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Uno stadio da riparare
Vertice per l’ordine pubblico in Prefettura: Pironti chiede di rimettere subito a posto lo Iacovone e di accelerare i lavori di adeguamento alle norme anti-violenza. Lunedì nuovo appuntamento

Riportare lo stadio alla normalità. Come se Taranto-Massese non si fosse mai giocata. Suturare le ferite aperte dalla furia ultrà, riparare i danni. Il vertice in Prefettura, tenuto ieri, ha esaminato la questione ordine pubblico partendo dalla triste domenica tarantina, dalla violenza esplosa in curva, che ha costretto l’arbitro a sospendere la partita, ha lasciato alle spalle uno stadio a pezzi e ha finito per provocare nove arresti, una sconfitta a tavolino per il Taranto e quattro turni a porte chiuse per lo Iacovone. Presediuto dal prefetto Alfonso Pironti, con i rappresentati delle forze dell’ordine e l’assessore allo sport Alfredo Spalluto, il vertice si è focalizzato sulla situazione dello stadio, in prospettiva immediata e nel futuro non troppo lontano. Perché è dall’impianto del rione Salinella che parte l’operazione sicurezza. E sistemando la struttura, rendendola fruibile che il calcio avrà, almeno una casa senza sbarre da staccare e sassi da reperire. Ecco, quindi, la prima richiesta del prefetto: riportare subito lo stadio allo status quo ante Taranto-Massese. Riparando i danni fatti dagli ultrà scatenati. Trentamila euro, fanno sapere dal Comune dopo una prima stima, che l’ente - in collaborazione con la società - dovrà accollarsi per riparare bagni, ringhiere, vetrate e persino asfalto. «Questa è una cosa che va fatta subito»: ha detto Pironti. Anche se la prossima in casa, con il pubblico, si giocherà il 13 gennaio, contro la Pistoiese. Almeno per il momento, visto che pure il prefetto, ieri, si è schierato al fianco del Taranto a difesa dello Iacovone: «Chiudendo gli stadi si allontana la gente senza, però, educarla. Invece il calcio ha bisogno
degli spettatori e per questo mi auguro che il ricorso del Taranto per le quattro giornate a porte chiuse venga accolto, almeno in parte. E, anche, che venga ripetuta la partita con la Massese: che colpa ha il Taranto per quello che è accaduto?». Nessuna responsabilità diretta, ovviamente. Ma la responsabilità oggettiva è uno dei principi su cui la giustizia sportiva si fonda. Il Taranto, per attenuare il provvedimento, cerca sponde. Anche nel vertice per la sicurezza. Nel quale, tra l’altro, si è anche parlato dei lavori di adeguamento dello Iacovone al decreto Amato-Melandri. L’impianto tarantino, come noto, andrà riportato entro il 30 giugno alla capienza di 9.904 posti (quella comunicata al momento dell’emanazione del Decreto). Per farlo servono tornelli e videosorveglianza, oltre a un’altra serie di lavori per un totale di 650.000 euro. Da Palazzo di Città avevano fatto sapere di aver avuto una disponibilità di massima dell’Istituto per il Credito Sportivo e di avere in preparazione il progetto, che va presentato per legge entro fine anno. Ora, però, è il prefetto a mettere fretta, perché il problema della sicurezza non è rimandabile. Lunedì la commissione di vigilanza farà un sopralluogo allo stadio, mentre in Prefettura i tecnici del Comune dovranno far pervenire almeno una bozza del progetto. Per capire a che punto si è. E accelerare i tempi per rendere sicuro lo Iacovone. di Fulvio Paglialunga16 novembre 2007

Iacovone, lavori il prima possibile
E il Comune si costituisce parte civile contro i nove ultrà. Ieri riunione in prefettura e primo responso sui danni di domenica: 30.000 euro. Il Prefetto Pironti chiede massima solerzia, lunedì sopralluogo allo stadio della Commissione di Vigilanza

