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De Liguori e Mancini “blindati” Lievissimi sussurri per il mercato di un Taranto che punta all’ordinaria amministrazione. Le strategie di sfoltimento sono state dichiarate, direttamente dal presidente Blasi al termine dell’amichevole di sabato col Lecce: si attendono i nomi dei primi club interessati all’ingaggio dei giovanissimi Pellecchia, Sciaudone, Zaccanti, del talento sfortunato Malagnino e forse di Tesser, terzino brasiliano in prestito. L’obiettivo è dirottare i citati giocatori in squadre che garantiscano loro una certa continuità di rendimento. A tenere desta l’attenzione in casa Taranto è sempre la delicata questione che coinvolge Vincenzo De Liguori. Il mediano partenopeo, vicecapitano e veterano della formazione rossoblu, dovrebbe fare ritorno alla base nella giornata odierna, che prevede la ripresa degli allenamenti, ma gli interrogativi restano. Nei giorni scorsi, si era parlato della volontà di De Liguori di avvicinarsi alla sua Napoli, soprattutto per dedicarsi ai problemi familiari che l’attanagliano. Il suo nome era stato accostato con insistenza al Benevento del suo maestro Gianni Simonelli, formazione capolista del girone C della serie C2. Come è noto, il forte centrocampista è legato al sodalizio ionico da un triennale, firmato proprio la scorsa estate: una sorta di unicum per Blasi e per la mentalità di gestione. Lo stesso presidente ha ribadito di non volersi privare di uno dei motori dell’intera squadra: al momento, si registra una sorta di rispetto per il difficile momento che De Liguori sta attraversando, nessuno fa pressione, nemmeno le società corteggiatrici. In caso di mancata rescissione consensuale del contratto, pare che Vincenzo De Liguori sia disposto a stare fermo, ad interrompere la sua attività agonistica sino al termine della stagione. Una soluzione piuttosto drastica, anche se comprensibile: a commentare la vicenda è stato Mariano Grimaldi, procuratore del centrocampista. “Personalmente, non ho mai avuto un incontro col presidente Blasi, per parlare del contratto di De Liguori”, ha affermato Grimaldi, con toni piuttosto rilassati che non lasciano intuire quel “muro contro muro” spesso azzardato fra la dirigenza della Taranto Sport ed il suo assistito. Per Mariano Grimaldi, sono altre le contrarietà: “Vincenzo non sta tornando a Taranto, penso che difficilmente riuscirà a rientrare a breve- gela, alludendo alla condizione privata del calciatore-Non si allena da quindici giorni, è un campanello d’allarme: non penso che De Liguori si muoverà da casa prima della soluzione dei suoi problemi”. Il mediano ha presentato un certificato medico che lo dichiara “ufficialmente malato”, ma che sta per scadere: Mariano Grimaldi confida che solo lui potrà avere un colloquio chiarificatore con Blasi ed esporre le sue reali intenzioni e problematiche. “Può parlare solo Vincenzo- ammette il procuratore napoletano- Le sue decisioni non sono di natura calcistica: De Liguori a Taranto sta benissimo, ha un contratto triennale e la dirigenza rossoblu è inevitabile che voglia trattenerlo”. Non resta che continuare ad attendere. Grimaldi confessa implicitamente: “Taranto è superiore a tante altre piazze che ambiscono a De Liguori, anche della stessa zona campana. Il Benevento possiede una società collaudata e ricca, è forte ma è pur sempre C2”. Intanto ieri lo stesso Mariano Grimaldi ha fornito un secco diniego per un possibile ingaggio in rossoblu di Gabriele Graziani, figlio d’arte, attaccante trentaduenne in forza alla Cremonese, che non sarebbe propenso a trasferirsi in una piazza del sud. Oggetto del desiderio mai svanito, per molti club di categoria superiore, è sempre Manuel Mancini. Il giovane fantasista romano, alla sua terza stagione in riva allo Ionio, continua ad essere apprezzato, soprattutto dopo il brillante avvio di stagione ed i cinque sigilli messi a segno con la casacca ionica: le ultime indiscrezioni parlano del solito Avellino dei fratelli Pugliese, che sembra abbia offerto ben 600mila euro per