del nostro impianto tattico. L’Avellino cercherà il goal, ma non deve assolutamente segnare, anche se Biancolino è un fuoriclasse”. Antonio Zito non commenta l’altra sfida play off, il sonoro 5-2 del Foggia alla Cavese: “Mi concentro solo sul Taranto- ammette audacemente- Con la mente sono già proiettato alla finale per la serie B, qualunque sia l’ avversaria. E sono già pieno di adrenalina!” di Alessandra Carpino
Oggi ripresa degli allenamenti per i rossoblu E’ prevista per questo pomeriggio l’inaugurazione della settimana lavorativa per il Taranto, in vista della semifinale di ritorno in programma domenica prossima allo stadio Partenio di Avellino. I rossoblu di Aldo Papagni si ritroveranno questo pomeriggio allo Iacovone ed il menu di allenamenti dovrebbe essere quello classico, con la doppia seduta fissata per domani. E’ ancora da decidere se le esercitazioni della squadra avverranno a porte chiuse, come nella scorsa settimana, o meno. Saranno da valutare le condizioni fisiche dei due assenti eccellenti nella sfida di domenica, ovvero gli attaccanti Andrea Deflorio e Fabrizio Cammarata. Le chance maggiori di recupero sono per il primo, che dovrebbe sopportare, senza l’ausilio di infiltrazioni, i dolori della sciatalgia. Meno ottimismo per Cammarata, lontano dai campi di gioco da oltre un mese a causa di uno stiramento al polpaccio: questa sera sarà visitato dal responsabile dell’area medica Guido Petrocelli. Accertamenti in vista anche per Vincenzino De Liguori, uscito malconcio nel match con gli irpini: il centrocampista soffre di una sospetta contrattura alla coscia destra. I primi esami hanno constatato il fastidio di natura muscolare: per tale motivo, oggi De Liguori dovrebbe stare a riposo precauzionale, per dedicarsi ad una serie di terapie specifiche. Per quel che riguarda la trasferta di Avellino, le prime indiscrezioni parlano di mille tagliandi da destinare ai tifosi rossoblu: la decisione verrà assunta probabilmente domani, dal prefetto Paolo Orrei (oggi c’è il presidente della Repubblica Napolitano nel capoluogo irpino, ogni riunione è rimandata). di Alessandra Carpino
Nettamente Taranto La mano che Antonio Zito, in lacrime, poggia sul cuore è la fotografia che vale una giornata intera, l’immagine nitida di una partita perfetta. Che spinge il Taranto a un passo dalla finale, inclinando il vantaggio dalla parte più logica. Verso chi in campo mostra un’anima e mette il cuore, chi mescola furore e qualità, agonismo e tecnica. Chi vuole e può, chi si atteggia da padrone potendo permetterselo: vince il Taranto, perché solo così la partita è giusta. Vince perché accumula meriti propri e produce demeriti altrui: sfinendo l’Avellino, togliendo aria all’avversario e creando sul campo disegni che somigliano a capolavori. E’ tutto esatto, tranne il divario: c’è addirittura più Taranto di quello che il tabellino dice. C’è una semifinale di andata dominata sin dall’inizio, playoff che cominciano con un passo da grande. Con la propria superiorità quasi urlata e, soprattutto, totale: tecnica, tattica, agonistica, mentale. Il Taranto vince ovunque, non lasciando zone del campo libere, assaltando senza distrazioni, cominciando a costruire presto. Dividendo la partita in un tempo di semina e uno di raccolto e conservazione, ma non concedendo attimi di dubbio o margini di discussione. Producendo tanto, quasi troppo. Guadagnando la gloria temporanea, la vittoria del primo tempo di una partita lunga il doppio. La domenica è completa: c’è il gioco e la vittoria, il tifo (c’è, a occhio, più gente di quella prevista) e la speranza. La voglia di una città intera, che la squadra trasforma in ardore, giocando, appunto, con la mano sul cuore. Da subito: dalla prima mossa di Papagni (conferma del 4-2-3-1, formazione senza sorprese) alla prima occasione passa, infatti, poco più di un minuto: un tiro di Prosperi respinto dalla difesa, un altro di Mancini deviato in angolo da Gragnaniello, tre corner consecutivi. Chi inizia così evidentemente sa bene cosa deve fare: l’assalto non è cieco, ma accompagnato da una bellezza stordente. Il Taranto non si muove mai per caso, dà un’idea rotonda di sé: perfetta e inarrestabile. L’Avellino, che Vavassori schiera con solo Biancolino avanti e Grieco a ronzargli alle spalle, confonde le poche idee che ha: tra il pensiero e l’azione trova sempre qualche giocatore del Taranto. E’ un’occupazione militare degli spazi vitali: i rossoblu soffocano chi ha la responsabilità della manovra altrui, emarginano Grieco e Moretti e lasciano che i lupi attacchino solo cercando Biancolino, lottatore orfano di ogni
«Ad Avellino per vincere»
Camicia e pantalone rosso. Come l’anno scorso. E come due anni fa. Quando arrivano gli spareggi la scaramanzia diventa inevitabile: vestito così Blasi ha sempre vinto. E neanche stavolta ha rinunciato alla “divisa” da playoff. E’ stato un pomeriggio di grandi emozioni per il presidente: osannato dai tifosi, pronto a saltare al ritmo dei cori della curva, appollaiato, ad un certo, sulle casse che servivano ad amplificare le note di “Cuore rossoblu” (la canzone dedicata alla squadra dal muscista Egidio Maggio e cantata da Franco Cosa prima, durante e dopo il match). Felicità e prudenza: sono i sentimenti di fine gara. Si conciliano, si sposano bene e non è un paradosso: la qualificazione è più vicina ma è ancora lontana. Il presidente ne è conscio. Non si esalta, ringrazia la squadra per la bella prestazione sfoderata contro gli irpini. «Il mio applauso - esordisce - è rivolto innanzitutto al gruppo: tutti i ragazzi hanno dato l’anima in campo. Ma, anche se abbiamo vinto, non abbiamo ancora fatto nulla. Non dobbiamo illuderci: c’è ancora il ritorno da affrontare e sarà una gara davvero difficile». Ci sono anche altri sorrisi da dedicare. «Devo ringraziare il pubblico - prosegue il massimo dirigente - . Abbiamo ammirato una tifoseria corretta, che ha riempito lo stadio per quanto era possibile, che ha incitato il Taranto senza sosta. Ho visto i dati di Venezia-Pisa: c’erano poco più di cinquemila paganti. Allo Iacovone ne abbiamo visti novemila e forse qualcuno in più. La nostra gente non è da C1, merita una categoria superiore: tutti ci invidiano per la lealtà dei nostri sostenitori. Anche perchè a Taranto, ormai, è finita l’ora della violenza. Abbiamo raggiunto una grande coesione e coltiviamo un solo obiettivo: conquistare la serie B». Non solo i giocatori, non solo i tifosi. «Voglio sottolineare anche i meriti dell’area tecnica - aggiunge - . La partita è stata preparata nel modo migliore, abbiamo dimostrato di avere tutte le carte in regola per vincere. L’1-0, forse, non ci premia del tutto: ci è mancato qualche gol, è stato bravo anche il loro portiere. Ma, sin dai primi minuti, abbiamo attaccato con convinzione, puntando sul bel gioco». Blasi, da buon padre di famiglia. non ha preferenze. I complimenti uniscono tutti, non ci sono nomi da “innalzare” più degli altri. «E’ vero, Mancini ha disputato un incontro eccellente. Come Cejas, come tutti gli altri. Il nostro segreto è il gruppo: se manteniamo questa voglia di vincere, possiamo davvero andare lontano». Tra una settimana si tornerà in campo per il ritorno. Blasi non dà consigli a Papagni, non ci sono ricette magiche. «Lo sapete, non è mia abitudine interessarmi delle questioni tecniche. Non mi occupo di moduli: possiamo giocare anche con il 4-7-7 o con il 5-3-3. L’importante è portare il risultato a casa: andando ad Avellino per vincere e basta». L’1-0 è un tassello importante: un vantaggio innegabile su cui costruire la partita di ritorno. Con la consapevolezza di poter contare su due risultati su tre per qualificarsi. Ma non basta per esaltarsi. «Io mi sento in finale al 10% - conclude Blasi - . Ci manca ancora il 90% per passare il turno». Il direttore sportivo Luca Evangelisti è seduto accanto al presidente: la tensione della partita si trasforma in ottimismo controllato. «Era importante vincere, non c’era bisogno di un risultato eclatante. Noi, del resto, siamo in grado di fare risultato solo quando giochiamo bene: e così è avvenuto anche contro l’Avellino. Naturalmente, al ritorno non potremo stare tranquilli: l’Avellino ha molti giocatori in grado di colpire in qualsiasi momento. Dovremo essere bravi a restare tranquilli e a non farci prendere dall’ansia. Possiamo vincere». di Leo Spalluto
Papagni, l’uomo dei playoff
Papagni si conferma uomo dei playoff. «Raddoppiamo le energie nei momenti decisivi», spiega in sala stampa. Se ne è accorto l’Avellino. «Sapevamo - dichiara il mister nel dopo partita - che la squadra avversaria ha giocatori importantissimi; dovevamo essere aggressivi, intelligenti, mostrare qualità e questo lo abbiamo fatto. E quando siamo calati un po’, fisicamente, ci ha pensato Barasso a mettere una pezza». Radiografia di un match che conserva, sotto vuoto spinto, quel missile a corto raggio spedito da Zito alle spalle di Gragnanello. Un gol che non accende illusioni retoriche, ma offre sostanza al discorso del tecnico: «Il successo ha solo rafforzato la consapevolezza della nostra forza e delle nostre possibilità. La prestazione importante bisogna confermarla domenica prossima in Irpinia. Tutte e due le squadre hanno chance intatte; i playoff sono partite di 180 minuti: abbiamo solo concluso in vantaggio il “primo tempo”». E nella chiosa, il bisturi di Papagni incide sul temperamento, aprendo il varco agli scenari futuri: «Dobbiamo cercare la vittoria sul campo, guai pensare di gestire il vantaggio: commetteremmo un grave errore perché l’Avellino ha uomini che ti possono castigare in qualsiasi momento. Pensare che si parte da zero e cercare la buona prestazione. Siamo in buone condizioni fisiche e psicologiche. Ripeto: occorre raddoppiare le energie e consolidare la capacità di esserci quando conta». Gestione dei momenti "critici". La teoria della partita perfetta, che per Papagni, è sempre quella che verrà. Ma anche il direttore sportivo, Luca Evangelisti, parla degli uomini che devono fare l’impresa: «L’importante era vincere per affrontare bene la partita di ritorno: l’Avellino può sempre colpire. Fuori casa occorre una prestazione degna di questo nome». Il presidente Blasi, alla fine, loda tutti: «I calciatori hanno dato l’anima. Grazie all’area tecnica e al pubblico da serie B. Guai ad illudersi. Abbiamo vinto solo una gara». Anche perché, l’ermetico Vavassori, allenatore dell’Avellino, getta di sbieco, in sala stampa, occhiate e guanti di sfida: «Il Taranto ha avuto una partenza sprint. Ma nel secondo tempo abbiamo raddrizzato l’assetto in campo. Siamo riusciti a lasciare la partita aperta». La strada della B è ancora in salita. E passa per la tana dei "Lupi". di Fulvio Colucci
Le pagelle di Lorenzo D'Alò BARASSO 6,5 - Si sdraia sulla destra per deviare il colpo di testa di Biancolino. Sempre sveglio.