Taranto si lecca le ferite, cerca in qualche modo di suturarle. Le cicatrici, dopo i fatti di domenica, resteranno indelebili, marchio a fuoco e ricordo sempiterno d’una giornata di violenza e paura, ma il momento del dolore e delle lacrime dev’essere giocoforza messo alle spalle. Adesso è l’ora di ripartire. Lo fa il Comune, lo fa la società sportiva di Gigi Blasi, lo fanno le forze dell’ordine.
La Taranto che resiste, insomma, è al lavoro ed il primo obiettivo è lo Iacovone, il tempio del calcio ionico amaramente profanato dai suoi stessi fedeli. I danni sono ingenti: l’ha confermato il Comune nel corso della riunione di ieri in Prefettura. Oltre al padrone di casa, Alfonso Pironti, erano presenti l’Assessore comunale allo Sport Spalluto, il Questore Gian Carlo Pozzo, i vertici di Guardia di Finanzia e Carabinieri. Tutti attorno ad un tavolo con un unico scopo: ripartire.
Stadio: danni per 30.000 euro – Lo Iacovone è ridotto male. Oltre alle ormai note carenze strutturali e logistiche, le violenze e gli scontri fratricidi di domenica sono costati circa 30.000 euro. Bagni, gradoni, ringhiere, vetri di protezione: la furia degli ultrà ha devastato tutto il settore curva e parte della gradinata. Il mesto bilancio potrebbe addirittura aumentare lunedì mattina, dopo un ulteriore sopralluogo allo stadio.
Pironti chiede solerzia nei lavori – La situazione dell’impianto del rione Salinella non è semplice e il Prefetto Alfonso Pironti ha chiesto massima solerzia nei lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle norme del decreto Amato-Melandri. Da parte sua l’Assessore allo Sport Alfredo Spalluto ha assicurato che verrà fatto tutto in tempi ristrettissimi: “Ci stiamo muovendo tutti insieme per iniziare i lavori il prima possibile”. La scadenza dei termini governativi, è bene ricordarlo, è prevista per il 30 giugno. Ma il Comune conta di finire anche prima.
Lunedì la Commissione di Vigilanza allo Iacovone – Le parti si sono lasciate con l’impegno di rincontrarsi dopo il sopralluogo allo Iacovone di lunedì mattina della Commissione comunale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, l’organismo formato tra gli altri dal Sindaco,dal comandante del corpo di polizia municipale, dal comandante provinciale dei vigili del fuoco. La Commissione stillerà un primo piano di azione sui lavori più urgenti, dopodiché il via alle attività di recupero dello stadio dovrebbe essere questione di giorni, anche perché, come lo stesso Spalluto ha ribadito, bisognerà porre rimedio alle devastazioni degli ultrà prima di Taranto – Crotone, prevista per domenica 2 dicembre.
Il Comune parte civile contro gli ultrà – Intanto, anche il mondo politico, dopo gli annunci degli scorsi giorni, passa alle vie di fatto. Nel corso del Consiglio Comunale di ieri Gianni Fabrizio ha presentato all’Ordine del Giorno la richiesta al Sindaco Stefano di costituire il Comune “parte civile nel procedimento a carico dei responsabili per gli ingenti danni arrecati allo stadio comunale”. Nella nota diramata da Palazzo si legge: “I gravi fatti accaduti domenica scorsa allo Iacovone non possono passare inosservati dalla massima assise comunale; detti episodi non sono solo il frutto di esagitati tifosi in preda alla delusione per un risultato sportivo negativo, bensì sono la risultanza di un degrado sociale che va sempre più affermandosi nella nostra città (…). Il Consiglio Comunale di Taranto condanna fermamente quanto accaduto impegnandosi sempre più, unitamente alle forze di polizia, a combattere i fenomeni di devianza, per ridare fiducia e immagine positiva ad una città laboriosa, civile e desiderosa di essere considerata per quella che effettivamente è: una città dalla storia antica, culla di civiltà e di cultura”. La mozione è stata approvata a larghissima maggioranza: il Comune di Taranto dovrebbe andarsi ad aggiungere, come parte civile, alla Taranto Sport e alla Lega Calcio.
Il 28 novembre il processo a carico dei nove ultrà – E’ stato convalidato dunque l'arresto dei nove ultrà tarantini arrestati in seguito agli incidenti che domenica scorsa hanno provocato la sospensione della gara tra Taranto e Massese. Gli pseudo-tifosi, tutti tra i 23 e i 29 anni ed ancora reclusi nel carcere di via Speziale, sono accusati di atti violenti e resistenza a pubblico ufficiale oltre che di violazione delle leggi antiviolenza in occasione di manifestazioni sportive e di danneggiamento aggravato per via del lancio di oggetti in campo. Dopo il rinvio di ieri è stata fissata la data d’inizio del processo: il 28 novembre. 
L’Osservatorio vieta le trasferte ai tifosi del Taranto – Nel pomeriggio di ieri è anche arrivata la decisione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che ha vietato le trasferte, nella prossima domenica calcistica, a quindici tifoserie d’Italia. Tra queste, come anticipato, c’è anche quella ionica, che dovrà saltare sicuramente Lucchese – Taranto, valida per il 14° turno di campionato di C1. Probabile però che il periodo di allontanamento dei tifosi rossoblu dagli stadi italiani coincida quantomeno con le quattro giornate di squalifica dello Iacovone: difficilmente le trasferte saranno consentite prima dell’anno prossimo. Le altre tifoserie, per le quali non è state rilevata criticità, potranno invece seguire liberamente le rispettive squadre al termine della sospensione del campionato, il 27 novembre. di Pietro Cinieri16 novembre 2007

Blasi, il calcio a Taranto è in forse
Dopo i fatti di domenica ecco, dalla Germania, la voce del presidente. Parte civile nel processo contro gli ultrà, ritiro della squadra, inefficienza del sistema calcio, strumentalizzazione delle contestazioni: il numero uno di via Umbria scaglia il suo lungo je accuse