assicurarsi il suo cartellino. “Mancini non sa nulla e nemmeno io- Lionello Manfredonia procuratore del calciatore, è lapidario, non lascia trapelare ulteriori indizi- La cifra azzardata dall’Avellino? Non ne sono a conoscenza”. Abbottonato riguardo anche ad un rinnovato interessamento del Siena che dalla massima categoria è tornato all’assalto di Mancini ed avrebbe proposto in prestito Mirko Guadalupi, classe ‘87 e nativo di Brindisi, centrocampista con doti di trequartista che non dispiacerebbe al tecnico del Taranto Marco Cari, che l’ha allenato lo scorso anno a Perugia. “E’ il presidente Blasi che gestisce le trattative, che decide- spiega Manfredonia- Non ho parlato con lui, ma sono al corrente della sua ferrea volontà a non lasciar partire Mancini, che ha ancora due anni di contratto con il Taranto”. Eppure il fantasista appare sempre possibilista in merito ad un suo salto di qualità, già a partire da gennaio: “Mancini onorerà il contratto, sino al termine dei due anni”, è la replica del suo procuratore Manfredonia. Il piano stilato da Blasi presidente factotum (si è assunto ufficialmente gli oneri di direttore sportivo) si basa anche sul rinnovamento proprio dei contratti dei giocatori in scadenza, fra i quali spiccano Colombini, che piace molto al Grosseto, Cejas, sogno del Perugia, e Cammarata, del quale si è parlato di uno scambio col Verona col brasiliano Da Silva. La dirigenza rossoblu opererà in relazione al materiale umano già a disposizione in organico, effettuando al limite cambi che possano risultare vantaggiosi per il gioco di Cari: con Dionigi infortunato sino al termine della stagione, in caso di partenza di Cammarata o di Ascenzi, che potrebbe finire alla Cavese (orfana di Ercolano) via Avellino, le alternative più ghiotte sarebbero Rubino del Novara, pedina del Perugia di Cari della scorsa stagione, Piovaccari dal Treviso (trattativa piuttosto difficile da condurre in porto) ed un ritorno di fiamma per Gianvito Plasmati. Il lungagnone attaccante di proprietà del Catania non si è ambientato a Foggia (la tifoseria non ha apprezzato alcuni suoi nervosismi in campo, ndr): la società di Tullio Capobianco l’ha posto sul mercato, offrendolo al Verona per ricevere Da Silva. Pallino del tecnico del Foggia Sasà Campilongo è invece Aniello Cutolo: sull’eclettico esterno del Taranto è piombato da ieri anche l’ambizioso Gallipoli. “Derby” a tutti gli effetti. Per quanto riguarda il centrocampo, sono tornati di moda un paio di nomi circolati in estate: in primis, quello di Favasuli, che sta conducendo una stagione apprezzabile in un Martina allo sbando societario, e che era stato ad un passo dal Taranto insieme con il difensore Migliaccio, entrambi provenienti dal Teramo. Il secondo obiettivo è Margarita, ancora in forza alla società abruzzese. Una terza pista porterebbe a Franzese della Paganese, che Cari ha addestrato sia a Giugliano che a Teramo. Ieri il Pisa ha messo sul mercato Ciotola, valido centrocampista offensivo, che il tecnico di Ciampino ben conosce ma che è inseguito soprattutto dal Sassuolo. L’amichevole di sabato scorso fra Taranto e Lecce è stata proficua per parlare di giovani calciatori salentini da inserire nel contesto ionico: si allude allo sloveno Lovrevic, centrale che Papadopulo ha schierato allo Iacovone, del suo connazionale Bordon, attaccante; incluso anche Herzan, centrocampista offensivo ceco, classe ‘81, in prestito al Verona. Alternative per il pacchetto difensivo: al Taranto piace Voria, anche lui del Teramo ed ex del Perugia di Cari. di Alessandra Carpino
Una vagonata di Valium, grazie Prima si vende anzi si svende, tanto siamo in periodo di saldi. Fra stadio, tifosi e risultati ci sono troppe controversie e poi c’è la querelle sul sistema calcio, sulle responsabilità-oggettive-delle-società e non dimentichiamoci di alcuni mezzi d’informazione e del loro perenne remare contro. Vanno e andranno via Tizio e Caio, si manterrà la categoria: niente di più, questa città non merita niente di più. Badate: questa volta è certo, non si torna indietro.