Spareggio n. 28: bilancio in parità Il Taranto vince per 1-0 la semifinale d’andata dei playoff, lo stesso punteggio con il quale nella passata stagione aveva vinto l’ultimo spareggio, giocato l’11 giugno, che aveva garantito la promozione in serie C2, ovvero Taranto-Rende 1-0 con il gol di De Liguori all’88'.
«Non gestiremo l'1-0» A distanza di dodici mesi, meglio questi playoff che quelli precedenti. Per il post-partita certamente più quieto, per la soddisfazione di registrare una vittoria a tutto tondo. Melfi non è Taranto. La sostanza è ben altra. La corsa per la B è cominciata bene anche per Papagni. Soprattutto per il tecnico rossoblu che ha vinto, senza essere considerati eccessivamente di parte, la sua battaglia personale e professionale con il suo collega Vavassori. Il suo Taranto è piaciuto a tutti. Anche al diretto interessato che parte proprio dalla bellissima prestazione della sua squadra per sottolineare lodi e attestati di segno positivo. «Sono davvero contento di come abbiamo giocato - esordisce un Papagni davvero sereno a fine gara - Potevamo anche pareggiare o perdere, sarei rimasto ugualmente soddisfatto di quello che abbiamo prodotto. La vittoria contro l’Avellino rafforza la consapevolezza nei nostri mezzi: abbiamo raggiunto i playoff con precise caratteristiche. Lo abbiamo fatto con il gioco e questa partita rende merito al nostro modo di interpretare il calcio». Papagni non ha indovinato partita. L’ha studiata a fondo. Occorre riconoscerlo. Il primo tempo, davvero con una marcia in più, è lì che onora le scelte dell’allenatore biscegliese. «Innanzitutto sapevamo di avere di fronte un Avellino forte e con giocatori di grande qualità. Li abbiamo contrastati con le armi migliori che avevamo a nostra disposizione: qualità, aggressività, intelligenza. Dovevamo tenere alti i ritmi e pressare le loro primarie fonti di gioco. Nel primo tempo ci siamo riusciti; nella ripresa ci sono stati dei momenti di calo, ma siamo stati sempre in partita. Poi c’è stato il pubblico a darci le energie sufficienti per spingere fino alla fine. Non so se l’Avellino si aspettava questo Taranto. Gli addetti ai lavori sanno come giochiamo. In stagione non abbiamo mai rubacchiato i risultati. Ce li siamo tutti meritati». Chances aperte per entrambe, nonostante il successo di misura dei rossoblu. «E’ chiaro che sia così. E’ una sfida da considerare nell’arco dei centottanta minuti. Il primo tempo lo abbiamo chiuso in vantaggio, ora c’è da fare il resto. Non dobbiamo gestire nessun successo perchè non è nel nostro modo di affrontare le partite. Si parte dallo 0-0: è ovvio che si dica questo». Si parla ora di singoli. Di Ambrosi rilanciato dal primo minuto, di Zito risolutore con il graffio inferto dopo sei minuti della ripresa. Di coloro che mancavano: Cammarata, Deflorio e Monticciolo. «Ma io non avevo dubbi sulla risposta complessiva. Sappiamo il tipo di risposte che riesce a dare questo gruppo. Non sto a fare la cronistoria di quello che è avvenuto in stagione. Ambrosi? Lui ha un grande temperamento, ci ha messo tutto. Zito? Benissimo, come gli altri del resto». Il Taranto, proprio in nome del tanto celebrato "gruppo" ha saputo fare a meno di uomini di grande spessore. Si diceva di Cammarata, Deflorio, Monticciolo. Per continuare con Caccavale e Mortari, inizialmente in panchina, ma assoluti protagonisti fino a pochi mesi fa. «Non so se potremo recuperarli. Io non voglio sbilanciarmi, perchè non vorrei illudere qualcuno. A me interessa che ritrovano la perfetta forma. Ma confidando anche nella prova di tutti gli altri». Si riprende a lavorare da domani pomeriggio. Sicuramente con tanta fiducia. di Luigi Carrieri
Taranto, il dado è tratto Chi, riferendosi ai play-off, parla di un mini-campionato a parte dice il vero. Il Taranto delle ultime domeniche, quello, per intendersi, del 4-2-3-1, non è vincolabile al quinto posto finale e Giovanni Vavassori lo sa bene. Il timore di uno Iacovone gremito e di una squadra rigenerata e completata dal cambio di modulo porta il tecnico irpino ad una partita estremamente accorta, condotta dall’inizio alla fine con una sola punta, Biancolino. Taranto ed Avellino si compensano: gli ionici dimostrano di non valere soltanto un anonimo quinto posto, gli irpini di non poter essere la squadra, che, penalizzazioni escluse, ha perso di un solo punto la promozione diretta in B. Ma così è. Davanti agli oltre 10.000 dello Iacovone il Taranto si traveste da Avellino, pressa, spinge, chiude i biancoverdi nella loro metà campo, costruisce azioni si azioni. L’Avellino, da parte sua, si nasconde dietro un campanissimo “a’dda’ passa’ a nuttata” e vive della sola esplosività fisica del suo cannoniere. Il gol di Zito, pur casuale nella dinamica, compensa gli sforzi del Taranto molto al di sotto di quello visto e del merito complessivo. Ma è proprio da quel momento che l’Avellino ricorda di essere la vice-capolista e pur in sostanza scarna, la reazione degli ospiti lascia aperti spiragli su quello che sarebbe potuto essere. Ma questi sono i play-off, un mini-campionato a parte. Qui impera il contenere e vige il paradosso calcistico secondo il quale perdere 1 a 0 può significare vincere, vincere 1 a 0 può significare perdere. La sola certezza di questa domenica è che il Taranto, anche sel minimo scarto, abbia vinto la partita d’andata dei play-off. Domenica prossima, al Partenio, l’Avellino dovrà essere in grado di fare altrettanto.
Le pagelle di Pietro Cinieri
Barasso 6,5 - L’Avellino offensivamente produce poco, ma l’attenzione che garantisce è costante e massima. Il solo intervento effettivo, al 18’ del secondo tempo sul colpo di testa di Biancolino, lo dimostra chiaramente e finisce con l’essere determinante: splendido lo scatto di reni e la deviazione in corner.
Blasi: “Taranto ha fame di calcio” Ammirare Gigi Blasi in occasione degli appuntamenti di prestigio è a dir poco esaltante. Istrionico e fiero nel suo personale giro di campo (quasi un rito, dopo gli scorsi, vittoriosi spareggi), agghindato con sciarpe e vessilli del suo Taranto, il presidente si gode la vittoria della sua squadra nel primo atto delle semifinali con il temibile Avellino. La mise è sempre la stessa, quella sfoggiata nelle appendici delle passate stagioni, il sorriso è immediato, come il suo desiderio ad assistere alla prossima gara e di più: “Devo ringraziare il gruppo, i calciatori, che hanno dato veramente l’anima per poter vincere 1-0 la prima partita con l’Avellino- esordisce Gigi Blasi- Vorrei ricordare che abbiamo vinto solo una gara, non abbiamo fatto ancora nulla. Non ci dobbiamo illudere: c’è il ritorno, difficile. Per ora, voglio ringraziare il pubblico, corretto nel suo grande tifo”. Prudenza, ma anche soddisfazione, per una prestazione che poteva portare in dote addirittura un vantaggio più cospicuo: “Ringrazio l’area tecnica, per il modo in cui ha organizzato la partita: ha dimostrato di voler vincere. Solo una rete? Forse ci è mancato un “mani” in area. Va bene così: ci prepariamo per domenica”. Il Taranto ha dominato da subito la formazione iripina, l’impatto e l’ardore tecnico sono stati impressionanti: “Sin dai primi minuti, il Taranto è andato in attacco, ha dimostrato di voler vincere- conferma il presidente- Ha sfoderato un gioco pregevole: veloce, di prima. Bravo anche il portiere dell’Avellino: ha salvato il risultato in un paio di occasioni, nel primo tempo”. Gigi Blasi spartisce equamente lodi e citazioni: “Non solo Mancini, Cejas, ma tutti sono stati encomiabili. Anche coloro che sono subentrati, non hanno sfigurato, donando il loro contributo. Questo è il Taranto, il gruppo che vince e che può andare lontano- sorride- Se andiamo ad Avellino determinati, concentrati, con la fame della vittoria, si può fare qualcosa in più”. Due risultati su tre a favore, ma non bisogna soccombere: “Papagni e l’area tecnica sapranno come preparare l’incontro- dichiara il presidente- Lascio a loro le responsabilità. A livello tecnico, infatti, non mi sono mai preoccupato: bisogna portare a casa il risultato. Sono convinto che, se si gioca bene, con cattiveria agonistica, ciò accade”. “Mi aspettavo questa grinta dei nostri ragazzi, questa determinazione, questa fame di calcio- ammette con orgoglio l’imprenditore messapico- Credo che l’attesa fosse identica per il pubblico”. E se dovesse scegliere un’immagine da custodire nel suo cuore, Gigi Blasi non ha dubbi: “Il pubblico, numeroso, caloroso-spiega, dopo averlo allettato a partecipare all’evento con le sue visite nei club- Guardavo gli spettatori di Venezia- Pisa: poco più di 5000. Il nostro pubblico non è da C1”. Gli fa eco il Dg Galigani: “La correttezza sugli spalti di oggi (ieri per chi legge, ndr) penso possa essere invidiata da altre città, che hanno sparlato dei nostri tifosi e dei nostri ragazzi della curva. Hanno dimostrato grande coesione”. “E’ finita l’era della violenza a Taranto- azzarda Blasi sorridendo- Lo stiamo dimostrando da mesi, e continueremo a lavorare così: abbiamo un solo obiettivo, approdare in finale”. Cauto nel rivelare quanto sente vicino tale obiettivo dopo il primo roundi aggiudicato con i biancoverdi: “Dieci per cento. L’Avellino è una grande squadra, composta da calciatori di prestigio, gestita da una società seria. E’ dura, i numeri parlano chiaro. Entrambe le concorrenti hanno gli elementi che possono fare la differenza”.