La Germania è lontana, ma le immagini, le telefonate, le migliaia di mail arrivate ad Hannover, dove è impegnati per affari di lavoro, fanno sentire Gigi Blasi più vicino a casa. E’ una vicinanza dolorosa e confortante allo stesso tempo: alle immagini di domenica si sovrappongono le tante manifestazioni di solidarietà giunte, come sottolinea lui, dalla “vera Taranto”. La distanza resta e sarà colmata soltanto lunedì prossimo, ma la voce del presidente della squadra pugliese salita agli onori della cronaca nazionale per le violenze di Taranto-Massese arriva forte come al solito. E altrettanto usualmente, non è mai banale: parte civile nel processo contro gli pseudo-tifosi, ritiro della squadra, sistema calcio, strumentalizzazione delle contestazioni. Gigi Blasi recita il suo je accuse: il calcio a Taranto è in forse.
Presidente, è vero che la società si costituirà parte civile nei confronti degli ultrà fermati in seguito ai bruttissimi episodi di domenica?
“E’ verissimo, ma la notizia non è di oggi. So che Macalli ci ha invitati a farlo ieri assieme alla Lega e a lui dico che noi ci abbiamo già pensato da lunedì. Per capire appieno i fatti accaduti allo Iacovone mi sono fatto spedire un video di immagini e quello che ho visto mi ha dato davvero i brividi: una lotta fratricida assurda. Voglio incontrare personalmente i ragazzi che sono stati picchiati in gradinata per esprimergli la mia solidarietà ed assieme a loro voglio conoscere un ragazzo della curva che è stato picchiato perché ha osato esultare al secondo gol del Taranto”. (Ieri però, nel processo per direttissima ai 9 ultrà, poi rinviato al 28, non è risultata costituita alcuna parte civile né da Lega, né da Comune, né della Taranto Sport ndr.)
In questi giorni è circolata con insistenza anche la voce che lei voglia ritirare la squadra dal campionato.
“E’ una decisione che sto vagliando attentamente: bisogna dare una scossa alla città e soprattutto al sistema nazionale”.
Taranto dunque rispecchia le gravissime lacune dell’impianto calcio.
“Esattamente: in Italia continua a morire gente innocente e le regole non cambiano mai. Non so se per interessi o paura, ma il calcio è vittima della violenza che il suo stesso sistema mantiene perennemente impunita. Non capiscono che fermare il campionato per una settimana, squalificare il nostro stadio per quattro giornate, o il Massimino di Catania per un anno, come hanno fatto nella passata stagione, non risolve niente. La regola della responsabilità oggettiva della società sulle violenze dei propri tifosi, ad esempio, non solo è sbagliatissima ma contribuisce a far sì che qualche manipolo di violenti possa ricattare una città intera, come succede qui a Taranto. In questi anni ho versato nelle casse della Lega 200.000 euro: me ne spiegate il motivo? Se tu guidi senza cintura perché la multa devo pagarla io?”.
Oltre che eliminando le responsabilità oggettive dei club nei confronti degli atteggiamenti dei propri tifosi, come si cambia il sistema secondo Gigi Blasi?
“Con fermezza. Blocchiamo i campionati fino a giugno, sediamoci a tavolino, rifacciamo le regole, assicuriamo pene certe ai teppisti così come avviene all’estero, affidiamo gli stadi alle società. Se l’impianto di gioco è pubblico siamo impotenti, ma se è nostro siamo noi a decidere chi e se farlo entrare”.
Dopo essersi costituito parte civile contro gli ultrà ed aver fatto ricorso contro la squalifica del Giudice Sportivo, ci sono possibilità che il Taranto chiami in causa anche il Comune per le condizioni di sicurezza dello Iacovone che hanno agevolato o addirittura permesso le invasioni fra settori e gli scontri dei tifosi?
“E’ una cosa che dobbiamo decidere assieme al nostro avvocato. Di certo posso dire che la politica ha usato il calcio ed il Taranto Sport per tutti i suoi fini e la stessa cosa l’hanno fatta alcuni organi di stampa. Per questo venerdì scorso e quindi ben prima che scoppiasse questo dramma in tutt’Italia, ho scritto una lettera di quattro pagine all’Ordine dei Giornalisti nella quale denuncio il sistema vigente qui in riva allo Ionio. Blasi non ha paura, voglio che tutti lo sappiano”.
Ma a prescindere dal suo je accuse sulla strumentalizzazione della contestazione se potesse tornare ad inizio campionato riprometterebbe nuovamente la serie B alla 34a giornata e la serie A in tre anni?
“Senza dubbio. Sono parole che ridirei anche adesso. Nella squadra costruita io ci credevo e ci credo ancora. Posso anche ammettere l’errore ma solo alla 34a giornata. Ed è a quel punto che la contestazione potrei anche capirla e accettarla. La violenza invece no: quella non la capirò e non l’accetterò mai”. di Pietro Cinieri15 novembre 2007

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