Dionigi, fine dell’avventura Destino stregato per gli attaccanti di alta qualità in riva allo Ionio. La stagione agonistica in corso è praticamente finita per Davide Dionigi: il forte centravanti modenese si è sottoposto, quasi a sorpresa, ad un intervento chirurgico al ginocchio destro nella serata di mercoledì, e ieri stesso ha ricevuto il verdetto temuto ed impietoso. Quattro mesi circa di stop, come dire che Marco Cari dovrà rinunciare alle sue prestazioni e soprattutto alle reti che un suo impiego regolare e continuativo avrebbe potuto garantire al Taranto per rilanciare le proprie ambizioni in ottica play off, nonostante l’atmosfera di primordiale “smantellamento” che sembra coinvolgere l’ambiente rossoblu alla vigilia del mercato di riparazione. Il grave infortunio accorso all’ex attaccante di Piacenza, Reggina e Napoli inaugura nel peggiore dei modi il 2008 calcistico per la Taranto Sport, che dovrà essere davvero operativa in fase di mercato per cercare una punta di rilievo da affiancare a Cammarata ed Ascenzi. La piazza ionica attendeva il miglior Davide Dionigi, autore, nonostante le peripezie legate al suo stato di forma, già di tre sigilli pesantissimi e tutti fondamentali ai fini del risultato: la girata stupenda per il vantaggio sulla Sambenedettese nell’esordio casalingo dinanzi al pubblico amico (2 settembre ‘07), il gesto tecnico da attaccante puro nel derby col Gallipoli terminato 2-1 (16 settembre ’07), il recente e pregevole pallonetto per la vittoria sulla vicecapolista Ancona (9 dicembre’07). Eppure i problemi al ginocchio destro di Dionigi non sembravano destare particolare allarmismo, il responso medico offerto dall’equipe del professor Mariani presso la clinica privata romana in cui l’attaccante ha effettuato i noti accertamenti è stato un fulmine a ciel sereno. Una dinamica clinica atipica, quella che ha coinvolto il calciatore classe ‘74: a ricostruirla è il responsabile dell’area medica della Taranto Sport, dottor Guido Petrocelli. “Dionigi è stato sottoposto ad una prima risonanza magnetica immediatamente dopo il trauma rimediato nel corso della partita di Lucca (12 dicembre scorso, ndr)- spiega Petrocelli- Eppure il giocatore era riuscito a portare a termine la gara (subentrato al 21’st)”. “L’esame è stato effettuato al ritorno della squadra a Taranto- continua con precisione il medico sociale rossoblu- Non si riscontravano situazioni gravi, nè l’arto dava grossi problemi all’attaccante. Clinicamente, il ginocchio di Dionigi non si è mai gonfiato. Nei giorni a seguire, lo stesso calciatore si è allenato, ha svolto lievi corse: accusava fastidio, ma nulla che lasciasse presagire ad un interessamento del legamento crociato”. Davide Dionigi era stato costretto ad abdicare, a scopo precauzionale, dalle ultime apparizioni in campionato: la sua intenzione era appunto quella di approfondire e conoscere la reale natura dello starno malessere. Una serie ulteriore di test medici era stata già programmata, lo conferma lo stesso dottor Petrocelli: “Durante la pausa natalizia, Dionigi è tornato a casa, a Modena, ed ha prenotato una seconda risonanza magnetica- dichiara- Stavolta è stata evidenziata una lesione al crociato anteriore del legamento de ginocchio destro”. “Lo stesso tipo di lesione aveva condizionato, lo scorso anno, il campionato di Ivano Pastore, come ricorderemo, ma appariva “imponente”, visibile- puntualizza Petrocelli- Lo testimoniavano i rigonfiamenti del ginocchio: nel recente passato, Mortari o Manoni avevano subito identici infortuni”. Nessun arcano: lo staff medico rossoblu e lo stesso Dionigi si sono trovati di fronte ad una condizione anomala. “L’obiettività clinica non c’era- precisa il responsabile dell’area medica del Taranto- Si è trattato di una situazione in sordina: esisteva quasi uno “squilibrio” con il verdetto della risonanza magnetica”. Inevitabile l’intervento chirurgico: “Il professor Mariani, specialista in ortopedia e medico di fiducia del calciatore, ha in effetti riscontrato quanto visto a Taranto- ha continuato Petrocelli- Radiologicamente, i risultati parlavano chiaro: Mariani ha quindi sottoposto Dionigi ad un esame endoscopico, per osservare cosa ci fosse nel ginocchio. E, naturalmente, ha immediatamente predisposto l’intervento al crociato”. Guido Petrocelli è intenzionato ad analizzare il caso: “Alla Taranto Sport sarà consegnata la videocassetta dell’intervento in artroscopia al ginocchio di Dionigi- anticipa- Servirà per comprendere se la lesione è stata integrale o parziale, onde evitare problemi futuri. Voglio capire come un trauma del genere non abbia provocato gonfiore o danni evidenti”. Resta il fatto che il Taranto perde un attaccante quotato, ingaggiato solo l’estate scorsa: “Parlando di tempi di recupero, e riferendoci allo svolgimento del campionato regolare, per Davide la stagione è finita- conferma il dottor Petrocelli- Sono necessari in media quattro mesi per il pieno recupero ed il ritorno all’attività agonistica”. L’augurio è quello che Dionigi possa bruciare le previsioni e, magari, essere in gran forma in caso di eventuali play off promozione per il Taranto. di Alessandra Carpino