Papagni: "Prestazione di grande personalità" Il sorriso rassicurante dello stratega. Aldo Papagni regala un prologo che rende merito alla prova espressa dai suo ragazzi: “Sono soddisfatto della prestazione. Avremmo potuto anche pareggiare, perdere, lo sarei stato ugualmente. E’ la prestazione che porta un gruppo a rafforzare la consapevolezza nelle proprie possibilità. Aldilà di quello che è un risultato meritato, mi conforta: se la squadra ha raggiunto quest’obiettivo, con avversarie di livello importante, lo ha fatto attraverso le prestazioni”. Poi l’analisi: “Sapevano che l’Avellino è dotato di giocatori dalla caratura elevata- spiega- Dovevamo mettere in campo le caratteristiche che hanno contraddistinto il nostro cammino: aggressività, intelligenza, capacità di inserimento dei diversi giocatori di qualità che abbiamo”. “I ragazzi sono stati bravi ad attuarlo- continua l’allenatore rossoblu- nella maggior parte della gara. Qualche volta, quando abbiamo abbassato un pò la guardia, ci ha pensato Barasso a salvare su Biancolino”. Il Taranto è apparso nettamente più lucido del suo quotato avversario: “Siamo contenti. Speriamo di continuare anche domenica, perchè non abbiamo fatto assolutamente niente. Abbiamo un goal di vantaggio- spiega Papagni-Le chance sono sicuramente intatte per entrambe le squadre”. L’Avellino ha sperimentato sul campo l’anima vigorosa dei rossoblu: “Chi ha visto il Taranto giocare nell’arco del campionato- sorride il tecnico di Bisceglie- sa che i punti totalizzati non sono stati rubacchiati nelle partite, ma sono frutto di una ricerca continua della prestazione. Sono intatte tutte le situazioni: psicologiche, tecniche, tattiche, rispetto a sette giorni fa. Si tratta di una semifinale di 180’: nel primo tempo siamo leggermente in vantaggio, ma non è finita”. Gli ionici hanno sottomesso i lupi nella propria metà campo, soprattutto nel corso della prima frazione, approfittando di un Avellino apparso quasi rinunciatario? “Siamo stati bravi a non dare la possibilità alle loro fonti di gioco, pressandoli tantissimo- analizza mister Papagni- soprattutto nella parte centrale del campo. Non consentivamo ad alcun portatore di palla avellinese di avere qualche secondo di libertà per ragionare. Giocatori come Moretti o Sullo hanno qualità importanti: era fondamentale pressarli dall’inizio. Siamo stati agevolati dall’energia supplementare del nostro pubblico”. Con Deflorio e Cammarata fuori uso per motivi fisici, Ambrosi è stata l’unica punta effettiva: “Non ho mai avuto dubbi sul suo temperamento. Il gruppo ha superato grandi difficoltà: non mi meraviglia una prestazione di tale livello, conosco lo spessore morale”. Sulla gara di ritorno in Campania: “Dobbiamo ricercare la prestazione sul campo. Se pensiamo di dover gestire chissà quali vantaggi, commetteremmo un grosso errore, per le caratteristiche della nostra squadra e dell’Avellino”. di Alessandra Carpino
Pastore loda la maturità dei rossoblu “Dopo aver condotto un buon campionato, ed essersi classificato quinto, il Taranto doveva dimostrare di valere la griglia dei play off conquistata. Penso che l’abbia fatto in maniera egregia, oltre per il risultato, anche per il gioco espresso”: le parole di Ivano Pastore, capitano di giornata, risultano in perfetta sintonia con l’ambiente. “Noi l’abbiamo sempre ricercato, in tutte le partite- sorride l’esperto difensore campano, tenendo per mano il secondogenito Simone- Il fatto di non aver abbandonato questa tesi, nella semifinale con l’Avellino, è segno di grande maturità da parte della squadra”. Un Taranto brillante, che avrebbe potuto impreziosire il successo con più reti: “Atleticamente stiamo bene, ci stiamo preparando in maniera specifica da un pò di tempo. Il prof Guicciardini è stato impeccabile: contiamo di mantenere questa condizione anche nella gara di ritorno”. Il regista difensivo commenta l’atteggiamento dei rivali irpini: “Forse hanno badato più a difendersi: a mio avviso hanno sbagliato. Noi siamo stati bravi ad esprimerci con grande intensità dal primo minuto. Penso e mi auguro che lo rifaremo anche nella partita di Avellino”.Pastore racconta: “Prima della partita, alcuni tifosi ci hanno raggiunto all’hotel: stanno manifestando contro le leggi penalizzanti, ma hanno voluto chiederci il massimo impegno, una vittoria, per noi e per i loro sforzi. Noi- continua- sinceramente ci siamo emozionati: abbiamo dato loro la risposta in campo”. Nella ripresa, l’Avellino ha tentato di reagire: “Penso che quando il Taranto mantiene alta la concentrazione, è difficile segnare. La fase difensiva parte dagli attaccanti: a 5’ dalla fine, Ambrosi andava a pressare sugli esterni, per non far ripartire l’azione. E’ segno dell’unità del gruppo”. “L’Avellino imposterà una partita differente- commenta il capitano- Dovrà vincere, lascerà qualche spazio, e noi possediamo giocatori che, in fase offensiva, sono fantastici, letali. Penso alla gara disputata da Mancini e mi viene da stare tranquillo! Il Taranto ribatterà colpo su colpo e cercherà di portare via addirittura l’intera posta”. Sulla prestazione effervescente del match-winner Antonio Zito, Pastore confida: “Il mister l’ha scelto perchè consapevole che può offrire una marcia in più sull’esterno. E’ stato bravo a coprire ed attaccare, abile a farsi trovare pronto in occasione del goal”. Che aveva dato il dubbio del fuorigioco: “All’inizio sono rimasto titubante, ma quando ho visto che il guardalinee diceva di continuare, e Zito ha messo sotto la traversa, sono stato felicissimo!” di Alessandra Carpino
Taranto, l’ora della B L'atteso momento è arrivato. Nel pomeriggio il Taranto affronta l’Avellino nella semifinale d’andata dei playoff per la B (ore 16). Lo farà in uno "Iacovone" a capienza ridotta. Allo stadio si potranno portare le bandiere che, unite alle sciarpe che saranno distribuite alle porte d’ingresso, coloreranno lo "Iacovone" di rosso e di blù. Niente fumogeni, petardi, bengala, megafoni e trombe. Sono proibiti. Gli spettatori non potranno essere più di 9904. All’ultimo momento la società jonica ha dovuto ritirare la promessa di fare entrare 800 donne gratis. Decisivo è stato l’incontro avuto in Questura ieri mattina al cospetto del dott. Gian Carlo Pozzo. C'erano il presidente Blasi ed il direttore generale, Galigani. Purtroppo la capienza dello Iacovone è molto limitata. Ci sarebbero voluti i tornelli, la videosorveglianza ed i posti numerati per togliere il legittimo divieto imposto dalla Commissione di Vigilanza. La speranza è che, in estate, la nuova Amministrazione provveda a far compiere gli impellenti e necesari lavori senza indugio. La Coppa Italia inizierà agli inizi di agosto. Gli abbonati, invece, potranno entrare gratis. Basterà presentare il tesserino per passare la zona di prefiltraggio. Chi, purtroppo, non avrà il biglietto, dovrà seguire la partita in diretta su Rai Tre (in chiaro) o su Rai Sat (satellite). Inutile recarsi allo stadio senza biglietto. I posti sono tutti occupati. Da Avellino giungeranno 600 tifosi con 10 pullman ed alcune auto private. Superfluo aggiungere che bisognerà "ignorarli" per non distrarsi dalle varie fasi di gioco. Pastore e compagni avranno bisogno di sentire l’incoraggiamento dei propri sostenitori in maniera incessante. Per evitare di dover effettuare file chilometriche e superare gli ingorghi del prefiltraggio, sarà bene anticipare l’arrivo allo stadio in largo anticipo. Il servizio d’ordine sarà garantino dagli agenti della Questura e da quelli della Guardia di Finanza che controlleranno se i biglietti sono fiscalmente validi. Per gli improvvidi, scatteranno denunce. La squadra, dal canto suo, è pronta. Papagni sta per sciogliere gli ultimi dubbi, ammesso che ne abbia mai avuto. Certa la defezione di Cammarata. Improbabile l’impiego di Deflorio dall’inizio. In attacco giocherà Ambrosi. Modulo: 4-2-3-1. di Giuseppe Dimito
«Rossoblù favoriti, ma serve pazienza» Il D-day dei tarantini prevede un duplice appuntamento: prima l’assalto alle urne per votare il futuro sindaco, poi la lunga attesa per assistere - allo stadio i 9904 fortunati, per tutti gli altri è previsto un ricco palinsesto televisivo - alla semifinale di andata dei playoff contro l’Avellino. Le premesse sono abbastanza positive. Un giro di opinioni tra addetti ai lavori è utile per anticipare il doppio confronto. «Vedo il Taranto leggermente favorito - dichiara Franco Dellisanti -: ha raggiunto il suo obiettivo e disputerà i playoff senza troppi assilli. L’Avellino, invece, è deluso per non aver vinto il campionato. In più è arrivato Vavassori, un tecnico che stimo tantissimo ma che avrà trovato non poche difficoltà raccogliendo il testimone lasciatogli da Galderisi». Del Taranto è sempre stata esaltata la forza del collettivo, ma il trainer di San Giorgio Jonico è convinto che «Ambrosi potrebbe essere decisivo. Non l’ho mai allenato - prosegue -, ma caratterialmente non molla mai. Ha giocato poco negli ultimi mesi e sono convinto che farà di tutto per regalarsi una grande soddisfazione. L’attacco dell’Avellino? Ha dimostrato di poter competere anche in categorie superiori, ma confido nella compattezza della difesa del Taranto. Servirà la massima concentrazione per non offrire occasioni utili agli avversari». Ha seguito le sorti dei rossoblù per l’intera stagione. Vincenzo Maiuri, pertanto, ha le carte in regola per "leggere" la sfida. «L'Avellino ha un vantaggio minimo che deriva dalla classifica, ma Pastore e compagni sapranno annullare questo gap presentandosi con una condizione psico-fisica migliore. Ritengo che gli irpini abbiano un attacco fortissimo, ma negli altri reparti non sono equilibrati come il Taranto. Sarà fondamentale non affrettare i tempi: i rossoblù curano benissimo la fase difensiva e sapranno trovare le occasioni per affondare il colpo». Il pensiero è comune. Anche Tonino Borsci - da direttore sportivo è un profondo conoscitore della categoria - ritiene che «l'entusiasmo e le aspettative della città possano giocare a favore del Taranto. L’Avellino - continua - ha speso molto durante la stagione e arriva ai playoff con qualche problema. Ha cambiato guida tecnica, non è al top fisicamente e ha una società che è stata spesso contestata dai tifosi. Noi, invece, siamo in una situazione migliore. E non mi preoccuperei più di tanto nemmeno dell’attacco biancoverde. Biancolino va rispettato, ma credo che Prosperi abbia ampiamente dimostrato di poter giocare anche in serie B». Battute finali riservate ad Emanuele Papalia, alla guida dell’Ascom Confcommercio ed ex presidente dell’Arsenal Taranto. «Auguro al Taranto di poter regalare una soddisfazione enorme ai tifosi. In un anno disastroso per la nostra città, lo sport ha saputo affermarsi a livello nazionale. L’uomo decisivo? Punto su Toledo, ha il talento per portare il Taranto in finale». di Fabio Di Todaro
Biglietti, c'è la soluzione Si continua a parlare più di biglietti che di calcio giocato. La realtà è questa. Ma l’attenzione che si è generata intorno alla spinosa questione, ha permesso anche una costante vigilanza, smussando spigolosità e schiarendo le zone grigie. Con il passare delle ore si è dovuto correggere il cammino organizzativo della gara di playoff che domani opporrà Taranto ed Avellino. Mercoledì e giovedì sono state le caotiche giornate dedicate alla vendita dei tagliandi, un’esplosione di interesse di gran lunga superiore all’effettiva capacità di ricezione dello Iacovone. Ma sono anche state le ore degli avvertimenti, dei rischi dei biglietti falsi, delle situazioni insolute. Anche quella di ieri è andata in archivio come una giornata molto calda. Cominciata di buon mattino. L’ideale prosecuzione di una settimana vissuta sulla necessità di rendere l’evento il più possibile immune da spiacevoli sorprese. Perchè il comunicato della Questura ha, rapidamente, fatto drizzare le antenne a molti. Soprattutto nel passaggio in cui specificava che “il numero dei biglietti gratuiti consegnato dalla Lega Calcio alla società del Taranto ammonta a quattrocento, rientranti nel numero complessivo di 9.904”. In tal senso soprattutto chi aveva sottoscritto l’estate scorsa un abbonamento si è sentito a rischio e ha manifestato il proprio dissenso. Operazione che ha prodotto, ieri mattina, il formarsi di un capannello di un centinaio di tifosi a ridosso della sede di via Umbria. Toni comprensibilmente accesi che, nel primo pomeriggio, hanno spinto la società rossoblu a diffondere un comunicato in un certo senso “riparatore”. Un modo - si legge nella nota - per «eliminare equivoci che hanno provocato inutile malcontento tra la tifoseria». E una spiegazione: «La distribuzione dei tagliandi (omaggio, ndr) non andrà ad intaccare la capienza di 9.904 posti, autorizzata dalle competenti autorità». Una soluzione chiarificatrice tesa a non intaccare il privilegio degli abbonati. Propedeutico alla visione della partita, l’esibizione della tessera ai relativi cancelli. Ci saranno anche controlli per contrastare il fenomeno del bagarinaggio e l’eventuale possesso di biglietti falsi. Oggi si saprà meglio. di Luigi Carrieri
Il momento di Ambrosi Sa di dover giocare, ma dribbla: «Se dovessi essere chiamato, sono pronto». Alessandro Ambrosi è sempre il solito. Uno pieno di finte anche quando parla. Un giocatore che vive di ammiccamenti, di astuzie. E che, quando il gioco si fa duro, capisce che tocca a lui giocare. Contro l’Avellino ci sarà: unica o prima punta, ma sarà in campo. Come un anno fa, quando uscì dal tunnel degli acciacchi per la semifinale e passò immediatamente dalla parte dei protagonisti. Ora è pronto, unica punta intera in un reparto ammaccato. Chiudendo la stagione regolare di corsa lo ha fatto capire: ha ancora fiato e gambe: «Da gennaio - dice - ho giocato poco, ma mi sono comunque allenato nel modo migliore possibile: questo vuol dire che la condizione c’è. E che sono anche fresco. Sì, spero di poter giocare: so di poter dare qualcosa». Ambrosi parla con voce carica. Con il tono di chi potrebbe scendere in campo anche adesso. La somma delle impressioni (partite finali dell’anno scorso e voglia attuale) restituisce un risultato: queste sono le partite ritagliate su misura per lui: «Forse sono partite che fanno per me: diverse dalle altre per la situazione ambientale, per le pressioni. Servono determinate caratteristiche e, magari, le ho: infatti ho sempre fatto la mia parte. Purtroppo ne ho vinti pochi, ma con il Taranto, l’anno scorso, credo di aver iniziato la serie positiva». Facesse il rappresentante, si potrebbe dire che sa come vendere la merce. Ma il “leone” è uno sincero. Che non si veste dei panni del ruffiano: «Io spero tanto di giocare: quest’anno, vedete, è stato un po’ agrodolce. Ho disputato un’ottima prima parte di stagione, poi qualche piccolo acciacco e mi sono trovato in parcheggio. Voglio finire, adesso, come ho iniziato. Per le possibilità che ho di scendere in campo, però, la domanda non va rivolta a me, ovviamente». Il Taranto ha fiducia. Ma non fa fughe in avanti. Semplicemente attende che la partita arrivi. E il destino si compia: «Vedo tutti i compagni rilassati, ed è giusto: ci stiamo preparando senza tensioni eccessive, che sono sempre dannose. E’ chiaro che avvicinandosi alla partita l’ansia salirà e noi, che siamo i più anziani, dobbiamo tenere le tensioni lontane dal gruppo». La notizia è qui: Ambrosi si definisce anziano. E comincia ad essere l’allegro scanzonato di sempre: «Ma no: sono un ragazzino, ma se mi paragono a Cosenza, Zito e altri, mi devo arrendere. Diciamo, però, che una quindicina di anni di meno mi farebbero comodo». Curioso (e divertente), sentirgli parlare dell’Avellino. Risposte un po’ sul serio, un po’ esorcizzando l’avversario: «L’Avellino è forte e lo ha dimostrato in campionato. E’ la squadra che parte in vantaggio: forte dietro, forte a centrocampo, fortissima in attacco. Sono loro i favoriti, senza dubbio. Non sto fingendo: loro sono forti davvero. E poi noi siamo quinti, a chi possiamo dare fastidio?». La battuta è in coda. Un’altra finta, prolungata: «Ma certo: noi siamo tranquilli. In fondo siamo una matricola...». Il discorso si rifà serio: «Mi piacerebbe vincere per tanti motivi: intanto sarebbe una cosa bellissima vincere due campionati di seguito. Poi: io ho perso due playoff per la B a Catania e Pisa e ho conosciuto la delusione. Quindi so cosa prova la gente di Taranto ripensando alla finale persa contro il Catania. E immagino la voglia di riscatto che i tifosi hanno. Sono questi i motivi per cui uno gioca, no?. E poi vincere la C1 a Taranto non è lo stesso che vincere, senza offesa, a San Marino, Cittadella». Giudizio secco: il Taranto ha qualche vantaggio? «La condizione atletica: noi abbiamo giocatori che, proprio per caratteristiche, potrebbero fare molto male. E poi ci sono le motivazioni: abbiamo vissuto un’annata particolare, con dentro tutto e il contrario di tutto. Da qui possiamo partire per arrivare in finale». di Fulvio Paglialunga
Taranto, tocca ad Ambrosi Il count-down di Taranto-Avellino è già iniziato. Squadra ed allenatore sono già entrati nel clima prepartita. Non a caso il ritiro è iniziato con un giorno d’anticipo. Formazione e modulo sono top-secret. Papagni non vuol concedere vantaggi agli avversari. Cammarata e Deflorio hanno problemi fisici. Il bomber siciliano rischia addirittura di non farcela neppure ad andare in panchina. Il capitano, invece, ha qualche chanches di giocare. Se non dal primo minuto, quanto meno nel corso della gara. Dovrebbe, dunque, essere scoccato il momento di Sandro Ambrosi che già nel corso della partita di campionato del 13 maggio scorso, si ben comportò. Se sarà 4-4-2, al suo fianco potrebbero esserci Deflorio, Mattioli oppure Catania. Se, invece, come appare più probabile, il trainer rossoblù dovesse decidere per il 4-2-3-1, potrebbe costituire la punta di riferimento. Dietro di lui dovrebbero agire Toledo, Mancini e Zito, mentre Cejas e De Liguori faranno da argire a metà campo. In difesa, dinanzi a Barasso, il quartetto dei difensori sarà formato da Cosenza, Pastore, Prosperi e Colombini. Regolamento alla mano passa il turno la squadra che, al termine del doppio confronto, avrà segnato un gol in più dell’avversario a parità di punti. Se, invece, gol e punti stessi saranno pari, accederà alla finale l’Avellino per essersi piazzato meglio in classifica. I gol segnati in trasferta non valgono doppio. Né sono previsti tempi supplementari o rigori in caso di parità al termine della gara di ritorno. Per quanto riguarda l’ordine pubblico, la Questura ha predisposto un servizio capillare. Saranno impegnati 300-350 uomini provenienti dai reparti mobili particolarmente specializzati in questo tipo di attività. Ci saranno anche molti carabieri ed agenti della Guardia di Finanza. E’ stata organizzata la zona di prefiltraggio. Accederanno ai cancelli d’ingresso soltanto coloro che saranno muniti dei biglietti fiscalmente validi. I controlli saranno severi. Chi non sarà trovato in regola, sarà denunciato. Tolleranza zero, dunque, contro coloro che non rispetteranno le regole. A proposito di biglietti al Taranto è stata inflitta una multa di 500 euro per «aver omesso di versare la quota percentuale di partecipazione all’incasso relativo alla gara Taranto-Manfredonia». Come si ricorderà, il match si disputò a porte chiuse, ma il regolamento impone ugualmente di corrispondere la quota-incasso alla società avversaria. Arbitrerà l’in - contro Pinzani di Empoli. I due assistenti saranno Fortunati di Roma 2 e Nocera di Albano laziale. Quarto uomo: Taverna di Taurianova. di Giuseppe Dimito