Doppia seduta per i rossoblu Il Taranto ha sostenuto una doppia seduta anche nella giornata di ieri. Al mattino, i rossoblu si sono esercitati in piscina, sotto lo sguardo del preparatore atletico Redavid, che ha puntato sul rafforzamento del tono muscolare dei suoi giocatori. Nel pomeriggio, invece, la squadra si è ritrovata allo Iacovone per effettuare un allenamento di tipo tecnico-tattico, preceduto da adeguato riscaldamento e conclusosi con una partitella a ranghi misti. Diversi i calciatori assenti: l’attaccante Dionigi, operato al crociato a Roma. per il quale si prevede un lungo stop di quattro mesi; il giovane Pellecchia, influenzato, che ha inviato alla società di via Umbria un certificato medico valido almeno sino ad oggi; De Liguori, ufficialmente anche lui per influenza (sono noti i problemi familiari e la sua volontà di rescindere il contratto, ndr). Non ha partecipato alla doppia esercitazione anche Zito; l’esterno di Fuorigrotta ha recuperato dalla distorsione alla caviglia sinistra, ma il virus di stagione ha colpito anche lui. Hanno invece smaltito lo status influenzale il portiere Barasso ed il difensore Di Bari, che hanno lavorato regolarmente col gruppo. Cammarata ha svolto un allenamento differenziato, a causa di un affaticamento a seguito della nota elongazione al flessore della gamba sinistra. Oggi il gruppo di Cari procederà con un’altra doppia seduta, da esplicare interamente sul manto erboso dello Iacovone, mentre domani pomeriggio sarà di scena, alle 14.30, in un’amichevole con il Lecce di Papadopulo. di Alessandra Carpino
Mercato, al via la fase invernale Inizia ufficialmente oggi la fase invernale del calciomercato. Per la Taranto Sport, priva di un direttore sportivo all’indomani dell’esonero di Luca Evangelisti, le operazioni saranno condotte in prima persona dal presidente Luigi Blasi, il quale ha già affermato che, con la società dichiarata ufficialmente in vendita entro il prossimo 30 giugno, la sua gestione avrebbe garantito la cosiddetta “ordinaria amministrazione” delle stesse trattative. Prevedibile lo sfoltimento dell’organico del Taranto: i giovani Pellecchia, Sciaudone, Ungaro, Zaccanti , Malagnino, forse Di Bari e De Falco potrebbero essere prestati a club che possano valorizzarli sul campo. Il nodo da sciogliere immediatamente riguarda Vincenzo De Liguori: tra domani e domenica Blasi dovrebbe incontrare il centrocampista napoletano, propenso a rescindere il triennale siglato in estate col sodalizio rossoblu per accasarsi in Campania, in seguito ad una seria situazione familiare. Come è noto, a ricercare le prestazioni di De Liguori è soprattutto il Benevento del suo maestro Simonelli, che l’ha allenato proprio a Taranto nella stagione ‘01/’02: la squadra sannita punta rinforzarsi per mirare al salto di categoria (è attualmente prima in classifica in C2 girone C).Fonti giornalistiche campane parlano di un incontro rimandato fra il presidente Blasi e Mariano Grimaldi, procuratore del centrocampista: non è escluso che un emissario del club sannita sia inviato nelle prossime ore per convincere il maggior azionista rossoblu a firmare la risoluzione consensuale del contratto, al fine di evitare strascichi economici o sanzioni. Nella trattativa, il Benevento potrebbe inserire il centrocampista brasiliano Eduardo Luis Carloto, 26 anni, legato ai campani da un biennale e con 7 presenze all’attivo. Anche il Sorrento vorrebbe De Liguori, ma la competizione è forte. Il forte mediano piace sempre all’Avellino, che è sulle tracce di altri rossoblu: il portiere Barasso, corteggiato anche dal Grosseto, il difensore Colombini (richiesto da Ravenna e Perugia) ed il centrale Cejas (sogno del Perugia di Cuccureddu). Nome nuovo per il centrocampo ionico, ma stavolta in entrata, potrebbe essere quello di Federico Cerone, 22enne del Lanciano con poche apparizioni nel Melfi in C2. Capitolo attaccanti: il lungo infortunio toglie automaticamente Davide Dionigi dal mercato (piaceva ad Avellino e Pistoiese), Ascenzi potrebbe accettare la Cavese e rimpiazzare Ercolano finito all’Arezzo. Si pensa ad uno scambio fra Cammarata e Da Silva: la punta del Verona è contesa però anche dal Foggia, che ha offerto Plasmati (altro obiettivo del Taranto), Perugia e Crotone. Interessa anche Daniele Morante, finito sul mercato perché in rotta di collisione col club scaligero. A Taranto potrebbe registrarsi anche un ritorno, quello di Maurizio Caccavale dal Catanzaro.Cutolo è corteggiato da Foggia, Crotone e Cremonese, mentre Caccavallo non lascia indifferenti Cremonese e Sorrento. di Alessandra Carpino
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