Blasi l’incantatore vuole solo la vittoria “Mi sono diviso fra lavoro e Taranto, ho monitorato ogni momento della mia squadra. E’ dovere di un presidente essere vicino ai propri tesserati, nell’attesa di un evento di così elevata caratura!”: è proprio vero. Gigi Blasi lo ammette parlando direttamente al viva voce della sua auto, mentre ritorna da un trasferta d’affari lampo a Pescara, dove risiedono alcune aziende della sua holding. Nell’immediata vigilia della prima semifinale play off del suo Taranto contro l’Avellino, il pensiero del maggior azionista rossoblu è rivolto alla gente che vive nella trepidazione: “E’ tutto molto bello- confida Blasi- So che i biglietti sono andati a ruba, che le persone affolleranno gli spalti animate da grande entusiasmo. Mi dispiace che ci siano a disposizione soltanto 9.900 posti: è giusto, però, che le regole siano rispettate”. In città, nelle ultime ore, oltre ad essersi scatenata una vera e propria caccia al tagliando, si sono verificati anche momenti di confusione, legata a particolari iniziative della stessa Società. E Gigi Blasi è davvero genuino nel commentarle: “Mi spiace per l’operazione dell’ingresso gratuito alle donne- il tono è disarmante- Pensavo che la Lega Calcio condividesse ed approvasse la mia iniziativa di prelevare un numero di biglietti omaggio per le tifose. Inizialmente, i rappresentanti mi avevano assicurato che fosse possibile, poi l’atteggiamento è mutato. Peccato: io credo che in molti stadi italiani ci sia la possibilità di concedere l’accesso gratis a tutte le donne. E’ un’idea che dovrebbe essere presa in maggiore considerazione”. Gigi Blasi è stato autore di un blitz allo stadio Iacovone, giovedì nel primo pomeriggio, per salutare la squadra, prima del test ufficiale disputato rigorosamente a porte chiuse: “Ho trovato i ragazzi carichi, determinati, con encomiabile voglia di vincere, di fare bene in campo- gli epiteti per i calciatori rossoblu sono mielosi-Possiedono la giusta cattiveria agonistica per affrontare una squadra come l’Avellino, che ha perso d’un soffio la promozione diretta in serie B. Domenica mi aspetto una grande prova del Taranto, anzi, una vittoria”. Non azzarda previsioni nello specifico, l’imprenditore di Manduria: “Preferisco non sbilanciarmi- ride- Desidero solo assistere ad una partita impeccabile, che si possa tramutare in un successo. Sarebbe un passo fondamentale, ci permetterebbe di affrontare il ritorno al Partenio con una marcia in più”. Vittoria e basta, dunque: “Il punteggio? Non ci penso, non ha importanza, per me. Voglio una prova di grande orgoglio ed attaccamento alla maglia”. Incantatore di folle (rossoblu), ammaliatore con discorsi e proclami di gloria: il ritratto del presidente Blasi, fornito dalla sua peregrinazione per le sedi ed i club della tifoseria ionica è quello di un uomo osannato, abile a ricucire certi strappi involontari con gli ultras: “Non sono stato io ad infiammare i club rossoblu- si cela dietro la modestia- E’ la piazza di Taranto brava a cercare in sè il modo di riscaldare gli animi! Mi piace essere invitato, essere accolto con simpatia dai tifosi: ho voluto rispondere ad ogni richiesta, senza tralasciare nulla al caso. Mi piace stare insieme a loro: sono io, in fondo, il primo tifoso del Taranto!” Esiste un piccolo rimpianto di non aver concretizzato questa speciale “captatio benevolentiae” prima? “Nessun rammarico- il presidente è sicuro- Non sono mai tornato sui miei passi, sulle mie decisioni, Ho dovuto farlo, in un momento della stagione dramatico, in cui si stava esagerando, in cui si verificavano troppi episodi di violenza. Grazie all’operazione delle mie dimissioni, alla successiva revoca delle stesse, ora posso dire che Taranto ha la prima tifoseria d’Italia”. Che si sta muovendo per riappropriarsi di un sogno chiamato serie B: forse si è caricata di troppa “tensione” la gara con l’Avellino? “E’ una finale per il Taranto, lo ribadisco- Blasi suona la carica- Incontriamo la squadra più forte delle quattro finaliste, è un appuntamento entusiasmante. Siamo una matricola, abbiamo mantenuto fede agli obiettivi stilati in estate, ed ora vogliamo giocarcela fino in fondo, anticipare l’ascesa in B con un anno d’anticipo sulla tabella di marcia. Vincere e passare il turno con l’Avellino sarebbe già una grande soddisfazione”. Ma che tipo di partita si aspetta il presidente Blasi, dal punto di vista tattico e da entrambe le parti? “Tecnicamente non mi interessa molto- ammicca scherzosamente- Che la squadra giochi come desidera, purchè vinca! Sicuramente, si tratta della partita della vita sia per noi che per i nostri avversari: credo che l’Avellino punterà molto sulle prestazioni dei suoi attaccanti, le pedine più importanti. Noi, invece, confideremo nella forza de gruppo”. In cammino verso il sogno Publilio Siro - Non ritirarti proprio quando sei vicino a realizzare l'obiettivo.
Che gli errori ci aiutino a combinare qualcosa Chi legge TarantOggi sa che difficilmente, nello sport, pubblichiamo lettere di appassionati o singoli tifosi. Se c’è qualcosa da lodare o criticare cerchiamo di farlo autonomamente, e per primi, portando avanti il concetto basilare proprio di questo giornale: l’indipendenza e la capacità (o quantomeno il tentativo costante) di avvicinarci il più possibile e fare nostre le aspettative della gente. Oggi facciamo una piccola eccezione.
Il calcio non è uno sport per signorine Questo mercoledì è un mercoledì diverso da tutti gli altri: ci svegliamo emozionati per l’illogica perversione che ci spinge a
chiederci: ”Troverò il biglietto per vedere il mio Taranto ai play off?”
«Il biglietto o non si entra» Il problema biglietti, adesso, è al centro dell’attenzione. Perché non c’è più niente da vendere, non c’è l’ombra di un tagliando. Tutti bruciati in pochi minuti nel primo giorno disponibile, quasi tutti - in realtà - bloccati prima ancora che la vendita avesse inizio. Ma la richiesta non cessa: a volte si creano file persino nei punti che i biglietti nemmeno li vendono. Sarebbe servito lo stadio a pieno regime, ma lo “Iacovone” è ristretto a 9.904 posti e la partita con l’Avellino di domenica non diventerà mai un’eccezione. Anzi, prima che i playoff comincino, la Questura fa arrivare la propria preoccupazione: potrebbero spuntare biglietti falsi, antica piaga già più volte denunciata dai dirigenti del Taranto. O, ancora, potrebbero esserci in giro bagarini (giova ricordare che è reato), pronti a far schizzare il prezzo dei tagliandi alle stelle. Le forze dell’ordine sono vigili: ieri la Questura ha convocato l’ispettore inviato dalla Lega in città per l’organizzazione della gara. Il motivo? Informarsi sulle procedure di vendita dei biglietti, vista la continua richiesta. Incontro che, alla fine, ha prodotto un comunicato, in cui si specifica che «in ordine alle notizie apparse sulla stampa secondo cui sarebbe consentito l’accesso gratuito a donne e abbonati nonché ad altre categorie, è necessario specificare che il numero di biglietti gratuiti consegnato dalla Lega Calcio alla società Taranto Sport ammonta a quattrocento, rientranti nel numero complessivo di 9.904, corrispondente alla capienza dello stadio. Tutti i biglietti, secondo la normativa vigente, debbono necessariamente essere distribuiti entro le 19 di sabato, limite oltre il quale non è più permessa alcuna operazione di vendita o consegna». Dopo la precisazione, ecco l’avvertimento per i tifosi. Ripetuto, in toni più perentori: senza biglietti non si passerà dalle barriere di prefiltraggio. Con l’aggiunta, sottile, del rischio - descritto prima - dei tagliandi falsi, che possono provocare conseguenze anche agli acquirenti: «A nessuno potrà essere consentito l’accesso senza l’esibizione di regolare biglietto d’ingresso non avendo alcun valore altro eventuale diverso titolo il quale, anzi, potrebbe dar luogo a sanzioni, anche di natura fiscale, sia nei confronti di chi l’ha rilasciato, sia nei confronti di chi lo esibisce». Tra i tifosi, ovviamente, gli umori sono divisi: i siti riportano il sollievo di chi ha già tra le mani il prezioso tagliando e lo sconforto di chi non ha fatto in tempo. Alcuni chiedono aiuto, altri si propongono di scambiare i propri biglietti, avendone di curva e preferendo andare in gradinata. Un piccolo mercatino sempre aperto, mentre il più famoso dei siti di vendita di oggetti on-line, eBay, ha visto spuntare un altro venditore. Oltre a quelli ai due biglietti di gradinata messi all’asta già mercoledì, è spuntato un biglietto di curva. Chi offre di più? di Fulvio Paglialunga
«Niente preoccupazioni» Sta preparando una semifinale playoff. La terza in tre stagioni. Ma parlando con Aldo Papagni quasi non te ne accorgi. Il tecnico del Taranto non deroga mai alla sua tranquillità operosa: alla squadra infonde coraggio, mai nervosismo. Serenità, non ansia. L’avversario, anche il più forte, è un dettaglio: merita rispetto, non incute mai paura. Papagni guarda sempre al suo gruppo: agli occhi dei suoi giocatori, alle loro riflessioni. Punta tutto sulla forza dei suoi uomini. Il resto non conta. Dopo la partitella non c’è bisogno di confidare nulla: tutto è limpido. Sarà una vigilia come le altre: anche se in palio c’è un pezzettino di serie B. «Come ho visto la squadra? Come sempre - risponde l’allenatore di Bisceglie - . Stiamo lavorando in modo proficuo, come sempre, e in assoluta tranquillità. Tutto è normale, non esistono particolari tensioni: stiamo riuscendo a gestire bene le nostre energie nervose. Il merito è di tutti, è molto importante il contributo dei giocatori più esperti. Molti hanno esperienza degli spareggi di fine stagione e sanno dare il consiglio giusto ai più giovani». Forse sarà una citazione banale, ma il “pensare positivo” è alla base della preparazione della prima sfida con l’Avellino. «E’ opportuno - conferma il “nocchiero” rossoblu - canalizzare positivamente ogni sentimento e ogni apprensione. L’ho ripetuto diverse volte: questi playoff devono rappresentare per tutti un’appendice di gioia, un momento felice. Ci faranno superare tutto, anche caldo e sofferenze». C’è una parola che Papagni non vuole sentire. «Dobbiamo allontanare da noi la preoccupazione. Non bisogna essere preoccupati ma, semplicemente, “occupati”. Dobbiamo impegnarci a considerare importante soltanto la nostra prestazione, pensare a far bene ciò che sappiamo fare, a concentrarci sul gioco. Perchè, sotto questo aspetto, siamo molto bravi. E il discorso resterà sempre lo stesso, in casa come in trasferta. Anche se riusciremo a vincere la partita di andata, non potremo fermarci, non dovremo fare calcoli. Dovremo continuare ad essere noi stessi, alla brillantezza della nostra manovra. E’ difficile giocare la “partita perfetta” ma abbiamo la necessità di compiere il minor numero possibile di errori e di far valere la nostra qualità». Cammarata (soprattutto) e Deflorio rischiano di saltare l’appuntamento con lo “Iacovone” di domenica. Papagni fa buon viso a cattivo gioco e si affida al destino. «Non siamo così avventati sottolinea il tecnico - da non comprendere il valore di queste possibili assenze. Ma siamo anche abituati a convivere con le defezioni importanti». La vicinanza di Blasi, anche ieri, si è fatta sentire. La visita allo stadio ha fornito un ulteriore incoraggiamento alla “comitiva”. «Dopo San Marino, il presidente è sempre rimasto al nostro fianco. Anche oggi (ieri, ndc) la sua presenza è stata preziosa. Così come sarà fondamentale l’affetto del pubblico. Ero sicuro che, con l’arrivo dei playoff, sarebbe ritornato l’entusiasmo all’interno della tifoseria. I fatti mi hanno dato ragione». Il ritiro sta per cominciare. Ma stasera ci saranno anche i famigliari dei giocatori ad allietare il clima. «Nei momenti più difficili - conclude Papagni - basta anche il sorriso di un bambino per regalarti felicità. Contro l’ansia, non c’è cura migliore: l’affetto dei propri cari». di Leo Spalluto
Taranto da scoprire Taranto mascherato, Taranto blindato, Taranto mimetizzato. Papagni, come ampiamente previsto, non ha ufficializzato le sue scelte circa la formazione da mandare in campo dopodomani (ore 16) contro l’Avellino nella gara 1 delle semifinali dei playoff per la B. Nel corso della partitella contro gli Allievi ha mandato in campo due formazioni distinte. Nel primo tempo sono scesi in campo Faraon; Panini, Caccavale, Pastore, Prosperi; Mortari, Larosa, Monticciolo, Zito; Catania, Scarci. Nella ripresa, invece, ha dato spazio a Barasso; Cosenza, Pastore, Prosperi, Colombini; Toledo, Cejas, Mancini, De Liguori; Ambrosi, Mattioli. Indubbiamente l’undici del secondo tempo è molto simile a quello che potrebbe affrontare il temibile Avellino, ma verosimilmente il trainer rossoblù opererà delle variazioni. Innanzitutto, potrebbe cambiare il modulo. Ieri sono state provate diverse soluzioni tattiche. Si è partiti dal 4-4-2 per passare al 4-3-3, 3-4-3, perfino al 3-5-2. Verosimilmente Papagni si affiderà al 4-2-3-1, ossia al modulo che ha consentito ai rossoblù di tagliare il traguardo dei playoff. Dinanzi a Barasso, dovrebbero esserci Cosenza, Pastore, Prosperi, Colombini. In mezzo, i due mediani saranno Cejas e De Liguori, mentre i tre incursori potrebbero essere Toledo, Mancini e Zito (più difficile Mattioli). Punta di riferimento sarà Sandro Ambrosi che sta attraversando un buon momento di forma. Cammarata, quasi certamente, sarà out. Ieri si è allenato a parte in quanto il polpaccio gli crea ancora problemi. Anche Deflorio è rimasto ai box, ma il capitano soffre di una leggera faringite per cui dovrebbe recuperare. Il compito più difficile che attende i rossoblù è trovare gli spazi giocabili nella metà campo ospite. Quasi certamente l’Avellino, avendo due risultati su tre a sua disposizione, si “coprirà” parecchio. Chiuderà le corsie esterne e farà molto pressing sui costruttori di gioco tarantini. Papagni conosce molto bene queste cose e, proprio per questo, ha provato alcune soluzioni che dovrebbero superare questi ostacoli. Oggi la squadra andrà in ritiro a Castellaneta Marina. I giocatori si porteranno mogli e figli. di Giuseppe Dimito
Biglietti, febbre rossoblu Tutto come previsto. Ovvero ressa, caldo, improperi, qualche rissa evitata di un nonnulla. E ancora: file interminabili, strade bloccate (è successo in viale Trentino, davanti alla rivendita autorizzata), forze dell’ordine in allerta, proteste, delusione. E domande, tante domande. Taranto-Avellino è anche questo: non solo la sfida del campo, ma anche le (importanti) questioni di contorno riguardanti la gestione dell’ordine pubblico. L’inizio delle prevendite ha rispettato le attese: confusione e sudore, gente in piedi per ore ad attendere di poter acquistare un biglietto. Non sono mancati i momenti di tensione, davanti alle quattordici rivendite playoff. Tutto esaurito per curve e gradinate in un battibaleno, qualche tagliando di tribuna, ieri sera, era ancora disponibile. Ma anche le ultime scorte dovrebbero terminare nelle prime ore del mattino. Tutto chiaro: novemila biglietti o poco più in vendita, almeno il triplo delle richieste. Si sapeva, è successo. La precaria situazione dello stadio “Iacovone”, il mancato adeguamento alle disposizioni del Decreto Pisanu, l’ulteriore inasprimento seguito alla scomparsa dell’ispettore Raciti, la nascita del Decreto Amato-Melandri, hanno reso impossibile qualsiasi forma di deroga o di ampliamento della capienza dell’impianto della Salinella. La posizione assunta dall’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive era, ed è, invalicabile: la Questura, in proposito, ricorda ai tifosi, con una nota ufficiale, di “recarsi allo stadio solo se muniti di biglietto, in quanto non sarà consentito l’ingresso a chi sprovvisto del relativo tagliando d’accesso all’impianto sportivo”. Le persone che tenteranno di aggirare il “divieto” verranno bloccate nell’area di prefiltraggio. Proprio per questo è stata decisa l’estensione della diretta televisiva di Rai Sport Satellite, inizialmente prevista solo su canale satellitare e digitale terrestre, anche in chiaro su Rai Tre (solo per le province di Taranto e Avellino). Una ulteriore precisazione sulla situazione-biglietti e sulla concessione degli ingressi gratuiti a donne e studenti arriva dal vice questore vicario Michelangelo Giusti. «Il numero complessivo delle persone presenti allo stadio, comprensive della quota abbonati e di ogni tipo di tagliandi omaggio, non potrà superare le 9.900 unità. Da parte nostra non c’è alcuna volontà di mortificare le aspettative della società, ma la sicurezza viene prima di tutto: non ci sono gli spazi fisici per contenere più di 9.904 spettatori. Ma sono sicuro, comunque, che troveremo la giusta soluzione». Proprio su questi argomenti verterà un nuovo incontro tra i dirigenti della Questura e i rappresentanti del club di via Umbria che dovrebbe avvenire stamattina. Il conto alla rovescia è arrivato a -2: la febbre rossoblu è una questione di temperatura. Sempre più alta. di Leo Spalluto
Mister Papagni carica il Taranto Neppure il caldo ha frenato la preparazione del Taranto in vista della prima semifinale- in programma domenica (ore 16) allo Iacovone. Il trainer jonico ha stabilito una tabella ed intende rispettarla fino in fondo. All’orizzonte c'è un obiettivo di tutto rispetto da raggiungere. Papagni: «Questi spareggi-promozione si giocano sulla distanza doppia. Avremo a nostra disposizione 180' più il recupero per poter centrare la finalissima. Sarebbe un madornale errore farsi prendere dall’ansia. Andremmo incontro a stress di difficile gestione. Certo il match dello Iacovone sarà importante. Se, come mi auguro, riuscissimo ad ipotecare la finale sin dalla gara d’andata, compiremmo un bel salto in avanti. Caso contrario ci giocheremo le nostre carte al Partenio. Ricordo che in campionato perdemmo immeritatamente. Se quella palla di Mancini fosse finita dentro come meritava, avremmo pareggiato 2-2». Ieri mattina la squadra ha fatto visita all’Istituto alberghiero di Gandoli così come accadde nella scorsa stagione alla vigilia dei playoff. Il trainer rossoblù: «Scaramanzia? Io la definisco energia attiva. I miei hanno ricevuto affettuose attestazioni di entusiasmo da parte degli studenti presenti per cui hanno immagazzinato un abbondante dose di carica agonistica». La salute è ottima, l’infermeria è completamente vuota. Il solo Cammarata è un tantino indietro nella preparazione. Il noioso infortunio al polpaccio gli ha impedito per circa un mese (dopo la vittoriosa trasferta di Salerno del 22 aprile scorso) di allenarsi unitamente al gruppo dei compagni. In ogni caso ci sono altri tre giorni per completare la preparazione. Nel pomeriggio mister Papagni ordinerà le prove generali nel corso della partitella contro gli Allievi. Il test, come quello della scorsa settimana, sarà disputato a porte chiuse: «Stiamo studiando e provando varie soluzioni a seconda delle varie fasi di gioco. Preferisco ovviamente non pubblicizzarle per evitare di concedere vantaggi ad una formazione come l’Avellino che - non va dimenticato - costituisce la seconda forza del torneo di C1. Circa la formazione ho le idee ancora non chiare al cento per cento. Devo confessarvi che i ragazzi mi stanno mettendo veramente in difficoltà. Tutti intendono far parte dell’undici iniziale. La cosa, per la verità, mi lusinga perchè dimostra ancora una volta - e se mai ce ne fosse ancora bisogno - il grande attaccamento dell’intera rosa alla maglia rossoblù». Sul pienone di gente in previsione per domenica, chiosa: «Saranno fantastici. Lo so. Saranno loro, durante il riscaldamento, che forniranno l’enorme carica energetica ai ragazzi per affrontare la gara». di Giuseppe Dimito
Deflorio: "Tranquillità, l’arma del Taranto" Un capitano dalle gesta rare e dalle mille battaglie coniuga sempre saggezza ed entusiasmo. Soprattutto se per gli uomini di cui è guida c’è all’orizzonte l’occasione di coronare con un grande traguardo un percorso costellato da tanti ostacoli quante soddisfazioni. La metafora è tutta appannaggio di Andrea Deflorio, esperta anima del Taranto, che si appresta a vivere i suoi secondi play off in riva allo Ionio. E che respira il clima ricco di eccitazione che avvolge l’intera città: “ Una città che si è risvegliata, il cui entusiasmo deve essere trasmesso dalle prestazioni della squadra”, esordisce il capitano rossoblu. “Sicuramente i tifosi saranno presenti in massa, ad un evento del genere, che potrebbe proiettarci alla finalissima- ammette Deflorio- Quando inizia ad entusiasmarsi, Taranto è unica”. L’attaccante di Noicattaro lo confida con la mano sul cuore e senza l’ombra del dubbio: “Spero che alla prossima semifinale d’andata con l’Avellino assista tantissima gente, per darci una mano e la giusta carica, importanti per superare le difficoltà di una partita- spiega- Lo dico in base alla meravigliosa esperienza dello scorso anno. I tifosi, in caso di spareggi per la promozione, si trasformano”. Ed Andrea Deflorio conosce bene il calore della piazza ionica: “Taranto è una città che fa sentire importante un calciatore- dichiara l’esperto capitano- Esistono due facce della stessa medaglia: la pressione è bella, quando le cose vanno bene, diventa ne degli striscioni- contive, in siguata per iniviare impliciti squadra ha dimostrato di avere carattere, per tutto l’arco di questo campionato”. La compagine rossoblu, pur matricola della categoria, è stata sempre arroccata nella parte nobile della classifica: avrebbe meritato un seguito maggiore, nel corso della stagione? “La Società sta compiendo ogni sforzo e sta facendo di tutto, attraverso le visite alle varie associazioni di tifosi, per galvanizzare l’attesa dei play off- analizza Deflorio- Non mi esprimo in merito agli scioperi della curva. Sicuramente, per come ci siamo comportati ed abbiamo giocato durante l’anno,ci aspettavamo qualcosa di più,a livello di affluenza allo stadio. La squadra è sempre stata nella zona alta della classifica: meritava di più”. Il Cobra ha la maturità adeguata per iniviare impliciti messaggi: “I tifosi dei gruppi organizzati avranno ragione a lamentarsi per gli impedimenti all’esposizione degli striscioni- continua- ma si tratta sempre della squadra della loro città. Di fronte alle ragioni del cuore, alla passione tutto va in secondo piano. Le partite dei play off sono belle, ogni formazione vorrebbe disputarle. Vincere ed ottenere la promozione sarebbe importante, per la squadra rossoblu ma, soprattutto, per la città intera”. Il primo ostacolo per realizzare il sogno del ritorno in serie cadetta ha le sembianze dell’Avellino: “Ha dominato il campionato dall’inizio, ha sciupato molte chanche nella porzione finale- spiega il Cobra- Secondo il mio parere, troveremo di fronte una squadra col morale non altissimo”. Andrea Deflorio enuncia la sua teoria: “I biancoverdi hanno sprecato molte energie nervose, perchè pensavano di centrare l’obiettivo della promozione direttamente. Noi, invece, eravamo già pronti, psicologicamente, ad intraprendere l’avventura dei play off: era nei piani societari dalla scorsa estate”. Un intrinseco vantaggio, per il Taranto: “Contro l’Avellino ci giochiamo la partita della vita- sorride Andrea Deflorio- I nostri avversari hanno tentato il tutto per tutto, cedendo però lo scettro al Ravenna. Dovremo sfruttare al massimo le nostre componenti migliori, le qualità appartenenti a ciascuno di noi. Siamo ben tosti”. Massimo rispetto per gli irpini di Giovanni Vavassori, però: “L’Avellino ha un impianto solido, quadrato, impreziosito da grandi individualità- afferma Deflorio- Biancolino, per esempio, è stato protagonista di una stagione formidabile, è eccellente in fase realizzativa”. “Conosciamo pregi e difetti dei nostri avversari- prosegue il capitano- Sappiamo che sono davvero temibili dal centrocampo in avanti, i risultati importanti ottenuti lo dimostrano. Dietro, invece, lasciano a desiderare”. Così Andrea Deflorio potrebbe approfittarne... “L’intenzione c’è tutta- sorride- L’Avellino è una formazione abituata all’alta classifica. Io ho un precedente: due anni fa, militavo nella Reggiana, in C1. Stessa situazione: la mia squadra disputava i play off da quinta, contro l’Avellino secondo. Ho perso a causa di due pareggi: ora ho una seconda opportunità. Voglio togliermi qualche soddisfazione...” Il capitano rossoblu ha un conto aperto con gli irpini: ad Avellino c’è molta riverenza per Andrea Deflorio. Ed il duello con l’illustre collega Raffaele Biancolino si prospetta interessante: tra Cobra e Pitone si attenderà con trepidazione il “morso” decisivo, vincente. “La sfida con Biancolino è affascinante- esclama Deflorio- Lui ha segnato 24 reti in questo torneo, io vanto 130 realizzazioni in 16 anni di carriera. I biancoverdi confidano molto nel loro centravanti, si è distinto per le sue qualità”. “Ad Avellino mi temono? Mi fa piacere- ammicca il Cobra- Vuol dire che mi stimano e quest’ammirazione mi stimola. La Società campana mi ha spesso cercato in passato. Vuol dire che, in senso calcistico, qualcosa valgo, il mio impegno non è mai stato vano”. Otto reti in questo campionato, per Andrea Deflorio, e qualche infortunio che ne ha penalizzato presenza e costanza in campo: nessun goal in trasferta, mera casualità? “Se notiamo, ho disputato poche trasferte- dichiara il bomber barese- Una situazione simile può capitare. L’anno scorso, in C2, ho realizzato più reti fuori casa: è solo un dato statistico”. “Certo, mi avrebbe fatto piacere rientrare nei tabellini marcatori delle trasferte- ammette con serenità- ma ho anche sbagliato parecchie volte sotto porta, come a Ravenna. A Terni avrei potuto battere io il rigore: non l’ho fatto. Sinceramente, non era un chiodo fisso, per me”. Forte della sua esperienza, Andrea Deflorio illustra anche le altre due semifinaliste, Foggia e Cavese: “Premettiamo che tutte e quattro le formazioni sono allo stesso livello, anche se si differenziano per qualità di gioco e caratteristiche degli uomini a disposizione- commenta- Hanno tutte identiche possibilità. In Foggia- Cavese prevarrà la lotta agonistica, la corsa. In Taranto-Avellino, di certo, ci sarà qualcosa in più sotto il profilo del gioco, della tecnica”. “Foggia e Cavese sono squadre all’insegna della quantità- è il concetto del capitano rossoblu- La Cavese ne è l’espressione: brava, compatta, non ti lascia giocare. Ha in Campilongo un grande allenatore, che ha saputo incentivare il gruppo, non dotato di grandi individualità. Il Foggia, invece, era partito per vincere il campionato”. Andrea Deflorio svela l’arma che il Taranto dovrà affinare, per la gara di domenica con l’Avellino: “Tranquillità mentale- ammette sicuro- Non abbiamo forzature, abbiamo grandi ambizioni, ma è importante non sprecare le energie nervose, soprattutto in questi giorni di vigilia”. “Dobbiamo essere concentrati: sono due partitre da non sbagliare- catechizza il Cobra- Non dobbiamo snaturarci: dobbiamo giocare a calcio come sappiamo e, possibilmente, vincere la prima gara casalinga”. “Per esperienza- conclude il capitano- queste sono partite che bisogna affrontare senza turbamenti, con la mente sgombra dai pensieri negativi. Occorrono solo quelli positivi: i play off sono fatti di sensazioni. Ci alleniamo, ci prepariamo bene, ma il verdetto avverrà sul campo. E confidiamo negli episodi favorevoli: il calcio è bello anche per la sua imprevedibilità”. di Alessandra Carpino
C'è la diretta in chiaro Si avvicina il giorno della partita e l’enfasi si impadronisce del momento. Con ardita metafora, si potrebbe dire che i tifosi del Taranto sembrano tanti atleti, pronti a scattare dai blocchi. Un’ipotetica gara allo sprint per aggiudicarsi il tanto desiderato biglietto. Avviso: per afferrare il tagliando si dovrà fare in fretta. Oppure avere già intessuto strette relazioni con i rivenditori. Essersi, insomma, portati avanti con il lavoro, attraverso prenotazioni con anticipo in denaro. Questo è un dato-barometro, che rende bene l’idea di quanta alta sia la febbre da playoff. Da oggi cominceranno ufficialmente le prevendite per riuscire a prenotare uno dei 9.900 posti, tanti quanto ne può contenere lo stadio Iacovone, teatro della semifinale d’andata contro l’Avellino. Infatti la società rossoblu non potrà ottenere il tanto sospirato ampliamento dell’impianto: come era lecito prevedere, la commissione per l’ordine pubblico ha negato qualsiasi aumento di capienza. La novità, però, della giornata di ieri è che, oltre alla diretta prevista su Rai Sport Sat, sarà prevista la diretta su Rai 3 per le sole zone di Taranto e Avellino. Un modo per lenire la delusione dei tanti sostenitori che non potranno assistere sugli spalti alla partita. Infatti c’è la forte sensazione che i biglietti di gradinata e curva andranno letteralmente polverizzati. Forse anche in un giorno soltanto. Per quelli di tribuna, forse, si potrà sperare sino a qualche giorno successivo, ma è innegabile che le richieste siano di gran lunga superiori ai posti disponibili dall’attuale stadio Iacovone. Non manca, in queste ore, il continuo prodigarsi della società rossoblu. Attraverso il suo sito Internet, il sodalizio esclusa) per ricevere il tagliando oppure entrare dalla porta 7 accompagnati dai professori muniti dei relativi elenchi. L’ordine, come detto, è fare in fretta. La considerazione muove da un semplice esercizio di sottrazione che parte da una base di 9.904. Questa cifra deve essere ridotta dei già citati abbonati, donne e studenti. Per non parlare dei club rossoblu organizzati, tifosi avversari e biglietti virtualmente già nelle tasche di chi si è mosso con largo anticipo. Il rischio è che molti tifosi si azzuffino per le briciole. I meno fortunati dovranno accontentarsi di vedere i propri beniamini in televisione. di Luigi Carrieri
Cammarata e Deflorio ok Buone notizie: Cammarata e Deflorio stanno meglio. I due attaccanti, che hanno tenuto in ansia Papagni nella scorsa settimana, ieri hanno dato segnali molto confortanti. I rossoblu sono tornati a lavorare, come da copione, e Papagni ha potuto rivedere con il gruppo il capitano Andrea Deflorio, che ha partecipato all’intero allenamento, incentrato su lavoro aerobico e tecnico e ha preso parte anche alla partitella finale a campo ridotto. La sciatalgia non è più un problema, l’unico fastidio è, al momento, un leggero mal di gola. Sta meglio anche Cammarata, che non si è allenato con il gruppo preferendo lavorare in palestra, ma non ha più alcun fastidio dopo i recenti giorni passati a ritmo ridotto. Il programma non cambierà: un allenamento al giorno, senza nemmeno la doppia del mercoledì. L’intento rimane quello di far vivere ai giocatori la settimana di preparazione alla semifinale con l’Avellino con normalità. L’unica variazione sono le porte chiuse, che resisteranno anche domani, nell’amichevole di metà saettimana con gli Allievi. Probabile, anche, che i rossoblu passino una sera in più del solito in ritiro, cominciando dal venerdì sera. Ma non sarà una clausura. E nella settimana nei playoff non manca qualche piccolo rito scaramantico: stamattina la squadra sarà in visita agli studenti dell’alberghiero di Leporano, rimanendo anche per pranzo. La stessa mattina di un anno fa, prima dei playoff di C2. Vale la pena riprovarci: l’anno scorso andò bene.
Capienza invariata È ufficiale: la capienza dello Iacovone non sarà allargata. Lo ha deciso il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi ieri mattina. Il numero dei presenti sarà quello stabilito da tempo: 9904. Lo vieta espressamente la Legge Amato che non ammette deroghe alla normativa. Del resto lo stesso Osservatorio del Ministero dell’Interno, che aveva etichettato Taranto-Avellino a rischio 2 (quasi il massimo), aveva espresso sin dalla scorsa settimana il suo parere negativo sulla possibilità di far confluire gente in più rispetto al numero consentito. Non va dimenticato che la possibilità di far entrare quel numero di persone costituisce già una deroga in quanto la stessa Legge Amato impone l’introduzione dei tornelli, la sistemazione della videosorveglianza, le due zone di prefilfraggio ed i posti numerati. Né si è potuto far ricorso all’art. 2 del Tulps perchè non sussistono quei «gravi motivi di ordine pubblico” che potrebbero indurre il Prefetto Alecci ad emettere un’ordinanza "ad hoc". Ricordiamo che i biglietti saranno messi in vendita a partire da questa mattina. Si spera che la prossima Amministrazione comunale intervenga rapidamente per mettere a norma lo stadio in maniera tale da annullare i mugugni di chi non potrà assistere domenica al match dallo stadio. Confermata la diretta televisiva in chiaro (Rai 3) sia per Taranto che per Avellino, oltre alla diretta su Rai Sport Sat. Ai tifosi ospiti saranno riservati i soliti 600 posti già messi a disposizione per la partita di campionato del 13 maggio scorso. Per chiudere il discorso c'è da aggiungere che la Questura sta predisponendo un capillare servizio d’ordine per evitare qualsiasi incidente sia prima, durante e dopo il match. Prefiltraggio compreso. Chi sarà trovato senza biglietto, non sarà fatto avvicinare ai cancelli d’ing resso. Intanto la squadra ha ripreso ieri la preparazione. Il lavoro dell’intera settimana sarà a porte chiuse per favorire ancora di più la concentrazione dei giocatori. Cammarata e Deflorio si sono allenati con il gruppo. La speranza è che nel corso della settimana non risentano dei guai accusati in quella scorsa (per il bomber siciliano anche di più). Oggi, una sola seduta. Domani partitella contro gli Allievi. Venerdì, penultimo allenamento e partenza anticipata per il ritiro. Sabato, rifinitura. di Giuseppe Dimito
Parte la caccia al biglietto Il Grande Momento è arrivato. Da oggi le emozioni prendono il sopravvento e comincia il conto alla rovescia. Taranto-Avellino, meno cinque: comincia la corsa alla B, è iniziata la settimana di gara-1. Domenica prossima, allo "Iacovone", contro gli irpini, i rossoblu si giocheranno la prima fetta di promozione. E l’attenzione della tifoseria, come previsto, si è impennata all’improvviso. La vendita dei biglietti per l’incontro è al centro dell’attenzione (e delle domande) di tutti: da ieri modi e tempi hanno assunto i contorni dell’ufficialità. Le prevendite cominceranno domattina: disponibili, in totale, 9900 biglietti (da cui vanno detratti 600 tagliandi riservati alla tifoseria ospite e gli ingressi riservati ad abbonati e club). Tredici i punti-vendita nel territorio provinciale. Definiti anche i prezzi dei biglietti: 12 euro per le curve, 18 euro per la gradinata, 27 euro per la tribuna laterale, 80 euro per la tribuna Vip. Non c’è bisogno di diventare maghi o di affidarsi all’intuizione per comprendere ciò che accadrà nelle prossime ore: i biglietti a disposizione si esauriranno in poche ore, la caccia al biglietto è già cominciata, non mancheranno le file e gli (ovvi) improperi di chi non riuscirà ad acquistare il tagliando. Anche perchè, per il momento, la capienza dello stadio resta ancorata a quota 9900, limite stabilito dalla Prefettura dopo l’entrata in vigore del decreto Amato-Melandri. L’Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive non ritiene possibile la concessione di deroghe; il Taranto, in modo sommesso, continua a coltivare la speranza di poter accontentare un numero superiore di tifosi. In questo senso va inquadrato l’incontro che ha visto protagonisti ieri mattina Blasi, il direttore generale rossoblu Vittorio Galigani, il prefetto Francesco Alecci e il vice prefetto vicario Carlo Sessa. Il presidente descrive così l’esito della riunione: «Il dottor Alecci, come sempre, ha manifestato grande attenzioni nei nostri confronti. Spiragli per l’allargamento? Alecci ci ha spiegato che valuterà la situazione giorno per giorno e con grande attenzione. Di certo, se i tagliandi disponibili si esauriranno in fretta, potrebbe aprirsi uno spiraglio per le nostre richieste di ampliamento della capienza». L’entusiasmo di Blasi è crescente: il massimo dirigente conferma l’operazione simpatia avviata nell’ultimo periodo e le agevolazioni per donne, bambini e abbonati. «Le donne - spiega - entreranno gratis: il biglietto lo pagheremo noi. Abbiamo confermato anche l’entrata gratuita allo stadio per i bambini delle scuole. Agli abbonati, infine, basterà presentare l’abbonamento alle porte per ritirare il tagliando d’ingresso per l’incontro di domenica. E poi regaleremo le 15000 sciarpe a tutti gli spettatori: la promozione in B è il nostro unico pensiero». La dimostrazione arriva dalla frase successiva: Blasi, impegnato fino a poche ore fa in Grecia per lavoro, si è ritagliato qualche giorno di pausa. «Ho rinunciato a tutti gli impegni: in questi giorni starò sempre vicino alla squadra. Questi ragazzi meritano il sostegno di tutti». Nel pomeriggio riprendono anche gli allenamenti: ormai è febbre playoff. di Leo Spalluto
Non ha mai giocato i playoff Aldo Papagni incrocia le dita e spera, oggi pomeriggio, di poter ritrovare sul green dello "Iacovone" Fabrizio Cammarata, pronto a correre e a sudare con il resto dei compagni. Le condizioni fisiche del centravanti siciliano sono in miglioramento, anche se il lungo periodo di sosta forzata ai box (stiramento al polpaccio) avrà sicuramente condizionato il suo stato di forma. «Adesso va un po’ meglio - attacca -, ma attendo il riscontro del campo prima di pronunciarmi. Mi auguro, comunque, che fino a domenica l’infortunio possa essere soltanto un ricordo. Con l’Avellino ci attende una gara importantissima, voglio giocarla a tutti i costi». Cammarata, a 32 anni si ritrova per la prima volta nei playoff. «Finora ho sempre vinto i campionati direttamente, adesso mi auguro di provare una nuova esperienza. E' una sensazione bellissima: giochiamo per vincere, per riportare il Taranto in una categoria in cui manca da 15 anni. E' un traguardo che meriterebbe tutta la città: c'è un entusiasmo contagioso, è dalla scorsa settimana che tutti attendono questa partita». Pur avendo giocato in serie A, pertanto, riesce ancora a trovare gli stimoli giusti. «Quando non avrò più voglia di scendere in campo, sarà giunto il momento di ritirarmi. Per adesso le motivazioni ci sono sempre, anche nelle gare poco influenti. Ho fatto una buona carriera, ma quest’anno sono davvero contento di aver scelto il Taranto e di essere rimasto a gennaio, quando tutti parlavano della mia partenza. Poi mi sono preso una piccola rivincita, anche se sono consapevole di non aver ancora espresso tutto il mio potenziale». Vorrà dire che il resto lo metterà in mostra nei playoff. «Me lo auguro, anche se la nostra peculiarità è quella di aver mandato a rete ben 12 calciatori. Non abbiamo un bomber di razza, ma 45 reti non mi sembrano poche. I miei gol? Sono stati tutti molto belli, ma soprattutto spesso decisivi. Spero di ripetermi». L'Avellino ha il miglior attacco del girone. Come giudica i suoi colleghi Biancolino, Evacuo e Grieco? «I numeri parlano da soli. Dovremo essere molto concentrati per evitare che, soprattutto Biancolino, possa rendersi pericoloso in area. Ma l’Avellino va rispettato per la grande qualità dell’organico. Abbiamo le stesse chance di accedere alla finale, a patto che domenica sera possiamo ritrovarci a commentare una vittoria». Si dice, però, che la loro condizione psicologica non sia ottimale. Il Taranto, invece, sembra al massimo della forma. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo stagionale, adesso siamo pronti per coronare questo sogno. La società ci è molto vicina e il presidente Blasi sta dimostrando di essere pronto a tutto pur di andare in serie B». Il futuro di Cammarata è legato all’esito dei playoff ? «Ho un altro anno di contratto e ribadisco che sarei comunque pronto a ripartire da qui. Poi sarà la società a compiere le scelte definitive». di Fabio Di Todaro Foto e testi presenti in tifo-e-amicizia.it sono stati in parte prelevati da Internet e quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione possono segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione. |
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